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dicembre 29, 2019

LA SACRA FAMIGLIA DAI VANGELI DELL’INFANZIA DI SAN LUCA E SAN MATTEO

 

LA SANTA VERGINE MARIA ERA FIDANZATA CON GIUSEPPE DISCENDENTE DI RE DAVID

 

Luca 1: 26-27;
26 Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, 27 a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
UN GIORNO VENNE DA MARIA L’ANGELO GABRIELE E GLI ANNUNCIO LA NASCITA DEL SALVATORE
Luca 1: 28-38;
28 Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». 29 A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. 30 L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32 Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
34 Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». 35 Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. 36 Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: 37 nulla è impossibile a Dio». 38 Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei.
MARIA SI RECA DALLA CUGINA ELISABETTA  PER AIUTARLA
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Luca 1: 39-56;
39 In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. 40 Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41 Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo 42 ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43 A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? 44 Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. 45 E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore».
46 Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
47 e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
48 perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
49 Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
Santo è il suo nome:
50 di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono
.
51 Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri
 del loro cuore;
52 ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
53 ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.
54 Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia
,
55 come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla
 sua discendenza,
per sempre».
56 Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
 
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GIUSEPPE ACCETTO’ MARIA  AVENDO SAPUTO DALL’ANGELO CHE MARIA ERA IN ATTESA DI UN BIMBO PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO
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Matteo 1: 18-24

18 Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19 Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. 20 Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. 21 Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
22 Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
23 Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio
che sarà chiamato Emmanuele
,
che significa Dio con noi. 24 Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, 
25 la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.
 
MARIA E GIUSEPPE DIVENTANO SPOSI FELICI, UN MATRIMONIO BENEDETTO DAL SIGNORE
 
Tutto avvenne senza creare maldicenze, poiche’ subito Giuseppe prese con se Maria, e ancora non era evidente la sua gravidanza, 
quindi tutto procedette regolarmete, Giuseppe  e Maria divennero sposi, questo fu possibile perchè  Dio e lo Spirito Santo erano con Maria.
La nascità miracolosa di Gesù era un segreto di famiglia, e solo dopo l’Ascensione di Gesù fu’ svelato dalla Santa VergineMaria stessa agli Apostoli,
infatti la Santa  Vergine Maria dopo l’Asensione di Gesù, pregava insieme agli Apostoli, Atti 1: 12-14;
 
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Luca 1: 30-35;
30 L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
 32 Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
34 Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». 35 Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.
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LA NASCITA DI GESU’ A BETLEMME
Luca 2: 1-38;
1 In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2 Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. 3 Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. 4 Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, 5 per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. 6 Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7 Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.


8 C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. 9 Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, 10 ma l’angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11 oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. 12 Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». 13 E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva:
14 «Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama».


15 Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». 16 Andarono dunque senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. 17 E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18 Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. 19 Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.

 


20 I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
21 Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.
22 Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, 23 come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; 24 e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.
25 Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele; 26 lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. 27 Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, 28 lo prese tra le braccia e benedisse Dio:
29 «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo
vada in pace secondo la tua parola;
30 perché i miei occhi han visto la tua salvezza,
31 preparata da te davanti a tutti i popoli,
32 luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele».


33 Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34 Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione 35 perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima».
36 C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, 37 era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38 Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

 

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LA VISITA DEI REMAGI E LA FUGA IN EGITTO
 

Matteo 2: 1-23;

1 Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: 2 «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo». 3 All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4 Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. 5 Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele
».
7 Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella 8 e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
9 Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10 Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. 11 Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. 12 Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.


13 Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo».
14 Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, 15 dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio.


16 Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s’infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. 17 Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:
18 Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande;
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata, perché non sono più
.
19 Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto 20 e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nel paese d’Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino». 21 Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d’Israele. 22 Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea 23 e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nazaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

La Sacra Famiglia vive a Nazareth serena e Gesù bambino cresce in grazia e sapienza

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GESU’ INTANTO CRESCEVA PIENO DI GRAZIA E SAPIENZA

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Luca 2: 41-52;

41 I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. 42 Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l’usanza; 43 ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. 44 Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; 45 non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. 46 Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. 47 E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. 48 Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». 49 Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». 50 Ma essi non compresero le sue parole.
51 Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. 52 E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

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Bibbia Cei

A cura di MARIA DI NAZARETH SEMPRE BEATA

https://sites.google.com/site/mariadinazarethsemprebeata/home/avvento-19la-nascita-di-gesu-una-storia-straordinaria

LA SACRA FAMIGLIA FUGGE IN EGITTO

 

LA SACRA FAMIGLIA FUGGE IN EGITTO

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DAL VANGELO SECONDO SAN MATTEO 2: 13-15;  2: 19-23;

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».

Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».

Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino».

Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

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COMMENTO

Anche Giuseppe si comportò con straordinaria docilità. Appena ricevette l’avvertimento divino, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto ( Mt 2, 14). Cominciava la prima delle persecuzioni che Gesù avrebbe subito sulla terra, nel corso della storia, contro lui stesso o contro i membri del suo Corpo mistico.I Magi erano appena partiti da Betlemme, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo ( Mt 2, 13). In un istante la gioia della Madonna per la visita di quei personaggi, che avevano riconosciuto in suo Figlio il Messia, si mutò in dolore e angoscia. Era ben nota la crudeltà del vecchio re di Palestina, sempre timoroso che qualcuno gli portasse via il trono; per questo aveva fatto uccidere diversi suoi figli e altre persone che potevano fargli ombra, come risulta da varie fonti storiche. Il pericolo, dunque, era grande; ma Dio aveva progetti di salvezza che non potevano non compiersi per l’ambizione e l’iniquità di un tiranno. Tuttavia il Signore non opera miracoli clamorosi: si affida alla risposta delle sue creature fedeli. Perciò i Magi, avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese ( Mt 2, 12).

Per andare in Egitto esistevano due vie principali. Una più comodo, ma anche più frequentata, scendeva lungo le sponde del Mediterraneo e attraversava la città di Gaza. L’altra, meno utilizzata, passava per Hebron e Bersabea, prima di attraversare il deserto dell’Idumea e avventurarsi nel Sinai. Si trattava comunque di un viaggio lungo, di varie centinaia di chilometri, che dovette durare dai dieci ai quattordici giorni.

A Hebron o a Bersabea (quest’ultima situata a 60 km da Betlemme) probabilmente Giuseppe e Maria comprarono delle provviste prima di affrontare la traversata del deserto. È probabile che, in questa parte del viaggio, si siano inseriti in qualche piccola carovana, perché sarebbe stato quasi impossibile farlo da soli: il caldo opprimente, la mancanza di acqua, il pericolo dei predoni, lo rendevano assolutamente sconsigliabile. Lo storico Plutarco narra che i soldati romani, che nel 155 avanti Cristo fecero quella traversata per combattere in Egitto, temevano di più di affrontare le pene del deserto che la guerra che si accingevano a combattere.

Dio aveva progetti di salvezza che non potevano non compiersi per l’ambizione e l’iniquità di un tiranno. Tuttavia il Signore non opera miracoli clamorosi: si affida alla risposta delle sue creature fedeli.

La tradizione immagina – ed è logico che così fosse – che Maria, con il Bambino fra le braccia, cavalcasse un asino, tenuto per la cavezza da Giuseppe. Ma la fantasia degli scritti apocrifi ha fatto fiorire numerose leggende su questo episodio: palme che allargano le loro chiome per far ombra ai fuggitivi, bestie feroci che diventano mansuete, briganti che diventano comprensivi, sorgenti di acqua che sgorgano d’improvviso per alleviare la sete… La pietà popolare si fa eco in quadri e componimenti poetici, con il lodevole fine di mettere in evidenza la vigilanza della Provvidenza divina. La verità è che si trattò di una fuga in piena regola, durante la quale alle sofferenze fisiche si univa il timore di essere raggiunti da un momento all’altro da qualche plotone di soldati. Soltanto quando arrivarono a Rhinocolura, alla frontiera della Palestina con l’Egitto, si sentirono più tranquilli.

Frattanto nel piccolo villaggio di Betlemme si consumava il massacro di un gruppo di bambini al di sotto dei due anni, strappati dalle braccia delle madri. Allora si adempì – annota san Matteo – quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: “Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande; Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più” ( Mt 2, 18). È indubbiamente un passo di difficile comprensione, che ha scandalizzato molti: come può Dio permettere che gli innocenti soffrano, specialmente se sono bambini? La risposta a questa domanda poggia su due punti fermi: Dio non tratta gli uomini come fossero marionette, ma rispetta la loro libertà, anche quando sono dediti a fare il male; nello stesso tempo, con la sua Sapienza e la sua Provvidenza, sa trarre il bene dal male. Dio scrive dritto sulle righe storte degli uomini. Dunque, questo enigma si chiarisce soltanto alla luce del sacrificio di Cristo sulla Croce. La Redenzione è stata operata attraverso la sofferenza del Giusto, dell’Innocente per eccellenza, che vuole associare gli uomini al proprio sacrificio.

La tradizione non è unanime sul luogo in cui risiedette la Sacra Famiglia in Egitto: Menfi, Heliopolis, Leontopolis…, dato che nell’ampio delta del Nilo fiorivano molte comunità ebraiche. Si inserirono in una di esse come tanti emigranti, e là Giuseppe avrà trovato un lavoro che gli permise di mantenere degnamente, anche se poveramente, la famiglia. Secondo i calcoli più comuni, stettero in Egitto almeno un anno, fino a quando di nuovo un angelo annunciò a Giuseppe che poteva ritornare in Palestina.

Furono mesi di lavoro nascosto e di sofferenza silenziosa, con la nostalgia della casa abbandonata, ma nello stesso tempo con la gioia di veder crescere Gesù sano e forte, lontano dal pericolo in agguato. Attorno a loro potevano notare molta idolatria, tante figure di dei strani con lineamenti di animali. Però Maria sapeva che anche per quella gente Cristo era venuto nel mondo, anch’essi destinatari della Redenzione. E la Madonna li abbracciava nel suo cuore materno.

J.A. Loarte

http://www.opusdei.it/…/…/vita-di-maria-x-la-fuga-in-egitto/

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A CURA DEL CENTRO MARIA DI NAZARETH SEMPRE BEATA

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LA NASCITA DI GESU’ DAL VANGELO DI SAN MATTEO

LA NASCITA DI GESU’ DAL VANGELO DI SAN MATTEO
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Matteo 1: 18-2:12
1:18 La nascita di Gesù Cristo avvenne in questo modo. Maria, sua madre, era stata promessa sposa a Giu…seppe e, prima che fossero venuti a stare insieme, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
1:19 Giuseppe, suo marito, che era uomo giusto e non voleva esporla a infamia, si propose di lasciarla segretamente.
1:20 Ma mentre aveva queste cose nell’animo, un angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua moglie; perché ciò che in lei è generato, viene dallo Spirito Santo.
1:21 Ella partorirà un figlio, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati”.
1:22 Tutto ciò avvenne, affinché si adempisse quello che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
1:23 “La vergine sarà incinta e partorirà un figlio, al quale sarà posto nome Emmanuele”, che tradotto vuol dire: “Dio con noi”.
1:24 Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l’angelo del Signore gli aveva comandato e prese con sé sua moglie;
1:25 e non ebbe con lei rapporti coniugali finché ella non ebbe partorito un figlio; e gli pose nome Gesù.
2:1 Gesù era nato in Betlemme di Giudea, all’epoca del re Erode. Dei magi d’Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo:
2:2 “Dov’è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo”.
2:3 Udito questo, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui.
2:4 Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informò da loro dove il Cristo doveva nascere.
2:5 Essi gli dissero: “In Betlemme di Giudea; poiché così è stato scritto per mezzo del profeta:
2:6 “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei affatto la minima fra le città principali di Giuda; perché da te uscirà un principe, che pascerà il mio popolo Israele””.
2:7 Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, s’informò esattamente da loro del tempo in cui la stella era apparsa;
2:8 e, mandandoli a Betlemme, disse loro: “Andate e chiedete informazioni precise sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, affinché anch’io vada ad adorarlo”.
2:9 Essi dunque, udito il re, partirono; e la stella, che avevano vista in Oriente, andava davanti a loro finché, giunta al luogo dov’era il bambino, vi si fermò sopra.
2:10 Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia.
2:11 Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; prostratisi, lo adorarono; e, aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra.
2:12 Poi, avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, tornarono al loro paese per un’altra via.
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Bibbia di Gerusalemme
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LA NASCITA DI GESU’ DAL VANGELO DI SAN LUCA

LA NASCITA DI GESU’ DAL VANGELO DI SAN LUCA
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Luca 2: 1-202:1 In quel tempo uscì un decreto da parte di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l’impero.
2:2 Que…sto fu il primo censimento fatto quando Quirinio era governatore della Siria.
2:3 Tutti andavano a farsi registrare, ciascuno alla sua città.
2:4 Dalla Galilea, dalla città di Nazaret, anche Giuseppe salì in Giudea, alla città di Davide chiamata Betlemme, perché era della casa e famiglia di Davide,
2:5 per farsi registrare con Maria, sua sposa, che era incinta.
2:6 Mentre erano là, si compì per lei il tempo del parto;
2:7 ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.
2:8 In quella stessa regione c’erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge.
2:9 E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore.
2:10 L’angelo disse loro: “Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà:
2:11 “Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore.
2:12 E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia””.
2:13 E a un tratto vi fu con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
2:14 “Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini ch’egli gradisce!”
2:15 Quando gli angeli se ne furono andati verso il cielo, i pastori dicevano tra di loro: “Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto, e che il Signore ci ha fatto sapere”.
2:16 Andarono in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia;
2:17 e, vedutolo, divulgarono quello che era stato loro detto di quel bambino.
2:18 E tutti quelli che li udirono si meravigliarono delle cose dette loro dai pastori.
2:19 Maria serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo.
2:20 E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato loro annunziato.

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Bibbia di Gerusalemme
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LA NASCITA DI GESU’ DAL PROTOVANGELO DI GIACOMO


La nascita di Gesù descritta nel Protovangelo di Giacomo
e dal vangelo dello Pseudo-Matteo


 dal vangelo apocrifo di Giacomo (II-IV sec.

[2] Sellò l’asino e vi fece sedere Maria: il figlio di lui tirava la bestia e Giuseppe li accompagnava. Giunti a tre miglia, Giuseppe si voltò e la vide triste; disse tra s‚: “Probabilmente quello che è in lei la travaglia”. Voltatosi nuovamente, vide che rideva. Allora le domandò: “Che cosa hai, Maria, che vedo il tuo viso ora sorridente e ora rattristato?”. Maria rispose a Giuseppe: “E’ perché vedo, con i miei occhi, due popoli: uno piange e fa cordoglio, l’altro è pieno di gioia e esulta”. [3] Quando giunsero a metà strada, Maria gli disse: “Calami giù dall’asino, perché quello che è in me ha fretta di venire fuori”. La calò giù dall’asino e le disse: “Dove posso condurti per mettere al riparo il tuo pudore? Il luogo, infatti, è deserto”.

[18, 1] Trovò quivi una grotta: ve la condusse, lasciò presso di lei i suoi figli e uscì a cercare una ostetrica ebrea nella regione di Betlemme. [2] Io, Giuseppe, camminavo e non camminavo. Guardai nell’aria e vidi l’aria colpita da stupore; guardai verso la volta del cielo e la vidi ferma, e immobili gli uccelli del cielo; guardai sulla terra e vidi un vaso giacente e degli operai coricati con le mani nel vaso: ma quelli che masticavano non masticavano, quelli che prendevano su il cibo non l’alzavano dal vaso, quelli che lo stavano portando alla bocca non lo portavano; i visi di tutti erano rivolti a guardare in alto. [3] Ecco delle pecore spinte innanzi che invece stavano ferme: il pastore alzò la mano per percuoterle, ma la sua mano restò per aria. Guardai la corrente del fiume e vidi le bocche dei capretti poggiate sull’acqua, ma non bevevano. Poi, in un istante, tutte le cose ripresero il loro corso.

[19, 1] Vidi una donna discendere dalla collina e mi disse: “Dove vai, uomo?”. Risposi: “Cerco una ostetrica ebrea”. E lei: “Sei di Israele?”. “Sì” le risposi. E lei proseguì: “E chi è che partorisce nella grotta?”. “La mia promessa sposa” le risposi. Mi domandò: “Non è tua moglie?”. Risposi: “E’ Maria, allevata nel tempio del Signore. Io l’ebbi in sorte per moglie, e non è mia moglie, bensì ha concepito per opera dello Spirito santo”. La ostetrica gli domandò: “E’ vero questo?”. Giuseppe rispose: “Vieni e vedi”. E la ostetrica andò con lui. [2] Si fermarono al luogo della grotta ed ecco che una nube splendente copriva la grotta. La ostetrica disse: “Oggi è stata magnificata l’anima mia, perché i miei occhi hanno visto delle meraviglie e perché è nata la salvezza per Israele”. Subito dopo la nube si ritrasse dalla grotta, e nella grotta apparve una gran luce che gli occhi non potevano sopportare. Poco dopo quella luce andò dileguandosi fino a che apparve il bambino: venne e prese la poppa di Maria, sua madre. L’ostetrica esclamò: “Oggi è per me un gran giorno, perché ho visto questo nuovo miracolo”.

[3] Uscita dalla grotta l’ostetrica si incontrò con Salome, e le disse: “Salome, Salome! Ho un miracolo inaudito da raccontarti: una vergine ha partorito, ciò di cui non è capace la sua natura”. Rispose Salome: “(Come è vero che) vive il Signore, se non ci metto il dito e non esamino la sua natura, non crederò mai che una vergine abbia partorito”.

[20, 1] Entrò l’ostetrica e disse a Maria: “Mettiti bene. Attorno a te, c’è, infatti, un non lieve contrasto”. Salome mise il suo dito nella natura di lei, e mandò un grido, dicendo: “Guai alla mia iniquità e alla mia incredulità, perché ho tentato il Dio vivo ed ecco che ora la mia mano si stacca da me, bruciata”. [2] E piegò le ginocchia davanti al Signore, dicendo: “Dio dei miei padri, ricordati di me che sono stirpe di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. Non fare di me un esempio per i figli di Israele, ma rendimi ai poveri. Tu, Padrone, sai, infatti, che nel tuo nome io compivo le mie cure, e la mia ricompensa la ricevevo da te”. [3] Ed ecco apparirle un angelo del Signore, dicendole: “Salome, Salome! Il Signore ti ha esaudito: accosta la tua mano al bambino e prendilo su, e te ne verrà salute e gioia”. [4] Salome si avvicinò e lo prese su, dicendo: “L’adorerò perché a Israele è nato un grande re”. E subito Salome fu guarita e uscì dalla grotta giustificata. Ed ecco una voce che diceva: “Salome, Salome! Non propalare le cose meravigliose che hai visto, sino a quando il ragazzo non sia entrato in Gerusalemme”.

[21, 1] Poi Giuseppe si preparò a partire per la Giudea. In Betlemme della Giudea ci fu un grande trambusto, perché erano venuti dei magi che dicevano: “Dov’è il nato re dei Giudei? Abbiamo visto la sua stella nell’Oriente e siamo venuti ad adorarlo”. [2] Udendo questo, Erode fu turbato e inviò dei ministri ai magi; mandò anche a chiamare i sommi sacerdoti e li interrogò, dicendo: “Come sta scritto a proposito del Cristo, dove deve nascere?”. Gli risposero: “In Betlemme della Giudea, perché così sta scritto”. E poi li rimandò. Interrogò anche i magi, dicendo: “Quale segno avete visto a proposito del re che è nato?”. I magi gli risposero: “Abbiamo visto una stella grandissima che splendeva tra queste stelle e le oscurava, tanto che le stelle non apparivano più. E’ così che noi abbiamo conosciuto che era nato un re a Israele, e siamo venuti per adorarlo”. “Andate e cercate”, disse Erode “e se troverete fatemelo sapere affinché anch’io venga a adorarlo”.

I magi poi se ne andarono. [3] Ed ecco che la stella che avevano visto nell’oriente li precedeva fino a che giunsero alla grotta, e si arrestò in cima alla grotta. I magi, visto il bambino con Maria sua madre, trassero fuori dei doni dalla loro bisaccia: oro, incenso e mirra.

[4] Essendo stati avvertiti da un angelo di non entrare nella Giudea, se ne tornarono al loro paese per un’altra via.

[22, 1] Accortosi di essere stato giocato dai magi, Erode si adirò e mandò dei sicari, dicendo loro: “Ammazzate i bambini dai due anni in giù”.

[2] Maria, avendo sentito che si massacravano i bambini, prese il bambino, lo fasciò e lo pose in una mangiatoia di buoi. [3] Anche Elisabetta, sentito che si cercava Giovanni, lo prese e salì sulla montagna guardandosi attorno, ove nasconderlo; ma non c’era alcun posto come nascondiglio. Elisabetta, allora, gemendo, disse a gran voce: “Monte di Dio, accogli una madre con il suo figlio”. Subito il monte si spaccò e l’accolse. E apparve per loro una luce, perché un angelo del Signore era con loro per custodirli.

[23, 1] Erode, nel mentre, cercava Giovanni, e mandò dei ministri da Zaccaria, dicendo: “Dove hai nascosto tuo figlio?”. Rispose loro: “Io sono un pubblico ufficiale di Dio e dimoro costantemente nel tempio del Signore, non so dove sia mio figlio”. [2] I ministri se ne ritornarono per riferire tutto ciò a Erode. Adiratosi, Erode disse loro: “E’ suo figlio colui che regnerà su Israele!”. Mandò, perciò, di nuovo da lui per dirgli: “Dì proprio la verità: dov’è tuo figlio? Sai bene che il tuo sangue sta sotto la mia mano”. [3] Zaccaria rispose: “Se tu spargerai il mio sangue, io sarò un testimone di Dio. Il mio spirito sarà accolto dal Padrone, poiché tu spargerai sangue innocente nel vestibolo del tempio del Signore”. Allo spuntare del giorno, Zaccaria fu ucciso. I figli di Israele non sapevano che era stato ucciso.

[24, 1] All’ora del saluto, i sacerdoti uscirono, ma Zaccaria non venne loro incontro, come di solito, con la benedizione. I sacerdoti stettero a aspettare Zaccaria per salutarlo nella preghiera e glorificare l’Altissimo. [2] Ma, dato che tardava, tutti si intimorirono. Uno di loro si fece coraggio: entrò e vide presso l’altare del sangue coagulato e udì una voce che diceva: “Zaccaria è stato ucciso! Il suo sangue non sarà cancellato fino a quando non giungerà il suo vendicatore”. All’udire tali parole ebbe paura, e uscì per riferire ai sacerdoti. [3] Questi si fecero coraggio, entrarono e videro quanto era accaduto: gemette la travatura del tempio, ed essi si strapparono le vesti dall’alto in basso. Non trovarono il suo corpo, trovarono invece il suo sangue pietrificato. Pieni di timore, uscirono e annunziarono a tutto il popolo che Zaccaria era stato ucciso. Lo vennero a sapere tutte le tribù del popolo, che lo piansero e fecero cordoglio per tre giorni e tre notti. [4] Dopo i tre giorni, i sacerdoti deliberarono chi mettere al suo posto, e la sorte cadde su Simeone. Questo, infatti, era colui che era stato avvisato dallo Spirito santo che non avrebbe visto la morte fino a quando non avesse visto il Cristo nella carne.

[25, 1] Alla morte di Erode, essendo sorto a Gerusalemme un trambusto, io Giacomo, che ho scritto questa storia, mi ritirai nel deserto, fino a quando cessò il trambusto a Gerusalemme, glorificando il Padrone Dio che mi ha concesso il dono e la saggezza per scrivere questa storia.
[2] La grazia sarà in coloro che temono il Signore nostro Gesù Cristo, al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.


Vangelo dello Pseudo-Matteo

[13, 1] Nascita di Gesù. Dopo un certo periodo accadde che si facesse un censimento a motivo di un editto di Cesare Augusto, e tutta la terra si fece iscrivere, ognuno nella sua patria. Questo censimento fu fatto dal preside della Siria, Cirino. Fu dunque necessario che Giuseppe, con Maria, si facesse iscrivere a Betlemme, poiché Giuseppe e Maria erano di qui, della tribù di Giuda e della casata di Davide.

Mentre Giuseppe e Maria camminavano lungo la strada che conduce a Betlemme, Maria disse a Giuseppe: “Vedo davanti a me due popoli, uno piange e l’altro è contento”. Giuseppe le rispose: “Stattene seduta sul tuo giumento e non dire parole superflue”. Apparve poi davanti a loro un bel giovane vestito di abito bianco, e disse a Giuseppe: “Perché hai detto che erano parole superflue quelle dette da Maria a proposito dei due popoli? Vide infatti il popolo giudaico piangere, essendosi allontanato dal suo Dio, e il popolo pagano gioire, perché oramai si è accostato e avvicinato al Signore, secondo quanto aveva promesso ai padri nostri Abramo, Isacco, e Giacobbe: di fatti, è giunto il tempo nel quale, nella discendenza di Abramo, è concessa la benedizione a tutte le genti”.

[2] Ciò detto, l’angelo ordinò di fermare il giumento, essendo giunto il tempo di partorire; comandò poi alla beata Maria di discendere dall’animale e di entrare in una grotta sotto una caverna nella quale non entrava mai la luce ma c’erano sempre tenebre, non potendo ricevere la luce del giorno. Allorché la beata Maria entrò in essa, tutta si illuminò di splendore quasi fosse l’ora sesta del giorno. La luce divina illuminò la grotta in modo tale che né di giorno né di notte, fino a quando vi rimase la beata Maria, la luce non mancò. Qui generò un maschio, circondata dagli angeli mentre nasceva. Quando nacque stette ritto sui suoi piedi, ed essi lo adorarono dicendo: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà”.

[3] Era infatti giunta la nascita del Signore, e Giuseppe era andato alla ricerca di ostetriche. Trovatele, ritornò alla grotta e trovò Maria con il bambino che aveva generato. Giuseppe disse alla beata Maria: “Ti ho condotto le ostetriche Zelomi e Salome, rimaste davanti all’ingresso della grotta non osando entrare qui a motivo del grande splendore”. A queste parole la beata Maria sorrise. Giuseppe le disse: “Non sorridere, ma sii prudente, lasciati visitare affinché vedano se, per caso, tu abbia bisogno di qualche cura”. Allora ordinò loro di entrare. Entrò Zelomi; Salome non entrò. Zelomi disse a Maria: “Permettimi di toccarti”. Dopo che lei si lasciò esaminare, l’ostetrica esclamò a gran voce dicendo: “Signore, Signore grande, abbi pietà. Mai si è udito né mai si è sospettato che le mammelle possano essere piene di latte perché è nato un maschio, e la madre sia rimasta vergine. Sul neonato non vi à alcuna macchia di sangue e la partoriente non ha sentito dolore alcuno. Ha concepito vergine, vergine ha generato e vergine è rimasta”.

[4] All’udire questa voce, Salome disse: “Permetti che ti tocchi e sperimenti se è vero quanto disse Zelomi”. Dopo che la beata Maria concesse di lasciarsi toccare, Salome mise la sua mano. Ma quando ritrasse la mano che aveva toccato, la mano inaridì e per il grande dolore incominciò a piangere e ad angustiarsi disperatamente gridando: “Signore Dio, tu sai che io ti ho temuto sempre, e ho curato i poveri senza ricompensa, non ho mai preso nulla dalle vedove e dall’orfano, e il bisognoso non l’ho mai lasciato andare via da me a mani vuote. Ma ora eccomi diventata miserabile a motivo della mia incredulità, perché volli, senza motivo, provare la tua vergine”.

[5] Mentre così parlava apparve a fianco di lei un giovane di grande splendore, e le disse: “Avvicinati al bambino, adoralo, toccalo con la tua mano ed egli ti salverà: egli infatti è il Salvatore del mondo e di tutti coloro che in lui sperano”. Subito lei si avvicinò al bambino e, adorandolo, toccò un lembo dei panni nei quali era avvolto, e subito la sua mano guarì. Uscendo fuori incominciò a gridare le cose mirabili che aveva visto e sperimentato, e come era stata guarita; molti credettero a causa della sua predicazione.

[6] Anche i pastori di pecore asserivano di avere visto degli angeli che, nel cuore della notte, cantavano un inno, lodavano il Dio del cielo e dicevano che era nato il Salvatore di tutti, che è Cristo Signore, nel quale sarà ridata la salvezza a Israele.

[7] Una enorme stella splendeva dalla sera al mattino sopra la grotta; così grande non si era mai vista dalla creazione del mondo. I profeti che erano a Gerusalemme dicevano che questa stella segnalava la nascita di Cristo, che avrebbe realizzato la promessa fatta non solo a Israele, ma anche a tutte le genti.

[14, 1] Tre giorni dopo la nascita del Signore nostro Gesù Cristo, la beatissima Maria uscì dalla grotta ed entrò in una stalla, depose il bambino in una mangiatoia, ove il bue e l’asino l’adorarono. Si adempì allora quanto era stato detto dal profeta Isaia, con le parole: “Il bue riconobbe il suo padrone, e l’asino la mangiatoia del suo signore”. Gli stessi animali, il bue e l’asino, lo avevano in mezzo a loro e lo adoravano di continuo. Si adempì allora quanto era stato detto dal profeta Abacuc, con le parole: “Ti farai conoscere in mezzo a due animali”.

Giuseppe con Maria, rimase nello stesso luogo per tre giorni.

[15, 1] Il sesto giorno entrarono in Betlemme, dove passarono il giorno settimo. L’ottavo giorno circoncisero il bambino e gli diedero nome “Gesù”, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito. Terminati i giorni della purificazione di Maria, secondo la Legge di Mosè, Giuseppe condusse il bambino al tempio del Signore. Quando il bambino ricevette la “peritomè” (“peritomo” significa circoncisione), offrirono un paio di tortore o due piccini di colombe.

[2] Nel tempio c’era un certo uomo di Dio, perfetto e giusto, di nome Simeone, di anni centododici. Questi aveva ricevuto da Dio la promessa che non avrebbe gustato la morte senza avere prima visto, vivo in carne, il Cristo figlio di Dio. Visto il bambino, egli esclamò a gran voce: “Dio visitò il suo popolo, e il Signore adempì la sua promessa”. E subito l’adorò. Dopo lo prese nel suo mantello e baciando i suoi piedi, disse: “Ora, o Signore, lascia andare in pace il tuo servo poiché i miei occhi videro la tua salvezza che hai preparato al cospetto di tutti i popoli, luce per illuminare le genti, e gloria del tuo popolo, Israele”.

[3] Nel tempio c’era pure la profetessa di nome Anna, figlia di Fanuel, della tribù di Aser, che aveva vissuto con suo marito sette anni dalla sua verginità: ed era vedova già da ottantaquattro anni. Non si era mai allontanata dal tempio del Signore, ed era dedita a digiuni e preghiere. Anche lei adorò il bambino affermando che in lui c’è la redenzione del mondo.

[16, 1] I magi e la fuga in Egitto. Trascorso il secondo anno, dei magi vennero dall’Oriente a Gerusalemme portando grandi doni. E subito interrogarono i Giudei, dicendo: “Dov’è il re che vi è nato? In Oriente infatti abbiamo visto la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”. Questa voce giunse al re Erode e lo spaventò così tanto che radunò scribi, farisei e dottori del popolo per interrogarli dove, secondo i profeti, sarebbe nato Cristo. Essi risposero: “In Betlemme di Giuda. Sta scritto infatti: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei affatto la più piccola tra i principi di Giuda. Da te, invero, nascerà il duce che reggerà il mio popolo Israele””. Erode allora convocò i magi presso di sé e da loro indagò diligentemente quando era apparsa ad essi la stella. Mandandoli poi in Betlemme, disse: “Andate e informatevi diligentemente sul bambino. Quando lo troverete, fatemelo sapere affinché anch’io venga ad adorarlo”.

[2] Mentre i magi se ne andavano, per la strada apparve loro la stella che, precedendoli fino a quando giunsero ove era il bambino, fu quasi la loro guida. Vedendo la stella, i magi si rallegrarono con grande gioia e, entrati nella casa, trovarono il bambino Gesù seduto sul grembo di sua madre. Aprirono allora i loro tesori e regalarono grandi doni alla beata Maria e a Giuseppe. Al bambino poi offrirono ciascuno una moneta d’oro; così pure uno offrì oro, un altro incenso, il terzo mirra.

Volevano ritornare dal re Erode, ma in sonno furono avvertiti da un angelo di non ritornare da Erode. Per un’altra strada se ne ritornarono nella loro regione.

[17, 1] Erode, vedendo che era stato burlato dai magi, si gonfiò in cuor suo, e mandò per ogni strada volendo prenderli e ucciderli. Non trovandoli, mandò nuovamente in Betlemme e in tutti i suoi confini a uccidere tutti i bambini che si trovavano dai due anni in giù, in base al tempo del quale era stato informato dai magi.

[2] Un giorno prima che avvenisse questo, Giuseppe fu avvertito in sogno da un angelo del Signore che gli disse: “Prendi Maria e il bambino e va in Egitto per la via del deserto”. Giuseppe, seguendo l’ordine dell’angelo, partì.

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(C) Dino Ticli, 2001-2003

http://www.letturegiovani.it/semprenatale/vangeli_apocrifi.htm

Acura di MARIA DI NAZARETH SEMPRE BEATA

https://sites.google.com/site/mariadinazarethsemprebeata/home/avvento-27-la-nascita-di-gesu-dal-protovangelo-di-giacomo

dicembre 27, 2019

CONDANNO LE BLASFEMIE DI SAVIANO E DIFENDO GESÙ E MARIA

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Ormai è un classico. A Natale non manca mai qualche intelligentone che prende spunto dalla nascita di Gesù per dissacrare e spingersi fino alla blasfemia. Pensano così di essere molto moderni e alternativi, senza rendersi conto del fatto che non c’è niente di più trito e ritrito della dissacrazione. Nei giorni scorsi abbiamo visto la festa intitolata “Immacolata con(trac)cezione”, con la Madonna circondata dai preservativi, e poi l’immagine di Gesù presentato come un pedofilo eccitato davanti a un bambino, e poi il film “satirico” con Gesù gay. Gira e rigira, in questi casi si fa sempre riferimento al sesso. Gli intelligentoni di turno, che vogliono mostrarsi tanto emancipati, hanno evidentemente un chiodo fisso, e si comportano come quei bambini piccoli che per mostrarsi grandi dicono “cacca” e “pipì” a sproposito. E poi ecco Roberto Saviano, che posta un’immagine della Santa Vergine Maria per la quale non riesco a trovare aggettivi. L’immagine mostra Maria nel pieno del parto, in preda al dolore, con le cosce aperte, sostenuta da Giuseppe. E Saviano dice: “Stanotte la nascita di un bambino, nato tra contrazioni, dolori e sangue, come tutti. Da una madre carica di una responsabilità troppo grande, come tutte le madri. Con un padre spaventato, incerto su ciò che è giusto fare, come tutti i padri. Nato povero, in una famiglia costretta dalla burocrazia del censimento a un viaggio sfiancante. Celebro la nascita del Gesù uomo che, come tutti, viene scaraventato senza chiederlo nella vita e che, a guardarlo così, mi fa sentire meno solo. Buon Natale!”. Se l’immagine è offensiva e blasfema, trovo il commento assurdo, e non mi sembra neanche il caso di spenderci troppe parole. Ciò che mi preoccupa è che questo desiderio smodato di ridurre Gesù alla sola dimensione umana, di certo non nuovo e tipico di molti non credenti in realtà ossessionati dalla figura di Cristo, trova oggi nuovo slancio a causa della predicazione di una Chiesa che, a sua volta, fa di tutto per nascondere la dimensione divina di Gesù. Non lesiniamo le preghiere di riparazione. (Aldo Valli)

 

dicembre 26, 2019

SAVIANO LA NOTTE DI NATALE HA FATTO PIANGERE GESU’ MARIA E GIUSEPPE CON LA BLASFEMIA SATANICA DI NATALIE LENNARD

 
LA SANTA VERGINE MARIA PIANGE
 

 

GESU’ BAMBINO PIANGE
 

 

SAN GIUSEPPE PIANGE
 
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24 DICEMBRE 2019
FACEBOOK
ROBERTO SAVIANO NELLA SUA PAGINA PUBBLICA L’OPERA FOTOGRAFICA ULTRABLASFEMA E ULTRASATANICA   ” BIRTH UNDISTURBED”DELLA FOTOGRAFA NATALIE LENNARD!
NELL’OPERA FOTOGRAFICA VIENE RIPORTATATO UN PARTO  DI UNA DONNA DENTRO UNA STALLA,
 UN UOMO FA DA OSTETRICO, LA SCENA E’ PIU’ CRUDA DI COME SAREBBE NELLA REALTA’,
 LA DONNA SEDUTA SU UN CEPPO, CON LE GAMBE APERTE STA PARTORENDO,LA TESTA DEL BAMBINO
 E’ GIA’ USCITA TUTTA INSANGUINATA E SORRETTA DALL’UOMO, LA DONNA HA LA BOCCA SPALANCATA
 PER LE GRIDA DI DOLORE.
QUESTA SAREBBE LA NATIVITA’  SECONDO  LA FOTOGRAFA NATALIE  LENNARD, ECCO COME COMMENTA LA SUA OPERA:
“Ogni anno celebriamo una nascita naturale … Ciò che mi ha fatto desiderare di ricreare la scena della nascita di Gesù è stato il fatto
 che è stata la più grande nascita” non trattata “di tutti e, per me, un’opportunità da usare visivamente. personaggi inconfondibili per la maggior parte delle persone, religiosi o meno. Quello che ho cercato di fare è raccontare la Natività in un modo che si riferisce alla nascita stessa. Qualcosa che non trovo da nessuna parte guardando le immagini che rappresentano la Natività è il momento della nascita di Cristo, l’arte che mostra davvero la nascita stessa piuttosto che il momento dopo il parto. 
Un presepe che mostra l’estasi e il potere di Maria nel dare alla luce, ed essere in una stalla non farebbe altro che alimentare in quel modo  primordiale “
 
http://www.portalterradelucas.com.br/2017/12/o-verbo-se-fez-carne-e-habitou-entre-nos.html
NATALIE LENNARD E’ FISSATA CON IL PARTO, HA PRODOTTO MOLTE FOTO CON PARTORIENTI.
BASTA GUARDARE NELLA SUA PAGINA DI FACEBOOK
 
https://www.facebook.com/missanielaphotography/
 
https://www.facebook.com/pg/missanielaphotography/photos/?ref=page_internal
 
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L’OPERA BLASFEMA  DI NATALIE LENNARD ” BIRTH UNDISTURBED” NON E’ CONOSCIUTA DAL GRANDE PUBBLICO MA ROBERTO SAVIANO
LA CONOSCEVA E L’HA PUBBLICATA LA SERA DEL 24 DICEMBRE 2019, 
MENTRE TANTI CATTOLICI NEL MONDO CELEBRAVANO IL SANTO NATALE!
ECCO COME COMMENTA ROBERTO SAVIANO:
“Stanotte la nascita di un bambino, nato tra contrazioni, dolori e sangue, come tutti. Da una madre carica di una responsabilità troppo grande, come tutte le madri. Con un padre spaventato, incerto su ciò che è giusto fare, come tutti i padri. Nato povero, in una famiglia costretta dalla burocrazia del censimento a un viaggio sfiancante.
Celebro la nascita del Gesù uomo che, come tutti, viene scaraventato senza chiederlo nella vita e che, a guardarlo così, 
mi fa sentire meno solo.
Buon Natale!”
https://www.facebook.com/RobertoSavianoFanpage/
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CONFUTAZIONE
ROBERTO SAVIANO HA VOLUTO FERIRE IL CUORE DI GESU’ MARIA E GIUSEPPE E DI TUTTI I CRISTIANI
CREDENTI CHE AMANO GESU’ E LA SACRA FAMIGLIA.
NESSUNA DONNA VORREBBE ESSERE RAPPRESENTATA IN TALE STATO NUDO E CRUDO DI UN PARTO 
DISUMANO SENZA PUDORE E RISPETTO.
SE QUESTA IMMAGINE DI PARTO INDECENTE E’ OFFENSIVA ED INACCETTABILE PER QUALSIASI DONNA E PERSONA UMANA,
TANTO PIU’ OFFENSIVA E BLASFEMA FALSA ERETICA E’ PER LA SACRA FAMIGLIA.
SECONDO LA CHIESA CATTOLICA E LA CHIESA ORTODOSSA,LA SANTA VERGINE MARIA E’ RIMASTA VERGINE 
DOPO IL PARTO, LA NASCITA DI GESU’ IL DIO-UOMO E’ AVVENUTA IN MODO MIRACOLOSO SANTO E DIVINO!
MAI NESSUNO AVEVA BESTEMMIATO LA SANTA VERGINE E LA SANTA NATIVITA’ IN QUESTO MODO.
ROBERTO SAVIANO E NATALIE LENNARD SARANNO RICORDATI NELLA STORIA COME GRANDI
BLASFEMI PIENI DI ODIO VERSO IL CRISTIANESIMO, GESU’, LA SANTA VERGINE MARIA, SAN GIUSEPPE E TUTTI I SANTI,
E QUINDI ANCHE VERSO TUTTI I CRISTIANI CREDENTI!
ROBERTO SAVIAMO ORA SEI SODDISFATTO DI AVER FATTO PIANGERE LA SACRA FAMIGLIA E I CRISTIANI
LA NOTTE DI NATALE?
QUELLO CHE HAI FATTO CONTRO LA SACRA FAMIGLIA LO FARESTI CON TUA MADRE, O UNA DONNA A TE CARA?
CERTAMENTE NO.
LOFARESTI QUESTO CON LA RELIGIONE ISLAMICA? CERTAMENTE NO, PERCHE’ CORRERESTI IL PERICOLO DI MORTE!
CON GESU’ E LA SACRA FAMIGLIA L’HAI FATTO, PERCHE’ NON CREDI E PERCHE’ ODI IL CRISTIANESIMO,
 GESU’, MARIA, GIUSEPPE E TUTTI I SANTI!
RIFLETTI: TUTTI DOVREMO UN GIORNO COMPARIRE DAVANTI IL SIGNORE GESU’ CRISTO GIUDICE UNIVERSALE,
IL NOSTRO DESTINO ETERNO DIPENDE DAL NOSTRO COMPORTAMENTO E DAL RAPPORTO CHE
 ABBIAMO AVUTO IN VITA CON LUI!
 
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NOTA: L’OPERA FOTOGRAFICA DI NATALIE LENNARD NON E’STATA DA NOI PUBBLICATA PER 
L’ECCESSIVA BLASFEMIA E OSCENITA’!
 
A CURA DEL CENTRO ANTI-BLASFEMIA
https://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/saviano-la-notte-di-natale-ha-fatto-piangere-gesu-maria-e-giuseppe-con-la-blasfemia-satanica-di-natalie-lennard
 
 
 

DON MINUTELLA: VERGOGNOSO, INDECENTE, MALEDETTO ERETICO ROBERTO SAVIANO

Roberto Saviano

 
ROBERTO SAVIANO UN DEMONIO CHE OLTRAGGIA  GESU’ E LA SACRA FAMIGLIA IL GIORNO DI NATALE
 
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25  12 2019
DON MINUTELLA

VERGOGNOSO, INDECENTE, MALEDETTO ERETICO ROBERTO SAVIANO

Non ho più dubbi. C’è un’alleanza trasversale tra falsa chiesa bergogliana e poteri sparsi in Italia (soprattutto), che vuole cancellare per sempre l’identità cristiana.
A scendere in campo adesso è Roberto Saviano che posta una VERGOGNOSA E OFFENSIVA immagine della Santa Vergine, come non si era mai vista. Per ovvie ragioni di decenza, non la posto, mentre riporto il suo farneticante commento:
“Stanotte la nascita di un bambino, nato tra contrazioni, dolori e sangue, come tutti. Da una madre carica di una responsabilità troppo grande, come tutte le madri. Con un padre spaventato, incerto su ciò che è giusto fare, come tutti i padri. Nato povero, in una famiglia costretta dalla burocrazia del censimento a un viaggio sfiancante.
Celebro la nascita del Gesù uomo che, come tutti, viene scaraventato senza chiederlo nella vita e che, a guardarlo così, mi fa sentire meno solo.
Buon Natale!”

E’ esattamente la controffensiva massonica e satanica al dogma del parto verginale di Gesù, con la contraffazione palese del vangelo! Saviano scende in campo…
Mentre da questa parte, oltre ad andare ancora nelle chiese “occupate”, i pastori tacciono.
E’ incredibile che a fronte dell’insolente coraggio degli eretici e dei massoni, corrisponda la vigliaccheria, ammantata di fair play ecclesiastico, dei presuli.
Si salva, finora, soltanto monsignor Viganò.

Nell’immagine infame postata da Saviano, la Santa Vergine sta partorendo sostenuta da san Giuseppe, con le cosce aperte come qualunque altra donna. Non è ciò che pensa Enzo Bianchi, che pubblica i suoi odiosi testi nelle stesse case editrici dove impera il Saviano? Non è ciò che pensa Bergoglio e tutto l’establishment vaticano, massonico-satanista? Maria è una donna qualunque, e il parto è quello di un bimbo, senz’altro straordinario, ma solo uomo, non Dio.
Si direbbe che a Natale questi maledetti eretici tolgano la maschera, disturbati come sono dal mistero dell’Incarnazione che, come risaputo, suscita la rabbia del diavolo.
E mentre al concerto di Natale in Vaticano si consuma l’ennesimo rito satanico, con l’invocazione della madre terra (che vede stupidamente coinvolti i monsignori di Curia), la penosa vicenda del Saviano mi convince sempre più che abbiamo a che fare con un impianto satanico, di cui ha parlato il terzo segreto di Fatima.

Al Saviano volentieri dico: sei un eretico impenitente e un ignorante della fede. E siccome so che hai il potere dalla tua parte, già adesso, lieto di averti detto quel che penso, visto che tocchi mia Madre, ti scrivo quanto san Girolamo disse all’eretico Elvidio che come te negava la verginità di Maria, sebbene rispetto a te egli è stato almeno decoroso e con un minimo senso di rispetto verso chi ci crede:
“mi hai costretto tu, Elvidio..prevenendoti, dico che torneranno a mia gloria i tuoi insulti e la tua facondia canina. Tu potrai dilaniarmi con la medesima bocca con cui hai denigrato Maria; il servo e la Madre del Signore insieme!”

Saviano, VERGOGNATI!

DON  MINUTELLA


 

ATTENZIONE L’IMMGINE E’ TROPPO CRUDA  SPIETATA SADICA E OSCENA!

ECCO I LINK PER VEDERE LA TERRIFICANTE BLASFEMIA CONTRO LA SACRA FAMIGLIA!

FB DI ROBERTO SAVIANO


 

IL CATTOLICO SAMUEL COLOMBO L’HA FATTO SAPERE

COMMENTO SOPRA L’IMMAGINE BLASFEMA:

#SAVIANO IN UN COLPO SOLO INSULTA LA MADONNA, GESÙ, SAN GIUSEPPE, IL PRESEPE E TUTTI I CATTOLICI

Va bene che siamo a Natale ma glielo dite voi a Roberto Saviano che è un imbecille eretico?! Forse sarebbe il caso che studiasse meglio la storia di Gesù, la Sua nascita e il significato della Sua esistenza prima di dire certe scemenze. Come vedete sostiene la stessa linea anticristica di #Bergoglio ed Enzo Bianchi. In un colpo solo distrugge dogmi e magistero. Come vedete quando si tratta di distruggere il Cattolicesimo sono tutti uniti e sostengono la stessa posizione dettata dalla #Massoneria. Così Gesù non è più vero Dio e vero uomo, ma solo uomo. E la Madonna non più Madre di Dio, non più l’Immacolata, non più la Santa Vergine che ci dona Gesù con parto verginale. No, nulla di tutto questo. Maria per questi impostori diventa una donna comune che come tutte le madri ha le doglie del parto. E quindi dolori e sangue.😱 Quante falsità! Poi il discorso del viaggio sfiancante per far pensare al viaggio degli immigrati.. QUESTI SONO DEI VERI E PROPRI EMISSARI DI SATANA!


 

FRATELLI D’ITALIA PROTESTA

Non “oso” immaginare cosa sarebbe successo se una cosa simile fosse stata fatta altrove !

Roberto Saviano non ha rispetto né di sé stesso né dei milioni di credenti !

Ma la colpa forse è nostra abbiamo dato troppa libertà!
Questa non chiamatela democrazia!

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ILGIORNALE CHE L’HA PUBBLICATO
Polemica sul post di Roberto Saviano, risalente alle ultime ore di martedì 24 dicembre, poco prima della mezzanotte che avrebbe sancito il Natale. Il noto scrittore ha voluto infatti celebrare la nascita di Cristo con un post, molto crudo, che molti hanno ritenuto inopportuno. “Stanotte la nascita di un bambino – recita il post di Saviano -. Nato tra contrazioni, dolori e sangue, come tutti. Da una madre carica di una responsabilità troppo grande, come tutte le madri. Con un padre spaventato, incerto su ciò che è giusto fare, come tutti i padri. Nato povero, in una famiglia costretta dalla E ancora: “Celebro la nascita del Gesù uomo che, come tutti, viene scaraventato senza chiederlo nella vita e che, a guardarlo così, mi fa sentire meno solo. Buon Natale!”
 
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A CURA DEL CENTRO ANTIBLASFEMIA
 
https://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/don-minutella-vergognoso-indecente-maledetto-eretico-roberto-saviano
 
 
 

dicembre 19, 2019

Il cardinale Raymond L. Burke:«Attacchi blasfemi vogliono distruggere la gioia del Natale»

Il cardinale Burke

 
LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA.IT
 
18 12 2019
 
RICCARDO CASCIOLI
 
Il lancio su Netflix di un film blasfemo con un Gesù gay e l’esposizione all’esterno di un museo romano di un manifesto con Gesù dalle pulsioni pedofile stanno scuotendo il mondo cattolico. Il cardinale Burke: «L’arte è diventata espressione del vuoto di una vita senza Dio; odiano Cristo perché svela questo nulla». «Il silenzio di vescovi e preti su questi attacchi a Dio è scandaloso, è il segno della grave crisi della Chiesa». «I fedeli dovrebbero fare atti di riparazione e poi usare ogni mezzo lecito per impedire che queste oscenità si propaghino».
 
 
«Attacchi blasfemi vogliono distruggere la gioia del Natale»
 
«La chiamano arte ma è espressione del vuoto di una vita senza Dio e ribellione alla legge che Dio ha messo nel cuore di ogni uomo. E il silenzio di preti e vescovi davanti a questi attacchi disgustosi al Signore è il segno che anche nella Chiesa la situazione è molto grave». Il cardinale Raymond L. Burke non usa mezzi termini nel giudicare il succedersi di clamorose operazioni blasfeme mascherate da espressione artistica. In particolare in questi giorni due casi hanno conquistato le prime pagine dei giornali: il manifesto osceno con un Gesù pedofilo esposto all’esterno del Museo d’Arte contemporanea di Roma (Macro) e il lancio sulla piattaforma Netflix di un film su Gesù in versione gay (“La prima tentazione di Cristo”), che sta causando una fortissima reazione nelle comunità cristiane di tutto il mondo. E per non farci mancare la ciliegina sulla torta è arrivato anche il caso del mega-poster affisso su un palazzo vaticano in via della Conciliazione a Roma, a due passi da San Pietro, che fa pubblicità al film – anche questo distribuito su Netflix – intitolato “I due papi”, un’operazione commerciale dai contenuti dubbi che ha lasciato perplessi e scandalizzati molti fedeli di passaggio.
 
Cardinale Burke, c’è un crescendo di opere blasfeme che hanno la presunzione di essere artistiche. Cosa sta accadendo?
In primo luogo è un fenomeno dovuto in parte al nichilismo nelle arti: esse non sono più espressione del vero, del bello e del buono, ma sono diventate espressione del vuoto di una vita senza Dio; sono l’espressione della ribellione alla legge che Dio ci ha messo nel cuore. Questa è la società di oggi; ma c’è anche un aspetto che riguarda la Chiesa: è entrato il panteismo, il sincretismo con religioni non cristiane e perfino con il secolarismo. In questo modo la figura di Gesù si è relativizzata, non più l’unico Salvatore, ma ridotto a uomo buono, a simbolo, quindi con tutti i pregi e difetti di un uomo. Per un cristiano questo è la cosa più grave che si possa immaginare, un Cristo convertito in un simbolo qualsiasi. Basta leggere cosa è stato scritto nei documenti preparatori del Sinodo sull’Amazzonia: Gesù non è più Colui che dà ordine a tutto, ma parte del cosmo…. Incredibile.
 
Si potrebbe obiettare che seppur non venga più riconosciuta la sua divinità unica, non si comprende perché bisognerebbe accanirsi contro la sua figura, perché deturpare il suo volto?
Questa è la vita senza Dio; non c’è indifferenza ma una reazione evidente e rabbiosa per distruggere Colui che è segno di contraddizione, che svela il vuoto che c’è nella vita. Non tollerano la Sua luce.
 
Ecco, a proposito della luce, tipico tema natalizio. Sembra una strana coincidenza che questi attacchi blasfemi avvengano proprio mentre la Chiesa si sta preparando al Natale.
Non è una coincidenza, è un’opera diabolica. Il diavolo arriva sulla scena per distruggere la gioia del Natale, tenta di rubare la gioia ai cristiani.
 
Una cosa che non può non colpire è il silenzio della Chiesa davanti a questi attacchi blasfemi. Sul manifesto del Macro si sono mossi dei politici, per il film di Netflix sono i laici a mobilitarsi con una grande raccolta firme ma nell’uno e nell’altro caso nessun segnale forte è arrivato dall’alto, dai pastori.
Ha ragione, è uno scandalo questo silenzio di vescovi e sacerdoti. Non ho dubbi sul fatto che ci siano anche dei bravi preti che difendono il loro gregge, ma purtroppo si tratta di casi isolati. Anche nella Chiesa ha preso il sopravvento una visione politicizzata della vita: ci si divide in campi opposti, conservatori o progressisti, pro o contro il Papa. Tutto questo è un assurdo. La Chiesa è guidata dalla verità, non dalla convenienza politica. Invece si fa quello che è politicamente corretto, così accade che anche quando il Signore è il bersaglio di un attacco disgustoso, c’è il silenzio. È proprio indice di una situazione molto grave nella Chiesa.
 
Ma di fronte a questi attacchi qual è l’atteggiamento giusto di un fedele? Alla ovvia indignazione e dolore che cosa dovrebbe seguire?
Si devono anzitutto fare atti di riparazione. Nelle nostre preghiere ci deve essere l’intenzione di riparare a queste terribili offese. Anche penitenze devono essere fatte per questo scopo. Ma poi dobbiamo usare tutti i doni che abbiamo per evitare che queste oscenità si diffondano: scrivere e qualsiasi altra azione lecita per impedire il ripetersi e il propagarsi di atti blasfemi. Poi domandiamoci chi sono gli sponsor di certe mostre o eventi, quali teatri o sale li ospitano; e tiriamo le conseguenze.
 
CONTINUA NELLA PAGINA

dicembre 15, 2019

NORVEGIA: SPOT DI POSTEN NORVEGIA BESTEMMIA LA SACRA FAMIGLIA E IL NATALE DIABOLICAMENTE

Risultati immagini per NORWAY POST VIRGIN BIRTH
IL POSTINO NORVEGESE
Risultati immagini per NORWAY POST VIRGIN BIRTH
MARIA DI NAZARETH SORRIDE AL POSTINO NORVEGESE PER POI COMMETTERE
ADULTERIO
 
Risultati immagini per NORWAY POST VIRGIN BIRTH
 
MARIA DI NAZARETH MADREADULTERA
Risultati immagini per NORWAY POST VIRGIN BIRTH
 
IL BAMBINELLO FIGLIO DEL POSTINO NORVEGESE
 
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Lo spot di Posten Norvegia si chiama “Virgin Birth”, lo ha realizzato l’agenzia Pol Oslo, con la regia di Filip Nilsson. 
 
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TEMPI.IT
11 DICEMBRE 2019
CATERINA GIOJELLIù

Gesù figlio di un postino scandinavo. Divertente, no?

Le Poste norvegesi lanciano “Virgin Birth”, uno spot natalizio che attribuisce la paternità del Bambinello a un loro addetto. Facile fare gli irriverenti con i cristiani
 
 

Ucci ucci cristianucci, Gesù era figlio di un postino. In effetti come ricordare ai norvegesi che il loro servizio di spedizioni nazionale non li lascerà in panne durante le feste se non sbeffeggiando la Sacra Famiglia? Lo spot di Posten Norvegia si chiama “Virgin Birth”, lo ha realizzato l’agenzia Pol Oslo, con la regia di Filip Nilsson. E cosa mostra?

GESÙ BAMBINO BIONDO FROZEN

C’è un postino norvegese bardato di rosso Posten che sembra uscito da Frozen ma che attraversa a dorso d’asino l’antica Galilea consegnando pergamene e papiri a Nazareth fino alla casa di Giuseppe e Maria. Giuseppe è fuori, il postino lo ha incrociato per strada, Maria invece apre la posta e piazza al postino col ciuffo biondo due occhi da cerbiatta così. Nove mesi dopo, eccola nella capanna cullare un po’ accigliata un bambino col ciuffo biondo Frozen avvolto in un drappo rosso Posten che con quel Giuseppe scuro e ricciuto di suo padre non c’entra proprio nulla. «Potrebbe non essere andata esattamente così – è l’epilogo –. Comunque sia le poste hanno sempre avuto un ruolo importante a Natale. Firmato: Posten – no one knows chistmans better”

PROVATECI UN PO’ CON MAOMETTO

«L’obiettivo della campagna natalizia è quello di creare consapevolezza su Posten in un modo caloroso, divertente e sorprendente», ha spiegato il direttore marketing di Posten Monica Solberg in una nota. Divertentissimo, che ideona per nulla scontata e gratuita sorprendere i cristiani a Natale riscrivendo il Vangelo con lo storytelling di Gesù postino, la mica tanto Vergine Maria e Giuseppe cornuto. Sarebbe stato altrettanto spassoso uno spot, chessò, revisionista del Corano o su Maometto, essendo Mohammed e varianti il nome più popolare a Oslo e della maggior parte dei bambini in fasce cullati dalla maggioranza degli aperti, curiosi, larghi di vedute utenti islamici delle poste norvegesi?

VEDI VIDEO E CONTINUA  NELLA PAGINA

https://www.tempi.it/gesu-figlio-di-un-postino-scandinavo-divertente-no/

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Posten Norge | In those days

 
 
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A CURA DEL CENTRO CONTRO I ROMANZI E FILM BLASFEMI
 
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