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aprile 5, 2020

Russia:Il generale Igor Konashenkov risponde contro le false accuse del quotidiano La Stampa sugli aiuti russi all’Italia per l’emergenza coronavirus

 
VOX NEWS.INFO
 
3 APRILE 2020

GENERALE RUSSO AVVERTE LA STAMPA: “VI PAGANO PER DIFFONDERE FAKE NEWS CONTRO LA RUSSIA”

 
Il giornale di Elkann lamentava la presenza di medici russi che stanno operando a Bergamo contro il coronavirus.
 
Il ministero delle Difesa russo ha risposto così ai ripetuti e rozzi attacchi che dalle colonne de La Stampa si sono levati contro la missione dei medici militari russi, giunti in Italia per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Attacchi che, ad esempio, non si sono sentiti su alcun giornale per le missioni in Italia dei cinesi, che pure sono responsabili del caos coronavirus:

Nei giorni scorsi sulle colonne del quotidiano torinese sono state pubblicate almeno tre ‘inchieste’ a firma Jacopo Iacoboni, giornalista da sempre vicino al Pd e collaboratore del think tank americano Atlantic Council (il cui scopo è “promuovere la leadership americana e promuovere accordi internazionali basati sul ruolo centrale della comunità atlantica nell’affrontare le sfide del XXI secolo”).

Ha risposto, con una lettera, il portavoce del ministero della Difesa russo, il generale Igor Konashenkov

“Abbiamo prestato attenzione agli incessanti tentativi che già da due settimane il quotidiano La Stampa sta mettendo in campo per screditare la missione dei russi che si sono mobilitati per prestare aiuto agli italiani in difficoltà”, è l’incipit di Konashenkov. “Nascondendosi dietro agli ideali della libertà di parola e del pluralismo di opinioni, La Stampa sta alimentando fake news russofobiche da guerra fredda rimandando a “opinioni” espresse da anonimi ‘alti funzionari’”.

“Ad esempio, La Stampa ha subito definito “inutile” il materiale russo inviato in Italia per affrontare l’emergenza infettiva, riferendo le opinioni di un qualche maresciallo che sognava disperatamente la fama. La maggior parte dei medici e degli epidemiologi russi sono stati definiti dal quotidiano come esperti di guerra biologica. Coloro i quali non hanno avuto l’onore di rientrare in questa categoria sono finiti tra i membri dell’intelligence militare russa”.

Konashenkov prosegue ricordando l’opera meritoria degli epidemiologi inviati dal Cremlino in Italia con riferimento in particolar modo al lavoro svolto in “65 case di riposo di Bergamo”. E tutto questo viene fatto “nonostante le fake news diramate da La Stampa“, visto che “gli obiettivi della missione russa a Bergamo per l’anno 2020 sono evidenti, concreti e trasparenti. Si tratta di un’assistenza gratuita al popolo italiano che si è trovato colpito dalla pandemia di Covid-19”.

“Nella realizzazione di questa missione umanitaria nessuna aggressione ci distoglierà dall’obiettivo e non farà vacillare la nostra sicurezza nel fatto che stiamo agendo in buona fede”, afferma Konashenkov.

Che poi passa all’avvertimento finale: “Per quanto riguarda i rapporti con i reali committenti della russofobia de La Stampa, i quali sono a noi noti, raccomandiamo loro di fare propria un’antica massima: Qui fodit foveam in eam incidit (Chi scava la fossa in essa precipita). Per essere più chiari: Bad penny always comes back”.

FONTE:

https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/risposta-russi-la-stampa-fake-news-russofobiche-151941/

CONTINUA NELLA PAGINA

https://voxnews.info/2020/04/03/generale-russo-avverte-la-stampa-vi-pagano-per-diffondere-fake-news-contro-la-russia/

aprile 2, 2020

CORONAVIRUS COVID-19: IN PIENA EMERGENZA IL GOVERNO ITALIANO INVIA 50 MILIONI DI EURO ALLE IMPRESE TUNISINE-GIOVANNI DONZELLI VIDEO

Giovanni Donzelli

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La scoperta del responsabile esteri di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro

 

CORONAVIRUS COVID-19: IN PIENA EMERGENZA IL GOVERNO ITALIANO NON PENSA AL POPOLO BISOGNOSO MA INVIA 50 MILIONI DI EURO ALLE IMPRESE TUNISINE 21 MILIONI DI EURO ALLA BOLIVIA E 200 MILA ALLA SOMALIA -VERGOGNA!

 
50 milioni dall’Italia alla Tunisia per l’emergenza coronavirus.
La denuncia di Donzelli a Dritto e Rovescio
 
GIOVANNI DONZELLI.IT
28 MARZO 2020

50 milioni dall’Italia alla Tunisia: nessuna Bufala o Fake news. Ecco le prove

L’ On. Andrea Delmastro, responsabile esteri di Fratelli d’Italia, il 26 marzo ha denunciato con un’interrogazione alla Camera l’invio di 50 milioni di euro alla Tunisia per aiutare le aziende a superare l’emergenza coronavirus. La sera stessa, invitato da Paolo Del Debbio a Dritto e Rovescio su Rete 4, ho rilanciato io stesso questa denuncia. Guarda qui il video del mio intervento:
 

La mattina successiva Delmastro ha rilanciato su Facebook e alla trasmissione Agorà di Rai3 la notizia della sua interrogazione.

Immediatamente sono partiti gli attacchi di troll grillini e piddini a gridare che era tutto falso, che era una ” Fake news “, una ” Bufala “. Prima hanno provato a sostenere, supportando le bugie raccontate in tv da una giornalista in difficoltà, che si trattasse di aiuti alle aziende italiane in Tunisia, poi che fosse tutto falso e che non fossero mai stati inviati 50 milioni alla Tunisia. Alla fine hanno ammesso che sono stati inviati, ma non per il coronavirus. Vediamo insieme come stanno davvero le cose.

I 50 milioni alla Tunisia sono una Fake news? Vediamo se la fonte è autorevole

Per capire se una notizia è vera o falsa, la cosa migliore da fare è sempre verificare la fonte citata e la sua autorevolezza. Se un politico racconta una cosa in tv senza citare una fonte, la notizia può essere messa in discussione. Se un post pubblicato su Facebook cita “Lercio” come fonte della notizia, ad esempio, è evidente che sia ironico. Viceversa la fonte non è autorevole (e anzi ingannevole) se l’indirizzo è una falsa testata “acchiappa Like” che gioca sull’equivoco tentando di emulare in modo subdolo noti quotidiani, tipo “Il Corsaro della Sera” o “La Repubblichina”. Dato che non siamo dei “bufalari”, ecco che citiamo sempre fonti autorevoli.

La fonte mostrata in tv da me e utilizzata da Delmastro per l’interrogazione parlamentare sui 50 milioni alla Tunisia è direttamente la pagina Facebook ufficiale dell’Ambasciata italiana a Tunisi. Ecco qui sotto lo screenshot del post messo in rete direttamente dai nostri diplomatici e la comunicazione ufficiale pubblicata dall’Ansa il 23 di marzo.

La notizia dei 50 milioni alla Tunisia diffusa direttamente dall’Ambasciata italiana a Tunisi

 
50 milioni alla Tunisia
 
 
50 milioni alla Tunisia: la fonte diretta e ufficiale della notizia
 
 

Coronavirus: Italia a sostegno imprese tunisine

(ANSAmed) – TUNISI, 25 MAR – “Italia e Tunisia continuano a cooperare per superare questo difficile momento insieme.

L’Italia, tramite la Cassa Depositi e Prestiti, ha versato 50 milioni di euro (circa 157 milioni di dinari) a titolo di credito d’aiuto alla Banca Centrale tunisina”. Lo rende noto su Facebook l’ambasciata d’Italia in Tunisia aggiungendo che “questa somma è destinata a sostenere le imprese tunisine e potrà essere utilizzata per rispondere all’impatto socioeconomico del coronavirus in Tunisia, supportando le misure messe in campo dal Governo tunisino. È un primo passo, mano nella mano, per far fronte al Covid-19”. Il presidente tunisino Kaies Saied due giorni fa ha informato il presidente Sergio Mattarella della “volontà della Tunisia di inviare in Italia una delegazione medica a sostegno degli sforzi intrapresi dalle autorità italiane, nonostante i modesti mezzi a disposizione della Tunisia, poiché la situazione oggi nel mondo riguarda tutte le nazioni e non più un paese soltanto”.(ANSAmed).

Esistono fonti più autorevoli dell’Ambasciata italiana a Tunisi e della principale agenzia di stampa in Italia? Nessuna Fake news o Bufala. Ci dispiace per troll grillini, ma la notizia da noi diffusa è vera e con fonti autorevolissime.

Farnesina in imbarazzo costretta ad ammissioni, retromarcia e post cancellati. 50 milioni alla Tunisia, non è una Bufala

Dopo la nostra denuncia pubblica e l’interrogazione parlamentare moltissimi cittadini hanno iniziato a riempire di commenti critici il post, tanto che poche ore dopo è sparito dalla pagina Facebook dell’Ambasciata, come denunciato nuovamente dallo stesso Delmastro (Riportiamo integralmente lancio di Agenzia Adnkronos).

CORONAVIRUS: DELMASTRO (FDI), ‘AMB. ITALIA A TUNISI RIMUOVE NOTIZIA 50 MLN DA GOVERNO’ =

Presentata interrogazione, rimozione non cancella stanziamento Roma, 27 mar. ( Adnkronos) – “Si infittisce il mistero dei 50 milioni di euro sciaguratamente versati dall’Italia, tramite Cassa depositi e prestiti, alla Tunisia e destinati alle imprese Tunisine. Ho depositato interrogazione che chiede conto del motivo della rimozione della notizia dal sito ufficiale della nostra ambasciata a TUNISI“. Lo dichiara Andrea Delmastro, deputato e capogruppo Fdi in commissione Esteri. “Fratelli d’Italia pretende che non venga rimossa la notizia, ma venga rimosso, cancellato, azzerato il contributo. Si chieda indietro il contributo anziché preoccuparsi di rimuovere la notizia. La vergogna non è la propalazione della notizia, ma la contribuzione. Di Maio è come mio figlio che, beccato con le mani nella marmellata, crede che nascondendo le mani tutto sia a posto: non è così”, conclude Delmastro. (Ruf/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 27-MAR-20 13:06 NNNN

Ma la telenovela non finisce qui: sempre il 27 marzo, in serata, è uscita una nota di precisazione della Farnesina che, sempre per correttezza (noi siamo fatti così), riportiamo a seguire integralmente.

Nella comunicazione qui sotto, come potete leggere, il Ministero degli Esteri ammette di aver inviato i 50 milioni di euro a Tunisi, ma adesso – smentendo la propria Ambasciata – precisa che erano già stati stanziati e non sarebbero quindi, nella nuova versione, legati al coronavirus.

La replica della Farnesina che di fatto conferma i 50 milioni alla Tunisia

In merito ad alcune polemiche sollevate nelle ultime ore, la Farnesina precisa che quello nei confronti della Tunisia non è un dono, né un regalo, bensì un credito (di aiuto), appunto di 50 milioni di euro, che rientra nel quadro del più ampio Memorandum of Understanding Italia – Tunisia siglato nel 2017, dunque ben tre anni fa. Non solo: il contratto di finanziamento è stato poi perfezionato il 18 marzo 2019, contestualmente alla sottoscrizione del relativo accordo intergovernativo Italia – Tunisia,  su risorse del Fondo Rotativo per la Cooperazione allo Sviluppo (ex lege 125/2014) di cui CDP è gestore per sostenere gli investimenti privati nel settore agricolo e dell’economia sociale e solidale. Si tratta dell’esecuzione di un’intesa bilaterale poi giunta nel marzo 2019 e, proprio a tal proposito, sorprendono non poco le strumentalizzazioni giunte al riguardo. Si evince facilmente, dunque, che la finalità del credito, proprio perché connessa ad accordi del 2017, non potrebbe essere collegata in alcun modo all’emergenza Covid, ma a un programma a supporto delle PMI tunisine definito a livello intergovernativo nella prima metà dello scorso anno. Programma di supporto come peraltro ve ne sono molteplici e dei quali, si ricorda, giova in modo indiretto anche il tessuto imprenditoriale italiano attivo sul territorio.

Aiuti in Somalia

Altri soldi italiani in Bolivia e Somalia

Mentre dal dicastero gestito da Luigi Di Maio sono costretti ad ammettere il contributo a Tunisi, ma provano ad arrampicarsi sugli specchi cancellando il post, cambiando versione e giustificando l’ingiustificabile, Andrea Delmastro rilancia e denuncia che il caso dei 50 milioni alla Tunisia non solo non è una Fake news, ma non è nemmeno isolato. Altri 21 milioni sono andati in Bolivia e 200 mila euro in Somalia.

Di Maio farà cancellare anche questo Tweet della nostra Ambasciata in Somalia?

VEDI VIDEO E CONTINUA NELLA PAGINA

https://www.giovannidonzelli.it/attivita/50-milioni-dallitalia-alla-tunisia-nessuna-bufala-o-fake-news-ecco-le-prove.html

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VIDEO

Coronavirus: in piena emergenza l’Italia invia 50 milioni alle imprese tunisine

 

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La scoperta del responsabile esteri di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro
 
 
 

 

CORONAVIRUS COVID-19:GLI USA CERCANO DI BLOCCARE GLI AIUTI DELLA CINA DESTINATI ALL’ITALIA

 
 
 
Carico di aiuti cinesi sbarca in Italia
 
 
Squadra di specialisti medici dalla Cina in Italia
 
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CONTROINFORMAZIONE.INFO
 
24 MARZO 2020

Irritazione negli USA per gli aiuti della Cina all’Italia
Gli Stati Uniti sono rimasti irritati per gli aiuti cinesi inviati in Italia per combattere il coronavirus. La Cina ha effettivamente offerto squadre mediche ed esperti di medicina in Italia per combattere l’epidemia, di cui l’Italia è il paese più colpito fino ad oggi.

L’Italia è ora il paese con il bilancio più pesante dallo scoppio della pandemia con 54.000 infetti e 4.800 morti, un terzo di quelli causati da Covid-19 a livello globale.

In questo contesto, la Repubblica Ceca, sotto la pressione degli Stati Uniti, ha bloccato una spedizione dalla Cina di 101.600 maschere destinate all’Italia. Da parte sua, la Turchia di Erdogan ha vietato l’esportazione di 25 milioni di mascherine mediche in Italia, che l’Italia aveva ordinato a una società turca e pagato in anticipo.
In tal modo, la Repubblica ceca e la Turchia hanno aderito all’elenco dei paesi che si sono assoggettati alle pressioni dagli Stati Uniti per bloccare il più possibile gli aiuti cinesi in Italia.

Gli Stati Uniti sono così alla ricerca di vendetta sull’Italia, che è stata disposta ad aprirsi al progetto della via della seta cinese e ha accettato di ricevere assistenza medica da Pechino, un gesto che ha dato alla Cina una buona immagine in Europa ad un certo punto in cui gli Stati Uniti hanno lanciato numerose campagne di propaganda contro il Paese asiatico, quale suo principale concorrente globale?

La Cina è stata la prima nazione a battere il coronavirus e ha offerto il suo aiuto a 82 paesi, tra cui l’Italia, per combattere la pandemia. La Russia, da parte sua, ha anche preparato diversi aerei pieni di presidi sanitari per l’ assistenza medica per inviarli in Italia. Con il suo gesto, la Cina ha chiarito che la sua associazione con l’Italia non si riduce soltanto all’impegno di questo paese di rifornire i suoi porti per il progetto New Silk Road.

In ogni caso, l’atteggiamento degli Stati Uniti nei confronti dell’Italia è simile a quello sostenuto nei confronti dell’Iran, un paese contro il quale gli Stati Uniti mantengono sanzioni penali che hanno bloccato l’importazione di alcune attrezzature mediche dall’estero. Questo dimostra che i leader degli Stati Uniti sono persone senza scrupoli che non esitano a usare l’epidemia per scopi politici e sono totalmente indifferenti alla sofferenza che i popoli possono soffrire.

In Europa, sempre più ambienti politici ed imprenditoriali chiedono la fine dell’alleanza con gli Stati Uniti, che non aiuta gli europei in tempo di guerra o in tempo di pace e, con l’amministrazione Trump, è andata all’estremo di cospirare apertamente contro l’Unione europea attraverso il sostegno esplicito di Donald Trump alla Brexit.

https://spanish.almanar.com.lb/412623

Fonte: Al Manar

Traduzione: Lisandro Alvarado

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https://www.controinformazione.info/gli-usa-cercano-di-bloccare-gli-aiuti-della-cina-destinati-allitalia/?fbclid=IwAR0xxWwqMuN8xkwRbDJv6_yY-GaaYFJu-HLvmvsS8y_djxJ2lqJwuYI594Y

CORONAVIRUS COVID-19: AIUTI ALL’ITALIA DALLA RUSSIA SI E DALL’UE NO!

 

 
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SPUTNIK NEWS.COM
 
25 MARZO 2020
 
TATIANA SANTI
 

Dalla Russia sono arrivati i primi aiuti all’Italia. Il personale specializzato ed equipaggiato raggiungerà Bergamo, fra le città italiane più colpite dal Covid-19. La cooperazione internazionale e la disponibilità a darsi una mano sono fondamentali nella guerra comune contro la pandemia. La Russia c’è. E l’Unione Europea?

Dopo solo qualche ora dall’atterraggio dei primi jet russi con a bordo personale medico e mezzi speciali diverse testate italiane hanno deciso di ricamare sulla notizia degli aiuti russi ipotizzando mosse strategiche da parte di Mosca e parlando addirittura di “rischi” per l’Italia.

Gli operatori sanitari delle zone maggiormente colpite dal virus, come la Lombardia ed in particolare Bergamo, accoglieranno sicuramente a braccia aperte i medici russi. Vi è stata una grande mobilitazione in supporto dell’Italia anche dalla Cina e da Cuba. E i Paesi dell’Unione Europea hanno aiutato in qualche modo l’Italia? Quali strumenti servono per bloccare l’epidemia italiana? Il modello cinese e quello coreano potrebbero essere attuati in Italia? Sputnik Italia ne ha parlato con Giovanni Rezza, epidemiologo, direttore del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss).

– Professore Rezza, qual è l’importanza degli aiuti russi all’Italia per far fronte all’emergenza Coronavirus?

– Sono importanti, perché l’Italia e soprattutto la Lombardia si è trovata in una situazione di grande sofferenza. Si sono ammalati molti operatori sanitari, soprattutto nella prima fase dell’epidemia, mancavano mascherine e respiratori. Teniamo presente che la Lombardia è uno dei sistemi ospedalieri migliori in Europa.

Gli aiuti internazionali che sono arrivati dalla Russia, addirittura 9 aerei con personale e equipaggiamento, sono molto importanti. Sono arrivate inoltre mascherine dalla Cina e medici da Cuba. C’è stata una certa mobilitazione molto positiva. Ben venga questo supporto da parte dei colleghi russi, che a loro volta faranno esperienza. La nostra epidemia per il momento è più matura. È mancato invece un coordinamento a livello di Unione Europea.

– Il Coronavirus è un nemico comune. L’Italia dall’Europa si aspettava di più, no?

– La cooperazione internazionale è fondamentale. Dall’Unione Europea ci si aspettava di più: non c’è stato un grande supporto in termini di materiale, anzi qualche volta c’è stata incomprensione. Purtroppo l’Unione Europea a livello di singoli Stati membri è andata avanti ognuno a modo suo e con tempi diversi. Avendo sotto gli occhi l’esperienza della Lombardia probabilmente l’Europa avrebbe potuto cogliere l’occasione per cominciare prima il contenimento dei focolai.

Ora vi è un’epidemia molto importante a Madrid, la Spagna è stata sfortunata, perché i contagi sono partiti dalla capitale. Anche Francia e Germania sono in una situazione non facile, i numeri stanno crescendo. I provvedimenti sono stati presi alla fine, però chiaramente forse andavano presi in maniera unitaria prima, quando l’Italia ha iniziato ad attuare il lock down.

– Leggevo in una sua intervista dell’utilità del metodo coreano, cioè in altre parole del sistema che traccia lo spostamento delle persone con il gps. Potrebbe essere questa la chiave per una svolta? Quali strumenti occorrono per fermare l’emergenza?

– Dall’estremo oriente vediamo due modelli: quello cinese, basato soprattutto sull’isolamento in quarantena e quello coreano, basato sulla tecnologia e sui test. L’Italia ha puntato molto sul distanziamento sociale, che è una misura pesante, ma importante. Chiaramente è una misura che va completata con altri strumenti. Le app e i test mirati della Corea possono essere molto utili, perché possono immediatamente far comprendere dove vanno e si accumulano le persone positive. Grazie al sistema si possono ottenere molte informazioni utili, che possono servire per rintracciare i contatti delle persone malate e anche per capire come si muove l’epidemia. In Italia sarebbe molto importante capire proprio come si muove quest’epidemia, come e perché.

– Fra l’altro l’isolamento vero e proprio è molto difficile, perché le persone positive che si curano a casa entrano in contatto con i famigliari. Evidentemente servirebbero delle strutture apposite per le quarantene?

– Credo che in Lombardia stiano valutando la possibilità di isolare in alberghi persone che hanno sintomi lievi. Effettivamente l’isolamento domiciliare non sempre è facile: bisogna avere una stanza per sé, un proprio bagno, in alcuni contesti ciò non è possibile.

– Ovviamente è difficile dare previsioni, ma lei è fiducioso? Quanto potrà durare questa emergenza?

– Intorno alla fine del mese cominceremo a valutare il primo impatto delle misure restrittive. Ovviamente queste misure non possono essere eliminate da un giorno all’altro, la Cina lo dimostra. I focolai sono abbastanza importanti, soprattutto nel nord del Paese. Qualora si allentassero tali misure, bisognerà trovare nuove forme di contrasto e contenimento dell’infezione. Non sarà una guerra breve.

CONTINUA NELLA PAGINA

https://it.sputniknews.com/intervista/202003258903131-coronavirus-aiuti-allitalia-la-russia-ce-e-lue/?fbclid=IwAR1j3L7NSq5XkOIwmA77iJRH7iGPDz8L2GeyxShhcwGxt8OEMmARZb51ilk

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Ambasciatore russo insiste chel’Italia non deve nulla per aiuti contro coronavirus

 

Un camion con attrezzature mediche viene caricato su un Il-76, un aereo da trasporto militare dell'Aeronautica militare russa, per essere inviato in Italia per combattere il coronavirus COVID-19

 
SPUTNIK NEWS.COM
 
25 MARZO 2020
 

In un’intervista con Askanews il capo della missione diplomatica russa in Italia Sergey Razov ha ribadito ancora una volta l’assistenza russa per fronteggiare il Covid-19 “non è oggetto di mercanteggiamenti” o “pagamenti di conto”.

Sergey Razov ha parlato ancora nel dettaglio degli aiuti mandati da Mosca per la lotta al Covid-19 in Italia in un’intervista con Askanews.

Come già precedentemente riferito dal ministero della Difesa russo e dallo stesso ambasciatore ed oggi dal governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana, i medici militari e specialisti delle truppe di protezione NBC (nucleare, biologica e chimica) inviati dalla Russia saranno “fianco a fianco dei colleghi italiani” a Bergamo, la città più colpita dall’epidemia Covid-19.

Nell’intervista pubblicata oggi, Razov ha aggiunto che “decisioni su voli speciali supplementari saranno adottate in base all’evolversi della situazione e alla necessità”.

Rispondendo alla domanda sulla reazione dei cittadini russi agli aiuti forniti all’Italia, l’ambasciatore Razov ha evidenziato che l’amore dei russi per l’Italia non è un segreto ed è noto a tutti ed ha sottolineato che “forte è il senso di solidarietà nei confronti del popolo italiano”, aggiungendo che la minaccia del coronavirus è crescente e comune.

“Nel determinare l’entità degli aiuti all’Italia, la leadership russa ha fatto riferimento alle nostre riserve e capacità reali”, ha osservato il diplomatico.

All’osservazione secondo cui con questi aiuti la Russia in futuro potrebbe chiedere all’Italia di “pagare il conto” con azioni concrete a Bruxelles per la revoca delle sanzioni contro Mosca a seguito degli eventi in Ucraina e della riunificazione con la Crimea, senza esitazioni Razov ha smentito doppie finalità, ribadendo la posizione già espressa dalla leadership russa in più di un’occasione: Mosca non ha introdotto per prima le sanzioni, pertanto non è suo il compito di sollevare la questione della loro abolizione. 

“Non è oggetto di mercanteggiamenti, pagamento di conti e via dicendo. Oggi su un autorevole quotidiano italiano ho letto con notevole sorpresa che una parte significativa delle attrezzature e dei veicoli forniti dalla Russia non sarebbe necessaria e che la nostra assistenza sarebbe dovuta soprattutto a considerazioni di propaganda politica. Mi sembra che meglio sarebbe rivolgere tale domanda agli abitanti della città di Bergamo, dove purtroppo si registrano molti malati e molte vittime. In merito alla politica e alla propaganda, a mio parere certi giudizi sono frutto di coscienze perverse che vedono secondi fini insidiosi nel desiderio disinteressato di aiutare un popolo amico nel momento del bisogno”.

CONTINUA NELLA PAGINA

https://it.sputniknews.com/italia/202003258905662-ambasciatore-russo-insiste-italia-non-deve-nulla-per-aiuti-contro-coronavirus/?fbclid=IwAR3UxPSP2RpGlZ0RkLdh0jJ6wYgVUY9-63PQLTgFTw5JwrQAr-wVLayJkkI

NOTE DI RAMMARICO DALLA RUSSIA PER LE CRITICHE DI CERTA STAMPA ITALIANA ALL’AIUTO RUSSO CONTRO L’EPIDEMIA DI CORONAVIRUS

 
PRATICA DI MARE  ARRIVATI I MILITARI RUSSI
 
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CONTROINFORMAZIONE.INFO
 
28 MARZO 2020
 

Di Eliseo Bertolasi

Come facilmente ipotizzabile l’articolo del quotidiano “La Stampa”, dove s’insinua l’inutilità della missione russa “Dalla Russia con amore” giunta in Italia per portare aiuto all’emergenza sanitaria causata dal coronovirus, ha suscitato note di rammarico da parte russa.
La decenza e la buona educazione al di là dei posizionamenti, o degli allineamenti ideologici c’insegnano che davanti all’aiuto si dovrebbe solo ringraziare e non polemizzare, questi valori che si presuppone dovrebbero essere ampiamente diffusi purtroppo, in Italia, seppur da pochi, non sono del tutto condivisi.

Davanti a questo gesto poco elegante, la reazione russa non si è fatta attendere: il senatore Vladimir Dzhabarov in un commento sulla rivista NSN ha definito “inappropriato” il comportamento della redazione del quotidiano: “Ecco! lasciamoli lavorare coi nostri mezzi per due settimane e guardiamo i risultati. Criticare dalle stanze calde delle redazioni è semplice! I nostri virologi fanno il loro lavoro e ad articoli così infami noi non risponderemo. Il popolo italiano apprezzerà quando tutto questo finirà”.
Allo stesso tempo, il politico ha sottolineato che l’assistenza non è collegata alla questione delle sanzioni e non sottintende alcuna azione di risposta da parte del governo italiano.

https://ria.ru/20200326/1569209732.html

Anche il rappresentante ufficiale del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, su “Gazeta.ru” ha valutato l’articolo: “La mia opinione è semplice: perché hanno criticato da fonti anonime?”.
Per il senatore Aleksej Pushkov l’articolo è “ispirato dagli avversari della Russia”. Ha dichiarato: “Tutta la leadership italiana, tutti gli italiani ringraziano Mosca. Solo “La Stampa” è contraria”. Il politico ha inoltre sottolineato quanto sia improbabile che questo articolo possa in qualche modo influire sull’opinione pubblica italiana.

Il 22 marzo, la Russia ha concordato col governo italiano l’invio di assistenza umanitaria per dare una mano a contrastare l’epidemia da coronavirus che sta flagellando l’Italia, mietendo centinaia di vittime ogni giorno.
Nei giorni seguenti, dal 23 al 25 marzo, sono giunti ​​in Italia 15 aerei Il-76 delle forze aerospaziali russe, carichi di attrezzature speciali per la disinfezione, dispositivi medici e medici militari specialisti.
In Lombardia, la regione significativamente più colpita per numero d’infezioni e decessi da coronavirus, le autorità regionali hanno ripetutamente segnalano la mancanza di attrezzature e la carenza di posti letto nelle strutture ospedaliere, ormai al collasso. Per tal ragione, al momento, gli specialisti russi si trovano nella città di Bergamo, epicentro dell’infezione, dove stanno efficacemente operando in appoggio alle strutture sanitarie locali.

Il conduttore del programma “Voennoj prijomki” (“accoglienza militare”), del canale russo “Zvezda”, Aleksej Jegorov, a seguito della missione russa in Italia, ha spiegato in che modo gli specialisti russi aiutano i loro colleghi italiani: “Non siamo semplicemente venuti in Italia, siamo venuti ​​nel posto più terribile – nell’epicentro (Bergamo ndr.). Ci sono circa 65 strutture sanitarie diverse. Queste in precedenza erano case di cura per anziani, principalmente ospedali, dove ora vengono collocati ospedali da campo. I pazienti anziani sono stati portati lì. Medici locali e personale sanitario non possono farcela. Come possiamo aiutare? Abbiamo portato macchine per la decontaminazione, la disinfezione. In Italia, c’è tutto, ma non in quantità sufficiente. Quando aumenta il numero di casi in modo esponenziale, è impossibile farcela”.

Jegorov ha inoltre ricordato che la città di Bergamo è famosa per i russi grazie ai libri di storia: “La città di Bergamo è famosa per il fatto che 220 anni fa ci fu una campagna di liberazione in Italia. Bergamo fu uno dei primi insediamenti liberati dall’esercito di Suvorov. Quando siamo arrivati ​​nel nord Italia, abbiamo constatato che la gente lo ricorda ancora; le targhe commemorative sono ancora sugli edifici. Tengono questo fatto in grande considerazione. E il fatto stesso che siamo arrivati ​​in questo momento, proprio nel focolaio (dell’infezione ndr.), la dice lunga”.

Purtroppo l’ideologia non si preoccupa della vita delle persone, per i fautori dell’ideologia salvare vite umane è un valore di second’ordine rispetto all’ideologia stessa, i morti – solo statistica. Questi signori però dimenticano che nella situazione contingente, il virus non guarda in faccia nessuno; sarebbero dello stesso parere sei i propri cari per vivere dovessero aver bisogno dell’assistenza di un medico russo, o di un respiratore fornito dai russi? Ci auguriamo non debbano mai arrivare a questo frangente.
Grazie Russia!

Fonti:
https://ria.ru/20200326/1569209732.html
https://tvzvezda.ru/news/vstrane_i_mire/content/2020327648-uQcCi.html

Traduzioni e sintesi di Eliseo Bertolasi

VEDI VIDEO E CONTINUA NELLA PAGINA
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Italy: Russian military planes with coronavirus aid arrive in Rome

 
https://www.youtube.com/watch?v=oLk2FGKSZ-I&feature=emb_logo
 
 
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Mezzi speciali russi in viaggio verso Bergamo

 
https://www.youtube.com/watch?time_continue=1&v=4PJ1jx8N9X0&feature=emb_logo

CORONAVIRUS COVID-19: ARRIVANO MILITARI RUSSI

 

 

Operazioni di scarico dagli aerei russi
 
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CONTROINFORMAZIONE.INFO
 
26 MARZO 2020
 

LA NATO APPRENDE IMPOTENTE IL POTERE DELL’ATTERRAGGIO RUSSO: MOSCA HA LANCIATO MANOVRE NON MILITARI PROPRIO NEL CAMPO DELL’ALLEANZA

La velocità del gruppo militare russo ha causato problemi agli italiani.

Su questo trasferimento scrive la pubblicazione “Komsomolskaya Pravda”, riferendosi alle storie di esperti militari russi che sono stati inviati in Italia per aiutare a combattere l’epidemia di infezione da coronavirus COVID-19.
Secondo i media, nella documentazione ufficiale, con l’atterraggio umanitario russo è stato trasferito “un gruppo operativo di medici militari, specialisti nel campo della virologia e dell’epidemiologia, con attrezzature moderne per la diagnosi e la disinfezione”. L’azione è giustificata da un punto di vista diplomatico, perché la situazione può essere interpretata in modo negativo, dato che le forze armate della Federazione Russa si sono schierate nel paese della NATO.
Tuttavia, resta il fatto che nella modalità operativa, le forze russe sono state trasferite per via aerea in Italia. L’operazione è stata eseguita così rapidamente che l’infrastruttura italiana non era semplicemente pronta per questo.

Secondo l’esercito russo, il processo ha rivelato che l’Italia poteva ricevere un solo aereo da trasporto militare con una frequenza di 2 ore. Gli italiani lo hanno ammesso dopo quattro aerei, quando non sono stati in grado di far fronte al carico. A questo proposito, gli aerei russi pronti per la partenza erano in attesa di un comando a Mosca.

I militari russi spiegarono anche perché erano di stanza presso una base aerea vicino a Roma, perché si poteva essere situati più vicino all’epicentro dell’epidemia per risparmiare tempo. Il fatto è che le autorità italiane hanno assegnato all’esercito russo la più grande base aerea militare del paese (Pratica di Mare). Inoltre, Roma non conosceva le capacità dell’attrezzatura in arrivo dalla Russia.
Quando durante l’incontro hanno appreso che i russi possono disinfettare e sanare fino a 20 mila metri quadrati in un’ora, è stato deciso di iniziare la disinfezione della città di Bergamo.
Come riportato in precedenza da Front News , gli esperti militari russi sono andati in quella zona il giorno prima .


Nota: La NATO, l’organizzazione del Patto Atlantico dovrebbe assicurare la difesa ai paesi membri da qualsiasi minaccia, incluso le minacce di attacchi biologici, chimici e nucleari. Tuttavia in questa occasione la NATO non si è vista e non ha dato segnali di essere organizzata per assicurare alcun tipo di aiuto. Questo si spiega anche perchè, nello stesso periodo dello scoppio della pandemia in Italia e successivamente in tutta Europa, la NATO era impegnata nelle più grande manovre militari da oltre 25 anni per la difesa dell’Europa dalla “minaccia russa”.
Il pubblico in Europa ha così appreso che, il paese che dovrebbe esercitare una minaccia, è in realtà quello che interviene in aiuto di altri paesi che si trovano in difficoltà. Una lezione che non dovrebbe essere dimenticata e trascurata.

Fonte: New Front https://news-front.info/2020/03/26/nato-bespomoshhno-poznaet-moshh-rossijskogo-desanta-moskva-razvernula-neuchebnye-manevry-pryamo-v-stane-alyansa/

Traduzione: Sergei Leonov

Nota: Luciano Lago

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https://www.controinformazione.info/la-nato-apprende-impotente-il-potere-dellatterraggio-russo-mosca-ha-lanciato-manovre-non-militari-proprio-nel-campo-dellalleanza/?fbclid=IwAR3tsmACipIKmB_nkLIPd8ZgM8c7J9vKJijaJDllg-BW09eSDuu-fw_ZAxs

CORONAVIRUS COVID-19: CONTE CON UN NUOVO DECRETO STANZIA 4,3 MILIARDI IN FAVORE DEI BISOGNOSI

 
INTERRIS.IT
 
28 MARZO 2020

Conte: “Nuovo Dpcm, 4,3 miliardi ai comuni per aiutare bisognosi”

“Vogliamo dare il segno concreto della presenza dello Stato”. Lo ha spiegato in conferenza stampa il premier Giuseppe Conte, che annuncia in diretta alla Nazione un nuovo provvedimento varato dal governo per supportare economicamente gli italiani: “Ai cittadini in difficoltà dico che non stiamo girando il volto dall’altra parte: ci sono sofferenze psicologiche, non tutti eravamo abituati a limitare gli spostamenti. Ma ci sono anche tante sofferenze materiali, per quanto riguarda approvvigionamento e prodotti farmaceutici. Abbiamo lavorato intensamente per lavorare a un provvedimento di grande urgenza. I sindaci sono le nostre prime sentinelle per quanto riguarda le necessità dei cittadini e ci affidiamo a loro: abbiamo firmato un Dpcm da 4,3 miliardi. Con un’ordinanza della Protezione Civile, aggiungiamo a questo fondo 400 milioni per i comuni, con il vincolo di essere utilizzati per quelle persone che non riescono a fare la spesa. Nasceranno buoni spesa, possibilità per i comuni di fornire beni alimentari…”.

“Confidiamo che già dall’inizio della prossima settimana i sindaci siano nella condizione di erogare concretamente questi buoni spesa. Non vogliamo lasciare nessuno indietro. Siamo tutti sulla stessa barca, e in questi sacrifici dobbiamo aiutare chi è maggiormente in difficoltà. Nell’ordinanza abbiamo anche previsto misure rafforzate per favorire le donazioni, da parte di produttori e distributori. non vogliamo tassare la solidarietà. I grandi distributori possono aggiungere un disconto del 5 o 10% per chi acquista”.

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https://www.interris.it/primo-piano/conte-nuovo-dpcm-43-miliardi-ai-comuni-per-aiutare-bisognosi/

Due ambulanze bruciate della Misericordia di Martina Franca: la condanna e la solidarietà della Federazione di Puglia

 

Due ambulanze bruciate della Misericordia di Martina Franca: la condanna e la solidarietà della Federazione di Puglia

 
MISERICORDIA ANDRIA.IT
 
26 MARZO 2020
 

Gilardi: «Atto deplorevole in un momento drammatico, stiamo cercando soluzioni per aiutare concretamente la Confraternita»

Un atto deplorevole che assume un carattere ancor più disastroso in un momento così delicato per l’intera nazione e che priverà di importanti servizi una città come Martina Franca. E’ accaduto infatti nella notte che malviventi hanno incendiato, distruggendole completamente, due ambulanze della Misericordia di Martina Franca in servizio in città per tutti i servizi offerti dalla confraternita alla comunità di assistenza alla popolazione. Un gesto spregevole che la Federazione delle Misericordie di Puglia condanna fermamente con l’auspicio che le forze dell’ordine riescano rapidamente a trovarne i colpevoli. Resta la grande amarezza perché quando si distruggono mezzi salvavita come le ambulanze o mezzi della protezione civile, si distrugge un pezzo di tutti noi, un pezzo di comunità, un pezzo di servizio. Un servizio che naturalmente i volontari della Misericordia di Martina Franca ora potranno fare con molta più difficoltà. Dalla Federazione pugliese delle Misericordie la massima solidarietà al Governatore Lorenzo Massafra ed a tutti i volontari giallociano di Martina Franca.

«La Federazione – ha spiegato il Presidente Gianfranco Gilardi – sta già cercando soluzioni per aiutare concretamente la consociata per riprendere rapidamente tutti gli importanti servizi svolti in questa emergenza da Coronavirus. Ci auguriamo che vi sia anche un grande moto di solidarietà da parte di tutta la comunità martinese e non solo. Ci auguriamo anche che vi sia la rapida individuazione di chi ha compiuto questo gesto insano. I sacrifici di una vita per donare speranza al prossimo – ha concluso Gilardi – vanificati da balordi che nulla hanno a che fare con la nostra meravigliosa terra».

misericordia andria

La Confraternita Misericordia di Andria Onlus è un’associazione di volontariato che nasce nel 1992 e inizia a muovere primi passi  nel volontariato di Protezione Civile e nell’ambito dell’emergenza sanitaria quando ancora il sistema 118 non esisteva.

La Confraternita Misericordia di Andria ha stipulato nel 2003 con la ASL Bari1 le convenzioni per l’affidamento delle postazioni 118 di Ruvo di Puglia, Bisceglie e Minervino Murge, e successivamente ottiene anche le convenzioni per le postazioni 118 di Andria 1 e Andria 2 (dal 2009) e Trani, passate poi alla stessa ASL BAT.

Dal 2013, invece, il trasferimento nella nuova sede di via Vecchia Barletta 206 ad Andria e la possibilità di aumentare il proprio parco di automezzi oltre ai tanti volontari e soci cresciuti negli ultimi anni. Sono 125 soci e 95 i volontari operativi per attività che spaziano dall’assistenza sanitaria ai servizi sociali, dai trasporti specialistici al servizio dialisi, dal più grande Posto Medico Avanzato del Mezzogiorno sino alla Scuola di Formazione interna riconosciuta da numerosi enti certificatori.

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http://www.misericordiaandria.it/due-ambulanze-bruciate-della-misericordia-di-martina-franca-la-condanna-e-la-solidarieta-della-federazione-di-puglia/

http://www.misericordiaandria.it/storia/

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