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dicembre 20, 2011

LA VIPERA CORNUTA DI MATILDA

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GREENREPORT

 

Ricerca italiana scopre in Tanzania la vipera cornuta di Matilda

Un programma di allevamento in cattività per evitare il rischio estinzione da collezionismo

[ 19 dicembre 2011 ]

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Recenti ricerche condotte nelle Southern Highlands della Tanzania dal Museo Tridentino di scienze naturali e dalla Wildlife conservation society (Wcs) hanno portato alla scoperta di una “nuova” ed eccezionale specie di vipera cornuta. Somiglia alla vipera del bush Usambara (Atheris ceratophora), ma è molto più grande e le indagini genetiche dimostrano che le due specie si sono separate 2,2 milioni di anni fa. La nuova specie è stata chiamata vipera cornuta di Matilda (Atheris matildae).

 

Secondo quanto scrivono i ricercatori nell’articolo “Description of a new and critically endangered species of Atheris (Serpentes: Viperidae) from the Southern Highlands of Tanzania”, si tratta di una specie arborea che vive in un piccolo frammento di meno di 100 km2 delle foreste montane delle Southern Highlands, in un territorio di un altipiano isolato, costituito da boschi intervallati da praterie. E’ probabile che la vipera di Matilda abbia un areale molto ristretto e che, secondo i ricercatori, sembra già in forte degrado «Pertanto, secondo le linee guida dell’Iucn (Iucn 2010), dovrebbe essere indicata come “in pericolo critico” CR-B1b (i, ii, iii)».

La vipera Matilda prende il suo nome dalla figlia di 5 anni di Tim Davenport, del Wcs, che spiega: «Quando abbiamo scoperto il serpente, ne abbiamo mantenuto uno sicuro in un contenitore fuori dell’ufficio, mentre lo studiavano. Mia figlia, di 5 anni, era affascinata ed insisteva sempre per aiutarci ad prendersene cura. E’ diventata nota come la vipera di Matilda e il nome è rimasto. Abbiamo semplicemente aggiunto “cornuta”‘ più tardi. Lei è molto felice, ma ovviamente la sua sorella minore vuole anche lei  una nuova specie! Vedremo cosa possiamo fare…».

I rischi per questa vipera, lunga 64 cm e con una magnifica livrea giallo-nera, è legato soprattutto al commercio di specie selvatiche, che è il secondo traffico commerciale illegale nel mondo dopo la droga, avendo probabilmente raggiunto i 159 miliardi di dollari all’anno. Serpenti velenosi rari come questa vipera cornuta sono molto richiesti (e pagati) dai collezionisti e la cattura dei rettili in natura  «Sta avendo un effetto devastante sulle popolazioni selvatiche – si legge sul blog del Museo Tridentino di scienze naturali e dalla Wcs dedicato alla scoperta – Tanto che in molte parti dell’Africa, è la minaccia maggiore per l’esistenza di molte specie in natura. Le colorate, affascinanti vipere del bush africano del genere Atheris sono serpenti popolari come animali domestici in molti Paesi, tuttavia, il loro habitat naturale è seriamente minacciato e il numero degli animali selvatici catturati destinati al commercio di animali domestici continua ad essere insostenibile».

La “nuova” vipera cornuta degli altipiani della Tanzania potrebbe pagare molto cara la sua rarità e bellezza e il suo grande valore sul mercato illegale: la caccia a Matilda potrebbe portare ad una rapida eradicazione della specie e ad una sua estinzione allo stato selvatico. Per evitarlo, i ricercatori e l’editore di Zootaxa hanno deciso di non rivelare l’esatta localizzazione dell’area dove vivono le Atheris matildae, pubblicando solo informazioni e dati molto generali, con la possibilità che gli autori possano fornire più informazioni specifiche solo su richieste a scopi scientifici. Secondo i ricercatori questa pratica dovrebbe essere presa in considerazione «Ogni volta che viene descritta una nuova specie rara di potenziale interesse commerciale».

Proprio in Tanzania, che ospita molte specie endemiche, la fauna è seriamente minacciata dalla perdita di habitat, malattie e dal commercio di specie illegale sempre più pervasivo. I ricercatori italiani e del Wcs sottolineano che «La raccolta allo stato selvatico è per lo più insostenibile e ha raggiunto un livello in cui  rappresenta forse la più grande minaccia per gli anfibi e rettili della Tanzania. Eppure con la volontà politica, un sistema di quote e del commercio derivato scientificamente, che si concentri sulla riproduzione in cattività piuttosto che nel catturare i selvatici, la minaccia potrebbe essere trasformata in una opportunità di conservazione». Davenport, ha spiegato a mongabay.com: «La nostra preoccupazione è che un’improvvisa raccolta di questo nuovo serpente da una piccola foresta, nella migliore delle ipotesi è insostenibile, e nel peggiore dei casi ha un forte impatto negativo sulla sopravvivenza della specie  Per mantenere la nuova specie in sicurezza, 11 ricercatori hanno raccolto i serpenti per un programma di riproduzione in cattività: 4  maschi, 5 femmine e due giovani. La prole di questi serpenti è destinata ad essere un’assicurazione contro l’estinzione. Stiamo progettando di mettere a disposizione poche decine di figli dalla popolazione in cattività a titolo gratuito, al fine di rifornire il mercato con gli esemplari allevati in cattività delle nuove specie. Lo scopo è quello di evitare il collezionismo di esemplari selvatici catturati, abbassare il prezzo degli animali e favorire la riproduzione responsabile in cattività da parte degli allevatori nei paesi più esigenti».

L’obiettivo finale è quello di aumentare la consapevolezza e il sostegno ad un  programma conservazione della foresta in situ, basato sulle comunità, con la formazione e la gestione delle foreste. La vipera cornuta di Matilda dovrebbe essere la  specie simbolo dell’iniziativa. Inoltre, i ricercatori chiedono alla CItes di inserire la specie nell’ Appendix 1 e la popolazione allevata in cattività nell’Appendix 2. Tute azioni che «Dovrebbero rallentare l’accesso al sito da parte dei commercianti e dei collezionista e, al tempo stesso, di spostare l’attenzione del mercato sulla riproduzione in cattività, piuttosto che sulla raccolta in natura. Il successo della conservazione dovrebbe essere rafforzato dalle attività di conservazione in situ  svolte nei dintorni della foresta.

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