Mirabilissimo100’s Weblog

aprile 2, 2020

CORONAVIRUS COVID-19: IN PIENA EMERGENZA IL GOVERNO ITALIANO NON PENSA AL POPOLO BISOGNOSO MA INVIA 50 MILIONI DI EURO ALLE IMPRESE TUNISINE 21 MILIONI DI EURO ALLA BOLIVIA E 200 MILA ALLA SOMALIA -VERGOGNA!

 
50 milioni dall’Italia alla Tunisia per l’emergenza coronavirus.
La denuncia di Donzelli a Dritto e Rovescio
 
GIOVANNI DONZELLI.IT
28 MARZO 2020

50 milioni dall’Italia alla Tunisia: nessuna Bufala o Fake news. Ecco le prove

L’ On. Andrea Delmastro, responsabile esteri di Fratelli d’Italia, il 26 marzo ha denunciato con un’interrogazione alla Camera l’invio di 50 milioni di euro alla Tunisia per aiutare le aziende a superare l’emergenza coronavirus. La sera stessa, invitato da Paolo Del Debbio a Dritto e Rovescio su Rete 4, ho rilanciato io stesso questa denuncia. Guarda qui il video del mio intervento:
 

La mattina successiva Delmastro ha rilanciato su Facebook e alla trasmissione Agorà di Rai3 la notizia della sua interrogazione.

Immediatamente sono partiti gli attacchi di troll grillini e piddini a gridare che era tutto falso, che era una ” Fake news “, una ” Bufala “. Prima hanno provato a sostenere, supportando le bugie raccontate in tv da una giornalista in difficoltà, che si trattasse di aiuti alle aziende italiane in Tunisia, poi che fosse tutto falso e che non fossero mai stati inviati 50 milioni alla Tunisia. Alla fine hanno ammesso che sono stati inviati, ma non per il coronavirus. Vediamo insieme come stanno davvero le cose.

I 50 milioni alla Tunisia sono una Fake news? Vediamo se la fonte è autorevole

Per capire se una notizia è vera o falsa, la cosa migliore da fare è sempre verificare la fonte citata e la sua autorevolezza. Se un politico racconta una cosa in tv senza citare una fonte, la notizia può essere messa in discussione. Se un post pubblicato su Facebook cita “Lercio” come fonte della notizia, ad esempio, è evidente che sia ironico. Viceversa la fonte non è autorevole (e anzi ingannevole) se l’indirizzo è una falsa testata “acchiappa Like” che gioca sull’equivoco tentando di emulare in modo subdolo noti quotidiani, tipo “Il Corsaro della Sera” o “La Repubblichina”. Dato che non siamo dei “bufalari”, ecco che citiamo sempre fonti autorevoli.

La fonte mostrata in tv da me e utilizzata da Delmastro per l’interrogazione parlamentare sui 50 milioni alla Tunisia è direttamente la pagina Facebook ufficiale dell’Ambasciata italiana a Tunisi. Ecco qui sotto lo screenshot del post messo in rete direttamente dai nostri diplomatici e la comunicazione ufficiale pubblicata dall’Ansa il 23 di marzo.

La notizia dei 50 milioni alla Tunisia diffusa direttamente dall’Ambasciata italiana a Tunisi

 
50 milioni alla Tunisia
 
 
50 milioni alla Tunisia: la fonte diretta e ufficiale della notizia
 
 

Coronavirus: Italia a sostegno imprese tunisine

(ANSAmed) – TUNISI, 25 MAR – “Italia e Tunisia continuano a cooperare per superare questo difficile momento insieme.

L’Italia, tramite la Cassa Depositi e Prestiti, ha versato 50 milioni di euro (circa 157 milioni di dinari) a titolo di credito d’aiuto alla Banca Centrale tunisina”. Lo rende noto su Facebook l’ambasciata d’Italia in Tunisia aggiungendo che “questa somma è destinata a sostenere le imprese tunisine e potrà essere utilizzata per rispondere all’impatto socioeconomico del coronavirus in Tunisia, supportando le misure messe in campo dal Governo tunisino. È un primo passo, mano nella mano, per far fronte al Covid-19”. Il presidente tunisino Kaies Saied due giorni fa ha informato il presidente Sergio Mattarella della “volontà della Tunisia di inviare in Italia una delegazione medica a sostegno degli sforzi intrapresi dalle autorità italiane, nonostante i modesti mezzi a disposizione della Tunisia, poiché la situazione oggi nel mondo riguarda tutte le nazioni e non più un paese soltanto”.(ANSAmed).

Esistono fonti più autorevoli dell’Ambasciata italiana a Tunisi e della principale agenzia di stampa in Italia? Nessuna Fake news o Bufala. Ci dispiace per troll grillini, ma la notizia da noi diffusa è vera e con fonti autorevolissime.

Farnesina in imbarazzo costretta ad ammissioni, retromarcia e post cancellati. 50 milioni alla Tunisia, non è una Bufala

Dopo la nostra denuncia pubblica e l’interrogazione parlamentare moltissimi cittadini hanno iniziato a riempire di commenti critici il post, tanto che poche ore dopo è sparito dalla pagina Facebook dell’Ambasciata, come denunciato nuovamente dallo stesso Delmastro (Riportiamo integralmente lancio di Agenzia Adnkronos).

CORONAVIRUS: DELMASTRO (FDI), ‘AMB. ITALIA A TUNISI RIMUOVE NOTIZIA 50 MLN DA GOVERNO’ =

Presentata interrogazione, rimozione non cancella stanziamento Roma, 27 mar. ( Adnkronos) – “Si infittisce il mistero dei 50 milioni di euro sciaguratamente versati dall’Italia, tramite Cassa depositi e prestiti, alla Tunisia e destinati alle imprese Tunisine. Ho depositato interrogazione che chiede conto del motivo della rimozione della notizia dal sito ufficiale della nostra ambasciata a TUNISI“. Lo dichiara Andrea Delmastro, deputato e capogruppo Fdi in commissione Esteri. “Fratelli d’Italia pretende che non venga rimossa la notizia, ma venga rimosso, cancellato, azzerato il contributo. Si chieda indietro il contributo anziché preoccuparsi di rimuovere la notizia. La vergogna non è la propalazione della notizia, ma la contribuzione. Di Maio è come mio figlio che, beccato con le mani nella marmellata, crede che nascondendo le mani tutto sia a posto: non è così”, conclude Delmastro. (Ruf/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 27-MAR-20 13:06 NNNN

Ma la telenovela non finisce qui: sempre il 27 marzo, in serata, è uscita una nota di precisazione della Farnesina che, sempre per correttezza (noi siamo fatti così), riportiamo a seguire integralmente.

Nella comunicazione qui sotto, come potete leggere, il Ministero degli Esteri ammette di aver inviato i 50 milioni di euro a Tunisi, ma adesso – smentendo la propria Ambasciata – precisa che erano già stati stanziati e non sarebbero quindi, nella nuova versione, legati al coronavirus.

La replica della Farnesina che di fatto conferma i 50 milioni alla Tunisia

In merito ad alcune polemiche sollevate nelle ultime ore, la Farnesina precisa che quello nei confronti della Tunisia non è un dono, né un regalo, bensì un credito (di aiuto), appunto di 50 milioni di euro, che rientra nel quadro del più ampio Memorandum of Understanding Italia – Tunisia siglato nel 2017, dunque ben tre anni fa. Non solo: il contratto di finanziamento è stato poi perfezionato il 18 marzo 2019, contestualmente alla sottoscrizione del relativo accordo intergovernativo Italia – Tunisia,  su risorse del Fondo Rotativo per la Cooperazione allo Sviluppo (ex lege 125/2014) di cui CDP è gestore per sostenere gli investimenti privati nel settore agricolo e dell’economia sociale e solidale. Si tratta dell’esecuzione di un’intesa bilaterale poi giunta nel marzo 2019 e, proprio a tal proposito, sorprendono non poco le strumentalizzazioni giunte al riguardo. Si evince facilmente, dunque, che la finalità del credito, proprio perché connessa ad accordi del 2017, non potrebbe essere collegata in alcun modo all’emergenza Covid, ma a un programma a supporto delle PMI tunisine definito a livello intergovernativo nella prima metà dello scorso anno. Programma di supporto come peraltro ve ne sono molteplici e dei quali, si ricorda, giova in modo indiretto anche il tessuto imprenditoriale italiano attivo sul territorio.

Aiuti in Somalia

Altri soldi italiani in Bolivia e Somalia

Mentre dal dicastero gestito da Luigi Di Maio sono costretti ad ammettere il contributo a Tunisi, ma provano ad arrampicarsi sugli specchi cancellando il post, cambiando versione e giustificando l’ingiustificabile, Andrea Delmastro rilancia e denuncia che il caso dei 50 milioni alla Tunisia non solo non è una Fake news, ma non è nemmeno isolato. Altri 21 milioni sono andati in Bolivia e 200 mila euro in Somalia.

Di Maio farà cancellare anche questo Tweet della nostra Ambasciata in Somalia?

VEDI VIDEO E CONTINUA NELLA PAGINA

https://www.giovannidonzelli.it/attivita/50-milioni-dallitalia-alla-tunisia-nessuna-bufala-o-fake-news-ecco-le-prove.html

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VIDEO

Coronavirus: in piena emergenza l’Italia invia 50 milioni alle imprese tunisine

 

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La scoperta del responsabile esteri di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro
 
 
 

 

CORONAVIRUS COVID-19: L’ITALIA UN PAESE CON MILLE DIFFICOLTA’ E SOFFERENZE

 

Coronavirus, Confcommercio: "A Milano chiuso il 50% delle attività ...

LE CITTA’ SONO VUOTE E DESERTE LA GENTE E’ CHIUSA IN CASA

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QUI ITALIA NEWS

CONSIDERAZIONI

LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS COVID-19 HA COLPITO L’ITALIA IMPREPARATA,

CON UN GOVERNO CHE ALL’INIZIO HA PRESO TUTTO ALLA LEGGERA, E CON DEI MEDICI CHE NON SI RENDEVANO CONTO DELLA GRAVITA E FACEVANO DISINFORMAZIONE, DICENDO CHE ERA SEMPLICE INFLUENZA E NON ERANO NECESSARIE LE MASCHERINE. 

L’ITALIA SI E’ FERMATA CHIUDENDO FABBRICHE INDUSTRIE AZIENDE MERCATI NEGOZI RISTORANTI BAR SCUOLE UNIVERSITA’ PALESTRE TEATRI ED ANCHE LE CHIESE.

LE VIE E LE STRADE SONO DESERTE CON LA GENTE CHIUSA IN CASA.

ORA DOPO TANTI GIORNI ABBIAMO FAMIGLIE DISTRUTTE DAI LUTTI GRAVI, PERSONE MORTE PER CURE INADEGUATE, CON OSPEDALI CARENTI DI ATTREZZATURE, MOLTI MALATI NEGLI OSPEDALI, IL POPOLO ITALIANO AGLI ARRESTI DOMICILIARI.

MENTRE CHI E’ RICCO O STIPENDIATO SI RIPOSA E SI RILASSA, TANTI PADRI NON SANNO COME SFAMARE I FIGLIOLETTI, NON AVENDO NESSUNA RISORSA ECONOMICA  ORA COSTRETTI A NON LAVORARE.

IL GOVERNO ITALIANO INTANTO PENSA A MANTENERE GLI IMMIGRATI E A PRESTARE DENARO A TUNISIA E BOLIVIA, PERFINO HA SPEDITO MASCHERINE A PAESI ESTERI QUANDO SERVIVANO IN ITALIA.

POVERA ITALIA, POVERI ITALIANI, POVERE FAMIGLIE ITALIANE, POVERI BAMBINI ITALIANI, POVERI NONNINI ITALIANI MOLTI DEI QUALI SONO PASSATI AD ALTRA VITA PER COLPA DEL CORONAVIRUS COVID-19 E MANCATA

ASSISTENZA MEDICA !

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QUI ITALIA NEWS

https://sites.google.com/site/quiitalianews/home/coronavirus-covid-19-l-italia-un-paese-in-mille-difficolta

CORONAVIRUS COVID-19: INIZIANO PICCOLE RIVOLTE AL SUD PER LA POVERTA’ DOVUTA AL DIVIETO DI USCIRE DI CASA E LAVORARE

 
CONTROINFORMAZIONE.INFO
 
27 MARZO 2020

INIZIANO LE PRIME FIAMMATE DI RIVOLTE POPOLARI AL SUD

di Luciano Lago

Lo stato d’assedio imposto con le misure per prevenire la pandemia del coronavirus inizia a determinare i primi focolai di rivolta fra le masse popolari delle persone e delle famiglie che, vivendo alla giornata e non disponendo di risparmi, non hanno il denaro per fare la spesa tutti i giorni e provvedere alle proprie necessità e a quelle dei loro figli.
Non era difficile da prevedere che questa è una situazione diffusa soprattutto nelle grandi aree urbane del sud, come Napoli, Palermo e non solo in quelle.

Tuttavia lo scollamento del governo dai problemi reali del paese inizia ad emergere e, come alcuni vaticinavano, la cura potrebbe essere peggiore della malattia tanto che, l’effetto di varie settimane di blocco totale dell’economia, potrebbe determinare rivolte sociali con assalto ai supermercati e barricate in mezzo alla strada.
Uno scenario molto concreto visto che , con negozi e mercati chiusi, piccole imprese, dai ristoranti alle attività turistiche, come tutto l’indotto che gira attorno a queste, ci sarà non solo un tracollo di questa economia di sopravvivenza ma soprattutto saranno gettate nella disperazione decine di migliaia di famiglie che non avranno di che sopravvivere e presto la disperazione si tramuterà in rabbia.
Una brutta situazione considerando che buona parte della gente non ha la possibilità di aspettare i tempi della burocrazia per ricevere dei sussidi che non si sa se e quando arriveranno e tanto meno attendere le decisioni dell’Unione Europea che, anche stavolta, ha dimostrato la sua propensione allo strozzinaggio piuttosto che alla solidarietà strombazzata dalla propaganda dei suoi sostenitori.

A Palermo iniziano ad accadere fatti significativi che dimostrano come il clima si stia surriscaldando.

E’ successo che una ventina di persone, dopo essersi contattate a vicenda sui social, hanno assaltato un supermercato in viale Regione siciliana.
In pratica le persone sono entrate, hanno riempito i carrelli di generi alimentari e, una volta alle casse, circa 20 persone hanno cercato di forzarle al grido di “Non abbiamo soldi, non vogliamo pagare”.

http://www.palermotoday.it/cronaca/tensione-ressa-supermercato-lidl-spesa-senza-pagare.html

Naturalmente gli addetti del market hanno chiamato poi polizia e carabinieri, mentre all’esterno tra la gente in fila, a distanza di un metro, come impongono le regole anti Covid-19, è scoppiato il panico.
In questo caso, grazie all’intervento della polizia, tutto alla fine, sembra rientrato ma la tensione resta palpabile ed un momento di panico c’è stato.
Circola la paura fra la gente, la paura di non avere i soldi per sopravvivere, una sensazione che ormai sembra dilagare anche su Facebook dove in molti ormai inneggiano alle rivolte tipo gilet gialli e si scrivono post di incitamento alla rivolta.

 
Tentativo di spesa gratis. Interviene Polizia a Palermo
Non è un caso che i primi focolai di rivolta si sviluppino a Palermo, dato il fatto che, come molti sanno ma il governo ignora, l’economia in nero è la tipica forma di sopravvivenza per una gran parte della gente e diventa impossibile lavorare alla giornata e sopravvivere rimanendo bloccati in casa.
Dopo Palermo la stessa situazione potrebbe diffondersi a Napoli e dintorni ma il governo Conte, Di Maio, Gualtieri trascura forse queste situazioni del Mezzogiorno e pensa ad emettere nuovi decreti e nuovi (ennesimi) moduli di autocertificazione.

Tuttavia la fame non si autocertifica e determina una rabbia che potrebbe spingere anche a gesti estremi.

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marzo 15, 2020

CORONAVIRUS COVID-19 EMERGENZA IN ITALIA: UE BLOCCA I TIR ITALIANI MA LASCIA PASSARE I CLANDESTINI VERSO L’ITALIA

 
Gli operai sloveni piazzano i new jersey in cemento e li posano sulla strada
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VOX NEWS.INFO
15 MARZO 2020

CORONAVIRUS, UE BLOCCA COSÌ I TIR ITALIANI MA LASCIA PASSARE I CLANDESTINI VERSO L’ITALIA – FOTO

 
Gli operai sloveni piazzano i new jersey in cemento e li posano sulla strada. Le carreggiate sono bloccate. Succede a tutti i valichi secondari che dividono l’Italia dall’ex repubblica Jugoslavia. Che poi è sempre e sempre sarà territorio italiano.
Per oltrepassare la frontiera bisogna affidarsi ai sei punti di valico primari, posti sotto il rigido controllo delle autorità:
 
E lì, nessuno che abbia passaporto italiano può passare, se non dietro presentazione di un certificato medico. Dovevamo farlo noi coi cinesi, invece no, e ora è una strage quotidiana.
 
Ma c’è un ma: se agli italiani è vietato l’ingresso in Slovenia così non è per i clandestini che quotidianamente oltrepassano la frontiera per raggiungere illegalmente l’Italia dalla Slovenia. Loro non trovano ostacoli. “Non c’è nessun controllo in uscita”, denuncia Edoardo Alessio, segretario provinciale dell’Fsp Polizia. “I colleghi sloveni non fanno controlli per gli immigrati, che sono liberi di camminare per strada e sui sentieri per superare i confini”.
 
Nel 2019 ne sono passati, quelli individuati, 5.526. Ora sono in arrivo le centinaia di migliaia che premono, spinti da Erdogan, al confine greco.
 
A inizio settimana la polizia ne ha intercettati alcune decine: “La maggior parte dei valichi di frontiera secondari sbarrati dagli ostacoli – spiega Alessio – sono quasi tutti sulle montagne del Carso. Se i migranti continuano ad attraversarli, non li vede nessuno”. Il problema, spiega il sindacato, è che se dovesse “arrivare una grossa quantità” di irregolari, il lavoro per rintracciarli distoglierebbe “la polizia dal controllo del territorio per quanto riguarda i nuovi decreti del governo contro la diffusione del coronavirus”. Senza contare che da giorni gli operatori chiedono, inascoltati, dispositivi di protezione per affrontare chi approda via terra nel Belpaese. “Abbiamo riduttissime forniture di Dpi, come mascherine FFP3, guanti e occhiali protettivi”, spiega Alessio. Per questo “avevamo chiesto all’amministrazione di respingere alla frontiera quanti più migranti possibili, vista l’emergenza sanitaria in atto”.
 
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VOX NEWS.INFO
 
15 MARZO 2020
 
LA UE VUOLE AFFAMARE L’ITALIA: CENTINAIA TIR BLOCCATI A FRONTIERE
 
Centinaia di Tir restano bloccati ai valichi con la Slovenia Il governatore Fedriga: “Fate riaprire subito il traffico merci”

Non solo. Tir bloccati anche al Brennero. L’espandersi del contagio del Coronavirus sta purtroppo rinfocolando un’annosa diatriba commerciale tra il nostro Paese e l’Austria relativamente al transito dei TIR italiani al Brennero. Tuttavia è inaccettabile che, attraverso il pretesto di misure precauzionali, vengano applicati provvedimenti discriminatori nei confronti dei nostri autotrasportatori e del servizio che svolgono. Per questo motivo, l’eurodeputato Danilo Oscar Lancini, in qualità di membro della Commissione “Commercio Internazionale” (INTA) del Parlamento Europeo, ha presentato un’interrogazione urgente alla Commissione Europea.

«Allo stato attuale delle informazioni – spiega l’On. Lancini – è in vigore per i veicoli industriali italiani un blocco verso l’Austria e la Slovenia: tale misura segue quella che vincolava l’ingresso in Austria solo previa esibizione di un certificato sanitario del conducente. Tali misure, adottate oltretutto senza alcuna consultazione con il Governo italiano e le istituzioni europee, arrecano danni irreversibili alle esportazioni italiane prima ancora che alle imprese di trasporto nazionale».

Pertanto Lancini chiede alla Commissione «di intervenire rapidamente al fine di porre rimedio con urgenza a tali misure discriminatorie e di vigilare costantemente per evitarne il ripetersi».

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https://voxnews.info/2020/03/15/la-ue-vuole-affamare-litalia-centinaia-tir-bloccati-a-frontiere/

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A CURA DI QUI ITALIA NEWS

https://sites.google.com/site/quiitalianews/home/coronavirus-covid-19-emergenza-in-italia

dicembre 8, 2019

UE CONTRO IL CIBO ITALIANO: FA MALE MEGLIO COCA E REDBULL

 
VOX NEWS.INFO
 
5 DICEMBRE 2019
 
 

NUTRISCORE, UE CONTRO IL CIBO ITALIANO: FA MALE, MEGLIO COCA E REDBULL

 
Il caso Nutri-Score è all’ordine del giorno e Matteo Salvini, ospite in vari programmi tv, sta spingendo per far conoscere agli italiani la nuova normativa allo studio dell’Unione europea. Ospite di Barbara Palombelli a Stasera Italia, il leader della Lega si è presentato in studio con una bottiglia di olio: “I geni di Bruxelles metteranno un semaforo sugli alimenti – spiega indignato -. La dieta mediterranea farebbe male, il pecorino romano e l’olio italiano farebbero male. Semaforo rosso. Patatine surgelate, Coca Zero e Red Bull avrebbero semaforo verde. Pazzesco”.
 

Oggi, ospite di Sky Tg24, ha rincarato la dose: “Un’altra trovata europea per mettere fuorilegge la dieta mediterranea. Quindi niente olio, prosciutto e pecorino romano perché fanno male. Però beviamo Coca zero e Red Bull. Questo è quello che hanno partorito i geni del Mes”.

“Ho verificato di persona il funzionamento di “Nutriscore”, sistema che può creare danni al Made in Italy penalizzando le eccellenze alimentari del nostro Paese e ho presentato un’interrogazione prioritaria alla Commissione Europea”. Lo sostiene Silvia Sardone della Lega.

“È un sistema fuorviante e discriminatorio che paradossalmente finisce per escludere dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole”, continua l’europarlamentare, “per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. Si rischia di promuovere cibi spazzatura e di bocciare alimenti sanissimi come l’olio extravergine di oliva considerato il simbolo della dieta mediterranea, ma anche specialità come il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano e il prosciutto di Parma”.

“L’Italia è il primo Paese dell’Unione Europea per numero di prodotti agroalimentari riconosciuti a denominazione d’origine protetta (DOP) e a indicazione geografica protetta (IGP)”, aggiunge la leghista, “non possiamo permettere che l’Europa penalizzi le nostre produzioni.

 

Si tratta di un’etichettatura stampata sul fronte della confezione che semplifica il giudizio su ogni alimento assegnandogli un colore e una lettera sulla scala: verde (A), verdino (B), giallo (C), arancio (D), rosso arancio (E). Verde indica maggior contenuto di nutrienti giudicati positivamente: fibre, proteine, frutta, verdura, leguminose e oleaginose. Il rosso è l’allarme per nutrienti da limitare: calorie, grassi saturi, zuccheri e sale. Il problema è che così si crea un pregiudizio sul cibo a prescindere dalla quantità consumata e da come è inserito nel contesto di una dieta. Il risultato è che la Coca cola light è verdina e lo speck rosso fuoco. Cosa che avrebbe senso se si consumassero interi pasti fatti esclusivamente di speck. Così concepito, il sistema è un siluro contro la collaudata dieta mediterranea che mescola sapientemente le materie prime tipicamente made in Italy, grande risorsa per l’export italiano.

Ma mentre l’Unione europea aveva addirittura avviato una procedura di infrazione contro il sistema a semaforo degli inglesi, quello francese, adottato furbescamente come sperimentale, non ha suscitato le ire dell’Ue. Al contrario: la Dg Sante (ovvero la direzione generale Salute e sicurezza del cibo), poco prima che la Commissione Juncker lasciasse il posto, ha prodotto un’analisi riservata che valuta positivamente i sistemi a colori per i cibi. Non è ancora un endorsement per il sistema francese, che nel frattempo ha preso piede anche in altri Paesi, vedi Spagna e Belgio. Ma di certo è la base per una futura legislazione europea che, a fronte del fatto che il sistema sta facendo proseliti in diversi Paesi dell’Unione, potrebbe raccomandarne l’adozione a tutta l’Ue pur di armonizzare le etichette.

Il documento preoccupa talmente la Lega che Matteo Salvini ha denunciato il rischio a Porta a porta: «C’è un’altra trattativa tenuta nascosta a Bruxelles, quella sul bollino sugli alimenti con semaforo rosso, giallo o verde. Alimenti come l’olio di oliva o il prosciutto San Daniele o il pecorino romano avrebbero il semaforo rosso. È un paper segreto. È una boiata pazzesca». Nulla è deciso e il governo italiano sta presentando un sistema alternativo di classificazione, ma potrebbe comunque essere tardi: il sistema dei colori banalizza la questione e proprio per questo è efficace nella comunicazione. A essere preoccupato non è il solo Salvini.

«Si rischia di sostenere, con la semplificazione, modelli alimentari sbagliati che mettono in pericolo non solo la salute dei cittadini ma anche il sistema produttivo di qualità del made in Italy», dice il presidente di Coldiretti Ettore Prandini. E per Federalimentare «nutri-score è peggio dei dazi».

VEDI I VIDEO E CONTINUA NELLA PAGINA

https://voxnews.info/2019/12/05/ue-contro-il-cibo-italiano-fa-male-meglio-la-coca-e-redbull/?fbclid=IwAR0wab8libziAhYRh4TiR_t3XiQPtjOUbbYD_IoeYyc9h_IreO2oiHB2zVU

dicembre 7, 2019

SECONDO L’UE IL CIBO ITALIANO FA MALE: L’ENNESIMO TENTATIVO PER NEUTRALIZZARCI – Diego Fusaro

SECONDO L’UE IL CIBO ITALIANO FA MALE: L’ENNESIMO TENTATIVO PER NEUTRALIZZARCI – Diego Fusaro

 

LA CAMERA APPROVA IL DECRETO FISCALE

Filed under: ATTUALITA', ECONOMIA, governo, italia, lavoro, politica — Tag:, , , , — mirabilissimo100 @ 6:35 am

Parlamento italiano

 
SPUTNIK NEWS.COM
 
6 12 2019

Bonus Tari per le famiglie disagiate, taglio della “tampon tax”, 730 rinviato a settembre, nuove misure per gli appalti, stop multe ai commercianti senza Pos e novità su RC auto: ecco cosa cambia con il nuovo decreto fiscale.

Approvata alla Camera la fiducia sul decreto fiscale con 310 voti favorevoli, 199 contrari e nessun astenuto. Oggi l’Aula passerà al vaglio i punti dell’odg, mentre nel pomeriggio è previsto il voto finale. Poi il decreto passerà al Senato. La manovra dovrà essere approvata entro il 25 dicembre. 

Rispetto alla stesura iniziale, il provvedimento è stato arricchito da una serie di interventi a sostegno delle imprese e delle famiglie, come i Pir (Piani individuali di risparmi, per i piccoli imprenditori) e le agevolazioni per le famiglie, come la nuova RC auto. Il decreto prevede anche un prestito di 400 mln di euro ad Alitalia, per garantire la continuità aziendale. Ecco quali sono le novità inserite nel decreto. 

  • Rc auto famigliare: dal prossimo rinnovo, le famiglie a basso Isee potranno beneficiare della tariffa più bassa fra tutti i veicoli di proprietà.
  • Bonus Tari per famiglie disagiate: le famiglie a basso Isee potranno accedere a condizioni tariffarie agevolate per la fornitura del servizio integrato di gestione dei rifiuti urbani. Sarà competenza dell’Arera (Autorità di regolazione per l’energia reti e ambiente) definire le modalità attuative stabilendo una convenzione con l’Anci.
  • Seggiolini antiabbandono: ok a moratoria entro il 6 marzo 2020 per le famiglie che non hanno ancora provveduto a dotarsi dei dispositivi salva-bimbo in auto. Lo stanziamento avverrà sotto forma di credito d’imposta. L’obbligo è previsto sino ai 4 anni d’età del minore.
  • Appalti: Meno obblighi per il committente, che dovrà  versare tutte le ritenute fiscali, operate dall’impresa appaltatrice o affidataria e dalle imprese subappaltatrici, solo per commesse superiori a 200.000 euro. Resta l’impossibilità di compensazione con eventuali crediti con lo stato. Le imprese ad alto impiego interessate dall’obbligo di attestazione dovranno certificare il versamento attraverso il modello F24. Esentate dall’obbligo le imprese con pendenze inferiori a 50.000 euro e in regola da almeno tre anni con gli obblighi dichiarativi. 
  • Proroga del 730: i contribuenti con sostituto di imposta potranno presentare il modello 730 entro il 30 settembre. Non è invece passato l’ampliamento della platea di contribuenti che potranno utilizzare tale modello. 
  • Tampon Tax: taglio dell’Iva dal 22% al 5% per tamponi e assorbenti compostabili o lavabili e per le coppette mestruali. Il governo si impegna inoltre a rimodulare l’Iva sugli altri prodotti relativi all’igiene femminile.
  • Carcere agli evasori: attenuate le pene detentive in assenza di condotte fraudolente, per dichiarazione infedele o omessa. Resta invece immutata la pena massima di 8 anni per dichiarazione fraudolenta, così come la punibilità per omesso versamento di ritenute e Iva (da 150.000 e 250.000 euro). Limitata l’applicabilità di confisca per gli evasori
  • Indennità ai sindaci: passa da 1.290 a 1.450 lordi l’indennità minima per i sindaci dei comuni con meno di 3 mila abitanti.
  • Iva auto e autoscuole: diminuisce al 4% l’Iva per auto ibride o elettriche destinate a disabili mentre verrà imposta l’Iva al 22% sui corsi di scuola guida, in maniera non retroattiva.
  • Stop a multe commercianti senza Pos: non saranno più soggetti a sanzioni in commercianti al dettaglio non muniti di Pos per i pagamenti con carte di credito/debito. 
  • 460 milioni per investimenti ferroviari: predisposti fondi per investimenti su tutto il territorio e per la progressiva sostituzione entro il 2026 sei treni con toilette a scarico. 
  • 180 milioni per Polizia e Vigili del Fuoco per pagare gli straordinari non ancora liquidati, precedenti al 2019.
  • Lotteria scontrini: rinviata dal 1° gennaio al 1° luglio la lotteria per gli scontrini, per dare il tempo ai commercianti di adeguarsi alle nuove norme. 
  • CONTINUA NELLA PAGINA

REDDITO DI CITTADINANZA: MENO DI 1000 POSTI DI LAVORO CREATI

 

 
 
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VOCE CONTRO CORRENTE.IT 
 
1 DICEMBRE 2019
Doppio affondo contro il reddito di cittadinanza, la misura voluta dal MoVimento 5 Stelle per contrastare la povertà in Italia.
 
Su Facebook il senatore e leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha scritto: «Il dramma vero è che il reddito di cittadinanza è un flop incredibile. Prima o poi anche chi l’ha votato – Lega e Cinque Stelle – dovrà prenderne atto. Vanno creati posti di lavoro con Italia Shock, altro che sussidi».
 
Sulla stessa scia Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati, che, sempre su Facebook, ha scritto: «Più che reddito di cittadinanza ci sembra un flop di proganda: tre miliardi di euro spesi, 700 mila persone beneficiate (tra cui brigatisti, lavoratori in nero, pusher, contrabbandieri…) e meno di 1000 posti di lavoro prodotti. Il grande bluff del M5S sta tutto qua. A pagarlo però come sempre siamo noi #vergogna #mandiamoliacasa».
 
Il riferimento è a un articolo pubblicato su  secondo cui, riprendendo fonti sindacali, i percettori del sussidio che hanno trovato un impiego dopo aver siglato i patti per il lavoro sono al momento meno di mille. Il tutto su un totale di oltre 700mila beneficiari occupabili.
 
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https://vocecontrocorrente.it/reddito-cittadinanza-posti-lavoro/

KONARÉ AI POLITICI ITALIANI: “ANZICHÉ SALVARE LE BANCHE TEDESCHE, DATE DIGNITÀ AGLI ANZIANI”

Filed under: ATTUALITA', ECONOMIA, italia, lavoro, politica, UNIONE EUROPEA — Tag:, , , , , , — mirabilissimo100 @ 6:24 am

 

 
KONARE’   E UNA FOTO CON ANZIANA E INFERMIERA
 
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STOP CENSURA.INFO
 
5 DICEMBRE 2019
 

di Mohamed Konaré

“Una società che non accudisce i suoi anziani è una società fallita, è una maledizione collettiva.
Ricordate che tutto quello che avete oggi è il frutto del duro lavoro, di sacrifici che gli anziani hanno fatto. Si sono sacrificati per darvi il cibo, mandarvi a scuola, darvi tutto quello che avete oggi. Vi chiederete perché scrivo queste righe. Lo scrivo perché con dispiacere ho notato che in molte case per anziani di proprietà dei comuni, le condizioni igienico-sanitarie sono inesistenti, oltre al cibo scadente che gli anziani mangiano”.

“Per ora mi limito qui. Non avrò nessuna esitazione a fare nomi, se sarà necessario, ma credo che i carabinieri dovrebbero fare dei controlli a tappeto in queste strutture. Loro sono la memoria ultima della vostra storia. In Africa si dice che quando muore un anziano è una biblioteca che brucia. Invece di cercare di salvare le banche tedesche e francesi date dignità ai vostri anziani. I politici si dovrebbero vergognare. Siete disgustosi”.

Mouhamed Konare

12 hours ago

Una società che non accudisce i suoi anziani è una società fallita, è una maledizione collettiva..
Ricordate che tutto quello che avete oggi è il frutto del duro lavoro, di sacrifici che gli anziani hanno fatto..
Si sono sacrificati per darvi il cibo, mandarvi a scuola, darvi tutto quello che avete oggi..
Vi chiederete perché scrivo queste righe..
Lo scrivo perché con dispiacere ho notato che in molte casa per anzi di proprietà dei comuni, le condizioni igieniche,sanitarie sono inesistenti oltre altre al cibo scadente che gli anziani mangiano..
Per ora mi limito cui.. non avrò nessuna esitazione a fare nomi se sarà necessario..ma credo che i carabinieri dovrebbero fare dei controlli a tappeto in queste strutture..loro sono la memoria ultima della vostra storia..in africa si dice che quando muore un un’anziano è una biblioteca che brucia..
Che di cercare di salvare le banche tedesche, francese, date dignità ai vostri anziani.
I POLITICI DOVREBBERO VERGOGNARSI..SIETE DISGUSTOSI.

ALLARME DI COLDIRETTI SULLA SCOMPARSA DEI TERRENI AGRICOLI IN ITALIA

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SPUTNIK NEWS.COM
 
5 12 2019

Nella Giornata mondiale sul consumo di suolo arriva la denuncia allarmante di Coldiretti: “scomparso un quarto delle campagne italiane”.

Sull’ultima generazione grava la colpa della perdita in Italia di più di un quarto dei terreni coltivati (-28%) per colpa della cementificazione selvaggia e dell’abbandono, frutto di un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto l’area agricola utilizzabile in Italia nell’ultimo quarto di secolo (25 anni) ad appena 12,8 milioni di ettari.

Questo quadro sconcertante viene fuori da un’analisi della Coldiretti resa nota in occasione della Giornata mondiale del suolo. 

La perdita dei terreni agricoli a seguito del consumo di suolo, in aggiunta ai cambiamenti climatici, che portano dietro di sé precipitazioni più abbondanti e intense, vanno a peggiorare significativamente la capacità del terreno di assorbire l’acqua, andando a creare così condizioni più favorevoli per fenomeni naturali deleteri come frane e smottamenti.

“Il risultato è che sono saliti a 7252 i comuni italiani, ovvero il 91,3% del totale, che sono a rischio frane e/o alluvioni,” sostiene la Coldiretti.

“Per proteggere la terra e i cittadini che vi vivono, l’Italia deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività agricola”, si sottolinea nel comunicato.

Conte: governo impegnato a protezione dell’ambiente

Dati ampiamente recepiti dal governo come indicano le dichiarazioni di Giuseppe Conte. 

“Intendo testimoniare il ruolo di primo piano che il mio governo vuole svolgere nella protezione dell’ambiente e lanciare un messaggio di sistema che possa coinvolgere tutte le categorie produttive, il mondo della scuola e quello delle imprese per trovare soluzioni innovative per collocare il nostro paese in posizione avanzata nella gestione sostenibile del suolo”.

Dissesto idrogeologico in Italia

I problemi del territorio e il grande rischio idrogeologico che grava sull’Italia vengono ricordati ogni volta che il Belpaese viene colpito da ondate di maltempo. Nell’ultimo mese il maltempo ha messo in ginocchio Venezia, Matera e più di recente il nord-ovest, con Piemonte e Liguria particolarmente colpite.

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