Mirabilissimo100’s Weblog

giugno 30, 2017

Siria: l’Iran traccia la linea rossa per gli Usa

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 11:45 pm

30 Giugno 2017

La guerra in Siria è allo snodo finale e gli Usa accampano ogni pretesto, anche sfacciatamente bugiardo, per attaccare l’Asse della Resistenza tentando di ritardare una vittoria che è ormai scritta.

Nei giorni scorsi Washington ha dichiarato d’essere pronta a colpire l’Esercito siriano e i suoi alleati nel caso di uso di armi chimiche, ritenuto imminente dal Pentagono; e che sia il preannuncio di un possibile attacco lo afferma la Cnn, secondo la quale le unità dell’Us Navy nel Mediterraneo Orientale sono in attesa di un ordine della Casa Bianca per colpire.

Immediata è stata la reazione del ministro degli Esteri russo Lavrov, che ha considerato pericolosa la posizione Usa, anche in considerazione del fatto che “ribelli” e terroristi dispongono di armi chimiche ed è ovvio che, trovandosi in estrema difficoltà, potrebbero facilmente usarle per spianare la strada all’ennesimo intervento americano contro Damasco.

Tuttavia, a parte l’intervento del Cremlino, è stato l’Iran a rispondere con estrema durezza al preannuncio dell’ennesima provocazione, tracciando quella che può essere definita una “linea rossa” per gli Usa, il cui superamento avrebbe conseguenze incalcolabili, facendo degenerare la guerra in Siria in uno scontro di portata inimmaginabile.

A lanciare l’ammonimento è stato il Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, l’ammiraglio Alì Shamkhani, che in un linguaggio assai chiaro ha espresso due concetti: per prima cosa ha messo in guardia gli Usa da avventate mosse unilaterali, senza un calcolo delle conseguenze che stavolta sarebbero incalcolabili; inoltre, con riferimento all’attacco Usa alla base aerea di Sharyat dell’aprile scorso, ha ricordato che è stata proprio Washington ad opporsi ad un’inchiesta internazionale sull’uso di armi chimiche a Khan Shaykhun, pretesto usato per il lancio dei Tomahawk, e l’ha invitata a rivolgersi all’Opac, con sede all’Aja, per ispezionare i siti di stoccaggio sospetti.

Con le sue dichiarazioni Shamkhani ha rigettato il solito meccanismo caro allo Zio Sam, ovvero una narrazione di comodo dei fatti subito supportata dai media occidentali e del Golfo che ne fanno la “verità” a prescindere, buona per giustificare ogni aggressione. Ma a parte questo, ha tracciato una “linea rossa” in base alla quale un’ulteriore aggressione degli Usa nei confronti di Damasco e dei suoi alleati scatenerebbe conseguenze catastrofiche; un fatto inedito che rispecchia la mutata situazione sui campi della guerra in Siria e i nuovi equilibri che sono ormai emersi in Medio Oriente.

Shamkhani non è un funzionario qualunque: è un ex capo della Marina dei Pasdaran, ex capo della Marina iraniana ed è stato Ministro della Difesa per otto anni; un personaggio di assoluto spicco nella dirigenza politico-militare iraniana. Il suo posto di Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale lo pone al centro dell’impostazione strategica della politica nazionale ed ha il ruolo di negoziatore per tutta la politica del nucleare iraniano. Se a tutto ciò s’aggiunge la completa stima della Guida Suprema Khamenei ci si rende conto che si tratta di uno dei leader iraniani più influenti, e che le sue parole, soprattutto su temi militari, rispecchiano il pensiero di Teheran.

Dietro quello che è un altolà gettato in faccia a Washington, c’è la crescita geopolitica dell’Iran nel Medio Oriente allargato e nell’Asia Centrale, che ha avuto nella guerra in Siria e nella crisi irachena la sua più evidente consacrazione. Dopo anni di lotte, Teheran si è ormai posta al centro della Mezzaluna Sciita che dall’Iran giunge fino al Libano, saldando quell’Asse della Resistenza che sta ottenendo il riposizionamento di molti Stati e mutando profondamente gli equilibri dell’area.

I tempi dell’isolamento della Repubblica Islamica sono ormai lontani, con buona pace di Arabia Saudita, Israele, Amministrazione Trump e delle loro politiche demenziali che tentano di trovare uno sbocco proprio nella guerra in Siria. Il fatto è che, nella fase finale di quel conflitto, e per come sono ormai evolute le cose, ogni mossa avventuristica sobillata dal Golfo e messa in atto da Washington rischia ormai di avere conseguenze inimmaginabili. Esattamente come ammonito da Shamkhani.

di Salvo Ardizzone

http://www.ilfarosulmondo.it/guerra-in-siria-iran-linea-rossa/

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SIRIA: USA E ISRAELE VOGLIONO LA GUERRA CONTRO LA SIRIA

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 11:42 pm

Sono giorni concitati, gli USA per voce del loro portavoce, hanno annunciato di avere notato movimenti di preparazione per un attacco chimico da parte delle forze siriane nella base di Al Shayrat, esattamente quella già colpita con minimi danni qualche tempo fa, proprio in seguito ad un finto attacco chimico inscenato dai terroristi legati ad Al Nusra.

SIRIA Al Shayrat

Base di Al Shayrat

Sono giorni concitati, gli USA per voce del loro portavoce, hanno annunciato di avere notato movimenti di preparazione per un attacco chimico da parte delle forze siriane nella base di Al Shayrat, esattamente quella già colpita con minimi danni qualche tempo fa, proprio in seguito ad un finto attacco chimico inscenato dai terroristi legati ad Al Nusra.

Ora questo avviso potrebbe rappresentare un chiaro messaggio americano di copertura, affinché scatenino un ulteriore finto attacco chimico su qualche fronte. Tutto ciò per poter incolparne la Siria e, come il precedente attacco, verrebbe ritenuto credibile senza alcuna prova a sostegno.

Il governo USA si è già dichiarato pronto ad un nuovo attacco contro le forze militari siriane.

Queste dichiarazioni fanno seguito a una serie di attacchi aerei condotti dalle truppe sioniste di Tel Aviv che hanno ripetutamente colpito le truppe siriane a terra, impegnate nella lotta contro i terroristi nella zona di Quneitra, al confine con le alture del Golan occupate da Israele. Ad un primo attacco aereo, ne sono seguiti altri. Da notare come, non a caso, approfittando di questi attacchi, i terroristi abbiano sferrato un pesante attacco che però si è risolto in un netto fallimento, costato almeno la vita di 50 combattenti. La concomitanza di un attacco via terra dei terroristi e dell’attacco dal cielo dei caccia con la stella di David ci appare come una prova della collaborazione portata avanti in questi anni, con forniture regolari di armi, munizioni e viveri in funzione antisiriana alle fazioni jihadiste, tra queste la stessa ISIS. Più volte sono state mostrate le immagini dei soccorsi medici e dei ricoveri ospedalieri garantiti da Israele a tutti i terroristi feriti in guerra sul fronte sud al confine col Golan occupato.

Da tempo Israele sta intensificando le sue azioni contro la Siria e soprattutto contro Hezbollah, non è affatto da escludere che in realtà stia preparando un’aggressione contro la regione sud del Libano per occuparla militarmente.

Possibile scadenza per questa aggressione sarebbe prima della fine dell’estate.

http://sakeritalia.it/sitrep-geopolitica/situazione-operativa-sui-fronti-siriani-del-28-6-2017/

SIRIA: “ASSAD PREPARA UNATTACO CHIMICO!”. DI NUOVO…?

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 11:34 pm

Maurizio Blondet

28 Giugno 2017

Washington ha scoperto – di nuovo –  “potenziali preparazioni di  un altro attacco con armi chimiche del governo siriano”.  BBC: “La  Casa Bianca ha affermato che queste attività sono simili a quelle  messe in atto prima di un sospetto attacco chimico in aprile : quando morirono decine di persone, ciò che ha indotto il presidente Trump ad ordinare  il lancio di missili da crociera contro la base aerea siriana”.

Il “cervello” dietro la strategia israeliana.

Ci risiamo. Ritentano con questa accusa.  Poche ore dopo che il giornalista premio Pulitzer Seymour Hersh  ha dimostrato  la falsità di quell’accusa che provocò il lancio americano dei missili ad aprile.  Hersh ha  raccolto anche  le testimonianze di alti funzionari statunitensi: “Sappiamo che non c’è stato alcun attacco chimico. (…) I russi sono furiosi e noi che diciamo di avere dati reali e conosciamo la verità. (…)Sarebbe stato lo stesso se avessimo eletto Clinton o Trump”, ha dichiarato uno dei funzionari statunitensi intervistato dal giornalista Premio Pulitzer Seymour Hersh in un articolo pubblicato oggi sul bombardamento statunitense alla base siriana di Al-Shairat il 7 aprile scorso.

“Stavano facendo le cose per bene”, dice un alto consigliere anziano citato dal giornalista sulla cooperazione anti-terrorismo russo e siriano. Lasciando intendere che altri poteri nel deep state americano volevano sabotare questa cooperazione.

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_premio_pulitzer_seymour_hersh_gli_usa_hanno_bombardato_la_siria_senza_che_ci_fosse_stato_un_attacco_chimico_di_damasco/82_20625/

Niente, non c’è verso. I poteri superforti se ne infischiano di essere colti sul fatto a mentire. Ora dunque bisogna chiedersi:

Hanno in fieri un false flag con gas chimici, di cui accuseranno Assad per rovesciarlo? Pochi giorni fa Emmanuel Macron,  aveva dichiarato in  una intervista ai grandi giornali europei  che “La Francia non esiterà a bombardare la Siria anche da sola, “se avverrà che armi chimiche siano utilizzate sul terreno”, allo scopo di “distruggere i magazzini di armi chimiche”.

http://www.maurizioblondet.it/10952-2/

Nella stessa conferenza-stampa, aveva detto anche che lui, Macron, “non vede un successore legittimo ad  Assad”, che la sua destituzione non era  più la condizione preliminare alla   soluzione della tragedia siriana. Aveva anche promesso: “Con me, è la fine di una forma di neo-conservatismo importato in Francia da 10 anni”.

In qualche modo, questo discorso doppio, che ricalca quello di Washington, dev’essere l’ultima tattica del Sistema:  far sì che le parole non abbiano più senso, che gli impegni siano contemporaneamente affermati e  infranti… Come ho già notato a proposito della (neo) Chiesa  di Bergoglio, non assistiamo solo all’apostasia dalla fede, ma – ancor più agghiacciante – all’apostasia dalla Ragione. Il potere rigetta la Ragione, trova la demenza rabbiosa  più vantaggiosa.

Persino la BBC registra che il furente comunicato che accusa Assad di “preparare potenzialmente” un attacco chimico, “ha colto di sorpresa il Dipartimento di Stato e il Dipartimento della Difesa,  implicando che ciò non era stato discusso prima con altre agenzie di sicurezza nazionale”.

Dunque è Ivanka Kushner a guidare la Casa Bianca sulla Siria?  Il comunicato della Casa Bianca suona così: “Come abbiamo già affermato,  gli  Stati Uniti sono in Siria per  eliminare lo Stato Islamico [sic] . Se però mister Assad compie un altro massacro di massa usando armi chimiche, lui e il suo esercito pagheranno un prezzo carissimo”.

Nikki Haley,  l’ambasciatrice americana all’Onu, ha rincarato: “Ogni altro attacco contro il popolo di Siria sarà imputato ad Assad, ma anche a Russia & Iran che lo sostengono mentre uccide la sua propria gente”.

L’ambasciatrice “da sempre grande amica di Israele”.

James Jeffrey, un ex consigliere della sicurezza nazionale, ex ambasciatore: “E’ gran tempo che il presidente Assad   riceva una lezione”. Sono voci di notori, forsennati pro-Israele.  Evidentemente la Superpotenza, o il suo simulacro, parla con voci diverse, in una satanica confusione –  una   di queste voci è del Ventriloquo padrone del Discorso  di cui parla  Agnello dell’Apocalisse, indicandolo come “Falso Agnello”:

 Poi vidi un’altra bestia, che saliva dalla terra, ed aveva due corna simili a quelle di un agnello, ma parlava come un dragone.12 Essa esercitava tutta l’autorità della prima bestia davanti a lei, e faceva sí che la terra e i suoi abitanti adorassero la prima bestia, la cui piaga mortale era stata guarita. […]  15 E le fu concesso di dare uno spirito all’immagine della bestia, affinché l’immagine della bestia parlasse, e di far sí che tutti coloro che non adoravano l’immagine della bestia fossero uccisi.”

Il Falso Agnello se ne infischia che “noi”  vediamo e riconosciamo la sua menzogna  plateale, spudorata, ripugnante. Quanti siamo “noi”? forse il 5  per cento di quel 20 per cento che, semplicemente, legge qualcosa  in Occidente. Lui è il Padrone del Discorso. Lui sa  che il 90% crede alle sue menzogne. Quando vedrete sui media foto di bambini gasati, per voi pochi sarà un replica. Tutti gi altri giustificheranno l’intervento bis e tris in Siria a fianco dei terroristi islamici, perché è a quelli che Sion vuol dare il paese confinante.

Lo scopo: sabotare  proposta russa di smilitarizzazione del  confine tra Siria e Sion.

E’ per questo che la Russia ha allestito la sua prima base militare nel Suddella Siria, come segnala DEBKAS:  “Fino ad oggi i russi stazionavano soltanto nella Siria occidentale”  mentre adesso  stanno realizzando  la nuova base militare nel villaggio Khirbet Ras Al.

“Così truppe russe saranno a soli 110 chilometri [sic]  dal Golan meridionale, non lontano dalle truppe israeliane. A  96 chilometri dalla Giordania settentrionale, e a 185 chilometri dalle forze speciali americane e giordane (!)  che  stazionano ad Al Tanf. La nuova base, che dista circa 50 chilometri da Damasco, ha principalmente la funzione di stabilizzare il crocevia strategico che portano alla capitale  dalla Siria orientale e meridionale”.

Secondo DEBKA,   la nuova base russa   verso il Sud  siriano (che sta tanto a cuore ad Israele), è iniziata in coincidenza con la ripresa di colloqui segreti tra USA e Russia ad Amman, fra lo special envoy Usa Michael Ratney e il russo Aleksandr Lavrentiev, il 22 giugno.   Lo scopo è tentare un accordo trilaterale (Russia Usa e Giordania) per creare una zona smilitarizzata “nel sud della Siria, che coprirebbe anche   confini israeliani e giordani”.

“I russi hanno  avanzato  agli americani tre proposte: gli americani continueranno a  restare ad Al Tanf; in cambio,  dovrebbero accettare che l’esercito siriano, le milizie siriane ed Hezbollah liberino dall’ISIS la città di Abu Kamal, che si trova a Nord di Al Tanf. Mosca garantirà il ritiro delle truppe iraniane, HEzbolla e  milizie filo-iraniane dalla regione sud-orientale della Siria; una amministrazione congiunta americano-russa sarebbe insediata per l’amministrazione  quotidiana della Siria sud-orientale comprese le zone lungo i confini israeliani”.

Dunque Mosca offre  la sua garanzia  ad acquietare le angosce (del Falso Agnello )  Israele: vi allontaniamo dai confini gli iraniani e i loro alleati; smilitarizziamo la zona di confine; la governiamo  amministrativamente noi insieme ai vostri amici  statunitensi. Cosa  potete chiedere di più, per dormire sonni tranquilli?

“Ma Washington  ha respinto queste proposte”, dice  DEBKA.

Infatti. La risposta della “Casa Bianca” (del suo ventriloquo) e di Nikki Haley è: Assad sta per lanciare un attacco chimico, gli daremo una lezione  – anche alla Russia e all’Iran, colpevoli degli stessi crimini contro l’umanità. La volontà , in questa menzogna,  di  sabotare alla radice il piano di pace russo-iraniano non potrebbe essere più palese e spudorato.

 

(Ai lettori: Blondet sarà probabilmente assente per una settimana)

http://www.maurizioblondet.it/assad-prepara-unattaco-chimico/

 

 

Siria: Stati Uniti e Francia stanno coordinando un’azione comune in caso di attacco chimico di Assad

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 11:26 pm
28 giugno 2017

L’opzione apocalisse e la Siria

Stati Uniti e Francia stanno coordinando un’azione comune in caso di attacco chimico di Assad. Probabile che l’asse franco-americano andrà a saldarsi il 14 luglio, quando il presidente degli Stati Uniti si recherà a Parigi per la commemorazione della presa della Bastiglia.

 

Significativa la tempistica: due giorni fa la Casa Bianca ha annunciato di avere le prove che Assad si accingerebbe a usare nuovamente le armi chimiche nel conflitto che da anni dilania il Paese.

 

Il giorno successivo le agenzie diffondono il contenuto di una conversazione telefonica intercorsa tra Donald Trump e il presidente francese Emmanuel Macron, i quali avrebbero concordato sulla necessità di «lavorare a un risposta comune» in caso di un attacco chimico.

 

Oggi la notizia che il presidente americano ha accettato di partecipare alle celebrazioni del 14 luglio è stata rilanciata con enfasi insolita da media e Tv.

 

Tutto è pronto per una nuova guerra neocon. Questo nonostante la Russia abbia avvertito in maniera categorica che ritiene «inammissibile» un intervento straniero in Siria, il che vuol dire che siamo sull’orlo di un vero e proprio baratro.

 

Ovviamente Assad non ha alcun motivo di portare un attacco chimico, dal momento che sta letteralmente sgretolando i suoi avversari, ovvero i terroristi armati e finanziati dalle Petromonarchie del Golfo e dall’Occidente, i quali, a breve, saranno costretti a capitolare sotto la spinta inarrestabile dell’esercito siriano e delle milizie sciite alleate di Damasco.

 

Da questo punto di vista, Assad non ha alcun motivo di portare un attacco chimico, dal momento che sarebbe un vero e proprio suicidio politico-militare.

 

Allo stesso tempo, gli sponsor dello jihadismo internazionale che hanno lavorato attivamente per attuare il regime-change in Siria reputano «inammissibile» che il loro piano venga vanificato, anzi ribaltato dall’evoluzione del conflitto.

 

Infatti, se non si verificheranno imprevisti, la guerra porterà alla creazione della mezzaluna sciiita, che congiungerà Teheran a hezbollah, una ipotesi geopolitica che prima della guerra non era neanche contemplata nel campo delle possibilità.

 

Per scongiurare tale evoluzione del conflitto serve un intervento diretto dell’Occidente, simile a quello realizzato in Iraq o Libia. Il problema è che in Siria ci sono i russi e tutto andrà a complicarsi dal momento che Mosca non può accettare tale eventualità.

 

A quanto pare la possibile risposta russa non rappresenta un freno per i neocon. L’ambasciatrice all’Onu Nikki Haley ha anzi messo anche Mosca e Teheran nel mirino: in caso di attacco chimico saranno ritenute complici del regime di Damasco, il che vuol dire che anche l’Iran subirà l’intervento americano.

 

Siamo sull’orlo di una guerra nucleare? Il rischio c’è. Perché i neocon hanno fatto della follia la cifra della loro proiezione globale. Tanto da non escludere, anzi, un conflitto diretto con la Russia. L’opzione apocalisse, appunto, che resta come orizzonte ultimo della loro dottrina esoterica.

 

 

Pare che il Pentagono freni, come dimostrano le parole del segretario alla Difesa James Mattis, il quale, in una conferenza stampa tenuta ieri (cliccare qui), ha affermato che gli Stati Uniti non vogliono essere trascinati nella guerra civile siriana e ha elogiato il funzionamento del meccanismo di deconflicting che ha impedito incidenti tra russi e americani durante il conflitto.

 

Probabile che non sia il solo generale americano a comprendere la portata della follia che si sta preparando, ma lo scontro tra tali ambiti e i neocon si annuncia all’ultimo sangue. Per questi ultimi, infatti, quella che si annuncia è una battaglia esistenziale; e a costo di non perdere sono disposti a tutto.

 

Come dimostra quanto si sta preparando. Dapprima l’accusa della preparazione di un attacco chimico (del quale, al solito, non vengono mostrate prove), accusa che andrà poi ad avverarsi attraverso una montatura, una delle tante di questa sporca guerra.

 

Il fatto che l’opinione pubblica possa avere coscienza di un artificio fabbricato ad arte per iniziare una guerra non ha la minima importanza. Anzi, rappresenta una ulteriore dimostrazione di forza degli ambiti neocon, dal momento che in questo modo dimostrano di non aver neanche bisogno di una giustificazione credibile per dare inizio a una guerra.

 

Frenare tale deriva si annuncia esercizio difficile. Si può solo sperare che gli uomini di buona volontà, che pure restano in Oriente come in Occidente, riescano, nonostante i forti venti contrari.

 

Nota a margine. Per chi non l’avesse letto, rimandiamo all’articolo di Seymour Hersh sul presunto attacco chimico portato dall’aviazione di Assad a Khan Sheikhoun (cliccare qui). Nella foto, James Mattis.

 

http://piccolenote.ilgiornale.it/32726/lopzione-apocalisse-la-siria

 

SIRIA/GIULIETTO CHIESA: TRUMP E MACRON PREPARANO LA GUERRA CONTRO LA SIRIA

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 11:23 pm

Siria, Giulietto Chiesa denuncia: “Trump e Macron stanno preparando la guerra ad Assad”

28 giugno 2017 ore 13:54, Americo Mascarucci
L’avvertimento dell’Amministrazione statunitense, sostenuta dalla Francia, ad Assad (“se darà il via a un’altra strage con le armi chimiche, lui e il suo esercito pagheranno un prezzo pesante”) è totalmente pretestuoso: Usa e Francia, visto che l’Isis, loro creatura, è stata sconfitta dai bombardamenti russi, si preparano a dichiarare guerra in modo diretto alla Siria. È la tesi forte che Giulietto Chiesa

Siria, Giulietto Chiesa denuncia: “Trump e Macron stanno preparando la guerra ad Assad”

, giornalista esperto di scenari geopolitici, esprime conversando con IntelligoNews.

Le minacce di Trump alla Siria possono essere lette come messaggi indiretti a Iran e Russia? 
Francamente non riesco a vedere questa componente. La realtà è che il presidente degli Usa in carica accetta le proposte dei neocon di ricominciare la guerra in Siria con una minaccia esplicita e scorretta. Pochi giorni fa abbiamo letto le rivelazioni di Seymour Hersh, giornalista premio Pulitzer, il quale ha tirato fuori documenti dai quali risulta che non c’è stato nessun attacco all’arma chimica da parte di Bashar al-Assad. Ora si parla di “seconda operazione chimica” da parte della Siria e si annuncia in anticipo una punizione. Insomma, da parte americana si scoprono le carte: Donald Trump ha deciso di passare all’attacco in Siria e lo fa sapere al mondo intero a prescindere dalla situazione sul campo. Le armi chimiche in Siria non ci sono, come è stato certificato dagli Usa e dagli osservatori Onu. Furono ritirate dalla Siria e messe su una nave che le ha portate in un porto italiano perché fossero disinnescate. Per legittimare la propria minaccia, Trump dovrebbe provare che la Siria, dopo avere consegnato le armi chimiche d’accordo con la Russia per evitare che Barack Obama bombardasse, abbia ricominciato a produrle. Rovesciando di 180 gradi la verità, gli Usa minacciano un attacco militare contro l’esercito ufficiale, l’unico legittimo, della Siria. Riprendere la guerra in questo modo significa – questo sì – coinvolgere direttamente Russia e Iran.
Sulla questione siriana si è definito un asse Trump-Macron. Quali sono i loro interessi comuni?
Sono esattamente quelli di prima. Europa e Usa si stanno ricompattando dopo aver preso atto di essere stati sconfitti militarmente in Siria – l’Isis era una loro creatura ed è stata decapitata dal bombardamento russo negli scorsi 10 giorni. Europa e Usa non accettano la sconfitta militare dell’Isis e si sostituiscono all’Isis. Visto che non hanno più l’arma per agire per interposta persona, i francesi (spero non l’Europa nella sua interezza) e gli Usa entrano in Siria direttamente, bombardando le truppe siriane piazzano armi sul terreno. Siamo in piena aggressione, senza pretesti reali: Trump ed Emmanuel Macron non possono dimostrare niente, ma sono convinti che saranno appoggiati da tutto il mainstream dei media occidentali, quindi con la certezza dell’impunità mediatica che seguirà al loro attacco.
#Siria #Russia #Trump-Macron #Isis

SIRIA: LA TESTIMONIANZA DI MONS.YOUHANNA J.BATTAH

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 10:58 pm
30 G iugno
Piccole Note
Chiesa

Un mattatoio chiamato Siria

La guerra siriana è una macelleria a ritmo continuo dal momento che è l’epicentro di quella guerra mondiale fatta a pezzi denunciata più volte da papa Francesco. Un conflitto per procura, che vede contrapposti non solo Stati Uniti e Russia, ma anche altri Paesi, vicini e lontani.

 

Di questa guerra ne parliamo con un testimone d’eccezione, monsignor Youhanna Jihad Battah, vicario di Beirut della Chiesa siro-cattolica, rito orientale nel quale la consacrazione è ancora in aramaico, la lingua di Gesù, come ci spiega sorridendo.

Monsignor Youhanna Jihad Battah

Il vescovo è di passaggio a Roma, dove ha trascorso parte della sua vita, avendo peraltro ricoperto per otto anni la carica di rettore del Pontificio collegio di Sant’Efrem, luogo nel quale ci accoglie.

 

Monsignore conosce bene quel lontano conflitto, perché la carica di presidente di due diversi tribunali ecclesiastici, quello melkita (II grado di appello) e quello siro-cattolico (I grado di appello), lo costringe ogni mese a recarsi a Damasco, città nella quale è nato e ha trascorso un’infanzia felice.

 

Già, perché allora non ruggiva la guerra e si poteva andare in giro in tutta tranquillità, ci racconta: la famiglia viveva a Damasco ma aveva un campo ad Adra, un villaggio 25 kilometri a nord della capitale, e la sua era l’unica famiglia cattolica in mezzo a una fiorente comunità islamica, e islamica sunnita (per intenderci quel ramo dell’islam a cui dice di far riferimento l’Isis). Nessuno si è mai sognato di torcergli un capello, anzi…

 

La Siria è un Paese piccolo, ma ha sempre ricoperto un ruolo di primo piano in Medio oriente, racconta monsignore. Era la Porta dell’Oriente; ed era ricco, il più ricco Paese arabo, molto più ricco dell’Arabia Saudita, per ricchezza diffusa tra la popolazione. Le scuole erano gratuite, le medicine erano gratuite e c’era lavoro, tanto lavoro.

 

Né la religione era un problema, dal momento che era il Paese più integrato del mondo arabo. «Più ancora del Libano – spiega monsignore – che pure è considerato un modello di convivenza. Eppure anche qui ci sono islamici sunniti e islamici sciiti, cristiani di vari riti e via dicendo… nel mio Paese tutti si consideravano semplicemente cittadini siriani, senza indulgere in distinzioni religiose».

 

Poi è iniziata la guerra… «Si racconta che tutto sia iniziato da una rivoluzione. Ma quale rivoluzione? Le rivoluzioni nascono da una visione del mondo, da una filosofia, da una programma di cambiamento. Qui non c’è stato nulla di tutto questo. La domanda che ci si pone è se non si sia approfittato da parte di alcuni ambiti di una situazione di crisi per inseguire propri interessi».

 

«La Siria è ricca di gas e petrolio, cosa che stimola gli appetiti di molti. Inoltre alcuni Paesi confinanti con i quali le relazioni erano particolarmente critiche percepivano la stabilità e la forza della Siria come una minaccia alla propria sicurezza».

 

Una pausa, poi: «Vogliono far diventare uno Stato islamico quella che un tempo era una Repubblica laica», continua monsignore; «certi ambiti internazionali stanno deliberatamente lavorando nell’ombra per destabilizzare gli Stati più laici del mondo arabo: dall’Iraq alla Siria… e ciò nell’ottica di creare degli Stati confessionali».

 

«Mi domando e domando», continua il monsignore, «Possibile che gli americani, che hanno occhi e orecchie dappertutto, non si siano accorti di quello che si stava preparando? Possibile che non sappiano nulla?».

 

Non si può dimenticare in questo  panorama che i russi sono intervenuti in Siria nel settembre del 2015 e che da allora tutto è cambiato. Chiediamo a monsignore una sua opinione in proposito: «Senza i russi non ci sarebbe più un cristiano in Medio oriente. Non solo in Siria, ma anche in Libano. Perché la guerra siriana avrebbe dovuto dilagare in Libano: lo sanno tutti, anche Hezbollah, che è intervenuto in Siria proprio per evitare che ciò accadesse».

 

Il problema per l’Occidente è il presidente siriano Bashar al Assad, gli diciamo, ma taglia corto: «Che diritto ha l’Occidente di decidere chi deve o non deve governare un Paese? Gli interventi militari in Iraq e in Libia, realizzati per esportare la democrazia, hanno portato solo disastri. In Siria la maggioranza del popolo sta con il presidente Assad, è evidente, anche perché l’alternativa è tragica».

 

Gli chiediamo lumi su questa ultima affermazione. «Se la gente non fosse stata con il presidente  Assad, crede che sarebbe durato al potere più di un mese? Se ha resistito tanto è perché il popolo sta con lui. Come è stato evidente alle ultime elezioni, quando hanno votato anche i siriani rifugiati fuori dal Paese, almeno dove è stato loro permesso di farlo».

 

«Il giorno delle elezioni», ricorda infatti il vescovo di Beirut, «c’erano file chilometriche di rifugiati che si sono presentati nell’ambasciata siriana del Libano per votare. E non li costringeva nessuno… E ancora: oggi Assad potrebbe costruirsi il suo Stato a Lakatia e lasciare il resto del Paese in mano agli islamisti. Non disturberebbe nessuno e nessuno disturberebbe lui, dal momento che lì c’è anche una base russa che gli assicurerebbe protezione. Invece continua la sua lotta per liberare il Paese dagli oppressori del suo popolo, come gli chiede la gente. Questa è la realtà negata in Occidente».

 

Quindi la Chiesa sta con Assad? «No, noi siamo semplicemente vicini al nostro popolo perché i pastori devono stare vicino al loro gregge… Peraltro noi vescovi, che possiamo far sentire la nostra voce nel mondo, abbiamo il dovere di parlare a nome del popolo, di dare voce alla loro sofferenza».

 

«Il nostro popolo non soffre solo per la guerra», prosegue il monsignore allargando il discorso, «contro la Siria è stato alzato un muro di sanzioni che blocca gli aiuti umanitari: la nostra gente muore, i bambini muoiono. Sono senza cibo, senza medicine. Perché tutto questo? Perché l’Europa è connivente con questo crimine in danno a un intero popolo?».

 

Gli chiediamo se crede che l’Europa debba in qualche caso intervenire. Sorride: «Vogliamo solo essere lasciati in pace. Di interventi esterni ne abbiamo avuti fin troppi… se solo l’Europa e l’America la smettessero di inviare armi a questi assassini… le faccio un piccolo esempio, e lo prendo da un fatto di cronaca: oggi i sauditi accusano il Qatar di aver finanziato il terrorismo. Ecco, alcuni giorni fa ho sentito un’intervista del ministro degli Esteri di Doha che spiegava come loro avessero finanziato i terroristi di comune accordo con americani e sauditi…».

 

Parla dell’Isis o di altre formazioni jihadiste? La distinzione è importante, replichiamo: «Per voi, forse. Per noi, per chi vede quello che fanno questi assassini nel nostro Paese e subisce sulla propria pelle le conseguenze di questa guerra, sono tutti uguali: sono tutti terroristi, senza distinzione alcuna».

 

Chiediamo se sia un problema islamico, come reputano tanti in Occidente, cioè di una impossibile convivenza tra cristiani e islamici: «Anche nella Chiesa c’è chi pensa che tale convivenza sia impossibile, ma in realtà i cristiani hanno vissuto nel mondo arabo-islamico per centinaia e centinaia di anni».

 

«Per secoli la convivenza è stata possibile. Questo islam intollerante è nato negli ultimi decenni: è stato fabbricato ad arte, finanziato. Al tempo di Saddam Hussein in Iraq non c’era conflitto tra sciiti e sunniti, solo per fare un esempio…».

 

«Certo», continua il presule, «nell’islam c’è una parte moderata e una parte dura, quella dell’occhio per occhio. Ma occhio per occhio si diventa ciechi… Si può e si deve dialogare con l’islam moderato, perché è l’unica strada per ricostruire sulle macerie del Medio oriente».

 

Gli chiediamo del Libano, dove svolge il suo servizio, dei rifugiati che si sono affollati in questo Paese. Monsignor Battah ricorda le parole di san Giovanni Paolo II, il quale diceva che «il Libano è una missione». E forse è proprio per questo, spiega il presule, che il Paese dei cedri riesce a dare ospitalità a tanti rifugiati nonostante sia così piccolo: oltre ai cinquecentomila rifugiati palestinesi già presenti nel suo territorio, ha dato ospitalità a un milione e mezzo di rifugiati siriani.

 

Una presenza che scuote le nostre coscienze, prosegue il monsignore, il quale spiega che ha realizzato un progetto che dà lavoro e alloggio ai rifugiati: il fine ultimo è di restituirli alla loro nazione. D’altronde bisognerà prima o poi ricostruire un Paese distrutto, e forse il modo più intelligente è proprio questo: dare un’opportunità di ritorno a quanti sono scappati dalla Siria a causa della guerra.

 

Offrire loro solo rifugio e integrazione, come ad esempio sta facendo in maniera massiccia la Germania, è solo parte della soluzione di questa tragedia umanitaria.

 

Ma potrebbe anche risultare un modo cinico di sfruttare a proprio vantaggio il conflitto, integrando nel proprio Paese rifugiati altamente qualificati (indizio peraltro della formazione garantita dalle scuole siriane prima della guerra.) abbandonando la Siria al proprio destino. La via accennata da monsignor Battah appare molto più feconda.

 

http://piccolenote.ilgiornale.it/32730/un-mattatoio-chiamato-siria

SANTISSIMI PRIMI MARTIRI DELLA CHIESA DI ROMA

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 10:33 pm

 

MARTIRI CRISTIANI ARENA

Venerdì 30 Giugno 2017

L’odierna celebrazione, introdotta dal nuovo calendario romano universale, si riferisce ai protomartiri della Chiesa di Roma, vittime della persecuzione di Nerone in seguito all’incendio di Roma, avvenuto il 19 luglio del 64.

Dopo la festività congiunta dei due apostoli, il nuovo calendario vuole appunto celebrare la memoria dei numerosi martiri che non poterono avere un posto peculiare nella liturgia.

Perché Nerone perseguitò i cristiani? Ce lo dice Cornelio Tacito (Annales 15,44,2-5): « Siccome circolavano voci che l’incendio di Roma fosse stato doloso, Nerone presentò come colpevoli, punendoli con pene ricercatissime, coloro che, odiati per le loro abominazioni, erano chiamati dal volgo cristiani ».

Ai tempi di Nerone, a Roma, accanto alla comunità ebraica, viveva quella esigua e pacifica dei cristiani. Su questi, poco conosciuti, circolavano voci calunniose. Nerone scaricò su di loro, condannandoli ad efferati supplizi, le accuse a lui rivolte. Del resto le idee professate dai cristiani erano di aperta sfida agli dèi pagani gelosi e vendicativi… « I pagani – ricorderà più tardi Tertulliano – attribuiscono ai cristiani ogni pubblica calamità, ogni flagello. Se le acque del Tevere escono dagli argini e invadono la città, se al contrario il Nilo non rigonfia e non inonda i campi, se vi è siccità, carestia, peste, terremoto, è tutta colpa dei cristiani, che disprezzano gli dèi, e da tutte le parti si grida: “i cristiani ai leoni!”.

Nerone ebbe la responsabilità di aver dato il via all’assurda ostilità del popolo romano, peraltro molto tollerante in materia religiosa, nei confronti dei cristiani: la ferocia con la quale colpì i presunti incendiari non trova neppure la giustificazione del supremo interesse dell’Impero. Episodi orrendi come quello delle fiaccole umane, cosparse di pece e fatte ardere nei giardini del colle Oppio, o come quello di donne e bambini vestiti con pelle di animali e lasciati in balia delle bestie feroci nel circo, furono tali da destare un senso di pietà e di orrore nello stesso popolo romano. « Allora – scrive ancora Tacito – si manifestò un sentimento di pietà, pur trattandosi di gente meritevole dei più esemplari castighi, perché si vedeva che erano eliminati non per il bene pubblico, ma per soddisfare la crudeltà di un individuo », Nerone.

La persecuzione non si arrestò a quella fatale estate del 64, ma si prolungò fino al 67.

Tacito racconta nei suoi Annali della persecuzione dei primi martiri di Roma – i protomartiri romani – nella quale fu ucciso anche Pietro. Il fatto avvenne nei giardini neroniani, cioè nel Circo di Gaio e Nerone che era alle pendici del colle Vaticano. L’attuale obelisco di piazza S. Pietro era al centro della spina di tale Circo che segnava il percorso sul quale si sfidavano le quadrighe nelle corse.

L’obelisco fu spostato da Papa Sisto V (Felice Peretti) che volle erigerlo dinanzi alla basilica. Il sito originario in cui era posto è attualmente indicato da una lapide in terra posta alla sinistra della basilica vaticana, poco oltre l’attuale nartece, che ricorda così l’ubicazione del Circo nel quale furono martirizzati Pietro ed i suoi compagni nell’anno 64 d.C..

Sul fianco destro del Circo, proprio sotto l’attuale basilica, sorgeva una necropoli a cielo aperto, nella quale Pietro venne sepolto dopo il martirio. Parte della necropoli è stata riportata alla luce dagli archeologi nel secolo scorso. Essi hanno potuto così raggiungere nei loro scavi il luogo della sepoltura del primo degli apostoli. Il sito è attualmente visitabile, con ingresso proprio a fianco del luogo dove era anticamente eretto l’obelisco.

Fonti principali: parrocchie.it/roma; santiebeati.it (“RIV./gpm”).

©Evangelizo.org 2001-2017

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PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU’: PREGHIERE

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 10:28 pm

GESU' EUCARESTIA BELLA.jpg

 

NOVENA AL PREZIOSISSIMO SANGUE
O Sangue Preziosissimo, sorgente di vita eterna, prezzo e motivo dell’universo,
bagno sacro delle nostre anime, che difendi senza sosta la causa degli uomini
presso il Trono della suprema Misericordia, io ti adoro profondamente.
Io vorrei, se possibile, compensare le ingiurie e gli oltraggi che ricevi
continuamente da parte degli uomini, soprattutto da parte di quelli che osano bestemmiare.
Chi potrebbe non benedire il Sangue così Prezioso,
non essere infiammato d’amore per Gesù che l’ha versato?
Cosa sarei diventato se non fossi stato riscattato da questo Sangue Divino,
che l’Amore ha fatto uscire fino all’ultima goccia dalle vene del mio Salvatore?
O Amore immenso, che ci hai donato questo balsamo di salvezza!
O balsamo inestimabile, che provieni dalla sorgente di un amore infinito!
Io ti scongiuro, che tutti i cuori e tutte le lingue ti lodino,
ti benedicano e ti rendano grazia, ora e sempre, nei secoli dei secoli.
Così sia.
Pater, Ave, Gloria

( Questa preghiera è da recitarsi per nove giorni consecutivi,
e si raccomanda di assistere almeno ad una Messa durante il tempo della Novena. )

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PREZIOSISSIMO SANGUE CROCIFISSO

CONSACRAZIONE AL SANGUE DI GESU’ CRISTO

Signore Gesù che ci ami e ci hai liberati dai nostri peccati con il tuo Sangue, Ti adoro, Ti benedico e mi consacro a Te con viva fede. Con l’aiuto del tuo Spirito m’impegno a dare di tutta la mia esistenza, animata dalla memoria del tuo Sangue, un servizio fedele alla volontà di Dio per l’avvento del tuo Regno. Per il tuo Sangue versato in remissione dei peccati, purificami da ogni colpa e rinnovami nel cuore, perché risplenda sempre più in me l’immagine dell’uomo nuovo creato secondo giustizia e santità. Per il tuo Sangue, segno di riconciliazione con Dio tra gli uomini, rendimi docile strumento di comunione fraterna. Per la potenza del tuo Sangue, prova suprema della tua carità, dammi il coraggio di amare Te e i fratelli fino al dono della vita. O Gesù Redentore, aiutami a portare quotidianamente la croce, perché la mia goccia di sangue, unita al tuo, giovi alla redenzione del mondo. O Sangue divino, che vivifichi con la tua grazia il corpo mistico, rendimi pietra viva della Chiesa. Dammi la passione dell’unità tra i cristiani. Infondimi nel cuore grande zelo per la salvezza del mio prossimo. Suscita nella Chiesa numerose vocazioni missionarie, perché a tutti i popoli sia dato di conoscere, amare e di servire il vero Dio. O Sangue preziosissimo, segno di liberazione e di vita nuova, concedimi di preservare nella fede, nella speranza e nella carità, perché, da Te segnato, possa uscire da questo esilio ed entrare nella terra promessa del Paradiso, per cantarti in eterno la mia lode con tutti i redenti. Amen.

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PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU'

PREGHIERA AL PREZIOSISSIMO SANGUE

Signore Gesù Cristo, che ci hai redenti con il tuo Sangue prezioso, noi ti adoriamo! Prezzo infinito del riscatto dell’universo, mistico lavacro delle anime nostre, il tuo Sangue divino è il pegno della nostra salvezza presso il Padre misericordioso. Sii sempre benedetto e ringraziato, Gesù, per il dono del tuo Sangue, che con Spirito di amore eterno hai offerto fino all’ultima stilla per farci partecipi della vita divina. Il Sangue, che hai versato per la nostra redenzione, ci purifichi dal peccato e ci salvi dalle insidie del maligno. Il Sangue della nuova ed eterna alleanza, nostra bevanda nel sacrificio eucaristico, ci unisca a Dio e tra di noi nell’amore, nella pace e nel rispetto di ogni persona, specialmente dei poveri. O Sangue di vita, di unità e di pace, mistero d’amore e sorgente di grazia, inebria i nostri cuori del Santo Spirito. Signore Gesù vorremmo compensarti delle ingratitudini e degli oltraggi, che ricevi continuamente dai peccati delle tue creature. Accetta la nostra vita in unione con l’offerta del tuo Sangue, perché possiamo completare in noi ciò che manca alla tua passione per il bene della Chiesa e per la redenzione del mondo. Signore Gesù Cristo, fa’ che tutti i popoli e tutte le lingue ti possano benedire e ringraziare qui in terra e nella gloria dei cieli con il canto di lode: «Ci hai redenti, o Signore, con il tuo Sangue e hai fatto di noi un regno per il nostro Dio». Amen.

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CROCIFISSO CHIESA

LITANIE DE PREZIOSISSIMO SANGUE

Signore, pietà

Cristo, pietà

Signore, pietà

Cristo, ascoltaci

Cristo, esaudiscici

Padre celeste, Dio abbi pietà di noi

Figlio Redentore del mondo che sei Dio, abbi pietà di noi

Spirito Santo che sei Dio, abbi pietà di noi

Santa Trinità, unico Dio salvaci

Sangue di Cristo, Unigenito dell’Eterno Padre salvaci

Sangue di Cristo, Verbo di Dio incarnato salvaci

Sangue di Cristo, della nuova ed eterna alleanza salvaci

Sangue di Cristo, scorrente a terra nell’agonia salvaci

Sangue di Cristo, profuso nella flagellazione salvaci

Sangue di Cristo, stillante nella coronazione di spine salvaci

Sangue di Cristo, effuso sulla croce salvaci

Sangue di Cristo, prezzo della nostra salvezza salvaci

Sangue di Cristo, senza il quale non vi è perdono salvaci

Sangue di Cristo, nell’Eucaristia bevanda e lavacro delle anime salvaci

Sangue di Cristo, fiume di misericordia salvaci

Sangue di Cristo, vincitore dei demoni salvaci

Sangue di Cristo, fortezza dei martiri salvaci

Sangue di Cristo, vigore dei confessori salvaci

Sangue di Cristo, che fai germogliare i vergini salvaci

Sangue di Cristo, sostegno dei vacillanti salvaci

Sangue di Cristo, sollievo dei sofferenti salvaci

Sangue di Cristo, consolazione nel pianto salvaci

Sangue di Cristo, speranza dei penitenti salvaci

Sangue di Cristo, conforto dei morenti salvaci

Sangue di Cristo pace e dolcezza dei cuori salvaci

Sangue di Cristo, pegno della vita eterna salvaci

Sangue di Cristo, che liberi le anime del purgatorio salvaci

Sangue di Cristo, degnissimo di ogni gloria ed onore salvaci.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, perdonaci o Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, ascoltaci o Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.

Ci hai redenti, o Signore, con il tuo Sangue E ci hai fatti regno per il nostro Dio.

Preghiamo: Eterno Padre, ricevi per mezzo del Cuore addolorato di Maria, il Sangue divino che Gesù Cristo, Figlio Tuo, ha sparso nella Sua Passione; per le Sue Piaghe, per il Volto sfigurato, per il Suo Capo trapassato di Spine, per il Cuore straziato, per la Sua Agonia nel Getsemani, per la Piaga della Spalla; per la Sua Passione e Morte, per tutti i meriti Suoi Divini e per le Lacrime e Dolori di Maria Corredentrice: perdona le anime e salvaci dall’eterna dannazione.

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CROCIFI VELASQ CIELO

CORONA ALLE SANTE PIAGHE DI GESU’

“Ecco le mie Piaghe, aperte sulla Croce per riscattare il mondo dalla morte eterna e ridonargli la vita! Sono esse che ottengono misericordia e perdono a tante anime che provocano la collera del Padre mio. Sono esse che d’ora in poi daranno luce, forza e amore”. (Gesù a suor Josefa Menendez)

Si inizia con le seguenti preghiere:
1) Gesù Divin Redentore, sì misericordioso per noi e per il mondo intero. Amen.
2) Dio Santo, Dio Forte, Dio Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero. Amen.
3) Grazia e Misericordia, o mio Dio, nei pericoli presenti, coprici col tuo Sangue preziosissimo. Amen.
4) O Padre Eterno, usaci misericordia per il Sangue di Gesù Cristo Tuo unico Figlio, usaci misericordia, noi te ne scongiuriamo. Amen, Amen, Amen.

Si usi la Corona del Rosario
Su i grani piccoli dell’Ave Maria si dice:
Gesù mio, perdono e misericordia, per i meriti delle tue Sante Piaghe.

Sui grani grossi del Padre Nostro si dice:
Eterno Padre, Ti offro le Piaghe di Nostro Signore Gesù Cristo, per guarire quelle delle anime nostre e delle anime del purgatorio.

Terminata la corona si ripete 3 volte:
Eterno Padre, ti offro le Piaghe di Nostro Signore Gesù Cristo, per guarire quelle delle anime nostre e delle anime del purgatorio.

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GESU' SACRO CUORE BING.gif

CORONCINA DI UNIONE E RIPARAZIONE AL CUORE DI GESU’

O Dio vieni a salvarmi,
Signore vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre…

Sui grani grossi della corona del Rosario:
“Eterno Padre, ricevi il Sangue Divino che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo Cuore, per tutti i suoi Meriti, perdona alle anime e salvale”

Sui grani piccoli:
Cuore di Gesù, mi unisco alla tua intima unione con il Padre celeste.

Gloria al Padre…

In fine:
Preghiera dell’Angelo dettata ai Pastorelli di Fatima
Mio Dio, io credo, adoro, spero e ti amo,
ti chiedo perdono per coloro che non credono,
non adorano, non sperano, e non ti amano.

Santissima Trinità, Padre, Figlio, e Spirito Santo: ti adoro profondamente e ti offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze con cui Egli stesso viene offeso. E per i meriti infiniti del suo,Sacratissimo Cuore e per intercessione del Cuore Immacolato di Maria, ti chiedo la conversione dei poveri peccatori.

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PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU’ 1 LUGLIO 2017

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 10:11 pm

 

GESU' PREZIOSISSIMO SANGUE CALICE

 

ROSA ROSSA BELLISSIMA.jpg

 

 

PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU’
1 LUGLIO 2017

Il Sangue, è descritto nella Bibbia come un importante elemento della vita.

“La vita di una creatura risiede nel sangue” (Levitico 17,11).

L’AMORE DI NOSTRO SIGNORE

Si è immolato per noi!

La devozione al Preziosissimo Sangue è una delle più commoventi, poiché ci ricorda la sua passione e l’infinito amore col quale ha sacrificato la sua vita e ha versato tutto il suo Sangue, quale prezzo del nostro riscatto. Devozione ammirabile di S. Paolo, di S. Caterina da Siena, di Padre Dehon e di tanti altri santi… Consideriamo l’amore di Gesù Cristo che versa il suo Sangue per noi; la potenza e i frutti del prezioso Sangue; i doveri che abbiamo verso di esso. Seguiamo il Signore in tutte le diverse fasi della sua acerba passione e vediamo l’amore e la generosità con cui si è immolato per noi. Il Figlio diletto di Dio, l’agnello senza macchia, il creatore di tutte le cose, si offre vittima espiatrice per le sue creature, per i peccatori, per i tanti ingrati… Ecco l’amore che Gesù ci ha portato. Ha detto chiaramente: «Non vi è amore più grande di colui che dà la sua vita per i suoi amici…». Su queste parole S. Bernardo aggiunge: «Eppure, o Signore, hai trovato un mezzo per fare di più, hai donato la tua vita per i nemici. Eravamo tuoi nemici: tu, morendo per noi, ci hai riconciliati a te e con l’Eterno Padre».

Che cosa il Signore ci offre? Non dell’oro, né dell’argento, sarebbe stato un riscatto indegno di un’anima; non la vita di un uomo, sarebbe stato un riscatto insufficiente ma il suo Sangue divino. Dare i propri beni, le proprie sostanze è già un segno di grande amo re: dare il proprio sangue è un atto eroico perché il sangue è la vita, ed è ciò che l’uomo ha di più nobile e di più caro… S. Pietro scriveva: L’oro e l’argento sono materie corruttibili: la vita umana in sé considerata – e indipendentemente dal peccato – davanti a Dio è una cosa fragile e di poco valore… Il Sangue di Gesù Cristo, sangue di un Dio, è più prezioso che non tutti i tesori della terra: la sua vita è la vita stessa di un Dio, e quindi ha un valore infinito: anche l’offerta di un tal sangue, di una tale vita sarà pure d’un prezzo infinito.

Lo ha versato per amore nostro… per salvarci dalla divina giustizia, per lavare i nostri peccati: senza effusione di sangue non vi è remissione… Il sangue di Abele gridava vendetta: quello di Cristo grida misericordia, intercede per noi poveri peccatori, e fino alla fine del mondo avrà la potenza di restituire l’innocenza e la santità alle anime degli eletti.

Potenza e frutti del Prezioso Sangue

Il Sangue di Cristo versato per noi è la più viva manifestazione della nostra profonda miseria, e dall’altra della giustizia, della bontà e della misericordia di Dio. Ci fa comprendere la grandezza dell’amore di Cristo… la virtù dei sacramenti… le ricchezze della Chiesa. Continuamente grida per noi a Dio come un potente intercessore, e fa scendere sull’uomo debole e colpevole mille grazie e benedizioni. Non si può pensare a tutto questo, senza sentirsi accrescere la fede, la riconoscenza e l’amore… Ci hai redenti, o Signore, con il tuo Sangue e ci hai resi degni del regno di Dio.

Il Sangue di Cristo ci fa comprendere la necessità della penitenza, della mortificazione, del sacrificio per non rendere inutili ed infeconde tante fatiche che ha sostenuto e tanto amore che ci ha donato. Qui sta l’essenza dello spirito cristiano: senza di questo, non vi è né santità, né salvezza. Questo è il vero spirito di Cristo, che ha fatto un comando formale della penitenza… «Chi vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso… » e ce ne ha dato l’esempio in tutto il corso della sua vita. La vita di Cristo fu una croce, ed un continuo martirio. Non lo si vuol intendere questo impareggiabile insegnamento. Lo spirito del mondo è opposto a quello di Cristo. Il culto del piacere, il materialismo, lo spirito paganeggiante hanno invaso tutte le classi sociali. Il Sangue di Cristo, versato con tanta genuinità ed amore, ha una forza, una eloquenza meravigliosa per richiamare alla nostra mente la necessità della penitenza e del distacco dalle cose della terra, e per farci apprezzare ed amare la nobiltà e la bellezza dello spirito di sacrificio.

Il Sangue di Cristo, offerto sui nostri altari, ha una potenza straordinaria, sia che venga offerto per i bisogni della Chiesa, o per la conversione dei peccatori, o a sollievo delle anime del purgatorio, sia per domandare grazie individuali, o a favore del prossimo. Diceva S. Tommaso: «Quando a Dio offriamo il Sangue del suo Figliuolo, noi gli diamo molto di più di quello che gli domandiamo». Che cosa dobbiamo fare per venerare degnamente ed adorare questo Divin Sangue? Adoriamolo nel S. Sacrificio della Messa. E presente sui nostri altari. Qui potentemente intercede per noi, e ci ottiene grazie e benedizioni celesti. Assistiamo alla S. Messa con fede, con fervore, con raccoglimento… Pensiamo all’abbondanza delle grazie, che dall’altare partono e vanno a diffondersi su tutta la Chiesa, e sui fedeli che vi assistono con devozione.

Onoriamolo con la penitenza. Qui la santa assoluzione lo fa discen dere sulle anime ben preparate, le lava, le purifica, e le abbellisce. Acco stiamoci al confessionale con cuore pentito, immergiamoci in questo ba gno salutare, per essere liberati dai tanti nostri peccati e miserie.

http://www.amordei.it/index.php

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giugno 29, 2017

SANTISSIMI PIETRO E PAOLO APOSTOLI E MARTIRI 29 GIUGNO 2017

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 6:22 am

SAN PIETRO E PAOLO ICONA

 

 

Giovedì 29 Giugno 2017
SS. Pietro e Paolo, apostoli e martiri (solennità)

SAN PIETRO APOSTOLO E MARTIRE
Pietro nacque a Betsaida in Galilea da poveri genitori. Quegli che doveva divenire il primo Papa, la prima colonna della Chiesa, era un semplice pescatore. Però era uno di quegli israeliti semplici e retti che aspettavano con cuore mondo il Redentore d’Israele.
La natura lo aveva dotato di gran cuore, di mente aperta e di generosità ammirabili. Con suo fratello, con, Natanaele e con altri era discepolo di Giovanni il Battista. Racconta il Vangelo che un giorno il Precursore mentre si intratteneva con due suoi seguaci; vide passare Gesù e disse: « Ecco l’Agnello di Dio ». « I due discepoli, avendo udite queste parole, seguirono Gesù. E Gesù rivoltosi a guardare questi che lo seguivano, disse loro: Che cercate? ed essi risposero: Rabbi, dove abiti? Ed egli a loro: venite e vedrete. Andarono e videro dove abitava e rimasero con lui quel giorno ».

« Andrea, il fratello di Simon Pietro, era uno dei due che aveva udito le parole di Giovanni ed aveva seguito Gesù. Il primo in cui s’imbattè, fu il suo fratello Simone a cui disse: Abbiamo trovato il Messia, che tradotto vuol dire il Cristo: e lo condusse da Gesù. E Gesù fissatolo disse: Tu sei Simone figlio di Giona, tu sarai chiamato Cefa che vuol dire Pietro. Poi disse ai due fratelli: venite dietro a me, e vi farò pescatori di uomini. Ed essi, lasciate subito le reti, lo seguirono ».

Da quel momento Pietro non abbàndona più il Divin Maestro. La sua generosità, la sua fede ed il suo amore al Salvatore non hanno più limiti e Gesù lo ricambia con divina generosità.

Gesù domanda agli Apostoli: chi dicono che io sia? Udite le varie opinioni degli uomini, riprende: « Ma voi chi dite che io sia? E Pietro risponde: «Tu sei il Cristo, il figlio di Dio vivente » e Gesù gli risponde: « Ed io ti dico che tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte dell’inferno non prevarranno mai contro di lei ». Quando Gesù profetizza la sua passione, Pietro ne è turbato ed esclama: O Signore, non sia mai! Ma ripreso dal Salvatore, protesta: Sono pronto a venire con te anche alla morte. È vero che anche Pietro ha un momento di debolezza, ma subito piange amaramente, ed alla richiesta di Gesù: Pietro mi ami tu? risponde: « Signore, tu sai tutto, tu lo sai che io ti amo ». E Gesù gli risponde: Pasci le mie pecorelle ».

Ricevuto lo Spirito Santo, S. Pietro predica agli Ebrei con uno zelo ed un coraggio eroico; a quelli del Sinedrio che l’avevano arrestato e flagellato risponde: «Bisogna ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini » e continua a predicare, contento di aver sofferto qualcosa per il nome di Gesù. Lo vediamo ancora a Genisalemme presiedere il concilio; a Ioppe dal centurione Cornelio; in carcere liberato da un Angelo; ad Antiochia ove fonda la prima Chiesa; a Roma ove stabilisce la sua cattedra di verità e dove sotto Nerone dà la sua vita per l’amato Maestro. La tradizione dice che San Pietro ricordandosi anche in quell’estremo momento del suo peccato, e ritenendosi indegno di morire come Gesù, pregasse i carnefici ed ottenesse di essere crocifisso col capo all’ingiù.

Sulla sua tomba si sono inginocchiati Papi, imperatori, principi ed una turba infinita di fedeli: da quel povero ed umile pescatore di Galilea è venuta all’umanità la verità, la pace, la civiltà, la salvezza.
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SAN PAOLO APOSTOLO E MARTIRE

Saulo, in seguito Paolo, nacque a Tarso, capitale della Cilicia, nei primissimi anni dell’era volgare. Fu circonciso l’ottavo giorno, ricevendo il nome di Saulo a ricordo del primo re d’Israele, il più grande personaggio della tribù di Beniamino, cui la famiglia apparteneva. La sua educazione fu austera quale si conveniva ad un figlio di farisei zelanti della legge. Ben presto gli misero in mano la Sacra Bibbia che egli approfondì talmente che, convertito, trasfonderà abbondantemente nei suoi scritti. Frequentò a Gerusalemme la scuola ebraica ed ebbe a precettore il celebre Gamaliele, l’uomo più saggio di Gerusalemme. Da lui si rafforzò nell’amore alle tradizioni ebraiche ed imparò una scrupolosa osservanza delle prescrizioni della legge. Ma a sconvolgere tutta questa educazione, sorse allora la dottrina del Nazareno che riempiva già Gerusalemme di seguaci e dilagava anche nelle vicine province.

Saulo, intransigente fariseo e strenuo difensore della tradizione, li odiò subito a morte. Dopo aver assistito impavido alla lapidazione di Santo Stefano, intraprese la lotta contro di essi, battaglia che doveva portarlo a quel Gesù che egli inconsciamente perseguitava.

Ed eccolo cavalcare alla volta di Damasco per perseguitare anche lì i cristiani.

Ad un tratto una luce fulgidissima lo abbaglia e lo precipita da cavallo, mentre una voce misteriosa lo apostrofa: « Saulo, Saulo, perchè mi perseguiti? ». Il futuro apostolo tremebondo risponde: « Chi sei, o Signore?… che vuoi che io faccia? ».

Il miracolo è compiuto, Saulo da terribile lupo è trasformato in agnello mansueto, nell’Apostolo di cristo.

Da questo momento, il suo cuore, la sua mente, tutta la sua anima inebriata dalla luce divina a null’altro aspirano che alla verità e al Cristo.

Egli non conosce pericoli ed ostacoli. Si fa giudeo coi Giudei, greco coi Greci, romano coi Romani e nella sua profonda umiltà si stima debitore a tutti, mentre a tutti porta la luce, la salvezza e la vita. Nelle sue missioni è preso, flagellato, imprigionato, contraddetto, ma il suo cuore è saldo e nulla potrà separarlo dalla carità di Cristo. La sua parola risuonerà ovunque apportatrice di pace, di luce e di salvezza. Dove non può arrivare colla persona, arriva colle sue lettere e collo zelo dei suoi seguaci. Naturalmente tanto bene esacerbava l’animo protervo dei Giudei che dopo averlo combattuto riuscirono ad averlo tra le mani. Ma Paolo appella a Cesare quale cittadino romano e viene condotto a Roma. Quivi l’attendeva nuovamente la prigionia. Ma anche dal tenebroso e tetro carcere mamertino egli lancia al mondo la sua parola scritta. A Roma s’incontrò pure con S. Pietro, Principe degli Apostoli, col quale doveva rendere testimonianza alla verità subendo il martirio. Paolo tratto davanti a Nerone viene condannato alla decapitazione. Un colpo di spada lo getta tra le braccia del suo amato Signore. Era il 29 giugno.

http://www.santodelgiorno.it/santi-pietro-paolo/

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SAN PIETRO PAOLO ONOMASTICO AUGURI

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