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novembre 7, 2019

LE DIVINITA’ BUDDHISTE ADORATE DAL DALAI LAMA

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LA DIVINITA’ FEMMINILE PALDEN LHAMO

 

 

 
Palden Lhamo (Gloriosa Dea in lingua tibetana) è un’entità spirituale del Buddhismo tibetano.
 
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Palden Lhamo è un Dharmapala, ossia «Protettore del Dharma» in sanscrito, nonché l’unico di sesso femminile. Secondo il culto assunse davanti al I Dalai Lama il compito di proteggere non solo il Buddhismo, ma lo stesso Tibet, il suo governo e il lignaggio di reincarnazione dei Dalai Lama e dei Panchen Lama. Promise peraltro che ogni qualvolta che vi fosse stato bisogno di un responso divino le acque del lago Lhamo Latso, nei pressi di Lhasa, avrebbero fornito a chiunque le interpellasse immagini e visioni nitide.
 
Attualmente, Palden Lhamo è l’unico protettore femminile del Dharma del Tibet comune a tutte le sue scuole, ossia Gelug, Nyingmapa, Kagyu e Sakya, ognuna delle quali compie specifici rituali di divinazione, uno in particolare condotto con i dadi. Viene considerata affine a Sarasvati o Tārā.
 
 
Palden Lhamo, presente in innumerevoli statue e thangke è raffigurata in atteggiamento irato mentre attraversa un fiume di sangue, assisa su di un mulo con una sella in pelle umana, attorniata dalle fiamme della saggezza colta nell’atto di bere sangue da un teschio. La sua figura è di color blu scuro, ha una faccia con tre occhi, un sole sull’ombelico e la luna sulla corona della testa, e al di sopra di essa vi è un ombrello-pavone, tradizionale simbolo di protezione.
 
FONTE
https://it.wikipedia.org/wiki/Palden_Lhamo
 
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LA DEA  PALDEN LHAMO
 

Palden Lhamo tra tutte le divinità protettrici che possiamo invocare affinché intervengano in nostro favore, é colei che ci aiuta in modo più tempestivo. Essa protegge in modo particolare i praticanti di Dharma.

Palden Lhamo, consorte di Mahakala, é la divinità protettrice del Tibet e di tutto il lignaggio dei Dalai Lama ed é molto amata e popolare tra i tibetani e i praticanti del buddhismo tibetano. Il lago a lei dedicato a sud est di Lhasa, chiamato Lhamo Latso, era considerato il lago delle visioni o degli oracoli ed era il più sacro del Tibet. I Lama più altamente realizzati venivano sulle sue rive per avere indicazioni sul futuro e ottenere visioni che li aiutassero a trovare le future reincarnazioni del Dalai Lama – tra questi il reggente Reting Rimpoche che ha ricevuto istruzioni riguardanti l’attuale Dalai Lama.

Palden Lhamo è quindi anche molto legata alla divinazione e alla visione del futuro e il suo aiuto é invocato anche in questo ambito. Elimina gli ostacoli interni ed esterni che spesso si presentano sul l sentiero spirituale, creando le condizioni favorevoli al  progresso e all’ottenimento di realizzazioni spirituali; aiuta anche ad aumentare la  saggezza essendo una manifestazione irata di Sarasvati.

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http://www.samantabhadra.org/events/event/iniziazione-di-palden-lhamo/

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LA DIVINITA’ MAHAKALA

 

Mahakala
 
Mahakala o Mahākāla, è un Dharmapala (“protettore del dharma”) nel Buddhismo Vajrayāna. In Giappone assume il nome di 大黒天 (Daikokuten) ed appartiene alla quarta gerarchia di divinità. È la versione Buddhista di Shiva; il suo nome significa “il Grande Nero”. È anche una divinita Induista (nel quale è la manifestazione di Shiva senza forma e oltre il tempo) e Sikh (nel quale è il governatore della Maya).
 
Mahākāla è un bahuvrihi sanscrito formato dalle parole of mahā (“grande”) e kāla (“nero”), tradotte poi letteralmente in tibetano come Nagpo Chenpo, anche se solitamente i buddhisti tibetani utilizzano la parola Gonpo (“signore” o “protettore”, traduzione della parola sanscrita Nāth) per riferirsi a questa divinità. Nel Buddhismo Theravada, spesso è indicato come Māra.
 
Mahakala viene descritto in tutta una serie di impersonificazioni, ciascuna delle quali possiede un suo aspetto ed una propria personalità peculiari: questo perché egli viene ritenuto una emanazione di differenti esseri in differenti casi, come Avalokiteshvara (tibetano Chenrezig) o Chakrasamvara (tibetano Korlo Demchog).
 
Il colore di Mahakala è solitamente il nero, poiché come tutti i colori vengono assorbiti dal nero, tutti i nomi e le forme si fondono in Mahakala, a testimoniare la sua natura assoluta (principio del Nirguna Brahman). Altro elemento costante nelle raffigurazioni della divinità è la corona di cinque teschi, metafora della trasfigurazione dei cinque klesha nei cinque Dhyani Buddha.
Il principale elemento eterogeneo nelle raffigurazioni di Mahakala è il numero di braccia, ma altri caratteri variabili sono il numero di teste, la presenza o meno di genitali, il numero e la tipologia di oggetti nelle mani, etc.
 
La raffigurazione di Mahakala a sei braccia (Nyingshuk, Shad-bhuja Mahakala, mGon po phyag drug pa) è la preferita dell’ordine buddhista Gelug: in questa manifestazione Mahakala è un’emanazione di Avalokiteśvara, il bodhisattva della compassione.
Mahakala a sei braccia è dotato dei seguenti attributi:
 
le sei braccia, che stanno a simboleggiare il raggiungimento delle sei perfezioni: ciascuna mano stringe un particolare ornamento;
cinque teschi attorno alla testa;
C’è anche un Mahakala a sei braccia bianco (Shad-bhuja Sita Mahakala, mGon po yid bzhin nor bu), piuttosto popolare in Mongolia in virtù del benessere economico dei praticanti delle discipline tantriche: questa versione differisce nel simbolismo, ad esempio la corona di teschi è adorna di gioielli piuttosto che delle spoglie dei nemici uccisi, od addirittura senza nessun teschio, ma con una corona.
 
Vi sono varie tipologie di Mahakala a quattro braccia (Chatur-bhuja Mahakala, mGon po phyag bzhi pa), tutte divinità protettrici delle scuole di buddhismo tibetane.
Le quattro braccia simboleggiano ciascuna un karma positivo:
 
pacificare i conflitti e risolvere i problemi;
aumentare la saggezza e le qualità positive;
portare le persone verso il dharma;
dileguare la confusione, il dubbio e l’ignoranza.
 
Il Mahakala a due braccia, detto Bernakchen (“mantello nero”), viene spesso raffigurato in compagnia della sua consorte Vetali e di Rāhula.
 
FONTE