Mirabilissimo100’s Weblog

gennaio 29, 2020

Stanisława Leszczyńska: L’incredibile storia della matrona di Auschwitz

 
 

 
Le foto di Stanisława Leszczyńska
 
***************************************************************************

 
IT.CHURCH POP.COM
 
25 NOVEMBRE  2019
La futura beata matrona polacca che fece nascere più di 3.000 bambini ad Auschwitz mettendo a rischio la sua vita.

Stanisława Leszczyńska è nata nel 1896 a Łódź, in Polonia. A 4 anni suo padre morì e sua madre dovette lavorare molto duramente in una fabbrica. Stanisława dovette così badare ai suoi fratelli.
Quando aveva 12 anni, la sua famiglia si trasferì in Brasile. Qui imparò la lingua portoghese e il tedesco, lingua che le servirà molto in futuro. Due anni dopo fecero ritorno in patria.

Nel 1916, appena iniziati gli studi in ostetricia, conobbe Bronislaw, un tipografo, che di lì a pochi anni divenne suo marito e con il quale ebbe quattro figli, tre maschi e una femmina.

La deportazione

Durante lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e la successiva invasione della Polonia tutta la famiglia venne arrestata e deportata nei campi di concentramento nazisti perché trovati a stampare documenti falsi per gli ebrei in fuga dal ghetto di Łódź e a fornire aiuti alimentari.

Furono scoperti il 18 febbraio 1943: Stanisława fu arrestata dalla Gestapo insieme a sua figlia, e ai suoi due figli Stanisław ed Henryk, mentre il marito e Bronisław sfuggirono alla cattura. Stanisława e Sylwia furono portate nel campo di concentramento di Auschwitz il 17 aprile 1943, mentre Stanisław ed Henryk furono rinchiusi nel campo di concentramento di Mauthausen.

L’ostetrica di Auschwitz

Lei e sua figlia, giunte nel campo di concentramento di Auschwitz, appresero che l’ostetrica tedesca si era gravemente ammalata. Vista la loro esperienza sul campo, si offrirono come volontarie al Dottor Mengele, soprannominato l’ “Angelo della Morte”.

Qui ebbe il suo primo incontro con l’orrore. I bambini venivano immediatamente uccisi alla nascita, affogandoli in barili d’acqua. Le donne che rischiavano di morire dopo il parto venivano mandate al crematorio. Stanislawa si oppone, e chiese a Mengele che non venga ucciso più nessun neonato.

Mengele le disse: “Devi Uccidere!”

Lei gli rispose citandogli il giuramento di Ippocrate: “Non puoi uccidere i bambini a causa del giuramento che hai fatto. Devo rispettare le tue parole.

Da quel momento in poi, ogni singola nascita poteva costarle la vita.

La sala parto improvvisata e i 3000 bambini “salvati”

Nel campo di concentramento di Auschwitz non c’erano sale parto. Stanislawa dovette improvvisarne uno vicino a una canna fumaria.

Con sé aveva soltanto una coperta che era riuscita a liberare dai pidocchi che infestavano le celle.

Stanislawa tentò l’impossibile per mantenere in vita i bambini e le loro madri. Soleva fare il segno della croce sui bambini e cantare canzoni che tranquillizzassero le neo-mamme. Questo non impedì che alcuni neonati venissero uccisi o che alcune mamme morissero per le pessime condizioni igienico-sanitarie del luogo, infestato di ratti.

Per procurarmi dell’acqua di cui avevo bisogno per lavare la madre e il bambino mi ci sono voluti circa venti minuti soltanto per trovare un secchio d’acqua“, soleva ripetere ricordando la sua prima nascita.

Una nascita in cui la prima cosa che fece fu battezzare il bambino, arrotolarlo in fogli di giornale e metterlo sulla coperta sporca perché sua madre potesse vederlo e baciarlo per la prima e ultima volta.

Durante la sua permanenza nel campo di concentramento, Stanislawa assieme a sua figlia aiutò a nascere 3000 bambini,

Sfortunatamente, di tutti questi solo 30 riuscirono a sopravvivere alle difficili condizioni della prigione.

Furono più di 1500 i neonati uccisi dalle infermiere tedesche, gli altri morirono di fame e di freddo, perché l’allattamento era proibito. Alcuni di questi bambini furono salvati perché adottati da famiglie tedesche.

Stanislawa riuscì a battezzare tutti. Soleva apporre un piccolo tatuaggio a coloro che erano stati dati in adozione alle famiglie tedesche perché sembrassero “ariani”.

Fu un tentativo disperato affinché quelle madri potessero ritrovarli.

I prigionieri la chiamavano “madre” e “angelo della bontà”.

La vera forza di Stanislawa: la preghiera

Pregava il rosario al mattino, al pomeriggio, prima dei pasti e del lavoro. Faceva sempre un segno della croce sulla donna che aveva partorito e il neonato.

Alcune delle donne ebree che la incontrarono le chiesero di poter essere battezzato sul letto. Insegnò loro il Padre Nostro e l’Ave Maria e componeva dei rosari per loro. Quando il bambino doveva essere consegnato per essere affogato le veniva chiesto di battezzarli.

Aveva una forza sorprendente, a volte riusciva a trascorrere anche tre giorni senza dormire.

Sua figlia racconta di lei che dopo la sua morte, una donna le disse che sua madre l’aiutò a partorire per due notti e due giorni. Questa donna ricordava come sua madre le facesse le trecce e di come l’avesse aiutata a sopportare i dolori del parto.

Una delle poche sopravvissute di Auschwitz

Stanislawa sopravvisse al campo di concentramento e riuscì a riunirsi con i suoi figli.

 Morì l’11 marzo 1974 per un cancro intestinale. Nel 1992 è iniziato il suo processo di beatificazione.

Come altri grandi cattolici che sperimentarono gli orrori dei campi di concentramento, come l’eroico san Massimiliano Kolbe, la fede di Leszczyńska la fece andare avanti servendosi della sola preghiera.

 Questa donna senza pretese riuscì a toccare tante vite, portando un po ‘di conforto a migliaia di anime, non rinunciando a mettere in pericolo la propria vita perché considerava ogni bambino come un dono prezioso di Dio.

CONTINUA NELLA PAGINA

https://it.churchpop.com/stanislawa-leszczynska-lincredibile-storia-della-matrona-di-auschwitz/

SERGIO DE SIMONE:IL BAMBINO NAPOLETANO CHE FU SOTTOPOSTO AGLI ESPERIMENTI DEI NAZISTI

SERGIO DE SIMONE

 
ALETEIA.IT
 
4 MAGGIO 2018
 
GELSOMINO DEL GUERCIO

E’ stato l’unico italiano ad essere ucciso nel programma di eugenetica voluto da Hitler. Subendo assurde torture

Questa è la storia di un bambino napoletano Sergio De Simone, originario del quartiere Vomero. Un’anima innocente di appena 8 anni.

Il suo nome è rimasto nella storia perché fu l’unico italiano sottoposto a sperimentazione medica in un campo di concentramento nazista. Di origini ebraiche, il piccolo Sergio fu prima trattato come una cavia umana e poi ammazzato insieme ad altri 19 compagni di sventura.

Marchiati e separati

Il bambino lasciò Napoli insieme alla sua famiglia per essere condotto al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau il 29 marzo 1944, con il convoglio 25T.

Sergio fu scaricato sulla rampa del lager la notte del 4 aprile 1944. Tutti i componenti del suo nucleo familiare furono marchiati con dei numeri, perdendo così la loro identità primaria e la loro dignità di esistenza. Mamma Gisella divenne la numero 76516, Sergio il numero 179614, la zia Mira il numero 76482 e le cuginette, Andra e Tatiana, rispettivamente con i numeri 76483 e 76484. I bambini, fin da subito, furono separati dalle loro mamme e spediti in dormitori differenti (Voce di Napoli, 27 gennaio 2017).

Le 20 cavie

Il medico e criminale nazista Kurt Heissmeyer – che doveva compiere gli esperimenti sui bambini – si fece assegnare 20 piccoli ebrei come cavie, che gli furono procurati facendoli prelevare proprio dal campo di sterminio di Birkenau dall’altrettanto tristemente celebre dottor Josef Mengele, tra i responsabili del progetto di eugenetica nazista.

L’inganno

Mengele, entrando nella baracca dove erano stati riuniti i bambini, per selezionarli disse: «Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti».  Sergio subito si fece avanti insieme ad altri bimbi. Una volta selezionati, furono successivamente trasferiti nel campo di concentramento di Neuengamme, presso Amburgo, dove sarebbero stati usati come cavie.

Infettati ed Impiccati

Arrivati a Neuengamme, attraverso una prima incisione sotto l’ascella, i venti bambini vennero infettati con bacilli vivi della tubercolosi, capaci di scatenare la malattia in forma molto violenta. Tutti ne furono colpiti. Alcuni vennero sottoposti ad altri interventi, tra cui quello per asportare le ghiandole linfatiche.

Questi tormenti proseguirono fino al 20 aprile 1945 quando, con gli inglesi alle porte, i nazisti si preoccuparono di cancellare ogni traccia. Fu allora che i venti bambini vennero trasportati nella scuola di Bullenhuser Damm. E, nella cantina di quell’edificio, furono impiccati senza pietà (Fan Page, 3 maggio)

Le rose bianche

Dall’inferno dei lager, tutto il nucleo familiare, tranne Sergio, riuscì a tornare a casa.

Il piccolo Sergio fu ricordato con un giardino di rose bianche nella scuola di Bullenhuser Damm, costruita dopo le orribili atrocità, che porta il nome dell’illustre medico e pedagogo polacco Janusz Korczak, morto insieme ai “suoi” bambini nell’orfanotrofio che dirigeva nel ghetto di Varsavia.

Il ritrovamento di Sergio De Simone

https://www.youtube.com/watch?v=J-7TJCCytG0

https://it.aleteia.org/2018/05/04/sergio-de-simone-esperimenti-medici-nazisti/

https://it.aleteia.org/2018/05/04/sergio-de-simone-esperimenti-medici-nazisti/2/

VIDEO

Sergio De Simone, il bimbo napoletano torturato dai medici nazisti per esperimenti e poi impiccato

https://www.youtube.com/watch?time_continue=43&v=h0ZJzSu24d4&feature=emb_logo
 

gennaio 28, 2020

Vittime della shoa? Perché non tutte le vittime? – di Gianni Toffali

Risultati immagini per EBREI OLOCAUSTO
 
BAMBINI EBREI IN UN CAMPO DI CONCENTRAMENTO NAZISTA
*************************************************************************
GLORIA.TV
23 GENNAIO 2020
 
Il 27 gennaio, in ricordo delle vittime dell’olocausto, sarà celebrata la giornata della memoria.

Se è giusto ricordare chi è stato ammazzato dalla furia di un uomo chiaramente posseduto da entità demoniache (tanto più che Pio XII, esorcizzò Hitler a distanza), è altrettanto doveroso non dimenticare gli altri genocidi del passato, “stranamente” scomparsi dalla memoria collettiva e dai testi di storia.

Se è vero che i morti hanno pari dignità, perché non istituire giornate in memoria

• del milione e mezzo di armeni scientemente eliminati dai turchi nel 1915;
• dei dieci milioni di pellerossa massacrati dagli americani nel XIX secolo;
• dei sette milioni di ucraini morti di fame in seguito alle carestie intenzionalmente provocate dal regime stalinista;
• dei tre milioni di civili trucidati per vendetta dall’Armata Rossa in Prussia, Slesia e Pomerania;
• dei duecentomila giapponesi bruciati vivi di Hiroshima e Nagasaki;
• dei due milioni di vittime civili nell’occupazione sovietica dell’Afghanistan;
• dei due milioni di cambogiani sterminati dai Khmer rossi Leggasi comunisti);
• dei massacri in Ruanda, Congo, Etiopia ed Africa centrale per motivi tribali e religiosi;
• delle migliaia di teste mozzate dalla Rivoluzione Francese;
• delle vendette partigiane perpetrate in Italia alla fine della seconda guerra mondiale;
• dei cento milioni di morti causati dal comunismo;
• delle migliaia di vittime musulmane dell’occupazione israeliana nei territori occupati,
• delle vittime dei bombardamenti della Nato in Bosnia, Iraq e Afghanistan

e soprattutto delle attuali persecuzioni dei cristiani nel mondo?

Dal momento che sarebbe impraticabile istituire una giornata della memoria per ogni singolo evento, non sarebbe cosa buona e giusta abolire quelle ricorrenze di chiaro sapore politico ed ideologico, e sostituirle con un’unica grande e solenne ricorrenza dedicata a tutti gli olocausti del pianeta e della storia?

 
CONTINUA NELLA PAGINA
 
https://gloria.tv/post/6ADgUKfuWFka4oaDXSzobr9hk

IL 27 GENNAIO DEL 1945 DA RICORDARE!

Risultati immagini per IL GIORNO DELLA MEMORIA 27 GENNAIO
 

 

IL 27 GENNAIO IL GIORNO DELLA MEMORIA
 
Era il 27 gennaio del 1945 quando le truppe russe, entrando nel campo di concentramento di Auschwitz scoprirono il genocidio organizzato dai nazisti. In Italia la Shoah raccontata fra gli altri dalle parole dello scrittore Primo Levi, sopravvissuto allo sterminio del lager. Quel giorno oggi rappresenta la Memoria di ciò che è stato, affinché non accada mai più.
 
Ogni anno, il 27 gennaio, si celebra la “Giornata della memoria”, in ricordo dell’Olocausto del nazifascismo che portò al genocidio pianificato di ebrei, rom, omosessuali, malati di mente, disabili e oppositori politici della germania hitleriana. Il 27 gennaio 1945 è il giorno in cui le truppe russe entrarono per la prima volta nel luogo simbolo della Shoah (‘distruzione’ in ebraico), il lager di Auschwitz. Nel campo di concentramento nazista morirono circa 70mila persone, uccise nella camera a gas ricavata nell’obitorio del crematorio numero 1, da torture ed esecuzioni sommarie, dal lavoro inclemente e dalle condizioni di vita impossibile. A Birkenau vennero ammazzate oltre un milione e centomila civili, in stragrande maggioranza ebrei, russi, polacchi e rom. Auschwitz era un ‘Konzentrationslager’ (campo di concentramento), Birkenau un ‘Vernichtungslager’ (campo di sterminio), il più esteso. Quando i russi arrivarono ai cancelli tristemente noti per il loro tetro motto “Arbeit macth frei” (il lavoro rende liberi) trovarono circa 7mila prigionieri ancora in vita, testimoni oculari del massacro senza fine.
 
 
La Giornata della Memoria è celebrata da tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite a partire dal 2005, in seguito alla risoluzione Onu del primo novembre 2005. In Italia, sono gli articoli 1 e 2 della legge n. 211 del 20 luglio 2000 che definiscono le finalità e le celebrazioni del “Giorno della Memoria”. Ogni anno è forte il richiamo affinché non accadano più abomini simili. Scriveva il poeta italiano Danilo Dolci: «ma milioni milioni di persone non sanno ancora mentre i fascismi rigerminano».
Una delle testimonianze più lucide su cosa sono stati i lager nazisti è stata l’opera letteraria di Primo Levi, intellettuale (scrittore, partigiano e chimico= torinese ebreo, internato ad Auschwitz e da lì uscito vivo proprio il 27 gennaio del 45: fu uno degli appena 20 sopravvissuti dei 650 ebrei italiani arrivati con lui al campo. È di Primo Levi la poesia “Se questo è un uomo”, incipit dell’omonimo romanzo sul suo periodo di prigionia nel campo (ne “La Tregua” Levi raccontò il ritorno in Italia).
 
Se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
 
 

novembre 14, 2019

VARSAVIA: GRANDE MANIFESTAZIONE SOVRANISTA ALL’ANNIVERSARIO DELL’INDPENDENZA

 

Risultato immagini per VARSAVIA MANIFESTAZIONE INDIPENDENZA"

 
VARSAVIA: MANIFESTAZIONE SOVRANISTA  DURANTE LA FESTA DELL’INDIPENDENZA
 
*********************************************************************
REMO CONTRO.IT
 
12 NOVEMBRE 2019
 
DI REM

La Polonia cattolica conservatrice e la sua ultradestra antisemita

Migliaia di ultranazionalisti in piazza per la festa dell’Indipendenza: bruciate bandiere UE. La Polonia sovranista dell’ultradestra antisemita, omofoba e antieuropea.

Di 12 Novembre 2019

Ultranazionalisti antisemiti anti Ue

Decine di migliaia di ultranazionalisti di destra hanno marciato centro di Varsavia per la Festa dell’Indipendenza. Alcuni di loro hanno bruciato la bandiera dell’Unione europea. Vi avrebbero partecipato 47 mila persone, secondo il municipio, 150 mila secondo gli organizzatori. Meno degli scorsi anni, secondo alcuni osservatori.
Un corteo che ha sfilato per Varsavia, gridando slogan di odio e di incitamento alla violenza contro “gli ebrei che vogliono derubare la Patria”, gli omosessuali, l’Unione europea di cui hanno bruciato in piazza le bandiere.
Alla manifestazione erano presenti anche militanti di Forza Nuova «Con i patrioti polacchi»
In parallelo, nella capitale polacca si è svolta anche una Marcia antifascista, che ha radunato circa 10 mila persone al canto di ‘Bella Ciao’.

Polonia sovranista e peggio

Tre diverse manifestazioni nella Polonia conservatrice e bigotta di Jarosław Kaczyński, il leader dell’attuale riconfermata maggioranza parlamentare e di governo. La polizia ha separato l’adunata neofascista da quella governativa (per la prima volta distinte) e da quella delle opposizioni democratiche ed europeiste, che in 15mila hanno cantato ‘Bella ciao’ sventolando vessilli Ue e arcobaleno, segnala Andrea Tarquini su Repubblica. Al contrario dell’anno scorso, il PiS sovranista al governo non ha accettato di sfilare insieme ai neofascisti, ma le opposizioni lo accusano di rafforzarli con il suo ultranazionalismo e le sue sfide continue a Stato di diritto e valori europei.

Polonia dei campi di sterminio

«Una delle piú grandi dimostrazioni della destra radicale nella storia», vantano gli organizzatori che esaltano le destre antisemite locali degli anni Venti e Trenta. Folla minacciosa con lo sventolio non solo di bandiere nazionali ma anche del vessillo dei neonazi polacchi, rosso con al centro un cerchio bianco e un simbolo che evoca la svastica.

Neonazismo antisemita

«Fermiamo i circoli ebrei, vogliono rubarci 300 miliardi di dollari», hanno scandito gli estremisti, con lo slogan su molti loro striscioni, a contestare le richieste di risarcimento degli ebrei polacchi sostenute dai legislatori Usa. Chiedono invano di riavere il maltolto, i pochi ancora residenti e i molti fuggiti da decenni in Israele o Stati Uniti, espropriati prima dai nazisti poi dal 1968 dall’uomo forte antisemita del regime comunista, Mieczyslaw Moczar.

Il ‘politicamente scorretto’ vantato

«Una delle piú grandi manifestazioni patriottiche, antiglobalizzazione e politicamente non corrette della Storia», esulta su internet Krzysztof Bosak, uno dei loro leader, eletto deputato alle ultime elezioni politiche. Gli slogan che li qualificano, riferiti da Tarquini.

  • Slogan fascisti: «Falciamo via la marmaglia comunista»,
  • Slogan omofobi: «Vietiamo di essere froci».
  • Motti pseudo cattolici: «Dio, onore e Patria», «Siamo cristiani, la Patria non può morire come l’Europa occidentale cosmopolita», e ancora «Polska cala tylko biala», la Polonia intera è solo bianca.

CONTINUA NELLA PAGINA

VARSAVIA: LA PIÙ GRANDE MANIFESTAZIONE ANTI-GLOBALIZZAZIONE IN EUROPA

 
VARSAVIA MANIFESTAZIONE ANTI-GLOBALIZZAZIONE
 
CONTROINFORMAZIONE.INFO
 
12 NOVEMBRE 2019

I nazionalisti polacchi hanno marciato dentro Varsavia per celebrare l’indipendenza del loro paese. Questa marcia ha riunito decine di migliaia di persone ed è stata contrassegnata da molti slogan patriottici, antiglobalisti e antisionisti.
“Dio, onore e patria”. Questo slogan ha riunito decine di migliaia di polacchi che sono venuti a Varsavia l’11 novembre 2019 per celebrare l’indipendenza del loro paese. La fine della prima guerra mondiale fu infatti segnata dalla rinascita della nazione polacca dopo 123 anni di occupazione, il paese era stato precedentemente diviso tra gli imperi russo, tedesco e austriaco.

https://www.egaliteetreconciliation.fr/Intifada-polonaise-la-plus-grande-manifestation-antimondialiste-d-Europe-a-eu-lieu-a-Varsovie-57009.html

Sfoggiando la bandiera nazionale, bianca e rossa, così come le croci celtiche, il simbolo pagano cristianizzato che divenne l’emblema di molti movimenti nazionalisti europei, i manifestanti hanno cantato più volte l’inno polacco, così come molti slogan patriottici. ” No per l’Unione europea! In particolare, è stato ascoltato, come è stato scritto su uno striscione in processione: “Il nazionalismo polacco è un patriottismo attivo, non fascismo. I manifestanti hanno anche gridato slogans esaltando la ” famiglia tradizionale ” e la ” moralità nazionale “, criticando invece l’immigrazione.
Una marcia ” patriottica, anti-globalista e politicamente scorretta “che ha scandalizzato i benpensanti della sinistra globalista.

https://www.youtube.com/watch?v=rLD7IUQHLFI&feature=emb_logo

Su Twitter, il deputato nazionalista Krzysztof Bosak ha celebrato ” la più grande manifestazione patriottica, antiglobalista e politicamente scorretta in Europa “.

 
VARSAVIA MANIFESTAZIONE ANTI-GLOBALIZZAZIONE
 
 

Va detto che la marcia ha anche riunito nazionalisti dall’estero: erano presenti attivisti ungheresi e una delegazione delle nuove forze italiane, identitarie, tradizionaliste cattoliche e antisioniste, che hanno partecipato alla manifestazione. E i manifestanti hanno anche chiesto una ” intifada polacca “. ” Vogliamo recuperare il nostro paese adesso! Niente più scuse! Niente più sionismo! », È stato possibile leggere su un banner. Uno slogan pubblicato su una tenda castigava ” i circoli israeliani che reclamavano 300 miliardi in Polonia “.

 
VARSAVIA MANIFESTAZIONE ANTI-GLOBALIZZAZIONE
 

Un riferimento esplicito a una legge approvata dal Congresso degli Stati Uniti nel 2018, che redige un inventario di proprietà ebraiche rubate dai nazisti durante l’occupazione della Polonia. La legge, che mira a chiedere al governo polacco un risarcimento per i discendenti degli ebrei deportati dalle forze di occupazione tedesche durante la seconda guerra mondiale, ha incontrato una forte opposizione da parte di alcuni manifestanti e dai partiti nazionalisti polcchi.
A questo proposito il presidente polacco ha detto ai leader della comunità ebraica negli Stati Uniti che Israele era responsabile della proliferazione di incidenti antisemiti nel suo stato, a seguito di dichiarazioni “anti-polacche” da parte di alti funzionari del paese. Venerdì il sito web delle notizie ebraico-americane lo ha menzionato. Secondo l’articolo, il presidente ha incontrato i leader ebrei durante la sua visita (…)

Fonte: Egalitè et Reconciliation

Traduzione: Luciano Lago

https://www.controinformazione.info/intifada-polacca-la-piu-grande-manifestazione-anti-globalizzazione-in-europa-ha-avuto-luogo-a-varsavia/

novembre 7, 2019

JACQUES ATTALI: COSA SAPPIAMO DI LUI

Filed under: ebrei, politica — Tag:, , — mirabilissimo100 @ 4:43 pm

 

Jacques Attali (Algeri, 1º novembre 1943) è un economista, saggista e banchiere francese.
Figlio di un agiato commerciante di religione ebraica, ha vissuto ad Algeri fino al trasferimento della sua famiglia a Parigi nel 1956. Compie studi brillanti e prestigiosi: liceo Janson-de-Sailly (ha tra i compagni di corso Laurent Fabius e Jean-Louis Bianco, futuro direttore di gabinetto di François Mitterrand), École polytechnique, dottorato in scienze economiche, laurea in ingegneria all’École des mines, all’Institut d’études politiques (Sciences-Po) e specializzazione all’École nationale d’administration (Ena) di cui è terzo classificato nel 1970 insieme a Philippe Séguin e Louis Schweitzer.
Nel 1968, svolge il suo stage dell’École nationale d’administration nel dipartimento della Nièvre, all’epoca presiduto da François Mitterrand. Ma la collaborazione con il futuro presidente della Repubblica incomincerà nel 1973, in prossimità delle elezioni presidenziali del 1974, e si farà più intensa nel 1981. Il compito principale di Attali è di formare Mitterrand sulle materie economiche, che rappresentano il suo punto debole di fronte all’avversario Valéry Giscard d’Estaing.
Nel 1970 entra al Consiglio di Stato come uditore. Incomincia l’intensa attività pubblicistica (con uno dei suoi primi libri otterrà un premio dell’Accademia delle Scienze), che al 2008 annovera una cinquantina di opere di argomento diverso, compresi dei libri per l’infanzia.
È professore di economia all’università di Parigi-Dauphine, all’École polytechnique e all’École des Ponts et Chaussées. Nel 1979 partecipa alla fondazione dell’organizzazione Action internationale contre la faim, attuale Action contre la faim (ACF).
Una volta eletto presidente della Repubblica, il 10 maggio 1981 Mitterrand nomina Attali suo “consigliere speciale”. Oltre a seguire in prima persona l’attività del presidente della Repubblica, prendendo meticolosamente nota degli eventi, il suo compito principale consiste nella preparazione dei vertici internazionali.
Il resoconto di dieci anni di collaborazione è contenuto nei Verbatim pubblicati a partire dal 1994, vero e proprio diario giorno per giorno dell’Eliseo.
Resta all’Eliseo fino al 1991, quando è nominato presidente della londinese European Bank for Reconstruction and Development (Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo), l’istituzione finanziaria istituita su iniziativa dello stesso Attali dai governi occidentali per accompagnare i paesi dell’Europa Centrale e dell’ex Unione Sovietica nella transizione verso un sistema economico di libero mercato. Resta in carica fino al 1994.
Nel 1994 ha creato lo studio Attali & Associés (A&A), destinato a fornire consulenze in materia di strategia, ingegneria finanziaria e fusione-acquisizione di grossi gruppi economici. Nel 1998 Attali ha fondato l’associazione no profit PlaNet Finance presente in 60 paesi che finanzia, consiglia e forma 10 000 società di microfinanza.
È presidente della “Commissione per la liberazione della crescita” nominata dal presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy il 30 giugno 2007. È probabile che il nome di Attali sia stato suggerito a Sarkozy dal suo ex compagno di corso all’Ena Philippe Séguin, destinato in un primo momento a tale incarico. La commissione è composta da 42 membri fra loro eterogenei per formazione, esperienza professionale e convinzioni politiche. Fra di essi vi sono economisti, analisti, storici, demografi, politici, imprenditori, dirigenti pubblici, giornalisti, ma anche scrittori e medici. Fra i componenti anche membri stranieri, tra cui gli italiani Franco Bassanini e Mario Monti. La commissione ha concluso i suoi lavori il 23 gennaio 2008 con la presentazione di un Rapporto finale comprendente 316 proposte formulate consensualmente dai componenti il collegio.
CONTINUA SULLA PAGINA

ATTALI: “SOVRANISMO EGUALE ANTISEMITISMO”

Filed under: antisemitismo, ebrei, politica, SOVRANISMO — Tag:, , — mirabilissimo100 @ 4:26 pm

Risultati immagini per ATTALI  SOVRANISMO ANTISEMITISMO

 
 JACQUES ATTALI  ECONOMISTA SAGGISTA E BANCHIERE FRANCESE  NATO IN ALGERIA DA UNA FAMIGLIA EBRAICA
 
*********************************************************************
 
MAURIZIO BLONDET
 
5 OTTOBRE 2019
 
Non ce l’ha fatta a trattenersi Jacques Attali, il banchiere-pensatore e creatore di Macron.  Alla fine è sbottato: “Il sovranismo non è che il nuovo nome dell’antisemitismo. Gli ebrei e i musulmani, minacciati entrambi da esso, devono unirsi  contro il fantasma del Grand Remplacement”.

Insomma l’ha detto. Ha posto l’equazione che s’indovina  tanti suoi correligionari padroni del discorso pubblico, super-europeisti, trattengono a fatica nel gargarozzo.

Il sovranismo in Europa  – ha istruito i suoi lettori Attali –  non  è un rifiuto della disciplina comunitaria. No, “in realtà per lo più quelli che ne fanno l’apologia intendono nei fatti a mezza bocca un rifiuto dei migranti, e  più vastamente, rifiuto dei musulmani.

La Francia “non deve dimenticare che quel che si cela oggi dietro il ‘sovranismo’ è di fatto la stessa xenofobia, la stessa chiusura, la stessa mancanza di fiducia in sé  delle ideologia anti-italiane,  anti-polacche, anti-armene e  antisemite dei secoli passati”.

“Questi discorsi ostili ai musulmani in Francia sono mortiferi”, prosegue Attali  –  il che è un esempio di chutzpah sinistra, nel giorno in cui la sede centrale della polizia a Parigi assiste all’omicidio di quattro poliziotti accoltellati da un collega di recente conversione salafita.  Ma ancor più  paradossale apprendere chi Attali ha di mira:

“in particolare quando questi discorsi vengono da ebrei, che non devono dimenticare che l’antisemitismo colpisce gli uni e gli  altri. Bisogna denunciare ad ogni costo i discorsi deliranti di Eric Zemmour, di William Goldnadel, o anche in troppe delle sue dichiarazioni, di Alain Finkelkraut””.

Si capisce che ciò che gli ha fatto perdere le staffe è la partecipazione di Eric Zemmour (j), il 28  settembre,  alla Convenzione della Destra   voluta e organizzata la Marion Maréchal Le Pen, che ne è stata anche la stella.

Zemmour è un intellettuale di grido  in tv, che cavalca un anti-islamismo da israeliano, come tanti ebrei di destra. E’ anche un provocatore  – un po’ alla Gad Lerner per intenderci  –   che ama  enunciare tesi oltraggiosamente tirate per  i capelli:  per esempio sostiene che la società oggi  è schiacciata “tra l’universalismo mercantile e l’universalismo islamico, due totalitarismi” che, dice, rappresentano “un nuovo patto Ribbentrop-Molotov”. Bum.

Ma la sua semplice  comparsa sul podio accanto alla bionda stella sovranista Le Pen, conta molto più delle quattro grossolanità che ha detto.  E’ la rottura di un divieto  implicito, anzi che fu esplicito tanti anni fa, quando Chirac  (gollista) e Mitterrand (Socialista)  furono convocati dal Grand Orient e giurare: mai un governo con   Jean-Marie Le Pen.  La conventio ad escludendum   stata ancor più rigorosamente osservata dalla potente comunità ebraica.  I Le Pen sono non-persone,  negazionisti, criminali. Ora, Zemmour ha rotto un tabù, ha  aperto ad una legittimazione, allo sdoganamento di Marion  e della sua destra nuova.

Dunque è stato immediatamente punito: la procura di Parigi ha aperto un’inchiesta contro Zemmour per il suo discorso alla Convenzione, per “ingiurie pubbliche” e “provocazione pubblica alla discriminazione, all’odio e alla violenza”. Già in settembre,  la procura l’aveva condannato  a 3 mila € di ammenda per aver tenuto, tre anni prima in tv, propositi ritenuti di odio razziale.

Adesso rischia pure di perdere il lavoro a Le Figaro, e la tv pubblica RTL ha posto fine alla sua collaborazione. Insomma un ebreo viene colpito dal  divieto di parola con le leggi concepite dalla  lobby per chiudere la bocca ai “negazionisti”, e  subisce le persecuzioni contro la libertà di pensiero per cui è stato condannato  a 18 mesi di galera, poche giorni fa, Alain Soral,  quello della “destra dei Valori, Sinistra del Lavoro”.

Queste manifestazioni di repressione, come l’equazione delirante di Attali,  vengono  però  dalla sensazione, da parte dei signori, che l’ “ordine costituito” europeista si sta disfacendo.  Anche se il  “sovranismo” è sconfitto  in Italia, dove hanno ora un governo che eseguirà  le politiche di austerità e “riforme  strutturali” che gli italiani hanno dovuto sopportare  per un decennio, essi sanno che le conseguenze saranno disastrose comunque. Perché non possono dare nulla al nuovo governo, e quindi condannano l’Italia  a “bassa crescita, disoccupazione persistentemente alta, crescita dei salari lenta, aumento dei tassi di povertà”  con conseguente  “crescente instabilità sociale”.

In Francia, l’instabilità sociale è già conclamata, come dimostrano le violenze poliziesche contro i Gilet Gialli – ossia contro cittadini che non hanno commesso alcun delitto.  Due giorni prima dell’eccidio al coltello dei quattro poliziotti per mano del quinto collega,  c’è stata  a Parigi  una manifestazione di migliaia di agenti, “marcia della collera”, per chiedere migliori condizioni di lavoro e un vero programma contro la piaga dei suicidi, che colpisce la categoria.  Sul marciapiede, senza far nulla, c’era un esponente dei Gilet Gialli, insieme a due o tre persone.  I poliziotti hanno circondato il gruppetto con gli scudi, come fossero dei jihadisti.

Ma quelli sono,  appunto, cittadini, non delinquenti. Bisogna pur chiedersi se  i suicidi non derivino da un profondo  senso di  tradimento della funzione dell’agente di sicurezza, da  agente al servizio della cittadinanza, ad  agente persecutore non dei criminali ma della “gente”, dei propri simili sociali.

Gli insegnanti sperimentano sulla loro pelle, letteralmente, la frattura con  la società cui   appartengono i loro studenti. Anche fra il corpo docente si moltiplicano i suicidi.

C’è del  panico nell’isteria di Attali. E non è il solo: si può fare un lungo elenco di frasi deliranti pronunciate dai potenti  del  progetto europeo, che indicano la spavento e la sensazione di essersi cacciati da soli in una trappola, finanziaria e sociale. Uno di questi………….Il banchiere Mustier sa che cosa è una corsa agli sportelli? (Ecco perché vogliono abolire il contante  – Panico europeista).

CONTINUA NELLA PAGINA

https://www.maurizioblondet.it/attali-sovranismo-eguale-antisemitismo/?fbclid=IwAR23LEwZ2cZNkDEttd0XaQb4Jg2syonTAEOE6bv1dpUg6POLOdQuVxfuefg

L’ANTISEMITISMO USATO PER COLPIRE LE FORZE SOVRANISTE

Filed under: antisemitismo, ebrei, guerra, politica, SOVRANISMO — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 3:46 pm

 

Risultati immagini per sovranismo

 
 
La giusta difesa degli ebrei da ogni forma di discriminazione, si è trasformato in mero mezzo, in un mezzo che con quella difesa non ha nulla a che fare.
 L’antisemitismo diventa il grimaldello per reprimere, punire e condannare ogni posizione politica che, pur non avendo nulla a che fare con esso, possa essere semplicemente tacciata di essere “politicamente scorretta”.
 
*************************************************************************
 
CONTROINFORMAZIONE.INFO
4 NOVEMBRE 2019
 
PAOLO BECCHI
 

Il linciaggio che si è scatenato contro la Lega e gli altri partiti del cosiddetto centro destra dopo l’astensione e la contrarietà di fatto alla “Commissione Segre”, rivela perfettamente quale sia, nelle intenzioni stesse dei suoi proponenti, la finalità politica di tale Commissione. Una trappola per topi.
Intendiamoci: gli insulti e l’odio di cui la senatrice Liliana Segre è stata vittima, sono ignobili. E nessuna manifestazione di antisemitismo dovrà mai essere tollerata nel nostro Paese. Per questo, appunto, abbiamo il codice penale e persino leggi – come quella Mancino – che puniscono chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico. O forse leggi come quelle che già abbiamo non sono più sufficienti? Non sembra si tratti di questo.
Che bisogno c’è allora di una Commissione parlamentare che avrà il compito di “contrastare” i “fenomeni dell’intolleranza, del razzismo, dell’antisemitismo e dell’istigazione all’odio e alla violenza”? Di quali fenomeni, in concreto, si sta parlando? La Commissione è stata votata come reazione all’odio antisemita contro una senatrice a vita ebrea. Ci sarebbe però da discutere molto se l’antisemitismo costituisca oggi in Italia un fenomeno sociale diffuso. Ne dubito. Dubito fortemente che ci sia un pericolo “antisemita”. E comunque se ci fosse una Commissione non servirebbe a niente.
A che cosa si riferisce la senatrice Segre quando parla di “razzismo” e “istigazione all’odio”? Davvero alla discriminazione a danno degli ebrei in generale e degli ebrei italiani? Ad attacchi sul territorio a sinagoghe o profanazioni di tombe in cimiteri ebraici? O non, piuttosto, alle politiche contro l’immigrazione clandestina che la Lega vorrebbe portare avanti, al “prima gli italiani”, che la senatrice identifica – a nostro avviso del tutto impropriamente – come parole d’ordine “razziste”?
“Prima gli italiani” non ha nulla a che vedere con gli ebrei e l’antisemitismo. Né con una ideologia “razzista”. È la semplice voglia di nazione che da Nord a Sud la Lega sta incarnando con crescente successo popolare. Qual è dunque lo scopo di questa Commissione? Non altro se non quello di identificare le posizioni politiche tipiche dei sovranisti (“prima gli italiani”) con il razzismo, la discriminazione razziale, l’antisemitismo.
Funziona? Si, funziona benissimo, quando per realizzare questa operazione politica si utilizza una persona, come la senatrice Segre, che di principio non si può criticare – perché ogni critica politica ad una senatrice ebrea verrebbe automaticamente percepita come una manifestazione di antisemitismo. Non ci si può neppure astenere, perché sull’Olocausto non ci si può astenere. Ecco la trappola, non bastava l’antifascismo, ci voleva l’antisemitismo. Non solo i leghisti sono i fascisti del nuovo millennio, ma sono anche “negazionisti”.


Vorrei concludere con una ultima considerazione, che mi costerà la crocifissione. La senatrice Segre – consapevole o meno – si è prestata ad una azione che Kant avrebbe definito immorale: quella di usare l’antisemitismo – la vergogna storica di quanto accaduto – in modo del tutto strumentale. Lo scopo, la giusta difesa degli ebrei da ogni forma di discriminazione, si è trasformato in mero mezzo, in un mezzo che con quella difesa non ha nulla a che fare. L’antisemitismo diventa il grimaldello per reprimere, punire e condannare ogni posizione politica che, pur non avendo nulla a che fare con esso, possa essere semplicemente tacciata di essere “politicamente scorretta”. Non rendendosi tra l’altro conto che in questo modo è proprio “il male assoluto” ad essere banalizzato. No, senatrice Segre non ha reso un buon servizio, neppure agli ebrei.

Fonte: Paolo Becchi

CONTINUA NELLA  PAGINA

LA RUSSIA STA AIUTANDO A RIPRISTINARE LE SINAGOGHE SIRIANE DEMOLITE DALL’FSA APPOGGIATA DAGLI USA

Filed under: ebrei, russia, siria, SOLIDARIETA' — Tag:, , , , , — mirabilissimo100 @ 2:30 pm

 

 
CONTROINFORMAZIONE.INFO
 
6 NOVEMBRE 2019

Putin rivela che la Russia sta aiutando gli ebrei siriani a ripristinare i loro edifici di culto in Siria.

Mercoledì scorso, il presidente russo Vladimir Putin ha diviso un importante segreto. In una conferenza stampa con il suo omologo ungherese Viktor Orban a Budapest, ha affermato che la Russia intrattiene stretti rapporti con la comunità ebraica siriana e sta persino contribuendo a ripristinare le sue sinagoghe.

Putin non ha approfondito l’identità dei membri della comunità che ricevono assistenza, nè con quanti soldi stia contribuendo il governo russo o quali sinagoghe stianno effettivamente ripristinando. Inoltre, non ha menzionato se sia coinvolto il governo israeliano.

Ma se la Russia offre davvero assistenza, probabilmente lo sta facendo in coordinamento con il suo stretto alleato del governo siriano. E non sarebbe la prima volta che la Russia ha facilitato una sorta di cooperazione tra il governo siriano e Israele negli ultimi anni.

Nell’aprile 2019, ha restituito i resti del soldato israeliano Zachary Baumel , che era stato dichiarato disperso dopo la battaglia di Sultan Yacoub in Siria nel 1982. Nel 2016, la Russia ha anche restituito un carro armato che ha preso parte a quella battaglia ed è stato sequestrato dalle forze siriane .

Il numero di ebrei rimasti in Siria è sconosciuto dall’ultima ondata di emigrazione nel 1994, lanciata dopo la decisione del presidente siriano Hafez Assad di consentire agli ebrei di lasciare il suo paese dopo la conferenza di pace di Madrid. Secondo la legge siriana, i censimenti della popolazione non riportano sulla segmentazione etnica e non è consentito riferire sulla condizione di vari gruppi etnici, nel tentativo di prevenire le tensioni civili.

Alcuni ebrei di Damasco, che erano circa 1.200 nel 2013, si trasferirono nella città di Baniya nel distretto di Tartous [Tartous si trova sulla costa alawita / cristiana ed è un fondamento del sostegno del governo.] Dopo che la Grande Sinagoga, nel quartiere di Jobar, fu distrutta quell’anno, apparentemente dall’esercito siriano libero. Alcuni si sono anche trasferiti nella città di Qamishli, nel nord della Siria [Qamishli è controllato dall’YPG curdo – il che significa che nessun ebreo si è trasferito in aree ribelli, il che è comprensibile dal momento che i ribelli sono settari sunniti da cui gli ebrei stavano fuggendo in primo luogo.] , dove esiste ancora un mercato istituito dalle famiglie Ezra e Nahum negli anni ’20, anche se la maggior parte dei loro esercizi furono venduti ai curdi dopo l’emigrazione degli ebrei.

Damasco Borgo anticoVari resoconti dei media menzionano alcune decine di sinagoghe, la maggior parte delle quali sono state distrutte , confiscate dalle autorità o cadute nelle mani di milizie ribelli. Secondo quanto riferito, gli ebrei possedevano una grande quantità di proprietà in Siria, inclusi negozi e ville, con un valore complessivo stimato in milioni di dollari. Quelli furono venduti o confiscati dalle autorità.

Samuel Sion, che gestisce la pagina Facebook degli ebrei di Siria, nel giugno 2014 ha dichiarato al sito web Al-Mudun che rappresentanti ufficiali israeliani sono stati in contatto con la comunità ebraica in Siria. Secondo quanto riferito, hanno cercato di ottenere antiche pergamene della Torah, ma i leader della comunità avevano respinto le aperture. Secondo Sion, la comunità sostiene il presidente Bashar al-Assad e si oppone alle politiche israeliane.

https://www.checkpointasia.net/russia-is-helping-to-restore-syrias-synagogues-demolished-by-the-us-israel-backed-fsa/

Fonte: Check Point Asia

Traduzione: Lisandro Alvarado

CONTINUA NELLA PAGINA

https://www.controinformazione.info/la-russia-sta-aiutando-a-ripristinare-le-sinagoghe-siriane-demolite-dallfsa-appoggiata-dagli-usa-israele/