Mirabilissimo100’s Weblog

novembre 24, 2012

EGITTO: TRENO CONTRO BUS-MORTI 47 BIMBI-IL CASELLANTE DORMIVA

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LEGGO.IT

EGITTO, TRENO CONTRO BUS: MORTI 47 BIMBI.
“IL CASELLANTE DORMIVA”

 
Sabato 17 Novembre 2012 – 14:20

IL CAIRO – Sale a 47 vittime il bilancio dello scontro fra un treno e uno scuolabus avvenuto stamani nel sud dell’Egitto. Lo ha riferito la tv di Stato egiziana, secondo cui altri 13 bambini sono rimasti feriti. L’incidente è avvenuto nel governatorato di Asyut. Quasi immediate sono arrivate le dimissioni del ministro dei Trasporti egiziano, Rashad al-Mateeni, il quale ha rimesso il suo incarico nelle mani del presidente Mohamed Mursi. Yahya Kishk, governatore di Asyut, ha chiesto l’apertura di un’inchiesta sull’accaduto, promettendo risarcimenti per le famiglie dei bambini morti o rimasti feriti. Mursi ha invece assicurato che i responsabili della tragedia saranno puniti. Già all’inizio di novembre si era verificato un altro incidente ferroviario in Egitto. In quell’occasione due treni si erano scontrati nel governatorato di Faiyum, 85 chilometri a sud del Cairo, provocando quattro morti. Il peggior disastro ferroviario in Egitto rimane quello del febbraio 2002, quando morirono oltre 300 persone.

L’ADDETTO AL PASSAGGIO A LIVELLO DORMIVA  L’addetto al passaggio al livello nella città di Assiut dove stamane uno scuolabus è stato investito da un treno stava dormendo al momento dell’incidente. È quanto ha detto il governatore di Assiut, Yahya Keshk, in merito all’incidente nel quale i morti accertati finora sono 49: 47 bambini e due adulti.

TRA I 4 E I 6 ANNI  Avevano tra i 4 e i 6 anni i bambini rimasti uccisi in Egitto nello scontro tra il loro scuolabus e un treno. Testimoni hanno raccontato ai medici che il passaggio al livello sarebbe stato aperto al momento del passaggio dello scuolabus che è stato travolto dal treno. L’incidente è avvenuto nella citt… di Manfalut, vicino ad Assiut, a 300 chilometri a sud della capitale. L’agenzia ufficiale egiziana parla di 40 morti, mentre i medici dell’ospedale di Assiut, di 38 vittime e sei feriti gravi.

DIMISSIONI DEL MINISTRO DEI TRASPORTI  Il ministro dei Trasporti egiziano, Rachad al Metini, e il capo dell’Autorità per le ferrovie hanno rassegnato le dimissioni dopo l’incidente a uno scuolabus costato la vita a decine di bambini. Lo riferiscono i media ufficiali egiziani. Il presidente Mohamed Morsi ha ordinato al primo ministro, ai ministri della Difesa e della Salute e al governatore di Assiut «di offrire tutta l’assistenza possibile alle famiglie delle vittime».
http://www.leggo.it/news/mondo/egitto_treno_contro_bus_morti_47_bimbi_il_casellante_dormiva_foto_video/notizie/203031.shtml

maggio 2, 2012

EGITTO: PROPOSTA UNA LEGGE PER FAR SESSO CON I MORTI

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LEGGO.IT

 

EGITTO, LEGGE CHOC: SI POTRÀ
FARE SESSO CON LA MOGLIE MORTA

 
Venerdì 27 Aprile 2012 – 18:39

EGITTO- Fare sesso con la propria moglie deceduta per le prime 6 ore dalla morte potrebbe diventare una legge. Accade in Egitto dove, secondo quanto riporta il Daily Mail, è stata inserita  questa nuova norma in un pacchetto di provvedimenti che il parlamento, a maggioranza islamica, si appresta a votare. Guai a parlare di necrofilia, dunque.
Immediate sono state le reazioni da parte del consiglio nazionale egiziano per le donne che afferma: «Emarginano e indeboliscono la condizione delle donne incidendo negativamente sullo sviluppo del paese». La speranza è che l’indiganzione popolare possa arrivare ai politici.

 

http://www.leggo.it/news/mondo/egitto_legge_choc_si_potra_fare_sesso_con_la_moglie_morta/notizie/177565.shtml

marzo 14, 2012

IN EGITTO VISSERO I GIGANTI: IL DITO DI UN GIGANTE SCOPERTO IN EGITTO

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IN EGITTO VISSERO I GIGANTI:
 
LEGGO.IT
IL DITO DI UN GIGANTE SCOPERTO IN EGITTO.
LA BILD: “È AUTENTICO” – FOTO/VIDEO
 
 

 
 
Martedì 13 Marzo 2012 – 10:56

Un dito gigante di 38 centimetri fotografato nel 1988 in Egitto è stato mostrato per la prima volta dalla Bild, il quotidiano tedesco. Fu ritrovato dal fotografo e imprenditore svizzero 56enne Gregory Spoerri, grande appassionato di Egitto. La Bild ha pubblicato anche una radiografia e un certificato risalenti agli anni 69 che testimonierebbero che si tratta di un dito umanoide fossilizzato che fa pensare che appartenesse a un gigante alto parecchi metri.  
Il fotografo ha raccontato di aver potuto solo vedere il reperto pagando 300 dollari a un tombarolo egiziano che disse di averlo trovato nei pressi della Piramide di Giza in Egitto, dove pure sono presenti sarcofagi giganteschi. Nonostante le pressioni del fotografo svizzero, l’uomo non gliel’ha venduto perchè era un patrimonio troppo importante per la sua famiglia. 
Ma in Egitto esistevano davvero i giganti? Lo storico romano Giuseppe Flavio nel 79 dC scrive: “Vi erano dei giganti. Molto più grandi e di forma diversa rispetto alle persone normali. Terribile a vedersi. Chi non ha visto con i miei occhi, non può credere che siano stati così immensi”.

http://www.leggo.it/news/mondo/il_dito_di_un_gigante_scoperto_in_egitto_la_bild_e_autentico_foto_video/notizie/170518.shtml

 
 
 
 
 
VIDEO
 
http://www.leggo.it/video/il_misterioso_dito_del_gigante/13450/170518.shtml

aprile 28, 2011

EGITTO:GIOVANE UCCIDE CANE LANCIANDOLO DAL TERRAZZO

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LEGGO.IT

GIOVANE LANCIA CANE DAL
TERRAZZO -FOTO/VIDEO CHOC

Mercoledì 27 Aprile 2011

 

IL CAIRO – Lo ha trascinato con la forza, poi lo ha lanciato, senza pensarci, dal terrazzo. Il cane vittima della crudeltà del ragazzo ha fatto un volo di circa quindici metri, schiantandosi al suolo. Il giovane egiziano, in compagnia di un coetaneo che lo filmava, fiero della sua ‘impresa’, ha subito pubblicato su Facebook il video choc, girato da un amico che si trovava con lui. La polizia sta cercando di risalire all’autore del macabro gesto sfruttando proprio le tracce lasciate sul web. La città egiziana dove il fatto è avvenuto non è stata ancora individuata.

Un gruppo su Facebook a questo indirizzo (http://www.facebook.com/event.php?eid=207073775993030) è già attivo.

http://www.leggo.it/articolo.php?id=118578

Ragazzo lancia cane dal terrazzo (Youreporter)

 

 

http://www.leggo.it/video.php?idv=9562&id_news=118578

 

Il colpevole (Youreporter)

 

http://www.leggo.it/video.php?idv=9563&id_news=118578

 

aprile 25, 2011

EGITTO: DONNA SI CONVERTE ALL’ISLAM-UCCISA INSIEME AL FIGLIOLETTO

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LEGGO.IT

EGITTO, DONNA SI CONVERTE
ALL’ISLAM: UCCISA COL FIGLIO

Domenica 24 Aprile 2011
 
 

IL CAIRO – Sei anni fa era scappata di casa per convertirsi dalla confessione copta all’Islam, per poter sposare un giovane musulmano egiziano. Ma dopo anni i tre fratelli di Salwa Adel, 28 anni, sono riusciti a rintracciarla e l’hanno accoltellata a morte, assieme al figlioletto di cinque anni. Comparsi davanti a un tribunale, i tre hanno confessato il crimine, affermando di aver voluto «lavare l’onta con il sangue», scrive oggi il giornale egiziano Al Shoruk. Proteste dei salafiti. Salwam 28 anni, era originaria di Assiut, nell’Alto Egitto. L’atroce delitto è stato commesso nell’abitazione della giovane donna, nella periferia del Cairo, dove Salwa viveva con il marito e figli. I tre fratelli hanno sgozzato lei e il bimbo di cinque anni e hanno tentato di uccidere la figlia di tre anni e il marito. Oggi circa 5.000 salafiti appartenenti al gruppo ‘Coalizione per il sostegno ai nuovi musulmanì (i cristiani convertiti) hanno manifestato davanti a una moschea nel centro di Alessandria per protestare contro l’uccisione di Salwa. Gli estremisti islamici sventolavano striscioni con su scritto «Vendetta per la musulmana uccisa» e «Basta con le persecuzioni contro i musulmani».

http://www.leggo.it/articolo.php?id=118180

aprile 10, 2011

EGITTO:L’ESERCITO SPARA SULLA FOLLA IN MANIFESTAZIONE PACIFICA!

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articolo di domenica 10 aprile 2011

 

In Egitto l’esercito «liberatore» spara sulla folla

di Rolla Scolari

 

BengasiDopo l’entusiasmo dei primi mesi dell’anno, la contagiosa rivoluzione del mondo arabo partita dai boulevard di Tunisi si blocca in piazza Tahrir, al Cairo, dove l’esercito meno di due mesi fa acclamato dalla popolazione ha usato ieri la forza per reprimere una manifestazione pacifica; fatica in Siria dove il governo minaccia la tolleranza zero contro nuove proteste; langue sul fronte libico, dove le forze dei ribelli sono bloccate in una protratta battaglia contro i sostenitori del regime; rallenta in Bahrein dove le autorità stanno indebolendo l’opposizione con arresti e repressioni. E in molti Paesi della regione, dove i successi dei vicini avevano innescato sollevazioni, i complicati destini delle più promettenti rivoluzioni libica, egiziana e yemenita hanno dato un colpo all’entusiasmo delle giovani generazioni.

EGITTO
Ieri l’esercito egiziano ha fatto irruzione all’alba in piazza Tahrir, il luogo in cui si sono tenute per quasi un mese le proteste che hanno costretto il raìs Hosni Mubarak a dimettersi. I soldati sono intervenuti armati per disperdere i manifestanti che da ore sfidavano il coprifuoco. Secondo fonti mediche egiziane, due persone sono rimaste uccise. L’opposizione chiede le dimissioni del capo del Consiglio supremo delle Forze armate, il generale Mohammed Hussein Tantawi. L’esercito è accusato di proteggere la ex leadership, primo fra tutti il deposto presidente Mubarak, che la popolazione vorrebbe vedere alla sbarra. Dalla caduta del raìs i militari, che guidano ora il Paese e si sono presentati come garanti di una transizione pacifica, sono stati incapaci di prevenire il caos. Poche settimane fa sono scoppiati violenti scontri tra musulmani e cristiani al Cairo che hanno causato numerose vittime. E i morti di ieri ricordano che la rivoluzione non è affatto completata.
SIRIA
Il contagio rivoluzionario ha toccato la Siria con ritardo. La repressione del regime di Bashar el Assad è stata però immediata. Dal 15 di marzo, secondo gruppi per i diritti umani siriani, le vittime degli scontri tra manifestanti e polizia sarebbero già 130. Dopo le violenze di venerdì, in cui sono rimaste uccise 37 persone, il governo ha promesso ieri di aumentare il livello della repressione. «Non c’è spazio per la tolleranza», ha fatto sapere il ministero dell’Interno siriano, mentre in diverse città la popolazione era già in strada. Dopo i morti di venerdì, a Latakia e Daraa le forze dell’ordine hanno sparato ancora sulla folla per disperdere le manifestazioni, spiegano testimoni. Il regime di Assad, sotto la pressione della piazza, ha annunciato qualche giorno fa la creazione di un comitato che si occupa di cancellare le leggi di emergenza in vigore nel Paese, ma finora nessuna riforma è stata presentata alla popolazione, frustrata da anni di governo autoritario.

LIBIA
La rivoluzione in Libia, che ha spaccato il Paese in due, si è fermata lungo il fronte, su una strada in mezzo al deserto. Ieri, le forze del colonnello Moammar Gheddafi e quelle dei ribelli male addestrati e male armati si sono scontrate ancora una volta nella cittadina di Agedabia, circa 200 chilometri a est di Bengasi. Mentre i giovani rivoluzionari sembrano ancora una volta perdere terreno sul fronte, i leader dell’Unione africana si sono incontrati per tentare di mettere fine alla situazione di stallo, peggiorata anche dalle recenti tensioni tra i vertici militari rivoluzionari e la Nato, i cui aerei hanno colpito pochi giorni fa i carri armati ribelli.

BAHREIN
Le forze di sicurezza del Bahrein stanno cercando di arginare la rivolta, che insanguina la capitale Manama ormai da settimane, accanendosi contro i leader della protesta. Ieri all’alba, uomini incappucciati e agenti di polizia hanno fatto irruzione nella casa di Abdulhadi Al Khawaja, appena fuori città: il cinquantenne è un noto attivista per i diritti umani. Secondo la figlia Zeinab, intervistata da Al Jazeera, i poliziotti hanno picchiato il padre per poi trascinarlo via con loro. In seguito alle proteste che per giorni hanno bloccato Manama, il regime del piccolo e ricco Paese del Golfo ha imposto lo stato di emergenza.

YEMEN
Il governo yemenita ha ritirato ieri il suo ambasciatore dal Qatar, in segno di sfida e protesta nei confronti di un piano proposto dai Paesi del Golfo, che prevede le dimissioni del presidente Abdallah Saleh. Mentre il regime era impegnato nella sua battaglia diplomatica, nel difficile tentativo di difendere la propria legittimità sul piano internazionale, migliaia di persone sono scese nelle strade della cittadina di Taiz, nel Sud, e nel porto di Aden, cariche di rabbia e frustrazione per l’impasse nel Paese.

 

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marzo 9, 2011

EGITTO: SCONTRI FRA ISLAMICI E CRISTIANI COPTI-13 MORTI

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TG.COM

Violenze in Egitto: tredici morti

9.3.2011

Scontri fra islamici e cristiani copti in un quartiere della capitale

foto Afp

14:49 – E’ almeno di tredici morti secondo il ministero della Sanità in Egitto il bilancio degli scontri nel quartiere povero a maggioranza cristiana di Moqattam, a Il Cairo. I feriti sono 110. Nella zona si sono registrati martedì violenti scontri tra musulmani salafiti e copti, e Saman Ibrahim, sacerdote copto, ha accusato i musulmani di aver sparato sui dimostranti cristiani.

I feriti, ha spiegato Sherif Zamel, capo del dipartimento delle urgenze del ministero della Sanità, sono stati ricoverati in dieci ospedali del Cairo, fra i quali l’ospedale italiano e quello angloamericano. Zamel ha spiegato che i feriti mostrano lesioni da arma da fuoco, fratture al corpo e contusioni in testa. Il ministero ha anche detto che due dei feriti ricoverati in nottata all’ospedale Kasr El Aini, nel centro del Cairo, sono fuggiti.

L’attivista e avvocato copto Naguib Gabrail ha raccontato all’Ansa che sono 4mila i manifestanti davanti alla sede della televisione pubblica, dove di dimostranti stazionano da ormai quattro giorni e altrettante notti, in seguito all’incendio, sabato scorso, di una chiesa a Sud del Cairo.

 
Nella notte, sempre secondo fonti della sicurezza, è stato rilasciato il religioso copto, in carcere perché accusato di aver falsificato i documenti di una donna cristiana convertita all’Islam, e la cui liberazione è stata chiesta per giorni dai manifestanti.

I Fratelli Musulmani  hanno accusato il partito dell’ex presidente Mubarak, il Partito Nazionale Democratico (Pnd) e la Sicurezza di Stato, il servizio investigativo del ministero dell’interno, di essere all’origine degli scontri.

 

marzo 6, 2011

EGITTO: INCENDIATA CHIESA COPTA

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 7:32 pm

TG.COM

Egitto, scontri religiosi: 2 morti

5/3/2011

Vendetta islamica,incendio chiesa copta

Due persone, un commerciante e un contadino musulmani, sono morte in seguito ai violenti scontri inter-religiosi in atto tra cristiani copti e islamici a Foul, un villaggio a sud del Cairo. Per vendicare la loro morte, i loro parenti hanno marciato sulla chiesa copta della Vergine, l’hanno devastata e data alle fiamme, senza però provocare né morti né feriti.

Sembra che tutto sia scaturito da un violento litigio dovuto al fidanzamento del figlio di un contadino cristiano copto con la figlia del contadino musulmano poi rimasto ucciso. Dalla lite sarebbe nato un vero e proprio scontro, con uno scambio di colpi d’arma da fuoco, di cui sono rimaste vittime il commerciante e il contadino.

L’episodio, secondo quanto scrive l’agenzia Mena, è avvenuto nel villagio di Foul, che si trova vicino al più grosso centro di Atfih, entrambi nel governatorato di Helwan.

I due morti sono stati sepolti dai loro familiari che, nelle ore successive, hanno preso d’assalto la chiesa copta della Vergine, vi sono penetrati e l’hanno devastata, dandole poi fuoco.

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo504839.shtml

febbraio 12, 2011

EGITTO IN FESTA PER LE DIMISSIONI DI MUBARAK

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 12:52 pm

 

LA STAMPA.IT

Festa Egitto: è il giorno della rinascita
Attesa per le dichiarazioni dei militari

12/02/2011 – IL CROLLO DEL REGIME

Migliaia ancora in piazza Tahrir
dopo le dimissioni di Mubarak.
I media arabi celebrano la rivolta

IL CAIRO
Dopo le dimissioni del presidente Hosni Mubarak e i festeggiamenti durati tutta la notte in Egitto, migliaia di persone sono questa mattina in piazza Tahrir, al Cairo, diventata il simbolo delle proteste anti-regime durate 18 giorni. Al momento, riferisce l’emittente al Jazeera, non è chiaro per quanto tempo ancora si fermeranno i manifestanti che hanno pregato tutti insieme. In molti, riferisce ancora l’emittente araba, hanno detto durante la notte di voler aspettare le dichiarazioni dei militari.

Verso la normalità: via le barricate
Intanto, gli stessi militari hanno iniziato a rimuovere le barricate situate davanti al Museo nazionale egizio, all’ingresso nord della gigantesca piazza. I soldati, aiutati da molti civili, hanno cominciato anche a togliere le carcasse delle auto bruciate e altri rottami, conseguenza dei disordini dei giorni scorsi. Anche i blindati dell’esercito che bloccavano le strade convergenti su Piazza Tahrir hanno liberato il passaggio, parcheggiandosi di fianco.

In piazza Tahrir si balla e si canta: “E’ la fine dell’ingiustizia”
Stamani diversi manifestanti ancora ballavano, cantavano e sventolavano bandiere sulla piazza. «È festa, siamo rinati!» grida un uomo di 40 anni, ingegnere agricolo. «È la fine dell’ingiustizia», aggiunge. «Eravamo in ritardo rispetto ad altri paesi, adesso abbiamo un valore agli occhi degli stranieri e del mondo arabo», spiega un altro. Molti si aspettano adesso la formazione rapida di un governo civile: «Aspettiamo un altro comunicato dell’esercito. Non vogliamo essere governati dai militari. Vogliamo un governo di coalizione con gente esperta».

La stampa egiziana brinda alla cacciata di Mubarak
Tutta la stampa egiziana, quella di regime, quella di opposizione e quella indipendente, ha salutato il successo della rivolta popolare che ha portato alle dimissioni di Hosni Mubarak. «Il popolo ha abbattuto il regime» e «Trionfo della rivoluzione del 25 gennaio» hanno titolato i filo-governativi Al Ahram e Al Gumhuriya, rimasti fino all’ultimo al fianco del Rais. L’Al Ahram, che è il più diffuso giornale del Paese, ha messo in prima pagina la foto di un manifestante che esulta sulle spalle di un altro. «E Mubarak fugge» è il titolo a tutta pagina di Al Ajbar. «La fine» e «Trionfo della volontà popolare» sono i titoli del giornale di opposizione Al Wafd, che fa capo al partito omonimo. Per l’indipendente Al Masry Al Youm «La volontà del popolo ha fatto cadere il regime».

In Occidente esultanza e prudenza
Sul fronte occidentale, la reazione dei vari Paesi è stata di rispetto della svolta politica egiziana, ma anche di prudenza sull’effettiva transizione democratica . Ha festeggiato Barack Obama che si era schierato con il popolo di piazza Tahrir: «Sono pochi i momenti della vita in cui possiamo essere testimoni della storia. In quel che accade al Cairo – ha detto – c’è un’eco di Gandhi, e c’è un’eco del Muro di Berlino». «Il popolo ha parlato, la sua voce è stata ascoltata, l’Egitto non sarà mai più come prima», ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti, chiamando l’esercito egiziano a garantire una transizione verso la democrazia «credibile agli occhi del popolo egiziano».

In un discorso solenne alla Casa Bianca, Obama ha espresso la consapevolezza che questo cammino è ancora pieno di ostacoli: «All’Egitto non può bastare nulla di meno di una democrazia genuina» ha sottolineato, mettendo in guardia contro «i giorni difficili» a venire. Ora, ha insistito la Casa Bianca, persino la repubblica islamica iraniana teme “la volontà del suo popolo”. «La voce degli egiziani è stata ascoltata» si è rallegrato anche il segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon, auspicando una «transizione trasparente, ordinata e pacifica». Prendendo atto delle dimissioni di Mubarak, il numero uno della Nato Anders Fogh Rasmussen si è detto convinto che il paese resterà «una forza per la stabilità e la sicurezza» del Medio Oriente. Secondo la responsabile della diplomazia europea Catherine Ashton, Hosni Mubarak ha «ascoltato la voce del popolo egiziano»: ora, ha aggiunto la baronessa, all’Egitto serve un governo «largamente rappresentativo».

http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/388678/

gennaio 4, 2011

EGITTO: 21 CRISTIANI COPTI UCCISI IN ATTENTATO

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 8:03 pm

Egitto, 21 cristiani uccisi in attentato
Scontri fra musulmani e copti

Ad Alessandria strage di mezzanotte per un’autobomba
I parenti delle vittime aggrediscono due ministri ai funerali

 

ROMA (1 gennaio) – Capodanno di sangue ad Alessandria d’Egitto, dove un’autobomba esplosa davanti ad una chiesa copta alla fine della messa di mezzanotte ha fatto 21 morti e 8 feriti. È stato un duro colpo per la folta comunità cristiana d’Egitto, e una notte da dimenticare per i copti di Alessandria, bersaglio dell’esplosione all’uscita da una funzione religiosa per propiziare il nuovo anno. Un testimone oculare ha riferito di un «bagno di sangue», seguito da un via vai di ambulanze tra i corpi martoriati a terra. Secondo un sito copto, Voice of the
Copts
, i morti sarebbero almeno 45. Diciassette persone sono state arrestate per l’attentato.

La firma di al Qaeda. Esperti egiziani ritengono che l’autobomba porti le impronte di Al Qaida e rappresenti la messa in atto della minaccia lanciata due mesi fa dall’organizzazione terrorista in Iraq contro i copti egiziani. I terroristi avevano ingiunto di liberare due cristiane egiziane «tenute prigioniere in monasteri» per impedire loro di convertirsi all’Islam. Il generale della polizia Nabil Luka Bebawi, sottosegretario per l’intelligence, ha accusato invece Israele di essere dietro l’attentato.I copti sono fra il 6 e il 10% dei circa 80 milioni di abitanti dell’Egitto.

L’attentato è avvenuto a mezzanotte e mezza nel quartiere di Sidi Bishr, davanti alla Chiesa dei Santi (Al-Qiddissine). Un’automobile imbottita di esplosivo sarebbe stata parcheggiata davanti alla chiesa dieci minuti prima dello scoppio. Un testimone ha detto alla tv di aver visto delle persone scendere dal veicolo, una Skoda. Lo scoppio, fortissimo, è avvenuto quando i fedeli uscivano dalla chiesa e ha provocato le esplosioni delle automobili vicine. Gli investigatori parlano invece dell’opera di un kamikaze, versione che viene accolta con scetticismo dagli esperti, inclini piuttosto ad accreditare un tentativo delle autorità di non ammettere la prima esplosione di un’autobomba sul territorio egiziano.

Dopo l’attentato gruppi di copti esasperati hanno aggredito i musulmani nelle strade circostanti. Il ministero dell’Interno egiziano ha imposto misure di sicurezza durissime intorno a tutte le chiese e ha raddoppiato la presenza degli agenti per contrastare ogni eventuale attacco. Stretti controlli sono stati anche imposti al governatorato di Marsa Matruh, sul litorale e all’aeroporto del Cairo per impedire la fuga degli autori dell’attentato. «Lo sforzo islamico di ripulire il Medio Oriente dai cristiani è aumentato», scrive con amara ironia un sito copto. Al Azhar, invece, la più alta istanza dell’Islam sunnita, ha gettato acqua sul fuoco, condannando l’attentato di Alessandria. Il presidente egiziano Hosni Mubarak ha chiamato «gli egiziani, copti e musulmani, a conservare la loro unità di fronte alle forze terroristiche che minano la stabilità della patria e la sua unità».

Dopo le proteste della notte, scontri anche nel primo pomeriggio. Circa 3.000 cristiani hano affollato la strada nella quale sorge la chiesa bersaglio dei terroristi, bloccata alle due estremità dalla polizia, e hanno lanciato contro le forze dell’ordine pietre e lattine trasformate in mini-molotov. «Musulmani terroristi» e «il sangue dei copti non scorrerà invano», hanno scandito i dimostranti. In un’altra parte del quartiere alessandrino di Sidi Bishr, dove si trova la Chiesa dei Santi, c’è stata una manifestazione pacifica di un migliaio di persone, cristiani e musulmani insieme, di solidarietà e cordoglio per le vittime. In serata un’altra manifestazione interconfessionale di solidarietà è prevista al Cairo, nel quartiere popolare di Shubra, dove abitano molti cristiani.

Mubarak ha detto che «l’Egitto con i suoi cristiani e musulmani è preso di mira dal terrorismo cieco. Questi attacchi rientrano in una serie di atti che puntano a seminare la discordia fra cristiani e musulmani». In un discorso diffuso in diretta dalla tv di stato, il presidente ha aggiunto che «la sicurezza nazionale dell’Egitto è la mia prima responsabilità e non permetterò a nessuno di attentarvi. Questo attacco ha fortemente scosso la coscienza e i sentimenti degli egiziani che celebrano il nuovo anno insieme al mondo intero. Il terrorismo riesce un’altra volta a terrorizzare gli innocenti e a minacciare le anime degli egiziani. Il sangue dei nostri figli non sarà versato gratuitamente, taglieremo la mano al terrorismo». Rivolgendosi ai responsabili della strage, Mubarak ha detto «non crediate sia lontano il castigo degli egiziani, schiacceremo la testa del serpente e vinceremo il terrorismo».

I parenti delle vittime dell’attentato alla chiesa di Alessandria d’Egitto hanno aggredito due ministri e il governatore della città Abel Labib, al termine del funerale delle vittime finora identificate della strage di Capodanno. Lo riferisce la televisione satellitare Dream, secondo la quale il ministro per le abitazioni Ahmed el Magrabi e quello per gli affari giuridici Moufed Shihab, che hanno partecipato alle esequie, sono stati aggrediti dai parenti delle vittime e sono stati allontanati dalla chiesa da una uscita posteriore. La televisione ha anche riferito che la polizia ha disperso una manifestazione di circa un migliaio di copti e musulmani che si sono radunati insieme nel pressi della chiesa colpita nella notte di Capodanno per esprimere la loro soldarietà alle vittime della strage.

http://www.corriereadriatico.it/articolo.php?id=132781

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