Mirabilissimo100’s Weblog

aprile 13, 2014

IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’ SAREBBE AUTENTICO PERO’ NON CAMBIA NULLA!

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DAL BLOG DI GIULIANO GUZZO

La notizia anzi lo scoop è che il papiro in cui Gesù fa riferimento, senza offrire altri dettagli, a sua «moglie» – e il cui ritrovamento fu annunciato per la prima volta dalla studiosa Karen L. King nel corso di un convegno tenuto a Roma -, sarebbe autentico [1]. Lo confermerebbero, in questi giorni, i pareri di diversi ed autorevoli esperti, pubblicati anche sull’Harvard Theological Review [2]. Attenzione però: “autentico” significa che il papiro in questione, un frammento di 4 per 8 cm scritto in copto, l’egiziano parlato e non geroglifico, non sarebbe contraffatto ma originario dell’epoca, il IV secolo d.C.

Tutt’altra cosa, invece, è il ritenere che Gesù fosse realmente sposato, cosa che certi titoloni nel riferire l’anzidetta notizia ingannevolmente lasciano intendere e che, ci sentiamo di dire, appare totalmente destituita di fondamento per tutta una serie di ragioni. Anzitutto perché la stessa Karen L. King, con grande onestà, ha già dichiarato che «il testo non può essere affatto utilizzato come prova del fatto che Gesù fosse davvero sposato. È stato scritto secoli dopo la sua morte» [3], e poi perché, come vedremo fra poco, si tratta di una leggenda priva di basi storiche.

Leggenda che circola da ormai parecchio tempo e che, prima del Codice da Vinci di Dan Brown, risultava alimentata principalmente da due testi usciti nel 1970: uno di William E. Phipps (1930), [4] “Gesù era sposato?”, che coinvolgeva la Maddalena, e uno dell’occultista Robert Ambelain (1907-1997), “Il mortale segreto dei templari”, secondo cui la sposa di Gesù sarebbe stata Salomè [5]. A queste opere seguì anni dopo, nel 2003, la fortunatissima fatica letteraria di Brown nella quale si allude a Maria Maddalena e «in particolare» al «suo matrimonio con Gesù» [6].

Brown cita il Vangelo di Filippo, testo gnostico del III secolo d. C., nel quale è effettivamente scritto: «Tre donne camminavano sempre con il Signore: Maria, sua madre, la sorella di lei e Maddalena, la quale è detta sua compagna». L’equivoco parte da qui, dal considerare il termine «compagna» secondo il linguaggio attuale e al di fuori del contesto gnostico e della sua simbologia, che nello specifico non intende affatto alludere – e infatti non lo fa – all’avvenuta celebrazione di un matrimonio.

C’è poi un altro aspetto sul quale si tende spesso a sorvolare: per i loro contenuti, i Vangeli canonici, quelli “ufficiali”, risultano molto più scandalosi, per così dire, di quelli gnostici – che oltretutto sono stati secoli dopo, mentre l’ultimo dei quattro Vangeli, quello di Giovanni, fu certamente redatto entro il I secondo d.C. [7] –, fra i quali rientra anche il testo apocrifo di Filippo, fino a pochi anni fa sconosciuto ai più e divenuto di popolarità planetaria  grazie appunto al Codice da Vinci.

Infatti, i Vangeli canonici narrano di un Gesù che, dalle sue predicazioni fino al Calvario, ebbe un seguito femminile non da poco, cosa molto più controcorrente del matrimonio se si pensa che il fatto che un uomo si mostrasse pubblicamente e per giunta in ripetute occasioni in compagnia di una donna diversa dalla moglie, a quel tempo, era sconsigliato in quanto considerato potenzialmente peccaminoso e da evitarsi o da limitarsi allo stretto necessario [8]; al punto che perfino i seguaci di Gesù, in qualche occasione, si stupirono del suo atteggiamento. Mentre discuteva con la Samaritana, per esempio, «giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che stesse a discorrere con una donna» [9].

A questo punto la domanda viene spontanea: per quale ragione Chiesa avrebbe dovuto, nei secoli, seguitare col nascondimento di un matrimonio che nulla avrebbe avuto di eccezionale al contrario, invece, delle frequentazioni femminili di Gesù, di cui riferiscono ampiamente i Vangeli? Francamente non si spiega. Così come non si spiega come mai che al più tardi già dal IV secolo in poi – e cioè nel periodo a cui risale il frammento papiraceo studiato da Karen L. King – a nessun prete era permesso di sposarsi dopo l’ordinazione [10], se davvero nell’antichità il matrimonio del Fondatore della Chiesa era cosa risaputa; sarebbe stato un “divieto” senza senso e invece venne osservato.

C’è infine un ultimo argomento che solitamente si impiega per sostenere che Gesù debba essersi sposato, e cioè che fosse molto raro per gli Ebrei maschi di quel tempo essere celibi, poiché il fatto poteva essere considerato addirittura quale trasgressione della prima mitzvah, il comandamento divino («sii fruttuoso e moltiplicati»). Ora, a questa osservazione è facile rispondere che Gesù, pur non essendo un rivoluzionario politico, non era affatto un cultore delle mode o del conformismo come dimostrano, per esempio, proprio le frequentazioni femminili di cui parlavamo poc’anzi. E poi, come osserva giustamente Meier, «non sarebbe stato crocifisso se fosse stato tanto conformista» [11].

La sola possibilità ragionevole continua dunque ad essere una: Gesù, dei cui rapporti familiari – così come della sua volontà, rispetto al maschilismo del tempo, di proclamare l’uguaglianza tra uomo e donna [12] – abbiamo ampia documentazione tramite i Vangeli, non si sposò mai, tanto meno con la Maddalena, sua amica e discepola [13] che la Chiesa – contrariamente a quanto afferma un certo filone di pensiero – non ha inteso affatto rimuovere o dimenticare, come dimostra il 22 luglio, giorno per l’appunto di Santa Maria Maddalena. Stupisce quindi che si insista da più parti e ciclicamente a riproporre la leggenda del Gesù sposato, a meno che questa non sia – come sembra evidentemente essere – l’ennesimo pretesto per dar contro alla Sposa di Gesù, quella vera, cioè la Chiesa.

Note:[1] Cfr. Il papiro della moglie di Gesù non è un falso, 6/11/2012: «Affaritaliani.it»; [2] Cfr.«Harvard Theological Review» (2014); Vol.107(2); [3] Cfr. Sacchi M. Il mistero del papiro così Gesù parlava di sua “moglie Maria”, 20/9/2012:«IlGiornale.it»; [4] Cfr. Phipps W. E. Was Jesus Married? The Distortion of Sexuality in the Christian Tradition, Harper & Row, New York 1970; [5] Cfr. Manglaviti L., Maria Maddalena, la sposa fantasma. Rainkids 2009, p. 26; [6] Brown D. Il Codice da Vinci, Mondadori 2003, p. 286; [7] Cfr. Schulz N.J. L’origine apostolica dei Vangeli, Gribaudi 1996; Hunter A. The Gospel according to John, The Cambrige Bible Commentary, Cambridge University Press, 1965; [8] Cfr. Marinelli G. La donna nella Chiesa, «Sacra Dottrina» 3-4, 1994: 79-81 cit. in Carbone G.M. Maria Maddalena. Il Codice da Vinci o i Vangeli?, Edizioni Studio Domenicano, Bologna 2005, p. 13; [9] Cfr. Giovanni 4,27 [10] Cfr. Heid S. intervistato in Dossier: Il celibato ecclesiastico, «Il Timone» n. 94 anno X II, Giugno 2010, pp. 42-43; [11] Meier P. Un ebreo marginale, vol. 1. Queriniana, Brescia 2002, p. 329; [12] Cfr. Sebastiani L. Tra/sfigurazione. Il personaggio evangelico Maria di Magdala e il mito della peccatrice redenta nella tradizione occidentale, Queriniana, Brescia 1992, pp. 15-16; Rubiyatmoko R. Competenza della Chiesa nello scioglimento del vincolo sacramentale, Edizione Pontificia Università Gregoriana, Roma 1998, p.58; [13] Cfr. Bruin P., Maria Magdalena eine Sünderin?, «Theologisch-prakitsche Qartalschrift»; 110, (1962), pp. 222-226 in Cordero G. Noli me tangere. Saggio Interpretativo di S. Maria Maddalena, Ibiskos Editrice Risolo, Empoli 2005.

http://giulianoguzzo.wordpress.com/2014/04/11/perche-gesu-non-e-mai-stato-sposato/

novembre 24, 2012

IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’: SECONDO LO STUDIOSO ANDREW BERNHARD E’ FALSO

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , , , — mirabilissimo100 @ 3:15 pm

IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’: SECONDO LO STUDIOSO ANDREW BERNHARD E’ FALSO

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La comunità scientifica critica il papiro della moglie di Gesù
Karen King mostra il papiro
 

 

«Ecco come ti fabbrico il falso papiro sulla “moglie” di Gesù»

Secondo lo studioso inglese Andrew Bernhard la scoperta del frammento del IV secolo in lingua copta sarebbe una grossolana contraffazione

di Giorgio Bernardelli

Ricordate il «Vangelo della moglie di Gesù»? Un paio di mesi fa la professoressa Karen King, della Harvard Divinity School, presentò con grande clamore mediatico la scoperta di un piccolo frammento di papiro del IV secolo in lingua copta nel quale a Gesù venivano attribuite le parole «mia moglie». La sua tesi – scritta in un articolo che verrà pubblicato in gennaio nella rivista teologica della prestigiosa università americana – era che si tratterebbe di un nuovo Vangelo apocrifo che testimonierebbe come il celibato di Gesù fosse un tema discusso nelle comunità cristiane dei primi secoli.  

Fin da subito – come raccontato da VaticanInsider  – c’era stato anche chi aveva messo in dubbio l’autenticità del frammento, notando una serie di stranezze. Ora però Andrew Bernhard, uno studioso dei Vangeli antichi formatosi a Oxford, si spinge molto più in là spiegando come secondo lui «questo falso» sarebbe stato fabbricato. Bernhard sostiene infatti che si tratti di una combinazione molto grossolana di alcune frasi prese dal Vangelo di Tommaso, il Vangelo (apocrifo) copto ritrovato nel 1945 tra i papiri di Nag Hammadi, in Egitto. E aggiunge di aver addirittura individuato una serie di coincidenze tipografiche sospette con la traduzione interlineare copto-inglese di quel testo, curata da Michael Grondin e consultabile da chiunque on line .

In uno scritto intitolato «Note sulla contraffazione del “Vangelo della moglie di Gesù”», Andrew Bernhard spiega che le parole contenute nel nuovo frammento sono tutte presenti nel Vangelo di Tommaso. A parte un’unica eccezione: l’espressione copta che significa appunto «mia moglie», attribuita a Gesù. Non solo: nel frammento scoperto da Karen King le parole compaiono spesso anche nello stesso ordine. E ogni linea di testo del «Vangelo della moglie di Gesù» è composta da parole copte che si trovano nella stessa pagina nella traduzione copto-inglese citata del Vangelo di Tommaso: comporle insieme – sostiene Bernhard – non comporta nemmeno molta fatica. In pratica – continua lo studioso di Oxford – una volta inserita l’espressione «mia moglie» – basta prendere alcune frasi dell’altro testo, cambiare qualche maschile in femminile o qualche negazione in affermazione e si ottiene il nuovo Vangelo rivoluzionario. E a riprova di questa tesi cita il fatto che nel frammento comparirebbe addirittura un errore tipografico che si trova pari pari nel volume curato da Michael Grondin.  

Quanto infine all’espressione copta «mia moglie», si tratta comunque di una parola copta di sei lettere facilmente combinabili. Che – osserva sempre Bernhard – per una singolare coincidenza si trova molto vicino al centro del frammento. Quasi a voler essere proprio sicuri che non passi inosservata.

Fonte: Vatican Insider, 12/11/2012

 

http://www.agerecontra.it/public/press20/?p=13787

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IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’ NON E’ AUTENTICO SECONDO GLI STUDIOSI

 
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«Ecco come ti fabbrico il falso papiro sulla “moglie” di Gesù»

Secondo lo studioso inglese Andrew Bernhard la scoperta del frammento del IV secolo in lingua copta sarebbe una grossolana contraffazione

di Giorgio Bernardelli

Ricordate il «Vangelo della moglie di Gesù»? Un paio di mesi fa la professoressa Karen King, della Harvard Divinity School, presentò con grande clamore mediatico la scoperta di un piccolo frammento di papiro del IV secolo in lingua copta nel quale a Gesù venivano attribuite le parole «mia moglie». La sua tesi – scritta in un articolo che verrà pubblicato in gennaio nella rivista teologica della prestigiosa università americana – era che si tratterebbe di un nuovo Vangelo apocrifo che testimonierebbe come il celibato di Gesù fosse un tema discusso nelle comunità cristiane dei primi secoli.  

Fin da subito – come raccontato da VaticanInsider  – c’era stato anche chi aveva messo in dubbio l’autenticità del frammento, notando una serie di stranezze. Ora però Andrew Bernhard, uno studioso dei Vangeli antichi formatosi a Oxford, si spinge molto più in là spiegando come secondo lui «questo falso» sarebbe stato fabbricato. Bernhard sostiene infatti che si tratti di una combinazione molto grossolana di alcune frasi prese dal Vangelo di Tommaso, il Vangelo (apocrifo) copto ritrovato nel 1945 tra i papiri di Nag Hammadi, in Egitto. E aggiunge di aver addirittura individuato una serie di coincidenze tipografiche sospette con la traduzione interlineare copto-inglese di quel testo, curata da Michael Grondin e consultabile da chiunque on line .

In uno scritto intitolato «Note sulla contraffazione del “Vangelo della moglie di Gesù”», Andrew Bernhard spiega che le parole contenute nel nuovo frammento sono tutte presenti nel Vangelo di Tommaso. A parte un’unica eccezione: l’espressione copta che significa appunto «mia moglie», attribuita a Gesù. Non solo: nel frammento scoperto da Karen King le parole compaiono spesso anche nello stesso ordine. E ogni linea di testo del «Vangelo della moglie di Gesù» è composta da parole copte che si trovano nella stessa pagina nella traduzione copto-inglese citata del Vangelo di Tommaso: comporle insieme – sostiene Bernhard – non comporta nemmeno molta fatica. In pratica – continua lo studioso di Oxford – una volta inserita l’espressione «mia moglie» – basta prendere alcune frasi dell’altro testo, cambiare qualche maschile in femminile o qualche negazione in affermazione e si ottiene il nuovo Vangelo rivoluzionario. E a riprova di questa tesi cita il fatto che nel frammento comparirebbe addirittura un errore tipografico che si trova pari pari nel volume curato da Michael Grondin.  

Quanto infine all’espressione copta «mia moglie», si tratta comunque di una parola copta di sei lettere facilmente combinabili. Che – osserva sempre Bernhard – per una singolare coincidenza si trova molto vicino al centro del frammento. Quasi a voler essere proprio sicuri che non passi inosservata.

Fonte: Vatican Insider, 12/11/2012

 

http://www.agerecontra.it/public/press20/?p=13787

 

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IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’ E’ FALSO

 
 
Karen King mostra il papiro
 

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Moglie di Gesù, l’Osservatore Romano: “Papiro è un falso”. Ma non l’hanno visto

 

Pubblicato il 27 settembre 2012 16:38 in Società

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CITTA’ DEL VATICANO – Non l’hanno visto e non sembrano avere alcuna intenzione di vederlo, perché per loro è “in ogni caso un falso”: all’Osservatore Romano,

 quotidiano del Vaticano, sono certi che il papiro che parla di una presunta moglie di Gesù non sia autentico.

”In ogni caso un falso”, ha detto il direttore dell’Osservatore Romano Gian Maria Vian sulla vicenda della presunta ”moglie” che sarebbe attestata da un frammento papiraceo ”molto problematico e controverso”, oggetto del ”clamoroso annuncio” del 18 settembre scorso dalla studiosa americana Karen L. King, durante il decimo congresso internazionale di studi copti, che era ospitato dall’Istituto Patristico Augustinianum.

”Annuncio preparato senza lasciare nulla al caso: testate americane preavvertite, una conferenza stampa preventiva tenuta da Karen L. King per preparare uno scoop mondiale che però è stato subito messo in discussione dagli specialisti”, scrive Vian, il cui giornale pubblica la ricostruzione della vicenda fatta ”con prudenza e rigore” dal coptologo Alberto Camplani, docente di storia del cristianesimo alla Sapienza e tra gli organizzatori del convegno internazionale svoltosi all’Augustinianum.

”Ragioni consistenti indurrebbero a concludere che il papiro sia anzi una maldestra contraffazione (come tante altre provenienti dal Vicino Oriente) che potrebbe essere stata finalizzata alla vendita, da parte di un privato a una prestigiosa istituzione, del frammento e di altri manoscritti”, prosegue il direttore del giornale vaticano.

”Nel quadro, del tutto implausibile, di una lettura del fenomeno gnostico tendenziosa e piegata a un’ideologia contemporanea che con la vicenda storica del cristianesimo antico e con la figura di Gesù non ha nulla a che vedere. Insomma, in ogni caso un falso”.

 
 
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IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’ E’ FALSO

 

 

GLORIA.TV

 

27/09/2012 09:55:21:
Girava da tempo la notizia del ritrovamento di un papiro , su cui era scritto che Gesù era sposato!
IL PAPIRO SULLA MOGLIE DI GESU’ E’ UN FALSO
Notizia: Il professore della Durham University Francis Watson ha negato l’autenticità del papiro contenente i dettagli della vita terrena di Gesù Cristo. Il britannico è giunto alla conclusione che il frammento ritrovato, che ha aperto un ampio dibattito nella comunità scientifica, è un falso ed è una raccolta di frammenti aggiunti al vero vangelo di Tommaso in copto. In precedenza la professoressa della Harvard University Karen King aveva affermato di aver scoperto nuove informazioni sulla vita terrena di Cristo, in particolare sul suo matrimonio con Maria Maddalena. Dopo aver analizzato e studiato attentamente il piccolo frammento di papiro risalente al IV secolo la King aveva concluso che Cristo non è solo realmente esistito, ma avrebbe avuto una famiglia. King ha aggiunto che il papiro le era stato consegnato da una persona sconosciuta con la richiesta di tradurlo.

 

 

 Approfondimento:

 

 STUDIO SUL VANGELO GNOSTICO DI FILIPPO: …
… GESU’ NON ERA SPOSATO Che valore storico hanno le notizie tratte dai Vangeli gnostici?
I codici – non rotoli – di Nag Hammadi, comunque, contengono Vangeli gnostici. Ma trattasi davvero dei più antichi documenti cristiani? In realtà tutti questi testi sono meno antichi di qualunque scritto contenuto nella Bibbia. Il nuovo Testamento, infatti, contiene testi composti nella seconda metà del secolo I; la prima lettera di Paolo ai Tessalonicesi è stata scritta intorno all’anno 50, mentre i testi più tardivi (probabilmente l’Apocalisse o la seconda lettera di Pietro) sono datati alla fine del medesimo secolo[2]. Tra i Vangeli gnostici di Nag Hammadi quelli più antichi non possono essere fatti risalire più in là del II o III secolo (anche se la datazione del Vangelo di Tommaso è discussa) mentre tutti gli altri sono più tardivi. La maggioranza di essi non ci è pervenuta nella sua redazione originaria, ma solo attraverso una traduzione in lingua copta che talora è stata portata a termine nei secoli successivi.
Il Vangelo di Filippo è contenuto nel II codice di Nag Hammadi. Il codice è scritto in copto saidico ed è datato tra il 330 ed il 340, ragion per cui il testo deve essere precedente a questa data. Probabilmente una parte del materiale può risalire al II secolo, ma il tutto pare aver subito una definitiva sistemazione più tardi, per opera di un compilatore, nella seconda metà del III secolo[3]. Nella sua forma attuale il testo non assomiglia per nulla a un Vangelo, ma è una antologia priva di un ordine evidente, una raccolta di passi estratti da sermoni, catechesi, trattati o epistole degli gnostici seguaci di Valentino[4], i quali dall’Egitto avrebbero raggiuntola Siria, forse Antiochia, probabile regione di origine di questo scritto. Essendo posteriore al Nuovo Testamento, questo testo allude ad esso abbastanza spesso, e ne cita esplicitamente una dozzina di passi.
Prima di commentarne il testo, è opportuno dare qualche indicazione sui caratteri generali dello gnosticismo, in particolare quello valentiniano professato dal Vangelo di Filippo[5]. Esso si caratterizza per un infinito disprezzo del mondo creato, descritto come una prigione in cui gli uomini – che conservano nel loro profondo una traccia della luce celeste – sono costretti a vivere. Il creatore del mondo non sarebbe stato l’unico Dio onnipotente dei cristiani, ma un secondo Dio, detto demiurgo, invidioso dell’uomo; il demiurgo è spesso identificato con il Dio dell’Antico Testamento, parte della Bibbia che per questo motivo viene rigettata come falsa e deviante. Di qui ne derivano un’assoluta condanna del corpo e della carne umana, viste come prigioni dalle quali occorre fuggire, e spesso un rifiuto della riproduzione ed anche della sessualità, intesa come impurità.
Proprio perché la carne è impura, gli gnostici generalmente rifiutano l’idea della nascita di Cristo da una donna e dipingono Gesù come uomo apparente, non dotato di vero corpo carnale (docetismo). Conseguentemente, anche la sua passione sarebbe stata solamente apparente, una beffa messa in scena a discapito del demiurgo e dei suoi arconti. Quando invece si ammette una qualche dimensione materiale in lui, essa è considerata puramente esteriore, un involucro della sua reale consistenza psichica o spirituale, e fondamentalmente estranea alla sua vera natura.
Secondo gli gnostici la salvezza non è per tutti, ma è riservata a quegli eletti che tramite la conoscenza (gnosi) sono riusciti a riconoscere e perseguire la scintilla di divinità che sta in loro; questi eletti, stranieri in questo mondo, sarebbero i veri interpreti dell’autentico messaggio di Gesù, trasmesso segretamente a qualche personaggio privilegiato della sua cerchia (Tommaso, Filippo, Maria Maddalena o Giacomo). Ed ecco il motivo per cui questi scritti di tradizione gnostica sono stati attribuiti a questi personaggi, che – a differenza di quanto avviene nei quattro Vangeli canonici – sarebbero stati i destinatari di una rivelazione privata e segreta.
Il Vangelo di Filippo è una fonte interessantissima per conoscere il pensiero gnostico antico; non è certamente una fonte dalla quale trarre insegnamenti sulla persona e sull’insegnamento di Gesù. Gesù era un predicatore ebreo vissuto in Palestina nel primo secolo, e la sua vita e il suo messaggio non hanno nulla in comune con il pensiero gnostico dell’autore di questo Vangelo attribuito a Filippo. Nessuno storico serio pretenderebbe di poter presentare questo Vangelo come una fonte storicamente attendibile sulla vita di

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VEDI ANCHE

 
 
 
 
 
 
 
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IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’: SIMILE AL VANGELO GNOSTICO DI TOMMASO

 

Le Sacre Scritture

 

 

 

 

Il papiro della moglie di Gesù, presentato a Roma durante il congresso di lingua Copta da Karen king,

con il nome di “The Gospel Of Jesus’ Wife,” il Vangelo della Moglie di Gesù.

 

Karen King è una grande esperta di gnosticismo, ma anche una sostenitrice dello gnosticismo.

Karen King ha scritto dei libri sullo gnosticismo, dove promuove le sue idee, come nel libro:

” Il Vangelo di Maria Maddalena: Gesù è la prima donna apostolo”, in questo libro si parla del Vangelo di Maria,

viene esaltata la figura di Maria Maddalena, come una vera apostola, e il vangelo gnostico di Maria viene

trattato come un vangelo canonico.

 

Il papiro della moglie di Gesù, proviene da un anonimo collezionista che lo avvrebbe acquistato nel 1997 da un altro collezionista

che a sua volta lo aveva acquistato negli anni ’60 nela Germania dell’Est.

Il papiro piccolisimo ( centimetri 8×4), è scritto in dialetto copto-sadico,  dovrebbe provenire dall’Egitto, come tutti i testi copti,

e risale secondo la King  al IV secolo d.c.

 

 

 

Il brano è mutilo, soiglia ad un qualsiasi vangelo gnostico, per le parole che vi sono scritte.

 

Questo è il brano contenuto nel papiro della moglie di Gesù, si tratta sicuramente di un vangelo gnostico

ha molte somiglianze con il Vangelo Copto di Tommaso:

 

1. “no [a] me. Mia madre mi ha dato la vi[ta…” 

2 ] I discepoli dissero a Gesù, “.[ 

3 ] negare.  Maria è degna di

4 ]……” Gesù disse loro, “mia moglie . .[  

5 ]… sarà capace di essere mia discepola . . [ 

6 ] Che i malvagi si corrompano … [ 

7] Per me, io abito con lei per… [ 

8] una immagine [

 

 

 

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Ecco i due vangeli comparati, dimostrano similitudini:

 

VT= Vangelo Copto Tommaso

 

 

VGM= The Gospel Of Jesus’ Wife

 

papiro della moglie di Gesù

 

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VGM1. “no [a] me. Mia madre mi ha dato la vi[ta…” 

 

VT 101,3-Poiché mia madre […], ma la mia vera madre mi ha dato la vita.”

 

(Gesù parla di sua madre in maniera gnostica anche in altri vangeli gnostici.

Mia  madre  compare anche  nel Vangelo degli Ebrei e nazarei :

“Poco fa mia madre, lo Spirito Santo, mi prese per uno dei miei capelli e mi trasporto sul grande monte Tabor”)

 

VGM2 ] I discepoli dissero a Gesù, “.

 

 

VGM[ 3 ] negare.  Maria è degna di

 

VT 114,1-Simon Pietro disse loro: “Maria se ne vada da noi, ché le donne non meritano la vita!

 

 

VGM4 ]……” Gesù disse loro, “mia moglie . .[  

 

 

VGM5 ]… sarà capace di essere mia discepola . . [ 

 

VT102,1″Chiunque non odia padre e madre come me non può essere mio discepolo,

e chiunque non ama padre e madre come me non può essere mio discepolo.

 

 

VGM6 ] Che i malvagi si corrompano … [ 

 

 

VGM7] Per me, io abito con lei per… [ 

 

 

VGM8] una immagine [

 

 

VT 52,1-Gesù disse, “Se vi diranno ‘Da dove venite?’ dite loro, ‘Veniamo dalla luce, dal luogo dove la luce è apparsa da sé,

 si è stabilita, ed è apparsa nella loro immagine.’

 

VT 84,1Gesù disse, “Le immagini sono visibili alla gente, ma la loro luce è nascosta nell’immagine della luce del Padre.
 Lui si rivelerà, ma la sua immagine è nascosta dalla sua luce.”

 

 

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Maria ( Maddalena), come discepola appare in moltissimi vangeli gnostici; il vangelo di Tommaso, di Maria, di Filippo,

La Sofia di Gesù Cristo, Il Dialgo del Salvatore, Pistis Sofia.

Tutti questi testi citati provengono dall’Egitto e sono scritti in lingua copta, sono datati quasi tutti al III seolo d.c.,

 quindi sono delle traduzioni dall’originale in greco più antico, si pensa verso il II secolo d.c.

 

Lo gnosticismo fu un movimento religioso e culturale insieme,

 diffusissimo dal I al IV secolo d.c., dall’attuale Iraq alla Siria, alla Turchia, alla Palestina,

all’Egitto, a Roma, a Lione, copriva non soltanto i paesi dell’Impero romano,

ma andava anche al di là. Non era un movimento omogeneo in quanto le

correnti gnostiche erano numerose e differenziate, mantenevano, tuttavia,

alcune linee fondamentali comuni. Gnosticismo deriva dal greco gnosis,

conoscenza, ma non ogni conoscenza è gnosticismo, la conoscenza dello

gnosticismo è rivolta all’origine dell’uomo e del suo mondo, ed è diretta alla

salvezza da questo mondo. Alla base dello gnosticismo c’è la descrizione

della creazione del mondo ad opera di un Demiurgo ingannato, e l’indicazione

di una via di salvezza mediante la gnosis, la conoscenza del proprio Io divino.

Per gli gnostici la gnosis era superiore alla fede.

 

Pistis Sofia si trova nel codice di Askewianus.

Il codice di Askewianus è chiamato così dal medico inglese A. Askew i quale lo aveva

comprato in una libreria di Londra. A.Askew era un collezionista di antichi manoscritti,

ed aveva una fornita biblioteca, dopo la sua morte il 1772, il Codice Askewianus è stato

conservato presso il British Museum.

La Sofia di Gesù Cristo e Il Vangelo di Maria si trovano nel codice di Berlino.

Il Codice di Berlino, è designato come Papiro 8502, proviene dall’ Egitto,

precisamente da Akhmìm e fu acquistato al Cairo nel 1896 da C. Reinhardt
per il Museo di Berlino, dove ora si trova.
La Sofia di Gesù Cristo di cui abbiamo parlato riguardo il Codice di Berlino,
Il Vangelo di Filippo, il Vangelo di Tommaso e Il Dialogo del Salvatore,
sono manoscrtti scoperti a  Nag Hammadi furono  in Egitto il 1945,
Prima ancora della scoperta di Nag Hammadi, ci sono state altre scoperte;
il Codice Askewianus 1772, e il Codice Brucianus 1769.
Il secolo scorso sono venuti alla luce tanti Papiri, molti in frammenti come il Papiro di Berlino.
 
 

Vediamo che in questi vangeli Maria è la più amata da Gesù, la più sapiente.

Nel vangelo di Filippo è la compagna di Gesù, ed insieme formano la sizighia terrena,

mentre Cristo forma una sizighia con lo Spirito Santo, e Soter (il Salvatore) con Sofia (la Sapienza).

Queste sizighie sono presenti specialmente nel vangeli gnostici valentiniani,come il vangelo di Filippo.

Queste credenze gnostiche erano conosciuti dai Padri eresiologi.

Ecco cosa dice S.Ippolito Romano nel suo libro contro tutte le eresie; Refutatio VI: 36,4

“Maddalena+Gesù terreno, Cristo+Spirito Santo, Soter+Sofia.

 

Quindi nei testi gnostici che conosciamo Maria è unita a Gesù spiritualmente, misticamente, come Cristo è unito a Sofia.

Ora mentre nel vangelo di Filippo Maria è detta compagna di Gesù, (“Koinonos” significa compagna, consorte),

Nel papiro della moglie di Gesù troviamo la parola: ” Shime”,  che significa moglie, o anche donna.

Nel vangelo di Filippo la parola ” Shime” non viene mai usata per indicare il legame tra Gesù è Maria Maddalena.

 

Quindi ecco spegato la novità del papiro della moglie di Gesù, la parola moglie, è la prima volta che viene usata,

verso Maria, ma il testo mutilo porta a fare diverse ipotesi, cosa Gesù indica con  “ta shime” , “mia moglie”, non è chiaro,

ma dovrebbe essere Maria, la quale è degna di diventare sua dicepola, e Gesù sarà insieme a lei, unito a lei.

Il fatto che Gesù è unito a Maria Maddalena lo dice anche il vangelo di Fiippo, ma si tratta di unione puramente

spirituale, quindi possiamo ipotizzare che se nel papiro della moglie di Gesù, moglie indica Maria la sua discepola,

si tratta di unione spirituale, forse il brano è stato tradotto male dall’originale greco, invece di tradurre compagna,

l’autore della traduzione ha tradotto moglie, o donna, forse, si possono far tante ipotesi, come ad esempio, moglie  di Gesù

può  indicare la chiesa, come nel Nuovo Testamento. 

 

Pare che gli apostoli non vogliono accettare Maria come discepla di Gesù, nel papiro della moglie di Gesù,

questo lo vediamo anche nel vangelo di Tommaso:

 

VT114Simon Pietro disse loro: “Maria se ne vada da noi, ché le donne non meritano la vita! Gesù rispose:

Ecco, io la trarrò così da renderla uomo. Così anche lei diverrà spirito vivente, simile a voi uomini.

 Ogni donna che si fa uomo entrerà nel regno dei cieli”.

 

Quindi abbiamo anche questa somiglianza tra il papiro della moglie di Gesù e il vangelo di Tommaso.

 

Anche nel vangelo di Maria, gli apostoli non accettano Maria come discepola prediletta di Gesù:

“Levi replicò a Pietro dicendo: “Tu sei sempre irruente, Pietro! Ora io vedo che ti scagli contro la donna come fanno gli avversari.
Se il Salvatore l’ha resa degna, chi sei tu che la respingi? Non v’è dubbio, il Salvatore la conosce bene. Per questo amava lei più di noi.”

Anche nel vangelo di Filippo, i discepoli non accettano che Gesù ami Maria Maddalena più di loro:

 

Vangelo di Filippo 32-Tre donne camminavano sempre con il Signore: Maria sua madre, la sorella di lei

e la Maddalena, la quale è detta sua compagna. Maria, in realtà, è sorella, madre e consorte di lui.

 

Vangelo di Filippo 55-La Sofia detta sterile è la madre degli angeli; la compagna di Cristo è Maria Maddalena.

Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli e la baciò più volte ( sulla bocca ).

Le altre donne, vedendo il suo amore per Maria, gli dissero: ” Perché ami lei più di noi tutte ?”

Il Salvatore rispose loro: ” Come mai io non amo voi come lei ?”.

 

Gesù quindi baciava Maria, è ‘amava più dlle altre, secondo il vangelo di Filippo.

 

 Per quanto riguarda il bacio va detto che nel vangelo di Filippo, non compare bocca,

essendo il testo danneggiato, e proprio dove ci dovrebbe essere bocca  c’è un buco.

 Gl studiosi hanno messo sulla bocca, sembrava il termine più giusto.

Gli gnosici praticavano come rito il bacio , come è descritto nel paragrafo 31 del Vangelo di Filippo,
 ed anche altrove come nella  Letterea di Eugnosto: 7.
Il bacio sulla bocca in segno di saluto allora era praticato anche tra uomini  come descrive;

I-Apocalisse di Giacomo: 31, 1-10; e II Apocalisse di Giacomo: 56,10-11.
 
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Sull’autenicità del papiro della moglie di Gesù, ci sono pareri diversi degli studiosi, e sono molti che pensano ad un falso,

ancora si attendono studi ed analisi, quindi non possiamp affermare che questo papiro sia autentico, ma anche se risulterà

autentico, non cambia nulla, sono stati trovati tantissimi frammenti di papiri gnostici autentici, dove sono scritte tante cose asurde ed eretiche.

La chiesa primitiva ha accettato solo i testi che conosciamo come Nuovo Testamento perché ispirati e conformi alla tradizione.

La chiesa primitiva non ha accettato mai vangeli gnostici ed apocrifi, infatti sono eretici, 

e moltissimi Padri della chiesa hanno scritto tanti libri confutando  tutte le eresie gnostiche.

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Conclusione: Il vero Gesù è solo quello del Nuovo Testamento, solo quello è importante per la nostra salvezza,

i Gesù dei vangeli gnostici sono inventati da eretici.

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Ci sono due ottimi articoli che parlano del papiro della moglie di Gesù e la somiglianza con il vangelo di Tommaso,
da cui abbiamo preso spunto, ecco i links:
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http://www.tyndale.cam.ac.uk/ReJesusWife?utm_medium=email&utm_campaign=Did+Jesus+Have+a+Wife&utm_content=Did+Jesus+Have+a+Wife+CID_7bb6cae6df6082e08b017f9c0f0abc71&utm_source=CampaignMonitor&utm_term=here

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LE SACRE SCRITTURE

https://sites.google.com/site/lesacrescritture/

 

https://sites.google.com/site/lesacrescritture/il-papiro-della-moglie-di-gesu-simile-al-vangelo-gnostico-di-tommaso

 

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ARTICOLI DA LIQUIDA MAGAZINE

La comunità scientifica critica il papiro della moglie di Gesù

Dopo la presentazione ufficiale al meeting romano dell’Associazione internazionale di studi apocrifi, lo studio di Karen King va incontro alle critiche degli esperti

[news.harvard.edu]

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Finora Karen King non aveva ancora condiviso con la comunità scientifica la sua scoperta di un nuovo frammento di vangelo apocrifo che proverebbe il legame matrimoniale tra Gesù e Maria Maddalena. Adesso che quel momento è arrivato, con la presentazione dello studio al meeting romano dell’Associazione internazionale di studi apocrifi, la ricercatrice americana dell’Harvard Divinity School deve fare i conti con le perplessità degli esperti. Per qualcuno si tratterebbe semplicemente di un falso, altri mettono in dubbio l’interpretazione dell’espressione “mia moglie”, molti criticano la scelta di King di intitolare enfaticamente lo studio “Il vangelo della moglie di Gesù” ponendolo al pari degli altri testi conosciuti come vangeli.

 

Pochi giorni fa la studiosa statunitense aveva conquistato le prime pagine dei giornali di tutto il mondo con la notizia della scoperta di un frammento di vangelo apocrifo nel quale, stando alla sua interpretazione, Gesù pronuncerebbe l’espressione “mia moglie”. “Si tratta ovviamente di una scoperta importante” spiega al New York Times il professor Carl Haolladay della Candler School of Theology dell’Emory University, “ma le circostanze con le quali è venuta alla luce rendono necessaria la massima cautela“.

Nonostante la dottoressa King ribadisca che il frammento non provi il fatto che Gesù fosse sposato, essendo stato scritto con ogni probabilità circa tre secoli e mezzo dopo la sua morte, e che si tratti semplicemente della prova di un dibattito in atto sull’argomento all’interno delle prime comunità di Cristiani, la sua scoperta è finita sui giornali di mezzo mondo sotto al titolo “Gesù era sposato” con tutto un corredo di battute facilmente comprensibili.

Il professor Darrel Bock del Dallas Theological Seminary ha spiegato che l’espressione “mia moglie” potrebbe essere riferita metaforicamente alla Chiesa in generale, che l’apostolo Paolo definisce nella Bibbia la “sposa” di Cristo.

Il frammento che ha suscitato la sorpresa del mondo accademico è un pezzetto di papiro di 3,5 cm di larghezza per 7,5 cm di lunghezza, scritto in una lingua che King ha ritenuto compatibile con quella diffusa nell’Egitto del quarto secolo dopo Cristo. Su una faccia sono presenti 8 linee scritte, una delle quali conterrebbe le parole “Gesù disse loro, mia moglie…“, ed in altre parti del frammento ci sarebbe la prova che si tratti di un dialogo tra Gesù ed i discepoli.

La dottoressa King, che si è occupata in passato dei vangeli di Maria, di Giuda e di Filippo, scoperti recentemente e non ancora diventati parte della bibbia canonica, ha già attirato su di sè le critiche dei leader religiosi che considerano la Bibbia la trasposizione letterale della voce di Dio.

Martedì scorso a Roma i giornalisti dell’AFP hanno posto una serie di domande agli studiosi presenti al convegno dell’Associazione internazionale di studi apocrifi. In diversi hanno affermato che la forma, il tipo di scrittura e la grammatica fanno pensare ad un falso. La dottoressa King ha spiegato che una volta tornata negli Usa sottoporrà l’inchiostro del papiro ai tst che permetteranno di provarne l’autenticità. “Non si tratterà di un test definitivo” ha detto la studiosa, “ma sarà una prova in più a sostegno della mia teoria“.

Intanto la Società americana dei papirologi ha fatto sapere che non pubblicherà lo studio della dottoressa King fino a quando la sua esatta provenienza non sarà stabilita.

 

http://magazine.liquida.it/2012/09/21/la-comunita-scientifica-critica-il-papiro-della-moglie-di-gesu/

 

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Secondo la King, il testo copto è parte della copia di un vangelo, probabilmente scritto in greco nel II secolo. Il frammento non prova, ovviamente, che Gesù fosse sposato, ma aggiunge un nuovo elemento al lungo e antico dibattito interno al cristianesimo sul matrimonio e sul ruolo della donna.

Nel testo, spiega la studiosa, si trovano le parole “Gesù disse loro, mia moglie”; nel dialogo, i discepoli discutono se Maria sia degna, e Gesù risponde: “Può essere mia discepola”. “Il nuovo testo ci mostra che la questione [del matrimonio di Gesù, ndr] fu decisa solo tra veementi dibattiti sulla sessualità e sul matrimonio”.

“Fin dall’inizio i cristiani erano in disaccordo sull’opportunità o meno di sposarsi, ma è stato dopo oltre un anno dalla morte di Gesù che hanno iniziato a far riferimento alla posizione del maestro per supportare le loro idee”.

Non mancano, comunque, i dubbi sulla scoperta e gli inviti alla cautela: il frammento proviene da un collezionista privato e non sono ancora note le circostanze della scoperta, sebbene la professoressa King si dica sicura della sua provenienza egiziana e della sua datazione.

In particolare Ben Witherington III, biblista dell’Asbury Theological Seminary, frena gli entusiasmi, spiegando che il documento segue la linea di vari testi gnostici del II, III e IV secolo, “usando il linguaggio dell’intimità per parlare di relazioni spirituali”.

I vangeli gnostici sono un corpo di 53 scritti, tutti considerati apocrifi dalle tradizioni cristiane “ufficiali”, appartenenti alla tradizione dello gnosticismo cristiano, che hanno ispirato nei secoli e anche in epoche recenti numerose teorie e opere sulla vita e sugli insegnamenti di Gesù (l’ultimo esempio di successo è stato proprio il Codice Da Vinci).

In particolare è stato il Vangelo di Filippo il più esplicito nel supportare la tesi di una relazione tra Gesù e Maria Maddalena, ma testimonianze simili si possono trovare anche nel cosiddetto Vangelo di Maria.

Continua Witherington: “Nei testi gnostici troviamo questa pratica detta della sorella-moglie, in cui portavano con loro una discepola donna che cucinava, puliva e sbrigava le faccende domestiche per loro, ma non avevano alcuna relazione sessuale. In altre parole, non c’è nessuna conferma del Codice Da Vinci e neppure dell’idea che gli gnostici considerassero Gesù sposato nel comune senso del termine”.

Per quanto sensati, i dubbi non dovrebbero trattenere gli esperti dallo studio del documento, secondo Karen King, che ritiene che il testo faccia parte di un nuovo vangelo già denominato per comodità “Vangelo della moglie di Gesù”. Il dibattito, oggi come molti secoli fa, è aperto.

http://magazine.liquida.it/2012/09/19/gesu-e-la-maddalena-erano-marito-e-moglie/?fb_comment_id=fbc_408666709187498_4171284_408691055851730#f25f4b9a6175e4c

 

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Ben Witherington, uno studioso del Nuovo Testamento presso l’Asbury Theological Seminary, ha spiegato che la dottoressa King è una sostenitrice del «Vangelo di Maria e del Vangelo di Giuda, che ci raccontano la prime esperienze cristiane di vario genere, in particolare di tipo gnostico», lo stesso frammento trovato «potrebbe contribuire allo studio dello gnosticismo nel secondo o quarto secolo, ma mentre questo frammento è interessante, si tratta di molto rumore per nulla se siete interessati al Gesù storico». Inoltre, «il documento segue lo schema dei testi gnostici durante i periodi monastici dei secoli secondo, terzo e quarto, in cui il linguaggio dell’intimità è stato usato per parlare di rapporti spirituali. In considerazione del carattere prevalentemente ascetico dello gnosticismo, è probabile che abbiamo a che fare con il fenomeno della “sorella-moglie”, e il riferimento è ad un rapporto strettamente spirituale, vicino ma che non coinvolge l’intimità sessuale». Anche Antonio Socci, autore di un bellissimo e recente libro sulla storicità del cristianesimo “La guerra contro Gesù” (Rizzoli 2012),  ha ricordato che «la questione di Gesù sposatodel ruolo degli uomini e delle donne, anche l’aspetto sessuale della vita di Gesù è notoriamente un tema attinente alla religione gnostica, e dunque una questione puramente ideologica». Si è anche giustamente lamentato che «si ignorano le scoperte veramente straordinarie e clamorose che riguardano i vangeli canonici, tipo il papiro del vangelo di Giovanni che è stato trovato pochi anni fa e che riporta il vangelo all’età apostolica, demolendo tutte le illazioni e i teoremi costruiti su di esso in quanto vangelo apocrifo» e «si allestisce questa fiera del frammento apocrifo, quando sappiamo benissimo che i cosiddetti vangeli apocrifi o vangeli gnostici si distanziano anche secoli dai vangeli canonici».

Jim West, biblista presso la Quartz Hill School of Theology, ha spiegato che finché aleggia tutto questo mistero attorno al frammento, rispetto alla provenienza e alla fonte anonima sopratutto, esso «non è niente di più di una dichiarazione di nulla, senza contesto sostanziale è di nessuna utilità. Le uniche persone che accettano artefatti senza provenienza sono coloro che fanno gli spettacoli per Discovery Channel». Wolf-Peter Funk, un professore e noto linguista presso la Laval University del Quebec, che ha co-diretto il progetto di modifica francofona della biblioteca copta di Nag Hammadi, ha messo in dubbio l’importanza della scoperta ricordando che «ci sono migliaia di frammenti di papiro dove si trovano cose folli, può essere qualsiasi cosa». Ha poi dubitato anche l’autenticità stessa, dicendo che la forma del frammento è “sospetta”. Anche Stephen Emmel, professore di Coptology presso l’Università di Muenster, membro del gruppo consultivo internazionale che ha rivisto nel 2006 la scoperta del Vangelo di Giuda, ha messo in dubbio l’autenticità del documento: «C’è qualcosa in questo frammento nel suo aspetto e anche nella grammatica del copto, che mi sembra essere in qualche modo non del tutto convincente».  Alin Suciu, papirologo presso l’Università di Amburgo, è stato più schietto: «direi che è un falso. La scrittura non sembra essere autentica rispetto ad altri campioni di papiro copto risalenti al 4° secolo».

«Ci sono un sacco di cose davvero dubbie su questo», ha commentato David Gill, professore di archeologia presso l’Università Campus Suffolk ed esperto del commercio illegale sull’antichità. «I responsabili accademici dovrebbero mantenere le distanze da esso». L’Institute of America, per esempio, si è rifiutato di pubblicare articoli sul suo giornale circa la scoperta di reperti antichi privi di una provenienza certificata. Hany Sadak, il direttore generale del Museo Copto del Cairo, ha affermato che l’esistenza del frammento era sconosciuta alle autorità egiziane fino a quando la notizia è emersa sui quotidiani: «Personalmente ritengo, come ricercatore, che il frammento non sia autentico perché, se fosse stato in Egitto, lo avremmo conosciuto e ne avremmo sentito parlare». Opinione condivisa da Larry Rothfield, docente presso l’Università di Chicago. Francis Watson, docente di Teologia biblica presso la Durham University ha ampiamente spiegato, traducendo le parole visibili sul reperto, perché il frammento dev’essere considerato un falso.

E’ importante notare comunque che -se questo frammento dovesse in futuro risultare autentico- l’unica cosa che proverebbe è che l’autore di questo testo, scritto secoli dopo il tempo di Gesù, credeva che Gesù fosse stato sposato (intimamente o spiritualmente con qualcuno). Infatti la stessa studiosa King, intervistata da “Repubblica” (che non vede l’ora di una feroce «reazione ufficiale della Chiesa cattolica») ha spiegato che il frammento può solo «fornire la prova che fra i primi cristiani [siamo nel IV secolo…difficile parlare di “primi” cristiani, nda] alcuni credevano che Gesù fosse sposato. Era dunque già presente un dibattito sulla questione se dovessero sposarsi e avere rapporti sessuali». La cosa interessante, notata da Antonio Socci, è che «coloro che oggi contestano il celibato ecclesiastico lo fanno dicendo che è solo una legge canonica che non ha mai avuto valore dal punto di vista teologico o spirituale. Invece è una legge canonica che ha le radici nella vita apostolica. Se dicono che nel IV secolo c’era un dibattito in corso sul celibato dei preti», valorizzando l’autenticità di questo frammento, «si contraddicono e confermano che ha ragione la Chiesa».

 

http://www.uccronline.it/2012/09/22/gesu-aveva-una-moglie-uno-scoop-alla-corrado-augias/

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IL PAPIRO CHE PARLA DELLA MOGLIE DI GESU’ E’ AUTENTICO?
 
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Karen L. King, affermata docente ad Harvard, il 18-09 2012, ha svelato appena ieri a Roma l’esito delle sue ricerche su un anonimo papiro che – udite udite – parlerebbe di un Gesù ammogliato.
 La King è una grande esperta di gnosticismo, ha in passato commentato il vangelo-bufala gnostico di Giuda.
Oggi si cimenta in un’impresa fenomenale: ribaltare la visione comune della figura di Gesù,
 applicando le sue personali  convinzioni all’ermeneutica di un brandello di papiro di provenienza sconosciuta. 
 
Ed è da queste convinzioni della King, già autrice di opere discutibili e danbrowniane come “Il Vangelo di Maria Maddalena: Gesù e la prima donna apostolo“,che bisogna partire.
 
Sappiamo d’altra parte che la gnosi non deriva dal Cristianesimo, ma si è appropriata di alcuni aspetti del Cristianesimo e li ha rielaborati a suo uso e consumo.
 Purtroppo però questa visione “settaria” della Gnosi non è condivisa dalla professoressa King, che nel suo volume: ” What is Gnosticism?”
Invece di indagare la storia e la dottrina gnostica, si profonde in dotte elucubrazioni metodologiche che lasciano passare questa idea di fondo:
la Gnosi in quanto dottrina separata dal Cristianesimo e dall’identità propria non esiste.
 E’ stato piuttosto il Cristianesimo del II e III secolo a mettere ciò che non gli andava a genio nel bidone dei rifiuti chiamato poi Gnosi. 
 
 
 
Ma veniamo al dunque. Il papiro è scritto in dialetto copto-saidico e risale, secondo la datazione della King, al IV secolo d.C. Di che parla? Impossibile chiarirlo, dato il testo mutilo, ma ecco la traduzione datane dalla King, riga per riga (con tanto di congetture):

1. “no [a] me. Mia madre mi ha dato la vi[ta…” 
2 ] I discepoli dissero a Gesù, “.[ 
3 ] negare.  Maria è degna di
4 ]……” Gesù disse loro, “mia moglie . .[  
5 ]… sarà capace di essere mia discepola . . [ 
6 ] Che i malvagi si corrompano … [ 
7] Per me, io abito con lei per… [ 
8] una immagine [
Va precisato che allo stato attuale il testo è considerato spurio o falso da almeno uno dei tre reviewers nominati dall’Università di Harvard per valutarne l’autenticità.
In particolare a colpire è l’uso dell’inchiostro che – guardacaso – è più marcato nei pressi della parola “ta hime” (mia moglie). 
 
E poi c’è da dire che il papiro proviene da un anonimo collezionista che lo avrebbe acquistato nel 1997 da un altro collezionista che lo acquistò negli anni ’60 nella Germania dell’Est.
Ce n’è per un bel romanzo…

Ora, il centro del testo è appunto quell’espressione “mia moglie”, in copto saidico “ta hime”. “Shime” e “hime” sono usati in questo dialetto per tradurre sia donna che moglie (guné),
ma non è questo il punto. Anzitutto va precisato che questo testo rientra necessariamente nella serie infinita di testi gnostici redatti a cavallo fra il II e il IV secolo dopo Cristo.
Nella gnosi infatti il legame fra Gesù e Maria Maddalena giustifica l’unione divina fra il Cristo e la Sofia, emanazioni dirette della divinità che si oppone al Demiurgo,
 ossia al creatore del mondo come noi lo conosciamo. 
E visto che con tutta probabilità questo papiro proviene sempre dallo stesso contesto in cui furono redatti i codici di Nag Hammadi,
 è interessante notare come la parola “hime” diventi sinonimo della parola “hotre” o “koinonos” che sempre identificano il ruolo della Maddalena
quale “convivente” di Gesù nel cosiddetto Vangelo di Filippo.
Va però compreso perché – come nota il famoso ricercatore finlandese dei testi di Nag Hammadi, Antti Marjanen;
nello pseudo-Vangelo di Filippo la parola “hime” non ricorra mai per definire il rapporto fra Gesù e la Maddalena.
Dunque è il Vangelo di Filippo a sbagliarsi su questa relazione o è il papiro anonimo a tradurre malamente
(i testi in copto sono traduzioni dal greco) un termine proprio della “teologia” gnostica  (come ad esempio il greco syzygos)?
 
Pubblicato da Francesco Colafemmina
 
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Il mistero del papiro così Gesù parlava di sua “moglie Maria”

Una studiosa di Harvard presenta un testo del IV secolo: “Non dimostra nulla ma riflette il dibattito tra cristiani”
 
Matteo Sacchi– Gio, 20/09/2012 – 09:09

King, studiosa di storia della cristianità ad Harvard (occupa la cattedra di storia delle religioni più importante e antica degli Usa), ha annunciato la scoperta di un frammento papiraceo (4 per 8 cm) del IV secolo scritto in copto (l’egiziano parlato e non geroglifico) in cui Gesù fa riferimento a sua «moglie». Nel testo, ha spiegato la professoressa, c’è un dialogo in cui Gesù parla di «mia moglie», chiamata «Maria». La provenienza del testo è misteriosa, il collezionista che lo possiede ha chiesto di rimanere anonimo. La sua collocazione storica, secondo la King, nota per essere insieme a Elaine Pagels (che insegna a Princeton) una delle principali studiose dei vangeli gnostici, sarebbe però chiara. Apparterrebbe a quel corpus di scritti diffusisi in Egitto a partire dal II secolo che raccontavano la vita di Gesù in maniera diversa da quelli che ora consideriamo i Vangeli canonici. Vennero condannati dai padri della Chiesa e in gran parte distrutti. Un buon numero di questi testi è però stato ritrovato nel 1945 presso il villaggio di Nag Hammadi. Svariati rotoli furono nascosti, secondo la maggioranza degli studiosi, dai monaci di un vicino monastero, forse poco convinti della “messa al bando” dei testi da parte della chiesa ufficiale. Dalle sabbie apparirono, tra gli altri, un Vangelo di Tommaso, un Vangelo degli Egiziani, un Vangelo secondo Filippo, e svariate Apocalissi. Da questi testi emergevano descrizioni degli apostoli e di Gesù molto diverse da quelle a cui siamo abituati. Da allora hanno preso vigore le ricerche e la presunta scoperta della dottoressa King si inserisce in questo filone.Per quanto riguarda l’interpretazione, in un’intervista al New York Times la King ha subito messo in guardia il pubblico e i giornalisti: «Il testo non può essere affatto utilizzato come prova del fatto che Gesù fosse davvero sposato. È stato scritto secoli dopo la sua morte. Significa soltanto che su questo tema è esistita una controversia all’interno del Cristianesimo. In effetti anche da altre fonti sappiamo che dal secondo secolo in poi è esistito un forte dibattito, un dibattito che non riguardava solo e soltanto il Gesù storico, ma anche ciò che fosse lecito ai cristiani relativamente al sesso e al matrimonio». Resta la questione dell’autenticità del frammento, visto che la sua origine è molto meno certa di quella dei testi di Nag Hammadi. La King però ha gia fatto visionare il testo a degli esperti. I papirologi che l’hanno studiato direttamente, Roger Bagnall della New York University e Anne Marie Luijendijk di Princeton, propendono per l’autenticità. La Luijendijk si è espressa così: «Il frammento sarebbe impossibile da falsificare, è scritto in copto saidico, un dialetto dell’Egitto del sud. Le fibre, l’inchiostro e il contesto culturale corrispondono». Dello stesso parere Ariel Shisha-Halevy, linguista della Università ebraica di Gerusalemme: «Sulla base della lingua io direi che il testo è autentico». Ma non mancano gli scettici, e non tanto sull’antichità del frammento. Wolf-Peter Fung, studioso canadese che ha tradotto in francese il corpus degli scritti di Nag Hammadi per l’università del Quebec, afferma: «Ci sono migliaia di frammenti di papiro dove si possono trovare scritte cose folli. Ma se non se ne conosce la provenienza non servono assolutamente a niente». E sentito dal Giornale, Giuseppe Visonà, che insegna Filologia ed esegesi neotestamentaria all’Università Cattolica di Milano invita alla prudenza. «Il testo va contestualizzato, e prima va stabilito se è davvero antico. Se fosse degli gnostici la “moglie” di Gesù potrebbe essere un’espressione puramente simbolica… E poi è brevissimo e molto tardo. Insomma quello che va evitato assolutamente è il sensazionalismo».Ma certo il dibattito mediatico infurierà. Non tanto per questioni storiche, quanto per la grande attenzione che oggi come oggi c’è verso la questione del celibato o meno degli ecclesiastici.

 

http://www.ilgiornale.it/news/cultura/mistero-papiro-cos-ges-parlava-sua-moglie-maria-839049.html

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Altri seri dubbi sul papiro della moglie di Gesù;
 
 
 
1)
Alin Suciun, papirologo dell’Università di Amburgo, ha detto ( Associated Press ), mentre prendeva parte al congresso di studi Copti a Roma ha detto:
” Lo scrittonon sembra autentico se comparato con gli altri scritti dei papiri copti datati al IV secolo.
 
 
2)

Stephen Emmel, professore di Coptologia all’Università di Monaco, il quale nel 2006 ha recensito laa scoperta del Vangelo di Giuda,
ha detto: ” C’è qualcosa su questo frammento  per quanto riguarda lo stile e la grammtica copta che mi colpicono  come qualcosa  che non mi convince completamente.
 
3)

Wolf-Peter Funk, un esperto il lingua Copta, co-direttore del progetto per l’edizione dei manoscritti  di Nag Hammadi alla Laval University del Quebec,

  pure dubita sull’autenticità, dichirando che la sua forma è “sospetta”:

“Egli ha detto  che non c’è modo di valutare il significato del frammento perché non ha contesto.

” Ci sono migliaia di brani di papiri dove si possono trovare cose folli, questo frammento può esere qualsiasi cosa.”

 
4)

Hany Sadak, director general of the Coptic Museum in Cairo, said Egypt’s antiquities authorities had no idea of the existence of the fragment until it hit news reports this week.

“I personally think, as a researcher, that the paper is not authentic because it was, if it had been in Egypt before, we would have known of it and we would have heard of it before it left Egypt,” he told AP.

 
Hany Sadak, direttore generale del museo Copto del Cairo, ha detto che leautorità competenti sui manoscritti antichi non avevano idea sull’esistenza di questo frammento  fino alla notizia di questa settimana.
Sadak ha detto: ” Personalmente penso, come ricercatore, che il papiro non è autentico perché se era autentico, noi lo avremmo saputo e lo avremmo udito prima nel pasato dell’Egitto.”
 

 

Estratto da:

http://www.wnd.com/2012/09/jesus-wife-papyrus-blasted-as-forgery/

 

 

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Ecco il “Vangelo della moglie di Gesù”

Paulus 2.0?

Aggiornamenti sul dibattito online

19.09: Già si affacciano i primi dubbi sull’autenticità del papiro (anche se sarà difficile contrastare l’autorevolezza di Bagnall). A sollevarli è un blogger tutt’altro che “devoto”: Thomas Verenna. Tra i molti interventi a caldo, il suo ci sembra per ora il più interessante, anche perché insiste sulla bizzarra inchiostratura in corrispondenza del termine chiave tahime.

19.09: Altre cautele sono espresse in modo molto puntuale e circostanziato da Simon J. Gathercole (Università di Cambridge). Ai dubbi di natura paleografica si aggiungono quelli di tipo intertestuale: troppe somiglianze col testo copto del Vangelo di Tommaso?

20.09: Il giovane coptologo Alin Suciu (Università di Amburgo), tramite Twitter, si dice convinto dell’inautenticità del papiro, e parla apertamente di “modern forgery”. Si attende un intervento più dettagliato nel suo sito personale.

20.09: In questo articolo dell’Huffington Post, il parere negativo di Alin Suciu è affiancato a quello di Stephen Emmel (Università di Münster), tra i massimi esperti di gnosticismo e di letteratura apocrifa in copto.

20.09: Anche James R. Davila (Università di St Andrews), nel suo autorevole e seguitissimo blog, affonda il coltello nella piaga: “Insomma, ci troviamo di fronte a un frammento che, fortuna delle fortune, preserva esattamente – ma proprio esattamente – le parole che vorremmo vedere sulle labbra di Gesù in un antico frammento evangelico”. Semplice coincidenza?

21.09: Thomas Verenna aggiunge alcune osservazioni sull’aspetto fisico del papiro, mentre in calce a questo post di Christian Askeland (che esprime ulteriore scetticismo) si può leggere una breve risposta di Roger Bagnall alle richieste di chiarimento sulla sua posizione.

21.09: James R. Davila esprime disappunto – molto giustamente – per la notizia che un documentario sulla scoperta è già in lavorazione (ed evidentemente lo era da un po’ di tempo…). Verrebbe da dire: Sancta simplicitas!

21.09: Francis Watson (Università di Durham) non ha dubbi: il “Vangelo della moglie di Gesù”, esaminato da un punto di vista redazionale e compositivo, si rivelerebbe opera di un moderno falsario. L’analisi di Watson si può leggere nel sito di Mark Goodacre, in due diverse versioni: la prima è destinata agli specialisti, e comprende trascrizione e commento del testo copto; la seconda ha un taglio più divulgativo, e si rivolge a un pubblico più ampio (entrambi i documenti sono in formato pdf).

http://letterepaoline.net/2012/09/19/ecco-il-vangelo-della-moglie-di-gesu/

 

STUDIO PIU’ APPROFONDITO:

http://ntweblog.blogspot.ch/search/label/Francis%20Watson

http://www.guardian.co.uk/world/2012/sep/21/gospel-jesus-wife-forgery

 

 

Gospel of Jesus’s Wife: Dr. Mark D. Roberts  comments

 

Experts Question Authenticity of the “Gospel of Jesus’s Wife”

 

 

 

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“Il papiro della moglie di Gesù non influisce sulla Chiesa”

E’ lapidario padre Federico Lombardi, responsabile della Sala Stampa della Santa Sede; il frammento di papiro copto del quarto secolo dopo Cristo con la frase: «Gesù disse loro: “mia moglie”, presentato a Roma nei giorni scorsi dalla studiosa di Harvard Karen L. King, non fornirebbe alcuna prova – come ha dichiarato al nostro giornale la stessa King – che fra i primi cristiani alcuni credevano che Gesù fosse sposato. «E’ una questione specialistica che riguarda gli studiosi di frammenti di papiri copti» ha tagliato corto il portavoce del Vaticano. (la Repubblica, 21.o9.2012)

http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=5529

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https://sites.google.com/site/lesacrescritture/Home/il-papiro-che-parla-della-moglie-di-gesu-e-autentico

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settembre 28, 2012

IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’ E’ FALSO

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IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’ E’ FALSO

 
La comunità scientifica critica il papiro della moglie di Gesù
 
Karen King mostra il papiro
 
Jesus Wife Papyrus

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Moglie di Gesù, l’Osservatore Romano: “Papiro è un falso”. Ma non l’hanno visto

 
Pubblicato il 27 settembre 2012 16:38 in Società

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CITTA’ DEL VATICANO – Non l’hanno visto e non sembrano avere alcuna intenzione di vederlo, perché per loro è “in ogni caso un falso”: all’Osservatore Romano,

 quotidiano del Vaticano, sono certi che il papiro che parla di una presunta moglie di Gesù non sia autentico.

”In ogni caso un falso”, ha detto il direttore dell’Osservatore Romano Gian Maria Vian sulla vicenda della presunta ”moglie” che sarebbe attestata da un frammento papiraceo ”molto problematico e controverso”, oggetto del ”clamoroso annuncio” del 18 settembre scorso dalla studiosa americana Karen L. King, durante il decimo congresso internazionale di studi copti, che era ospitato dall’Istituto Patristico Augustinianum.

”Annuncio preparato senza lasciare nulla al caso: testate americane preavvertite, una conferenza stampa preventiva tenuta da Karen L. King per preparare uno scoop mondiale che però è stato subito messo in discussione dagli specialisti”, scrive Vian, il cui giornale pubblica la ricostruzione della vicenda fatta ”con prudenza e rigore” dal coptologo Alberto Camplani, docente di storia del cristianesimo alla Sapienza e tra gli organizzatori del convegno internazionale svoltosi all’Augustinianum.

”Ragioni consistenti indurrebbero a concludere che il papiro sia anzi una maldestra contraffazione (come tante altre provenienti dal Vicino Oriente) che potrebbe essere stata finalizzata alla vendita, da parte di un privato a una prestigiosa istituzione, del frammento e di altri manoscritti”, prosegue il direttore del giornale vaticano.

”Nel quadro, del tutto implausibile, di una lettura del fenomeno gnostico tendenziosa e piegata a un’ideologia contemporanea che con la vicenda storica del cristianesimo antico e con la figura di Gesù non ha nulla a che vedere. Insomma, in ogni caso un falso”.

 
 
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IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’ E’ FALSO

 
 
GLORIA.TV
 
27/09/2012 09:55:21:
Girava da tempo la notizia del ritrovamento di un papiro , su cui era scritto che Gesù era sposato!
IL PAPIRO SULLA MOGLIE DI GESU’ E’ UN FALSO
Notizia: Il professore della Durham University Francis Watson ha negato l’autenticità del papiro contenente i dettagli della vita terrena di Gesù Cristo. Il britannico è giunto alla conclusione che il frammento ritrovato, che ha aperto un ampio dibattito nella comunità scientifica, è un falso ed è una raccolta di frammenti aggiunti al vero vangelo di Tommaso in copto. In precedenza la professoressa della Harvard University Karen King aveva affermato di aver scoperto nuove informazioni sulla vita terrena di Cristo, in particolare sul suo matrimonio con Maria Maddalena. Dopo aver analizzato e studiato attentamente il piccolo frammento di papiro risalente al IV secolo la King aveva concluso che Cristo non è solo realmente esistito, ma avrebbe avuto una famiglia. King ha aggiunto che il papiro le era stato consegnato da una persona sconosciuta con la richiesta di tradurlo.
 
 
 Approfondimento:
 
 STUDIO SUL VANGELO GNOSTICO DI FILIPPO: …
… GESU’ NON ERA SPOSATO Che valore storico hanno le notizie tratte dai Vangeli gnostici?
I codici – non rotoli – di Nag Hammadi, comunque, contengono Vangeli gnostici. Ma trattasi davvero dei più antichi documenti cristiani? In realtà tutti questi testi sono meno antichi di qualunque scritto contenuto nella Bibbia. Il nuovo Testamento, infatti, contiene testi composti nella seconda metà del secolo I; la prima lettera di Paolo ai Tessalonicesi è stata scritta intorno all’anno 50, mentre i testi più tardivi (probabilmente l’Apocalisse o la seconda lettera di Pietro) sono datati alla fine del medesimo secolo[2]. Tra i Vangeli gnostici di Nag Hammadi quelli più antichi non possono essere fatti risalire più in là del II o III secolo (anche se la datazione del Vangelo di Tommaso è discussa) mentre tutti gli altri sono più tardivi. La maggioranza di essi non ci è pervenuta nella sua redazione originaria, ma solo attraverso una traduzione in lingua copta che talora è stata portata a termine nei secoli successivi.
Il Vangelo di Filippo è contenuto nel II codice di Nag Hammadi. Il codice è scritto in copto saidico ed è datato tra il 330 ed il 340, ragion per cui il testo deve essere precedente a questa data. Probabilmente una parte del materiale può risalire al II secolo, ma il tutto pare aver subito una definitiva sistemazione più tardi, per opera di un compilatore, nella seconda metà del III secolo[3]. Nella sua forma attuale il testo non assomiglia per nulla a un Vangelo, ma è una antologia priva di un ordine evidente, una raccolta di passi estratti da sermoni, catechesi, trattati o epistole degli gnostici seguaci di Valentino[4], i quali dall’Egitto avrebbero raggiuntola Siria, forse Antiochia, probabile regione di origine di questo scritto. Essendo posteriore al Nuovo Testamento, questo testo allude ad esso abbastanza spesso, e ne cita esplicitamente una dozzina di passi.
Prima di commentarne il testo, è opportuno dare qualche indicazione sui caratteri generali dello gnosticismo, in particolare quello valentiniano professato dal Vangelo di Filippo[5]. Esso si caratterizza per un infinito disprezzo del mondo creato, descritto come una prigione in cui gli uomini – che conservano nel loro profondo una traccia della luce celeste – sono costretti a vivere. Il creatore del mondo non sarebbe stato l’unico Dio onnipotente dei cristiani, ma un secondo Dio, detto demiurgo, invidioso dell’uomo; il demiurgo è spesso identificato con il Dio dell’Antico Testamento, parte della Bibbia che per questo motivo viene rigettata come falsa e deviante. Di qui ne derivano un’assoluta condanna del corpo e della carne umana, viste come prigioni dalle quali occorre fuggire, e spesso un rifiuto della riproduzione ed anche della sessualità, intesa come impurità.
Proprio perché la carne è impura, gli gnostici generalmente rifiutano l’idea della nascita di Cristo da una donna e dipingono Gesù come uomo apparente, non dotato di vero corpo carnale (docetismo). Conseguentemente, anche la sua passione sarebbe stata solamente apparente, una beffa messa in scena a discapito del demiurgo e dei suoi arconti. Quando invece si ammette una qualche dimensione materiale in lui, essa è considerata puramente esteriore, un involucro della sua reale consistenza psichica o spirituale, e fondamentalmente estranea alla sua vera natura.
Secondo gli gnostici la salvezza non è per tutti, ma è riservata a quegli eletti che tramite la conoscenza (gnosi) sono riusciti a riconoscere e perseguire la scintilla di divinità che sta in loro; questi eletti, stranieri in questo mondo, sarebbero i veri interpreti dell’autentico messaggio di Gesù, trasmesso segretamente a qualche personaggio privilegiato della sua cerchia (Tommaso, Filippo, Maria Maddalena o Giacomo). Ed ecco il motivo per cui questi scritti di tradizione gnostica sono stati attribuiti a questi personaggi, che – a differenza di quanto avviene nei quattro Vangeli canonici – sarebbero stati i destinatari di una rivelazione privata e segreta.
Il Vangelo di Filippo è una fonte interessantissima per conoscere il pensiero gnostico antico; non è certamente una fonte dalla quale trarre insegnamenti sulla persona e sull’insegnamento di Gesù. Gesù era un predicatore ebreo vissuto in Palestina nel primo secolo, e la sua vita e il suo messaggio non hanno nulla in comune con il pensiero gnostico dell’autore di questo Vangelo attribuito a Filippo. Nessuno storico serio pretenderebbe di poter presentare questo Vangelo come una fonte storicamente attendibile sulla vita di
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settembre 26, 2012

LA MOGLIE DI GESU’: FINZIONE O REALTA’

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23.9.12

La moglie di Gesù: finzione o realtà?
Jesus Wife Papyrus
 
 
 
Come possiamo affermare con certezza che Gesù non era sposato? E anche se lo fosse stato, cambierebbe qualcosa?
La recente scoperta di un antico frammento in lingua copta, il cosiddetto “Vangelo della moglie di Gesù”, riaccende la discussione.
Più fra gli appassionati di misteri che fra gli storici, a dire il vero…
 
 
Ma, in fin dei conti, si chiederà ingenuamente qualcuno, cosa cambia se Gesù era sposato o meno? Questo aspetto è davvero così importante?
In verità, in una prospettiva di fede, non c’è aspetto della vita di Gesù che possa considerarsi insignificante, visto che in Cristo, più che in altri,
 le scelte di vita sono intimamente legate al suo insegnamento.
 La stessa consacrazione religiosa (che comporta, tra gli altri, il voto di castità) ha senso solo in relazione alla scelta del celibato “per il Regno di Dio” fatta da Gesù.
 
 
di Bartolo Salone
 
In questi giorni sta facendo parlare molto di sé l’annuncio della scoperta, fatta dalla professoressa Karen Leigh King (docente di Divinità all’Università di Harvard), di un frammento di papiro del IV secolo d. C. in cui compare per la prima volta un riferimento esplicito alla moglie di Gesù. L’esistenza del frammento (un papiro di 4 centimetri per 8, scritto in copto sahidico, antico dialetto del sud dell’Egitto) è stata resa pubblica durante il Congresso Internazionale degli studi copti tenutosi a Roma il 18 settembre 2012. In tutto si tratta di poche frasi, per di più lacunose, di cui risulta davvero difficile ricostruire il significato complessivo. Nella parte posteriore sono visibili solo cinque parole (“mia madre”, “tre”, “merita che”), che, secondo l’interpretazione datane dalla studiosa, potrebbero significare: “Mia madre mi ha dato la vita” e “lo merita”. Ben più interessante il lato anteriore, in cui si legge: “Gesù disse loro: Mia moglie…” e poco dopo “sarà capace di essere mia discepola”. Il frammento è stato esaminato anche da due papirologi, Roger Bagnall (dell’Università di New York) e Anne Marie Luijendijk (docente di religione a Princeton), e infine da Ariel Shisha-Halevy (dell’Università di Gerusalemme), uno dei pochi studiosi al mondo ad avere perfetta conoscenza della lingua copta, i quali hanno concluso per la probabile autenticità del testo, benché risulti evidente all’occhio che, laddove si parla della moglie di Gesù, l’inchiostro sia stranamente più marcato. Il testo, come anticipato, è del IV secolo d.C. (quindi parecchi secoli dopo la morte di Gesù), anche se la King ha ipotizzato possa trattarsi di una copia basata su un testo originale greco risalente alla seconda metà del II secolo d. C.; dunque una copia tarda di un più antico scritto (forse di ambiente gnostico), che la professoressa ha battezzato come “Vangelo della moglie di Gesù”, visto che, allo stato attuale, si tratta del solo apocrifo che in termini così espliciti faccia menzione di una relazione coniugale di Gesù. La King ha però voluto insistere sul fatto che il frammento non può essere considerato come la prova che Gesù, in quanto persona storica, sia stato effettivamente sposato, ma testimonia al più che, sul finire del II secolo, presso alcuni cristiani si fosse sviluppata una tale credenza.

La scoperta, dunque, nonostante il sensazionalismo con cui certi media l’hanno presentata, non sposta di molto i termini in cui la questione viene tradizionalmente affrontata e risolta dagli esperti. Gli studiosi del cristianesimo antico, infatti, sulla base di uno studio accurato delle fonti a loro disposizione (sia canoniche che apocrife), non hanno mai nutrito seri dubbi sul celibato di Gesù. L’idea invece che Gesù fosse sposato, per di più con la Maddalena, appartiene ad una letteratura dozzinale e sensazionalistica, priva di serie basi scientifiche, di cui “Il santo Graal” di Baigent, Leigh, Lincoln e il più recente “Codice da Vinci” di Dan Brown costituiscono le espressioni più note al grande pubblico. I rappresentanti di questa letteratura “pseudoscientifica” sono soliti sostenere che ai tempi di Gesù era inconcepibile per un uomo in età matura non sposarsi: le nozze costituivano insomma un dovere sociale a cui un buon ebreo non poteva sottrarsi. Ecco perché ha più senso, secondo costoro, pensare ad un Gesù sposato piuttosto che ad un Gesù “single”.

L’argomento, nella sua apparente logicità, è suggestivo, eppure per gli studiosi risulta poco convincente, non foss’altro che per la sua estrema generalizzazione. Non è vero, infatti, che nella Palestina di circa 2000 anni fa il matrimonio fosse la sola via praticabile per un uomo: era sicuramente la più diffusa, ma non la sola. Anche a quei tempi troviamo esempi di uomini celibi per scelta, che non per questo incorrevano in alcuna forma di condanna sociale, e li troviamo soprattutto tra i circoli apocalittici ebraici, come ad esempio gli Esseni. Ora, è vero che Gesù non apparteneva agli ambienti essenici (quella di un Gesù esseno è un’altra leggenda metropolitana di cui gli studiosi hanno da tempo dimostrato la falsità), ma è anche vero che accenti apocalittici li ritroviamo anche nell’ insegnamento di Gesù e, per un apocalittico del I secolo, come già detto, non era affatto inconsueto rimanere celibi. Ma la cosa più singolare è che le fonti più antiche sulla vita di Gesù tacciono sull’esistenza di una moglie. Eppure, le occasioni per farlo non sarebbero certo mancate. Si pensi che i Vangeli canonici (che tra le fonti storiche su Gesù, lettere paoline a parte, sono le più antiche e autorevoli, essendo stati scritti tra il 70 e il 90 d.C. dagli stessi apostoli o comunque da loro stretti collaboratori) contengono numerosi accenni alla famiglia di Gesù: la madre, il padre e perfino i “fratelli”; ma di una moglie neppure l’ombra. Nei canonici inoltre si parla spesso del rapporto di Gesù con le donne, alcune delle quali liberò da vari mali, mentre altre lo seguivano nella sua attività di apostolato e lo sostenevano finanziariamente. In alcuni casi vengono ricordati perfino i loro nomi: non è strano che, solo della moglie, ammesso che Gesù ne avesse una, non si dica nulla? Inoltre, la scelta del celibato “per il Regno dei cieli” è uno dei temi portanti dell’insegnamento di Gesù, al punto che a chi chiedeva di seguirlo nell’apostolato Gesù domandava di lasciare tutto, compresi moglie e figli. L’idea di un Gesù sposato stride quindi fortemente col suo stesso insegnamento: come avrebbe potuto Gesù chiedere ai suoi discepoli di lasciare la moglie se lui stesso ne avesse avuto una?

Ad analoghe conclusioni si perviene se dai canonici si passa agli apocrifi. In nessun vangelo apocrifo si legge infatti che Gesù era sposato, neppure in quelli che, come il Vangelo di Maria e il Vangelo di Filippo, ci parlano della speciale relazione che Gesù avrebbe avuto con la Maddalena (ma si badi che qui abbiamo a che fare con testi tardi, del II-III secolo, intrisi di leggendario, da cui è difficile ricavare informazioni storicamente attendibili su Gesù). Se da un lato, nel Vangelo di Maria, si legge soltanto che “Gesù amava la Maddalena più degli altri discepoli”, nel Vangelo di Filippo troviamo un versetto molto frammentato e di difficile lettura, in cui Maria Maddalena verrebbe definita come “compagna” (“koinonos”) di Gesù. Però la parola greca “koinonos” non indica affatto una relazione maritale, bensì una relazione amicale: la Maddalena, quindi, secondo il Vangelo di Filippo, sarebbe “compagna” di Gesù non nel senso di “moglie”, bensì di “amica”.

Per la prima volta, si parla di “moglie” in senso proprio nel frammento identificato dalla professoressa King (anche se non ci viene detto che la moglie di Gesù sia proprio la Maddalena). E questo è senz’altro una novità, perché sarebbe il primo apocrifo in nostro possesso in cui si fa esplicito riferimento al matrimonio di Gesù. Eppure, la tardività del testo – per stessa ammissione della studiosa – non rende credibile che Gesù, come persona storica, fosse realmente sposato. Tanto più che sul punto il c.d. “Vangelo della moglie” è in contraddizione con fonti ben più antiche e autorevoli.

Ma, in fin dei conti, si chiederà ingenuamente qualcuno, cosa cambia se Gesù era sposato o meno? Questo aspetto è davvero così importante? In verità, in una prospettiva di fede, non c’è aspetto della vita di Gesù che possa considerarsi insignificante, visto che in Cristo, più che in altri, le scelte di vita sono intimamente legate al suo insegnamento. La stessa consacrazione religiosa (che comporta, tra gli altri, il voto di castità) ha senso solo in relazione alla scelta del celibato “per il Regno di Dio” fatta da Gesù.

 
 
 
http://www.laperfettaletizia.com/2012/09/la-moglie-di-gesu-finzione-o-realta.html

settembre 23, 2012

IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’: SIMILE AL VANGELO GNOSTICO DI TOMMASO

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IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’: SIMILE AL VANGELO GNOSTICO DI TOMMASO

Le Sacre Scritture

La comunità scientifica critica il papiro della moglie di Gesù

Il papiro della moglie di Gesù, presentato a Roma durante il congresso di lingua Copta da Karen king,

con il nome di “The Gospel Of Jesus’ Wife,” il Vangelo della Moglie di Gesù.

Karen King è una grande esperta di gnosticismo, ma anche una sostenitrice dello gnosticismo.

Karen King ha scritto dei libri sullo gnosticismo, dove promuove le sue idee, come nel libro:

” Il Vangelo di Maria Maddalena: Gesù è la prima donna apostolo”, in questo libro si parla del Vangelo di Maria,

viene esaltata la figura di Maria Maddalena, come una vera apostola, e il vangelo gnostico di Maria viene

trattato come un vangelo canonico.

Il papiro della moglie di Gesù, proviene da un anonimo collezionista che lo avvrebbe acquistato nel 1997 da un altro collezionista

che a sua volta lo aveva acquistato negli anni ’60 nela Germania dell’Est.

Il papiro piccolisimo ( centimetri 8×4), è scritto in dialetto copto-sadico,  dovrebbe provenire dall’Egitto, come tutti i testi copti,

e risale secondo la King  al IV secolo d.c.

Jesus Wife Papyrus

Il brano è mutilo, soiglia ad un qualsiasi vangelo gnostico, per le parole che vi sono scritte.

Questo è il brano contenuto nel papiro della moglie di Gesù, si tratta sicuramente di un vangelo gnostico

ha molte somiglianze con il Vangelo Copto di Tommaso:

1. “no [a] me. Mia madre mi ha dato la vi[ta…” 

2 ] I discepoli dissero a Gesù, “.[ 

3 ] negare.  Maria è degna di

4 ]……” Gesù disse loro, “mia moglie . .[  

5 ]… sarà capace di essere mia discepola . . [ 

6 ] Che i malvagi si corrompano … [ 

7] Per me, io abito con lei per… [ 

8] una immagine [

 

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Ecco i due vangeli comparati, dimostrano similitudini:

VT= Vangelo Copto Tommaso

VGM= The Gospel Of Jesus’ Wife

papiro della moglie di Gesù

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VGM1. “no [a] me. Mia madre mi ha dato la vi[ta…” 

VT 101,3-Poiché mia madre […], ma la mia vera madre mi ha dato la vita.”

(Gesù parla di sua madre in maniera gnostica anche in altri vangeli gnostici.

Mia  madre  compare anche  nel Vangelo degli Ebrei e nazarei :

“Poco fa mia madre, lo Spirito Santo, mi prese per uno dei miei capelli e mi trasporto sul grande monte Tabor”)

VGM2 ] I discepoli dissero a Gesù, “.

VGM[ 3 ] negare.  Maria è degna di

VT 114,1-Simon Pietro disse loro: “Maria se ne vada da noi, ché le donne non meritano la vita!

VGM4 ]……” Gesù disse loro, “mia moglie . .[  

VGM5 ]… sarà capace di essere mia discepola . . [ 

VT102,1″Chiunque non odia padre e madre come me non può essere mio discepolo,

e chiunque non ama padre e madre come me non può essere mio discepolo.

VGM6 ] Che i malvagi si corrompano … [ 

VGM7] Per me, io abito con lei per… [ 

VGM8] una immagine [

VT 52,1-Gesù disse, “Se vi diranno ‘Da dove venite?’ dite loro, ‘Veniamo dalla luce, dal luogo dove la luce è apparsa da sé,

 si è stabilita, ed è apparsa nella loro immagine.’

VT 84,1Gesù disse, “Le immagini sono visibili alla gente, ma la loro luce è nascosta nell’immagine della luce del Padre.
 Lui si rivelerà, ma la sua immagine è nascosta dalla sua luce.”

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Maria ( Maddalena), come discepola appare in moltissimi vangeli gnostici; il vangelo di Tommaso, di Maria, di Filippo,

La Sofia di Gesù Cristo, Il Dialgo del Salvatore, Pistis Sofia.

Tutti questi testi citati provengono dall’Egitto e sono scritti in lingua copta, sono datati quasi tutti al III seolo d.c.,

 quindi sono delle traduzioni dall’originale in greco più antico, si pensa verso il II secolo d.c.

Lo gnosticismo fu un movimento religioso e culturale insieme,
 diffusissimo dal I al IV secolo d.c., dall’attuale Iraq alla Siria, alla Turchia, alla Palestina,
all’Egitto, a Roma, a Lione, copriva non soltanto i paesi dell’Impero romano,
ma andava anche al di là. Non era un movimento omogeneo in quanto le
correnti gnostiche erano numerose e differenziate, mantenevano, tuttavia,
alcune linee fondamentali comuni. Gnosticismo deriva dal greco gnosis,
conoscenza, ma non ogni conoscenza è gnosticismo, la conoscenza dello
gnosticismo è rivolta all’origine dell’uomo e del suo mondo, ed è diretta alla
salvezza da questo mondo. Alla base dello gnosticismo c’è la descrizione
della creazione del mondo ad opera di un Demiurgo ingannato, e l’indicazione
di una via di salvezza mediante la gnosis, la conoscenza del proprio Io divino.
Per gli gnostici la gnosis era superiore alla fede.

Pistis Sofia si trova nel codice di Askewianus.

Il codice di Askewianus è chiamato così dal medico inglese A. Askew i quale lo aveva
comprato in una libreria di Londra. A.Askew era un collezionista di antichi manoscritti,
ed aveva una fornita biblioteca, dopo la sua morte il 1772, il Codice Askewianus è stato
conservato presso il British Museum.
La Sofia di Gesù Cristo e Il Vangelo di Maria si trovano nel codice di Berlino.
Il Codice di Berlino, è designato come Papiro 8502, proviene dall’ Egitto,
precisamente da Akhmìm e fu acquistato al Cairo nel 1896 da C. Reinhardt
per il Museo di Berlino, dove ora si trova.
La Sofia di Gesù Cristo di cui abbiamo parlato riguardo il Codice di Berlino,
Il Vangelo di Filippo, il Vangelo di Tommaso e Il Dialogo del Salvatore,
sono manoscrtti scoperti a  Nag Hammadi furono  in Egitto il 1945,
Prima ancora della scoperta di Nag Hammadi, ci sono state altre scoperte;
il Codice Askewianus 1772, e il Codice Brucianus 1769.
Il secolo scorso sono venuti alla luce tanti Papiri, molti in frammenti come il Papiro di Berlino.
 
 

Vediamo che in questi vangeli Maria è la più amata da Gesù, la più sapiente.

Nel vangelo di Filippo è la compagna di Gesù, ed insieme formano la sizighia terrena,

mentre Cristo forma una sizighia con lo Spirito Santo, e Soter (il Salvatore) con Sofia (la Sapienza).

Queste sizighie sono presenti specialmente nel vangeli gnostici valentiniani,come il vangelo di Filippo.

Queste credenze gnostiche erano conosciuti dai Padri eresiologi.

Ecco cosa dice S.Ippolito Romano nel suo libro contro tutte le eresie; Refutatio VI: 36,4
“Maddalena+Gesù terreno, Cristo+Spirito Santo, Soter+Sofia.
 
Quindi nei testi gnostici che conosciamo Maria è unita a Gesù spiritualmente, misticamente, come Cristo è unito a Sofia.
Ora mentre nel vangelo di Filippo Maria è detta compagna di Gesù, (“Koinonos” significa compagna, consorte),
Nel papiro della moglie di Gesù troviamo la parola: ” Shime”,  che significa moglie, o anche donna.
Nel vangelo di Filippo la parola ” Shime” non viene mai usata per indicare il legame tra Gesù è Maria Maddalena.
 
Quindi ecco spegato la novità del papiro della moglie di Gesù, la parola moglie, è la prima volta che viene usata,
verso Maria, ma il testo mutilo porta a fare diverse ipotesi, cosa Gesù indica con  “ta shime” , “mia moglie”, non è chiaro,
ma dovrebbe essere Maria, la quale è degna di diventare sua dicepola, e Gesù sarà insieme a lei, unito a lei.
Il fatto che Gesù è unito a Maria Maddalena lo dice anche il vangelo di Fiippo, ma si tratta di unione puramente
spirituale, quindi possiamo ipotizzare che se nel papiro della moglie di Gesù, moglie indica Maria la sua discepola,
si tratta di unione spirituale, forse il brano è stato tradotto male dall’originale greco, invece di tradurre compagna,
l’autore della traduzione ha tradotto moglie, o donna, forse, si possono far tante ipotesi, come ad esempio, moglie  di Gesù
può  indicare la chiesa, come nel Nuovo Testamento. 
 
Pare che gli apostoli non vogliono accettare Maria come discepla di Gesù, nel papiro della moglie di Gesù,
questo lo vediamo anche nel vangelo di Tommaso:
 
VT114Simon Pietro disse loro: “Maria se ne vada da noi, ché le donne non meritano la vita! Gesù rispose:
Ecco, io la trarrò così da renderla uomo. Così anche lei diverrà spirito vivente, simile a voi uomini.
 Ogni donna che si fa uomo entrerà nel regno dei cieli”.

Quindi abbiamo anche questa somiglianza tra il papiro della moglie di Gesù e il vangelo di Tommaso.

Anche nel vangelo di Maria, gli apostoli non accettano Maria come discepola prediletta di Gesù:

“Levi replicò a Pietro dicendo: “Tu sei sempre irruente, Pietro! Ora io vedo che ti scagli contro la donna come fanno gli avversari.
Se il Salvatore l’ha resa degna, chi sei tu che la respingi? Non v’è dubbio, il Salvatore la conosce bene. Per questo amava lei più di noi.”

Anche nel vangelo di Filippo, i discepoli non accettano che Gesù ami Maria Maddalena più di loro:

Vangelo di Filippo 32-Tre donne camminavano sempre con il Signore: Maria sua madre, la sorella di lei

e la Maddalena, la quale è detta sua compagna. Maria, in realtà, è sorella, madre e consorte di lui.
 
Vangelo di Filippo 55-La Sofia detta sterile è la madre degli angeli; la compagna di Cristo è Maria Maddalena.
Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli e la baciò più volte ( sulla bocca ).
Le altre donne, vedendo il suo amore per Maria, gli dissero: ” Perché ami lei più di noi tutte ?”
Il Salvatore rispose loro: ” Come mai io non amo voi come lei ?”.
 
Gesù quindi baciava Maria, è ‘amava più dlle altre, secondo il vangelo di Filippo.
 
 Per quanto riguarda il bacio va detto che nel vangelo di Filippo, non compare bocca,
essendo il testo danneggiato, e proprio dove ci dovrebbe essere bocca  c’è un buco.
 Gl studiosi hanno messo sulla bocca, sembrava il termine più giusto.
Gli gnosici praticavano come rito il bacio , come è descritto nel paragrafo 31 del Vangelo di Filippo,
 ed anche altrove come nella  Letterea di Eugnosto: 7.
Il bacio sulla bocca in segno di saluto allora era praticato anche tra uomini  come descrive;

I-Apocalisse di Giacomo: 31, 1-10; e II Apocalisse di Giacomo: 56,10-11.
 
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Sull’autenicità del papiro della moglie di Gesù, ci sono pareri diversi degli studiosi, e sono molti che pensano ad un falso,

ancora si attendono studi ed analisi, quindi non possiamp affermare che questo papiro sia autentico, ma anche se risulterà

autentico, non cambia nulla, sono stati trovati tantissimi frammenti di papiri gnostici autentici, dove sono scritte tante cose asurde ed eretiche.

La chiesa primitiva ha accettato solo i testi che conosciamo come Nuovo Testamento perché ispirati e conformi alla tradizione.

La chiesa primitiva non ha accettato mai vangeli gnostici ed apocrifi, infatti sono eretici, 

e moltissimi Padri della chiesa hanno scritto tanti libri confutando  tutte le eresie gnostiche.

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Conclusione: Il vero Gesù è solo quello del Nuovo Testamento, solo quello è importante per la nostra salvezza,

i Gesù dei vangeli gnostici sono inventati da eretici.

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Ci sono due ottimi articoli che parlano del papiro della moglie di Gesù e la somiglianza con il vangelo di Tommaso,
da cui abbiamo preso spunto, ecco i links:

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http://www.tyndale.cam.ac.uk/ReJesusWife?utm_medium=email&utm_campaign=Did+Jesus+Have+a+Wife&utm_content=Did+Jesus+Have+a+Wife+CID_7bb6cae6df6082e08b017f9c0f0abc71&utm_source=CampaignMonitor&utm_term=here

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LE SACRE SCRITTURE

https://sites.google.com/site/lesacrescritture/

https://sites.google.com/site/lesacrescritture/il-papiro-della-moglie-di-gesu-simile-al-vangelo-gnostico-di-tommaso

 

settembre 22, 2012

IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’: CRITICHE DALLA COMUNITA’ SCIENTIFICA

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ARTICOLI DA LIQUIDA MAGAZINE

<:hgroup>    22 09 2012

La comunità scientifica critica il papiro della moglie di Gesù

Dopo la presentazione ufficiale al meeting romano dell’Associazione internazionale di studi apocrifi, lo studio di Karen King va incontro alle critiche degli esperti

La comunità scientifica critica il papiro della moglie di Gesù
[news.harvard.edu]

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Finora Karen King non aveva ancora condiviso con la comunità scientifica la sua scoperta di un nuovo frammento di vangelo apocrifo che proverebbe il legame matrimoniale tra Gesù e Maria Maddalena. Adesso che quel momento è arrivato, con la presentazione dello studio al meeting romano dell’Associazione internazionale di studi apocrifi, la ricercatrice americana dell’Harvard Divinity School deve fare i conti con le perplessità degli esperti. Per qualcuno si tratterebbe semplicemente di un falso, altri mettono in dubbio l’interpretazione dell’espressione “mia moglie”, molti criticano la scelta di King di intitolare enfaticamente lo studio “Il vangelo della moglie di Gesù” ponendolo al pari degli altri testi conosciuti come vangeli.

 

Pochi giorni fa la studiosa statunitense aveva conquistato le prime pagine dei giornali di tutto il mondo con la notizia della scoperta di un frammento di vangelo apocrifo nel quale, stando alla sua interpretazione, Gesù pronuncerebbe l’espressione “mia moglie”. “Si tratta ovviamente di una scoperta importante” spiega al New York Times il professor Carl Haolladay della Candler School of Theology dell’Emory University, “ma le circostanze con le quali è venuta alla luce rendono necessaria la massima cautela“.

Nonostante la dottoressa King ribadisca che il frammento non provi il fatto che Gesù fosse sposato, essendo stato scritto con ogni probabilità circa tre secoli e mezzo dopo la sua morte, e che si tratti semplicemente della prova di un dibattito in atto sull’argomento all’interno delle prime comunità di Cristiani, la sua scoperta è finita sui giornali di mezzo mondo sotto al titolo “Gesù era sposato” con tutto un corredo di battute facilmente comprensibili.

Il professor Darrel Bock del Dallas Theological Seminary ha spiegato che l’espressione “mia moglie” potrebbe essere riferita metaforicamente alla Chiesa in generale, che l’apostolo Paolo definisce nella Bibbia la “sposa” di Cristo.

Il frammento che ha suscitato la sorpresa del mondo accademico è un pezzetto di papiro di 3,5 cm di larghezza per 7,5 cm di lunghezza, scritto in una lingua che King ha ritenuto compatibile con quella diffusa nell’Egitto del quarto secolo dopo Cristo. Su una faccia sono presenti 8 linee scritte, una delle quali conterrebbe le parole “Gesù disse loro, mia moglie…“, ed in altre parti del frammento ci sarebbe la prova che si tratti di un dialogo tra Gesù ed i discepoli.

La dottoressa King, che si è occupata in passato dei vangeli di Maria, di Giuda e di Filippo, scoperti recentemente e non ancora diventati parte della bibbia canonica, ha già attirato su di sè le critiche dei leader religiosi che considerano la Bibbia la trasposizione letterale della voce di Dio.

Martedì scorso a Roma i giornalisti dell’AFP hanno posto una serie di domande agli studiosi presenti al convegno dell’Associazione internazionale di studi apocrifi. In diversi hanno affermato che la forma, il tipo di scrittura e la grammatica fanno pensare ad un falso. La dottoressa King ha spiegato che una volta tornata negli Usa sottoporrà l’inchiostro del papiro ai tst che permetteranno di provarne l’autenticità. “Non si tratterà di un test definitivo” ha detto la studiosa, “ma sarà una prova in più a sostegno della mia teoria“.

Intanto la Società americana dei papirologi ha fatto sapere che non pubblicherà lo studio della dottoressa King fino a quando la sua esatta provenienza non sarà stabilita.

 

http://magazine.liquida.it/2012/09/21/la-comunita-scientifica-critica-il-papiro-della-moglie-di-gesu/

 

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Secondo la King, il testo copto è parte della copia di un vangelo, probabilmente scritto in greco nel II secolo. Il frammento non prova, ovviamente, che Gesù fosse sposato, ma aggiunge un nuovo elemento al lungo e antico dibattito interno al cristianesimo sul matrimonio e sul ruolo della donna.

Nel testo, spiega la studiosa, si trovano le parole “Gesù disse loro, mia moglie”; nel dialogo, i discepoli discutono se Maria sia degna, e Gesù risponde: “Può essere mia discepola”. “Il nuovo testo ci mostra che la questione [del matrimonio di Gesù, ndr] fu decisa solo tra veementi dibattiti sulla sessualità e sul matrimonio”.

“Fin dall’inizio i cristiani erano in disaccordo sull’opportunità o meno di sposarsi, ma è stato dopo oltre un anno dalla morte di Gesù che hanno iniziato a far riferimento alla posizione del maestro per supportare le loro idee”.

Non mancano, comunque, i dubbi sulla scoperta e gli inviti alla cautela: il frammento proviene da un collezionista privato e non sono ancora note le circostanze della scoperta, sebbene la professoressa King si dica sicura della sua provenienza egiziana e della sua datazione.

In particolare Ben Witherington III, biblista dell’Asbury Theological Seminary, frena gli entusiasmi, spiegando che il documento segue la linea di vari testi gnostici del II, III e IV secolo, “usando il linguaggio dell’intimità per parlare di relazioni spirituali”.

I vangeli gnostici sono un corpo di 53 scritti, tutti considerati apocrifi dalle tradizioni cristiane “ufficiali”, appartenenti alla tradizione dello gnosticismo cristiano, che hanno ispirato nei secoli e anche in epoche recenti numerose teorie e opere sulla vita e sugli insegnamenti di Gesù (l’ultimo esempio di successo è stato proprio il Codice Da Vinci).

In particolare è stato il Vangelo di Filippo il più esplicito nel supportare la tesi di una relazione tra Gesù e Maria Maddalena, ma testimonianze simili si possono trovare anche nel cosiddetto Vangelo di Maria.

Continua Witherington: “Nei testi gnostici troviamo questa pratica detta della sorella-moglie, in cui portavano con loro una discepola donna che cucinava, puliva e sbrigava le faccende domestiche per loro, ma non avevano alcuna relazione sessuale. In altre parole, non c’è nessuna conferma del Codice Da Vinci e neppure dell’idea che gli gnostici considerassero Gesù sposato nel comune senso del termine”.

Per quanto sensati, i dubbi non dovrebbero trattenere gli esperti dallo studio del documento, secondo Karen King, che ritiene che il testo faccia parte di un nuovo vangelo già denominato per comodità “Vangelo della moglie di Gesù”. Il dibattito, oggi come molti secoli fa, è aperto.

http://magazine.liquida.it/2012/09/19/gesu-e-la-maddalena-erano-marito-e-moglie/?fb_comment_id=fbc_408666709187498_4171284_408691055851730#f25f4b9a6175e4c

 

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Ben Witherington, uno studioso del Nuovo Testamento presso l’Asbury Theological Seminary, ha spiegato che la dottoressa King è una sostenitrice del «Vangelo di Maria e del Vangelo di Giuda, che ci raccontano la prime esperienze cristiane di vario genere, in particolare di tipo gnostico», lo stesso frammento trovato «potrebbe contribuire allo studio dello gnosticismo nel secondo o quarto secolo, ma mentre questo frammento è interessante, si tratta di molto rumore per nulla se siete interessati al Gesù storico». Inoltre, «il documento segue lo schema dei testi gnostici durante i periodi monastici dei secoli secondo, terzo e quarto, in cui il linguaggio dell’intimità è stato usato per parlare di rapporti spirituali. In considerazione del carattere prevalentemente ascetico dello gnosticismo, è probabile che abbiamo a che fare con il fenomeno della “sorella-moglie”, e il riferimento è ad un rapporto strettamente spirituale, vicino ma che non coinvolge l’intimità sessuale». Anche Antonio Socci, autore di un bellissimo e recente libro sulla storicità del cristianesimo “La guerra contro Gesù” (Rizzoli 2012),  ha ricordato che «la questione di Gesù sposatodel ruolo degli uomini e delle donne, anche l’aspetto sessuale della vita di Gesù è notoriamente un tema attinente alla religione gnostica, e dunque una questione puramente ideologica». Si è anche giustamente lamentato che «si ignorano le scoperte veramente straordinarie e clamorose che riguardano i vangeli canonici, tipo il papiro del vangelo di Giovanni che è stato trovato pochi anni fa e che riporta il vangelo all’età apostolica, demolendo tutte le illazioni e i teoremi costruiti su di esso in quanto vangelo apocrifo» e «si allestisce questa fiera del frammento apocrifo, quando sappiamo benissimo che i cosiddetti vangeli apocrifi o vangeli gnostici si distanziano anche secoli dai vangeli canonici».

Jim West, biblista presso la Quartz Hill School of Theology, ha spiegato che finché aleggia tutto questo mistero attorno al frammento, rispetto alla provenienza e alla fonte anonima sopratutto, esso «non è niente di più di una dichiarazione di nulla, senza contesto sostanziale è di nessuna utilità. Le uniche persone che accettano artefatti senza provenienza sono coloro che fanno gli spettacoli per Discovery Channel»Wolf-Peter Funk, un professore e noto linguista presso la Laval University del Quebec, che ha co-diretto il progetto di modifica francofona della biblioteca copta di Nag Hammadi, ha messo in dubbio l’importanza della scoperta ricordando che «ci sono migliaia di frammenti di papiro dove si trovano cose folli, può essere qualsiasi cosa». Ha poi dubitato anche l’autenticità stessa, dicendo che la forma del frammento è “sospetta”. Anche Stephen Emmel, professore di Coptology presso l’Università di Muenster, membro del gruppo consultivo internazionale che ha rivisto nel 2006 la scoperta del Vangelo di Giuda, ha messo in dubbio l’autenticità del documento: «C’è qualcosa in questo frammento nel suo aspetto e anche nella grammatica del copto, che mi sembra essere in qualche modo non del tutto convincente».  Alin Suciu, papirologo presso l’Università di Amburgo, è stato più schietto: «direi che è un falso. La scrittura non sembra essere autentica rispetto ad altri campioni di papiro copto risalenti al 4° secolo».

«Ci sono un sacco di cose davvero dubbie su questo», ha commentato David Gill, professore di archeologia presso l’Università Campus Suffolk ed esperto del commercio illegale sull’antichità. «I responsabili accademici dovrebbero mantenere le distanze da esso»L’Institute of America, per esempio, si è rifiutato di pubblicare articoli sul suo giornale circa la scoperta di reperti antichi privi di una provenienza certificata. Hany Sadak, il direttore generale del Museo Copto del Cairo, ha affermato che l’esistenza del frammento era sconosciuta alle autorità egiziane fino a quando la notizia è emersa sui quotidiani: «Personalmente ritengo, come ricercatore, che il frammento non sia autentico perché, se fosse stato in Egitto, lo avremmo conosciuto e ne avremmo sentito parlare». Opinione condivisa da Larry Rothfield, docente presso l’Università di Chicago. Francis Watson, docente di Teologia biblica presso la Durham University ha ampiamente spiegato, traducendo le parole visibili sul reperto, perché il frammento dev’essere considerato un falso.

E’ importante notare comunque che -se questo frammento dovesse in futuro risultare autentico- l’unica cosa che proverebbe è che l’autore di questo testo, scritto secoli dopo il tempo di Gesù, credeva che Gesù fosse stato sposato (intimamente o spiritualmente con qualcuno). Infatti la stessa studiosa King, intervistata da “Repubblica” (che non vede l’ora di una feroce «reazione ufficiale della Chiesa cattolica») ha spiegato che il frammento può solo «fornire la prova che fra i primi cristiani [siamo nel IV secolo…difficile parlare di “primi” cristiani, nda] alcuni credevano che Gesù fosse sposato. Era dunque già presente un dibattito sulla questione se dovessero sposarsi e avere rapporti sessuali». La cosa interessante, notata da Antonio Socci, è che «coloro che oggi contestano il celibato ecclesiastico lo fanno dicendo che è solo una legge canonica che non ha mai avuto valore dal punto di vista teologico o spirituale. Invece è una legge canonica che ha le radici nella vita apostolica. Se dicono che nel IV secolo c’era un dibattito in corso sul celibato dei preti», valorizzando l’autenticità di questo frammento, «si contraddicono e confermano che ha ragione la Chiesa».

 

http://www.uccronline.it/2012/09/22/gesu-aveva-una-moglie-uno-scoop-alla-corrado-augias/

 

settembre 21, 2012

IL PAPIRO CHE PARLA DELLA MOGLIE DI GESU’ E’ AUTENTICO?

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , , — mirabilissimo100 @ 2:38 pm
IL PAPIRO CHE PARLA DELLA MOGLIE DI GESU’ E’ AUTENTICO?
 
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Karen L. King, affermata docente ad Harvard, il 18-09 2012, ha svelato appena ieri a Roma l’esito delle sue ricerche su un anonimo papiro che – udite udite – parlerebbe di un Gesù ammogliato.
 La King è una grande esperta di gnosticismo, ha in passato commentato il vangelo-bufala gnostico di Giuda.
Oggi si cimenta in un’impresa fenomenale: ribaltare la visione comune della figura di Gesù,
 applicando le sue personali  convinzioni all’ermeneutica di un brandello di papiro di provenienza sconosciuta. 
 
Ed è da queste convinzioni della King, già autrice di opere discutibili e danbrowniane come “Il Vangelo di Maria Maddalena: Gesù e la prima donna apostolo“,che bisogna partire.
 
Sappiamo d’altra parte che la gnosi non deriva dal Cristianesimo, ma si è appropriata di alcuni aspetti del Cristianesimo e li ha rielaborati a suo uso e consumo.
 Purtroppo però questa visione “settaria” della Gnosi non è condivisa dalla professoressa King, che nel suo volume: ” What is Gnosticism?”
Invece di indagare la storia e la dottrina gnostica, si profonde in dotte elucubrazioni metodologiche che lasciano passare questa idea di fondo:
la Gnosi in quanto dottrina separata dal Cristianesimo e dall’identità propria non esiste.
 E’ stato piuttosto il Cristianesimo del II e III secolo a mettere ciò che non gli andava a genio nel bidone dei rifiuti chiamato poi Gnosi. 
 
Jesus Wife Papyrus
 
 
Ma veniamo al dunque. Il papiro è scritto in dialetto copto-saidico e risale, secondo la datazione della King, al IV secolo d.C. Di che parla? Impossibile chiarirlo, dato il testo mutilo, ma ecco la traduzione datane dalla King, riga per riga (con tanto di congetture):

1. “no [a] me. Mia madre mi ha dato la vi[ta…” 
2 ] I discepoli dissero a Gesù, “.[ 
3 ] negare.  Maria è degna di
4 ]……” Gesù disse loro, “mia moglie . .[  
5 ]… sarà capace di essere mia discepola . . [ 
6 ] Che i malvagi si corrompano … [ 
7] Per me, io abito con lei per… [ 
8] una immagine [
 
Va precisato che allo stato attuale il testo è considerato spurio o falso da almeno uno dei tre reviewers nominati dall’Università di Harvard per valutarne l’autenticità.
In particolare a colpire è l’uso dell’inchiostro che – guardacaso – è più marcato nei pressi della parola “ta hime” (mia moglie). 
 
E poi c’è da dire che il papiro proviene da un anonimo collezionista che lo avrebbe acquistato nel 1997 da un altro collezionista che lo acquistò negli anni ’60 nella Germania dell’Est.
Ce n’è per un bel romanzo…

Ora, il centro del testo è appunto quell’espressione “mia moglie”, in copto saidico “ta hime”. “Shime” e “hime” sono usati in questo dialetto per tradurre sia donna che moglie (guné),
ma non è questo il punto. Anzitutto va precisato che questo testo rientra necessariamente nella serie infinita di testi gnostici redatti a cavallo fra il II e il IV secolo dopo Cristo.
Nella gnosi infatti il legame fra Gesù e Maria Maddalena giustifica l’unione divina fra il Cristo e la Sofia, emanazioni dirette della divinità che si oppone al Demiurgo,
 ossia al creatore del mondo come noi lo conosciamo. 
E visto che con tutta probabilità questo papiro proviene sempre dallo stesso contesto in cui furono redatti i codici di Nag Hammadi,
 è interessante notare come la parola “hime” diventi sinonimo della parola “hotre” o “koinonos” che sempre identificano il ruolo della Maddalena
quale “convivente” di Gesù nel cosiddetto Vangelo di Filippo.
Va però compreso perché – come nota il famoso ricercatore finlandese dei testi di Nag Hammadi, Antti Marjanen;
nello pseudo-Vangelo di Filippo la parola “hime” non ricorra mai per definire il rapporto fra Gesù e la Maddalena.
Dunque è il Vangelo di Filippo a sbagliarsi su questa relazione o è il papiro anonimo a tradurre malamente
(i testi in copto sono traduzioni dal greco) un termine proprio della “teologia” gnostica  (come ad esempio il greco syzygos)?
 
Pubblicato da Francesco Colafemmina
 
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Il mistero del papiro così Gesù parlava di sua “moglie Maria”

Una studiosa di Harvard presenta un testo del IV secolo: “Non dimostra nulla ma riflette il dibattito tra cristiani”
 
Matteo Sacchi– Gio, 20/09/2012 – 09:09

King, studiosa di storia della cristianità ad Harvard (occupa la cattedra di storia delle religioni più importante e antica degli Usa), ha annunciato la scoperta di un frammento papiraceo (4 per 8 cm) del IV secolo scritto in copto (l’egiziano parlato e non geroglifico) in cui Gesù fa riferimento a sua «moglie». Nel testo, ha spiegato la professoressa, c’è un dialogo in cui Gesù parla di «mia moglie», chiamata «Maria». La provenienza del testo è misteriosa, il collezionista che lo possiede ha chiesto di rimanere anonimo. La sua collocazione storica, secondo la King, nota per essere insieme a Elaine Pagels (che insegna a Princeton) una delle principali studiose dei vangeli gnostici, sarebbe però chiara. Apparterrebbe a quel corpus di scritti diffusisi in Egitto a partire dal II secolo che raccontavano la vita di Gesù in maniera diversa da quelli che ora consideriamo i Vangeli canonici. Vennero condannati dai padri della Chiesa e in gran parte distrutti. Un buon numero di questi testi è però stato ritrovato nel 1945 presso il villaggio di Nag Hammadi. Svariati rotoli furono nascosti, secondo la maggioranza degli studiosi, dai monaci di un vicino monastero, forse poco convinti della “messa al bando” dei testi da parte della chiesa ufficiale. Dalle sabbie apparirono, tra gli altri, un Vangelo di Tommaso, un Vangelo degli Egiziani, un Vangelo secondo Filippo, e svariate Apocalissi. Da questi testi emergevano descrizioni degli apostoli e di Gesù molto diverse da quelle a cui siamo abituati. Da allora hanno preso vigore le ricerche e la presunta scoperta della dottoressa King si inserisce in questo filone.Per quanto riguarda l’interpretazione, in un’intervista al New York Times la King ha subito messo in guardia il pubblico e i giornalisti: «Il testo non può essere affatto utilizzato come prova del fatto che Gesù fosse davvero sposato. È stato scritto secoli dopo la sua morte. Significa soltanto che su questo tema è esistita una controversia all’interno del Cristianesimo. In effetti anche da altre fonti sappiamo che dal secondo secolo in poi è esistito un forte dibattito, un dibattito che non riguardava solo e soltanto il Gesù storico, ma anche ciò che fosse lecito ai cristiani relativamente al sesso e al matrimonio». Resta la questione dell’autenticità del frammento, visto che la sua origine è molto meno certa di quella dei testi di Nag Hammadi. La King però ha gia fatto visionare il testo a degli esperti. I papirologi che l’hanno studiato direttamente, Roger Bagnall della New York University e Anne Marie Luijendijk di Princeton, propendono per l’autenticità. La Luijendijk si è espressa così: «Il frammento sarebbe impossibile da falsificare, è scritto in copto saidico, un dialetto dell’Egitto del sud. Le fibre, l’inchiostro e il contesto culturale corrispondono». Dello stesso parere Ariel Shisha-Halevy, linguista della Università ebraica di Gerusalemme: «Sulla base della lingua io direi che il testo è autentico». Ma non mancano gli scettici, e non tanto sull’antichità del frammento. Wolf-Peter Fung, studioso canadese che ha tradotto in francese il corpus degli scritti di Nag Hammadi per l’università del Quebec, afferma: «Ci sono migliaia di frammenti di papiro dove si possono trovare scritte cose folli. Ma se non se ne conosce la provenienza non servono assolutamente a niente». E sentito dal Giornale, Giuseppe Visonà, che insegna Filologia ed esegesi neotestamentaria all’Università Cattolica di Milano invita alla prudenza. «Il testo va contestualizzato, e prima va stabilito se è davvero antico. Se fosse degli gnostici la “moglie” di Gesù potrebbe essere un’espressione puramente simbolica… E poi è brevissimo e molto tardo. Insomma quello che va evitato assolutamente è il sensazionalismo».Ma certo il dibattito mediatico infurierà. Non tanto per questioni storiche, quanto per la grande attenzione che oggi come oggi c’è verso la questione del celibato o meno degli ecclesiastici.

 

http://www.ilgiornale.it/news/cultura/mistero-papiro-cos-ges-parlava-sua-moglie-maria-839049.html

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Altri seri dubbi sul papiro della moglie di Gesù;
 
 
 
1)
Alin Suciun, papirologo dell’Università di Amburgo, ha detto ( Associated Press ), mentre prendeva parte al congresso di studi Copti a Roma ha detto:
” Lo scrittonon sembra autentico se comparato con gli altri scritti dei papiri copti datati al IV secolo.
 
 
2)
Stephen Emmel, professore di Coptologia all’Università di Monaco, il quale nel 2006 ha recensito laa scoperta del Vangelo di Giuda,
ha detto: ” C’è qualcosa su questo frammento  per quanto riguarda lo stile e la grammtica copta che mi colpicono  come qualcosa  che non mi convince completamente.
 
3)

Wolf-Peter Funk, un esperto il lingua Copta, co-direttore del progetto per l’edizione dei manoscritti  di Nag Hammadi alla Laval University del Quebec,

  pure dubita sull’autenticità, dichirando che la sua forma è “sospetta”:

“Egli ha detto  che non c’è modo di valutare il significato del frammento perché non ha contesto.

” Ci sono migliaia di brani di papiri dove si possono trovare cose folli, questo frammento può esere qualsiasi cosa.”

 
4)

Hany Sadak, director general of the Coptic Museum in Cairo, said Egypt’s antiquities authorities had no idea of the existence of the fragment until it hit news reports this week.

“I personally think, as a researcher, that the paper is not authentic because it was, if it had been in Egypt before, we would have known of it and we would have heard of it before it left Egypt,” he told AP.

 
Hany Sadak, direttore generale del museo Copto del Cairo, ha detto che leautorità competenti sui manoscritti antichi non avevano idea sull’esistenza di questo frammento  fino alla notizia di questa settimana.
Sadak ha detto: ” Personalmente penso, come ricercatore, che il papiro non è autentico perché se era autentico, noi lo avremmo saputo e lo avremmo udito prima nel pasato dell’Egitto.”
 
 
Estratto da:

http://www.wnd.com/2012/09/jesus-wife-papyrus-blasted-as-forgery/

 

 

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Ecco il “Vangelo della moglie di Gesù”

Paulus 2.0?

Aggiornamenti sul dibattito online

19.09: Già si affacciano i primi dubbi sull’autenticità del papiro (anche se sarà difficile contrastare l’autorevolezza di Bagnall). A sollevarli è un blogger tutt’altro che “devoto”: Thomas Verenna. Tra i molti interventi a caldo, il suo ci sembra per ora il più interessante, anche perché insiste sulla bizzarra inchiostratura in corrispondenza del termine chiave tahime.

19.09: Altre cautele sono espresse in modo molto puntuale e circostanziato da Simon J. Gathercole (Università di Cambridge). Ai dubbi di natura paleografica si aggiungono quelli di tipo intertestuale: troppe somiglianze col testo copto del Vangelo di Tommaso?

20.09: Il giovane coptologo Alin Suciu (Università di Amburgo), tramite Twitter, si dice convinto dell’inautenticità del papiro, e parla apertamente di “modern forgery”. Si attende un intervento più dettagliato nel suo sito personale.

20.09: In questo articolo dell’Huffington Post, il parere negativo di Alin Suciu è affiancato a quello di Stephen Emmel (Università di Münster), tra i massimi esperti di gnosticismo e di letteratura apocrifa in copto.

20.09: Anche James R. Davila (Università di St Andrews), nel suo autorevole e seguitissimo blog, affonda il coltello nella piaga: “Insomma, ci troviamo di fronte a un frammento che, fortuna delle fortune, preserva esattamente – ma proprio esattamente – le parole che vorremmo vedere sulle labbra di Gesù in un antico frammento evangelico”. Semplice coincidenza?

21.09: Thomas Verenna aggiunge alcune osservazioni sull’aspetto fisico del papiro, mentre in calce a questo post di Christian Askeland (che esprime ulteriore scetticismo) si può leggere una breve risposta di Roger Bagnall alle richieste di chiarimento sulla sua posizione.

21.09: James R. Davila esprime disappunto – molto giustamente – per la notizia che un documentario sulla scoperta è già in lavorazione (ed evidentemente lo era da un po’ di tempo…). Verrebbe da dire: Sancta simplicitas!

21.09: Francis Watson (Università di Durham) non ha dubbi: il “Vangelo della moglie di Gesù”, esaminato da un punto di vista redazionale e compositivo, si rivelerebbe opera di un moderno falsario. L’analisi di Watson si può leggere nel sito di Mark Goodacre, in due diverse versioni: la prima è destinata agli specialisti, e comprende trascrizione e commento del testo copto; la seconda ha un taglio più divulgativo, e si rivolge a un pubblico più ampio (entrambi i documenti sono in formato pdf).

http://letterepaoline.net/2012/09/19/ecco-il-vangelo-della-moglie-di-gesu/

 

STUDIO PIU’ APPROFONDITO:

http://ntweblog.blogspot.ch/search/label/Francis%20Watson

http://www.guardian.co.uk/world/2012/sep/21/gospel-jesus-wife-forgery

 
 
Gospel of Jesus’s Wife: Dr. Mark D. Roberts  comments
 
Experts Question Authenticity of the “Gospel of Jesus’s Wife”
 
 
 
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“Il papiro della moglie di Gesù non influisce sulla Chiesa”

E’ lapidario padre Federico Lombardi, responsabile della Sala Stampa della Santa Sede; il frammento di papiro copto del quarto secolo dopo Cristo con la frase: «Gesù disse loro: “mia moglie”, presentato a Roma nei giorni scorsi dalla studiosa di Harvard Karen L. King, non fornirebbe alcuna prova – come ha dichiarato al nostro giornale la stessa King – che fra i primi cristiani alcuni credevano che Gesù fosse sposato. «E’ una questione specialistica che riguarda gli studiosi di frammenti di papiri copti» ha tagliato corto il portavoce del Vaticano. (la Repubblica, 21.o9.2012)

http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=5529

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https://sites.google.com/site/lesacrescritture/Home/il-papiro-che-parla-della-moglie-di-gesu-e-autentico

IL PAPIRO CHE PARLA DELLA MOGLIE DI GESU’: IL SOLITO VANGELO GNOSTICO

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IL PAPIRO CHE PARLA DELLA MOGLIE DI GESU’: IL SOLITO VANGELO GNOSTICO

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ilgiornale.it

Il mistero del papiro così Gesù parlava di sua “moglie Maria”

Una studiosa di Harvard presenta un testo del IV secolo: “Non dimostra nulla ma riflette il dibattito tra cristiani”
 
Matteo Sacchi– Gio, 20/09/2012 – 09:09
 

La notizia fa sensazione. In un convegno tenuto a Roma l’altro ieri Karen L.

 

Jesus Wife Papyrus

 

King, studiosa di storia della cristianità ad Harvard (occupa la cattedra di storia delle religioni più importante e antica degli Usa), ha annunciato la scoperta di un frammento papiraceo (4 per 8 cm) del IV secolo scritto in copto (l’egiziano parlato e non geroglifico) in cui Gesù fa riferimento a sua «moglie». Nel testo, ha spiegato la professoressa, c’è un dialogo in cui Gesù parla di «mia moglie», chiamata «Maria». La provenienza del testo è misteriosa, il collezionista che lo possiede ha chiesto di rimanere anonimo. La sua collocazione storica, secondo la King, nota per essere insieme a Elaine Pagels (che insegna a Princeton) una delle principali studiose dei vangeli gnostici, sarebbe però chiara. Apparterrebbe a quel corpus di scritti diffusisi in Egitto a partire dal II secolo che raccontavano la vita di Gesù in maniera diversa da quelli che ora consideriamo i Vangeli canonici. Vennero condannati dai padri della Chiesa e in gran parte distrutti. Un buon numero di questi testi è però stato ritrovato nel 1945 presso il villaggio di Nag Hammadi. Svariati rotoli furono nascosti, secondo la maggioranza degli studiosi, dai monaci di un vicino monastero, forse poco convinti della “messa al bando” dei testi da parte della chiesa ufficiale. Dalle sabbie apparirono, tra gli altri, un Vangelo di Tommaso, un Vangelo degli Egiziani, un Vangelo secondo Filippo, e svariate Apocalissi. Da questi testi emergevano descrizioni degli apostoli e di Gesù molto diverse da quelle a cui siamo abituati. Da allora hanno preso vigore le ricerche e la presunta scoperta della dottoressa King si inserisce in questo filone.Per quanto riguarda l’interpretazione, in un’intervista al New York Times la King ha subito messo in guardia il pubblico e i giornalisti: «Il testo non può essere affatto utilizzato come prova del fatto che Gesù fosse davvero sposato. È stato scritto secoli dopo la sua morte. Significa soltanto che su questo tema è esistita una controversia all’interno del Cristianesimo. In effetti anche da altre fonti sappiamo che dal secondo secolo in poi è esistito un forte dibattito, un dibattito che non riguardava solo e soltanto il Gesù storico, ma anche ciò che fosse lecito ai cristiani relativamente al sesso e al matrimonio». Resta la questione dell’autenticità del frammento, visto che la sua origine è molto meno certa di quella dei testi di Nag Hammadi. La King però ha gia fatto visionare il testo a degli esperti. I papirologi che l’hanno studiato direttamente, Roger Bagnall della New York University e Anne Marie Luijendijk di Princeton, propendono per l’autenticità. La Luijendijk si è espressa così: «Il frammento sarebbe impossibile da falsificare, è scritto in copto saidico, un dialetto dell’Egitto del sud. Le fibre, l’inchiostro e il contesto culturale corrispondono». Dello stesso parere Ariel Shisha-Halevy, linguista della Università ebraica di Gerusalemme: «Sulla base della lingua io direi che il testo è autentico». Ma non mancano gli scettici, e non tanto sull’antichità del frammento. Wolf-Peter Fung, studioso canadese che ha tradotto in francese il corpus degli scritti di Nag Hammadi per l’università del Quebec, afferma: «Ci sono migliaia di frammenti di papiro dove si possono trovare scritte cose folli. Ma se non se ne conosce la provenienza non servono assolutamente a niente». E sentito dal Giornale, Giuseppe Visonà, che insegna Filologia ed esegesi neotestamentaria all’Università Cattolica di Milano invita alla prudenza. «Il testo va contestualizzato, e prima va stabilito se è davvero antico. Se fosse degli gnostici la “moglie” di Gesù potrebbe essere un’espressione puramente simbolica… E poi è brevissimo e molto tardo. Insomma quello che va evitato assolutamente è il sensazionalismo».Ma certo il dibattito mediatico infurierà. Non tanto per questioni storiche, quanto per la grande attenzione che oggi come oggi c’è verso la questione del celibato o meno degli ecclesiastici.

 

http://www.ilgiornale.it/news/cultura/mistero-papiro-cos-ges-parlava-sua-moglie-maria-839049.html

settembre 19, 2012

Quel papiro con la «moglie» di Gesù

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Quel papiro con la «moglie» di Gesù

 

Su un piccolo frammento copto del IV secolo, presentato a un congresso a Roma, si legge la frase sospesa: «E Gesù disse loro: Mia moglie…»

andrea tornielli
romaJesus Wife Papyrus

Un frammento di papiro scritto nel dialetto copto sahidico tipico del basso Egitto e sinora sconosciuto ha riaperto il dibattito sulla possibilità che Gesù fosse sposato. La professoressa Karen King, della Harvard Divinity School, nel corso di un convegno a Roma ha presentato il papiro nel quale si legge: «E Gesù disse loro: “Mia moglie…». Si tratta della prima e unica attestazione nella quale si parli di una «moglie» di Gesù e la notizia è stata rilanciata dal «New York Times».

Nel suo studio, che sarà pubblicato solo nel gennaio 2013 nella rivista teologica di Harvard, la professoressa King afferma prudentemente di non poter dire una parola definitiva, tutto lascia pensare che il frammento sia autentico: i pareri di diversi esperti escludono anche che si possa trattare di un testo aggiunto successivamente su un pezzo di papiro antico. Il frammento è piccolo, misura 4 centimetri per 8, e sono leggibili soltanto degli spezzoni di frasi più lunghe.

 

La professoressa King ha affermato: «Questo papiro non prova, ovvio, che Gesù fosse sposato ma ribadisce che la questione del suo eventuale matrimonio e della sua sessualità è stata più volte sollevata con infiammati dibattiti». Dalla grafia il papiro risulta scritto nella seconda metà del IV secolo. Ma i suoi contenuti potrebbero aver avuto origine nella seconda metà del II secolo. Si può dunque ipotizzare un legame tra questo testo ed altri coevi, conosciuti come il vangelo di Tommaso o di Maria Maddalena. Testi per lo più nati in ambito gnostico.

Com’è noto, la Chiesa riconosce come autentici solo i vangeli «canonici»: sono quelli attribuiti agli evangelisti Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Questi testi sono databili al primo secolo: nel caso di Matteo e Giovanni si tratta di due apostoli, mentre Marco e Luca erano seguaci degli apostoli Pietro e Paolo. Anche se comunemente si pensa che il riconoscimento dei vangeli canonici e il conseguente rifiuto di altri definiti «apocrifi» sia dovuto a un’imposizione dell’autorità ecclesiastica, la realtà è diversa. I vangeli canonici erano infatti quelli più diffusi fin dall’inizio nelle comunità cristiane, che ne riconoscevano l’origine apostolica e dunque il legame con i testimoni oculari della vita di Gesù. I vangeli canonici erano dunque già tali ben prima che venissero definiti così. Un frammento scoperto nella Biblioteca Vaticana da Ludovico Muratori attesta che già nell’anno 157, a Roma, venivano letti e venerati quei quattro vangeli.

 

La parola «apocrifi», usata invece per indicare i vangeli non riconosciuti dalla Chiesa, è greca e significa «nascosti»: nel II secolo circolavano infatti degli scritti diffusi nei circoli gnostici cristiani che venivano definiti in quel modo. Sono testi più tardivi, attraverso i quali si è tentato di ricostruire alcune parti della biografia del Nazareno o di interpretarne il pensiero. In genere, mentre i testi canonici sono scarni, essenziali, poco indulgenti con il miracolismo, gli apocrifi sono invece infarciti di molti elementi miracolistici e sensazionali. E in alcuni casi sono espressione del movimento filosofico-religioso dello gnosticismo, che credeva in un dualismo radicale, in una differenza abissale tra Dio e la realtà materiale.

 

Il maggiore esperto italiano di questi testi, Luigi Moraldi, ha scritto: «I vangeli gnostici sono meditazioni su Gesù, sul suo messaggio, sulle reazioni che suscita in ogni credente, specie se intellettuale… Non sono raccolte di dati biografici su Gesù. Presuppongono nei lettori una conoscenza accurata sia dell’annunzio cristiano, sia dei primi sviluppi e approfondimenti». Il frammento appena studiato, ha avuto origine in ambito copto, come altri testi gnostici.

Perché la Chiesa sostiene che Gesù non si sia mai sposato? I vangeli canonici presentano il Nazareno come celibe. Anche se aveva scelto nella sua predicazione e nelle sue parabole molte volte dei personaggi femminili, e anche se aveva un gruppo di donne che lo seguiva stabilmente, nessuna delle donne citate nei vangeli canonici viene presentata come sua moglie. In ogni caso, gli autori dei vangeli canonici non descrivono la condizione del celibato come superiore rispetto a quella del matrimonio. Pietro era sposato (il vangelo parla della guarigione di sua suocera), così come lo erano alcuni dei primi discepoli. Se Gesù fosse stato sposato, affermano molti autorevoli biblisti, gli evangelisti lo avrebbero semplicemente scritto.

 

 

Un’obiezione più volte sollevata al fatto che Gesù fosse celibe riguarda il fatto che i maestri religiosi del mondo ebraico si sposavano. Ma anche duemila anni fa non erano poi così rare le eccezioni alla regola del matrimonio, come attesta, ad esempio la comunità degli esseni, che viveva a Qumran, ed era composta da celibi.

 

 

http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/fede-e-archeologia-faith-and-archeology-fe-y-arqueologia-18265/

 

IL PAPIRO DELLA “MOGLIE DI GESU’

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IL PAPIRO DELLA “MOGLIE DI GESU’
 
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mercoledì 19 settembre 2012

LA NUOVA PUNTATA DEL DANBROWNISMO ACCADEMICO: IL PAPIRO DELLA “MOGLIE DI GESU'”!

 
 
 
 
 
 
 
 
Karen L. King – Hollis Professor of Divinity – Harvard University
 
di Francesco Colafemmina

Karen L. King, affermata docente ad Harvard, ha svelato appena ieri a Roma l’esito delle sue ricerche su un anonimo papiro che – udite udite – parlerebbe di un Gesù ammogliato. La King è una grande esperta di gnosticismo, ha in passato commentato il vangelo-bufala gnostico di Giuda. Oggi si cimenta in un’impresa fenomenale: ribaltare la visione comune della figura di Gesù, applicando le sue personali  convinzioni all’ermeneutica di un brandello di papiro di provenienza sconosciuta. 

 
Ed è da queste convinzioni della King, già autrice di opere discutibili e danbrowniane come “Il Vangelo di Maria Maddalena: Gesù e la prima donna apostolo“, che bisogna partire. Vediamo infatti cosa dice la professoressa King in qualche modo off-the-records, nel reportage esclusivo scritto da Ariel Sabar per lo Smithsonian Magazine:
Come mai solo la letteratura che afferma che [Gesù] era celibe è sopravvissuta? E tutti i testi che mostrano che aveva una relazione intima con la Maddalena o che era sposato non sono sopravvissuti? E’ una casualità? O è per via del fatto che il celibato è divenuto un ideale per la Cristianità? […] Il papiro mette in grande questione l’assunzione secondo cui Gesù non era sposato, che egualmente non ha alcuna evidenza.”
E aggiunge:

Mette in dubbio l’intera affermazione cattolica che il celibato sacerdotale sia basato sul celibato di Gesù. Loro dicono sempre ‘questa è la tradizione, questa è la tradizione’. Ora vediamo che questa tradizione alternativa è stata messa sotto silenzio. Ciò che mostra [questo testo] è che ci sono stati dei primi cristiani per i quali le cose non stavano così, che potevano comprendere invero che l’unione sessuale nel matrimonio poteva essere una imitazione della creatività e della generatività di Dio e poteva essere spiritualmente giusta e appropriata“.

Ecco chiarito il senso della scoperta. Ecco chiarita l’ideologia che muove certo mondo accademico. La King nel suo studio sul papiro si mostra cauta e nega che la sua volontà sia quella di attestare l’esistenza di un legame maritale fra Gesù e la Maddalena, mentre nel reportage organizzato con lo Smithsonian Magazine (perché organizzare un reportage se ci si predica schivi e riservati?) manifesta i suoi veri obiettivi. Ma veniamo al dunque. Il papiro è scritto in dialetto copto-saidico e risale, secondo la datazione della King, al IV secolo d.C. Di che parla? Impossibile chiarirlo, dato il testo mutilo, ma ecco la traduzione datane dalla King, riga per riga (con tanto di congetture):

1. “no [a] me. Mia madre mi ha dato la vi[ta…” 
2 ] I discepoli dissero a Gesù, “.[ 
3 ] negare.  Maria è degna di
4 ]……” Gesù disse loro, “mia moglie . .[  
5 ]… sarà capace di essere mia discepola . . [ 
6 ] Che i malvagi si corrompano … [ 
7] Per me, io abito con lei per… [ 
8] una immagine [
 
Va precisato che allo stato attuale il testo è considerato spurio o falso da almeno uno dei tre reviewers nominati dall’Università di Harvard per valutarne l’autenticità. In particolare a colpire è l’uso dell’inchiostro che – guardacaso – è più marcato nei pressi della parola “ta hime” (mia moglie). 

E poi c’è da dire che il papiro proviene da un anonimo collezionista che lo avrebbe acquistato nel 1997 da un altro collezionista che lo acquistò negli anni ’60 nella Germania dell’Est. Ce n’è per un bel romanzo…

Ora, il centro del testo è appunto quell’espressione “mia moglie”, in copto saidico “ta hime”. “Shime” e “hime” sono usati in questo dialetto per tradurre sia donna che moglie (guné), ma non è questo il punto. Anzitutto va precisato che questo testo rientra necessariamente nella serie infinita di testi gnostici redatti a cavallo fra il II e il IV secolo dopo Cristo. Nella gnosi infatti il legame fra Gesù e Maria Maddalena giustifica l’unione divina fra il Cristo e la Sofia, emanazioni dirette della divinità che si oppone al Demiurgo, ossia al creatore del mondo come noi lo conosciamo. 
E visto che con tutta probabilità questo papiro proviene sempre dallo stesso contesto in cui furono redatti i codici di Nag Hammadi, è interessante notare come la parola “hime” diventi sinonimo della parola “hotre” o “koinonos” che sempre identificano il ruolo della Maddalena quale “convivente” di Gesù nel cosiddetto Vangelo di Filippo. Va però compreso perché – come nota il famoso ricercatore finlandese dei testi di Nag Hammadi, Antti Marjanen – nello pseudo-Vangelo di Filippo la parola “hime” non ricorra mai per definire il rapporto fra Gesù e la Maddalena. Dunque è il Vangelo di Filippo a sbagliarsi su questa relazione o è il papiro anonimo a tradurre malamente (i testi in copto sono traduzioni dal greco) un termine proprio della “teologia” gnostica  (come ad esempio il greco syzygos)?
 
In ogni caso siamo dinanzi ad una palese mistificazione della storia. Far passare il messaggio che la Chiesa Cattolica – a questa restringe il suo campo di accuse la King – avrebbe manipolato la storia della tradizione dei testi evangelici al fine di imprimere la propria ideologia sessista fondata sul maschilismo e il celibato sacerdotale è oltre che antistorico, palesemente infondato. Perché chi si intenda minimamente di storia della tradizione saprà che nell’antichità era l’autorevolezza delle fonti e la loro antichità a decretare l’accoglimento o meno di un testo. Insomma, non c’era internet dove chiunque può pubblicare una propria versione fantasiosa di un fatto storico e raggiungere potenzialmente lo stesso pubblico di una fonte autentica.
 
Sappiamo d’altra parte che la gnosi non deriva dal Cristianesimo, ma si è appropriata di alcuni aspetti del Cristianesimo e li ha rielaborati a suo uso e consumo. Purtroppo però questa visione “settaria” della Gnosi non è condivisa dalla professoressa King, che nel suo volume What is Gnosticism? (del cui acquisto mi pentii quattro anni fa solo dopo aver letto le prime pagine), invece di indagare la storia e la dottrina gnostica, si profonde in dotte elucubrazioni metodologiche che lasciano passare questa idea di fondo: la Gnosi in quanto dottrina separata dal Cristianesimo e dall’identità propria non esiste. E’ stato piuttosto il Cristianesimo del II e III secolo a mettere ciò che non gli andava a genio nel bidone dei rifiuti chiamato poi Gnosi. 
 
Questo spiega il clamore che la “scoperta” sta suscitando ovunque nel mondo. Decontestualizzando un pezzo di papiro venuto fuori dalla spazzatura dell’antichità si finisce per operare non certo a favore della ricerca e del progresso degli studi storici, ma si dà solo sfogo alle proprie ideologie anticattoliche, a quell’ansia incontenibile di intaccare attraverso un lacerto di storia la solidità di secoli di tradizione, nella convinzione che la Chiesa Cattolica continui ad essere una sorta di onnipotente e malvagia setta intenta a coprire la verità del Gesù storico. E così anche un eminente accademico scade al livello meschino di un Dan Brown. 
 
 
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