Mirabilissimo100’s Weblog

marzo 9, 2020

SIRIA: FORZE SPECIALI STATUNITENSI SCHIERATE CON AL QAEDA A IDLIB IN TENTATIVO DI FALSE FLAG CONTRO LE FORZE TURCHE

Filed under: guerra, siria, terrorismo, turchia, usa — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 7:55 pm

 
CONTROINFORMAZIONE.INFO
 
9 MARZO 2020
 

Di Gordon Duff con Nahed al Husaini

Le intercettazioni di comunicazione e l’intelligence dall’interno dei gruppi terroristici sostenuti dalla Turchia raccontano una storia interessante. Gli americani sono lì, negli ultimi 2 giorni, carichi di denaro, promesse di passaporti statunitensi e famiglie reinsediate negli Stati Uniti.

Le forze statunitensi lanceranno imboscate e attentati suicidi contro gli avamposti turchi a Idlib per porre fine alla tregua negoziata a Mosca tra Erdogan e Trump il 5 marzo.

Può essere possibile stabilire se il video verrà girato usando le uniformi siriane catturate. Si dice anche che possano partecipare anche ufficiali turchi, alcuni sotto il controllo della CIA / Gulen.

Alcune fonti affermano che gli stessi americani erano scesi da Afrin durante l’attacco chimico fallito cinque giorni fa, in programma in coincidenza con l’invio illegale dell’inviato americano Jim Jeffries con forze terroristiche. Jeffries e il suo partito sono entrati a Idlib attraverso la Siria, incontrando i rappresentanti di Al Qaeda e White Helmet mentre, nelle vicinanze, un certo numero di militanti, tra cui membri dei White Helmets, sono stati gravemente feriti quando sono trapelate le informazioni sulle armi chimiche che stavano progettando di dispiegare.

Le troupe cinematografiche di White Helmet e della Reuters erano sulla postazione per fornire un video drammatico di un inviato americano che trasportava bambini morti, un disastro quando non si è materializzato e l’opportunità è andata persa. Si doveva provocare il pretesto per un intervento delle forze USA su Idlib.

Con il collasso dell’economia americana e la ripresa degli Stati Uniti dalle accuse di un tentativo di colpo di stato contro l’Arabia Saudita, c’erano poche possibilità che alcuni bambini assassinati per Facebook avrebbero fatto la differenza nell’anno elettorale per Trump e la sua amministrazione ora si ritrovava in fallimento dopo fallimento.

Forze turche a nord di Idlib
Nota: Gli USA non rinuciano alla possibilità di provocare una guerra fra la Turchia e le forze Siriane e Russe attestate su Idlib e sono alla disperata ricerca di creare una provocazione (una false flag) in cui coinvolgere le truppe turche.
Vari rapporti segnalano una intensa attività della CIA e di altre agenzie di Intelligence USA nella zona nord della Siria. Washington non si rassegna ad essere esclusa dal controllo della situazione in Siria.

Fonte: Veterans Today https://www.veteranstoday.com/2020/03/08/us-special-forces-deployed-with-al-qaeda-in-idlib-in-false-flag-attack-on-turkish-forces/

Traduzione e nota: Luciano Lago

CONTINUA NELLA PAGINA

https://www.controinformazione.info/forze-speciali-statunitensi-schierate-con-al-qaeda-a-idlib-in-tentativo-di-false-flag-contro-le-forze-turche-aggiornato/

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FORZE SPECIALI INGLESI AIUTANO I TERRORISTI NEL SUD SIRIA

UN SOLDATO INGLESE FERITO E’ STATO SOCCORSO

6 03 2020

La RAF si arrampica per salvare il soldato SAS ferito nell’esplosione dello IED in Siria

ESCLUSIVO: gli elicotteri sono decollati dalla RAF Akrotiri a Cipro e hanno volato attraverso lo spazio aereo israeliano e la Giordania settentrionale per evacuarlo dalla Siria meridionale prima di essere portato in una struttura medica nel vicino Iraq

https://www.mirror.co.uk/news/world-news/raf-scramble-save-sas-soldier-21642140

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A CURA DI RIVISTA DI GEOPOLITICA

https://sites.google.com/site/rivistadigeopolitica/home/siria-forze-speciali-statunitensi-schierate-con-al-qaeda-a-idlib-in-tentativo-di-false-flag-contro-le-forze-turche

SIRIA: PUTIN E ERDOGAN FIRMANO LA TREGUA MA GLI USA NON SONO CONTENTI

Filed under: guerra, russia, siria, turchia, usa — Tag:, , , , , , — mirabilissimo100 @ 7:50 pm

Risultato immagini per PUTIN ERDOGAN

 
ERDOGAN E PUTIN
 
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ILGIORNALE.IT
 
6 03 2020
 
FAUSTO BILOSLAVO
 

La firma Putin-Erdogan: “Tregua subito in Siria”. Soldati turchi in Grecia

Intesa per il cessate il fuoco a Idlib. Ma sul confine greco la tensione resta altissima

I turchi mandano mille uomini dei corpi speciali al confine per fronteggiare i greci che respingono i migranti usati come «arma» dal sultano Erdogan.

Nelle stesso ore a Mosca, Vladimir Putin annuncia la pax russa, nella sacca di Idlib, dopo tre ore di incontro a porte chiuse con il presidente turco. Nell’ultima roccaforte dei ribelli siriani scatterà «un cessate il fuoco da mezzanotte». Pattuglie congiunte turco-russe pattuglieranno la prima linea lungo l’autostrada Latakia-Aleppo. Il presidente russo auspica che l’accordo porterà «alla fine della sofferenza della popolazione civile e della crescente crisi umanitaria». Da dicembre sono 960mila gli sfollati dalla zona secondo le Nazioni unite. Erdogan si è impegnato «a fornire tutta l’assistenza necessaria alla popolazione locale e ci adopereremo per favorire il ritorno dei rifugiati nel Paese».

Sul fronte greco, però, continua la «guerra» dei migranti scatenata dal sultano contro l’Europa. Il ministro degli interni Suleyman Soylu, durante una visita alle zone di confine terrestre con la Grecia, ha annunciato il «dispiegamento di mille uomini delle forze speciali di polizia per evitare il ritorno» dei migranti. I greci hanno impedito dal 29 febbraio l’ingresso illegale di 34.778 migranti. Solo nelle ultime 24 ore sono stati respinti circa 7mila nella regione di Evros. «Non abbiamo intenzione di lasciare più ostacoli al passaggio dei migranti» lungo il confine ha spiegato Soylu accusando i greci di avere ferito 164 persone durante i respingimenti verso la Turchia.

Il governo di Atene ha annunciato che sta preparando un piano di rimpatrio per tutti i migranti arrivati dal 1° marzo. «Il nostro obiettivo è di riportarli nei loro Paesi» ha dichiarato il ministro per le Politiche migratorie greco Notis Mitarachi. La Grecia ha sospeso le richieste d’asilo, non riconoscendo i profughi, ma sarà dura rimandare i siriani a casa loro. I minori stranieri non accompagnati saranno invece suddivisi fra quattro Paesi europei. Il Parlamento tedesco ha respinto a grande maggioranza la proposta dei Verdi di accogliere 5mila migranti dai campi profughi in Grecia.

Anche il ministro della Difesa bulgaro, Krassimir Karakachanov, ha spiegato che in sei ore è pronto a dispiegare 500 soldati lungo il confine con la Turchia aumentandoli fino a 2.600 se necessario. Al momento, però, Erdogan ha lanciato la «bomba umana» dei migranti solo contro il confine europeo della Grecia. Frontex, l’agenzia Ue a protezione delle frontiere esterne, dovrebbe dispiegare una forza di reazione rapida al fianco dei greci, che comprende sei navi di pattugliamento, due elicotteri, un aereo e mezzi speciali con camere termiche per individuare i migranti di notte e nella boscaglia, oltre a 100 uomini in più rispetto ai 530 già sul posto. L’Italia avrebbe il dovere di partecipare per evitare fra pochi mesi i 10mila arrivi al giorno previsti dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni lungo la rotta balcanica.

CONTINUA NELLA PAGINA

https://www.ilgiornale.it/news/politica/firma-putin-erdogan-tregua-subito-siria-soldati-turchi-1836301.html

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CONTROINFORMAZIONE.INFO

8 03 2020

IL SOGNO DEL DIPARTIMENTO DI STATO USA, QUELLO DI COMBATTERE LA RUSSIA FINO ALL’ULTIMO TURCO, SI TRASFORMA IN CENERE A MOSCA

Un grande scontro russo-turco sarebbe stato una manna dal cielo per l’Impero
di Marko Marjanović

Il più grande perdente del cessate il fuoco in Siria concordato da Erdogan e Putin, lo scorso giovedì a Mosca, deve essere considerato senza dubbio la piu’ bellicosa e la più psicotica di tutte le istituzioni del governo degli Stati Uniti – quella fortezza costituita da funzionari assetati di sangue dell’ apparato ( industriale militare) che è il Dipartimento di Stato.

Tuttavia non dobbiamo essere troppo duri con loro, almeno questa volta la guerra russo-turca, che speravano sarebbe stata obiettivamente un grande vantaggio per l’Impero, anche se potenzialmente rovinosa per il pianeta, non si è verificata.

Prima di tutto, se Erdogan si fosse addentrato più in profondità in Siria e più profondamente in conflitto con la Russia, mentre loro lo incoraggiavano a farlo , sarebbe diventato molto più dipendente dal sostegno degli Stati Uniti. Erdogan avrebbe dovuto abbandonare il suo stile indipendente e dirompente e trasformarsi in un Tony Blair.

Il secondo vantaggio per l’Impero sarebbe stata una Russia indebolita . Abbastanza sicuro che, in uno scontro di armi russo-turche, la Russia con il suo più grande apparato militare e un livello più elevato di tecnologia militare sarebbe stata pronta ad prevalere sul turco. Ma questo non senza costi e non senza battute d’arresto.

Tbnto per cominciare, per la Russia la Siria è dall’altra parte della Turchia. In secondo luogo, puoi scommettere se la situazione si intensificasse in Occidente – anche senza entrare direttamente in guerra – Washington avrebbe trovato vari modi per mettere il pollice sulla bilancia per la Turchia.

@ALICINAR
Secretary Pompeo;-Turkey has full right to defend itself -Our requirement is they(TR-Russia) move back to Sochi Agreement -Enter into a Ceasefire in the region -We are evaluating all of Turkey’s request – Less Violence more Peace -Stop the humanitarian crisis (Press Meeting)

Anche se Mosca alla fine avesse prevalso, non sarebbe accaduto senza shock e imbarazzi lungo la strada per il tifo degli apparatchik dell’Impero, e non senza una ulteriore divisione economica russo-occidentale, e una lunga guerra fredda russo-turca che sarebbe seguita.

Con una grande quantità di risorse russe impiegate nel conflitto, con l’attenzione e le energie legate in una guerra fredda con gli 80 milioni di abitanti della Turchia (la Russia ha 145 milioni) questo avrebbe lasciato alla Russia molto meno tempo per gli altri suoi interessi all’estero. Con un determinato nemico sul suo versante meridionale, il ridimensionamento avrebbe potuto sembrare l’opzione migliore per Mosca piuttosto che frustrare e insidiare ulteriormente l’Impero in Venezuela, in Iran o Corea del Nord.

Nella misura in cui Mosca a volte offre un sollievo parziale e una resistenza limitata ai peggiori eccessi dell’Impero, il mondo sarebbe andato peggio.

Sarebbe stato fantastico per la capitale imperiale, Washington.. Questo avrebbe permesso una mano più libera in molte regioni del mondo, una Turchia obbediente e con ogni probabilità un’Unione europea con meno legami economici russi e più mobilitati contro di questa.

Polizia militare russa in SiriaFortunatamente per Mosca, Erdogan vuole mantenere un certo grado di indipendenza dall’Unione Europea e non può farlo se si trova in un conflitto prolungato con la Russia. Allo stesso modo, Putin non vuole capitolare in Occidente, e questo è un aiuto se la Turchia non si pone come un acerrimo nemico per la Russia.

L’Occidente ha una lunga storia di combattimenti contro la Russia utilizzando la Turchia. Che questo significasse sostenere il terrorismo islamista (allora contro i cristiani nei Balcani e l’Anatolia orientale ,ora in Siria) non era un problema allora e non lo è ora.
Buono per Putin, per Shoigu e Lavrov il fatto di evitare una ripetizione di quanto avvenuto nel 1853 o 1878 .


Permettere alle potenze occidentali di combattere Mosca fino all’ultimo turco, o dover affrontare la Turchia e l’Occidente come un blocco piuttosto che uno contro uno, non è mai stata una buona cosa per la Russia – o per quelli che a volte la Russia cerca di aiutare e proteggere.

Traduzione: Luciano Lago

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https://www.controinformazione.info/il-sogno-del-dipartimento-di-stato-usa-quello-di-combattere-la-russia-fino-allultimo-turco-si-trasforma-in-cenere-a-mosca/

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VIETATO PARLARE.IT

7 03 2020

Gli Stati Uniti non sono contenti del cessate il fuoco tra Turchia e Russia in Siria

 

Sì, è chiaro ora che gli Stati Uniti volevano davvero che le cose andassero per il peggio tra Turchia e Russia in Siria. Volevano il conflitto ma non volevano farne parte.

Alcune recenti dichiarazioni statunitensi mostrano che gli USA volevano che la Turchia combattesse contro la Russia e la Siria. Forse volevano questa guerra perché avrebbe ridotto l’esercito turco e siriano/iraniano e sarebbe stata una vittoria per gli Stati Uniti. Senza ovviamente alcun riguardo per le preoccupazioni umanitarie a senso unico.
E’ questo il senso della esternazione dell’inviato speciale americano per la Siria James Jeffrey diramata poco dopo il summit di Putin e Erdogan a Mosca; l’inviato speciale USA  ha detto di credere che è stata la Russia ad uccidere i 36 soldati turchi, nell’episodio che ha fatto scatenare la rappresaglia turca contro l’esercito siriano.

“Riteniamo molto probabilmente che i militari turchi siano stati bombardati da aerei russi” (James Jeffrey – CBS News)

Uno strano tempismo in un contesto, quello dei negoziati di Mosca, non proprio sereno e una opinione pubblica in Turchia incandescente per il nazionalismo che la contraddistingue.  Non trovate?

Jeffrey infastidito perché la Turchia ha declinato la rappresaglia diretta

Molte persone (incluso me) hanno creduto sin da subito che fosse stata la Russia, in proposito ci sono alcune evidenze. Naturalmente anche la Turchia lo sapeva ma ha preferito non sapere. Questo tipo di approccio, in certi casi, evita una possibile escalation. Ovviamente Ankara sapeva il suo torto e non ha voluto scavare e rendere pubblica ciò che altrimenti avrebbe obbligato la rappresaglia diretta contro la Russia.  Però evidentemente la Turchia ha scelto la strada più ragionevole: il caso è stato chiuso quando Erdogan è volato a Mosca e ha fatto un sorriso significativo mentre Putin attribuiva la colpa (nessun gioco di parole) alla sola aeronautica siriana (SyAF).

E’ per queste ragioni che l’esternazione di Jeffrey è indirizzata a far leva sul nazionalismo turco. Probabilmente invano. Mostra però la vacuità di quest’uomo mandato in loco per migliorare le cose e che si rivela invece insofferente in vista di ogni soluzione che porterebbe la Siria alla cessazione definitiva del conflitto.

Negata la solidarietà per il cessato il fuoco, sì a supporto in caso di guerra totale

Che gli Stati Uniti siano insofferenti di come siano andate le cose, lo dimostra anche il rifiuto di votare una mozione di solidarietà al cessate il fuoco: gli Stati Uniti ieri hanno bloccato la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU a sostegno del cessate il fuoco tra Russia e Turchia a Idlib.

E’ rilevante che mentre Washington ha ampiamente dimostrato la delusione per il tentativo di de-escalation in corso con il significativo recupero territoriale sui terroristi, Jeffrey poco prima dei colloqui a Mosca si era recato vicino Idlib al valico di  Bab al-Hawa di fronte al cancello di frontiera del Cilvegozu in Turchia ( governatorato di Idlib – Siria), il 3 marzo 2020 per assicurare da parte degli stati Uniti tutto il supporto tecnico militare per l’ eventuale proseguimento delle ostilità.

La Turchia è un alleato della NATO. Gran parte dei militari usa l’equipaggiamento americano. Faremo in modo che l’equipaggiamento sia pronto e utilizzabile”, ha detto Jeffrey ai giornalisti nella provincia di frontiera turca di Hatay. 

Evidentemente il fine degli Stati Uniti è rafforzare – e se possibile, ampliare –  la presenza jihadista in Idlib ed in questo modo lasciare instabile la Siria, in modo di continuare le propria presenza nel nord della Siria.

patrizio ricci by @vietatoparlare

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https://www.vietatoparlare.it/gli-stati-uniti-non-sono-contenti-del-cessate-il-fuoco-tra-turchia-e-russia-in-siria/?fbclid=IwAR3OzCrYppvxcbfRAsaROo3CdRUWPp2Xq2-FS6ol989La0dA6sCTenGwhhI

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CONTROINFORMAZIONE.INFO

7 03 2020

SORPRESA, HTS (TERRORISTI) RIFIUTA IL CESSATE IL FUOCO RUSSO-TURCO A IDLIB

Sapremo rapidamente dove si trova la Turchia nella sua risposta o mancata risposta alle violazioni jihadiste del cessate il fuoco.

Nota del redattore : beh, sembra che i jihadisti HTS vogliano continuare a combattere, il che significa che vedremo se i turchi continueranno a tenerli riforniti per farlo.

Non ho notato una parola nell’accordo di cessate il fuoco che sia sancita per impedire ai jihadisti di violare l’accordo secondo cui la Turchia è tenuta a non rifornirli di armi e munizioni, neppure quali azioni i comandi russo e turco avrebbero intrapreso per colpire i responsabili come disincentivare a il loro cattivo comportamento, in caso di violazioni.
Non ricordo di aver letto l’accordo che richiede ancora una volta il tentativo della Turchia di assumersi la responsabilità di separare i cattivi terroristi da quelli buoni, sebbene la Jihad islamica turca non sia coperta dal cessate il fuoco, il che indicherebbe che sono una zona di fuoco libero .

Queste sono le persone che lanciano un altro attacco di droni alla base russa a Latakia il primo giorno del cessate il fuoco, e in linguaggio militare descriviamo come troppo stupidi per vivere. Il fuoco russo potrebbe colpire le forze turche se i jihadisti rinnegati dovessero attaccare le pattuglie congiunte sull’autostrada M4 e uccidere sia i russi che i turchi …

di Jim W. Dean

Hay’at Tahrir al-Sham (HTS), affiliato ad Al Qaeda, ha ufficialmente respinto il recente accordo russo-turco sulla Grande Idlib, promettendo di continuare a combattere.

In una dichiarazione ufficiale, il gruppo terroristico ha affermato che l’accordo avrebbe consentito all’esercito arabo siriano (SAA) e alle forze russe di riprendere le operazioni militari nella regione. Il gruppo ha anche osservato che la maggior parte dei termini dell’accordo non sono “implementabili”.

“Questo accordo si tinge di ambiguità e frasi fluttuanti e fluttuanti che consentono all’occupante russo di usarlo di nuovo per l’aggressività, e ci sono anche termini che non possono essere implementati affatto, di fronte, sono considerati un insulto e un’umiliazione del sangue di i martiri e i sacrifici di dieci anni consecutivi ”, recita la dichiarazione del gruppo terrorista HTS, rilasciata il 7 marzo.

Terroristi a IdlibIl gruppo terroristico ha anche ringraziato il governo turco per essersi impegnato direttamente nella recente battaglia contro l’SAA e i suoi alleati nella Grande Idlib.

HTS ha concluso la sua dichiarazione promettendo di combattere contro l’ASA e i suoi alleati, promettendo che non ci sarà “nessuna pace o sicurezza” fino a quando il governo siriano non sarà rovesciato.

“Sappi che non esiste un linguaggio che funzioni con l’occupante (?) se non il linguaggio della forza e delle armi, quindi cerca l’aiuto di Dio Onnipotente, il grande”, ha detto HTS.

Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan hanno finalizzato il nuovo accordo su Greater Idlib durante una riunione faccia a faccia a Mosca il 5 marzo. In base al nuovo accordo, è stato messo in atto un cessate il fuoco e sono iniziate le pattuglie comuni molto presto sull’autostrada Aleppo-Lattakia.

Il rifiuto di HTS dell’accordo era ampiamente previsto. Il gruppo terroristico ha già violato diverse volte il cessate il fuoco. Questo comportamento ostile potrebbe sabotare l’accordo. In questo caso, l’SAA e i suoi alleati probabilmente riprenderanno le operazioni militari nella Grande Idlib.

Fonte: Veterans Today https://www.veteranstoday.com/2020/03/07/surprise-surprise-hts-rejects-russian-turkish-ceasefire-in-idlib/

Traduzione: Lisandro Alvarado

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A CURA DI RIVISTA DI GEOPOLITICA
https://sites.google.com/site/rivistadigeopolitica/home/siria-putin-e-erdogan-firmano-la-tregua

SIRIA: UN FALSO ATTACCO CHIMICO DA PARTE TERRORISTA FALLITO

Filed under: guerra, siria, terrorismo, turchia, usa — Tag:, , , , , — mirabilissimo100 @ 7:45 pm

 
I TERRORISTI DI IDLIB AVEVANOPREPARATO UN FALSO ATTACCO CHIMICO
INIZIO FEBBRAIO 2020
ECCO LA NOTIZIA  DEL 5 03 2020 CHE UN ATTACCO CHIMICO E’ ANDATO MALE E TROVATO IL SITO DEI FALSI ATTACCHI
E SCOPERTA LA COLLABORAZIONE FRA FORZE SPECIALI USA E TERRORISTI
 
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MAURIZIO BLONDET
 
5 02 2020
 
PRONTO IL FILM DEI CASCHI BIANCHI PER ACCUSARE ASSAD DI “GASARE IL SUO POPOLO
I caschi bianchi hanno girato un nuovo falso video di “attacco chimico di Assad” nell’Idlib siriano, ha detto il MoD russo. Il film, coprodotto dal noto White Helmets, dovrebbe essere rilasciato a breve sui social media.

La produzione del nuovo film si è conclusa martedì nel villaggio di Zerba, situato nella parte controllata dai militanti della provincia siriana di Idlib, ha detto il Centro russo per la riconciliazione siriana, citando diverse fonti indipendenti.

Il video, girato dal noto gruppo White Helmets in collaborazione con terroristi locali, pretende di mostrare le conseguenze di un “attacco chimico” sui civili da parte delle truppe governative siriane.

Il filmato, secondo il MoD, mostra i “soccorritori” che vagano in un folto pennacchio di “gas color senape” e si occupano delle “vittime ” dell’attentato “attacco”.

Secondo l’esercito russo, il video dovrebbe essere rilasciato a breve sui social media per essere raccolto dagli organi di informazione pro militanti nel mondo arabo e in Occidente. Numerosi “attacchi chimici” in Siria sono stati incolpati dal governo del paese dai militanti nel corso della guerra, che infuria nel paese dal 2011.

I presunti “attacchi” di solito si verificano durante i rapidi progressi dell’esercito siriano contro militanti e terroristi antigovernativi. Negli ultimi giorni, l’esercito siriano ha sfondato le difese jihadiste a Idlib e ha rapidamente liberato un territorio che era sotto il controllo dei militanti per anni.

Il gruppo White Helmets, finanziato dal Regno Unito e dagli Stati Uniti, che si pubblicizza come un’organizzazione umanitaria “imparziale” che cerca di salvare i civili della Siria, è stato un tesoro per anni. Un documentario di Netflix al riguardo ha anche vinto il premio Oscar nel 2016. Il gruppo, tuttavia, ha anche operato quasi esclusivamente in parti della Siria detenute da jihadisti, e si ritiene che abbia forti legami con il ramo locale di Al Qaeda. Le forze armate russe avevano precedentemente accusato il gruppo di partecipare a video in scena di presunti attacchi chimici.

https://www.rt.com/news/480057-video-fake-chemical-attack/

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https://www.maurizioblondet.it/pronto-il-film-dei-caschi-bianchi-per-accusare-assad-di-gasare-il-suo-popolo/

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SOUTH FRONT .ORG
 
5 03 2020
 

 I “RIBELLI MODERATI” SI GASANO PER ERRORE

All’inizio del 5 marzo, l’aeronautica israeliana ha effettuato una serie di attacchi aerei contro obiettivi nelle province siriane di Homs e Quneitra. Secondo l’esercito siriano, l’attacco è stato condotto dallo spazio aereo libanese alle 00:30 ora locale. Gli aerei da guerra israeliani hanno usato due voli civili della Qatar Airways come copertura per i loro attacchi. La parte siriana ha affermato di aver intercettato tutti i missili ostili. Tuttavia, a Quneitra sono state riportate esplosioni a terra. Pertanto, almeno alcuni di loro in effetti hanno colpito i loro obiettivi.

I precedenti attacchi israeliani in Siria si sono verificati il ​​2 marzo e il 23 febbraio. Il 2 marzo, un elicottero d’attacco israeliano ha distrutto un veicolo nella provincia di Quneitra dopo che le truppe israeliane nelle alture del Golan sarebbero state colpite da un cecchino. Il 23 febbraio gli aerei da guerra israeliani hanno preso di mira posizioni del gruppo palestinese della Jihad islamica a Damasco.

“Completamente per caso”, l’aumento delle azioni militari israeliane in Siria è avvenuto in seguito all’escalation del conflitto siriano-turco a Idlib.

Il 4 marzo, Hayat Tahrir al-Sham, il Partito islamico del Turkistan e altri gruppi collegati ad al-Qaeda sostenuti dall’esercito turco hanno fatto un altro tentativo di riconquistare la città di Saraqib, situata sull’incrocio delle autostrade M4-M5, dall’esercito siriano . Nonostante l’intensa artiglieria e il supporto aereo della Turchia, i membri di al-Qaeda non sono riusciti a raggiungere il loro obiettivo.

I sostenitori della 25a divisione delle forze speciali e Hezbollah schierati lì affermano che le forze a guida turca hanno subito notevoli perdite negli scontri ma non forniscono numeri particolari. Le prove video dal terreno confermano che le forze filo-governative hanno riconquistato un carro armato da battaglia T-90 che avevano perso in precedenza nella stessa area.

Anche le truppe siriane entrarono nel villaggio di Afis a nord di Saraqib ma non riuscirono a garantirlo completamente. Il villaggio rimane contestato. Se le forze a guida turca mantengono il controllo su di essa, saranno in grado di eseguire attacchi su veicoli che si muovono attraverso l’autostrada M5 da Saraqib ad Aleppo.

Lo stesso giorno, 2 soldati turchi sono stati uccisi e altri 6 sono rimasti feriti nel fuoco di artiglieria dell’esercito siriano nell’Idlib orientale. In risposta, l’esercito turco ha tentato di abbattere un aereo da guerra siriano Su-22 che bombardava le posizioni di al-Qaeda a ovest di Saraqib. I sostenitori turchi affermano che un missile anti-aereo è stato lanciato da un jet da combattimento F-16. Tuttavia, molto probabilmente si trattava di un MANPAD lanciato da uno dei cosiddetti “posti di osservazione” della Turchia nell’area. Nelle scorse settimane, i soldati turchi sono stati più volte avvistati lanciando MANPAD su aerei siriani e russi. Il ministero della Difesa russo afferma ufficialmente che i posti di osservazione turchi si sono fusi con basi terroristiche e sono stati utilizzati per eseguire attacchi contro aree controllate dal governo. Tuttavia, i soldati turchi circondati dall’esercito siriano continuano a godere della sicurezza e di ricevere rifornimenti.

Le battute d’arresto nell’Idlib meridionale e orientale hanno costretto la Turchia e i suoi delegati a spostare l’attenzione dei loro sforzi militari. Alla fine del 4 marzo, le forze di al-Qaeda sostenute dalla Turchia attaccarono posizioni dell’esercito siriano nella parte occidentale di Aleppo. Entro la mattina del 5 marzo, avevano catturato il villaggio di al-Sheikh ‘Aqil e al-Rraqim Hilltop. Il controllo di queste posizioni consentirà loro di bombardare il sobborgo occidentale della città di Aleppo in modo più efficace.

Dall’inizio delle azioni militari turche a Idlib a febbraio, le forze armate siriane hanno abbattuto 13 UAV militari turchi, affermano fonti pro-governative. Secondo loro, questo numero include 7 droni da combattimento Bayraktar TB2 e TAI Anka. Va notato che solo una parte di queste affermazioni è stata confermata da prove visive.

I militanti Hayat Tahrir al-Sham hanno tentato di organizzare una provocazione chimica nella parte orientale di Idlib, ma si sono avvelenati, ha riferito il ministero della Difesa russo il 4 marzo. Secondo il rapporto, i membri di Hayat Tahrir al-Sham hanno in programma di organizzare l’incidente il 2 marzo durante l’esercito siriano avanza nella parte occidentale di Saraqib facendo esplodere i contenitori con una sostanza chimica, ma una perdita del contenitore ha causato vittime tra i militanti stessi.

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https://southfront.org/turkish-drones-falling-in-idlib-moderate-rebels-gas-themselves-by-mistake/?fbclid=IwAR2z8MyhtXfkYeGsq9fQ2fxvy5_g9vMUxPUpCcOD4tUZbXlHR-wmzALS5ic

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Syrian Army Found Place Where Militants Planned Chemical Provocation In Greater Idlib (Photos)

SOUTH FRONT.ORG

8 03 2020

L’ESERCITO SIRIANO HA TROVATO IL LUOGO IN CUI I MILITANTI PIANIFICAVANO LA PROVOCAZIONE CHIMICA A IDLIB

L’esercito arabo siriano (SAA) ha trovato il luogo in cui i militanti pianificavano di organizzare una provocazione chimica vicino alla città di Saraqib, nel sud-est di Idlib, secondo quanto riferito dalla TV Russia-24 Russia l’8 marzo.

Le truppe siriane hanno scoperto una munizione a propulsione a razzo contenente una sostanza chimica, un dispositivo esplosivo improvvisato (IED) e attrezzature per lavorare con sostanze chimiche pericolose.

“Durante un’ispezione più approfondita accanto al contenitore del liquido è stato scoperto un dispositivo esplosivo improvvisato con i fili forniti. La nostra attrezzatura ha registrato che la sostanza gialla nel contenitore è una sostanza tossica chimica. I risultati dell’analisi preliminare, il cloro “, ha dichiarato il canale siriano, Hassan Bashir.

L’agenzia RIA Novosti ha pubblicato diverse foto che mostrano i materiali e le attrezzature trovati dall’ASA vicino alla città di Saraqib.

I militanti di Hay’at Tahrir al-Sham (HTS), affiliato ad al-Qaeda, hanno  tentato  di usare le sostanze chimiche per organizzare una provocazione il 2 marzo. Tuttavia, hanno finito per avvelenarsi, secondo il Ministero della Difesa della Russia.

La provocazione dei militanti aveva probabilmente lo scopo di giustificare un intervento degli Stati Uniti e di altre nazioni occidentali contro l’ASA. Piani simili sono stati scoperti da fonti russe, siriane e libanesi nell’ultimo anno.

VEDI LE FOTO CONTINUA NELLA PAGINA

https://southfront.org/syrian-army-found-place-where-militants-planned-chemical-provocation-in-greater-idlib-photos/?fbclid=IwAR0Xk2H8BGT5D9T1ANXft_zvQ2lY8vx_W2Mnv1pEgPNIA5N1SNWyOg4HFB8

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Forze speciali statunitensi schierate con Al Qaeda a Idlib in False Flag Attack contro le forze turche

Di Gordon Duff con Nahed al Husaini

  

VT 8 03 2020

Le intercettazioni di comunicazione e l’intelligence dall’interno dei gruppi terroristici sostenuti dalla Turchia raccontano una storia interessante. Gli americani sono lì, negli ultimi 2 giorni, carichi di denaro, promesse di passaporti statunitensi e famiglie reinsediate negli Stati Uniti.

Le forze statunitensi lanceranno imboscate e attentati suicidi contro gli avamposti turchi a Idlib per porre fine alla tregua negoziata a Mosca tra Erdogan e Trump il 5 marzo.

Può essere possibile stabilire se il video verrà girato usando le uniformi siriane catturate. Si dice anche che possano partecipare anche ufficiali turchi, alcuni sotto il controllo della CIA / Gulen.

Alcune fonti affermano che gli stessi americani erano scesi da Afrin durante l’attacco chimico fallito cinque giorni fa, in programma in coincidenza con l’invio illegale dell’inviato americano Jim Jeffries con forze terroristiche. Jeffries e il suo partito entrarono a Idlib attraverso la Siria, incontrando i rappresentanti di Al Qaeda e White Helmet mentre, nelle vicinanze, un certo numero di militanti, tra cui membri dei White Helmets, furono gravemente feriti quando trapelarono le armi chimiche che stavano progettando di dispiegare.

Le troupe cinematografiche di White Helmet e Reuters erano sulla stazione per fornire un video drammatico di un inviato americano che trasportava bambini morti, un disastro quando non si è materializzato e l’opportunità è andata persa.

Con il collasso dell’economia americana e la ripresa degli Stati Uniti dalle accuse di un tentativo di colpo di stato contro l’Arabia Saudita, c’erano poche possibilità che alcuni bambini assassinati per Facebook avrebbero fatto la differenza nell’anno elettorale per Trump e la sua amministrazione ora si ritrovava in fallimento dopo fallimento.

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https://www.veteranstoday.com/2020/03/08/us-special-forces-deployed-with-al-qaeda-in-idlib-in-false-flag-attack-on-turkish-forces/

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A CURA DI RIVISTA DI GEOPOLITAICA

https://sites.google.com/site/rivistadigeopolitica/home/siria-un-falso-attacco-chimico-da-parte-terrorista-fallito

 

SIRIA: CHI FINANZIA I TAGLIAGOLA DELL’ISIS?

Filed under: siria, terrorismo, usa — Tag:, , , , — mirabilissimo100 @ 7:37 pm


RIVISTA DI GEOPOLITICA
 
9 03 2020
 
ISIS O DAESH: DA RICORDARE CHE SONO STATI FORMATI E SOSTENUTI DAGLI USA E LORO ALLEATI
 
NOTIZIE VARIE DEGLI ANNNI 2014-2015
 

Bianca per le presidenziali 2016. Rand Paul, senatore, libertario, non-intervenzionista, è sicuro che dietro l’ascesa dell’Isis ci sono gli americani, anzi, “un paio di  repubblicani esperti di affari esteri” – Lindsey Graham e John McCain (quest’ultimo sconfitto da Obama nel 2008 e oggi guerrafondaio n.1). “Isis è sempre più forte perché i falchi nel nostro partito hanno fornito indiscriminatamente armi agli estremisti”, ha detto a Morning Joe su Msnbc il senatore. “Volevano far fuori Assad e bombardare la Siria. Sono stati loro a creare questa gente”. E poi: “Tutto quel che i falchi hanno fatto e detto in politica estera negli ultimi 20 anni riguardo a Iraq, Siria e Libia, lo hanno sempre sbagliato”.

La tesi non è inedita. Anzi è storia. L’11 settembre ha cambiato il  corso degli eventi in quanto risultato degli errori di Washington, che in Afghanistan e Pakistan per anni ha finanziato gruppi di insorti per rovesciare i governi locali.

La situazione oggi è fluida o in stallo, tutti attendono che a giugno sia verificata l’efficacia dell’accordo sul nucleare in Iran impostato da Obama (personalmente credo che la lungimiranza del presidente americano verrà capita solo in futuro). Nonostante Isis resti una minaccia, Obama si guarda bene dall’inviare “truppe sul  campo” per sconfiggere i 25.000 terroristi dello Stato Islamico. Non sarà perché nelle fasce ‘manipolabili’ della popolazione (in Italia leghisti e destre ‘di pancia’) l’operazione “alert terrorismo” ha già dato i frutti? Con i video raccapriccianti di decapitazioni o l’abbattimento di reperti archeologici in città storiche, lo scopo è raggiunto: scatenare nelle masse la reazione psicologica paura/odio/voglia di punizione.

Cospirazionismo? Decidete voi. Ma che direste sapendo che la tesi della ‘regia occulta’ ha avuto l’avallo anche ai massimi livelli dell’amministrazione di Washington? Ne ha parlato il n. 2 di  Barack Obama, Joe Biden, vice-presidente degli Stati Uniti. In un discorso tenuto  all’Università di Harvard, in Massachusetts, Biden (notoriamente incline alle gaffe) ha accusato i paesi alleati Usa nel Golfo – Turchia, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Qatar – di non fare abbastanza per combattere Isis e, peggio, di essere loro i finanziatori del gruppo che ha preso il posto di Al-Qaeda (surclassando in un anno i seguaci di Osama bin Laden per brutalità, strategia,  soldi e marketing mediatico).

Basta rileggersi il trascript di un programma andato in onda su Cnn il 7 ottobre 2014 per averne conferma – Joe Biden: “Hanno fatto piovere centinaia di  milioni di dollari e decine di migliaia di tonnellate di armi nelle mani di chiunque fosse in grado di combattere contro Assad, peccato che chi ha ricevuto i rifornimenti erano… al Nusra, al Qaeda e gli elementi estremisti della Jihad provenienti da altre parti del mondo”.

L’amministrazione Obama ha presentato scuse formali e ritrattazioni. Ma in privato, funzionari della Casa Bianca ammettono che “mentre il vice-presidente è stato poco diplomatico, la sua posizione non è errata quando dice che soldi e armi sono finiti nelle mani di estremisti”. Corollario: le frasi dell’unico “uomo onesto a Washington” (come è stato definito Biden) unite alla dichiarazione di Rand Paul sul ruolo dei falchi repubblicani, in pratica ufficializzano l’asserzione secondo cui dietro Isis ci sono i paesi arabi alleati dell’America con la regia del governo di Washington.

Una settimana fa, ulteriore inattesa conferma. Il gruppo conservatore americano “Judicial Watch” ha reso pubblico un rapporto ‘top secret’ della Dia (Defense Intelligence Agency), i servizi segreti del Pentagono. Il documento, 7 pagine, datato 12 agosto 2012, espone il solito errore geopolitico di sempre. La Dia prevede e convalida la creazione di uno Stato islamico per sbarazzarsi del presidente siriano Bashar al-Assad, la cui dittatura – oggi sappiamo – ha causato il  massacro di oltre 200.000 vittime nella guerra civile siriana. Ma la nascita di un “principato salafita” che “unifichi l’estremismo jihad tra sunniti in Iraq e in Siria” non impedisce un’altra accurata previsione: “Assad rimarrà al potere”.

La scorsa estate Isis ha conquistato Mosul in Iraq, il mese scorso ha preso il controllo anche di Ramadi. E da tre giorni  la bandiera nera dello Stato Islamico sventola anche nella storica città siriana di Palmyra.

Il papello desecretato suscita domande inquietanti. Uno, diventa lecito mettere in dubbio gli sforzi che ampliano i poteri statali anti-terrorismo, cioè il monitoraggio di Cia e Nsa da parte del governo Usa, e dei servizi in Uk e altri paesi alleati (anche in Italia per il Giubileo di ottobre). Due, l’Occidente combatte contro un nemico comune che però è nato in laboratorio come il mostro di Frankenstein, grazie a maneggi ed alchimie degli stessi suoi creatori per fini geopolitici inconfessabili. Ecco perché non ha senso continuare a fare gli stessi errori  degli ultimi 20 anni, come dice l’ottimo Rand Paul.

 
 

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https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/05/30/isis-chi-lo-finanzia-americani-e-alleati-naturalmente/1733028/?fbclid=IwAR1mpbtwS6fvYzpnUQHpsE2F1Xhj4j8Npk7ZQBd4EZsO8bNGoPzUHjukn50

Il senatore USA Rand Paul conferma che gli USA e altri loro alleati finanziano ISIS, come abbiamo evidenziato nei nostri articoli.

All’elenco delle nazioni che hanno finanziato l’ISIS indicate dal senatore Usa (“Usa, Arabia Saudita, Qatar e altri paesi”) possiamo aggiungere con sicurezza Turchia e Kuwait; in particolare il governo turco ha dato un grande supporto agli uomini di Al Baghdadi, consentendo ai jihadisti provenienti dai paesi caucasici – in particolare da Cecenia e Uzbekistan – di introdursi in Siria tramite i confini turchi, dove erano operativi agenti dei servizi segreti (turchi) che hanno fornito armi ai miliziani e hanno fatto da tramite tra i terroristi ed i servizi segreti di Usa, Israele e Inghilterra (i paesi coinvolti nel progetto ISIS secondo le dichiarazioni di Snowden )

Inoltre almeno il 10% dei miliziani sono di nazionalità turca; una percentuale assai elevata, se consideriamo che all’ISIS hanno aderito terroristi provenienti da tutti i paesi islamici e diverse centinaia provengono dall’Europa: in particolare Inghilterra e Germania (nazioni dove la presenza di cittadini islamici è elevata, in Germania la comunità turca è molto numerosa: si parla di 1,7 milioni di persone) secondo il viminale alcune decine sono “italiani”. Sono almeno 35 le nazionalità “rappresentate” tra i miliziani del califfato.

ISIS-USA: la dichiarazione del parlamentare iracheno
Ieri il parlamentare iracheno Mohammed Sehoud ha dichiarato: “Gli Usa hanno bombardato l’ #ISIS perché si è esteso più di quanto concordato con essi“. La notizia, ripresa da fonti irachene, è riportata dalla pagina Tg 24 Siria, che si è sempre rivelata molto attendibile.

NON ci sentiamo di condividere la teoria avanzata dal parlamentare iracheno, ma essa conferma, se ce ne fosse bisogno, i legami tra ISIS e USA, che in particolare nell’area medio orientale sono ben noti… come è NOTORIO che Abu Bakr Al Baghdadi sia un AGENTE DELLA CIA e del MOSSAD, che in passato ha lavorato in operazioni di spionaggio nei paesi islamici; lo ha affermato Edward Snowden, ma anche i servizi iraniani e altre fonti…

Gli USA non hanno deciso di bombardare i miliziani ISIS perché questi si sono espansi più di quanto concordato con gli USA come sostiene il deputato iracheno; Secondo quanto abbiamo avuto modo di apprendere tramite approfondite ricerche, coadiuvate da blogger siriani e un blogger tunisino, i motivi sono altri; in parte ne abbiamo parlato nell’articolo: “Gli attacchi USA ai terroristi ISIS? Operazione di facciata!” – torneremo presto sulla questione con importanti aggiornamenti su questioni di cui i mass media non parleranno mai…

 
 
Aggiornamento: ISIS, Hillary Clinton ammette il coinvolgimento USA: L’ex segretario di Stato Usa rivendica la creazione della guerriglia islamista, in funzione anti Assad. Poi accusa Obama di averne perso il controllo a causa della sua posizione troppo attendista. Leggi l’articolo:  Hillary Clinton: L’Isis è roba nostra, ma ci è sfuggita di mano
 
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IL GIORNALE.IT
 
16  11 2015
 
RAFFAELLO BINELLI
 
 

Putin: Isis finanziato da 40 Paesi, anche membri del G20

 
Il leader russo al summit del G20: i jihadisti dell’Isis sono finanziati da persone fisiche provenienti da 40 paesi
 
Il presidente russo, Vladimir Putin, punta il dito contro i finanziatori dell’Isis, finanziati da persone fisiche provenienti da 40 Paesi, tra cui anche membri del G20.
 

Il leader russo ha precisato inoltre di aver condiviso con i colleghi del summit ad Antalya (G20) i dati in suo possesso sul finanziamento ai terroristi.

L’incontro Putin-Obama

A margine dei lavori del G20 ad Antalya si è svolto un faccia a faccia tra Putin e Obama. Com’è andata? L’incontro è stato costruttivo, ma non segna una svolta nelle relazioni fra Russia e Stati Uniti, ha precisato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Il colloquio, che non era in programma, “dimostra che non c’è alternativa al dialogo” bilaterale, ha aggiunto Peskov. “Sarebbe assolutamente irrealistico aspettarsi che un incontro di 20 minuti possa essere foriero di una inversione a U nelle relazioni bilaterali che rimangono dove sono, così come le divergenze”, ha spiegato il portavoce, aggiungendo che tuttavia “c’è la consapevolezza che il dialogo fra Russia e Stati Uniti non ha alternative, e questo è un fatto”. Nel corso del colloquio i due leader hanno discusso di Siria ma anche di Ucraina.

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https://www.ilgiornale.it/news/mondo/putin-isis-finanziato-40-paesi-anche-membri-g20-1194975.html

 
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Risultato immagini per ISIS FINANZIATO CIA
 
 

Isis – Un ex agente CIA rivele: è un nemico totalmente creato e finanziato dagli Stati Uniti !!

 
 

L’ex collaboratore della CIASteven Kelley ha detto che l’ISIS è un nemico totalmente creato e finanziato dagli Stati Uniti. “E’ un nemico completamente creato”, ha detto Kelley in un’intervista a Press TV da Anaheim, in California.

“I finanziamenti arrivano dagli Stati Uniti e dai suoi alleati e il fatto che le persone pensino che questo sia un nemico che deve essere attaccato in Siria o in Iraq è una farsa, dato che è chiaramente qualcosa che abbiamo creato, controlliamo, e solo ora è diventato svantaggioso attaccare questo gruppo come un nemico legittimo”, ha aggiunto l’ex agente della CIA.

Le parole di Kelley arrivano in un momento in cui il presidente degli Stati Uniti Barack Obama cerca l’approvazione del Congresso prima diestendere la campagna aerea americana su obiettivi Isis in Iraq e Siria. Il Pentagono ha lanciato finora circa cento raid su obiettivi Isis nel nord dell’Iraq da quando è stato autorizzato l’uso della forza a inizio agosto.

“Se vuoi risolvere il problema alla radice e rimuovere questa organizzazione è togliere i finanziamenti e occuparsi delle entità responsabili della creazione di questo gruppo. Credo che il gruppo probabilmente andrebbe via, sarebbe sconfitto dalle armate di Bashar Assad”, ha concluso Kelley.

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http://zapping.altervista.org/isis-un-ex-agente-cia-rivele-e-un-nemico-totalmente-creato-e-finanziato-dagli-stati-uniti/

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ISIS sarebbe stata creata dalla CIA

 

L’ex agente Cia Steven Kelley ha detto che Isis è un gruppo terroristico creato, realizzato e finanziato dalla Cia.

Nella intervista, effettuata dall’emittente Press TV ad Anaheim, California, e riportata dal blog yournewswire.com, il 12 febbraio, Kelley afferma che Isis «è un nemico del tutto inventato (…) Il suo finanziamento proviene dagli Stati Uniti e dai suoi alleati e far credere alla gente che questo nemico sia qualcosa che debba essere attaccata in Siria o in Iraq è una farsa, perché questo nemico è l’abbiamo creato noi, controllato noi, e ora è scomodo per noi pensare di attaccarlo come legittimo nemico», ha detto Kelley.
L’ex agente Cia ha fatto queste dichiarazioni mentre il presidente Barack Obama sta cercando di ottenere l’approvazione del Congresso prima di espandere la campagna aerea di Washington dall’Iraq nella vicina Siria, contro obiettivi dello Stato Islamico.
Il Pentagono ha già lanciato oltre 100 attacchi aerei sulle posizioni Isis nel nord Iraq da quando Obama ha autorizzato l’uso della forza contro il gruppo terroristico.
La Casa Bianca insiste che non ha bisogno di esplicita autorizzazione del Congresso per le operazioni in quanto sono destinate a proteggere il personale e gli interessi americani all’interno del paese arabo. Kelley, in un passaggio, afferma che Isis sarebbe poi sfuggito di mano perché non era “autorizzato” a operare in Siria.
«Se si vuole arrivare alla radice del problema e eliminare questa organizzazione, la prima cosa che occorre fare è tagliare i finanziamenti e procedere contro gli enti responsabili della creazione di questo gruppo», ha detto Kelley.

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https://www.agcnews.eu/isis-cia-creatura/

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KENNETH O’KEEFE EX UFFICIALE USA AMMETTE L’ ISIS-ISIL E’ UNA CREATURA DEI GOVERNI BUSH-OBAMA, CIA-NATO

 IL TERRORISMO MADE IN MOSSAD-DOD-CIA-NSA-PENTAGONO-NATO-BCE-P2-ONU-SCEICCHI SAUDITI E DEI GOVERNI NEOCONS OBAMA-BUSH

 
Dichiarazioni ufficiali
 
Hillary Clinton: “L’Isil è roba nostra, ma ci è sfuggita di mano”
 
Edward Snowden:” l’Isil è stato addestrato dalla Cia e dal Mossad.
Le casseforti dell’Isis sono Ubs e Hsbc. Obama si sapeva dal 2008
a Washington ed il mondo sta realmente facendo guerra all’Isis, i soldati britannici combattono al fianco dell’Isil
 
Generale Wesley Clark ammette: “L’ISIS è nato grazie al finanziamento dei nostri amici e alleati per combattere fino alla morte contro Hezbollah

INTERVISTA ALL’ EX MARINE KENNETH O’KEEFE

Press TV ha condotto un’intervista con Kenneth O’Keefe, un ex  Marine degli Stati Uniti e attivista per la pace, a Londra, per discutere la situazione in Medio Oriente.

Quello che segue è una trascrizione del colloquio.

Press TV: Che cosa ne pensi di questo? Da un lato molti potrebbero dire che gli Stati Uniti sono almeno in parte dietro la formazione di ISIL. Tuttavia, ora che ha dichiarato guerra alla ISIL.

O’Keefe: Si adatta molto bene. Sono assolutamente d’accordo. Non so nemmeno vedo come non ci può essere alcun dibattito sull’opportunità o meno gli Stati Uniti attraverso i suoi procuratori, principalmente il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, finanziando questi psicopatici.  

Li vediamo in giro nel migliore equipaggiamento americano: giubbotti antiproiettile, formazione corazzati da trasporto truppa, che hanno ricevuto. Questo è tutto molto evidente. In Giordania e in altri luoghi del Medio Oriente, anche in Turchia, che sono stati autorizzati a inondare attraverso le frontiere. Tutti i confini adiacenti in Iraq e in Siria, soprattutto Turchia e Giordania, sono stati aperti in modo che questi psicopatici possono entrare. Per molti anni abbiamo finanziato questi psicopatici. In realtà, tutto quello che sono è solo una forma rimarchiata di al-Qaeda, che è una creazione della CIA. Torniamo al Mujahideen e la lotta contro l’invasione sovietica e così via e così via. Si tratta di una creazione, un mostro, un Frankenstein creato da noi. E ‘stato finanziato da noi, e se volevamo fermare la sua esistenza tutti avremmo dovuto fare è smettere di finanziarla. Ma naturalmente i poteri forti vogliono nessuna parte di questo.

Press TV: Cosa ne pensi di alcuni analisti dicono gli Stati Uniti stanno ora usando questo come una backdoor per fare attivamente quello che volevano fare più di tre anni fa, e che è quello di eliminare sostanzialmente il governo di Assad?

O’Keefe: Sono assolutamente d’accordo con questo. Naturalmente ciò che accadrà è proprio come la campagna di Libia, dove la NATO ha preso il ruolo di primo piano – si parla di una no-fly zone, ma in realtà quello che era stato un mezzo per essere in grado di colpire gli obiettivi che erano essenziali per la difesa della Libia sotto Gheddafi. Naturalmente vediamo la Libia ora.
Vediamo lo stesso modello in Iraq. Vediamo questo schema continuamente in Afghanistan. Noi siamo quelli che presumibilmente hanno combattuto una guerra contro il terrorismo all’indomani di 9/11 e da allora questa folle guerra al terrore, che non è altro che una guerra sponsorizzata dallo stato di terrore, abbiamo visto l’ascesa e la crescente terroristi elementi all’interno il Medio Oriente.  

Non so perché qualcuno pensa che questo sarà diverso. In realtà, questo è l’obiettivo a lungo termine dei poteri forti, sono felice di vedere questo tipo di fanatismo, perché giustifica la continuazione del puntellamento del complesso militare industriale e il ciclo senza fine della guerra. Tenete a mente che i bankster, quelli che gestiscono il mondo, che vogliono la guerra. La guerra è PROFITTO per loro. E il popolo, noi siamo quelli che devono fermare questa follia. In realtà, la chiave del sistema di petrodollari che consente un numero illimitato di fondi che vanno a questi psicopatici.

Press TV: Pensi che il popolo americano è daccordo con questo? Perché Siamo stanchi della guerra  dopo l’Iraq e l’Afghanistan dopo, e in realtà un mese fa, quando sono stati presi i sondaggi erano assolutamente contro l’essere coinvolti nella situazione in Siria o guerra in generale.  

Tuttavia, sembra con questa situazione con ISIL e, naturalmente, le immagini costanti che abbiamo di omicidi raccapriccianti di questo gruppo, ha una sorta di iniziato a fare un cambiamento con la prospettiva di un sacco di americani. Come si vede nel complesso?

O’Keefe: Non credo che possiamo sottovalutare il potere della propaganda. Anche se il potere della propaganda è andata scemando nel corso degli ultimi 10 anni, in particolare nel periodo successivo 9/11, ci sarebbe sciocco pensare che gli americani sono così sintonizzati e composti in e comprensione di ciò che sta realmente accadendo che essi non sarebbe indotti a un’altra guerra che non fanno altro che distruggere tutti coloro che ne partecipano 

Non so se hanno intenzione di riuscire a ottenere qualsiasi tipo di livello di consenso reale e il sostegno degli Stati Uniti.  
Ma non mi sorprenderebbe, e alla fine ci si torna di nuovo allo stesso punto, che è lungo come abbiamo questo sistema di petro-dollari con i banchieri privati ​​che eseguono il mondo attraverso una fornitura infinita di denaro, si convogliare quel denaro per questi psicopatici che effettueranno le politiche che sono in realtà vantaggioso per loro.


tradotto da INR su Presstv

IL SENATORE JOHN MC CAIN PORTAVOCE-SPONSOR DEI TERRORISTI DELL ISIS


15 settembre – In un editoriale pubblicato su Boulevard Voltaire, Thierry Meyssan è tornato qualche giorno fa sulle fotografie e video apparsi su diversi media e che mostrano il senatore repubblicano, ex candidato alla Casa Bianca, John McCain in compagnia di rappresentanti di fazioni opposte al regime siriano, fra cui Al Baghdadi, futuro califfo dello Stato Islamico.
Meyssan parla anche di una riunione organizzata dalla NATO il 4 febbraio 2011 al Cairo per lanciare la “primavera araba” in Libia e in Siria. A suo dire la riunione era presidiata da John McCain.
Il 22 febbraio 2011, scrive, John McCain era in Libano per organizzare il trasferimento di armi in Siria. Dopo aver lasciato il Libano, aveva ispezionato la frontiera siriana e individuato i villaggi che sarebbero serviti come base ai mercenari per la guerra che si stava preparando.
Meyssan scrive anche dell’incontro in Siria di McCain con i leader dell’opposizione armata: “Il viaggio era stato organizzato dalla Syrian Emergency Task Force, che contrariamente a quanto fa pensare il suo nome è un’organizzazione sionista guidata da un membro palestinese dell’AIPAC [un gruppo di pressione americano noto per il forte supporto allo stato di Israele, ndr].
Sulle immagini che erano state diffuse si nota la presenza di Mohammad Nour, portavoce del fronte terrorista Al-Nosra. Interrogato sulla sua vicinanza a terroristi islamici, il senatore repubblicano aveva affermato di non conoscere Mohammad Nour, che si era intrufolato nella foto di sua iniziativa.
Supponendo che effettivamente McCain non conoscesse Mohammad Nour, l’obiettivo del suo viaggio segreto in Siria era comunque quello di incontrare i vertici dell’Esercito siriano libero. A suo dire, questa organizzazione si compone esclusivamente di siriani che combattono per la libertà di fronte alla dittatura di Bashar al Assad e i suoi capi sono dei moderati degni di fiducia.
Un’altra prova fotografica da cui si vede che McCain, nel suo viaggio segreto in Siria, fu a contatto con i futuri leader dell’Isis.
Nella foto si vede il senatore discutere con Ibrahim Al-Badri, che con il nome di Abou Bakr.
 
 
Il leader of ISIS (Simon Elliot alias Al-Baghdadi ) con John McCain
 


Al-Baghdadi sarà il futuro califfo dello Stato islamico. Dall’ottobre 2011 Al-Badri, alias Al-Baghdadi, figura sulla lista dei terroristi ricercati dagli Stati Uniti e sulla lista del Comitato delle sanzioni delle Nazioni Unite.
Un mese prima di ricevere il senatore McCain, Ibrahim Al-Badri, alias Al-Baghdadi, aveva creato lo Stato islamico in Irak e nel Levante – sempre facendo parte dell’Esercito siriano libero.
Aveva rivendicato l’attacco alle prigioni di Taj e Abou Graïb in Irak, da cui aveva fatto evadere centinaia di jihadisti che avevano integrato le fila della sua organizzazione. L’attacco era coordinato con altre operazioni quasi simili in diversi paesi. I fuggiti andavano a raggiungere organizzazioni combattenti in Siria.
Lo scopo perseguito da McCain (senza alcun mandato peraltro dallla Casa Bianca di Barack Obama, che subi’ l’iniziativa senza saperne nulla) era quello di dividere l’Irak in diverse parti per meglio sfruttarne le risorse energetiche. In passato gli americani non ci sono riusciti, malgrado avessero tolto di mezzo il presidente iracheno Saddam Hussein. Oggi ci riprovano con l’aiuto dello Stato islamico.
L’operazione è preparata da tempo, ancor prima dell’incontro di McCain e Al-Baghdadi. Migliaia di jihadisti sono stati formati in Qatar e in Libia dopo la caduta di Gheddafi e lo Stato islamico ha ricevuto finanziamenti per quasi 3 milioni di dollari.
Violando l’accordo di difesa con l’Irak, gli Stati Uniti non sono intervenuti e hanno lasciato che lo Stato islamico proseguisse la sua conquista territoriale e il massacro di oppositori e minoranze religiose.
E’ stato solo di fronte al crescere dell’emozione pubblica per via delle decapitazioni degli ostaggi che Barack Obama si è trovato costretto a bombardare le posizioni dello Stato islamico. Però, secondo il generale William Mayville, direttore delle operazioni dello Stato maggiore:
“questi bombardamenti sono poco suscettibili di pregiudicare le capacità globali dei jihadisti o le loro attività in Irak e in Siria”.
I bombardamenti americani non puntano a distruggere le postazioni militari dei jihadisti ma servono a fare in modo che ogni gruppo si mantenga nel territorio che gli compete. Si è trattato di bombardamenti simbolici.
A rallentare l’avanzata dello Stato islamico sono invece stati i curdi del PKK turco e siriano, aprendo un corridoio che ha permesso alle popolazioni civili di sfuggire ai massacri.
 


 McCain e Ibrahim Al-Badri alias Al-Baghdadi 
 
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A CURA DI RIVISTA DI GEOPOLITICA
 

SIRIA: L’EUROPA SI ASSOCIA ALLA NATO E USA NEL SOSTENERE LA TURCHIA CHE COMBATTE IN DIFESA DEI TERRORISTI TAGLIAGOLA

Filed under: guerra, terrorismo, UNIONE EUROPEA, usa — Tag:, , , , , — mirabilissimo100 @ 7:33 pm


I TERRORISTI MERCENARI IN SIRIA
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14 MINISTRI DEGLI ESTERI TRUFFATORI
In testa a tutti un certo Di Maio. Hanno firmato un documento che li dovrebbe coprire di vergogna, ma che tutti i telegiornali italiani non hanno né commentato, né visto. 
Dove si trasforma il governo legittimo della Siria (che sta riconquistando il proprio territorio aiutato, legittimamente, dalla Russia) in “responsabile” della catastrofe umanitaria di Idlib. 
Dove si tace sulla presenza totalmente illegale della Turchia, invasore militare del territorio siriano; dove si tace della altrettanto illegale presenza sul territorio siriano delle forze militari degli Stati Uniti e dei servizi segreti occidentali e israeliani; dove, sopratutto si tace la presenza sul territorio siriano di un esercito di tagliagole islamici, terroristi e mercenari, che hanno preso in ostaggio una città intera e si fanno scudo dei civili per poter continuare a prendere lo stipendio in dollari. Il tutto sotto la protezione dell’artiglieria turca e dei rifornimenti di armi e informazione da parte occidentale.
Con questo indegno trucco, chi ha ragione e diritto dalla sua parte viene accusato di creare la catastrofe umanitaria, mentre chi ha creato la catastrofe umanitaria viene pudicamente dimenticato. Così noi italiani tutti diventiamo complici del terrorismo, insieme a quei 14 delinquenti che ci rappresentano.
 

la chiesa siriana ha risposto all’Unicef e ad altre ong che secondo padre Firas Lufti non avrebbero fatto niente x le migliaia di bambini siriani vittime dell’embargo e della guerra voluta e finanziata da occidente. Ma non è il solo fra i cristiani. Padre Bahiat Karakach dal convento di San Paolo a Damasco denuncia l’ipocrisia dei paesi occidentali che hanno imprigionato il paese in una morsa infernale dove i bambini sono le prime vittime. Il riferimento evidente è all’appello che 14 ministri europei capeggiati da un Di Maio telecomandato hanno firmato a sostegno dei tagliagole “moderati” di Al Qaeda e dei piani imperialisti degli stati uniti e di Israele. Un’altra inversione di rotta di un movimento 5stelle ormai disposto a tutto x non lasciare il parlamento

da Pandora TV News 28 febbraio

Questa e altre news di Pandora sono reperibili sul sito natoexit.it

GIULIETTO CHIESA

PANDORA TV
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CONTROINFORMAZIONE.INFO
 
28 02 2020

LA NATO HA DECISO DI ESSERE COINVOLTA NELLA GUERRA IN SIRIA CONTRO LA RUSSIA

La NATO ha annunciato lo spiegamento della difesa aerea contro gli aerei russi in Siria.

I paesi della NATO hanno deciso di essere coinvolti in un conflitto militare in Siria, contro la Russia. Come contromisura, l’Alleanza intende rafforzare la difesa aerea nella regione, mentre, ovviamente, stiamo parlando della sconfitta di aerei ed elicotteri sul territorio della Siria, che indica le intenzioni di distruggere, inclusi gli aerei russi.

I dati su questo argomento sono stati presentati dal capo dell’Alleanza del Nord Atlantico, Jens Stoltenberg, affermando che oltre a rafforzare la difesa aerea nella regione, la NATO sosterrà fortemente Recep Erdogan. Parlando questi contro la Russia e la Siria, nonostante l’occupazione diretta di territorio siriano da parte della Turchia.

Gli Alleati condannano i continui attacchi aerei indiscriminati del regime siriano e del suo alleato, la Federazione Russa, nella provincia di Idlib. Nessuna parola sugli attacchi dei terroristi trincerati ad Idlib contro la popolazione civile.

“Noi li esortiamo a fermare l’offensiva”, ha detto Stoltenberg.
“A rispettare il diritto internazionale (?).
E sostenere gli sforzi delle Nazioni Unite per una soluzione pacifica.
Questa pericolosa situazione deve essere eliminata al fine di evitare un ulteriore deterioramento della terrificante situazione umanitaria nella regione e di fornire un accesso umanitario urgente alle persone intrappolate in Idlib. Chiediamo un ritorno immediato al cessate il fuoco nel 2018. L’incontro di oggi è un segno di solidarietà con la Turchia. La Turchia è l’alleata della NATO più colpita (?) dal terribile conflitto in Siria, che è stata colpita dalla maggior parte degli attacchi terroristici e dove vivono milioni di rifugiati. La NATO continua a sostenere la Turchia attraverso una serie di misure, anche rafforzando la sua difesa aerea, che aiuterà la Turchia a contrastare la minaccia di attacchi missilistici dalla Siria. Ringrazio la Turchia per aver informato regolarmente gli Alleati sulla situazione in Siria., – dice il farneticante messaggio della NATO”.

Non è noto quale tipo di sistemi di difesa aerea siano in questione, tuttavia, gli esperti ritengono che questo approccio costituisca una minaccia diretta per la Russia.

Nota: La NATO, sulla base di questo comunicato, ritiene un fatto compiuto l’occupazione di una provincia di territorio siriano (Idlib) da parte della Turchia e non si capisce dove sarebbe in questo “il rispetto del diritto internazionale” a cui accenna il comunicato. La NATO definisce la Turchia come il paese “più colpito” dal conflitto in Siria, rovesciando totalmente la realtà visto che, al contrario, è la Turchia il paese che più si è impegnato a introdurre le bande terorriste sul territorio siriano nel tentativo di rovesciare il legittimo governo di Damasco. La Siria è il paese più colpito da 8/9 anni di guerra per procura scatenata da potenze esterne (fra cui USA, Arabia Saudita, Turchia e Israele), che ancora subisce le sanzioni da parte dei paesi occidentali e che ha subito la distruzione delle sue infrastrutture e oltre 500.000 vittime di cui la maggior parte civili. Per non parlare della occupazione delle forze USA della zona petrolifera di Deir El Zor, con il deliberato intento di saccheggiare le risorse petrolifere siriane. Tutto questo completamente ignorato e deliberatamente falsato nel comunicato della NATO. Si aspetta la reazione della Russia alle minacce dei vertici della NATO.

http://avia.pro/news/rossiya-mozhet-zakryt-granicu-s-belorussiey-iz-za-vspyshki-koronavirusa-covid-19

Fonte: Avia pro.news

Traduzione: Sergei Leonov Nota: Luciano Lago

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https://www.controinformazione.info/la-nato-ha-deciso-di-essere-coinvolta-nella-guerra-in-siria-contro-la-russia/?fbclid=IwAR1TSx1oiqKx7It5xwkepXhiA-PN3fIfI-TV-vJSoU_4i86RGPrxzthkinY

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CONTROINFORMAZIONE .INFO

29 03 2020

LA GRECIA SI È OPPOSTA ALLA NATO E SOSTIENE LA RUSSIA IN SIRIA

Come membro dell’Alleanza del Nord Atlantico, la Grecia si è dissociata dalle decisioni della NATO e si è fortemente opposta alla cessazione degli attacchi russi ai terroristi a Idlib.

Questa posizione della Grecia si basa sul fatto che, a causa delle azioni della Turchia, migliaia di migranti hanno letteralmente assaltato le frontiere del paese, il che ha creato tensioni molto gravi e una minaccia alla sicurezza del paese ellenico.

“La Grecia ha deciso di bloccare la dichiarazione della NATO sulla situazione a Idlib, in cui l’Alleanza del Nord Atlantico ha deciso di sostenere la Turchia dopo la morte di 33 elementi delle truppe turche, a seguito di un bombardamento dell’esercito del governo siriano”, riferisce To Vima citando le sue fonti.
Diversi paesi dell’alleanza, tra cui Gran Bretagna, Francia, Germania e Stati Uniti, non hanno concordato immediatamente con la linea della Grecia. A questo proposito, ad Atene hanno deciso di rafforzare la loro posizione “, riferisce RBC.

Va chiarito che in realtà, indipendentemente dalla decisione presa dall’Alleanza nordatlantica per la Siria, la Russia continuerà ad aderire alla propria politica, fornendo a Damasco tutta l’assistenza necessaria e se la NATO tenterà di intervenire sulla situazione, si creeranno ovviamente molti più grandi problemi per la NATO.

Nota: La Grecia si trova già in un contenzioso con la Turchia relativamente alla sovranità sulle acque del Mar Mediterraneo dove sono stati trovati giacimenti di gas di cui il turco Erdogan reclama lo sfruttamento.

Fonte: Avia Pro

Traduzione e nota: Sergei Leonov

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https://www.controinformazione.info/la-grecia-si-e-opposta-alla-nato-e-sostiene-la-russia-in-siria/?fbclid=IwAR0kNMlyGSvmjbwJtI_ktcskg5Vquj9sVn_xjB_CQO0-BwLRBz5Po2v7u4o

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Crisi al confine greco-turco e la mutazione antropologica della sinistra

 
PROFUGHI RESPINTI DALLA GRECIA
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L’ANTIDIPLOMATICO.IT
 
3 03 2020

POLITICA: LA SINISTRA APPOGGIA LA GUERRA CONTRO ASSAD E SI SCHIERA CON I TERRORISTI ISLAMICI SANGUINARI

 
di Antonio Di Siena
La crisi dei rifugiati sul confine greco-turco è la prova definitiva della mutazione antropologica della sinistra, trasformatasi ormai nella faccia politicamente corretta del potere.

Fino a vent’anni fa infatti, la sinistra, si sarebbe principalmente focalizzata sul protestare massicciamente contro la causa di questo esodo di massa: la guerra in Siria. E in seconda battuta contro l’operazione militare turca di invasione di uno Stato sovrano. Un’aggressione vile, imperialista e contraria a qualunque norma del diritto internazionale.


Oggi invece, continuando a difendere quell’Unione europea responsabile del massacro greco, tacendo sulle bombe Franco-americane sulla Siria e addirittura schierandosi con i fondamentalisti islamici (e appoggiando quindi indirettamente la guerra contro Assad), il massimo che riesce a balbettare è invocare l’accoglienza indiscriminata di qualche milione di profughi (fra cui ci sono certamente migliaia di jihadisti), senza minimamente preoccuparsi delle ricadute socio-politiche derivanti da una richiesta del genere. Insostenibile dentro un modello politico governato dalla dottrina liberista della stabilità dei prezzi e del contenimento della spesa pubblica. Tanto nelle disastrate periferie del sud Europa di spazio ce n’è ancora e il disagio sociale non è ancora al punto critico..


Questa piroetta ideologica l’ha portata da posizioni di solidarietà inter-nazionalista (che se ricordo ancora il latino significa fra le nazioni) a quelle di una solidarietà apolide e inter-individualista più prossima al cristianesimo che non al socialismo.

Dimostrando come la sinistra ormai sia divenuta a tal punto incapace di un’analisi critica del presente da risultare sostanzialmente impolitica e quindi completamente inutile nell’ottica di qualsiasi processo trasformativo della realtà in una prospettiva anche soltanto riformista. Figurarsi in grado di ribaltare gli attuali rapporti di forza.

Ragion per cui chiunque ancora si preoccupa di come far avanzare culturalmente le rivendicazioni socialiste o si stacca definitivamente da essa o si trasformerà egli stesso in un ostacolo.

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https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-crisi_al_confine_grecoturco_e_la_mutazione_antropologica_della_sinistra/29278_33408/

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RIVISTA DI GEOPOLITICA

DA RICORDARE

 

1) IL POPOLO SIRIANO E’ CON IL PRESIDENTE ASSAD CHE ASSICURA ; SICUREZZA, SALVEZZA DELLA NAZIONE, LAVORO,PENSIONI,SOLIDARIETA’, FUNZIONAMENTI DELL’ORDINE PUBBLICO, DELLA SANITA’, DELL’ASSISTENZA, DELL’ISTRUZIONE, DELLA LIBERTA’ RELIGIOSA E MOLTO ANCORA.


2) IL POPOLO SIRIANO HA AVUTO ESPERIENZA DEL DOMINIO DEI TERRORISTI ISLAMICI CHE HANNO PORTATO SOLO MORTE E DISTRUZIONE, CRIMINI CONTINUI, DECAPITAZIONI ANCHE VERSO BAMBINI, STUPRI, DONNE IN VENDITA COME SCHIAVE, PERSECUZIONE CONTRO I CRISTIANI, TERRORE, MISERIA, ABBANDONO DEI MALATI E POVERI E MOLTO ANCORA.


3) RICORDIAMO I PIU’ NOTI TERRORISTI CHE OPERANO IN SIRIA CONTRO IL GOVERNO DI ASSAD E IL POPOLO SIRIANO:

I GRUPPI TERRORISTI PIU’ NUMEROSI SONO;  IL GRUPPO  DI AL NUSRA CHE SAREBBE DERIVATO DA AL-QAEDA, 
 IL GRUPPO HAYAT TAHRIR AL SHAM,
 IL GRUPPO  DELL’ISIS,  IL GRUPPO TERRORISTA CINESE , GLI UIGURI MUSULMANI.
TUTTI SANGUINARI E SPIETATI TAGLIAGOLA, POI VEDIAMO CHE I TERORISTI PASSANO DA UN GRUPPO ALL’ALTRO
DIPENDE DALLA PAGA CHE RICEVONO!
 
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A CURA DI RIVISTA DI GEOPOLITICA
 

https://sites.google.com/site/rivistadigeopolitica/home/siria-l-europa-si-associa-alla-nato-e-usa-nel-sostenere-la-turchia-che-combatte-in-difesa-dei-terroristi-tagliagola

 

IDLIB: I TERRORISTI CHE OCCUPANO IL TERRITORIO SOSTENUTI DALLA TURCHIA CON GLI USA E LA NATO

Filed under: geopolitica, guerra, siria, terrorismo, turchia, UNIONE EUROPEA, usa — Tag:, , , , , — mirabilissimo100 @ 7:27 pm
 
 
1 MARZO 2020


 
IDLIB CITTA’ SIRIANA

Idlib (in arabo: إدلب‎) è una città della Siria nord-occidentale, situata vicino al confine con la Turchia, vicino all’antica e grande città archeologica di Ebla.

 È il capoluogo dell’omonimo governatorato. Ha una popolazione di 157.427 abitanti circa (stima 2009). Il 27 ottobre 2019 è stato il luogo della morte del califfo Abu Bakr al-Baghdadi.

Attualmente Idlib occupata da terroristi stranieri, che colpiscono la popolazione civile siriana della zona con missili, la Turchia vuole occuparsi Idlib e difendere questi terroristi stranieri dall’esercito siriano determinato a cacciarli!

 
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IDLIB  ROCCAFORTE DEI TERRORISTI
 

Idlib è l’ultima grande roccaforte delle forze antigovernative in Siria, con gran parte dominata da Hayat Tahrir al-Sham (HTS), l’ultima reincarnazione di Al Qaeda in Siria. Nel 2018, Ankara si è opposta a una offensiva militare pianificata dall’esercito siriano, dicendo che avrebbe comportato “una grande perdita di vita civile e un esodo di rifugiati da Idlib”, che avrebbe scatenato una grave crisi in Turchia.

Invece, Ankara ha accettato di usare l’influenza che ha tra “alcuni dei gruppi armati” di Idlib per reprimere la violenza e infine stabilire un cessate il fuoco duraturo, con la Russia che cerca di fare lo stesso con Damasco e le sue forze. L’accordo, tuttavia, non ha funzionato e l’esercito siriano ha iniziato a liberare villaggi e città nel sud di Idlib per respingere i terroristi.

I progressi portarono le truppe siriane nelle immediate vicinanze dei soldati turchi, che furono schierati nel territorio siriano con un obiettivo dichiarato “di osservare il cessate il fuoco proposto”. In diverse occasioni ci sono stati scontri, con conseguenti morti per entrambe le parti, con l’ultimo episodio finora il più sanguinoso per la Turchia.

Ankara ha provato a ricattare Damasco chiedendo alla Siria di ritirarsi dalla propria provincia e ha minacciato di avviare una grande operazione militare a meno che l’ultimatum non fosse realizzato entro la fine di febbraio. 

Dopo la violenza di giovedì 26 02 2020 , la Turchia ha convocato una sessione di emergenza della NATO, aumentando le preoccupazioni sulla possibilità di una guerra turco-siriana su vasta scala che potrebbe attirare i sostenitori stranieri delle due nazioni.

 
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TERRORISTI NEI PRESSI DI IDLIB
 
CHI SONO I TERRORISTI CHE HANNO OCCUPATO IDLIB?
 
PRIMA DI TUTTO  VEDIAMO CHE  L’OPPOSIZIONE MODERATA SIRIANA DETTA FREE SYRIAN ARMY E’ ORMAI INESISTENTE, MENTRE INVECE AUMENTANO 
I TERRORISTI MERCENARI STRANIERI.
I GRUPPI TERRORISTI PIU’ NUMEROSI SONO; 1) IL GRUPPO  DI AL NUSRA CHE SAREBBE DERIVATO DA AL-QAEDA, 2) IL GRUPPO HAYAT TAHRIR AL SHAM,
3) IL GRUPPO  DELL’ISIS, 4) IL GRUPPO TERRORISTA CINESE , GLI UIGURI MUSULMANI.
 
IL POPOLO SIRIANO HA AVUTO ESPERIENZA DEL DOMINIO DEI TERRORISTI ISLAMICI CHE HANNO PORTATO SOLO MORTE E DISTRUZIONE, CRIMINI CONTINUI, DECAPITAZIONI ANCHE VERSO BAMBINI, STUPRI, DONNE IN VENDITA COME SCHIAVE, PERSECUZIONE CONTRO I CRISTIANI, TERRORE, MISERIA, ABBANDONO DEI MALATI E POVERI E MOLTO ANCORA.
 
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Risultato immagini per TERRORISTI AL NUSRA
 
1) TERRORISTI AL-NUSRA
 
Il Fronte al-Nuṣra, o anche Jabhat al-Nuṣra  li-ahl al-Shām, ossia “Fronte del soccorso al popolo di Siria”, chiamato anche Anṣār al-Jabhat al-Nuṣra li-Ahl al-Shām,
 “Partigiani del soccorso al popolo della Grande Siria”), è un gruppo armato jihadista salafita attivo dal 2012, nel contesto della guerra civile siriana, in Siria e in Libano.
 Il Fronte al-Nuṣra fu formalmente affiliato ad al-Qāʿida fino al 28 luglio 2016, quando il leader di al-Nuṣra al-Jawlānī annunciò la scissione consensuale tra i due gruppi e l’adozione del nuovo nome Jabhat Fatḥ al-Shām (“Fronte per la conquista del Levante”). Il 26 gennaio 2017, il gruppo si è fuso con quattro formazioni minori, assumendo il nome Hayat Taḥrīr al-Shām (“Organizzazione per la liberazione del Levante”).
 
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Risultato immagini per TERRORISTI HAYAT TAHRIR AL SHAM
 
2) HAYAT TAHRIR AL SHAM
 
 Hayʼat Taḥrīr al-Shām, “Organizzazione per la liberazione del Levante” o “Comitato di liberazione del Levante”), comunemente chiamata Tahrir al-Sham e abbreviato HTS, conosciuto anche come al-Qaeda in Siria, è una formazione militante salafita attualmente attiva e coinvolta nella guerra civile siriana. Il gruppo è stato formato il 28 gennaio 2017 dall’unione di Jabhat Fateh al-Sham, organizzazione nata il 28 luglio 2016 dalla separazione consensuale del Fronte al-Nusra dal network di Al-Qaida, con altri gruppi minori ovvero: Fronte Ansar al-Din, Jaysh al-Sunna, Liwa al-Haqq e Movimento Nour al-Din al-Zenki. La formazione a inizio 2019 è entrata in conflitto aperto contro quelle supportate dalla Turchia all’interno del governatorato di Idlib, tra le quali quelle facenti parte del Fronte di Liberazione Nazionale e lo stesso gruppo Nour al-Din al-Zenki.
 
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Risultato immagini per terroristi isis o daesh
 
3) I TERRORISTI ISIS O DAESH
 
 
L’Isis èun’organizzazione jihadista salafita attiva in Siria e Iraq, dove fino al 2017 controllava militarmente un ampio territorio. Il suo capo, Abu Bakr al-Baghdadi (1971 – 2019), nel giugno 2014 ha proclamato la nascita di un califfato nei territori caduti sotto il suo controllo in un’area compresa tra la Siria nord-orientale e l’Iraq occidentale. Nonostante questo gruppo dichiari di fondarsi sulla religione Islamica sunnita, molti leader del mondo islamico hanno sostenuto l’illegittimità della proclamazione e il contrasto dell’ideologia del gruppo con la dottrina religiosa.
 
Prima di tale proclamazione il gruppo si faceva chiamare “al-Dawla al-Islāmiyya fī l-ʿIrāq wa l-Shām” (in arabo: الدولة الإسلامية في العراق والشام‎, al-Dawla al-Islāmiyya fī l-ʿIrāq wa l-Shām, sigla in arabo داعش, ovvero Dāʿish o Daesh), tradotto in italiano come Stato Islamico dell’Iraq e della Siria (Islamic State of Iraq and Syria, ISIS) o Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (Islamic State of Iraq and the Levant, ISIL). La parola araba Shām indica infatti quella regione geografica che comprende il sud della Turchia, la Siria, il Libano, Israele, la Giordania e la Palestina e che viene indicata come Grande Siria o Levante.
 
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Risultato immagini per UIGURI CINESI TERRORISTI SIRIA
 
4) TERRORISTI CINESI UIGURI 
 
Molti di loro sono stranieri, come gli  Uiguricinesi . Un esercito di 18.000 combattenti ha lasciato la Cina per Idlib, e dal 2015, hanno la loro enclave chiamata
 Al-Zanbakisituato al confine turco. Appartengono alla fede musulmana (sunnita) e hanno stretti rapporti con la Turchia (la loro lingua è legata al turco e molti uiguri parlano turco). Inoltre, fanno parte dei cosiddetti gruppi ribelli turchi a Idlib. Hanno stretti legami con gli altri gruppi presenti in Idlib: Tahir Ahrar-as-Sham, Al-Queda e ISIS. Si dice che gli uiguri uniti sotto il   Partito Islamico del  Turkistan abbiano trasformato la città di Al-Zanbaki (proprio al confine con la Turchia) in un campo isolato. La maggior parte degli stati occidentali ha firmato una dichiarazione di condanna della Cina per i loro cosiddetti campi di concentramento nello Xinjiang, dove vivono gli uiguri. La Turchia non lo ha fatto, ma non ha nemmeno firmato le dichiarazioni contrarie a quella dei Paesi occidentali, come quello fatto dalla Russia. Invece, sono usciti con la loro  propria   dichiarazione   a favore degli uiguri. 
Vedi
 
http://www.mfa.gov.tr/sc_-06_-uygur-turklerine-yonelik-agir-insan-haklari-ihlalleri-ve-abdurrehim-heyit-in-vefati-hk.en.mfa
 
Questo fa parte del loro doppio gioco in Siria. Gli uiguri stanno combattendo per la Turchia contro il governo siriano e quindi anche contro il governo russo. Gli  Uiguri sono spietati, decapitano senza esitazione anche donne bambini e neonati.
 
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A CURA DI RIVISTA DI GEOPOLITICA
https://sites.google.com/site/rivistadigeopolitica/home/idlib-i-terroristi-che-occupano-il-territorio

marzo 2, 2020

STEFANO ORSI: FRONTE SIRIANO 1 03 2020-SITREP 067

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Questa puntata riguarda le ultime novità nella sacca di Idlib. L’impegno turco a sostegno del terrorismo internazionale è arrivato all’apice e oggi ci sono azioni di guerra vera e propria. Tutto questo in Siria, nazione sovrana che non ha mai invitato la Turchia, né tantomeno ha desiderato essere invasa. Sono dunque giorni di grandi scontri, Stefano ci dirà cosa è successo nelle ultime ore. Buona visione

 

febbraio 13, 2020

L’IRAN AVVERTE ISRAELE: QUALSIASI ATTACCO ALLE NOSTRE FORZE IN SIRIA O ALTROVE RICEVERÀ UN DURA RISPOSTA

Filed under: iran, iraq, israele, russia, siria, usa — Tag:, , , , , , — mirabilissimo100 @ 2:53 pm

 
CONTROINFORMAZIONE.INFO
 
13 02 2020
 

Il portavoce del ministero degli Esteri Iraniano, Abbas Musaví, ha risposto alle recenti dichiarazioni di un capo del regime di Israele e ha sottolineato che la Repubblica islamica dell’Iran risponderà in modo schiacciante e con forza a qualsiasi aggressione o stupido atto di “Israele” contro gli interessi iraniani nella regione, compresa la Siria.

Musavi ha denunciato la natura terroristica e occupante del regime sionista, ha assicurato che le sue fondamenta e la sua idiosincrasia negli ultimi 70 anni sono state l’occupazione della Palestina e dei paesi vicini, massacri, saccheggi, omicidi e aggressioni dei paesi limitrofi (Libano e Siria).

Il portavoce ha ricordato che la presenza dell’Iran in Siria è avvenuta su invito e in accordo con il governo siriano allo scopo di combattere il terrorismo sponsorizzato dagli USA e “Israele”, ed ha aggiunto: “Il nostro Paese non esiterà a proteggere la presenza delle sue forze in Siria, visto che queste difendono la loro sicurezza nazionale e i loro interessi regionali, daremo una risposta schietta e schiacciante a qualsiasi atto aggressivo o stupido. “

Esercitazione Missili iranianiL’Iran denuncerà anche le minacce di guerra e le difficili dichiarazioni del regime di occupazione prima delle organizzazioni internazionali, ha concluso.
Nota: Come ha dimostrato con l’attacco missilistico sulla base USA in Iraq, l’Iran è in grado di colpire obiettivi nemici in tutta le regione, Israele incluso, e non mancherà di attuare la sua rappresaglia contro Israele, nel caso che il regime sionista attui qualsiasi nuova provocazione.
La precisione e la potenza dei missili iraniani si è manifestata nel caso dell’attacco alla base USA in Iraq, di cui ancora non è definitivo il bilancio delle vittime fra i soldati USA, questo costituisce un preavviso per coloro che cercheranno di attaccare le forze iraniane.

Resta esplicito il senso dell’avvertimento che Teheran ha inviato ad Israele, non sottovalutate la nostra capacità di reazione.

Fonte: Irna

Traduzione e nota: Luciano Lago

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https://www.controinformazione.info/liran-avverte-israele-qualsiasi-attacco-alle-nostre-forze-in-siria-o-altrove-ricevera-un-dura-risposta/

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CONTROINFORMAZIONE.IFO

11 02 2020

CONTINUA AD AUMENTARE IL BILANCIO DELLE VITTIME AMERICANE DELL’ATTACCO MISSILISTICO IRANIANO ALLA BASE USA IN IRAQ

“Non è successo niente nessun americano è rimasto ferito e ci sono pochi danni, va tutto bene”, aveva detto il presidente Trump l’indomani dell’attacco missilistico iraniano.

Dopo un mese e dopo annunci contraddittori del Pentagono, alla fine si scopre che più di 100 soldati statunitensi hanno subito lesioni cerebrali a seguito dell’ attacco missilistico dell’ Iran, secondo l’ultimo comunicato del Pentagono. Il numero di soldati feriti è aumentato costantemente dall’attacco dell’8 gennaio. [Questi soldati con “lievi ferite” sono stati trasportati in Germania a causa della carenza di aspirina in Iraq?]
Più di 100 militari statunitensi hanno subito un trauma cranico a causa degli attacchi aerei dell’Iran alla base aerea di Al-Assad in Iraq a gennaio, ha detto il Dipartimento della Difesa, oltre il 50% in più rispetto alla cifra che aveva precedentemente divulgato.

Haley Britzky

@halbritz
INBOX: DoD confirms there are now 109 troops have been diagnosed with mild traumatic brain injury from the Iran strikes in January.”This is a snapshot in time and numbers can change,” the statement says.
Il Ministero della Difesa conferma che ora ci sono * 109 * soldati a cui è stata diagnosticata una lieve lesione cerebrale traumatica a seguito degli attacchi dell’ Iran a gennaio. ” Questa è una cifra una tantum e i dati possono cambiare ” , ha detto il comunicato stampa.

L’ultimo conteggio, che è cresciuto costantemente dal bombardamento dell’8 gennaio, è in netto contrasto con l’affermazione dell’amministrazione Trump nelle ore successive all’attacco che nessun americano è stato ferito. Il numero ha anche evidenziato gli effetti invisibili del trauma cranico, che a volte non mostra sintomi per giorni o settimane ma può avere gravi effetti fisici o mentali a lungo termine.
E poiché il bilancio delle lesioni è aumentato, i gruppi di veterani e altri hanno espresso critiche alla Casa Bianca, in parte perché a gennaio il presidente Trump ha minimizzato le lesioni chiamandole ” non molto serie ”.

” Ho sentito che avevano mal di testa e altre cose ” , ha detto Trump in una conferenza stampa il 22 gennaio a Davos, in Svizzera . Non le considero lesioni molto gravi rispetto alle altre lesioni che ho visto . “
Almeno una dozzina di missili sono stati sparati nell’attacco, che era in rappresaglia per l’omicidio di un alto generale iraniano, Qassem Soleimani, ucciso da un attacco di droni americano a Baghdad il 3 gennaio. L’amministrazione Trump ha dichiarato per la prima volta che non ci sono stati feriti, ma una settimana dopo, diversi membri del servizio sono stati esaminati per possibili commozioni cerebrali.
Quindi, pochi giorni dopo le dichiarazioni di Trump a Davos, il ministero della Difesa ha dichiarato che 34 persone hanno subito danni cerebrali. Il numero è stato successivamente aumentato a 50 e poi a 64, con funzionari militari che hanno dichiarato che i sintomi di trauma cranico potrebbero richiedere settimane per comparire.
I ripetuti aggiornamenti hanno provocato indignazione da parte di alcuni veterani e senatori.
” Il numero è in crescita”, ha affermato Paul Rieckhoff, fondatore dei veterani americani in Iraq e Afghanistan, lunedì su Twitter. È tempo che il Congresso richieda un’indagine completa. Il pubblico e le nostre famiglie dei militari hanno il diritto di conoscere la verità . “

Frank Luntz, stratega repubblicano di lunga data, ha dichiarato su Twitter lunedì che una traumatica lesione cerebrale ” può avere effetti debilitanti per tutta la vita “.
” Non dovremmo nascondere le ferite dei nostri veterani solo per fingere di essere invincibili ” , ha detto.

I danni cerebrali traumatici possono derivare da potenti cambiamenti della pressione atmosferica che accompagnano un’esplosione come quella di una testata missilistica. È solo negli ultimi anni che il Pentagono ha fatto uno sforzo considerevole per comprendere queste lesioni.

Base USA devastata in IraqLe dichiarazioni di Trump sembravano riecheggiare sentimenti comuni durante i primi anni delle guerre in Iraq e in Afghanistan, dove le truppe colpite dall’esplosione che erano visibilmente illesi tornarono al lavoro immediatamente, solo per essere colpite dopo da manifeste invalidità a lungo termine per queste esplosioni, settimane e mesi dopo

Il segretario alla Difesa Mark T. Esper ha dichiarato in una conferenza stampa a gennaio che il Pentagono prende queste lesioni “molto sul serio”.

La Casa Bianca non ha risposto immediatamente alle domande lunedì pomeriggio.

Fonte:

Traduzione: Gerard Trousson

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https://www.controinformazione.info/continua-ad-aumentare-il-bilancio-delle-vittime-americane-dellattacco-missilistico-iraniano-alla-base-usa-in-iraq/

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LEGGI ANCHE

SIRIA NEWS.AI MILITARI RUSSI È STATO PERMESSO DI ABBATTERE GLI AEREI ISRAELIANI ALLA MINIMA MINACCIA.

https://www.controinformazione.info/siria-news-ai-militari-russi-e-stato-permesso-di-abbattere-gli-aerei-israeliani-alla-minima-minaccia/
 
 

RUSSIA: ISRAELE HA CERCATO DI UTILIZZARE UN AEREO PASSEGGERI IRANIANO COME SCUDO IN SIRIA

 
https://www.controinformazione.info/russia-israele-ha-cercato-di-utilizzare-un-aereo-passeggeri-iraniano-come-scudo-in-siria/

SIRIA/GEOPOLITICA: ARTICOLI DA AURORA SITO 12 02 2020

Filed under: guerra, siria, turchia — Tag:, , , , , , — mirabilissimo100 @ 2:05 pm

 
F-16 TURCO
 

F-16 turco abbatte elicottero siriano su Idlib

Scritto il12 FEBBRAIO 2020

Military Watch 12 febbraio 2020

Tra le continue ostilità a basso livello tra l’Esercito arabo siriano e le forze armate turche, queste ultime che hanno vasta presenza militare illegale nella provincia d’Idlib, secondo quanto riferito, un F-16 turco abbatteva un elicottero Mi-17 siriano operante nell’area l’11 febbraio. Secondo quanto riferito, il velivolo fu abbattuto da un missile aria-aria AIM-120 AMRAAM da una distanza di circa 60 km. La Turchia appoggia una serie di milizie jihadiste ad Idlib, l’ultima grande roccaforte dell’insurrezione islamista in Siria. La protezione turca a un certo numero di gruppi affiliati ad al- Qaida effettivamente ne impediva la cacciata da parte delle forze siriane e prolungava la guerra nel Paese.

Il video del Mi-17 abbattuto fu ripreso dai terroristi a terra, ma il momento in cui fu colpito non fu ripreso lasciando la natura dell’attacco ambigua. Numerose notizie da fonti russe indicavano che si pensava che l’elicottero fosse stato attaccato da un caccia turco decollato dalla base aerea di Incirlik, dove sono basati gli F-16 che abbatterono un caccia russo nel 2015. Il Mi-17 operava sul territorio siriano, il che significa che se fosse stato un attacco turco costituirebbe un altro atto illegale di aggressione di Ankara. Le forze siriane non effettuavano alcun attacco sul territorio turco e devono ancora rispondere alle operazioni turche sul loro territorio. La Russia ha cercato di mediare il conflitto tra le due parti, ma a volte schierava i suoi avanzati caccia pesanti Su-35 in Siria per intercettare le incursioni turche nello spazio aereo siriano e gli attacchi ai militari siriani.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

CONTINUA NELLA PAGINA

http://aurorasito.altervista.org/?p=10308

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Colonna turca distrutta dall’artiglieria siriana.

La guerra di Erdogan su più fronti nella rischiosa conquista del potere regionale

James M Dorsey, Countercurrents 12 febbraio 2020

 

L’ottica sembra evidente: il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è in conflitto con quasi tutti. Erdogan è contro la Russia in Siria, con truppe turche e siriane sul punto della guerra totale nel nord del Paese devastato dalla guerra , così come in Libia e non ha tratto alcun vantaggio traballando contro il suo presunto alleato russo durante la visita in Ucraina all’inizio di febbraio. Su tutti e tre i punti di scontro, Turchia e Russia testano i limiti di ciò che era sempre nella migliore delle ipotesi una partnership opportunistica e fragile volta a capitalizzare l’apparente interesse degli Stati Uniti in Medio Oriente in chiara riduzione, evidente già sotto il presidente Barak Obama, e in quello di Donald J. Trump che ridefinisce a caso ciò che vede come interessi nazionali degli USA. Se questo non fosse già abbastanza, le relazioni di Erdogan coi suoi alleati statunitensi ed europei sono tese per le azioni unilaterali turche nel Mediterraneo orientale, l’acquisizione da parte della Turchia del sistema antimissile russo S-400 e/o l’intervento militare della Turchia in Siria così come i rifugiati e molto altro. La Turchia ha minacciato di chiudere la base aerea di Incirlik e una stazione radar cruciale a Kurecik se Stati Uniti ed Unione europea non riconoscono ciò che la Turchia considera suoi interessi nazionali. Allo stesso tempo, Erdogan si preoccupa della sua alleanza col Qatar per via dei suggerimenti secondo cui lo Stato del Golfo e l’Arabia Saudita cercano un modo per porre fine al boicottaggio economico e diplomatico del Qatar da guidato dai sauditi da oltre due anni. I rapporti secondo cui i colloqui tra regno e Qatar sono falliti non metterebbero a repentaglio le preoccupazioni di Erdogan cogli Emirati Arabi Uniti, il detrattore più duro del Qatar, che ripristinava i servizi postali con lo Stato del Golfo. La ripresa, mediata dall’Unione postale universale delle Nazioni Unite, fu la prima volta in cui un terzo negoziò un qualche allentamento del boicottaggio.
Potenziandosi, la potente marina di Erdogan , imitando le tattiche cinesi nel Mar Cinese Meridionale, ha aumentato in modo significativo le tensioni nel Mediterraneo orientale inviando forze navali per scortare navi da perforazione turche in acque contese e bloccare le navi dell’esplorazione petrolchimica greche e cipriote nelle acque riconosciuto come loro dal diritto internazionale. La Turchia avvertiva Israele che ha bisogno dell’approvazione turca per costruire insieme a Grecia e Turchia un gasdotto sottomarino per l’Europa. Mentre combatte su più fronti regionali, Erdogan cammina su una corda tesa finemente calibrata, piuttosto che colpire ciecamente contro tutti, supponendo che né Russia né Stati Uniti o, del resto, Qatar, possano permettersi di perdere la Turchia. Allo stesso modo, la Turchia può rischiare di mettere a repentaglio le sue relazioni. Di conseguenza, le mosse conflittuali di Erdogan costituiscono una posta molto alta, in particolare con la presenza militare della Turchia nel nord della Siria, un’area in cui Erdogan non gode della superiorità aerea. Il capo turco scommette su una Russia accondiscendente prima di trattener le forze siriane e premendo per una risoluzione negoziata della crisi. La provocatoria visita di Erdogan a Kiev e il sostegno all’Ucraina nel conflitto con la Russia erano molto più che differenze sull’attacco siriano appoggiato dalla Russia a Idlib, l’ultimo avamposto dei ribelli nel Paese. Preoccupato che l’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014 abbia fermato il dominio marittimo turco sul Mar Nero trasformandolo in un lago russo, Erdogan cercava a Kiev di giocare contro entrambe le parti. L’International Crisis Group avvertiva che nel Mar Nero “l’annessione della Crimea della Russia nel 2014 le ha permesso di espandere la sua potenza navale, proiettare potenza a sud e mutare l’equilibrio strategico a suo favore”. Le coste della Russia sono cresciute da 475 a 1200 chilometri o circa il 25% dopo l’annessione. Si aggiungano i 300 chilometri di coste dell’Abkhazija, una regione georgiana staccata dalla Russia. Nel tentativo di contrastare i progressi della Russia, la scommessa di Erdogan costituisce anche un tentativo di persuadere la NATO a sostenere la Turchia nel Mar Nero, invertendo una politica vecchia di decenni nel mantenere l’alleanza fuori dalla regione.
Con 13 soldati turchi morti nell’ultima settimana in due attacchi siriani contro obiettivi turchi e la Turchia che dichiara di aver ucciso più di 100 soldati siriani per rappresaglia, la mossa di Erdogan sembra aver prodotto dividendi iniziali coll’amministrazione Trump a sostegno del capo turco nella sua alta posta siriana. Un jolly chiave è il grado in cui Erdogan potrebbe ritenere di non avere altra scelta se non quella di acuire oltre quanto vorrebbe, rispondendo ai nazionalisti di estrema destra che accompagnano una parte della sua base elettorale facendo pressione per la guerra in Siria aggredendo il Presidente Bashar al-Assad. “Che cosa aspettate? Non battete ciglio mentre i soldati turchi vengono martirizzati in attacchi compiuti da soldati di un altro Stato”, dichiarava Meral Aksener, capo dell’Iyi o Partito del Bene. Aggiungeva Devlet Bahceli, capo del partner della coalizione di Erdogan, il Partito del movimento nazionalista (MHP): “Assad è un assassino, un criminale e fonte d’ostilità. Non ci sarà pace in Turchia fino a quando Assad non verrà abbattuto dal suo trono. La Turchia deve iniziare i piani per entrare a Damasco ora e annientare tali crudeli”.

Il dott. James M. Dorsey è ricercatore presso la Scuola di studi internazionali S. Rajaratnam della Nanyang Technological University, ricercatore associato presso il Middle East Institute della National University di Singapore e condirettore dell’Institute of Fan Culture dell’Università di Würzburg.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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http://aurorasito.altervista.org/?p=10305

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Colonna turca distrutta dall’artiglieria siriana.

Siria, 10-11 febbraio 2020

Un attacco con razzi colpiva un’area recentemente liberata ad ovest di Saraqib, presso Idlib; l’origine dell’attacco era una base turca di nuova costruzione presso l’ex-aeroporto di Taftanaz. Le unità siriane si schierarono nelle linee difensive impedendo qualsiasi perdita nell’Esercito arabo siriano. In risposta, l’artiglieria siriana colpiva l’origine del tiro nemico eliminando 6 soldati turchi e ferendone altri 4. Il ministero della Difesa turco dichiarava di aver colpito 110 postazioni dell’EAS e un cannone siriano, neutralizzando 101 soldati. Tale affermazione era semplicemente falsa, finora non venivano registrati attacchi all’EAS o a postazioni dell’EAS; ed anche in cao di simili attacchi, l’esercito turco sa benissimo che l’Esercito arabo siriano risponderà in modo decisivo. Ci provò più di una volta e l’EAS dimostrò di rispondere al tiro.
Ancora una volta, finora, non si registravano vittime o feriti nell’EAS, non ci furono attacchi contro l’EAS ed alcun artigliere o pezzi di artiglieria veniva danneggiato, contrariamente alle bugie turche. Ancora una volta, sarebbe meglio per tutti che nessuno testi l’adesione dell’EAS agli ordini. Queste immagini circolano su Internet riguardo ciò che era accaduto alle truppe turche colpite dall’EAS il 2 febbraiom quando le Forze Armate arabe siriane mentre bombardavano le posizioni du al-Nusra ad ovest di Saraqib, colpirono un’unità turca che chiaraente collaborava sul campo con tale gruppo terroristico, e di conseguenza, 7 soldati turchi e un mercenario furono eliminati e numerosi altri soldati rimasero feriti.
Il Ministero degli Esteri della Siria dichiarava l’11 febbraio che il regime turco continua l’aggressione alla sovranità della Repubblica araba siriana, schierando sempre più forze nella provincia di Idlib e bombardando aree popolate e alcune postazioni militari, nel tentativo di salvare i suoi strumenti, i gruppi terroristici sconfitti dall’avanzante EAS. La Siria ribadisce il rifiuto categorico a qualsiasi presenza turca nei territori siriani costituendo la flagrante violazione del diritto internazionale e palese attacco alla sovranità siriana, contraddicendo le intese di Astana e Sochi sulla zona di de-escalation d’Idlib e confermando l’insistenza del regime di Erdogan a mancare di rispetto verso gli impegni e a continuare ad agire al di fuori della legge.
La Siria invita la comunità internazionale ad adottare le misure necessarie per frenare il comportamento aggressivo del regime turco e il suo sostegno illimitato al terrorismo in Siria e Libia. Gli attacchi del regime turco non riusciranno a far rivivere le organizzazioni terroristiche e l’Esercito arabo siriano continuerà a dare la caccia ai resti di tali organizzazioni fin quando non saranno completamente eliminate, riprendendo il controllo di tutte le terre siriane.

Traduzione di Alessandro Lattanzio
 
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SIRIA: NOTIZIE DAL FRONTE 13 02 2020 SPUTNIK NEWS.COM

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Convoglio militare turco in Siria il 2 febbraio 2020

 
LA TURCHIA DISPIEGA FORZE SPECIALI A IDLIB

Le forze turche che operano nel nord-ovest della Siria si sono scontrate con le truppe del governo siriano questa settimana dopo il bombardamento di un posto di osservazione turco nella provincia di Idlib.

La Turchia ha dispiegato unità delle proprie forze speciali a Idlib, in Siria, secondo quanto riferito dall’agenzia turca Anadolu.

Secondo le fonti dell’agenzia di stampa, i mezzi di trasporto truppe delle forze speciali sono stati inviati a Idlib attraverso Reyhanli, una città vicino al confine con la Siria nella provincia turca di Hatay.

Le forze armate turche, come riporta Anadolu, hanno schierato lanciarazzi multipli al confine con la Repubblica araba.

Mosca: truppe siriane combattono i terroristi nel loro territorio

Commentando la situazione a Idlib giovedì, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha sottolineato che Damasco aveva tutto il diritto di condurre operazioni antiterrorismo sul proprio territorio.

“Si tratta di adempiere agli Accordi di Sochi e agli obblighi assunti dalle parti in conformità con questo documento. Inoltre, forse, prima di tutto, stiamo parlando della lotta contro il terrorismo che le forze armate siriane stanno intraprendendo sul territorio del loro paese “, ha detto Peskov, rispondendo alla domanda di un giornalista su un possibile intervento americano nel conflitto siriano.

Mercoledì, il rappresentante speciale degli Stati Uniti per l’impegno in Siria James Jeffrey ha riferito ai media turchi che Washington sostiene gli “interessi legittimi” della Turchia a Idlib.

Il 3 febbraio, cinque truppe turche sono state uccise in scontri con l’esercito siriano, con la Turchia che ha risposto attaccando le posizioni dell’esercito siriano. Martedì, il ministero della Difesa turco ha affermato che sono state distrutte dozzine di unità di fanteria siriane, due carri armati e un sistema antiaereo. Giovedì, l’esercito turco ha riferito di aver “neutralizzato” altri 55 militari siriani.

Mercoledì scorso il ministero degli Esteri siriano ha promesso di continuare a combattere i gruppi terroristici a Idlib e altrove, nonostante le minacce turche, e ha accusato il presidente turco Recep Erdogan di “sostenere, armare e addestrare” organizzazioni terroristiche. Il ministero ha sottolineato che la presenza militare della Turchia sul suolo siriano è illegale.

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https://it.sputniknews.com/mondo/202002138720394-turchia-dispiega-forze-speciali-a-idlib/

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Tensioni ad Idlib dovute a mancato rispetto accordi della Turchia – ministero Difesa russo

Il dicastero militare di Mosca è intervenuto per rispondere alle dichiarazioni di Ankara relative a presunti attacchi contro i civili nella provincia siriana di Idlib da parte dei militari russi.

La crisi ad Idlib è nata per il mancato rispetto da parte della Turchia degli obblighi relativi alla dissociazione dei combattenti dell’opposizione armata moderata con i terroristi, ha affermato il ministero della Difesa russo.

“La vera causa della crisi nella zona di de-escalation di Idlib è, sfortunatamente dovuta al fallimento dei nostri colleghi turchi di adempiere agli obblighi per dividere i combattenti dell’opposizione moderata dai terroristi di Jebhat al-Nusra che occupano queste aree”, si afferma nella nota.

Il dicastero militare ha inoltre affermato che le dichiarazioni della Turchia in merito al presunto attacco dell’esercito russo contro civili nella zona di de-escalation di Idlib non sono vere.

“Le attività del contingente militare russo e soprattutto del Centro russo per la riconciliazione delle parti siriane in conflitto nella zona di de-escalation di Idlib si implementano esclusivamente sulla base degli accordi di Sochi”, ha aggiunto il ministero della Difesa.

“Armi agli islamisti di Idlib arrivano dalla Turchia”

L’escalation ad Idlib è dovuta ad armi e munizioni importate dalla Turchia a beneficio dei gruppi ribelli, ha dichiarato oggi il ministero della Difesa russo.

Secondo i militari russi, la causa dell’aggravamento sono stati gli attacchi compiuti ripetutamente dai terroristi e registrati da Russia e Turchia contro le vicine aree pacifiche della Siria, che hanno provocato la reazione delle forze fedeli al presidente Bashar Assad.

“E’ a seguito delle provocazioni nella zona di de-escalation ad Idlib dei gruppi terroristici che si nascondono dal fuoco di ritorsione delle forze governative siriane sfruttando scudi umani che oggi la popolazione civile soffre. La situazione è notevolmente aggravata dal trasporto di armi e munizioni nella zona di de-escalation attraverso il confine turco-siriano, così come dall’ingresso dei convogli che entrano nel territorio provincia siriana di Idlib con veicoli corazzati e truppe turche”, si legge nel comunicato.

“Nessun aumento del flusso di profughi da Idlib”

Le notizie relative a presunti massicci esodi di sfollati dalla zona di de-escalation di Idlib in Siria non sono fondate, ha affermato il ministero della Difesa russo.

“Le notizie di presunti massicci flussi di profughi dalla zona di de-escalation di Idlib non hanno fondamento. Una parte significativa degli abitanti della provincia di Idlib lascia in sicurezza le aree pericolose e si dirige verso le zone controllate dal governo siriano”, si afferma nella nota.

Si sottolinea che l’arteria di trasporto più importante della Siria, l’autostrada M5 che collega l’importante città settentrionale di Aleppo con le città meridionali del Paese come Hama, Homs e Damasco, è stata ora liberata dai terroristi. Si rileva che grazie a questo la ripresa della vita civile in Siria accelera significativamente.

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https://it.sputniknews.com/politica/202002128717345-tensioni-ad-idlib-dovute-a-mancato-rispetto-accordi-della-turchia—ministero-difesa-russo/

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