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maggio 26, 2017

Trump: La prossima campagna di guerra contro l’Iran e la Siria, la vera posta in gioco di Trump in Medio Oriente

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 8:29 pm

TRUMP COME UN ISIS

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25 Maggio 2017

CONTROINFORMAZIONE

Luciano Lago

Il vecchio progetto USA di “balcanizzazione” del Medio Oriente è stato ripreso dall’Amministrazione Trump che vuole portarlo ad attuazione ed è stato questo, a quanto sembra, il vero oggetto dei colloqui tenuti dal Presidente statunitense nel corso della sua visita prima a Rijad e poi in Israele.

Gli USA contano sulla collaborazione e sull’appoggio finanziario dell’Arabia Saudita (e delle monarchie del Golfo) per creare un fronte dei paesi sunniti che si formi come “NATO Araba” in Medio Oriente per contrastare l’espansione dell’Iran e dei paesi a guida sciita, come la Siria, l’Iraq ed il Libano affiliato ad Hezbollah.

Come altre volte abbiamo scritto, il progetto nasce dalla volontà di smembrare gli stati arabi e ridisegnare i loro confini in base alle divisioni confessionali ed etniche. Questo consentirà più facilmente agli USA di esercitare la loro egemonia sulla regione e consentirà ad Israele di ottenere maggiore sicurezza dall’indebolimento dei suoi avversari. Vedi: Il Piano di balcanizzazione del Medio Oriente

Il primo paese obiettivo della campagna è naturalemte la Siria che da oltre 6 anni sta resistendo, grazie anche all’intervento russo, all’aggressione che fino ad ora era stata condotta facendo leva sui gruppi terroristi e mercenari armati e finanziati essenzialmente da Stati Uniti ed Arabia Saudita e con la complicità dei loro alleati.

Da adesso la situazione cambia, gli USA stanno preparandosi ad entrare con proprie forze dirette in Siria da sud, dalla frontiera giordana e da nord, attraverso i curdi dell’YPG, che gli USA stanno provvedendo ad armare pesantemente e che sono affiancati da forze speciali USA a loro protezione.

Il vero obiettivo (come ormai tutti hanno capito) non è quello di annientare l’ISIS ma piuttosto quello di rovesciare comunque il governo di Damasco. Persino il New York Times, media controllato dai neocons, ha sostenuto di recente in un editoriale, l’utilità di mantenere attivo l’ISIS per utilizzarlo contro i russi ed i siriani, svelando quello che è il “segreto di Pulcinella”, la funzione dell’ISIS come pretesto per rovesciare governi e giustificare la presenza di truppe occidentali nella regione. Vedi: Why Is Trump Fighting ISIS in Syria?

Anche l’attentato di Manchester può rientrare in questo contesto, ulteriore giustificazione per un intervento militare britannico in Siria ed Iraq per bloccare la “minaccia alla sicurezza”rappresentata dall’ISIS. Non per nulla il terrorista che si è fatto saltare a Manchester aveva dei chiari legami con i servizi britannici (lui e la sua famiglia).

La nuova strategia dell’Amministrazione USA è quella di voler spingere la Russia fuori dalla regione con minacce e con ricatti, per avere campo libero prima in Libano, in Siria ed in Iraq e, successivamente, per una attacco in forze di USA-Israele contro l’Iran a cui si aggregherebbero le forze saudite e di una coalizione araba sunnita, la stesssa che sta operando attualmente contro lo Yemen.

L’Arabia Saudita è il perno di questa alleanza e di questa strategia e la sua funzione è essenziale per i piani di Washington: questo spiega l’estrema attenzione ed il consolidamento dei vincoli commerciali con le mega forniture di armi in cambio di un supporto finanziario ed investimenti sauditi, utilissimi per alimentare il complesso militare industriale di Washington.

Il piano è sponsorizzato dai neocons e non prevede possibilità alternative: la Russia o si piega e si convince o verrà attaccata. Non per nulla la NATO, proprio oggi, attraverso il suo Segretario generale Stoltenberg, ha dichiarato ufficialmente di scendere in campo anche in Siria (naturalmente per combattere contro l’ISIS). Guarda un pò la coincidenza. Il nemico finale è l’Iran contro cui si sta montando una grossolana campagna di menzogne senza base reale.

La Russia potrebbe essere esposta ad un attacco mediante gli stessi gruppi terroristi takfiri utilizzati in Siria ed in Iraq, in modo da portare il caos nel paese e favorire un indebolimento del Governo di Putin o peggio, potrebbe trattarsi di un attacco diretto, mirato a infliggere il primo colpo per neutralizzare le difese russe, per quanto azzardato ed illusorio. Non abbiamo a che fare con persone razionali ma con il gruppo di neocons di Washington che sono ormai dei paranoici che seguono a tutti i costi il loro progetto, costi quel che costi.

Sauditi con militari

La Siria deve essere smembrata in tre stati, come previsto dal piano illustrato anche a suo tempo nei doumenti della DIA (Defence Intelligence Agency), uno stato sunnita integrato al nord con l’Iraq centrale, uno stato curdo, uno stato alawita. Altrettanto dovrà essere fatto con l’Iraq, evitando che questo rimanga un unico stato a maggioranza sciita, influenzato dall’Iran, come lo è attualmente. Il grande sbaglio fatto dagli USA con la guerra per rovesciare Saddam Hussein.

Facile pensare che il Libano dovrà essere l’obiettivo di un prossimo attacco di Israele e USA in collaborazione per annientare le strutture e le difese missilistiche di cui Hezbollah dispone. Implicita la necessità di rovesciare il Governo di Beirut e la presidenza di Micheal Aoun, cristiano maronita, dichiaratamente filo Hezbollah.

Tutti i paesi del Medio Oriente devono diventare un protettorato saudita e statunitense, rinunciando alle loro connotaziponi originarie, che questo piaccia o no alle comunità sciite, cristiane, druse o sunnite tradizionali che non nutrono simpatia per l’ideologia religiosa wahabita/salafita professata in Arabia Saudita. A Washington hanno deciso così.
Questa sarà, nei piani di Washington e di Tel Aviv, la nuova cartografia del Medio Oriente risultante dalla strategia del caos che le Amministrazioni USA stanno portando avanti senza soste da oltre 15 anni nella regione.

Non è però certo che un piano complesso ed articolato come questo possa essere attuato in pratica, viste le enormi difficoltà e vista la determinazione della Russia di Putin ad esercitare un ruolo di garante e protettore dell’asse sciita (Iran-Siria-Hezbollah) contro il fronte sunnita spinto alla guerra dagli USA e dai sauditi.
Per i guerrafondai di Washington la reazione della Russia di Putin e dell’Iran, stretto al proprio esercito, potrebbe essere molto dura ed il costo sarebbe quello di un conflitto generale combattuto con armi nucleari.

Alcuni analisti militari parlano di sommergibili russi armati di missili a testata atomica già piazzati sui fondali del Golfo del Messico in attesa di ordini e, se arriverà l’ordine, gli abitanti della costa est degli Stati Uniti sarebbero fra i primi a pagare il prezzo della follia della elite di potere che si trova attualmente a Washington.

http://www.controinformazione.info/la-prossima-campagna-di-guerra-contro-liran-e-la-siria-la-vera-posta-in-gioco-di-trump-in-medio-oriente/

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