Mirabilissimo100’s Weblog

settembre 29, 2012

CINA SHOCK: UOMO ARMATO DI ASCIA ENTRA IN UN ASILO E UCCIDE TRE BAMBINI

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LEGGO.IT

CINA SHOCK, UOMO ARMATO DI ASCIA ENTRA
IN UN ASILO E UCCIDE TRE BAMBINI

Sabato 22 Settembre 2012 – 09:24

SHANGHAI- Tre bambini di un asilo in Cina sono morti e 13 sono rimasti feriti a seguito dell’attacco di un uomo armato di ascia nella loro scuola, avvenuto ieri nella provincia meridionale del Guanxi. Un uomo, Wu, definito dalla stampa cinese ‘uno squilibratò, ieri ha fatto irruzione nell’asilo della contea di Pingnan armato di un’ascia da falegname. Si è scagliato contro sedici bambini, uccidendone tre sul colpo. Non si conoscono i motivi del suo gesto, che sono simili a quelli visti in diverse parti della Cina negli ultimi due anni. Tra il 2010 e il 2011 in tutto il paese almeno 21 bambini sono stati uccisi in attacchi simili da persone dichiarate squilibrate o pazze che, di solito armate di coltello, ma anche di altre armi bianche, hanno attaccato soprattutto bambini di asili. La stampa cinese, oltre a bollare questi assalitori come pazzi, ha sempre detto che si è trattato di persone con disagio derivato soprattutto da perdita di lavoro o divorzi. Molti degli assalitori hanno dichiarato di essersi scagliati sui bambini per attirare maggiore attenzione sui proprio problemi personali. L’ondata di assalti alle scuole provocò una psicosi in tutto il paese, tanto che ancora oggi polizia e guardie privata vigilano all’esterno delle scuole.

 

http://www.leggo.it/news/mondo/cina_shock_uomo_armato_di_ascia_entra_in_un_asilo_e_uccide_tre_bambini/notizie/195165.shtml

giugno 15, 2012

CINA: COSTRETTA AD ABORTIRE AL 7° MESE NON AVEVA SOLDI PER ‘MULTA’

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LEGGO.IT

CINA, COSTRETTA AD ABORTIRE AL 7° MESE:
NON AVEVA SOLDI PER ‘MULTA’

 
Giovedì 14 Giugno 2012 – 10:22

SHANXI – Feng Jianmei era al settimo mese di gravidanza quando è stata costretta ad abortire, lo scorso 3 giugno. La donna, della provincia cinese di Shanxi, secondo un rapporto dell’organizzazione umanitaria 64Tianwang, sarebbe stata raggiunta quando era da sola in casa dai funzionari della pianificazione familiare, piacchiata e poi trascinata in un veicolo. Gli uomini le avrebbero a quel punto chiesto di pagare una multa di 40mila RMB, circa 5mila euro. Quando la donna ha dichiarato di non possedere una tale somma, l’hanno costretta a interrompere la gravidanza nonostante il feto fosse quasi del tutto formato, così come impone la politica del “figlio unico”. Nelle foto raccolte da 64Tianwang, si può chiaramente vedere il bambino che giace accanto al corpo della madre, noi ve le proponiamo in una versione in cui il piccolo non è riconoscibile, ma qui si possono trovare le foto originali.  Feng è ora sotto trattamento medico adn Ankang City, Zhenpin County, Zengjia Town, villaggio Yupin.

http://www.leggo.it/news/mondo/cina_costretta_ad_abortire_al_7deg_mese_non_aveva_soldi_per_multa_foto_choc/notizie/183782.shtml

 

marzo 2, 2012

CINA CHOC: POLIZIA TROVA 66 BAMBINI DENTRO UN PULLMAN

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LEGGO.IT

CINA CHOC, POLIZIA TROVA 66 BAMBINI
DENTRO UN PULLMAN

 
 
Venerdì 02 Marzo 2012 – 13:44

PECHINO – La polizia cinese ha bloccato un furgoncino, simile a un van, con al suo interno ben 66 bambini, tutti di età inferiore ai dieci anni. Gli agenti hanno fermato il pulmino e hanno fatto la terribile scoperta: l’uomo alla guida stava trasportando i bambini fuori città e chissà a che fine erano destinati.
La polizia sospetta che si tratti di figli ‘allontanati’ dalle proprie famiglie o rapiti. Infatti in Cina vige ancora la norma che vieta a una coppia di avere più di un figlio a causa dell’aumento demografico. 

 

http://www.leggo.it/news/mondo/cina_choc_polizia_trova_66_bambini_dentro_un_pullman_video_/notizie/168615.shtml

febbraio 5, 2012

SIRIA: L’OPPOSIZIONE CONTRO IL VETO RUSSO-CINESE ALL’ONU

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LA STAMPA.IT
Esteri
05/02/2012 –

Siria, l’opposizione attacca il veto: “Per Assad è licenza di uccidere”
Mosca replica:”colpa degli occidentali”

 

Durissime le reazioni
del Consiglio nazionale siriano.
I  Fratelli musulmani giordani chiedono di boicottare
i prodotti russi e cinesi

 
 

Cina e Russia adesso hanno «la responsabilità morale e umana di questi massacri». E’ sferzante il commento dell’attivista yemenita Tawakkul Karman, premio Nobel per la pace nel 2011, sul veto posto dai due Paesi alla risoluzione del Consiglio per le dimissioni del presidente siriano Bashar al-Assad. E si fa portavoce dei «coraggiosi giovani arabi», quando esprime la «completa condanna del regime siriano». «La coscienza umana – ha detto la leader del movimento di protesta nello Yemen –  non può rimanere inerte vedendo spargere perle strade il sangue di gente pacifica e paziente, noi aspettiamo la vittoria del popolo siriano».

Non si è fatta attendere la reazione anche nel mondo arabo: i Fratelli musulmani giordani hanno lanciato un appello per il boicottaggio dei prodotti russi e cinesi. «Il veto di ieri della Russia e della Cina al progetto di risoluzione del Consiglio di sicurezza – ha detto il capo della confraternita Hamman Said –  costituisce una partecipazione di questi due Paesi allo spargimento di sangue in Siria».

«Una licenza per uccidere» secondo il Consiglio nazionale siriano, principale gruppo di opposizione al regime di Assad. «I siriani e la comunità internazionale avevano guardato al Consiglio di sicurezza per una dura risoluzione che condannasse i crimini del regime siriano, il genocidio di chi stermina intere famiglie». Il Cns ha quindi chiesto a Mosca e Pechino di «rivedere immediatamente la loro posizione per  non bloccare la volontà del popolo siriano».

Ma a Mosca danno la colpa agli «occidentali»:  responsabili del fallimento del voto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu sulla risoluzione di condanna della repressione in Siria perché «non hanno fatto abbastanza sforzi per raggiungere un consenso», è quanto scrive il viceministro degli Esteri russo Ghennadi Gatilovsu Twitter.

 

 
 

gennaio 23, 2012

LA CINA CONTRO GLI USA: “SE ATTACCATE L’IRAN, ENTRIAMO IN GUERRA”

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LEGGO.IT

LA CINA CONTRO GLI USA: “SE ATTACCATE 
L’IRAN, ENTRIAMO IN GUERRA”

 
Lunedì 23 Gennaio 2012 – 14:29

PECHINO – La Cina si scaglia contro gli Usa e i suoi alleati: se l’Iran venisse attaccato da Washington, il governo di Pechino si schiererebbe con Ahmadinejad. A dichiararlo è stato il presidente cinese Hu Jintao citato da European Union Times (link 2), organo del Pentagono. Anche il premier russo Vladimir Putin ha confermato la notizia, menzionando le parole del capo di Stato cinese. Le forze marine della Cina sono attualmente in stato di massima allerta dietro l’ordine dello stesso Hu Jintao, che avrebbe anche promesso di aiutare l’Iran, al costo di far scoppiare la terza guerra mondiale. In Italia lo scrive NoCensura.

 

http://www.leggo.it/news/mondo/la_cina_contro_gli_usa_se_attaccate_liran_entriamo_in_guerra/notizie/160504.shtml

dicembre 20, 2011

Guerra contro Siria e Iran? Cina e Russia : ” se toccate Teheran interverremo militarmente”

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GREENREPORT

L’Iran: non costruiremo la seconda centrale nucleare

Dopo il ritiro dall’Iraq tocca a Siria e Iran? Cina e Russia: se toccate Teheran interverremo militarmente

 

[ 16 dicembre 2011 ]

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Il ritiro delle forze americane, mascherato da missione compiuta – è il segno del fallimento della strategia globale neoconservatrice dell’era di Bush – è stato impietosamente ratificato dalle vere e proprie “feste pubbliche” in diverse città irakene per celebrare il ritiro dei “liberatori”. Un fallimento che dal 2003 ha fatto decine di migliaia di morti e feriti, per non contare le centinaia di migliaia di vittime irakene. Un fallimento al quale anche l’Italia ha dato il suo inutile ed irresponsabile contributo di sangue e denaro.

Ma il ritiro degli americani dell’Iraq, oltre a fornire carne fresca all’altro mattatoio afghano/pakistano, potrebbe essere il preludio ad un altro e più drammatico conflitto/i.

Secondo il sito Debka, che gli iraniani definiscono vicino alla Cia ed al Mossad israeliano, «Le forze speciali Usa ritiratesi dall’Iraq si sono stanziate in Giordania, a ridosso del confine della Siria». Le forze Usa si sarebbero riunite nella base aerea giordana di Al-Mafraq, a 10 km dal confine con la Siria, dove continua la feroce repressione degli oppositori al regime nazional-socialista di Assad. Debka afferma che «Nei villaggi di confine tra Giordania e Siria, l’esercito Usa starebbe costruendo da un bel po’ torri di controllo e fortificazioni».

Ma il rischio più grande sembra il possibile attacco all’Iran (vero vincitore politico della guerra irakena) ed è praticamente passato sotto silenzio la notizia clamorosa che, mentre gli statunitensi abbandonavano l’Iraq, il 13 dicembre il presidente cinese Hu Jintao, citato dall’European Union Times, avvertiva gli Usa ed i loro alleati che «Nel caso in cui l’Iran venisse attaccato da Washington e da qualunque altro Paese, Pechino entrerà subito in azione scegliendo l’opzione militare a favore di Teheran».

A confermare la notizia è stato per primo il premier russo, Vladimir Putin, che ha citato Hu Jintao: «L’unica via per fermare l’aggressione occidentale all’Iran é quella militare; la Cina adotterà misure di rappresaglia contro ogni azione ostile alla Repubblica islamica. Le forze marine della Cina sono attualmente in stato di massima allerta dietro l’ordine dello stesso Hu Jintao».

Secondo l’agenzia ufficiale iraniana Fars News, il presidente cinese «In un incontro con i capi dell’esercito del suo Paese ha promesso di sostenere l’Iran ad ogni costo correndo persino il rischio di entrare nella terza guerra mondiale».

Che l’annunciatissimo ritiro Usa dall’Iraq abbia terremotato lo scacchiere politico mediorientale è evidente in quanto ha detto (anche a fini nazionalistico-elettorali) alla televisione russa Putin: «Gli Usa hanno l’intenzione di dominare gli altri Paesi. Il mondo è ormai stanco di ricevere ordini da Washington. Alcune volte mi sembra che l’America non abbia bisogna di alleati, ma che abbia bisogno di vassalli. La gente è stanca di ricevere ordini da un unico paese. Un tempo la Russia volle essere alleata degli Usa, ma oggi nessuna forma di alleanza può esistere tra i due Paesi».

Putin ha fatto proprio l’esempio della guerra in Iraq, «Quella fu alleanza? Fu una decisione presa in gruppo? Alleanza significa discussione, decidere insieme, concordare un’agenda sulle minacce comuni e sulle misure da intraprendere».

Ieri il quotidiano russo Nezavissimaïa gazeta, facendo riferimento a fonti del ministero della difesa, scriveva che «La situazione geopolitica intorno alla Siria ed all’Iran spinge la Russia ad ottimizzare urgentemente le sue forze armate in Transcaucasia, nel mar Caspio e nella regione del Mediterraneo».

Le stesse fonti affermano di aver ricevuto informazioni sulla preparazione di un attacco israeliano contro i siti nucleari iraniani con il sostegno Usa. «L’attacco sarebbe improvviso e lanciato molto prossimamente – scrive il giornale – La riposta di Teheran non dovrebbe farsi attendere. Potrebbe allora innescarsi una guerra totale, le cui conseguenze sarebbero imprevedibili».

Il presidente russo Dmitri Medvedev ha presentato una possibile guerra in Medio Oriente come una delle priorità al vertice con l’Ue di ieri a Bruxelles. Il gruppo aereo-navale della flotta russa del nord starebbe per entrare nel porto siriano di Tartus e il ministero della difesa russo si è rifiutato di specificare se sia accompagnato anche da sottomarini nucleari e di fornire notizie riguardo alla missione militare se scoppiasse una guerra in Iran.

Il colonnello Vladimir Popov, un noto analista militare russo, non esclude la partecipazione della Russia ad un conflitto: «Nel peggiore degli scenari, se Teheran fosse minacciata da una disfatta militare totale resistendo all’invasione delle forze Usa e della Nato, la Russia le fornirebbe il suo aiuto militare. Almeno tecnico».

Insomma cinesi e russi non sembrano disposte ad ingoiare in Siria ed Iran un altro rospo come quello libico, dove il loro alleato Gheddafi è stato fatto fouri dai bombardamenti Nato e poi giustiziato barbaramente dai ribelli.

Intanto l’Organizzazione iraniana dell’energia atomica (Ioea) ha smentito il deputato iraniano Avaz Heidarpur che aveva annunciato l’avvio, entro 3 anni, della costruzione di una nuova centrale nucleare nella provincia centrale di Isfahan. Secondo il network televisivo satellitare iraniano Press TV la Ioea ha comunicato che «I reportages pubblicati da alcune agenzie sulla costruzione di una nuova centrale nucleare nel nostro Paese non sono vere e noi le smentiamo per il presente».

Il portavoce del ministero degli esteri iraniano, Ramin Mehmanparast, ha dovuto smentire anche un altro deputato, Parviz Sorouri, che aveva annunciato esercitazioni militari per simulare il blocco dello stretto di Ormuz, f da dove passa gran parte del petrolio irakeno e delle monarchie arabe del Golfo e la Turchia ha chiesto spiegazioni a Teheran sulla minaccia di attacco contro il sistema di difesa antimissilistica nell’est turco.

Il vice-presidente della Commissione parlamentare per la sicurezza nazionale e la politica estera, Hussein Ibrahim, l’11 dicembre aveva detto che «In caso di attacco è diritto naturale dell’Iran prendere a bersaglio i sistemi di lancio antimissile della Turchia».

http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=13716

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agosto 19, 2011

CINA: ANNUNCIA E UCCIDE FIGLIOLETTO IN DIRETTA WEB

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CINA, ANNUNCIA E UCCIDE
FIGLIOLETTO IN DIRETTA WEB

Mercoledì 17 Agosto 2011 – 17:36                   

L'articolo dello Shanghai Daily

SHANGAI – Ha strangolato il figlioletto di 10 mesi e diffuso su internet il video dell’uccisione per poi chiamare la polizia e costituirsi: è successo nella provincia sud orientale cinese del Fujian e la donna protagonista della tragedia è una giovanissima madre di 19 anni. La polizia, riferisce lo Shanghai Daily, sta indagando sull’ambiente familiare e sulla situazione della donna, forse esasperata da un ambiente ostile e difficile da gestire. Eppure Zou, questo il nome della ragazza, sembrava tranquilla. I vicini di casa e i familiari raccontano di una donna appagata, divenuta madre forse troppo giovane ma innamorata del suo compagno, con cui era andata a convivere già da tempo per dare una famiglia al bimbo che i due nel frattempo avevano avuto. Ma secondo le prime informazioni, a guastare il tutto, sarebbe subentrato un rapporto difficile con la suocera, andata a convivere, come spesso accade in Cina, con la giovane coppia. Screzi, incomprensioni, ma nulla che potesse far presagire un gesto tanto disperato. Zou avrebbe confessato di aver ucciso il piccolo proprio per vendetta verso la suocera e forse anche verso il compagno, incapace di difenderla da quelle continue invadenze. E avrebbe – ma il condizionale è d’obbligo trattandosi di una vicenda dai contorni ancora molto oscuri sotto diversi punti di vista – addirittura deciso di agire nella maniera più plateale possibile, annunciando quell’omicidio via internet per poi addirittura metterne in rete (sul sito qq.com) le immagini. Salvo poi, una volta terminato tutto, chiamare prima l’ambulanza (pur sapendo che ormai per il bimbo non c’era niente più da fare) e poi la polizia per costituirsi e raccontare tutto. Ma quello di Zou e del suo bambino non è un caso isolato. Episodi che hanno per oggetto bimbi piccoli uccisi dai genitori sono abbastanza diffusi di recente nel paese, tanto che c’è qualcuno che già parla di effetto emulativo. Ai primi di luglio un padre ha ucciso il figlio di dieci mesi gettandolo dal 14/esimo piano di un grattacielo a Shanghai. L’uomo poi ha cercato di uccidersi tagliandosi le vene. Anche in quel caso, alla base del folle gesto, ci sarebbero state delle liti familiari. In un altro episodio un uomo, ubriaco, ha ucciso il bimbo che era in braccio alla moglie quando questa gli si è avvicinata per impedire una rissa con un vicino di casa, anche lui ubriaco. Molti i commenti in rete di quanti si dicono scioccati per la sempre maggiore frequenza di questi episodi, specie di quelli che hanno come vittime bambini innocenti.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

UFO: UN OGGETTO NON IDENTIFICATO HA SORVOLATO IL CIELO DELLA CINA

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UFO NEI CIELI DELLA CINA:
CAOS E VOLI CANCELLATI

Giovedì 18 Agosto 2011 – 09:17                   

L'aeroporto di Chongqing

PECHINO – Un Ufo ha sorvolato ieri l’aeroporto di Chongqing, bloccando per un’ora il traffico aereo. Lo scrive lo Shanghai Daily. Intorno alle 12.30 un oggetto volante non identificato è stato avvistato sulla pista dell’aeroporto internazionale Jiangbei di Congqing. In quel momento diversi aerei erano già pronti per decollare e sono stati fermati e altri voli ritardati o dirottati. La municipalità di Chongqing non ha voluto confermare l’evento, confermato invece dalle autorità aeroportuali. Queste ultime hanno annunciato una indagine in merito, anche se si propende per una lanterna aerea, come quelle usate durante le cerimonie di preghiera o funebri, o un grande pallone. La notizia dell’avvistamento dell’Ufo ha fatto il giro della rete creando molto interesse. Non è la prima volta che viene avvistato un Ufo a Chongqing, la più popolosa città cinese. L’anno scorso dopo diversi giorni da un paio di avvistamento, le autorità spiegarono che gli oggetti volanti erano in realtà dei grossi aquiloni.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
http://www.leggo.it/articolo.php?id=135747
 
 
 
 
 

marzo 23, 2011

LIBIA: RUSSIA INDIA CINA E BRASILE CONDANNANO I RAID

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LIBIA: RUSSIA INDIA CINA E BRASILE CONDANNANO I RAID

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Mosca esprime rammarico per l’intervento armato in Libia

19.03.2011

Mosca ha accolto con rammarico la notizia sull’inizio dell’intervento armato in Libia. E’ quanto detto nella dichiarazione del portavoce del Ministero degli Esteri russo, Alexander Lukascevich.

“A Mosca hanno accolto con rammarico questa azione militare intrapresa con riferimento alla risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza ONU  frettolosamente adottata”, si legge nel documento.

Il MID ha chiamato con insistenza sia tutte le parti  libiche, che tutti i partecipanti all’intervento armato a fare tutto il possible per prevenire le sofferenze della popolazione civile, un immediato cessate il fuoco e pore fine alla violenza.

 “Rivendichiamo di adottare tutte le misure esaurienti al fine di garantire la sicurezza delle missioni diplomatiche estere e dei loro collaboratori. In particular modo insistiamo sulla garanzia della inviolabilita’ dell’Ambasciata della Russia a Tripoli e dei cittadini russi in Libia, su quanto in precedenza aveva gia’ fatto  passi la parte russa”.

 

Preoccupazioni internazionali per la Libia

22.03.2011
 
Due giorni mancano alla riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza sulla Libia. Una serie di paesi pero’ hanno gia’ annunciato che i bombardamenti sono inamissibili. Oggi l’India ha condannato l’Odissea all’alba, portata avanti da Usa, Canada, Qatar ed alcuni paesi europei. La Cina, per bocca del portavoce del ministero degli esteri, ha chiesto un immediato cessate il fuoco, condannando l’uso sproporzionato della forza. Il Brasile ha espresso il rammarico per i morti  fra la popolazione civile.
 

marzo 20, 2011

LIBIA: NO ALLA GUERRA DA PARTE DELL’UNIONE AFRICANA CINA E RUSSIA

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LIBIA: NO ALLA GUERRA DA PARTE DELL’UNIONE AFRICANA CINA E RUSSIA
 

20.3.2011
 

 Unione africana: “Stop a ostilità”
Il comitato dell’Unione africana sulla Libia ha chiesto lo “stop immediato a tutte le ostilità” in Libia. Membri del comitato avrebbero dovuto recarsi a Tripoli ma non hanno ricevuto l’autorizzazione.
 
 Cina e Russia rammaricate
Dopo la Russia, anche la Cina ha espresso il suo “rammarico” per gli attacchi della coalizione internazionale contro le truppe del Colonnello Muammar Gheddafi. Pechino, insieme a Mosca, entrambi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite con diritto di veto si erano astenute al momento dell’approvazione della risoluzione 1973 che ha dato base legale all’intervento in Libia.
 
 
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/1003673/pioggia-di-bombe-sulla-libia.shtml?2#page
 
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Domenica 20 Marzo 2011
 
 
CINA “RAMMARICATA” DALL’ATTACCO La Cina, attraverso il ministero degli Esteri, esprime rammarico per i bombardamenti della coalizione internazionale sulla Libia, dicendo di non condividere l’uso della forza nelle relazioni internazionali. «La Cina ha preso atto degli ultimi sviluppi in Libia ed è rammaricata per gli attacchi militari contro il Paese», ha affermato la portavoce del ministero, Jiang Yu, aggiungendo che Pechino «auspica che in Libia possa essere ripristinata la stabilità il prima possibile per evitare ulteriori vittime civili e l’escalation del conflitto militare».

http://www.leggo.it/articolo.php?id=112618

 
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Mosca esprime rammarico per l’intervento armato in Libia

 
19.03.2011, 22:34
 

Mosca ha accolto con rammarico la notizia sull’inizio dell’intervento armato in Libia. E’ quanto detto nella dichiarazione del portavoce del Ministero degli Esteri russo, Alexander Lukascevich.

“A Mosca hanno accolto con rammarico questa azione militare intrapresa con riferimento alla risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza ONU  frettolosamente adottata”, si legge nel documento.

Il MID ha chiamato con insistenza sia tutte le parti  libiche, che tutti i partecipanti all’intervento armato a fare tutto il possible per prevenire le sofferenze della popolazione civile, un immediato cessate il fuoco e pore fine alla violenza.

 “Rivendichiamo di adottare tutte le misure esaurienti al fine di garantire la sicurezza delle missioni diplomatiche estere e dei loro collaboratori.

 In particular modo insistiamo sulla garanzia della inviolabilita’ dell’Ambasciata della Russia a Tripoli e dei cittadini russi in Libia, su quanto in precedenza aveva gia’ fatto  passi la parte russa”.

http://italian.ruvr.ru/2011/03/19/47674391.html

 

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