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giugno 27, 2017

GESU’ LUCE DEL MONDO

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 3:52 am

GESU' LAMPADA

 

GESU’ LUCE DEL MONDO

Gesù stesso si presenta arditamente come luce: “Io sono la luce del mondo”, proclamò nel tempio di Gerusalemme (Gv 8:12). Parola che ripeté più volte, dandone segni concreti come quando diede la luce ad un cieco, o quando insegnando, illuminò, in modo che chi lo seguì non camminò più nelle tenebre, ma ebbe “la luce della vita” (Gv 8:12).

La vita di Gesù, fatta di opere e di insegnamento, sarà come il riverbero della sua luce.

Percorse le strade della sua terra per illuminare col suo messaggio di luce:

“Chi mi segue non camminerà più nelle tenebre (non si perderà), ma avrà la luce della vita” (Gv 8:12).

Nelle sue parole, nelle sue parabole, nei suoi miracoli, nei suoi gesti d’amore rivela il volto di Dio, del Padre misericordioso di cui i credenti sono figli: possono chiamarlo col dolce nome di “Padre” perché è tale, e tra loro devono riconoscersi fratelli e sorelle perché sono tali.

I Farisei compresero subito la portata delle affermazioni di Gesù e cercarono di smentirlo: “Tu testimoni di te stesso; la tua testimonianza non è vera” (Gv 8:13), non è cioè confortata da nessuna prova attendibile.

Gesù rispose che la loro eccezione non aveva valore per lui, perché solo lui poteva rendere testimonianza della sua origine divina:

“La mia testimonianza è vera perché so da dove sono venuto e dove vado; ma voi non sapete da dove io vengo ne dove vado” (Gv 8:14).

Il giudizio dei Farisei era superficiale, essi guardavano solo alle apparenze: “Dov’è tuo padre?” (Gv 8:19); ironicamente lo condannarono come un impostore, mentre lui, il vero giudice non condanna nessuno perchéora è tempo di misericordia e non di giudizio.

Constatata la loro colpevole ignoranza il Signore Gesù cercò amorevolmente di rimuovere questo grande ostacolo dicendo:

“Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio” (Gv 8:19). Egli affermò solennemente di essere l’unico mezzo per cui gli uomini possono conoscere Dio, perché solo lui lo conosce, essendone Figlio:

“Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio; e nessuno conosce il Figlio, se non il Padre; e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo” (Mt 11:27). Nonostante queste sue parole i suoi ascoltatori non lo molestarono e nessuno tentò di arrestarlo perché “l’ora sua non era ancora venuta” (Gv 8:20).

Un solenne avvertimento

A questo punto il Signore Gesù rivolse loro un preciso avvertimento:

“Se non credete, se non avete fede, che «io sono» (allusione al nome stesso di Dio), morirete nei vostri peccati” (Gv 8:24), cioè: tra me e voi vi sarà una separazione perpetua.

Pieni di disprezzo e di incredulità i Giudei, anziché ricercare se egli era veramente il tanto atteso Messia, diedero alle sue parole un’inter-
pretazione letterale e pensarono ch’egli si volesse suicidare (Gv 8:22). Incapaci di comprendere le cose spirituali di cui Gesù parlava, totalmente accecati, lo considerarono un indemoniato a motivo delle sue pretese di divinità:

“In verità, in verità vi dico che se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte. I Giudei gli dissero: «Ora sappiamo che tu hai un demonio»” (Gv 8:51-52).

Accecati dall’odio, per esporlo al disprezzo popolare, gli fecero osservare che, nonostante la loro grandezza, Abramo e i profeti erano morti. Come può un uomo pretendere di dare l’immortalità a coloro che credono in lui? Sarebbe egli superiore ad Abramo e ai profeti?

Gesù rispose alle loro parole con una solenne affermazione riguardante la sua natura:

“In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse nato, io sono” (Gv 8:58).

Ancora una volta Gesù ribadisce la sua divinità e la sua preesistenza (“Io sono”), dichiarandosi Signore della libertà e della vita. I Giudei compresero chiaramente che egli dichiarava di essere il Messia, il Figlio di Dio,e come prescriveva la legge (Le 24:16) cercarono di lapidarlo, ma egli si ritirò non solo dal tempio, ma anche da tutto ciò che esso rappresentava (Gv 8:59).

http://www.ilcristiano.it/articolo.asp?id=85

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