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aprile 3, 2020

CORONAVIRUS COVID-19: IL GOVERNO ALLA CAMERA CONFERMA L’INVIO DI SOLDI A TUNISIA E BOLIVIA-FRATELLI D’ITALIA VIDEO

 

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Il Question Time di #GiovanniDonzelli e la replica di #AndreaDelmastro al ministro Di Maio sugli #aiutieconomici erogati a #Paesiesteri nel contesto dell’emergenza Covid-19 #Bolivia #Tunisia #Somalia

aprile 2, 2020

CORONAVIRUS COVID-19: IN PIENA EMERGENZA IL GOVERNO ITALIANO NON PENSA AL POPOLO BISOGNOSO MA INVIA 50 MILIONI DI EURO ALLE IMPRESE TUNISINE 21 MILIONI DI EURO ALLA BOLIVIA E 200 MILA ALLA SOMALIA -VERGOGNA!

 
50 milioni dall’Italia alla Tunisia per l’emergenza coronavirus.
La denuncia di Donzelli a Dritto e Rovescio
 
GIOVANNI DONZELLI.IT
28 MARZO 2020

50 milioni dall’Italia alla Tunisia: nessuna Bufala o Fake news. Ecco le prove

L’ On. Andrea Delmastro, responsabile esteri di Fratelli d’Italia, il 26 marzo ha denunciato con un’interrogazione alla Camera l’invio di 50 milioni di euro alla Tunisia per aiutare le aziende a superare l’emergenza coronavirus. La sera stessa, invitato da Paolo Del Debbio a Dritto e Rovescio su Rete 4, ho rilanciato io stesso questa denuncia. Guarda qui il video del mio intervento:
 

La mattina successiva Delmastro ha rilanciato su Facebook e alla trasmissione Agorà di Rai3 la notizia della sua interrogazione.

Immediatamente sono partiti gli attacchi di troll grillini e piddini a gridare che era tutto falso, che era una ” Fake news “, una ” Bufala “. Prima hanno provato a sostenere, supportando le bugie raccontate in tv da una giornalista in difficoltà, che si trattasse di aiuti alle aziende italiane in Tunisia, poi che fosse tutto falso e che non fossero mai stati inviati 50 milioni alla Tunisia. Alla fine hanno ammesso che sono stati inviati, ma non per il coronavirus. Vediamo insieme come stanno davvero le cose.

I 50 milioni alla Tunisia sono una Fake news? Vediamo se la fonte è autorevole

Per capire se una notizia è vera o falsa, la cosa migliore da fare è sempre verificare la fonte citata e la sua autorevolezza. Se un politico racconta una cosa in tv senza citare una fonte, la notizia può essere messa in discussione. Se un post pubblicato su Facebook cita “Lercio” come fonte della notizia, ad esempio, è evidente che sia ironico. Viceversa la fonte non è autorevole (e anzi ingannevole) se l’indirizzo è una falsa testata “acchiappa Like” che gioca sull’equivoco tentando di emulare in modo subdolo noti quotidiani, tipo “Il Corsaro della Sera” o “La Repubblichina”. Dato che non siamo dei “bufalari”, ecco che citiamo sempre fonti autorevoli.

La fonte mostrata in tv da me e utilizzata da Delmastro per l’interrogazione parlamentare sui 50 milioni alla Tunisia è direttamente la pagina Facebook ufficiale dell’Ambasciata italiana a Tunisi. Ecco qui sotto lo screenshot del post messo in rete direttamente dai nostri diplomatici e la comunicazione ufficiale pubblicata dall’Ansa il 23 di marzo.

La notizia dei 50 milioni alla Tunisia diffusa direttamente dall’Ambasciata italiana a Tunisi

 
50 milioni alla Tunisia
 
 
50 milioni alla Tunisia: la fonte diretta e ufficiale della notizia
 
 

Coronavirus: Italia a sostegno imprese tunisine

(ANSAmed) – TUNISI, 25 MAR – “Italia e Tunisia continuano a cooperare per superare questo difficile momento insieme.

L’Italia, tramite la Cassa Depositi e Prestiti, ha versato 50 milioni di euro (circa 157 milioni di dinari) a titolo di credito d’aiuto alla Banca Centrale tunisina”. Lo rende noto su Facebook l’ambasciata d’Italia in Tunisia aggiungendo che “questa somma è destinata a sostenere le imprese tunisine e potrà essere utilizzata per rispondere all’impatto socioeconomico del coronavirus in Tunisia, supportando le misure messe in campo dal Governo tunisino. È un primo passo, mano nella mano, per far fronte al Covid-19”. Il presidente tunisino Kaies Saied due giorni fa ha informato il presidente Sergio Mattarella della “volontà della Tunisia di inviare in Italia una delegazione medica a sostegno degli sforzi intrapresi dalle autorità italiane, nonostante i modesti mezzi a disposizione della Tunisia, poiché la situazione oggi nel mondo riguarda tutte le nazioni e non più un paese soltanto”.(ANSAmed).

Esistono fonti più autorevoli dell’Ambasciata italiana a Tunisi e della principale agenzia di stampa in Italia? Nessuna Fake news o Bufala. Ci dispiace per troll grillini, ma la notizia da noi diffusa è vera e con fonti autorevolissime.

Farnesina in imbarazzo costretta ad ammissioni, retromarcia e post cancellati. 50 milioni alla Tunisia, non è una Bufala

Dopo la nostra denuncia pubblica e l’interrogazione parlamentare moltissimi cittadini hanno iniziato a riempire di commenti critici il post, tanto che poche ore dopo è sparito dalla pagina Facebook dell’Ambasciata, come denunciato nuovamente dallo stesso Delmastro (Riportiamo integralmente lancio di Agenzia Adnkronos).

CORONAVIRUS: DELMASTRO (FDI), ‘AMB. ITALIA A TUNISI RIMUOVE NOTIZIA 50 MLN DA GOVERNO’ =

Presentata interrogazione, rimozione non cancella stanziamento Roma, 27 mar. ( Adnkronos) – “Si infittisce il mistero dei 50 milioni di euro sciaguratamente versati dall’Italia, tramite Cassa depositi e prestiti, alla Tunisia e destinati alle imprese Tunisine. Ho depositato interrogazione che chiede conto del motivo della rimozione della notizia dal sito ufficiale della nostra ambasciata a TUNISI“. Lo dichiara Andrea Delmastro, deputato e capogruppo Fdi in commissione Esteri. “Fratelli d’Italia pretende che non venga rimossa la notizia, ma venga rimosso, cancellato, azzerato il contributo. Si chieda indietro il contributo anziché preoccuparsi di rimuovere la notizia. La vergogna non è la propalazione della notizia, ma la contribuzione. Di Maio è come mio figlio che, beccato con le mani nella marmellata, crede che nascondendo le mani tutto sia a posto: non è così”, conclude Delmastro. (Ruf/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 27-MAR-20 13:06 NNNN

Ma la telenovela non finisce qui: sempre il 27 marzo, in serata, è uscita una nota di precisazione della Farnesina che, sempre per correttezza (noi siamo fatti così), riportiamo a seguire integralmente.

Nella comunicazione qui sotto, come potete leggere, il Ministero degli Esteri ammette di aver inviato i 50 milioni di euro a Tunisi, ma adesso – smentendo la propria Ambasciata – precisa che erano già stati stanziati e non sarebbero quindi, nella nuova versione, legati al coronavirus.

La replica della Farnesina che di fatto conferma i 50 milioni alla Tunisia

In merito ad alcune polemiche sollevate nelle ultime ore, la Farnesina precisa che quello nei confronti della Tunisia non è un dono, né un regalo, bensì un credito (di aiuto), appunto di 50 milioni di euro, che rientra nel quadro del più ampio Memorandum of Understanding Italia – Tunisia siglato nel 2017, dunque ben tre anni fa. Non solo: il contratto di finanziamento è stato poi perfezionato il 18 marzo 2019, contestualmente alla sottoscrizione del relativo accordo intergovernativo Italia – Tunisia,  su risorse del Fondo Rotativo per la Cooperazione allo Sviluppo (ex lege 125/2014) di cui CDP è gestore per sostenere gli investimenti privati nel settore agricolo e dell’economia sociale e solidale. Si tratta dell’esecuzione di un’intesa bilaterale poi giunta nel marzo 2019 e, proprio a tal proposito, sorprendono non poco le strumentalizzazioni giunte al riguardo. Si evince facilmente, dunque, che la finalità del credito, proprio perché connessa ad accordi del 2017, non potrebbe essere collegata in alcun modo all’emergenza Covid, ma a un programma a supporto delle PMI tunisine definito a livello intergovernativo nella prima metà dello scorso anno. Programma di supporto come peraltro ve ne sono molteplici e dei quali, si ricorda, giova in modo indiretto anche il tessuto imprenditoriale italiano attivo sul territorio.

Aiuti in Somalia

Altri soldi italiani in Bolivia e Somalia

Mentre dal dicastero gestito da Luigi Di Maio sono costretti ad ammettere il contributo a Tunisi, ma provano ad arrampicarsi sugli specchi cancellando il post, cambiando versione e giustificando l’ingiustificabile, Andrea Delmastro rilancia e denuncia che il caso dei 50 milioni alla Tunisia non solo non è una Fake news, ma non è nemmeno isolato. Altri 21 milioni sono andati in Bolivia e 200 mila euro in Somalia.

Di Maio farà cancellare anche questo Tweet della nostra Ambasciata in Somalia?

VEDI VIDEO E CONTINUA NELLA PAGINA

https://www.giovannidonzelli.it/attivita/50-milioni-dallitalia-alla-tunisia-nessuna-bufala-o-fake-news-ecco-le-prove.html

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VIDEO

Coronavirus: in piena emergenza l’Italia invia 50 milioni alle imprese tunisine

 

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La scoperta del responsabile esteri di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro
 
 
 

 

CORONAVIRUS COVID-19: L’ITALIA UN PAESE CON MILLE DIFFICOLTA’ E SOFFERENZE

 

Coronavirus, Confcommercio: "A Milano chiuso il 50% delle attività ...

LE CITTA’ SONO VUOTE E DESERTE LA GENTE E’ CHIUSA IN CASA

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QUI ITALIA NEWS

CONSIDERAZIONI

LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS COVID-19 HA COLPITO L’ITALIA IMPREPARATA,

CON UN GOVERNO CHE ALL’INIZIO HA PRESO TUTTO ALLA LEGGERA, E CON DEI MEDICI CHE NON SI RENDEVANO CONTO DELLA GRAVITA E FACEVANO DISINFORMAZIONE, DICENDO CHE ERA SEMPLICE INFLUENZA E NON ERANO NECESSARIE LE MASCHERINE. 

L’ITALIA SI E’ FERMATA CHIUDENDO FABBRICHE INDUSTRIE AZIENDE MERCATI NEGOZI RISTORANTI BAR SCUOLE UNIVERSITA’ PALESTRE TEATRI ED ANCHE LE CHIESE.

LE VIE E LE STRADE SONO DESERTE CON LA GENTE CHIUSA IN CASA.

ORA DOPO TANTI GIORNI ABBIAMO FAMIGLIE DISTRUTTE DAI LUTTI GRAVI, PERSONE MORTE PER CURE INADEGUATE, CON OSPEDALI CARENTI DI ATTREZZATURE, MOLTI MALATI NEGLI OSPEDALI, IL POPOLO ITALIANO AGLI ARRESTI DOMICILIARI.

MENTRE CHI E’ RICCO O STIPENDIATO SI RIPOSA E SI RILASSA, TANTI PADRI NON SANNO COME SFAMARE I FIGLIOLETTI, NON AVENDO NESSUNA RISORSA ECONOMICA  ORA COSTRETTI A NON LAVORARE.

IL GOVERNO ITALIANO INTANTO PENSA A MANTENERE GLI IMMIGRATI E A PRESTARE DENARO A TUNISIA E BOLIVIA, PERFINO HA SPEDITO MASCHERINE A PAESI ESTERI QUANDO SERVIVANO IN ITALIA.

POVERA ITALIA, POVERI ITALIANI, POVERE FAMIGLIE ITALIANE, POVERI BAMBINI ITALIANI, POVERI NONNINI ITALIANI MOLTI DEI QUALI SONO PASSATI AD ALTRA VITA PER COLPA DEL CORONAVIRUS COVID-19 E MANCATA

ASSISTENZA MEDICA !

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QUI ITALIA NEWS

https://sites.google.com/site/quiitalianews/home/coronavirus-covid-19-l-italia-un-paese-in-mille-difficolta

CORONAVIRUS COVID-19: CONTE CON UN NUOVO DECRETO STANZIA 4,3 MILIARDI IN FAVORE DEI BISOGNOSI

 
INTERRIS.IT
 
28 MARZO 2020

Conte: “Nuovo Dpcm, 4,3 miliardi ai comuni per aiutare bisognosi”

“Vogliamo dare il segno concreto della presenza dello Stato”. Lo ha spiegato in conferenza stampa il premier Giuseppe Conte, che annuncia in diretta alla Nazione un nuovo provvedimento varato dal governo per supportare economicamente gli italiani: “Ai cittadini in difficoltà dico che non stiamo girando il volto dall’altra parte: ci sono sofferenze psicologiche, non tutti eravamo abituati a limitare gli spostamenti. Ma ci sono anche tante sofferenze materiali, per quanto riguarda approvvigionamento e prodotti farmaceutici. Abbiamo lavorato intensamente per lavorare a un provvedimento di grande urgenza. I sindaci sono le nostre prime sentinelle per quanto riguarda le necessità dei cittadini e ci affidiamo a loro: abbiamo firmato un Dpcm da 4,3 miliardi. Con un’ordinanza della Protezione Civile, aggiungiamo a questo fondo 400 milioni per i comuni, con il vincolo di essere utilizzati per quelle persone che non riescono a fare la spesa. Nasceranno buoni spesa, possibilità per i comuni di fornire beni alimentari…”.

“Confidiamo che già dall’inizio della prossima settimana i sindaci siano nella condizione di erogare concretamente questi buoni spesa. Non vogliamo lasciare nessuno indietro. Siamo tutti sulla stessa barca, e in questi sacrifici dobbiamo aiutare chi è maggiormente in difficoltà. Nell’ordinanza abbiamo anche previsto misure rafforzate per favorire le donazioni, da parte di produttori e distributori. non vogliamo tassare la solidarietà. I grandi distributori possono aggiungere un disconto del 5 o 10% per chi acquista”.

CONTINUA NELLA PAGINA
https://www.interris.it/primo-piano/conte-nuovo-dpcm-43-miliardi-ai-comuni-per-aiutare-bisognosi/

CORONAVIRUS COVID-19: INIZIANO PICCOLE RIVOLTE AL SUD PER LA POVERTA’ DOVUTA AL DIVIETO DI USCIRE DI CASA E LAVORARE

 
CONTROINFORMAZIONE.INFO
 
27 MARZO 2020

INIZIANO LE PRIME FIAMMATE DI RIVOLTE POPOLARI AL SUD

di Luciano Lago

Lo stato d’assedio imposto con le misure per prevenire la pandemia del coronavirus inizia a determinare i primi focolai di rivolta fra le masse popolari delle persone e delle famiglie che, vivendo alla giornata e non disponendo di risparmi, non hanno il denaro per fare la spesa tutti i giorni e provvedere alle proprie necessità e a quelle dei loro figli.
Non era difficile da prevedere che questa è una situazione diffusa soprattutto nelle grandi aree urbane del sud, come Napoli, Palermo e non solo in quelle.

Tuttavia lo scollamento del governo dai problemi reali del paese inizia ad emergere e, come alcuni vaticinavano, la cura potrebbe essere peggiore della malattia tanto che, l’effetto di varie settimane di blocco totale dell’economia, potrebbe determinare rivolte sociali con assalto ai supermercati e barricate in mezzo alla strada.
Uno scenario molto concreto visto che , con negozi e mercati chiusi, piccole imprese, dai ristoranti alle attività turistiche, come tutto l’indotto che gira attorno a queste, ci sarà non solo un tracollo di questa economia di sopravvivenza ma soprattutto saranno gettate nella disperazione decine di migliaia di famiglie che non avranno di che sopravvivere e presto la disperazione si tramuterà in rabbia.
Una brutta situazione considerando che buona parte della gente non ha la possibilità di aspettare i tempi della burocrazia per ricevere dei sussidi che non si sa se e quando arriveranno e tanto meno attendere le decisioni dell’Unione Europea che, anche stavolta, ha dimostrato la sua propensione allo strozzinaggio piuttosto che alla solidarietà strombazzata dalla propaganda dei suoi sostenitori.

A Palermo iniziano ad accadere fatti significativi che dimostrano come il clima si stia surriscaldando.

E’ successo che una ventina di persone, dopo essersi contattate a vicenda sui social, hanno assaltato un supermercato in viale Regione siciliana.
In pratica le persone sono entrate, hanno riempito i carrelli di generi alimentari e, una volta alle casse, circa 20 persone hanno cercato di forzarle al grido di “Non abbiamo soldi, non vogliamo pagare”.

http://www.palermotoday.it/cronaca/tensione-ressa-supermercato-lidl-spesa-senza-pagare.html

Naturalmente gli addetti del market hanno chiamato poi polizia e carabinieri, mentre all’esterno tra la gente in fila, a distanza di un metro, come impongono le regole anti Covid-19, è scoppiato il panico.
In questo caso, grazie all’intervento della polizia, tutto alla fine, sembra rientrato ma la tensione resta palpabile ed un momento di panico c’è stato.
Circola la paura fra la gente, la paura di non avere i soldi per sopravvivere, una sensazione che ormai sembra dilagare anche su Facebook dove in molti ormai inneggiano alle rivolte tipo gilet gialli e si scrivono post di incitamento alla rivolta.

 
Tentativo di spesa gratis. Interviene Polizia a Palermo
Non è un caso che i primi focolai di rivolta si sviluppino a Palermo, dato il fatto che, come molti sanno ma il governo ignora, l’economia in nero è la tipica forma di sopravvivenza per una gran parte della gente e diventa impossibile lavorare alla giornata e sopravvivere rimanendo bloccati in casa.
Dopo Palermo la stessa situazione potrebbe diffondersi a Napoli e dintorni ma il governo Conte, Di Maio, Gualtieri trascura forse queste situazioni del Mezzogiorno e pensa ad emettere nuovi decreti e nuovi (ennesimi) moduli di autocertificazione.

Tuttavia la fame non si autocertifica e determina una rabbia che potrebbe spingere anche a gesti estremi.

CONTINUA NELLA PAGINA
 

febbraio 3, 2020

I PROBLEMI DEGLI ANZIANI: POVERI E TROPPO TASSE

Filed under: anziani, ATTUALITA', ECONOMIA, PENSIONATI, politica, poveri — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 7:30 pm
 

IN ITALIA GLI ANZIANI POVERI AUMENTANO SEMPRE PIU’ E MOLTI CERCANO CIBO NELLA SPAZZATURA!

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MENTE FINANZIARIA.IT
 
10 NOVEMBRE 2019
 
ANGELA
 
I PROBLEMI DEGLI ANZIANI:  POVERI E TROPPO TASSE
 
Cosa pensano i pensionati? Qual è la loro condizione economica? Ecco cosa dice la ricerca dello Spi-Cgil “Sogni e bisogni dei pensionati”
I pensionati italiani non godono di buona salute, metaforicamente e letteralmente. A tracciare un quadro a tinte fosche è la ricerca “Sogni e bisogni dei pensionati” compiuta dalla Fondazione Di Victorio e Tecnè per lo Spi-Cgil. Il dato più allarmante è quello sulla povertà: il 90% dei pensionati afferma di aver perso potere d’acquisto (molto per il 59,1% e abbastanza per il 32,5%).
Cosa pensano gli anziani: tasse, economia, pensioni
Il principale problema dei pensionati italiani sono le tasse, giudicate troppo alte per il 30% di loro. In secondo luogo, la pensione troppo bassa (per il 30%) che ovviamente porta ad altri problemi. In entrambi i casi il problema è l’assegno pensionistico che si assottiglia sempre di più a causa delle imposte o che, invece, è troppo basso a monte e questo impedisce di avere una vita dignitosa.
 
C’è anche un terzo problema che sta a cuore dei pensionati italiani ed è la disoccupazione dei giovani (spesso nipoti) e persino la precarietà dei figli, i quali non riescono a trovare una stabilità economica a causa di un mercato del lavoro frammentato e poco mobile.
 
Le preoccupazioni degli anziani svelano, fondamentalmente, uno dei più importanti fardelli italiani: i miglioramento economico generazionale sostanzialmente bloccato, anzi letteralmente peggiorato. Non a caso il 35,7% dei pensionati sostiene economicamente un parente stretto: questo dato è sostanzialmente uguale da Nord a Sud. I nostri anziani, dunque, sono il principale strumento di welfare nazionale. Un vero e proprio ammortizzatore economico che vale tra gli 8 e i 10 miliardi: molto di più del fantomatico reddito di cittadinanza.
 
Povertà e anziani: i dati
Le persone anziane, però, non sono solo quelle che aiutano i figli: ci sono tantissimi pensionati che, invece, sono poveri e hanno bisogno di aiuto. L’11,2% di loro dichiara che tira avanti grazie all’aiuto dei congiunti. Questo aiuto, stima lo Spi-Cgil, si attesta intorno ai 2 miliardi di euro.
Più sei povero, più sei malato
Il dato più preoccupante è quello che lega lo stato di salute alla ricchezza dell’assegno pensionistico. Tra i benestanti solo il 12,9% dei pensionati gode di cattiva salute; nelle classe economiche più basse – cioè tra i vulnerabili e i poveri – questa percentuale sale al 44,%. Quasi la metà dei pensionati poveri sta male, di media. Le percentuali cambiano molto se si scorpora questo dato per zone: il 33,2% al Nord e il 47,4% al Sud.
 
Anche sulla non autosufficienza c’è tanto da dire: il 19,5% dichiara di avere in famiglia una persona in tale condizione e questa percentuale è uniforme su tutto il territorio nazionale.
Se analizziamo il dato a livello di reddito, scopriamo che nelle famiglie benestanti l’incidenza della non autosufficienza si attesta al 9,2%, mentre nelle famiglie povere è del 21,5%.
 
La risposta dello Stato? È giudicata insufficiente.
 
 
 

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