Mirabilissimo100’s Weblog

novembre 24, 2012

INCESTO CONSEZIENTE TRA PADRE E FIGLIA IN INGHILTERRA

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Katrina Yates, il suo ex compagno e la figlia neonata (The Sun)

Katrina Yates, il suo ex compagno e la figlia neonata (The Sun)Katrina Yates, il suo ex compagno e la figlia neonata (The Sun)
 

FA SESSO CON IL PADRE: LA MADRE LO DENUNCIA. “ERA INNAMORATA” -FOTO 

Giovedì 15 Novembre 2012 – 10:39

LONDRA – «Sto vivendo un incubo, è rivoltante. Andrew è stato un buon padre ma ci siamo allontanati quando Nicola aveva quattro anni. Nel 2006 mia figlia lo ha rintracciato». Katrina Yates si sfoga così in un’intervista al Sun dopo aver raccontato di aver scoperto che l’uomo di cui si era innamorata la figlia era proprio il suo ex amante e padre biologico della ragazza. I due avevano una relazione e incontri sessuali. Disgustata Katrina ha deciso di denunciare tutto alla polizia. Andrew Butler così lo scorso anno è stato arrestato e ha promesso di lasciar perdere per sempre Nicola. Ma in questi giorni Andrew è stato liberato e contemporaneamente, e forse non casualmente, è scomparsa anche Nicola.

http://www.leggo.it/news/mondo/fa_sesso_con_il_padre_la_madre_lo_denuncia_era_innamorata_foto_/notizie/202734.shtml

SANT’ANNIBALE MARIA DI FRANCIA: IL MIRACOLO PER LA CANONIZZAZIONE

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SANT’ANNIBALE MARIA DI FRANCIA: IL MIRACOLO PER LA CANONIZZAZIONE
 
 
SANT’ANNIBALE MARIA DI FRANCIA

Sant’Annibale Di Francia nacque a Messina il 5 luglio 1851 da una famiglia della nobiltà cittadina. Giovanissimo, mentre era in adorazione dinanzi all’Eucaristia, sentì chiara la vocazione al sacerdozio, che egli stesso definì “improvvisa, irresistibile, sicurissima”. Tale chiamata si sviluppò e crebbe nella piena comprensione della primaria importanza della preghiera per le vocazioni prima che la scoprisse nel comando di Gesù, riportato nel Vangelo: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il Padrone della messe perché mandi operai nella sua messe” (Mt 9, 37-38; Lc 10, 2).

Annibale era ancora Diacono quando un incontro provvidenziale con un mendicante lo portò alla scoperta drammatica delle “Case Avignone”, il quartiere più povero e malfamato di Messina, ritenuto da tutti “terra maledetta” perché costituiva un covo di ogni miseria morale e materiale. Dopo l’ordinazione sacerdotale (16 marzo 1878), ottiene dal suo Vescovo di stabilirvisi, facendone il campo del suo apostolato di promozione umana e di evangelizzazione di quella povera gente, volendo così condividere la compassione di Cristo per quelle folle stanche e abbandonate come gregge senza pastore (cf. Mt 9, 36). Fu proprio lì che il Di Francia iniziò le opere di soccorso e di educazione dell’infanzia e della gioventù maschile e femminile, fondando gli Orfanotrofi Antoniani per accogliere e promuovere “civilmente e religiosamente”, come ci teneva a sottolineare, i più bisognosi. Per mantenerli egli, di famiglia nobile, si fece mendicante, andando di porta in porta a chiedere aiuti e sovvenzioni. Tali Istituti poi si svilupparono in laboratori di arti e mestieri, collegi, centri di formazione professionale, colonie agricole e scuole di ogni tipo.

Sacerdote zelante, poeta prolifico, giornalista battagliero, predicatore dalla parola facile e convincente, Padre Annibale nella sua vita terrena ha saputo conciliare in un unico termine il binomio azione-contemplazione, mostrando la sua completezza di uomo spirituale, attivo ed instancabile, ma dotato di una intensa capacità contemplativa. Coltivò e predicò l’amore per la parola di Dio, per l’Eucaristia, per la Vergine Maria, per i Santi e la Chiesa, manifestando verso il Papa ed i Vescovi uno spirito di obbedienza e di particolare rispetto fino alla venerazione.

Tormentato dal pensiero che nel mondo vi erano milioni e milioni di persone bisognose di pane materiale e spirituale, afflitto per la scarsità di anime generose che si dedicassero alla loro salvezza spirituale e materiale, il Di Francia trovò la risposta nel comando di Gesù: Pregate dunque il Padrone della messe perché mandi operai nella sua messe, convinto che le vocazioni dei nuovi apostoli sono dono di Dio e frutto della preghiera. Egli, già d’allora, considerò operai della messe non soltanto i sacerdoti ed i consacrati, ma anche tutti coloro che sono chiamati ad impegnarsi in attività a beneficio del prossimo nella chiesa e nella società: genitori, insegnanti, governanti.

Il Rogate (la preghiera per le vocazioni) divenne il programma della sua vita, “idea-risorsa e chiodo fisso” per tutte le sue opere. Attratti dal suo carisma, uomini e donne si unirono a lui. Padre Annibale fondò le due Congregazioni delle Figlie del Divino Zelo (1887) e dei Rogazionisti (1897), che esprimono con un quarto voto l’impegno di pregare e di agire in attività specifiche per le vocazioni con centri di spiritualità, di discernimento e di promozione vocazionale, con attività editoriali e con seminari.

L’esperienza spirituale di Padre Annibale e la sua speciale missione sono oggi condivise anche da numerosi laici, uomini e donne, che si impegnano a vivere lo spirito del “Rogate” nella Chiesa in forma privata o associata. Tra le diverse associazioni laicali vi è quella delle Missionarie Rogazioniste, costituita da donne che vivono la consacrazione nel mondo attraverso la professione dei consigli evangelici e del quarto voto del Rogate.

Il Di Francia, nell’impegnarsi ed impegnare alla preghiera per le vocazioni, tende a fare comprendere che chi domanda al Signore di provvedere la sua Chiesa di operai della messe, chiede non soltanto che essi siano numerosi, ma soprattutto che siano santi. Inoltre, egli insinua che chi prega per le vocazioni deve mettersi in prima persona in ascolto di Dio che chiama, pronto a dire: “Eccomi, Signore, se vuoi, manda me”.

Perciò, Padre Annibale, chiamato a ragione “vero padre degli orfani e dei poveri”, volle che i membri degli Istituti da lui fondati esprimessero concretamente il loro impegno per le vocazioni facendosi essi stessi operai della messe preferibilmente a favore dei piccoli e dei poveri in tutte le possibili attività di carità spirituale e materiale: orfanotrofi, scuole, istituti professionali, centri per portatori di handicap.

Il Di Francia, pur essendo un uomo di azione, visse in un crescente ed eroico esercizio di tutte le virtù cristiane, che convogliava nello zelo per la gloria di Dio e per la salvezza delle anime. Innamorato a sua volta di Cristo, suo motto e sua esortazione era: Innamoratevi di Gesù Cristo.

Padre Annibale, bruciato dall’amore di Dio e del prossimo, spende la sua vita nell’adoperarsi instancabilmente affinché si obbedisca al comando di Gesù: Pregate dunque il Padrone della messe perché mandi operai nella sua messe. Perciò compone, stampa e diffonde preghiere a tale scopo in varie lingue. Sollecita Papi e Vescovi a farsene maggior carico. Istituisce per la Gerarchia la Sacra Alleanza sacerdotale e per i laici la Unione di preghiera per le vocazioni. Impegna i suoi figli e figlie spirituali affinché, con tutti i mezzi a disposizioni, si adoperino a far sì che questo spirito di preghiera divenga “incessante ed universale”. Il suo anelito ha trovato finalmente la massima rispondenza ecclesiale nella Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, istituita da Paolo VI nel 1964.

Logorato dalle fatiche e pieno di meriti, si spense a Messina il 1° giugno 1927, confortato dalla visione della Vergine Maria, sempre da lui amata, lodata e venerata. L’espressione più ricorrente, ascoltata durante e dopo i funerali, fu: “E’ morto il Santo”.

La Chiesa onora Annibale Di Francia con il titolo di “insigne apostolo della preghiera per le vocazioni”. Giovanni Paolo II, che lo ha proclamato Beato il 7 ottobre 1990, lo ha dichiarato “autentico anticipatore e zelante maestro della moderna pastorale vocazionale”, e il 16 maggio 2004 lo ha iscritto nell’albo dei Santi.
Autore: P. Riccardo Pignatelli

 
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Il miracolo per la canonizzazione di Sant’Annibale Maria di Francia
     
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Venerdì 15 Maggio 2009 15:32
 
 

Caso clinico: guarigione della neonata CHARISSE NICOLE DIAZ affetta da grave meningoencefalite, complicata da stato settico, idrocefalo e atrofia corticale cerebrale.  

Il 28-1-1993, a Iloilo City (Filippine), nasceva presso il “St. Paul’s Hospital” Charisse Nicole Diaz, da una gravidanza a termine, tramite parto eutocico; il liquido amniotico era tinto da meconio. Per tale ragione fu praticata profilassi antibiotica per via endovenosa e trattenuta in Ospedale oltre al dovuto.

In 6a giornata di ricovero, comparvero numerose crisi convulsive di differente durata (da 20” a 6’), febbre e i segni tipici di un interessamento meningeo: la neonata aveva un aspetto settico, pianto lamentoso, fontanella bregmatica “bombé”, vomito ripetuto, rigidità nucale, letargia. Fatti gli accertamenti di rito, i Medici curanti arrivarono ad una diagnosi di meningite batterica da pseudomonas. In seguito una ecografia cerebrale evidenziava un notevole idrocefalo comunicante con conseguente atrofia della corteccia cerebrale. Furono praticate numerose punture lombari con risultato: fuoruscita di liquor purulento con più di 1000 cellule, proteinorachia aumentata, glicorachia diminuita, così come si evidenzia nelle meningiti batteriche. Infatti all’esame batteriologico culturale si evidenziava il batterio “pseudomonas aeruginoso”, che all’antibiogramma risultava resistente a tutti gli antibiotici cimentati.

Perduta ogni speranza ed incorrendo in un grave errore terapeutico, si ricorse all’Imipenem, il quale è un antibiotico a largo spettro, comprendente cocchi e bacilli: gram positivi e gram negativi, incluso lo pseudomonas; antibiotico, nel 1993 di recente acquisizione, con notevoli effetti indesiderati a carico dei vari organi ed apparati. Per di più, come riportato dal “Repertorio Farmaceutico Italiano, Refi, 7a edizione 1993”:

1)non si può somministrare a soggetti inferiori ai 12 anni,

2)tanto più, è formalmente contro indicato in bambini al di sotto dei 3 mesi,

3)è formalmente proscritto per il trattamento di qualsiasi meningite in special modo da pseudomonas.

La situazione era tale che lasciava poco sperare sulla sopravvivenza o, nella migliore delle ipotesi, anche la eventuale guarigione avrebbe dovuto avere gravi esiti psico-motori invalidanti. I genitori della bambina, ambedue medici, avevano già predisposto il luogo della sepoltura.

Sollecitati da un parente Rogazionista, alcuni familiari ed amici iniziarono con rinnovata fiducia una novena di preghiere per la intercessione del Beato Padre Annibale, mettendo contemporaneamente una sua reliquia sul corpicino della bambina.

Charisse fu dimessa, in 36a giornata di degenza, completamente guarita malgrado l’atrofia della corteccia cerebrale, senza esiti psico motori, così come chiaramente rilevano, non senza meraviglia degli esaminatori, le perizie neuro-spichiatriche alle quali è stata sottoposta anche recentemente. A confermare ciò stanno le indagini strumentali: Eco e TAC, che dimostrano chiaramente la risoluzione dell’idrocefalo e della atrofia.

A conclusione del Processo Diocesano sul presunto miracolo, la Consulta Medica della Congregazione delle Cause dei Santi il 15 ottobre 2003, all’unanimità, ha concordato sulla inspiegabilità della guarigione e della totale assenza di esiti prevedibili.

Il Congresso dei Teologi prima e la Congregazione dei Cardinali poi hanno riconosciuto il nesso causale tra la inspiegabilità della guarigione e la preghiera di intercessione al Beato Annibale, fornendo al Papa gli elementi per dichiarare formalmente con un Decreto l’esistenza del miracolo, che prelude alla Canonizzazione ormai prossima.

 

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SITO UFFICIALE
 
 
 
 
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giugno 23, 2012

PADRE PRANDIN: SOSPESO PER AVER AVUTO RAPPORTI SESSUALI CON ALCUNE MISSIONARIE

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IL PARROCO FA SESSO CON LE MISSIONARIE:
SOSPESO. SCONCERTO A ROVIGO -FOTO

 
Venerdì 22 Giugno 2012 – 11:41

ROVIGO- Forti accuse sono state lanciate a padre Prandin, fondatore della comunità missionaria di  Villaregia. Il sacerdote è stato accusato di aver tenuto «gravi comportamenti immorali» per aver avuto rapporti sessuali con alcune missionarie. Le accuse avrebbero colpito anche la cofondatrice, Maria Luigia Corona, in quanto a conoscenza dei fatti.
Entrambi sono stati sollevati dai loro incarichi e al loro posto è stato nominato come commissario Amedeo Cencini. I sospetti di tale vicenda che ha sconcertato tutti i membri e i simpatizzanti dell’associazione, sarebbero iniziati a seguito della lettura di alcune lettere anonime indirizate al vescovo di Chioggia. «Non possiamo dare né notizie ufficiali, né ufficiose. Viviamo nella sofferenza, ma nulla è cambiato nel trend giornaliero», sono state queste le parole, come riporta il Gazzettino.it, di uno dei padri della comunità.
Il consiglio pontificio ha poi invitato: «a proseguire la sua azione evangelizzatrice. Questo invito si estende anche a tutti volontari e i membri aggregati, impegnati nelle attività di evangelizzazione e di solidarietà internazionale a favore dei più poveri presenti nei Paesi in via di sviluppo».

 

http://www.leggo.it/news/cronaca/il_parroco_fa_sesso_con_le_missionarie_sospeso_sconcerto_a_rovigo_foto/notizie/185133.shtml

giugno 15, 2012

GERMANIA: PADRE UCCIDE I QUATTRO FIGLIOLETTI DOPO UNA LITE

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FOLLIA IN GERMANIA: PADRE UCCIDE
I QUATTRO FIGLIOLETTI DOPO UNA LITE

 
Venerdì 15 Giugno 2012 – 10:51

BERLINO – Quattro bambini, tutti fratelli, sono stati trovati senza vita a Ilsede, in Germania, nel Land della Bassa Sassonia (nordovest). Gli inquirenti sospettano che ad averli uccisi sia stato il padre, un uomo di 36 anni che ha tentato il suicidio subito dopo, ed è rimasto ferito. Movente del folle gesto sarebbero stati problemi di coppia. Le vittime sono tre bambini fra i 5 e i 9 anni e una bambina di 12

http://www.leggo.it/news/mondo/follia_in_germania_padre_uccide_i_quattro_figlioletti_dopo_una_lite/notizie/183988.shtml

giugno 2, 2012

RAVENNA: GETTA IL FIGLIO DAL BALCONE E LO SEGUE-GRAVISSIMI ENTRAMBI

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RAVENNA GETTA IL FIGLIO DAL BALCONE
E LO SEGUE: GRAVISSIMI ENTRAMBI

Sabato 02 Giugno 2012 – 16:42

RAVENNA- Sia l‘uomo, un extracomunitario di origine africana, che il bimbo dopo un volo da un’altezza di una decina di metri, sono caduti in uno stretto cortile interno ricoperto di ghiaia. Sono entrambi ricoverati in gravi condizioni all’ospedale di Ravenna. Sono in corso verifiche dei carabinieri su eventuali testimoni per chiarire esattamente la dinamica dell’accaduto.

LA VICENDA
– Al culmine di una lite domestica, davanti alla compagna ha gettato il figlio di un anno e mezzo dal balcone e poi si è lanciato anche lui nel vuoto. È la prima ipotesi formulata dagli inquirenti in merito a quanto accaduto attorno alle 13 a Ravenna in una palazzina di via San Lorenzo in Cesarea. Sono entrambi in gravi condizioni.

 

http://www.leggo.it/news/cronaca/ravenna_getta_il_figlio_dal_balcone_e_lo_segue_gravissimi_entrambi/notizie/182067.shtml

maggio 21, 2012

BRESCIA: LANCIA I FIGLIOLETTI DAL BALCONE

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BRESCIA, LANCIA I FIGLIOLETTI DAL BALCONE.
LA MOGLIE: “METTI GIÙ LA BAMBINA” -FOTO

 
Lunedì 21 Maggio 2012 – 14:17

BRESCIA – «Se volevi spaventarmi ci sei riuscito, ma adesso dai metti giù la bambina». Sono queste le ultime parole dette da Elena Morè, la moglie di Marco Turrini, l’agente pubblicitario di 41 anni che stamani, a Brescia, ha gettato dalla finestra i suoi due figli prima di tentare di defenestrare anche la moglie e di gettarsi egli stesso.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, durante una discussione peraltro non particolarmente accesa che aveva per oggetto i problemi lavorativi di lui, Turrini improvvisamente ha aperto la finestra del soggiorno, dove erano presenti anche i due bambini già vestiti.
Senza proferire alcuna minaccia ha preso la bimba in braccio davanti alla finestra e di fronte alla moglie che neanche per un attimo ha pensato che potesse fare sul serio. Poi improvvisamente la follia: l’uomo ha gettato prima la figlia più piccola e in rapida successione ha preso anche il maschietto e lo ha gettato giù dal settimo piano.
Elena Morè, impietrita, per alcuni secondi, è poi corsa fuori casa per chiedere soccorso, ma è stata inseguita dal marito che al piano di sotto, su un pianerottolo ha aperto un’altra finestra e ha cercato di gettarla nel vuoto. Infine quando ha visto giungere i primi vicini di casa ha lasciato andare la donna e si è buttato. Turrini è morto sul colpo, mentre per i due bambini c’è stato un inutile trasporto d’urgenza all’ospedale civile di Brescia, dove però sono morti poco dopo.

DEPRESSO PER PROBLEMI ECONOMICI Era depresso per motivi economici l’uomo che stamani ha gettato i due figli dalla finestra e, dopo aver tentato di farlo con la moglie, si è gettato nel vuoto a Brescia. Il particolare emergerebbe dai primi accertamenti della polizia che hanno ascoltato la donna, in stato di grave choc all’ospedale.
Parenti e vicini di casa hanno detto che da circa un anno l’uomo, un pubblicitario, era rimasto a casa dal lavoro, e che era da tempo in sofferenza per depressione anche se non risulta che fosse in cura presso le autorità sanitarie.
Secondo gli investigatori che stanno ricostruendo il ‘raptus’ dell’uomo non è possibile al momento parlare di cause certe che hanno scatenato la sua follia. La perdita del lavoro non era recente e in famiglia, comunque, entrava lo stipendio della moglie, e di conseguenza il disagio economico non era tale, secondo le prime indicazioni, da causare indigenza. Di certo però la moglie, nonostante lo choc, ha riferito che l’uomo, da tempo, soffriva e si era molto chiuso in sè stesso.

http://www.leggo.it/news/cronaca/brescia_lancia_i_figlioletti_dal_balcone_la_moglie_metti_giu_la_bambina_foto/notizie/180440.shtml

marzo 15, 2012

MESSINA CHOC: IN MANETTE UN MILITARE: “ABUSI SULLE FIGLIOLETTE DI 2 E 4 ANNI”

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MESSINA CHOC, IN MANETTE UN MILITARE:
“ABUSI SULLE FIGLIOLETTE DI 2 E 4 ANNI”

 
 
Giovedì 15 Marzo 2012 – 11:03

MESSINA – La polizia ha eseguito a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a Messina nei confronti di un militare dell’esercito F.C., 38 anni, con l’accusa di violenza sessuale sulle sue figlie di 2 e 4 anni. Secondo quanto accertato l’uomo avrebbe toccato gli organi genitali delle due bambine diverse volte.
Le piccole mostravano disagio a stare con il padre e avevano anche chiesto alla madre di poter dormire con lei e non con l’uomo. La donna, dopo aver fatto fare visite mediche alle figlie, ha denunciato il marito alla polizia.

 

http://www.leggo.it/news/cronaca/messina_choc_in_manette_un_militare_abusi_sulle_figliolette_di_2_e_4_anni/notizie/170945.shtml

marzo 14, 2012

UNO SHOW BLASFEMO CONTRO PADRE PIO

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VERGOGNA: Ancora uno show blasfemo in Italia. Contro Padre Pio.

Segnalazione di Gabriele Simion

Il circolo UAAR (Unione Atei Agnostici Razionalisti) di Livorno ha patrocinato la prima rappresentazione dello spettacolo Padre Pio – una storia falsa, prodotto dall’associazione “La Bottega del Verrocchio”, autore Francesco Biondi, regista Jonathan Freschi. Lo spettacolo è andato in scena il 19 febbraio in prima nazionale a Livorno e replicato il 24 febbraio al Teatro Officina Refugio.  Un’intervista agli autori è disponibile sul sito Senza sosteIl Corriere del Mezzogiorno ne ha parlato l’8 marzo, presto imitato da Mattino, Messaggero e Gazzettino

Fonte: http://www.uaar.it/news/2012/03/13/spettacolo-teatrale-padre-pio/ 

 
Dal sito Senzasoste.it apprendiamo dagli autori i motivi di “grande spessore”, di “alto livello intellettuale e morale” che li hanno spinti a costruire uno spettacolo blasfemo:

…”Perchè viviamo in un paese dove i film agiografici su santi e papi e “Porta a Porta” dominano la cultura televisiva (guarda caso morente) del nostro tempo. Era proprio il momento di seppellirli tutti con una risata. (…)

I riferimenti per la scrittura del testo usati da questi soggetti sono: “…F: Sicuramente “IL SANTO IMPOSTORE” di Mario Guarino è stato il faro che mi ha guidato nella storia di Francesco Forgione (Padre Pio), dalla quale poi mi sono sempre più allontanato per poter mettere in scena il retroscena del fenomeno mediatico Padre Pio. J: Anche per me il “SANTO IMPOSTORE” di Mario Guarino (che tra l’altro ho incontrato per parlargli del progetto) e Padre Pio. Miracoli e politica nell’Italia del Novecento di Luzzatto, ma anche delle agiografie come quella di Socci…”

… “F: Fondamentale è stato l’appoggio della Bottega del Verrocchio e l’impulso dell’UAAR di Livorno che si sono mostrati subito incuriositi dal soggetto. J: Si, la Bottega del Verrocchio che ha creduto nel progetto e lo ha prodotto senza mettere nessun ostacolo, nessuna preoccupazione ne censura. Ci ha permesso di lavorare liberi e senza alcun controllo…e ovviamente è stato molto importante anche l’interesse e l’aiuto dall’Uaar.”

Lo show è fatto appositamente per offendere. Lo dicono gli autori stessi: …”F: Avendo lo spettacolo una forte vena satirico-mistificatoria ci offenderemmo se così non fosse [qualcuno che si offenda, n.d.r.]. In realtà non vogliamo offendere nessuno, ma liberare noi stessi … J: Io mi sento offeso tutti i giorni..quando entro in una scuola, quando cammino per strada, quando guardo la tv, quando compro un giornale…se qualcuno si offende (e lo spero) sono un pò cazzacci suoi…”

“Che cos’è oggi Padre Pio? Una storia falsa? F: Se ti riferisci all’aspetto miracolistico-dogmatico di Padre Pio, la risposta dell’ateo e uomo del 2012 che è in me è “certo che si”. Anche se non c’è niente di falso nel modo in cui Padre Pio è diventato il santino della tua macchina. J: Oggi Padre Pio è una figura pop (???, n.d.r.) come Michael Jackson o Moana Pozzi..”

“…Qual’è il pubblico di uno spettacolo del genere? F: In realtà è il più vario possibile, solo ai morti preghiamo di non venire. J: Bah..quello che ha voglia di uscire e di frugarsi per vedere uno spettacolo. Poi a chi piace o non piace lo capiremo a fine spettacolo. (entrambi eludono la domanda per evitare di dire che si tratta in gran parte di “sinistri” d’ogni risma ed estrazione di Livorno “la rossa”, n.d.r.)

Dulcis in fundo, molto si può dedurre dalla risposta alla domanda “…Pregate spesso? F: Preferisco fare sesso. J: Io prego spesso, ma trovo sempre occupato…” (chissà chi e cosa prega…n.d.r.)

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PADRE PIO PERDONA LORO PERCHE’ NON SANNO QUELLO CHE FANNO

marzo 3, 2012

PADRE DISPERATO BRUCIA LE FIGLIE IN AUTO: “ME LE VOLEVANO TOGLIERE”

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PADRE DISPERATO BRUCIA LE FIGLIE IN AUTO:
“ME LE VOLEVANO TOGLIERE” -FOTO

 
Venerdì 02 Marzo 2012 – 17:21

AMBURGO – Avrebbe perso quasi sicuramente l’affidamento delle figlie. Così un quarantenne danese in un momento di pura follia ha preferito bruciarle vive piuttosto che non vederle mai più. La vita di Line Sofie, 9 anni, e Marlene Marie, 10, si è così interrotta tra le fiamme dell’auto del papà. Nel suo piano iniziale si sarebbe dovuto suicidare con loro, per concludere una vita fatta di disoccupazione, pignoramenti e una famiglia distrutta. Ma appena ha iniziato ad ardere, Peter Thue è uscito dall’auto, assistendo alla terribile vista dei corpicini delle bimbe mentre si carbonizzavano.

Agli inquirenti Peter ha raccontato che durante una gita con le bambine è uscito dall’autostrada per dirigersi verso un bosco. Qui ha drogato le figlie con dei sonniferi. Poi ha gettato due taniche di benzina sull’abitacolo e ha acceso il fuoco.

 

http://www.leggo.it/news/mondo/padre_disperato_brucia_le_figlie_in_auto_me_le_volevano_togliere_foto/notizie/168644.shtml

febbraio 12, 2012

ABUSA DELLA FIGLIA DI 8 ANNI E LA FA TOCCARE DAGLI AMICI. ARRESTATO 50ENNE

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ABUSA DELLA FIGLIA DI 8 ANNI E LA FA TOCCARE DAGLI AMICI. ARRESTATO 50ENNE

 
 
Sabato 11 Febbraio 2012 – 19:45

TRAPANI -Un 50enne è stato condannato a sei anni di reclusione dal tribunale di Marsala con l’accusa di ripetuti abusi sessuali sulla figlia. Le violenze sarebbero state commesse tra le mura domestiche fra il 2002 e il 2003 quando la bambina aveva 8-9 anni. In aula, la madre aveva raccontato come apprese dalla figlia, quando questa aveva «9 o 10 anni», degli abusi sessuali subti. «Ho sentito mia figlia – ha dichiarato la donna, ormai separata dal marito – mentre diceva a un’altra bambina che sapeva com’era fatto un uomo. Sapeva cosa era l’organo sessuale maschile. Poi, si è confidata con me dicendomi che il papà, quando nel pomeriggio andavano a dormire nel nostro letto matrimoniale, le faceva male nelle sue parti intime». La donna, sconvolta, dopo un paio di giorni, ne parlò con degli assistenti sociali. «Non mi ero mai accorta delle violenze su mia figlia – ha proseguito – quando queste cose accadevano, io ero fuori casa a lavorare». La vittima ha inoltre raccontato che un giorno, mentre era in auto con il padre, quest’ultimo non avrebbe impedito a due suoi amici nordafricani di toccarla nelle parti intime. Secondo la difesa, però, la giovane «non sarebbe attendibile».

 

http://www.leggo.it/news/cronaca/abusa_della_figlia_di_8_anni_e_la_fa_toccare_dagli_amici_arrestato_50enne/notizie/164826.shtml

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