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aprile 7, 2020

ECCO CHI SONO I MEMBRI DELLA TASK FORCE CONTRO LE FAKE NEWS: SICURI CHE SARANNO IMPARZIALI?/DIEGO FUSARO-RADIO RADIO TV VIDEO

RADIO RADIO TV  6 APRILE 2020

“Ogni essere umano in una repubblica libera deve essere libero di dire e di pensare tutto ciò che ritiene opportuno, a patto che egli rispetti la legge“. Così il filosofo Spinoza nel XVII Sec. si opponeva alla censura lottando apertamente contro quanti in nome delle sacre scritture o del potere aspiravano a limitare il campo della libertà di ricerca e di espressione, in un’epoca che vedeva Giordano Bruno bruciare a Campo de’ Fiori per la sua libertas filosofandi duramente punita dall’ordine costituito. E’ più che mai importante rammemorare la lezione di #Spinoza oggi, nel tempo del combattimento a quelle che la neolingua mercatista chiama fake news e che andrebbero invece etichettate come ragioni non ortodosse, come punti di vista non allineati, come prospettive eretiche rispetto all’ordine dominante, ossia a quanti decidono che cosa e come possa essere detto, occupando posizioni di forza. Abbiamo appreso come la libertà teorizzata da Spinoza non fosse un diritto destinato a durare, poteva anzi essere rimossa d’un colpo, proprio come accaduto in questi giorni. D’un colpo la libertas filosofandi è stata rimossa: adesso si istituiscono #taskforce per colpire le #fakenews: da sottolineare come il lessico contemporaneo sia tutto militarizzato, come se la lotta contro il virus fosse a tutti gli effetti una nuova guerra contro un nemico invisibile e rispettive trincee e con una task force che va a colpire le verità non allineate. E’ ovvio che in astratto mirano a colpire le notizie false, in concreto mirano a mettere fuori legge tutte le prospettive non allineate con il nuovo ordine mentale, di completamento con il nuovo ordine globale. Apprendiamo inoltre che la task force sarà composta, tra gli altri, da Riccardo Luna, editorialista di #Repubblica, Francesco Piccinini, direttore di #Fanpage e David Puente, debunker di #Open: un’iniziativa di alto tasso scientifico e non certo sospetta di avere un taglio politico. Potremmo domandare pacatamente: come ci si sente ad essere dalla parte di Bellarmino? Cosa si prova a stare dalla parte di chi #censura? Cosa succederà ai “nuovi eretici”? Verranno forse collocati come Giordano Bruno a Campo de’ Fiori? #RadioAttività, lampi del pensiero quotidiano – Con Diego #Fusaro

 

Il sottosegretario all’editoria Andrea Martella annuncia la creazione di una Task Force di Governo, o meglio di una “Unità di monitoraggio per contrasto della diffusione di fake news relative al Covid-19 sul Web e sui social network”-BYOBLU24 VIDEO

LA POLIZIA DEL PENSIERO – Paolo Becchi e Giuseppe Palma

 

Un Governo serve a fare le leggi. Le leggi a normare il comportamento dei cittadini. Quello che un Governo non può fare, invece, è impedire ai cittadini di pensare e di ascoltare i pensieri degli altri. Il sottosegretario all’editoria Andrea Martella annuncia la creazione di una Task Force di Governo, o meglio di una “Unità di monitoraggio per contrasto della diffusione di fake news relative al Covid-19 sul Web e sui social network”, che si occupi della “ricognizione e classificazione dei contenuti falsi, non dimostrati o fuorvianti”, coinvolgendo anche “cittadini e utenti delle piattaforme social nell’individuazione e segnalazione di contenuti non veritieri”. Con “contenuti falsi, non dimostrati o fuorvianti” si include nella sostanza QUALSIASI COSA non sia stabilita dal Governo come “vera, dimostrata e…” qual è il contrario di “fuorviante”? “Fuorviante” da cosa? Fuorviante rispetto alla versione unica che il Governo stabilisce essere quella che più gli conviene, non essendo credibile né francamente possibile che un qualsiasi Governo sposi versioni che in qualsiasi modo lo danneggino. Dunque è vietato essere “fuorvianti” rispetto a una sola parte politica, perché ricordiamolo: il Governo è espressione di una maggioranza e da che mondo e mondo la prima regola di una democrazia, per evitare la “dittatura della maggioranza”, è la tutela delle minoranze (ovvero della libertà di espressione e dei diritti delle opposizioni). E perché mai questa “Task Force” dovrebbe occuparsi solo delle notizie false “sul web e sui social network”, e non anche di quelle su giornali e televisioni, di cui non faccio l’elenco perché non ho a disposizione il numero di pagine dell’enciclopedia britannica? Ora, accade che su Open, la testata online di Enrico Mentana, il raffinato segugio digitale David Puente scriva un articolo intitolato in questo modo: “Coronavirus. Le fonti del movimento sovversivo Nuova Resistenza Italiana che incita a violare la quarantena”, ponendo dunque l’attenzione non sul gruppo in sé e sulle sue idee, ma su quello che i membri di tale gruppo condividono, senza specificare chi siano questi membri (trattandoli come se fossero un unicum e non singoli individui), né quanti altri link di fonti diverse abbiano condiviso (cherry-pick). E quali sono queste “fonti”? Chiaramente Byoblu, oltre a Pandora Tv di Giulietto Chiesa e a Contro-Tv di Massimo Mazzucco, con tanto di schemini nerd e foto personale di Claudio Messora in primo piano. Un po’ come dire che se Pacciani leggeva Tolstoj, allora il problema era Tolstoj. Potrebbe apparire come un atto velleitario del solito giornalismo schierato e assolutamente scorretto – se non addirittura rilevante sotto al profilo penale -, senonché accade proprio quando Andrea Martella lancia la sua Task Force a Palazzo Chigi, sottolineando (notare il linguaggio) come sia necessario trovare le “fonti” della disinformazione (e Puente titola “le fonti del…”), e soprattutto mentre apprendiamo come in questa Task Force sia stato chiamato ad operare proprio David Puente. Non si è mai visto che le cariche di pubblico ministero e di giudice in un processo siano rivestite dalla stessa persona, se non in qualche forma di totalitarismo estremo! Pensavo di averle viste tutte nella vita, ma devo ammettere che questa ancora mi mancava. In quale democrazia può esistere una commissione chiamata a distinguere il vero dal falso, a decidere quindi chi può parlare (perché segue le linee guida) e chi no (perché se ne discosta), dove tale commissione sia direttamente alle dipendenze dal Governo (che – ricordiamolo – è un organo esecutivo, politicamente di parte, e non è direttamente espressione del popolo)?

 

marzo 27, 2020

CORONAVIRUS COVID-19: CHIUSI IMPORTANTI SANTUARI CATTOLICI

Il santuario di Lourdes chiude per il covid-19, è la prima volta ...
 
IL SANTUARIO DI LOURDES
 
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17  Marzo 2020 
Per la  prima volta il Santuario chiude.
La comunicazione è arrivata dal rettore del santuario e 30 cappellani inizieranno “nove giorni di preghiere speciali per il mondo dalla Grotta”. Fedeli invitati a pregare in streaming.
Per la prima volta nella sua storia, il santuario di Lourdes ha chiuso ai suoi fedeli “per un certo periodo di tempo”, a causa della diffusione del coronavirus.In base alle prime informazioni e alle comunicazioni diffuse dalla direzione del santuario, i 30 cappellani del santuario oggi inizieranno “nove giorni di preghiere speciali per il mondo dalla Grotta delle Apparizioni”, che saranno trasmesse in diretta dalla televisione cattolica. Il rettore Ribadeau Dumas avrebbe anche chiesto ai fedeli di partecipare, in totale sicurezza, via streaming. Il santuario cristiano, situato in una cittadina nel sud-ovest della Francia, ogni anno è meta di diversi milioni di persone, che si recano in quel luogo per pregare e chiedere una grazia. La Conferenza episcopale francese, soltanto pochi giorni fa, aveva già cancellato tutte le sessioni, le riunioni e le assemblee previste nei prossimi mesi, proprio in relazione a questa emergenza sanitaria.E così anche il santuario di Lourdes si è adeguato alle misure disposte dal governo: per i prossimi 15 giorni, infatti, anche gli spostamenti dei francesi risulteranno “fortemente ridotti”, così come saranno proibiti gli assembramenti e le riunioni tra persone (compresi amici e familiari), per la necessità di ridurre i contatti sociali. Come in Italia, anche gli spostamenti dei francesi subiranno delle modifiche e saranno consentiti soltanto quelli indispensabili ed essenziali.
 
GIOVANNA PAVESI
IL GIORNALE.IT
VEDI 
https://www.ilgiornale.it/news/cronache/virus-chiude-volta-nella-storia-santuario-lourdes-1842209.html?fbclid=IwAR0EFrmu6aKQbItQxDl7JJg4DozxmgIDWhzZqNVSSfgwmeCzKxwkDRcAH2M
 
ANCHE
https://www.ilvaloreitaliano.it/il-santuario-di-lourdes-chiude-per-il-covid-19-e-la-prima-volta-nella-storia/
 
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File:Međugorje St.James Church.jpg - Wikipedia
 
LA CHIESA DI SAN GIACOMO A MEDJUGORJE
 
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23 Marzo 2020
La parrocchia di San Giacomo a Medjugorje ha chiuso i battenti e tutte le celebrazioni vengono ormai trasmesse solo in streaming. Queste le misure per evitare i contagi e la diffusione del virus che ad oggi non ha ancora toccato Medjugorje. Ci sono però alcune segnalazioni di casi di positività nei paesi limitrofi e a Mostar.
 
Sono dunque stati spenti anche gli altoparlanti che generalmente diffondono le celebrazioni questo per evitare assembramenti al di fuori degli spazi della chiesa. Le precauzioni sono state rese necessarie anche in virtù della carenza delle strutture sanitarie. Ricordiamo che nel luogo dove la Madonna appare tutti i giorni da quasi 40 anni non c’è un vero presidio medico. In caso di necessità bisogna infatti recarsi nella vicina Mostar dove risultano diversi casi accertati di Coronavirus.
 
Adorazione, Sante Messe, Preghiere di Guarigione e Liberazione saranno visibili in streaming sui canali locali.
La notizia è stata confermata dal parroco padre Marinko Sakota. La decisione arriva a seguito di quanto stabilito dal governo.
 
VEDI
FARO DI ROMA.IT
http://www.farodiroma.it/coronavirus-anche-medjugorje-chiude-i-battenti/
 
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Gerusalemme, presto il restauro completo del Santo Sepolcro ...
 
LA BASILICA DEL SANTO SEPOLCRO A GEUSALEMME
 
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25 Marzo 2020
 
Le autorità israeliane decidono di chiudere la Basilica del Santo Sepolcro, solo le tre comunità che vi vivono possono restare
Dopo Lourdes anche la Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme chiude a causa del Coronavirus. Per la seconda volta in due anni, le autorità hanno deciso di chiudere il sito dato che ormai l’area risultava deserta. La prima volta, invece, le motivazioni erano di carattere politico: una disputa con il governo di Israele per il pagamento delle tasse.
Le autorità israeliane hanno ordinato la chiusura della Basilica del Santo Sepolcro. Oggi alle 17, le 16 in Italia, le porte della Basilica che ospita il Calvario e la grotta dove, secondo la tradizione, il corpo esanime di Gesù fu posto e da dove è risorto, sono state chiuse. Da giorni, da quando sono in vigore le restrizioni delle autorità israeliane per contenere il coronavirus, il Santo Sepolcro era vuoto. Nessun turista, nessun pellegrino, nella Basilica, solo i monaci francescani, ortodossi e armeni che ci vivono.
 
Gianpaolo Plini
 
VEDI
IN TERRIS.IT
https://www.interris.it/news/coronavirus-gerusalemme-chiude-la-basilica-del-santo-sepolcro/
 
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Basilica del Sacro Cuore a Parigi: orari e come arrivare (funicolare)
 
IL SANTUARIO DEL SACRO CUORE DI MONTMARTRE
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25 Marzo 2020
 Il Sacro Cuore di Montmartre chiude per la prima volta nella sua storia
 
Anche se le chiese francesi restano aperte, la basilica del Sacro Cuore di Montmartre è chiusa”, ha dichiarato il suo rettore. Una decisione che vuole dare una risposta alla necessità dell’isolamento per tutti.
Per la prima volta nella sua storia, la basilica del Sacro Cuore di Montmartre, a Parigi, chiude le sue porte. “La basilica è innanzitutto un grande santuario, ma è anche uno dei monumenti più visitati di Parigi”, ha ricordato monsignor Leverton, rettore della basilica.
“Seguendo le ultime indicazioni governative e la stretta necessità di isolamento per tutti, questi monumenti sono da questo momento chiusi al pubblico”. La decisione è stata concordata con monsignor Michel Aupetit, arcivescovo di Parigi.
Con l’arrivo della chiusura nel cuore del giubileo che celebra i cent’anni dalla consacrazione, il rettore vede in questa misura “un invito a celebrare in modo diverso questo anniversario”.
In questo periodo di isolamento, la comunità delle Suore Benedettine del Sacro Cuore di Montmartre continua a garantire l’importanza dell’adorazione eucaristica, che non si è mai interrotta dal 1° agosto 1885.
 
A. Pinard  Legry
VEDI
ALETEIA.ORG
 
https://it.aleteia.org/2020/03/25/coronavirus-il-sacro-cuore-di-montmartre-chiude-per-la-prima-volta-nella-sua-storia/?utm_campaign=Web_Notifications&utm_source=onesignal&utm_medium=notifications&fbclid=IwAR032qIVANlXALpXpozungIwsjFp18kA2VjcJKZcYb3qEULC__UU8P5Pf0w
 
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A CURA DEL CENTRO CONTRO IL FALSO CATTOLICESIMO
 
https://sites.google.com/site/controilfalsocattolicesimo/home/coronavirus-covid-19-chiusi-importanti-santuari-cattolici

PANDEMIA DA CORONAVIRUS COVID-19: E’CASTIGO DIVINO CHIUSE LE CHIESE ! 27 MARZO 2020

 

Anche Ferrara si ferma: chiuse le chiese, i musei, i teatri, i ...

 
FERRARA: LA CHIESA E’ CHIUSA DAL 24 FEBBRAIO 2020
 
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27 MARZO 2020
CONTRO IL FALSO CATTOLICESIMO
SIAMO IN UNO STATO DI EMERGENZA CON  LA PANDEMIA CORONAVIRUS COVID-19,
LA GENTE DEVE STARE IN CASA, E’ TUTTO CHIUSO; SCUOLE, UNIVERSITA’, UFFICI VARI, BAR, RISTORANTI, CINEMA, TEATRI, PALESTRE, RESTANO APERTI SOLO GLI OSPEDALI, I MEDICI DI FAMIGLIA, GLI AMBULATORI ,LE FARMACIE, I SUPERMERCATI E I GENERI ALIMENTARI, ED ANCHE LE TABACCHERIE, NEGOZI DI ANIMALI E CIBO PER ANIMALI, BENZINAI.
 
LE STRADE SONO VUOTE, NON CIRCOLA NESSUNO, E’ TUTTO TRISTE INTORNO, QUELLO CHE  FA DIVENTARE PIU’ TRISTI
E SCONSOLATI A CHI CREDE E’ LA CHIUSURA DELLE CHIESE, MENO MALE NON TUTTE, MA C’E’ IL DIVIETO DI CELEBRARE LE SANTE MESSE.
SEMBRA CHE LA CHIESA CATTOLICA E’ STATA PUNITA, SI DAVVERO, ECCO DIO HA MANDATO IL CASTIGO, LA CHIESA CATTOLICA
DA TANTO TEMPO E’ DIVENTATA ERETICA, MODERNISTA APOSTATA, E PERFINO IDOLATRA.
L’IDOLATRIA DI PAPA BERGOGLIO CHE HA PORTATO IN VATICANO L’IDOLO DEGLI INCAS LA PACHAMAMA, DURANTE IL SINODO
DELL’AMAZZONIA. LA PACHAMAMA SAREBBE LA MADRE TERRA UNA DEA ADORATA DAI POPOLI ANDINI, ALLA QUALE ORA SI OFFRONO
DEI FRUTTI E CIBO, DURANTE LA SUA FESTA, MA IN TEMPI REMOTI AD ESSA VENIVANO SACRIFICATI DEI BAMBINI.
 
IL PECCATO DI IDOLATRIA ADORANDO IN VATICANO LA PACHAMAMA E’ VERAMENTE GRAVE, VIETATO DAL SIGNORE E DALLE LEGGI DIVINE, E’ LA TRASGRESSIONE DEL  PRIMO COMANDAMENTO.
 
 
BERGOGLIO PRESIEDE IL CULTO PAGANO IDOLATRO  IL 4 10 2019
 
A SANTA MARIA IN TRANSPONTINA  8 10 2019
 
L’ADORAZIONE DELLA DEA PACHAMAMA 
 
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QUESTA E’ L’ORA DEL CASTIGO, DIO ESISTE E HA MANDATO LA PANDEMIA CON LA QUALE
STA PUNENDO I CATTOLICI, CHIESE CHIUSE, NIENTE MESSE E RITI, BATTESIMI, FUNERALI.
SOFFRONO MOLTO ANCHE I SACERDOTI, MOLTI SONO MALATI DI CORONOVIRUS COVID-19, E CIRCA 70 SON GIA’ MORTI, 23 A BERGAMO LA CITTA’ PIU’ COLPITA.
SOFFRONO LE FAMIGLIE DEI CRISTIANI CON LUTTI E MALATI GRAVI PER COLPA DELLA PANDEMIA.
LA PANDEMIA COLPISCE TUTTA LA POPOLAZIONE  MONDIALE, PERCHE’ E’ L’AZIONE PANDEMICA,
MA LA GENTE DI TUTTE LE NAZIONI, OGGI E’ PECCATRICE, IMMORALE, ATEA, NON E’ SANTA.
OCCORRE PENTIMENTO E CONVERSIONE, DURANTE LE PASSATE PANDEMIE DEL PASSATO
I CRISTIANI FACEVANO PENTIMENTO, PREGAVANO E FACEVANO ANCHE LE PROCESSIONI,
ED OTTENEVANO IL MIRACOLO E LA SALVEZZA DALLE PESTI E PANDEMIE.
CONVERTITEVI TUTTI, CREDETE IN GESU’ FIGLIO DI DIO NOSTRO SALVATORE ETERNO.
 
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A CURA DEL CENTRO CONTRO IL FALSO CATTOLICESIMO
 
https://sites.google.com/site/controilfalsocattolicesimo/home/pandemia-da-coronovirus-covi-19-chiuse-le-chiese

PROFESSOR ROBERTO DE MATTEI:IL CORONAVIRUS COVID-19 E’ CASTIGO DIVINO?

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Il Coronavirus è un castigo divino? Considerazioni politiche, storiche e teologiche del prof. Roberto de Mattei.

 

Professor Roberto de Mattei :Coronavirus è un castigo divino? Considerazioni politiche, storiche e teologiche

 
PROFESSOR ROBERTO DE MATTEI 
 
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CORRISPONDENZA ROMANA.IT
 
16 MARZO 2020
 
Il tema della mia conversazione è: “i nuovi scenari in Italia e in Europa con e dopo il coronavirus”. Non parlerò di questo tema dal punto di vista medico o scientifico: non ne ho la competenza. Tratterò invece l’argomento da altri tre punti di vista: il punto di vista dello studioso di scienze politiche e sociali; il punto di vista dello storico; e il punto di vista del filosofo della storia.
 
Le scienze politiche e sociali sono quelle che studiano il comportamento dell’uomo nel suo contesto sociale, politico e geopolitico. Da questo punto di vista non mi interrogo sulle origini del coronavirus e della sua natura, ma delle conseguenze sociali che esso sta avendo e avrà.
 
L‘espressione “tempesta perfetta” è stata coniata diversi anni fa dall’economista Nouriel Roubini, per indicare un mix di condizioni finanziarie, tali da portare a un crollo del mercato “Ci sarà una recessione globale dovuta al coronavirus”, afferma Nouriel Roubini, che aggiunge: “la crisi esploderà e sfocierà in un disastro“. Le previsioni di Roubini sono confermate dalla caduta del prezzo del petrolio dopo il mancato accordo all’Opec con l’Arabia Saudita che, sfidando la Russia, ha deciso di aumentare la produzione e di tagliare i prezzi, ma sono destinate probabilmente ad essere confermate dallo svolgersi degli eventi.
 
Il punto debole della globalizzazione è l’”interconnessione”, parola talismano del nostro tempo, dall’economia alla religione. La Querida Amazonia di papa Francesco è un inno all’interconnessione. Ma il sistema globale è fragile proprio perché è troppo interconnesso. E il sistema di distribuzione dei prodotti è una delle catene di questa interconnessione economica.
 
Non è un problema di mercati, ma di economia reale. Non solo la finanza, ma anche l’industria, il commercio e l’agricoltura, vale a dire i pilastri dell’economia di un paese, possono crollare se entra in crisi il sistema della produzione e della distribuzione.
 
Ma c’è un altro punto che comincia a intravedersi: non c’è solo il collasso del sistema sanitario: non c’è solo la possibilità di un crack economico, ma ci può essere anche un collasso dello Stato e dell’autorità pubblica, in una parola l’anarchia sociale. Le carceri in rivolta in Italia indicano una linea di direzione,
 
Le epidemie hanno conseguenze psicologiche e sociali per il panico che possono provocare. Tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 è nata la psicologia sociale. Uno dei suoi primi esponenti è Gustave Le Bon (1841-1931), autore di un celebre libro dal titolo Psychologie des foules (1895).
 
Le Bon analizzando il comportamento collettivo spiega come nella folla l’individuo subisce un mutamento psicologico per cui sentimenti e passioni si trasmettono da un individuo all’altro “per contagio”, come avviene per le malattie infettive. La moderna teoria del contagio sociale, che si ispira a Le Bon, spiega come, protetto dall’anonimato della massa anche l’individuo più tranquillo può diventare aggressivo, agendo per imitazione o suggestione. Il panico è uno di quei sentimenti che si trasmette per contagio sociale, come accadde durante la Rivoluzione francese nel periodo che fu detto della “grande paura”.
 
Se alla crisi sanitaria si aggiunge la crisi economica, un’ondata incontrollata di panico può scatenare le pulsioni violente della folla. Allo Stato si sostituiscono le tribù, le bande, soprattutto nelle periferie dei grandi centri urbani. L’anarchia ha i suoi agenti e la guerra sociale, che è stata teorizzata dal Forum di San Paolo, una conferenza delle organizzazioni di ultrasinistra dell’America Latina, viene già praticata dalla Bolivia al Cile, dal Venezuela all’Ecuador, e può presto espandersi in Europa.
 
Questo processo rivoluzionario corrisponde certamente al progetto delle lobby globaliste, i “padroni del caos”, come li definisce il professor Renato Cristin. Ma se questo è vero, è anche vero che chi esce sconfitto da questa crisi è proprio l’utopia della globalizzazione, presentata come la strada maestra destinata a condurre all’unificazione del genere umano. La globalizzazione infatti distrugge lo spazio e polverizza le distanze: oggi la regola per sfuggire all’epidemia è la distanza sociale, l’isolamento dell’individuo. La quarantena si oppone diametralmente alla “società aperta” auspicata da George Soros. La concezione dell’uomo come relazione, tipica di un certo personalismo filosofico, tramonta.
 
Papa Francesco, dopo il fallimento della Querida Amazonia, puntava molto sul convegno dedicato al “global compact” previsto in Vaticano per il 14 maggio. Il convegno però è stato rinviato e non solo si allontana nel tempo, ma si dissolvono i suoi presupposti ideologici. Il coronavirus ci riporta alla realtà. Non è la fine delle frontiere, annunziata dopo la caduta del Muro di Berlino. E’ la fine del mondo senza frontiere. Non è il trionfo del nuovo ordine mondiale: è il trionfo del nuovo disordine mondiale. Lo scenario politico e sociale è quello di una società che si disaggrega e si decompone. E’ tutto organizzato? E’ possibile. Però la storia non è un succedersi deterministico di eventi. Il padrone della storia è Dio, non i padroni del caos. E’ la fine del “villaggio globale”. Il killer della globalizzazione è un virus globale, chiamato coronavirus.
 
Lo storico
 
A questo punto lo storico si sostituisce all’osservatore politico e cerca di vedere le cose in una prospettiva di lunga distanza. Le epidemie hanno accompagnato la storia dell’umanità dall’inizio fino al ventesimo secolo e si sono sempre intrecciate ad altri due flagelli: le guerre e le crisi economiche. L’ultima grande epidemia, l’influenza spagnola degli anni Venti fu strettamente connessa con la Prima Guerra mondiale e con la Grande depressione del 1929, conosciuta anche come “the Great Crash”, una crisi economica e finanziaria che sconvolse l’economia mondiale alla fine degli anni venti, con gravi ripercussioni anche durante il decennio successivo. A questi eventi seguì poi la Seconda guerra mondiale.
 
Laura Spinnay è una giornalista scientifica inglese che ha scritto un libro dal titolo Pale Rider: The Spanish Flu of 1918 and How It Changed the World tradotto in italiano come: 1918. L’influenza spagnola. La pandemia che cambiò il mondo. Il suo libro ci informa che tra il 1918 e il 1920 il virus della spagnola contagiò circa 500 milioni di persone, inclusi alcuni abitanti di remote isole dell’Oceano Pacifico e del Mar Glaciale Artico, provocando il decesso di 50-100 milioni di individui, dieci volte di più della Prima guerra mondiale. La prima guerra mondiale contribuì a diffondere il virus in tutto il globo. Laura Spinnay scrive: “E difficile immaginare un meccanismo di contagio più efficace della mobilitazione di enormi quantità di truppe nel pieno dell’ondata autunnale, che poi raggiunsero i quattro angoli del pianeta dove furono accolte da folle festanti. In sostanza, quel che ci ha insegnato l’influenza spagnola è che un’altra pandemia influenzale è inevitabile, ma che se farà dieci o cento milioni di vittime dipende solo da come sarà il mondo in cui si scatenerà”.
 
Nel mondo interconnesso della globalizzazione la facilità del contagio è certamente maggiore di quanto non lo fosse cento anni fa. Chi potrebbe negarlo?
 
Ma lo sguardo dello storico si spinge più indietro nel tempo.
 
Il XX secolo è stato il secolo più terribile della storia, ma c’è stato un altro secolo terribile, quello che la storica Barbara Tuchman nel suo libro A distant Mirror, definisce “The Calamitous Fourteenth Century”.
 
Voglio soffermarmi su questo periodo storico che segna la fine del Medioevo e l’inizio dell’era moderna. Lo faccio basandomi sulle opere di storici non cattolici, ma seri e oggettivi nelle loro ricerche.
 
 
Le Rogazioni sono le processioni indette dalla Chiesa per implorare l’aiuto del Cielo contro le calamità Nelle Rogazioni si prega A fame, peste et bello libera nos, Domine: dalla fame, dalla peste e dalla guerra liberaci o Signore. La fame, la peste e la guerra sono sempre stati considerati dal popolo cristiano come castighi di Dio. L’invocazione liturgica presente nella cerimonia delle Rogazioni, scrive lo storico Roberto Lopez “riprese nel corso del Trecento tutta la sua drammatica attualità” . “Tra il secolo X e il XII – osserva Lopez – nessuno dei grandi flagelli che mietono l’umanità sembra aver infierito in grande misura; né la pestilenza, di cui non si sente parlare in questo periodo, né la carestia, né la guerra, che fece un numero molto ridotto di vittime. Per di più gli orizzonti dell’agricoltura furono allora ampliati da un lento addolcimento del clima. Ne abbiamo le prove nel ritirarsi dei ghiacciai sulle montagne e degli iceberg nei mari settentrionali, nell’estendersi della viticultura in regioni come l’Inghilterra dove oggi non è più praticabile, nell’abbondanza d’acqua nei territori del Sahara riconquistati poi dal deserto” .
 
Ben diverso fu il quadro del XIV secolo che vide convergere catastrofi naturali e gravi sconvolgimenti religiosi e politici.
 
Il XIV secolo fu un secolo di profonda crisi religiosa: si aprì con lo schiaffo di Anagni (1303), una delle più grandi umiliazioni del Papato nella storia; poi vide il trasferimento dei Papi, per settant’anni, nella città di Avignone in Francia (1308-1378) e si concluse, tra il 1378 e il 1417, con i quarant’anni dello Scisma d’Occidente, in cui l’Europa cattolica si divise tra due e poi tre Papi contrapposti. Un secolo dopo, nel 1517 la Rivoluzione protestante lacerò l’unità di fede della Cristianità
 
Se il XIII secolo era stato un periodo di pace in Europa, il XIV secolo fu un’epoca di guerra permanente. Basti pensare alla “guerra dei cento anni” tra Francia e Inghilterra (1339-1452) e all’irruzione dei Turchi nell’Impero bizantino con la conquista di Adrianopoli nel 1362.
 
 
L’Europa conobbe in questo secolo una crisi economica dovuta a cambiamenti climatici provocati non dall’uomo, ma dalle glaciazioni. Il clima del Medioevo era stato mite e dolce, come i suoi costumi. Il XIV secolo conobbe invece un brusco irrigidimento delle condizioni climatiche.
 
Le piogge e le inondazioni della primavera 1315 ebbero come conseguenza una carestia generale che assalì tutta l’Europa, soprattutto le regioni settentrionali, causando la morte di milioni di persone. La fame si diffuse ovunque. I vecchi rifiutavano volontariamente il cibo nella speranza di consentire ai giovani di sopravvivere e i cronisti del tempo scrissero di molti casi di cannibalismo.
 
Una delle principali conseguenze delle carestie fu la destrutturazione agricola. In questo periodo si verificarono grandi movimenti di spopolamento agricolo caratterizzati dalla fuga dalla terra e dall’abbandono dei villaggi; la foresta invase campi e vigne. Come conseguenza dell’abbandono delle campagne vi fu una forte riduzione della produttività del suolo e un depauperamento del patrimonio zootecnico
 
Se il maltempo provoca la carestia, questa indebolendo il fisico delle popolazioni, apre la strada alle malattie. Gli storici Ruggero Romano ed Alberto Tenenti mostrano come nel Trecento si intensificò il ciclo ricorrente tra carestie ed epidemie. L’ultima grande pestilenza era scoppiata tra il 747 e il 750; quasi seicento anni dopo essa ricomparve, ripetendosi per quattro volte a distanza di un decennio.
La peste veniva dall’Oriente e giunse nell’autunno del 1347 a Costantinopoli. Nel corso dei successivi tre anni contagiò tutta l’Europa fino alla Scandinavia e alla Polonia. E’ la peste nera di cui parla Boccaccio nel Decamerone. L’Italia perse circa la metà dei suoi abitanti. Agnolo di Tura, cronista di Siena, lamentava di non trovare più nessuno che seppellisse i morti, e di aver dovuto seppellire con le proprie mani i suoi cinque figli. Giovanni Villani, cronista fiorentino, venne stroncato dalla peste in maniera tanto repentina che la sua cronaca si interrompe a metà di una frase.
 
La popolazione europea che all’inizio del 1300 era arrivata a superare i 70 milioni di abitanti, dopo un secolo di guerre, epidemie e carestie, arrivava a 40 milioni; era diminuita dunque di oltre un terzo.
 
Le carestie, la pestilenza e le guerre del XIV secolo, furono interpretate dal popolo cristiano come segni del castigo di Dio.
Tria sunt flagella quibus dominus castigat: tre sono i flagelli con cui Dio castiga i popoli: guerra, pestilenza e fame, ammoniva san Bernardino da Siena (1380-1444) San Bernardino da Siena appartiene a quel numero di santi, come Caterina da Siena, Brigida di Svezia, Vincenzo Ferreri, Luigi Maria Grignion di Monfort, che spiegarono come nella storia le sciagure naturali hanno sempre accompagnato le infedeltà e l’apostasia delle nazioni. Accadde alla fine del Medioevo cristiano, sembra accadere con le sciagure di oggi. Santi come Bernardino da Siena non attribuirono questi eventi all’opera di agenti malvagi, ma ai peccati degli uomini, tanto più gravi se sono peccati collettivi e più gravi ancora se tollerati o promossi dai reggitori dei popoli e da chi governa la Chiesa.
Il filosofo della storia
 
Queste considerazioni ci introducono al terzo punto in cui considererò gli eventi non come sociologo o come storico, ma come filosofo della storia.
 
La teologia e la filosofia della storia sono campi della speculazione intellettuale che applicano alle vicende storiche i princìpi della teologia e della filosofia. Il teologo della storia è come un’aquila che giudica dalle vette gli accadimenti umani. Sono stati grandi teologi della storia, sant’Agostino (3054-430), Jacques Bénigne Bossuet (1627-1704), che fu detto l’aquila di Meaux, dal nome della diocesi di cui fu vescovo, il conte Joseph de Maistre (1753-1821), il marchese Juan Donoso Cortés (1809-1853), l’abate di Solesmes Dom Guéranger (1805-1875), il professor Plinio Correa de Oliveira (1908-1995) e molti altri.
 
C’è un’espressione biblica che dice: Judicia Dei abyssus multa (Salmi, 35, 7): i giudizi di Dio sono un grande abisso. Il teologo della storia si sottomette a questi giudizi e cerca di capirne la ragione.
 
San Gregorio Magno, invitandoci a indagare le ragioni dell’opera divina, afferma: “Chi nelle opere di Dio non scopre la ragione per cui Dio le fa, troverà nella sua meschinità e bassezza causa sufficiente a spiegare il perché siano vane le sue indagini” .
 
La filosofia e la teologia modernam sotto l’influsso soprattutto di Hegel, ha sostituito ai giudizi di Dio quelli della storia. Il principio secondo cui la Chiesa giudica la storia è capovolto. Secondo la Nouvelle théologie,non è la Chiesa che giudica la storia, ma la storia che giudica la Chiesa. perché la Chiesa, non trascende la storia, ma è immanente, interna ad essa.
 
Quando il cardinale Carlo Maria Martini, nella sua ultima intervista, affermava che “La Chiesa è indietro di 200 anni” rispetto alla storia, assumeva la storia come criterio di giudizio della Chiesa. Quando papa Francesco, nei suoi auguri natalizi del 21 dicembre 2019, fa sue le parole del cardinale Martini, giudica la Chiesa in nome della storia, capovolgendo quello che dovrebbe essere il criterio di giudizio cattolico.
 
La storia in realtà è una creatura di Dio, come la natura, come tutto ciò che esiste, perché nulla di ciò che esiste è sottratto a Dio. Tutto ciò che accade nella storia è previsto, regolato e ordinato da Dio da tutta l’eternità.
 
Dunque per il filosofo della storia ogni discorso non può che cominciare da Dio e finire con Dio. Dio non solo esiste, ma si occupa delle creature, e premia o castiga quelle razionali, secondo i meriti e le colpe di ognuno. Il Catechismo di san Pio X insegna: “Dio premia i buoni e castiga i cattivi perché è giustizia infinita”..
 
La giustizia, spiegano i teologi, è una delle infinite perfezioni di Dio. L’infinita misericordia di Dio presuppone la sua infinità giustizia.
 
Tra i cattolici l’idea di giustizia, come quella di giudizio divino, è spesso rimossa. Eppure la dottrina della Chiesa insegna l’esistenza di un giudizio particolare che segue la morte di ciascuno, con l’immediata retribuzione delle anime e di un giudizio universale in cui saranno giudicati gli angeli e gli uomini per pensieri, parole, opere, omissioni.
 
La teologia della storia afferma che Dio premia e punisce non solo gli uomini, ma le collettività e i gruppi sociali: famiglie, nazioni, civiltà. Ma mentre gli uomini hanno la loro ricompensa o il loro castigo, a volte in terra, ma sempre nell’eternità, le nazioni, prive di vita eterna vengono punite o premiate solo in terra.
 
Dio è giusto e rimuneratore e dà a ciascuno il suo: non solo castiga le singole persone, ma tribola anche famiglie, città, nazioni per i peccati che vi si commettono. Terremoti, carestie, epidemie, guerre, rivoluzioni sono sempre stati considerati castighi divini. Come scrive il padre Pedro de Ribadaneira (1527-1611) “guerre e pestilenze, siccità e carestie, fame, incendi e tutte le altre disastrose calamità sono castigo ai peccati delle popolazioni”.
 
Il 5 marzo il vescovo di un’importante diocesi italiana, di cui non faccio il nome, ha dichiarato: “Una cosa è certa: questo virus non è stato mandato da Dio per punire l’umanità peccatrice. È effetto della natura nel suo tratto di matrigna. Ma Dio affronta con noi questo fenomeno e probabilmente ci farà capire, finalmente, che l’umanità è un villaggio unico”.
 
Questovescovo italiano non rinuncia al mito del “villaggio unico” e neppure alla religione della natura del Pachamama e di Greta Thurnberg, anche se per lui la “Grande Madre”, può divenire “matrigna”. Ma il vescovo soprattutto respinge con forza l’idea che l’epidemia di coronavirus, o qualsiasi altra sciagura collettiva possa essere un castigo per l’umanità. Il virus, crede il vescovo, è solo effetto della natura. Ma chi è che ha creato, regola e dirige la natura? Dio è l’autore della natura, con le sue forze e con le sue leggi ed ha la potenza di disporre il meccanismo delle forze e delle leggi della natura in modo da produrre un fenomeno secondo le esigenze della sua giustizia o della sua misericordia. Dio, che causa prima di tutto ciò che esiste, si serve sempre di cause seconde per attuare i suoi piani. Chi ha spirito soprannaturale non si ferma alla superficie, delle cose ma cerca di comprendere il disegno di Dio nascosto sotto la forza apparentemente cieca della natura.
 
Il grande peccato contemporaneo è la perdita di fede degli uomini di Chiesa: non di questo o di quell’uomo di Chiesa, ma degli uomini di Chiesa nel loro insieme, salvo qualche eccezione, grazie a cui la Chiesa non perde la sua visibilità. Questa infedeltà produce l’accecamento della mente e l’indurimento del cuore, l’indifferenza davanti alla violazione dell’ordine divino dell’universo.
 
E’ un’indifferenza che nasconde l’odio verso Dio. Come si manifesta? Non direttamente. Questi uomini di Chiesa sono troppo vigliacchi per sfidare direttamente Dio: preferiscono esprimere il loro odio verso coloro che osano parlare di Dio. Chi osa parlare di castigo di Dio viene lapidato: un fiume di odio si riversa contro di lui.
 
Questi uomini di Chiesa, pur professando verbalmente di credere in Dio, di fatto vivono immersi nell’ateismo pratico. Essi spogliano Dio di tutti i suoi attributi, riducendolo a puro “essere”, cioè a nulla. Tutto ciò che accade è per essi frutto della natura, emancipata dal suo autore, e solo la scienza, non la Chiesa, è in grado di decifrarne le leggi.
 
Eppure non solo la sana teologia, ma lo stesso sensus fidei, insegna che tutti i mali fisici e materiali che non provengono dalla volontà dell’uomo, dipendono dalla volontà di Dio. “Tutto quello che accade qui contro la nostra volontà – scrive sant’Alfonso de’Liguori – sappi che non arriva se non per la volontà di Dio, come dice sant’Agostino”.
 
Il 19 luglio la liturgia della Chiesa ricorda san Lupo vescovo di Troyes (383-478). Era fratello di san Vincenzo di Lerins, cognato di san Ilario di Arles, appartenente ad una famiglia di antica nobiltà senatoria, ma soprattutto di grande santità.
 
Durante il suo lungo episcopato, 52 anni, la Gallia fu invasa dagli Unni. Attila, alla testa di un esercito di 4000 mila uomini, varcò il Reno, devastando tutto ciò che trovava sul suo cammino. Quando giunse davanti alla città di Troyes, il vescovo Lupo, indossati gli abiti pontificali e seguito dal suo clero in processione, si fece incontro ad Attila e gli chiese: “Chi sei tu che minacci questa città?”. La risposta fu: “Non sai chi sono? Sono Attila, re degli Unni, detto il flagello di Dio”. “E allora sii il benvenuto flagello di Dio, perché noi meritiamo i flagelli divini, a causa dei nostri peccati. Ma se è possibile riversa i tuoi colpi solo sulla mia persona, e non sull’intera città”.
 
Gli Unni entrarono nella città di Troyes, ma per divino volere furono accecati e la attraversarono, senza accorgersene e senza fare male a nessuno.
 
Oggi i vescovi non solo non parlano di flagelli divini, ma non invitano nemmeno i fedeli a pregare perché Dio li liberi dall’epidemia. C’è una coerenza in questo. Chi prega, infatti, chiede a Dio di intervenire nella propria vita, e quindi nelle cose del mondo, per essere protetto dal male, e per ottenere beni spirituali e materiali. Ma perché mai Dio dovrebbe ascoltare le nostre preghiere se Egli si disinteressa dell’universo da Lui creato?
 
Se, al contrario, Dio può, con i miracoli, cambiare le leggi della natura, evitando le sofferenze e la morte di un uomo, o l’ecatombe di una città, può anche decidere la punizione di una città o di un popolo, perché i peccati collettivi chiamano castighi collettivi. “Per i peccati – dice san Carlo Borromeo – permise Dio che l’incendio della peste si attaccasse in ogni parte di Milano”. E san Tommaso d’Aquino spiega: “Quando è tutto il popolo che pecca, la vendetta va fatta su tutto il popolo, come furono sommersi nel mar Rosso gli Egiziani che perseguitavano i figli d’Israele, e come furono colpiti in blocco gli abitanti di Sodoma; oppure va colpito un numero rilevante di persone, come avvenne nel castigo inflitto per l’adorazione del vitello d’oro”.
 
Alla vigilia della seconda sessione del Concilio Vaticano I, il 6 gennaio 1870, san Giovanni Bosco ebbe una visione in cui gli fu rivelato che “la guerra, la peste, la fame sono i flagelli con cui sarà percossa la superbia e la malizia degli uomini”. Così si espresse il Signore: “Voi, o sacerdoti, perché non correte a piangere tra il vestibolo e l’altare, invocando la sospensione dei flagelli? Perché non prendete lo scudo della fede e non andate sopra i tetti, nelle case, nelle vie, nelle piazze, in ogni luogo anche inaccessibile, a portare il seme della mia parola? Ignorate che questa è la terribile spada a due tagli che abbatte i miei nemici e che rompe le ire di Dio e degli uomini?”.
 
Oggi i sacerdoti tacciono, i vescovi tacciono, il Papa tace.
 
Ci avviciniamo alla Settimana Santa e alla Santa Pasqua. Ebbene, per la prima volta forse da molti secoli in Italia le chiese sono chiuse, le messe sono sospese, perfino la Basilica di San Pietro è chiusa. Le funzioni religiose pasquali urbe et orbi non raccoglieranno i pellegrini di tutto il mondo. Dio, punisce anche per “sottrazione”, dice san Bernardino da Siena, e oggi Dio sembra quasi aver sottratto le chiese, la Madre di tutte le chiese al supremo Pastore, mentre il popolo cattolico brancola disorientato nel buio, privo di quella luce verità che dalla Basilica di San Pietro dovrebbe illuminare il mondo. Come non vedere in quanto sta producendo il coronavirus una simbolica conseguenza dell’autodemolizione della Chiesa?
 
Judicia Dei abyssus multa. Dobbiamo essere certi che quanto accade non prefigura il successo dei figli delle tenebre, ma della loro sconfitta, perché, come spiega il padre Carlo Ambrogio Cattaneo della Compagnia di Gesù (1645-1705) il numero dei peccati, di un uomo o di un popolo è contato. Venit dies iniquitate praefinita dice il profeta Ezechiele (21, 2): Dio è misericordioso ma c’è un ultimo peccato che Dio non tollera e che provoca il suo castigo.
 
Inoltre, secondo un principio della teologia della storia cristiana, il centro della storia non sono i nemici della Chiesa, ma i santi. Omnia sustineo propter electos (II Tim. 2, 10) dice san Paolo. E’ attorno agli eletti che gira la storia. E la storia dipende dai disegni impenetrabili della Divina Provvidenza.
 
Nella storia agiscono uomini, gruppi, società organizzate, pubbliche o segrete che si oppongono alla legge di Dio, che si sforzano di distruggere tutto ciò che è ordinato a Dio. Possono ottenere dei successi apparenti, ma saranno sempre sconfitti.
 
Lo scenario che abbiamo davanti è apocalittico, ma Pio XII di ricorda che nell’Apocalisse (6, 2), san Giovanni, “non mirò soltanto le rovine cagionate dal peccato, guerra, fame e morte; egli vide anche in primo luogo la vittoria di Cristo. Ed invero il cammino della Chiesa attraverso i secoli è bensì una via crucis, ma è anche in ogni tempo una marcia di trionfo. La Chiesa di Cristo, gli uomini della fede e dell’amore cristiano, sono sempre quelli che alla umanità senza speranza portano la luce, la redenzione e la pace. Iesus Christus heri et hodie, ipse et in saecula (Hebr. 13, 8). Cristo è la vostra guida, di vittoria in vittoria. Seguitelo”.
 
La Madonna a Fatima ci ha svelato lo scenario del nostro tempo e ci ha assicurato il suo trionfo. Con l’umiltà di chi è consapevole che nulla può con le proprie forze, ma anche con la fiducia di chi sa che tutto può con l’aiuto di Dio, non retrocediamo e ci affidiamo a Maria nell’ora tragica degli eventi preannunciati dal messaggio di Fatima.
 
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ECCEZIONALE Roberto de Mattei e la visione cattolica sulla nuova pandemia

 

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Considerazioni politiche, storiche e teologiche sulle varie pandemie e i castighi di Dio, del prof. Roberto de Mattei (qui video dalla pagina ufficiale della Fondazione Lepanto: https://www.youtube.com/watch?v=jhDhQ… )
 
 
 

Come possiamo leggere i CASTIGHI DI DIO?

 
 

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In questo video sant’Annibale Maria di Francia (poi anche san Tommaso d’Aquino) che aveva previsto il gravissimo terremoto di Messina, spiega come le CONSEGUENZE DEI NOSTRI PECCATI impongono a Dio stesso un intervento decisivo alla CORREZIONE e per un risveglio delle nostre coscienze….
ALTRI VIDEO CITATI SONO: – Come affrontare il coronavirus e gli altri mali?

LETTERA DEL PATRIARCA ELIA:CORONAVIRUS PACHAMAMA E BERGOGLIO

Risultato immagini per PATRIARCA BIZANTINO ELIA

 
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23 MARZO 2020
 
LETTERA DEL PATRIARCA ELIA
 

Cari vescovi e sacerdoti!

Menzionare il nome di Bergoglio durante la Santa Liturgia significa avere unità con lui e sottomettersi allo spirito che non è lo Spirito di Cristo ma lo spirito di Pachamama, lo spirito demoniaco. Al posto del Figlio di Dio Bergoglio nella basilica di San Pietro ha intronizzato il demone Pachamama. Il suo scopo nascosto è quello di liquidare il sacramento del Sacerdozio, e quindi il sacramento dell’Eucaristia, ordinando gli stregoni e le streghe pagane dall’Amazzonia. Per ragiungere questo obiettivo egli ha intenzionalmente distratto l’attenzione con l’argomento dell’abolizione del celibato provocando così il caos. Similmente è anche con il coronavirus. Bergoglio ha intenzionalmente creato l’atmosfera del panico ordinando di chiudere le chiese cattoliche invece di pentirsi egli stesso e di appellare i vescovi, sacerdoti e fedeli al pentimento.

n/d

 BERGOGLIO ADORA LA PACHAMAMA

Uno degli arcivescovi di rete omosessuale di Bergoglio ha dichiarato sul coronavirus: “Oggi l’umanità per prima volta sta imparando a essere una comunità globale, e in questa globalità c’è una grande sensibilità in cui sulla superficie della terra si muovono non solo gli uomini ma anche i virus … Perciò, se avremo sopravvissuto questa pandemia nelle condizioni di questa umanità globale … nella quale ci stiamo trasformando, diventeremo un po’ più maturi …. Se noi, come società, oggi saremo adulti, saremo in grado di sopravvivere a qualsiasi cataclisma e virus”. Che cosa possiamo aggiungere a questo? A tali impostori religiosi con lo spirito di Bergoglio riguardano le parole: “Sono figli di perplessità, non hanno senso. Sono saggi a compiere il male, e fare il bene non sanno” (Ger. 4, 42) e ostacolano il pentimento salvifico.

 

Bergoglio ha effettivamente benedetto intera azione di globalizzazione con il coronavirus avendo dato il precedente in cui la Chiesa, per la prima volta nella storia, agisce solo come un’istituzione atea e sanitaria che in pratica non conta più con Dio e con il Suo aiuto. Le chiese hanno anche chiuso dove non c’è coronavirus. Questo momento di crisi ha dimostrato che la Chiesa sotto il dominio dell’arcieretico sta aprendo la strada alla globalizzazione, dove non c’è più posto per il Dio vivente o la possibilità di salvare l’anima.

 

Il coronavirus è legato al Pachamama? Un sacerdote che condivide una profonda unità interiore con Bergoglio ha dichiarato in modo mortalmente serio che il coronavirus è una punizione poiché è avvenuto un disprezzo di Pachamama che è stato gettato nel Tevere. Fino tale stupidità sono in grado di arrivare alcuni sostenitori di Bergoglio.

In questo momento di una profonda decadenza della Chiesa Dio prima di tutto richiede purificazione interiore per mezzo del vero pentimento. Ancora oggi, attraverso la voce di colui che grida nel deserto, Dio appella: “Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire all’ira imminente? Portate il frutto degno del pentimento… La scure è già alla radice degli alberi: ogni albero che non porta buoni frutti sarà abbattuto e gettato nel fuoco” (Mt. 3, 7-10).

 n/d

CULTO IDOLATRA PRESIEDUTO DA BERGOGLIO  VERSO LA PACHAMAMA NELLA CHIESA DI SANTA MARIA IN TRASPONTINA

Cari vescovi e sacerdoti, Dio ha permesso la chiusura delle chiese a causa della vostra cecità. Quello che succede dopo è ancora nascosto ai vostri occhi. Eppure, anche con le chiese chiuse voi notoriamente ripetete durante le vostre liturgie che siete in unità con l’arcieretico e l’agente del Pachamama. Queste vostre liturgie evocano seguente punizione e maledizione! Anche se lo fate per cieca e falsa obbedienza o per paura, anche se non vi unite interiormente con questo arcieretico, le vostre liturgie non portano nessun beneficio. Inoltre, state impedendo a voi stessi e al popolo di Dio di compiere il vero pentimento in questo momento critico. Altri vescovi e sacerdoti, che hanno l’unità interiore dello spirito con questo arcieretico e menzionano il suo nome durante la liturgia, la celebrano invalidamente! Inoltre, evocano demoni e maledicono se stessi e tutti quelli che partecipano in tale liturgia. Neppure i sacerdoti si domandarono: Dov’è il Signore? I detentori della legge non mi hanno conosciuto, i pastori mi si sono ribellati, i profeti (pseudo teologi) hanno profetato nel nome di Baal (Pachamama)” (Ger. 2, 8).

 

Dio vi sta esortando oggi attraverso la parola profetica con grande urgenza: smettete di menzionare durante la Liturgia il nome dell’apostata e dell’arcieretico Bergoglio (il cosiddetto Francesco)! Salvate voi stessi e il gregge a voi affidato dalla maledizione che da lui passa su di voi! Salva te stesso e le anime dalla punizione di Dio!

Ha mai un popolo cambiato dèi? Eppure quelli non sono dèi! Ma il mio popolo ha cambiato colui che è la sua gloria con un essere inutile e vano. Stupitene, o cieli; inorridite come non mai. Oracolo del Signore. Perchè il mio popolo ha commesso due iniquità: essi hanno abbandonato me, sorgente di acqua viva, per scavarsi cisterne (di loro teologie eretiche con Pachamama), cisterne screpolate, che non tengono l’acqua” (Ger. 2, 11-13).

 

Cari vescovi e sacerdoti, oggi la condizione del vero pentimento è separarsi dallo spirito del falso papa e non menzionare più il suo nome durante la Santa Liturgia. Allora, Dio non solo fermerà il coronavirus, ma soprattutto guarirà la Chiesa cattolica!

 

+ Elia
Patriarca del Patriarcato Cattolico Bizantino


+ Metodio, OSBMr                                     + Timoteo, OSBMr
Vescovi segretari

 

23 Marzo 2020
http://uogcc.org.ua/it/actual/article/?article=20943
 

BERGOGLIO SI DEVE PENTIREPER IL PECCATO IDOLATRA DELLA PACHAMAMA

Bergoglio deve pentirsi pubblicamente e compiere ripetuti atti di riparazione

MAURIZIO BLONDET.IT
 
22 MARZO 2020
 
Danilo Quinto – 21 marzo 2020
In un articolo dello scorso 8 marzo, intitolato “I tempi dei pagani, il castigo e l’attesa del Signore”, scrivevo:Nell’ottobre del 2019, nella Chiesa S. Maria in Traspontina è avvenuto l’abominio. E’ entrata una processione con in testa monsignori e vescovi, che portavano a spalla una canoa amazzonica sulla quale troneggiava la «pachamama»: un feticcio in legno di ominide femminile incinta (la madre terra), simbolo pagano della fertilità.

Il Vescovo emerito dell’Amazzonia, Mons. Josè Luis Azcona, dichiarò a questo proposito: «La Pachamama e la Madre Terra sono dee, come Cibele o Astarte, venerata in Babilonia, entrambe espressione della fecondità della donna. L’invocazione alle statuette di fronte alle quali anche alcuni religiosi si sono inchinati in Vaticano (e non dico la congregazione di appartenenza…) sono l’invocazione di un potere mitico, quello della Madre Terra, alla quale si chiedono benedizioni su tutta l’umanità o gesti di gratitudine. Sono sacrilegi demoniaci che producono scandalo soprattutto per i piccoli che non sanno discernere (…). La Madre Terra non deve essere adorata perché tutto, anche la terra, è sotto il dominio di Gesù Cristo. Non è possibile che ci siano spiriti che abbiano un potere pari o superiore a quello di Nostro Signore o della Vergine Maria. La Pachamama, non è e non sarà mai la Vergine Maria. Dire che quella statua rappresenta la Madonna è una bugia. Non è la Signora dell’Amazzonia perché l’unica Signora dell’Amazzonia è Maria di Nazareth. Non facciamo mescolanze sincretiste. Tutto ciò è impossibile: la Madre di Dio è la Regina del Cielo e della terra».

Eppure, davanti all’altare maggiore di quella gloriosa chiesa, furono accese grandi candele in onore dell’idolo. La canoa venne deposta ai piedi di Bergoglio e dei suoi accoliti e con canti e preghiere fu celebrato un incredibile rito tribale. Il cardinale Pedro Barrera affermò: «Questa sera il Paradiso è in terra!». Dice un mio caro amico: «Il tempo non è ancora compiuto… altrimenti, come profetizzato, sarebbero stati messi a morte con un soffio».

Oggi, su GloriaTv è stata pubblicata questa notizia: «Esorcista: “Coronavirus punizione per culto di Pachamama”.

«Il coronavirus è una “punizione” per il culto di Pachamama praticato nella Chiesa Cattolica, ha spiegato il sacerdote filippino don Edgardo “Bing” Arellano il 19 marzo, in una omelia. Arellano è avvocato canonico, esorcista ed ex presentatore di EWTN. Riferendosi a Esodo 20, ha aggiunto che disobbedire al primo comandamento e venerare idoli come Pachamama ha come conseguenza pestilenza che sono “una punizione per la violazione del primo comandamento, che proibisce l’idolatria”».

Esodo 20 (2-6) dice: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi».

Dall’inizio della diffusione di questa pandemia ho scritto che sul piano umano poco si poteva fare. Ho denunciato gli errori commessi dagli uomini di questo Governo. Ho chiesto, sin dall’inizio, la chiusura di tutte le attività non essenziali. Ho anche scritto che in questo momento non mi interessavano tutte le ipotesi – peraltro non dimostrate – della volontà umana di diffondere il virus costruito in laboratorio o del virus usato come “arma di distruzione di massa”.

Ero e resto convinto che stiamo vivendo un castigo di Dio, analogo a quelli che l’umanità ha vissuto in molti momenti della sua storia.

La natura si ribella all’uomo, quando l’uomo si ribella a Dio. Quello che stiamo vivendo è un castigo di Dio, originato da questa ribellione, che dura da secoli e che negli ultimi decenni ha avuto una spaventosa accelerazione, conoscendo il suo culmine con gli ultimi sette anni di guida della Chiesa da parte di Bergoglio.

E’ del tutto inutile, di fronte all’ira e al castigo di Dio che ha scatenato con i suoi atti e con i suoi comportamenti, che Bergoglio promuova recitazioni in streaming di Rosari, celebri Messe blindate e le diffonda sempre in streaming, inviti gli uomini a confessarsi da soli, esprima vicinanza a coloro che soccorrono i morti e alle famiglie dei morti.

Il mondo non si salverà da questo castigo, se non vi sarà un pubblico pentimento di Bergoglio e suoi ripetuti e sinceri atti di riparazione, inginocchiato davanti all’Altissimo.

Se Bergoglio non lo capisse, glielo faccia capire un Vescovo. Non dico un Santo, perchè di questi tempi Santi non ce ne sono, ma un Vescovo. Basta un Vescovo. Altri lo seguiranno: altri Vescovi e sacerdoti.

Mi prendo tutta la responsabilità di queste affermazioni, davanti a Dio e agli uomini.

Danilo Quinto
P.S.: Ai vecchi che muoiono a migliaia https://www.facebook.com/pasqualedaniloquinto/
 
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novembre 20, 2019

IL DOCUMENTO DI PROTESTA CONTRO GLI ATTI SACRILEGHI DI BERGOGLIO: LA PRINCIPESSA GLORIA E DON STEFANO DREHER SI SONO RITIRATI

 
GLORIA.TV
 
14 NOVEMBRE 2019
 
La miliardaria tedesca principessa Gloria von Thurn und Taxis ha ritirato la sua firma della petizione ContraRecentiaSacrilegia.org.

La petizione accusa Francesco di venerare la divinità pagana Pachamama. La principessa ha detto a Kath.net (14 novembre) di aver ritirato la firma perché il suo vescovo [codardo] Rudolf Voderholzer of Regensburg l’ha respinta.

Il 12 novembre, la principessa aveva detto ha LifeSiteNews.com che le cerimonie pagane con le statue di PachaMama erano insipide e avevano “qualcosa di diabolico”.

 
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GLORIA.TV
13 NOVEMBRE 2019
 

Vescovo “conservatore” respinge ContraRecentiaSacrilegia.org, Viganò aderisce

 
Il vescovo di Regensburg (Germania), Rudolf Voderholzer, si è dissociato da ContraRecentiaSacrilegia.org con un comunicato stampa il 13 novembre.

L’iniziativa aveva citato solo lui tra i nove cardinali e vescovi critici del culto di PachaMama da parte di Francesco.

Un codardo Voderholzer ha risposto che “respinge fortemente” questo riferimento e non accusa né condanna Francesco.

Il coraggioso arcivescovo Carlo Viganò ha fatto il contrario. Come il primo vescovo, ha aggiunto ufficialmente il suo nome all’iniziativa.

Gli organi di stampa tedeschi (APA, Rheinische Post, Mittelbayerische) hanno sottolineato che la miliardaria bavarese Gloria von Thurn und Taxis è tra i cento teologi ed eruditi che accusano Francesco di paganesimo. Independent.ie asserisce correttamente che “Francesco è accusato di sacrilegio”.

Voderholzer è il successore del Cardinale Müller come vescovo di Regensburg. Fa parte del “comitato scientifico” della fondazione Benedetto XVI.

 
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Don Stefan Dreher
 
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GLORIA.TV
17 NOVEMBRE 2019
Don Stefan Dreher, priore della Fraternità Sacerdotale di San Pio X (FSSPX) a Stoccarda (Germania), ha ritirato la propria firma dalla petizione “Contra recentia sacrilegia”.

In una dichiarazione in tedesco del 15 novembre, Dreher ha scritto di aver firmato la petizione come privato cittadino, senza parlare ai suoi superiori, ha scritto che voleva trasmettere un messaggio contro l’uso delle statue di Pachamama.

Ora, è convinto che nella “comprensione pubblica” [?] la petizione sia stata percepita come un “attacco inadeguato” contro Francesco: “Mi vorrei dissociare da ciò”.

Dreher afferma che non era sua intenzione “attaccare personalmente papa Francesco”.

 
 
 
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PROCESSIONE DELLA PACHAMAMA IL 10 OTTOBRE 2019  CON LA PRESENZA DI BERGOGLIO E VESCOVI
 
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ALDO MARIA VALLI.IT  12 11 2019
 

Cari amici di Duc in altum, ricevo e vi propongo il seguente documento. Diffuso oggi in sette lingue, lo si può trovare qui: http://www.contrarecentiasacrilegia.org

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Noi sottoscritti chierici, studiosi e intellettuali cattolici, protestiamo e condanniamo gli atti sacrileghi e superstiziosi commessi da Papa Francesco, il Successore di Pietro, durante il recente Sinodo sull’Amazzonia tenutosi a Roma.

Questi atti sacrileghi sono i seguenti:

Il 4 ottobre Papa Francesco ha partecipato ad un atto di adorazione idolatrica della dea pagana Pachamama.

Ha permesso che questo culto avesse luogo nei Giardini Vaticani, profanando così la vicinanza delle tombe dei martiri e della chiesa dell’Apostolo Pietro.

Ha partecipato a questo atto di adorazione idolatrica benedicendo un’immagine lignea della Pachamama.

Il 7 ottobre, l’idolo della Pachamama è stato posto di fronte all’altare maggiore di San Pietro e poi portato in processione nella Sala del Sinodo. Papa Francesco ha recitato preghiere durante una cerimonia che ha coinvolto questa immagine e poi si è unito a questa processione.

Quando le immagini in legno di questa divinità pagana sono state rimosse dalla chiesa di Santa Maria in Traspontina, dove erano state collocate sacrilegamente, e gettate nel Tevere da alcuni cattolici oltraggiati da questa profanazione della chiesa, Papa Francesco, il 25 ottobre, si è scusato per la loro rimozione, e una nuova immagine di legno della Pachamama è stata restituita alla chiesa . In tal modo è incominciata un’ulteriore profanazione.

Il 27 ottobre, nella Messa conclusiva del Sinodo, ha ricevuto una ciotola usata nel culto idolatrico della Pachamama e l’ha collocata sull’altare.

Lo stesso Papa Francesco ha confermato che queste immagini in legno sono idoli pagani. Nelle sue scuse per la rimozione di questi idoli da una chiesa Cattolica, li ha chiamati specificamente Pachamama , nome di una falsa dea della madre terra secondo una credenza religiosa pagana del Sud America.

Svariate caratteristiche di queste cerimonie sono state condannate come idolatriche o sacrileghe dal cardinale Walter Brandmüller, dal cardinale Gerhard Müller, dal cardinale Jorge Urosa Savino, dall’Arcivescovo Carlo Maria Viganò, dal vescovo Athanasius Schneider, dal vescovo José Luis Azcona Hermoso, dal vescovo Rudolf Voderholzer e dal vescovo Marian Eleganti . Infine, anche il cardinale Raymond Burke ha dato la stessa interpretazione in un’intervista.

Questa partecipazione all’idolatria è stata preceduta dalla dichiarazione intitolata “Documento sulla Fraternità Umana”, firmata da Papa Francesco e Ahmad Al-Tayyeb, il Grande Imam della Moschea di Al-Azhar, il 4 Febbraio 2019 . Questa dichiarazione affermava:

“Il pluralismo e la diversità di religioni, colore, sesso, razza e linguaggio sono voluti da Dio nella Sua saggezza, attraverso la quale ha creato gli esseri umani. Questa saggezza divina è la fonte da cui discende il diritto alla libertà di credo e alla libertà di essere diversi”.

Il coinvolgimento di Papa Francesco nelle cerimonie idolatriche indica che egli intendeva dare a questa affermazione un senso eterodosso, il quale consente che l’adorazione pagana di idoli venga considerata un bene voluto da Dio in senso positivo.

Inoltre, nonostante egli abbia informato privatamente il vescovo Athanasius Schneider che “Tu [il Vescovo] puoi dire che la frase in questione sulla diversità delle religioni vuole significare la volontà permissiva di Dio …” , Francesco non ha mai corretto in questo senso l’affermazione di Abu Dhabi. Nel suo successivo discorso nell’udienza pubblica del 3 aprile 2019, Francesco, rispondendo alla domanda “Perché Dio permette che ci siano tante religioni?”, al riguardo ha fatto riferimento alla “volontà permissiva di Dio” come spiegato dalla teologia Scolastica, ma ha dato al concetto un significato positivo, dichiarando che “Dio ha voluto permetterlo” perché, nonostante “ci siano tante religioni” esse “guardano pur sempre al cielo, guardano a Dio” (enfasi nostra) . Non c’è il minimo riferimento al concetto che Dio permetta l’esistenza di false religioni, allo stesso modo in cui permette l’esistenza del male in generale. Anzi, la chiara implicazione è che Dio permette l’esistenza di “tante religioni” perché sono buone in quanto “guardano pur sempre al Cielo, guardano a Dio”.

Peggio ancora, Papa Francesco da allora ha confermato la mai smentita dichiarazione di Abu Dhabi istituendo un “comitato interreligioso” , poi ufficialmente chiamato “Alto Comitato” (“Higher Committee”) , con sede negli Emirati Arabi Uniti,  per promuovere gli “obiettivi” del documento; e promuovendo una direttiva del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso indirizzata ai direttori di tutti gli Istituti superiori di istruzione cattolici, e indirettamente a tutti professori universitari cattolici, chiedendo loro di dare “la più ampia diffusione possibile” al documento, compresa la sua affermazione, mai corretta, che Dio vuole la “diversità delle religioni” proprio come vuole la diversità di colore, sesso, razza e lingua.

L’autorizzazione ad adorare chiunque o qualsiasi cosa diversa dall’unico vero Dio, la Santissima Trinità, è una violazione del Primo Comandamento. Certamente ogni partecipazione a qualsiasi forma di venerazione degli idoli è condannata da questo Comandamento ed è un peccato oggettivamente grave, indipendentemente dalla colpevolezza soggettiva, che solo Dio può giudicare.

San Paolo insegnò alla Chiesa primitiva che il sacrificio offerto agli idoli pagani non era offerto a Dio ma piuttosto ai demòni quando disse nella sua Prima Lettera ai Corinzi: “Che cosa dunque intendo dire? Che la carne immolata agli idoli è qualche cosa? O che un idolo è qualche cosa? No, ma dico che i sacrifici dei pagani sono fatti a demòni e non a Dio. Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demòni; non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni” (1 Cor. 10, 19-21).

Con queste azioni Papa Francesco è incorso nella reprimenda emanata dal Secondo Concilio di Nicea: “Molti pastori hanno distrutto la mia vigna, hanno contaminato il mio territorio. Poichè seguirono uomini empi e, confidando nelle loro proprie follie, calunniarono la santa Chiesa, che Cristo nostro Dio ha preso per Sua sposa, e non riuscirono a distinguere il santo dal profano, affermando che le icone di nostro Signore e dei Suoi santi non fossero diverse dalle immagini lignee di idoli satanici”.

Con immenso dolore e profondo amore per la Cattedra di Pietro, imploriamo Dio Onnipotente di risparmiare ai membri colpevoli della Sua Chiesa sulla terra, la punizione che meritano per questi terribili peccati.

Chiediamo rispettosamente a Papa Francesco di pentirsi pubblicamente e senza ambiguità, di questi peccati oggettivamente gravi e di tutte le trasgressioni pubbliche che ha commesso contro Dio e la vera religione, e di riparare questi oltraggi.

Chiediamo rispettosamente a tutti i vescovi della Chiesa Cattolica di rivolgere una correzione fraterna a Papa Francesco per questi scandali, e di ammonire i loro greggi che, in base a quanto affermato dall’insegnamento della fede Cattolica divinamente rivelato, se seguiranno l’attuale Papa nell’offesa contro il Primo Comandamento, rischiano la dannazione eterna.

9 novembre 2019

In Festo dedicationis Basilicae Lateranensis

“Terribilis est locus iste: hic domus Dei est et porta caeli; et vocabitur aula Dei”

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Elenco dei firmatari

Dr Gerard J.M. van den Aardweg, The Netherlands

Dr Robert Adams, medical physician in Emergency & Family Medicine

Donna F. Bethell, J.D.

Tom Bethell, senior editor of The American Spectator and book author

Dr Biagio Buonomo, PhD in Ancient Christianity History and former culture columnist (1990-2013) for L’Osservatore Romano

François Billot de Lochner, President of Liberté politique, France

Rev. Deacon Andrew Carter B.Sc. (Hons.) ARCS DipPFS Leader, Marriage & Family Life Commission, Diocese of Portsmouth, England

Mr. Robert Cassidy, STL

Dr Michael Cawley, PhD, Psychologist, Former University Instructor, Pennsylvania, USA

Dr Erick Chastain, PhD, Postdoctoral Research Associate, Department of Psychiatry, University of Wisconsin-Madison

Fr Linus F Clovis

Lynn Colgan Cohen, M.A., O.F.S.

Dr Colin H. Jory, MA, PhD, Historian, Canberra, Australia

Rev Edward B. Connolly, Pastor Emeritus, St. Joseph Parish St. Vincent de Paul Parish, Girardville PA

Prof. Roberto de Mattei, Former Professor of the History of Christianity, European University of Rome, former Vice President of the National Research Council (CNR)

José Florencio Domínguez, philologist and translator

Deacon Nick Donnelly, MA Catholic Pastoral & Educational Studies (Spiritual Formation), England

Fr Thomas Edward Dorn, pastor of Holy Redeemer Parish in New Bremen OH in the Archdiocese of Cincinnati

Fr Stefan Dreher FSSP, Stuttgart, Germany

Dr Michael B. Ewbank, PhD in Philosophy, Loras College, retired, USA

Fr Jerome Fasano, Pastor, St John the Baptist Church, Front Royal, Virginia, USA

Dr James Fennessy, MA, MSW, JD, LCSW, Matawan, New Jersey, USA

Christopher A. Ferrara, J.D., Founding President of the American Catholic Lawyers’ Association

Fr Jay Finelli, Tiverton, RI, USA

Prof. Michele Gaslini, Professor of Public Law, University of Udine, Italy

Dr Linda M. Goulash, M.D.

Dr Maria Guarini STB, Pontificia Università Seraphicum, Rome; editor of the website Chiesa e postconcilio

Fr Brian W. Harrison, OS, STD, associate professor of theology of the Pontifical Catholic University of Puerto Rico (retired), Scholar-in-Residence, Oblates of Wisdom Study Center, St. Louis, Missouri, USA

Sarah Henderson DCHS MA (RE & Catechetics) BA (Mus)

Prof. Robert Hickson PhD, Retired Professor of Literature and of Strategic-Cultural Studies

Dr Maike Hickson PhD, Writer and Journalist

Prof., Dr.rer.pol., Dr.rer.nat. Rudolf Hilfer, Professor of Theoretical Physics at Universität Stuttgart

Fr John Hunwicke, Former Senior Research Fellow, Pusey House, Oxford

Fr Edward J. Kelty, OS, JCD, Defensor Vinculi, SRNC rota romana 2001-19, Former Judicial Vicar,  Archdiocese of Ferrara, Judge, Archdiocese of Ferrara

Dr Ivo Kerže, prof. phil.

Dr Thomas Klibengajtis, former Assistant Professor of Catholic Systematic Theology, Institute of Catholic Theology, Technical University Dresden, Germany

Dr Peter A. Kwasniewski, PhD, USA

Dr John Lamont, DPhil (Oxon.)

Dr Dorotea Lancellotti, catechist, co-founder of the website: https://cooperatores-veritatis.org/

Dr Ester Ledda, consecrated laywoman, co-founder of the website https://cooperatores-veritatis.org/

Fr Patrick Magee, FLHF a Franciscan of Our Lady of the Holy Family, canonical hermit in the Diocese of Fall River, Massachusetts

Dr Carlo Manetti, jurist and lecturer, Italy

Dr Christopher Manion, PhD, KM, Humanae Vitae Coalition, Front Royal, Virginia, USA

Antonio Marcantonio, MA

Michael J. Matt, Editor, The Remnant, USA

Jean-Pierre Maugendre, general delegate, Renaissance catholique, France

Msgr John F. McCarthy, JCD, STD, retired professor of moral theology, Pontifical Lateran University

Prof. Brian M. McCall, Orpha and Maurice Merrill Professor in Law, Special Advisor to the Provost for Online Education, University of Oklahoma

Patricia McKeever, B.Ed. M.Th.
Editor, Catholic Truth, Scotland

Mary Angela McMenamin, MA in Biblical Theology from John Paul the Great Catholic University

Fr Cor Mennen, lecturer canon law at the diocesan Seminary of ‘s-Hertogenbosch and member of the cathedral chapter

Rev Michael Menner, Pastor

Dr Stéphane Mercier, Ph.D., S.T.B., former research fellow and lecturer at the University of Louvain

David Moss, President, Association of Hebrew Catholics, St. Louis, Missouri

Dr Claude E Newbury, M.B. B.Ch., D.T.M & H., D.P.H., D.O.H., M.F.G.P., D.C.H., D.A., M. Prax Med.

Prof. Giorgio Nicolini, writer, Director of “Tele Maria”

Fr John O’Neill, STB, Dip TST, Priest of the Diocese of Parramatta, member of Australian Society of Authors

Fr Guy Pagès, Archdiocese of Paris, France

Prof. Paolo Pasqualucci, Professor of Philosophy (retired), University of Perugia, Italy

Fr Dean P. Perri, Diocese of Providence, Our Lady of Loreto Church

Dr Brian Charles Phillips, MD

Dr Mary Elizabeth Phillips, MD

Dr Robert Phillips, Professor (emeritus) Philosophy: Oxford University, Wesleyan University, University of Connecticut

Prof. Claudio Pierantoni, Professor of Medieval Philosophy, University of Chile; former Professor of Church History and Patrology at the Pontifical Catholic University of Chile

Prof. Enrico Maria Radaelli, Professor of Aesthetic Philosophy and Director of the Department of  Aesthetic Philosophy of the International Science and Commonsense Association (ISCA), Rome, Italy

Dr Carlo Regazzoni, Philosopher of Culture, Therwill, Switzerland

Prof. John Rist, Professor emeritus of Classics and Philosophy, University of Toronto

Dr Ivan M. Rodriguez, PhD

Fr Luis Eduardo Rodrìguez Rodríguez, Pastor, Diocesan Catholic Priest, Caracas, Venezuela.

John F. Salza, Esq.

Fr Timothy Sauppé, S.T.L., pastor of St. Mary’s (Westville, IL.) and St. Isaac Jogues (Georgetown, IL.)

Fr John Saward, Priest of the Archdiocese of Birmingham, England

Prof. Dr Josef Seifert, Director of the Dietrich von Hildebrand Institute of Philosophy, at the Gustav Siewerth Akademie, Bierbronnen, Germany

Mary Shivanandan, Author and consultant

Dr Cristina Siccardi, Church Historian and author

Dr Anna M. Silvas, senior research adjunct, University of New England NSW Australia.

Jeanne Smits, journalist, writer, France

Dr Stephen Sniegoski, PhD, historian and book author

Dr Zlatko Šram, PhD, Croatian Center for Applied Social Research

Henry Sire, Church historian and book author, England

Robert J. Siscoe, author

Abbé Guillaume de Tanoüarn, Doctor of Literature

Rev Glen Tattersall, Parish Priest, Parish of St. John Henry Newman, Australia

Gloria, Princess of Thurn und Taxis, Regensburg, Germany

Prof. Giovanni Turco, associate professor of Philosophy of Public Law, University of Udine, Italy

Fr Frank Unterhalt, Pastor, Archdiocese of Paderborn, Germany

José Antonio Ureta, author

Adrie A.M. van der Hoeven, MSc, physicist

Dr Gerd J. Weisensee, Msc, Switzerland

John-Henry Westen, MA, Co-Founder and Editor-in-Chief LifeSiteNews.com

Dr Elizabeth C. Wilhelmsen, Ph.D. in Hispanic Literature, University of Nebraska-Lincoln, retired

Willy Wimmer, Secretary of State, Ministry of Defense, (ret.), Germany

Prof. em. Dr Hubert Windisch, priest and theologian, Germany

Mo Woltering, MTS, Headmaster, Holy Family Academy, Manassas, Virginia, USA

Miguel Ángel Yáñez, editor of Adelante la Fe

 

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https://www.aldomariavalli.it/2019/11/12/documento-appello-internazionale-contro-gli-atti-sacrileghi-di-papa-francesco/?fbclid=IwAR0-kdCZc2QrKHhmlyttnOkbCCXSWbmtg6gal5pPZTm4aRlRJ9ff9zBer3w

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A CURA DEL CENTRO CONTRO IL FALSO CATTOLICESIMO

https://sites.google.com/site/controilfalsocattolicesimo/home/il-documento-di-protesta-contro-gli-atti-sacrileghi-di-bergoglio-la-principessa-gloria-e-don-stefano-dreher-si-sono-ritirati

 

 

 

Vescovo olandese si unisce alla petizione che accusa Francesco di idolatria

 
GLORIA.TV
20 11 2019

Il vescovo ausiliario olandese Robert Mutsaerts, 61, della diocesi di ’s-Hertogenbosch, si è unito ai firmatari di ContraRecentiaSacrilegia.org, la “Protesta contro gli atti sacrileghi di papa Francesco”.

Dopo l’arcivescovo Carlo Maria Viganó, Mutsaerts è il secondo vescovo ad appoggiare il documento.

Già in precedenza, aveva avvertito che il Sinodo per l’Amazzonia stava creando una “nuova religione” di eco-socialismo, ecologia, cambiamento climatico ed ecumenismo, ignorando sacramenti, peccati, assoluzione e inferno.

 
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https://gloria.tv/post/uZZGFwfjKWYR18zMa7qbSv6dk
 
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Vescovo Schneider: culto di Madre Terra serve a precisa agenda politica

 
 
GLORIA.TV
20 11 2019

Il termine “Madre Terra”, sinonimo di Pachamama o gaia, ha connotazione religiosa, ha scritto il vescovo Athanasius Schneider su Kath.net (19 novembre).

Schneider osserva che il culto di Pachamama, presente al Sinodo per l’Amazzonia, è al centro della politica ambientalista globale.

Schneider descrive questo culto come un’amalgama di scienza, paganesimo, misticismo orientale e femminismo, il cui più grande nemico è il Cristianesimo, che lui descrive come “l’unico ostacolo” verso una religione globale.

Secondo Schneider, il culto di Madre Terra ha dimensioni politiche. I presidenti Andrés Lopéz Obrador (Messico), Hugo Chávez e Nicolás Maduro (Venezuela), Cristina Fernández de Kirchner (Argentina), Evo Morales (Bolivia) e Daniel Ortega (Nicaragua) hanno partecipato a cerimonie per “Madre Terra”.

Schneider osserva inoltre che un manuale per docenti dell’UNESCO intitolato “Guida a Pachamama per docenti” (2002) suggerisce di immaginare “Madre Terra” con un corpo e una personalità.

Nel 2009, le Nazioni Unite hanno proclamato il 22 aprile “Giornata mondiale della Terra”.

Allora, Evo Morales aveva detto all’Assemblea Generale dell’ONU che Pachamama è una divinità: “la Terra non ci appartiene, noi apparteniamo alla Terra”.

Schneider conclude che il culto di Pachamama fa parte di una “agenda politica precisa” il cui scopo è una rivoluzione culturale che supporta il panteismo, esclude la trascendenza divina e sostituisce gli uomini con la terra come centro del cosmo, per limitare i diritti umani in favore dei “diritti” di Madre Terra.

 
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https://gloria.tv/post/W9tWiC13wWRP1RPeTZ7tE98eU
 
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Cardinale Müller: Francesco presta il fianco a chi chiama il Papa Anticristo

 
 
GLORIA.TV
17 11 2019
 

Lo spettacolo di Francesco su Pachamama “conferma che molte sette anti-Cattoliche aggressive in America del Sud e altrove, nella loro polemica sul fatto che i Cattolici siano idolatri e che il Papa, a cui obbediscono, sia l’Anticristo”, ha detto il cardinale Müller a Die-Tagespost.de (15 novembre).

Müller non esclude che la “tragedia” su Pachamama non possa portare a un ulteriore esodo di massa dei Cattolici sudamericani dalla Chiesa.

I sudamericani giovani non sono interessati a Pachamama, ma ai laptop e agli iPad, Müller spiega: “Alla faccia della modernità di chi ha fatto il Sinodo, che ha idee ancora ferme agli anni ’70”.

“Tutto l’enorme trambusto – sponsorizzato con molti Euro – non può essere volgarizzato come inculturazione o essere spacciato come segno di rispetto per altre culture, e non si possono travestire immagini della fertilità femminile da simboli per la vita.”

Quest’ultima è una critica della interpretazione offerta dal cardinale di Vienna, Schönborn.

 
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https://gloria.tv/post/xfp9K7zmnEhm2NVpSUXQkCPEd
 
 
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A CURA DEL CENTRO CONTRO IL FALSO CATTOLICESIMO
 
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