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luglio 22, 2016

DIO CI AMA

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DIO CI AMA

DIO CI AMA

Dio mi ama e come? Questa è una domanda che è stata chiesta da innumerevole persone, innumerevole volte. La risposta che la Bibbia dà a questa domanda è Dio non solo ci ama ma Egli ci ama più di chiunque altro potrebbe mai amarci. Andiamo a vedere questo dalla Parola di Dio.

1. Dio ci ama – Egli diede il Suo figlio per noi

Per vedere l’amore di Dio per noi, cominciamo da 1 Giovanni 4:9. Lì leggiamo:

“In questo si è manifestato per noi l’amore di Dio….”

L’amore, quando è onesto, è sempre manifestato in azione. Qui la Parola di Dio ci dice che veramente Dio ci ha amato e che il Suo amore è stato dimostrato, si è manifestato. Come? La risposta è nel resto del verso:

1 Giovanni 4:9
“In questo si è manifestato per noi l’amore di Dio: che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo affinché, per mezzo di lui, vivessimo.”

Dio ci ha mostrato il Suo amore mandando il Suo figlio, Gesù Cristo, nel mondo affinché per mezzo di lui, vivessimo. Sulla stessa linea, Giovanni 3:16 ci dice:

“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato……..”

Come abbiamo detto sopra l’amore sempre intraprende azione, dare, e Dio, perché ci ha tanto amato, Egli diede! Che cosa diede? Andiamo avanti nella lettura:

Giovanni 3:16-17
“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.”

Dio per nessun altro motivo se non l’ amore per noi, Egli si spinse, fino al punto di dare il Suo Figlio a morire per noi, affinché chiunque crede in Lui ha la vita eterna. Romani 5:6-10 dimostrano questo punto ancora più chiaro:

Romani 5:6-10
“Infatti, mentre noi eravamo ancora senza forza, Cristo, a suo tempo, è morto per gli empi. Difficilmente uno morirebbe per un giusto, ma forse per una persona buona qualcuno avrebbe il coraggio di morire; Dio invece mostra il proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall’ira. Se infatti, mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio suo, tanto più ora, che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita”

Da notare la frase “Il proprio amore per noi”. Come Dio dimostrò il Suo amore per noi? Non solo Egli diede Suo Figlio, ma Lo diede quando noi eravamo ancora peccatori, empi, completamente indegni di qualsiasi sacrificio!

Efesini 2:1-3
“Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati, ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l’andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potenza dell’aria, di quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli. Nel numero dei quali anche noi tutti vivevamo un tempo, secondo i desideri della nostra carne, ubbidendo alle voglie della carne e dei nostri pensieri; ed eravamo per natura figli d’ira, come gli altri.”

Io ho evidenziato nel passaggio sopra alcune parole che sono nel tempo passato per dare più enfasi al fatto che l’uomo che crede nel Signore Gesù Cristo e la Sua resurrezione lo stato descritto sopra è PASSATO. Noi eravamo morti nelle nostre colpe e nei nostri peccati ed oggetto d’ira. Ma adesso non siamo più nessuna di queste cose! Lo stato descritto in questi versi è storia passata per noi, no realtà! È uno stato in cui noi siamo stati liberati! Ma come siamo stati liberati, da chi e perché? Efesini 2:4-9 ci dà la risposta:

Efesini 2:4-9
“MA Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati), e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù, per mostrare nei tempi futuri l’immensa ricchezza della sua grazia, mediante la bontà che egli ha avuta per noi in Cristo Gesù. Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi: è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti.”

La parola “MA” che apre il passaggio mette contrasto tra quello che lo precede (versi 1-3) e quello che lo segue (versi 4-9). I versi da 1-3 ci danno lo stato pietoso in cui eravamo prima che credemmo. Come abbiamo letto là, noi eravamo “morti nelle nostre colpe e nei nostri peccati” ed “oggetto di ira”. Ma Dio “a causa del suo grande amore per noi” cambiò tutte queste: ora invece di essere “morti in colpe e peccati” noi “siamo vivificati con Cristo” ed invece di essere un oggetto d’ira simo seduti nei luoghi celesti! Dalla prospettiva di Dio, è già stato fatto! E perché Dio fece tutto questo? A CAUSA DEL SUO GRANDE AMORE PER NOI….PERFINO QUANDO ERAVAMO MORTI NEI PECCATI”!

2. Dio ci ama – Egli ci ha fatto suoi figli

Un’ altro passaggio che dimostra quanto Dio ci ama ci è dato in 1 Giovanni 3:1-2

“Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo. Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. Carissimi, ora siamo figli di Dio…..”

Che siamo figli di Dio è anche quello che Galati 3:26 ci dice: “perché siete tutti figli di Dio per la fede in Cristo Gesù”! E come il passaggio sopra rende chiaro, questa è una prova di quanto Dio ci ama. In realtà “vedete quale amore ci ha manifestato il Padre”.

3. Dio ci ama – Egli ci istruisce

Abbiamo visto sopra che Dio, perché ci ama così tanto, Egli ci ha fatto suoi figli. E come un padre affettuoso Egli istruisce e disciplina i suo figli, così anche e molto meglio lo fa Dio. Come Ebrei 12:6 ci dice;

Ebrei 12:6
“perché il Signore corregge quelli che egli ama…”

Disciplina non può essere quello che ci piace ma quello di cui abbiamo bisogno. Ecco perché solo quelli che ci amano veramente prendono cura di disciplinarci. Ed ecco perché anche Dio ci disciplina: perché Egli ci ama e si prende cura di noi.

4. Dio ci ama – nessuno ci può separare dal Suo amore

La prossima e l’ultima tappa di questo breve viaggio nell’amore di Dio è in Romani 8:38-39:

Romani 8:38-39
“Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.”

Dio ci ama e non c’è assolutamente niente, né potenze, né altezze, né cose presenti né cose future potrà separaci dal Suo amore. Egli ci ama e Lui non smetterà mai di amarci. Questa è la verità della Parola di Dio.

5. Dio ci ama – conclusione

Per concludere questo articolo: noi abbiamo visto dalla Parola di Dio che Dio ci ama e questo è provato dal fatto che Egli ha dato Suo Figlio per noi, facendo questo perfino quando noi eravamo peccatori ed empi. Sarebbe stato un enorme sacrificio di fare questo per la gente giusta e buona. Ma non eravamo questo tipo di gente. Noi eravamo peccatori, empi, morti in peccati e trasgressioni. Tuttavia questo non fermò Dio: Egli ci amò e grazie del Suo amore per noi, Egli diede Suo Figlio per noi quando eravamo peccatori, affinché credendo in Lui possiamo diventare vivi in Cristo e sedersi con Lui nei luoghi celesti.

Inoltre abbiamo visto che poiché Dio ci ama, Egli ci ha fatto Suoi figli. E come un Padre affettuoso disciplina i suoi figli che ama così anche, e molto meglio Dio lo fa con noi.

Per finire abbiamo anche visto che l’amore di Dio per noi è così GRANDE e non c’è niente che ci possa separare da esso. Detto in un modo diverso:non c’è niente che potrà mai fermare Dio di amarci!

Anastasio Kioulachoglou

http://www.christianarticles.it/Dio-ci-ama.htm

DIDACHE’: I COMANDAMENTI

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LA DIDACHE’

La Didaché: la più antica costituzione ecclesiastica

Il maggior numero di informazioni liturgiche sul cristianesimo dei primissimi tempi ci è trasmesso in un’opera intitolata Didaché, in greco Dottrina o Insegnamento (dei dodici apostoli).

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PARTE PRIMA

– Istruzioni morali (cc. 1-6): Le due vie.

La via della vita: pratica dell’amore di Dio e del prossimo (c. 1), fuga del peccato (cc. 2-3), adempimento dei nostri doveri (cc. 3-4).

La via della morte: peccati che la caratterizzano (c. 5), esortazione alla vigilanza (c. 6).
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Cap. I

1. Due sono le vie, una della vita e una della morte, e la differenza è grande fra queste due vie.

2. Ora questa è la via della vita: innanzi tutto amerai Dio che ti ha creato, poi il tuo prossimo come te stesso; e tutto quello che non vorresti fosse fatto a te, anche tu non farlo agli altri.

3. Ecco pertanto l’insegnamento che deriva da queste parole: benedite coloro che vi maledicono e pregate per i vostri nemici; digiunate per quelli che vi perseguitano; perché qual merito avete se amate quelli che vi amano? Forse che gli stessi gentili non fanno altrettanto? Voi invece amate quelli che vi odiano e non avrete nemici.

4. Astieniti dai desideri della carne. Se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra e sarai perfetto; se uno ti costringe ad accompagnarlo per un miglio, tu prosegui con lui per due. Se uno porta via il tuo mantello, dagli anche la tunica. Se uno ti prende ciò che è tuo, non ridomandarlo, perché non ne hai la facoltà.

5. A chiunque ti chiede, da’ senza pretendere la restituzione, perché il Padre vuole che tutti siano fatti partecipi dei suoi doni.
Beato colui che dà secondo il comandamento, perché è irreprensibile. Stia in guardia colui che riceve, perché se uno riceve per bisogno sarà senza colpa, ma se non ha bisogno dovrà rendere conto del motivo e dello scopo per cui ha ricevuto. Trattenuto in carcere, dovrà rispondere delle proprie azioni e non sarà liberato di lì fino a quando non avrà restituito fino all’ultimo centesimo.

6. E a questo riguardo è pure stato detto: Si bagni di sudore l’elemosina nelle tue mani, finché tu sappia a chi la devi fare.

Cap. II

1. Secondo precetto della dottrina:

2. Non ucciderai, non commetterai adulterio, non corromperai fanciulli, non fornicherai, non ruberai, non praticherai la magia, non userai veleni, non farai morire il figlio per aborto né lo ucciderai appena nato; non desidererai le cose del tuo prossimo.

3. Non sarai spergiuro, non dirai falsa testimonianza, non sarai maldicente, non serberai rancore.

4. Non avrai doppiezza né di pensieri né di parole, perché la doppiezza nel parlare è un’insidia di morte.

5. La tua parola non sarà menzognera né vana, ma confermata dall’azione.

6. Non sarai avaro, né rapace, né ipocrita, né maligno, né superbo; non mediterai cattivi propositi contro il tuo prossimo.

7. Non odierai alcun uomo, ma riprenderai gli uni; per altri, invece, pregherai; altri li amerai più dell’anima tua.

Cap. III

1. Figlio mio, fuggi da ogni male e da tutto ciò che ne ha l’apparenza.

2. Non essere iracondo, perché l’ira conduce all’omicidio, non essere geloso né litigioso né violento, perché da tutte queste cose hanno origine gli omicidi.

3. Figlio mio, non abbandonarti alla concupiscenza, perché essa conduce alla fornicazione; non fare discorsi osceni e non essere immodesto negli sguardi, perché da tutte queste cose hanno origine gli adultéri.

4. Non prendere auspici dal volo degli uccelli, perché ciò conduce all’idolatria; non fare incantesimi, non darti all’astrologia né alle purificazioni superstiziose, ed evita di voler vedere e sentire parlare di simili cose, perché da tutti questi atti ha origine l’idolatria.

5. Figlio mio, non essere bugiardo, perché la menzogna conduce al furto; né avido di ricchezza, né vanaglorioso, perché da tutte queste cose hanno origine i furti.

6. Figlio mio, non essere mormoratore, perché ciò conduce alla diffamazione; non essere insolente, né malevolo, perché da tutte queste cose hanno origine le diffamazioni.

7. Sii invece mansueto, perché i mansueti erediteranno la terra.

8. Sii magnanimo, misericordioso, senza malizia, pacifico, buono e sempre timoroso per le parole che hai udito.

9. Non esalterai te stesso, non infonderai troppo ardire nel tuo animo; né l’animo tuo si accompagnerà con i superbi, ma andrà insieme ai giusti e agli umili.

Cap. IV

1. O figlio, ti ricorderai notte e giorno di colui che ti predica le parole di Dio e lo onorerai come il Signore, perché là donde è predicata la (sua) sovranità, è il Signore.

2. Cercherai poi ogni giorno la presenza dei santi, per trovare riposo nelle loro parole.

3. Non sarai causa di discordia, ma cercherai invece di mettere pace tra i contendenti; giudicherai secondo giustizia e non farai distinzione di persona nel correggere i falli.

4. Non starai in dubbio se (una cosa) avverrà o no.

5. Non accada che tu tenda le mani per ricevere e le stringa nel dare.

6. Se grazie al lavoro delle tue mani possiedi (qualche cosa), donerai in espiazione dei tuoi peccati.

7. Darai senza incertezza, e nel dare non ti lagnerai; conoscerai, infatti, chi è colui che dà una buona ricompensa.

8. Non respingerai il bisognoso, ma farai parte di ogni cosa al tuo fratello e non dirai che è roba tua. Infatti, se partecipate in comune ai beni dell’immortalità, quanto più non dovete farlo per quelli caduchi?

9. Non ritirerai la tua mano di sopra al tuo figlio o alla tua figlia, ma sin dalla tenera età insegnerai loro il timor di Dio.

10. Al tuo servo e alla tua serva che sperano nel medesimo Dio non darai ordini nei momenti di collera, affinché non perdano il timore di Dio, che sta sopra gli uni e gli altri. Perché egli non viene a chiamarci secondo la dignità delle persone, ma viene a coloro che lo Spirito ha preparato.

11. Ma voi, o servi, siate soggetti ai vostri padroni come a una immagine di Dio, con rispetto e timore.

12. Odierai ogni ipocrisia e tutto ciò che dispiace al Signore.

13. Non trascurerai i precetti del Signore, ma osserverai quelli che hai ricevuto senza aggiungere o togliere nulla.

14. Nell’adunanza confesserai i tuoi peccati e non incomincerai mai la tua preghiera in cattiva coscienza. Questa è la via della vita.

                                                                                                                              Cap. V

1. La via della morte invece è questa: prima di tutto essa è maligna e piena di maledizione: omicidi, adultéri, concupiscenze, fornicazioni, furti, idolatrie, sortilegi, venefici, rapine, false testimonianze, ipocrisie, doppiezza di cuore, frode, superbia, malizia, arroganza, avarizia, turpiloquio, invidia, insolenza, orgoglio, ostentazione, spavalderia.

2. Persecutori dei buoni, odiatori della verità, amanti della menzogna, che non conoscono la ricompensa della giustizia, che non si attengono al bene né alla giusta causa, che sono vigilanti non per il bene ma per il male; dai quali è lontana la mansuetudine e la pazienza, che amano la vanità, che vanno a caccia della ricompensa, non hanno pietà del povero, non soffrono con chi soffre, non riconoscono il loro creatore, uccisori dei figli, che sopprimono con l’aborto una creatura di Dio, respingono il bisognoso, opprimono i miseri, avvocati dei ricchi, giudici ingiusti dei poveri, pieni di ogni peccato. Guardatevi, o figli, da tutte queste colpe.

Cap. VI

1. Guarda che alcuno non ti distolga da questa via della dottrina, perché egli ti insegna fuori (della volontà) di Dio.

2. Se infatti puoi sostenere interamente il giogo del Signore, sarai perfetto; se non puoi fa’ almeno quello che puoi.

3. E riguardo al cibo, cerca di sopportare tutto quello che puoi, ma comunque astieniti nel modo più assoluto dalle carni immolate agli idoli, perché (il mangiarne) è culto di divinità morte.

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http://www.monasterovirtuale.it/primiscritti.html

I COMANDAMENTI DI GESU’ DAL VANGELO SECONDO SAN MATTEO

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Dal Vangelo di San Matteo i Capitoli:  5; 6; 7;
Capitolo 5
5:1 Gesù, vedendo le folle, salì sul monte e si mise a sedere. I suoi discepoli si accostarono a lui,
5:2 ed egli, aperta la bocca, insegnava loro dicendo:
5:3 “Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli.
5:4 Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati.
5:5 Beati i mansueti, perché erediteranno la terra.
5:6 Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.
5:7 Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta.
5:8 Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
5:9 Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
5:10 Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.
5:11 Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia.
5:12 Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi.
5:13 “Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini.
5:14 Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può rimanere nascosta,
5:15 e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa.
5:16 Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.
5:17 “Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento.
5:18 Poiché in verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà senza che tutto sia adempiuto.
5:19 Chi dunque avrà violato uno di questi minimi comandamenti e avrà così insegnato agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno dei cieli; ma chi li avrà messi in pratica e insegnati sarà chiamato grande nel regno dei cieli.
5:20 Poiché io vi dico che se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei, non entrerete affatto nel regno dei cieli.
5:21 “Voi avete udito che fu detto agli antichi: “Non uccidere: chiunque avrà ucciso sarà sottoposto al tribunale”;
5:22 ma io vi dico: chiunque si adira contro suo fratello sarà sottoposto al tribunale; e chi avrà detto a suo fratello: “Raca” sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli avrà detto: “Pazzo!” sarà condannato alla geenna del fuoco.
5:23 Se dunque tu stai per offrire la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te,
5:24 lascia là la tua offerta davanti all’altare, e va’ prima a riconciliarti con tuo fratello; poi vieni a offrire la tua offerta.
5:25 Fa’ presto amichevole accordo con il tuo avversario mentre sei ancora per via con lui, affinché il tuo avversario non ti consegni in mano al giudice e il giudice in mano alle guardie, e tu non venga messo in prigione.
5:26 Io ti dico in verità che di là non uscirai, finché tu non abbia pagato l’ultimo centesimo.
5:27 “Voi avete udito che fu detto: “Non commettere adulterio”.
5:28 Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.
5:29 Se dunque il tuo occhio destro ti fa cadere in peccato, cavalo e gettalo via da te; poiché è meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, piuttosto che vada nella geenna tutto il tuo corpo.
5:30 E se la tua mano destra ti fa cadere in peccato, tagliala e gettala via da te; poiché è meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, piuttosto che vada nella geenna tutto il tuo corpo.
5:31 Fu detto: “Chiunque ripudia sua moglie le dia l’atto di ripudio”.
5:32 Ma io vi dico: chiunque manda via sua moglie, salvo che per motivo di fornicazione, la fa diventare adultera e chiunque sposa colei che è mandata via commette adulterio.
5:33 “Avete anche udito che fu detto agli antichi: “Non giurare il falso; dà al Signore quello che gli hai promesso con giuramento”.
5:34 Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio;
5:35 né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran Re.
5:36 Non giurare neppure per il tuo capo, poiché tu non puoi far diventare un solo capello bianco o nero.
5:37 Ma il vostro parlare sia: “Sì, sì; no, no”; poiché il di più viene dal maligno.
5:38 “Voi avete udito che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”.
5:39 Ma io vi dico: non contrastate il malvagio; anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l’altra;
5:40 e a chi vuol litigare con te e prenderti la tunica, lasciagli anche il mantello.
5:41 Se uno ti costringe a fare un miglio, fanne con lui due.
5:42 Dà a chi ti chiede, e a chi desidera un prestito da te, non voltar le spalle.
5:43 Voi avete udito che fu detto: “Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico”.
5:44 Ma io vi dico: amate i vostri nemici, [benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a quelli che vi odiano,] e pregate per quelli [che vi maltrattano e] che vi perseguitano,
5:45 affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; poiché egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
5:46 Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno lo stesso anche i pubblicani?
5:47 E se salutate soltanto i vostri fratelli, che fate di straordinario? Non fanno anche i pagani altrettanto?
5:48 Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste.
Capitolo 6
6:1 “Guardatevi dal praticare la vostra giustizia davanti agli uomini, per essere osservati da loro; altrimenti non ne avrete premio presso il Padre vostro che è nei cieli.
6:2 Quando dunque fai l’elemosina, non far sonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini. Io vi dico in verità che questo è il premio che ne hanno.
6:3 Ma quando tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra,
6:4 affinché la tua elemosina sia fatta in segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.
6:5 “Quando pregate, non siate come gli ipocriti; poiché essi amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle piazze per essere visti dagli uomini. Io vi dico in verità che questo è il premio che ne hanno.
6:6 Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.
6:7 Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole.
6:8 Non fate dunque come loro, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate.
6:9 Voi dunque pregate così:
“Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome;
6:10 venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra come è fatta in cielo.
6:11 Dacci oggi il nostro pane quotidiano;
6:12 rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori;
6:13 e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno. [Perché a te appartengono il regno, la potenza e la gloria in eterno, amen.]”
6:14 Perché se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi;
6:15 ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.
6:16 “E quando digiunate, non abbiate un aspetto malinconico come gli ipocriti; poiché essi si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. Io vi dico in verità: questo è il premio che ne hanno.
6:17 Ma tu, quando digiuni, ungiti il capo e lavati la faccia,
6:18 affinché non appaia agli uomini che tu digiuni, ma al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.
6:19 “Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano;
6:20 ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano.
6:21 Perché dov’è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore.
6:22 La lampada del corpo è l’occhio. Se dunque il tuo occhio è limpido, tutto il tuo corpo sarà illuminato;
6:23 ma se il tuo occhio è malvagio, tutto il tuo corpo sarà nelle tenebre. Se dunque la luce che è in te è tenebre, quanto grandi saranno le tenebre!
6:24 Nessuno può servire due padroni; perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o avrà riguardo per l’uno e disprezzo per l’altro. Voi non potete servire Dio e Mammona.
6:25 “Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito?
6:26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro?
6:27 E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un’ora sola alla durata della sua vita?
6:28 E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano;
6:29 eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro.
6:30 Ora se Dio veste in questa maniera l’erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede?
6:31 Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?”
6:32 Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose.
6:33 Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più.
6:34 Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di sé stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.
Capitolo 7
7:1 “Non giudicate, affinché non siate giudicati;
7:2 perché con il giudizio con il quale giudicate, sarete giudicati; e con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi.
7:3 Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio di tuo fratello, mentre non scorgi la trave che è nell’occhio tuo?
7:4 O, come potrai tu dire a tuo fratello: “Lascia che io ti tolga dall’occhio la pagliuzza”, mentre la trave è nell’occhio tuo?
7:5 Ipocrita, togli prima dal tuo occhio la trave, e allora ci vedrai bene per trarre la pagliuzza dall’occhio di tuo fratello.
7:6 Non date ciò che è santo ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le pestino con le zampe e rivolti contro di voi non vi sbranino.
7:7 “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto;
7:8 perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa.
7:9 Qual è l’uomo tra di voi, il quale, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra?
7:10 Oppure se gli chiede un pesce, gli dia un serpente?
7:11 Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro, che è nei cieli, darà cose buone a quelli che gliele domandano!
7:12 “Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro; perché questa è la legge e i profeti.
7:13 Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa.
7:14 Stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano.
7:15 “Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci.
7:16 Li riconoscerete dai loro frutti. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi?
7:17 Così, ogni albero buono fa frutti buoni, ma l’albero cattivo fa frutti cattivi.
7:18 Un albero buono non può fare frutti cattivi, né un albero cattivo far frutti buoni.
7:19 Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato e gettato nel fuoco.
7:20 Li riconoscerete dunque dai loro frutti.
7:21 “Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
7:22 Molti mi diranno in quel giorno: “Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demòni e fatto in nome tuo molte opere potenti?”
7:23 Allora dichiarerò loro: “Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!”
7:24 “Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo avveduto che ha costruito la sua casa sopra la roccia.
7:25 La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno investito quella casa; ma essa non è caduta, perché era fondata sulla roccia.
7:26 E chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica sarà paragonato a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia.
7:27 La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno fatto impeto contro quella casa, ed essa è caduta e la sua rovina è stata grande”.
7:28 Quando Gesù ebbe finito questi discorsi, la folla si stupiva del suo insegnamento,
7:29 perché egli insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro scribi.
 
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Studio Biblico
Bibbia Nuova Versione Riveduta

SANTA MARIA DI MAGDALA TUTTA LA VERITA’ (Prima parte)

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SANTA MARIA DI MAGDALA TUTTA LA VERITA’ (Prima parte)

STUDIO BIBLICO

 

GESU' RISORTO MADDALENA PROFUMO

 

SANTA MARIA DI MAGDALA TUTTA LA VERITA’  (Prima parte)

 

A cura di Martino Gerber, Giuliano Lattes e Simone Oren studiosi biblisti

 

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Introduzione

In questi ultimi anni le librerie di tutto il mondo si stanno riempendo di libri scandalosi

riguardo a S.M.Maddalena, tutto è nato dall’equivoca interpretazione dei Vangeli gnostici,

non Vangeli apocrifi mediovali, quelli non hanno fatto nascere scandali, essendo una

rielaborazione romanzata dei Vangeli Sinottici.

I Vangeli gnostici erano conosciuti anche dai Padri della chiesa, ma non ci sono scandali,

per il fatto che lo gnosticismo rende Gesù completamente divino e trascendente.

C’erano molte sette gnostiche, diverse tra loro, e molte praticavano riti sessuali,

c’erano anche dei vangeli gnostici con riti sessuali, ma tutto questo era di fonte

eretica, eretici che di cristiano non avevano neppure il nome, e la loro religione era pagana

ed esoterica, piena di magia, ermetismo ed alchimia, tutte cose condannate dal cristianesimo.

Dopo il ritrovamento di alcuni vangeli gnostici come quelli trovati in Egitto a Nagh-Hammadi nel 1945,

sono iniziati a comparire delle teorie riguardo presunti scandali tra Gesù e S.M.Maddalena.

Questo avviene per la totale ignoranza della corrente gnostica, e cattiva interpretazione di testi.

Dividiamo lo studio in due parti, la prima descrive S.M.Maddalena nella religione cristiana,

la seconda nella corrente eretica gnostica.

 

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 (Prima parte)

 

S.M.Maddalena nei Vangeli Canonici, nei Vangeli  Apocrifi, neIla Tradizione Cristiana e nella Leggenda.

 

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SANTA MARIA DI MAGDALA NEL NUOVO TESTAMENTO

 

S.M.Maddalena nel Nuovo Testamento viene citata solo nei Vangeli,

si tratta di una delle pie donne che seguivano Gesù, erano tante; Luca 8: 1-3;

Marco 15: 40-41; Matteo 27: 55-56. Le pie donne erano pittosto donne anziane,

o vedove, infatti era costume allora che le donne si sposassero adolescnti,

e restavano in casa ad accudire la casa e crescere i figli, poi in tarda età quando

i figli erano sistmati,  rimanvano sol o vedove, avevano tempo a dedicarsi ad opere

pie e religiose,come la profetessa Anna che serviva al Tempio; Luca 2: 36-38.

 

S.M.Maddalena come altre pie donne che seguivano Gesù, era stata una miracolata,

esattamente essendo posseduta da 7 demoni Gesù l’aveva esorcizzata e guarita;

Luca 8: 1-3

1In seguito egli se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio.

 2C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala,

dalla quale erano usciti sette demòni, 3Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni.

Marco 16: 9Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demòni.

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S.M.Maddalena dai Vangeli risulta chiaro che si tratta di una donna della città di Magdala, situata sulle sponde del lago Tiberiade in Galilea,

ed è diventata discepola di Gesù, quasi all’inizio della sua missione, ed insieme ad altre anziane, ha seguito Gesù fino a Gerusalemme,

divenendo testimone della sua morte, resurezzione ed ascenscione.

Vediamo che per ignoranza la chiesa latina e precisamente nel 591 il papa S.Gregorio Magno ( 540-604),  S.M.Maddalena è stata unita ad altre

donne del Vangelo formandone un  unica persona; quindi secondo la chiesa latina S.M.Maddalena sarebbe anche la peccatrice anonima;

Luca 7: 36-50, e perfino una S.Maria di Betania sorella di Lazzaro; Luca 10: 38-42; Giovanni 11: 1-44, non solo queste qualcuno ha identificato

S.M.Maddalena anche con l’adultera; Giovanni 8: 1-11.

Quanta confusione ed ignoranza, infatti mentre S.M.Maddalena è stata guarita, la peccatrice anonima è stata pedonata,

mentre S.M.Maddalena è galilea, S.Maria di Betania è giudea, e quando Gesù si reca in Giudea e viene ospitato da S.Marta

di Betania, S.M.Maddalena era venuta in Giudea con Gesù dalla galilea; Luca 23: 55-24:10.

L’adultera, la incontriamo a Gerusalemme nl periodo che precede la Passione; Giovanni 8: 1-11.

Sono quindi persone diverse, e farle divenireun unica persona, ha alterato la loro identità,

vediamo che S.M.Maddalena e S.Maria di betania vengono prese per peccatrici, si prostitute  ed adltere!

Tutto questo è blasfemo, ma vediamo che nella chiesa orientale quest donne hanno mantnuto la loro identità,

e vengono ricordate in date diverse.

Vediamo che dopo il Concilio Vaticano II, nel 1969 la chiesa cattolica ha separato queste diverse donne, e ora S.M.Maddalena

non viene più considerata la peccatrice anonima, e nemmeno S.Maria di Betania e l’adultera.

Ma la chiesa cattolica per lungo tempo non ha voluto dissociare S.M.Maddalena dall atre donne, cosa che ancora continua

nella cultura cattolica, i cattolici ed anche alcuni protestanti continuano ad identificare S.M.Maddalena nella peccatrice,

e la trattano da prostituta, è difficile sdradicare legende popolari.

Veniamo a S.M.Maddalena, sppiamo che dalla galilea seguì Gesù fino a Gerusalemme, insieme a molte donne,

la incontriamo accanto la croce; Matteo 27: 55-56; Marco 15: 40-41; Luca 23: 55-56; Giovanni 19: 25.

Ancora S.M.Maddalena la incontriamo durante la dposizione di Gesù al sepolcro insieme alle altre pie donne;

Matteo 27: 61; Marco: 15: 46-47; Luca 23: 55-56;

Vediamo che S.M.Maddalena insieme alle altre pie donne tornano a casa a preparare gli aromi per la sepoltura di Gesù,

e poi il mattino del Sabato si recano al sepolcro dove hanno apparizioni di Angeli; Matteo 28: 1-8; Marco 16: 1-8; Luca 23: 56-24: 1-10.

Gesù apare risorto a S.M.Maddalena insieme a S.Maria di Giacomo  Matteo 28: 8-10.

Gesù appare risorto a S.M.Maddalena Marco 16: 9,11; Giovanni 20: 1,18.

Pare che sia stata proprio S.M.Maddalena a vedere Gesù risorto per primo, possiamo dedurre che ne era degna,

amando ardentemente  Gesù con un cuore puro:

Giovanni 20: 1-18

1Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. 2Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!”. 3Uscì allora Simon Pietro insieme all’altro discepolo, e si recarono al sepolcro. 4Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 5Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. 6Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, 7e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. 8Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 9Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti. 10I discepoli intanto se ne tornarono di nuovo a casa.

11Maria invece stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro 12e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. 13Ed essi le dissero: “Donna, perché piangi?”. Rispose loro: “Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto”. 14Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. 15Le disse Gesù: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?”. Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: “Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo”. 16Gesù le disse: “Maria!”. Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: “Rabbunì!”, che significa: Maestro! 17Gesù le disse: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. 18Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: “Ho visto il Signore” e anche ciò che le aveva detto.

Sicuramente S.M.Maddalena è stata testimone dell’Ascensione di Gesù insieme alle altre donne, alla S.V.Maria e agli Apostoli e discepoli; Atti 1 : 9-14.

Sicuramente S.M.Maddalena ha ricevuto anche lei lo Spirito Santo Atti 2: 1-4.

Dal  Nuovo Testamento solo questo ci viene raccontato di S.M.Maria di Magdala.

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SANTA MARIA DI MAGDALA NEI VANGELI APOCRIFI

 

I Vangeli Apocrifi sono molto tardivi, pieni di errori storici e geograici, sono dei romanzi,

scritti per riempire la curiosità dei fedeli, i quali volevano sapere di più di quanto è detto

nei Vangeli Canonici.

 

I Vangeli apocrifi si dividono in quelli del’Infanzia, Passione, Apocalissi,Lettere e Atti.

S.M.Maddalena si trova menzionata nei Vangeli della Passione, citata con le altre

pie donne accanto alla croce, e al sepolcro.

Una bella descrizione di S.M.Maddalena che va a piangere sul sepolcro di Gesù,

la troviamo nel Vangelo di Pietro trovato nel 1886 ad Akhmim in Egitto.

Nel capitolo XII, 50-54, S.M.Maddalena si reca al sepolcro con le amiche a piangere,

poi nel capitolo XIII, 55-57, vediamo il sepolcro vuoto e l’apparizione di Angeli alle donne,

Racconto molto simile al Vanglo di Marco.

In un altro Vangelo della Passione;

Il Libro della Resurrezione di Cristo dell’Apostolo Bartolomeo, del VII secolo,

vediamo che S.M.Maddalena è citata fra le donne al sepolcro, ma la prima apparizione

di Gesù avviene a sua madre Maria, stessa cosa avviene nel Vangelo di Gamaliele

del  V secolo. S.M.Maddalena al sepolcro con le altre pie donne si trova pure nei frammenti copti,

del V secolo.

 

S.M.Maddalena a Roma

 

Il Viaggio di S.M.Maddalena a Roma, il primo documento a parlarne è il Vangelo di Nicodemo,

detto anche Atti di Pilato, del V secolo,  dove viene raccontato che S.M.Maddalena è presso la croce,

insieme alle altre pie donne e alla S.V.Maria, tutte piangenti, ora S.M.Maddalena si rivolge al popolo,

dicendo che si recherà Roma, per accusare Pilato presso Cesare.

Un altro Vangelo Apocrifo che parla di S.M.Maddalena a Roma, appartiene al Ciclo di Pilato,

del X secolo, davvero molto tardivo, si tratta della Lettera di Tiberio a Pilato, dove Tiberio scrive a Pilato,

dicendo che una donna Maria Maddalena, gli ha riferito che lui avrebbe fatto crocifiggere Gesù.

Il viaggio di .M.Maddalena a Roma riappare poi nelle cronache bizantine e in altri documenti posteriori.

La leggenda del viaggio di S.M.Maddalena a Roma per accusare Pilato e i complici ritorna negli Scritti di Glykas,

XIII secolo, e del Cedreno, XI secolo, di G.Cinnamo e C.Menasse, XII secolo, di Niceforo Callisto, XIV secolo,

sono tutti documenti della Patrologia Greca, quindi bizantini e molto tardivi, senza alcun valore storico,

ma davvero leggendari, come è anche una leggenda bizantina  quella dell’uovo rosso, riguardante Maria Maddalena,

 che dopo la morte e risurrezione di Gesù, avrebbe approfittato della sua posizione per ottenere un invito a un banchetto dato dall’imperatore Tiberio.

 Quando Maria incontrò l’imperatore, teneva un uovo nelle sue mani ed esclamò “Cristo è risorto!” Tiberio rise,

 e disse che la resurrezione di Cristo dalla morte era probabile quanto l’uovo che teneva in mano diventasse rosso.

Prima che finisse di parlare, l’uovo nella sua mano diventò rosso, e la Maddalena potè così continuare a proclamare il Vangelo a tutta la casa imperiale.

Da questa leggenda è nata la tradizione delle uova pasquali.

Questo è quanto tramandano i Vangeli Apocrifi su S.M.Maddalena, niente altro, fra tanti errori e confusone,

come quella in cui S.M.Maddalena sarebbe persino la S.V.Maria stessa, citata in un frammento copto,

il 20° sermone di Cirillo di Gerusalemme, questo è caratteristico delle rapsodie egiziane.

 

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S.M.MADDALENA NELLA TRADIZIONE CRISTIANA

 

 La tradizione più antica ritiene che il corpo di S.M.Maddalena  è stato conservato prima a Efeso, poi a Costantinopoli; proprio a Efeso,

 si credeva, che S.M. Maddalena aveva terminato la sua esistenza terrena, vivendo accanto alla S.V. Maria e a S.Giovanni.

L’Oriente  ha sempre affermato che la S.M.Maddalena, “apostola degli apostoli”, morì a Efeso.

 

La leggenda del suo viaggio in Provenza non è anteriore al IX secolo, e i suoi resti non vi furono riportati fino al XIII secolo, infatti in Francia prima si credeva che S.M.Maddalena era morta in Efeso come testimonia S.Gregorio Da Tours (538-594), che si recò ad Efeso per visitare il luogo dove visse la S.V.Maria, e trovandosi in quel luogo visitò anche la tomba

di S.M.Maddalena, e poi scrisse questo nei suoi libri.

 

S.Gregorio Da Tours,viveva in Francia e frequentava la corte dei Franchi di cui scrisse libri,

i Franchi sono i figli dei Merovingi, ora chi meglio di S.Gregorio da Tours, poteva saperre se S.M.Maddalena visse in Francia oppure altrove ?

 

S.M.Maddalena era sepolta ad Efeso, ma nel 886 l’imperatore Leone il Filoso fece trasportare le sue reliquie a Costantinopoli.

Poi da Costantinopoli le reliquie  furono trasportate a Marsiglia nel XIII secolo, per salvarle dal saccheggio saraceno.

 

 

I resti mortali di S.M.Maddalena sarebbero stati conservati anche a Senigalia, vicino Ancona,

nella basilica di San Giovanni in Laterano a Roma e nella chiesa di San Lazzaro a Costantinopoli, l’odierna Istanbul.

 Non solo: ad Abbeville, in Francia, era conservato un cranio. Ad Aix-en-Provence una mascella.

 A Colonia si trovavano due braccia e nella Cattedrale di Exeter un dito.

Tutto ciò ci fa capire la popolarità di S.M.Maddalena ma anche l’ossessione tutta medievale per reliquie e pellegrinaggi.

 

Il culto più antico rivolto a S.Maria Maddalena, risalente alla fine del IV secolo,

è quello che si svolgeva nei riti della  Chiesa Orientle la seconda domenica dopo Pasqua, 

chiamata “delle mirofore”. In quel giorno si commemoravano le donne che il giorno dopo la crocifissione

e la morte di Gesù si recarono al sepolcro con gli unguenti per imbalsamarlo.

 Tra le mirofore un ruolo importante l’aveva S.Maria Maddalena, colei che aveva visto Gesù risorto per prima.

Il culto di S.M.Maddalena si diffuse in occidente dopo il XI secolo, specialmente ad opera dell’Ordine dei Frati Predicatori.

 

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S.M.MADDALENA NELLA LEGGENDA

Durante il Medioevo regnava ignoranza e conusione anche presso i cristiani,

i quali scrivevano tantissime leggende, anche sulla vita dei Santi.

S.M.Maddalena non è stata risparmiata, anzi è una Santa sulla quale sono

nate tante leggende.

Rabano Mauro di Magonza ( 780-856), ha scritto un racconto su S.M.Maddalena:

“La vita di Maria Mddalena”

del tutto falso senza nessun fondamento storico.

S.M.Maddalena sarebbe la sorella di Marta e Lazzaro, ed insieme ad altri discepoli,

furono messi su una barca senza remi dai giudei. La barchetta approdò in Francia,

giunti a terra si dividero per andare ed Evangelizzare mentre S.Lazzaro si recò a Marsiglia,

 S.Giuseppe D’Arimatea si recòin Britannia.

Da Rabano ha poi copiato il domenicano Jacopo da Varazze, che scrisse la Leggenda Aurea,

dove raccoglie moltissime vite dei Santi, tra il 1263-1273. Riguardo a S.M.Maddalena,

Jacopo scrive la stessa favola della barchetta senza remi che arriva in Francia,

e racconta che S.M.Maddalena compie anche dei miracoli.

Nella leggenda Aurea sono riportate altre menzogne riguardo S.M.Maddalena.

S.M.Maddalena prende il cognome dal castello Magdalo, era di nobile famiglia, discendente del re.

 Il padre si chiamava Siro e sua  madre Eucaria.

Viveva con i genitori, sua sorella Marta, e suo fratello Lazzaro,

erano ricchi ed avevano possedimenti a Magdala, Betania e Gerusalemme.

Vediamo che qui S.M.Maddalena non solo è confusa con S.Maria di Betania, ma anche con la peccatrice anonima.

S.M.Maddalena diventa peccatrice dopo che viene lasciata dal fidanzato,

che niente di meno sarebbe S.Giovanni Evangelista, il quale abbandona lei per seguire Gesù.

Vediamo  poi che S.M.Maddalena si converte e si pente e si reca da Simone il lebbroso,

e unge Gesù con profumo, poi  diventa sua discepola, a lei Gesù appare risorto.

Vediamo che la Leggenda Aurea si diffonde in Francia, e vediamo che mentre fino al

X secolo, non esisteva nessun luogo di culto verso la Santa, ecco che a partire dal 1050,

l’abbazia di Vézelay in Borgogna, dedicata alla S.V.Maria, custodita dalle suore,

viene dedicata a S.M.Maddalena, e viene custodita dai monaci benedettini.

A Vézelay, allora si cominciò a raccontare che li venivano custoditi le reliquie

di S.M.Madalena, ed iniziano così i pellegrinaggi.

La menzogna è tale riguardo la Santa, che un altro luogo in Francia St-Maximin in Provenza

 incomincia verso il XII secolo a reclamare di possedere le reliquie, e rccontano anche

che S.M.Maddalena, sarebbe vissuta eremita presso la grotta di Sainte-Baume,

nuda coperta solo dai capelli, leggenda questa copiata dalla vita di S.Maria Egiziaca.

Quanta ignoranza e confusione e bestemmie, non è tutto, ecco che iniziano le contese,

tra Vézalay e St-Maximin, entrambi reclamano di possedere le reliquie di S.M.Maddalena,

ed entrambe producono falsi documenti, tutto questo avviene dentro la Chiesa Cattolica !

La leggenda continua, ecco che anche in un altro luogo francese Saintes-Maries-de-la-Mer,

in Provenza, si racconta che presso questo luogo è venuto lo sbarco di S.M.Maddalena,

insieme a S.Marta, S.Lazzaro, S.Maria di Giacomo, S.Maria Salome, S.Sidonio S.Massimino,

ed altri ancora. Poi verso il 1521 viene aggiunta S.Sara. Oggi ancora il popolo Rom venera

S.Sara-Kali, una Santa inventata tra ricordi dell’india, paganesimo e cristianesimo.

Questa leggenda di S.M.Maddalena in Francia è stata accettata dai cattolici come verità!

Questo dimostra che i cattolici preferiscono credere nelle favole invece delle Sacre Scritture.

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Bibliografia

Citazioni Bibbia interconfessionale

Vangeli Apocrifi; U.T.E.T, Marietti, Einaudi

Patrologia Latina e Greca

Leggenda Aurea

http://groups.google.com/group/studio-biblico?hl=it

 

SANTA MARIA DI MAGDALA TUTTA LA VERITA’ (Seconda parte)

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 4:34 am

SANTA MARIA MADDALENA 3STUDIO BIBLICO

 

 

SANTA MARIA DI MAGDALA TUTTA LA VERITA’  (Seconda parte)

 

A cura di Martino Gerber, Giuliano Lattes e Simone Oren studiosi biblisti

 

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Introduzione

In questi ultimi anni le librerie di tutto il mondo si stanno riempendo di libri scandalosi

riguardo a S.M.Maddalena, tutto è nato dall’equivoca interpretazione dei Vangeli gnostici,

non Vangeli Apocrifi mediovali, quelli non hanno fatto nascere scandali, essendo una

rielaborazione romanzata dei Vangeli Sinottici.

I Vangeli gnostici erano conosciuti anche dai Padri della chiesa, ma non ci sono scandali,

per il fatto che lo gnosticismo rende Gesù completamente divino e trascendente.

C’erano molte sette gnostiche, diverse tra loro, e molte praticavano riti sessuali,

c’erano anche dei vangeli gnostici con riti sessuali, ma tutto questo era di fonte

eretica, eretici che di cristiano non avevano neppure il nome, e la loro religione era pagana

ed esoterica, piena di magia, ermetismo ed alchimia, tutte cose condannate dal cristianesimo.

Dopo il ritrovamento di alcuni vangeli gnostici come quelli trovati in Egitto a Nagh-Hammadi nel 1945,

sono iniziati a comparire delle teorie riguardo presunti scandali tra Gesù e S.M.Maddalena.

Questo avviene per la totale ignoranza della corrente gnostica, e cattiva interpretazione di testi.

Dividiamo lo studio in due parti, la prima descrive S.M.Maddalena nella religione cristiana,

la seconda nella corrente eretica gnostica.

 

Seconda parte: Gnosticismo, Padri eresiologi, Nag Hammadi, S.M.Maddalena nei Testi Gnostici.

 

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LO GNOSTICISMO

Introduzione

Per parlare dello gnosticismo occorrono dei volumoni,

qui diamo qualche definizione per comprendere.

Lo gnosticismo fu un movimento religioso e culturale insieme,

 diffusissimo dal I al IV secolo d.c., dall’attuale Iraq alla Siria, alla Turchia, alla Palestina,

all’Egitto, a Roma, a Lione, copriva non soltanto i paesi dell’Impero romano,

ma andava anche al di là. Non era un movimento omogeneo in quanto le

correnti gnostiche erano numerose e differenziate, mantenevano, tuttavia,

alcune linee fondamentali comuni. Gnosticismo deriva dal greco gnosis,

conoscenza, ma non ogni conoscenza è gnosticismo, la conoscenza dello

gnosticismo è rivolta all’origine dell’uomo e del suo mondo, ed è diretta alla

salvezza da questo mondo. Alla base dello gnosticismo c’è la descrizione

della creazione del mondo ad opera di un Demiurgo ingannato, e l’indicazione

di una via di salvezza mediante la gnosis, la conoscenza del proprio Io divino.

Per gli gnostici la gnosis era superiore alla fede.

Secondo lo gnosticismo questo mondo è separato dall’Essere supremo la Luce,

il male è proprio di questo mondo. Vi è una caduta dalla sfera divina nel mondo:

a cadere può essere un maschio, l’uomo interiore o Adamo, oppure una femmina,

Sofia. Il signore, il creatore di questo mondo, il demiurgo, detto Jaldabaoth,

proviene da un essere caduto dal quale ebbe pure una particella di luce dalla sfera

divina, particella che deve ritornare in patria: spesso costui è all’origine del male,

sua sorte è presentata in diversi modi, sempre è ignorante, e identificato col

Dio del Vecchio Testamento. L’Io dell’uomo appartiene alla sfera del divino ed è

espresso con la designazione del ” Primo Uomo” nella sfera della Luce.

Con il termine ” Primo Uomo”, viene designato anche l’Essere supremo,

quindi l’identificazione tra la più intima essenza dell’uomo e il divino Uomo Primordiale,

il quale spesso viene identificato col Salvatore, per opera del quale gli uomini ottengono

la Salvezza. Nei sistemi gnostici cristiani il Salvatore è Gesù.

Lo gnosticismo esisteva prima ancora del cristianesimo, si trattava di una miscela di religione

pagana e miti greci, ermetismo, alchimia, esoterismo, magia e filosofia.

Molti documenti gnostici pagani poi succesivamente sono stati cristianizzati ma prima ancora

ci sono dei documenti gnostici misti ad elementi della religione ebraica.

 

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LO GNOSTICISMO ATTRAVERSO I PADRI ERESIOLOGI

 

I Padri eresiologi consideravano gli gnostici come i nemici pericolosi del Cristianesimo.

I Padri eresiologi più importanti sono; S.Ireneo di Lione, Clemente Alessandrino, Origene,

S.Ippolito Romano, ed S.Epifanio di Salamina.

Questi Padri nei loo libri hanno confutato tutte le eresie gnostiche, e da queste opere,

abbiamo un quadro di tutti i maestri gnostici e le loro dotttrine.

I maestri gnostici più importanti sono; Simone Mago, Saturnino, Carpocrate, Basilide,

Valentino. Le sette gnostiche più importanti sono; Naasseni, Sethiani e Barbelognostici.

I Padri eresiologi indicano come fondatore dell’eresia gnostica Simone Mago,

proprio quello citato in Atti 8: 11-24. Simone andava in giro a predicare portandosi con se

una donna, Elena, pare l’avesse presa da un bordello. Simone insegnava che questa Elena,

era il primo pensiero Ennoia, emesso da lui stesso, la madre di tutti, e tramite lei, lui aveva creato

angeli ed arcangeli, e tramite questi angeli è stato creato il mondo. Dopo Elena per invidia

era trattenuta in questo mondo dagli angeli, i quali ignoravano l’esistenza della Grande Potenza,

cioè Simone. Intanto le potenze emesse da Elena, gli inflessero ogni genere di offese,

affinché non tornasse da suo padre, fino al punto di rinchiuderla in un corpo umano,

e durante i secoli Elena, il primo pensiero trasmigrò in diversi corpi femminili e finì a fare la

prostituta in un bordello. Perciò la Grande Potenza, Simone, discese per assumere a sé lei,

Elena,  liberarla dalle catene, e agli uomini egli accordò, la conoscenza di se stessi.

Si potrebbe andare avanti ancora, ma questo basta a dare un idea, solo aggiungiamo che i

discepoli di Simone praticavano la magia e dei riti sessuali.

Saturnino, un asceta di Antiochia insegnava che il Padre è da tutti sconosciuto,

è lui che ha fatto gli angeli, gli arcangeli, le potenze e le dominazioni,

da sette angeli fu fatto il mondo, L’uomo fu fatto dagli angeli, e poi ricevette dall’alto la scintilla divina.

Il Dio dei Giudei sarbbe uno dei sette angeli che fecero il mondo, questi angeli volevano eliminare il

loro padre, perciò venne Cristo a distruggere il Dio dei Giudei e a salvare i credenti, cioè coloro che

hanno la scintilla di vita. Cristo sarebbe un essere ingenerato ed incorporeo.

Sposarsi e generare figli è opera satanica, questa dottrina è comune a quasi tutti gli gnostici.

Carpocrate, visse all’epoca dell’imperatore Adriano (117-38), insegnava che il mondo fu creato dagli angeli,

esseri inferiori al Padre ingenerato, Gesù nato come gli altri uomini, possedeva un anima pura,

e ricordava le cose viste nelle regioni di Dio ingenerato, perciò gli fu mandata una forza affinché,

 per mezzo di essa, potesse sfuggire ai creatori del mondo e ritornare a Dio.

Comunque i discepoli di Carpocrate e di suo figlio Epifane, praticavano magia e riti sessuali.

Basilide visse fino al tempo dell’imperatore Antonio Pio (138-61), ad Alessandria.

Basilide fu, il primo grande maestro gnostico cristiano, unendo correnti ellenistiche e cristianesimo.

Il sistema di Basilide: Dal Padre ingenerato è sorto l’Intelletto, da questo il logos,da questo il Pensiero,

da questo la Sapienza Sofia e la Forza, da Sofia e Forza sono venute le Virtù, gli Arconti, gli angeli,

dai quali è stato fatto il primo cielo e gli altri angeli, fino a 365 cieli, l’ultimo cielo, quello a noi visibile,

dove i suoi angeli sono  creatori del mondo. Il capo di questi angeli è il Dio dei Giudei.

Per ovviare la rovina di tutti, il Padre mandò il primogenito, cioè l’Intelletto, che è chiamato Cristo.

Cristo era di natura apparente, e non patì, e sulla croce morì Simone il Cireneo, che Gesù aveva

trasformato in modo  da assomigliare a lui, mentre lui risalì (deridendo tutti) a colui che lo aveva mandato.

Questo per far capire, ma si potrebbe andare oltre, comunque il figlio di Baslide, Isidorò continuò

gli insegnamenti del padre, i loro discepoli praticavano la magia e i riti sessuali.

Valentino, nacque in Egitto, dove completò la sua istruzione, e poi si recò a Roma sotto il vescovo

Igino (136-40), poi visse a Cipro. La dottrina di Valentino; la Divinità si presenta come una pienezza,

il pleroma, detta Preprincipio e Prepadre, invisibile, eterno, ingenerato, con lui era il Pensiero,

la Grazia, il Silenzio, dunque la controparte femminile. Si susseguono coppie gerarchizzate in una

gerarchia decrescente, si hanno così le prime quattro coppie Sizighie, la prima tetrade;

l’Intelletto-Unigenito, a sua voltà emanò il Logos, e con lui la Vita, dai quali emana la coppia composta

dall’Uomo e dalla Chiesa. Si giunge così alla grande ogdoade primordiale.

Le coppie maschio-femmina, rappresentano una allegoria nella quale l’elemento femminile esprime una qualità

inerente all’elemento maschile, e viceversa, onde risulta un unico essere bisessuato, allegoricamente;

l’Intelletto-Unigenito, Figlio è detto pure Padre.

Il mito di Sofia, l’Unigenito è l’unico a conoscere il Prepadre, e voleva far conoscere agli altri eoni la grandezza

del Prepadre, ma l’ultimo eone, la femmina Sofia, dimentica il suo posto, e volle conoscere l’infinito,

si sarebbe dissolta, se non fosse intervenuto il Limite-Croce, Sofia torna alla sua dimora, deponendo il desiderio,

detto Achamoth, che viene espulso dal pleroma, da questo desiderio parte di Sofia avrà origine il mondo,

il male, l’ignoranza. Per impedire la caduta di altri eoni, l’Unigenito emanò un altra coppia  o sizighia,

 Cristo-Spirio Santo, emessi per consolidare il pleroma. Intanto Achamoth, genera dei semi spirituali,

si tratta dei pneumatici che dovranno maturare e perfezionarsi quaggiù nel mondo, fino a quando entreranno

nel pleroma, come elementi femminili e si uniranno con gli angeli elementi maschili.

Valentino insegnava che Gesù era totalmente divino, tanto che il nutrimento dentro di lui non si corrompeva,

poiché egli non tollerava la corruzione.

Valentino ebbe moltissimi discepoli, fra i quali; Eracleone, Tolomeo, Marco, Teodoto e Bardèsane.

Valentino scrisse molti libri, ed anche i suo discepoli, vediamo che S.Ireneo di Lione dichiara che i discepoli di Valentino,

facevano passare come apostolci i loro scritti, ma erano bestemmie, e non avevano nulla di simile

ai quello che ci è stato tramandato dagli apostoli.

 

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Le sette gnostiche

La setta gnostica dei Naasseni o OfIti,traggono il loro nome dalla parola serpente,

nahas in ebraico e ofis in greco. La loro dottrina insegna che all’inizio c’è la luce,

il Padre o primo Uomo, dal quale precedette il Pensiero, suo  Figlio, o Uomo-secondo,

sotto di loro c’era lo Spirito Santo, detta prima-Donna, sotto di essa i quattro elementi:

acqua, tenebre, abisso, caos. Dall’unione del primo e del secondo Uomo con la prima

Donna nasce il Figlio, cioè il Cristo, il terzo Uomo che con la Madre, va subito nell’eone

incorruttibile del Padre, vera e santa Chiesa.

La Donna, madre dei viventi, non potendo reggere le luci, le fece traboccare a sinistra,

questa potenza traboccata, conserva una rugiada di luce, ed è chiamata Prunico,

Sofia, Bisessuata, dai lei nasce un figlio, il quale generò altri sei figli;

cieli, potenze, autorità, angeli. Continua una lunghissima speculazione, simile

alle altre dottrine gnostiche. Il  Cristo, unito a sua sorella Sofia, scese su Gesù

nel momento del battesimo. Dopo la risurrezione Gesù rimase 18 mesi con  gli

Apostoli, ai quali insegnò i grandi misteri. L’uomo primordiale è additato come bisessuato,

quindi per i Naasseni, è cosa turpe l’unione sessuale, quindi sono una setta encratita,

che vieta i rappoti sessuali.

La setta dei Sethiani, fondata in Egitto, i Sethiani affermavano essere discendenti di Seth,

figlio di Adamo, e lo chiamavano Cristo. Secondo la loro dottrina, l’univrso fu creato dagli

angeli, non dalla potenza superiore. All’inizio vi furono due uomini dai quali derivano

Caino e  Abele, a proposito dei quali sorse una lotta tra gli angeli che causò la morte

di Abele per mano di Caino; prevalse così la squadra degli angeli che avevano generato

Caino ed erano suoi sostenitori. Vista questa vittoria di Caino, la Potenza superiore,

la madre,pensò alla generazione di Seth: mise in lui il suo stesso seme superiore,

e una scintilla discesa dal cielo, perciò la generazione di Seth fu separata,

portata in alto come generazione eletta. Col passare del tempo, a motivo della loro

mescolanza e malvagità le due generazioni di Caino  e di Abele, continuavano a lottare,

così la potenza superiore decretò il diluvio, affinché sopravvivesse solo la generazione di Seth.

Ma gli angeli introdussero nell’arca Cam che era della loro stirpe, e attraverso Cam continuò

il male sulla terra. Quindi sulla terra fu mandato Cristo, che sarebbe Seth stesso,

venuto miracolosamente.

Vediamo che questi sethiani inventano miti dal Vecchio Testamento, questo dimostra che

davvero c’erano diverse correnti gnostiche.

La setta dei Barbelognostici, alla base del loro sistema c’è un eone , che non invecchia mai,

in un Spirito verginale che chiamano Barbelo. Il Padre innominabile volle manifestarsi a

Barbelo, il Pensiero Ennoia si pose davanti a lui e domandò la Prima conoscenza.

Quando apparve la Prima conoscenza, esse domandarono ancora; alla loro domanda

apparvero l’Incorruttibilità  e poi la Vita eterna. Barbelo si rallegrava di queste produzioni,

e dalla gioia concepì la Luce, dalla quale si generarono tutte le cose.

Il Padre vedendo la Luce e la rese perfetta, e questa luce la chiamano Cristo,

il quale volle come aiuto l’Intelletto. Poi il Padre emise la Volontà e il Logos.

Poi si formarono le sizighie; Pensiero Ennoia-Logos, Incorruttibilità-Cristo,

Vita eterna-Volontà, Intelletto- Prima conoscenza. Ancora le speculazioni continuano,

ma questo basta a far capire.

Ora se avete letto fino a qui, potete capire quante assurdità inventavano gli gnostici,

invece di convertirsi e seguire il Cristianesimo semplice e vero e santo, inventavano cose complicatissime,

difficili a capire e sopratutto false e blasfeme.

 

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I MANOSCRITTI DI NAG HAMMADI

I manoscrtti di Nag Hammadi furono scoperti in Egitto il 1945, sono stati una grande scoperta per il sapere dell’umanità,

e per lo studio dello gnosticismo. I documenti scoperti ci confermano, quello che hanno scritto i Padri eresiologi,

 ma ci danno un quadro più ampio sullo gnosticismo. Si tratta di documenti interi,

vangeli, apocalissi,materiale che prima non era disponibile,

 infatti i Padri eresiologi ci hanno trasmesso poco, e solo qualche brano intero.

I manoscritti di Nag Hamadi si dvidono in gnostici pagani ed ermetici, gnostici giudaici,

e gnostici cristiani, questi ultimi sono di varie correnti;

 valentiniani, barbelognostici, sethiani,basilidiani, e naassseniani.

Prima ancora della scoperta di Nag Hammadi, ci sono state altre scoperte;

il Codice Askewianus 1772, e il Codice Brucianus 1769.

Il secolo scorso sono venuti alla luce tanti Papiri, molti in frammenti come il Papiro di Berlino.

 

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SANTA MARIA DI MAGDALA NEI VANGELI GNOSTICI TRASMESSI DAI PADRI ERESIOLOGI

 

Vediamo che i Padri eresiologi sono a conoscenza dell’importanza di S.M.Maddalena per gli gnostici.

Ecco cosa dice S.Ippolito Romano nel suo libro contro tutte le eresie; Refutatio VI: 36,4

“Maddalena+Gesù terreno, Cristo+Spirito Santo, Soter+Sofia.

Vediamo lo schema delle sizighie più importanti per certe correnti gnostiche.

S.Epifanio di Salamina nel suo libro contro tutte le eresie Panarion cita due vangeli gnostici,

Questioni di Maria, le Grandi e le Piccole. Le Grandi questioni riguardano un vangelo molto

blasfemo, dove la salvezza si ottiene tramite l’uso del seme maschile e unioni sessuali,

Gesù stesso sale sul mone con Maria (Maddalena), poi giunti sul monte, Gesù dopo aver

pregato, avrebbe formato una donna da un costato di Maria, e poi si sarebbe  unito sessualmente con questa

nuova creatura, e prendendo il suo seme in mano avrebbe indicato con questo la via della salvezza,

Maria si spaventa difronte a questo rituale, ma Gesù la sgrida per la poca fede.

Questo brano si trova in; Panarion XXVI: 8, 1-3. Questo vangelo circolava presso gnostici che praticavano

il libertinaggio più sfrenato e stomachevole come; Nicolaiti, Stratiotici, Borboriti, Manichei.

Epifanio poi soltanto cita le Piccole questioni, molti studiosi pensano si tratti di Pistis Sofia.

Presso gli gnostici, S.M.Maddalena non è l’unica donna importante, vediamo che circolavano vangeli gnostici,

sotto il nome di altre donne, perfino c’erano sette sotto altre donne, tanto erano diffuse che li conosceva

anche il pagano Celso, ne parla Origene nel suo libro Contro Celso nel capitolo V,62; dove vediamo

che c’era la setta degli Arpocratiani, discepoli di Salomè, i discepoli di Marta, i marcelliani, discepoli

della maestra gnostica Marcella, ed anche i discepoli di Mariamme ( Maddalena).

Molto famosa nello gnosticismo era Salomè, la quale interroga Gesù su vari misteri, questo si trova

nel vangelo gnostico degli Egiziani citato da Clemente Alessandrino nel suo libro Gli Stromati,

capitolo III: 6,45; 9,63; 9,64; 9,66; 13, 91-93.

Questo vangelo apparteneva alle sette gnostiche encratite, che vietavano matrimonio e procreazione,

e praticavano la castità assoluta. Il Vangelo degli Egiziani viene citato anche da altri Padri;

Giulio Cassiano, S.Ippolito Romano e S.Epifanio di Salamina, e si trova in opere gnostiche come

nel libro di Teodoto gnostico.

Questo è quello che ci hanno tramandato i Padri eresiologi riguardo vangeli gnostici e S.M.Maddalena.

 

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S.M.MADDALENA NEL CODICE DI ASKEWIANUS

 

Il codice di Askewianus è chiamato così dal medico inglese A. Askew i quale lo aveva

comprato in una libreria di Londra. A.Askew era un collezionista di antichi manoscritti,

ed aveva una fornita biblioteca, dopo la sua morte il 1772, il Codice Askewianus è stato

conservato presso il British Museum.

Il Codice Askewianus, contiene il voluminoso trattato gnostico Pistis Sofia.

Pistis Sofia è stato scritto in Egitto verso il III secolo, si tratta di un lungo dialogo tra Gesù

ed i suoi Apostoli, ed anche quattro discepole, Maria madre di Gesù, Maria Maddalena,

Salome e Marta. Vediamo che proprio Maddalena è quella che  più spesso prende la

parola, ben 67 volte. Maddalena può parlare francamente, poiché il suo cuore è rivolto verso

il regno celeste, più di tutti i suoi fratelli (c. 17). La sua posizione di privilegio, insieme con

quella della madre di Gesù e Giovanni, si estende anche nella vita futura (c. 96).

La sua origine, come quella della madre di Gesù, è pure superiore: la materia viene da Barbelo,

ma la sua forza luminosa è simile a quella della vergine di luce (c. 59). Ella intercede per gli altri discepoli,

specie quando costoro non riescono più a seguire l’esposizione profonda concernente il mistero

dell’ineffabile (c. 94). Il suo uomo della luce, cioè la pate di lei appartenente al regno della luce, è sempre

intelligente e desta, pronta ad interpretare le parole di Pistis Sofia. Ella chiede di tutto con precisione.

Lo stesso Gesù è stupito delle sue risposte. Ella è divenuta puro spirito ed egli, pieno di misericordia

per lei, le rivolge le più belle espressioni di lode. La parte svolta dalle donne, specie dalla Maddalena

 non è gradita ai discepoli: essi si vedono menomati. Pietro è l’espressione del malcontento (cc 36. 146).

La Maddalena se ne accorge; vorrebbe sempre parlare, ma teme Pietro (c. 72).

Sorge così una tensione, presto sciolta da Gesù con il riconoscere i diritti delle donne, di chiunque cioè

è fervente e pieno dello spirito luminoso. Questo rispecchia la lotta tra la grande Chiesa rappresentata

da S.Pietro e le sette gnostiche rappresentate dalle donne con a testa Maddalena.

La presenza di Barbelo, indica un origine della setta dei Barbelognostici, comunque ci sono anche

elementi valentiniani ed  altro genere specialmente ermetico, filosofico e pagano, ma sempre si tratta di gnosticismo egiziano.

Questo è quello che possiamo dire di S.M.Maddalena in Pistis Sofia. 

 

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S.MARIA DI MAGDALA NEL CODICE DI BERLINO

 

Il Codice di Berlino, è designato come Papiro 8502, proviene dall’ Egitto,

precisamente da Akhmìm e fu acquistato al Cairo nel 1896 da C. Reinhardt

per il Museo di Berlino, dove ora si trova. Esso inizia col Vangelo di Maria,

segue l’Apocrifo di Giovanni e poi La Sofia di Gesù Cristo, e infine gli Atti di Pietro.

S.M.Maddalena viene nominata in tutti i documenti tranne l’Apocrifo di Giovanni.

Tralasciamo gli Atti di Pietro, o Vangelo di Pietro, che appartiene ai Vangeli Apocrifi,

trattato nella prima parte del nostro studio.

Parliamo ora per primo del documento gnostico; La Sofia di Gesù Cristo, vediamo che

Gesù risorto, prima di salire al cielo, su un monte, dinanzi a dodici discepoli e sette donne,

fa un dialogo, rivelando importanti misteri, infine Gesù scompare e i discepoli vanno a predicare il  Vangelo.

Maddalena la vediamo che insieme ad altri apostoli interroga Gesù.

Gli argomenti sono dottrine gnostiche, sul pleroma, Sofia, la missione di Gesù, sceso per

liberare le particelle di luce schiave della materia. Si tratta di gnosticismo egiziano.

 

Il Vangelo di Maria, in questo vangelo, Gesù risorto, lascia i suoi discepoli in grande turbamento.

Poi Maddalena ha una sua visione, dove Gesù gli comunica dei misteri. I discepoli non riescono

a crederla, specie Pietro, ma poi Maddalena viene creduta ed escono a predicare il Vangelo.

In questo Vangelo gnostico, viene detto che Madalena era molto amata da Gesù, amava lei più delle altre discepole.

La dottrina è quella gnostico-egiziana.

Questo è ciò che abbiamo su S.M.Maddalena nel Codice di Berlino.

 

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SANTA MARIA DI MAGDALA NEI MANOSCRITTI DI NAG HAMMADI

 

S.M.Maddalena la incontriamo in diversi documenti scoperti a Nag Hammadi;

La Sofia di Gesù Cristo di cui abbiamo parlato riguardo il Codice di Berlino,

Il Vangelo di Filippo, il Vangelo di Tommaso e Il Dialogo del Salvatore.

 

Il Vangelo di Filippo, iniziamo col dire che è un opera della scuola valentiniana,

precisamente di origine siro-egiziano, del III secolo, l’autore sembra essere

un giudeo-cristiano gnostico. L’autore non è l’Apostolo Filippo, ma il testo è stato chiamato

Vangelo di Filippo perché nel testo Filippo è l’unico Apostolo ad essere nominato (cap. 91).

I Padri eresiologi conoscevano però un vangelo gnostico sotto il nome di Filippo,

citato in Panarion XXVI: 13,2. Torniamo al testo trovato a Nag Hammadi, ha suscitato molte

polemiche proprio per come viene presentata Maria Maddalena in due distinti brani: 32 e 55;

32-Tre donne camminavano sempre con il Signore: Maria sua madre, la sorella di lei

e la Maddalena, la quale è detta sua compagna. Maria, in realtà, è sorella, madre e consorte di lui.

 

55-La Sofia detta sterile è la madre degli angeli; la compagna di Cristo è Maria Maddalena.

Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli e la baciò più volte ( sulla bocca ).

Le altre donne, vedendo il suo amore per Maria, gli dissero: ” Perché ami lei più di noi tutte ?”

Il Salvatore rispose loro: ” Come mai io non amo voi come lei ?”.

 

Specifichiamo che nel testo è usato un termine che non significa consorte in senso di moglie,

ma con il significato di compagna cioè sizighia. Infatti nel testo scritto in copto la parola

Koinonos con cui viene indicata Maddalena equivale a compagna, socia, amica,

mentre per indicare moglie e donna nel testo viene usato il termine Shime.

Vediamo che nel Nuovo Testamento, Koinonos e molto usato, un esempio;

Luca: 5,10-Giacomo e Giovanni sono compagni ( koinonos) di Simone.

Il bacio, nel testo non compare bocca, essendo il testo danneggiato, e proprio dove ci dovrebbe

essere bocca  c’è un buco. Gl studiosi hanno messo sulla bocca, sembrava il termine più giusto.

Gli gnosici praticavano come rito il bacio , come è descritto nel paragrafo 31 del Vangelo di Filippo,

 ed anche altrove come nella  Letterea di Eugnosto: 7.

 

 Il bacio sulla bocca in segno di saluto allora era praticato anche tra uomini  come descrive;

I-Apocalisse di Giacomo: 31, 1-10; e II Apocalisse di Giacomo: 56,10-11.

 

Ora cerchiamo di spiegare questi passi 32 e 55 del Vangelo di Filippo;

32-La madre, la sorella e la consorte del Salvatore terreno sono per l’accezione gnostica

manifestazioni di un unica Maria.

55-Sofia è la madre degli angeli, cioè dei pianeti e delle costellazioni dello zodiaco.

A Sofia decaduta, che concepì senza il proprio compagno, fa capo il mondo materiale,

una specie di aborto. Perciò è detta sterile (paragrafo 36). Maria Maddalena rappresenta invece

per la gnosi, la quale ne fa la compagna di Cristo terreno, il prototipo dell’unione

perfetta tra Sofia celeste e il compagno, cioè tra l’immagine e il suo angelo.

Vedi anche; Refutatio VI: 36,4 “Maddalena+Gesù terreno, Cristo+Spirito Santo, Soter+Sofia.

Quindi Maddalena ha realizzato la sua perfezione ed è degna di formare un unione mistica

 una sizighia con il Gesù terreno.

 

Vangelo di Tommaso, iniziamo col dire che questo ritrovamento ha risolto il problema del

Papiro Ossirinco trovato in Egitto nel 1897 e 1903, la parte dei Logia, che destavano dubbi

a quale vangelo potessero appartenere, non avendo carattere proprio gnostico.

Ma dopo il ritrovamento del Vangelo di Tommaso, sappiamo che questo testo come i Logia

del Papiro Ossirinco, sono testi gnostici del II secolo, scritti dalla setta dei Naasseni,

setta encratita. Molti punti del Vangelo di Tommaso sono simili alla dottrina dei Naassseni,

riportata da S.Ippolito di Salamina in Refutatio V: 6-11; dove si parla proprio del Vangelo

di Tommaso. Torniamo al testo di Nag Hammadi, Maddalena viene citata nell’ultimo  brano, il 114;

Simon Pietro disse loro: Maria  se ne vada da noi, ché le donne non meritano la vita !

Gesù rispose: Ecco, io  la trarrò così da renderla uomo. Così  anche lei diverrà spirito vivente,

simile a voi uomini. Ogni donna che si fa uomo entrerà nel regno dei cieli.

Questo brano va interpretato nella dottrina gnostica dell’ androgine, per entrare nel regno

occorre diventare androgini, oppure sempliceme occore rinunciare alla sessualità.

 

Il Dialogo del Salvatore, un testo del II secolo, tipo gnostico-egiziano ed encratita, un testo molto danneggiato.

Maddalena nel testo è considerata  la Donna che conosceva il Tutto, si trova fra gli Apostoli che ricevono

ordini da Gesù,  e rifiuta le opere del genere femminile,cioè i rapporti sessuali e la procreazione.

Questo è tutto quello che dicono i Vangeli gnostici su S.M.Maddalena.

 

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Bibliografia;

Testi Gostici U.T.E.T

I Vangeli Gnostici  Adelphi

Le Apocalissi Gnostiche Adelphi

Vangeli Apocrifi; U.T.E.T, Marietti, Einaudi

Patrologia Latina e Greca

http://groups.google.com/group/studio-biblico?hl=it

MARIA MADDALENA E MARIA DI BETANIA E LA PECCATRICE ANONIMA E L’ADULTERA SONO DIVERSE PERSONE NEL NUOVO TESTAMENTO

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 4:31 am

Analisi di Martino Gerber e Giuliano Lattes, studiosi biblisti

 

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Nel Nuovo Testamento Maria Maddalena, Maria di Betania, la peccatrice anonima e la donna adultera sono quattro donne diverse.

Nel Nuovo Testamento Maria Maddalena viene citata nei quattro Vangeli; Matteo, Marco, Luca, Giovanni.

Nel Nuovo Testamento Maria di Betania viene citata nei quattro Vangeli; con il nome Maria  nel Vangelo di Luca e Giovanni,

senza nome nel Vangelo di Matteo e Marco.

Nel Nuovo Testamento la peccatrice anonima viene citata solo nel Vangelo di Luca.

Nel Nuovo Testamento la donna adultera viene citata solo nel Vangelo di Giovanni.

Riassumiamo, nel Vangelo di Matteo e di Marco troviamo Maria Maddalena e Maria di Betania, due donne diverse,

nel Vangelo di Luca troviamo Maria Maddalena, Maria di Betania e la peccatrice anonima, tre donne diverse,

nel Vangelo di Giovanni, troviamo Maria Maddalena, Maria di Betania e la donna adultera, tre donne diverse.

 

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La peccatrice anonima, Maria Maddalena e Maria di Betania sono tre diverse donne nel Vangelo secondo Luca.

 

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La peccatrice anonima che unse i piedi di Gesù

 

LUCA 7, 36-50

 

 

7:36 Uno dei farisei lo invitò a pranzo; ed egli, entrato in casa del fariseo, si mise a tavola. 7:37 Ed ecco, una donna che era in quella città, una peccatrice, saputo che egli era a tavola in casa del fariseo, portò un vaso di alabastro pieno di olio profumato; 7:38 e, stando ai piedi di lui, di dietro, piangendo, cominciò a rigargli di lacrime i piedi; e li asciugava con i suoi capelli; e gli baciava e ribaciava i piedi e li ungeva con l’olio. 7:39 Il fariseo che lo aveva invitato, veduto ciò, disse fra sé: “Costui, se fosse profeta, saprebbe che donna è questa che lo tocca; perché è una peccatrice”. 7:40 E Gesù, rispondendo gli disse: “Simone, ho qualcosa da dirti”. Ed egli: “Maestro, di’ pure”. 7:41 “Un creditore aveva due debitori; l’uno gli doveva cinquecento denari e l’altro cinquanta. 7:42 E poiché non avevano di che pagare condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?” 7:43 Simone rispose: “Ritengo sia colui al quale ha condonato di più”. Gesù gli disse: “Hai giudicato rettamente”. 7:44 E, voltatosi verso la donna, disse a Simone: “Vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua, e tu non mi hai dato dell’acqua per i piedi; ma lei mi ha rigato i piedi di lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. 7:45 Tu non mi hai dato un bacio; ma lei, da quando sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi. 7:46 Tu non mi hai versato l’olio sul capo; ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. 7:47 Perciò, io ti dico: i suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha molto amato; ma colui a cui poco è perdonato, poco ama”. 7:48 Poi disse alla donna: “I tuoi peccati sono perdonati”. 7:49 Quelli che erano a tavola con lui, cominciarono a dire in loro stessi: “Chi è costui che perdona anche i peccati?” 7:50 Ma egli disse alla donna: “La tua fede ti ha salvata; va’ in pace”.

 

 

La peccatrice anonima bacia i piedi a Gesù

 

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Maria Maddalena

 

LUCA  8, 1-3

 

8:1 In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e annunziando la buona notizia del regno di Dio. 8:2 Con lui vi erano i dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti maligni e da malattie: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; 8:3 Giovanna, moglie di Cuza, l’amministratore di Erode; Susanna e molte altre che assistevano Gesù e i dodici con i loro beni.

 

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Maria di Betania

 

LUCA 10, 38-42

 

10:38 Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio; e una donna, di nome Marta, lo ricevette in casa sua. 10:39 Marta aveva una sorella chiamata Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola. 10:40 Ma Marta, tutta presa dalle faccende domestiche, venne e disse: “Signore, non ti importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. 10:41 Ma il Signore le rispose: “Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria. 10:42 Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta”.

 

 

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Nel Vangelo secondo Luca vediamo che la peccatrice anonima è una donna pentita della Galilea, perdonata da Gesù.

Maria Maddalena è pure della Galilea, precisamente della città di Magdala, ed è una donna indemoniata ed esorcizzata e guarita da Gesù.

Anche nel Vangelo di Marco viene detto che Maria Maddalena era stata esorcizzata e guarita da Gesù;

MARCO 16,9

16:9 Or Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena,

dalla quale aveva scacciato sette demòni.

Maria di Betania è della Giudea, sorella di Marta e Lazzaro, amici di Gesù.

 

 

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Maria Maddalena è della Galilea  e segue Gesù fino a Gerusalemme.

 

LUCA 23,55-56

 

23:55 Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea, seguito Giuseppe, guardarono la tomba, e come vi era stato deposto il corpo di Gesù. 23:56 Poi, tornarono indietro e prepararono aromi e profumi. Durante il sabato si riposarono, secondo il comandamento.

 

LUCA 24, 10

24:10 Quelle che dissero queste cose agli apostoli erano: Maria Maddalena, Giovanna, Maria, madre di Giacomo, e le altre donne che erano con loro.

 

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Maria di Betania è della Giudea

 

LUCA 9,51-53

 

9:51 Poi, mentre si avvicinava il tempo in cui sarebbe stato tolto dal mondo,

Gesù si mise risolutamente in cammino per andare a Gerusalemme. 9:52 Mandò davanti a sé dei messaggeri, i quali, partiti, entrarono in un villaggio dei Samaritani per preparargli un alloggio. 9:53 Ma quelli non lo ricevettero perché era diretto verso Gerusalemme.

(Luca 9,54…..10,37; Gesù insegna alcune cose, e poi s reca a casa di Marta)

Dal Vangelo di Giovanni sappiamo che Marta viveva a Betania.

(Giovanni11:1 C’era un ammalato, un certo Lazzaro di Betania, del villaggio di Maria e di Marta sua sorella).

 

LUCA 10, 38-42

 

10:38 Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio; e una donna, di nome Marta, lo ricevette in casa sua. 10:39 Marta aveva una sorella chiamata Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola. 10:40 Ma Marta, tutta presa dalle faccende domestiche, venne e disse: “Signore, non ti importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. 10:41 Ma il Signore le rispose: “Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria. 10:42 Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta”.

 

 

 

Maria di Betania con la sorella Marta e Gesù

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Maria Maddalena e Maria di Betania  e la donna adultera sono tre diverse donne nel Vangelo secondo Giovanni.

 

Maria di Betania è la sorella di Marta e di Lazzaro, e vivono a Betania in Giudea

 

GIOVANNI 11, 1-57

11:1 C’era un ammalato, un certo Lazzaro di Betania, del villaggio di Maria e di Marta sua sorella. 11:2 Maria era quella che unse il Signore di olio profumato e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; Lazzaro, suo fratello, era malato. 11:3 Le sorelle dunque mandarono a dire a Gesù: “Signore, ecco, colui che tu ami è malato”. 11:4 Gesù, udito ciò, disse: “Questa malattia non è per la morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio sia glorificato”. 11:5 Or Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro; 11:6 com’ebbe udito che egli era malato, si trattenne ancora due giorni nel luogo dove si trovava. 11:7 Poi disse ai discepoli: “Torniamo in Giudea!” 11:8 I discepoli gli dissero: “Maestro, proprio adesso i Giudei cercavano di lapidarti, e tu vuoi tornare là?” 11:9 Gesù rispose: “Non vi sono dodici ore nel giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; 11:10 ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui”. 11:11 Così parlò; poi disse loro: “Il nostro amico Lazzaro si è addormentato; ma vado a svegliarlo”. 11:12 Perciò i discepoli gli dissero: “Signore, se egli dorme, sarà salvo”. 11:13 Or Gesù aveva parlato della morte di lui, ma essi pensarono che avesse parlato del dormire del sonno. 11:14 Allora Gesù disse loro apertamente: “Lazzaro è morto, 11:15 e per voi mi rallegro di non essere stato là, affinché crediate; ma ora, andiamo da lui!” 11:16 Allora Tommaso, detto Didimo, disse ai condiscepoli: “Andiamo anche noi, per morire con lui!” 11:17 Gesù dunque, arrivato, trovò che Lazzaro era già da quattro giorni nel sepolcro. 11:18 Or Betania distava da Gerusalemme circa quindici stadi, 11:19 e molti Giudei erano andati da Marta e Maria per consolarle del loro fratello. 11:20 Come Marta ebbe udito che Gesù veniva, gli andò incontro; ma Maria stava seduta in casa. 11:21 Marta dunque disse a Gesù: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto; 11:22 e anche adesso so che tutto quello che chiederai a Dio, Dio te lo darà”. 11:23 Gesù le disse: “Tuo fratello risusciterà”. 11:24 Marta gli disse: “Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell’ultimo giorno”. 11:25 Gesù le disse: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 11:26 e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?” 11:27 Ella gli disse: “Sì, Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che doveva venire nel mondo”. 11:28 Detto questo, se ne andò, e chiamò di nascosto Maria, sua sorella, dicendole: “Il Maestro è qui, e ti chiama”. 11:29 Ed ella, udito questo, si alzò in fretta e andò da lui. 11:30 Or Gesù non era ancora entrato nel villaggio, ma era sempre nel luogo dove Marta lo aveva incontrato. 11:31 Quando dunque i Giudei, che erano in casa con lei e la consolavano, videro che Maria si era alzata in fretta ed era uscita, la seguirono, supponendo che si recasse al sepolcro a piangere. 11:32 Appena Maria fu giunta dov’era Gesù e l’ebbe visto, gli si gettò ai piedi dicendogli: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto”. 11:33 Quando Gesù la vide piangere, e vide piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, fremette nello spirito, si turbò e disse: 11:34 “Dove l’avete deposto?” Essi gli dissero: “Signore, vieni a vedere!” 11:35 Gesù pianse. 11:36 Perciò i Giudei dicevano: “Guarda come l’amava!” 11:37 Ma alcuni di loro dicevano: “Non poteva, lui che ha aperto gli occhi al cieco, far sì che questi non morisse?” 11:38 Gesù dunque, fremendo di nuovo in sé stesso, andò al sepolcro. Era una grotta, e una pietra era posta all’apertura. 11:39 Gesù disse: “Togliete la pietra!” Marta, la sorella del morto, gli disse: “Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno”. 11:40 Gesù le disse: “Non ti ho detto che se credi, vedrai la gloria di Dio?” 11:41 Tolsero dunque la pietra. Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: “Padre, ti ringrazio perché mi hai esaudito. 11:42 Io sapevo bene che tu mi esaudisci sempre; ma ho detto questo a motivo della folla che mi circonda, affinché credano che tu mi hai mandato”. 11:43 Detto questo, gridò ad alta voce: “Lazzaro, vieni fuori!” 11:44 Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti da fasce, e il viso coperto da un sudario. Gesù disse loro: “Scioglietelo e lasciatelo andare”. 11:45 Perciò molti Giudei, che erano venuti da Maria e avevano visto le cose fatte da Gesù, credettero in lui. 11:46 Ma alcuni di loro andarono dai farisei e raccontarono loro quello che Gesù aveva fatto. 11:47 I capi dei sacerdoti e i farisei, quindi, riunirono il sinedrio e dicevano: “Che facciamo? Perché quest’uomo fa molti segni miracolosi. 11:48 Se lo lasciamo fare, tutti crederanno in lui; e i Romani verranno e ci distruggeranno come città e come nazione”. 11:49 Uno di loro, Caiafa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: “Voi non capite nulla, 11:50 e non riflettete come torni a vostro vantaggio che un uomo solo muoia per il popolo e non perisca tutta la nazione”. 11:51 Or egli non disse questo di suo; ma, siccome era sommo sacerdote in quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; 11:52 e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire in uno i figli di Dio dispersi. 11:53 Da quel giorno dunque deliberarono di farlo morire. 11:54 Gesù quindi non andava più apertamente tra i Giudei, ma si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Efraim; e là si trattenne con i suoi discepoli. 11:55 La Pasqua dei Giudei era vicina e molti di quella regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. 11:56 Cercavano dunque Gesù; e, stando nel tempio, dicevano tra di loro: “Che ve ne pare? Verrà alla festa?” 11:57 Or i capi dei sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che se qualcuno sapesse dov’egli era, ne facesse denuncia perché potessero arrestarlo.

GIOVANNI 12: 1-11

12:1 Gesù dunque, sei giorni prima della Pasqua, andò a Betania dov’era Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. 12:2 Qui gli offrirono una cena; Marta serviva e Lazzaro era uno di quelli che erano a tavola con lui. 12:3 Allora Maria, presa una libbra d’olio profumato, di nardo puro, di gran valore, unse i piedi di Gesù e glieli asciugò con i suoi capelli; e la casa fu piena del profumo dell’olio. 12:4 Ma Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: 12:5 “Perché non si è venduto quest’olio per trecento denari e non si sono dati ai poveri?” 12:6 Diceva così, non perché si curasse dei poveri, ma perché era ladro, e, tenendo la borsa, ne portava via quello che vi si metteva dentro. 12:7 Gesù dunque disse: “Lasciala stare; ella lo ha conservato per il giorno della mia sepoltura. 12:8 Poiché i poveri li avete sempre con voi; ma me, non mi avete sempre”. 12:9 Una gran folla di Giudei seppe dunque che egli era lì; e ci andarono non solo a motivo di Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. 12:10 Ma i capi dei sacerdoti deliberarono di far morire anche Lazzaro, 12:11 perché, a causa sua, molti Giudei andavano e credevano in Gesù.

 

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Maria Maddalena è una discepola di Gesù

 

GIOVANNI 19, 25

19:25 Presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria di Cleopa, e Maria Maddalena.

GIOVANNI  20, 1-18

20:1 Il primo giorno della settimana, la mattina presto, mentre era ancora buio, Maria Maddalena andò al sepolcro e vide la pietra tolta dal sepolcro. 20:2 Allora corse verso Simon Pietro e l’altro discepolo che Gesù amava e disse loro: “Hanno tolto il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’abbiano messo”. 20:3 Pietro e l’altro discepolo uscirono dunque e si avviarono al sepolcro. 20:4 I due correvano assieme, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse primo al sepolcro; 20:5 e, chinatosi, vide le fasce per terra, ma non entrò. 20:6 Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro, e vide le fasce per terra, 20:7 e il sudario che era stato sul capo di Gesù, non per terra con le fasce, ma piegato in un luogo a parte. 20:8 Allora entrò anche l’altro discepolo che era giunto per primo al sepolcro, e vide, e credette. 20:9 Perché non avevano ancora capito la Scrittura, secondo la quale egli doveva risuscitare dai morti. 20:10 I discepoli dunque se ne tornarono a casa. 20:11 Maria, invece, se ne stava fuori vicino al sepolcro a piangere. Mentre piangeva, si chinò a guardare dentro il sepolcro, 20:12 ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l’altro ai piedi, lì dov’era stato il corpo di Gesù. 20:13 Ed essi le dissero: “Donna, perché piangi?” Ella rispose loro: “Perché hanno tolto il mio Signore e non so dove l’abbiano deposto”. 20:14 Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. 20:15 Gesù le disse: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?” Ella, pensando che fosse l’ortolano, gli disse: “Signore, se tu l’hai portato via, dimmi dove l’hai deposto, e io lo prenderò”. 20:16 Gesù le disse: “Maria!” Ella, voltatasi, gli disse in ebraico: “Rabbunì!” che vuol dire: “Maestro!” 20:17 Gesù le disse: “Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli, e di’ loro: “Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro””. 20:18 Maria Maddalena andò ad annunciare ai discepoli che aveva visto il Signore, e che egli le aveva detto queste cose.

 

Gesù risorto appare a Maria Maddalena

 

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La donna adultera salvata da Gesù

 

GIOVANNI 8, 1-11

8:1 Gesù andò al monte degli Ulivi. 8:2 All’alba tornò nel tempio, e tutto il popolo andò da lui; ed egli, sedutosi, li istruiva. 8:3 Allora gli scribi e i farisei gli condussero un donna còlta in adulterio; e, fattala stare in mezzo, 8:4 gli dissero: “Maestro, questa donna è stata còlta in flagrante adulterio. 8:5 Or Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali donne; tu che ne dici?” 8:6 Dicevano questo per metterlo alla prova, per poterlo accusare. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere con il dito in terra. 8:7 E, siccome continuavano a interrogarlo, egli, alzato il capo, disse loro: “Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”. 8:8 E, chinatosi di nuovo, scriveva in terra. 8:9 Essi, udito ciò, e accusati dalla loro coscienza, uscirono a uno a uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo. 8:10 Gesù, alzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: “Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?” 8:11 Ella rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù le disse: “Neppure io ti condanno; va’ e non peccare più”.

 

 

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Nel Vangelo secondo  Giovanni, Maria di Betania è una giudea amica di Gesù, Maria Maddalena è galilea della città di Magdala, discepola di Gesù,  sono quindi donne diverse.

Maria di Betania profuma Gesù ma non è la peccatrice anonima citata da Luca 7, 36-50, Maria di Betania è giudea, amica di Gesù, la peccatrice anonima  è galilea, una pentita perdonata.

 

Maria di Betania non è l’adultera citata da Giovanni 8, 1-11,  ma è una amica di Gesù.

 

La donna adultera citata da Giovanni 8, 1-11  non è la peccatrice anonima citata da Luca  7, 36-50.

La donna adultera vive a Gerusalemme in Giudea, è incontra Gesù verso la fine, la peccatrice anonima è Giudea,

e incontra Gesù all’inizio.

 

 

Maria Maddalena non è la donna adultera citata da Giovanni 8, 1-11 , Maria Maddalena è  una discepola di Gesù, venuta insieme a lui dalla Galilea, la donna adultera è una peccatrice di Gerusalemme.

Maria Maddalena non è nemmeno la peccatrice anonima citata da Luca  7, 36-50, sono entrambe galilee, ma mentre la peccatrice,

è una donna pentita perdonata da Gesù, Maria Maddalena è una delle pie donne che seguvano Gesù, il quale l’aveva guarita essendo

indemoniata,( vedi Luca 8:2 e Marco 16,9) .

 

 

Gesù perdona l’adultera

 

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Maria Maddalena  Maria di Betania sono due diverse donne nel Vangelo secondo Marco  e secondo Matteo 14 ,3 and 15, 40-41.

 

MARCO 14 ,3

14:3 Gesù era a Betania, in casa di Simone il lebbroso; mentre egli era a tavola entrò una donna che aveva un vaso di alabastro pieno d’olio profumato,

di nardo puro, di gran valore; rotto l’alabastro, gli versò l’olio sul capo.

 

MARCO 15, 40-41, 15:40 Vi erano pure delle donne che guardavano da lontano. Tra di loro vi erano anche Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo il minore e di Iose, e Salome, 15:41 che lo seguivano e lo servivano da quando egli era in Galilea, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.

 

MATTEO 26, 6-7

26:6 Mentre Gesù era a Betania, in casa di Simone il lebbroso, 26:7 venne a lui una donna che aveva un vaso di alabastro pieno d’olio profumato di gran valore e lo versò sul capo di lui che stava a tavola.

 

MATTEO 27, 55-56

27:55 C’erano là molte donne che guardavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per assisterlo; 27:56 tra di loro erano Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedeo.

 

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Conclusione: dal Nuovo Testamento risulta chiarissimo che Maria Maddalena, Maria di Betania, la peccatrice anonima e la donna adultera sono quattro donne diverse.

Sebbene il Nuovo Testamnto è chiaro, la gente cristiana e laica continua ad essere confusa, ed unisce queste diverse donne in una sola.

 

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Appendice:

Vediamo che  nella chiesa latina e precisamente nel 591, il papa S.Gregorio Magno ( 540-604),  ha unito queste donne in una;

Maria Maddalena sarebbe anche Maria di Betania, la peccatrice anonima e perfino l’adultera.

Nella chiesa orientale queste donne hanno mantenuto la loro identità, e vengono ricordate in date diverse.

Vediamo che dopo il Concilio Vaticano II, nel 1969 la chiesa cattolica ha separato queste diverse donne,

Maria Maddalena non viene più considerata la peccatrice anonima, e nemmeno Maria di Betania e l’adultera.

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Citazioni da: La Sacra Bibbia “Nuova Riveduta sui testi originali” Copyright © 1994, Società Biblica di Ginevra – CH-1211 Ginevra

https://sites.google.com/site/lesacrescritture/

https://sites.google.com/site/lesacrescritture/Home/maria-maddalena-e-maria-di-betania-e-la-peccatrice-anonima-e-l-adultera-sono-diverse-persone-nel-nuovo-testamento

22 LUGLIO FESTA DI SANTA MARIA MADDALENA

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SANTA MARIA DI MAGDALA

22 Luglio Festa
Magdala, sec. I

La Chiesa latina era solita accomunare nella liturgia le tre distinte donne di cui parla il Vangelo e che la liturgia greca commemora separatamente: Maria di Betania, sorella di Lazzaro e di Marta, la peccatrice «cui molto è stato perdonato perché molto ha amato», e Maria Maddalena o di Magdala, l’ossessa miracolata da Gesù, che ella seguì e assistette con le altre donne fino alla crocifissione ed ebbe il privilegio di vedere risorto. L’identificazione delle tre donne è stata facilitata dal nome Maria comune almeno a due e dalla sentenza di San Gregorio Magno che vide indicata in tutti i passi evangelici una sola e medesima donna. I redattori del nuovo calendario, riconfermando la memoria di una sola Maria Maddalena senz’altra indicazione, come l’aggettivo “penitente”, hanno inteso celebrare la santa donna cui Gesù apparve dopo la Risurrezione. È questa la Maddalena che la Chiesa oggi commemora e che, secondo un’antica tradizione greca, sarebbe andata a vivere a Efeso, dove sarebbe morta. In questa città avevano preso dimora anche Giovanni, l’apostolo prediletto, e Maria, Madre di Gesù. Papa Francesco ha elevato al grado di Festa la sua memoria.

Martirologio Romano: Memoria di santa Maria Maddalena, che, liberata dal Signore da sette demòni, divenne sua discepola, seguendolo fino al monte Calvario, e la mattina di Pasqua meritò di vedere per prima il Salvatore risorto dai morti e portare agli altri discepoli l’annuncio della risurrezione.

Il 3 giugno 2016 la Congregazione per il Culto Divino ha pubblicato un decreto con il quale, «per espresso desiderio di papa Francesco», la celebrazione di santa Maria Maddalena, che era memoria obbligatoria, viene elevata al grado di festa. Il Papa ha preso questa decisione «per significare la rilevanza di questa donna che mostrò un grande amore a Cristo e fu da Cristo tanto amata», ha spiegato il segretario del Dicastero, l’arcivescovo Arthur Roche. Ma chi era Maria Maddalena, che Tommaso d’Aquino definì «apostola degli apostoli»?

Magdala
Nei Vangeli si legge che era originaria di Magdala, villaggio di pescatori sulla sponda occidentale del lago di Tiberiade, centro commerciale ittico denominato in greco Tarichea (Pesce salato). Qui, negli anni Settanta del Novecento è stata condotta un’estesa campagna di scavi dai francescani dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme: è venuta alla luce una vasta porzione del tessuto urbano comprendente, fra gli altri, una grande piazza a quadriportico, una villa mosaicata e un completo complesso termale. Con successivi scavi i francescani hanno riportato alla luce anche importanti resti di strutture portuali. In un’area adiacente, di proprietà dei Legionari di Cristo, una campagna di scavi avviata nel 2009 ha invece permesso di rinvenire la sinagoga cittadina, una delle più antiche scoperte in Israele: per la sua posizione, sulla strada che collega Nazaret e Cafarnao, si ritiene che probabilmente sia stata frequentata da Gesù.

Gli equivoci sull’identità
Maria Maddalena fa la sua comparsa nel capitolo 8 del Vangelo di Luca: Gesù andava per città e villaggi annunciando la buona notizia del regno di Dio e c’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità e li servivano con i loro beni. Fra loro vi era «Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni». Come ha scritto il cardinale Gianfranco Ravasi, «di per sé, l’espressione [sette demoni] poteva indicare un gravissimo (sette è il numero della pienezza) male fisico o morale che aveva colpito la donna e da cui Gesù l’aveva liberata. Ma la tradizione, perdurante sino a oggi, ha fatto di Maria una prostituta e questo solo perché nella pagina evangelica precedente – il capitolo 7 di Luca – si narra la storia della conversione di un’anonima “peccatrice nota in quella città”, che aveva cosparso di olio profumato i piedi di Gesù, ospite in casa di un notabile fariseo, li aveva bagnati con le sue lacrime e li aveva asciugati coi suoi capelli». Così, senza nessun reale collegamento testuale, Maria di Magdala è stata identificata con quella prostituta senza nome.
Ma c’è un ulteriore equivoco: infatti, prosegue Ravasi, l’unzione con l’olio profumato è un gesto che è stato compiuto anche da Maria, la sorella di Marta e Lazzaro, in una diversa occasione (Gv 12,1-8). E così, Maria di Magdala «da alcune tradizioni popolari verrà identificata proprio con questa Maria di Betania, dopo essere stata confusa con la prostituta di Galilea».

La liberazione dal male
Afflitta da un gravissimo male, di cui si ignora la natura, Maria Maddalena appartiene dunque a quel popolo di uomini, donne e bambini in molti modi feriti che Gesù sottrae alla disperazione restituendoli alla vita e ai loro affetti più cari. Gesù, nel nome di Dio, compie solo gesti di liberazione dal male e di riscatto della speranza perduta. Il desiderio umano di una vita buona e felice è giusto e appartiene all’intenzione di Dio, che è Dio della cura, mai complice del male, anche se l’uomo (fuori e dentro la religione) ha sempre la tentazione di immaginarlo come un prevaricatore dalle intenzioni indecifrabili.

Sotto la croce
Maria Maddalena compare ancora nei Vangeli nel momento più terribile e drammatico della vita di Gesù. Nel suo attaccamento fedele e tenace al Maestro Lo accompagna sino al Calvario e rimane, insieme ad altre donne, ad osservarlo da lontano. È poi presente quando Giuseppe d’Arimatea depone il corpo di Gesù nel sepolcro, che viene chiuso con una pietra. Dopo il sabato, al mattino del primo giorno della settimana – si legge al capitolo 20 del Vangelo di Giovanni – torna al sepolcro: scopre che la pietra è stata tolta e corre ad avvisare Pietro e Giovanni, i quali, a loro volta, correranno al sepolcro scoprendo l’assenza del corpo del Signore.

L’incontro con il Risorto
Mentre i due discepoli fanno ritorno a casa, lei rimane, in lacrime. E ha inizio un percorso che dall’incredulità si apre progressivamente alla fede. Chinandosi verso il sepolcro scorge due angeli e dice loro di non sapere dove sia stato posto il corpo del Signore. Poi, volgendosi indietro, vede Gesù ma non lo riconosce, pensa sia il custode del giardino e quando Lui le chiede il motivo di quelle lacrime e chi stia cercando, lei risponde: «“Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo”. Gesù le disse: “Maria!”» (Gv 20,15-16).
Il cardinale Carlo Maria Martini al riguardo commentava: «Avremmo potuto immaginare altri modi di presentarsi. Gesù sceglie il modo più personale e il più immediato: l’appellazione per nome. Di per sé non dice niente perché “Maria” può pronunciarlo chiunque e non spiega la risurrezione e nemmeno il fatto che è il Signore a chiamarla. Tutti però comprendiamo che quell’appellazione, in quel momento, in quella situazione, con quella voce, con quel tono, è il modo più personale di rivelazione e che non riguarda solo Gesù, ma Gesù nel suo rapporto con lei. Egli si rivela come il suo Signore, colui che lei cerca».
Il dialogo al sepolcro prosegue: Maria Maddalena, «si voltò e gli disse in ebraico: “Rabbunì!”, che significa: “Maestro!”. Gesù le disse: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. Maria di Magdala andò ad annunziare ai discepoli: “Ho visto il Signore!” e anche ciò che le aveva detto» (Gv 20, 16-18).
 
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http://www.santiebeati.it/dettaglio/23600

SANTA MARIA MADDALENA VEDE GESU’ RISORTO PER PRIMA

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GESU' RISORTO APPARE A MADDALENA
DAL VANGELO DI SAN GIOVANNI
Giovanni 20: 1-18
20:1 Il primo giorno della settimana, la mattina presto, mentre era ancora buio, Maria Maddalena andò al sepolcro e vide la pietra tolta dal sepolcro.
20:2 Allora corse verso Simon Pietro e l’altro discepolo che Gesù amava e disse loro: “Hanno tolto il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’abbiano messo”.
20:3 Pietro e l’altro discepolo uscirono dunque e si avviarono al sepolcro.
20:4 I due correvano assieme, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse primo al sepolcro;
20:5 e, chinatosi, vide le fasce per terra, ma non entrò.
20:6 Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro, e vide le fasce per terra,
20:7 e il sudario che era stato sul capo di Gesù, non per terra con le fasce, ma piegato in un luogo a parte.
20:8 Allora entrò anche l’altro discepolo che era giunto per primo al sepolcro, e vide, e credette.
20:9 Perché non avevano ancora capito la Scrittura, secondo la quale egli doveva risuscitare dai morti.
20:10 I discepoli dunque se ne tornarono a casa.
20:11 Maria, invece, se ne stava fuori vicino al sepolcro a piangere. Mentre piangeva, si chinò a guardare dentro il sepolcro,
20:12 ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l’altro ai piedi, lì dov’era stato il corpo di Gesù.
20:13 Ed essi le dissero: “Donna, perché piangi?” Ella rispose loro: “Perché hanno tolto il mio Signore e non so dove l’abbiano deposto”.
20:14 Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù.
20:15 Gesù le disse: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?” Ella, pensando che fosse l’ortolano, gli disse: “Signore, se tu l’hai portato via, dimmi dove l’hai deposto, e io lo prenderò”.
20:16 Gesù le disse: “Maria!” Ella, voltatasi, gli disse in ebraico: “Rabbunì!” che vuol dire: “Maestro!”
20:17 Gesù le disse: “Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli, e di’ loro: “Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro””.
20:18 Maria Maddalena andò ad annunciare ai discepoli che aveva visto il Signore, e che egli le aveva detto queste cose.
 
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Studio Biblico
Bibbia Nuova Versione Riveduta
https://sites.google.com/site/centrostudismmaddalena/home/santa-maria-maddalena-vede-gesu-risorto-per-prima

luglio 16, 2016

16 LUGLIO BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO

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MADONNA DEL CARMINE 2

Beata Vergine Maria del Monte Carmelo

16 luglio – Memoria Facoltativa

Il primo profeta d’Israele, Elia (IX sec. a.C.), dimorando sul Monte Carmelo, ebbe la visione della venuta della Vergine, che si alzava come una piccola nube dalla terra verso il monte, portando la pioggia e salvando Israele dalla siccità. In quella immagine tutti i mistici cristiani e gli esegeti hanno sempre visto la Vergine Maria, che portando in sé il Verbo divino, ha dato la vita e la fecondità al mondo. Un gruppo di eremiti, «Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo», costituitrono una cappella dedicata alla Vergine sul Monte Carmelo. I monaci carmelitani fondarono, inoltre, dei monasteri in Occidente. Il 16 luglio del 1251 la Vergine, circondata da angeli e con il Bambino in braccio, apparve al primo Padre generale dell’Ordine, beato Simone Stock, al quale diede lo «scapolare» col «privilegio sabatino», ossia la promessa della salvezza dall’inferno, per coloro che lo indossano e la liberazione dalle pene del Purgatorio il sabato seguente alla loro morte. (Avvenire)

Etimologia: Maria = amata da Dio, dall’egiziano; signora, dall’ebraico
Martirologio Romano: Beata Maria Vergine del Monte Carmelo, dove un tempo il profeta Elia aveva ricondotto il popolo di Israele al culto del Dio vivente e si ritirarono poi degli eremiti in cerca di solitudine, istituendo un Ordine di vita contemplativa sotto il patrocinio della santa Madre di Dio.

Il 16 luglio ricorre una festa mariana molto importante nella Tradizione della Chiesa: la Madonna del Carmelo, una delle devozioni più antiche e più amate dalla cristianità, legata alla storia e ai valori spirituali dell’Ordine dei frati della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (Carmelitani). La festa liturgica fu istituita per commemorare l’apparizione del 16 luglio 1251 a san Simone Stock, all’epoca priore generale dell’ordine carmelitano, durante la quale la Madonna gli consegnò uno scapolare (dal latino scapula, spalla) in tessuto, rivelandogli notevoli privilegi connessi al suo culto.

Nel Primo Libro dei Re dell’Antico Testamento si racconta che il profeta Elia, che raccolse una comunità di uomini proprio sul monte Carmelo (in aramaico «giardino»), operò in difesa della purezza della fede in Dio, vincendo una sfida contro i sacerdoti del dio Baal. Qui, in seguito, si stabilirono delle comunità monastiche cristiane. I crociati, nell’XI secolo, trovarono in questo luogo dei religiosi, probabilmente di rito maronita, che si definivano eredi dei discepoli del profeta Elia e seguivano la regola di san Basilio. Nel 1154 circa si ritirò sul monte il nobile francese Bertoldo, giunto in Palestina con il cugino Aimerio di Limoges, patriarca di Antiochia, e venne deciso di riunire gli eremiti a vita cenobitica. I religiosi edificarono una chiesetta in mezzo alle loro celle, dedicandola alla Vergine e presero il nome di Fratelli di Santa Maria del Monte Carmelo. Il Carmelo acquisì, in tal modo, i suoi due elementi caratterizzanti: il riferimento ad Elia ed il legame a Maria Santissima.

Il Monte Carmelo, dove la Tradizione afferma che qui la sacra Famiglia sostò tornando dall’Egitto, è una catena montuosa, che si trova nell’Alta Galilea, una regione dello Stato di Israele e che si sviluppa in direzione nordovest-sudest da Haifa a Jenin. Fra il 1207 e il 1209, il patriarca latino di Gerusalemme (che allora aveva sede a San Giovanni d’Acri), Alberto di Vercelli, redasse per gli eremiti del Monte Carmelo i primi statuti (la cosiddetta regola primitiva o formula vitae). I Carmelitani non hanno mai riconosciuto a nessuno il titolo di fondatore, rimanendo fedeli al modello che vedeva nel profeta Elia uno dei padri della vita monastica.

La regola, che prescriveva veglie notturne, digiuno, astinenza rigorosi, la pratica della povertà e del silenzio, venne approvata il 30 gennaio 1226 da papa Onorio III con la bolla Ut vivendi normam. A causa delle incursioni dei saraceni, intorno al 1235, i frati dovettero abbandonare l’Oriente per stabilirsi in Europa e il loro primo convento trovò dimora a Messina, in località Ritiro. Le notizie sulla vita di san Simone Stock (Aylesford, 1165 circa – Bordeaux, 16 maggio 1265) sono scarse. Dopo un pellegrinaggio in Terra Santa, maturò la decisione di entrare fra i Carmelitani e, completati gli studi a Roma, venne ordinato sacerdote. Intorno al 1247, quando aveva già 82 anni, venne scelto come sesto priore generale dell’Ordine. Si adoperò per riformare la regola dei Carmelitani, facendone un ordine mendicante: papa Innocenzo IV, nel 1251, approvò la nuova regola e garantì all’Ordine anche la particolare protezione da parte della Santa Sede.

Proprio a san Simone Stock, che propagò la devozione della Madonna del Carmelo e compose per Lei un bellissimo inno, il Flos Carmeli, la Madonna assicurò che a quanti si fossero spenti indossando lo scapolare sarebbero stati liberati dalle pene del Purgatorio, affermando: «Questo è il privilegio per te e per i tuoi: chiunque morirà rivestendolo, sarà salvo». La consacrazione alla Madonna, mediante lo scapolare, si traduce anzitutto nello sforzo di imitarla, almeno negli intenti, a fare ogni cosa come Lei l’avrebbe compiuta.

Autore: Cristina Siccardi

La devozione spontanea alla Vergine Maria, sempre diffusa nella cristianità sin dai primi tempi apostolici, è stata man mano nei secoli, diciamo ufficializzata sotto tantissimi titoli, legati alle sue virtù (vedasi le Litanie Lauretane), ai luoghi dove sono sorti Santuari e chiese che ormai sono innumerevoli, alle apparizioni della stessa Vergine in vari luoghi lungo i secoli, al culto instaurato e diffuso da Ordini Religiosi e Confraternite, fino ad arrivare ai dogmi promulgati dalla Chiesa.
Maria racchiude in sé tante di quelle virtù e titoli, nei secoli approfonditi nelle Chiese di Oriente ed Occidente con Concili famosi e studi specifici, tanto da far sorgere una terminologia ed una scienza “Mariologica”, e che oltre i grandi cantori di Maria nell’ambito della Chiesa, ha ispirato elevata poesia anche nei laici, cito per tutti il sommo Dante che nella sua “preghiera di s. Bernardo alla Vergine” nel XXXIII canto del Paradiso della ‘Divina Commedia’, esprime poeticamente i più alti concetti dell’esistenza di Maria, concepita da Dio nel disegno della salvezza dell’umanità, sin dall’inizio del mondo.
“Vergine madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura,
termine fisso d’eterno consiglio, tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ‘l suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura……”
Ma il culto mariano affonda le sue radici, unico caso dell’umanità, nei secoli precedenti la sua stessa nascita; perché il primo profeta d’Israele, Elia (IX sec. a.C.) dimorando sul Monte Carmelo, ebbe la visione della venuta della Vergine, che si alzava come una piccola nube dalla terra verso il monte, portando una provvidenziale pioggia, salvando così Israele da una devastante siccità.
In quella nube piccola “come una mano d’uomo” tutti i mistici cristiani e gli esegeti, hanno sempre visto una profetica immagine della Vergine Maria, che portando in sé il Verbo divino, ha dato la vita e la fecondità al mondo.
La Tradizione racconta che già prima del Cristianesimo, sul Monte Carmelo (Karmel = giardino-paradiso di Dio) si ritiravano degli eremiti, vicino alla fontana del profeta Elia, poi gli eremiti proseguirono ad abitarvi anche dopo l’avvento del cristianesimo e verso il 93 un gruppo di essi che si chiamarono poi ”Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo”, costruirono una cappella dedicata alla Vergine, sempre vicino alla fontana di Elia.
Si iniziò così un culto verso Maria, il più bel fiore di quel giardino di Dio, che divenne la ‘Stella Polare, la Stella Maris’ del popolo cristiano. E sul Carmelo che è una catena montuosa che si estende dal golfo di Haifa sul Mediterraneo, fino alla pianura di Esdrelon, richiamato più volte nella Sacra Scrittura per la sua vegetazione, bellezza e fecondità, continuarono a vivere gli eremiti, finché nella seconda metà del sec. XII, giunsero alcuni pellegrini occidentali, probabilmente al seguito delle ultime crociate del secolo; proseguendo il secolare culto mariano esistente, si unirono in un Ordine religioso fondato in onore della Vergine, alla quale i suddetti religiosi si professavano particolarmente legati.
L’Ordine non ebbe quindi un fondatore vero e proprio, anche se considera il profeta Elia come suo patriarca e modello; il patriarca di Gerusalemme s. Alberto Avogadro (1206-1214), originario dell’Italia, dettò una ‘Regola di vita’, approvata nel 1226 da papa Onorio III.
Costretti a lasciare la Palestina a causa dell’invasione saracena, i monaci Carmelitani, come ormai si chiamavano, fuggirono in Occidente, dove fondarono diversi monasteri: Messina e Marsiglia nel 1238; Kent in Inghilterra nel 1242; Pisa nel 1249; Parigi nel 1254, diffondendo il culto di Colei che: “le è stata data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saron” (Is 35,2).
Il 16 luglio del 1251 la Vergine circondata da angeli e con il Bambino in braccio, apparve al primo Padre Generale dell’Ordine, beato Simone Stock, al quale diede lo ‘scapolare’ col ‘privilegio sabatino’, che consiste nella promessa della salvezza dall’inferno, per coloro che lo indossano e la sollecita liberazione dalle pene del Purgatorio il sabato seguente alla loro morte.
Lo ‘scapolare’ detto anche ‘abitino’ non rappresenta una semplice devozione, ma una forma simbolica di ‘rivestimento’ che richiama la veste dei carmelitani e anche un affidamento alla Vergine, per vivere sotto la sua protezione ed è infine un’alleanza e una comunione tra Maria ed i fedeli.
Papa Pio XII affermò che “chi lo indossa viene associato in modo più o meno stretto, all’Ordine Carmelitano”, aggiungendo “quante anime buone hanno dovuto, anche in circostanze umanamente disperate, la loro suprema conversione e la loro salvezza eterna allo Scapolare che indossavano! Quanti, inoltre, nei pericoli del corpo e dell’anima, hanno sentito, grazie ad esso, la protezione materna di Maria! La devozione allo Scapolare ha fatto riversare su tutto il mondo, fiumi di grazie spirituali e temporali”.
Altri papi ne hanno approvato e raccomandato il culto, lo stesso beato Giovanni XXIII lo indossava, esso consiste di due pezzi di stoffa di saio uniti da una cordicella, che si appoggia sulle scapole e sui due pezzi vi è l’immagine della Madonna.
Nel secolo d’oro delle fondazioni dei principali Ordini religiosi cioè il XIII, il culto per la Vergine Maria ebbe dei validissimi devoti propagatori: i Francescani (1209), i Domenicani (1216), i Carmelitani (1226), gli Agostiniani (1256), i Mercedari (1218) ed i Servi di Maria (1233), a cui nei secoli successivi si aggiunsero altri Ordini e Congregazioni, costituendo una lode perenne alla comune Madre e Regina.
L’Ordine Carmelitano partito dal Monte Carmelo in Palestina, dove è attualmente ubicato il grande monastero carmelitano “Stella Maris”, si propagò in tutta l’Europa, conoscendo nel sec. XVI l’opera riformatrice dei due grandi mistici spagnoli Giovanni della Croce e Teresa d’Avila, per cui oggi i Carmelitani si distinguono in due Famiglie: “scalzi” o “teresiani” (frutto della riforma dei due santi) e quelli senza aggettivi o “dell’antica osservanza”.
Nell’Ordine Carmelitano sono fiorite figure eccezionali di santità, misticismo, spiritualità claustrale e di martirio; ne ricordiamo alcuni: S. Teresa d’Avila (1582) Dottore della Chiesa; S. Giovanni della Croce (1591) Dottore della Chiesa; Santa Maria Maddalena dei Pazzi (1607); S. Teresa del Bambino Gesù (1897), Dottore della Chiesa; beato Simone Stock (1265); S. Angelo martire in Sicilia (1225); Beata Elisabetta della Trinità Catez (1906); S. Raffaele Kalinowski (1907); Beato Tito Brandsma (1942); S. Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein, 1942); suor Lucia, la veggente di Fatima, ecc.
Alla Madonna del Carmine, come è anche chiamata, sono dedicate chiese e santuari un po’ dappertutto, essa per la promessa fatta con lo scapolare, è onorata anche come “Madonna del Suffragio” e a volte è raffigurata che trae, dalle fiamme dell’espiazione del Purgatorio le anime purificate.
Particolarmente a Napoli è venerata come S. Maria La Bruna, perché la sua icona, veneratissima specie dagli uomini nel Santuario del Carmine Maggiore, tanto legato alle vicende seicentesche di Masaniello, cresciuto alla sua ombra, è di colore scuro e forse è la più antica immagine conosciuta come ‘Madonna del Carmine’.
Durante tutti i secoli trascorsi nella sua devozione, Ella è stata sempre rappresentata con Gesù Bambino in braccio o in grembo che porge lo ‘scapolare’ (tutto porta a Gesù), e con la stella sul manto (consueta nelle icone orientali per affermare la sua verginità).
La sua ricorrenza liturgica è il 16 luglio, giorno in cui nel 1251, apparve al beato Simone Stock, porgendogli l’ “abitino”.

Autore: Antonio Borrelli

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