Mirabilissimo100’s Weblog

gennaio 28, 2008

SI ALLA VITA E NO ALL’ABORTO

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Sì alla vita, no all’aborto. Perché?

Cefid

L´embrione umano ha una sua dignità? Oppure non è considerato un essere umano? Si può parlare della sua tutela giuridica e legale? L’aborto può essere considerato un omicidio allo stato puro di un essere innocente?

La riflessione riguarda il tema dell’identità di embrione, perché solo dopo aver dimostrato che l’embrione umano è un essere umano in toto, allora si potrà parlare della sua tutela giuridica e legale.

La Chiesa, in varie encicliche, per la voce di Papa Paolo VI, con la Donum Vitae, ma soprattutto con l’Evangelium Vitae, di Giovanni Paolo II, si è sempre pronunciata in maniera molto chiara e diretta sul tema dell’aborto. Tuttavia le motivazioni che stanno alla base della denuncia della Chiesa Cattolica nei confronti dell’aborto, non sono esclusivamente di carattere morale e etico. Anzi…le considerazioni morali sono conseguenza diretta di elementi di carattere scientifico che, dimostrando la vita fin dal concepimento, obbligano la morale, l’etica e la legge a prendersi cura dell’embrione come di un qualunque essere umano pienamente sviluppato e giunto alla fase adulta. Partiamo quindi dall’idea che le posizioni della Chiesa trovano riscontro e fondamento nella scienza e nella medicina e che grazie a questi elementi possiamo comprendere realmente.

Il problema fondamentale è domandarsi: quando io ho cominciato ad essere?

  1. L’io umano comincia ad essere quando ha inizio la sua corporeità, per questo motivo, la domanda più corretta è quando il mio corpo ha iniziato ad esistere. A questa domanda la biologia risponde: nel momento della fusione dei due gameti, il gamete maschile e quello femminile, del padre e della madre del bambino.Questa considerazione ha costituito una base veritiera e reale, fin dall’inizio, anche quando gli studi sull’embriologia neppure si conoscevano. A riprova di questo fatto, chi si occupa di fecondazione in vitro, parte dal presupposto che lo zigote, cioè il prodotto dell’unione dei due gameti, viene trasferito nell’utero di un’ altra donna solo per svilupparsi come individuo, ma in realtà il bambino è già stato concepito. Cioè lo zigote è già il bambino che la donna non poteva avere e che ottiene di far crescere nel suo corpo, utilizzando i semi di altri.
  2. L’embriologia e lo studio dello sviluppo dello zigote, hanno solidificato questo concetto. Appena l’ovulo e lo spermatozoo interagiscono tra loro, ne nasce un nuovo sistema con caratteristiche proprie e specifiche. L’ovulo e lo spermatozoo sono due sistemi a loro volta diversi tra loro, differenti, ma il nuovo sistema-zigote, non è una semplice somma dei due sistemi singoli, ma una specie di sistema combinato, che incomincia ad operare come una “nuova unità”, con le sue determinazioni specifiche, con tutte le condizioni intrinseche necessarie che lo condurranno al suo pieno sviluppo. Per questo motivo già lo si chiama embrione unicellulare.
  3. Il centro biologico di questo nuova unità è il genoma, cioè una struttura interna all’embrione, che contiene in sé, come in una memoria, le informazioni essenziali per la graduale formazione e sviluppo dell’individuo umano. E’ il genoma che distingue l’unicità dell’embrione, che lo differenzia da un qualsiasi altro e che gli conferisce la sua identità. Per questo motivo l’embrione è già un adulto in potenza, e un bambino in atto, come si direbbe in filosofia.
  4. L’esame in laboratorio dello sviluppo dell’embrione, operato su mammiferi e perfettamente estendibile sugli embrioni umani, per conoscenze già acquisite e non per semplice analogia, rivelano che il genoma possiede tre proprietà importantissime che caratterizzano il processo di sviluppo dell’embrione:
    • Coordinazione: tutto il processo di sviluppo dell’embrione, da quando è zigote in poi, dipende da un susseguirsi di attività molecolari e cellulari che sono contenute fin dall’inizio nel genoma e sotto la sua giuda. Il processo di sviluppo e crescita dell’embrione ha quindi un carattere di continuità.
    • Continuità : il processo prosegue ininterrottamente fino alla fine, se non viene interrotto, cioè il processo di formazione dell’individuo è continuo. E’ sempre lo stesso individuo che va acquisendo una forma definitiva.
    • Gradualità : lo sviluppo, cioè passa da forme più semplici a forme maggiormente complesse. Questa legge implica che l’identità è la stessa fin dall’inizio, ciò che cambia è soltanto la graduale assunzione della sua forma terminale. Facciamo un esempio per capire meglio. Si diventa adulti gradualmente, lo sviluppo e la maturazione fisica e psicologica che definisce la fase dell’adultità non avviene di colpo, ma nessuno oserebbe dire che finché sono adolescente mi chiamo e sono Francesco e da adulto sono diventato un altro, Sandro. Io sono sempre Francesco, ma mi sviluppo, cresco, divento grande. Lo stesso ragionamento vale anche per l’embrione. Non sono le dimensioni che fanno l’essere umano.

La conclusione dedotta da questi dati biologici è che l’embrione è un essere umano fin dal concepimento. L’aborto, di conseguenza è l’omicidio volontario di un essere umano, innocente e indifeso.

http://www.regnumchristi.org/italiano/imprimir/index.phtml?se=58&ca=142&te=86&id=4186

LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO

Filed under: Senza Categoria — Tag:, — mirabilissimo100 @ 7:01 pm

A chi sostiene la legittimità dell’aborto, sulla base della convinzione falsa che l’embrione di pochi mesi che si sviluppa nel seno di una donna non è ancora un bambino, la Parola del Signore dimostra l’esatto contrario con una chiarezza lapalissiana che  è impensabile contestare o mettere in discussione.

    Basterebbe citare come estremamente significative ed eloquenti al riguardo le meravigliose parole del salmo 139 in cui l’autore parla dell’embrione formato, tessuto e conosciuto da Dio prima ancora di venire alla luce:

“Sei tu che hai creato le  mie viscere

E mi hai tessuto nel seno di mia madre.

Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto,

intessuto nelle profondità della terra.

  Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi e tutto era scritto nel tuo libro; i miei giorni erano  fissati quando ancora non ne esisteva uno”.

   Nessun dubbio quindi sul fatto che è Dio a formare l’uomo nel seno di sua madre  e che l’embrione ha la sua dignità  di essere umano dal primo momento del concepimento.

   Pur tuttavia, il mondo, sordo e cieco ai richiami di Dio  ed agli appelli di Maria SS.ma alla conversione, continua imperterrito nel costruire una cultura di morte  che trova le sue espressioni più aberranti nell’aborto chirurgico, nell’eutanasia ed oggi nella  RU 486, la pillola usata per abortire in diverse nazioni del mondo e, probabilmente, fra poco, anche in Italia.

   Se il mondo laico  plaude a quella che ritiene una conquista di civiltà, noi cristiani  vediamo nella RU un ulteriore attacco alla vita e  constatiamo con dolore che la scienza, dono stupendo di Dio all’uomo per servire la vita, è invece strumento messo al servizio della morte.

   Ed a servizio della morte è la RU 486, la pillola abortiva che consente di interrompere la gravidanza senza ricorrere ad interventi chirurgici, realizzando l’aborto con una sostanza chimica che uccide l’embrione.

   La Chiesa, custode, testimone e proclamatrice del Vangelo di Cristo, leva a ragione il suo grido indignato, contro questo farmaco mirato ad eliminare un bambino con un aborto più facile, banalizzato, autogestito, fai da te, edulcorato e reso meno traumatico.

     Ma nessun cristiano che sia degno di tale nome e che aspiri ad essere realmente tale può sminuire la gravità dell’aborto che, quali che siano i mezzi usati per la sua attuazione, va visto nella sua tragica realtà: quella dell’ l’uccisione di un essere umano perpetrata nel momento in cui esso non ha voce per difendere il suo diritto a vivere ed a conoscere Dio, il mondo, gli uomini,suoi fratelli in Cristo e figli di Maria.

   La strage degli innocenti che ebbe inizio Erode, lungi dall’essere  una tragica pagina circoscritta ad un momento storico che si perde nella notte dei tempi, continua ad alimentare un lungo fiume di sangue che attraversa i secoli ed i millenni della storia umana fino ai nostri giorni. Il sangue innocente di 50 milioni ed oltre di bambini abortiti ogni anno ai quali è stato impedito di nascere da coloro che, per missione e mandato,sono chiamati a collaborare con Dio nel generare la vita umana  grida oggi dalla terra verso il Creatore.

  E’ un dato di fatto che neppure gli animali, rispetto ai quali vantiamo la nostra presunta superiorità, sopprimerebbero il figlio che attendono, mentre noi esseri umani, creati ad immagine e somiglianza di Dio ed eredi della vita eterna grazie alla redenzione operata dall’amore di Cristo, con grande disinvoltura priviamo un bambino del diritto di nascere, peccando gravemente e dimostrandoci ingrati verso il Signore che con un bambino ci affida il tesoro di una vita da educare perché quel figlio possa conoscerLO, amarLO, lodarLO e servirLO nel corso della sua vita sulla terra e contemplare e godere poi per tutta l’eternità l’indicibile bellezza e gloria del suo Creatore in Cielo.

   E di certo, prima di mettere in atto la scelta dell’aborto, ogni genitore avrebbe il dovere morale davanti a Dio e davanti a sé stesso di riflettere alla luce della fede e della Parola di vita eterna e di interrogarsi sul ruolo che, nei disegni del Signore, un figlio potrebbe avere nella storia del mondo.

   Quel bambino che non si vuole far venire alla luce potrebbe essere un futuro santo, un ottimo sacerdote o un generoso missionario, un onesto lavoratore e padre di

famiglia, una buona moglie ed una madre valida educatrice, una santa suora, un artista che  con le sue opere potrebbe manifestare la genialità dell’Altissimo, un

uomo di scienza che tanto bene  potrebbe fare all’umanità, mettendo al servizio della vita i talenti a lui donati dal Signore.

    Di quante meravigliose figure di santi sarebbe oggi priva la Chiesa di Cristo e l’umanità intera, se i loro genitori avessero scelto di abortire!

    Mai, in questo caso, la Chiesa avrebbe potuto mostrare all’ammirazione di credenti e non figure luminose e splendide di santi come san Francesco D’Assisi, Santa Chiara, san  Pio da Pietralcina, san Giuseppe Moscati, santa Gianna Beretta Molla, san  Massimiliano Kolbe, santa Teresa Benedetta della Croce, e, per rimanere più vicini ai nostri giorni, il Papa, Giovanni Paolo II, e tante migliaia di altri che sarebbe impossibile enumerare, canonizzati e non canonizzati,oggi tutti in Paradiso a godere la bellezza di Dio e la felicità eterna.

     C’è sicuramente da aspettarsi che la pillola dell’aborto fai da te induca a comportamenti ancor più irresponsabili ed incentivi maggiormente i giovanissimi alla pratica del sesso facile e libero, praticato a fini meramente edonistici, data la facilità con cui l’assunzione della RU 486 permette di liberarsi del bambino non desiderato e non voluto.

     Ed a nessun futuro può  aspirare una società che con fredda determinazione uccide i suoi figli e che recita la sua farsa più grande e cade nella sua contraddizione più tragica quando da una parte promuove marce ed iniziative di ogni genere contro la guerra, portatrice di distruzione di morte, dall’altra promuove invece leggi che danno licenza di uccidere il bambino nel grembo stesso della madre, prima ancora che venga alla luce, con l’aborto che, comunque lo si attui, è un  delitto abominevole che sottrae tanti uomini di buona volontà e tanti santi alla storia dell’umanità e della Chiesa.

     L’aborto, quali che siano i metodi di attuazione, non è né progresso, né tanto meno conquista di libertà, ma è una grave  trasgressione della legge di un Dio, creatore ed amante della vita, un obbrobrio che nasce dal degrado di un mondo che ha messo Dio ai margini della vita individuale e sociale e non lo interpella più e non lo interroga, né si lascia consigliare da Lui sulle scelte da fare, è il delitto di un mondo presuntuoso, che crede di poter bastare a sé stesso e si illude di potersi realizzare facendo a meno del suo Signore e Redentore e che, avendo smarrito il senso del peccato, calpesta i più piccoli, i più indifesi, i bambini e gli anziani.

  Di quanta menzogna sa la partecipazione all’Eucaristia domenicale, l’ostentazione  di una corona del rosario fra le mani e magari al collo quando, davanti ad una gravidanza indesiderata, con tanta freddezza, crudeltà, cinismo e disinvoltura una donna in attesa dice:“Voglio andare ad abortire”. Corresponsabile di questo orribile delitto è nella stessa misura della donna che sceglie l’aborto,  chi l’accompagna ad abortire, chi la consiglia e la spinge a tale scelta e non si adopera a farle aprire gli occhi ed a pensare a quanto il suo peccato offenda Gesù che viene ancora una volta ucciso nel piccolo innocente abortito.

   Colpevole è anche la società civile che si dà un gran da fare nel promuovere leggi che uccidono la vita ma  non mette in campo nè risorse, nè  mezzi, nè leggi per creare strutture di aiuto e di sostegno alla donna  in difficoltà che aspetta un bambino  e che è a volte costretta a rinunciarvi perché abbandonata a sé stessa e priva di aiuto morale, affettivo ed anche economico.

  L’invito che rivolgo da queste pagine, nel nome di Gesù e di Maria, è allora quello del no all’aborto  e di un sì gioioso e convinto alla vita per donare ai bambini insieme alla vita sulla terra anche la possibilità della vita eterna perché per ogni uomo che viene al mondo e che si apre alla grazia di Dio sono aperte le porte del Paradiso.

  Chi scrive questo articolo si trovò anche lei anni fa, nella condizione di madre nubile e con un lavoro scarsamente remunerato, a fare la scelta fra il dare la vita ad un bambino o abortire; la grazia di Dio e la parola illuminata di un sacerdote furono determinanti nella scelta del sì alla vita, nonostante le pressioni e le sollecitazioni ad abortire che non mancarono e da parte della famiglia e da parte dell’ambiente di lavoro. Il bambino di allora ha oggi 20 anni, è un gigante di m. 1,90 ed è studente universitario.

    Voglio adesso far parlare direttamente Gesù sulla necessità di accogliere i bambini: “Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie ME; chi accoglie Me, non accoglie Me, ma colui che mi ha mandato” (Matteo cap 9, 37).

    Queste meravigliose parole illuminano di luce la scelta di accettare la vita di un bambino ma evidenziano anche  la terribile responsabilità di chi invece rifiuta di accettare e di accogliere la vita nascente; non accogliere un bambino, rifiutargli il diritto alla vita e quindi abortire significa rifiutare di fare accoglienza e spazio nella propria casa e nella propria famiglia  a Gesù che in quel bambino,anche ammalato o malformato, chiede di essere accolto, amato, curato.

     L’appello  che rivolgo a tutte le donne che attendono un figlio e che pensano di imboccare la strada della morte con l’aborto è quello di meditare e di pensare spesso alle parole di Gesù  che, attraverso quel bambino che cresce nel loro corpo, bussa alle porte del loro cuore e della loro casa e dice con tanta dolcezza : “Ti prego, fammi entrare!”. Che non possano mai queste donne sentire un giorno il rimorso terribile di avergli detto di NO!

  Vergine Santissima, il tuo Figlio Gesù ci ha detto che chi accoglie un bambino accoglie LUI. Madre santissima, possa il nostro Salvatore e Redentore donarci la  grazia di amare infinitamente Lui,morto per dare la Vita al mondo e, per amore di Lui, rispettare, amare, accogliere in Suo nome ogni bambino che in qualunque angolo della terra viene al mondo e che affidiamo alla tua protezione materna perché Tu ne abbia cura e lo accompagni e lo guidi sulla via della santità verso il Signore Gesù.

  GABRIELLA BOTTICELLI

http://www.fuocovivo.org/MOVIMENTO/testimonianza%20ru486.html

ABORTO:OMICIDIO O LIBERTA’ DI SCELTA?

Filed under: Senza Categoria — Tag:, — mirabilissimo100 @ 6:58 pm

http://www.fuocovivo.org/MOVIMENTO/confutazioni.htm

Aborto:omicidio o libertà di scelta?

confutazioni a 15 motivi che giustificano l’aborto.

La Bibbia condanna chiaramente chi uccide intenzionalmente un essere umano innocente. Il sesto comandamento recita “Non uccidere” (Esodo 29:13). Uccidere un essere umano, fatto ad immagine di Dio, è un crimine serio. Poiché l’uomo è creato ad immagine di Dio, l’omicidio è un attacco contro Dio. Questa è una questione molto seria. Dio non la tratta con leggerezza e neppure noi dovremmo.

L’aborto è una procedura introdotta dall’uomo che ha come scopo la soppressione della vita di un essere umano non ancora nato. 

Ci sono vari modi di uccidere chi non è ancora nato. Lo si può uccidere risucchiandolo mediante uno strumento ripulitore, oppure tagliuzzandolo con uno strumento affilato. Lo si può uccidere mediante l’uso di una forte soluzione salina o una droga. Ma in tutti i casi, l’aborto è una procedura che inizia con l’intenzione di uccidere chi non è ancora nato. Quindi è un omicidio volontario.

L’aborto è omicidio volontario di un essere umano innocente.

Ci rendiamo conto che il non nato non ha ancora commesso alcun crimine sociale che possa meritargli la morte secondo la giustizia umana, infatti esso non è ancora venuto al mondo. Ma prima che possa venire la mondo e mentre non può difendersi, altri esseri umani, che possono essere la madre o l’istituzione sanitaria (stabilita anch’essa da uomini), intenzionalmente decidono di togliergli la vita.

Oggi muoiono in tutto il mondo circa 50 milioni di creature all’anno a causa di aborto volontario. Questa cifra equivale al numero delle vittime complessivo della seconda guerra mondiale e come per tutte le guerre, le vittime dell’aborto sono le più innocenti ed indifese.

Molte donne non vogliono rinunciare al “diritto a decidere del loro ventre” e non vogliono rinunciare alle loro comodità a causa di una gravidanza indesiderata. Così si combatte una guerra totale sotto una copertura umanistica, ma non contro altri poteri, o contro eserciti, o contro terroristi, bensì contro bambini indifesi. E com’è sempre successo che per gli artefici delle guerre ci sono state delle conseguenze terribili, così sarà per coloro che favoriscono e causano le morti di creature innocenti non ancora nati: per i governi che legalizzano l’aborto; per i mariti che costringono le loro mogli ad abortire; per i medici e gli scienziati che abusano degli embrioni a scopo di ricerca; per le donne che urlano: “La mia pancia appartiene a me!”, per una società che minimizza l’uccisione di bambini non ancora nati.

ALCUNI DATI

– L’aborto è una delle cause di morte più frequenti che non viene neanche riportata nelle statistiche ufficiali;

– Il rapporto tra gli aborti e le nascite è di 1/6,7, cioè ad almeno 1 bambino su 7 viene negato il diritto alla vita;

– Circa il 95% di tutti i decessi di bambini, sino al 9° anno di vita, ha luogo nel grembo materno;

– In diverse nazioni si causano circa 50 aborti al giorno;

– Solo dal 10% al 30% delle donne che richiedono l’aborto hanno problemi economici;

– I casi di aborti volontari sono aumentati proprio nelle nazioni dove è stata legalizzata l’interruzione della gravidanza.

DEFINIZIONE DELLA VITA

Chi non è ancora nato è un essere umano o qualcosa di inferiore?

Secondo la Bibbia, la vita umana comincia col concepimento. Davide disse: “Mia madre mi concepì nel peccato”. Questo non soltanto fa cominciare la vita umana al concepimento ma il peccato, nella vita umana, comincia già a quel punto; un salmista scrisse: “I mentitori sono traviati sin dal seno materno” (Salmo58:3). La Bibbia dice che il seme di Levi esisteva nei lombi del suo bisnonno Abramo (Ebrei 7:9-10). Infatti, tutti gli uomini hanno peccato in Adamo quando egli peccò (Romani 5:12).

Il profeta Geremia fu conosciuto da Dio e scelto mentre era ancora nel seno della madre (Geremia 1:5). Giovanni Battista esultò per la gioia (Luca 1:44) e fu riempito di Spirito Santo quando era ancora nel seno della madre (Luca 1:15). Gesù Cristo fù concepito dallo Spirito Santo (Matteo 1:20) nel seno di Maria e le Scritture ci dicono che, in quel momento, si ebbe l’inizio della sua natura umana.

Il salmo 139 ci dà uno specifico resoconto dell’embrione umano come una sostanza che viene formata da Dio. Con belle immagini viene descritto l’embrione come qualcosa che viene formato e tessuto da Dio (versetti 15 e 16). Secondo il salmo, Dio ha scritto nel suo libro i giorni dell’embrione, quando esso non era ancora nato. La bibbia non lascia alcun dubbio sul fatto che Dio fa l’uomo a sua immagine e somiglianza prima della nascita.

C’è una notevole concordanza tra la Bibbia e la scienza medica sul momento iniziale della vita umana. L’embrione umano è il frutto dell’incontro tra lo sperma e l’ovulo e questo è il concepimento. Meno di un mese dopo il concepimento, il feto ha il suo cuore; dopo un mese e mezzo, emette la propria onda cerebrale che manterrà per tutta la sua vita. Prima dei due mesi, il feto ha tutti gli organi interni dell’adulto, e dopo un’altra settimana ha tutti gli organi esterni. In poco tempo il feto diventa un minuscolo essere umano in crescita.

GLI ARGOMENTI USATI DAGLI ABORTISTI PER GIUSTIFICARE L’ABORTO E LE RELATIVE RISPOSTE

1) Nessuno conosce quando comincia la vita umana.

Se nessuno conosce quando comincia la vita umana, essa potrebbe cominciare anche all’atto del concepimento. E se essa comincia all’atto del concepimento l’aborto è un omicidio. Possiamo noi giustificare l’assassinio di qualcosa che potrebbe essere umano? L’incertezza non ci autorizza ad uccidere dei feti. Non possiamo uccidere dei feti anche se non siamo sicuri che si tratta di esseri umani.

Attualmente sappiamo che la vita comincia all’atto del concepimento. Lo spermatozoo con 23 cromosomi non è un essere umano come non lo è l’ovulo femminile con i suoi 23 cromosomi, ma quando essi si uniscono formano 46 cromosomi, ed è il risultato di un essere umano. Questo è un fatto scientifico. Geneticamente questo ovulo fertilizzato è un essere umano con le sue caratteristiche e la sua identità. Da questo punto è solo questione di crescita, non di genere.

2) La madre ha il diritto di controllare il suo corpo.

Il bambino non è una parte del corpo della madre. E’ un essere umano individuale con un suo corpo separato. La madre alimenta il suo bambino mentre è nel suo seno e questo non gli da diritto di decidere per la sua vita o per la sua morte. Come la madre ha il dovere di provvedere all’alimentazione del proprio figlio dopo la nascita, altrimenti sarebbe colpevole di omicidio per fame, allo stesso modo non ha diritto di troncare la vita del proprio figlio prima di nascere.

Anche se il nascituro fosse parte del corpo della madre, ella non avrebbe il diritto di fare ciò che vuole con il suo corpo, non avrebbe il diritto di mutilarsi tagliandosi una mano o un piede. Ella non ha neanche il diritto di togliersi la vita mediante il suicidio.

3) Un nascituro non è realmente umano finché non è nato.

Se un bambino non è umano prima della nascita, quando lo è? 

Certamente non è un minerale o un vegetale. Le mucche danno vita alle mucche e le cavalle ai cavalli. Nessuno ha difficoltà nell’identificare un cane nascituro come un cane o un maiale nascituro come un maiale. Perché si dovrebbe porre la questione per i nascituri umani?

I nascituri umani sono identificati umani per il cambiamento di luogo? Cioè che dall’utero materno passano alle braccia materne? La differenza tra i bambini che sono nati e quelli che non sono ancora nati non è la loro natura, ma il luogo (essere nell’utero ed esserne fuori) e la loro misura. Certamente delle caratteristiche accidentali o circostanziali come quelle relative al luogo e alla misura, non determinano se un essere è umano o meno.

4) I bambini non sono esseri personali coscienti.

Secondo questa obiezione uno deve essere cosciente per essere umano. Ma se la coscienza determina l’umanità, allora gli adulti che dormono non sono umani. Inoltre, se la coscienza determina l’umanità, allora quelli che cadono in coma perdono la loro umanità.

La logica conclusione di questo discorso sarebbe che uccidere esseri senza coscienza non sarebbe commettere omicidio, allora tutti gli assassini dovrebbero semplicemente far perdere la coscienza alle loro vittime prima di ucciderle.

Inoltre, i bambini sono coscienti prima di nascere. Un mese e mezzo dopo il concepimento, essi hanno le proprie onde cerebrali che poi manterranno per tutta la vita. L’assenza di queste onde è considerata un segno della morte, perché allora la loro presenza non è considerata un segno della vita?

Verso i tre mesi reagiscono agli stimoli e possono avere coscienza di un senso di oppressione, di dolore e di gioia.

La coscienza di sé (non la consapevolezza) distingue l’uomo dagli animali, anche da quelli di grado superiore. Tuttavia la coscienza di sé non si manifesta finché un bambino non arriva ad un anno e mezzo circa. Così, secondo la logica degli abortisti, si può giustificare l’aborto prima di quel periodo.

5) Ogni bambino ha diritto a una vita piena.

Quali sono i criteri per stabilire se una vita è piena o meno e chi può stabilire questo? 

Questo genere di ragionamento si è spinto talmente oltre che alcuni giudici hanno condannato dei genitori per aver messo alla luce bambini sapendo che erano deformati in base ai test prenatali. 

Questo ragionamento potrebbe far credere che è possibile rinviare la nascita di un figlio a migliori circostanze, per cui lo si può uccidere ora. Non è così. Togliere la vita a questo nascituro significa togliere l’unica possibilità, che questo essere ha, di venire al mondo. Egli non avrà alcuna altra circostanza migliore per venire alla vita. Perciò la scelta non è fra una vita deforme e una sana, la vita è una sola e non c’è scelta. Ognuno ha diritto alla vita che egli ha, non tenere conto di questo significa attentare all’unica possibilità di vita.

Anche secondo questa logica, si dovrebbe poi uccidere tutti gli esseri umani deformi, anche al di fuori dell’utero materno (cosa che alcune menti diaboliche, in parte, hanno messo in atto nel corso della storia). Così questa logica abortista condurrebbe all’infanticidio e all’eutanasia, ed alcuni abortisti ammettono che queste due possibilità discendono dalla stessa logica. Secondo questi ultimi è più giustificabile togliere la vita a chi è deforme che togliere la vita a chi potrebbe esserlo secondo test prenatali.

6) E’ meglio abortire che esporre un figlio a maltrattamento.

Secondo ciò il non abortire figli indesiderati conduce al maltrattamento. Statisticamente è l’opposto. I casi di figli malmenati sono aumentati con l’aumentare degli aborti. Apparentemente il disprezzo per la vita umana, riflesso nell’accettazione dell’aborto, si estende dalla fase prenatale a quella post-natale. Erroneamente questa obiezione fa ritenere che l’aborto non è un grande maltrattamento.

Attualmente l’aborto è il peggiore maltrattamento che può essere inflitto ad un essere umano: porta la morte. Per impedire che il bambino subisca maltrattamenti gli infliggono un maltrattamento peggiore. Questo è semplicemente grottesco.

Inoltre, se si può uccidere il nascituro per evitare potenziali oltraggi, perché non uccidere il già nato che viene attualmente malmenato? I milioni di bambini che vivono nella denutrizione si possono togliere di mezzo tranquillamente secondo questa logica. In altre parole, se noi proteggiamo il nato che viene maltrattato, quanto più dovremmo proteggere il nascituro che è ancor più indifeso?

7) Noi dobbiamo fermare la sovrappopolazione o moriremo tutti di fame.

L’alternativa fra l’aborto e la sovrappopolazione è falsa. Ci sono altre alternative. Il controllo della nascite può limitare la sovrappopolazione senza omicidi e questo si può fare con la prevenzione.

8) Non possiamo legiferare sulla moralità.

Se fosse così dovremmo sbarazzarci delle legislazioni che si basano sulla moralità. Dovremmo cominciare ad eliminare le proibizioni riguardo all’assassinio, alla crudeltà, al maltrattamento dei bambini, all’incesto ed a tutti quei casi in cui la morale è la base dalla formazione delle leggi applicate. Dovremmo eliminare anche le leggi antischiaviste e tutte le altre leggi sui diritti civili. Anche queste leggi riguardano il comportamento morale della persona. Questo sarebbe chiaramente sbagliato e pochi abortisti suggerirebbero di abolirle. Ma se è così, perché non dovremmo avere delle leggi per proteggere i diritti morali del nascituro?

Inoltre, le attuali leggi che permettono l’aborto su richiesta, sono di natura morale, perché in effetti affermano che togliere la vita a un essere umano, non ancora nato, è moralmente giusto.

E’ impossibile evitare di legiferare secondo i criteri della moralità. Al fine di avere una buona legislazione bisogna incorporare nelle leggi ciò che è moralmente giusto. Per questo, è assolutamente ingiusto di togliere ad un essere umano innocente il suo diritto alla vita. Perché il diritto alla vita è il diritto dei diritti. Senza vita non c’è alcun diritto.

9) I bambini mentalmente ritardati non dovrebbero essere fatti nascere.

E’ interessante notare che nessuna organizzazione di genitori con figli mentalmente ritardati ha mai sostenuto l’aborto. Tutte le famiglie, che io ho conosciuto, sono affezionati ai loro figli mongoloidi perché mostrano un amore schietto.

I bambini mentalmente ritardati sono umani, ucciderli equivale a commettere omicidio. A maggior ragione, non si deve uccidere quelli che non sono ancora nati perché sono ancora più indifesi. La logica con cui gli abortisti giustificano l’aborto terapeutico, sarebbe valida anche per l’infanticidio.

10) Perché una donna violentata dovrebbe essere forzata a portare un figlio indesiderato?

La violenza carnale è una delle cose più indegne che una persona possa subire. Bisogna avere grande compassione per le vittime, tuttavia bisogna tenere presente alcune cose: primo, non c’è alcun modo di disfare il fatto, ricorrere all’aborto non significa cancellare l’oltraggio; secondo, non viene fatta giustizia punendo la creatura che nasce a causa del ratto. Due errori non fanno una verità. La colpa di ricorrere all’omicidio (aborto) non aiuterà la madre.

Il ratto non è un crimine per la vittima, ma uccidere un innocente è un crimine. 

Sebbene raramente le vittime di ratto danno alla luce dei figli, quei pochi bambini che vengono concepiti hanno tutto il diritto di vivere. 

Chi non è stato benedetto ascoltando la musica gospel della famosa cantante negra Ethel Waters? Sua madre fu una vittima di ratto, all’età di tredici anni. Forse che ella doveva abortire e non far nascere Ethel? Perché punire un frutto innocente anche se frutto di episodio di violenza carnale? Bisogna colpire il colpevole della violenza, il violentatore e non la più innocente creatura.

11) Gli aborti vengono svolti comunque, meglio allora legalizzarli.

Dovremmo legalizzare il ratto e la violenza sui bambini solo perché esistono delle persone che commettono queste atrocità? Dovremmo legalizzare l’incesto e la crudeltà solo perché esistono delle persone che li commettono? Legalizzare delle cose malvagie non le rende moralmente giuste. Legalizzare un’attività illecita non ne frena necessariamente l’abuso, anzi qualche volta lo favorisce. Questo è attualmente il caso degli Stati Uniti.

D’altro canto, cambiare le leggi può aiutare a cambiare l’attitudine verso un certo illecito, come hanno dimostrato le leggi abolizionisti della schiavitù.

Le leggi in sé non possono forzare le persone ad essere buone, ma rafforzare le buone leggi può aiutare a frenare le persone nel fare il male.

12) Legalizzare l’aborto salverà la vita delle madri in quanto renderà gli aborti più sicuri.

Le statistiche dicono che la maggior parte degli aborti avvengono ancora al di fuori degli ospedali. La Corte Suprema degli USA ha decisamente bocciato progetti di legge che erano atti ad assicurare un minimo di igiene nelle fabbriche dell’aborto. Così, se un carro bestiame si parcheggiasse in strada mettendo su un cartello con scritto: “qui si operano aborti”, il governo non soltanto non impedirebbe l’operazione, ma non insisterebbe neanche che gli abortisti sterilizzassero i loro strumenti!

Inoltre, la legalizzazione dell’aborto in USA, non ha salvato vite, ma ha fatto perdere vite: 16 milioni nei primi dodici anni dal momento dell’approvazione da parte della Corte Suprema.

Anche se il governo sarebbe in grado di garantire migliori condizioni igieniche per effettuare l’aborto, significherebbe semplicemente assicurare l’igiene nell’omicidio. Sapere che si è trattato di un uccisione pulita è una ben magra consolazione per la vittima.

13) Non dobbiamo proiettare la nostra moralità sugli altri.

Se è così, chi sono gli abortisti che proiettano la loro moralità su chi non è ancora nato? E come se essi dicessero ai non ancora nati: “Il mio credo morale è che voi non dovete vivere”. Questa non è una proiezione di moralità, ma una proiezione di immoralità. Infatti, noi dobbiamo influenzare con la nostra moralità i convincimenti degli abortisti. Se non lo fanno quelli che sono capaci di influenzare con la giusta moralità per proteggere le vite innocenti, chi lo farà mai?

Proiettare le nostre giuste convinzioni morali sugli altri non è sbagliato, è sbagliato distruggere i diritti morali degli altri. L’aborto distrugge il diritto morale alla vita che hanno gli innocenti.

14) L’aborto è la soluzione per le gravidanze indesiderate.

Una soluzione migliore è l’adozione. E’ difficile affidare un bambino agli altri, ma è meglio che ucciderlo.

La madre che ha abortito è spesso depressa, sia quando arriva il tempo che avrebbe dovuto partorire che in seguito a rimorsi di coscienza ed altro. Questa depressione talvolta ricorre per anni ed anni in occasione del compleanno del bambino. Qualche volta la depressione è così forte che la madre sfiora il suicidio.

Le madri con gravidanze indesiderate hanno di bisogno di incoraggiamenti per trattenere il figlio e non incoraggiamenti per uccidere il figlio. Un metodo efficace è la realizzazione e l’accoglienza in cliniche per consultazioni ed aiuti, non di cliniche per aborti.

15) Nessun bimbo indesiderato dovrebbe mai nascere.

Secondo questa asserzione, ogni concepimento indesiderato dovrebbe automaticamente comportare un figlio indesiderato. Capita però che molte madri cambiano il loro atteggiamento dopo aver superato il trauma iniziale della gravidanza indesiderata. Spesso cambiano il loro atteggiamento anche quando avvertono o vedono con l’ecografia che portano un essere vivente nel loro grembo. Accade anche che molte madri cambiano idea dopo che i loro figli sono nati.

Se la madre non vuole allevare il bimbo, ci sono molte altre famiglie che, non possono avere figli e che sono disposte a riceverli. Nel mondo ci sono più persone che desiderano avere figli di figli che si possono adottare.

Il solo fatto che non si desidera che qualcuno venga alla vita non ci dà il diritto di ucciderlo. I nostri desideri non debbono intaccare i diritti degli altri, specialmente il diritto di vivere. Davanti a Dio e davanti agli uomini una madre con un figlio sono due persone.

A questo punto vi voglio raccontare di una ragazza che seppe di essere gravida. Era fidanzata, ma il fidanzato non era il padre del bimbo. La sua famiglia era povera, perciò era duro per la famiglia mantenere un’altra bocca da sfamare. La sua famiglia aveva una buona reputazione ed ella non voleva che si spettegolasse. Abortire avrebbe potuto essere una soluzione al suo problema. Ma ella non volle abortire. Partorì un bimbo, un maschietto, e lo chiamò Gesù.

di NORMAN L. GEISLER

IL FETO E’ UNA PERSONA?

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Il feto è una persona? Risponde il dottor Carlo Bellieni

ROMA, mercoledì 28 aprile 2004 (ZENIT.org).- Cosa prova un feto? Quali diritti ha? Cosa ci dice la scienza a proposito? La fecondazione artificiale è davvero innocua? Il dottor Carlo Bellieni, neonatologo senese, risponde a queste domande, sulla base di una profonda e accurata documentazione scientifica, nel libro “L’alba dell’io: dolore, memoria, desiderio, sogno del feto” (SEF Editore).

Il Dottor Bellieni che da anni è impegnato nella ricerca sul dolore del feto e del neonato, lavorando al dipartimento Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Universitario “Le Scotte” di Siena, ha rilasciato una intervista a ZENIT.

Il feto sente dolore?

Dottor Bellieni: Certamente sì. Non solo sente dolore, ma la sua percezione sembra essere più profonda di un bambino più grande. Lo sappiamo perché mancano nella vita fetale molte delle ‘strategie’ che invece si impegnano dopo la nascita per non sentire il dolore. Di contro, già dalla metà della gestazione gli stimoli dolorosi hanno aperte tutte le vie per essere percepiti.

Dunque il feto è già un piccolo paziente?

Dottor Bellieni: Infatti. I neonatologi moderni hanno il privilegio di curare proprio i feti. Li teniamo tra le mani: hanno il peso talvolta di una mela: alcuni sono poco più grandi di una mano. Sono nati prematuramente e per mesi dovranno stare all’interno di incubatrici sofisticate, curati e sorvegliati 24 ore al giorno con apparecchi di alta tecnologia.

E nessuno di coloro che li cura si sogna di mettere in dubbio che siano nostri pazienti, che siano delle persone. Talora sono così piccoli che i nostri sforzi sono inutili. Muoiono. E noi possiamo solo, assieme ai genitori, battezzarli.

E tutti dimostrano una vitalità inaspettata, data l’età e le dimensioni. Oggi sappiamo che il feto dentro l’utero materno sente odori e sapori. Sente i suoni. Li ricorda dopo la nascita.

Addirittura sappiamo che il feto dalle 30 settimane di gestazione è in grado di sognare. Tutte queste caratteristiche ce ne fanno apprezzare le dimensioni umane. Questo paziente negli ultimi anni è stato oggetto di ricerche per garantirne la salute sin dall’utero materno.

Può farci qualche esempio di cosa intende quando dice che il feto è una persona?

Dottor Bellieni: Appena nato, il bambino mostra in maniera scientificamente dimostrata di riconoscere la voce della sua mamma e di distinguerla dalla voce di un’estranea. Dove ha imparato quella voce, se non nella pancia materna?

Esistono anche delle prove dirette. Per esempio registriamo come variano i movimenti e la frequenza cardiaca del feto se gli trasmettiamo dei suoni improvvisi attraverso la parete uterina. E vediamo che prima sobbalza, poi si abitua, proprio come facciamo noi quando sentiamo una cosa che ci interessa.

In realtà l’evidenza scientifica è immensa. Non si capisce come qualcuno possa pensare che ‘si diventi’ persona ad un certo punto, magari all’uscire dall’utero. In realtà alla nascita dal punto di vista fisico cambia davvero poco: entra l’aria nei polmoni, si interrompe l’arrivo di sangue dalla placenta, cambia il tipo di circolazione del sangue nel cuore, e poco più.

Come dico spesso, solo la fede cieca in arti magiche o in qualche strana divinità può far pensare che esista un salto di qualità ‘umana’ ad un certo punto, non certo la scienza.

Dunque l’affermazione che la vita umana inizia alla nascita è meno scientifica di quella che sostiene essere legata al momento del concepimento?

Dottor Bellieni: Senza dubbio! Da quando si uniscono i patrimoni genetici dell’ovulo e dello spermatozoo, inizia un processo che è unico e irripetibile proprio perché nessuno al mondo ha un DNA uguale a quello di quella cellulina fecondata.

Tanto meno i suoi genitori. Dunque è assurdo dire che il feto è proprietà della madre (o del padre). Qualche giorno fa parlavo a delle ragazze delle superiori e dicevo loro: “Se oggi tornate a casa e il vostro babbo vi dice di fare qualcosa perché siete ‘sue’, perché siete ‘un suo diritto’, voi cosa pensate? Che il vostro babbo non si senta bene. Ecco oggi vi stanno insegnando questo: che il figlio è un diritto dei genitori, una ‘scelta’ dei genitori”.

Non è così?

Dottor Bellieni: Ci mancherebbe altro! Proprio studiando il bambino prematuro, il feto, ci si rende conto che la dignità umana non la si acquista con la maggior età, o con la nascita o con il peso, altrimenti sarebbero umani solo quelli belli, ricchi, potenti.

Ci hanno provato nella storia. Il rispetto verso questi piccoli bambini così fragili è immediato e ci insegna che il loro valore (il nostro valore) non dipende da cose contingenti: dipende solo dall’esserci, e far parte di quel livello della natura che si chiama umanità.

E’ facile, per poter agire su qualcuno, togliergli lo status di persona; ma non dobbiamo permetterlo.

Ma con la fecondazione artificiale molte famiglie sembrano trovare la serenità di un figlio…

Dottor Bellieni: Possiamo augurare a questi genitori tutte le soddisfazioni possibili. Comunque non dobbiamo dimenticare che la fecondazione in vitro mette in discussione la sopravvivenza di tanti embrioni.

E non dobbiamo dimenticare che i rischi non sono poi così pochi. La fecondazione in vitro può determinare problemi per la mamma: è uscito nel 2001 un bel libro di una giornalista Francese di “France 2” intitolato “Un bambino ma non ad ogni costo”, dove racconta le sue vicissitudini in questo campo.

Inoltre, è appena uscito un altro libro dello psichiatra francese Benoist Bayle “L’embrione sul lettino. Psicopatologia della riproduzione umana”, dove spiega i rischi psichiatrici di queste pratiche.

Ma basta leggere la letteratura scientifica. E’ sorprendente come venga bellamente ignorata. La fecondazione in vitro è a rischio di dare plurigemellarità e prematurità. E questi sono rischi per la salute del bambino che nasce. Altri lavori, poi, pubblicati nel 2002 mostrano come questi rischi esistano anche se viene impiantato un singolo embrione.

Che dire in conclusione?

Dottor Bellieni: Che esistono dei paradossi. Tanto che all’estero le cose vanno diversamente. In Francia esiste una specie di “Garante per l’Infanzia” eletto dal parlamento: madame Claire Brisset, una famosa giornalista.

Costei, proprio nell’interesse dei bambini così concepiti ha chiesto la moratoria per la tecnica di fecondazione detta ICSI, quella in cui viene introdotto nell’ovulo tutto lo spermatozoo con un minuscolo ago.

Ci può dire a quali paradossi si riferisce?

Dottor Bellieni: In primo luogo, il fatto che tutti ricordiamo le proibizioni di mangiare carne bovina per paura di encefalite spongiforme. E quanti sono stati i casi di persone colpite? Tuttavia le autorità sanitarie hanno giustamente adottato dei criteri di precauzione.

Per quanto riguarda queste pratiche fecondative, noi sappiamo quali sono i rischi sulla salute di chi viene concepito e della donna. E’ giusto correrli? E’ giusto farli correre ai propri figli? O è più giusto un atteggiamento di prudenza?

Inoltre vorrei davvero che si dicesse basta con un atteggiamento antiscientifico, che considera la vita prenatale una vita di serie B. E il paradosso è che invece viene accusata la Chiesa di ritardare il progresso. Semmai la Chiesa ha una atteggiamento di tutela della salute.

Vorrei ricordare che la fecondazione in vitro fu inventata da un prete: l’abate Lazzaro Spallanzani, 300 anni fa. Univa il seme con l’ovulo di rana “in vitro” e otteneva i girini. Usava lo sperma di cane per fecondare artificialmente la cagnolina. Fu un precursore. Fu uno scienziato. Sapeva cosa si può fare all’animale e cosa invece si può fare all’uomo.
http://www.fuocovivo.org/MOVIMENTO/il%20feto%20e’%20una%20persona.html

L’ANIMA INCOMINCIA AD ESISTERE DAL CONCEPIMENTO

Filed under: Senza Categoria — Tag:, — mirabilissimo100 @ 6:51 pm

Alcune riflessioni bibliche che dimostrano “inconfutabilmente” l’esistenza di un’anima spirituale

in un essere umano “già” “proprio” del “primo istante” del “concepimento”

http://www.fuocovivo.org/MOVIMENTO/anima%20spirituale.html

Le seguenti riflessioni bibliche vogliono costituire un aiuto nella dimostrazione dell’esistenza di un’anima spirituale in un essere umano “già” “proprio” del “primo istante” del “concepimento”.

         Per comprendere questa verità basta riflettere attentamente sull’evento dell’Incarnazione del Figlio di Dio nel grembo di Maria Vergine, come anche sul dogma della Immacolata “Concezione” di Maria.

         Riguardo all’Incarnazione del Figlio di Dio nel grembo purissimo di Maria Vergine, la Sacra Scrittura afferma senza ombra di dubbio che l’Incarnazione del Figlio di Dio avvenne nell’istante stesso del miracoloso concepimento in Maria Vergine, e non dopo di esso (concepimento), a riprova che si diviene “persona umana” a tutti gli effetti da quell’istante del concepimento iniziale: nell’unica “persona” di Gesù Cristo, infatti, si è “unita” “ipostaticamente” – proprio dall’istante del concepimento – “la natura umana” (dotata, cioè, di un corpo e di un’anima spirituale) e “la natura divina” (il Verbo, la Seconda Persona della SS.ma Trinità, Dio stesso, Puro Spirito e dotato “per essenza” di Intelligenza e Volontà).

         In proposito, non è “chiarissimo” nel Vangelo “proprio” l’episodio “storico” dell’”Annunciazione alla Vergine Maria” da parte dell’Arcangelo Gabriele, dopo del cui annunzio, all’assenso di Maria, “avvenne” “in lei” “il concepimento” – proprio in “quell’istante” stesso – di “un figlio”?

         Non disse, infatti, l’Angelo a Maria: “ECCO CONCEPIRAI UN FIGLIO“proprio” “appena” lo avrebbe “concepito” –, LO DARAI ALLA LUCE – dopo nove mesi di “gestazione” di “un figlio” – E LO CHIAMERAI GESU’. SARA’ GRANDE E CHIAMATO FIGLIO DELL’ALTISSIMO”?

         Non è “evidentissimo”, quindi, nella Parola di Dio, che è proprio “dall’istante” stesso del “concepimento” verginale e miracoloso, fino al parto “sempre vergine”, che Maria aveva “già” un “suo” “figlio”? E lei perciò divenne “Madre” di Gesù Cristo, “già” dal “primo istante” del “concepimento”?

         Come si può parlare, d’altra parte, di “maternità” in una donna se “il concepito” non fosse “una persona umana” dal “primo istante” dell’inizio della “maternità”?… Se “il concepito” non fosse “una persona umana”, neppure si potrebbe dire di una donna che ha concepito che “è iniziata” la sua “maternità”! Ma allora “la maternità” da quando inizia?… Se invece, in Maria Vergine, come in ogni donna, si dice che dall’istante del concepimento “ha concepito un figlio” ed è iniziata la sua “maternità”, allora quel “figlio” che “ha concepito” è indiscutibilmente “una persona umana” (cioè, dotata di un corpo e di un’anima spirituale infusa direttamente da Dio nell’istante stesso del concepimento).

         In altre parole, la Seconda Persona della SS.ma Trinità “si è incarnata” nel grembo di Maria Vergine nell’istante stesso del concepimento miracoloso (ad opera dello Spirito Santo) della “natura umana” di Gesù Cristo in Maria: da ciò si deve affermare che “dall’istante del concepimento” “il Figlio di Dio” (cioè, Dio stesso: Eterno, Infinito, Onnipotente) era disceso nel grembo di Maria unendosi indissolubilmente alla “natura umana” di Gesù Cristo (già dotato, oltre che del corpo, anche di una intelligenza e di una volontà umane, cioè di un’anima spirituale da quel primo istante del concepimento). Se così non fosse non si potrebbe parlare di Incarnazione del Figlio di Dio in Gesù Cristo dopo l’annunzio dell’Angelo a Maria e il di lei assenso.

         Inoltre, anche della stessa Vergine Maria, noi cristiani ne onoriamo solennemente l’”Immacolata Concezione”, l’8 dicembre di ogni anno. Maria fu “immacolata” appuntodall’istante” del “concepimento” e non “dopo” di esso.

         Non avrebbe potuto essere definita “immacolata da quell’istante” se da “quell’istante del concepimento” ella non fosse già stata una “persona umana vivente”, già dotata cioè di tutte le componenti fisiche e psichiche (già programmate nel DNA iniziale, unico e irripetibile) e spirituali (con un’anima spirituale – dotata già di “intelligenza” e di “volontà” – infusa da Dio direttamente nell’istante del suo “concepimento immacolato”). L’immacolatezza, infatti, è una proprietà che riguarda “l’anima spirituale” di Maria (cioè, la “preservazione” dalla colpa del Peccato Originale) e non il suo corpo: quindi, quando ella fu “concepita” nel grembo della madre Sant’Anna, ebbe “nell’istante stesso del concepimento” l’”infusione” dell’”anima spirituale”, appunto “immacolata”, per “un privilegio straordinario”, essendo stata ella predestinata a divenire la “Madre di Dio”.

         Come non ricordare, infine, l’antichissima e sempre ancor più “rivelante” “verità” che ci viene sempre dal Vangelo, in quell’episodio in cui la Vergine Maria, avente già in grembo “Gesù Bambino”, salutò, al suo arrivo nella sua casa, la cugina Elisabetta, avente in grembo, a sua volta, il profeta Giovanni Battista, e che, al saluto di Maria, esclamò a gran voce: “BENEDETTA TU FRA LE DONNE, E BENEDETTO IL FRUTTO DEL TUO GREMBO! A CHE DEBBO CHE LA MADRE DEL MIO SIGNORE VENGA A ME? ECCO, APPENA LA VOCE DEL TUO SALUTO E’ GIUNTA AI MIEI ORECCHI, IL BAMBINOil “bambino”, proprio “un bambino”HA ESULTATO DI GIOIA NEL MIO GREMBO” (Lc.1,42-45).

         Anche questo episodio “storico”, di 2000 anni fa, sono “una rivelazione chiarissima” sulla “verità” della “natura umana” (cioè dotata di un corpo e di un’anima spirituale) del “concepito”, anche nei vari stadi del suo sviluppo (Maria Vergine, con “Gesù Bambino” concepito da pochi giorni e che ha santificato dal grembo di lei il piccolo Giovanni Battista, nel grembo di Elisabetta già da sei mesi, e così tanto “vitale” e “cosciente” da “esultare di gioia” nel grembo della madre!).

         Alla luce di queste riflessioni, e di altre che se ne potrebbero portare, poiché dice la Sacra Scrittura che “Egli (Dio) ha in mano l’anima di ogni vivente e il soffio d’ogni carne umana” (Gb.12,10), appaiono quanto mai appropriate anche le parole di Gesù sull’esistenza dell’anima e la sua immortalità: “Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?” (Mc.8,36-37).

         Allora appare davvero importante l’esortazione di San Pietro: “Cercate di adornare l’interno del vostro cuore con un’anima incorruttibile piena di mitezza e di pace: ecco ciò che è prezioso davanti a Dio” (1^Pt.3,4).

Prof. GIORGIO NICOLINI

Posta Elettronica: giorgio.nicolini@poste.it

Siti Internet: www.lavoce.an.it  – www.fuocovivo.org

SACRA BIBBIA E ABORTO

Filed under: Senza Categoria — Tag:, — mirabilissimo100 @ 6:47 pm

ABORTO

In Genesi 1:1, la Bibbia dichiara “Nel principio” Dio. L’esistenza di Dio è un fatto. Dio è, Dio regna e governa. Salmo 19:1- I CIELI RACCONTANO LA GLORIA DI DIO E IL FIRMAMENTO ANNUNZIA L’OPERA DELLE SUE MANI. E’ scritto in Romani 1:20- INFATTI LE SUE QUALITà INVISIBILI, LA SUA ETERNA POTENZA E DIVINITà, SI VEDONO CHIARAMENTE FIN DALLA CREAZIONE DEL MONDO ESSENDO PERCEPITE PER MEZZO DELLE OPERE SUE; PERCIò ESSI SONO INESCUSABILI.
   Genesi 1:1,27,28- NEL PRINCIPIO DIO CREò I CIELI E LA TERRA. Genesi 1:26-28- POI DIO DISSE: FACCIAMO L’UOMO A NOSTRA IMMAGINE, CONFORME ALLA NOSTRA SOMIGLIANZA, E ABBIA DOMINIO SUI PESCI DEL MARE, SUGLI UCCELLI DEL CIELO, SUL BESTIAME, SU TUTTA LA TERRA E SU TUTTI I RETTILI CHE STRISCIANO SULLA TERRA. DIO CREò L’UOMO A SUA IMMAGINE; LO CREÒ A IMMAGINE DI DIO, LI CREÒ MASCHIO E FEMMINA. DIO LI BENEDISSE; E DIO DISSE LORO: SIATE FECONDI E MOLTIPLICATEVI; RIEMPITE LA TERRA, RENDETEVELA SOGGETTA, DOMINATE SUI PESCI DEL MARE E SUGLI UCCELLI DEL CIELO E SOPRA OGNI ANIMALE CHE SI MUOVE SULLA TERRA. Nota l’ordine di Dio: SIATE FECONDI E MOLTIPLICATEVI.

    La Scrittura ha rivelato a noi che Gesù è la Parola e Lui è Dio.-ref Giovanni 1:1,14, Gesù è anche la vita. –ref Giovanni 1:4, Giovanni 5:26, 5:40, 6:33, 6:35, 6:63. Giovanni 10:10 dice- IL LADRO NON VIENE SE NON PER RUBARE, AMMAZZARE E DISTRUGGERE; IO SON VENUTO perché ABBIANO LA VITA E L’ABBIANO IN ABBONDANZA. Ancora, diciamo che Gesù è la vita, però Satana viene per uccidere e distruggere.

   Nella Genesi, l’accordo di Dio è per la vita e condanna l’aborto. Dio dice SIATE FECONDI E MULTIPLICATEVI – Genesi 1:28 L’accordo di vita è la famiglia. E’ scritto – Salmo 127:3 – ECCO, I FIGLI SONO UN DONO CHE VIENE DAL SIGNORE; IL FRUTTO DEL GREMBO MATERNO E’ UN PREMIO. L’uomo prende quello che Dio chiama il Suo premio e l’aborto. E’ scritto – Proverbi 17:6 – I FIGLI DEI FIGLI SONO LA CORONA DEI VECCHI, E I PADRI SONO LA GLORIA DEI LORO FIGLI. L’accordo di Dio della vita, della famiglia e dei bambini rifiuta e condanna l’aborto.

   Adesso, America protegge (cosi detta estinta) l’uovo di testuggine, uccelli, e piccoli animali, però massacra il frutto dell utero. Una persona può prendere una multa per danneggiare l’uovo di testuggine è riceve un pagamento per uccidere la vita umana non ancora nata.

    Nel 1997, 1,184,758 aborti è stato presentato alla CDC. La maggior parte sono donne bianche e nubili. Questo significa che ci sono più o meno 3,245 aborti in America ogni giorno. Il totale numero di aborti in America dal 1972 fino al 1999 e più o meno di 33,061,034 con 586,760 presentati nel 1972. In tutto il mondo il totale sarebbe molte volte di più. Adesso è legale in America abortire una vita umana fino al nono mese di gravidanza. Il frutto dell’utero è una vita umana. E’ segnalato che la scienze medica può invidiare la vita al giorno 12 della gravidanza. Però, nel momento in cui la sperma entra nell’uovo la vita e decretato da Dio. Il frutto del’utero è un’anima che Dio ha decretato e conosce.

    E’ scritto in Esodo 21:22-23- SE DURANTE UNA RISSA QUALCUNO COLPISCE UNA DONNA INCINTA E QUESTA PARTORISCE SENZA CHE NE SEGUA ALTRO DANNO, COLUI CHE L’HA COLPITA SARà CONDANNATO ALL’AMMENDA CHE IL MARITO DELLA DONNA GLI IMPORRà; E LA PAGHERà COME DETERMINERANNO I GIUDICI; MA SE NE SEGUE DANNO, DARAI VITA PER VITA.- Dio chiama il frutto dell’utero VITA.

    E scritto in Isaia 49:1- ISOLE, ASCOLTATEMI! POPOLI LONTANI, STATE ATTENTI! IL SIGNORE MI HA CHIAMATO FIN DAL SENO MATERNO, HA PRONUNZIATO IL MIO NOME FIN DAL GREMBO DI MIA MADRE. Dio ha conosciuto Isaia ancora prima che lui nascese. Lui sapeva il suo nome. Cosa sarebbe successo se qualcuno ha provato di abortire il profeta Isaia?

    E’ scritto nella Genesi 25:21-26 – ISACCO IMPLORò IL SIGNORE PER SUA MOGLIE REBECCA, PERCHè ELLA ERA STERILE. IL SIGNORE L’ESAUDI’ E REBECCA, SUA MOGLIE, CONCEPI’. I BAMBINI SI URTAVANO NEL SUO GREMBO ED ELLA DISSE: SE COSI E’, PERCHE’ VIVO? E ANDO’ A CONSULTARE IL SIGNORE. IL SIGNORE LE DISSE: DUE NAZIONI SONO NEL TUO GREMBO E DUE POPOLI SEPERATI USCIRANNO DAL TUO SENO. UNO DEI DUE POPOLI SARA’ Più FORTE DELL’ALTRO, E IL MAGGIORE SERVIRà IL MINORE. QUANDO VENNE PER LEI IL TEMPO DI PARTORIRE, ECCO CHE LEI AVEVA DUE GEMELLI NEL GREMBO. IL PRIMO CHE NACQUE ERA ROSSO E PELOSO COME UN MANTELLO DI PELO. COSI’ FU CHIAMATO ESAù. DOPO NACQUE SUO FRATELLO, CHE CON LA MANO TENEVA IL CALCAGNO DI ESAù E FU CHIAMATO GIACOBBE. ISACCO AVEVA SESSANT’ANNI QUANDO REBECCA LI PARTORI’. Dio ha l’autorita. E’ Lui che causa la concezione. Lui conosce i nomi del frutto dell’utero prima che nascono. Loro sono bambini vivi. Dio conosce la personalità di ognuno prima che nascono. Lui sa i dettagli della loro vita e cosa faranno. Cosa sarebbe successo se qualcuno avesse abortito Esaù e Giacobbe?

    E’ scritto in Luca 1:13-17- MA L’ANGELO GLI DISSE: NON TEMERE, ZACCARIA, PERCHè LA TUA PREGHIERA E’ STATA ESAUDITA; TUA MOGLIE ELISABETTA TI PARTORIRà UN FIGLIO, E GLI PORRAI NOME GIOVANNI. TU NE AVRAI GIOIA ED ESULTANZA, E MOLTI SI RALLEGRERANNO PER LA SUA NASCITA. Perché SARà GRANDE DAVANTI AL SIGNORE. NON BERRà Né VINO Né BEVANDE ALCOLICHE, E SARà PIENO DI SPIRITO SANTO FIN DAL GREMBO DI SUA MADRE; CONVERTIRà MOLTI DEI FIGLI D’ISRAELE AL SIGNORE, LORO DIO; ANDRà DAVANTI A LUI CON LO SPIRITO E LA POTENZA DI ELIA, PER VOLGERE I CUORI DEI PADRI AI FIGLI E I RIBELLI ALLA SAGGEZZA DEI GIUSTI, PER PREPARARE AL SIGNORE UN POPOLO BEN DISPOSTO. Dio ha fatto un miracolo. Lui ha permessa la concezione di Giovanni il battista. Prima che Elisabetta lo concepisse, Dio sapeva di Giovanni il battista. Lui sapeva quando sarebbe nato. Lui sapeva il suo nome. Lui sapeva di questo bambino. Lui sapeva della vita di Giovanni. Il Vangelo di Matteo dice di Giovanni il battista: Matteo 11:11- FRA I NATI DI DONNA NON E’ SORTO NESSUNO MAGGIORE DI GIOVANNI IL BATTISTA – Cosa sarebbe successo se qualcuno avesse provato ad abortire Giovanni il battista? Luca 1:44 poiché ECCO, NON APPENA LA VOCE DEL TUO SALUTO MI E’ GIUNTA AGLI ORECCHI, PER LA GIOIA IL BAMBINO MI E’ BALZATO NEL GREMBO. Questo significa che il frutto dentro il grembo di Elisabetta era solo una massa di cellule senza senso o era una vita? E’ chiaro che il frutto del suo grembo era una vita umana decretata da Dio.

    E’ scritto – Luca 1:26-32- AL SESTO MESE, L’ANGELO GABRIELE FU MANDATO DA DIO IN UNA CITTà DI GALILEA, CHIAMATA NAZARET, A UNA VERGINE FIDANZATA A UN UOMO CHIAMATO GIUSEPPE, DELLA CASA DI DAVIDE; E IL NOME DELLA VERGINE ERA MARIA. L’ANGELO, ENTRATO DA LEI, DISSE: TI SALUTO, O FAVORITA DALLA GRAZIA; IL SIGNORE E’ CON TE. ELLA FU TURBATA A QUESTE PAROLE, E SI DOMANDAVA CHE COSA VOLESSE DIRE UN TALE SALUTO. L’ANGELO LE DISSE: NON TEMERE, MARIA, perché HAI TROVATO GRAZIA PRESSO DIO. ECCO, TU CONCIPERAI E PARTORIRAI UN FIGLIO, E GLI PORRAI NOME GESù. QEUSTI SARà GRANDE E SARà CHIAMATO FIGLIO DELL’ALTISSIMO, E IL SIGNORE DIO GLI DARà IL TRONO DI DAVIDE, SUO PADRE. L’angelo sta annunciando la nascita di Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio. L’arrivo del Messia era gia stato predetto in Genesi 3:15. La concezione miracolo, il nome, l’infanzia, l’età adulta, la morte, e il resurrezione del Messia sono stati decretati da Dio. Giovanni 3:16- perché DIO HA TANTO AMATO IL MONDO, CHE HA DATO IL SUO UNIGENITO FIGLIO affinché CHIUNQUE CREDE IN LUI NON PERISCA, MA ABBIA VITA ETERNA. Cosa sarebbe successo se qualcuno avesse provato ad abortire il figlio di Dio? Cosa sarebbe successo se qualcuno avesse provato ad abortire Maria? Cosa sarebbe successo se qualcuno avesse provato ad abortire “TE”?

    Alcune persone dicono che una donna ha il diritto di fare qualsiasi cosa con suo corpo. Però Dio dice: 1 Corinzi 13:16,17- NON SAPETE CHE SIETE IL TEMPIO DI DIO E CHE LO SPIRITO DI DIO ABITA IN VOI? SE UNO GUASTA IL TEMPIO DI DIO, DIO GUASTERà LUI; poiché IL TEMPIO DI DIO E’ SANTO; E QUESTO TEMPIO SIETE VOI. Nonostante tutto, il frutto del utero della donna, non è il suo corpo. Il suo corpo lo nutre, però è una vita separata. Dio sa il nome di questo bambino e anche il suo futuro. La donna può avere l’autorità dell’uomo per uccidere questa vita separata senza essere giudicata, però sappia questo: E’ scritto in Ebrei 9:27- COME E’ STABILITO CHE GLI UOMINI MUOIANO UNA VOLTA SOLA, DOPO DI CHE VIENE IL GIUDIZIO. Questo è la prova che il frutto del grembo non è il suo corpo. Il codice genetico del corpo della donna è uguale se un organo è dentro o fuori dal corpo per esempio un’occhio . Però il frutto del grembo ha un codice genetico differente da quello della madre. E’ una vita separata. Se lei abortisce non uccide una parte del suo corpo, ma sta uccidendo un essere umano che e stato decretato da Dio con una vita e un futuro tutto suo. E’ stato detto che due persone entrano in una clinica per un aborto però solo una uscirà viva. Prendi questo in considerazione. Tutte e due muoiono – uno fisicamente e l’altro psicologicamente. Considera anche questo. E’ stato segnalato che tante donne dopo l’aborto soffrono fisicamente e anche psicologicamente. Tante volte nella vita se quella stessa donna vuole un bambino dopo il matrimonio, è possibile avere complicazioni e che non e più in grado di averne un altro.

    E’ scritto: Proverbi 6:16-17- SEI COSE ODIA IL SIGNORE, ANZI SETTE GLI SONO IN ABOMINIO: GLI OCCHI ALTERI, LA LINGUA BUGIARDA, LE MANI CHE SPARGONO SANGUE INNOCENTE – Si, le madri che abortiscono quel bambino, che è di Dio, saranno giudicate al giudizio, però anche coloro che sono coinvolti in omicidio legale d’uomo.

    E’ scritto: Isaia 10:1- GUAI A QUELLI CHE FANNO DECRETI INIQUI E A QUELLI CHE METTONO PER ISCRITTO SENTENZE INGIUSTE – Le Parole di Dio danno un avvertimento severo a tutti quelli che vanno contro le regole di Dio. Loro forse non credono in Dio, però questo Dio in cui loro non credono li giudicherà. Infatti, queste parole le giudicherà. E’ scritto Giovanni 12:48 – CHI MI RESPINGE E NON RICEVE LE MIE PAROLE, HA CHI LO GIUDICA; LA PAROLA CHE HO ANNUNCIATA E’ QUELLA CHE LO GIUDICHERà NELL’ULT

IMO GIORNO.

    La Parola da Dio e la scienza hanno dimostrato che il frutto del utero è una persona completamente separata della madre. Come gia detto in Salmo 127:3- ECCO, I FIGLI SONO UN DONO CHE VIENE DAL SIGNORE; IL FRUTTO DEL GREMBO MATERNO E’ UN PREMIO. Considera con attenzione cosa dice la Parola di Dio. E’ scritto: Proverbi 3:7-8- NON TI STIMARE SAGGIO DA TE STESSO; TEMI IL SIGNORE E ALLONTANATI DAL MALE; QUESTO SARà LA SALUTE DEL TUO CORPO E UN REFRIGERIO ALLE TUE OSSA. Proverbi 16:6-7- CON LA BONTà E CON LA FEDELTà L’INIQUITA SI ESPIA, E CON IL TIMORE DEL SIGNORE SI EVITA IL MALE. QUANDO IL SIGNORE GRADISCE LE VIE DI UN UOMO, RICONCILIA CON LUI ANCHE I SUOI NEMICI. Luca 13:3- NO, VI DICO; MA SE NON VI RAVVEDETE, PERIRETE TUTTI ALLO STESSO MODO.

    Apocalisse 3:18-20- PERCIÒ IO TI CONSIGLIO DI COMPERARE DA ME DELL’ORO PURIFICATO DAL FUOCO, PER ARRICCHIRTI; E DELLE VESTI BIANCHE PER VESTIRTI E PERCHè NON APPAIA LA VERGOGNA DELLA TUA NUDITà; E DEL COLLIRIO PER UNGERTI GLI OCCHI E VEDERE. TUTTI QUELLI CHE AMO, IO LI RIRENDO E LI CORREGGO; SII DUNQUE ZELANTE E RAVVEDITI. ECCO, IO STO ALLA PORTA E BUSSO: SE QUALCUNO ASCOLTA LA MIA VOCE E APRE LA PORTA, IO ENTRERò DA LUI E CENERò CON LUI ED EGLI CON ME.

    Se tu stai leggendo questo e stai pensando di avere un aborto—fermati. Non fare questo. Se l’hai gia fatto, c’e ancora speranza. Se tu ti pentirai e riceverai Gesù Cristo con fede come tuo Signore e Salvatore, Lui ti perdonerà. Clicca su SALVEZZA se vuoi essere salvato. Dio ti ama!

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