Mirabilissimo100’s Weblog

dicembre 31, 2019

HAPPY NEW YEAR 2020

Filed under: festività — Tag: — mirabilissimo100 @ 6:55 pm

 

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AUGURI DI UN FELICE ANNO NUOVO 2020!

Filed under: festività — Tag:, — mirabilissimo100 @ 5:07 pm
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dicembre 30, 2019

MARIA MADRE DI GESU’ VERA EBREA E VERA CRISTIANA

 

 LA SACRA FAMIGLIA
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Maria madre di Gesù, per conoscerla bene occorre cercarla nel Nuovo Testamento,
i Vangeli apocrifi parlano moltissimo di lei, ma non sono attendibili, essendo tardivi,
pieni di storie fantasiose, romanzati senza valore storico. I Vangeli gnostici citano poche volte
la madre i Gesù, poi sono di provenienza eretica. I Padri della chiesa raccontano molto della
madre di Gesù, attingendo dal Nuovo Testamento, e facendo loro proprie riflessioni, che sono
il nucleo basale da cui poi si è formata la Mariologia. Da non prendere nemmeno in considerazione
il Talmud ebraico, che risulta tardivo, e non affidabile per il tono anti-cristiano.
Dal Nuovo Testamento ricaviamo abbastanza notizie per poter affermare che Maria la madre di Gesù
è vera ebrea e vera cristiana.
Tutti i quattro Vangeli parlano di Maria, ed anche Atti, poi nei restanti libri del Nuovo Testamento,
non si parla più di lei, tranne un passo di Paolo; Galati 4: 4.
Per quanto riguarda l’Apocalisse alcuni teologi cattolici vi hanno visto citazioni riguardo Maria,
ma è solo personale interpretazione, l’Apocalisse è un libro che si presta a diverse interpretazioni,
essendo scritto con il linguaggio profetico-simbolico dell’Antico Testamento.
 
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Dei quattro Vangeli, Luca è quello che parla più di tutti della madre di Gesù, raccontando delle cose
straordinarie.
 
Il Vangelo di Marco è quello che parla meno di Maria, citandola solo in due passi.
Marco 3: 31-35
 3-31Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare. 32Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: “Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano”. 33Ma egli rispose loro: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?”.

34Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: “Ecco mia madre e i miei fratelli!

35Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre”.

 

Marco 6: 3-Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone?

E le sue sorelle non stanno qui da noi?”.

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Vediamo ora le citazioni nel Vangelo di Giovanni, sono solo tre ma molto importanti.

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LE NOZZE DI CANA

Giovanni2: 1-12

2-1Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. 2Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.

MARIA DICE A GESU’ CHE IL VINO E’ FINITO


3Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: “Non hanno più vino”. 4E Gesù rispose: “Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora”. 

GESU’ ESAUDISCE SUA MADRE


5La madre dice ai servi: “Fate quello che vi dirà”.

6Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. 7E Gesù disse loro: “Riempite d’acqua le giare”; e le riempirono fino all’orlo. 

 GESU’ FA IL MIRACOLO DEL VINO


8Disse loro di nuovo: “Ora attingete e portatene al maestro di tavola”. Ed essi gliene portarono. 9E come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l’acqua), chiamò lo sposo 10e gli disse: “Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po’ brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono”. 11Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

12Dopo questo fatto, discese a Cafàrnao insieme con sua madre, i fratelli e i suoi discepoli e si fermarono colà solo pochi giorni.

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 GESU’ FIGLIO DI GIUSEPPE


Giovanni 6: 42

6-42E dicevano: “Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui conosciamo il padre e la madre. Come può dunque dire: Sono disceso dal cielo?”.

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GESU’ AFFIDA LA MADRE ALL’APOSTOLO GIOVANNI


Giovanni 19: 25-27

19-25Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala.

 26Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco il tuo figlio!”.

27Poi disse al discepolo: “Ecco la tua madre!”. E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

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Passiamo al Vangelo di Matteo, qui troviamo importanti fatti riguardo Maria, il Vangelo di Matteo include l’infanzia di Gesù,

come anche il Vangelo di Luca. Vediamo che entrambi i Vangeli parlano della nascita miracolosa di Gesù, parlano di Giuseppesposo di Maria, di Betlemme, ma raccontano altre cose diverse uno dall’altro 

come ora vedremo.

Matteo 1: 15-25

1-15Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, 16Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo.

17La somma di tutte le generazioni, da Abramo a Davide, è così di quattordici; da Davide fino alla deportazione in Babilonia è ancora di quattordici; dalla deportazione in Babilonia a Cristo è, infine, di quattordici.

L’ANNUNCIO DELL’ANGELO A GIUSEPPE


18Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. 20Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. 21Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”.

22Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

23Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio
che sarà chiamato Emmanuele,

che significa Dio con noi

LE NOZZE DI MARIA E GIUSEPPE


24Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, 25la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.

LA NASCITA DI GESU’ A BETLEMME E LA VISITA DEI RE MAGI


Matteo 2:1-23

2-1Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: 2“Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo”. 3All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. 5Gli risposero: “A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:

6E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero 
il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele.

7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme esortandoli: “Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”.

9Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. 12Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

LA FUGA IN EGITTO


13Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo”.

14Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, 15dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio.

16Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s’infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. 17Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:

18Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande;
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata, perché non sono più.

IL RITORNO A NAZARETH


19Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto 20e gli disse: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nel paese d’Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino”. 21Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d’Israele. 22Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea 23e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: “Sarà chiamato Nazareno”.

 

Matteo dopo l Vangelo dell’infanzia cita soltanto altre due volte la madre di Gesù.

MARIA SI RECA DA GESU’ CHE STA PREDICANDO


Matteo 12: 46-50

12-46Mentre egli parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di parlargli.

 47Qualcuno gli disse: “Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti”.

 48Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?”.

49Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: “Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli;

50perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre”.

Matteo 13: 53-56

13-53-Gesù partì di là 54e venuto nella sua patria insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva:

 “Da dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli? 55Non è egli forse il figlio del carpentiere?

Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? 56E le sue sorelle non sono tutte fra noi?

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Ora passiamo a Luca, il Vangelo che parla molto di Maria, e ci fa capire che Maria è una donna ebrea osservante e timorata di Dio,

una donna grande, la più grande del mondo, piena di grazie ed anche profetessa.

Maria era una fanciulla che viveva a Nazareth in Galilea, ma aveva parenti in Giudea, parenti molto osservanti della legge,

infatti si tratta di una famiglia sacerdotale, due sposi  Elisabetta e il sacerdote Zaccaria,entrambi discendenti da famiglie sacerdotali.

Maria è cugina di Elisabetta, ma è anche sua amica e confidente, infatti Maria si reca da Elisabetta, per aiutarla durante la gravidanza,

Elisabetta è in attesa di un bambino, il più grande uomo nato da donna, Giovanni il Battista.

L’ANGELO GABRIELE ANNUNCIA  A MARIA LA NASCITA DI GESU’


Luca 1: 26-45

1-26Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret,

27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.

 28Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. 29A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.

30L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.

32Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.

34Allora Maria disse all’angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”. 35Le rispose l’angelo:

“Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.

 36Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: 37nulla è impossibile a Dio“.

38Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E l’angelo partì da lei.

MARIA SI RECA DALLA CUGINA ELISABETTA


39In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. 40Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.

 41Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo 42ed esclamò a gran voce:

“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?

 44Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. 45E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”.

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Ora attenzione, nel passo che segue, Maria rivela d’essere profetessa, a conoscenza della sua grandezza,

afferma la sua fedeltà a Dio, e al patriarca Abramo, e al suo popolo.

MARIA RECITA IL MAGNIFICAT


Luca 1: 46-56

1-46Allora Maria disse:

L’anima mia magnifica il Signore
47e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
48perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
49Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
Santo è il suo nome:
50
di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.

51Ha spiegato la potenza del suo 
braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri
 del loro cuore;
52ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
53
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.

54
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,

55come aveva promesso 
ai nostri padri,
ad Abramo e alla
 sua discendenza,
per sempre”.

56Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

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Nei passi seguenti vediamo la nacità di Gesù, e come Maria e Giuseppe, osservano la legge del Signore.

LA NASCITA DI GESU’ A BETLEMME E LA VISITA DEI PASTORI


Luca 2: 1-40

2-1In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra.

2Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. 3Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città.

 4Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nàzaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide,

 chiamata Betlemme, 5per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. 6Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.

7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.

GLI ANGELI ANNUNCIANO LA NASCITA DI GESU’ AI PASTORI


8C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce.

 Essi furono presi da grande spavento, 10ma l’angelo disse loro: “Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo:

11oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia”.

13E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva:

14“Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama”.

15Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: “Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere”.

I PASTORI SI RECANO DAL BAMBINELLO GESU’


16Andarono dunque senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. 17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.

 18Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. 19Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.

20I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

21Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.

22Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, 23come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore24e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.

25Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele; 

LA PRESENTAZIONE DI GESU’ AL TEMPIO E LA PROFEZIA DI SIMEONE


26lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.

27Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, 28lo prese tra le braccia e benedisse Dio:

29“Ora lascia, o Signore, che il tuo servo
vada in pace secondo la tua parola;
30perché i miei occhi han visto la tua salvezza,
31preparata da te davanti a tutti i popoli,
32luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele”.

33Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre:

“Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione 35perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”.

36C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza,

 37era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.

38Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

39Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret.

 40Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.

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Passano gli anni, Maria e Giuseppe crescono Gesù, ed essendo molto osservanti si recano ogni anno a Gerusalemme per la Pasqua.

GESU’ FRA I DOTTORI NEL TEMPIO


Luca 2: 41-52

2-41I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. 42Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l’usanza;

43ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.

44Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; 45non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.

 46Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. 47E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.

48Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”.

49Ed egli rispose: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”. 50Ma essi non compresero le sue parole.

51Partì dunque con loro e tornò a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.

 52E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

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Dopo il Vangelo dell’infanzia Luca cita Maria solo in due passi.

Luca 8: 19-21

8-19Un giorno andarono a trovarlo la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.

20Gli fu annunziato: “Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti”. 21Ma egli rispose:

“Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica”.

Luca 11: 27-28

11-27Mentre diceva questo, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: “Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!”.

28Ma egli disse: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!”.

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Luca torna poi a parlare di Maria nel suo libro Atti degli Apostoli, dove incontriamo Maria non solo ebrea osservante, ma ormai anche  vera cristiana, unita in preghiera con gli Apostoli.

Atti 1: 1-14

1Nel mio primo libro ho già trattato, o Teòfilo, di tutto quello che Gesù fece e insegnò dal principio 2fino al giorno in cui, dopo aver dato istruzioni agli apostoli che si era scelti nello Spirito Santo,

egli fu assunto in cielo.

3Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio.

 4Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre “quella,

disse, che voi avete udito da me: 5Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni”.

6Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: “Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?”. 7Ma egli rispose:

 “Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, 8ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme,

 in tutta la Giudea e la Samarìa e fino agli estremi confini della terra”.

9Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. 10E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n’andava,

 ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: 11“Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo,

 tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo”.

12Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato.

ASCENSIONE DI GESU’ AL CIELO

 APPARIZIONE DI DUE ANGELI CHE ANNUNCIANO IL RITORNO DI GESU’ ALLA FINE DEL MONDO


 13Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C’erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo,

 Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo. 14Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui.

PENTECOSTE

 MARIA INSIEME AGLI APOSTOLI RICEVE LO SPIRITO SANTO

Atti 2:1-12;

1 Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. 2 Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. 3 Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; 4 ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi.
5 Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. 6 Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. 7 Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: «Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? 8 E com’è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? 9 Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, 10 della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, 11 Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio». 12 Tutti erano stupiti e perplessi, chiedendosi l’un l’altro: «Che significa questo?». 

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Conclusione: Maria madre di Gesù è nata ebrea è poi è diventata cristiana, è vissuta osservando con timore le leggi divine, in Maria non c’è difetto, ma solo grazia, è la benedetta fra tutte le donne, è stata degna di diventare la madre dell’Unigenito Figlio di Dio,

Gesù nostro Signore e Salvatore.

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Citazioni Bibbia CEI

A CURA DI MARIA DI NAZARETH SEMPRE BEATA

https://sites.google.com/site/mariadinazarethsemprebeata/home/maria-madre-di-gesu-vera-ebrea-e-vera-cristiana

 

 

 

SAN GIUSEPPE PADRE DEL SIGNORE GESU’ NEI VANGELI

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LA SACRA FAMIGLIA SAN GIUSEPPE GESU’ E LA SANTA VERGINE MARIA
 
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LA STORIA DI SAN GIUSEPPE RACCONTATA NEI QUATTRO EVANGELI
 
Vediamo che San Giuseppe è molto citato nei Vangeli dell’infanzia di Gesù. In Luca nel primo capitolo, 
viene raccontato che San Giuseppe era discendente del Re David, ed era promesso sposo ad una 
fanciulla di nome Maria.
Maria mentre era promessa sposa a San Giuseppe riceve l’annuncio dell’Arcangelo Gabriele della nascita del Redentore.
 
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L’Arcangelo annuncia a Maria la nascita di Gesù
 
DAL VANGELO SECONDO SAN LUCA
 
Luca 1: 26-38;
26 Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea, chiamata Nazareth, 27 a una vergine fidanzata a un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria. 28 L’angelo, entrato da lei, disse: «Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore è con te». 29 Ella fu turbata a queste parole, e si domandava che cosa volesse dire un tale saluto. 30 L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. 32 Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre. 33 Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine». 34 Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?» 35 L’angelo le rispose: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà dell’ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio. 36 Ecco, Elisabetta, tua parente, ha concepito anche lei un figlio nella sua vecchiaia; e questo è il sesto mese, per lei, che era chiamata sterile; 37 poiché nessuna parola di Dio rimarrà inefficace». 38 Maria disse: «Ecco, io sono la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola». E l’angelo la lasciò.
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Nel primo capitolo di Matteo, vediamo che San Giuseppe mentre aveva deciso di lasciare la sua promessa sposa Maria in segreto, perchè era in attesa di un bambino non suo, in sogno gli appare l’Angelo del Signore e gli svela che il bimbo di Maria è stato concepito per opera dello Spirito Santo, e questo bimbo sarà il Redentore. San Giuseppe quindi accetta di prendere con se la sua promessa sposa Maria come gli aveva ordinato l’Angelo del Signore.
 
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L’Angelo del Signore apparein sogno a San Giuseppe
 
 
 
DAL VANGELO SECONDO SAN MATTEO
Matteo 1: 16; 
16 Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo.
Matteo 1: 18-25;
18 Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19 Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. 20 Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. 21 Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
22 Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
23 Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio
che sarà chiamato Emmanuele
,
che significa Dio con noi. 24 Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, 
25 la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.
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Nel secondo capitolo di Luca, viene raccontata la nascita di Gesù a Betlemme, la città di Davide e la città da cui proveniva San Giuseppe, essendo discendente del Re David. Viene raccontata l’annucio dell’Angelo ai pastori della nascita del Salvatore.
 Poi viene raccontata la circoncisione di Gesù, e la sua presentazione al Tempio e l’incontro con Simeone che fa sua profezia.
 
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La nascita di Gesù a Betlemme e la visita dei pastori
 
DAL VANGELO SECONDO LUCA
Luca 2:1-38;
2:1 In quel tempo uscì un decreto da parte di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l’impero. 2 Questo fu il primo censimento fatto quando Quirinio era governatore della Siria. 3 Tutti andavano a farsi registrare, ciascuno alla sua città.
4 Dalla Galilea, dalla città di Nazaret, anche Giuseppe salì in Giudea, alla città di Davide chiamata Betlemme, perché era della casa e famiglia di Davide, 5 per farsi registrare con Maria, sua sposa, che era incinta.
6 Mentre erano là, si compì per lei il tempo del parto; 7 ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.
8 In quella stessa regione c’erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge. 9 E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore. 10 L’angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà: 11 “Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore. 12 E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia”».
13 E a un tratto vi fu con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
14 «Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini ch’egli gradisce!»
15 Quando gli angeli se ne furono andati verso il cielo, i pastori dicevano tra di loro: «Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto, e che il Signore ci ha fatto sapere». 16 Andarono in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia; 17 e, vedutolo, divulgarono quello che era stato loro detto di quel bambino. 18 E tutti quelli che li udirono si meravigliarono delle cose dette loro dai pastori. 19 Maria serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo. 20 E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato loro annunciato.
21 Quando furono compiuti gli otto giorni dopo i quali egli doveva essere circonciso, gli fu messo il nome di Gesù, che gli era stato dato dall’angelo prima che egli fosse concepito. 22 Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore, 23 come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà consacrato al Signore»; 24 e per offrire il sacrificio di cui parla la legge del Signore, di un paio di tortore o di due giovani colombi.
 
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La circoncisione di Gesù
 
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La presentazione al Tempio di Gesù e l’incontro con Simeone
 
25 Vi era in Gerusalemme un uomo di nome Simeone; quest’uomo era giusto e timorato di Dio, e aspettava la consolazione d’Israele; lo Spirito Santo era sopra di lui; 26 e gli era stato rivelato dallo Spirito Santo che non sarebbe morto prima di aver visto il Cristo del Signore. 27 Egli, mosso dallo Spirito, andò nel tempio; e, come i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere a suo riguardo le prescrizioni della legge, 28 lo prese in braccio, e benedisse Dio, dicendo:
29 «Ora, o mio Signore, tu lasci andare in pace il tuo servo,
secondo la tua parola;
30 perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
31 che hai preparata dinanzi a tutti i popoli
32 per essere luce da illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele».
33 Il padre e la madre di Gesù restavano meravigliati delle cose che si dicevano di lui. 34 E Simeone li benedisse, dicendo a Maria, madre di lui: «Ecco, egli è posto a caduta e a rialzamento di molti in Israele, come segno di contraddizione 35 (e a te stessa una spada trafiggerà l’anima), affinché i pensieri di molti cuori siano svelati».
36 Vi era anche Anna, profetessa, figlia di Fanuel, della tribù di Aser. Era molto avanti negli anni: dopo essere vissuta con il marito sette anni dalla sua verginità, era rimasta vedova e aveva raggiunto gli ottantaquattro anni. 37 Non si allontanava mai dal tempio e serviva Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38 Sopraggiunta in quella stessa ora, anche lei lodava Dio e parlava del bambino a tutti quelli che aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
 
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Nel secondo capitolo di Matteo, viene raccontata la visita dei Re Magi, che vennero da oriente seguendo la stella che annunciava
 la nascita  del Re dei Giudei. Viene raccontata anche la fuga in Egitto, e il ritorno a Nazaret.
 
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La Visita dei Re Magi a Gesù Bambino e l’offerta dei doni con l’adorazione
DAL VANGELO SECONDO SAN MATTEO
Matteo 2: 1-23;
1 Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: 2 «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo». 3 All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4 Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. 5 Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele
».
7 Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella 8 e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
9 Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10 Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. 11 Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. 12 Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
13 Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo».
14 Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, 15 dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio.
 
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La fuga della Sacra Famiglia in Egitto per salvare il Bambinello Gesù da Erode

16 Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s’infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. 17 Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:
18 Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande;
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata, perché non sono più
.
19 Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto 20 e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nel paese d’Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino». 21 Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d’Israele. 22 Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea 23 e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nazaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: «Sarà chiamato Nazareno».
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Nel secondo capitolo di Luca viene raccontato il ritorno della Sacra Famigla a Nazaret, viene detto che Gesù intanto cresceva 
in statura  grazia e sapienza. Viene raccontato anche  l’episodio dello smarrimento e ritrovamento di Gesù dodicenne nel Tempio, dove era insieme ai maestri della legge. 
 
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Gesù dodicenne fra i maestri nel Tempio
 
DAL VANGELO SECONDO SAN LUCA
Luca 2: 39-52;
 
39 Com’ebbero adempiuto tutte le prescrizioni della legge del Signore, tornarono in Galilea, a Nazaret, loro città.
40 E il bambino cresceva e si fortificava; era pieno di sapienza e la grazia di Dio era su di lui.
41 I suoi genitori andavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua.
42 Quando giunse all’età di dodici anni, salirono a Gerusalemme, secondo l’usanza della festa; 43 passati i giorni della festa, mentre tornavano, il bambino Gesù rimase in Gerusalemme all’insaputa dei genitori; 44 i quali, pensando che egli fosse nella comitiva, camminarono una giornata, poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; 45 e, non avendolo trovato, tornarono a Gerusalemme cercandolo. 46 Tre giorni dopo lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri: li ascoltava e faceva loro delle domande; 47 e tutti quelli che l’udivano, si stupivano del suo senno e delle sue risposte. 48 Quando i suoi genitori lo videro, rimasero stupiti; e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io ti cercavamo, stando in gran pena». 49 Ed egli disse loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io dovevo trovarmi nella casa del Padre mio?» 50 Ed essi non capirono le parole che egli aveva dette loro. 51 Poi discese con loro, andò a Nazaret, e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.
52 E Gesù cresceva in sapienza, in statura e in grazia davanti a Dio e agli uomini.
 
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Nel terzo e quarto capitolo di Luca, è scritto che Gesù era figlio di San Giuseppe.
 
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 Gesù dopo i quaranta giorni nel deserto torna a Nazaret e si reca nella Sinagoga
 
DAL VANGELO SECONDO SAN LUCA
Luca 3: 23;23 Gesù, quando cominciò a insegnare, aveva circa trent’anni ed era figlio, come si credeva, di Giuseppe, di Eli.
Luca 4: 14-22;
14 Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito Santo e la sua fama si diffuse in tutta la regione. 15 Insegnava nelle loro sinagoghe e tutti ne facevano grandi lodi.
16 Si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere. 17 Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto:
18 Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione,
e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio,
per proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
per rimettere in libertà gli oppressi,
19 e predicare un anno di grazia del Signore.
20 Poi arrotolò il volume, lo consegnò all’inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. 21 Allora cominciò a dire: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi». 22 Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è il figlio di Giuseppe?». 
 
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Nel tredicesimo capitolo di Matteo, è scritto che Gesù era figlio di San Giuseppe.
 
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 Gesù si era cresciuto a Nazareth, dove faceva il mestiere di carpentiere imparato dal padre San Giuseppe
 
DAL VANGELO SECONDO SAN MATTEO
Matteo 13: 53-57;
53 Terminate queste parabole, Gesù partì di là 54 e venuto nella sua patria insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli? 55 Non è egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? 56 E le sue sorelle non sono tutte fra noi? Da dove gli vengono dunque tutte queste cose?». 57 E si scandalizzavano per causa sua. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua».
 
DAL VANGELO DI SAN MARCO
Non è citato San Giuseppe, ma il resto e’ simile a Matteo 13:53-57;
Marco 6:1-6;
1 Partito quindi di là, andò nella sua patria e i discepoli lo seguirono. 2 Venuto il sabato, incominciò a insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicevano: «Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani? 3 Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?». E si scandalizzavano di lui. 4 Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». 5 E non vi potè operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì. 6 E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù andava attorno per i villaggi, insegnando.
 
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Nel primo capitolo di Giovanni, è scritto che Gesù era figlio di Giuseppe di Nazareth.
 
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San Giovanni il Battista indica ai suoi ddiscepoli Gesù come l’Agnello di Dio
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I discepoli di San Giovanni Battista, vanno a parlare con Gesù
 
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Filippo va a chiamare Natanaele che riposava sotto un fico per presentargli Gesù
DAL VANGELO SECONDO SAN GIOVANNI
Giovanni 1: 35-51;
35 Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli 36 e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». 37 E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. 38 Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?». 39 Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
40 Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. 41 Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)» 42 e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)».
43 Il giorno dopo Gesù aveva stabilito di partire per la Galilea; incontrò Filippo e gli disse: «Seguimi». 44 Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. 45 Filippo incontrò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazaret». 46 Natanaèle esclamò: «Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». 47 Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». 48 Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico». 49 Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». 50 Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi? Vedrai cose maggiori di queste!». 51 Poi gli disse: «In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo».
 
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Nel capitolo sesto di Giovanni è scritto che il padre di Gesù è San Giuseppe.
 
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Gesù mentre insegna alle folle che lo seguono
 
DAL VANGELO SECONDO SAN GIOVANNI
 
Giovanni 6: 41-51;
41 Intanto i Giudei mormoravano di lui perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». 42 E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui conosciamo il padre e la madre. Come può dunque dire: Sono disceso dal cielo?».
43 Gesù rispose: «Non mormorate tra di voi. 44 Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 45 Sta scritto nei profeti: E tutti saranno ammaestrati da Dio. Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me. 46 Non che alcuno abbia visto il Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. 47 In verità, in verità vi dico: chi crede ha la vita eterna.
48 Io sono il pane della vita. 49 I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; 50 questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. 51 Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
 
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Citazioni bibliche dalla Bibbia Cei
Articolo a cura del Centro Studi  SAN GIUSEPPE PADRE DEL SIGNORE GESU’

SAN GIUSEPPE DI NAZARETH PADRE PUTATIVO DI GESU’

SAN GIUSEPPE DI NAZARETH PADRE PUTATIVO DI GESU’

 
 
 
 
SAN GIUSEPPE DI NAZARETH
 
Giuseppe, santo – Sposo di Maria madre di Gesù, di cui G. era “reputato” (Luca 3, 23) padre;
le poche notizie che abbiamo su di lui sono nei Vangeli (soprattutto Matteo e Luca),
 mentre pressoché privi di valore sono i tardi racconti dei Vangeli apocrifi che ebbero però molta influenza sulla tradizione e sull’arte.
 Presentato nella genealogia di Gesù come discendente di David, forse nato a Betlemme (o a Nazaret),
esercitava un mestiere (di carpentiere o falegname:
il gr. ha τέκτων che la Vulgata traduce faber); secondo gli Apocrifi e parte della tradizione antica (orientale,
Ambrogio e, con qualche incertezza, Agostino) già vedovo prima di sposare Maria, G. avrebbe avuto dal primo matrimonio dei figli:
 ipotesi questa adottata per spiegare la presenza dei “fratelli di Gesù” nei Vangeli; ma già s.
Girolamo avversava questa ipotesi (secondo la comune teologia cattolica quei “fratelli” sarebbero dei cugini),
 ritenendo G. vergine prima e dopo il matrimonio con la madre di Cristo. Nel racconto dell’Annunciazione,
quando l’angelo Gabriele si presenta a Maria, essa è detta vergine sposa promessa a G. (Matt. 1, 18; Luca 1, 27),
 ma costui non l’aveva ancora introdotta nella sua casa (Matt. 1, 18): quindi erano uniti da vincolo di fidanzamento
 (che presso gli Ebrei era giuridicamente considerato già matrimonio). I Vangeli non dicono dell’età di G. (secondo alcuni apocrifi era di età avanzata)
quando egli chiese la mano di Maria, mentre mettono in risalto la verginità di lei e il fatto che G. non ebbe alcuna parte nel concepimento di Gesù. Tuttavia,
 prima di conoscere il carattere prodigioso della maternità di Maria, G., preso da dubbio, nella sua giustizia pensò di scindere il contratto matrimoniale senza denunciare la gestante;
 poi, avvertito in sogno dall’Angelo del mistero del concepimento di Maria, G. visse con lei senza consumare il matrimonio
 (nella dottrina cattolica Maria restò vergine anche post partum). Il censimento indetto da Augusto obbligò G. a recarsi da Nazaret, sua dimora abituale,
 a Betlemme, paese d’origine, giacché questa era stata la patria di David (Luca 2, 1-5); e ivi nacque Gesù.
 La persecuzione di Erode lo costrinse con la sua sposa e il bambino a rifugiarsi in Egitto, donde ritornò con essi,
 dopo la morte del re, a Nazaret: ivi restò forse fino alla fine della vita, probabilmente avvenuta prima dell’inizio del ministero di Gesù.
Enciclopedia Treccani
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GLI ANTENATI DI SAN GIUSEPPE
 
Matteo 1: 15-16
1:15 Eliud generò Eleàzaro; Eleàzaro generò Mattan; Mattan generò Giacobbe;
1:16 Giacobbe generò Giuseppe, il marito di Maria, dalla quale nacque Gesù, che è chiamato Cristo.
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Luca 3: 23-25
 
3:23 Gesù, quando cominciò a insegnare, aveva circa trent’anni ed era figlio, come si credeva, di Giuseppe, di Eli,
3:24 di Mattàt, di Levi, di Melchi, di Iannài, di Giuseppe,
3:25 di Mattatìa, di Amos, di Naum, di Esli, di Naggai,
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Vediamo che in Matteo, Giuseppe è figlio di Giacobbe, il quale è figlio di Mattan, il quale è figlio di Eleazaro.
 Vediamo che in Luca , Giuseppe è figlio di Eli, il quale è figlio di Mattat, il quale è figlio di Levi.
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Gli studiosi dicono che la genealogia di Matteo segue Giuseppe, mentre Luca segue Maria, allora questo Eli che sarebbe padre di Giuseppe in Luca è il padre di Maria,
dagli Apocrifi sappiamo che il padre di Maria si chiamava Gioacchino
MA   LA SPIEGAZIONE PIU’ VERA SULLA DIFFERENZA TRA LE DUE GENEALOGIE DI MATTEO E LUCA La maggior parte degli interpreti sia antichi che moderni ritiene che i due Evangelisti riferiscano entrambi la genealogia di S. Giuseppe, e per spiegare le divergenze ricorrono alla legge del levirato (Dt 25,5-10; Mt 22,24ss.), la quale voleva che se un uomo fosse morto senza figli, il suo più prossimo parente ne dovesse sposare la vedova, e il primo figlio che fosse nato venisse considerato come figlio del defunto, a cui succedeva nei diritti e nell’eredità.
Se perciò Giuseppe secondo S. Matteo è figlio di Giacobbe e secondo S. Luca invece è figlio di Eli, ciò proviene dal fatto che Giacobbe ed Eli erano due fratelli solo da parte di madre.
Morto Giacobbe senza lasciar figli, Eli sposò la vedova cognata e generò Giuseppe, il quale, benché figlio naturale di Eli, dalla legge però veniva considerato come figlio di Giacobbe.
S. Matteo quindi riferirebbe la genealogia legale di Gesù, mentre S. Luca riporterebbe la reale.
Giulio Africano che fu il primo a dare questa spiegazione, dice di averla ricevuta dagli stessi parenti di Gesù, che ancora vivevano.
Questa opinione è più probabile.

Dichiarazioni di Sesto Giulio Africano[modifica
I riferimenti di Sesto Giulio Africano ai Desposini sono conservati nella Storia ecclesiastica di Eusebio di Cesarea:
« Poiché i familiari carnali di nostro Signore, o per il desiderio di vantarsi, o semplicemente desiderando dichiarare un fatto, ma in ogni caso fedelmente, hanno tramandato il seguente racconto… Ma dato che erano state conservate negli archivi fino a quel momento le genealogie degli Ebrei così come di coloro che fanno risalire la loro linea di sangue fino ai proseliti, come Achior l’Ammonita e Ruth la Moabita, e a coloro che si erano mescolati agli Israeliti ed erano fuggiti dall’Egitto con essi, Erode, poiché la linea di sangue degli Israeliti non costituì alcun vantaggio per lui, e dato che egli fu incitato dalla coscienza della propria vile estrazione, bruciò tutti i documenti relativi alla propria genealogia, ritenendo che potesse apparire di nobile origine se nessun altro fosse stato in grado, attraverso i registri pubblici, di far risalire la propria linea di sangue indietro nel tempo fino ai patriarchi o ai proseliti, e a quelli mescolati con essi, che erano chiamati Geore. Alcuni dei più attenti, avendo ottenuto i registri privati da loro stessi, sia ricordando i nomi o prelevandoli in qualche altro modo dai registri, sono orgogliosi di preservare la memoria della loro nobile estrazione. Tra questi ci sono quelli già citati, chiamati Desposini, per i rapporti con la famiglia del Salvatore. Provenienti da Nazara e Cochaba, villaggi della Giudea, ed essendosi diffusi in altre parti del mondo, essi ricavarono la predetta genealogia dalla memoria e dal libro delle registrazioni giornaliere quanto più possibile fedelmente. Se quindi il fatto è questo o meno nessuno è in grado di fornire una spiegazione migliore, in base alla mia opinione, e quella di un’altra persona sincera. E questo deve bastarci, poiché, sebbene noi possiamo reclamare alcuna testimonianza a suo sostegno, non abbiamo niente di meglio o di più vero da offrire. Ad ogni modo i Vangeli affermano la verità. ” E alla fine della stessa epistola egli aggiunge queste parole: “Matthan, che discendeva da Salomone, generò Giacobbe. E quando Matthan morì, Melchi, che discendeva da Nathan generò Elia dalla stessa donna. Elia e Giacobbe furono pertanto fratelli uterini. Elia morì senza figli, per cui Giacobbe procreò a lui dei, generando Giuseppe, suo figlio per la natura, ma figlio di Elia per la Legge. Così Giuseppe fu figlio di entrambi.” »

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ELI E’ UN NOME EBRAICO
Eli, in lingua ebraica: עלי, ʻEli, ʻĒlî, che significa “Ascensione” o “Dio è il più alto/Dio in alto”; in greco antico, Ηλί, Ēli; in latino Heli (…),
 fu, secondo il Libro di 1 Samuele 1: 3, un Sommo sacerdote ebraico in Silo.

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LA SACRA FAMIGLIA UMILE E PIA GIUDEA E DISCENDENTE DEL RE E PROFETA SAN DAVIDE
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SANTA MARIA DI NAZARETH
Santa Maria di Nazaret, in aramaico מרים, Maryām; in greco dei LXX Μαριαμ, Mariam, Μαρια, Maria; in Arabo: مريم, Maryam, è il nome della madre di Gesù.
 (Palestina, I secolo a.C.; † I secolo), concepita senza peccato, l’arcangelo Gabriele le annunciò che avrebbe concepito verginalmente, per opera dello Spirito Santo, il Figlio di Dio, e disse il suo sì generoso.
Curò, con san Giuseppe suo sposo, la prima educazione di Gesù facendosi poi la prima discepola del figlio e seguendolo fin sotto la croce.
Attese con i discepoli di Gesù e i fratelli di lui la venuta dello Spirito Santo nella Pentecoste..
Dopo l’ascensione al cielo di Gesù non si hanno più notizie di lei dai vangeli.
Una tradizione accreditata la vede ad Efeso con San Giovanni dove muore e viene assunta in cielo in anima e corpo.
Tra i vangeli sinottici quello che presenta in maniera più diffusa la figura di Maria è quello secondo Luca. Vi si racconta che viveva a Nazaret, in Galilea e che,
 promessa sposa di Giuseppe, ricevette dall’arcangelo Gabriele l’annuncio che avrebbe concepito il Figlio di Dio rimanendo vergine (Lc 1,26-38).
 La sua adesione totale al piano di Dio ne fa il modello per tutti i credenti:
« Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola. » (Lc 1,38)
Lo stesso Vangelo racconta la sua pronta partenza per Ayn Karin, per aiutare la cugina Elisabetta, più anziana di lei ed incinta di sei mesi.
 Da Elisabetta Maria è chiamata “la madre del mio Signore”. Maria risponde proclamando il Magnificat (Lc 1,46-55).
Trovandosi a Betlemme, in Giudea, con suo marito Giuseppe per il censimento di Augusto, partorì in un luogo disagiato suo figlio, al quale Giuseppe,
seguendo le indicazioni dell’arcangelo Gabriele impose il nome Gesù. Il vangelo racconta il canto degli angeli e la visita dei pastori (Lc 2,1-20).
Quando Gesù compì dodici anni, Maria e Giuseppe lo accompagnarono nel Tempio di Gerusalemme. Tornando a Nazaret, i genitori non trovarono più Gesù e,
preoccupati, tornarono indietro a cercarlo. Lo ritrovarono il terzo giorno nel Tempio, dove Gesù stava insegnando fra i dottori della Legge.
I Vangeli ce la presentano in vari momenti vicino a Gesù nel periodo del suo ministero pubblico.
Francesco Botticini, L’Assunzione della Vergine Maria
In Giovanni
Nel Vangelo secondo Giovanni è chiamata sempre «la Madre di Gesù». I biblisti cattolici ritengono che in tale vangelo Maria sia il simbolo dell’Israele fedele,
che aspetta da Gesù il dono del vino della nuova alleanza (Nozze di Cana). Inoltre, essa è colei che ha fatto compiere al Figlio il primo miracolo della sua vita pubblica,
ed è perciò presentata come la mediatrice di tutte le grazie presso Gesù Cristo.
Negli Atti degli Apostoli
Negli Atti degli Apostoli è presentata in preghiera con gli apostoli e i discepoli in attesa della venuta dello Spirito Santo (At 1,14).
 Essa fu perciò il centro attorno a cui gli stessi apostoli e discepoli si riunirono per la discesa dello Spirito, e per questo è riconosciuta madre della Chiesa (Litanie Lauretane).
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Nei Vangeli apocrifi
Le informazioni contenute in alcuni vangeli apocrifi trovano conferma nella Tradizione della Chiesa.
 I genitori di Maria si chiamavano Gioacchino e Anna e concepirono Maria in tarda età, dopo una vita sterile (quindi ignobile per gli ebrei,
che ritenevano la mancanza di figli segno di peccato).
Altre fonti, molto meno attendibili, si concentrano sulla sua vita prima della nascita di Gesù.
Maria sarebbe rimasta nel tempio dall’età di tre anni fino al periodo della pubertà e per poi essere promessa sposa a San Giuseppe,
 che fu miracolosamente designato fra altri aspiranti dalla fioritura di una verga.
Secondo il vangelo apocrifo di Bartolomeo una prima annunciazione fu data a Maria nel tempio stesso di Gerusalemme.
Cathopedia
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GESU’ DI NAZARETH
Gesù di Nazaret (Betlemme, 7 a.C.-2 a.C.[2] – Gerusalemme, 26-36) è il fondatore e la figura centrale del Cristianesimo,
 religione che lo riconosce come il Cristo (Messia), atteso dalla tradizione ebraica, e Dio fatto uomo. Durante gli ultimi anni della sua vita,
 Gesù ha svolto la sua attività di predicatore, guaritore ed esorcista nella provincia romana della Giudea, la regione storica della Palestina.
Gesù è l’adattamento italiano del nome aramaico יֵשׁוּעַ (Yeshua), che significa “YHWH è salvezza” o “YHWH salva”. Secondo la tradizione cristiana,
le principali fonti testuali relative a Gesù sono i quattro vangeli canonici (Matteo, Marco, Luca e Giovanni).
 Per quanto concerne le ricerche storiche sulla sua vita le principali fonti si trovano nel Nuovo Testamento,
 in particolare nelle lettere di Paolo e nei vangeli sinottici, fonti che hanno trovato alcuni interessanti riscontri in ritrovamenti e studi archeologici.
 Gli ultimi secoli hanno visto infatti lo sviluppo di ricerche volte a valutare l’attendibilità storica dei vangeli, inclusi gli elementi soprannaturali e miracolosi,
sia a ricostruire il profilo del Gesù storico.
I vangeli narrano la nascita di Gesù da Maria vergine, la predicazione focalizzata sull’annuncio del Regno dei Cieli,
 e sull’amore al prossimo e realizzata con discorsi e parabole accompagnati da miracoli; narrano infine la sua passione,
 morte in croce, risurrezione e ascensione al cielo. I vangeli e gli altri scritti del Nuovo Testamento identificano Gesù con il Messia e il Figlio di Dio.
 Le neotestamentarie lettere di Paolo esaltano il valore salvifico della sua morte e risurrezione.
 Per le principali confessioni religiose cristiane è la seconda persona della Trinità, assieme al Padre e allo Spirito Santo e “vero Dio e vero uomo”.
Dai vangeli appare come la predicazione e l’operato di Gesù abbiano riscosso nella società ebraica coeva un successo limitato e circoscritto
 territorialmente ma che ha, secondo le fonti canoniche, raggiunto vari strati della società.
Il breve periodo della sua predicazione si concluse con la morte in croce,
 richiesta, secondo i vangeli, dalle autorità ebraiche del Sinedrio, ma irrogata dall’autorità di Roma (che riservava agli schiavi una tale sorte),
su decisione finale del prefetto romano Ponzio Pilato. Dopo la morte, i seguaci di Gesù ne sostennero la risurrezione e diffusero il messaggio della sua predicazione,facendone una delle figure che hanno esercitato maggiore influenza sulla cultura occidentale.
Wikipedia
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1) I FRATELLI DI GESU’ NELLA PATRISTICA
Qui sono riportate preziose testimoniaze  sui fratelli di Gesù, dai primi Padri della Chiesa.
Oltre al Nuovo Testamento, altre citazioni dell’espressione “fratelli di Gesù”, o comunque riferite a suoi presunti parenti,
si ritrovano in Eusebio di Cesarea nella sua Storia ecclesiastica, scritta in greco e databile tra il 323 e il 326.
Nella sua opera, fondamentale nello studio della storia della Chiesa primitiva, Eusebio riporta quanto scritto da due autori cristiani più antichi,
Egesippo, vissuto nel II secolo in Palestina, e Sesto Giulio Africano.
Egesippo, citato da Eusebio, parla di Cleofa fratello di Giuseppe (il padre di Gesù), ed in seguito aggiunge:
‘καὶ μετὰ τὸ μαρτυρῆσαι Ἰάκωβον τὸν δίκαιον’e                                                             dopo l’essere martirizzato Giacomo il Giusto,
‘ὡς καὶ ὁ κύριος ἐπὶ τῷ αὐτῷ λόγῳ’                                                                               come anche il Signore, secondo lo stesso racconto,
‘πάλιν ὁ ἐκ θείου αὐτοῦ’                                                                                                  ancora il (figlio ) dello zio di lui (del Signore ),
‘Συμεὼν ὁ τοῦ Κλωπᾶ καθίσταται ἐπίσκοπος’Simeone,                                                  il (figlio ) di Clopa, sedette vescovo,
‘ὃν προέθεντο πάντες’il quale proposero tutti,’ὄντα ἀνεψιὸν τοῦ κυρίου δεύτερον’.         essendo cugino del Signore secondo
(Traduzione letterale).
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Sesto Giulio Africano, uno scrittore dell’inizio del terzo secolo, fa riferimento ai presunti parenti di sangue di Gesù,
 che erano a quel tempo ancora vivi, chiamandoli desposini (dal greco δεσπόσυνοι, plurale di δεσπόσυνος,
 che significa “di o appartenente al maestro o al signore”). Alcuni di questi desposini, secondo Sesto Giulio Africano e altri autori paleocristiani,
hanno occupato, anche in una fase relativamente tardiva, posizioni di speciale prestigio nella Chiesa cristiana delle origini.
Un’altra citazione in merito è rintracciabile in San Girolamo che, rispondendo a Elvidio per cui i ‘fratelli’ erano fratelli carnali,
 scrive nel suo De Viris illustribus: «Giacomo, chiamato fratello del Signore, soprannominato il Giusto,
alcuni ritengono che fosse figlio di Giuseppe con un’altra moglie ma a me pare piuttosto il figlio di Maria,
 sorella della madre di nostro Signore di cui Giovanni fa menzione nel suo libro».
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I riferimenti di Sesto Giulio Africano ai Desposini sono conservati nella Storia ecclesiastica di Eusebio di Cesarea:
« Poiché i familiari carnali di nostro Signore, o per il desiderio di vantarsi, o semplicemente desiderando dichiarare un fatto,
 ma in ogni caso fedelmente, hanno tramandato il seguente racconto…
Ma dato che erano state conservate negli archivi fino a quel momento le genealogie degli Ebrei ,
così come di coloro che fanno risalire la loro linea di sangue fino ai proseliti, come Achior l’Ammonita e Ruth la Moabita,
e a coloro che si erano mescolati agli Israeliti ed erano fuggiti dall’Egitto con essi,
Erode, poiché la linea di sangue degli Israeliti non costituì alcun vantaggio per lui,
e dato che egli fu incitato dalla coscienza della propria vile estrazione,
 bruciò tutti i documenti relativi alla propria genealogia,
 ritenendo che potesse apparire di nobile origine se nessun altro fosse stato in grado, attraverso i registri pubblici,
 di far risalire la propria linea di sangue indietro nel tempo fino ai patriarchi o ai proseliti, e a quelli mescolati con essi,
che erano chiamati Geore. Alcuni dei più attenti, avendo ottenuto i registri privati da loro stessi,
sia ricordando i nomi o prelevandoli in qualche altro modo dai registri,
sono orgogliosi di preservare la memoria della loro nobile estrazione. Tra questi ci sono quelli già citati,
chiamati Desposini, per i rapporti con la famiglia del Salvatore. Provenienti da Nazara e Cochaba, villaggi della Giudea,
ed essendosi diffusi in altre parti del mondo, essi ricavarono la predetta genealogia dalla memoria,
 e dal libro delle registrazioni giornaliere quanto più possibile fedelmente.
Se quindi il fatto è questo o meno nessuno è in grado di fornire una spiegazione migliore,
in base alla mia opinione, e quella di un’altra persona sincera. E questo deve bastarci, poiché,
sebbene noi possiamo reclamare alcuna testimonianza a suo sostegno, non abbiamo niente di meglio o di più vero da offrire.
Ad ogni modo i Vangeli affermano la verità. ” E alla fine della stessa epistola egli aggiunge queste parole:
“Matthan, che discendeva da Salomone, generò Giacobbe. E quando Matthan morì, Melchi, che discendeva da Nathan generò Elia dalla stessa donna.
Elia e Giacobbe furono pertanto fratelli uterini. Elia morì senza figli, per cui Giacobbe procreò a lui dei, generando Giuseppe,
suo figlio per la natura, ma figlio di Elia per la Legge. Così Giuseppe fu figlio di entrambi.” »
(Eusebio)
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Dichiarazioni di Egesippo
Eusebio preservò anche un estratto da un’opera di Egesippo (c.110-c.180),
che scrisse cinque libri (andati perduti tranne che per qualche citazione riportata da Eusebio) di Commentari sugli Atti della Chiesa.
L’estratto fa riferimento al periodo che va dal regno di Domiziano (81-96) a quello di Traiano (98-117):
« Dei congiunti del Signore, sopravvivevano ancora i due nipoti di Giuda, che era considerato suo parente carnale.
Essi furono denunciati come appartenenti alla famiglia di Davide, ed Evocato li condusse davanti a Domiziano Cesare:
perché quell’imperatore temeva l’avvento di Cristo, come era capitato a Erode.
Egli chiese dunque loro se erano parte della famiglia di Davide; ed essi confessarono di esserlo.
Quindi egli chiese loro che proprietà avessero o quanto denaro possedessero.
Entrambi risposero che possedevano solo 9000 denari tra tutti e due, ciascuno di essi possedendo metà della somma;
ma dissero anche che non li possedevano in liquidi, ma come stima di un terreno che essi possedevano,
consistente in 100 plethra (pari a circa 3500 metri), dalla quale dovevano pagare le tasse, e che mantenevano con il loro lavoro.
 A questo punto essi sporsero in fuori le loro mani mostrando, come prova del loro lavoro manuale, la ruvidezza della loro pelle,
e i calli cresciuti sulle loro mani a causa del loro costante lavoro.
Richiesti quindi di parlare di Cristo e del Suo regno, quale fosse la sua natura, e quando e dove sarebbe apparso,
essi dissero che esso non era di questo mondo, né della terra, ma appartenente alla sfera del cielo e degli angeli,
e che avrebbe fatto la sua comparsa alla fine dei tempi, quando Egli sarebbe tornato in gloria, a giudicare i vivi e i morti,
 e a rendere a ciascuno secondo il corso della propria vita.
A questo punto Domiziano non li condannò, ma li trattò con disprezzo, perché troppo poco degni di considerazione, e li mandò liberi.
Contestualmente emise un ordine, e mise fine alle persecuzioni contro la Chiesa.
Quando essi furono rilasciati essi divennero capi delle chiese, come era naturale nel caso di coloro che erano al contempo martiri e congiunti del Signore.
 E, dopo la restituzione della pace alla Chiesa, le loro vite si prolungarono fino al regno di Traiano. »
(Eusebio)
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La dichiarazione di Egesippo dice che i due Desposini che vennero portati davanti a Domiziano divennero ” capi delle chiese “.
Anche in un’epoca precedente, Giacomo, noto come “fratello del Signore”, e che si dice fu premiato con una speciale apparizione da parte di Gesù risorto,
 fu, con San Pietro un capo della chiesa a Gerusalemme e, quando Pietro partì, Giacomo appare come la principale autorità,
 e fu tenuto in grande considerazione dai Giudeo-cristiani.Egesippo riporta che egli fu giustiziato dal Sinedrio nel 62 d.C.
È possibile che altri eventuali parenti di Gesù godessero di qualche forma di responsabilità all’interno delle vicine comunità Cristiane,
fino a che tutti i Giudei furono espulsi dalla regione dopo la rivolta Giudea durante il regno di Adriano.
Vi è inoltre un’altra citazione nella Storia Ecclesiastica di Eusebio, riferita a Giacomo:
« In quel tempo Giacomo, detto fratello del Signore, poiché anch’egli era chiamato figlio di Giuseppe,
e Giuseppe era padre di Cristo e la Vergine sua promessa sposa, la quale, prima che fossero venuti a stare insieme,
si trovò incinta per opera dello Spirito Santo, come insegna il sacro testo evangelico, questo stesso Giacomo,
dunque, soprannominato dagli antichi anche il Giusto in virtù dei suoi meriti, fu il primo, dicono, ad occupare il trono episcopale della Chiesa di Gerusalemme »
Testimonianze per singolo fratello; Giacomo, Giuseppe, Simone, Giuda.
Giacomo
Giacomo “fratello” di Gesù (Marco 6,3-4;Matteo 13,55-56), che secondo Eusebio di Cesarea (St. Eccl. 1,12,1;1,12,4 en;
St Eccl. 2,23,4 en) e Giuseppe Flavio coincide con il Giacomo che guidò la comunità cristiana di Gerusalemme (Atti 12,17;15,13;21,18;Galati 1,19;2,9).
 In Galati 1,19 è da Paolo definito ‘apostolo’. Dalla tradizione successiva (v. St Eccl. 2,23,4 en, vedi anche il De Viris illustribus di Girolamo),
 venne chiamato Giusto. Eusebio di Cesarea lo identifica come il Giacomo autore dell’omonima lettera (St Eccl. 2,23,25 en),
 dove nell’incipit di tale scritto si autoidentifica come ‘servo’ di Gesù Cristo, non ‘fratello’. Sempre Eusebio di Cesarea (St. Ecc. 2,1,2),
 riporta che “era chiamato figlio di Giuseppe”, facendosi portavoce dell’antica interpretazione degli αδελφόι come fratellastri.
Giuseppe
Giuseppe-Ioses, “fratello” di Gesù (Marco 6,3-4;Matteo 13,55-56)
Giuseppe-Ioses, fratello di Giacomo il Minore (Marco 15,40;Matteo 27,56), figlio di un’anonima Maria (Marco 15,40;15,47;Matteo 27,56)
 che nella tradizionale teoria delle tre donne è identificata con la Maria moglie di Clèofa (Giovanni 19,25).
Simone
Simone” ‘fratello’ di Gesù. Eusebio di Cesarea ne fornisce informazioni particolarmente utili: succedette a Giacomo nella guida della comunità di Gerusalemme;
 fu figlio di Klopa (Clèofa); soprattutto, “fu cugino (ανεψιός), come dicono (verbo femì), del Salvatore, infatti Egesippo ricorda che Clopa fu fratello di Giuseppe”(St. Eccl. 3,11,2 en).
 Le stesse informazioni sono contenute in St. Eccl. 4,22,4 en dove Eusebio cita ancora Egesippo, secondo il quale dopo il martirio di Giacomo il Giusto “Simone,
 il figlio dello zio del Signore, Klopa, fu nominato vescovo successore. Tutti lo proposero come secondo vescovo poiché era cugino (ανεψιός) del Signore”.
Giuda
Giuda, “servo di Gesù Cristo, fratello di Giacomo” (1,1), autore della Lettera di Giuda,
è generalmente identificato come “fratello” di Gesù.Giuda “fratello” di Gesù (Marco 6,3-4;Matteo 13,55-56).
 Eusebio di Cesarea ne parla dicendo “che si dice (verbo kalèo) fosse fratello (αδελφός) del Signore secondo la carne (κατὰ σάρκα)”.
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I FRATELLI DI GESU’ ERANO SUOI CUGINI

2) I COSI’ DETTI FRATELLI DI GESU’ IN REALTA’ SONO SUOI CUGINI
Testimonianza di Egesippo

Egesippo (110 c.ca – 180 c.ca),  fu uno scrittore cristiano del II secolo che scrisse contro le eresie.

È venerato come santo dalla Chiesa cattolica: il martirologio romano ne riporta la commemorazione il 7 aprile.

Viene considerato il primo autore post-apostolico, probabilmente originario della Palestina e conoscitore del greco,

dell’ebraico e del siriaco. Visse a Roma durante il papato di Aniceto fino a quello di Eleuterio e sembra abbia scritto la “Storia degli Atti Ecclesiastici”.

Le sue opere sono andate perdute, a parte alcuni passaggi citati da Eusebio, che ci dice che scrisse Hypomnemata (Memorie) in cinque libri,

in uno stile semplicissimo sulla tradizione della predicazione Apostolica. Egesippo era anche conosciuto da Girolamo di Dalmazia.

I suoi scritti intendevano confutare lo gnosticismo e l’eresia di Marcione. Si riferì principalmente alla tradizione,

come parte integrante degli insegnamenti che erano stati tramandati dalla successione dei vescovi,

dando così molte informazioni sui primi vescovi che altrimenti sarebbero andate perse.

Eusebio dice che Egesippo era un ebreo convertito, poiché citava dall’ebraico, conosceva il Vangelo degli Ebrei e un Vangelo siriaco,

e citò anche delle tradizioni giudaiche non scritte. Sembra che sia stato a Corinto e a Roma,

raccogliendo di volta in volta le dottrine delle varie chiese che visitava, e accertandosi che fossero in conformità con Roma,

cosi come riporta quest’estratto: “E la Chiesa di Corinto rimase nella vera Parola finché Primus fu vescovo dei Corinti,

questi li conobbi durante il mio viaggio verso Roma, e rimasi con i Corinti per molti giorni, durante i quali fummo rinfrescati con la vera Parola.

Quando arrivai a Roma, ho scritto la successione dei vescovi fino ad Aniceto, e a Sotero Eleutero.

E in ogni successione e in ogni città tutto funziona secondo le ordinanze della Legge, e i Profeti, e il Signore”.

Egesippo racconta tante cose sui famigliari di Gesù, e svela il mistero dei così detti fratelli di Gesù.

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Dal Vangelo secondo San Matteo 13: 54-58;

Visita a Nazaret

([53]Terminate queste parabole, Gesù partì di là [54]e venuto nella sua patria insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva:

«Da dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli? [55]Non è egli forse il figlio del carpentiere?

Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?

[56]E le sue sorelle non sono tutte fra noi? Da dove gli vengono dunque tutte queste cose?».

[57]E si scandalizzavano per causa sua. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua».

[58]E non fece molti miracoli a causa della loro incredulità. )

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Questi che sono chiamati fratelli di Gesù; Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda, non sono figli di Giuseppe e Maria,

genitori di Gesù, né figli di Giuseppe con un precedente matrimonio.

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Secondo Egesippo, sarebbero figli di Cleopa, fratello di Giuseppe, e di Maria di Cleofa una sorella, o cugina,o cognata di Maria, madre di Gesù.

Egesippo afferma, dopo aver parlato di Giacomo “fratello” di Gesù, che Simone era “ancora figlio di Clopa, zio del Signore” e “secondo cugino del Signore”,
 intendendo implicitamente Giacomo come “figlio di Clopa” e “cugino del Signore” (cit. in Eusebio, SE 4,22,4).

quindi è storico che un fratello di Gesù, Simone sia figlio di Cleopa, ora Giacomo il Giusto, si dice sia fratello a questo Simone di Cleopa, quindi i così detti fratelli di Gesù;

Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda sono figli di Cleopa, fratello di Giuseppe, padre putativo di Gesù, quindi i così detti fratelli, sono in realtà cugini di Gesù e non fratelli.

Epistola di Giuda 1: 1, qui Giuda afferma anche di essere fratello di Giacomo.

Non ha nessun fondamento evangelico o storico che i così detti fratelli di Gesù siano suoi veri fratelli o fratellastri.

Maria madre di Gesù, non ha atri figli tranne Gesù, infatti Gesù prima di morire l’affida al suo apostolo prediletto Giovanni; Vangelo di San Giovanni 19:27;

questo non sarebe accaduto se Maria avesse altri figli. Per quanto riguarda Giuseppe non è possibile, che quando sposò Maria fosse vedovo, con figli,

né avesse un altra sposa oltre Maria, poiché Maria la madre di Gesù, doveva essere affidata ad un uomo pio e casto, degno di lei, e di Gesù, il Figlio di Dio.

Poi nei Vangeli, durante l’infanzia di Gesù, si capisce che la sua famiglia comprende solo Maria e Giuseppe, non compaiono fratellastri di Gesù,

questo accade nel tardivo e leggendario Protovangelo di Giacomo, che da studi specialistici, risulta falso, almeno riguardo storia e geografia della Palestina.

Storicamente, la testimonianza di Egesippo è la più credibile.

Quindi Maria, madre di Giacomo e Giuseppe; (V.Matteo 27:56; V.Marco15:40; V.Luca 24:10),non sarebbe Maria madre di Gesù, ma la sua perente,

Maria moglie di Cleofa; V.Giovanni 19:25.

San Gerolamo, visse in Palestina, conosceva tutto su Gesù, è stabilì che i così detti fratelli di Gesù, erano figli di Cleofa fratello di Giuseppe, padre putativo di Gesù.

Il più antico e sistematico enunciatore di tale teoria è Girolamo che, rispondendo a Elvidio per cui i ‘fratelli’ erano fratelli carnali , scrive nel suo De Viri illustribus:
« Giacomo, chiamato fratello del Signore, soprannominato il Giusto, alcuni ritengono che fosse figlio di Giuseppe con un’altra moglie,

ma a me pare piuttosto il figlio di Maria sorella della madre di nostro Signore di cui Giovanni fa menzione nel suo libro. »

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3) I FRATELLI DI GESU’ SONO I FIGLI DI CLEOFA
Simone è figlio di Cleofa, fratello di Giuseppe,secondo Esegippo
 Giacomo è fratello di Gesù in Galati 1,10, Egesippo dice che è figlio di Cleofa fratello di Giuseppe.
Giuda è fratello di Giacono in Giuda 1,1
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Maria di Cleofa di Giovanni 19,25 è sicuro la sposa di Cleofa, fratello di Giuseppe, quindi è madre di Simone e Giacomo.
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Maria di Cleofa, è la Maria detta madre di Giacomo e Giuseppe, che è presente alla crocifissione, in Matteo 27,56; in Marco 15,40;
in Luca 24, 10, infatti mentre in Giovanni presso la croce c’è Maria di Cleofa, citata come sorella ( cognata) della Madre di Gesù,
Matteo, Marco e Luca, hanno Maria di Giacomo e Giuseppe.
Quindi Maria di Cleofa, è madre di Simone, Giacomo e Giuseppe, e siccome Giuda è fratello di Giacomo, Giuda è pure suo figlio.
Quindi i fratellidi Gesù, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda,
citati in Matteo 13,55, in Marco 6,3, sono figli di Cleofa fratello di Giuseppe, e sua moglie viene chiamata Maria di Cleofa
 e cognata della madre di Gesù in Giovanni,
 e Maria di Giacomo e Giuseppe in Matteo e Marco.
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4) ALFEO NON E’ PARENTE DI GESU’

La tesi che identifica Alfeo con Cleofa, non ha alcun fondamento nelle scritture.
Questa tesi è stata inventata, per sostenere che gli Apostoli Giacomo di Alfeo
e Giuda Taddeo erano fratelli-cugini di Gesù.
Ma questa tesi è ridicola, infatti l’Apostolo Matteo si chiamava Levi figlio di Alfeo;
V.Marco 2:14. Quindi Matteo il publicano sarebbe fratello-cugino di Gesù.

Nei Testi Antichi abbiamo questa verità, in Recogn., const. apost., di Eusebio,
si specifica che in passato Giacomo figlio d’Alfeo; (V.Matteo10:3 ; V.Marco 3: 18; V.Luca 6: 15 )

fu ritenuto come Apostolo, mentre Giacomo il parente del Signore uno dei settanta discepoli.
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TRE FRATELLI FRA GLI APOSTOLI SECONDO LA TRADIZIONE CATTOLICA
La tradizione cattolica ha identificato tre dei quattro fratelli con gli apostoli Giacomo di Alfeo, Giuda Taddeo (o di Giacomo),
Simone Zelota. Questa triplice identificazione però, che non viene chiaramente ed esplicitamente affermata dalle fonti neotestamentarie,
 non è del tutto sicura e le valutazioni degli studiosi contemporanei sono variegate: gli esegeti cattolici sono (tendenzialmente) possibilisti,
mentre quelli protestanti scindono i sei personaggi. Il problema è poi strettamente correlato con l’identificazione di Alfeo con Cleofa .
A favore dell’identificazione vi è innanzitutto l’affermazione di Gal 1,19: “degli apostoli non vidi nessun altro, se non [oppure: ma soltanto] Giacomo, il fratello del Signore”.
Il passo viene comunemente inteso e tradotto nel senso che Paolo definisce con l’epiteto apostolo Giacomo, il “fratello” del Signore.
 L’interpretazione più immediata porta a identificarlo pertanto con l’apostolo Giacomo di Alfeo.
Alcuni però (Chapmann, p. 423 n. 2; Blinzler, p. 145) interpretano il titolo in senso lato:
Giacomo, come altri personaggi neotestamentari (Paolo Rm 1,1;1Cor 1,1;Ef 1,1;Col 1,1; Barnaba At14,14;
 Andronico e Giunia Rm16,7; Sila e Timoteo 1Ts 1,1;2,6; Apollo 1Cor4,6.9) sarebbe indicato col titolo onorifico pur non facendo parte della cerchia dei dodici.
Girolamo sostiene contro Elvidio che i “fratelli” erano cugini materni di Gesù, figli di Alfeo e Maria di Cleofa, sorella di Maria madre di Gesù.
Girolamo però non identifica Alfeo con Cleofa, sebbene alcuni studiosi contemporanei, errando, hanno sostenuto che lo avesse fatto.
Nelle sue argomentazioni Girolamo non tiene conto dell’improbabilità di due sorelle con lo stesso nome e non considera le informazioni di Egesippo,
 circa Clopa (Alfeo-Cleofa) come zio paterno di Gesù.
La successiva tradizione cristiana occidentale, mentre quella orientale è stata dominata dalla teoria dei fratellastri,
 è stata segnata dall’interpretazione dei cugini di Girolamo fino all’inizio del ‘900:
Agostino (354-430);Beda (672/673–735);Pascasio Roberto (m. c.a 859); Cristiano di Stablo (m. dopo 880); Anselmo di Laon (m. 1117);
 Bruno da Segni (m. 1123); Rupert di Deutz (m. 1129/30);Zaccaria Crisopolitano (m. c.a 1155); Tommaso d’Aquino (1225-1274).
Degno di nota è un accenno di Giovanni Crisostomo che sembra sostenere, attorno al 395, la teoria dei cugini chiamando Giacomo “il figlio di Klopa,
 come fa l’evangelista”, sebbene altrove sostenga la teoria dei fratellastri figli di Giuseppe . Data l’epoca tardiva è improbabile che disponesse di una fonte privilegiata.
 Verosimilmente ha ripreso l’ipotesi dei cugini identificando, come Girolamo non fa, Cleofa con Alfeo.
L’influenza di Girolamo è possibile anche su Teodoreto da Cirro (c.a 393–457) che indica Giacomo come cugino di Gesù, figlio di Cleofa e della sorella della madre di Gesù.
Il magistero cattolico, in particolare nel Catechismo della Chiesa cattolica n. 500, si è pronunciato riaffermando l’interpretazione dei cugini ,
ma non ha espresso pareri circa l’identificazione di Cleofa-Alfeo e il legame di questi, come anche dell’ “altra Maria”,
 con la sacra famiglia. Quanto a Giacomo, il Concilio di Trento lo ha definito apostolo ed autore di Gc (Sessione 14a del 25 novembre 1551, DS 1695).
Cathopedia
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Quindi vediamo che sono interpretazioni errate, che i fratelli di Gesù fossero Apostoli, e che l’Apostolo Giacomo di Alfeo sia il fratello di Gesù.
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I NOMI DEI DODICI APOSTOLI
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Matteo 10: 2-4
10:2 I nomi dei dodici apostoli sono questi: il primo, Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello;
10:3 Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo d’Alfeo e Taddeo;
10:4 Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, quello stesso che poi lo tradì.
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Marco 3. 1619
3:16 Costituì dunque i dodici, cioè: Simone, al quale mise nome Pietro;
3:17 Giacomo, figlio di Zebedeo e Giovanni, fratello di Giacomo, ai quali pose nome Boanerges, che vuol dire figli del tuono;
3:18 Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo
3:19 e Giuda Iscariot, quello che poi lo tradì.
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Luca 6: 14-16
6:14 Simone, che chiamò anche Pietro, e suo fratello Andrea; Giacomo e Giovanni; Filippo e Bartolomeo;
6:15 Matteo e Tommaso; Giacomo, figlio d’Alfeo, e Simone, chiamato Zelota;
6:16 Giuda, figlio di Giacomo, e Giuda Iscariota, che divenne traditore.
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Atti 1: 13
1:13 Quando furono entrati, salirono nella sala di sopra dove di consueto si trattenevano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea,
Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo d’Alfeo e Simone lo Zelota, e Giuda di Giacomo.
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5) I FRATELLI DI GESU’ NON ERANO FRA I DODICI APOSTOLI
I Vangeli indicano chiaramente che i fratelli parenti di Gesù non erano i suoi dodici Apostoli ;
V.Giovanni 2: 11-12, vediamo che dopo il miracolo di Cana, Gesù si reca a Cafarnao, insieme a sua Madre,
 i suoi fratelli e i suoi discepoli. Rimasero insieme molti giorni.
V.Giovanni 7:3-10, vediamo che questi parenti non hanno molta fede in Gesù, è viaggiano separatamente
da lui, che invece è sempre con i dodici  Apostoli.
 Infatti mentre Gesù è con i suoi Apostoli, vediamo che i fratelli parenti vanno a trovarlo, V.Matteo12: 46-47, V.Marco 3:21; 3: 31.
Un altro esempio, dopo l’Ascensione di Gesù, gli Apostoli pregavano insieme alle donne,e si univano
a loro anche Maria madre di Gesù e i suoi fratelli; Atti1:13-14.
Un altro esempio è in; I Corinti 9:5.
Qui sono indicati gli Apostoli separatamente dai fratelli del Signore.
E’ tanto chiaro che i fratelli parenti di Gesù non sono suoi Apostoli, e non sono compresi nei dodici.
Nelle Epistole vediamo che Pietro si presenta come Apostolo, mentre Giacomo e Giuda parenti
di Gesù, si definiscono suoi servi; Epistola di Giacomo 1: 1;
 Epistola di Giuda 1: 1, qui Giuda afferma anche di essere fratello di Giacomo.
Giuda fratello di Giacomo si riferisce agli apostoli come se si trattasse di un gruppo al quale non appartiene:
“Ma voi, o carissimi, ricordatevi delle cose che furono predette dagli apostoli del Signore nostro Gesù Cristo. Essi vi dicevano:
Alla fine dei tempi vi saranno impostori, che si comporteranno
secondo le loro empie passioni.” (Gd vers. 17-18)
Giacomo,  viene chiamato Apostolo; Gal 1,19: “degli apostoli non vidi nessun altro, se non Giacomo, il fratello del Signore”.
 Ma anche altri personaggi neotestamentari  sono chiamati apostoli, (Paolo Rm 1,1;1Cor 1,1;Ef 1,1;Col 1,1; Barnaba At 14,14;
 Andronico e Giunia Rm16,7; Sila e Timoteo 1Ts 1,1;2,6; Apollo 1Cor4,6.9) pur non facendo parte della cerchia dei dodici.
Pietro Rossano, Vescovo e biblista, nel commento a Galati 2:9 dice: “Giacomo, il fratello, cioè parente, cugino del Signore, si deve distinguere da Giacomo di Zebedeo,
 detto il Maggiore, e da Giacomo di Alfeo, entrambi del collegio dei Dodici. Presiedeva con grande autorevolezza la comunità di Gerusalemme.”
Fedele Pasquero, sacerdote e biblista, sembra escludere che sia Giacomo sia Giuda (gli scrittori delle Lettere) fossero apostoli: infatti nella Introduzione alla Lettera di Giacomo scrive:
“L’autore di questa lettera si presenta come Giacomo, servo di Dio e del Signore Gesù Cristo, Giacomo 1:1.
Nei Testi Antichi abbiamo questa verità, in Recogn., const. apost., di Eusebio,
si specifica che in passato Giacomo figlio d’Alfeo; (V.Matteo10:3 ; V.Marco 3: 18; V.Luca 6: 15 )

fu ritenuto come Apostolo, mentre Giacomo il parente del Signore uno dei settanta discepoli.
Vediamo che nella storia ecclesiastica di Eusebio viene specificato che Taddeo è uno dei 72 discepoli,
 mentre in certi apocrifi come gli Atti di Tommaso in greco, Taddeo viene scambiato per un Giuda Tommasofratello del Signore.
Comunque i Padri della chiesa credevano che Taddeo fosse l’apostolo Giuda figlio di Giacomo, infatti questo è chiaro dai Vangeli Sinottici.
 Giuda fratello del Signore si presenta nella sua lettera come fratello di Giacomo e non come suo figlio.
Molti in passato hanno attribuito a Simone lo Zelota parecchie identità, che era Natanaele, Giuda-Taddeo.
Ma ecco una prova che Simone lo Zelota non è parente del Signore; vediamo che il parente del Signore,
 Simone figlio di Cleopa, è morto crocifisso dai Romani a Gerusalemme, a 120 anni
sotto Traiano. Egesippo che racconta la sua storia non dice che era un Apostolo, uno dei dodici.
Vediamo invece che per quanto riguarda l’Apostolo Simone lo Zelota, esistono molte leggende apocrife,
che lo vogliono martire in terre lontane, secondo molte tradizioni sarebe morto martire di spadanelle regioni del Caucaso.
La Chiesa Ortodossa distingue tra Giacomo d’Alfeo e Giacomo “fratello del Signore” detto il Giusto, mentre la Chiesa Cattolica li considera la stessa persona. La seconda interpretazione vede in Giacomo uno dei membri del collegio dei Dodici, la prima lo pone invece all’esterno.
La Chiesa d’Oriente distingue tuttora tra l’apostolo e il vescovo di Gerusalemme, sulla base di una tradizione introdotta da scritti pseudoclementini (Ipotiposi, VI),
 tra la fine del II e l’inizio del III secolo e seguita in particolare da Eusebio di Cesarea e Giovanni Crisostomo,
 ma non da altri numerosi Padri greci;
 mentre per la Chiesa d’Occidente il Concilio di Trento ha affermato l’identità dell’uno con l’altro.
Analisi a cura del Centro Anti-Blasfemia
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 6) IL TERMINE ADELFOS NELLA BIBBIA
Anche l’esegesi storico-critica moderna ha ribadito che dietro il termine greco del Nuovo Testamento per fratello,
 “adelfòs”, c’è l’aramaico “aha” e l’ebraico “ah” e questi termini possono significare sia il fratello, sia il cugino, sia il nipote, sia l’alleato,
 ma anche il membro della stessa tribù, il discepolo, ed anche il “prossimo” in generale, sempre che appartenente alla stessa città o nazione.
 Nell’ebraico moderno, ancora oggi, non esiste un termine per distinguere il fratello dal cugino e quindi gli israeliani devono ricorrere ad espressioni del tipo:
 “figlio della stessa madre” (o dello stesso padre). Nell’Antico Testamento sono innumerevoli i casi in cui la parola fratello, in ebraico “ah”,
è usata per indicare le parentele o i legami più svariati. Nella Genesi Abramo chiama il nipote Lot “fratello” (Gn 13, 8) e così anche Labano fa col nipote Giacobbe (Gn 29, 15).
Anche Paolo usa spessissimo il termine “fratello” per indicare una comunanza spirituale o un legame che non è quello carnale e familiare.
Il noto biblista Gianfranco Ravasi considera l’espressione “fratelli del Signore” che troviamo in Atti 1, 14, oppure in 1 Corinzi 9, 5,
come la designazione di un gruppo ben definito, ossia i cristiani di origine giudaica legati al clan nazaretano di Cristo
(sarebbe la setta nominata da Paolo in Atti 24, 14 e che Gesù stesso, in Gv 20, 17, avverte della sua risurrezione mandando loro Maria di Magdala).
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7) DIBATTITO NEI PRIMI SECOLI SUI FRATELLI DI GESU’
Il riferimento all’espressione “fratelli di Gesù” fu utilizzato, a partire dalla seconda metà del IV secolo, in relazione al dogma della perpetua verginità di Maria.
Le comunità che svilupparono questa teoria, contrassegnate successivamente come eretiche dai Padri della Chiesa, sostenevano l’esistenza di veri fratelli carnali di Gesù,
quindi figli di Maria. Tertulliano fu verosimilmente tra i primi autori a mettere in discussione la perpetua verginità di Maria, madre di Gesù,
ed è citato da vari autori moderni come un probabile o “aperto” sostenitore dell’esistenza dei fratelli di Gesù. Tuttavia dalla traduzione delle sue opere Contro Marcione,
La carne di Cristo, Sulla monogamia, Sulla velazione delle vergini, non si ravvisano espliciti riferimenti ai fratelli di Gesù intesi come figli di Maria,
 il che lascia supporre che la diatriba non sorse prima della seconda metà del IV secolo. Tra le prime predicazioni che confutavano la verginità di Maria attribuendole altri figli,
appunto fratelli di Gesù, si ricorda infatti quella di Eunomio, vescovo di Cizico ed uno dei principali esponenti dell’arianesimo che, nel 360,
riconosceva a Gesù fratelli e sorelle carnali incontrando la confutazione teologica di San Basilio prima e di sant’Epifanio dopo.
Altro esponente vicino all’arianesimo che sostenne la tesi dei fratelli di Gesù fu Elvidio, classificato tra gli eretici da Sant’Agostino,
 la cui predicazione, partendo dall’assunto che Maria aveva avuto parecchi figli, intendeva dimostrare che la verginità non è superiore al matrimonio,
e che quindi Maria andrebbe lodata anche come “madre di famiglia esemplare”.
 La confutazione delle tesi di Elvidio avvenne, tra gli altri, ad opera di San Girolamo,
 che rispose  a Elvidio, per cui i ‘fratelli’ erano fratelli carnali.
 San Girolamo scrive nel suo De Viri illustribus:
« Giacomo, chiamato fratello del Signore, soprannominato il Giusto, alcuni ritengono che fosse figlio di Giuseppe con un’altra moglie,
 ma a me pare piuttosto il figlio di Maria sorella della madre di nostro Signore di cui Giovanni fa menzione nel suo libro. »
Sempre nel IV secolo Bonoso, vescovo Naisso, negò la perpetua verginità di Maria, madre di Gesù, incontrando l’opposizione di sant’Ambrogio,
 il quale scrisse nel merito anche una lettera ai vescovi dell’Illiria. Successivamente Gioviniano rilanciò le stesse argomentazioni e fu contrastato da sant’Ambrogioe da Agostino.
Successivamente alla contestazione degli eretici, l’interpretazione dei “fratelli di Gesù” come cugini restò dominante nella Chiesa occidentale a partire dalla fine del IV secolo .
Cassiodoro (485-580) considera questa interpretazione come acquisita, e i teologi del Medioevo la accolsero con poche eccezioni,
alcuni,nel Seicento, argomentarono che Giacomo il Giusto non era la stessa persona di Giacomo figlio di Alfeo,
 ma non sembra avessero elaborato una teoria chiara e completa sui fratelli di Gesù.
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8)I FRATELLI DI GESU’ SECONDO LE DIVERSE CHIESE CRISTIANE
Nel credo originario cattolico e ortodosso, Maria soltanto viene considerata genitrice di sangue, esprimendo la verità di fede della Verginità perpetua di Maria,
Giuseppe solo un padre putativo, e il resto come parenti stretti, come fratellastri o cugini. Secondo l’impostazione protestante,
i desposini comprendono sua madre Maria, suo cugino Giovanni Battista (Luca), e i suoi possibili fratelli. Nel credo ebionita,
Giuseppe fu considerato come padre biologico di Gesù[senza fonte].
I cristiani danno interpretazioni divergenti di su quali potessero essere i rapporti tra i membri della famiglia di Gesù nominati in 13:55 e 6:3.
La Chiesa Cristiana d’Oriente, seguendo Eusebio e Sant’Epifanio, ritiene che essi fossero figli di Giuseppe avuti da una (non tramandata) prima moglie.
All’interno della Chiesa Cattolica Romana, molti concordano che essi fossero cugini di Gesù, figli dell’altra Maria, moglie di Cleopa,
quelli appunto menzionati sulla base di 15:40, 16:1, 19:25 e 1. Egesippo disse che Clopa era il fratello di Giuseppe, e Simone era cugino di Gesù.
 I simboli di fede originali concordano con la tradizione secondo la quale Maria rimase perpetuamente vergine, non avendo pertanto altri figli biologici prima o dopo Gesù.
Mentre i riformati Lutero, Calvino e Zwingli così come dal fondatore del Metodismo Wesley, hanno affermato la verginità perpetua di Maria,
 la maggior parte dei Protestanti del XXI secolo ritiene che questi familiari fossero figli biologici di Maria e Giuseppe.
Con la Riforma Protestante l’interpretazione sui fratelli carnali di Gesù riemerse, ma non subito. I primi riformati infatti mantennero la tradizionale,
 posizione della Chiesa Cattolica e quindi di San Girolamo, con le sole eccezioni di Ugo Grozio (che preferiva la soluzione dei fratellastri di Epifanio in auge nella Chiesa orientale)
e Hammond (1660). Fu quindi nel XVIII secolo che l’interpretazione dei fratelli di Gesù come cugini fu messa in discussione dai riformati,
che riproposero la teoria di Elvidio dei fratelli carnali , fino ad arrivare a Theodor Zahn. Quasi tutte le chiese del variegato mondo protestante
 e dei Testimoni di Geova avallano questa posizione.
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9) IL DIBATTITO NELL’ESEGESI MODERNA
Secondo il biblista francese Frédéric Manns, “solo Gesù nei vangeli è detto figlio di Maria”, e i cosiddetti fratelli di Gesù “non vengono mai chiamati figli e figlie di Maria”.
 Lo stesso autore sottolinea come “Gesù non avrebbe mai affidato sua madre a Giovanni ai piedi della croce se avesse avuto altri fratelli di sangue”.
Inoltre se Maria avesse avuto altri figli “non avrebbe mai potuto lasciare i suoi per stabilirsi coi discepoli”. Probabilmente, conviene Manns,
i “fratelli di Gesù” erano “figli di una Maria che non era la madre di Gesù”.
Sulla stessa posizione il teologo Francesco Trisoglio, secondo cui i “fratelli di Gesù” sarebbero i figli di Cleopa, fratello di San Giuseppe e, poiché Giuseppe morì presto,
 “Maria e Gesù si unirono alla famiglia del parente più prossimo”, i cui figli, “cresciuti insieme a Gesù, furono naturalmente dalla popolazione chiamati fratelli
e sorelle anche perché in aramaico mancava un termine proprio per indicare i cugini”.
Anche il teologo belga Jean Galot ha preso posizione nel dibattito: secondo questo autore “se i fratelli di Gesù non fossero stati dei cugini avrebbero dovuto essere più giovani di Gesù”,
 in quanto il vangelo lo definisce primogenito, mentre “si consta che essi si comportano da fratelli maggiori soprattutto quando esprimono l’intenzione di ricondurre a casa Gesù (Mc 3,21.21-35)”. Galot sottolinea come Gesù è chiamato “il figlio di Maria” come se ve ne fosse uno solo (Mc 6,3), e “due dei fratelli, Giacomo e Simone,
sono figli di un’altra Maria (Mt 27,56 e Mc 15,40)”. Per Galot è probabile che Maria madre di Giacomo e Giuseppe sia identica a Maria moglie di Cleofa (Gv 19,25):
ella era cognata di Maria madre di Gesù, “infatti, secondo le informazioni fornite da Egesippo, bene al corrente della tradizione di Gerusalemme, Cleofa era il fratello di Giuseppe. Giacomo e Giuseppe sarebbero quindi cugini di Gesù, e sembra probabile che Simone e Giuda appartengano alla stessa famiglia benché non si possa avere certezza su questo punto”.
Per Roberto Coggi, teologo domenicano, “che i fratelli di Gesù siano cugini risulta da numerosi indizi”, e cita, tra gli altri, il fatto che “i fratelli risultano formare un gruppo numeroso:
in 13,55 si parla di 4 fratelli e di ‘tutte le sue sorelle’. L’espressione ‘tutte’, come fa notare San Girolamo, si dice solo di una moltitudine”. Coggi sottolinea che Giacomo e Giuseppe “fratelli di Gesù” (Mt 13,55) “sono figli di una Maria discepola di Cristo (Cfr Mt 27,56) la quale è designata in modo significativo come ‘l’altra Maria’ (Cfr. Mt 28,1)”.
Tra gli autori, i biblisti e gli esegeti russi, o comunque riconducibili al mondo degli ortodossi, trova invece ampio riscontro la tesi di Epifanio,
secondo cui Giuseppe, padre di Gesù, ebbe almeno 6 figli in un suo precedente matrimonio. Tra gli autori russi che si ritrovano su questa posizione si ricordano Bieliaev,
il vescovo Alexis Novoslov, Jaroscevsky, Glubokovsky, Orlin ed altri.
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Dal Centro Anti-Blasfemia
CENTRO-ANTI-BLASFEMIA
Questa pagina è gestita da storici e biblisti cristiani, i Vangeli specialmente dopo la scoperta di papiri risalenti alla fine del I secolo d.C.
 sono documenti molto storici, quello che c’è scritto nel Nuovo Testamento, e poi riscritto dai Padri della chiesa,
risulta essere totalmente vero e attendibile, poi la storia conferma ogni cosa, già il 60 d.C.
esistevano le prime chiese nel Medio Oriente in Turchia e Grecia,
 anche a Roma, e già il 64 d.C. ci furono i primi martiri cristiani. Quindi non si tratta di leggende ma di storia,
 poi se i primi cristiani si facevano uccidere per non negare la divinità di Gesù, è perché questa era realtà e non racconti fantastici,
 nessuno si farebbe uccidere per una favola!

dicembre 29, 2019

LA SACRA FAMIGLIA DAI VANGELI DELL’INFANZIA DI SAN LUCA E SAN MATTEO

 

LA SANTA VERGINE MARIA ERA FIDANZATA CON GIUSEPPE DISCENDENTE DI RE DAVID

 

Luca 1: 26-27;
26 Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, 27 a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
UN GIORNO VENNE DA MARIA L’ANGELO GABRIELE E GLI ANNUNCIO LA NASCITA DEL SALVATORE
Luca 1: 28-38;
28 Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». 29 A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. 30 L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32 Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
34 Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». 35 Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. 36 Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: 37 nulla è impossibile a Dio». 38 Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei.
MARIA SI RECA DALLA CUGINA ELISABETTA  PER AIUTARLA
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Luca 1: 39-56;
39 In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. 40 Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41 Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo 42 ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43 A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? 44 Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. 45 E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore».
46 Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
47 e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
48 perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
49 Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
Santo è il suo nome:
50 di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono
.
51 Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri
 del loro cuore;
52 ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
53 ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.
54 Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia
,
55 come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla
 sua discendenza,
per sempre».
56 Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
 
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GIUSEPPE ACCETTO’ MARIA  AVENDO SAPUTO DALL’ANGELO CHE MARIA ERA IN ATTESA DI UN BIMBO PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO
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Matteo 1: 18-24

18 Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19 Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. 20 Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. 21 Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
22 Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
23 Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio
che sarà chiamato Emmanuele
,
che significa Dio con noi. 24 Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, 
25 la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.
 
MARIA E GIUSEPPE DIVENTANO SPOSI FELICI, UN MATRIMONIO BENEDETTO DAL SIGNORE
 
Tutto avvenne senza creare maldicenze, poiche’ subito Giuseppe prese con se Maria, e ancora non era evidente la sua gravidanza, 
quindi tutto procedette regolarmete, Giuseppe  e Maria divennero sposi, questo fu possibile perchè  Dio e lo Spirito Santo erano con Maria.
La nascità miracolosa di Gesù era un segreto di famiglia, e solo dopo l’Ascensione di Gesù fu’ svelato dalla Santa VergineMaria stessa agli Apostoli,
infatti la Santa  Vergine Maria dopo l’Asensione di Gesù, pregava insieme agli Apostoli, Atti 1: 12-14;
 
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Luca 1: 30-35;
30 L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
 32 Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
34 Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». 35 Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.
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LA NASCITA DI GESU’ A BETLEMME
Luca 2: 1-38;
1 In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2 Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. 3 Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. 4 Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, 5 per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. 6 Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7 Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.


8 C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. 9 Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, 10 ma l’angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11 oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. 12 Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». 13 E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva:
14 «Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama».


15 Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». 16 Andarono dunque senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. 17 E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18 Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. 19 Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.

 


20 I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
21 Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.
22 Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, 23 come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; 24 e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.
25 Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele; 26 lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. 27 Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, 28 lo prese tra le braccia e benedisse Dio:
29 «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo
vada in pace secondo la tua parola;
30 perché i miei occhi han visto la tua salvezza,
31 preparata da te davanti a tutti i popoli,
32 luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele».


33 Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34 Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione 35 perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima».
36 C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, 37 era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38 Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

 

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LA VISITA DEI REMAGI E LA FUGA IN EGITTO
 

Matteo 2: 1-23;

1 Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: 2 «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo». 3 All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4 Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. 5 Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele
».
7 Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella 8 e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
9 Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10 Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. 11 Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. 12 Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.


13 Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo».
14 Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, 15 dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio.


16 Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s’infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. 17 Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:
18 Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande;
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata, perché non sono più
.
19 Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto 20 e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nel paese d’Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino». 21 Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d’Israele. 22 Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea 23 e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nazaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

La Sacra Famiglia vive a Nazareth serena e Gesù bambino cresce in grazia e sapienza

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GESU’ INTANTO CRESCEVA PIENO DI GRAZIA E SAPIENZA

Immagine correlata

Luca 2: 41-52;

41 I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. 42 Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l’usanza; 43 ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. 44 Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; 45 non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. 46 Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. 47 E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. 48 Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». 49 Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». 50 Ma essi non compresero le sue parole.
51 Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. 52 E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

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Bibbia Cei

A cura di MARIA DI NAZARETH SEMPRE BEATA

https://sites.google.com/site/mariadinazarethsemprebeata/home/avvento-19la-nascita-di-gesu-una-storia-straordinaria

LA SACRA FAMIGLIA FUGGE IN EGITTO

 

LA SACRA FAMIGLIA FUGGE IN EGITTO

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DAL VANGELO SECONDO SAN MATTEO 2: 13-15;  2: 19-23;

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».

Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».

Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino».

Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

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COMMENTO

Anche Giuseppe si comportò con straordinaria docilità. Appena ricevette l’avvertimento divino, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto ( Mt 2, 14). Cominciava la prima delle persecuzioni che Gesù avrebbe subito sulla terra, nel corso della storia, contro lui stesso o contro i membri del suo Corpo mistico.I Magi erano appena partiti da Betlemme, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo ( Mt 2, 13). In un istante la gioia della Madonna per la visita di quei personaggi, che avevano riconosciuto in suo Figlio il Messia, si mutò in dolore e angoscia. Era ben nota la crudeltà del vecchio re di Palestina, sempre timoroso che qualcuno gli portasse via il trono; per questo aveva fatto uccidere diversi suoi figli e altre persone che potevano fargli ombra, come risulta da varie fonti storiche. Il pericolo, dunque, era grande; ma Dio aveva progetti di salvezza che non potevano non compiersi per l’ambizione e l’iniquità di un tiranno. Tuttavia il Signore non opera miracoli clamorosi: si affida alla risposta delle sue creature fedeli. Perciò i Magi, avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese ( Mt 2, 12).

Per andare in Egitto esistevano due vie principali. Una più comodo, ma anche più frequentata, scendeva lungo le sponde del Mediterraneo e attraversava la città di Gaza. L’altra, meno utilizzata, passava per Hebron e Bersabea, prima di attraversare il deserto dell’Idumea e avventurarsi nel Sinai. Si trattava comunque di un viaggio lungo, di varie centinaia di chilometri, che dovette durare dai dieci ai quattordici giorni.

A Hebron o a Bersabea (quest’ultima situata a 60 km da Betlemme) probabilmente Giuseppe e Maria comprarono delle provviste prima di affrontare la traversata del deserto. È probabile che, in questa parte del viaggio, si siano inseriti in qualche piccola carovana, perché sarebbe stato quasi impossibile farlo da soli: il caldo opprimente, la mancanza di acqua, il pericolo dei predoni, lo rendevano assolutamente sconsigliabile. Lo storico Plutarco narra che i soldati romani, che nel 155 avanti Cristo fecero quella traversata per combattere in Egitto, temevano di più di affrontare le pene del deserto che la guerra che si accingevano a combattere.

Dio aveva progetti di salvezza che non potevano non compiersi per l’ambizione e l’iniquità di un tiranno. Tuttavia il Signore non opera miracoli clamorosi: si affida alla risposta delle sue creature fedeli.

La tradizione immagina – ed è logico che così fosse – che Maria, con il Bambino fra le braccia, cavalcasse un asino, tenuto per la cavezza da Giuseppe. Ma la fantasia degli scritti apocrifi ha fatto fiorire numerose leggende su questo episodio: palme che allargano le loro chiome per far ombra ai fuggitivi, bestie feroci che diventano mansuete, briganti che diventano comprensivi, sorgenti di acqua che sgorgano d’improvviso per alleviare la sete… La pietà popolare si fa eco in quadri e componimenti poetici, con il lodevole fine di mettere in evidenza la vigilanza della Provvidenza divina. La verità è che si trattò di una fuga in piena regola, durante la quale alle sofferenze fisiche si univa il timore di essere raggiunti da un momento all’altro da qualche plotone di soldati. Soltanto quando arrivarono a Rhinocolura, alla frontiera della Palestina con l’Egitto, si sentirono più tranquilli.

Frattanto nel piccolo villaggio di Betlemme si consumava il massacro di un gruppo di bambini al di sotto dei due anni, strappati dalle braccia delle madri. Allora si adempì – annota san Matteo – quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: “Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande; Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più” ( Mt 2, 18). È indubbiamente un passo di difficile comprensione, che ha scandalizzato molti: come può Dio permettere che gli innocenti soffrano, specialmente se sono bambini? La risposta a questa domanda poggia su due punti fermi: Dio non tratta gli uomini come fossero marionette, ma rispetta la loro libertà, anche quando sono dediti a fare il male; nello stesso tempo, con la sua Sapienza e la sua Provvidenza, sa trarre il bene dal male. Dio scrive dritto sulle righe storte degli uomini. Dunque, questo enigma si chiarisce soltanto alla luce del sacrificio di Cristo sulla Croce. La Redenzione è stata operata attraverso la sofferenza del Giusto, dell’Innocente per eccellenza, che vuole associare gli uomini al proprio sacrificio.

La tradizione non è unanime sul luogo in cui risiedette la Sacra Famiglia in Egitto: Menfi, Heliopolis, Leontopolis…, dato che nell’ampio delta del Nilo fiorivano molte comunità ebraiche. Si inserirono in una di esse come tanti emigranti, e là Giuseppe avrà trovato un lavoro che gli permise di mantenere degnamente, anche se poveramente, la famiglia. Secondo i calcoli più comuni, stettero in Egitto almeno un anno, fino a quando di nuovo un angelo annunciò a Giuseppe che poteva ritornare in Palestina.

Furono mesi di lavoro nascosto e di sofferenza silenziosa, con la nostalgia della casa abbandonata, ma nello stesso tempo con la gioia di veder crescere Gesù sano e forte, lontano dal pericolo in agguato. Attorno a loro potevano notare molta idolatria, tante figure di dei strani con lineamenti di animali. Però Maria sapeva che anche per quella gente Cristo era venuto nel mondo, anch’essi destinatari della Redenzione. E la Madonna li abbracciava nel suo cuore materno.

J.A. Loarte

http://www.opusdei.it/…/…/vita-di-maria-x-la-fuga-in-egitto/

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A CURA DEL CENTRO MARIA DI NAZARETH SEMPRE BEATA

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LA NASCITA DI GESU’ DAL VANGELO DI SAN MATTEO

LA NASCITA DI GESU’ DAL VANGELO DI SAN MATTEO
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Matteo 1: 18-2:12
1:18 La nascita di Gesù Cristo avvenne in questo modo. Maria, sua madre, era stata promessa sposa a Giu…seppe e, prima che fossero venuti a stare insieme, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
1:19 Giuseppe, suo marito, che era uomo giusto e non voleva esporla a infamia, si propose di lasciarla segretamente.
1:20 Ma mentre aveva queste cose nell’animo, un angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua moglie; perché ciò che in lei è generato, viene dallo Spirito Santo.
1:21 Ella partorirà un figlio, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati”.
1:22 Tutto ciò avvenne, affinché si adempisse quello che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
1:23 “La vergine sarà incinta e partorirà un figlio, al quale sarà posto nome Emmanuele”, che tradotto vuol dire: “Dio con noi”.
1:24 Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l’angelo del Signore gli aveva comandato e prese con sé sua moglie;
1:25 e non ebbe con lei rapporti coniugali finché ella non ebbe partorito un figlio; e gli pose nome Gesù.
2:1 Gesù era nato in Betlemme di Giudea, all’epoca del re Erode. Dei magi d’Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo:
2:2 “Dov’è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo”.
2:3 Udito questo, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui.
2:4 Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informò da loro dove il Cristo doveva nascere.
2:5 Essi gli dissero: “In Betlemme di Giudea; poiché così è stato scritto per mezzo del profeta:
2:6 “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei affatto la minima fra le città principali di Giuda; perché da te uscirà un principe, che pascerà il mio popolo Israele””.
2:7 Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, s’informò esattamente da loro del tempo in cui la stella era apparsa;
2:8 e, mandandoli a Betlemme, disse loro: “Andate e chiedete informazioni precise sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, affinché anch’io vada ad adorarlo”.
2:9 Essi dunque, udito il re, partirono; e la stella, che avevano vista in Oriente, andava davanti a loro finché, giunta al luogo dov’era il bambino, vi si fermò sopra.
2:10 Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia.
2:11 Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; prostratisi, lo adorarono; e, aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra.
2:12 Poi, avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, tornarono al loro paese per un’altra via.
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Bibbia di Gerusalemme
https://sites.google.com/site/mariadinazarethsemprebeata/home/la-nascita-di-gesu-dal-vangelo-di-san-matteo

 

LA NASCITA DI GESU’ DAL VANGELO DI SAN LUCA

LA NASCITA DI GESU’ DAL VANGELO DI SAN LUCA
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Luca 2: 1-202:1 In quel tempo uscì un decreto da parte di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l’impero.
2:2 Que…sto fu il primo censimento fatto quando Quirinio era governatore della Siria.
2:3 Tutti andavano a farsi registrare, ciascuno alla sua città.
2:4 Dalla Galilea, dalla città di Nazaret, anche Giuseppe salì in Giudea, alla città di Davide chiamata Betlemme, perché era della casa e famiglia di Davide,
2:5 per farsi registrare con Maria, sua sposa, che era incinta.
2:6 Mentre erano là, si compì per lei il tempo del parto;
2:7 ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.
2:8 In quella stessa regione c’erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge.
2:9 E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore.
2:10 L’angelo disse loro: “Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà:
2:11 “Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore.
2:12 E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia””.
2:13 E a un tratto vi fu con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
2:14 “Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini ch’egli gradisce!”
2:15 Quando gli angeli se ne furono andati verso il cielo, i pastori dicevano tra di loro: “Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto, e che il Signore ci ha fatto sapere”.
2:16 Andarono in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia;
2:17 e, vedutolo, divulgarono quello che era stato loro detto di quel bambino.
2:18 E tutti quelli che li udirono si meravigliarono delle cose dette loro dai pastori.
2:19 Maria serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo.
2:20 E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato loro annunziato.

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Bibbia di Gerusalemme
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LA NASCITA DI GESU’ DAL PROTOVANGELO DI GIACOMO


La nascita di Gesù descritta nel Protovangelo di Giacomo
e dal vangelo dello Pseudo-Matteo


 dal vangelo apocrifo di Giacomo (II-IV sec.

[2] Sellò l’asino e vi fece sedere Maria: il figlio di lui tirava la bestia e Giuseppe li accompagnava. Giunti a tre miglia, Giuseppe si voltò e la vide triste; disse tra s‚: “Probabilmente quello che è in lei la travaglia”. Voltatosi nuovamente, vide che rideva. Allora le domandò: “Che cosa hai, Maria, che vedo il tuo viso ora sorridente e ora rattristato?”. Maria rispose a Giuseppe: “E’ perché vedo, con i miei occhi, due popoli: uno piange e fa cordoglio, l’altro è pieno di gioia e esulta”. [3] Quando giunsero a metà strada, Maria gli disse: “Calami giù dall’asino, perché quello che è in me ha fretta di venire fuori”. La calò giù dall’asino e le disse: “Dove posso condurti per mettere al riparo il tuo pudore? Il luogo, infatti, è deserto”.

[18, 1] Trovò quivi una grotta: ve la condusse, lasciò presso di lei i suoi figli e uscì a cercare una ostetrica ebrea nella regione di Betlemme. [2] Io, Giuseppe, camminavo e non camminavo. Guardai nell’aria e vidi l’aria colpita da stupore; guardai verso la volta del cielo e la vidi ferma, e immobili gli uccelli del cielo; guardai sulla terra e vidi un vaso giacente e degli operai coricati con le mani nel vaso: ma quelli che masticavano non masticavano, quelli che prendevano su il cibo non l’alzavano dal vaso, quelli che lo stavano portando alla bocca non lo portavano; i visi di tutti erano rivolti a guardare in alto. [3] Ecco delle pecore spinte innanzi che invece stavano ferme: il pastore alzò la mano per percuoterle, ma la sua mano restò per aria. Guardai la corrente del fiume e vidi le bocche dei capretti poggiate sull’acqua, ma non bevevano. Poi, in un istante, tutte le cose ripresero il loro corso.

[19, 1] Vidi una donna discendere dalla collina e mi disse: “Dove vai, uomo?”. Risposi: “Cerco una ostetrica ebrea”. E lei: “Sei di Israele?”. “Sì” le risposi. E lei proseguì: “E chi è che partorisce nella grotta?”. “La mia promessa sposa” le risposi. Mi domandò: “Non è tua moglie?”. Risposi: “E’ Maria, allevata nel tempio del Signore. Io l’ebbi in sorte per moglie, e non è mia moglie, bensì ha concepito per opera dello Spirito santo”. La ostetrica gli domandò: “E’ vero questo?”. Giuseppe rispose: “Vieni e vedi”. E la ostetrica andò con lui. [2] Si fermarono al luogo della grotta ed ecco che una nube splendente copriva la grotta. La ostetrica disse: “Oggi è stata magnificata l’anima mia, perché i miei occhi hanno visto delle meraviglie e perché è nata la salvezza per Israele”. Subito dopo la nube si ritrasse dalla grotta, e nella grotta apparve una gran luce che gli occhi non potevano sopportare. Poco dopo quella luce andò dileguandosi fino a che apparve il bambino: venne e prese la poppa di Maria, sua madre. L’ostetrica esclamò: “Oggi è per me un gran giorno, perché ho visto questo nuovo miracolo”.

[3] Uscita dalla grotta l’ostetrica si incontrò con Salome, e le disse: “Salome, Salome! Ho un miracolo inaudito da raccontarti: una vergine ha partorito, ciò di cui non è capace la sua natura”. Rispose Salome: “(Come è vero che) vive il Signore, se non ci metto il dito e non esamino la sua natura, non crederò mai che una vergine abbia partorito”.

[20, 1] Entrò l’ostetrica e disse a Maria: “Mettiti bene. Attorno a te, c’è, infatti, un non lieve contrasto”. Salome mise il suo dito nella natura di lei, e mandò un grido, dicendo: “Guai alla mia iniquità e alla mia incredulità, perché ho tentato il Dio vivo ed ecco che ora la mia mano si stacca da me, bruciata”. [2] E piegò le ginocchia davanti al Signore, dicendo: “Dio dei miei padri, ricordati di me che sono stirpe di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. Non fare di me un esempio per i figli di Israele, ma rendimi ai poveri. Tu, Padrone, sai, infatti, che nel tuo nome io compivo le mie cure, e la mia ricompensa la ricevevo da te”. [3] Ed ecco apparirle un angelo del Signore, dicendole: “Salome, Salome! Il Signore ti ha esaudito: accosta la tua mano al bambino e prendilo su, e te ne verrà salute e gioia”. [4] Salome si avvicinò e lo prese su, dicendo: “L’adorerò perché a Israele è nato un grande re”. E subito Salome fu guarita e uscì dalla grotta giustificata. Ed ecco una voce che diceva: “Salome, Salome! Non propalare le cose meravigliose che hai visto, sino a quando il ragazzo non sia entrato in Gerusalemme”.

[21, 1] Poi Giuseppe si preparò a partire per la Giudea. In Betlemme della Giudea ci fu un grande trambusto, perché erano venuti dei magi che dicevano: “Dov’è il nato re dei Giudei? Abbiamo visto la sua stella nell’Oriente e siamo venuti ad adorarlo”. [2] Udendo questo, Erode fu turbato e inviò dei ministri ai magi; mandò anche a chiamare i sommi sacerdoti e li interrogò, dicendo: “Come sta scritto a proposito del Cristo, dove deve nascere?”. Gli risposero: “In Betlemme della Giudea, perché così sta scritto”. E poi li rimandò. Interrogò anche i magi, dicendo: “Quale segno avete visto a proposito del re che è nato?”. I magi gli risposero: “Abbiamo visto una stella grandissima che splendeva tra queste stelle e le oscurava, tanto che le stelle non apparivano più. E’ così che noi abbiamo conosciuto che era nato un re a Israele, e siamo venuti per adorarlo”. “Andate e cercate”, disse Erode “e se troverete fatemelo sapere affinché anch’io venga a adorarlo”.

I magi poi se ne andarono. [3] Ed ecco che la stella che avevano visto nell’oriente li precedeva fino a che giunsero alla grotta, e si arrestò in cima alla grotta. I magi, visto il bambino con Maria sua madre, trassero fuori dei doni dalla loro bisaccia: oro, incenso e mirra.

[4] Essendo stati avvertiti da un angelo di non entrare nella Giudea, se ne tornarono al loro paese per un’altra via.

[22, 1] Accortosi di essere stato giocato dai magi, Erode si adirò e mandò dei sicari, dicendo loro: “Ammazzate i bambini dai due anni in giù”.

[2] Maria, avendo sentito che si massacravano i bambini, prese il bambino, lo fasciò e lo pose in una mangiatoia di buoi. [3] Anche Elisabetta, sentito che si cercava Giovanni, lo prese e salì sulla montagna guardandosi attorno, ove nasconderlo; ma non c’era alcun posto come nascondiglio. Elisabetta, allora, gemendo, disse a gran voce: “Monte di Dio, accogli una madre con il suo figlio”. Subito il monte si spaccò e l’accolse. E apparve per loro una luce, perché un angelo del Signore era con loro per custodirli.

[23, 1] Erode, nel mentre, cercava Giovanni, e mandò dei ministri da Zaccaria, dicendo: “Dove hai nascosto tuo figlio?”. Rispose loro: “Io sono un pubblico ufficiale di Dio e dimoro costantemente nel tempio del Signore, non so dove sia mio figlio”. [2] I ministri se ne ritornarono per riferire tutto ciò a Erode. Adiratosi, Erode disse loro: “E’ suo figlio colui che regnerà su Israele!”. Mandò, perciò, di nuovo da lui per dirgli: “Dì proprio la verità: dov’è tuo figlio? Sai bene che il tuo sangue sta sotto la mia mano”. [3] Zaccaria rispose: “Se tu spargerai il mio sangue, io sarò un testimone di Dio. Il mio spirito sarà accolto dal Padrone, poiché tu spargerai sangue innocente nel vestibolo del tempio del Signore”. Allo spuntare del giorno, Zaccaria fu ucciso. I figli di Israele non sapevano che era stato ucciso.

[24, 1] All’ora del saluto, i sacerdoti uscirono, ma Zaccaria non venne loro incontro, come di solito, con la benedizione. I sacerdoti stettero a aspettare Zaccaria per salutarlo nella preghiera e glorificare l’Altissimo. [2] Ma, dato che tardava, tutti si intimorirono. Uno di loro si fece coraggio: entrò e vide presso l’altare del sangue coagulato e udì una voce che diceva: “Zaccaria è stato ucciso! Il suo sangue non sarà cancellato fino a quando non giungerà il suo vendicatore”. All’udire tali parole ebbe paura, e uscì per riferire ai sacerdoti. [3] Questi si fecero coraggio, entrarono e videro quanto era accaduto: gemette la travatura del tempio, ed essi si strapparono le vesti dall’alto in basso. Non trovarono il suo corpo, trovarono invece il suo sangue pietrificato. Pieni di timore, uscirono e annunziarono a tutto il popolo che Zaccaria era stato ucciso. Lo vennero a sapere tutte le tribù del popolo, che lo piansero e fecero cordoglio per tre giorni e tre notti. [4] Dopo i tre giorni, i sacerdoti deliberarono chi mettere al suo posto, e la sorte cadde su Simeone. Questo, infatti, era colui che era stato avvisato dallo Spirito santo che non avrebbe visto la morte fino a quando non avesse visto il Cristo nella carne.

[25, 1] Alla morte di Erode, essendo sorto a Gerusalemme un trambusto, io Giacomo, che ho scritto questa storia, mi ritirai nel deserto, fino a quando cessò il trambusto a Gerusalemme, glorificando il Padrone Dio che mi ha concesso il dono e la saggezza per scrivere questa storia.
[2] La grazia sarà in coloro che temono il Signore nostro Gesù Cristo, al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.


Vangelo dello Pseudo-Matteo

[13, 1] Nascita di Gesù. Dopo un certo periodo accadde che si facesse un censimento a motivo di un editto di Cesare Augusto, e tutta la terra si fece iscrivere, ognuno nella sua patria. Questo censimento fu fatto dal preside della Siria, Cirino. Fu dunque necessario che Giuseppe, con Maria, si facesse iscrivere a Betlemme, poiché Giuseppe e Maria erano di qui, della tribù di Giuda e della casata di Davide.

Mentre Giuseppe e Maria camminavano lungo la strada che conduce a Betlemme, Maria disse a Giuseppe: “Vedo davanti a me due popoli, uno piange e l’altro è contento”. Giuseppe le rispose: “Stattene seduta sul tuo giumento e non dire parole superflue”. Apparve poi davanti a loro un bel giovane vestito di abito bianco, e disse a Giuseppe: “Perché hai detto che erano parole superflue quelle dette da Maria a proposito dei due popoli? Vide infatti il popolo giudaico piangere, essendosi allontanato dal suo Dio, e il popolo pagano gioire, perché oramai si è accostato e avvicinato al Signore, secondo quanto aveva promesso ai padri nostri Abramo, Isacco, e Giacobbe: di fatti, è giunto il tempo nel quale, nella discendenza di Abramo, è concessa la benedizione a tutte le genti”.

[2] Ciò detto, l’angelo ordinò di fermare il giumento, essendo giunto il tempo di partorire; comandò poi alla beata Maria di discendere dall’animale e di entrare in una grotta sotto una caverna nella quale non entrava mai la luce ma c’erano sempre tenebre, non potendo ricevere la luce del giorno. Allorché la beata Maria entrò in essa, tutta si illuminò di splendore quasi fosse l’ora sesta del giorno. La luce divina illuminò la grotta in modo tale che né di giorno né di notte, fino a quando vi rimase la beata Maria, la luce non mancò. Qui generò un maschio, circondata dagli angeli mentre nasceva. Quando nacque stette ritto sui suoi piedi, ed essi lo adorarono dicendo: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà”.

[3] Era infatti giunta la nascita del Signore, e Giuseppe era andato alla ricerca di ostetriche. Trovatele, ritornò alla grotta e trovò Maria con il bambino che aveva generato. Giuseppe disse alla beata Maria: “Ti ho condotto le ostetriche Zelomi e Salome, rimaste davanti all’ingresso della grotta non osando entrare qui a motivo del grande splendore”. A queste parole la beata Maria sorrise. Giuseppe le disse: “Non sorridere, ma sii prudente, lasciati visitare affinché vedano se, per caso, tu abbia bisogno di qualche cura”. Allora ordinò loro di entrare. Entrò Zelomi; Salome non entrò. Zelomi disse a Maria: “Permettimi di toccarti”. Dopo che lei si lasciò esaminare, l’ostetrica esclamò a gran voce dicendo: “Signore, Signore grande, abbi pietà. Mai si è udito né mai si è sospettato che le mammelle possano essere piene di latte perché è nato un maschio, e la madre sia rimasta vergine. Sul neonato non vi à alcuna macchia di sangue e la partoriente non ha sentito dolore alcuno. Ha concepito vergine, vergine ha generato e vergine è rimasta”.

[4] All’udire questa voce, Salome disse: “Permetti che ti tocchi e sperimenti se è vero quanto disse Zelomi”. Dopo che la beata Maria concesse di lasciarsi toccare, Salome mise la sua mano. Ma quando ritrasse la mano che aveva toccato, la mano inaridì e per il grande dolore incominciò a piangere e ad angustiarsi disperatamente gridando: “Signore Dio, tu sai che io ti ho temuto sempre, e ho curato i poveri senza ricompensa, non ho mai preso nulla dalle vedove e dall’orfano, e il bisognoso non l’ho mai lasciato andare via da me a mani vuote. Ma ora eccomi diventata miserabile a motivo della mia incredulità, perché volli, senza motivo, provare la tua vergine”.

[5] Mentre così parlava apparve a fianco di lei un giovane di grande splendore, e le disse: “Avvicinati al bambino, adoralo, toccalo con la tua mano ed egli ti salverà: egli infatti è il Salvatore del mondo e di tutti coloro che in lui sperano”. Subito lei si avvicinò al bambino e, adorandolo, toccò un lembo dei panni nei quali era avvolto, e subito la sua mano guarì. Uscendo fuori incominciò a gridare le cose mirabili che aveva visto e sperimentato, e come era stata guarita; molti credettero a causa della sua predicazione.

[6] Anche i pastori di pecore asserivano di avere visto degli angeli che, nel cuore della notte, cantavano un inno, lodavano il Dio del cielo e dicevano che era nato il Salvatore di tutti, che è Cristo Signore, nel quale sarà ridata la salvezza a Israele.

[7] Una enorme stella splendeva dalla sera al mattino sopra la grotta; così grande non si era mai vista dalla creazione del mondo. I profeti che erano a Gerusalemme dicevano che questa stella segnalava la nascita di Cristo, che avrebbe realizzato la promessa fatta non solo a Israele, ma anche a tutte le genti.

[14, 1] Tre giorni dopo la nascita del Signore nostro Gesù Cristo, la beatissima Maria uscì dalla grotta ed entrò in una stalla, depose il bambino in una mangiatoia, ove il bue e l’asino l’adorarono. Si adempì allora quanto era stato detto dal profeta Isaia, con le parole: “Il bue riconobbe il suo padrone, e l’asino la mangiatoia del suo signore”. Gli stessi animali, il bue e l’asino, lo avevano in mezzo a loro e lo adoravano di continuo. Si adempì allora quanto era stato detto dal profeta Abacuc, con le parole: “Ti farai conoscere in mezzo a due animali”.

Giuseppe con Maria, rimase nello stesso luogo per tre giorni.

[15, 1] Il sesto giorno entrarono in Betlemme, dove passarono il giorno settimo. L’ottavo giorno circoncisero il bambino e gli diedero nome “Gesù”, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito. Terminati i giorni della purificazione di Maria, secondo la Legge di Mosè, Giuseppe condusse il bambino al tempio del Signore. Quando il bambino ricevette la “peritomè” (“peritomo” significa circoncisione), offrirono un paio di tortore o due piccini di colombe.

[2] Nel tempio c’era un certo uomo di Dio, perfetto e giusto, di nome Simeone, di anni centododici. Questi aveva ricevuto da Dio la promessa che non avrebbe gustato la morte senza avere prima visto, vivo in carne, il Cristo figlio di Dio. Visto il bambino, egli esclamò a gran voce: “Dio visitò il suo popolo, e il Signore adempì la sua promessa”. E subito l’adorò. Dopo lo prese nel suo mantello e baciando i suoi piedi, disse: “Ora, o Signore, lascia andare in pace il tuo servo poiché i miei occhi videro la tua salvezza che hai preparato al cospetto di tutti i popoli, luce per illuminare le genti, e gloria del tuo popolo, Israele”.

[3] Nel tempio c’era pure la profetessa di nome Anna, figlia di Fanuel, della tribù di Aser, che aveva vissuto con suo marito sette anni dalla sua verginità: ed era vedova già da ottantaquattro anni. Non si era mai allontanata dal tempio del Signore, ed era dedita a digiuni e preghiere. Anche lei adorò il bambino affermando che in lui c’è la redenzione del mondo.

[16, 1] I magi e la fuga in Egitto. Trascorso il secondo anno, dei magi vennero dall’Oriente a Gerusalemme portando grandi doni. E subito interrogarono i Giudei, dicendo: “Dov’è il re che vi è nato? In Oriente infatti abbiamo visto la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”. Questa voce giunse al re Erode e lo spaventò così tanto che radunò scribi, farisei e dottori del popolo per interrogarli dove, secondo i profeti, sarebbe nato Cristo. Essi risposero: “In Betlemme di Giuda. Sta scritto infatti: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei affatto la più piccola tra i principi di Giuda. Da te, invero, nascerà il duce che reggerà il mio popolo Israele””. Erode allora convocò i magi presso di sé e da loro indagò diligentemente quando era apparsa ad essi la stella. Mandandoli poi in Betlemme, disse: “Andate e informatevi diligentemente sul bambino. Quando lo troverete, fatemelo sapere affinché anch’io venga ad adorarlo”.

[2] Mentre i magi se ne andavano, per la strada apparve loro la stella che, precedendoli fino a quando giunsero ove era il bambino, fu quasi la loro guida. Vedendo la stella, i magi si rallegrarono con grande gioia e, entrati nella casa, trovarono il bambino Gesù seduto sul grembo di sua madre. Aprirono allora i loro tesori e regalarono grandi doni alla beata Maria e a Giuseppe. Al bambino poi offrirono ciascuno una moneta d’oro; così pure uno offrì oro, un altro incenso, il terzo mirra.

Volevano ritornare dal re Erode, ma in sonno furono avvertiti da un angelo di non ritornare da Erode. Per un’altra strada se ne ritornarono nella loro regione.

[17, 1] Erode, vedendo che era stato burlato dai magi, si gonfiò in cuor suo, e mandò per ogni strada volendo prenderli e ucciderli. Non trovandoli, mandò nuovamente in Betlemme e in tutti i suoi confini a uccidere tutti i bambini che si trovavano dai due anni in giù, in base al tempo del quale era stato informato dai magi.

[2] Un giorno prima che avvenisse questo, Giuseppe fu avvertito in sogno da un angelo del Signore che gli disse: “Prendi Maria e il bambino e va in Egitto per la via del deserto”. Giuseppe, seguendo l’ordine dell’angelo, partì.

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(C) Dino Ticli, 2001-2003

http://www.letturegiovani.it/semprenatale/vangeli_apocrifi.htm

Acura di MARIA DI NAZARETH SEMPRE BEATA

https://sites.google.com/site/mariadinazarethsemprebeata/home/avvento-27-la-nascita-di-gesu-dal-protovangelo-di-giacomo

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