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luglio 30, 2017

Santa Maria Maddalena visse e morì ad Efeso

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SANTA MARIA MADDALENA NON VISSE IN FRANCIA

SANTA MARIA DI MAGDALA VISSE E MORI’ AD EFESO
Efeso, la caverna dei sette dormienti

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LA TESTIMONIANZA DI SAN GREGORIO DA TOURS

S.Gregorio di Tours, viveva in Francia e frequentava la corte dei Franchi di cui scrisse parecchi libri, i Franchi sono i discendenti dei Merovingi.

Ora chi meglio di S.Gregorio di Tours (1) , poteva sapere se Santa Maria di Magdala visse in Francia oppure altrove?

San Gregorio di Tours si recò ad Efeso (2), e li visitò la tomba di Santa Maria di Magdala, e la descrisse nei suoi libri.

Poi i resti di Santa Maria di Magdala furono translate a Costantinopoli.

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Quindi Santa Maria di Magdala era sepolta ad Efeso, ma nel 886 l’imperatore Leone il Filoso (3), fece trasportare le sue reliquie a Costantinopoli.

Poi da Costantinopoli le reliquie furono trasportate a Marsiglia nel XIII secolo, per salvarle dal saccheggio saraceno.

Marsiglia non è l’unico posto che conserva i resti di Santa Maria di Magdala, ci sono altre tradizioni;

I resti mortali di Santa Maria di Magdala sarebbero stati conservati anche a Senigalia, vicino Ancona,

nella basilica di San Giovanni in Laterano a Roma, e nella chiesa di San Lazzaro a Costantinopoli, l’odierna Istanbul.

Non solo: ad Abbeville, in Francia, era conservato un cranio, e ad Aix-en-Provence una mascella,

a Colonia si trovavano due braccia e nella Cattedrale di Exeter un dito.

Tutto ciò ci fa capire la popolarità di Santa Maria di Magdala ma anche l’ossessione tutta medievale per reliquie e pellegrinaggi.

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Nota (1); San Gregòrio di Tours, fu Scrittore e cronista ( nato a Clermont il 538 d.c e morto a Tours il 594 d.c.). Di origine romana, ebbe dallo zio, vescovo di Alvernia , una buona educazione. Recatosi a Tours per esservi guarito da s. Martino, vi divenne vescovo (573); poté così conoscere i re merovingi. Oltre a opere di carattere religioso come; Liber in gloria martyrum, Liber in gloria confessorum, ed altri ancora, compose l’Historia Francorum in 10 libri, cui è soprattutto legata la sua fama. In essa, dopo quattro libri di cronaca universale, compilata sugli storici del 4º e 5º secolo, come Eusebio, Girolamo e Orosio, G. passa a raccontare, in latino volgare la storia dei Franchi. Documento unico per la conoscenza dell’età merovingia,l’Historia è certamente una delle più notevoli opere storiografiche dell’alto Medioevo, prima dell’età carolingia.
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Nota (2); Èfeso (greco: Éphesos; latino: Ephesus), oggi è una delle località archeologiche più frequentate di tutta la Turchia, perché è un luogo dove la storia delle civiltà che si sono affacciate lungo le sponde del Mediterraneo ha lasciato profonde e durature tracce nel corso dei secoli.
Ad Efeso c’è la casa della Santa Vergine Maria, la casa dove la Vergine visse dopo la morte di Gesù.
Nei pressi di Efeso si trova anche una caverna detta dei sette dormienti. Nella seconda metà del III secolo , secondo la tradizione, sette giovani cristiani si rifiutarono di fare sacrifici al tempio dedicato all’imperatore, fuggirono dalla città e si rifugiarono in una grotta dove si addormentarono e quando si svegliarono non si accorsero di avere dormito non solo una notte, ma ben 209 anni, come risultò quando tornarono in città e videro che ormai il Cristianesimo non era più perseguitato. L’imperatore Teodosio informato del fatto lo accettò come prova della “resurrezione della carne“, fondamento della dottrina cristiana. I giovani vennero poi sepolti alla loro morte in questa caverna e si costruì una chiesa sui loro sepolcri.
Negli scavi eseguiti a Efeso si sono trovati i ruderi della chiesa e centinaia di tombe. Sia sui muri della chiesa che sulle tombe del VI secolo ci sono scritte collegate alla vicenda dei sette dormienti considerati santi e per diversi secoli i credenti continuarono ad essere sepolti in questo luogo, nella caverna dei sette dormienti si trova anche la tomba di Santa Maria di Magdala.

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Nota (3) ; Leone VI il Saggio o il Filosofo imperatore d’Oriente, nato l’ 866 e morto il 912, era figlio dell’imperatore Basilio I e di Eudocia Ingerina. Successe al padre nell’886. Combatte contro gli Arabi. Leone il Filosofo riuscì a difendere i confini orientali, ma in Occidente non poté impedire che i musulmani completassero la conquista della Sicilia e occupassero Reggio. Leone subì dagli arabi gravi sconfitte, poi di fronte all’avanzata di Simeone sino a Costantinopoli, ottenne la pace cedendo parte della Macedonia e dell’Albania e pagando un ingente tributo. Fu detto il Saggio o il Filosofo per la sua vasta cultura e il suo mecenatismo. Ha lasciato preghiere, omelie e poesie, ma il suo nome è legato soprattutto ai Basilici (Τὰ βασιλικά), che in 60 libri danno una completa sistemazione del diritto greco-romano. Gli succedette il figlio Costantino VII Porfirogenito.

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SANTA MARIA MADDALENA NON VISSE IN FRANCIA

Per quanto concerne la venuta della Maddalena in Francia, è un’idea che si ispira ad alcune leggende medievali dal valore storico assai dubbio[6]. Il Vangelo apocrifo di Nicodemo, noto in occidente, aveva messo in bocca alla Maddalena ai piedi della croce queste parole: “Io andrò da sola a Roma, da Cesare. Gli racconterò quanto male ha fatto Pilato cedendo agli empi Giudei”. Ma prima del secolo X non vi è traccia alcuna di qualche luogo di culto in occidente dedicato alla Maddalena, anche perché la tradizione più antica riteneva che il corpo della santa fosse stato conservato prima a Efeso, poi a Costantinopoli; proprio a Efeso, si credeva, la Maddalena aveva terminato la sua esistenza terrena, vivendo accanto a Maria Vergine e a Giovanni. Ma a partire dal secolo XI iniziano in occidente i primi segnali di un culto di Maria Maddalena. Intorno al 1050 l’abbazia di Vézelay in Borgogna, prima dedicata alla Vergine Maria e abitata da monache, fu messa sotto il patrocinio della Maddalena e destinata ai benedettini maschi; a partire da quest’epoca si cominciò a parlare di una presenza in quel luogo del corpo della santa, notizia che diede inizio a numerosi pellegrinaggi . Da tutt’altra parte, in Provenza, a partire dal secolo XII si incomincia invece a narrare una leggenda secondo la quale la Maddalena sarebbe vissuta, come eremita, in una grotta del monte della Sainte-Baume. Di qui ne nacque un contrasto tra Vézelay e St-Maximin: entrambe le città rivendicavano il possesso delle autentiche reliquie. Nel 1265-1267 a Vézelay fu organizzata una ostensione e traslazione del presunto corpo di Maria, per ravvivare il culto della santa[10]; dall’altra parte, il 9 dicembre 1279 Carlo di Salerno – servendosi di falsi documenti – affermò di avere rinvenuto nella chiesa di St-Maximin, presso la Sainte-Baume, il vero corpo delal santa. I monaci di Vézelay reagirono producendo altri falsi documenti per dimostrare che il corpo della Maddalena si trovava presso di loro, traslato da Aix-en-Provence molto tempo prima; quelli di St-Maximin invece tentarono di mostrare che a Vézelay non si trovava il corpo di Maria, bensì quello di San Cedonio. La documentazione falsa e gli strafalcioni storici abbondano da entrambe le parti.

La leggenda della permanenza di Maria Maddalena in una grotta francese, è dovuta ad una confusione tra due sante. Era nota infatti la storia di una certa Maria Egiziaca, che dopo un passato di prostituzione avrebbe scelto di vivere come eremita nei pressi di Gerusalemme, secondo un racconto attribuito al patriarca Sofronio di Gerusalemme (VII secolo).

La Vita di Sofronio era stata tradotta in latino già tre volte, da Paolo Diacono, da Anastasio il Bibliotecario e da un terzo anonimo; ed è proprio sulla base di un estratto di questa vita di Maria Egiziaca che nel secolo IX si operò la confusione tra le due prostitute pentite. A partire dal secolo XII, pertanto, l’eremo del racconto di Maria Egiziaca fu identificato con la grotta della Maddalena nella Sainte-Baume. Quando Jacopo da Varagine attorno al 1265 scrisse la sua fortunatissima Legenda aurea, ripetendo il racconto della venuta di Maria Maddalena a Marsiglia e ad Aix-en-Provence, le varie tradizioni si erano ormai fuse in un unico racconto che metteva insieme tutto il materiale precedente e lo consegnava ormai immutato alla storia.

Questa, in sintesi, la vicenda leggendaria medievale di Maria Maddalena; ma del fatto che la Maddalena abbia avuto da Gesù una figlia di nome Sarah nessuno di questi racconti, nemmeno il più fantasioso, ha mai fatto menzione. L’unica stranezza a cui Jacopo da Varagine fa riferimento, senza però prestarvi fede, è che la Maddalena fosse la sposa promessa dell’apostolo Giovanni, il quale poi avrebbe rifiutato di sposarla perché deciso a seguire Gesù nella castità; ed ella, sdegnata, si sarebbe data alla prostituzione.

Il nome di Sarah è stato preso da un altro personaggio della medesima leggenda medievale; a Saintes-Maries-de-la-Mer si commemora il presunto sbarco di Maria di Giacomo, Maria Salome, Lazzaro, Massimino, Marta, Maria Maddalena ed altri. Le due Marie avrebbero avuto una serva negra di nome Sara, secondo una versione del racconto; oppure, Sara si trovava già sul luogo, e le avrebbe accolte sulle rive della Francia, secondo un’altra versione. Di questa Sara c’è una statua di carnagione nera, nella cripta della chiesa della città.
È considerata dagli zingari loro patrona, nota come Sara Kalì e festeggiata ogni anno il 24 maggio. Nulla di sospetto, per chi abbia la cura di indagare le fonti con un approccio seriamente storico.

http://www.christianismus.it/modules.php…

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Centro Studi S.M.Maddalena

 https://sites.google.com/site/centrostudismmaddalena/home/santa-maria-maddalena-non-visse-in-francia
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