Mirabilissimo100’s Weblog

febbraio 10, 2020

FOIBE: STRAGE DA NON DIMENTICARE 10 02 2020

Foibe: La giornata della falsa coscienza

 

Foibe: “La giornata della falsa coscienza”

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-foibe_la_giornata_della_falsa_coscienza/82_33010/
 
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Il revisionismo sulla «questione foibe» e la storia riscritta ad uso politico

 
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_revisionismo_sulla_questione_foibe_e_la_storia_riscritta_ad_uso_politico/82_33009/
 
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A Bosovizza ha avuto luogo la commemorazione solenne per le vittime delle Foibe nel giorno del ricordo. A seguito, a Roma avrà luogo la deposizione della corona allʼAltare della Patria e la celebrazione in Senato alla presenza del premier Conte.
 
https://it.sputniknews.com/italia/202002108703629-giorno-del-ricordo-delle-foibe-commemorazione-solenne-a-bosovizza/

gennaio 29, 2020

Stanisława Leszczyńska: L’incredibile storia della matrona di Auschwitz

 
 

 
Le foto di Stanisława Leszczyńska
 
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IT.CHURCH POP.COM
 
25 NOVEMBRE  2019
La futura beata matrona polacca che fece nascere più di 3.000 bambini ad Auschwitz mettendo a rischio la sua vita.

Stanisława Leszczyńska è nata nel 1896 a Łódź, in Polonia. A 4 anni suo padre morì e sua madre dovette lavorare molto duramente in una fabbrica. Stanisława dovette così badare ai suoi fratelli.
Quando aveva 12 anni, la sua famiglia si trasferì in Brasile. Qui imparò la lingua portoghese e il tedesco, lingua che le servirà molto in futuro. Due anni dopo fecero ritorno in patria.

Nel 1916, appena iniziati gli studi in ostetricia, conobbe Bronislaw, un tipografo, che di lì a pochi anni divenne suo marito e con il quale ebbe quattro figli, tre maschi e una femmina.

La deportazione

Durante lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e la successiva invasione della Polonia tutta la famiglia venne arrestata e deportata nei campi di concentramento nazisti perché trovati a stampare documenti falsi per gli ebrei in fuga dal ghetto di Łódź e a fornire aiuti alimentari.

Furono scoperti il 18 febbraio 1943: Stanisława fu arrestata dalla Gestapo insieme a sua figlia, e ai suoi due figli Stanisław ed Henryk, mentre il marito e Bronisław sfuggirono alla cattura. Stanisława e Sylwia furono portate nel campo di concentramento di Auschwitz il 17 aprile 1943, mentre Stanisław ed Henryk furono rinchiusi nel campo di concentramento di Mauthausen.

L’ostetrica di Auschwitz

Lei e sua figlia, giunte nel campo di concentramento di Auschwitz, appresero che l’ostetrica tedesca si era gravemente ammalata. Vista la loro esperienza sul campo, si offrirono come volontarie al Dottor Mengele, soprannominato l’ “Angelo della Morte”.

Qui ebbe il suo primo incontro con l’orrore. I bambini venivano immediatamente uccisi alla nascita, affogandoli in barili d’acqua. Le donne che rischiavano di morire dopo il parto venivano mandate al crematorio. Stanislawa si oppone, e chiese a Mengele che non venga ucciso più nessun neonato.

Mengele le disse: “Devi Uccidere!”

Lei gli rispose citandogli il giuramento di Ippocrate: “Non puoi uccidere i bambini a causa del giuramento che hai fatto. Devo rispettare le tue parole.

Da quel momento in poi, ogni singola nascita poteva costarle la vita.

La sala parto improvvisata e i 3000 bambini “salvati”

Nel campo di concentramento di Auschwitz non c’erano sale parto. Stanislawa dovette improvvisarne uno vicino a una canna fumaria.

Con sé aveva soltanto una coperta che era riuscita a liberare dai pidocchi che infestavano le celle.

Stanislawa tentò l’impossibile per mantenere in vita i bambini e le loro madri. Soleva fare il segno della croce sui bambini e cantare canzoni che tranquillizzassero le neo-mamme. Questo non impedì che alcuni neonati venissero uccisi o che alcune mamme morissero per le pessime condizioni igienico-sanitarie del luogo, infestato di ratti.

Per procurarmi dell’acqua di cui avevo bisogno per lavare la madre e il bambino mi ci sono voluti circa venti minuti soltanto per trovare un secchio d’acqua“, soleva ripetere ricordando la sua prima nascita.

Una nascita in cui la prima cosa che fece fu battezzare il bambino, arrotolarlo in fogli di giornale e metterlo sulla coperta sporca perché sua madre potesse vederlo e baciarlo per la prima e ultima volta.

Durante la sua permanenza nel campo di concentramento, Stanislawa assieme a sua figlia aiutò a nascere 3000 bambini,

Sfortunatamente, di tutti questi solo 30 riuscirono a sopravvivere alle difficili condizioni della prigione.

Furono più di 1500 i neonati uccisi dalle infermiere tedesche, gli altri morirono di fame e di freddo, perché l’allattamento era proibito. Alcuni di questi bambini furono salvati perché adottati da famiglie tedesche.

Stanislawa riuscì a battezzare tutti. Soleva apporre un piccolo tatuaggio a coloro che erano stati dati in adozione alle famiglie tedesche perché sembrassero “ariani”.

Fu un tentativo disperato affinché quelle madri potessero ritrovarli.

I prigionieri la chiamavano “madre” e “angelo della bontà”.

La vera forza di Stanislawa: la preghiera

Pregava il rosario al mattino, al pomeriggio, prima dei pasti e del lavoro. Faceva sempre un segno della croce sulla donna che aveva partorito e il neonato.

Alcune delle donne ebree che la incontrarono le chiesero di poter essere battezzato sul letto. Insegnò loro il Padre Nostro e l’Ave Maria e componeva dei rosari per loro. Quando il bambino doveva essere consegnato per essere affogato le veniva chiesto di battezzarli.

Aveva una forza sorprendente, a volte riusciva a trascorrere anche tre giorni senza dormire.

Sua figlia racconta di lei che dopo la sua morte, una donna le disse che sua madre l’aiutò a partorire per due notti e due giorni. Questa donna ricordava come sua madre le facesse le trecce e di come l’avesse aiutata a sopportare i dolori del parto.

Una delle poche sopravvissute di Auschwitz

Stanislawa sopravvisse al campo di concentramento e riuscì a riunirsi con i suoi figli.

 Morì l’11 marzo 1974 per un cancro intestinale. Nel 1992 è iniziato il suo processo di beatificazione.

Come altri grandi cattolici che sperimentarono gli orrori dei campi di concentramento, come l’eroico san Massimiliano Kolbe, la fede di Leszczyńska la fece andare avanti servendosi della sola preghiera.

 Questa donna senza pretese riuscì a toccare tante vite, portando un po ‘di conforto a migliaia di anime, non rinunciando a mettere in pericolo la propria vita perché considerava ogni bambino come un dono prezioso di Dio.

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https://it.churchpop.com/stanislawa-leszczynska-lincredibile-storia-della-matrona-di-auschwitz/

SERGIO DE SIMONE:IL BAMBINO NAPOLETANO CHE FU SOTTOPOSTO AGLI ESPERIMENTI DEI NAZISTI

SERGIO DE SIMONE

 
ALETEIA.IT
 
4 MAGGIO 2018
 
GELSOMINO DEL GUERCIO

E’ stato l’unico italiano ad essere ucciso nel programma di eugenetica voluto da Hitler. Subendo assurde torture

Questa è la storia di un bambino napoletano Sergio De Simone, originario del quartiere Vomero. Un’anima innocente di appena 8 anni.

Il suo nome è rimasto nella storia perché fu l’unico italiano sottoposto a sperimentazione medica in un campo di concentramento nazista. Di origini ebraiche, il piccolo Sergio fu prima trattato come una cavia umana e poi ammazzato insieme ad altri 19 compagni di sventura.

Marchiati e separati

Il bambino lasciò Napoli insieme alla sua famiglia per essere condotto al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau il 29 marzo 1944, con il convoglio 25T.

Sergio fu scaricato sulla rampa del lager la notte del 4 aprile 1944. Tutti i componenti del suo nucleo familiare furono marchiati con dei numeri, perdendo così la loro identità primaria e la loro dignità di esistenza. Mamma Gisella divenne la numero 76516, Sergio il numero 179614, la zia Mira il numero 76482 e le cuginette, Andra e Tatiana, rispettivamente con i numeri 76483 e 76484. I bambini, fin da subito, furono separati dalle loro mamme e spediti in dormitori differenti (Voce di Napoli, 27 gennaio 2017).

Le 20 cavie

Il medico e criminale nazista Kurt Heissmeyer – che doveva compiere gli esperimenti sui bambini – si fece assegnare 20 piccoli ebrei come cavie, che gli furono procurati facendoli prelevare proprio dal campo di sterminio di Birkenau dall’altrettanto tristemente celebre dottor Josef Mengele, tra i responsabili del progetto di eugenetica nazista.

L’inganno

Mengele, entrando nella baracca dove erano stati riuniti i bambini, per selezionarli disse: «Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti».  Sergio subito si fece avanti insieme ad altri bimbi. Una volta selezionati, furono successivamente trasferiti nel campo di concentramento di Neuengamme, presso Amburgo, dove sarebbero stati usati come cavie.

Infettati ed Impiccati

Arrivati a Neuengamme, attraverso una prima incisione sotto l’ascella, i venti bambini vennero infettati con bacilli vivi della tubercolosi, capaci di scatenare la malattia in forma molto violenta. Tutti ne furono colpiti. Alcuni vennero sottoposti ad altri interventi, tra cui quello per asportare le ghiandole linfatiche.

Questi tormenti proseguirono fino al 20 aprile 1945 quando, con gli inglesi alle porte, i nazisti si preoccuparono di cancellare ogni traccia. Fu allora che i venti bambini vennero trasportati nella scuola di Bullenhuser Damm. E, nella cantina di quell’edificio, furono impiccati senza pietà (Fan Page, 3 maggio)

Le rose bianche

Dall’inferno dei lager, tutto il nucleo familiare, tranne Sergio, riuscì a tornare a casa.

Il piccolo Sergio fu ricordato con un giardino di rose bianche nella scuola di Bullenhuser Damm, costruita dopo le orribili atrocità, che porta il nome dell’illustre medico e pedagogo polacco Janusz Korczak, morto insieme ai “suoi” bambini nell’orfanotrofio che dirigeva nel ghetto di Varsavia.

Il ritrovamento di Sergio De Simone

https://www.youtube.com/watch?v=J-7TJCCytG0

https://it.aleteia.org/2018/05/04/sergio-de-simone-esperimenti-medici-nazisti/

https://it.aleteia.org/2018/05/04/sergio-de-simone-esperimenti-medici-nazisti/2/

VIDEO

Sergio De Simone, il bimbo napoletano torturato dai medici nazisti per esperimenti e poi impiccato

https://www.youtube.com/watch?time_continue=43&v=h0ZJzSu24d4&feature=emb_logo
 

gennaio 28, 2020

Vittime della shoa? Perché non tutte le vittime? – di Gianni Toffali

Risultati immagini per EBREI OLOCAUSTO
 
BAMBINI EBREI IN UN CAMPO DI CONCENTRAMENTO NAZISTA
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GLORIA.TV
23 GENNAIO 2020
 
Il 27 gennaio, in ricordo delle vittime dell’olocausto, sarà celebrata la giornata della memoria.

Se è giusto ricordare chi è stato ammazzato dalla furia di un uomo chiaramente posseduto da entità demoniache (tanto più che Pio XII, esorcizzò Hitler a distanza), è altrettanto doveroso non dimenticare gli altri genocidi del passato, “stranamente” scomparsi dalla memoria collettiva e dai testi di storia.

Se è vero che i morti hanno pari dignità, perché non istituire giornate in memoria

• del milione e mezzo di armeni scientemente eliminati dai turchi nel 1915;
• dei dieci milioni di pellerossa massacrati dagli americani nel XIX secolo;
• dei sette milioni di ucraini morti di fame in seguito alle carestie intenzionalmente provocate dal regime stalinista;
• dei tre milioni di civili trucidati per vendetta dall’Armata Rossa in Prussia, Slesia e Pomerania;
• dei duecentomila giapponesi bruciati vivi di Hiroshima e Nagasaki;
• dei due milioni di vittime civili nell’occupazione sovietica dell’Afghanistan;
• dei due milioni di cambogiani sterminati dai Khmer rossi Leggasi comunisti);
• dei massacri in Ruanda, Congo, Etiopia ed Africa centrale per motivi tribali e religiosi;
• delle migliaia di teste mozzate dalla Rivoluzione Francese;
• delle vendette partigiane perpetrate in Italia alla fine della seconda guerra mondiale;
• dei cento milioni di morti causati dal comunismo;
• delle migliaia di vittime musulmane dell’occupazione israeliana nei territori occupati,
• delle vittime dei bombardamenti della Nato in Bosnia, Iraq e Afghanistan

e soprattutto delle attuali persecuzioni dei cristiani nel mondo?

Dal momento che sarebbe impraticabile istituire una giornata della memoria per ogni singolo evento, non sarebbe cosa buona e giusta abolire quelle ricorrenze di chiaro sapore politico ed ideologico, e sostituirle con un’unica grande e solenne ricorrenza dedicata a tutti gli olocausti del pianeta e della storia?

 
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https://gloria.tv/post/6ADgUKfuWFka4oaDXSzobr9hk

L’UNIONE EUROPEA VUOLE L’ISLAMIZZAZIONE

 
 
CONTROINFORMAZIONE.INFO
 
23 GENNAIO 2020
 

L’Europa sta annegando in un diluvio di rifugiati, che non ha mai fine e che nel prossimo futuro rischia di cambiare la connotazione demografica dei popoli europei.
Assieme con i migranti, esiste il rischio concreto che elementi terroristi, imbevuti di fanatismo salafita, si infiltrino nell’UE così come organizzazioni delinquenziali come la mafia nigeriana ed altre similari.
Risulta incontestabile il fatto che la forte ondata migratoria degli ultimi anni ha portato ad un aumento della criminalità, in particolare ad un aumento della violenza contro le donne, come l’aumento esponenziale degli stupri che si è riscontrato in vari paesi europei. Tuttavia, si è scoperto che è vietato criticare tutto questo, in quanto si rischia di “incitare all’odio e alla discriminazione delle minoranze”, come recitano le disposizioni inviate dalla Unione Europea a tutti i governi. In alcuni paesi come in Svezia è vietato anche pubblicare statistiche in cui si indica la nazionalità degli autori dei reati.
In conformità a queste norme, lo scrittore francese Renault Camus ha ricevuto 2 mesi di detenzione condizionale per aver lui scritto nel 2017 che la migrazione verso i “paesi europei” appare come una invasione”. Attualmente, per evitare la prigione, è stato costretto a pagare 1,8 mila euro di “risarcimento” alle organizzazioni “SOS Racisme” e alla “Lega internazionale contro il razzismo e l’antisemitismo”.
Camus era stato già condannato per incitamento all’odio razziale nel 2014, lui che ha sempre sostenuto le sue tesi , autore anche del libro la “Grande Sostituzione” (Le Grand Remplacement), cioè la colonizzazione della Francia (e più in generale dell’Europa) da parte di migranti islamici, subisce adesso questa nuova condanna che molti definiscono una vera e propria persecuzione che colpisce chi dissente dal pensiero unico migrazionista e globalista, diffuso e sostenuto dai circoli della UE e divenuto legge.

 
Manifestazione di radicali salafiti

“Altri nomi possono essere trovati per questo fenomeno: migrazione di massa, inondazioni migratorie, sostituzione dei popoli, islamizzazione, africanizzazione”, ha detto Camus. “Parlando non in modo così restrittivo, ho preso in prestito questo termine da Eme Sezer che l’ha usato in un altro senso – genocidio attraverso la sostituzione.”

Secondo Camus, un tale principio è spaventosamente semplice quando quasi un’altra generazione al posto di un popolo ne porta un altro. Allo stesso tempo, ha osservato che in questa situazione ci sono quelli che resistono alla “sostituzione” come chi è rassegnato a questo destino; ci sono coloro che promuovono l’idea di “sostituzione”; i futuri “padroni” dell’Europa, che ora sono chiamati la “possibilità per la Francia”(o “le risorse” in Italia).
“L’immigrazione è diventata invasione; l’invasione, sommersione migratoria. Francia ed Europa sono cento volte più colonizzate, e più gravemente, di quanto non lo siano mai state. L’unica colonizzazione irreversibile è quella demografica mediante il trasferimento di popolazione”, dice Camus.
“Alcuni sostengono che non esiste colonizzazione poiché non esiste alcuna conquista militare. Hanno torto. L’esercito conquistatore sono i piccoli e grandi delinquenti, tutti coloro che rendono impossibile la vita ai francesi”, ha sostenuto lo scrittore.

 
Renault Camus, scrittore francese antiglobalista perseguitato per le sue idee

Lo scrittore ha sottolineato che tali tendenze portano solo al declino della civiltà, quindi chiede “lottare per la salvezza di una civiltà comune, celtica, slava, tedesca, greco-latina, giudeo-cristiana”.
Per queste tesi, i giudici del tribunale di Auch gli hanno contestato il reato di”Incitazione pubblica all’odio o alla violenza in ragione dell’origine, dell’etnia, della nazione, della razza o della religione tramite parole, scritti, immagini o mezzi di comunicazione pubblici per via elettronica”.
Il sistema europeo della UE si caratterizza per essere sempre di più un sistema di imposizione di un globalismo totalitario che non ammette il dissenso, neppure quello espresso da scrittori come Renault Camus che si è sempre tenuto lontano da qualsiasi forma di razzismo, limitandosi a descrivere un processo in corso che è sotto gli occhi di tutti ma che i fautori del globalismo a tutti i costi rifiutano di vedere.

Luciano Lago

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https://www.controinformazione.info/lunione-europea-istiga-i-governi-nelladottare-misure-punitive-per-coloro-che-incitano-a-lottare-contro-lislamizzazione/

gennaio 25, 2020

PUTIN HA PARTECIPATO ALL’INAUGURAZIONE DEL MEMORIALE DELL’ASSEDIO DI LENINGRADO TENUTOSI A GERUSALEMME

Filed under: antisemitismo, guerra, israele, nazismo, olocausto, russia — Tag:, , , , , , — mirabilissimo100 @ 6:56 am

 
23 GENNAIO 2020
 
FNTE KREMLIN
 
TRADOTTO DA AURORA SITO

Putin all’inaugurazione del Memoriale dedicato all’assedio di Leningrado

 
A Gerusalemme, Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu inauguravano il Memoriale dedicato agli abitanti e ai difensori dell’assedio di Leningrado. Alla cerimonia partecipavano anche il presidente d’Israele Reuven Rivlin, il sindaco di Gerusalemme Moshe Lion e governatore di San Pietroburgo Aleksandr Beglov. Creazione congiunta di architetti di San Pietroburgo e israeliani, il monumento è stato eretto al Sacher Park nel centro di Gerusalemme. Una capsula con terreno proveniente dal Cimitero commemorativo di Piskarjovskoe, di San Pietroburgo, il più grande cimitero delle vittime della Seconda guerra mondiale, fu posta nelle fondamenta del memoriale. L’idea del memoriale è stata proposta dai veterani di guerra, dai sopravvissuti all’assedio e dai connazionali che vivono in Israele, ed è stata sostenuta da associazioni ebraiche di Russia e Israele.

Discorso alla cerimonia per inaugurare il monumento
Presidente della Russia Vladimir Putin:
Cari veterani di guerra, Signor Presidente, Signor Primo Ministro e coniuge, Signor Sindaco e coniuge, amici,
È un grande onore per me partecipare a questa cerimonia tenutasi per dedicare un monumento agli eroici difensori e residenti di Leningrado. Inauguriamo questo monumento prima delle cerimenonie che hanno un significato speciale per i nostri Paesi e nazioni. Uno dei momenti più drammatici ed eroici della storia della Seconda Guerra Mondiale si concluse il 27 gennaio 1944: l’assedio di Leningrado fu infine tolto. Esattamente un anno fa, i miei colleghi ne avevano già parlato qui, il 27 gennaio 1945, l’Armata Rossa liberò i prigionieri di uno dei più grandi campi di sterminio nazisti, Auschwitz. Oggi è la Giornata internazionale della memoria dell’Olocausto. Ci sono molti esempi noti nella storia di incredibile resistenza, sacrificio e orribili tragedie umane. Ma è impossibile paragonare l’assedio di Leningrado e l’Olocausto a qualsiasi altra cosa.
La sacra memoria del martirio e il coraggio di milioni di persone, perdite incommensurabili, privazioni ed eroismo e la nostra giusta rabbia comune per ciò che i nazisti fecero viene trasmessa da una generazione all’altra. Tutto il mondo sa dell’assedio di Leningrado e dei villaggi vicini e del coraggio senza pari dei loro residenti e difensori. Ma alcun documento, storia o diario può descrivere ciò che la gente visse in quel momento. I miei colleghi ne hanno appena parlato. Per me queste non sono semplici parole, lo so non per sentito dire ma da quello che i miei genitori mi dissero perché mio padre difese la sua città natale al fronte, e mia madre era nella città assediata con un bambino morto nell’inverno 1942 e sepolto al Cimitero commemorativo di Piskarjovskoe a San Pietroburgo tra centinaia di migliaia di altri residenti.
Il piano del nemico era assolutamente cinico: condannare a morte gli abitanti della città per fame e, citando un ordine nazista, “raderla a suolo con continui bombardamenti”. Tuttavia, il nemico non poté eseguire tale ordine stampato nei documenti. Gli abitanti di Leningrado, persone di diverse origini etniche, non si arresero. Non si risparmiarono né al fronte dove continuarono i combattimenti incessanti, né in fabbrica producendo continuamente munizioni e materiale richiesti dal fronte. Ho solo menzionato materiale e munizioni. Non lo sapevo, ma mentre guardavo i documenti, diversi giorni fa, ho scoperto un fatto che mi ha scioccato. Durante l’assedio, i residenti di Leningrado donarono 144 tonnellate di sangue per il fronte nonostante la situazione in cui si trovavano. Privi di cibo, luce e riscaldamento, continuarono a lavorare negli ospedali e ad interessarsi di arte, scienza ed istruzione e, sacrificando se stessi, salvarono la grande città per le future generazioni. L’invincibile Leningrado divenne una vera leggenda, mentre la grandiosità della forza mentale dei suoi abitanti e la loro fiducia nella vittoria fu l’apice della dignità umana.
Il monumento che abbiamo inaugurato oggi è un simbolo della nostra profonda memoria comune. L’idea di crearlo è di membri devoti del pubblico israeliano, veterani di guerra e nostri compatrioti, ed è stato creato col sostegno delle autorità di San Pietroburgo e Gerusalemme, con finanziamenti di benefattori di entrambi i Paesi. Vorrei notare con gratitudine e apprezzamento che Israele attribuisce un’importanza speciale alla preservazione della verità sul contributo decisivo dell’Unione Sovietica nella vittoria sul nazismo. Il popolo qui, come in Russia, è preoccupato, allarmato e oltraggiato dai tentativi di negare l’Olocausto, rivedere i risultati della Seconda Guerra Mondiale e ripulire assassini e criminali.
Questo è il secondo monumento che abbiamo inaugurato congiuntamente sul suolo israeliano negli ultimi anni (come ha appena accennato il Primo Ministro). Il primo monumento fu eretto nella città di Netanya ed immortala la memoria dell’eroismo di ufficiali e uomini dell’Armata Rossa. Un atteggiamento onesto e assolutamente rispettoso nei confronti dei soldati sovietici trovava riflesso nelle mostre del memoriale Yad Vashem sulle vittime dell’Olocausto degli ebrei europei. Teniamo anche a cuore il nome del monumento inaugurato oggi. Ogni anno, il 22 giugno, il giorno in cui iniziò la Grande Guerra Patriottica, l’attività del Memoriale inizia in Russia alle quattro del mattino, con persone in tutte le città e i villaggi che accendono candele in segno di lutto per chi morì in quella terribile guerra. San Pietroburgo, già Leningrado, è dove questa tradizione è nata, nel 2009. Ora c’è anche una candela memoriale in Israele, dove vivono 1300 sopravvissuti all’assedio di Leningrado, i loro discendenti e amici e dove il popolo venera i suoi eroi e ricorda i morti. Qui, come in Russia, il popolo comprende l’importanza delle lezioni della Seconda Guerra Mondiale e non permette al mondo di dimenticare ciò che egoismo nazionale, disunione e connivenza sotto qualsiasi forma di sciovinismo, antisemitismo e russofobia possono portare. Il nostro dovere comune è di trasmettere questa conoscenza alle generazioni future, ai pronipoti dei vincitori, mentre gli trasmette il ricordo riconoscente di chi gli ha donato la libertà e dimostrato, a costo della vita, il perdurante valore della pace e della giustizia.
In conclusione, vorrei dire solo qualche altra parola. Un monumento è un’ottima cosa; rimarrà qui per molto tempo, si spera per secoli. Può essere inaugurato in diversi modi. Ma il modo in cui l’avete fatto oggi… Grazie.

 
Traduzione di Alessandro Lattanzio
 
FONTE:
http://en.kremlin.ru/events/president/news/62642
 
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http://aurorasito.altervista.org/?p=9963

Vladimir Putin ha parlato al Forum Mondiale della memoria dell’Olocausto e ha ricordato il prezzo pagato dall’Unione Sovietica per liberare l’Europa dal nazismo.

Putin a Gerusalemme per il Forum sull'Olocausto, 23 gennaio 2020

 
 
NETANYAHU E PUTIN AL QUINTO FORUM SULL’OLOCAUSTO TENUTOSI IN ISRAELE
 
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SPUTNIK NEWS.IT
 
23 01  2020
 
Il 5° Forum sull’Olocausto in Israele
 
Come il presidente ha sottolineato nel suo discorso, l’obiettivo dell’Olocausto era la distruzione mirata delle persone, e oltre agli ebrei, “furono definiti come subumani i russi, bielorussi, ucraini, polacchi, rappresentanti di molte altre nazionalità”.
 
Putin ha ricordato che i territori conquistati dovevano diventare uno spazio vitale per i nazisti e di fornire loro un’esistenza ben nutrita.
 
“Gli slavi e le altre nazioni avevano il destino di essere distrutti o di diventare schiavi diseredati senza la loro cultura, senza memoria storica, senza lingua. Il popolo sovietico difese la sua patria e portò la liberazione dal nazismo in Europa. Abbiamo pagato per questo un prezzo mai sognato prima nei sogni più terribili di nessun popolo, 27 milioni di morti. Non lo dimenticheremo mai”, ha affermato Putin
Le vittime del nazismo sono diventati sei milioni di ebrei, di cui il 40 per cento erano cittadini dell’ex Unione Sovietica, ha sottolineato il capo dello stato russo.
 
Necessario non dimenticare gli errori passati
Putin ha affermato anche l’inammissibilità del fatto che oggi la memoria della guerra diventi sempre più oggetto di una situazione politica momentanea.
 
Come ha sottolineato il presidente, la storia dell’Olocausto sarà una lezione per le generazioni future solo se sarà completa, senza esenzioni e nozioni di base.
 
“Il dovere di politici moderni e futuri, di Stato e dei personaggi pubblici è proteggere il buon nome dei vivi e dei caduti, eroi, civili, vittime dei nazisti e dei loro complici”, ha detto Putin.
 
Egli ha esortato ad utilizzare tutte le funzioni di informazione, politica, cultura, per evitare il ripetersi della tragedia, e ha espresso la convinzione che tutti i partecipanti al Forum “condividano queste preoccupazioni e siano pronti a difendere con noi la verità e la giustizia”.
“Dobbiamo essere vigili e non perdere, non ignorare quando ci sono i primi germogli di odio, sciovinismo, antisemitismo, quando subdolamente cominciano a indulgersi episodi di xenofobia e altre manifestazioni di questo tipo. L’oblio del passato, la disconnessione di fronte alle minacce possono trasformarsi in terribili conseguenze. Dobbiamo avere il coraggio non solo di dirlo direttamente, ma di fare qualsiasi cosa per proteggere e difendere il mondo. Esempio, a mio parere, possono e devono presentare i paesi fondatori delle Nazioni Unite”, ha continuato Putin
Il presidente ha proposto di tenere una riunione dei capi di Stato membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, cioè Russia, Cina, Stati Uniti, Francia e Regno Unito, in qualsiasi parte del mondo, “dove sarà conveniente per i colleghi”.
 
“La Russia è pronta per una conversazione seria. Abbiamo intenzione, senza rimandare, di inviare messaggi pertinenti ai leader dei “cinque”, ha concluso Putin.
 
VEDI IL VIDEO E CONTINUA NELLA PAGINA
 
https://it.sputniknews.com/mondo/202001238560592-putin-ha-ricordato-il-contributo-dellesercito-sovietico-nella-seconda-guerra-mondiale/
 
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La Seconda Guerra Mondiale in 5 minuti

https://www.youtube.com/watch?v=wwqZBatXSZw&feature=emb_logo

novembre 14, 2019

UCRAINA: IN PROGRAMMA PIANI PER PULIZIA ETNICA E CAMPI DI RIEDUCAZIONE CONTRO LE POPOLAZIONI DEL DONBASS

 
SOLTATESSA UCRAINA NAZISTAIN UNA MARCIA
 
CONTROINFORMAZIONE.INFO
 
13 11 2019

I PIANI DI “REINTEGRAZIONE” DI DONBASS RIFLETTONO UN LIVELLO DI STUPIDITÀ SENZA PRECEDENTI DELLE AUTORITÀ DI KIEV
l progetto ucraino per il reinserimento del Donbass pubblicato su Internet conferma il nazismo sfrenato vigente in Ucraina. Tale opinione è stata espressa oggi dal deputato del Consiglio popolare della Repubblica popolare di Donetsk, Vladislav Berdichevsky.

Su Internet c’erano le foto di una lettera del segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale ucraino, Alexey Danilov, indirizzata al capo dell’ufficio del presidente del paese, Andrey Bogdan, al capo del servizio di sicurezza Ucrnaia-SBU, Ivan Bakanov, e il Primo Ministro Alexey Goncharuk. Questa descrive le principali disposizioni del progetto Donbass “reintegrazione sicura”.

Secondo il documento, la maggior parte dei residenti nella regione non sono “filo-ucraini”, quindi devono essere parzialmente soggetti a responsabilità amministrative e penali e anche a reinsediamenti in Russia o “rieducazione”. Il metodo di “reinsediamento” propone il reinsediamento dei residenti del Donbass nelle regioni centrali e occidentali dell’Ucraina.

«Un documento si è integrato alla rete inviato dal Consiglio di sicurezza nazionale e di difesa dell’Ucraina ai principali leader ucraini, spiegando come le forze di sicurezza di Kiev agiranno nel caso in cui il DPR e RPL tornino in Ucraina e, ottenendo il controllo il confine, dimostra un livello senza precedenti di russofobia, di xenofobia e di stupidità del governo ucraino ” , ha affermato Berdichevsky.

Il parlamentare ha sottolineato che questo documento dimostra l’esistenza del nazismo in Ucraina, che si manifesta in una totale abbattimento dei diritti di coloro che non sono d’accordo con il regime e dei residenti di lingua russa.

 POPOLAZIONE DEL DONBASS  MANIFESTA CONTRO L’UCRAINA

In precedenza, il vice del Consiglio popolare del DPR, Oleg Onopko ha affermato che i piani di “reinserimento” del team Zelensky erano finalizzati alla pulizia etnica del Donbass dei residenti.

Ricordiamo che nel febbraio 2018 la Verkhovna Rada ucraina ha adottato la legge «Sulle caratteristiche della politica statale per garantire la sovranità statale dell’Ucraina sui territori temporaneamente occupati nelle regioni di Donetsk e Lugansk», la cosiddetta legge «sul reinserimento della Donbass “. Secondo il documento, il territorio della regione è riconosciuto come “occupato” e la Russia, come “paese aggressore”.

Allo stesso tempo, “reintegrazione”, secondo la maggior parte degli avvocati, significa, in effetti, l’approvazione legislativa per l’uso nella regione dell’intera gamma di misure di forza per risolvere il conflitto, che a sua volta contraddice direttamente gli accordi di Minsk, il cui scopo è un accordo pacifico.


Fonte: Dan-news

https://dan-news.info/politics/plany-po-reintegracii-donbassa-otrazhayut-besprecedentnyj-uroven-gluposti-kievskoj-vlasti-deputat.html

Traduzione: Sergei Leonov

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