Mirabilissimo100’s Weblog

novembre 24, 2012

PREDICATORE MUSULMANO TORTURA ED UCCIDE LA FIGLIOLETTA

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LEGGO.IT

PREDICATORE TV TORTURA E UCCIDE
LA FIGLIOLETTA DI CINQUE ANNI

 
 

 

 
Martedì 13 Novembre 2012 – 13:42

RIYAD – Lamaa, di 5 anni, è morta in ospedale per un’emorragia dopo essere stata torturata dal padre, noto predicatore televisivo in Arabia Saudita. La madre ha raccontato che la piccola è stata ricoverata per una frattura al cranio e numerose lesioni. Il padre, Faihan al-Gamer,  è stato arrestato. Popolare personaggio televisivo, i suoi sermoni sono spesso trasmessi dalle tv satellitari arabe. 
“Ha torturato Lamaa in tutti i modi”, ha affermato la donna, divorziata dal marito. La bambina nelle scorse settimane aveva trascorso un periodo con il padre in base a un accordo tra i genitori, ma non è mai tornata dalla madre che l’aveva in affidamento. Secondo il referto medico, Lamaa è stata torturata con colpi di frusta, scosse elettriche e addirittura con un ferro da stiro arroventato. 

 

http://www.leggo.it/news/mondo/predicatore_tv_tortura_e_uccide_la_figlioletta_di_cinque_anni_video/notizie/202449.shtml

 

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dicembre 20, 2011

OLANDA: TV-REALITY-I CONDUTTORI CANNIBALI!

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REALITY CHOC, I CONDUTTORI
MANGIANO CARNE UMANA

 
Martedì 20 Dicembre 2011 – 10:18

AMSTERDAM – È vero che gli ascolti sono tutto per un programma televisivo, ma forse ci sono dei limiti che non andrebbero oltrepassati. Nel reality olandese Proefkonijnen (che significa cavie) i presentatori si sottopongono a delle prove per rispondere a delle domande sui principali tabù dell’essere umano.  La cosa macabra è che nell’ultima puntata i due, Danny Storm e Valerio Zeno, hanno dovuto fare i “cannibali”.  Un chirurgo ha prelevato un pezzo della loro carne, dalla pancia di uno e dal sedere dell’altro, carne che poi è stata soffritta da un cuoco e mangiata in diretta tv. La puntata ha fatto molto scalpore, anche se l’idea era di “cattivo gusto”, i due concorrenti non dovrebbero rischiare nulla dal punto di vista legale. Infatti, secondo la legge olandese, il cannibalismo come è stato praticato non dovrebbe violare alcun articolo, al massimo rischia qualcosa il medico chirurgo che ha partecipato, tagliando i lembi di carne dei due. Storm e Zeno sono rimasti felici dell’esperienza: «La carne umana non è male, anche se con qualche condimento in più si poteva migliorare. Il difficile è guardare un amico mentre stai mangiando un pezzo di lui». 

 

http://www.leggo.it/articolo.php?id=154642

novembre 20, 2011

LA TV INGLESE BBC CAMBIA LE DATE SOSTITUENDO IL D.C. CON “ERA COMUNE”

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A chi dà fastidio il d.C?

Domenica 13 Novembre 2011 22:45
 

Un’ossessione. Come definirla diversamente?In Europa, dopo le campagne per la rimozione dei simboli cristiani nei luoghi pubblici e dei canti natalizi a scuola, la nuova frontiera della battaglia per la “laicità dello Stato” si sposta sul calendario. Nel mirino finiscono le sigle a.C. (avanti Cristo) e d.C. (dopo Cristo).

La tivù pubblica inglese Bbc ha già deciso di modificare nelle trasmissioni di storia la definizione delle date aggiungendo al numero dell’anno la generica espressione “era comune”. Questo perché, secondo gli illuminati dirigenti dell’emittente britannica, il riferimento a Gesù Cristo nell’indicazione delle date potrebbe offendere la sensibilità dei credenti di altre religioni.

Va bene che in Inghilterra c’è ancora la monarchia, ma in questo caso la TV inglese sembra davvero più realista del re. O più semplicemente ridicola, perché nella multietnica e multireligiosa società inglese né mussulmani, né indù, né rappresentanti di altri religioni avevano mai posto il problema. Evidentemente però a qualcuno il fatto che la nascita di Gesù Cristo continui ad essere il crinale in cui si divide la Storia dà fastidio a prescindere.

A dire il vero i precedenti tentativi di cambiare la datazione, in modo ancor più radicale, non mancano. Ci provò la Rivoluzione francese che varò un nuovo calendario nel quale il computo cronologico cominciava dal fatidico 14 luglio 1789; le feste cristiane (compresa la domenica) furono cancellate e sostituite con quelle “rivoluzionarie”.

Sulla stessa scia si mosse Lenin che nel 1929 istituì un suo calendario azzerando la precedente datazione. Il conteggio degli anni si fece ripartire dalla Rivoluzione d’Ottobre e le settimane furono articolate in cinque giorni. Sul piano pratico il risultato fu fallimentare perché a un certo punto in Unione Sovietica non si riuscì più a capire in che giorno si fosse rispetto al resto del mondo. Perciò nel 1940 il calendario rivoluzionario fu abolito.

In Italia una nuova datazione fu sancita da Mussolini che introdusse “l’era fascista” indicata in numeri romani, a partire dall’anno della marcia su Roma. Questa numerazione, come è risaputo, non andò molto lontano…

E’ prevedibile che anche “l’era comune”, escogitata dalle teste pensanti della Bbc, non farà molta strada. Non è invece da escludere che in Europa in un futuro non troppo lontano ci si trovi a conteggiare gli anni a partire dall’Egira di Maometto, cioè secondo il calendario islamico. Purtroppo però i nostri indefessi paladini dello “Stato laico” non potranno festeggiare la definitiva rimozione dei richiami al Cristianesimo nella sfera pubblica. Per il semplice fatto che in questo caso saranno rimossi pure loro.

Civis 4

Ultimo aggiornamento Domenica 13 Novembre 2011 22:45

http://www.nichelino.com/content/index.php?option=com_content&view=article&id=2104:a-chi-da-fastidio-il-dc&catid=83:civis&Itemid=460

agosto 19, 2011

UFO: UN OGGETTO NON IDENTIFICATO RIPRESO IN DIRETTA TV A LONDRA

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LEGGO.IT

GB,UN MISTERIOSO OGGETTO
PASSA IN DIRETTA TV -VIDEO

Giovedì 18 Agosto 2011 – 19:03
Ultimo aggiornamento: 19:04
                  

A sinistra l'oggetto volante

LONDRA – «Ma di cosa si tratta? Un Ufo? Un uccello? Un aereo?». Questa è la domanda che è balzata in testa a molti telespettatori inglesi, mentre assistevano ad un’intervista a Tom Watson, parlamentare laburista, sul canale Channel 4. In effetti un oggetto volante sorvola Westmister a velocità supersonica, senza che si riesca a capire di cosa si tratti. Channel 4 ha pubblicato questo video su Youtube, non per aumentare le voci sugli oggetti volanti non identificati, ma per chiedere il parere dei telespettatori.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

febbraio 24, 2011

Discorso di Gheddafi in tv : “Resterò fino alla morte”

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Rainews24.it

Discorso di Gheddafi in tv : “Resterò fino alla morte”

 

Tripoli, 22-02-2011

Gheddafi ha parlato alla nazione in un lungo discorso trasmesso dalla tv libica, a tratti sconnesso, pronunciato tra le rovine dell’edificio bombardato da Reagan nel 1986. Ha chiamato tutti a uscire dalle case e ad attaccare i manifestanti. Ha detto che i rivoltosi meritano la morte, perché sono agenti di potenze straniere. Ha citato l’Italia e gli Stati Uniti come mandanti, e ha annunciato una repressione sanguinosa, come Fallujah, come Tienanmen.

L’immagine libica è stata distorta per servire il diavolo, ha detto. Ripercorrendo la storia del suo Paese, Gheddafi ha anche voluto ricordare di come “anche l’Italia sia stata sconfitta sul suolo libico”. Gheddafi ha accusato potenze straniere di aver aizzato e pagato i giovani del suo Paese per farli combattere, per causare caos e distruggere la sua persona.

Insomma un Gheddafi che sfida la piazza e la comunità internazionale, e che non solo non si dimette ma annuncia che resterà fino alla fine, a guidare il popolo libico.
Leader di una rivoluzione
Gheddafi non è solo un presidente, è il leader di una rivoluzione, che significa sacrificio fino alla fine della vita. Abbiamo costruito e irrigato insieme questo Paese”. “Io morirò come un martire, come mio nonno”.

“Vogliono rovinare la vostra immagine nel mondo”. “La vostra immagine è distorta nei mass media arabi per umiliarvi”.

“Tutte le nazioni africane ci considerano l’America, coloro che guidano il mondo, e anche le superpotenze hanno una buona considerazione del nostro Paese”.

“Io sono un rivoluzionario. Ho portato la vittoria in passato di questa vittoria si è potuto godere per generazioni”.
Pagati per combattere
“I giovani non hanno colpa, vogliono solo imitare la Tunisia e l’Egitto. Sono pagati per combattere, è stato ordinato loro di fare caos e distruggermi”.

“Le tribù libiche sono tribù d’onore, tutti con lo stesso grido. Abbiamo sfidato gli Usa e le grandi nazioni nucleari e abbiamo vinto. L’Italia si è trovata sconfitta dalla Libia, io sono sempre stato alla guida del Paese e questo no può cambiare”.
Il nostro paese potrebbe diventare come l’Afghanistan. Andate in strada, cacciate i rivoltosi. Sono un gruppo di terroristi. Potrebbero arrivare gli americani. Non vogliono me, vogliono la Libia. Non abbiamo ancora fatto uso della forza, ma lo faremo. “Gheddafi resisterà: libertà, vittoria, rivoluzione!”.
“Giovani drogati”
Quel che è accaduto qui assomiglia a quel che è accaduto in Tunisia e in Egitto”, ha detto il presidente libico Muammar Gheddafi in un discorso tv. “In Tunisia e in Egitto hanno dato ai giovani delle pillole per drogarli”, ha aggiunto il colonnello al potere dal 1969, secondo cui nei giorni scorsi in Libia “solo pochi giovani drogati hanno attaccato alcune caserme di polizia”.
Sì a riforme ma una Tiananmen per chi protesta
Muammar Gheddafi ha minacciato di sedare le proteste dei “ribelli” con una risposta “simile a Tiananmen” e di “bonificare la Libia casa per casa”. Nel discorso trasmesso in diretta dalla televisione libica, il colonnello ha aggiunto che non ha “nulla in contrario” al fatto che “il popolo faccia” una nuova Costituzione e nuove leggi e ha affermato che domani, se così si desidera, può nascere una “nuova Giamahiria” (repubblica) nel Paese. “I libici sono liberi perché il potere è in mano al popolo”, ha sottolineato.
E intanto bombardamenti
Proprio nei minuti in cui il colonnello parlava, al Jazira ha dato la notizia che aerei da guerra dell’esercito libico stavano bombardando una dopo l’altra diverse zone di Tripoli, causando “molti morti” e che in molte zone della città si erano visti elicotteri che scaricavano mercenari.

Ma ormai le notizie si accavallano e molte sono difficili da verificare. Human Rights Watch ha detto che almeno 62 morti sono stati portati negli obitori da domenica, ma altre fonti parlano di “cadaveri nelle strade” e circa 300 vittime nella sola Bengasi, negli ultimi giorni. Mentre la rivolta a Tripoli è repressa con le bombe, continua l’emorragia nel copro diplomatico libico nel mondo.
Esodo
E intanto praticamente tutti gli Stati stranieri, compresa l’Italia, stanno organizzando un’evacuazione d’emergenza dei propri cittadini. L’esodo è però frenato da obiettive difficoltà: non solo per gli scontri e la repressione tuttora in corso, ma anche per ostacoli logistici. La pista dell’aeroporto di Bengasi è stata resa inutilizzabile dai combattimenti. E il timore adesso è che un”ondata di clandestini, in fuga dalle violenze, si riversi in Europa.
Testimoni: oltre mille i morti
Sono oltre mille i morti a Tripoli durante i bombardamenti sulla folla di manifestanti scesi in piazza per protestare contro il regime di Muammar Gheddafi. A riferirlo è il presidente della Comunità del Mondo Arabo in Italia (Comai) Foad Aodi, che è in costante contatto, da Roma, con alcuni testimoni in Libia. “Manca l’energia elettrica e i medicinali negli ospedali”, ha riferito ancora Aodi, che ha rivolto un appello al governo italiano affinchè si mobiliti “per un aiuto economico e con l’invio di medicinali in Libia. Il governo non rimanga in coma, sordo e cieco, alla rivoluzione che è in atto in queste ore”.
Napolitano: basta repressione
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – si legge in una nota del Quirinale – sta seguendo con attenzione le drammatiche notizie provenienti dalla Libia che riferiscono di un già pesante bilancio di vittime fra la popolazione civile. Il Capo dello Stato sottolinea come alle legittime richieste di riforme e di maggiore democrazia che giungono dalla popolazione libica vada data una risposta nel quadro di un
dialogo fra le differenti componenti della società civile libica e le autorità del Paese che miri a garantire il diritto di libera espressione della volontà popolare.
Viceversa la cieca repressione che colpisce in modo indiscriminato la popolazione non fa che allontanare il Paese da quel cammino di pace e prosperità necessario ad
assicurare il benessere del popolo libico. Il presidente Napolitano auspica pertanto l’immediata cessazione delle violenze e invoca una rinnovata determinazione negli sforzi volti a restituire al popolo libico la speranza in un futuro migliore.
Addio colonnello
La repressione delle proteste in corso in Libia ha portato alle dimissioni gli Ambasciatori libici di Stati Uniti, Nazioni Unite, Lega Araba, Australia, Indonesia,
Malaysia, India, Cina e Bangladesh. Molti di loro hanno dichiarato di voler sostenere i manifestanti, chiedendo l’intervento della comunità internazionale contro quello che un diplomatico all’Onu ha definito un “genocidio”.

L’Ambasciatore negli Usa, Ali Aujali, ha invitato il leader libico Muammar Gheddafi, a dimettersi, “per dare al popolo l’opportunità di forgiare il proprio futuro”. Più dure le parole pronunciate dal vice-Ambasciatore libico presso le Nazioni Unite, Ibrahim Dabbashi: “Il tiranno Muammar Gaddafi ha ammesso pubblicamente, attraverso i suoi figli, quanto disprezzi la Libia e il popolo libico. Si tratta di fatto di una dichiarazione di guerra contro il popolo libico. Il regime di Gheddafi ha già
iniziato il genocidio contro il popolo libico”.

In Bangladesh si sono invece perse le tracce dell’Ambasciatore A. H. Elimam, che ha presentato le dimissioni la scorsa notte. Stando a quanto appreso dalla tv araba al Jazeera, il diplomatico si sentiva minacciato da un agente dell’intelligence presente in
Ambasciata, originario dello stesso villaggio di Gheddafi. Lo stesso Elimam aveva ammesso di temere per la sicurezza della sua famiglia, in Libia.
I risvolti italiani
Qualcuno grida allo scandalo per la tardiva presa di distanze di Silvio Berlusconi dal Colonnello Gheddafi accolto in pompa magna a Roma in occasione dell’ultima visita di Stato. Qualche altro ricorda Massimo D’Alema che aspettava fuori dalla tenda dello stesso Gheddafi a Villa Pamphili, nel giugno 2009, dopo che il rais aveva boicottato un incontro a Montecitorio. Nessuno può dimenticare che l’Italia è il primo importatore di petrolio libico e il terzo di gas. L’incertezza che grava sul regime libico apre interrogativi sul futuro delle relazioni fra Roma e Tripoli in un eventuale dopo Gheddafi.
Forniture di gas al sicuro
Nonostante la situazione politica non sembri migliorare, sul fronte energetico l’Italia può stare sicura. L’Eni ha temporaneamente temporaneamente sospesa la fornitura di gas attraverso il gasdotto Greenstream, ma tanto il ministero dello Sviluppo economico che il colosso petrolifero hanno assicurato che non c’è nessun problema per gli approvigionamenti, anche considerando il fatto che la Libia soddisfa circa il 10% del fabbisogno del nostro Paese.
Ma quale genocidio
La tv di Stato smentisce questa mattina le voci di “massacri” nel paese anche se dal mondo arabo e dagli Stati Uniti si moltiplicano le voci di condanna per la sanguinosa repressione del regime del colonello. “Dicono che vi siano stati massacri in diverse città e villaggi della Libia. Dobbiamo lottare contro queste menzogne e semplici
voci che sono gli strumenti di una guerra psicologica” dice il sottotitolo che viene continuamente trasmesso su banda rossa sulla televisione Al-Jamahiriya. Queste informazioni, prosegue la scritta “vogliono distuggere il vostro morale, la vostra
stabilità, le vostre ricchezze”.
Basta 
Il segretario di Stato Usa Clinton ha intimato al governo libico di mettere fine al “bagno di sangue” e la repressione libica è condannata con forza oggi
anche da Hamas e dall’Iran. “Condanniamo con forza la repressione organizzata dal regime del colonnello Gheddafi contro il proprio popolo… – dice Hamas –
Il regime ha fatto intervenire l’aviazione contro la folla e noi invitiamo il popolo palestinese, i musulmani e gli arabi a condannare questi massacri”.

Sulla stessa lunghezza d’onda la repubblica islamica iraniana. “Le violenze estreme utilizzate contro il popolo libico sono inaccettabili e noi le condanniamo”, ha dichiarato Mehmanparast, portavoce del ministero degli esteri “Le notizie sui raid aerei compiuti contro dimostranti e quartieri residenziali e il massacro d’ innocenti sono spiacevoli e sorprendenti, chiediamo alle organizzazioni internazionali di agire per fermarli”.
Stop alle operazioni nei porti mercantili
Sono state sospese le attività nei principali porti mercantili libici a causa delle violenze nel Paese. Lo riferiscono fonti di società marittime che operano nel Paese, precisando che si tratta in particolare dei porti di Tripoli, Bengasi e Misurata.
Condanne internazionali 
E mentre la Casa Bianca è tornata a condannare “la spaventosa violenza”, in serata torna a riunirsi il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, a porte aperte, per ascoltare dalla viva voce dei libici che cosa stia accadendo.
Tripoli esclusa dalle riunioni della Lega Araba
La Lega Araba chiude le porte alla Libia. Tripoli sarà esclusa da tutte le riunioni dell’organizzazione fino a quando non risponderà alle richieste dei manifestanti e fino a quando continueranno le violenze che hanno causato centinaia di morti.
Clinton: no a violenze, rispetto dei diritti umani
Gli Stati Uniti condannano le violenze in Libia e chiedono il rispetto assoluto dei diritti umani. Lo ha detto il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton.

Gli Stati Uniti – ha detto – “faranno i passi appropriati” per quanto riguarda la Libia, in accordo con la comunità internazionale, “per far rispettare i diritti umani” in Libia.

Hillary Clinton ha chiesto una transizione senza violenza verso la democrazia in Libia.

Ministro dell’Interno libico si unisce ai dimostranti
Il ministro dell’Interno libico Younis al-Obeidi si è dimesso e ha annunciato il suo sostegno alla “rivoluzione del 17 febbraio”. Obeidi ha infatti esortato l’esercito a sostenere il popoli libico e a rispondere alle “domande legittime” della gente.

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=150325

novembre 2, 2010

Bimba travolta da tv: è gravissima

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 5:37 pm

TG.COM

Bimba travolta da tv: è gravissima

2/11/2010

L’incidente è accaduto nel Reggiano

 

Una bambina di due anni, figlia di immigrati dell’Est europeo, è ricoverata in rianimazione a Parma dopo essere stata travolta dal televisore di casa e dal carrello che lo sorreggeva. E’ successo a Brescello, nel Reggiano. L’incidente è accaduto mentre il padre dormiva e la madre era occupata in piccole faccende domestiche. La bimba ha riportato gravissime lesioni che hanno interessato soprattutto il capo.

http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo494874.shtml

agosto 28, 2010

CILE: IN TV LE PRIME IMMAGINI DEI MINATORI

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , — mirabilissimo100 @ 11:08 pm
LA STAMPA.IT
 
27/8/2010 (8:10) – VOCI DAL CILE
 
In tv le prime immagini dei minatori
 
«Siamo organizzati, stiamo bene, salutiamo tutti». Il video subito mostrato alle famiglie
COPIACO
La televisione cilena ha diffuso ieri sera le prime immagini del gruppo di 33 minatori bloccati da 21 giorni nella miniera di rame di San José, nel nord del Cile: le immagini, trasmesse da Tvn ed estratte da un video della durata di circa 45 minuti, mostrano i minatori in buone condizioni e sono già state visionate dai familiari.

«Siamo molto organizzati», spiega uno dei minatori, petto nudo e barba folta, mostrando un angolo farmacia fornito di alcool, medicine, deodoranti e dentifricio in pasta. «Da qui prediamo l’acqua per lavare i denti e il viso», ha aggiunto il minatore, mostrando un bidone. «E qui c’è un angolo per il divertimento, dove ci riuniamo tutti i giorni, dove facciamo progetti (…). E poi c’è anche un luogo dove preghiamo», ha proseguito il minatore, mostrando alle telecamere ogni angolo. Le immagini sono state filmate da una microcamera arrivata fino a loro tramite una sonda. «Saluto la mia famiglia», dice uno dei 33 minatori. «saluto tutto il mondo», gli fa eco un altro, aggiungendo: «saluto tutti, specialmente coloro che si stanno adoperando per concludere con successo» le operazioni di soccorso.

I minatori sono bloccati a 700 metri di profondità dal 5 agosto scorso, a causa di una frana. I soccorritori sono riusciti a entrare in contatto con loro, accertandosi che sono tutti in buona salute. Tuttavia, le operazioni per tirarli fuori dalla miniera potrebbero durare anche quattro mesi. Intanto i familiari di uno dei 33 minatori hanno annunciato che denunceranno i proprietari della miniera di San José e tutti i responsabili «che non hanno fatto il loro lavoro». «Non penso a un risarcimento finanziario, ma voglio mettere di fronte alle loro responsabilità non solo i proprietari della miniera, ma anche tutti coloro che non hanno fatto il loro lavoro», ha detto alla stampa Carolina Narvarez, la moglie di Raul Bustos, uno dei minatori.

 
 
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201008articoli/57982girata.asp
 

agosto 13, 2010

In tv il Gesù degli Hezbollah: mai morto in croce, mai risorto

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 9:40 pm
In tv il Gesù degli Hezbollah: mai morto in croce, mai risorto
 
 

al Manar è molto seguita in Libano

Beirut, 13-08-2010

Conforme al Corano, e questo è quello che conta. Il Gesù televisivo degli Hezbollah non piace a tutti, in Libano, ma poco importa: si salva dalla croce e al suo posto viene crocifisso Giuda. E quando più tardi muore, non risorge.

‘Il Cristo’
In Libano, l’emittente privata NBN e al-Manar, la tv di Hezbollah, stanno trasmettendo una fiction televisiva a puntate liberamente ispirata alla vita di Gesù,
prodotta da una tv iraniana. Nella comunità cristiana del paese la fiction è avvertita come un vero e proprio oltraggio: “Questo e’ il piu’ grande insulto a Gesu’ Cristo e alla sua Chiesa”, ha tuonato il vescovo Beshara Raii, della chiesa maronita di
Jbeil, in un’intervista al sito Naharnet.

Offesi
Il religioso si e’ fatto portavoce del malcontento che serpeggia in tutta la comunità cristiana libanese, legato soprattutto al fatto che la ricostruzione della vita di Gesu’ nella fiction e’ stata fatta in gran parte sulla base del Vangelo di Barnaba, un vangelo apocrifo, non riconosciuto dalla Chiesa. Secondo il vescovo Raii, la fiction trasmessa dalla tv del movimento sciita guidato da Hassan Nasrallah è una “distorsione dell’ideologia cristiana” e per questo la sua messa in onda va interrotta.

Conforme al Corano
Una richiesta rivolta ai responsabili di al-Manar e di NBN, con la motivazione che ‘Il Cristo’ “mina le fondamenta di tutte le religioni e alimenta contrasti”. Ma le due tv hanno respinto la richiesta al mittente e la fiction, proprio in questi giorni, continua
a essere nel loro palinsesto. “Non colpisce affatto i cristiani – ha assicurato Qassem Sweid, direttore generale di NBN – Ci siamo accertati che sia stata prodotta in conformità al Corano, non c’è alcune ragione che possa indurci a sospenderne la messa in onda”.

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=144019

 

febbraio 11, 2010

SANT’AGOSTINO DI CHRISTIAN DUGUAY

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , , , — mirabilissimo100 @ 7:46 pm
 

Il peccatore che divenne Santo

Recensione del film Sant’Agostino (2010)

a cura di Luciana Morelli 
Attraverso lunghi flashback tra vecchiaia e gioventù il film tv ci racconta Sant’Agostino non facendone un preciso ritratto storico bensì una biografia romanzata di uno dei primi uomini di fede che ha insegnato al mondo ad interrogarsi sul rapporto tra fede e ragione, sull’esistenza di Dio, sul bene e sul male, sulla relazione tra tempo, eternità e creazione.
Il peccatore che divenne Santo
L’esistenza contraddittoria e travagliata di Sant’Agostino, il più grande teologo del primo millennio, diventa un film tv in due puntate in onda stasera e domani su Raiuno in prima serata contro Amici di Maria de Filippi e Grande Fratello. Protagonisti nel ruolo di Agostino più e meno giovane, il bello di Rivombrosa Alessandro Preziosi e il grande Franco Nero, che incarnano rispettivamente il peccatore, blasfemo, passionale ambizioso e carnale Agostino e il saggio uomo di fede, convertito, dotto e divenuto un Vescovo vicino e devoto ai fedeli della sua terra.
Nonostante la madre Monica (Monica Guerritore) fosse una praticante cristiana che da sempre aveva cercato di inculcargli i misteri di Dio, Agostino aveva deciso di abbandonare le sue radici e gli insegnamenti familiari per dedicarsi ad una vita lasciva, dedita al successo personale e alla lussuria per poi trovarsi intorno ai 30 anni a rimettere in discussione tutto il suo percorso autocelebrativo e convertirsi al Cristianesimo divenendone uno dei massimi esponenti.

Figura semplice, dotata di grande umanità, provocatoria e anche molto contemporanea, Sant’Agostino diventa protagonista di un kolossal per la tv a 1600 anni dalla sua morte, una fiction che senza la pesantezza degli storicismi ricostruisce alla perfezione costumi, città romane e un’epoca di totale stravolgimento, dalla sua nascita a Tagaste nel 354 fino alla sua morte sopraggiunta nel 430 nella provincia romana di Ippona, per mano dei Vandali di Genserico, passando per i suoi studi a Cartagine, la sua storia con Khalidà l’unica donna che amerà veramente, Khalidà, e che gli regalò un figlio, fino alla sua conversione avvenuta dopo l’esperienza di oratore alla corte imperiale di Milano sotto gli occhi del Vescovo Ambrogio, figura importantissima per il suo percorso di conversione e testimone delle sue vicissitudini esistenziali nonchè della risposta di Agostino alla chiamata di Gesù Cristo.

Alessandro Preziosi nella fiction Sant'Agostino Attraverso lunghi flashback tra vecchiaia e gioventù il film tv ci racconta Sant’Agostino non facendone un preciso ritratto storico bensì una biografia romanzata di uno dei primi uomini di fede che ha insegnato al mondo ad interrogarsi sul rapporto tra fede e ragione, sull’esistenza di Dio, sul bene e sul male, sulla relazione tra tempo, eternità e creazione.
Quattro set per scenografie particolareggiate e studiate sin nei minimi dettagli, migliaia di costumi e gioielli realizzati con stoffe e gemme tra le più preziose del mondo caratterizzano il look di questo vero e proprio kolossal televisivo che si avvale di un cast internazionale e del talento di un regista, Christian Duguay che con un buon uso della camera a mano e con tocchi di classe dietro la macchina da presa anche nelle scene panoramiche dimostra tutto il suo talento. Già autore della trasposizione televisiva di Giovanna d’Arco e della storia di Coco Chanel, Duguay ha studiato a lungo i mosaici delle chiese di Ravenna e dintorni prima di dirigere Sant’Agostino e di dare precise indicazioni a costumisti e scenografi per la costruzione dei set delle quattro città principali in cui si svolge l’azione.

Alessandro Preziosi in una scena del film TV su Sant'Agostino Non una fiction d’azione, non una fiction per tutti, ma sicuramente un prodotto ben scritto e ben recitato dagli attori tutti, molto parlato e ricco di momenti emozionanti. Attraverso questo film di altissimo livello la Rai offre al suo pubblico più sofisticato e curioso l’opportunità di entrare nel mondo di Sant’Agostino, una figura che non vive solo nei suoi scritti e nelle pagine dei libri di scuola ma che incarna meglio di chiunque altro la figura dell’uomo moderno che ha saputo scoprire se stesso e gli altri attraverso la parola di Gesù Cristo.
Girata tra Hammamet, Monastir, e gli studi tunisini Empire Studios e prodotta dalla Lux Vide, società che storicamente ha dedicato tutta la sua attività ormai ventennale alla produzione di fiction tv su personaggi storici e religiosi di grande impatto sulle masse – basti pensare ai film tv su Fatima, Geremia, Giacobbe, Giovanni Paolo II, Padre Pio e Papa Giovanni XXIII – questa miniserie in due puntate si trova per uno scherzo del destino a scontrarsi con un palinsesto concorrente alquanto blasfemo. Sant’Agostino arriva infatti a una settimana dall’incidente di percorso del Grande Fratello, una sorta di risposta della Divina Provvidenza alla bestemmia che ha fatto salire alle stelle lo share del reality condotto dalla Marcuzzi. Dio vede e poi provvede, anche in tv.

 

Ali Agca, l’attentatore del Papa, nel “Ballando con le stelle” turco?

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , — mirabilissimo100 @ 7:34 pm

Ali Agca, l’attentatore del Papa, nel “Ballando con le stelle” turco?

pubblicato: giovedì 28 gennaio 2010 da Gabriele Capasso in: Notizie
 
 
Ali Agca, appena scarcerato dopo 29 anni di reclusione, aveva annunciato di “essere Gesù Cristo” e di poter annunciare a breve “la fine del mondo“, è stato ritenuto “non idoneo” a svolgere il servizio di leva nell’esercito, ma potrebbe diventare un ballerino nella versione turca di Ballando con le stelle. Questa l’incredibile notizia riportata dal quotidiano Milliyet e confermata da Fatih Aksoy, presidente della Medyapim, società che produce il programma.Il compenso per la partecipazione allo show sarebbe di 500 mila dollari, cosa se ne faccia di questi soldi Gesù Cristo versione 2.0 è difficile stabilirlo, avrà evidentemente problemi nel moltiplicare pani e pesci. L’attentatore di Giovanni Paolo II, ex appartenente al gruppo terroristico dei Lupi Grigi, dopo la Grazia concessagli dal Presidente Ciampi venne estradato in Turchia per scontare i 10 anni di condanna per l’omicidio di Abdi Ipekci, giornalista e direttore proprio del quotidiano Milliyet.

Il suo caso ricorda un po’ quello di Graziano Mesina, il celebre bandito sardo che per qualche settimana ha rischiato di finire fra i naufraghi dell’Isola dei Famosi 7 prima che le polemiche sulla sua partecipazione consigliassero la rete e la produzione ad una rinuncia.

http://www.tvblog.it/post/17961/ali-agca-lattentatore-del-papa-nel-ballando-con-le-stelle-turco

Ali Agca ballerino in TV?

di Gerardo Larosa – Venerdì 29 Gennaio 2010 alle 18:39
 

Ali Agca non smette mai di stupire e, secondo il quotidiano Milliyet, potrebbe far parte del cast del “Ballando con le stelle” turco.

Agca potrebbe intascare, per questa sua ospitata, ben 500 mila dollari. Non male per un ex terrorista.

Che l’attentatore di Papa Giovanni Paolo II fosse alla ricerca di un restyling della propria immagine si era capito, ma nessuno avrebbe mai immaginato che la sua riabilitazione potesse avvenire grazie a un programma TV.

Fatih Aksoy, il produttore del “Ballando con le stelle” turco, conferma l’indiscrezione:

Abbiamo parlato dell’ingaggio di Agca ma non abbiamo ancora fatto la nostra offerta ufficiale. Alcuni erano favorevoli e altri contrari alla partecipazione di Agca al programma. Alla fine la proposta è passata. Non vedo dove sia il problema. Agca ha scontato tutta la sua pena ed è uscito dal carcere.

All’inizio Agca avrebbe dovuto far parte della giuria della trasmissione. Successivamente Aksoy ha ritenuto opportuno farlo esibire come ballerino.

Insomma, il caso Agca continua a suscitare dibattiti e polemiche. Dalla sua scarcerazione, avvenuta lo scorso 18 gennaio, a oggi, il turco non ha fatto altro che rilasciare dichiarazioni sconcertanti: prima ha annunciato la fine del mondo, poi ha ribadito di essere Gesù Cristo in terra. Infine, ha promesso di riportare Emanuela Orlandi viva ai suoi familiari. Nel frattempo partecipa a un programma in TV. Che cos’altro dobbiamo aspettarci da lui?

http://www.onetivu.it/29/01/2010/ali-agca-ballerino-in-tv/

 

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