Mirabilissimo100’s Weblog

febbraio 10, 2020

AURORA SITO RIVISTA DI GEOPOLITICA: ARTICOLI 10 02 2020

 
 

Autore: Aurorasito

 
 
 DI  ALESSANDRO LATTANZIO
 
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PRIMA PAGINA
La minaccia di guerra di Trump all’Iran generata da menzogne

La minaccia di guerra di Trump all’Iran generata da menzogne

Scritto il10 FEBBRAIO 2020 

PUBBLICATO INCOVERT
Finian Cunningham, SCF 9 febbraio 2020 L’intelligence militare irachena ha scoperto che quasi sicuramente l’attacco missilistico a una base nordamericana…
L’unificazione tedesca fu uno dei peggiori errori di Mosca

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Scritto il10 FEBBRAIO 2020 

PUBBLICATO INSTORIA
Stanislav Borzjakov, Histoire et Societé 10 febbraio 2020 Esattamente 30 anni fa, durante i colloqui col cancelliere tedesco Helmut Kohl,…
Coronavirus, terrorismo biologico?

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Scritto il10 FEBBRAIO 2020 

PUBBLICATO INCOVERT
Orfilio Peláez, Granma.cu, 7 febbraio 2020 – Histoire et Societe Un articolo pubblicato nel blog personale dal giornalista spagnolo Patricio…
L’occidente e il medico-eroe di Wuhan

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Scritto il9 FEBBRAIO 2020 

PUBBLICATO INGEOPOLITICA
Bruno Guigue I media occidentali hanno trovato un nuovo osso da masticare sulla Cina: la fiaba del dottore che ha…
L’esercito statunitense è “peggio dei nazisti”

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Scritto il9 FEBBRAIO 2020 

PUBBLICATO INCOVERT
Graig Graziosi, The Independent, 7 febbraio 2020 Un ex-pilota di droni degli Stati Uniti parla contro le atrocità che dice…
Bartini, genio preveggente

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Scritto il8 FEBBRAIO 2020 

PUBBLICATO INSTORIA
Jurij Avdeev, Stella RossaTra le priorità del Paese, il Presidente Vladimir Putin ha chiesto l’attuazione di progetti innovativi in vari…
Verità e miti sulla morte di Jurij Gagarin

Verità e miti sulla morte di Jurij Gagarin

Scritto il8 FEBBRAIO 2020 

PUBBLICATO INSTORIA
Andrej Sidorchik, USSR Life – Libertégérie, 29 marzo 2018Nell’aprile 1961, il primo cosmonauta della Terra Jurij Gagarin, un semplice ragazzo sovietico con…
Come gli USA costrinsero Gorbaciov a rinunciare al miglior missile sovietico

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Scritto il8 FEBBRAIO 2020 

PUBBLICATO INDIFESA
Aleksej Timofeeshev, RBTH 18 gennaio 2018Alla fine degli anni ’80, Washington esercitò una forte pressione su Gorbaciov per ordinare la…
L’evoluzione dei cacciatorpediniere giapponesi moderni

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Scritto il8 FEBBRAIO 2020 

PUBBLICATO INDIFESA
Jon Harris, Navalanalyses 28 giugno 2016Dalla fine della Seconda guerra mondiale, il Giappone ha ordinato tanti tipi di cacciatorpediniere quanto…
Il programma della bomba atomica giapponese

Il programma della bomba atomica giapponese

Scritto il8 FEBBRAIO 2020 

PUBBLICATO INSTORIA
Nazi A-BombIl programma atomico giapponese iniziò in modo del tutto indipendente dal programma atomico della Germania nazista. La Germania era…
Il nuovo bombardiere russo Tu-160M decolla per la prima volta

Il nuovo bombardiere russo Tu-160M decolla per la prima volta

Scritto il7 FEBBRAIO 2020 

PUBBLICATO INDIFESA
RT 6 febbraio 2020 Un Tu-160 modernizzato, il noto bombardiere strategico russo, con avionica, comandi e altro equipaggiamento nuovissimo, decollava…
L’F-35 non funziona e l’F-35A non può sparare

L’F-35 non funziona e l’F-35A non può sparare

Scritto il7 FEBBRAIO 2020 

PUBBLICATO INDIFESA
Joel Hruska, ExtremeTech 31 gennaio 2020 Gli statunitensi non sono molto d’accordo in questi giorni, ma per fortuna c’è un…
Discorso di Vladimir Putin allo Yad Vashem: “Questo crimine ha avuto dei complici”

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Scritto il6 FEBBRAIO 2020 

PUBBLICATO INSTORIA
Histoire et Societé, 06 febbraio 2020 Che si sia d’accordo o meno (personalmente sono doppiamente in disaccordo) con la celebrazione…
“Non c’è la repressione sulla coscienza di Stalin!”

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Scritto il6 FEBBRAIO 2020 

PUBBLICATO INSTORIA
Mikhail Panjukov, Ekspress Gazeta 4 marzo 2018 Meyerkhold scrisse delle denunce, Tukhachevskij preparò la sconfitta dell’Armata Rossa e Babel andava…
La Russia avvicina la Siria al successo

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Scritto il6 FEBBRAIO 2020 

PUBBLICATO INRESISTENZA
Salman Rafi Sheikh, New Eastern Outlook 05.02.2020Nell’ultima settimana di gennaio, James Jeffery, rappresentante speciale degli Stati Uniti per la Siria,…
La Turchia diffonde falsità sull’Esercito arabo siriano

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Scritto il5 FEBBRAIO 2020 

PUBBLICATO INRESISTENZA
Drago Bosnic, FRN, 4 febbraio 2020 Il ministro della Difesa turco Hulusi Akar affermava che il suo Paese aveva ucciso…
La politica USA contro l’Iran: Culmine della disperazione

La politica USA contro l’Iran: Culmine della disperazione

Scritto il5 FEBBRAIO 2020 

PUBBLICATO INGEOPOLITICA
Tony Cartalucci – LDR, 5 febbraio 2020 La politica nordamericana contro l’Iran ha raggiunto nuove vette di disperazione e nuovi…
L’US Space Force: la peggiore pornografia politica

L’US Space Force: la peggiore pornografia politica

Scritto il5 FEBBRAIO 2020 

PUBBLICATO INGEOPOLITICA
Caleb Maupin, New Eastern Outlook 03.02.2020 Il 3 gennaio 2019, la Cina faceva atterrare il rover Chang-e 4 sul lato…
L’Arabia Saudita è la grande perdente nella guerra contro lo Yemen

L’Arabia Saudita è la grande perdente nella guerra contro lo Yemen

Scritto il4 FEBBRAIO 2020 

PUBBLICATO INRESISTENZA
Raqda Suas, Syria Times, 04 febbraio 2020 La sanguinosa campagna guidata dal regime saudita contro lo Yemen entrerà nel sesto…
L’Esercito arabo siriano ed alleati combattono la “vera guerra al terrore”

L’Esercito arabo siriano ed alleati combattono la “vera guerra al terrore”

Scritto il4 FEBBRAIO 2020 

PUBBLICATO INRESISTENZA
Vanessa Beeley, Global Research, 4 febbraio 2020 Probabilmente la propaganda più odiosa che sia stata emessa dal cartello mediatico occidentale…
Come la Cina gestisce il nuovo coronavirus?

Come la Cina gestisce il nuovo coronavirus?

Scritto il3 FEBBRAIO 2020 

PUBBLICATO INEURASIA
World AffairsSono passate due settimane da quando la parola coronavirus è entrata nel lessico comune della gente in tutto il…
Boris Johnson accusa Donald Trump di danneggiare l’economia globale

Boris Johnson accusa Donald Trump di danneggiare l’economia globale

Scritto il3 FEBBRAIO 2020 

PUBBLICATO INGEOPOLITICA
Alain Tolhurst, Politics Home 3 febbraio 2020 Boris Johnson ha accusato Donald Trump di “sabotare l’economia mondiale” entrando in guerra…
 
 
 
 
 
 
 
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gennaio 29, 2020

SERGIO DE SIMONE:IL BAMBINO NAPOLETANO CHE FU SOTTOPOSTO AGLI ESPERIMENTI DEI NAZISTI

SERGIO DE SIMONE

 
ALETEIA.IT
 
4 MAGGIO 2018
 
GELSOMINO DEL GUERCIO

E’ stato l’unico italiano ad essere ucciso nel programma di eugenetica voluto da Hitler. Subendo assurde torture

Questa è la storia di un bambino napoletano Sergio De Simone, originario del quartiere Vomero. Un’anima innocente di appena 8 anni.

Il suo nome è rimasto nella storia perché fu l’unico italiano sottoposto a sperimentazione medica in un campo di concentramento nazista. Di origini ebraiche, il piccolo Sergio fu prima trattato come una cavia umana e poi ammazzato insieme ad altri 19 compagni di sventura.

Marchiati e separati

Il bambino lasciò Napoli insieme alla sua famiglia per essere condotto al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau il 29 marzo 1944, con il convoglio 25T.

Sergio fu scaricato sulla rampa del lager la notte del 4 aprile 1944. Tutti i componenti del suo nucleo familiare furono marchiati con dei numeri, perdendo così la loro identità primaria e la loro dignità di esistenza. Mamma Gisella divenne la numero 76516, Sergio il numero 179614, la zia Mira il numero 76482 e le cuginette, Andra e Tatiana, rispettivamente con i numeri 76483 e 76484. I bambini, fin da subito, furono separati dalle loro mamme e spediti in dormitori differenti (Voce di Napoli, 27 gennaio 2017).

Le 20 cavie

Il medico e criminale nazista Kurt Heissmeyer – che doveva compiere gli esperimenti sui bambini – si fece assegnare 20 piccoli ebrei come cavie, che gli furono procurati facendoli prelevare proprio dal campo di sterminio di Birkenau dall’altrettanto tristemente celebre dottor Josef Mengele, tra i responsabili del progetto di eugenetica nazista.

L’inganno

Mengele, entrando nella baracca dove erano stati riuniti i bambini, per selezionarli disse: «Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti».  Sergio subito si fece avanti insieme ad altri bimbi. Una volta selezionati, furono successivamente trasferiti nel campo di concentramento di Neuengamme, presso Amburgo, dove sarebbero stati usati come cavie.

Infettati ed Impiccati

Arrivati a Neuengamme, attraverso una prima incisione sotto l’ascella, i venti bambini vennero infettati con bacilli vivi della tubercolosi, capaci di scatenare la malattia in forma molto violenta. Tutti ne furono colpiti. Alcuni vennero sottoposti ad altri interventi, tra cui quello per asportare le ghiandole linfatiche.

Questi tormenti proseguirono fino al 20 aprile 1945 quando, con gli inglesi alle porte, i nazisti si preoccuparono di cancellare ogni traccia. Fu allora che i venti bambini vennero trasportati nella scuola di Bullenhuser Damm. E, nella cantina di quell’edificio, furono impiccati senza pietà (Fan Page, 3 maggio)

Le rose bianche

Dall’inferno dei lager, tutto il nucleo familiare, tranne Sergio, riuscì a tornare a casa.

Il piccolo Sergio fu ricordato con un giardino di rose bianche nella scuola di Bullenhuser Damm, costruita dopo le orribili atrocità, che porta il nome dell’illustre medico e pedagogo polacco Janusz Korczak, morto insieme ai “suoi” bambini nell’orfanotrofio che dirigeva nel ghetto di Varsavia.

Il ritrovamento di Sergio De Simone

https://www.youtube.com/watch?v=J-7TJCCytG0

https://it.aleteia.org/2018/05/04/sergio-de-simone-esperimenti-medici-nazisti/

https://it.aleteia.org/2018/05/04/sergio-de-simone-esperimenti-medici-nazisti/2/

VIDEO

Sergio De Simone, il bimbo napoletano torturato dai medici nazisti per esperimenti e poi impiccato

https://www.youtube.com/watch?time_continue=43&v=h0ZJzSu24d4&feature=emb_logo
 

gennaio 28, 2020

IL 27 GENNAIO DEL 1945 DA RICORDARE!

Risultati immagini per IL GIORNO DELLA MEMORIA 27 GENNAIO
 

 

IL 27 GENNAIO IL GIORNO DELLA MEMORIA
 
Era il 27 gennaio del 1945 quando le truppe russe, entrando nel campo di concentramento di Auschwitz scoprirono il genocidio organizzato dai nazisti. In Italia la Shoah raccontata fra gli altri dalle parole dello scrittore Primo Levi, sopravvissuto allo sterminio del lager. Quel giorno oggi rappresenta la Memoria di ciò che è stato, affinché non accada mai più.
 
Ogni anno, il 27 gennaio, si celebra la “Giornata della memoria”, in ricordo dell’Olocausto del nazifascismo che portò al genocidio pianificato di ebrei, rom, omosessuali, malati di mente, disabili e oppositori politici della germania hitleriana. Il 27 gennaio 1945 è il giorno in cui le truppe russe entrarono per la prima volta nel luogo simbolo della Shoah (‘distruzione’ in ebraico), il lager di Auschwitz. Nel campo di concentramento nazista morirono circa 70mila persone, uccise nella camera a gas ricavata nell’obitorio del crematorio numero 1, da torture ed esecuzioni sommarie, dal lavoro inclemente e dalle condizioni di vita impossibile. A Birkenau vennero ammazzate oltre un milione e centomila civili, in stragrande maggioranza ebrei, russi, polacchi e rom. Auschwitz era un ‘Konzentrationslager’ (campo di concentramento), Birkenau un ‘Vernichtungslager’ (campo di sterminio), il più esteso. Quando i russi arrivarono ai cancelli tristemente noti per il loro tetro motto “Arbeit macth frei” (il lavoro rende liberi) trovarono circa 7mila prigionieri ancora in vita, testimoni oculari del massacro senza fine.
 
 
La Giornata della Memoria è celebrata da tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite a partire dal 2005, in seguito alla risoluzione Onu del primo novembre 2005. In Italia, sono gli articoli 1 e 2 della legge n. 211 del 20 luglio 2000 che definiscono le finalità e le celebrazioni del “Giorno della Memoria”. Ogni anno è forte il richiamo affinché non accadano più abomini simili. Scriveva il poeta italiano Danilo Dolci: «ma milioni milioni di persone non sanno ancora mentre i fascismi rigerminano».
Una delle testimonianze più lucide su cosa sono stati i lager nazisti è stata l’opera letteraria di Primo Levi, intellettuale (scrittore, partigiano e chimico= torinese ebreo, internato ad Auschwitz e da lì uscito vivo proprio il 27 gennaio del 45: fu uno degli appena 20 sopravvissuti dei 650 ebrei italiani arrivati con lui al campo. È di Primo Levi la poesia “Se questo è un uomo”, incipit dell’omonimo romanzo sul suo periodo di prigionia nel campo (ne “La Tregua” Levi raccontò il ritorno in Italia).
 
Se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
 
 

gennaio 25, 2020

PUTIN HA PARTECIPATO ALL’INAUGURAZIONE DEL MEMORIALE DELL’ASSEDIO DI LENINGRADO TENUTOSI A GERUSALEMME

Filed under: antisemitismo, guerra, israele, nazismo, olocausto, russia — Tag:, , , , , , — mirabilissimo100 @ 6:56 am

 
23 GENNAIO 2020
 
FNTE KREMLIN
 
TRADOTTO DA AURORA SITO

Putin all’inaugurazione del Memoriale dedicato all’assedio di Leningrado

 
A Gerusalemme, Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu inauguravano il Memoriale dedicato agli abitanti e ai difensori dell’assedio di Leningrado. Alla cerimonia partecipavano anche il presidente d’Israele Reuven Rivlin, il sindaco di Gerusalemme Moshe Lion e governatore di San Pietroburgo Aleksandr Beglov. Creazione congiunta di architetti di San Pietroburgo e israeliani, il monumento è stato eretto al Sacher Park nel centro di Gerusalemme. Una capsula con terreno proveniente dal Cimitero commemorativo di Piskarjovskoe, di San Pietroburgo, il più grande cimitero delle vittime della Seconda guerra mondiale, fu posta nelle fondamenta del memoriale. L’idea del memoriale è stata proposta dai veterani di guerra, dai sopravvissuti all’assedio e dai connazionali che vivono in Israele, ed è stata sostenuta da associazioni ebraiche di Russia e Israele.

Discorso alla cerimonia per inaugurare il monumento
Presidente della Russia Vladimir Putin:
Cari veterani di guerra, Signor Presidente, Signor Primo Ministro e coniuge, Signor Sindaco e coniuge, amici,
È un grande onore per me partecipare a questa cerimonia tenutasi per dedicare un monumento agli eroici difensori e residenti di Leningrado. Inauguriamo questo monumento prima delle cerimenonie che hanno un significato speciale per i nostri Paesi e nazioni. Uno dei momenti più drammatici ed eroici della storia della Seconda Guerra Mondiale si concluse il 27 gennaio 1944: l’assedio di Leningrado fu infine tolto. Esattamente un anno fa, i miei colleghi ne avevano già parlato qui, il 27 gennaio 1945, l’Armata Rossa liberò i prigionieri di uno dei più grandi campi di sterminio nazisti, Auschwitz. Oggi è la Giornata internazionale della memoria dell’Olocausto. Ci sono molti esempi noti nella storia di incredibile resistenza, sacrificio e orribili tragedie umane. Ma è impossibile paragonare l’assedio di Leningrado e l’Olocausto a qualsiasi altra cosa.
La sacra memoria del martirio e il coraggio di milioni di persone, perdite incommensurabili, privazioni ed eroismo e la nostra giusta rabbia comune per ciò che i nazisti fecero viene trasmessa da una generazione all’altra. Tutto il mondo sa dell’assedio di Leningrado e dei villaggi vicini e del coraggio senza pari dei loro residenti e difensori. Ma alcun documento, storia o diario può descrivere ciò che la gente visse in quel momento. I miei colleghi ne hanno appena parlato. Per me queste non sono semplici parole, lo so non per sentito dire ma da quello che i miei genitori mi dissero perché mio padre difese la sua città natale al fronte, e mia madre era nella città assediata con un bambino morto nell’inverno 1942 e sepolto al Cimitero commemorativo di Piskarjovskoe a San Pietroburgo tra centinaia di migliaia di altri residenti.
Il piano del nemico era assolutamente cinico: condannare a morte gli abitanti della città per fame e, citando un ordine nazista, “raderla a suolo con continui bombardamenti”. Tuttavia, il nemico non poté eseguire tale ordine stampato nei documenti. Gli abitanti di Leningrado, persone di diverse origini etniche, non si arresero. Non si risparmiarono né al fronte dove continuarono i combattimenti incessanti, né in fabbrica producendo continuamente munizioni e materiale richiesti dal fronte. Ho solo menzionato materiale e munizioni. Non lo sapevo, ma mentre guardavo i documenti, diversi giorni fa, ho scoperto un fatto che mi ha scioccato. Durante l’assedio, i residenti di Leningrado donarono 144 tonnellate di sangue per il fronte nonostante la situazione in cui si trovavano. Privi di cibo, luce e riscaldamento, continuarono a lavorare negli ospedali e ad interessarsi di arte, scienza ed istruzione e, sacrificando se stessi, salvarono la grande città per le future generazioni. L’invincibile Leningrado divenne una vera leggenda, mentre la grandiosità della forza mentale dei suoi abitanti e la loro fiducia nella vittoria fu l’apice della dignità umana.
Il monumento che abbiamo inaugurato oggi è un simbolo della nostra profonda memoria comune. L’idea di crearlo è di membri devoti del pubblico israeliano, veterani di guerra e nostri compatrioti, ed è stato creato col sostegno delle autorità di San Pietroburgo e Gerusalemme, con finanziamenti di benefattori di entrambi i Paesi. Vorrei notare con gratitudine e apprezzamento che Israele attribuisce un’importanza speciale alla preservazione della verità sul contributo decisivo dell’Unione Sovietica nella vittoria sul nazismo. Il popolo qui, come in Russia, è preoccupato, allarmato e oltraggiato dai tentativi di negare l’Olocausto, rivedere i risultati della Seconda Guerra Mondiale e ripulire assassini e criminali.
Questo è il secondo monumento che abbiamo inaugurato congiuntamente sul suolo israeliano negli ultimi anni (come ha appena accennato il Primo Ministro). Il primo monumento fu eretto nella città di Netanya ed immortala la memoria dell’eroismo di ufficiali e uomini dell’Armata Rossa. Un atteggiamento onesto e assolutamente rispettoso nei confronti dei soldati sovietici trovava riflesso nelle mostre del memoriale Yad Vashem sulle vittime dell’Olocausto degli ebrei europei. Teniamo anche a cuore il nome del monumento inaugurato oggi. Ogni anno, il 22 giugno, il giorno in cui iniziò la Grande Guerra Patriottica, l’attività del Memoriale inizia in Russia alle quattro del mattino, con persone in tutte le città e i villaggi che accendono candele in segno di lutto per chi morì in quella terribile guerra. San Pietroburgo, già Leningrado, è dove questa tradizione è nata, nel 2009. Ora c’è anche una candela memoriale in Israele, dove vivono 1300 sopravvissuti all’assedio di Leningrado, i loro discendenti e amici e dove il popolo venera i suoi eroi e ricorda i morti. Qui, come in Russia, il popolo comprende l’importanza delle lezioni della Seconda Guerra Mondiale e non permette al mondo di dimenticare ciò che egoismo nazionale, disunione e connivenza sotto qualsiasi forma di sciovinismo, antisemitismo e russofobia possono portare. Il nostro dovere comune è di trasmettere questa conoscenza alle generazioni future, ai pronipoti dei vincitori, mentre gli trasmette il ricordo riconoscente di chi gli ha donato la libertà e dimostrato, a costo della vita, il perdurante valore della pace e della giustizia.
In conclusione, vorrei dire solo qualche altra parola. Un monumento è un’ottima cosa; rimarrà qui per molto tempo, si spera per secoli. Può essere inaugurato in diversi modi. Ma il modo in cui l’avete fatto oggi… Grazie.

 
Traduzione di Alessandro Lattanzio
 
FONTE:
http://en.kremlin.ru/events/president/news/62642
 
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http://aurorasito.altervista.org/?p=9963

Vladimir Putin ha parlato al Forum Mondiale della memoria dell’Olocausto e ha ricordato il prezzo pagato dall’Unione Sovietica per liberare l’Europa dal nazismo.

Putin a Gerusalemme per il Forum sull'Olocausto, 23 gennaio 2020

 
 
NETANYAHU E PUTIN AL QUINTO FORUM SULL’OLOCAUSTO TENUTOSI IN ISRAELE
 
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SPUTNIK NEWS.IT
 
23 01  2020
 
Il 5° Forum sull’Olocausto in Israele
 
Come il presidente ha sottolineato nel suo discorso, l’obiettivo dell’Olocausto era la distruzione mirata delle persone, e oltre agli ebrei, “furono definiti come subumani i russi, bielorussi, ucraini, polacchi, rappresentanti di molte altre nazionalità”.
 
Putin ha ricordato che i territori conquistati dovevano diventare uno spazio vitale per i nazisti e di fornire loro un’esistenza ben nutrita.
 
“Gli slavi e le altre nazioni avevano il destino di essere distrutti o di diventare schiavi diseredati senza la loro cultura, senza memoria storica, senza lingua. Il popolo sovietico difese la sua patria e portò la liberazione dal nazismo in Europa. Abbiamo pagato per questo un prezzo mai sognato prima nei sogni più terribili di nessun popolo, 27 milioni di morti. Non lo dimenticheremo mai”, ha affermato Putin
Le vittime del nazismo sono diventati sei milioni di ebrei, di cui il 40 per cento erano cittadini dell’ex Unione Sovietica, ha sottolineato il capo dello stato russo.
 
Necessario non dimenticare gli errori passati
Putin ha affermato anche l’inammissibilità del fatto che oggi la memoria della guerra diventi sempre più oggetto di una situazione politica momentanea.
 
Come ha sottolineato il presidente, la storia dell’Olocausto sarà una lezione per le generazioni future solo se sarà completa, senza esenzioni e nozioni di base.
 
“Il dovere di politici moderni e futuri, di Stato e dei personaggi pubblici è proteggere il buon nome dei vivi e dei caduti, eroi, civili, vittime dei nazisti e dei loro complici”, ha detto Putin.
 
Egli ha esortato ad utilizzare tutte le funzioni di informazione, politica, cultura, per evitare il ripetersi della tragedia, e ha espresso la convinzione che tutti i partecipanti al Forum “condividano queste preoccupazioni e siano pronti a difendere con noi la verità e la giustizia”.
“Dobbiamo essere vigili e non perdere, non ignorare quando ci sono i primi germogli di odio, sciovinismo, antisemitismo, quando subdolamente cominciano a indulgersi episodi di xenofobia e altre manifestazioni di questo tipo. L’oblio del passato, la disconnessione di fronte alle minacce possono trasformarsi in terribili conseguenze. Dobbiamo avere il coraggio non solo di dirlo direttamente, ma di fare qualsiasi cosa per proteggere e difendere il mondo. Esempio, a mio parere, possono e devono presentare i paesi fondatori delle Nazioni Unite”, ha continuato Putin
Il presidente ha proposto di tenere una riunione dei capi di Stato membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, cioè Russia, Cina, Stati Uniti, Francia e Regno Unito, in qualsiasi parte del mondo, “dove sarà conveniente per i colleghi”.
 
“La Russia è pronta per una conversazione seria. Abbiamo intenzione, senza rimandare, di inviare messaggi pertinenti ai leader dei “cinque”, ha concluso Putin.
 
VEDI IL VIDEO E CONTINUA NELLA PAGINA
 
https://it.sputniknews.com/mondo/202001238560592-putin-ha-ricordato-il-contributo-dellesercito-sovietico-nella-seconda-guerra-mondiale/
 
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La Seconda Guerra Mondiale in 5 minuti

https://www.youtube.com/watch?v=wwqZBatXSZw&feature=emb_logo