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ottobre 25, 2012

CARINA RAGAZZA DANESE DI 19 ANNI: SI RISVEGLIA DAL COMA POCO PRIMA CHE LE ESPIANTINO GLI ORGANI

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LEGGO.IT

 

CARINA, 19 ANNI, SI RISVEGLIA DAL COMA
POCO PRIMA CHE LE ESPIANTINO GLI ORGANI

 
 
Carina Melchior (foto Facebook)

Carina Melchior (foto Facebook)Carina Melchior (foto Facebook)
 
 
Domenica 21 Ottobre 2012 – 21:02

AARHUS (DANIMARCA) – Carina non ne voleva proprio sapere di morire. La 19enne era in coma, ma quando i medici stavano per dichiarare la sua morte cerebrale, decidendo di “staccare la spina” per espiantarle gli organi, lei si è risvegliata. E pensare che l’ospedale danese aveva già cominciato a prepararla per portarla in sala operatoria, con il consenso dei suoi familiari che avevano concordato con i medici di far cessare il supporto vitale e di spegnere quel respiratore che la teneva in vita.

Carina Melchior alla vita è rimasta aggrappata con le unghie e con i denti dopo un gravissimo incidente stradale. Oggi è in fase di recupero, cammina, parla e per il futuro ha le idee chiarissime: «Voglio fare la graphic designer e tornare a montare il mio cavallo, Mathilda, come si deve». Ma la sua storia colpisce al cuore l’intera Danimarca che s’interroga sulle responsabilità dei medici e della struttura ospedaliera di Aarhus (seconda città del Paese) che stavano per dichiarare la morte cerebrale un attimo prima che la ragazza si svegliasse. E i quesiti, i timori, l’impatto sull’opinione pubblica è stato tale da indurre il governo danese a rivedere le linee guida che regolano i trattamenti di fine-vita. «La ragazza che non voleva morire» è il titolo di un documentario che racconta la storia di Carina: nell’ottobre dell’anno scorso – riferisce il Daily Mail – il devastante scontro con la sua auto. Dalle lamiere era stato estratto un corpo dilaniato con pochissime speranze di sopravvivenza. Per tre giorni i genitori avevano sperato, poi la sua attività cerebrale aveva cominciato a rallentare facendo prevedere il peggio. È a quel punto che i medici hanno contattato la famiglia, hanno illustrato loro la situazione paventando la morte cerebrale di Carina (ma senza dichiararla in quel momento). A quel punto la famiglia acconsentì alla donazione degli organi. «Quei banditi in camice bianco avevano rinunciato troppo in fretta perchè volevano un donatore», ha detto, pieno di rabbia, il padre di Carina, Kim, al giornale danese Ekstra Bladet. L’avvocato dei Melchior ha spiegato che ancora oggi i genitori di Carina si chiedono se i medici volessero uccidere la loro figlia e hanno chiesto i danni all’ospedale. «Si tratta di un trauma enorme – ha spiegato il legale – sia per la ragazza che per i suoi genitori, i quali erano convinti che non ci fosse altro da fare e per questo avevano acconsentito alla donazione degli organi». I medici tuttavia si difendono ridimensionando l’episodio ad un esempio di «comunicazione errata tra medici e pazienti» e per questo hanno presentato le loro scuse. Ma respingono le accuse dei genitori di Carina. «Da un punto di vista medico non sono stati commessi errori. – ha spiegato un medico danese contattato dal Daily Mail -. Per la ragazza non è mai stata dichiarata la morte cerebrale. Al contrario, agendo in questo modo i medici le hanno salvato la vita. Ma questa storia dimostra quanto sia importante la comunicazione tra medici e pazienti: se il personale medico si fosse espresso in maniera diversa, i genitori non si sarebbero sentiti raggirati».

http://www.leggo.it/news/mondo/carina_19_anni_si_risveglia_dal_coma_poco_prima_che_le_espiantino_gli_organi/notizie/199189.shtml

ottobre 16, 2012

GESU’ GAY IN TEATRO AD ATENE-NOTTE DI TERRORE

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Grecia, in teatro “Gesù gay”. Nazisti fanno blocco, tensioni ad Atene

Pubblicato il 13 ottobre 2012 12:53 in Video
 
blitzquotidiano.it
 

ATENE – Non bastavano le tensioni e gli scontri per le manifestazioni anti-austerithy. Ora a creare tensioni ad Atene ci si mette anche un Gesù omosessuale circondato da apostoli omosessuali. Quello di una rappresentazione teatrale americana che proprio in questi giorni viene messa in scena in città e che ha  ha provocato tensioni in Grecia tra un gruppo di neo-nazi e attivisti per la libertà d’espressione.

 

La polizia ha fermato venerdì  sera una trentina di persone che cercavano di impedire l’ingresso agli spettatori di un teatro di Atene che in questi giorni ospita la piece Corpus Christi, scritta da Terrence McNally e presentata a New York nel 1998. Un gruppo di ultra-ortodossi ha manifestato davanti al teatro per diversi giorni e ieri il Partito neo-nazi Alba Dorata, rappresentato in Parlamento, ha mandato ‘rinforzi’ inviando alcuni suoi membri – tra i quali anche alcuni deputati – per bloccare le porte del teatro.

 

Membri sella sinistra radicale Syriza, guidata da Alexis Tsipras, hanno accusato Alba d’Oro di intimidazione. ”E’ stata una notte di terrore”, ha commentato lo scrittore Petros Tatsopoulos, deputato del Partito Syriza.

 

Copyright 2012 © Società Editrice Multimediale Srl

VIDEO

http://www.blitzquotidiano.it/video/gesu-gay-grecia-alba-dorata-nazisti-1366941/

 

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lLEGGO.IT

 

GRECIA, SPETTACOLO TEATRALE SU GESÙ OMOSESSUALE. ALTA TENSIONE AD ATENE

 
 
Sabato 13 Ottobre 2012 – 12:54

ATENE – Tensioni in Grecia a causa dello spettacolo teatrale americano “Corpus Christi” in cui Gesù Cristo e gli apostoli vengono rappresentati come omosessuali. La rappresentazione della piece ha scatenato l’ira di un gruppo di neo-nazisti che si è scagliato contro gli attivisti per la libertà d’espressione. La polizia ha fermato ieri sera una trentina di persone che cercavano di impedire l’ingresso agli spettatori a teatro.
“Corpus Christi” è stata scritta da Terrence McNally e presentata a New York nel 1998. Un gruppo di ultra-ortodossi ha manifestato davanti al teatro per diversi giorni e ieri il Partito neo-nazi Alba d’Oro, rappresentato in Parlamento, ha mandato ‘rinforzì inviando alcuni suoi membri – tra i quali anche alcuni deputati – per bloccare le porte del teatro. Membri sella sinistra radicale Syriza, guidata da Alexis Tsipras, hanno accusato Alba d’Oro di intimidazione. «È stata una notte di terrore», ha commentato lo scrittore Petros Tatsopoulos, deputato del Partito Syriza.

 

http://www.leggo.it/news/mondo/grecia_spettacolo_teatrale_su_gesu_omosessuale_alta_tensione_ad_atene/notizie/198058.shtml

 

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http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/fotogallery/1013890/a-teatro-gesu-e-gay-tensioni-ad-atene.shtml

 

luglio 23, 2011

LE 15 ORAZIONI DI SANTA BRIGIDA

Filed under: CULTURA CRISTIANA — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 1:01 pm
 
LE 15 ORAZIONI DI SANTA BRIGIDA
 
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DEVOZIONE DELLE 15 ORAZIONI DI SANTA BRIGIDA SOPRA LE PIAGHE DI NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO 

Santa Brigida, desiderosa da molto tempo di sapere il numero dei colpi che Nostro Signore Gesù Cristo aveva ricevuto durante la sua Passione,  apparve Gesu’ che le disse:

“figlia mia, ho ricevuto sul mio corpo 5480 colpi. Se tu vorraionorarli, dirai ogni giorno 15 pater e ave con le orazioni seguenti che ti do, durante un anno. Trascorso un anno tu avrai salutato ognuna delle mie piaghe“ 

PROMESSE DI GESU’:

1.     Libertà dal purgatorio di 15 anime della sua stirpe;

2.     E 15 giusti della sua stirpe saranno confermati e conservati in grazia;

3.     E 15 peccatori della sua stirpe si convertiranno;

4.     La persona che le dirà avrà il primo grado di perfezione;

5.     E 15 giorni prima di morire riceverà il mio prezioso corpo, di modo che sarà liberata dalla fame eterna e berrà il mio Prezioso Sangue perché non abbia sete eternamente;

6.     6. E 15 giorni prima di morire avrà una amara contrizione di tutti i suoi peccati e una perfetta conoscenza di essi;

7.     Metterò il segno della mia croce Vittoriosa davanti a lei per soccorrerla e difenderla contro gli attacchi dei suoi nemici;

8.     Prima della sua morte io verrò a lei con la mia amatissima e dilettissima Madre;

9.     E riceverò benignamente la sua anima e la condurrò alle gioie eterne;

10.  E conducendola fino là, le darò con singolare tratto a bere alla fonte della mia Deità, ciò che non farò con quelli che non hanno recitato queste orazioni;

11.  Perdonerò tutti i peccati a chiunque è vissuto per 30 anni in peccato mortale se dirà devotamente queste orazioni;

12.  E lo difenderò dalle tentazioni;

13.  E gli conserverò i suoi cinque sensi;

14.  E lo preserverò dalla morte improvvisa;

15.  E salverò la sua anima dalle pene eterne;

16.  E la persona otterrà tutto quello che domanderà a Dio e alla Vergine Maria;

17.  E se è vissuto, sempre secondo la sua volontà e se è dovuto morire l’indomani, la sua vita si prolungherà;

18.  Tutte le volte che reciterà queste orazioni guadagnerà indulgenze:

19.  E sarà sicura di essere aggiunta al coro degli Angeli;

20.  E chi insegnerà queste orazioni ad un altro, avrà gioia e merito senza fine che saranno stabili in terra e dureranno eternamente in Cielo;

21.  Dove sono e saranno dette queste orazioni, Dio è presente con la sua Grazia.   

Sono da pregare per un anno intero senza interruzione, altrimenti si inizia daccapo. 

PRIMA ORAZIONEO Signore Gesù Cristo, eterna dolcezza di coloro che ti amano, giubilo che trapassa ogni gioia ed ogni desiderio, salute ed amore di coloro che si pentono, ai quali dicesti: “Le mie delizie sono con i figlioli degli uomini“, essendoti  fatto uomo per loro salvezza ricordati di quelle cose che ti mossero a prendere la carne umana e di quello che sopportasti dal principio della tua incarnazione fino al salutifero tempo del tuo patire, ab aeterno ordinato nel Dio Uno e Trino. Ricordati del dolore che, come affermi tu stesso, ebbe l’anima tua, quando dicesti: “Mesta è l’anima mia fino alla morte“ quando nell’ultima cena che tu facesti coi tuoi discepoli, dando loro per vivanda il corpo e sangue tuoi, lavando i loro piedi e amorevolmente consolandoli predicesti la tua imminente Passione. Ricordati del tremito, dell’angustia e dolore che sopportasti nel santissimo corpo, prima di andare sul patibolo della Croce, quando dopo l’avere tu fatto tre volte orazione al Padre, pieno di sudor di sangue, ti vedesti tradito da uno dei tuoi discepoli, preso dal tuo popolo eletto, accusato da falsi testimoni, iniquamente da tre giudici condannato a morte, nel più solenne tempo della Pasqua, tradito, burlato, spogliato dei tuoi vestiti, percosso nella faccia (con gli occhi bendati), legato alla colonna, flagellato e coronato di spine. Concedimi adunque, ti prego dolcissimo Gesù, per le memorie che serbo di queste pene, prima della mia morte, sentimenti di vera contrizione, una sincera confessione e remissione di tutti i miei peccati. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore! Amen. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.   Pater, Ave. 

SECONDA ORAZIONE

O Gesù, vera letizia degli Angeli e Paradiso di delizie, ricordati degli orribili tormenti che provasti, quando i nemici tuoi, come ferocissimi leoni, avendoti circondato con schiaffi, sputi, graffi ed altri inauditi supplizi, ti lacerarono; e per le ingiuriose parole, per le aspre percosse e durissimi tormenti, con i quali i nemici tuoi t’afflissero, io ti supplico che voglia liberarmi dai miei nemici così visibili come invisibili, e concedi che sotto l’ombra delle ali tue io ritrovi la protezione dell’eterna salute. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà. Pater, Ave. 

TERZA ORAZIONE

O Verbo incarnato. Onnipotente creatore del mondo, che sei immenso, incomprensibile e puoi racchiudere l’universo nello spazio di un palmo, ricordati dell’amarissimo dolore che sopportasti quando le santissime tue mani e piedi furono confitti con chiodi acuminati sul legno della croce. Oh! Qual dolore provasti, o Gesù, allorché i perfidi crocifissori dilaniarono le tue membra e sciolsero le congiunture delle tue ossa, tirarono il tuo corpo per ogni verso, a loro piacere. Ti prego per la memoria di questi dolori sopportati da te sopra la croce, che tu mi voglia concedere ch’io ti ami e tema quanto si conviene. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.   Pater, Ave. 

QUARTA ORAZIONE

O Signore Gesù Cristo Celeste Medico, ricordati delle sofferenze e dei dolori che sentisti nelle tue già lacerate membra, mentre si levava in alto la croce. Dai piedi alla testa eri tutto un cumulo di dolori; e nondimeno ti scordasti di tanta pena, e porgesti pietosamente preghiere al Padre per i nemici tuoi dicendo: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno“. Per questa smisurata carità e misericordia e per la memoria di questi dolori concedimi di ricordarmi della tua amatissima Passione, affinché essa mi giovi per una piena remissione di tutti i miei peccati. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà. Pater, Ave. 

QUINTA ORAZIONE

Rammentati, o Signore Gesù Cristo, specchio di eterna chiarezza, dell’afflizione che avesti quando, veduta la predestinazione di quelli eletti che, mediante la tua Passione, dovevano salvarsi, prevedesti ancora che molti non ne avrebbero profittato. Pertanto ti chiedo per laprofondità della misericordia che mostrasti non solo nell’aver dolore dei perduti e disperati, ma nell’adoperarla verso il ladrone quando gli dicesti: “Oggi sarai meco in paradiso“, che tu voglia pietoso Gesù, adoperarla sopra di me al punto della mia morte. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, ragnante ora in cielo, abbi di noi pietà. Pater, Ave.  

SESTA ORAZIONE

O Gesù Re amabile, ricordati del dolore che provasti, quando nudo e disprezzato pendesti in Croce, senza avere, fra tanti amici e conoscenti che t’erano d’intorno, chi ti consolasse, eccetto la tua diletta Madre, alla quale raccomandasti il discepolo prediletto, dicendo: “Donna, ecco il tuo figlio; ed al discepolo: ecco la tua Madre“.    Fiducioso ti prego, pietosissimo Gesù, per il coltello del dolore che allora le trapassò l’anima, che tu abbia compassione di me nelle afflizioni e tribolazioni mie così del corpo come dello spirito, e mi consoli, porgendomi aiuto e gaudio in ogni prova ed avversità. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà. Pater, Ave. 

SETTIMA ORAZIONE

O Signore, Gesù Cristo, fonte di dolcezza inestinguibile che mosso da intimo affetto di amore, dicesti in Croce: “Io ho sete, cioè desidero sommamente la salute del genere umano”, accendi, ti preghiamo, in noi il desiderio di operare perfettamente, spegnendo del tutto la sete delle concupiscenze peccaminose e il fervore dei piaceri mondani. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.Pater, Ave. 

OTTAVA ORAZIONE

O Signore Gesù Cristo, dolcezza dei cuori e soavità grandissima delle menti, concedi a noi miseri peccatori, per l’amarezza dell’aceto e del fiele che per noi gustasti nell’ora della tua morte, che in ogni tempo, specialmente nell’ora del morire nostro, noi ci possiamo cibare del Corpo e Sangue tuo non indegnamente, ma in rimedio e consolazione delle anime nostre. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà. Pater, Ave. 

NONA ORAZIONE

O Signore Gesù Cristo, giubilo della mente, ricordati dell’angustia e dolore che patisti quando per l’amarezza della morte e l’insulto dei giudei gridasti al Padre tuo: “Eloi, Eloi, lamma sabactani; cioè: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Per questo ti chiedo che nell’ora della mia morte tu non mi abbandoni. Signor mio e Dio mio. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà. Pater, Ave. 

DECIMA ORAZIONE

O Signore Gesù Cristo, principio e termine ultimo del nostro amore, che dalla pianta dei piedi alla cima del capo ti sommergesti nel mare dei patimenti ti prego, per le larghe e profondissime tue piaghe, che mi voglia insegnare ad operare perfettamente con vera carità nella legge e nei precetti tuoi. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.    O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà. Pater, Ave.    

UNDICESIMA ORAZIONE

O Signore Gesù Cristo, profondo abisso di pietà e di misericordia io ti domando, per la profondità delle piaghe che trapassarono non solo la carne tua e le midolla delle ossa, ma anche le più intime viscere, che ti piaccia sollevare me, sommerso nei peccati e nascondermi nelle aperture delle tue ferite. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà. Pater, Ave.  

DODICESIMA ORAZIONE

O Signore Gesù Cristo, specchio di verità, segno d’unità e legame di carità, abbi in mente le innumerevoli ferite di cui fu ricoperto il tuo Corpo, lacerato dagli empi Giudei e imporporato del tuo stesso preziosissimo Sangue. Scrivi, ti prego, con quello stesso Sangue nel cuore mio le tue ferite, affinché, nella meditazione del tuo dolore e del tuo amore, si rinnovi in me ogni giorno il dolore del tuo patire, si accresca l’amore, ed io perseveri continuamente nel renderti grazie sino alla fine della mia vita, cioè fino a quando io non verrò da te, pieno di tutti i beni e di tutti i meriti che ti degnasti donarmi dal tesoro della tua Passione. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà. Pater, Ave. 

TREDICESIMA ORAZIONE

O Signore Gesù Cristo, Re invittissimo ed immortale, rammentati del dolore che sentisti quando, essendo tutte le forze del Corpo e del Cuore tuo venute meno, inchinando il capo dicesti:  “Tutto è compiuto“. Perciò ti prego per tale angustia e dolore, che tu abbia misericordia di me nell’ultima ora della mia vita, quando sarà l’anima mia turbata dall’ansia dell’agonia. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà. Pater, Ave.  

QUATTORDICESIMA ORAZIONE

O Signore Gesù Cristo, Unigenito dell’altissimo Padre, splendore e figura della sostanza sua, ricordati dell’umile preghiera con la quale raccomandasti lo spirito tuo dicendo: “Padre, raccomando nelle tue mani lo spirito mio” . E dopo piegato il capo e aperte le viscere per riscattare, esclamando mandasti fuori l’ultimo respiro. Per questa preziosissima morte ti prego, Re dei Santi, che mi faccia forte nel resistere al diavolo, al mondo ed alla carne, affinché morto al mondo, io viva a te solo, e tu riceva nell’ultima ora della mia vita lo spirito mio, che dopo lungo esilio e pellegrinaggio desidera di ritornare alla sua patria. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà. Pater, Ave. 

QUINDICESIMA ORAZIONE

O Signore Gesù Cristo, vera e feconda vita, ricordati dell’abbondante effusione del sangue tuo, allorché piegato il capo sulla Croce, il soldato  Longino ti squarciò il costato da cui uscirono le ultime gocce di sangue ed acqua. Per questa amarissima Passione ferisci, ti prego, dolcissimo Gesù, il cuor mio, affinché, giorno e notte io versi lacrime di penitenza e di amore: convertimi totalmente a te perché il mio cuore sia perpetua abitazione di te e la conversione mia ti piaccia e ti sia accetta, ed il termine della mia vita sia lodevole, per lodarti insieme con tutti i Santi in eterno. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà. Pater, Ave. 

PREGHIERA: O Signore mio Gesù Cristo, Figlio di Dio vivo, accetta questa preghiera con lo stesso immenso amore, col quale sopportasti tutte le piaghe del tuo Santissimo Corpo; abbi di noi misericordia, ed a tutti i fedeli, vivi e defunti, concedi la tua misericordia, la tua grazia, la remissione di tutte le colpe e pene, e la vita eterna. Amen.

         

 

 

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LE PREGHIERE DI SANTA BRIGIDA
DA RECITARSI PER 12 ANNI

Promesse di Gesù per coloro che reciteranno questa preghiera per 12 anni

Attraverso S. Brigida, Gesù ha fatto meravigliose promesse alle anime che reciteranno queste orazioni per 12 anni. Inm particolare, Gesù promette:
1. L’ANIMA CHE LE RECITA NON ANDRA’ IN PURGATORIO.
2. L’ANIMA CHE LE RECITA SARA’ ACCETTATA TRA I MARTIRI COME SE AVESSE VERSATO IL SUO SANGUE PER LA FEDE.
3. L’ANIMA CHE LE RECITA PUO’ SCEGLIERE ALTRE TRE PERSONE CHE GESU’ MANTERRA IN UNO STATO DI GRAZIA SUFFICIENTE PER DIVENTARE SANTE.
4. NESSUNO DELLE QUATTRO GENERAZIONI SUCCESSIVE ALL’ANIMA CHE LE RECITA SI DANNERA’.
5. L’ANIMA CHE LE RECITA SARA’ RESA EDOTTA DELLA PROPRIA MORTE UN MESE PRIMA.

Qualcuno può pensare che gli potrebbe capitare di concludere la sua vita terrena prima del termine dei 12 anni di preghiere. In questo caso Gesù ha assicurato, sempre attraverso Santa Brigida, che le riterrebbe valide come se le avesse completate.
Se invece si dovesse saltare uno o più giorni per qualche motivo, è possibile recuperare le preghiere mancanti in seguito. E’ palese che coloro che si assumono questo impegno non devono pensare che queste preghiere siano il lasciapassare automatico per il Paradiso e di poter quindi continuare a vivere secondo i propri desideri.
Sappiamo che dobbiamo vivere con Dio in tutta coerenza e sincerità non solo quando si recitano queste preghiere, ma durante tutta la vita. Sono però certo che se una persona riceve la Grazia di perseverare per 12 anni in questo tipo di orazione, sicuramente vive già in un buon grado di comunione con Gesù e Maria e sa come deve comportarsi.

PREGHIERA INIZIALE
O Gesù, desidero rivolgere al Padre questa tua orazione unendomi all’Amore con cui la santificasti nel tuo Cuore. Portala dalle mie labbra nel tuo Cuore. Migliorala e completala in modo perfetto così che possa portare alla Santissima Trinità tutto l’onore e la gioia che Tu Le tributasti quando elevasti questa orazione sulla terra; possano l’onore e la gioia scorrere sulla tua Sacra Umanità in glorificazione delle tue dolorosissime Piaghe e del Preziosissimo Sangue che da esse sgorgò.

1. LA CIRCONCISIONE DI GESU’
Eterno Padre, per le mani purissime di Maria e per il Cuore Divino di Gesù, Ti offro le prime ferite, i primi dolori e il primo sangue che Egli ha versato in espiazione di tutti i giovani, quale protezione contro il primo peccato mortale, in particolare dei miei consanguinei. Pater…Ave…

2. LE SOFFERENZE DI GESU’ SUL MONTE DEGLI ULIVI
Eterno Padre, per le mani purissime di Maria e per il Cuore Divino di Gesù, Ti offro le terribili sofferenze del Cuore Divino di Gesù sul Monte degli Ulivi e Ti offro ogni goccia del suo sudore di Sangue in espiazione di tutti i miei peccati del cuore e di tutti quelli dell’umanità, quale protezione contro tali peccati e per la diffusione dell’Amore divino e fraterno. Pater…Ave…

3. LA FLAGELLAZIONE DI GESU’
Eterno Padre, per le mani purissime di Maria e per il Cuore Divino di Gesù, Ti offro i mille e mille colpi, i dolori atroci e il Prezioso Sangue della Flagellazione in espiazione di tutti i miei peccati della carne e di tutti quelli dell’umanità, quale protezione contro di essi e per la salvaguardia dell’innocenza, in particolare tra i miei consanguinei. Pater… Ave…

4. LA CORONAZIONE DI SPINE DI GESU’
Eterno Padre, per le mani purissime di Maria e per il Cuore Divino di Gesù, Ti offro le ferite, i dolori e il Preziosissimo Sangue sceso dal Capo di Gesù quando fu coronato di spine, in espiazione dei miei peccati dello spirito e di quelli di tutta l’umanità, quale protezione contro di essi e per la costruzione del Regno di Dio su questa terra. Pater… Ave…

5. LA SALITA DI GESU’ SOTTO IL PESO DELLA CROCE
Eterno Padre, per le mani purissime di Maria e per il Cuore Divino di Gesù, Ti offro le sofferenze patite da Gesù lungo la salita al monte Calvario e, in particolare, la Santa Piaga della Spalla e il Prezioso Sangue che da essa uscì, in espiazione dei miei ed altrui peccati di ribellione alla croce, di rifiuto dei tuoi santi disegni e di ogni altro peccato della lingua, quale protezione contro di essi e per un amore autentico alla Santa Croce. Pater… Ave…

6. LA CROCIFISSIONE DI GESU’
Eterno Padre, per le mani purissime di Maria e per il Cuore Divino di Gesù, Ti offro tuo Figlio inchiodato sulla Croce e innalzato su di essa, le sue ferite alle mani e ai piedi e il Prezioso Sangue che da essa uscì per noi, i suoi terribili tormenti del Corpo e dello Spirito, la sua preziosa Morte e l’incruento suo rinnovarsi in tutte le Sante Messe celebrate sulla Terra. Ti offro tutto questo in espiazione di tutte le mancanze fatte ai voti e alle regole negli Ordini religiosi, in riparazione di tutti i miei e altrui peccati, per i malati e i moribondi, per i sacerdoti e per i laici, per le intenzioni del Santo Padre riguardanti la ricostruzione della famiglia cristiana, il rafforzamento della Fede, il nostro Paese, l’unità in Cristo fra le nazioni e all’interno della sua Chiesa, e per la Diaspora. Pater… Ave…

7. LA FERITA DEL COSTATO DI GESU’
Eterno Padre, accetta, per le necessità della Santa Chiesa e in espiazione dei peccati di tutta l’umanità, l’Acqua e il Sangue Preziosissimi usciti dalla ferita inflitta al Cuore Divino di Gesù e gli infiniti meriti che essi effondono. Ti supplichiamo, sii buono e misericordioso verso di noi! Sangue di Cristo, ultimo prezioso contenuto del Sacro Cuore di Gesù, purificami e purifica tutti i fratelli da ogni colpa! Acqua di Cristo, liberami da ogni pena meritata per i miei peccati e spegni le fiamme del Purgatorio per me e per tutte le anime purganti. Amen.
Pater… Ave… Angelo di Dio… Gloria al Padre…

 

 

 

 

23 LUGLIO: SANTA BRIGIDA COMPATRONA D’UROPA

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SANTA BRIGIDA
 
 
 
La “Mistica del Nord”,  “portavoce di Dio”: con queste e altre simili espressioni la figura davvero gigantesca di Brigida di Svezia (1303-1373) si impone all’attenzione. Una personalità singolare e potente per la veemenza e l’incisività del messaggio di pace; appartenere alla famiglia reale non le ha impedito di scalare le vette della più alta santità, espressa soprattutto nelle Rivelazioni che l’hanno resa famosa e che, per comprendere, bisogna leggere e considerare in prospettiva della sua vita “incessantemente rivolta a Dio, trascorsa nello studio della Bibbia, in preghiera e meditazione, in ascesi e penitenze”.

Colta e dotata di senso pratico, sposa e madre di otto figli, viaggiatrice umile ma disinvolta, consigliera dei grandi sovrani del suo tempo, fonda l’Ordine dedicato al SS. Salvatore.
Troviamo la Santa svedese pienamente coinvolta nelle vicende che sei secoli dopo vedranno le sue eredi spirituali “ponte di unione fra Roma e la nobile Svezia, fra la Chiesa cattolica e le Chiese luterane del Nord Europa”, come ebbe a dire in felice sintesi Paolo VI. 
Il 7 ottobre 1391 la bolla di Bonifacio IX che ne promulgava la canonizzazione, dichiarava Santa Brigida degna di venerazione in tutta la Chiesa “per la gloria della vera fede, per la soluzione dello scisma della Chiesa e per l’unità della fede e della Chiesa”.
E’ una Santa davvero dalle dimensioni europee che dall’Ottobre del 1999, con la Beata Teresa Benedetta dalla Croce e Santa Caterina da Siena, è compatrona d’Europa, la quale ha un patrimonio comune di tradizione, fede e storia, pur nella pluralità degli eventi storici.
La Santa svedese ha attivamente operato per l’unità dei Cristiani e la sua dimensione europea è riconosciuta da entrambe le parti, cattolica e luterana.
 
 
 

http://www.brigidine.org/Brigidine/preparePage.do;jsessionid=6FC00BC9D145ABB0732014B0246DE721?idPagina=21&idVoceMenu=0&titolo=Santa+Brigida

agosto 30, 2009

Enzo Jannacci: «Credo in Dio»

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«Ho visto la carezza del Nazareno a un povero operaio stanco su un tram di Milano»

Enzo Jannacci: «Credo in Dio»

Il cantautore rivela ad “Avvenire”: «Non sono ateo, sto vivendo una maturazione del mio credo religioso»

ROMA – «Credo in Dio e non sono ateo»: lo rivela Enzo Jannacci in un’intervista esclusiva per «Avvenire», nella quale racconta il suo percorso di ricerca della fede. Un’intervista che anticipa la partecipazione del cantautore milanese al Meeting di Rimini, giunto alla sua 30/ma edizione. Il cantautore spiega di affrontare una «costante dialettica interna» attraverso la lettura della Bibbia e del Vangelo. «Sto vivendo una maturazione del mio credo religioso», dichiara, raccontando di quando vide «la carezza del Nazareno a un povero operaio stanco su un tram di Milano».

CAREZZA DEL NAZARENO – Uno Jannacci che parla di questo cammino «con i piedi di piombo», senza enfasi o retorica, e che confessa la convinzione che «uno non nasce con la fede dentro, in qualche interstizio della propria anima o dell’ipotalamo». L’intervista è lunga e tocca anche gli aspetti dolorosi della vicenda Eluana Englaro, quando Jannacci rilasciò un’intervista al Corriere della Sera nella quale diceva «avremmo così tanto bisogno di una carezza del Nazareno». E proprio nel Meeting che ha come tema ‘La conoscenza è sempre un avvenimento’, l’artista milanese termina con una riflessione personale: «Quando uno ha la fortuna di riconoscere e di alimentare un’esperienza di fede, prova le stesse situazioni emotive dell’amore, vede la luce attraverso uno spettro diverso, ha voglia di parlare con gli altri, di cantare. Sì, di cantare come ho fatto io la scorsa settimana, in auto, a squarciagola».

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GLI ELOHIM

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GLI ELOHIM
DELL’ANTICO TESTAMENTO

TI LODERO’ DAVANTI AGLI DEI

(SALMO 138,1)

 

 

Nella Sacra Scrittura la parola “dio” (אלחים = ehlojm in ebraico e θεος = theos in greco), oltre che al Padre, è applicata anche:

  • agli angeli (Salmo 8,6 e Salmo 138,1);
  • ai giudici (Salmo 82,6; Giovanni 10,34);
  • ai profeti (Esodo 4,16 e 7,1);
  • ad esseri potenti (1 Samuele 28,13);
  • al Re Messia (Isaia 7,14; Isaia 9,5; Salmo 45,7);
  • a Gesù Cristo (Matteo 1,23; Giovanni 1,1; Giovanni 20,28; Tito 2,13;  Ebrei 1,8; 2 Pietro 1,1; 1 Giovanni 5,20);
  • alla casa di Davide (Zaccaria 12,8);
  • agli idoli (Isaia 41,23);
  • a cosiddetti dei (Galati 4,8);
  • ai falsi dei (1 Corinzi 8,5);
  • ai demoni (2 Corinzi 4,4).

 

Di fatto, il monoteismo ebraico faceva largo uso della parola אלחים “elohim” soprattutto per  designare alcuni esseri potenti come gli angeli della corte celeste (Salmo 138,1). Secondo alcuni ciò sarebbe dovuto al fatto che la lingua ebraica era meno evoluta di quella greca, che distingue sempre il termine angelo (αγγελoς) dal termine dio (θεός) (si confrontino ad esempio Salmo 97,7 ed Ebrei 1,6). Secondo altri il monoteismo ebraico avrebbe accettato l’esistenza di dei minori senza cadere nella monolatria; sarebbero stati i cristiani ad adottare forme di monoteismo molto più strette e radicali.

 

Qualunque cosa si possa pensare delle due tesi sopra ricordate occorre sottolineare che gli “elohim” o “dei minori” del Vecchio Testamento non furono mai e poi mai oggetto di adorazione (Apocalisse 22,8-9), furono creati (Ebrei 1,5) e furono considerati figli di Dio (Giobbe 1,6; Salmo 29,1; Salmo 89,7) solo per adozione. Dio comandò a Mosé di rappresentare due cherubini d’oro sopra l’arca dell’alleanza (Esodo 25,18) proprio perché avevano funzioni decorative e non erano oggetto di  culto (Esodo 20,4).  Sta infatti scritto:

 

  • “Io sono Jahvé, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dei di fronte a me” (Esodo 20,2-3);

 

  • or  vedete che solo io sono Dio e che non c’è altro dio accanto a me” (Deuteronomio 32,39);

 

  • prima di me non fu formato alcun dio e dopo di me non ne sarà formato alcuno” (Isaia 43,10);

 

  • sono io Jahvé che ho fatto tutto, che da solo ho spiegato i cieli ed ho disteso la terra, senza che ci fosse alcuno con me” (Isaia 44,24);

 

  • “Io sono Jahvé e non c’è alcun altro, fuori di me non c’è dio” (Isaia 45,5).

 

Le forme di omaggio tributate a Gesù Cristo dagli angeli quando fu introdotto nel mondo (Ebrei 1,6), dai magi quando gli portarono i doni (Matteo 2,11), dal cieco nato quando recuperò la vista (Giovanni 9,38), dai discepoli quando apparve risorto in Galilea (Matteo 28,17), dagli apostoli all’ascensione (Luca 24,52), alla destra di Dio dopo il ritorno in cielo (Apocalisse 5,13 e Filippesi 2,10-11) ed alla fine dei tempi nella Nuova Gerusalemme sul trono di Dio e dell’Agnello (Apocalisse 22,1 e 22,3), provocavano non pochi problemi ai giudei convertiti al cristianesimo prima della definizione del dogma della trinità. Gesù Cristo risultava infatti essere l’unico vero figlio di Dio, generato e non creato, di natura divina e non angelica (Filippesi 2,6; Colossesi 2,9; Ebrei 1,5-1,8), onorato come il Padre (Giovanni 5,22-23).

 

Il monoteismo ebraico pur ammettendo l’esistenza di altri “elohim” di natura umana o angelica negava infatti l’esistenza di un “elohim” di natura jahvista: l’accettazione di Gesù Cristo come figlio naturale di Jahvé conduceva inevitabilmente alla monolatria. Poiché Gesù Cristo era  chiamato senza problemi Signore e Dio (Kurios e Theos in greco a cui corrispondono Adonay o Jahvé ed Elohim in ebraico) molti monoteisti (come ad esempio Aquila del Ponto) erano probabilmente scandalizzati[1]. Di fatto nei primi secoli, gli ebrei muovevano ai cristiani accuse:

 

  • di bestemmia, di idolatria e di politeismo (adorazione di due o più dei) se si sosteneva che il Messia Figlio di Dio era Dio come il Padre (Giovanni 10,33);
  • di monolatria (adorazione di un Dio maggiore e culto relativo di un dio minore) se si affermava che il Figlio era un dio minore (Deuteronomio 32,39; Isaia 43,10; Isaia 44,24; Isaia 45,5).

 

In conclusione il monoteismo ebraico, pur ammettendo l’esistenza di esseri potenti di natura angelica o umana, negava con fermezza che questi “elohim”:

 

  • fossero di natura jahvista [2];
  • si trovassero con Jahvé alla creazione del mondo;
  • potessero ricevere ogni potere ed essere onorati come Dio;
  • finissero per sedere nei cieli sullo stesso trono del Padre alla fine dei tempi.

 

 

 


[1] Nei confronti di Gesù Cristo e del culto sono state finora possibili tre posizioni:

  • ·       il monoteismo ebraico, con fede in un solo Dio padre e rifiuto di Gesù Cristo come figlio di Dio;
  • ·       la monolatria (Ario, Socino, Newton, Unitari, Testimoni di Geova) cioè l’adorazione di un Dio grande (il Padre) ed il culto relativo di un dio piccolo (il Figlio); per alcuni Gesù Cristo avrebbe natura divina mentre per altri sarebbe solo una creatura angelica;
  • ·        il trinitarismo cioè la fede in un solo Dio che ha cognome Jahvé e che si è manifestato nelle persone del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

 

[2] Sembra logico pensare che come la carne può essere animale o umana, la natura spirituale (o elohista) possa essere angelica o jahvista: i monolatri e gli antitrinari che pensano che il Figlio abbia la stessa natura del Padre ma minor onore e dignità commettono un errore meno grave degli antitrinitari che attribuiscono al Figlio una natura (umana o angelica) totalmente diversa dal Padre. Nel primo caso Gesù Cristo rimarrebbe figlio naturale di Dio, mentre nel secondo caso Gesù Cristo sarebbe figlio di Dio solo in senso adottivo. Come acutamente osservò un cristiano dell’antichità “se qualcuno dicesse che il figlio [di un ariano] non è come lui ma di natura diversa, il figlio preferirebbe essere diseredato dal padre piuttosto che essere così considerato”  Agostino, Replica al sermone degli ariani, 36.

 

http://digilander.libero.it/domingo7/GLI%20ELOHIM%20DEL%20VECCHIO%20TESTAMENTO.htm

Perchè Dio nel Vecchio Testamento è vendicativo e nel Nuovo predica l’amore e la misericordia attraverso Gesù?

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Perchè Dio nel Vecchio Testamento è vendicativo e nel Nuovo predica l’amore e la misericordia attraverso Gesù? Ha cambiato idea? Ha capito di aver sbagliato modo di educare gli uomini? Se è così, dunque Dio è imperfetto?

5 Giugno 2008 di Marco Nappo 

  

Dio non è “vendicativo” solo nell’Antico Testamento, ma anche nel Nuovo, mai letta l’apocalisse?
Dio non è amorevole solo nel Nuovo e non nell’Antico e per saperlo, anche in questo caso, dovresti leggerlo personalmente nella Bibbia e non per sentito dire.
 Quando Gesù disse ama il tuo prossimo come te stesso era in contraddizione con l’Antico Testamento?

Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il prossimo tuo come te stesso. Io sono il SIGNORE. (Levitico 19:18)

«Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento. (Matteo 5:17)

Quello che tu non riesci a conciliare sono due aspetti: la giustizia di Dio e l’Amore di Dio.
Secondo te non è possibile che un uomo possa essere amorevole e giusto?
Un giudice che non fa scontare la pena a un pedofilo e lo lascia in libertà è amorevole?
Allo stesso modo, Dio è amorevole, ma anche giusto.
La Sua giustizia si manifesta mettendo giustizia laddove l’uomo è stato ingiusto. Il Suo amore si manifesta nella pazienza che Ha nel non adempiere la Sua giustizia immediatamente, ma lascia all’uomo un tempo (l’intera sua vita) per convertirsi dalla Sua via.
Dopo di che Egli attuerà la sua giustizia con chi non ha voluto convertirsi dalle sue opere malvagie, ma nel frattempo il Suo amore con chi, come me, riconosce di essere peccatore e che qualcuno ha pagato al suo posto.
Perchè qualcuno ha dovuto pagare al mio posto?
Perchè Dio è amore!
Perchè chi ha pagato è stato Suo figlio?
Perchè Dio è giusto!

Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. (Romani 5:8)

Dio ti benedica!

 

http://rispostebibbia.com/2008/06/05/perche-dio-nel-vecchio-testamento-e-vendicativo-e-nel-nuovo-predica-lamore-e-la-misericordia-attraverso-gesu-ha-cambiato-idea-ha-capito-di-aver-sbagliato-modo-di-educare-gli-uomini-se-e-cosi-dun/

Scuola, ora religione “parificata”

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Scuola, ora religione “parificata”

 

Le nuove regole annullano sentenza T

21/8/2009ar

Arriva un nuovo regolamento per valutare gli alunni delle scuole italiane. Il testo, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, conferma l’equiparazione degli insegnanti di religione a quelli delle altre materie ai fini dell’assegnazione dei crediti scolastici e l’obbligo della sufficienza in tutte le discipline per l’ammissione alla maturità. Non viene dunque considerato il parere contrario che era stato espresso al riguardo dal Tar del Lazio.

Per essere ammessi alla maturità è dunque necessaria la sufficienza in tutte le materie, e i docenti di religione vengono equiparati ai colleghi delle altre materie ai fini dell’assegnazione dei crediti scolastici: continueranno dunque a prendere parte agli scrutini per la valutazione degli studenti.

Tra le novità più importanti che introduce il provvedimento c’è la necessità di conseguire, per essere ammessi agli esami di Stato, almeno la sufficienza in tutte le discipline: la regola vale sia per l’esame di licenza media, come del resto già previsto e applicato quest’anno, sia per le scuole superiori (dove invece durante gli ultimi scrutini era stata adottata la norma “interlocutoria” voluta dall’ex ministro Fioroni che per l’ammissione all’esame di Stato richiedeva solo la media del sei).

Alcune delle novità introdotte dal nuovo regolamento, pubblicato sotto forma di decreto del Presidente della Repubblica, erano comunque già state adottate: come anche quella che prevede la presenza attiva e a “pieno titolo” dei docenti di religione cattolica per la determinazione dei crediti scolastici (mentre la valutazione della materia continua a essere espressa dagli insegnanti nominati dal vicariato “senza attribuzione di voto numerico”).

In questo senso, il comma 3 dell’articolo 6 del nuovo regolamento non lascia spazio a dubbi: “In sede di scrutinio finale il consiglio di classe, cui partecipano tutti i docenti della classe, compresi gli insegnanti di educazione fisica, gli insegnanti tecnico-pratici, i docenti di sostegno, nonchè gli insegnanti di religione cattolica limitatamente agli alunni che si avvalgono di quest’ultimo insegnamento, attribuisce il punteggio per il credito scolastico di cui all’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n. 323, e successive modificazioni”.

TAR DEL LAZIO, DECISIONE BOCCIATA
Insomma, non si tiene conto della discussa sentenza emessa il 17 luglio scorso dai giudici del Tar del Lazio, secondo i quali, per non discriminare quel 10% scarso di allievi che non frquenta l’ora di religione, non bisognerebbe rendere utile la frequenza della materia ai fini dell’assegnazione dei punti utili a definire il voto di maturità.

La decisione dei giudici viene “scavalcata” attraverso l’adozione di un regolamento, quindi non con una procedura amministrativa, e comporta pochi problemi di incompatibilità applicativa rispetto a quanto stabilito dal tribunale laziale. Sempre in attesa, comunque, che si pronunci il Consiglio di Stato.

Va infine ricordato che la presenza dei docenti di religione nel consiglio di classe non ha effetti attivi per tutte le operazioni di scrutinio: ad esempio la materia non viene presa in considerazione per la formulazione delle medie dei cosiddetti “ottisti”, gli studenti super-bravi che si presentano alla maturità senza aver frequentato il quinto anno.

ESAMI DI TERZA MEDIA
Quanto agli esami di licenza media, il nuovo regolamento sulla valutazione prevede che dal 2009/2010 nella determinazione del voto finale debba essere calcolata la media aritmetica dei voti conseguiti in tutte le prove d’esame: prove quindi scritte (anche il test standard Invalsi il cui “peso” quest’anno era stato deciso invece da ogni istituto) e orali. Oltre che nel giudizio di ammissione di esame (già dal 2008/09 espresso con voto in decimi anziché con giudizio (sufficiente, ottimo, distinto).

VOTO NUMERICO: QUANDO RIMANE
Sparisce invece, rispetto alla prima versione, la parte che prevedeva di assegnare il voto numerico anche durante le lezioni.

Rimane il “voto” numerico anche per la certificazione delle competenze, in disaccordo con quanto avviene nell’Unione europea. Alle superiori una novità importante, ma solo a riforma avvenuta, riguarderà l’obbligo da parte degli alunni, salvo situazioni particolari, di aver frequentato almeno i tre quarti delle lezioni: viene così introdotto, teoricamente a partire dal 2010/11, il concetto di frequenza obbligatoria invece sino ad oggi adottato solo nella primarie e durante lo scrutinio delle medie inferiori.

Confermata la valutazione dei ragazzi che presentano difficoltà specifiche di apprendimento adeguatamente certificate. Ciò significa che “la valutazione e la verifica degli apprendimenti” come si legge nel dpr 122″comprese quelle effettuate in sede di esame conclusivo dei cicli, devono tenere conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni; a tali fini, nello svolgimento dell’attività didattica e delle prove di esame, sono adottati, nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, gli strumenti metodologico-didattici compensativi e dispensativi ritenuti più idonei”.

 

http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo458132.shtml

ORA DI RELIGIONE NELLE SCUOLE E L’IRA DEI NEMICI DI CRISTO

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ORA DI RELIGIONE NELLE SCUOLE E L’IRA DEI NEMICI DI CRISTO PDF Stampa E-mail
Scritto da Davide   
  

Comunicato stampa “Ora di religione nelle scuole e l’ira dei nemici di Cristo”  

La vicenda dell’ora di religione nelle scuole, di cui si avvale oltre il 92%degli studenti e silurata dal Tar del Lazio quanto agli scrutini finali, è densa d’insegnamenti per tutti. 1 – La religione cattolica nelle scuole, si sa, è poco più che acqua fresca: nondimeno anticlericali, israeliti, luterani e valdesi, come sempre inempiaalleanza fra loro, quando di tratta di militare contro la Chiesa,vorrebbero distruggere anche quest’ultima vestigia. Eppure tutti sanno che durante l’ora di religione o non la s’insegna affatto (a Verona ci si ricorda bene del calunniatore Luis Marsiglia, il docente di religione ivi preposto dalla Curia, che allevava a falce, martello e sinagoga i suoi sventurati studenti e che narrò al mondo di essere stato aggredito da naziskin i cui mandanti sarebbero stati i tradizionalisti cattolici: tutto falso, naturalmente, manessuno ha ancora chiesto scusa ai calunniati) oppure si serve una sbobba sincretista maleodorante e immangiabile, caricatura della religione cattolica. Il perfetto analfabetismo religioso delle giovani generazioni sta lì a dimostrarlo. 2 – L’ecumenismo folle conciliare si abbraccia con il giudaismo, cambia scioccamente le antichissime preghiere del Venerdì Santo per compiacere gl’israeliti, prende le distanze dal passato della Santa Chiesa per ingraziarseli, glissa sulla loro responsabilità nell’uccisione di Gesù Cristo e costoro ringraziano tirando pietre contro l’ora di religione, come i loro padri fecero contro il Redentore sulla croce, serbando le preghiere di maledizione della liturgia talmudica contro i cristiani (la birkatha-minim, come ha documentato la stessa agenzia vaticana Fides del 26 luglio 2007). 3 – L’ecumenismo folle conciliare, contro la perenne dottrina cattolica ribadita dalla mirabile enciclica Mortalium Animos di Papa Pio XI, rilascia chiese agli eretici valdesi e luterani: a questi ultimi addirittura la casa natale del co-Patrono di Verona, San Pietro Martire; chiama i primi a predicare ai parrocchiani (come avvenuto a Udine) e i seguaci di Lutero e Pietro Valdo li ringraziano, solidarizzando con Pannella e la sua cricca di abortisti anticlericali pro eutanasia. A Stoccolma i luterani hanno da poco “ordinato” (si fa per dire) un’episcopessa lesbica, “sposatasi” con una pretessa della medesima confessione: per quest’episcopessa le porte di San Pietro Martire o di un’eventuale altra chiesa di Verona, che la lungimiranza della diocesi dovesse concedere agli eretici, resterebbero spalancate.Così lo scandalo sarebbe completo. 4 – L’ecumenismo folle conciliare, non credendo più nell’unicità salvifica di Cristo e della Chiesa, da tempo ha rinunziato alla conversione degli acattolici; anzi si abbraccia persino con islamici, buddisti e idolatri vari. Consapevole del proprio tradimento, sua preoccupazione costante sono i tradizionalisti, cioè i cattolici rimasti tali, che non intendono cambiare religione e la cui presenza costituisce un permanente rimprovero alla loro coscienza. Quanto tempo ancora Dio concederà agli araldi della sovversione nella Chiesa per ravvedersi? Quanto durerà il castigo sui modernisti, che preferiscono all’insegnamento di sempre della Chiesa la trista compagnia di tutti i suoi nemici e del mondo?  

 I Responsabili del Comitato  Matteo Castagna  Maurizio-G. Ruggiero Verona, 21 agosto 2009 

http://comitatiduesicilie.org/index.php?option=com_content&task=view&id=2140&Itemid=79

agosto 12, 2009

Confutando le tesi di Cascioli

Filed under: CULTURA CRISTIANA — Tag:, , — mirabilissimo100 @ 11:20 pm
 
 
Scritto da Emiliano Musso, inserito nelle categorie: Apologetica, Approfondimenti

In questa terza parte del nostro scritto, analizziamo la posizione dell’ex-sacerdote Luigi Cascioli in merito alla veridicità ed affidabilità del terzo vangelo canonico, ossia quello avente la firma di Luca, autore, tra l’altro degli Atti degli Apostoli. Come già fatto in precedenza, prima di passare alla confutazione delle argomentazioni del Cascioli, vediamo alcune informazioni relative al vangelo stesso, per poi calarci nella trattazione storico/biblica di quanto l’ex-sacerdote afferma, e dimostrare anche in questo caso come gli attacchi al Testo Sacro si rivelino consistenti come bolle di sapone, che non possono sussistere davanti ad una analisi seria.

L’autore
Agli inizi del II secolo, iniziano a prendere corpo le tradizioni che collegano il terzo Vangelo con una persona di nome Luca: il Canone Muratoriano, il prologo anti-marcionita a Luca, così come Ireneo, Clemente Alessandrino, Origene e Tertulliano, sono concordi nell’identificare Luca con l’autore di tale testo. Dal momento che tali tradizioni poggiano comunque su elementi che possono essere dedotti dal Nuovo Testamento, il loro valore è relativo: l’evidenza neotestamentaria è maggiormente utile nell’identificazione dell’autore di questo vangelo. In effetti, si tratta di un testo particolare, perchè incompleto: la narrazione che inizia nel vangelo prosegue poi, senza interruzioni, negli Atti degli Apostoli, libro con caratteristiche di stile e forma così simili a quelle del Vangelo da suggerire che essi siano entrambi stati scritti da una stessa mano. Entrambi i testi sono indirizzati ad una persona di nome Teofilo, quali testimonianza del ministero di Cristo, e successivamente della nascita e dello sviluppo della prima chiesa.

Nel libro degli Atti, possiamo notare diversi brani in cui l’autore intercambia il soggetto della narrazione da «essi» ed «egli» al pronome «noi», suggerendo quindi una sua compartecipazione agli eventi narrati, e pertanto il suo essere compagno dell’apostolo Paolo. Una accurata analisi dei racconti mostra come Luca sia appunto il redattore più probabile dei testi menzionati.

L’apostolo Paolo definisce questo Luca come medico. In effetti, alcune sue narrazioni sono maggiormente «tecniche» in tal senso: basti pensare al racconto della guarigione della donna affetta da emorragia. Luca è menzionato tre volte nel Nuovo Testamento come compagno di Paolo, e nella sua letera ai Colossesi, l’apostolo specifica che no nera un ebreo. Lo stile dei testi attribuiti al medico fa pensare che egli fosse di lingua greca. Secondo Eusebio, Luca proveniva da Antiochia, in Siria.

La datazione
Compito assolutamente arduo, quello di datare con certezza il terzo Vangelo: incorporando gran parte del materiale edito da Marco, è logico pensare che esso sia stato redatto quando il lavoro di Marco era già terminato, ed era quindi in circolazione. Alcuni asseriscono che Luca doveva essere a conoscenza della distruzione di Gerusalemme, cosa che indicherebbe una scrittura posteriore al 70 d.C.; altri studiosi, invece, non accettando questa teoria assegnano al Vangelo una data anteriore, intorno agli anni 57-60 d.C.

La tesi, e la risposta
Veniamo ora alle tesi del Cascioli, ed alle risposte che riteniamo di fornire alle sue accuse. Come abbiamo visto nei precedenti articoli, relativamente ai Vangeli di Marco e Matteo, l’ex-sacerdote inizia la sua arringa citando la prefazione al Vangelo tratta dall’edizione C.E.I.: anche in questo caso egli ripropone lo stesso schema, per saltare subito alle sue conclusioni. Vediamolo nel dettaglio:

Cascioli: Presentazione della Chiesa: «Luca, autore anche degli Atti degli Apostoli, fu un colto medico siriano convertitosi in Antiochia verso l’anno 43. Conobbe Cristo dai primi testimoni della sua vita e si preparò con accurata indagine. Luca svolge il suo lavoro su un materiale proveniente da ambiente palestinese, non escluso il contributo della stessa Madre di Gesù. Fu scritto fra il 65 e il 70». L’attribuzione a Luca, apostolo vissuto nella Comunità di Gerusalemme insieme a Pietro, Giacomo, gli apostoli e la Madonna, non può essere che fantastica. Dal momento che questo vangelo fu scritto per confutare i concetti gnostici del vangelo di Marcione, di conseguenza non può essere anteriore al 144. Per quanto la Chiesa cerchi, invocando l’autorità di Tertulliano, di dimostrare che fu Marcione ad imitare Luca, le prove che dimostrano che invece furono i redattori di Luca a ricopiare Marcione sono state ampiamente portate da Couchoud nel suo “Primi Scritti del Cristanesimo”.

SoloVangelo: La prefazione C.E.I. conferma quanto abbiamo visto in apertura: essa indica in Luca un medico siro, datando il suo lavoro in un lasso di tempo che tutto sommato concorda con quanto abbiamo discusso. Ma il Cascioli non ci sta, e parte al contrattacco, spiegando come l’intento di Luca fosse dichiaratamente anti-marcionita e, pertanto, esso debba essere fatto risalire ad una data posteriore al 144 d.C.. Se avesse letto il Vangelo che pretende di commentare, Cascioli avrebbe scoperto però che per stessa affermazione dello scritto, il proposito originale era quello di rendere il destinatario del lavoro, il Teofilo citato poco sopra, «certo delle cose che gli sono state insegnate». È evidente quindi che Teofilo fosse un cristiano, e che Luca scrisse per aiutare lui (e presumibilmente altri) a comprendere meglio gli aspetti della fede cristiana. L’intento di Luca, per sua stessa ammissione, era quello di fare un dettagliato resoconto storico, perchè il messaggio che egli voleva esporre, per poter avere un peso reale, doveva essere fortemente ancorato alla realtà dei fatti. Non esiste un testo neotestamentario più calzante di Luca nel descrivere Gesù quale amico e Salvatore degli uomini, e questo era il proposito del medico: la chiesa del suo tempo aveva necessità di comprendere che la sua missione nel mondo era fondata sull’insegnamento e sull’esempio del Cristo. Rifiutiamo pertanto la tesi del Cascioli, che come sempre intende vedere cospirazioni laddove esse non hanno motivo di esistere.

Piccola nota: facciamo presente che, contrariamente a quanto affermato dal Cascioli, Luca non è mai stato annoverato nella cerchia degli apostoli, ma era compagno di viaggio di uno di essi, ossia Paolo. Può sembrare una nota leziosa, inutile, ma riteniamo che quando si ha la pretesa di proporsi come una valida fonte di informazione per terze persone, si debba avere cura anche dei particolari, cosa che l’ex-sacerdote certo non dimostra.

Cascioli: a) Noi sappiamo che il vangelo di Marcione è conosciuto nel 140 da Papia mentre quello di Luca è ignorato dallo stesso Papia nel 150. b) Il vangelo di Marcione era molto più corto di quello di Luca, e in questi casi non si accorcia mai, ma piuttosto si allunga. c) Numerosi passi di Luca hanno un evidente carattere anti-marcioniano. d) Per analogie di espressioni e uguaglianza di stile, tutto porta a credere che il vangelo attribuito a Luca sia stato scritto, almeno nella sua prima stesura, da Clemente, autore di una lettera ai Corinti, che è vissuto a Roma negli anni 155-165”. (Couchoud. Primi Scritti del Cristianesimo- Pgg. da 7 a 31).

SoloVangelo: In merito al punto a), riteniamo sia quantomeno risibile il commento: abbiamo già precedentemente discusso di come la mancata citazione di uno scritto non equivalga né ad ignorarlo, e nemmeno sia evidenza della sua inesistenza, pertanto ci pare che il silenzio di Papia sul terzo Vangelo non sia affatto prova di una sua stesura successiva. I succesivi due punti, b) e c), si basano sul presupposto che Luca volesse contrastare l’insegnamento marcionita: abbiamo già indicato come questa finalità non corrisponda affatto a quella reale dell’evangelista. Inoltre, essendo senz’ombra di dubbio vissuto antecedentemente allo stesso Marcione, ci pare assurdo asserire che nei propositi di Luca fosse presente il contrasto ad un’eresia che non era ancora formata mentre egli scriveva. Tra l’altro, vedremo tra poco che Marcione stesso introdusse proprio il Vangelo di Luca nel suo canone. Il punto d) presenta invece un problema di esclusione logica: se, come è vero, il Vangelo di Luca ed il libro degli Atti sono attribuiti allo stesso autore per continuità narrativa ed uguaglianza stilistica (e tali testi siano risalenti senz’altro al periodo di intorno alla caduta di Gerusalemme), riteniamo azzardato tracciare un parallelo con testi di circa 80 anni più recenti rispetto a quelli analizzati.

Questo punto ci offre comunque la possibilità di discutere la preparazione di coloro che vogliono affossare la veridicità dei Vangeli: come si è potuto leggere, costoro parlano di Clemente, autore di una lettera ai Corinti (quindi, stiamo parlando di Clemente Romano), come di un personaggio vissuto tra il 155 ed il 165 d.C.. Curioso, però, che fonti storiche comprovate (quali Eusebio di Cesarea e Girolamo) ci fanno sapere della sua morte, avvenuta nel 101 d.C.. Che dire dunque, di sedicenti esperti che si propongono quali «fari nella notte dell’ignoranza», e sono essi stessi ignoranti? Per usare le parole del Signore: «Medico, cura te stesso!».

Cascioli: Il fatto poi che, da quanto è stato dimostrato da Marcello Craveri, almeno per il 90 per cento ricopia le sentenze dei vangeli gnostici e i vari papiri datati agli anni 130-135, non è un’altra inconfutabile dimostrazione che la data attribuitagli dalla Chiesa è indiscutibilmente falsa?

SoloVangelo: Noi diremmo di no, dal momento che il lavoro di Luca trova la sua base ispiratrice – come già sottolineato – in Marco, quindi in un testo assolutamente non gnostico, e per giunta redatto ben precedentemente alle date proposte. Sottolineiamo inoltre come la datazione dei vari testi sacri non sia stata data loro dalla chiesa romana, bensì sia il risultato di varie tradizioni, delle quali si è poi cercata (e trovata) conferma scientifica: quelle che oggi esponiamo come date praticamente sicure, non sono campate in aria da religiosi, ma ricercate e comprovate da esperti nel campo del riscontro cronologico.

Cascioli: Che il vangelo di Luca sia il risultato di continue sovrapposizioni che si sono susseguite per tutto il II secolo e oltre ci viene da Tatiano che nel suo Diatesserone, scritto nel 175, (libro che riuniva in un solo testo i quattro vangeli canonici), non riporta quella nascita di Gesù che fu appunto aggiunta, come nel vangelo di Matteo, soltanto tra la fine de II secolo e gl’inizi del III, cioè quando la Comunità di Roma, in seguito alle critiche degli oppositori che gli facevano rimarcare come potesse Gesù essersi incarnato se non aveva una nascita terrena, decise di farlo partorire da una donna, una donna vergine come veniva sostenuto per le divinità pagane nel Culto dei Misteri.

SoloVangelo: Taziano (e non Tatiano come scrive il Cascioli) fu un cristiano siriaco che ebbe l’idea di redigere un testo il quale presentasse le narrazioni dei quattro Vangeli canonici utilizzando una soluzione di continuità: si tratta di un’opera unica, perchè tenta di combinare linearmente gli scritti evangelici: non per nulla è anche chiamato, a volte, col nome di “Armonia dei Vangeli”. Oggi non ne esiste alcuna copia, in quanto si tratta di un lavoro andato interamente distrutto per ordine del vescovo Teodoreto (423 d.C.), il quale volle, per la chiesa siriaca, l’adozione dei vangeli in forma separata, così come era d’uso nelle altre chiese cristiane. Ciò che sappiamo oggi del Diatessaron sono nozioni indirette, che ci arrivano dal commentario redatto da Efrem il Siro, dottore della chiesa. Ad ogni modo, è appena logico che la narrazione dell’Armonia fosse una sorta di «summa concisa» dei quattro Vangeli, pertanto probabilmente mancante di parti di essi, in favore di altri scorci. Insomma, la critica verso l’episodio della nascita di Cristo non sta assolutamente in piedi.

Altra bufala storica è poi accusare la chiesa romana di aver introdotto la nascita verginale di Cristo come adattamento ai culti misterici pagani, quando abbiamo testimonianze di come la prima cristianità fosse ben a conoscenza di un tale dato. Inoltre (ma in questo caso si deve aver fiducia nel Testo Sacro quale Parola di Dio) notiamo la presenza di profezie veterotestamentarie sulla nascita del Messia, che fanno appunto riferimento alla verginità della madre.

Cascioli: Un’altra prova dimostrante che la Nascita di Gesù fu aggiunta nei vangeli di Luca e di Matteo in epoca tardiva ci viene da Marcione per il fatto che di essa non fa alcuna menzione nella sua “Edizione Evangelica” che scrisse intorno al 170 per confutare i quattro vangeli.

SoloVangelo: Abbiamo già discusso molte volte di come una mancata citazione non sia indizio di inesistenza. Ad ogni modo, riteniamo sia necessario soffermarsi brevemente sulla persona di Marcione, per toccare con mano quanto le tesi di Cascioli siano campate in aria. Marcione era un filosofo cristiano, le cui idee sarebbero poi state in seguito bollate di eresia. Durante una sua visita a Roma, egli elargì una cospicua donazione alla chiesa romana, ottenendone i favori e guadagnando di potersi fermare per ben cinque anni nella città ad insegnare la propria visione della fede cristiana. Scrisse in effetti molto, ma il suo lavoro più importante non uscì dalla sua penna, essendo un testo di cui curò l’edizione: stiamo parlando della «edizione evangelica» citata dal Cascioli. Tale «edizione» non aveva affatto lo scopo di confutare i Vangeli canonici, bensì era una rielaborazione dei testi ritenuti autorevoli sotto il profilo dottrinale, per adattarli alle tesi marcionite. Il canone di Marcione conteneva un solo vangelo (quello di Luca, per l’appunto), e dieci epistole. Tutto qui: Marcione era convinto che il Dio dell’Antico Testamento e quello del Nuovo fossero due entità separate, e che Gesù fosse stato inviato dal Dio neotestamentario, un Dio buono, per salvare l’umanità dall’ira del Dio degli Ebrei. Senza scendere troppo in dettaglio nel pensiero marcionita (cosa che richiederebbe molto tempo, e che ci farebbe finire fuori tema), sottolineiamo comunque come i testi inclusi dal filosofo nel suo canone abbiano subìto una sorta di «adattamento editoriale», ossia modifiche nei punti che sarebbero entrati in contrasto con quanto Marcione stesso si era proposto di insegnare.

Per questo motivo, l’assenza della nascita e genealogia di Gesù nel testo adattato da Marcione non deve stupirci: come possiamo constatare leggendo il Vangelo di Luca, Gesù viene messo in diretto collegamento con il Dio veterotestamentario, proprio citando a ritroso i suoi antenati, fino a giungere ad Adamo, ed a Dio stesso, quale principio e radice della discendenza del Cristo. È chiaro come un brano del genere potesse mettere in grande crisi le tesi marcionite, e l’eliminazione di questa parte del testo dovette sembrare una «soluzione accettabile». Paradossalmente, considerando il pensiero di Marcione, potremmo dire che è proprio l’assenza di una tale narrazione a confermarne la reale esistenza!

Cascioli: D’altronde per comprendere quanto la nascita terrena di Gesù sia il prodotto di falsificazioni, basta rimarcare la discordanza che c’è tra quella raccontata nel vangelo di Matteo e quella riportata sul vangelo di Luca la cui veridicità di quest’ultimo viene garantita dalla Chiesa dicendo che fu la stessa madre di Cristo a raccontargliela.

SoloVangelo: Preferiamo tacere su fantasiose tradizioni, che hanno da sempre contribuito a fare apparire la fede come qualcosa di impalpabile, fondato sul nulla. Abbiamo prove storiche e critiche: che le invenzioni umane tacciano davanti ad esse!

Cascioli: Comunque una cosa è certa: la qualifica di medico che viene data a Luca dalla Chiesa e la serietà che allo stesso viene conferita nella stesura del vangelo, risultano quanto mai discutibili dalla seguente semplice analisi dei seguenti passi:
1) «Al tempo di re Erode, re della Giudea, il Signore rese grazia al sacerdote Zaccaria rendendo fertile Elisabetta sua moglie, già avanzata nell’età. Da essa nacque un figlio che chiamarono Giovanni. (Lc.1-5).
2) Sei mesi dopo, lo stesso angelo che aveva annunciato a Zaccaria di essere diventato padre, si presenta a Maria e le comunica di essere incinta dello Spirito Santo. (Lc. 1-26).
3) Dopo sei mesi dalla nascita di Giovanni, Maria, moglie di Giuseppe, partorì Gesù a Betlemme dove era andata per via del censimento ordinato da Quirinio, Governatore della Siria». (Lc. 2-1).
Basta fare un semplice calcolo tra la data del concepimento e la data del parto, per renderci conto come il redattore del terzo vangelo, oltre a non aver eseguito “accurate indagini”, non era certamente neppure un medico. Sapendo che Erode, re di Giudea è morto nell’anno – 4 e che il censimento c’è stato negli anni +6 e +7, cosa esce fuori? Esce fuori che la Madonna ha avuto una gravidanza, come minimo, di undici anni. …e ancora una volta Catilina abusa della nostra pazienza!
Finita la risata, voglio aggiungere che questa è una prova determinante per dimostrare che chi ha scritto il terzo vangelo non è stato un dotto medico siriano che ha riportato fatti veramente accaduti mentre lui era in Palestina, ma bensì un somaro pagano che s’inventò come poté tutta una storia per giustificare, attraverso una nascita terrena, l’incarnazione di Cristo.

SoloVangelo: Vediamo ora se il titolo di «somaro pagano» sia davvero da riferirsi al terzo evangelista, oppure se non sia una proiezione che sarebbe meglio affibbiare ai suoi detrattori.
Cito alcune informazioni dall’ottimo commentario di John MacArthur:

Publio Sulpicio Quirino è noto per aver governato la Siria negli anni dal 6 al 9 d.C. Un noto censimento ebbe luogo in Israele nel 6 d.C. Giuseppe Flavio racconta che tale misura provocò una violenta rivolta giudaica (menzionata da Luca, che cita Gamaliele, in Atti 5:37). Quirinio era responsabile dell’organizzazione del censimento e ricoprì anche un ruolo fondamentale nella repressione della successiva rivolta. Comunque, tale censimento ebbe luogo circa un decennio dopo la morte di Erode ed è troppo tardivo per collimare con la cronologia di Luca. Alla luce della meticolosa accuratezza dell’evangelista come storico, sarebbe irragionevole accusarlo di un anacronismo così palese, cosa che invece il Cascioli sembra voler fare. L’archeologia ha infatti res giustizia a Luca: un frammento di pietra scoperto a Tivoli nel 1764 d.C. contiene un’iscrizione in onore di un ufficiale romano che, si legge, fu due volte governatore della Siria e della Fenicia durante il regno di Augusto. Il nome dell’ufficiale non è presente sul frammento, ma fra le sue imprese sono citati dettagli che, per quanto ci è dato di conoscere, non possono riferirsi ad altri che a Quirinio.

Dunque, questi deve essere stato governatore della Siria due volte. Egli fu probabilmente governatore militare all’epoca in cui Varo era, storicamente, governatore civile in quella regione. Per quanto riguarda la datazione del censimento, alcuni antichi documenti trovati in Egitto menzionano un censimento mondiale ordinato nell’8 a.C. Nemmeno questa datazione è immune da problemi. Gli studiosi sono generalmente concordi nel situare la nascita di Cristo attorno al 6 a.C. al più presto. Evidentemente il censimento fu ordinato da Cesare Augusto nell’8 a.C., ma non ebbe in realtà luogo in Israele se non due o quattro anni più tardi, forse a causa delle difficoltà politiche esistenti fra Roma ed Erode. Pertanto non possiamo determinare con certezza l’anno della nascita di Cristo, ma possiamo affermare che non fu probabilmente prima del 6 a.C. né certamente dopo il 4 a.C. I lettori di Luca, avendo familiarità con la storia politica di quel periodo, sarebbero stati in grado senza troppe difficoltà di individuare una data precisa sulla base delle informazioni fornite da Luca.

Luca fu quindi uno storico di prim’ordine, che volle realmente dare la possibilità ai suoi lettori di conoscere il Cristo, mostrando loro come si trattasse di un personaggio reale, al quale ci si poteva riferire in termini di coordinate storiche. Quelle stessa coordinate che, secondo il pensiero scritturale, rappresentarono la perfetta pienezza dei tempi, nella quale Gesù Cristo, quale Dio incarnato, volle caricare su di sé i nostri peccati, per dare a ciascuno la possibilità della riconciliazione con Dio, attraverso la fede nel suo sacrificio espiatorio.

Ancora una volta, spero che le informazioni che abbiamo voluto trattare siano risultate interessanti per i nostri lettori. Invitandovi, come sempre, ad esprimere i vostri commenti, vi rimandiamo alla prossima puntata, in cui tratteremo le accuse mosse contro il quarto Vangelo, ossia quello attribuito all’apostolo Giovanni, il discepolo che Gesù amava.

 

http://www.solovangelo.it/2009/08/05/confutando-le-tesi-di-cascioli-sui-vangeli-parte-iii/

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