Mirabilissimo100’s Weblog

gennaio 25, 2020

USA: TRUMP E I NEOCONS STANNO PIANIFICANDO UN ATTACCO NUCLEARE SULLA RUSSIA?

Filed under: aggressione, attacco, russia, usa — Tag:, , , , , , , — mirabilissimo100 @ 7:07 am

 
 
CONTROINFORMAZIONE.INFO
 
22 GENNAIO 2020
 

Che i responsabili di Washington, quelli che fanno capo alla setta dei neocons evangelici, fossero un gruppo di psicopatici, era più di un sospetto e quasi una certezza, considerato il loro livello di fanatismo messianico. Si sapeva anche da tempo che il presidente Trump è affetto da una forma ricorrente di disturbi della personalità che alcuni psicologi e specialisti USA hanno da tempo individuato in demenza senile.
Quello che non si poteva prevedere è il fatto che questo gruppo di “teste d’uovo” stiano predisponendo una “guerra lampo” di tipo primo colpo nucleare contro la Russia.

Il segretario di Stato Mike Pompeo ed il segretario alla difesa Mark Esper, più altri elementi della mafia del West Point, hanno elaborato piani e credono di poter abbattere le difese della Russia in un colpo solo. Un colpo derivante da un attacco nucleare.
Alcune fonti non confermate parlano di questo e ci sono vari indizi per ritenere che la previsione sia credibile.

Trump è completamente circondato dai fanatici imbevuti di una visione messianica e che amano l’Armageddon, come battaglia finale per il trionfo dell’America e di Israele e lo stesso Trump è fortemente influenzato da questo gruppo di psicopatici, come si è visto nel caso dell’omicidio mirato del generale Soleimani, organizzato da Pompeo e Esper, i due che hanno convinto Trump ad ordinarlo.

Missile ipersonico russo Vanguard
Non è un caso che, proprio in questi giorni, dal ministro della difesa russo, Sergei Shoigu, ci siano 2 risposte, una che annuncia le loro nuove armi ipersoniche ( missili Avangard) entrate in servizio … chiamate “Dead Hand” e l’altra in un annuncio dello stato Maggiore russo in cui si parla del loro nuovo sistema missilistico a difesa di Mosca, entrambe notizie pubblicate sui siti di analisi militare.

Altro indizio: La Russia ha cacciato gli Stati Uniti dal Mar Nero, usando la Turchia per far rispettare il Trattato di Montreux, per una ragione, gli Stati Uniti stavano usando navi AEGIS per colpire le difese missilistiche russe per un primo attacco. Trump e Pompeo sono rimasti in silenzio su questa ENORME storia per un motivo, sono stati scoperti con “le mani nella marmellata”.
Non resta che aspettare e vedere quale sarà la prossima mossa, ma la follia potrebbe essere una cattiva consigliera e resta da comprendere se qualcuno fermerà la mano di questo gruppo di psicopatici prima che sia troppo tardi

di Luciano Lago

Fonti: Veterans Today Journal-neo.org https://www.veteranstoday.com/2020/01/22/exclusive-trump-planning-nuclear-strike-on-russia-soon/

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SIRIA: ATTACCO JIHADISTA A IDLIB CON 40 MORTI E 80 FERITI

L'artiglieria pesante dell'esercito siriano

 
 
SPUTNIK NEWS.COM
 
23 02 2020
 
Durissimi scontri nella provincia siriana di Idlib: i jihadisti hanno preso d’assalto le posizioni dell’esercito siriano.
 
Stando alle informazioni fornite dal Centro russo per la riconciliazione della Siria sarebbe di almeno 40 morti e 80 feriti il bilancio di un attacco da parte dei jihadisti contro le posizioni dell’esercito siriano nella provincia di Idlib.
 
Nel corso di un durissimo scontro sarebbero stati eliminati circa 50 terroristi, che avrebbero occupato alcune delle postazioni governative, costringendo le truppe regolari di Damasco alla ritirata.
 
L’attacco arriva dopo che il governo siriano aveva annunciato la ripresa delle operazioni militari a Idlib dopo le numerose violazioni della tregua da parte dei miliziani e l’introduzione di un nuovo cessate il fuoco lo scorso 9 gennaio.
 
La situazione a Idlib
La provincia di Idlib è una delle ultime a rimanere contese tra le forze del governo di Damasco e i jihadisti del gruppo terroristico Tahrir al-Sham.
 
Il 19 dicembre scorso l’esercito siriano aveva iniziato una nuova operazione militare nel sudest della provincia per spazzare via ogni sacca di resistenza dei miliziani legati allo Stato Islamico.
 
In pochi giorni oltre 40 insediamenti sono stati occupati e messi in sicurezza dalle truppe siriane.
 

LA TURCHIA HA RICHIESTO AI SUOI MILIZIANI DI RESISTERE AGLI ATTACCHI SU IDLIB, PROMETTENDO UN MAGGIORE SUPPORTO

Filed under: aggressione, attacco, guerra, terrorismo, turchia, violenza — Tag:, , , , , — mirabilissimo100 @ 6:31 am

 
CONTROINFORMAZIONE.INFO
 
24 GENNAIO 2020
 

I funzionari dell’intelligence turca hanno chiesto ai loro delegati terroristi in Siria di resistere agli attacchi siriani e russi alla Grande Idlib, durante un recente incontro ad Ankara, secondo quanto riferito da Enab Baladi il 24 gennaio, citando due fonti militari dell’opposizione.

Una delle fonti, un comandante del Fronte nazionale per la liberazione (NFL), ha detto all’opposizione che l’incontro, a cui hanno partecipato i comandanti della NFL e dell’Esercito nazionale siriano (SNA), si è svolto il 23 gennaio.

Secondo una seconda fonte, Hakan Fidan, capo della National Intelligence Organization turca ha partecipato alla riunione, che ha anche assistito a una chiamata del presidente Recep Tayyip Erdogan.

“Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha ringraziato l’SNA per aver partecipato all’operazione Peace Spring ad est dell’Eufrate e ha sottolineato che il sostegno alle fazioni di Idlib continuerà e che non saranno abbandonate”, afferma Enab Baladi citando una delle fonti .

Durante l’incontro di Ankara, i funzionari turchi hanno promesso di consegnare più armi ai militanti di Idlib e hanno parlato di “sorprese”.
All’inizio di questo mese, diverse fonti dell’opposizione hanno riferito di un incontro simile, durante il quale Ankara ha promesso alle fazioni di Idlib un supporto militare e persino aiuto dagli Stati Uniti. In seguito, alcune fonti hanno affermato che i miliziani hanno ricevuto un nuovo lotto di missili TOW fabbricati negli Stati Uniti.

Il nuovo incontro conferma che la Turchia è ancora determinata a sostenere le fazioni nella Greater Idlib. Nell’ultimo anno, queste fazioni hanno migliorato i loro legami con i gruppi affiliati ad al-Qaeda che vagano per la regione e si sono rifiutati di attuare qualsiasi accordo della Turchia con la Russia.

Combattente dell’Esercito siriano su Idlib

L’ESERCITO SIRIANO RESPINGE IL PRESUNTO ATTACCO ALLE SUE POSIZIONI NEL SUD-EST DI IDLIB: SANA


L’esercito arabo siriano (SAA) ha respinto il 24 gennaio un attacco su larga scala alle sue posizioni nel sud-est di Idlib , secondo la Syrian Arab News Agency (SANA).

L’agenzia di stampa statale ha affermato che l’esercito ha riconquistato la città di Samka dopo aver respinto l’attacco, che sarebbe stato lanciato il giorno prima.

“Le unità dell’esercito stanno continuando le loro operazioni sull’asse di al-Tah e Abu Jurif per liberarle dai gruppi terroristi”, ha detto il reporter della SANA.

Secondo il Centro di riconciliazione russo, oltre 600 militanti hanno partecipato al presunto attacco su vasta scala , che ha causato la morte di almeno 40 membri del servizio siriano.

Entrambe le fonti filo-governative e dell’opposizione avevano smentito le affermazioni della Siria e della Russia, con attivisti locali che non avevano riferito di scontri mai avvenuti nel sud-est di Idlib. Nessun soldato o ufficiale siriano è stato segnalato come ucciso o ferito nella regione.
I motivi alla base di queste affermazioni non sono chiari. La Russia e la Siria potrebbero preparare l’opinione pubblica a un’operazione su terra su larga scala nella Grande Idlib o semplicemente tentare di distogliere l’attenzione del pubblico da altri sviluppi.

Fonte: South Front

 https://southfront.org/syrian-army-repels-alleged-attack-on-its-positions-in-southeast-idlib-sana/

Traduzione: Luciano Lago

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ISRAELE: SAREBBERO STATI ASSASSINATI TRE GIOVANI PALESTINESI EVASI CRUDELMENTE SENZA PROCESSO

Risultati immagini per gaza protests
 
L’ANTIDIPLOMTICO.IT
 
22 01 2020
 
DI PATRIZIA CECCONI
 
Erano tre amici, avevano tra i 17 e i 18 anni. Hanno tagliato la rete della gabbia in cui Israele li teneva illegalmente rinchiusi. Hanno camminato per circa 400 metri nel territorio dello Stato assediante. Territorio che, peraltro, non risponde neanche alla partizione proposta dall’Onu nella Risoluzione 181, ma fatto proprio con la forza delle armi nel 1949. E questo è bene comunque precisarlo.
 
 
Venivano dal campo profughi di Maghazi al centro-sud della Striscia di Gaza questi tre nuovi giovani martiri. Chissà quanta adrenalina girava nelle loro vene dopo essere riusciti a beffare il potente esercito israeliano e rompere la rete per provare a tornare nella casa dei loro nonni.
 
 
Nella Grande Marcia del Ritorno i manifestanti più volte mi hanno ripetuto che non andavano al border per morire, ma che la morte era messa in conto per conquistare la libertà. Dicevano anche “non vogliamo più essere mortificati come animali tenuti in gabbia, vogliamo essere forti sopra la terra o martiri sotto la terra”. L’ho sentito dire tante volte nei venerdì in cui riuscivo ad andare al border per testimoniare quel che vedevo: migliaia di uomini donne e bambini disarmati che chiedevano il rispetto di una risoluzione ONU calpestata da Israele da 71 anni, la n. 194, cioè il diritto al ritorno nelle loro case.
 
Mohamed, Salem e Mahmoud si saranno sentiti “forti sulla terra” dopo aver varcato la rete, ma dopo circa 400 metri i soldati li hanno fermati. Li hanno umiliati per l’ultima volta facendoli spogliare nudi e poi li hanno assassinati sparandogli. Un altro crimine di guerra che non sconvolge i soldati con la stella di David, tanto sanno che non pagheranno.
 
 
Così come noi sappiamo già cosa diranno i media usualmente valletti di Israele e fedeli ripetitori delle sue veline. Sappiamo anche che la versione palestinese sarà diversa. Ma a questo macabro “gioco delle verità” non vogliamo più dedicare tempo perché sappiamo che una verità c’è ed è indiscutibile, al di là delle opinioni, e questa si chiama assedio. Ovviamente illegittimo e illegale.
 
 
Finché la comunità internazionale seguiterà a consentire a Israele di assediare la Striscia di Gaza ci saranno ragazzi disposti a morire pur di assaggiare la libertà e dall’altra parte non ci sarà pace per Israele i cui soldati potranno pure divertirsi a uccidere ragazzini inermi o con armi ridicole rispetto alle loro, ma i palestinesi non si fermeranno. In Palestina ho imparato un adagio che fa più o meno così: i palestinesi morti sono più dei palestinesi vivi, ma i palestinesi che seguiteranno a venire al mondo sono molti di più dei primi e dei secondi insieme.
 
 
Questo significa che Israele ha solo due vie davanti a sé per il futuro vicino e lontano: o li uccide tutti, superando nella realizzazione del genocidio i criminali del recente passato, o viene costretto al rispetto della legalità internazionale. Altrimenti seguiterà questo stillicidio di crimini che darà enorme e continuo dolore alle famiglie palestinesi, ma che non darà pace neanche allo Stato ebraico e che, incidentalmente, farà male a tutti coloro che si affidano alla supremazia del Diritto in quanto seguiterà a corrodere la legalità internazionale mostrandone l’inutilità.
 
 
Altri ragazzi forse già si stanno preparando per fare un passo in più di quelli fatti da Mohamed Abu Mandeel, Salem Zwaid Naami e Mahmoud Said e dopo di loro altri e ancora altri. I governanti israeliani avranno magari buon gioco nel loro creare strumentalmente terrore agitando spettri di insicurezza grazie proprio a questi ragazzi capaci di rompere per poche ore le maglie dell’assedio, ma il popolo israeliano sarà sempre più malato. Malato di paura, di insicurezza e d’odio. E un popolo malato non assicura un buon futuro allo Stato nel quale si riconosce.
 
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DAL JERUSALEM POST
 
22 01 2020
 
ANNA AHRONHEIM
 
Secondo il rapporto, diffuso dal Jerusalem Post, i tre palestinesi avevano oltrepassato la recinzione nella zona sud della Striscia ed erano entrati in una radura vicino al confine. Fonti palestinesi riferiscono che i tre giovani avevano ricevuto istruzioni dalla Jihad islamica, pur non essendone formalmente membri.
 

I militari affermano che le indagini stanno ancora esaminando se gli adolescenti facessero parte di un gruppo terroristico o abbiano agito di propria iniziativa

 
 
Il tentativo di infiltrazione di tre giovani palestinesi che si sono allontanati a due chilometri dal Kibbutz Kissufim non è stato un atto spontaneo, ma uno il cui intento era di attuare un attacco terroristico contro soldati IDF o civili israeliani.
I tre palestinesi, identificati come Muhammad Hani Abu Mandil, di 17 e 18 anni, Salem Ana’ami e Mahmoud Said, sono stati avvistati dalla ricognizione dell’IDF intorno alle 20:30 mentre erano ancora nel territorio di Gaza . Armati di ordigni esplosivi improvvisati, un coltello e un cacciavite, furono in grado di attraversare circa 400 m. nel sud di Israele in una zona boscosa.
Il portavoce dell’IDF Hidai Zilberman ha detto ai giornalisti di aver attraversato circa 2 chilometri dal Kibbutz Kissufim in un’area conosciuta dai militari a causa di diverse infiltrazioni avvenute nello stesso punto in passato.
“C’è chi attraversa, poi si ferma; quelli che attraversano, poi corrono; e quelli che attraversano, poi continuano come se avessero una missione. Hanno fatto le ultime due cose “, ha detto Zilberman, aggiungendo che una volta che i tre giovani hanno capito di essere stati individuati, hanno lanciato due dispositivi esplosivi verso le forze dell’IDF, portando le truppe ad aprire il fuoco verso di loro, uccidendo tutti e tre.
Anche se non è ancora chiaro se facessero parte di un gruppo terroristico o agissero di propria iniziativa, “sappiamo che non era spontaneo”
, ha detto Zilberman, aggiungendo che il tempo da quando i tre sono stati individuati fino alla fine dell’incidente era molto corto.
Capo di stato maggiore IDF Lt.-Gen. Aviv Kochavi ha visitato il Sud mercoledì, ha detto Zilberman, dove ha incontrato le truppe e le ha elogiate per la loro rapida risposta.
Mentre i militari non si aspettano alcun attacco missilistico dalla Striscia gestita da Hamas in risposta alla morte dei tre palestinesi, l’IDF è pronto per qualsiasi scenario, ha sottolineato Zilberman.
All’inizio della giornata, i genitori del soldato IDF Lt. Hadar Goldin hanno invitato i militari a trattenere i corpi dei tre palestinesi uccisi durante il tentativo di infiltrazione della scorsa notte, fino a quando il corpo del figlio non è stato rilasciato da Hamas.
“Nonostante la decisione del governo, e nonostante le promesse del [Primo Ministro Benjamin] Netanyahu, del [Ministro della Difesa Naftali] Bennett e altri, Israele ha rilasciato i corpi dei terroristi in alcune situazioni”, ha scritto la famiglia in una lettera al consigliere militare di Netanyahu Brig .-Gen. Avi Blot e il segretario militare di Bennett Brig.-Gen. Ofer Winter.
“Vogliamo ricordare loro che Hamas tiene ancora Hadar e Oron, insieme ai civili Avera Mengistu e Hisham al-Sayed”, hanno scritto.
L’appello della famiglia all’esercito è venuto dopo i timori che a causa della giovane età dei palestinesi, i loro corpi sarebbero stati restituiti a Gaza per la sepoltura.
Mentre sono stati compiuti progressi significativi verso il raggiungimento di un accordo di cessate il fuoco a lungo termine tra Israele e Hamas, una recente valutazione dell’intelligence dell’IDF ha affermato che Hamas non vuole includere il ritorno dei resti dei soldati dell’IDF, Goldin e St. Sgt. Oron Shaul e i due civili israeliani dispersi come parte dell’accordo, mentre Israele vuole che vengano inclusi.
Martedì, Tzur Goldin, il fratello gemello di Hadar Goldin, ha detto a una folla a un panel dell’Università Ebraica di Gerusalemme che lo stato ha abbandonato i soldati mentre faceva accordi per consentire l’esportazione di fragole dall’enclave costiera bloccata.
“C’è un gasdotto che è andato sotto il radar la scorsa settimana ed è stato organizzato per entrare nella Striscia. Hadar o [Avera] Mengistu o altri soldati IDF lasciati indietro valgono meno di un gasdotto o di un accordo per le fragole? I soldi del Qatar che pagano gli stipendi dei funzionari di Hamas a Gaza valgono più di Hadar e Oron? ”Chiese Goldin al panel, al quale parteciparono anche Aviram Shaul, fratello di Oron Shaul.
“Liberare i terroristi non è l’unico modo per liberare prigionieri e persone scomparse. Tra due mesi, il presidente degli Stati Uniti Trump presenterà il suo “affare del secolo”. I soldati in cattività e le persone scomparse saranno inclusi nell’accordo? Siamo in una campagna elettorale e, a mio avviso, tutte le parti dovrebbero rendere la questione del ritorno dei ragazzi una priorità assoluta nelle loro campagne e presentare un’alternativa pronta “, ha detto.
 

L’Iran accusa gli Stati Uniti di “terrorismo di stato” per le minacce al successore di Soleimani

Migliaia in piazza a Teheran per rendere omaggio al comandante Soleimani

 
 
SPUTNIK NEWS.COM
 
24  01  2020
 
 
Poche ore fa il rappresentante speciale USA per l’Iran ha avvertito che il nuovo comandante della Guardia Rivoluzionaria potrebbe essere ‘neutralizzato’ alla stessa stregua di Soleimani.
 
Il Ministero degli Esteri iraniano, tramite il suo portavoce Abbas Mousavi, ha lanciato pesante accuse nei confronti degli Stati Uniti, che avrebbero minacciato di voler ‘neutralizzare’ il nuovo capo della Guardia Rivoluzionaria Esmail Ghaani, di fatto il successore del generale Qasem Soleimani.
 
“Ora, dopo il regime sionista (di Israele, ndr), anche gli Stati Uniti hanno annunciato di aver utilizzato risorse governative e le proprie forze armate per compiere atti terroristici, confermando l’intenzione di voler continuare su questa linea in futuro”, ha spiegato Mousavi, aggiungendo che il ricorso da parte di Washington ad attacchi come quello contro il generale Soleimani sono atti che mostrano “la debolezza, la disperazione, e la confusione” dell’establishment americano.
 
Mousavi, nel corso del suo intervento, ha poi invitato la comunità internazionale a condannare tali atti la cui “reiterazione presto o tardi si rifletterà su tutti quanti”.
I commenti di Teheran arrivano a poche ore dalle dichiarazioni del rappresentante speciale USA per l’Iran, Brian Hook, che ieri ha sottolineato come il nuovo comandante dei Quds, Ghaani, potrebbe far presto la stessa fine del suo predecessore.
 
L’omicidio di Soleimani
Lo scorso 3 gennaio il comandante della Guardia Rivoluzionaria islamica, Qasem Soleimani, è stato ucciso da un raid americano eseguito con l’ausilio di droni mentre si trovava in missione diplomatica a Baghdad.
 
L’atto, definito da Teheran “terrorismo di stato”, è stato condannato anche da diversi volti della politica internazionale e ha suscitato la veemente reazione di Teheran, che l’8 gennaio ha risposto con degli attacchi missilistici su tre basi americane situate in Iraq.
 
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Gli Usa elimineranno il generale Esmail Ghaani, nuovo comandante delle forze Quds successore del generale Soleimani, se tenterà di colpire obiettivi americani!

Il generale Esmail Ghaani, il nuovo comandante delle Quds Force

 
IL GENERALE ESMAIL GHAANI SUCCESSORE DEL GENERALE SOLEIMANI
 
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SPUTNIK NEWS.IT
 
23 GENNAIO 2020
All’inizio del mese Esmail Ghaani, il successore del comandante delle guardie rivoluzionarie Qasem Soleimani assassinato in un attacco con droni USA, ha promesso di continuare sullo stesso percorso intrapreso dal suo predecessore
 
Gli Usa elimineranno il generale Esmail Ghaani, nuovo comandante delle forze Quds, se tenterà di colpire obiettivi americani. Con queste parole Brian Hook, il rappresentante speciale degli Usa per l’Iran, ha avvertito Teheran.
 
“Se Ghaani continuerà sulla stessa strada, quella di uccidere americani, allora farà la stessa fine del suo predecessore”, ha detto Hook a Asharq al-Awsat, un giornale arabo di Londra, all’interno di un’intervista pubblicata giovedì.
Secondo quanto affermato dal diplomatico USA, il presidente Trump ha dimostrato molto chiaramente lo scorso 2 gennaio che “ogni attacco contro cittadini o interessi statunitensi, riceverà una risposta decisiva”.
 
Hook ritiene anche che il “regime iraniano” adesso “comprende di non poter attaccare gli USA e farla franca”.
Ghaani, che è stato nominato a capo delle Forze Quds delle Guardie Rivoluzionarie, una formazione militare d’élite incaricata delle operazioni militari e di intelligence al di fuori dell’Iran, ha avvertito delle dure conseguenze che gli americani subiranno in seguito all’assassinio di Soleimani, esortando alla “pazienza” perché presto il mondo “vedrà i corpi degli americani per tutto il Medio Oriente”.
 

Dopo aver promesso di “continuare il cammino intrapreso dal Martire Soleimani con la stessa forza”, Ghaani ha anche detto che “l’unica compensazione” per l’uccisione del suo predecessore, “sarà quella di rimuovere la presenza americana dalla regione”. 

Generale Soleimani

Soleimani, 62 anni, è stato ucciso a Baghdad, in Iraq, il 3 gennaio, quando il convoglio in cui viaggiava è stato attaccato da droni killer americani. Durante gli oltre due decenni in cui è stato comandante della Forza Quds, Soleimani ha coordinato molteplici operazioni antiterroristiche iraniane in tutto il Medio Oriente, prendendo di mira Osama bin Laden e al-Qaeda in Afghanistan nel 2001 e unendosi ai governi siriano e iracheno nelle loro campagne contro Daesh (ISIS). 

Ghaani è stato il numero due di Soleimani per oltre 20 anni. I funzionari statunitensi avevano accusato il defunto leader della Quds Force di avere “le mani sporche del sangue di centinaia di soldati e marines americani”, ma non sono riusciti a produrre prove concrete per dimostrare queste accuse.

L’assassinio di Soleimani ha causato un radicale deterioramento delle relazioni già tese tra Teheran e Washington oltre a continue minacce di omicidi, ritorsioni e altre forme di violenza. L’Iran ha lanciato attacchi missilistici cautelativi contro le basi statunitensi in Iraq l’8 gennaio. Le strutture statunitensi, tra cui l’ambasciata di Baghdad nella Green Zone, sono state colpite anche da missili delle milizie sciite irachene nei giorni successivi. Gli Stati Uniti hanno rafforzato la propria presenza militare nella regione, ma finora sono stati frenati dal timore ritorsioni.

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https://it.sputniknews.com/mondo/202001238560203-gli-usa-sul-nuovo-comandante-delle-forze-quds-potrebbe-fare-la-stessa-fine-del-suo-predecessore/

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L’ANTIDIPLOMATICO.IT

23 01 2020

Gli Stati Uniti minacciano di assassinare il successore del generale Soleimani
 
 
Se il generale Qaani continua a minacciare gli americani come il suo predecessore, Soleimani, incontrerà lo stesso destino, secondo un rappresentante del Dipartimento di Stato USA
“Se (Ismail) Qaani segue lo stesso percorso di uccisione degli americani, allora incontrerà lo stesso destino”, ha avvertito Brian Hook, rappresentante speciale del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti per l’Iran, in un’intervista.
Hook ha sottolineato però che ” non è una nuova minaccia ” e, riferendosi alle precedenti dichiarazioni dell’inquilino della Casa Bianca, ha affermato che Trump ha chiarito per molto tempo che “qualsiasi attacco agli interessi americani o statunitensi dovrebbe affrontare una risposta decisivo “.
Dopo l’assassinio dello stratega militare persiano , il leader dell’Iran, l’Ayatollah Seyed Ali Khamenei, ha nominato il generale Ismail Qaani come nuovo comando della Forza Quds e assicurato che questo ramo d’élite della CGRI “seguirà lo stesso programma (che ha mantenuto) durante la Gestione Soleimani ”.
 
In precedenza, Qaani ha affermato che il sangue versato dal suo predecessore rafforzerà il percorso di resistenza nella regione all’imperialismo e ha definito il generale Soleimani come leader nella lotta contro i criminali statunitensi. e il regime di occupazione israeliano.
 
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gennaio 12, 2020

“ISRAELE SI SENTE PIÙ VULNERABILE CHE MAI DOPO L’ATTACCO DELL’IRAN AGLI STATI UNITI”

 
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CONTROINFORMAZIONE.INFO
 
11 01 2020
 

L’attacco missilistico dell’Iran alle basi statunitensi fornisce una nota di avvertimento a Israele, i cui sistemi antiaerei si basano su modelli americani.

Un rapporto pubblicato venerdì dai media israeliani evidenzia che l’incapacità degli Stati Uniti di respingere l’attacco di rappresaglia dell’Iran espone anche la vulnerabilità del regime di Tel Aviv ai missili lanciati dal paese persiano.

Il Corpo Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) in Iran ha attaccato le basi Usa in Iraq lo scorso Mercoledì in rappresaglia per l’attentato da Washington contro il comandante della Forza Quds del dell’IRGC , il tenente generale Qasem Soleimani.

Sebbene Washington abbia messo i sistemi antiaerei al suo stato più vigile nelle sue basi in Iraq, fonti locali riferiscono che la difesa missilistica americana non è riuscita a intercettare neppure un missile iraniano . Decine di militari statunitensi sono rimasti morti o feriti in quell’operazione ( fatto nascosto dalle autorità USA).
Il suddetto rapporto, fatto da fonti vicine all’intelligence israeliana, ha considerato l’operazione di vendetta iraniana come il primo attacco missilistico che ha avuto un impatto sugli obiettivi militari statunitensi dalla guerra di Corea (1950-1953).

Inoltre, ha riconosciuto che la risposta iraniana dimostra chiaramente che la Repubblica islamica ha perfezionato i suoi missili, descrivendo questi risultati nel settore della difesa come una grande “svolta”.

Il movimento libanese di Hezbollah afferma la risposta dell’Iran agli Stati Uniti e l’omicidio di Soleimani è l’inizio della fine della supremazia degli Stati Uniti e di Israele nella regione.

Citando un esperto militare, il documento sottolinea che il contrattacco dell’Iran era abbastanza accurato da avere un impatto preciso sui singoli edifici.

“I missili iraniani hanno colpito con precisione le basi statunitensi in Iraq”.
Allo stesso modo, il rapporto presenta alcune immagini satellitari fornite dalla società americana Planet, che mostrano la distruzione causata da questo attacco alla base americana di Ain Al-Asad in Iraq, tra cui gli hangar e installazioni militari.

Dopo l’operazione lampo dell’Iran, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ritirato tutte le sue precedenti minacce militari contro il paese persiano , anche se ha affermato che non vi erano vittime nell’offensiva iraniana.

Il cambio di posizione di Trump avvenne anche dopo che le autorità iraniane avevano avvertito che “scenari più potenti” sarebbero stati messi in moto di fronte a qualsiasi nuova “stupidità” negli Stati Uniti e l’Iran avrebbe attaccato non solo tutte le sue basi nella regione, ma avrebbe anche posto fine alla posizione geografica del regime sionista israeliano.

Fonte: Hispan TV

Traduzione: Luciano Lago

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https://www.controinformazione.info/israele-si-sente-piu-vulnerabile-che-mai-dopo-lattacco-delliran-agli-stati-uniti/

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IRAN’S RETALIATION FOOTAGE COMPILATION

 

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HEZBOLLAH: GLI AMERICANI DEVONO RITIRARSI VOLONTARIAMENTE O ESSERE ESPULSI CON LA FORZA

MILITARI USA
 
 
MILIZIE HEZBOLLAH
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Le truppe statunitensi non saranno al sicuro se prolungheranno la loro permanenza nell’Asia occidentale, afferma un alto funzionario del movimento di resistenza libanese Hezbollah sullo sfondo dell’assassinio del tenente generale iraniano Qassem Soleimani e dell’Iraq Mah Abu al-Muhandis.

“L’arrogante amministrazione americana deve sapere che il suo terrorismo praticato contro i popoli della regione e l’assassinio di Soleimani e Muhandis non compenseranno la frustrazione e i fallimenti accumulati nella rgione. Gli USA hanno perso il loro prestigio e la fiducia dei loro alleati non verrà ripristinata “, ha detto venerdì il vicepresidente del Consiglio esecutivo di Hezbollah, Ali Damoush.
“L’asse di resistenza non sarà inerte, ma si sforzerà di togliere la maschera dalla faccia degli Stati Uniti tra i popoli della regione. Il sangue di Soleimani e Muhandis aprirà nuovi orizzonti all’asse della resistenza per garantire più vittorie, che saranno completate quando avverrà la completa rimozione delle forze americane dalla regione. “

Gli Stati Uniti non hanno “alcun diritto” di rimanere in Iraq, hanno l’obiettivo di “espansione dell’impero” e saccheggio delle risorse nell’Asia occidentale e Medio Oriente.
Gli Stati Uniti non hanno il diritto di essere in Iraq e quello a cui Washington punta, attraverso la sua presenza illegale nel paese arabo, è l’espansione del suo impero nella regione dell’Asia occidentale, afferma un analista politico americano.
Lo sceicco Damoush ha lodato l’Islamic Revolution Guards Corps (IRGC) per aver reagito all’omicidio di Soleimni ed aver sparato una serie di missili balistici alle basi militari statunitensi nel sud-ovest dell’Iraq in rappresaglia per l’assassinio.

Il leader libanese ha continuato affermando che la regione si trova attualmente divisa in due assi: l’asse del male guidato dagli Stati Uniti e l’asse di resistenza guidato dalla Repubblica islamica.

“Il conflitto nella regione è diventato molto chiaro e i suoi partiti sono decisamente separati. Non vi è alcuna ambiguità in esso proprio come l’obiettivo è diventato molto evidente, che è quello di mettere fine alla presenza militare degli Stati Uniti nella regione. Tale presenza non sarà più sicura per loro ”, ha detto lo sceicco Damoush.

Il Governo Iracheno ha richiesto il ritiro delle Forze USA dal Paese

Il primo ministro iracheno Adel Abdul-Mahdi ha invitato gli Stati Uniti a inviare una delegazione a Baghdad incaricata di formulare un meccanismo per il ritiro delle truppe statunitensi dal paese a seguito dell’assassinio del tenente generale iraniano Qassem Soleimani e Abu Mahdi al -Muhandis, il secondo in comando delle unità di mobilitazione popolare irachena (PMU).

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https://www.controinformazione.info/gli-americani-devono-ritirarsi-volontariamente-o-essere-espulsi-con-la-forza-hezbollah/

IRAN/FORZE ARMATE: “AEREO ABBATTUTO PER ERRORE UMANO”. CHIEDIAMO SCUSA

 
AEREO DELLE LINEE UCRAINE
 
 
I RESTI DELL’AEREO UCRAINO ABBATTUTO DAI MILITARI IRANIANI
 
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CONTROINFORMAZIONE.INFO
 
11 01 2020
 
TEHERAN- Il 737 dell’Ukraine International Airlines è stato «abbattuto» per un «errore umano» e lo hanno scambiato per un “aereo nemico”. Lo hanno annunciato il Quartier generale delle Forze armate della Repubblica islamica dell’Iran citato dall’IRIB.
“L’aereo volava vicino a un sito militare che, a causa delle minacce Usa di colpire diversi obiettivi sul suolo iraniano era in massima allerta, quindi a causa di un “errore umano” e in un momento di crisi causato dall’avventurismo USA “involontariamente” è stato abbattuto l’aereo ucraino”. Si legge nella nota.
In questa dichiarazione, il Quartier generale delle Forze armate, scusandosi per questo errore umano ha espresso le più sentite condoglianze alle famiglie in lutto sottolineando che metterà in atto “riforme essenziali nei processi operativi per evitare simili errori in futuro” e che perseguirà legalmente “coloro che hanno commesso l’errore”.
 

Rammarico del Presidente Rohani

TEHERAN-Il presidente iraniano Hassan Rohani in un comunicato importante rilasciato poco fa riferendosi ai rapporti preliminari dell’indagine su incidente di un aereo ucraino ha scritto: “La Repubblica islamica dell’Iran si rammarica profondamente per questo errore disastroso” e le “indagini proseguiranno per identificare e perseguire” gli autori di questa “grande tragedia” e “questo sbaglio imperdonabile
Il Quartier generale delle Forze armate iraniane ha affermato che il Boeing precipitato quattro giorni fa poco dopo il decollo dall’aeroporto Imam Khomeini di Teheran è stato “erroneamente” e “involontariamente” preso di mira dalle forze di difesa aerea iraniane che lo hanno scambiato per un “aereo nemico”.

Fonte: Pars Today

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IRAN : L’ULTIMA CRIMINALITÀ AMERICANA È UNA SERIA MINACCIA ALLA PACE NEL MONDO

 
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CONTROINFORMAZIONE.INFO
10 01 2020

di James O’Neill (*)

La scorsa settimana il mondo è diventato un luogo misurabilmente più pericoloso con l’omicidio del maggiore generale iraniano Qassem Saleimani da parte degli Stati Uniti e di almeno altri otto personaggi di spicco tra cui il leader della PMU, Abu Mahdi al-Muhardis.

Dall’omicidio è emerso un numero crescente di fatti che gettano particolari spunti sulla condotta della leadership politica degli Stati Uniti. Queste rivelazioni avranno un impatto significativo sul modo in cui gli Stati Uniti sono visti, non solo in Medio Oriente, ma in tutto il mondo.

Il primo fatto emerso all’indomani dell’omicidio di Saleimani è stato quello di accertare che il generale era in missione diplomatica (in effetti viaggiando con un passaporto diplomatico) con la conoscenza e la presunta approvazione degli Stati Uniti.

Saleimani trasportava documenti che rappresentavano quelli che potrebbero essere definiti tentativi di aperture di pace dal governo dell’Arabia Saudita al governo dell’Iran. Questo di per sé era un fatto sorprendente. Il sospetto, la sfiducia e l’animosità tra l’Arabia Saudita e l’Iran hanno le loro origini
nel conflitto spesso aspro tra i due principali settori della fede islamica, sunniti e sciiti, di cui l’Arabia Saudita e l’Iran erano rispettivamente due dei principali antagonisti.

L’Arabia Saudita è stata anche il principale sostenitore arabo degli Stati Uniti e ha speso centinaia di miliardi di dollari in acquisto di attrezzature militari statunitensi. Il disastroso attacco saudita allo Yemen suggerisce che i soldi non sono stati ben spesi. Nonostante le affermazioni vanagloriose di Trump sulla
presunta superiorità delle armi degli Stati Uniti, un mito è esploso nel discorso del presidente Putin al parlamento russo nel marzo 2018, i sauditi sono stati singolarmente senza successo nel superare il popolo yemenita disperatamente povero e la sua resistenza di successo nonostante fossero pesantemente inferiori .

Una possibile ragione dell’apparente cambio di atteggiamento dei sauditi nei confronti dell’Iran è che sono stati ingannati, a spese enormi, dalle affermazioni degli Stati Uniti sulla supremazia militare.

È anche molto probabile che i sauditi abbiano finalmente accettato che gli americani non hanno il minimo interesse per l’Arabia Saudita di per sé. L’unica motivazione degli Stati Uniti è quella di mantenere il controllo dei giacimenti petroliferi.

Un’ulteriore prova di ciò è stata la condotta degli Stati Uniti sia in Siria che in Iraq. Non esiste assolutamente alcun fondamento nel diritto internazionale per la presenza militare degli Stati Uniti (e quella del suo accolito accolito Australia) o per la presenza britannica e francese in Siria.

Nonostante il ritiro nominale di alcune forze statunitensi dalla Siria, queste hanno mantenuto una presenza e il controllo della principale area di produzione petrolifera siriana. Le proteste contro la “protezione” dei giacimenti petroliferi dal controllo terroristico sono una totale assurdità.

Il fatto che gli Stati Uniti prendano il petrolio e lo vendano a proprio vantaggio è la prova conclusiva che le loro azioni sono in realtà illegali e governate in modo schiacciante da quello che è sempre stato il principale motivo degli Stati Uniti in Medio Oriente, il controllo del petrolio.

Lo stesso vale anche per l’Iraq, le cui risorse petrolifere di gran lunga maggiori sono state il principale obiettivo degli Stati Uniti da almeno quando le sanzioni iniziate nel 1991 e accentuate dall’invasione e dall’occupazione del 2003 di quel paese.

Ancora una volta, il disprezzo assoluto che gli Stati Uniti hanno per il diritto internazionale è visto nella loro reazione alla recente risoluzione (5 gennaio 2020) del parlamento iracheno che tutte le truppe straniere devono lasciare il loro paese. Gli americani (e gli australiani) hanno semplicemente ignorato la risoluzione, ulteriori prove del disprezzo assoluto che i loro rispettivi governi hanno per il diritto internazionale, tranne dove può essere interpretato a sostegno dei loro interessi.

Trump ha aggiunto l’insulto al danno chiedendo che gli iracheni pagino al loro governo miliardi di dollari per le basi militari degli Stati Uniti costruite in Iraq in seguito all’invasione illegale del 2003. È un’ulteriore prova del totale disprezzo dei governi occidentali in generale e degli Stati Uniti in particolare, che dimostrano per il diritto internazionale quando non soddisfa i loro interessi.

L’invasione del 2003 (come quella dell’Afghanistan 17 mesi prima) si basava su una serie di sfacciate bugie, ma nessun singolo leader politico dei poteri invasori e occupanti è stato ritenuto legalmente responsabile per l’enorme distruzione e milioni di morti e sfollati nell’Iraq avvenuta a seguito all’invasione . Lo stesso vale per i politici che hanno autorizzato l’invasione e l’occupazione dell’Afghanistan.

L’insulto è stato aggiunto al pregiudizio con le affermazioni manifestamente false secondo cui gli invasori occidentali “combattono il terrorismo” e affermazioni simili quando l’evidenza che i cosiddetti gruppi terroristici sono strumenti della politica estera degli Stati Uniti e, nelle loro varie forme, lo sono state per decenni.

Al momento della stesura di questo articolo c’erano due ulteriori sviluppi potenzialmente di enorme entità. Il primo è stato l’annuncio che due missili iraniani avevano effettuato due attacchi separati contro i beni militari degli Stati Uniti in Iraq. Gli iraniani sembrano aver ignorato la preziosa massima secondo cui la vendetta è un pasto da consumare freddo. Le conseguenze di questo attacco sono probabilmente enormi.

Tra le varie minacce su cui Trump ha twittato, con grande disappunto di almeno alcuni dei suoi consiglieri militari, c’è che attaccherà obiettivi iraniani, compresi quelli di importanza storica e culturale. È una misura di quanto profondamente folle la politica estera americana sia diventata che la palese illegalità delle minacce di Trump non è stata immediatamente accolta dalla denuncia delle sue stesse élite politiche e militari.

Il secondo sviluppo, anch’esso di enorme significato geopolitico, è stato l’annuncio che la Cina ha offerto assistenza militare all’Iraq. Se accettato dal governo iracheno, questo avrà anche conseguenze di enorme significato geopolitico. L’Iraq è un potenziale collegamento con la Belt and Road Initiative della Cina, un gioco che sta cambiando lo sviluppo che ha enormi conseguenze per le relazioni della Cina con il Medio Oriente.

Potrebbe anche mettere potenzialmente le forze cinesi in conflitto militare diretto con le forze degli Stati Uniti se queste seguissero il loro modello storico e se ne andassero da qualche parte solo se costrette a farlo, come in Vietnam nel 1975.

La situazione ovviamente rimane altamente volatile. Quale delle diverse opzioni si rivela effettivamente il caso è difficile giudicare a questo punto. La stupidità delle azioni degli Stati Uniti, incluso ma non limitato all’assassinio di Soleimani, rende quasi impossibili le previsioni sicure sui prossimi passi. Il comportamento irrazionale e imprevedibile sembra essere il modus operandi dell’attuale governo degli Stati Uniti.

Non è prevedibile se prevarranno capi più calmi negli Stati Uniti Deep State. Al momento è francamente impossibile prevedere con sicurezza il corso degli eventi. È sempre utile tenere presente che la frase cinese “vivere in tempi interessanti” è in realtà una maledizione.

*James O’Neill, barrister at Law australiano, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook” .

Traduzione: Luciano Lago

 

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