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marzo 15, 2020

CORONAVIRUS COVID-19 EMERGENZA IN ITALIA:PAKISTANO SPUTA SUI PASSANTI URLANDO CHE HA IL CORONAVIRUS

 

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VOX NEWS.INFO
 
15 MARZO 2020
 

PAKISTANO SPUTA SUI PASSANTI: “HO IL CORONAVIRUS”, VANDALIZZA AUTO

E’ accaduto ieri pomeriggio nel cuore di Modena: un pakistano, regolarmente residente nel nostro Paese, di quelli che vanno bene anche a Salvini, ha iniziato a sputare addosso ai pochi passanti che incontrava in pieno centro.Il tutto, continuando ad urlare “Ho il coronavirus” e tentando anche di danneggiare le auto parcheggiate.

L’immigrato è stato inseguito dai cittadini presenti, che nel frattempo hanno contattato le forze dell’ordine comunicando via telefono i suoi spostamenti.

Polizia di Stato, vigili urbani ed un’ambulanza sono corsi sul luogo della segnalazione, identificando il soggetto in una zona poco distante: applicando tutte le precauzioni del caso e regolarmente provvisti di mascherine e guanti gli agenti hanno dapprima provveduto ad immobilizzare a terra il pakistano – invitando i curiosi nelle vicinanze a restare lontani – in seguito lo hanno sottoposto ad un’accurata perquisizione rinvenendo addosso all’asiatico un coltello di grosse dimensioni, che è stato posto sotto sequestro dai poliziotti.

Poi è stato caricato a forza in ambulanza e condotto presso l’ospedale cittadino, dove i medici hanno dapprima provveduto a sedarlo visto il perdurare del suo stato di agitazione, in seguito lo hanno sottoposto a tampone per verificare se veramente fosse positivo al coronavirus. Sarebbe risultano negativo.

Sarà comunque denunciato. Rimandarlo a casa no?

CONTINUA NELLA PAGINA

https://voxnews.info/2020/03/15/pakistano-sputa-sui-passanti-ho-il-coronavirus-vandalizza-auto/

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QUI ITALIA NEWS

Secondo noi il pakistano ha fatto questa azione come un atto terroristico, con l’attenuante che era in stato di 

agitazione, per alcol, droga…….?

https://sites.google.com/site/quiitalianews/home/coronavirus-covid-19-emergenza-in-italia-3

febbraio 15, 2020

LA VERITA’ SUL PIANO KALERGI

catturakal

 
Per chi voglia documentarsi in dettaglio sul Piano Kalergi, sulle sue origini culturali, sul contesto in cui sorse e su chi era davvero Kalergi, consigliamo l’ottimo libro di Matteo Simonetti “La verità sul Piano Kalergi”. Un’opera fondamentale che assieme ad altre dello stesso filone euroscettico – come ad esempio “La Dittatura Europea” di Ida Magli, “Il tramonto dell’euro” di Alberto Bagnai, “La fine della sovranità” di Alain de Benoist – getta luce su quell’abominio chiamato Unione Europea. Pietre miliari che dovrebbero costituire l’imprescindibile bagaglio culturale di chiunque aspiri a combattere l’Europa dei banchieri e a restaurare l’Europa dei popoli e delle nazioni.
 

«Questo libro, saggio storico-filosofico tutto rivolto all’attualità, colma una lacuna enorme. Il primo libro in Italia e il secondo in assoluto ad esaminare in profondità attori, fatti e misfatti dal 1920 ad oggi, “La verità sul piano Kalergi” rivela ciò che coscientemente è stato celato ai popoli e agli individui circa la natura di questa Europa. Il conte Kalergi, mente di rilievo ma anche inconsapevole (?) pedina è la figura di spicco di questa costruzione artificiale. Con lui e tramite lui agiscono poteri nascosti, che in un piano dettagliato e tramite un’opera paziente forgiano, anche nella teoria, una nuova élite, un nuovo stile di vita, che in parte è già in atto e in parte deve ancora completarsi».

«Matteo Simonetti è nato nel 1971, vive a Potenza Picena. Professore di storia e filosofia, pianista. Giornalista dal 2002, ha scritto, tra gli altri, per Secolo d’Italia, L’Indipendente, Liberal, Il Borghese, Percorsi di cultura politica, La Destra, Il Giornale del Ribelle. Insegna inoltre al Master “E. Mattei” presso l’Università di Teramo, dove è anche cultore della materia in Storia delle relazioni internazionali. Ha già pubblicato “Stasera dirige Nietzsche”, Pantheon 2005, “Demonocrazia”, Solfanelli 2010, “Hannah l’antisemita”, Edizioni all’Insegna del Veltro 2011».

INDICE:

Contro la difesa della nostra (in)Civiltà – saggio introduttivo di Andrea Giacobazzi

Introduzione

Kalergi, chi era costui?

Kalergi: una biografia

Le pubblicazioni di R. C. Kalergi

“Idealismo pratico”: una lettura ragionata

Praktischer Idealismus: un riepilogo

L’Europa di oggi è Paneuropa realizzata?

Il volto mondialista dell’immigrazione (europea)

Ignaz Seipel e Paneuropa – La Chiesa tra dubbi e machiavellismi

L’implicazione della massoneria

La questione dell’ebraismo

L’Unione europea come strumento dell’imperialismo anglofono

Il Premio Kalergi

Conclusione

Bibliografia

PAGINE 160 formato A5

© 2015 Edizioni Radio Spada

link: http://www.edizioniradiospada.com/component/virtuemart/ecommerce/la-verita-sul-piano-kalergi-100-detail.html?Itemid=0

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IL PIANO KALERGI IN ATTO

Abbiamo visto come questo piano diabolico sia alla base dell’attuale Unione Europea, un’oligarchia di criminali in colletto bianco che ha instaurato una burocrazia di stampo sovietico per portare a termine gli scopi del mondialismo e l’asservimento di un intero continente a una casta di banchieri fanatici e senza scrupoli.

Abbiamo visto come questo piano diabolico sia alla base dell’attuale Unione Europea, un’oligarchia di criminali in colletto bianco che ha instaurato una burocrazia di stampo sovietico per portare a termine gli scopi del mondialismo e l’asservimento di un intero continente a una casta di banchieri fanatici e senza scrupoli.

Nell’arco di questo tempo abbiamo potuto assistere ad un accelerazione del Piano Kalergi. Grazie alle missioni Mare Nostrum e Triton, è stato infatti creato un vero ponte navale per portare direttamente i veicoli di riproduzione dei nuovi mostri sulle coste italiane che, attraverso la complicità criminale delle coop vaticane e di sinistra, vengono inseriti non più in centri di accoglienza, ma addirittura in appartamenti e abitazioni private per favorire l’amalgama etnico e l’opera di imbastardimento forzato.

L’eugenetica è la tecnica per migliorare la qualità razziale di un popolo, la sua salute, la sua longevità, la sua bellezza. Accanto a questa esiste anche un’altra tecnica, diabolica, che potremo chiamare “cacogenetica” che mira invece a degradare, ad abbruttire e a degenerare i popoli, in particolare quelli europei, per distruggere per sempre la razza bianca. E questo è appunto lo scopo del Piano Kalergi e dei burocrati di Bruxelles, coadiuvati dalle varie centrali mondialiste operanti sul territorio nazionale, quali il Vaticano, i partiti di sinistra, i Centri Sociali, le ONG, la criminalità organizzata e le associazioni ebraico-massoniche.

I popoli europei sono infatti i più dotati dal punto di vista spirituale, morale e intellettuale. Sono gli unici che possono costituire una seria minaccia all’instaurazione del regno messianico degli usurocrati teorizzato da Kalergi e dalle logge. Gli unici che ancora oggi, se volessero, potrebbero ribellarsi. Perciò, per i mondialisti, è tanto più necessario estirpare alle fondamenta ogni residuo di civiltà europea, di cultura europea e di memoria storica europea, imponendo sin nelle scuole una controeducazione demonica a base di genderismo, omosessualismo, relativismo, antirazzismo e multiculturalismo in modo da minare le fondamenta psichiche, caratteriali, spirituali e biologiche della persona e trasformare l’Europa in un’immensa pattumiera di genti di colore, mentalmente disturbate, sradicate e senza identità, come lo sono già gli Stati Uniti. Masse multietniche abbruttite dalla povertà e dagli psicofarmaci, che non possono ribellarsi perché non sanno chi sono e non è rimasto loro più alcun valore per cui combattere e per cui vivere, tranne il mero soddisfacimento delle pulsioni primarie e animalesche e la ricerca disperata dell’autoaffermazione narcisistica del proprio ego.

In questo scenario gli unici che emergeranno come “razza eletta” saranno coloro la cui religione impone un severo esclusivismo razziale e la pretesa di dominare su tutte le nazioni della terra. Kalergi infatti se da un lato inneggiava alla mescolanza razziale per i dominati, al contempo elogiava la religione ebraica basata sulla preservazione della stirpe, individuando in essa il principio della potenza politica e spirituale :

«Il giudaismo è il nocciolo intorno al quale si riunisce una nuova nobiltà, una razza di signori […] Ciò che separa principalmente gli ebrei dai cittadini medi è il fatto che siano degli individui consanguinei. La forza di carattere alleata all’acutezza spirituale, predestina l’ebreo a divenire, attraverso i suoi esponenti di spicco, il leader dell’umanità urbana, il falso o vero aristocratico dello spirito, un protagonista del capitalismo come della rivoluzione».

Interessante notare che il modello ideale di Europa per Kalergi, come per gli attuali eurocrati, fosse l’Unione Sovietica:

«E’ qui che si eleva al rango di simbolo, l’unione tra Lenin, l’uomo della piccola nobiltà rurale e Trotsky, il letterato ebreo: qui si riconcilia l’opposizione tra il carattere e lo spirito, lo junker e il letterato, gli uomini rustici e gli uomini urbani, i pagani e i cristiani, in una sintesi creatrice dell’aristocrazia rivoluzionaria […] Così la spada di Damocle del terrore bolscevico riuscirà più velocemente ad ammorbidire il cuore dei plutocrati e a rendere le esigenze sociali accessibili più di quanto abbia fatto in due millenni il vangelo di Cristo».

È assai significativo che Kalergi, considerato ufficialmente il Padre dell’Unione Europea, esprimesse tali giudizi elogiativi del terrore rosso e della bestialità bolscevica che, vale la pena ricordare, aveva creato un regime ultra-assassino inedito nella storia, violatore dei più elementari diritti umani e che di li a breve si sarebbe macchiato dei peggiori misfatti con la repressione degli oppositori, la liquidazione delle classi dirigenti dei vari paesi sovietizzati, la collettivizzazione delle terre, lo sterminio dei contadini e l’industrializzazione forzata.

Al di là della squallida retorica, l’esaltazione di Kalergi del comunismo del resto non deve stupirci dato che URSS e UE sono opera della medesima oligarchia finanziaria capitalista per cui Kalergi lavorava. Oligarchia che ha creato il socialismo, il marxismo, e l’europeismo tecnofinanziario come passi avanzati verso il Governo Mondiale (da notare che il primo nome della comunità europea fu CECA, esattamente come la CEKA, la “Commissione straordinaria di tutte le Russie per combattere la controrivoluzione e il sabotaggio”, dotata di potere esecutivo ed arbitrario, istituita il 20 dicembre 1917 da Lenin e Feliks Edmundovic Dzerzinskij, con lo scopo di combattere i cosiddetti “nemici” del nuovo regime russo, che evolse poi nel KGB e nel famigerato NKVD).

Deanna Spingola nella sua opera “The Rouling Elite” dedica un importante capitolo a descrivere come il comunismo sia “a Banker’s Perfect Political System”. Come non vedere infatti che l’esproprio di sovranità delle nazioni europee, la svendita alla finanza internazionale del settore strategico industriale, lo stesso ius soli che mira a rendere gli autoctoni degli stranieri in patria, pur presentandosi con la maschera del capitalismo neoliberista non sono altro che estensioni a livello generalizzato del principio comunista dell’abolizione della proprietà privata? Esproprio, che esattamente come nella Russia bolscevica, va a esclusivo vantaggio di una ristrettissima elite cosmopolita che, in spregio agli ideali del libero mercato, in questo modo elimina la concorrenza e si assicura l’indiscusso monopolio degli strumenti di produzione.

La fusione di capitalismo e comunismo è il sistema verso cui ci sta portando l’Unione Sovietica Europea e quello che dovranno essere gli Stati Uniti d’Europa teorizzati da Kalergi e di cui gli stessi Monti e Renzi si sono detti promotori. Un socialismo tecnocratico mondialista: oligarchico e gerarchizzato al vertice e a base collettivista e ugualitaria alla base.

È importante notare tuttavia che Kalergi non fu un innovatore ma un volgarizzatore di idee preesistenti, che seppe semplicemente adattare ai suoi tempi i principi basilari del mondialismo sinarchico.

Per chi voglia documentarsi in dettaglio sul Piano Kalergi, sulle sue origini culturali, sul contesto in cui sorse e su chi era davvero Kalergi, consigliamo l’ottimo libro di Matteo Simonetti “La verità sul Piano Kalergi”. Un’opera fondamentale che assieme ad altre dello stesso filone euroscettico – come ad esempio “La Dittatura Europea” di Ida Magli, “Il tramonto dell’euro” di Alberto Bagnai, “La fine della sovranità” di Alain de Benoist – getta luce su quell’abominio chiamato Unione Europea. Pietre miliari che dovrebbero costituire l’imprescindibile bagaglio culturale di chiunque aspiri a combattere l’Europa dei banchieri e a restaurare l’Europa dei popoli e delle nazioni.

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https://voxnews.info/2015/08/12/il-piano-kalergi-seconda-parte/

TUNISINO HA CONFESSATIO: “SIAMO VENUTI PER SGOZZARVI”

 
 
VOX NEWS.INFO
 
15 02 2020
Un giovane operaio edile di 24 anni, tunisinO, è stato arrestato nei giorni scorsi nel parmense con l’accusa di addestramento ad attività con finalità di terrorismo, islamico.
 
L’immigrato regolare e ‘integrato’ è stato trovato in possesso di 40 video con varie lezioni su come realizzare bombe, su tecniche di combattimento e di disarmo, su metodi per evitare la cattura o liberarsi dalle manette e persino per occultare i cadaveri degli uccisi.
Il 24enne e’ risultato anche inserito in un rete internazionale di gruppi jihadisti, legami su cui sono in corso ulteriori indagini. Si trova ora nel carcere di alta sicurezza di Parma. I magistrati hanno rilevato anche il «fondato pericolo di fuga in seguito a reiterati viaggi compiuti in Tunisia senza che siano emerse notizie riguardo ai suoi spostamenti».
 

Il giovane, con regolare soggiorno in Italia e residente nella provincia di Parma, è stato tenuto a lungo sotto controllo sui canali social da lui utilizzati, soprattutto Whatsapp e Facebook.

I documenti trovati a casa del 24enne di Parma mostravano inoltre «importanti elementi relativi al crescente processo di radicalizzazione del tunisino- spiegano ancora gli inquirenti- essendo stati rilevati evidenti segni di adesione ed esaltazione della jihad e del martirio di soggetti musulmani in omaggio ad Allah», come mostrato anche in alcuni video trovati nel telefono. Dai contatti telefonici, infine, le analisi della Digos hanno fatto emergere «l’inserimento dell’indagato in una cerchia relazionale internazionale di soggetti appartenenti ad ambienti jihadisti». I contatti, mantenuti attraverso Telegram e Whatsapp in maniera non intercettabile, erano con utenti esteri in Tunisia, Algeria, Filippine, Yemen, Gran Bretagna, Stati Uniti e altri ancora, mostrando tra l’altro «sequenzialità e coincidenze significative in relazione ai dati dei file scaricati e memorizzati nel cellulare».

Secondo il giudice delle indagini preliminari che ha convalidato l’arresto, «sussistono gravi indizi di colpevolezza a carico del fermato», che ha «realizzato comportamenti univocamente finalizzati alla commissione delle condotte di terrorismo». Per il Gip, «deve essere valutata quale concreta, specifica e inequivocabile condotta dell’indagato tesa ad auto-addestrarsi per realizzare un programma terroristico proposto dalle molteplici strutture jihadiste affiliate all’Isis».

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https://voxnews.info/2020/02/15/arrestato-operaio-tunisino-siamo-venuti-per-sgozzarvi-video/

gennaio 28, 2020

L’UNIONE EUROPEA VUOLE L’ISLAMIZZAZIONE

 
 
CONTROINFORMAZIONE.INFO
 
23 GENNAIO 2020
 

L’Europa sta annegando in un diluvio di rifugiati, che non ha mai fine e che nel prossimo futuro rischia di cambiare la connotazione demografica dei popoli europei.
Assieme con i migranti, esiste il rischio concreto che elementi terroristi, imbevuti di fanatismo salafita, si infiltrino nell’UE così come organizzazioni delinquenziali come la mafia nigeriana ed altre similari.
Risulta incontestabile il fatto che la forte ondata migratoria degli ultimi anni ha portato ad un aumento della criminalità, in particolare ad un aumento della violenza contro le donne, come l’aumento esponenziale degli stupri che si è riscontrato in vari paesi europei. Tuttavia, si è scoperto che è vietato criticare tutto questo, in quanto si rischia di “incitare all’odio e alla discriminazione delle minoranze”, come recitano le disposizioni inviate dalla Unione Europea a tutti i governi. In alcuni paesi come in Svezia è vietato anche pubblicare statistiche in cui si indica la nazionalità degli autori dei reati.
In conformità a queste norme, lo scrittore francese Renault Camus ha ricevuto 2 mesi di detenzione condizionale per aver lui scritto nel 2017 che la migrazione verso i “paesi europei” appare come una invasione”. Attualmente, per evitare la prigione, è stato costretto a pagare 1,8 mila euro di “risarcimento” alle organizzazioni “SOS Racisme” e alla “Lega internazionale contro il razzismo e l’antisemitismo”.
Camus era stato già condannato per incitamento all’odio razziale nel 2014, lui che ha sempre sostenuto le sue tesi , autore anche del libro la “Grande Sostituzione” (Le Grand Remplacement), cioè la colonizzazione della Francia (e più in generale dell’Europa) da parte di migranti islamici, subisce adesso questa nuova condanna che molti definiscono una vera e propria persecuzione che colpisce chi dissente dal pensiero unico migrazionista e globalista, diffuso e sostenuto dai circoli della UE e divenuto legge.

 
Manifestazione di radicali salafiti

“Altri nomi possono essere trovati per questo fenomeno: migrazione di massa, inondazioni migratorie, sostituzione dei popoli, islamizzazione, africanizzazione”, ha detto Camus. “Parlando non in modo così restrittivo, ho preso in prestito questo termine da Eme Sezer che l’ha usato in un altro senso – genocidio attraverso la sostituzione.”

Secondo Camus, un tale principio è spaventosamente semplice quando quasi un’altra generazione al posto di un popolo ne porta un altro. Allo stesso tempo, ha osservato che in questa situazione ci sono quelli che resistono alla “sostituzione” come chi è rassegnato a questo destino; ci sono coloro che promuovono l’idea di “sostituzione”; i futuri “padroni” dell’Europa, che ora sono chiamati la “possibilità per la Francia”(o “le risorse” in Italia).
“L’immigrazione è diventata invasione; l’invasione, sommersione migratoria. Francia ed Europa sono cento volte più colonizzate, e più gravemente, di quanto non lo siano mai state. L’unica colonizzazione irreversibile è quella demografica mediante il trasferimento di popolazione”, dice Camus.
“Alcuni sostengono che non esiste colonizzazione poiché non esiste alcuna conquista militare. Hanno torto. L’esercito conquistatore sono i piccoli e grandi delinquenti, tutti coloro che rendono impossibile la vita ai francesi”, ha sostenuto lo scrittore.

 
Renault Camus, scrittore francese antiglobalista perseguitato per le sue idee

Lo scrittore ha sottolineato che tali tendenze portano solo al declino della civiltà, quindi chiede “lottare per la salvezza di una civiltà comune, celtica, slava, tedesca, greco-latina, giudeo-cristiana”.
Per queste tesi, i giudici del tribunale di Auch gli hanno contestato il reato di”Incitazione pubblica all’odio o alla violenza in ragione dell’origine, dell’etnia, della nazione, della razza o della religione tramite parole, scritti, immagini o mezzi di comunicazione pubblici per via elettronica”.
Il sistema europeo della UE si caratterizza per essere sempre di più un sistema di imposizione di un globalismo totalitario che non ammette il dissenso, neppure quello espresso da scrittori come Renault Camus che si è sempre tenuto lontano da qualsiasi forma di razzismo, limitandosi a descrivere un processo in corso che è sotto gli occhi di tutti ma che i fautori del globalismo a tutti i costi rifiutano di vedere.

Luciano Lago

CONTINUA NELLA PAGINA

https://www.controinformazione.info/lunione-europea-istiga-i-governi-nelladottare-misure-punitive-per-coloro-che-incitano-a-lottare-contro-lislamizzazione/

gennaio 25, 2020

L’UNIONE EUROPEA VUOLE L’ISLAMIZZAZIONE

 
 
CONTROINFORMAZIONE.INFO
 
23 GENNAIO 2020
 

L’Europa sta annegando in un diluvio di rifugiati, che non ha mai fine e che nel prossimo futuro rischia di cambiare la connotazione demografica dei popoli europei.
Assieme con i migranti, esiste il rischio concreto che elementi terroristi, imbevuti di fanatismo salafita, si infiltrino nell’UE così come organizzazioni delinquenziali come la mafia nigeriana ed altre similari.
Risulta incontestabile il fatto che la forte ondata migratoria degli ultimi anni ha portato ad un aumento della criminalità, in particolare ad un aumento della violenza contro le donne, come l’aumento esponenziale degli stupri che si è riscontrato in vari paesi europei. Tuttavia, si è scoperto che è vietato criticare tutto questo, in quanto si rischia di “incitare all’odio e alla discriminazione delle minoranze”, come recitano le disposizioni inviate dalla Unione Europea a tutti i governi. In alcuni paesi come in Svezia è vietato anche pubblicare statistiche in cui si indica la nazionalità degli autori dei reati.
In conformità a queste norme, lo scrittore francese Renault Camus ha ricevuto 2 mesi di detenzione condizionale per aver lui scritto nel 2017 che la migrazione verso i “paesi europei” appare come una invasione”. Attualmente, per evitare la prigione, è stato costretto a pagare 1,8 mila euro di “risarcimento” alle organizzazioni “SOS Racisme” e alla “Lega internazionale contro il razzismo e l’antisemitismo”.
Camus era stato già condannato per incitamento all’odio razziale nel 2014, lui che ha sempre sostenuto le sue tesi , autore anche del libro la “Grande Sostituzione” (Le Grand Remplacement), cioè la colonizzazione della Francia (e più in generale dell’Europa) da parte di migranti islamici, subisce adesso questa nuova condanna che molti definiscono una vera e propria persecuzione che colpisce chi dissente dal pensiero unico migrazionista e globalista, diffuso e sostenuto dai circoli della UE e divenuto legge.

 
Manifestazione di radicali salafiti

“Altri nomi possono essere trovati per questo fenomeno: migrazione di massa, inondazioni migratorie, sostituzione dei popoli, islamizzazione, africanizzazione”, ha detto Camus. “Parlando non in modo così restrittivo, ho preso in prestito questo termine da Eme Sezer che l’ha usato in un altro senso – genocidio attraverso la sostituzione.”

Secondo Camus, un tale principio è spaventosamente semplice quando quasi un’altra generazione al posto di un popolo ne porta un altro. Allo stesso tempo, ha osservato che in questa situazione ci sono quelli che resistono alla “sostituzione” come chi è rassegnato a questo destino; ci sono coloro che promuovono l’idea di “sostituzione”; i futuri “padroni” dell’Europa, che ora sono chiamati la “possibilità per la Francia”(o “le risorse” in Italia).
“L’immigrazione è diventata invasione; l’invasione, sommersione migratoria. Francia ed Europa sono cento volte più colonizzate, e più gravemente, di quanto non lo siano mai state. L’unica colonizzazione irreversibile è quella demografica mediante il trasferimento di popolazione”, dice Camus.
“Alcuni sostengono che non esiste colonizzazione poiché non esiste alcuna conquista militare. Hanno torto. L’esercito conquistatore sono i piccoli e grandi delinquenti, tutti coloro che rendono impossibile la vita ai francesi”, ha sostenuto lo scrittore.

 
Renault Camus, scrittore francese antiglobalista perseguitato per le sue idee

Lo scrittore ha sottolineato che tali tendenze portano solo al declino della civiltà, quindi chiede “lottare per la salvezza di una civiltà comune, celtica, slava, tedesca, greco-latina, giudeo-cristiana”.
Per queste tesi, i giudici del tribunale di Auch gli hanno contestato il reato di”Incitazione pubblica all’odio o alla violenza in ragione dell’origine, dell’etnia, della nazione, della razza o della religione tramite parole, scritti, immagini o mezzi di comunicazione pubblici per via elettronica”.
Il sistema europeo della UE si caratterizza per essere sempre di più un sistema di imposizione di un globalismo totalitario che non ammette il dissenso, neppure quello espresso da scrittori come Renault Camus che si è sempre tenuto lontano da qualsiasi forma di razzismo, limitandosi a descrivere un processo in corso che è sotto gli occhi di tutti ma che i fautori del globalismo a tutti i costi rifiutano di vedere.

Luciano Lago

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gennaio 12, 2020

“ISRAELE SI SENTE PIÙ VULNERABILE CHE MAI DOPO L’ATTACCO DELL’IRAN AGLI STATI UNITI”

 
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CONTROINFORMAZIONE.INFO
 
11 01 2020
 

L’attacco missilistico dell’Iran alle basi statunitensi fornisce una nota di avvertimento a Israele, i cui sistemi antiaerei si basano su modelli americani.

Un rapporto pubblicato venerdì dai media israeliani evidenzia che l’incapacità degli Stati Uniti di respingere l’attacco di rappresaglia dell’Iran espone anche la vulnerabilità del regime di Tel Aviv ai missili lanciati dal paese persiano.

Il Corpo Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) in Iran ha attaccato le basi Usa in Iraq lo scorso Mercoledì in rappresaglia per l’attentato da Washington contro il comandante della Forza Quds del dell’IRGC , il tenente generale Qasem Soleimani.

Sebbene Washington abbia messo i sistemi antiaerei al suo stato più vigile nelle sue basi in Iraq, fonti locali riferiscono che la difesa missilistica americana non è riuscita a intercettare neppure un missile iraniano . Decine di militari statunitensi sono rimasti morti o feriti in quell’operazione ( fatto nascosto dalle autorità USA).
Il suddetto rapporto, fatto da fonti vicine all’intelligence israeliana, ha considerato l’operazione di vendetta iraniana come il primo attacco missilistico che ha avuto un impatto sugli obiettivi militari statunitensi dalla guerra di Corea (1950-1953).

Inoltre, ha riconosciuto che la risposta iraniana dimostra chiaramente che la Repubblica islamica ha perfezionato i suoi missili, descrivendo questi risultati nel settore della difesa come una grande “svolta”.

Il movimento libanese di Hezbollah afferma la risposta dell’Iran agli Stati Uniti e l’omicidio di Soleimani è l’inizio della fine della supremazia degli Stati Uniti e di Israele nella regione.

Citando un esperto militare, il documento sottolinea che il contrattacco dell’Iran era abbastanza accurato da avere un impatto preciso sui singoli edifici.

“I missili iraniani hanno colpito con precisione le basi statunitensi in Iraq”.
Allo stesso modo, il rapporto presenta alcune immagini satellitari fornite dalla società americana Planet, che mostrano la distruzione causata da questo attacco alla base americana di Ain Al-Asad in Iraq, tra cui gli hangar e installazioni militari.

Dopo l’operazione lampo dell’Iran, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ritirato tutte le sue precedenti minacce militari contro il paese persiano , anche se ha affermato che non vi erano vittime nell’offensiva iraniana.

Il cambio di posizione di Trump avvenne anche dopo che le autorità iraniane avevano avvertito che “scenari più potenti” sarebbero stati messi in moto di fronte a qualsiasi nuova “stupidità” negli Stati Uniti e l’Iran avrebbe attaccato non solo tutte le sue basi nella regione, ma avrebbe anche posto fine alla posizione geografica del regime sionista israeliano.

Fonte: Hispan TV

Traduzione: Luciano Lago

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https://www.controinformazione.info/israele-si-sente-piu-vulnerabile-che-mai-dopo-lattacco-delliran-agli-stati-uniti/

VIDEO

IRAN’S RETALIATION FOOTAGE COMPILATION

 

https://www.controinformazione.info/israele-si-sente-piu-vulnerabile-che-mai-dopo-lattacco-delliran-agli-stati-uniti/

HEZBOLLAH: GLI AMERICANI DEVONO RITIRARSI VOLONTARIAMENTE O ESSERE ESPULSI CON LA FORZA

MILITARI USA
 
 
MILIZIE HEZBOLLAH
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Le truppe statunitensi non saranno al sicuro se prolungheranno la loro permanenza nell’Asia occidentale, afferma un alto funzionario del movimento di resistenza libanese Hezbollah sullo sfondo dell’assassinio del tenente generale iraniano Qassem Soleimani e dell’Iraq Mah Abu al-Muhandis.

“L’arrogante amministrazione americana deve sapere che il suo terrorismo praticato contro i popoli della regione e l’assassinio di Soleimani e Muhandis non compenseranno la frustrazione e i fallimenti accumulati nella rgione. Gli USA hanno perso il loro prestigio e la fiducia dei loro alleati non verrà ripristinata “, ha detto venerdì il vicepresidente del Consiglio esecutivo di Hezbollah, Ali Damoush.
“L’asse di resistenza non sarà inerte, ma si sforzerà di togliere la maschera dalla faccia degli Stati Uniti tra i popoli della regione. Il sangue di Soleimani e Muhandis aprirà nuovi orizzonti all’asse della resistenza per garantire più vittorie, che saranno completate quando avverrà la completa rimozione delle forze americane dalla regione. “

Gli Stati Uniti non hanno “alcun diritto” di rimanere in Iraq, hanno l’obiettivo di “espansione dell’impero” e saccheggio delle risorse nell’Asia occidentale e Medio Oriente.
Gli Stati Uniti non hanno il diritto di essere in Iraq e quello a cui Washington punta, attraverso la sua presenza illegale nel paese arabo, è l’espansione del suo impero nella regione dell’Asia occidentale, afferma un analista politico americano.
Lo sceicco Damoush ha lodato l’Islamic Revolution Guards Corps (IRGC) per aver reagito all’omicidio di Soleimni ed aver sparato una serie di missili balistici alle basi militari statunitensi nel sud-ovest dell’Iraq in rappresaglia per l’assassinio.

Il leader libanese ha continuato affermando che la regione si trova attualmente divisa in due assi: l’asse del male guidato dagli Stati Uniti e l’asse di resistenza guidato dalla Repubblica islamica.

“Il conflitto nella regione è diventato molto chiaro e i suoi partiti sono decisamente separati. Non vi è alcuna ambiguità in esso proprio come l’obiettivo è diventato molto evidente, che è quello di mettere fine alla presenza militare degli Stati Uniti nella regione. Tale presenza non sarà più sicura per loro ”, ha detto lo sceicco Damoush.

Il Governo Iracheno ha richiesto il ritiro delle Forze USA dal Paese

Il primo ministro iracheno Adel Abdul-Mahdi ha invitato gli Stati Uniti a inviare una delegazione a Baghdad incaricata di formulare un meccanismo per il ritiro delle truppe statunitensi dal paese a seguito dell’assassinio del tenente generale iraniano Qassem Soleimani e Abu Mahdi al -Muhandis, il secondo in comando delle unità di mobilitazione popolare irachena (PMU).

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https://www.controinformazione.info/gli-americani-devono-ritirarsi-volontariamente-o-essere-espulsi-con-la-forza-hezbollah/

IRAN/FORZE ARMATE: “AEREO ABBATTUTO PER ERRORE UMANO”. CHIEDIAMO SCUSA

 
AEREO DELLE LINEE UCRAINE
 
 
I RESTI DELL’AEREO UCRAINO ABBATTUTO DAI MILITARI IRANIANI
 
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CONTROINFORMAZIONE.INFO
 
11 01 2020
 
TEHERAN- Il 737 dell’Ukraine International Airlines è stato «abbattuto» per un «errore umano» e lo hanno scambiato per un “aereo nemico”. Lo hanno annunciato il Quartier generale delle Forze armate della Repubblica islamica dell’Iran citato dall’IRIB.
“L’aereo volava vicino a un sito militare che, a causa delle minacce Usa di colpire diversi obiettivi sul suolo iraniano era in massima allerta, quindi a causa di un “errore umano” e in un momento di crisi causato dall’avventurismo USA “involontariamente” è stato abbattuto l’aereo ucraino”. Si legge nella nota.
In questa dichiarazione, il Quartier generale delle Forze armate, scusandosi per questo errore umano ha espresso le più sentite condoglianze alle famiglie in lutto sottolineando che metterà in atto “riforme essenziali nei processi operativi per evitare simili errori in futuro” e che perseguirà legalmente “coloro che hanno commesso l’errore”.
 

Rammarico del Presidente Rohani

TEHERAN-Il presidente iraniano Hassan Rohani in un comunicato importante rilasciato poco fa riferendosi ai rapporti preliminari dell’indagine su incidente di un aereo ucraino ha scritto: “La Repubblica islamica dell’Iran si rammarica profondamente per questo errore disastroso” e le “indagini proseguiranno per identificare e perseguire” gli autori di questa “grande tragedia” e “questo sbaglio imperdonabile
Il Quartier generale delle Forze armate iraniane ha affermato che il Boeing precipitato quattro giorni fa poco dopo il decollo dall’aeroporto Imam Khomeini di Teheran è stato “erroneamente” e “involontariamente” preso di mira dalle forze di difesa aerea iraniane che lo hanno scambiato per un “aereo nemico”.

Fonte: Pars Today

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IRAN : L’ULTIMA CRIMINALITÀ AMERICANA È UNA SERIA MINACCIA ALLA PACE NEL MONDO

 
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10 01 2020

di James O’Neill (*)

La scorsa settimana il mondo è diventato un luogo misurabilmente più pericoloso con l’omicidio del maggiore generale iraniano Qassem Saleimani da parte degli Stati Uniti e di almeno altri otto personaggi di spicco tra cui il leader della PMU, Abu Mahdi al-Muhardis.

Dall’omicidio è emerso un numero crescente di fatti che gettano particolari spunti sulla condotta della leadership politica degli Stati Uniti. Queste rivelazioni avranno un impatto significativo sul modo in cui gli Stati Uniti sono visti, non solo in Medio Oriente, ma in tutto il mondo.

Il primo fatto emerso all’indomani dell’omicidio di Saleimani è stato quello di accertare che il generale era in missione diplomatica (in effetti viaggiando con un passaporto diplomatico) con la conoscenza e la presunta approvazione degli Stati Uniti.

Saleimani trasportava documenti che rappresentavano quelli che potrebbero essere definiti tentativi di aperture di pace dal governo dell’Arabia Saudita al governo dell’Iran. Questo di per sé era un fatto sorprendente. Il sospetto, la sfiducia e l’animosità tra l’Arabia Saudita e l’Iran hanno le loro origini
nel conflitto spesso aspro tra i due principali settori della fede islamica, sunniti e sciiti, di cui l’Arabia Saudita e l’Iran erano rispettivamente due dei principali antagonisti.

L’Arabia Saudita è stata anche il principale sostenitore arabo degli Stati Uniti e ha speso centinaia di miliardi di dollari in acquisto di attrezzature militari statunitensi. Il disastroso attacco saudita allo Yemen suggerisce che i soldi non sono stati ben spesi. Nonostante le affermazioni vanagloriose di Trump sulla
presunta superiorità delle armi degli Stati Uniti, un mito è esploso nel discorso del presidente Putin al parlamento russo nel marzo 2018, i sauditi sono stati singolarmente senza successo nel superare il popolo yemenita disperatamente povero e la sua resistenza di successo nonostante fossero pesantemente inferiori .

Una possibile ragione dell’apparente cambio di atteggiamento dei sauditi nei confronti dell’Iran è che sono stati ingannati, a spese enormi, dalle affermazioni degli Stati Uniti sulla supremazia militare.

È anche molto probabile che i sauditi abbiano finalmente accettato che gli americani non hanno il minimo interesse per l’Arabia Saudita di per sé. L’unica motivazione degli Stati Uniti è quella di mantenere il controllo dei giacimenti petroliferi.

Un’ulteriore prova di ciò è stata la condotta degli Stati Uniti sia in Siria che in Iraq. Non esiste assolutamente alcun fondamento nel diritto internazionale per la presenza militare degli Stati Uniti (e quella del suo accolito accolito Australia) o per la presenza britannica e francese in Siria.

Nonostante il ritiro nominale di alcune forze statunitensi dalla Siria, queste hanno mantenuto una presenza e il controllo della principale area di produzione petrolifera siriana. Le proteste contro la “protezione” dei giacimenti petroliferi dal controllo terroristico sono una totale assurdità.

Il fatto che gli Stati Uniti prendano il petrolio e lo vendano a proprio vantaggio è la prova conclusiva che le loro azioni sono in realtà illegali e governate in modo schiacciante da quello che è sempre stato il principale motivo degli Stati Uniti in Medio Oriente, il controllo del petrolio.

Lo stesso vale anche per l’Iraq, le cui risorse petrolifere di gran lunga maggiori sono state il principale obiettivo degli Stati Uniti da almeno quando le sanzioni iniziate nel 1991 e accentuate dall’invasione e dall’occupazione del 2003 di quel paese.

Ancora una volta, il disprezzo assoluto che gli Stati Uniti hanno per il diritto internazionale è visto nella loro reazione alla recente risoluzione (5 gennaio 2020) del parlamento iracheno che tutte le truppe straniere devono lasciare il loro paese. Gli americani (e gli australiani) hanno semplicemente ignorato la risoluzione, ulteriori prove del disprezzo assoluto che i loro rispettivi governi hanno per il diritto internazionale, tranne dove può essere interpretato a sostegno dei loro interessi.

Trump ha aggiunto l’insulto al danno chiedendo che gli iracheni pagino al loro governo miliardi di dollari per le basi militari degli Stati Uniti costruite in Iraq in seguito all’invasione illegale del 2003. È un’ulteriore prova del totale disprezzo dei governi occidentali in generale e degli Stati Uniti in particolare, che dimostrano per il diritto internazionale quando non soddisfa i loro interessi.

L’invasione del 2003 (come quella dell’Afghanistan 17 mesi prima) si basava su una serie di sfacciate bugie, ma nessun singolo leader politico dei poteri invasori e occupanti è stato ritenuto legalmente responsabile per l’enorme distruzione e milioni di morti e sfollati nell’Iraq avvenuta a seguito all’invasione . Lo stesso vale per i politici che hanno autorizzato l’invasione e l’occupazione dell’Afghanistan.

L’insulto è stato aggiunto al pregiudizio con le affermazioni manifestamente false secondo cui gli invasori occidentali “combattono il terrorismo” e affermazioni simili quando l’evidenza che i cosiddetti gruppi terroristici sono strumenti della politica estera degli Stati Uniti e, nelle loro varie forme, lo sono state per decenni.

Al momento della stesura di questo articolo c’erano due ulteriori sviluppi potenzialmente di enorme entità. Il primo è stato l’annuncio che due missili iraniani avevano effettuato due attacchi separati contro i beni militari degli Stati Uniti in Iraq. Gli iraniani sembrano aver ignorato la preziosa massima secondo cui la vendetta è un pasto da consumare freddo. Le conseguenze di questo attacco sono probabilmente enormi.

Tra le varie minacce su cui Trump ha twittato, con grande disappunto di almeno alcuni dei suoi consiglieri militari, c’è che attaccherà obiettivi iraniani, compresi quelli di importanza storica e culturale. È una misura di quanto profondamente folle la politica estera americana sia diventata che la palese illegalità delle minacce di Trump non è stata immediatamente accolta dalla denuncia delle sue stesse élite politiche e militari.

Il secondo sviluppo, anch’esso di enorme significato geopolitico, è stato l’annuncio che la Cina ha offerto assistenza militare all’Iraq. Se accettato dal governo iracheno, questo avrà anche conseguenze di enorme significato geopolitico. L’Iraq è un potenziale collegamento con la Belt and Road Initiative della Cina, un gioco che sta cambiando lo sviluppo che ha enormi conseguenze per le relazioni della Cina con il Medio Oriente.

Potrebbe anche mettere potenzialmente le forze cinesi in conflitto militare diretto con le forze degli Stati Uniti se queste seguissero il loro modello storico e se ne andassero da qualche parte solo se costrette a farlo, come in Vietnam nel 1975.

La situazione ovviamente rimane altamente volatile. Quale delle diverse opzioni si rivela effettivamente il caso è difficile giudicare a questo punto. La stupidità delle azioni degli Stati Uniti, incluso ma non limitato all’assassinio di Soleimani, rende quasi impossibili le previsioni sicure sui prossimi passi. Il comportamento irrazionale e imprevedibile sembra essere il modus operandi dell’attuale governo degli Stati Uniti.

Non è prevedibile se prevarranno capi più calmi negli Stati Uniti Deep State. Al momento è francamente impossibile prevedere con sicurezza il corso degli eventi. È sempre utile tenere presente che la frase cinese “vivere in tempi interessanti” è in realtà una maledizione.

*James O’Neill, barrister at Law australiano, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook” .

Traduzione: Luciano Lago

 

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https://www.controinformazione.info/lultima-criminalita-americana-e-una-seria-minaccia-alla-pace-nel-mondo/

IRAN :COSA È ACCADUTO VERAMENTE CON GLI ATTACCHI IRANIANI ALLE BASI USA IN IRAQ?

 
Distruzioni nella base USA di Ain al-Asad in Iraq
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10 01 2020
 

La versione ufficiale degli USA sugli attacchi alle basi militari in Iraq non quadra e dimostra che gli americani non si aspettavano l’attacco e hanno falsato i rapporti.

Secondo le dichiarazioni fatte da Trump nel suo ultimo discorso, risulta che, per la prima volta dalla seconda guerra mondiale, gli USA non risponderanno ad un attacco contro le proprie basi militari e questo è un fatto eccezionale e che si può collegare al particolare che gli USA stanno chiedendo aiuto ai propri alleati e tale richiesta è ancora più strabiliante, indica una situazione mai verificatasi prima.
Un giorno dopo gli attacchi effettuati dalle forze delle Guardie dell Rivoluzione Iraniana, Trump si è rivolto con un discorso alla nazione ma il messaggio che ha trasmesso si è rivelato del tutto inconsistente quando ha detto cose come “non permetteremo all’Iran di avere armi nucleari “e quando ha sostenuto che “ci sono stati pochi danni alle basi e nessuna vittima americana” oltre ad affermare che “gli USA non risponderanno direttamente all’attacco” e che “metterenno altre sanzioni contro l’Iran….”ecc. ecc…
La domanda che si pongono gli analisti sta nell’aria e già sappiamo che i media atlantisti manipolano le notizie ma…… dopo gli attacchi con missili di precisione effettuati dall’Iran contro le basi aeree USA in Iraq , si è reso evidente che l’egemonia degli Stati Uniti in M.O. è cosa del passato, anche se possiamo considerare le sconfitte già subite nel passato dagli USA ,in Corea, in Vietnam, nello Yemen e in Siria…non sarebbe la prima quindi.
Da questa assenza di reazione si può capire la mancanza di volontà americana nel riconoscere che gli USA hanno subito un colpo che non si aspettavano e che porta al desiderio di Washington di evitare di arrivare ad un confronto armato aperto con l’Iran.
In questo contesto escono informazioni che indicano come il comando della US. Force stia occultando le perdite subite negli attacchi e questo per evitare di impantanarsi in una guerra su grande scala che potrebbe mostrare la debolezza della macchina militare USA e che dimostra come gli USA non fossero pronti per respingere gli attacchi di un paese che loro consideravano del III mondo ma è possibile che abbiano avuto perdite importanti ,anche se non tanto forti come sostengono in Iran.
L’evidenza indiretta delle perdite si ricava dal fatto che, dopo l’attacco iraniano, il comando della base USA ha fatto richiesta di materiale sanitario addizionale e questo dimostra che i medici locali non potevano fare fronte da soli alle conseguenze, tuttavia gli USA, per salvare la faccia e non iniziare una guerra, hanno sostenuto di non aver avuto perdite e questa è una stranezza nel comportamento degli USA. Tali fatti dimostrano che Washington ha paura di perdere il suo stato egemonico, considerando che anche la Russia si gioca molto in questa guerra, tanto come gli USA , perchè la Russia è il primo alleato dell’Iran e dovrebbe uscire in appoggio dell’Iran in caso di conflitto.
Gli USA lo sanno perchè la Russia è la Russia ed è il maggiore nemico per gli statunitensi. Ci sono però cose che non quadrano: dove stanno i famosi sistemi di difesa Patriot che non sono entrati in azione al momento dell’attacco, considerando che, quando la NATO attaccò in Siria, molti missili furono intercettati anche con sistemi vecchi che avevano a disposizione i siriani mentre, nel caso dell’attacco Iraniano, nessun missile è stato intercettato il mercoledì nella notte dell’attacco.
Secondo fonti ben informate dell’intelligence irachena e degli iracheni che lavorano alla base, 15 missili iraniani di alta precisione hanno puntato su vari punti sensibili delle installazioni della base USA e, date le immagini satellitari, i missili utilizzato portavano alcune tonnellate di esplosivo che hanno arrecato distruzioni notevoli nelle basi USA.
Questa è la prima volta che l’Iran attacca una base militare USA con missili di precisione e questa operazione porta un messaggio importante per Washington, se ci sarà una reazione americana avrete una risposta e, secondo tale fonte, esistevano varie ragioni per attacco su quell’obiettivo, per cui questo obiettivo è stato attaccato.

Uno per la pista di atterraggio che è stata distrutta ed anche per i dispositivi di spionaggio e controllo radar che coprono tutta l’area medio-orientale e che sono stati distrutti , due perchè la base è il centro di comando e di comunicazione USA dove si suppone l’esistenza di batterie antiaereo molto avanzate che, misteriosamente, non sono entrate in azione.
Le foto satellitari dimostrano che la base ha riportato danni notevoli e tutto dimostra che le forze USA non erano preparate e pensavano che l’Iran non si sarebbe azzardato ad attaccare.
Non è un caso che adesso gli USA stanno ritirando le loro truppe e stanno richiamando gli alleati della NATO per avere aiuto e supporto.

Il comando USA sta trasferendo le basi in Kuwait come anche parte delle strutture posizionate presso la sede della zona verde di Baghdad e tutto si va trasferendo lì , lo dice un comandante USA di stanza in un paese europeo.
Da un rapporto riservato si è saputo che il comando USA ha fatto evacuare i suoi militari feriti nell’attacco iraniano attraverso un volo segreto che li ha trasportati in una base in Germania.
Un rapporto citato da quotidiano Mashregh indica che l’incidente (l’attacco) avrebbe potuto causare un gran numero di vittime nelle forze USA e che Giovedì scorso, il giorno dopo l’attacco, su un volo denominato BNDGE53 un aereo strategico C-17 degli USA ha lasciato l’aeroporto di Baghdad ed è successivamente atterrato nella base di Ramstein in Germania dove è attrezzato un grande ospedale militare per le truppe USA.

Le stesse fonti segnalano anche che altri aerei ed elicotteri hanno trasferito le vittime dell’attacco presso strutture di altri paesi della regione tra cui la Giordania ed Israele. Le foto satellitari hanno mostrato che almento 8 punti della base di Ain al Assad sono stati colpiti dagli attacchi, inclusa la pista di atterraggio ed hanno lascato distruzioni e danni alle strutture. Vedi video sotto:

Nonostante tutto questo i media americani continunano a sostenere che non ci sarebbero state vittime e che i danni sarebbero stati limitati.
L’impressione è quella che sia in corso una manovra per minimizzare al massimo la portata delle conseguenze degli attacchi.
Diversi osservatori sostengono che l’evento realizzato in Iraq potrebbe segnare l’inizio del ritiro delle forze USA dal paese che peraltro è stato fortemente richiesto sia dal Parlamento iracheno che dal governo e dall’opinione pubblica che considera quelle USA truppe di occupazione.

Fonti: Press TV – El Espejo- Hispan Tv

Traduzione e sintesi : Luciano Lago

 

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L’attacco iraniano missilistico alle basi USA
 

IRAN’S RETALIATION FOOTAGE COMPILATION

 
https://www.youtube.com/watch?time_continue=152&v=uQ4N_lneqJk&feature=emb_logo
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