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settembre 28, 2012

IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’ E’ FALSO

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IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’ E’ FALSO

 
La comunità scientifica critica il papiro della moglie di Gesù
 
Karen King mostra il papiro
 
Jesus Wife Papyrus

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Moglie di Gesù, l’Osservatore Romano: “Papiro è un falso”. Ma non l’hanno visto

 
Pubblicato il 27 settembre 2012 16:38 in Società

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CITTA’ DEL VATICANO – Non l’hanno visto e non sembrano avere alcuna intenzione di vederlo, perché per loro è “in ogni caso un falso”: all’Osservatore Romano,

 quotidiano del Vaticano, sono certi che il papiro che parla di una presunta moglie di Gesù non sia autentico.

”In ogni caso un falso”, ha detto il direttore dell’Osservatore Romano Gian Maria Vian sulla vicenda della presunta ”moglie” che sarebbe attestata da un frammento papiraceo ”molto problematico e controverso”, oggetto del ”clamoroso annuncio” del 18 settembre scorso dalla studiosa americana Karen L. King, durante il decimo congresso internazionale di studi copti, che era ospitato dall’Istituto Patristico Augustinianum.

”Annuncio preparato senza lasciare nulla al caso: testate americane preavvertite, una conferenza stampa preventiva tenuta da Karen L. King per preparare uno scoop mondiale che però è stato subito messo in discussione dagli specialisti”, scrive Vian, il cui giornale pubblica la ricostruzione della vicenda fatta ”con prudenza e rigore” dal coptologo Alberto Camplani, docente di storia del cristianesimo alla Sapienza e tra gli organizzatori del convegno internazionale svoltosi all’Augustinianum.

”Ragioni consistenti indurrebbero a concludere che il papiro sia anzi una maldestra contraffazione (come tante altre provenienti dal Vicino Oriente) che potrebbe essere stata finalizzata alla vendita, da parte di un privato a una prestigiosa istituzione, del frammento e di altri manoscritti”, prosegue il direttore del giornale vaticano.

”Nel quadro, del tutto implausibile, di una lettura del fenomeno gnostico tendenziosa e piegata a un’ideologia contemporanea che con la vicenda storica del cristianesimo antico e con la figura di Gesù non ha nulla a che vedere. Insomma, in ogni caso un falso”.

 
 
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IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’ E’ FALSO

 
 
GLORIA.TV
 
27/09/2012 09:55:21:
Girava da tempo la notizia del ritrovamento di un papiro , su cui era scritto che Gesù era sposato!
IL PAPIRO SULLA MOGLIE DI GESU’ E’ UN FALSO
Notizia: Il professore della Durham University Francis Watson ha negato l’autenticità del papiro contenente i dettagli della vita terrena di Gesù Cristo. Il britannico è giunto alla conclusione che il frammento ritrovato, che ha aperto un ampio dibattito nella comunità scientifica, è un falso ed è una raccolta di frammenti aggiunti al vero vangelo di Tommaso in copto. In precedenza la professoressa della Harvard University Karen King aveva affermato di aver scoperto nuove informazioni sulla vita terrena di Cristo, in particolare sul suo matrimonio con Maria Maddalena. Dopo aver analizzato e studiato attentamente il piccolo frammento di papiro risalente al IV secolo la King aveva concluso che Cristo non è solo realmente esistito, ma avrebbe avuto una famiglia. King ha aggiunto che il papiro le era stato consegnato da una persona sconosciuta con la richiesta di tradurlo.
 
 
 Approfondimento:
 
 STUDIO SUL VANGELO GNOSTICO DI FILIPPO: …
… GESU’ NON ERA SPOSATO Che valore storico hanno le notizie tratte dai Vangeli gnostici?
I codici – non rotoli – di Nag Hammadi, comunque, contengono Vangeli gnostici. Ma trattasi davvero dei più antichi documenti cristiani? In realtà tutti questi testi sono meno antichi di qualunque scritto contenuto nella Bibbia. Il nuovo Testamento, infatti, contiene testi composti nella seconda metà del secolo I; la prima lettera di Paolo ai Tessalonicesi è stata scritta intorno all’anno 50, mentre i testi più tardivi (probabilmente l’Apocalisse o la seconda lettera di Pietro) sono datati alla fine del medesimo secolo[2]. Tra i Vangeli gnostici di Nag Hammadi quelli più antichi non possono essere fatti risalire più in là del II o III secolo (anche se la datazione del Vangelo di Tommaso è discussa) mentre tutti gli altri sono più tardivi. La maggioranza di essi non ci è pervenuta nella sua redazione originaria, ma solo attraverso una traduzione in lingua copta che talora è stata portata a termine nei secoli successivi.
Il Vangelo di Filippo è contenuto nel II codice di Nag Hammadi. Il codice è scritto in copto saidico ed è datato tra il 330 ed il 340, ragion per cui il testo deve essere precedente a questa data. Probabilmente una parte del materiale può risalire al II secolo, ma il tutto pare aver subito una definitiva sistemazione più tardi, per opera di un compilatore, nella seconda metà del III secolo[3]. Nella sua forma attuale il testo non assomiglia per nulla a un Vangelo, ma è una antologia priva di un ordine evidente, una raccolta di passi estratti da sermoni, catechesi, trattati o epistole degli gnostici seguaci di Valentino[4], i quali dall’Egitto avrebbero raggiuntola Siria, forse Antiochia, probabile regione di origine di questo scritto. Essendo posteriore al Nuovo Testamento, questo testo allude ad esso abbastanza spesso, e ne cita esplicitamente una dozzina di passi.
Prima di commentarne il testo, è opportuno dare qualche indicazione sui caratteri generali dello gnosticismo, in particolare quello valentiniano professato dal Vangelo di Filippo[5]. Esso si caratterizza per un infinito disprezzo del mondo creato, descritto come una prigione in cui gli uomini – che conservano nel loro profondo una traccia della luce celeste – sono costretti a vivere. Il creatore del mondo non sarebbe stato l’unico Dio onnipotente dei cristiani, ma un secondo Dio, detto demiurgo, invidioso dell’uomo; il demiurgo è spesso identificato con il Dio dell’Antico Testamento, parte della Bibbia che per questo motivo viene rigettata come falsa e deviante. Di qui ne derivano un’assoluta condanna del corpo e della carne umana, viste come prigioni dalle quali occorre fuggire, e spesso un rifiuto della riproduzione ed anche della sessualità, intesa come impurità.
Proprio perché la carne è impura, gli gnostici generalmente rifiutano l’idea della nascita di Cristo da una donna e dipingono Gesù come uomo apparente, non dotato di vero corpo carnale (docetismo). Conseguentemente, anche la sua passione sarebbe stata solamente apparente, una beffa messa in scena a discapito del demiurgo e dei suoi arconti. Quando invece si ammette una qualche dimensione materiale in lui, essa è considerata puramente esteriore, un involucro della sua reale consistenza psichica o spirituale, e fondamentalmente estranea alla sua vera natura.
Secondo gli gnostici la salvezza non è per tutti, ma è riservata a quegli eletti che tramite la conoscenza (gnosi) sono riusciti a riconoscere e perseguire la scintilla di divinità che sta in loro; questi eletti, stranieri in questo mondo, sarebbero i veri interpreti dell’autentico messaggio di Gesù, trasmesso segretamente a qualche personaggio privilegiato della sua cerchia (Tommaso, Filippo, Maria Maddalena o Giacomo). Ed ecco il motivo per cui questi scritti di tradizione gnostica sono stati attribuiti a questi personaggi, che – a differenza di quanto avviene nei quattro Vangeli canonici – sarebbero stati i destinatari di una rivelazione privata e segreta.
Il Vangelo di Filippo è una fonte interessantissima per conoscere il pensiero gnostico antico; non è certamente una fonte dalla quale trarre insegnamenti sulla persona e sull’insegnamento di Gesù. Gesù era un predicatore ebreo vissuto in Palestina nel primo secolo, e la sua vita e il suo messaggio non hanno nulla in comune con il pensiero gnostico dell’autore di questo Vangelo attribuito a Filippo. Nessuno storico serio pretenderebbe di poter presentare questo Vangelo come una fonte storicamente attendibile sulla vita di
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giugno 10, 2012

Sister Margaret A. Farley: la suora che ha scritto un libro censurato dal Vaticano

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Giornalettismo

La suora ribelle che sfida il Papa

04/06/2012 – Margaret Farley, l’apertura ai gay e il suo libro “Just Love” censurato dal Vaticano

 

Le affermazioni e gli scritti della suora statunitense Margaret Farley su masturbazione,atti e unioni omosessuali, indissolubilita’ del matrimonio, divorzio e nuove nozze non sono ‘conformi alla dottrina cattolica’. Lo afferma una Notificazione della Congregazione per la dottrina della fede, esprimendo inoltre “rammarico”per il fatto che una suora cattolica ‘affermi posizioni in diretto contrasto con la dottrina cattolica nell’ambito della morale sessuale’.

LA CENSURA DEL LIBRO – Per questo, il Vaticano ha censurato il libro della Farley, ‘Just Love. A Framework for Christian Sexual Ethics’, perché non in linea con la dottrina cattolica sulla morale sessuale. La Congregazione – si legge nella nota – rende avveduti i fedeli che il suo libro Just Love. A Framework for Christian Sexual Ethics non è conforme alla dottrina della Chiesa. Non può di conseguenza essere utilizzato come valida espressione di dottrina cattolica né per la direzione spirituale e la formazione, né per il dialogo ecumenico e interreligioso”. Il Papa, in un’udienza al prefetto dell’ex Santo Uffizio card. William Levada il 16 marzo scorso, “ha approvato la presente Notificazione”, decisa nella sessione ordinaria della congregazione del 14 marzo “e ne ha ordinato la pubblicazione”. Tra i temi contestati nella notificazione, la masturbazione femminile, gli atti omosessuali, le unioni gay, l’indissolubilità del matrimonio, il divorzio e le nuove nozze.

 

LA REPLICA DELLA SUORA – La replica di suor Margaret non si è fatta attendere: “Anche se le mie risposte ad alcune particolari questioni etiche e sessuali si discostano da quelle cristiane tradizionali, ho cercato di dimostrare che comunque riflettono una profonda coerenza con gli obiettivi centrali e le intuizioni delle nostre tradizioni teologiche e morali.” Secondo la Farley le sue citazioni non sono state apprezzate: ” In questo modo “la Chiesa travisa – forse inconsapevolmente – gli obiettivi del mio lavoro e la natura di esso che rimane una proposta  non contro la chiesa e i suoi fedeli”, ha detto. Just Love: Un quadro di etica sessuale cristiana è stato pubblicato nel 2006 da Continuum, una casa editrice internazionale specializzata in opere accademiche. Il libro sostiene che la giustizia è una qualità fondamentale in rapporti sessuali umani, perché l’amore autentico è formato, guidato e protetto dalla giustizia. Nel capitolo 6, “Quadro per un etica sessuale: Just Love”, tra gli argomenti trattati ci sono la personalità, il libero consenso, la reciprocità, l’uguaglianza, l’impegno, la fecondità e la giustizia sociale. “In definitiva, in questo libro propongo un quadro di etica sessuale che utilizza criteri di giustizia nella valutazione di rapporti sessuali veri “, ha aggiunto.

 

MA NON C’E’ SOLO LEI –  Non c’è solo il caso Farley, però. Il Washington Post ci racconta del momento di crisi che la Chiesa americana sta vivendo in questo senso; pare che, in effetti, il problema delle suore cattoliche stia diventando abbastanza pressante. “Un’indagine vaticana sulla Leadership Conference of Women Religious, il gruppo che rappresenta l’80% delle suore cattoliche negli Stati Uniti, ha rinvenuto errori teologici importanti nei documenti dei membri, dissenso generalizzato sull’insegnamento della Chiesa in maniera di sessualità e “tematiche radicalmente femministe incompatibili con la fede cattolica”, ha scritto il documento della commissione d’indagine che è stata sguinzagliata contro le suore cattoliche.

 

POVERTA’ – “Credo che noi gli facciamo paura”, ha detto sorella Simone Campbell, suora-avvocato parte dell’ufficio legale della LCWR. Le suore hanno anche un gruppo rappresentativo a Washington, il NETWORK, una realtà lobbista qualificata che però, secondo il Vaticano, “è troppo silente sul diritto alla vita”; secondo la religiosa a capo della struttura, il NETWORK non è stato “contattato durante l’indagine, e noi ci concentriamo sulla povertà, sull’immigrazione e sui problemi del servizio sanitario”; non solo, ricorda il WaPo che le suore cattoliche americane lavorano “nell’educazione, nel servizio sanitario, nei servizi sociali, nei servizi alle parrocchie, nell’educazione religiosa e nei consultori”.

SUORE “PROGRESSISTE” – L’Huffington Post invece ci parla della mobilitazione in tutti gli Stati Uniti dei fedeli cattolici contro il Vaticano che ha accusato le suore americane di avere dei “problemi seri di dottrina”. Ne parlammo lo scorso 19 aprile. I vescovi degli Stati Uniti non riescono più a sopportare l’azione delle suore ormai impegnate ad aiutare gli americani a sopportare la povertà, a occuparsi della loro salute e di fare volontariato negli ospedali anziché parlare di contraccezione. Un’indagine vaticana sulla Leadership Conference of Women Religious, il gruppo che rappresenta l’80% delle suore cattoliche negli Stati Uniti, ha rinvenuto errori teologici importanti nei documenti dei membri, dissenso generalizzato sull’insegnamento della Chiesa in maniera di sessualità e “tematiche radicalmente femministe incompatibili con la fede cattolica.

MOBILITAZIONE – Per il Vaticano gli unici soggetti “autorizzati” alla dottrina della fede sono i vescovi. Per meglio affermare questo ruolo la Santa Sede ha pensato di riformare la Leadership Conference of Women Religious, un gruppo che raccoglie i dirigenti dei singoli gruppi delle suore americane. Questo atteggiamento non è però piaciuto ai fedeli della chiesa di St. Colman a Cleveland i quali hanno manifestato così come hanno fatto altri componenti di diverse chiese da Anchorage fino a Boston.

 

LEGGI ANCHE: Quelle suore femministe che non piacciono al Vaticano –Foto

 

LA SANZIONE – La “Leadership Conference of Women Religious” ha pubblicato una nota rivolta al Vaticano dai toni parecchio aspri al fine di respingere le critiche rivolte dalla Santa Sede relativamente alla posizione dell’Associazione in tema di ordinazione delle donne. La Santa Sede ha rimproverato ai 1.500 iscritti della Lcwr, rappresentanti l’80 per cento delle suore negli Usa, di aver provato ad affermare una specie di “femminismo radicale” contrario ai principi del Vaticano.  La direzione della Lcwr ha espresso nella nota la sua “preoccupazione sia per il contenuto della valutazione dottrinale sia per il processo attraverso il quale è stato preparato”. Secondo l’associazione il documento del Vaticano si è basato su “accuse infondate e frutto di un processo sbagliato e privo di trasparenza”.

 

http://www.giornalettismo.com/archives/345722/la-suora-ribelle-che-sfida-il-papa/2/

http://www.giornalettismo.com/archives/345722/la-suora-ribelle-che-sfida-il-papa/2/

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“Profondo rammarico” della Congregazione della Dottrina della Fede per il libro di una suora americana

Il saggio “Just love. A Framework for Christian Sexual Ethics” di Sr. Margaret A. Farley, R.S.M. afferma posizioni “in contrasto con la morale sessuale cattolica”

CITTA’ DEL VATICANO, martedì, 5 giugno 2012 (ZENIT.org) – Riportiamo la Notificazione diffusa ieri sul libro Just Love. A Framework for Christian Sexual Ethics di suor Margaret A. Farley, appartenente alle Sisters of Mercy of the Americas, da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Il cardinal Levada, prefetto della Congregazione, esprime nel documento “profondo rammarico” per il fatto che un membro di un Istituto di vita consacrata “affermi posizioni in diretto contrasto con la dottrina cattolica nell’ambito della morale sessuale”.

La Notificazione arriva dopo uno scambio di lettere con la stessa religiosa nelle quali le veniva richiesta una correzione delle “tesi inaccettabili” contenute nel suo libro. Tuttavia le risposte di suor Farley non hanno chiarito adeguatamente i problemi presenti nel testo, portando i membri della Congregazione a pubblicare questo documento.

***

Introduzione

La Congregazione per la Dottrina della Fede, a seguito di un primo esame del libro Just Love. A Framework for Christian Sexual Ethics (New York: Continuum, 2006) di Sr. Margaret A. Farley, R.S.M., con lettera del 29 marzo 2010 indirizzò all’Autrice, per i buoni uffici di Sr. Mary Waskowiak, allora Superiora Generale delle Sisters of Mercy of the Americas, un’ampia valutazione preliminare, indicando i problemi dottrinali presenti nel testo.

La risposta del 28 ottobre 2010, fornita da Sr. Farley, non risultò sufficiente a chiarificare i problemi segnalati. Poiché il caso riguardava errori dottrinali presenti in un libro la cui pubblicazione si è rivelata causa di confusione tra i fedeli, la Congregazione decise di intraprendere un “esame con procedura urgente”, secondo il Regolamento per l’esame delle dottrine (cf. cap. IV, artt. 23-27).

Al riguardo, dopo la valutazione condotta da parte di una Commissione di esperti (cf. art. 24), la Sessione Ordinaria della Congregazione in data 8 giugno 2011 confermò che il libro in parola conteneva proposizioni erronee, la cui divulgazione arrischiava grave danno ai fedeli. Successivamente, con lettera del 5 luglio 2011, fu trasmesso a Sr. Waskowiak l’elenco delle proposizioni erronee, chiedendole di invitare Sr. Farley ad offrire una correzione delle tesi inaccettabili contenute nel suo libro (cf. artt. 25-26).

Con lettera del 3 ottobre 2011, Sr. Patricia McDermott, nel frattempo subentrata a Sr. Mary Waskowiak quale Superiora Generale delle Sisters of Mercy of the Americas, trasmise alla Congregazione la risposta di Sr. Farley, accompagnata dal parere proprio e di Sr. Waskowiak, in conformità con l’art. 27 del suddetto Regolamento.

Tale risposta, valutata dalla Commissione di esperti, il 14 dicembre 2011 fu sottoposta all’esame della Sessione Ordinaria per la decisione. In tale occasione, considerando che la risposta di Sr. Farley non chiariva adeguatamente i gravi problemi contenuti nel suo libro, i Membri della Congregazione decisero di procedere alla pubblicazione di questa Notificazione.

 1. Problemi di carattere generale

L’Autrice non presenta una comprensione corretta del ruolo del Magistero della Chiesa quale insegnamento autorevole dei Vescovi in comunione col Successore di Pietro, che guida la comprensione sempre più profonda, da parte della Chiesa, della Parola di Dio, come si trova nella Sacra Scrittura ed è trasmessa fedelmente dalla tradizione vivente della Chiesa. Nel trattare argomenti di carattere morale, Sr. Farley o ignora l’insegnamento costante del Magistero oppure, quando occasionalmente lo menziona, lo tratta come un’opinione tra le altre.

Simile atteggiamento non può essere in alcun modo giustificato, neppure all’interno di una prospettiva ecumenica che l’Autrice desidera promuovere. Sr. Farley rivela altresì una comprensione difettosa della natura oggettiva della legge morale naturale, scegliendo invece di argomentare sulla base di conclusioni selezionate da determinate correnti filosofiche o dalla sua propria comprensione dell’”esperienza contemporanea”. Un tale approccio non è conforme alla genuina teologia cattolica.

 2. Problemi specifici

Tra i numerosi errori e ambiguità del libro, sono da rilevare le prese di posizione circa la masturbazione, gli atti omosessuali, le unioni omosessuali, l’indissolubilità del matrimonio e il problema del divorzio e delle seconde nozze. 

Masturbazione

Sr. Farley scrive: «La masturbazione […] generalmente non comporta alcun problema di carattere morale. […] Si è certamente verificato che molte donne […] abbiano trovato un gran bene nel piacere ricercato con se stesse – e forse proprio nella scoperta delle loro proprie possibilità in rapporto al piacere –, qualcosa che molte non avevano sperimentato e nemmeno conosciuto al riguardo nelle loro relazioni sessuali ordinarie con mariti o amanti.

In questo senso, è possibile affermare che la masturbazione favorisce realmente i rapporti più di quanto non li ostacoli. La mia osservazione conclusiva è perciò che i criteri della giustizia, così come sono venuta presentandoli, sembrerebbero applicabili alla scelta di provare piacere sessuale autoerotico solo in quanto tale attività può favorire o danneggiare, mantiene o limita, il benessere e la libertà di spirito. E questa rimane ampiamente una questione di carattere empirico, non morale» (p. 236).

Queste affermazioni non sono conformi alla dottrina cattolica: «Sia il Magistero della Chiesa – nella linea di una tradizione costante – sia il senso morale dei fedeli hanno affermato senza esitazione che la masturbazione è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato. Qualunque ne sia il motivo, l’uso deliberato della facoltà sessuale al di fuori dei rapporti coniugali normali contraddice essenzialmente la sua finalità.

Il godimento sessuale vi è ricercato al di fuori della relazione sessuale richiesta dall’ordine morale, quella che realizza, in un contesto di vero amore, l’integro senso della mutua donazione e della procreazione umana.Al fine di formulare un equo giudizio sulla responsabilità morale dei soggetti e per orientare l’azione pastorale, si terrà conto dell’immaturità affettiva, della forza delle abitudini contratte, dello stato d’angoscia o degli altri fattori psichici o sociali che possono attenuare, se non addirittura ridurre al minimo, la colpevolezza morale».1

Atti omosessuali

Sr. Farley scrive: «Dal mio punto di vista […], le relazioni e gli atti omosessuali possono essere giustificati, conformemente alla stessa etica sessuale, proprio come le relazioni e gli atti eterosessuali. Perciò, le persone con inclinazione omosessuale, così come i loro rispettivi atti, possono e devono essere rispettati, sia che abbiano o non abbiano l’alternativa di essere altrimenti» (p. 295).

Tale posizione non è accettabile. La Chiesa Cattolica, infatti, distingue tra persone con tendenze omosessuali e atti omosessuali. Quanto alle persone con tendenze omosessuali, il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna che esse devono essere accolte «con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione».2

Quanto agli atti omosessuali, invece, il Catechismo afferma: «Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati».3

Unioni omosessuali

Sr. Farley scrive: «Legislazioni sulla non-discriminazione degli omosessuali, ma anche sulle coppie di fatto, le unioni civili e i matrimoni gay, possono svolgere un ruolo importante nella trasformazione dell’odio, dell’emarginazione e della stigmatizzazione di gay e lesbiche, che vengono tuttora rafforzati da insegnamenti circa il sesso “contro natura”, il desiderio disordinato o l’amore pericoloso. […] Una delle questioni al momento più urgenti, davanti all’opinione pubblica degli Stati Uniti, è il matrimonio tra persone dello stesso sesso – vale a dire la concessione di un riconoscimento sociale e di una qualifica giuridica alle unioni omosessuali, sia maschili che femminili, paragonabile alle unioni tra eterosessuali» (p. 293).

Tale posizione è opposta all’insegnamento del Magistero: «La Chiesa insegna che il rispetto verso le persone omosessuali non può portare in nessun modo all’approvazione del comportamento omosessuale oppure al riconoscimento legale delle unioni omosessuali. Il bene comune esige che le leggi riconoscano, favoriscano e proteggano l’unione matrimoniale come base della famiglia, cellula primaria della società.

Riconoscere legalmente le unioni omosessuali oppure equipararle al matrimonio, significherebbe non soltanto approvare un comportamento deviante, con la conseguenza di renderlo un modello nella società attuale, ma anche offuscare valori fondamentali che appartengono al patrimonio comune dell’umanità. La Chiesa non può non difendere tali valori, per il bene degli uomini e di tutta la società»4.

«A sostegno della legalizzazione delle unioni omosessuali non può essere invocato il principio del rispetto e della non discriminazione di ogni persona. Una distinzione tra persone oppure la negazione di un riconoscimento o di una prestazione sociale non sono infatti accettabili solo se sono contrarie alla giustizia. Non attribuire lo statuto sociale e giuridico di matrimonio a forme di vita che non sono né possono essere matrimoniali non si oppone alla giustizia, ma, al contrario, è da essa richiesto».5

Indissolubilità del matrimonio

Sr. Farley scrive: «La mia personale posizione è che l’impegno matrimoniale sia soggetto a scioglimento per le stesse ragioni fondamentali per le quali ogni impegno permanente, estremamente grave e quasi incondizionato, può cessare di esigere un vincolo. Ciò comporta che ci possano in effetti essere situazioni nelle quali troppo è cambiato – uno o entrambi i partner sono cambiati, la relazione tra di loro è cambiata, la ragione primaria del loro impegno reciproco sembra essere completamente estinta.

Il senso di un impegno permanente è d’altronde proprio quello di vincolare a dispetto di tutti i cambiamenti che possono sopraggiungere. Ma lo si può sostenere sempre? Lo si può sostenere assolutamente, nonostante cambiamenti radicali e inaspettati? La mia risposta è: talvolta non è possibile. Talvolta l’obbligo deve essere sciolto e l’impegno può essere legittimamente modificato» (pp. 304-305).

Simile opinione è in contraddizione con la dottrina cattolica sull’indissolubilità del matrimonio: «L’amore coniugale esige dagli sposi, per sua stessa natura, una fedeltà inviolabile. È questa la conseguenza del dono di se stessi che gli sposi si fanno l’uno all’altro. L’amore vuole essere definitivo. Non può essere “fino a nuovo ordine”. Questa intima unione, in quanto mutua donazione di due persone, come pure il bene dei figli, esigono la piena fedeltà dei coniugi e ne reclamano l’indissolubile unità. La motivazione più profonda si trova nella fedeltà di Dio alla sua alleanza, di Cristo alla sua Chiesa.

Dal sacramento del Matrimonio gli sposi sono abilitati a rappresentare tale fedeltà e a darne testimonianza. Dal sacramento, l’indissolubilità del Matrimonio riceve un senso nuovo e più profondo. Il Signore Gesù ha insistito sull’intenzione originaria del Creatore, che voleva un matrimonio indissolubile. Abolisce le tolleranze che erano state a poco a poco introdotte nella Legge antica. Tra i battezzati il matrimonio rato e consumato non può essere sciolto da nessuna potestà umana e per nessuna causa, eccetto la morte»6.

Divorzio e nuove nozze

Sr. Farley scrive: «Se dal matrimonio sono nati figli, gli ex-coniugi si saranno sostenuti a vicenda per anni, forse per tutta la vita, nel progetto familiare intrapreso. A ogni modo, le vite di due persone una volta sposate l’una con l’altra rimangono per sempre segnate dall’esperienza di quel matrimonio. La profondità di ciò che rimane ammette gradazioni, ma qualcosa rimane. Ciò che rimane, tuttavia, impedisce un secondo matrimonio? Secondo me, no. Qualunque tipo di obbligo comporti un legame residuo, non deve includere la proibizione di un nuovo matrimonio – non più di quanto il legame in corso tra sposi comporti tale proibizione per chi permane in vita dopo la morte del coniuge» (p. 310).

Simile visione contraddice la dottrina cattolica che esclude la possibilità di seconde nozze successive a un divorzio: «Oggi, in molti paesi, sono numerosi i cattolici che ricorrono al divorzio secondo le leggi civili e che contraggono civilmente una nuova unione. La Chiesa sostiene, per fedeltà alla parola di Gesù Cristo (“Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio”: Mc 10,11-12), che non può riconoscere come valida una nuova unione, se era valido il primo matrimonio.

Se i divorziati si sono risposati civilmente, essi si trovano in una situazione che oggettivamente contrasta con la legge di Dio. Perciò essi non possono accedere alla Comunione eucaristica, per tutto il tempo che perdura tale situazione. Per lo stesso motivo non possono esercitare certe responsabilità ecclesiali. La riconciliazione mediante il sacramento della Penitenza non può essere accordata se non a coloro che si sono pentiti di aver violato il segno dell’Alleanza e della fedeltà a Cristo, e si sono impegnati a vivere in una completa continenza».7

Conclusione

Con questa Notificazione, la Congregazione per la Dottrina della Fede esprime profondo rammarico per il fatto che un membro di un Istituto di Vita Consacrata, Sr. Margaret A. Farley, R.S.M., affermi posizioni in diretto contrasto con la dottrina cattolica nell’ambito della morale sessuale. La Congregazione rende avveduti i fedeli che il suo libro Just Love. A Framework for Christian Sexual Ethics non è conforme alla dottrina della Chiesa. Non può di conseguenza essere utilizzato come valida espressione di dottrina cattolica né per la direzione spirituale e la formazione, né per il dialogo ecumenico e interreligioso. La Congregazione desidera inoltre incoraggiare i teologi perché proseguano nel compito dello studio e dell’insegnamento della teologia morale in piena conformità con i principi della dottrina cattolica.

Il Sommo Pontefice Benedetto XVI, nell’Udienza concessa al sottoscritto Cardinale Prefetto in data 16 marzo 2012, ha approvato la presente Notificazione, decisa nella Sessione Ordinaria di questa Congregazione in data 14 marzo 2012, e ne ha ordinato la pubblicazione.

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1 Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2352; cf. CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Dichiarazione Persona humana circa alcune questioni di etica sessuale (29 dicembre 1975), n. 9: AAS 69 (1976), 85-87.

2Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2358.

3 Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2357; cf. Gn 19,1-29; Rm 1,24-27; I Cor 6,10; I Tm 1,10; CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Dichiarazione Persona humana, n. 8: AAS 68 (1976), 84-85; ID., Lettera Homosexualitatis problema sulla cura pastorale delle persone omosessuali (1 ottobre 1986): AAS 79 (1987), 543-554.

4 CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali (3 giugno 2003), n. 11: AAS 96 (2004), 48.

5 Ibid., n. 8: AAS 96 (2004), 46-47.

6 Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 1646-1647 e 2382; cf. Mt 5,31-32; 19, 3-9; Mc 10,9; Lc 16,18; I Cor 7-10-11; CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Costituzione pastorale Gaudium et spes sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, nn. 48-49; Codice di Diritto Canonico, can. 1141; GIOVANNI PAOLO II, Esortazione Apostolica Familiaris consortio circa i compiti della famiglia cristiana nel mondo di oggi (22 novembre 1981), n. 13: AAS 74 (1982), 93-96.

7 Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1650; cf. GIOVANNI PAOLO II, Esortazione Apostolica Familiaris consortio, n. 84: AAS 74 (1982), 184-186; CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Lettera Annus Internationalis Familiae circa la recezione della comunione eucaristica da parte di fedeli divorziati risposati (14 settembre 1994): AAS 86 (1994), 974-979.

http://www.zenit.org/article-31034?l=italian

 

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CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE

 Notificazione sul libro

Just love. A Framework for Christian Sexual Ethics

di Sr. Margaret A. Farley, R.S.M.

 Introduzione

La Congregazione per la Dottrina della Fede, a seguito di un primo esame del libro Just Love. A Framework for Christian Sexual Ethics (New York: Continuum, 2006) di Sr. Margaret A. Farley, R.S.M., con lettera del 29 marzo 2010 indirizzò all’Autrice, per i buoni uffici di Sr. Mary Waskowiak, allora Superiora Generale delle Sisters of Mercy of the Americas, un’ampia valutazione preliminare, indicando i problemi dottrinali presenti nel testo. La risposta del 28 ottobre 2010, fornita da Sr. Farley, non risultò sufficiente a chiarificare i problemi segnalati. Poiché il caso riguardava errori dottrinali presenti in un libro la cui pubblicazione si è rivelata causa di confusione tra i fedeli, la Congregazione decise di intraprendere un “esame con procedura urgente”, secondo il Regolamento per l’esame delle dottrine (cf. cap. IV, artt. 23-27).

Al riguardo, dopo la valutazione condotta da parte di una Commissione di esperti (cf. art. 24), la Sessione Ordinaria della Congregazione in data 8 giugno 2011 confermò che il libro in parola conteneva proposizioni erronee, la cui divulgazione arrischiava grave danno ai fedeli. Successivamente, con lettera del 5 luglio 2011, fu trasmesso a Sr. Waskowiak l’elenco delle proposizioni erronee, chiedendole di invitare Sr. Farley ad offrire una correzione delle tesi inaccettabili contenute nel suo libro (cf. artt. 25-26).

Con lettera del 3 ottobre 2011, Sr. Patricia McDermott, nel frattempo subentrata a Sr. Mary Waskowiak quale Superiora Generale delle Sisters of Mercy of the Americas, trasmise alla Congregazione la risposta di Sr. Farley, accompagnata dal parere proprio e di Sr. Waskowiak, in conformità con l’art. 27 del suddetto Regolamento. Tale risposta, valutata dalla Commissione di esperti, il 14 dicembre 2011 fu sottoposta all’esame della Sessione Ordinaria per la decisione. In tale occasione, considerando che la risposta di Sr. Farley non chiariva adeguatamente i gravi problemi contenuti nel suo libro, i Membri della Congregazione decisero di procedere alla pubblicazione di questa Notificazione.

 1. Problemi di carattere generale

L’Autrice non presenta una comprensione corretta del ruolo del Magistero della Chiesa quale insegnamento autorevole dei Vescovi in comunione col Successore di Pietro, che guida la comprensione sempre più profonda, da parte della Chiesa, della Parola di Dio, come si trova nella Sacra Scrittura ed è trasmessa fedelmente dalla tradizione vivente della Chiesa. Nel trattare argomenti di carattere morale, Sr. Farley o ignora l’insegnamento costante del Magistero oppure, quando occasionalmente lo menziona, lo tratta come un’opinione tra le altre. Simile atteggiamento non può essere in alcun modo giustificato, neppure all’interno di una prospettiva ecumenica che l’Autrice desidera promuovere. Sr. Farley rivela altresì una comprensione difettosa della natura oggettiva della legge morale naturale, scegliendo invece di argomentare sulla base di conclusioni selezionate da determinate correnti filosofiche o dalla sua propria comprensione dell’”esperienza contemporanea”. Un tale approccio non è conforme alla genuina teologia cattolica.

 2. Problemi specifici

Tra i numerosi errori e ambiguità del libro, sono da rilevare le prese di posizione circa la masturbazione, gli atti omosessuali, le unioni omosessuali, l’indissolubilità del matrimonio e il problema del divorzio e delle seconde nozze. 

Masturbazione

Sr. Farley scrive: «La masturbazione […] generalmente non comporta alcun problema di carattere morale. […] Si è certamente verificato che molte donne […] abbiano trovato un gran bene nel piacere ricercato con se stesse – e forse proprio nella scoperta delle loro proprie possibilità in rapporto al piacere –, qualcosa che molte non avevano sperimentato e nemmeno conosciuto al riguardo nelle loro relazioni sessuali ordinarie con mariti o amanti. In questo senso, è possibile affermare che la masturbazione favorisce realmente i rapporti più di quanto non li ostacoli. La mia osservazione conclusiva è perciò che i criteri della giustizia, così come sono venuta presentandoli, sembrerebbero applicabili alla scelta di provare piacere sessuale autoerotico solo in quanto tale attività può favorire o danneggiare, mantiene o limita, il benessere e la libertà di spirito. E questa rimane ampiamente una questione di carattere empirico, non morale» (p. 236).

Queste affermazioni non sono conformi alla dottrina cattolica: «Sia il Magistero della Chiesa – nella linea di una tradizione costante – sia il senso morale dei fedeli hanno affermato senza esitazione che la masturbazione è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato. Qualunque ne sia il motivo, l’uso deliberato della facoltà sessuale al di fuori dei rapporti coniugali normali contraddice essenzialmente la sua finalità. Il godimento sessuale vi è ricercato al di fuori della relazione sessuale richiesta dall’ordine morale, quella che realizza, in un contesto di vero amore, l’integro senso della mutua donazione e della procreazione umana.Al fine di formulare un equo giudizio sulla responsabilità morale dei soggetti e per orientare l’azione pastorale, si terrà conto dell’immaturità affettiva, della forza delle abitudini contratte, dello stato d’angoscia o degli altri fattori psichici o sociali che possono attenuare, se non addirittura ridurre al minimo, la colpevolezza morale».1

 Atti omosessuali

Sr. Farley scrive: «Dal mio punto di vista […], le relazioni e gli atti omosessuali possono essere giustificati, conformemente alla stessa etica sessuale, proprio come le relazioni e gli atti eterosessuali. Perciò, le persone con inclinazione omosessuale, così come i loro rispettivi atti, possono e devono essere rispettati, sia che abbiano o non abbiano l’alternativa di essere altrimenti» (p. 295).

Tale posizione non è accettabile. La Chiesa Cattolica, infatti, distingue tra persone con tendenze omosessuali e atti omosessuali. Quanto alle persone con tendenze omosessuali, il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna che esse devono essere accolte «con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione».2 Quanto agli atti omosessuali, invece, il Catechismo afferma: «Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati».3

 Unioni omosessuali

Sr. Farley scrive: «Legislazioni sulla non-discriminazione degli omosessuali, ma anche sulle coppie di fatto, le unioni civili e i matrimoni gay, possono svolgere un ruolo importante nella trasformazione dell’odio, dell’emarginazione e della stigmatizzazione di gay e lesbiche, che vengono tuttora rafforzati da insegnamenti circa il sesso “contro natura”, il desiderio disordinato o l’amore pericoloso. […] Una delle questioni al momento più urgenti, davanti all’opinione pubblica degli Stati Uniti, è il matrimonio tra persone dello stesso sesso – vale a dire la concessione di un riconoscimento sociale e di una qualifica giuridica alle unioni omosessuali, sia maschili che femminili, paragonabile alle unioni tra eterosessuali» (p. 293).

Tale posizione è opposta all’insegnamento del Magistero: «La Chiesa insegna che il rispetto verso le persone omosessuali non può portare in nessun modo all’approvazione del comportamento omosessuale oppure al riconoscimento legale delle unioni omosessuali. Il bene comune esige che le leggi riconoscano, favoriscano e proteggano l’unione matrimoniale come base della famiglia, cellula primaria della società. Riconoscere legalmente le unioni omosessuali oppure equipararle al matrimonio, significherebbe non soltanto approvare un comportamento deviante, con la conseguenza di renderlo un modello nella società attuale, ma anche offuscare valori fondamentali che appartengono al patrimonio comune dell’umanità. La Chiesa non può non difendere tali valori, per il bene degli uomini e di tutta la società»4. «A sostegno della legalizzazione delle unioni omosessuali non può essere invocato il principio del rispetto e della non discriminazione di ogni persona. Una distinzione tra persone oppure la negazione di un riconoscimento o di una prestazione sociale non sono infatti accettabili solo se sono contrarie alla giustizia. Non attribuire lo statuto sociale e giuridico di matrimonio a forme di vita che non sono né possono essere matrimoniali non si oppone alla giustizia, ma, al contrario, è da essa richiesto».5

 Indissolubilità del matrimonio

Sr. Farley scrive: «La mia personale posizione è che l’impegno matrimoniale sia soggetto a scioglimento per le stesse ragioni fondamentali per le quali ogni impegno permanente, estremamente grave e quasi incondizionato, può cessare di esigere un vincolo. Ciò comporta che ci possano in effetti essere situazioni nelle quali troppo è cambiato – uno o entrambi i partner sono cambiati, la relazione tra di loro è cambiata, la ragione primaria del loro impegno reciproco sembra essere completamente estinta. Il senso di un impegno permanente è d’altronde proprio quello di vincolare a dispetto di tutti i cambiamenti che possono sopraggiungere. Ma lo si può sostenere sempre? Lo si può sostenere assolutamente, nonostante cambiamenti radicali e inaspettati? La mia risposta è: talvolta non è possibile. Talvolta l’obbligo deve essere sciolto e l’impegno può essere legittimamente modificato» (pp. 304-305).

Simile opinione è in contraddizione con la dottrina cattolica sull’indissolubilità del matrimonio: «L’amore coniugale esige dagli sposi, per sua stessa natura, una fedeltà inviolabile. È questa la conseguenza del dono di se stessi che gli sposi si fanno l’uno all’altro. L’amore vuole essere definitivo. Non può essere “fino a nuovo ordine”. Questa intima unione, in quanto mutua donazione di due persone, come pure il bene dei figli, esigono la piena fedeltà dei coniugi e ne reclamano l’indissolubile unità. La motivazione più profonda si trova nella fedeltà di Dio alla sua alleanza, di Cristo alla sua Chiesa. Dal sacramento del Matrimonio gli sposi sono abilitati a rappresentare tale fedeltà e a darne testimonianza. Dal sacramento, l’indissolubilità del Matrimonio riceve un senso nuovo e più profondo. Il Signore Gesù ha insistito sull’intenzione originaria del Creatore, che voleva un matrimonio indissolubile. Abolisce le tolleranze che erano state a poco a poco introdotte nella Legge antica. Tra i battezzati il matrimonio rato e consumato non può essere sciolto da nessuna potestà umana e per nessuna causa, eccetto la morte»6.

Divorzio e nuove nozze

Sr. Farley scrive: «Se dal matrimonio sono nati figli, gli ex-coniugi si saranno sostenuti a vicenda per anni, forse per tutta la vita, nel progetto familiare intrapreso. A ogni modo, le vite di due persone una volta sposate l’una con l’altra rimangono per sempre segnate dall’esperienza di quel matrimonio. La profondità di ciò che rimane ammette gradazioni, ma qualcosa rimane. Ciò che rimane, tuttavia, impedisce un secondo matrimonio? Secondo me, no. Qualunque tipo di obbligo comporti un legame residuo, non deve includere la proibizione di un nuovo matrimonio – non più di quanto il legame in corso tra sposi comporti tale proibizione per chi permane in vita dopo la morte del coniuge» (p. 310).

Simile visione contraddice la dottrina cattolica che esclude la possibilità di seconde nozze successive a un divorzio: «Oggi, in molti paesi, sono numerosi i cattolici che ricorrono al divorzio secondo le leggi civili e che contraggono civilmente una nuova unione. La Chiesa sostiene, per fedeltà alla parola di Gesù Cristo (“Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio”: Mc 10,11-12), che non può riconoscere come valida una nuova unione, se era valido il primo matrimonio. Se i divorziati si sono risposati civilmente, essi si trovano in una situazione che oggettivamente contrasta con la legge di Dio. Perciò essi non possono accedere alla Comunione eucaristica, per tutto il tempo che perdura tale situazione. Per lo stesso motivo non possono esercitare certe responsabilità ecclesiali. La riconciliazione mediante il sacramento della Penitenza non può essere accordata se non a coloro che si sono pentiti di aver violato il segno dell’Alleanza e della fedeltà a Cristo, e si sono impegnati a vivere in una completa continenza».7

 Conclusione

Con questa Notificazione, la Congregazione per la Dottrina della Fede esprime profondo rammarico per il fatto che un membro di un Istituto di Vita Consacrata, Sr. Margaret A. Farley, R.S.M., affermi posizioni in diretto contrasto con la dottrina cattolica nell’ambito della morale sessuale. La Congregazione rende avveduti i fedeli che il suo libro Just Love. A Framework for Christian Sexual Ethics non è conforme alla dottrina della Chiesa. Non può di conseguenza essere utilizzato come valida espressione di dottrina cattolica né per la direzione spirituale e la formazione, né per il dialogo ecumenico e interreligioso. La Congregazione desidera inoltre incoraggiare i teologi perché proseguano nel compito dello studio e dell’insegnamento della teologia morale in piena conformità con i principi della dottrina cattolica.

 Il Sommo Pontefice Benedetto XVI, nell’Udienza concessa al sottoscritto Cardinale Prefetto in data 16 marzo 2012, ha approvato la presente Notificazione, decisa nella Sessione Ordinaria di questa Congregazione in data 14 marzo 2012, e ne ha ordinato la pubblicazione.

 Roma, dalla Sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, 30 marzo 2012.

 

William Cardinale Levada
Prefetto

+ Luis F. Ladaria, S.I.
Arcivescovo titolare di Thibica
Segretario

______________

 

1

Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2352; cf. CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Dichiarazione Persona humana circa alcune questioni di etica sessuale (29 dicembre 1975), n. 9: AAS 69 (1976), 85-87.

2

Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2358.

 

3

 

Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2357; cf. Gn 19,1-29; Rm 1,24-27; I Cor 6,10; I Tm 1,10; CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Dichiarazione Persona humana, n. 8: AAS 68 (1976), 84-85; ID., Lettera Homosexualitatis problema sulla cura pastorale delle persone omosessuali (1 ottobre 1986): AAS79 (1987), 543-554.

 

4

 

CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali (3 giugno 2003), n. 11: AAS96 (2004), 48.

 

5

 

Ibid., n. 8: AAS96 (2004), 46-47.

 

6

 

Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 1646-1647 e 2382; cf. Mt 5,31-32; 19, 3-9; Mc 10,9; Lc 16,18; I Cor 7-10-11; CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Costituzione pastorale Gaudium et spes sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, nn. 48-49; Codice di Diritto Canonico, can. 1141; GIOVANNI PAOLO II, Esortazione Apostolica Familiaris consortio circa i compiti della famiglia cristiana nel mondo di oggi (22 novembre 1981), n. 13: AAS74 (1982), 93-96.

 

7

 

Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1650; cf. GIOVANNI PAOLO II, Esortazione Apostolica Familiaris consortio, n. 84: AAS 74 (1982), 184-186; CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Lettera Annus Internationalis Familiae circa la recezione della comunione eucaristica da parte di fedeli divorziati risposati (14 settembre 1994): AAS86 (1994), 974-979.

 
 
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Sister Margaret A. Farley. Courtesy Western Illinois University.

Vatican City, Jun 4, 2012 / 09:49 am (CNA/EWTN News).-

The Vatican has declared that a book on sexual morality written by a controversial American sister runs so contrary to Church teaching that it cannot be considered Catholic.

“The Congregation for the Doctrine of the Faith expresses profound regret that a member of an Institute of Consecrated Life, Sr. Margaret A. Farley, R.S.M., affirms positions that are in direct contradiction with Catholic teaching in the field of sexual morality,” says the notification, issued in Rome on June 4.

The decision follows a two-year audit of Sr. Farley’s book “Just Love: A Framework for Christian Sexual Ethics,” which argues against the Church’s teaching on masturbation, homosexual acts, homosexual unions and marriage. The Sister of Mercy and emeritus professor of Christian Ethics at Yale Divinity School published her book in 2006.
 
The audit found that “Just Love” did not present “a correct understanding of the role of the Church’s Magisterium as the teaching authority of the Bishops united with the Successor of Peter” but, instead, presented it as just “one opinion among others.”
 
It further concluded that Sr. Farley’s work rejected “the objective nature of the natural moral law,” choosing instead to argue “on the basis of conclusions selected from certain philosophical currents” or “from her own understanding of ‘contemporary experience.’”

The issuing of a notification from the Congregation for the Doctrine of the Faith is both significant and infrequent.

Highlighting some specific areas of concern, the congregation noted that Sr. Farley argued in her book that masturbation “usually does not raise any moral questions at all.”
 
She also suggested that homosexual acts “can be justified according to the same sexual ethic as heterosexual relationships,” while homosexual civil unions “can also be important in transforming the hatred, rejection, and stigmatization of gays and lesbians” that is reinforced by “teachings of ‘unnatural’ sex, disordered desire, and dangerous love.”

On marriage, Sr. Farley’s book proposed that re-marriage should not be prohibited “any more than the ongoing union between spouses after one of them has died prohibits a second marriage.”
 
Despite discussions that lasted three years, the Congregation for the Doctrine of the Faith concluded that Sr. Farley “did not adequately clarify the grave problems contained in her book,” which would have prevented the publication of today’s notification.

In response, Sr. Farley said June 4 that she “appreciated the efforts made by the Congregation and its consultants” and did “not dispute the judgment that some of the positions contained within it are not in accord with current official Catholic teaching.”
 
She also stated that her book “was not intended to be an expression of current official Catholic teaching” but as a way of offering “contemporary interpretations of traditional meanings for the human body, gender and sexuality.”

Her religious congregation, the Sisters of Mercy of the Americas, also expressed its “profound regret” at the decision against the work of “a highly respected and valued member.”

“While being faithful to her own faith tradition and commitments, her sensitivity to the varied circumstances, realities and needs of her students is the context she consistently honors,” said the order’s president, Sr. Patricia McDermott, in a June 4 statement.

Today’s ruling means that the book “cannot be used as a valid expression of Catholic teaching, either in counseling and formation,” as the dissemination of such ideas “risks grave harm to the faithful.” The book also cannot be used in ecumenical and inter-religious dialogues.

Tags: Vatican, CDF, Religious Sisters

 

http://www.catholicnewsagency.com/news/vatican-rules-sisters-sexual-ethics-book-is-not-catholic/

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aprile 14, 2012

“Lobby omosessuale orienta le carriere in Vaticano”, parola del gesuita polacco Zaleski

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , — mirabilissimo100 @ 9:53 am

“Lobby omosessuale orienta le carriere in Vaticano”, parola del gesuita polacco Zaleski

“Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”: in questi giorni padre Tadeusz Isakowicz Zaleski non smette di ripetere le parole del vangelo di S. Giovanni (cap. 8, verso 32). Il refrain non si arresta da quando è uscito il suo nuovo libro, intitolato appunto “Mi importa della verità”. In questa intervista-fiume, il prete noto durante il comunismo per il suo appoggio incondizionato a Solidarnośc, e ora per il non comune spirito investigativo con il quale setaccia i documenti conservati nell’Istituto di memoria nazionale IPN, rivela – fra le altre cose – l’esistenza di quella che lui chiama “lobby omosessuale”. Sia al livello nazionale, sia a livello del Vaticano.

Isakowicz Zaleski, però, getta il sasso e nasconde la mano: a parte il caso di Mons. Juliusz Paetz, costretto alle dimissioni da arcivescovo di Poznan ancora da Giovanni Paolo II, perché accusato di molestie nei confronti dei suoi seminaristi, nel libro non compare nessun altro nome. “Farò i nomi soltanto davanti all’apposita commissione che la Chiesa polacca vorrà istituire, visto il clamore delle mie denunce”, assicura il prete.

Strano atteggiamento in una persona convintissima che i suoi lettori sappiano bene di che cosa e di chi si parla. “Sono cose universalmente note”, ribatte Isakowicz Zaleski. E aggiunge: “Io dimostro che uno dei problemi della Chiesa in Polonia oggi è la mancanza di trasparenza per quanto riguarda alcune questioni”.

Una situazione della quale, a suo parere, approfittano esclusivamente i nemici della Chiesa. Era così quando si trattava di svelare l’identità degli ecclesiastici che durante il regime comunista collaborarono con la polizia politica. E’ così, oggi, per quanto concerne l’omosessualità. Che a suo dire è “onnipresente”. Ci sono diocesi, scrive padre Tadeusz, dove tutti hanno queste tendenze, dal vescovo ordinario fino all’inserviente. Nomi? Nessuno. Tanto lo sanno tutti. Idem in Vaticano – perche “più si va in alto, peggio è” – dove a suo dire esiste una forte lobby omosessuale che garantisce le carriere dei suoi membri.

La Chiesa in Polonia, almeno la gerarchia, non ha fretta di discutere con Isakowicz Zaleski per prendere in esame le sue rivelazioni (e cosi facendo rafforza lo scetticismo della stampa, desiderosa di conoscere i nomi). L’unica voce finora levatasi a tal proposito è quella di padre Józef Augustyn, gesuita, da anni disposto e capace di discutere in pubblico delle più scottanti questioni riguardanti la sfera sessuale, sia dei laici, sia del clero.

Secondo il gesuita il problema dell’omosessualità nei ranghi del clero esiste effettivamente, ma padre Isakowicz Zaleski lo ha esposto “in modo ambiguo e superficiale”. Il nodo, dice, non riguarda il fenomeno stesso “sul quale abbiamo poca influenza, ma il nostro atteggiamento di fronte ad esso”.

La tesi del libro, l’esistenza di “una potente cospirazione sessuale all’interno della Chiesa”, non regge di fronte alle domande che sorgono spontaneamente. L’autore basa la propria ipotesi su documenti della polizia politica, ma il gesuita polacco di domanda se si tratti veramente di una fonte degna di fiducia. Più gravi sono le accuse, più forti dovrebbero essere anche le prove, aggiunge padre Augustyn, che non le trova nel volume, Al loro posto insinuazioni e luoghi comuni. Per non parlare delle “pericolose generalizzazioni”, come per esempio, la parte dedicata al Vaticano. La verità, alla quale Isakowicz Zaleski tiene tanto, non sta unicamente nelle informazioni: dovrebbe risiedere anche nelle motivazioni che hanno spinto qualcuno a fornire quelle “notizie”, conclude il gesuita nell’intervista concessa all’agenzia dei vescovi polacchi KAI.

Fonte: Vatican Insider, 11/04/2012

 

http://www.agerecontra.it/public/press20/?p=10505#more-10505

dicembre 3, 2011

IL VATICANO: “GLI ALIENI? BENVENUTI”

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LEGGO.IT

IL VATICANO: “GLI ALIENI? BENVENUTI”

 
Giovedì 01 Dicembre 2011 – 17:03

LONDRA – Il battesimo agli alieni? Perché no? L’astronomo vaticano padre Guy Consolmagno ha dichiarato che non avrebbe problemi a celebrare il sacramento e ha dato il benvenuto a eventuali forme di vita extraterrestri, aggiungendo che, se incontrasse un alieno, sarebbe felice di battezzarlo. Parlando alla vigilia del British Science Festival, padre Consolmagno ha detto al Daily Telegraph di sentirsi «a suo agio» con l’idea di forme di vita evoluta nello spazio interplanetario ma che, a proposito del battesimo degli Ufo, glielo offrirebbe «solo se me lo chiedono». L’astronomo gesuita, uno dei 12 che lavorano per l’Osservatorio della Santa Sede, ha osservato che le caratteristiche che contraddistinguono un’anima (intelligenza, libero arbitrio, libertà di amare e libertà di decidere) non sono necessariamente esclusive degli esseri umani. «Ogni entità, non importa quanti tentacoli abbia, può avere un’anima». Cinquantanovenne, di Detroit, padre Consolmagno è il curatore della collezione di meteoriti della Santa Sede.

 

Anche il Vaticano crede agli alieni!
ALLEGO TESTO INVIATO VIA MAIL A OSSERVATORIO VATICANO, DOPO FUORVIANTE ARTICOLO PADRE CONSOLMAGNO.

Bari, lì 1 dicembre 2011 – per Padre Consolmagno

Dopo le “scempiaggini” pronunziate dal suo collega P. Funes nel 2008 (cui scrissi senza ricevere alcuna risposta), anche Ella oggi gli fa eco dall’alto della sua grande cultura teologica che non la porterà lontano: infatti, come può un uomo che, si presume, crede in Dio (.), supporre l’esistenza di alieni????
Ormai non c’è più speranza di trovare, in Vaticano, un sacerdote assennato, ragion per cui si crogiuoli pure nel suo brodo, conscio che, però, le sue dichiarazioni hanno comunque effetto sul popolo ignorante che confida nel cattolicesimo; tuttavia, giacchè ne pare convinto, mi spieghi perché dovrebbero esistere dei mostriciattoli con gli occhi enormi e le antenne al posto delle orecchie, dato che la bibbia non ne parla: oltre l’uomo, Dio ha creato esseri angelici (cherubini, serafini, angeli, arcangeli) un terzo dei quali son dive-nuti “dèmoni” al seguito di Lucifero (Ef. 6,12). Non c’è alcun cenno a presunti ufo! Pertanto, poiché da quel “cielo” da cui lei si aspetta alieni scenderà, invece, Gesù (Filippesi 3,20 – 1^ Tsl. 4,16-18), è pronto a questo futuro incontro che svergognerà gli errati inse-gnamenti di Sancta Romana Ecclesia? Beh, io so soltanto (perché lo dice il Signore), che chi non verrà trovato scritto nel Libro della Vita (Ap. 20,15 e 21,8) sarà gettato VIVO nello stesso luogo fisico destinato a Satana, perciò la esorto a riflettere bene.
Di Fede Salvatore (cristiano)

p.s. Su You Tube è disponibile il mio video di aprile 2011 digitando “Segni ultimi Tempi”.

commento inviato il 01-12-2011 alle 18:01 da di.fede.s@alice.it

 

http://www.leggo.it/articolo.php?id=151405

luglio 21, 2011

PRETI PEDOFILI: IL PREMIER IRLANDESE SFIDA IL VATICANO

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 2:09 pm

LEGGO.IT

PREMIER IRLANDESE SFIDA IL
VATICANO: “STUPRI IGNORATI”

Mercoledì 20 Luglio 2011 – 19:35
Ultimo aggiornamento: 19:38
                  

Enda Kenny

LONDRA – Attacco senza precedenti nei confronti del Vaticano. A lanciarlo è stato il  primo ministro irlandese Enda Kenny, dalla sede del Parlamento. Il premier ha accusato infatti la Santa Sede di aver minimizzato stupri e torture subiti dai bambini irlandesi per volontà di preti molestatori: secondo Kenny il rapporto sulla diocesi di Cloyne, pubblicato la scorsa settimana, ha messo in luce il tentativo del Vaticano di frustrare l’inchiesta sulle molestie sessuali. L’atteggiamento della Santa Sede sulle indagini a Cloyne «sono state al polo opposto del radicalismo, l’umiltà e la compassione su cui è stata fondata la Chiesa», ha detto il primo ministro. Kenny ha aggiunto che le violenze su minori sono state «minimizzate» o «gestite» per mantenere intatto il potere e la reputazione dell’istituzione ecclesiastica. Le parole di Kenny sono venute sulla scia del primo commento a titolo personale del portavoce vaticano Padre Federico Lombardi sul rapporto: la pubblicazione del rapporto sulla diocesi di Cloyne «segna una nuova tappa del lungo e faticoso cammino di ricerca della verità, di penitenza e purificazione, di guarigione e rinnovamento della Chiesa in Irlanda», cammino a cui la Santa Sede «non si sente affatto estranea, ma vi partecipa con solidarietà e impegno, aveva detto Padre Lombardi »riflessioni personali« che »non costituiscono in alcun modo la risposta ufficiale della Santa Sede«. Il rapporto Cloyne ha fatto luce sugli abusi su minori commessi da 19 sacerdoti e sulle relative coperture nel periodo dal 1996 al 2009.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
http://www.leggo.it/articolo.php?id=132513
 
 
 
 
 
 
 

dicembre 11, 2010

Wikileaks: reticenze del Vaticano sugli abusi

Filed under: Senza Categoria — Tag:, — mirabilissimo100 @ 10:19 am

Rainews24.it

Wikileaks: reticenze del Vaticano sugli abusi

Vaticano, 11-12-2010

Nella nota ufficiale diffusa questa mattina, la Sala stampa vaticana ha ribadito che i rapporti pubblicati da Wikileaks in nessun modo possono essere “considerati espressione della stessa Santa Sede nè citazioni precise delle parole dei suoi Officiali” e quindi la loro stessa attendibilità va valutata con “riserva” e “prudenza”.

Come sempre il problema non è tanto la sostanza dei dispacci rivelati da WikiLeaks, ma piuttosto il tono: comunque, i cablogrammi partiti negli ultimi dieci anni dall’Ambasciata americana presso la Santa Sede in direzione Washington dipingono un Vaticano visto dagli Usa con parecchia diffidenza.

Nei dispacci pubblicati oggi dal Guardian di Londra e dallo spagnolo El Pais si dipinge un Vaticano tecnologicamente arretrato e indietro nei tempi; popolato di gente che parla poco l’inglese (incluso il segretario di Stato cardinal Tarcisio Bertone, uno “yes man” “digiuno di diplomazia”); guidato da un papa, Benedetto XVI, che nonostante le pressioni degli Usa si è progressivamente dichiarato sempre più contrario all’ingresso della Turchia nell’Unione Europea.

Una Santa Sede insomma restia a collaborare con la politica americana. Ma anche, secondo i dispacci Usa, poco incline a collaborare alle inchieste sulla pedofilia; in particolare un dispaccio si occupa dell’indagine promossa in Irlanda dalla commissione guidata dal giudice Murphy, sugli abusi sessuali commessi dal clero di Dublino. Nel documento, intitolato ‘Lo scandalo sugli abusi sessuali crea tensioni nei rapporti tra Irlanda e Vaticano, scuote la chiesa irlandese e pone delle sfide alla Santa Sede’, si afferma che il Vaticano si sarebbe inizialmente offeso perché la commissione Murphy non avrebbe rispettato le normali procedure di inchiesta, tanto da indurre il cardinale Tarcisio Bertone, a scrivere all’Ambasciata irlandese.

Proprio su Bertone si appuntano gli strali di un dispaccio del 2009 (epoca in cui all’Ambasciata presso la Santa Sede ci sono gli inviati di Obama Miguel Humberto Diaz e la sua numero due Julieta Valls). Il cardinale secondo il cablo intitolato “Fixing what’s lost in translation” (‘sistemare ciò che si perde nella traduzione) “ha uno stile pastorale personale che a volte lo porta lontano da Roma, in giro per il mondo, a occuparsi di problemi spirituali prima che della politica estera”.

Secondo Valls “non sono poche le voci che chiedono la destituzione del cardinale dal suo attuale posto”. In generale la diplomazia vaticana non parla inglese; monsignor Paul Tighe, numero due del Consiglio Pontificio delle comunicazioni, direbbe a Valls che i consiglieri più vicini a Benedetto XVI che noono italiani ma che sarebbe bene “Nominare più portavoce di lingua inglese nel circolo intimo del papa”. Non solo, il Vaticano ignora gli strumenti di comunicazione del XXI secolo. Solo il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha il Blackberry, e pochi collaboratori del Papa hanno un indirizzo di email: “La maggior parte dei più alti esponenti del Vaticano, tutti uomini, in media sui 70 anni, non comprende i mezzi moderni e le nuove tecnologie informatiche”.

Infine la Turchia: in una serie di dispacci dal 2004 al 2009 si delinea un ritratto di Papa Ratzinger responsabile della crescente ostilità del Vaticano all’ingresso di Ankara nell’Unione europea, dalla difesa delle “radici cristiane” fino a uno degli ultimi cabli in cui si dice che “il Vaticano potrebbe preferire la Turchia impegnata a sviluppare un rapporto speciale, qualcosa di meno dell’ingresso nell’Ue”.

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=148219

luglio 23, 2010

“I preti gay vengano allo scoperto”

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LA STAMPA.IT
 
 
23/7/2010 (12:36) – BUFERA DOPO L’INCHIESTA SUGLI UOMINI DI CHIESA OMOSESSUALI
“I preti gay vengano allo scoperto”
Il vicariato di Roma: nessuno
li costringe a rimanere sacerdoti, sfruttandone soltanto i benefici
CITTA’ DEL VATICANO
Se ci sono sacerdoti gay, «coerenza vorrebbe che venissero allo scoperto», perche «nessuno li costringe a rimanere preti, sfruttandone solo i benefici». Lo afferma il vicariato di Roma in una nota diffusa all’indomani delle rivelazioni di Panorama su alcuni preti che condurrebbero una «doppia vita», frequentando nel tempo libero i locali di ritrovo degli omosessuali della capitale. Il vicariato di Roma, pur tacciando l’articolo di scandalismo e di diffamazione, di fatto non esclude che qualche sacerdote possa condurre una doppia vita, precisando però che a Roma vivono molti sacerdoti provenienti da tutto il mondo per studiare e che nulla hanno a che fare con la Chiesa di Roma. «Non vogliamo loro del male – si afferma nella nota pubblicata sul sito del vicariato Romasette.it – ma non possiamo accettare che a causa dei loro comportamenti sia infangata la onorabilità di tutti gli altri».

Su Panorama in edicola oggi viene descritta proprio quella doppia vita di «numerosi» sacerdoti romani, di cui però viene rivelato solo qualche nome di fantasia. In copertina due mani giunte su un rosario contornate di peli e con le unghie laccate di rosa. «Puro scandalismo», commentano le fonti vaticane disposte a parlare del caso in forma anonima, affermando la mancanza di elementi sufficienti per essere sicuri che si sia trattato di veri sacerdoti, e osservando che potrebbe trattarsi di uno dei tanti «serpenti marini» inventati per i bagnanti sotto l’ombrellone.

Il cronista dell’inchiesta, entrato nel giro con l’ausilio di un amico gay, ammette che al primo incontro, avvenuto il 2 luglio ad una festa omosessuale in un locale del quartiere popolare romano di Testaccio, ha temuto di essere capitato «in mano a gente in malafede o a dei mitomani». Il seguito dell’indagine sembra però averlo convinto del contrario, avendo riconosciuto alcuni uomini, incontrati nell’ambiente gay romano, mentre dicevano messa in chiesa. Intanto per l’Arcigay l’inchiesta, che a dire di alcuni suoi dirigenti rivela verità già note nell’ambiente grazie a un nutrito catalogo di chat e servizi di sms, ridà forza alle accuse di «omofobia» rivolte alla Chiesa. «Ci sono tanti sacerdoti omosessuali, ma questo non fa di loro dei cattivi preti», afferma Luca Trentini, segretario nazionale di Arcigay, anche se questa non è l’opinione del Vaticano che, da sempre contrario, almeno a parole, alle inclinazioni omosessuali, negli ultimi anni ha sancito a più riprese che le porte di seminari e ordini religiosi non possono essere aperte ai gay.

 
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201007articoli/56982girata.asp

luglio 15, 2010

Pedofilia,da S.Sede norme più dure

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Pedofilia,da S.Sede norme più dure

15/7/2010

La prescrizione passa da 10 a 20 anni

Per combattere con maggiore efficiacia la pedofilia, il Vaticano vara norme più severe. La prescrizione per questi reati passa da dieci a vent’anni, gli abusi sessuali su handicappati psichici vengono equiparati a quelli sui minori e si introduce nel codice il “delitto di pedopornografia“. Sono queste alcune delle modifiche al documento “Delicta graviora” che era stato elaborato dalla Santa Sede nel 2001. Previste procedure più rapide per i casi gravi.

Pedofilia,da S.Sede norme più dureLe nuove norme sugli abusi sessuali pubblicate dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, spiega il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, “prevedono in particolare procedure più rapide per affrontare con efficacia le situazioni più urgenti e gravi, permettono l’inserimento di laici nel personale dei tribunali ed equiparano l’abuso su persone con limitato uso di ragione a quello sui minori”.

“Si ripropone – aggiunge Lombardi – la normativa sulla confidenzialità dei processi, a tutela della dignità di tutte le persone coinvolte”. Inoltre, precisa il portavoce vaticano, “trattandosi di norme interne all’ordinamento canonico, di competenza cioé della Chiesa, non trattano l’argomento della denuncia alle autorità civili”.

“Tuttavia – chiarisce Lombardi – l’adempimento di quanto previsto dalle leggi civili fa parte delle indicazioni impartite dalla Congregazione per la Dottrina della Fede fin dalle fasi preliminari della trattazione dei casi di abuso, come risulta dalle ‘Linee guida’ già pubblicate in merito”.

La Congregazione per la Dottrina della Fede “sta anche lavorando a ulteriori indicazioni per gli episcopati, affinché le direttive da essi emanate in tema di abusi sessuali su minori da parte del clero o in istituzioni connesse con la Chiesa siano sempre più rigorose, coerenti ed efficaci”.

Nei delitti contro la fede e in quelli “più gravi” contro i costumi e la morale (in cui rientra la pedofilia), infine, secondo la nuova normativa la Congregazione per la Dottrina della fede “ha il diritto” di giudicare anche i cardinali.

Nuove competenze anche su donne prete
La Congregazione per la Dottrina della Fede acquista competenza, come tribunale di secondo grado, a occuparsi dei delitti di eresia, scisma, apostasia, e il reato (all’interno della Chiesa cattolica) dell’ordinazione delle donne prete. E’ quanto stabiliscono le norme vaticane che rivedono il documento sui “Delicta Graviora”, pubblicato nel 2001, lo aggiornano nella parte della lotta alla pedofilia e e attribuiscono al dicastero della fede nuove competenze caso di appello.

Il tentativo di ordinare le donne prete è un delitto gravissimo contro la fede, e per tale motivo, se ne occuperà, in appello, l’ex Sant’Uffizio. Tuttavia, nel presentare le nuove regole che aggiornano il documento del 2001 sui “Delicta Graviora”, i responsabili della Santa Sede hanno precisato che si tratta di un delitto “gravissimo” contro la fede, ma non può essere equiparato a quelli di pedofilia, che riguardano la dimensione morale.

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo486406.shtml

giugno 28, 2010

Vaticano: errori da Propaganda Fide

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 3:00 pm

Vaticano: errori da Propaganda Fide

28/6/2010

“Buona fama” per ente sotto indagine

In una lunga nota, la Santa Sede ha difeso la “buona fama” di Propaganda Fide. Pur ammettendo che nell’amministrazione del patrimonio immobiliare può “essere esposto ad errori di valutazione e alle fluttuazioni del mercato”. Propaganda Fide è finita nell’inchiesta sulla “cricca degli appalti”, in relazione alla gestione avvenuta sotto la guida del cardinal Crescenzio Sepe, dal 2001 al 2006, attualmente indagato per “corruzione” a Perugia.

Vaticano: errori da Propaganda FideLa Santa Sede ha annunciato che nel futuro la potente Congregazione avrà “una gestione professionale”, in “linea con gli standard più avanzati”, per evitare “gli errori di valutazione” del passato.

“La Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli ricava le sue risorse principalmente dalla colletta della Giornata Missionaria Mondiale, interamente distribuita tramite le Pontificie Opere Missionarie nazionali, e, in secondo luogo – si legge nella nota vaticana – dai redditi del proprio patrimonio finanziario ed immobiliare”. “Il patrimonio si è formato nel corso dei decenni grazie a numerose donazioni di benefattori di ogni ceto, che hanno inteso lasciare parte dei loro beni a servizio della causa dell’Evangelizzazione”, ricorda il comunicato della Santa Sede.

“La valorizzazione di tale patrimonio è naturalmente un compito impegnativo e complesso,che si deve avvalere della consulenza di persone esperte sotto diversi profili professionali e che, come tutte le operazioni finanziarie, può essere esposto anche ad errori di valutazione e alle fluttuazioni del mercato internazionale”, si ammette.

http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo485106.shtml

giugno 21, 2010

JESUS CHRIST SUPERSTAR-OPERA SUPERBLASFEMA-ACCETTATA DAL VATICANO

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 10:13 am

JESUS CHRIST SUPERSTAR-OPERA SUPERBLASFEMA-ACCETTATA DAL VATICANO

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Articolo dal TGCOM:

Matteo Becucci torna con il musical

21/6/2010
 

Sarà Giuda in “Jesus Christ Superstar”

Lo avevamo lasciato due anni fa a “X Factor“, vincitore del talent show musicale. Adesso Matteo Becucci si gioca la carta del musical. Ma non uno qualsiasi, bensì lo spettacolo per eccellenza: “Jesus Christ Superstar“. Matteo vestirà i panni di Giuda dal 26 al 28 novembre al teatro “Smeraldo” di Milano. Con lui, sul palco, anche Mario Venuti e Nicki Nicolai.

A quindici anni dallo storico debutto (che fece tappa anche al “Teatro Ventaglio Smeraldo”), ecco di nuovo sul palco una produzione esplosiva che farà rivivere i fasti dell’”opera rock” più amata dal pubblico italiano.

Uno spettacolo firmato da Massimo Romeo Piparo che vede la partecipazione di Mario Venuti nel ruolo di Pilato e Nicki Nicolai che interpreterà la Maddalena, mentre Paride Acacia sarà Gesù. Con orchestra dal vivo, il tutto in lingua originale inglese.

Dopo undici stagioni consecutive di repliche, oltre un milione di spettatori, più di cento artisti alternatisi nel cast e la memorabile edizione nel 2000 con Carl Anderson, ritorna dunque lo spettacolo-record. Il “Jesus Christ Superstar” di Piparo è infatti il primo prodotto in Italia, l’unica versione peraltro ad avere avuto il riconoscimento del Vaticano.

Ma non è finita. Nel ricordo del grande interprete di Giuda – a cinque anni dalla sua prematura scomparsa – verrà proiettato il video “So Long Judas” con inediti brani, interviste e immagini che ricordano la partecipazione di Anderson. Una prova non facile, dunque, quella di Matteo Becucci che per l’appunto interpreta Giuda.

Ma che, sicuramente, supererà a pieni voti.

http://www.tgcom.mediaset.it/televisione/articoli/articolo484389.shtml

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 JESUS CHRIST SUPERSTAR E’ UN OPERA DIABOLICA E SUPERBLASFEMA
 
Ecco una recensione che descrive il film JCS:
 
Il titolo più appropiato sarebbe Giuda Superstar.
Recensione di Walter
 
 
 
Il film di N.F.Jewson,Jesus Christ Superstar,resterà un film sempre moderno,specialmente perché fa rivivere l’ebbrezza degli anni 70. E’ uno dei film che piace di più ai giovani,specialmente per le musiche.In questo film il vero eroe è Giuda,sapiente e razionale. Il film inizia,con l’arrivo di un enorme autobus nel deserto. Dall’autobus scendono un gruppo di hippies,hanno con loro una enorme croce.Questi hippies,si mettono dei costumi e si truccano. Al’improvviso,fra loro spunta un ragazzo biondo dagli occhi azzurri,gli hippies lo vestono con una tunica bianca.Tutti insieme,al’improvviso, iniziano a cantare il Musical di A.L.Webber&T.Rice,”Jesus Christ Superstar”. Il ragazzo biondo,è Gesù,gli si avvicina una ragazza,è Maria Maddalena,una peccatrice,che riesce con la sua dolcezza a conquistare Gesù,il quale per lei è solo un uomo,e sta sempre con lui,giorno e notte. Maria ama molto Gesù,lo coccola,lo profuma,gli canta una dolce canzone. Giuda,vedendo che Gesù,si comporta da libertino,facendosi amare da una peccatrice,lo critica di comportarsi il contrario di come insegna. Questo Gesù,non solo è libertino,ma è anche confuso,non sa chi sia,ne perché deve morire,perfino si dimostra duro con dei lebrosi e malati che gli chiedono aiuto,dice loro che sono troppi,non devono spingerlo, che non ce la fà a guarirli,e li manda via,dicendo loro di guarirsi da soli.Giuda,vede Maria che unge Gesù,con il costoso nardo,e si infuria. Quindi Giuda va a tradire Gesù.Dopo l’ultima cena,Gesù inizia la sua passione nell’orto degli ulivo il Getzemani.Questo Gesù,non è sicuro,è triste,stanco,e inveisce contro Dio,a cui chiede di mostrargli che non sarà ucciso invano,che c’è uno scopo perché vuole farlo morire,poi gli dichiara che è molto astuto sul dove e sul come,ma non è così esperto sul perché.Gesù,viene arrestato,viene portato da Pilato,poi da Erode, poi di nuovo da Pilato.Gesù,viene condannato,viene frustato. Ora accade,non è più una recita,Gesù viene davvero crocifisso. Giuda,pentito,si scaglia contro Dio e lo accusa dicendogli,che non saprà mai perché lo ha scelto per il suo crimine,i suo ripugnante, crudele crimine,e gli urla che Lui lo ha assasinato.Giuda si impicca. Giuda,muore e diventa un candido Angelo,il quale scende dal cielo, insieme ad altri angeli,con i quali prende in giro il crocifisso,dicendogli che si è fatto crocifiggere invano,ed altri insulti.Gesù,muore davvero,gli hippies,allora vanno via di corsa, lasciando Gesù,tra due crocifissi morti.Gli ultimi a prendere l’autobus sono il ragazzo di colore che faceva la parte di Giuda, e la ragazza che faceva la parte di Maria Maddalena. Il film finisce così,l’autobus si allontana velocemente,mentre all’orizzonte con il sole che tramonta,si vede il crocifisso, un uomo ucciso e abbandonato da una banda di squilibrati. Questo è il Vangelo visto da Jewison,che non crede in Gesù. Ma chi crede in Gesù,sà che Gesù è davvero risorto,dopo ascese incielo,e da lì scenderà nello stesso modo come è asceso, solo alla fine del mondo.Chi crede in Gesù sà che era Santo e castissimo,pieno d’amore verso tutti.Gesù,guariva tutti i malati che accorrevano a lui,Gesù disse”Venite a me,voi tutti che siete affaticati e stanchi,ed io vi darò sollievo”. Gesù,amava e obbediva al Padre,facendo sempre la sua volontà. Nei Vangeli Maria Mddalena,non era una peccatrice, amava Gesù con purezza tanto da essere degna di vederlo per prima risorto.Giuda invece,viene chiamato diavolo da Gesù.
 
 
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Ecco una recensione sul musical JCS dal punto di vista cristiano:
 
JESUS CHRIST SUPERSTAR è un opera molto blasfema,principalmente perché
gli autori;Andrew Lloyd  Webber e Tim Rice,sono agnostci,non credono in Gesù.
Nelle varie interviste hanno dichiarato che per loro Gesù era un falso pofeta,sciocco
e libertino,mentre il vero sapiente era solo Giuda,l’unico che capiva come andavano le cose.
Quindi vediamo che il Musical JCS insiste sulla negazione del Figlio di Dio.
All’inizio,vediamo che la prostituta Maria Maddalena,riesce a sedurre Gesù,con le sue arti,
lo cosparge di mirra,lo coccola,l’accarezza.Giuda vedendo questo,critica Gesù di essere
immorale,e fare il contrario di ciò che insegna.Intanto Gesù e Maddalena,vivono insieme
giorno e notte,lei di notte gli canta una sensuale ninna nanna,gli sussurra di stare
calmo,di rilassarsi e chiudere gli occhi,mentre lei baderà a lui e lo rinfrescherà con la
mirrà.Gesù e Maddalena sono quindi amanti.Ecco come Maddalena descrive il suo
amore per Gesù;
“Io non so come amarlo,cosa fare a convincerlo.
E’ un uomo,è solo un uomo,ed io ho avuto tanti uomini prima,
in tutti i modi.Lui è solo uno in più.
Dovrei violentarlo?
Dovrei gridare e urlare?
Dare sfogo ai miei sentimenti?
Poi,se mi dicesse che mi ama,
non potrei resistere,propio non potrei resistere…..
Lo voglio così,l’amo così”.
 Quindi la prostituta Maddalena,crede che questo suo amato Gesù,non è altro che uno dei
suoi tanti amanti,è solo un uomo,un uomo come gli altri che  vanno a prostitute.
Quindi nel Musical JCS,Gesù è un libertino peccatore,non è finita qui,la dissacrazione continua.
Ecco che nel Musical Gesù è pure malvagio.Quando una folla di bisognosi e malati,
e lebbrosi preme per ricevere guarigioni,conforto e consolazione,
Gesù dice loro con furia”Siete troppi-non spingete!Non ce la faccio-non premete!
Guaritevi da soli,lasciatmi in pace”Questa è la pura e semplice negazone della
più importante verità del vangelo:la divinità del Signore Gesù.
Gesù,nel Musical non solo è libertino e malvagio,è anche un essere insicuro,triste, stanco,
è confuso e no sa realmente chi è,perché deve morire,e si ribbella  a Dio,perché lo fa morire
senza un motivo:”Mostrami adesso che non sarò ucciso invano……………………………………
…..Mostrami che c’è uno scopo perché mi vuo fare morire.Sei molto astuto sul dove e sul come,ma non così
esperto sul perché”Quindi abbiamo un Gesù che bestemmia Dio,e poi continua a urlare a Dio,
dicendogli di inchiodarlo e ucciderlo adesso prima che lui cambi idea,vere bstemmie
che rendono Gesù il contrario di come è descritto nel Vangelo.
Anche Giuda nel Musical accusa Dio di averlo usato;”Dio!Non saprò mai perchè mi hai scelto per il tuo
crimine,il tuo ripugnante,crudele crimine!Tu mi hai assssinato!”
Però poi nel Musical,vediamo che Giuda,dopo essersi impiccato,muore e diventa un Angelo,
e scende dal cielo con altri Angeli e prende in giro Gesù che si trova sulla croce,dicendogli
che si è fatto crocifiggere invano.
Gesù,nel Musical,muore crocifisso,non risorge,infatti non è Figlio di Dio ma un pazzo peccatore
libertino e malvagio.
Che atei amino questo Musical è normale,ma chi si dice cristiano ed accetta questo Musical,
nega la sua fede ed è un ipocrita e bestemmia Dio,le Sacre Scritture e il Signore Gesù.
Se Gesù fosse stato come quello del Musical,il cristianesimo non sarebe mai nato,e
nessuno conoscerebbe Gesù ora.
 

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ORMAI DENTRO LA CHIESA CATTOLICA REGNA SATANA
 
JCS PROMOSSO DAL VATICANO  CHIESA CATTOLICA
 
Da molto tempo c’è questo atteggiamento blasfemo,già gli anni 70,mentre in tutta Italia,le canzoni
del musical,blasfemo,Jesus Christ Supertstar,erano censurate,venivano radiotrasmesse,
da Radio-Vaticana.JCS, ormai è diventata un opera di culto cattolico,perfino ai bambini la fanno recitare
sull’altare delle chiese,vediamo le bambine che cantano a Gesù un amore sessuale,definendolo uno
dei tanti che va a prostitute,e i bambini fanno la parte di un Gesù,cattivo,che manda via con crudeltà,
i malati che gli chiedono aiuto,un Gesù,che si arrabbia contro  l’Onnipotente,perché,lo fa morire
senza un motivo.
Quante bestemmie, tutto accade anche perchè,i cattolici,sono ignoranti non posseggono Bibbie,
ne conoscono il Vangelo, in chiesa nemmeno si legge il Vangelo, si preferiscono, citazioni
da religioni pagane.
Le chiese cattoliche alla pari delle protestanti, sono diventati  teatri e discoteche con tutti i tipi di musica,
compresa la satanica rock.
Il clero e i teologi cattolici,sempre più dichiarano,che i fatti del Vangelo,sono leggende,mentre sempre
 più approvano e appoggiano, films blasfemi contro Gesù.
 
Ora si ci mettono pure le suore  a diffondere JCS !
(1) Perfino  lo citano come Vangelo di Matteo;
 
Figlie di S. Maria della Provvidenza – Provincia “Beati Luigi e Chiara” – Via Statale per Lecco, 20 – 22100 Como (Italia)
Video:

 
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UN AVVERTIMENTO A TUTTI COLORO CHE FANNO OPERE BLASFEME CONTRO GESU’

Tutti dovremo un giorno comparire davanti al vero Signore Gesù Cristo,
 non davanti a quello partorito dall’immaginazione di qualche ateo ma al Giudice di tutta la terra. 

 Il nostro destino eterno dipende dal rapporto che avremo avuto con Lui. 

V.Giovanni:

3, 36
 “Chi crede nel Figlio ha vita eterna; chi invece rifiuta di credere
al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui”

Chi nega la divinità di Gesù è l’anticristo, quindi un dannato in eterno.
 
Prima Lettera Giovani:
 
 2, 22-23
 
Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. 

Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.

4, 2-3

 Da questo potete riconoscere lo spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; 

ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo.

 
Gesù ci ha avvertiti riguardo le bestemmie contro di Lui.
 
V. Matteo:
 
 12, 30-37
 
12,30] Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde.

[31] Perciò io vi dico: Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata.

[32] A chiunque parlerà male del Figlio dell’uomo sarà perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro.

[33] Se prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono; se prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l’albero.

[34] Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? Poiché la bocca parla dalla pienezza del cuore.

 
[35] L’uomo buono dal suo buon tesoro trae cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae cose cattive.

[36] Ma io vi dico che di ogni parola infondata gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio;

[37] poiché in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato”.

 

Non abbiamo bisogno di opere  blasfeme su Gesù,

ma solo il Vangelo è verità salvifica!
San Paolo ci ha avvertiti.

Lettera a Galati:

1,8-9
Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un
vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema! 
 L’abbiamo gia detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un
vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema!

N.B. Sia Anatema corrisponde, sia maletto e vada all’inferno !

Citazioni Bibbia

http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM

http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/

http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/jesus-christ-superstar-e-un-opera-diabolica-e-superblasfema/jesus-christ-superstar-opera-superblasfema-accettata-dal-vaticano

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