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luglio 30, 2017

La Bonino in chiesa a Biella sull’immigrazione

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 12:09 am

BONINO

Via Gesù, dentro la Bonino. In chiesa “predica” sull’accoglienza la responsabile di 10mila aborti

L’evento in chiesa a Biella ospite la Bonino: vietato l’ingresso ai pro life e coperti tabernacolo e crocifisso. Arriva anche la polizia per chiedere i documenti a chi prega fuori sul sagrato. Ma mentre la leader radicale si contraddice sostenendo la “necessità di regolarizzare gli immigrati” a causa “del calo demografico”, il ginecologo Aletti la incalza: “Pontifichi dopo aver contribuito alla morte di 6 milioni di italiani. Il pensiero maggioritario non cattolico sta prevalendo nella Chiesa”.

di Benedetta Frigerio (28-07-2017)

Dopo aver accuratamente nascosto il crocifisso e il tabernacolo della chiesa di San Defendente a Ronco di Cossato (Biella) e dopo aver impedito l’ingresso ad alcuni membri del movimento pro life, lo scorso mercoledì il parroco, don Mario Marchiori, ha dato la parola all’attivista radicale Emma Bonino sul tema dell’accoglienza. Insomma, la responsabile, mai pentita, di 10mila aborti praticati con le pompe di bicicletta, che si fece mettere incinta per uccidere suo figlio e dimostrare che non era un dramma, ha pontificato dal pulpito invitando a “non ragionare di pancia ma ad usare la ragione e il cuore” per accogliere gli immigrati.

Paradosso dei paradossi, il responsabile della Caritas locale, don Giovanni Perini, è intervenuto in appoggio a Bonino per dire che “non abbiamo nessun diritto di rendere la vita difficile agli altri”. Bollando chiunque sia preoccupato dell’immigrazione massiccia che alimenta il traffico umano, la delinquenza e lo sfruttamento, oltre che il radicalismo islamico e dimenticando che se Bonino non ha reso la vita difficile a 6 milioni di bambini italiani è solo perché prima ha contribuito ad ucciderli.

Chiedendo firme per l’abolizione della Bossi-Fini, da sostituire con una norma aperturista e blanda, la vecchia leader radicale, con fare garbato e mai scomposto, ha sottolineato che “ho accettato di venire a parlare qui perché vengo da una famiglia cattolica praticante, ma che mi ha insegnato il rispetto per l’opinione altrui”. Forse bisognava chiederle come mai allora si è battuta tanto per togliere il diritto all’obiezione di coscienza, invece ha continuato indisturbata: “Sono un europeista entusiasta, di più un’attivista dell’Europa in questo mondo confuso da Trump e Putin… possiamo fare mille critiche all’Europa, ma solo se amiamo il progetto europeo, non possiamo pensare che ogni Stato vada da sé”.

Perché? Verrebbe da chiedersi, dato che la tradizione delle nazioni europee è di un’unità nelle radici cristiane dentro una profonda diversità a cui non si possono applicare politiche identiche senza fare danni? Ma ovviamente non c’è stato spazio per incalzare Bonino che, al contrario, ha proseguito: “La critica che faccio all’Europa, se mai, è di un processo di integrazione bloccato” e quindi di una politica di accoglienza “lasciata alle decisioni di ogni Stato membro”. In poche parole ci vorrebbe più verticismo e decisioni calate dall’alto da burocrati non eletti.

Poi, dopo aver spiegato che i migranti sono necessari perché “fanno il lavoro che gli italiani non vogliono fare” (dimenticando che si tratta di lavori sottopagati, dunque accessibili solo a chi non ha famiglia e ha un alloggio pagato), ha spiegato che il mondo è sovrappopolato per colpa “della povertà dell’Africa, dove fanno i figli perché sono poveri” (povertà che secondo i radicali va combattuta sterilizzando donne e fornendo loro contraccettivi), mentre l’Italia è “in calo demografico”. A quel punto dal pubblico sono intervenuti Alberto Cerutti, vicepresidente dell’associazione Difendere la vita con Maria, Giorgio Celsi, presidente dell’associazione Ora et labora in difesa della vita e Leandro Aletti un ginecologo che per difendere la vita non ha temuto di subire processi né di perdere il lavoro pur avendo una famiglia numerosa da mantenere. Cerutti è stato allontanato dalla Chiesa, mentre Aletti e Celsi sono stati sommersi dai fischi (fra i presenti, ad applaudire alla Bonino c’erano diversi radicali, fra cui il noto ginecologo torinese Silvio Viale, paladino della legalizzazione della Ru486, la pillola abortiva che uccide bambini mettendo a rischio anche la vita delle madri). “Ho provato a dirle – spiega Alettiche lei stessa era fra i responsabili del calo demografico e che era assurdo sentir parlare di accoglienza da una che non accoglie i nostri figli”. Ma tra fischi e urla che coprivano la voce del medico Bonino, senza scomporsi, ha risposto: “Sono polemiche di gioventù, discussioni che pensavo antiche, non mi spaventano. Non mi sentivo e non mi sento di condannare nessuno all’aborto clandestino”. A quel punto tutta la chiesa ha applaudito. “Io rimango convinta della libertà individuale, nessuno deve dirvi cosa fare, ognuno scelga per sé: ‘io non lo farei’ non può diventare ‘tu non lo puoi fare’ (boato di applausi). E non importa se si tratta di uccidere”.

Poi, continuando come se nulla fosse, ma svelando la grande ipocrisia, ha parlato così della regolarizzazione dei clandestini: “Non abbiamo scelta, a meno che non vogliamo affogarli tutti nel Mediterraneo, ma ci eravamo detti mai più. Sui cimiteri anche liquidi non si costruisce niente”. Tutto questo in una chiesa in cui il parroco, che aveva già invitato a parlare Beppino Englaro per ben due volte, continua a diffondere confusione senza il minimo intervento del vescovo. Perciò, ha continuato Aletti, la seconda cosa che le ho detto è che, “Oriana Fallaci diceva esattamente l’opposto, parlando del pericolo dell’islamizzazione. E a quelli della Caritas e a don Mario, che provava ad allontanarmi dalla chiesa, ho rivolto le parole profetiche di Paolo VI: «Un pensiero maggioritario non cattolico prevarrà nella Chiesa ma resterà sempre un’etnia sui generis che è una minoranza e lì sarà il pensiero cattolico». E’ quello che vediamo oggi, per cui essere cattolici ora vuol dire stare in quell’etnia che è una minoranza”.

Nella Chiesa ma non solo, dato che la polizia non è entrata in chiesa (cosa che può avvenire solo su richiesta del parroco per eventi straordinari) e ha chiesto i documenti a quanti pregavano sul sagrato. Ma alcuni delle forze dell’ordine, conclude Aletti, “mi hanno detto: abbiamo sentito tutto, avete ragione”. Giovanni Ceroni, presidente del Mpv di Biella ha spiegato: “In questi casi l’ultima arma è la preghiera di riparazione e adorazione a Dio… Nelle nostre preghiere ricordiamo la Bonino e tanti presenti accecati dalle ideologie, ma in particolare quel prete che impiega tante energie e dà tanto scandalo ai fedeli: che possa convertirsi a Gesù seguendo la Vera Santa Chiesa”.

(fonte: lanuovabq.it)

IPSE DIXIT

«C’è un grande turbamento in questo momento nel mondo della Chiesa, e ciò che è in questione è la fede. Capita ora che mi ripeta la frase oscura di Gesù nel Vangelo di san Luca: “Quando il Figlio dell’Uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla Terra?”. Capita che escano dei libri in cui la fede è in ritirata su punti importanti, che gli episcopati tacciano, che non si trovino strani questi libri. Questo, secondo me, è strano. Rileggo talvolta il Vangelo della fine dei tempi e constato che in questo momento emergono alcuni segni di questa fine. Siamo prossimi alla fine? Questo non lo sapremo mai. Occorre tenersi sempre pronti, ma tutto può durare ancora molto a lungo. Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all’interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all’interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia» (Paolo VI, 7 settembre 1977. Da: “Paolo VI segreto”, Jean Guitton, 1979, Ed. San Paolo).

https://anticattocomunismo.wordpress.com/2017/07/28/via-gesu-dentro-la-bonino-in-chiesa-predica-sullaccoglienza-la-responsabile-di-10mila-aborti/

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LA BONINO IN CHIESA A BIELLA. C’ERA ANCHE SILVIO VIALE. IMPEDITI DOMANDE E INTERVENTI SCOMODI. ALLONTANATO CHI PARLAVA DI ABORTO.

C’era anche Silvio Viale, il noto abortista (“sì, i bambini li frullo”) che ha introdotto in Italia la pillola abortiva RU 486 ieri pomeriggio a Ronco di Cossato nella parrocchia di San Defendente a sentire Emma Bonino dal presbiterio parlava di immigrazione e accoglienza, su invito del parroco, don Mario Marchiori. Ha parlato anche, a favore dell’incontro, il direttore della Caritas diocesana, don Perini. Nel recente passato, negli incontri precedenti, don Perini aveva mostrato un certo favore per le tesi sull’eutanasia. Chi era presente ci dice che gli organizzatori non hanno permesso repliche o dibattito di nessun genere. Il dott. Leandro Aletti, una figura storica dell’antiabortismo italiano, sin dagli anni ’70, ha cominciato a fare una domanda ed è stato subissato di urla di “Vergogna! Vergogna!”. Tutto questo in chiesa; e gli è stato subito tolto il microfono. Un’altra persona, Alberto Cerutti, ha chiesto come mai non sono stati accolti i sei milioni di bambini abortiti grazie alla legge 194, ed è stato subito allontanato dai carabinieri, presenti in chiesa insieme alla polizia e alla Digos.

Ieri il sito “In Terris” ha contattato il vescovo di Biella, mons. Gabriele Mana, che ha dichiarato: ““E’ un’iniziativa autonoma del parroco – ha risposto – ritengo inopportuno il luogo, i contenuti possono essere positivi ma forse era meglio farla in un luogo pubblico di carattere civile. Comunque si lavora non tanto con l’imposizione ma con la persuasione”. C’è da chiedersi perché una risposta così tardiva e inefficace: se davvero l’opinione dell’ordinario era quella, e cioè che il luogo fosse inopportuno, come sembra a molti che pensano che una chiesa non sia semplicemente uno spazio multifunzionale, certamente la diocesi avrebbe potuto trovare un ambito diverso da uno spazio consacrato in cui far parlare la responsabile della soppressione d moltissime vite innocenti.



Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa”.  Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.

http://www.marcotosatti.com/2017/07/27/humanae-vitae-smentita-della-smentita-un-gruppo-di-lavoro-esiste-biella-bonino-in-chiesa-impedito-il-dibattito/

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