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giugno 27, 2017

SIRIA: ASSAD NON USO’ ARMI CHIMICHE

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 11:46 pm

 

SIRIA ATTACCO CHIMICO IDLIB FALSE FLAG

“Damasco non usò armi chimiche”

OCCHI DELLA GUERRA

27 Giugno 2017

Il premio pulitzer Seymour Hersh in un articolo pubblicato il 25 giugno sul giornale tedesco die Welt (cliccare qui), accusa la Casa Bianca di aver attaccato in maniera pretestuosa la Siria, allorquando, in risposta a un presunto attacco chimico ordinato da Assad su  Khan Sheikhoun nell’aprile scorso, bombardò con i missili Tomahawk la base aerea di Shayrat.

Hersh, in base a informazioni provenienti dalla «comunità dell’intelligence» Usa, ricostruisce quanto avvenne allora, concludendo che non c’era alcuna prova di un attacco chimico, anzi. E che la reazione americana fu quindi senza fondamento.

Hersh spiega infatti che l’obiettivo del raid siriano su Khan Sheikhoun era una palazzina individuata come «centro di controllo» delle milizie islamiste, nella quale era prevista una riunione ad alto livello di capi jihadisti, tra i quali rappresentanti dei gruppi di Ahrar al Sham e al Nusra (al Qaeda).

«I ribelli controllano la popolazione attraverso la gestione della distribuzione di beni necessari alla loro sopravvivenza  – cibo, acqua, petrolio, gas propano, fertilizzanti etc.», spiega una fonte a Hersh.

Per poi dettagliare come il piano seminterrato della palazzina in questione, era «utilizzato come deposito di razzi, armi e munizioni, ma anche di prodotti da distribuire alla comunità, come medicine e decontaminanti a base di cloro utilizzati per pulire i corpi prima della sepoltura»

La Russia aveva comunicato in anticipo agli americani «i dettagli dei piani di volo» degli aerei impiegati nella missione, come avviene normalmente per evitare incidenti. A ricevere le informazioni del caso, l’Awacs che svolgeva questo ruolo di monitoraggio in funzione di deconflicting, il quale «era di pattuglia sul confine turco, 60 km o più a Nord» dell’obiettivo.

Il cronista americano spiega, in base alle sue informazioni, che la comunicazione dei russi doveva servire anche a evitare interferenze con il lavoro della Cia e per evitare di uccidere un qualche «informatore che fosse riuscito a farsi strada nella leadership jihadista». Del caso, l’avvertimento gli avrebbe permesso di «non partecipare alla riunione» (particolare invero interessante).

La missione era «speciale perché il target era di alto valore». Tanto che i russi per l’occasione avevano fornito ai siriani uno dei loro ordigni guidati, cosa del tutto usuale.

Non solo: i siriani avevano assegnato alla missione il loro «miglior pilota e il miglior gregario». La stessa comunità di intelligence americana, aveva dato all’obiettivo «il massimo punteggio» previsto nel suo ambito.

La riunione dei jihadisti si svolgeva al secondo piano del palazzo. Gli americani hanno monitorato l’attacco, che si è svolto verso la mezzanotte del 4 aprile, registrando l’esplosione di una bomba da «500 kg» che «ha innescato una serie di esplosioni secondarie che potrebbero aver generato l’enorme nube tossica che si è diffusa sulla città».

Una nube creata dalla «diffusione di sostanze fertilizzanti, disinfettanti e altri prodotti che si trovavano nel seminterrato» della palazzina colpita.

I cosiddetti ribelli e i media internazionali hanno subito accusato Assad di aver utilizzato sostanze chimiche, inondando il web di immagini di persone intossicate e di prodighi soccorritori.

La fonte di Hersh, invece, fa notare che un eventuale ordigno chimico non avrebbe potuto innescare le «esplosioni secondarie» registrate dagli americani.

Mentre «la gamma dei sintomi registrati [tra la popolazione locale ndr.] è coerente con la diffusione di una miscela di sostanze chimiche, tra cui cloro e organofosfati utilizzati in molti fertilizzanti, i quali possono causare effetti neurotossici simili a quelli del sarin».

Questo spiega anche perché i soccorritori non indossassero protezioni, necessarie per non morire immediatamente in caso di diffusione di gas sarin. Riguardo la narrazione di un attacco portato con armi chimiche, l’informatore di Hersh taglia corto: «È una favola».

Anche la Cia e la Dia hanno negato vi fosse del sarin immagazzinato nei pressi della base dalla quale era partito il raid su Khan Sheikhoun. La Cia aveva anche aggiunto che non c’era «alcuna prova che la Siria aveva il sarin o lo avesse utilizzato».

E aveva aggiunto che «Assad non aveva alcun motivo di commettere un suicidio politico», dal momento che un attacco chimico gli avrebbe attirato la reazione internazionale in un momento peraltro più che favorevole sul piano militare.

Lo stesso direttore della Cia, Mike Pompeo, aveva escluso l’uso di armi chimiche. E però Trump decise di ignorare gli avvisi contrari, anzi il Capo della Cia non fu nemmeno convocato nella riunione che avrebbe dovuto decidere la reazione al “crimine di Assad”.

Un crimine del quale non si aveva alcuna prova, è bene ripeterlo. L’unico elemento portato a suffragio della tesi accusatoria fu un’intercettazione nella quale il pilota dell’aero siriano inviato a bombardare accennava al carico «speciale» che trasportava.

Un cenno che rimanda, secondo Hersh, proprio all’ordigno speciale messo a disposizione dell’aviazione siriana dai russi, del quale abbiamo scritto in precedenza.

Il cronista americano, infine, grazie alle sue fonti, racconta la riunione nella quale si decise la reazione all’attacco siriano, nella quale furono prospettate quattro opzioni, tra cui alcune decisamente pericolose per la pace mondiale.

Si optò per il bombardamento della base aerea di Shayrat previo avviso ai russi. Uno «spettacolo pirotecnico», poco più, dal momento che i danni alla pista furono limitati e gli otto aerei siriani distrutti erano ormai del tutto inutilizzabili.

Ma al di là della reazione a effetto, resta che la narrazione del bombardamento chimico di Assad a Khan Sheikhoun è del tutto infondata, frutto della propaganda dei cosiddetti ribelli siriani e dei loro sponsor internazionali. Una distorsione della realtà, una delle tante avvenute in questa sporca guerra.

Proprio oggi la Casa Bianca ha dato notizia che Assad starebbe preparando un altro attacco chimico che, se attuato, innescherebbe una reazione americana. La Russia ha dichiarato «inammissibile» tale attacco Usa ad Assad, ritenendolo del tutto infondato.

Va notato peraltro che, dimostrando doti di grande preveggenza, anche il nuovo presidente francese Emmanuel Macron, in una recente intervista, ha parlato di un possibile attacco chimico di Assad, al quale la Francia averebbe risposto anche da sola se necessario (vedi Piccole note).

Momento di grande pericolo per la pace mondiale, stante che i russi non accetterebbero un attacco contro le truppe di Assad. Tutto ciò rende la denuncia del grande giornalista americano  ancora più coraggiosa, drammatica e attuale.

http://www.occhidellaguerra.it/damasco-non-uso-armi-chimiche/

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