Mirabilissimo100’s Weblog

settembre 30, 2012

RUSSIA: INTEGRALISTI ORTODOSSI CONTRO JESUS CHRIST SUPERSTAR

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Russia: Integralisti ortodossi contro Jesus Christ Superstar

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Ultimo aggiornamento (Sabato 29 Settembre 2012 22:10) Scritto da Buonanotizia Sabato 29 Settembre 2012 22:09

Scritto da Buonanotizia Sabato 29 Settembre 2012 22:09

Chiedono sospensione repliche, patriarcato, iniziativa personale  –  29 SET – Nella Russia che condanna al carcere le Pussy Riot, Jesus Christ superstar finisce nel mirino degli integralisti ortodossi. Il teatro filarmonico di Rostov sul Don ha sospeso la vendita di biglietti per la quinta replica della commedia musicale di Andrew Lloyd Webber dopo che un gruppo di militanti ortodossi ha presentato una denuncia in procura giudicando lo spettacolo offensivo.

Lo riferiscono i media russi precisando che il Patriarcato ha definito l’iniziativa personale e non condivisa dalla chiesa.

Secondo la televisione, la direzione aspettera’ di conoscere lunedi’ la decisione del tribunale prima di proseguire nella prevendita per lo spettacolo in programma il 18 ottobre.

La denuncia porta la firma di 18 persone che chiedono l’annullamento della prossima replica. ”Secondo noi la figura di Cristo come e’ descritta nell’opera tradisce lo spirito cristiano”, scrive uno dei firmatari. ”Se ci deve essere una messa in scena, deve ottenere l’accordo del patriarcato”, aggiunge affermando che ”l’opera rock e’ una profanazione”.

(fonte: ANSA)

 

http://www.buonanotizia.org/index.php?option=com_content&view=article&id=3286:russia-integralisti-ortodossi-contro-jesus-christ-superstar&catid=32:cultura&Itemid=47

 
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Ortodossi  contro  il musical Jesus Christ Superstar
 
Un gruppo di ortodossi chiede al giudici di bloccare il musical perché, secondo loro, la figura di Gesù non corrisponde all’immagine reale.
Marco Tosatti

Nella Russia che condanna al carcere le Pussy Riot, Jesus Christ superstar finisce nel mirino degli integralisti ortodossi. Il teatro filarmonico di Rostov sul Don ha sospeso la vendita di biglietti per la quinta replica della commedia musicale di Andrew Lloyd Webber dopo che un gruppo di militanti ortodossi ha presentato una denuncia in procura giudicando lo spettacolo offensivo. Lo riferiscono i media russi precisando che il Patriarcato ha definito l’iniziativa personale e non condivisa dalla chiesa. Secondo la televisione, la direzione aspetterà di conoscere lunedì la decisione del tribunale prima di proseguire nella prevendita per lo spettacolo in programma il 18 ottobre. La denuncia porta la firma di 18 persone che chiedono l’annullamento della prossima replica. ”Secondo noi la figura di Cristo come è descritta nell’opera tradisce lo spirito cristiano”, scrive uno dei firmatari. ”Se ci deve essere una messa in scena, deve ottenere l’accordo del patriarcato”, aggiunge affermando che ”l’opera rock è una profanazione”.   

 

http://www.lastampa.it/2012/09/29/blogs/san-pietro-e-dintorni/ortodossi-jesus-christ-superstar-l9syLEtyH7ohcxpNwXDPxO/index.html

 

settembre 29, 2012

USA: MADRE UCCIDE I SUOI BAMBINI E POI SI IMPICCA AL VENTILATORE

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LEGGO.IT

USA, UCCIDE I SUOI BAMBINI E SI IMPICCA AL VENTILATORE: “AVEVA PROBLEMI DI SOLDI” 

Domenica 23 Settembre 2012 – 14:55

CLEARWATER – Avrebbe ucciso i suoi bambini per poi impiccarsi con un cavo elettrico al ventilatore del soffitto. Questa la dinamica dell’apparente omicidio-suicidio scoperto sabato mattina vicino Clearwater, in Florida.

Dawn Brown, questo il nome della donna, aveva avuto problemi economici e stava affrontando una causa per frode ai danni dello Stato. Era sposata da otto anni con Murphy Brown, ed è stato proprio il marito a ritrovare i corpi della moglie e dei suoi due bambini Zander, di 9 anni, e Zayden, di 5 al rientro da un pub nella notte tra venerdì e sabato.  

Secondo la NBC News, una chiamata di assistenza è arrivata alle 2 del mattino da quella zona, ma non c’è stato alcun intervento, e un vicino di casa ha rivelato di aver ricevuto un messaggio con una richiesta d’aiuto da casa dei Brown ma non l’avrebbe letto fino alle 6. Intanto le indagini sono ancora in corso e non è stato rivelato in che modo siano stati uccisi i bambini, anche se alcuni vicini di casa sostengono che siano stati annegati nella vasca da bagno.
http://www.leggo.it/news/mondo/usa_uccide_i_suoi_bambini_e_si_impicca_al_ventilatore_aveva_problemi_di_soldi_/notizie/195309.shtml

CINA SHOCK: UOMO ARMATO DI ASCIA ENTRA IN UN ASILO E UCCIDE TRE BAMBINI

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LEGGO.IT

CINA SHOCK, UOMO ARMATO DI ASCIA ENTRA
IN UN ASILO E UCCIDE TRE BAMBINI

Sabato 22 Settembre 2012 – 09:24

SHANGHAI- Tre bambini di un asilo in Cina sono morti e 13 sono rimasti feriti a seguito dell’attacco di un uomo armato di ascia nella loro scuola, avvenuto ieri nella provincia meridionale del Guanxi. Un uomo, Wu, definito dalla stampa cinese ‘uno squilibratò, ieri ha fatto irruzione nell’asilo della contea di Pingnan armato di un’ascia da falegname. Si è scagliato contro sedici bambini, uccidendone tre sul colpo. Non si conoscono i motivi del suo gesto, che sono simili a quelli visti in diverse parti della Cina negli ultimi due anni. Tra il 2010 e il 2011 in tutto il paese almeno 21 bambini sono stati uccisi in attacchi simili da persone dichiarate squilibrate o pazze che, di solito armate di coltello, ma anche di altre armi bianche, hanno attaccato soprattutto bambini di asili. La stampa cinese, oltre a bollare questi assalitori come pazzi, ha sempre detto che si è trattato di persone con disagio derivato soprattutto da perdita di lavoro o divorzi. Molti degli assalitori hanno dichiarato di essersi scagliati sui bambini per attirare maggiore attenzione sui proprio problemi personali. L’ondata di assalti alle scuole provocò una psicosi in tutto il paese, tanto che ancora oggi polizia e guardie privata vigilano all’esterno delle scuole.

 

http://www.leggo.it/news/mondo/cina_shock_uomo_armato_di_ascia_entra_in_un_asilo_e_uccide_tre_bambini/notizie/195165.shtml

ASTROFISICA: SCOPERTE LE SUPERNOVAE CANNIBALI

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LEGGO.IT

LE SUPERNOVAE SONO CANNIBALI:
MANGIANO LE STELLE ‘COMPAGNE’

 
L'immagine di una supernova

 
 
Mercoledì 26 Settembre 2012 – 15:29

ROMA – Le supernovae sono le stelle più belle e brillanti dell’universo, tanto da essere considerate i “fari” del cosmo. Eppure anche loro hanno un lato oscuro: sono cannibali. Infatti ‘mangianò completamente le loro stelle compagne, non lasciandone traccia. La scoperta, alla quale la rivista Nature dedica la copertina, si deve ad un gruppo di ricerca internazionale guidati dall’Istituto di Astrofisica delle Canarie e del quale l’Italia fa parte con l’osservatorio di Padova dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Cercando i residui dell’esplosione stellare osservata nel 1006, i ricercatori hanno concluso che circa l’80% delle supernovae di questo tipo nascono distruggendo completamente la stella partner. Secondo le teorie attuali le supernovae di tipo Ia sono originate da comuni stelle nane bianche che accrescono la loro massa, strappando materiale alle loro eventuali stelle compagne, fino al punto non riuscire a mantenere un equilibrio.

LENTA O RAPIDA Questo ‘furtò di materia può avvenire in maniera ‘lentà, ossia strappando materiale a una compagnia meno compatta, oppure ‘rapidà, con lo scontro e fusione tra le due stelle. In ognuno dei casi viene prodotta un’esplosione violentissima e talmente luminosa che, se avvenisse nella nostra galassia, potrebbe essere vista a occhio nudo sulla Terra. È il caso della supernova esplosa nel 1006, a 7.200 anni luce di distanza, la cui luminosità è stata descritta da più fonti storiche. Secondo le testimonianze la ‘nuovà stella risultò per mesi molto più luminosa di Venere, tanto da essere visibile inizialmente anche di giorno. Analizzando le tracce lasciate da questa supernova, oggi identificata come SN 1006, i ricercatori spagnoli hanno cercato di comprendere il meccanismo che ne ha provocato l’esplosione. Studiando tutte le stelle presenti nell’area dell’esplosione, gli astronomi non sono però riusciti a identificare nessuna possibile ex-compagna della nana bianca esplosa. Il dato, unito a quelli raccolti da studi precedenti, suggerisce che le supernovae nascano molto più frequentemente, in circa l’80% dei casi, in maniera ‘velocè, quindi con la completa scomparsa della stella compagna.

http://www.leggo.it/zoom/le_supernovae_sono_cannibali_mangiano_le_stelle_compagne/notizie/195789.shtml

ASTROFISICA: SCOPERTA LA GALASSIA PIU’ ANTICA

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , — mirabilissimo100 @ 10:01 pm

http://www.eniscuola.net/it/spazio/news-spazio/2012/09/20/scoperta-galassia-a-132-miliardi-di-anni-luce/
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LA STAMPA.IT
20/09/2012 – spazio

Osservata una galassia lontanissima


all’alba dell’universo

Le riprese fatte dai telescopi spaziali Hubble e Spitzer

 
roma

È una galassia lontanissima, a 13,2 miliardi di anni luce da noi, osservata cioè quando l’Universo aveva “solo” 490 milioni di anni. In altre parole, meno del 4 per cento dell’età attuale dell’universo, che è stimata in 13.7 miliardi di anni.
A scoprire questo antichissimo oggetto celeste sono stati i ricercatori che collaborano al progetto di ricerca Clash (Cluster Lensing And Supernova survey with Hubble) a cui partecipano astronomi Inaf attraverso due programmi Prin coordinati da Massimo Meneghetti (Inaf – Osservatorio Astronomico di Bologna) e da Mario Nonino (Inaf – Osservatorio Astronomico di Trieste).

La galassia è stata individuata dietro il gigantesco ammasso di galassie denominato “MACS1149+2223” grazie alle riprese dei telescopi spaziali Hubble e Spitzer sfruttando il fenomeno della lente gravitazionale forte. Un effetto predetto dalla Teoria della Relatività Generale di Einstein, secondo cui la materia contenuta nelle strutture cosmiche è in grado di curvare la traiettoria di fotoni provenienti da sorgenti più lontane.
L’ammasso “MACS1149+2223”, che possiede una massa di circa 2,5 milioni di miliardi di volte quella del Sole, si è trasformato così in un vero e proprio telescopio gravitazionale, permettendo di focalizzare la tenue luce proveniente da una galassia molto più distante che si trova lungo la nostra linea di vista, amplificandola di ben 15 volte e permettendo così agli strumenti dei telescopi spaziali Hubble e Spitzer di individuarla. La scelta di osservare e studiare gli effetti della Relatività Generale in corrispondenza degli ammassi di galassie non è casuale. Tanto più grande è la massa, tanto maggiore è l’effetto di lente gravitazionale.

Gli ammassi di galassie sono le più grandi strutture cosmiche nell’Universo e possono contenere, come in questo caso, fino a diversi milioni di miliardi di masse solari. Si tratta quindi delle più potenti lenti gravitazionali osservabili in cielo, che a volte producono delle forti distorsioni nelle immagini di galassie lontane, che possono per questo motivo essere viste come archi gravitazionali, o in altri casi, come gruppi di immagini multiple.

«Quando vengono osservate queste distorsioni, esse possono essere utilizzate per capire come è distribuita la materia nella lente» ha sottolineato Massimo Meneghetti.
«Tuttavia il lensing gravitazionale è importante anche per un altro motivo: amplifica sorgenti lontane e intrinsecamente molto deboli, rendendole più facilmente osservabili. Ciò è dovuto al fatto che la lente modifica la forma intrinseca dalla sorgente e l’area che essa occupa in cielo ma mantiene inalterata l’energia ricevuta per unità di superficie e per unità di tempo. Gli ammassi di galassie possono quindi essere usati come efficienti strumenti che la natura ci mette a disposizione per esplorare l’Universo lontano».

Il vantaggio di sfruttare l’amplificazione degli ammassi deriva anche dal fatto che le galassie intrinsecamente deboli sono molto più numerose di quelle più brillanti, e quindi le galassie amplificate sono rappresentative della popolazione più numerosa. Essendo “ingrandite” per effetto del lensing, è anche possibile studiarne la morfologia. Questo oggi non sarebbe possibile senza l’aiuto degli ammassi di galassie, anche con i più potenti telescopi operativi.

Ma la scoperta di questo oggetto celeste così remoto, riportata in un articolo pubblicato nell’ultimo numero della rivista Nature, è di grande utilità anche per ottenere nuove informazioni su una fase nell’evoluzione dell’Universo tanto importante quanto ancora poco conosciuta, che prende il nome di Età Oscura (Cosmic Dark Age). Una fase in cui l’Universo era avvolto da una nebbia di idrogeno neutro, in grado di assorbire la radiazione luminosa.

L’Età Oscura si concluse quando si formarono le prime stelle e la loro intensa radiazione ultravioletta rese lentamente trasparente la nebbia, tra 150 e 800 milioni di anni dopo il Big Bang, permettendo così alla luce delle stelle di propagarsi nel cosmo e arrivare, dopo un lunghissimo viaggio, fino a noi.

«Quella presentata nel nostro lavoro è la più convincente osservazione di una galassia a distanze così elevate (circa 13,2 miliardi di anni luce) fatta fino a oggi – ha commentato Mario Nonino -La scoperta di una galassia, che sulla base delle nostre osservazioni è stata scorta quando l’Universo è verso la fine dalla cosiddetta Cosmic Dark Age, mostra come l’approccio di sfruttare l’amplificazione degli ammassi sia estremamente efficiente per osservare l’Universo primordiale. Questo metodo potrà essere ulteriormente sfruttato per ottenere osservazioni più dettagliate sia con telescopi attuali, come Alma, che con quelli di prossima generazione come l’europeo E-Elt (European Extremely Large Telescope) e il Jwst (James Webb Space Telescope), il successore di Hubble».

http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/news/articolo/lstp/469354/

 

 

 

settembre 28, 2012

IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’ E’ FALSO

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IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’ E’ FALSO

 
La comunità scientifica critica il papiro della moglie di Gesù
 
Karen King mostra il papiro
 
Jesus Wife Papyrus

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Moglie di Gesù, l’Osservatore Romano: “Papiro è un falso”. Ma non l’hanno visto

 
Pubblicato il 27 settembre 2012 16:38 in Società

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CITTA’ DEL VATICANO – Non l’hanno visto e non sembrano avere alcuna intenzione di vederlo, perché per loro è “in ogni caso un falso”: all’Osservatore Romano,

 quotidiano del Vaticano, sono certi che il papiro che parla di una presunta moglie di Gesù non sia autentico.

”In ogni caso un falso”, ha detto il direttore dell’Osservatore Romano Gian Maria Vian sulla vicenda della presunta ”moglie” che sarebbe attestata da un frammento papiraceo ”molto problematico e controverso”, oggetto del ”clamoroso annuncio” del 18 settembre scorso dalla studiosa americana Karen L. King, durante il decimo congresso internazionale di studi copti, che era ospitato dall’Istituto Patristico Augustinianum.

”Annuncio preparato senza lasciare nulla al caso: testate americane preavvertite, una conferenza stampa preventiva tenuta da Karen L. King per preparare uno scoop mondiale che però è stato subito messo in discussione dagli specialisti”, scrive Vian, il cui giornale pubblica la ricostruzione della vicenda fatta ”con prudenza e rigore” dal coptologo Alberto Camplani, docente di storia del cristianesimo alla Sapienza e tra gli organizzatori del convegno internazionale svoltosi all’Augustinianum.

”Ragioni consistenti indurrebbero a concludere che il papiro sia anzi una maldestra contraffazione (come tante altre provenienti dal Vicino Oriente) che potrebbe essere stata finalizzata alla vendita, da parte di un privato a una prestigiosa istituzione, del frammento e di altri manoscritti”, prosegue il direttore del giornale vaticano.

”Nel quadro, del tutto implausibile, di una lettura del fenomeno gnostico tendenziosa e piegata a un’ideologia contemporanea che con la vicenda storica del cristianesimo antico e con la figura di Gesù non ha nulla a che vedere. Insomma, in ogni caso un falso”.

 
 
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IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’ E’ FALSO

 
 
GLORIA.TV
 
27/09/2012 09:55:21:
Girava da tempo la notizia del ritrovamento di un papiro , su cui era scritto che Gesù era sposato!
IL PAPIRO SULLA MOGLIE DI GESU’ E’ UN FALSO
Notizia: Il professore della Durham University Francis Watson ha negato l’autenticità del papiro contenente i dettagli della vita terrena di Gesù Cristo. Il britannico è giunto alla conclusione che il frammento ritrovato, che ha aperto un ampio dibattito nella comunità scientifica, è un falso ed è una raccolta di frammenti aggiunti al vero vangelo di Tommaso in copto. In precedenza la professoressa della Harvard University Karen King aveva affermato di aver scoperto nuove informazioni sulla vita terrena di Cristo, in particolare sul suo matrimonio con Maria Maddalena. Dopo aver analizzato e studiato attentamente il piccolo frammento di papiro risalente al IV secolo la King aveva concluso che Cristo non è solo realmente esistito, ma avrebbe avuto una famiglia. King ha aggiunto che il papiro le era stato consegnato da una persona sconosciuta con la richiesta di tradurlo.
 
 
 Approfondimento:
 
 STUDIO SUL VANGELO GNOSTICO DI FILIPPO: …
… GESU’ NON ERA SPOSATO Che valore storico hanno le notizie tratte dai Vangeli gnostici?
I codici – non rotoli – di Nag Hammadi, comunque, contengono Vangeli gnostici. Ma trattasi davvero dei più antichi documenti cristiani? In realtà tutti questi testi sono meno antichi di qualunque scritto contenuto nella Bibbia. Il nuovo Testamento, infatti, contiene testi composti nella seconda metà del secolo I; la prima lettera di Paolo ai Tessalonicesi è stata scritta intorno all’anno 50, mentre i testi più tardivi (probabilmente l’Apocalisse o la seconda lettera di Pietro) sono datati alla fine del medesimo secolo[2]. Tra i Vangeli gnostici di Nag Hammadi quelli più antichi non possono essere fatti risalire più in là del II o III secolo (anche se la datazione del Vangelo di Tommaso è discussa) mentre tutti gli altri sono più tardivi. La maggioranza di essi non ci è pervenuta nella sua redazione originaria, ma solo attraverso una traduzione in lingua copta che talora è stata portata a termine nei secoli successivi.
Il Vangelo di Filippo è contenuto nel II codice di Nag Hammadi. Il codice è scritto in copto saidico ed è datato tra il 330 ed il 340, ragion per cui il testo deve essere precedente a questa data. Probabilmente una parte del materiale può risalire al II secolo, ma il tutto pare aver subito una definitiva sistemazione più tardi, per opera di un compilatore, nella seconda metà del III secolo[3]. Nella sua forma attuale il testo non assomiglia per nulla a un Vangelo, ma è una antologia priva di un ordine evidente, una raccolta di passi estratti da sermoni, catechesi, trattati o epistole degli gnostici seguaci di Valentino[4], i quali dall’Egitto avrebbero raggiuntola Siria, forse Antiochia, probabile regione di origine di questo scritto. Essendo posteriore al Nuovo Testamento, questo testo allude ad esso abbastanza spesso, e ne cita esplicitamente una dozzina di passi.
Prima di commentarne il testo, è opportuno dare qualche indicazione sui caratteri generali dello gnosticismo, in particolare quello valentiniano professato dal Vangelo di Filippo[5]. Esso si caratterizza per un infinito disprezzo del mondo creato, descritto come una prigione in cui gli uomini – che conservano nel loro profondo una traccia della luce celeste – sono costretti a vivere. Il creatore del mondo non sarebbe stato l’unico Dio onnipotente dei cristiani, ma un secondo Dio, detto demiurgo, invidioso dell’uomo; il demiurgo è spesso identificato con il Dio dell’Antico Testamento, parte della Bibbia che per questo motivo viene rigettata come falsa e deviante. Di qui ne derivano un’assoluta condanna del corpo e della carne umana, viste come prigioni dalle quali occorre fuggire, e spesso un rifiuto della riproduzione ed anche della sessualità, intesa come impurità.
Proprio perché la carne è impura, gli gnostici generalmente rifiutano l’idea della nascita di Cristo da una donna e dipingono Gesù come uomo apparente, non dotato di vero corpo carnale (docetismo). Conseguentemente, anche la sua passione sarebbe stata solamente apparente, una beffa messa in scena a discapito del demiurgo e dei suoi arconti. Quando invece si ammette una qualche dimensione materiale in lui, essa è considerata puramente esteriore, un involucro della sua reale consistenza psichica o spirituale, e fondamentalmente estranea alla sua vera natura.
Secondo gli gnostici la salvezza non è per tutti, ma è riservata a quegli eletti che tramite la conoscenza (gnosi) sono riusciti a riconoscere e perseguire la scintilla di divinità che sta in loro; questi eletti, stranieri in questo mondo, sarebbero i veri interpreti dell’autentico messaggio di Gesù, trasmesso segretamente a qualche personaggio privilegiato della sua cerchia (Tommaso, Filippo, Maria Maddalena o Giacomo). Ed ecco il motivo per cui questi scritti di tradizione gnostica sono stati attribuiti a questi personaggi, che – a differenza di quanto avviene nei quattro Vangeli canonici – sarebbero stati i destinatari di una rivelazione privata e segreta.
Il Vangelo di Filippo è una fonte interessantissima per conoscere il pensiero gnostico antico; non è certamente una fonte dalla quale trarre insegnamenti sulla persona e sull’insegnamento di Gesù. Gesù era un predicatore ebreo vissuto in Palestina nel primo secolo, e la sua vita e il suo messaggio non hanno nulla in comune con il pensiero gnostico dell’autore di questo Vangelo attribuito a Filippo. Nessuno storico serio pretenderebbe di poter presentare questo Vangelo come una fonte storicamente attendibile sulla vita di
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settembre 26, 2012

LA CASTITÀ DI CRISTO, I VANGELI, IL PRETE: LA RIFLESSIONE DI MONSIGNOR ANGELO AMATO

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , , , — mirabilissimo100 @ 7:43 pm
LA CASTITÀ DI CRISTO, I VANGELI, IL PRETE: LA RIFLESSIONE DI MONSIGNOR ANGELO AMATO


 Pubblichiamo alcuni passaggi della relazione ‘Per una teologia del celibato di Gesù Cristo Pontefice della Nuova Alleanza’ che monsignor Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei santi, ha svolto il 4 marzo durante un convegno alla Pontificia Università della Santa Croce.

DI ANGELO AMATO * Avvenire 10.3.10

La riflessione teologica non annovera il celibato di Gesù tra le quaestiones cristologiche più significative, lasciandolo alle considerazioni di tipo ascetico-spirituale. Si ritiene, a torto, che tale aspetto sia privo di valenza cristologica.
  Invece, nella rivalutazione della cosiddetta cristologia prepasquale oggi in atto – di quella cristologia, cioè, che trova nel Gesù dei Vangeli l’origine e la decifrazione più ricca della sua identità divina e messianica – anche il tema del celibato di Gesù, come quello della santità o della impeccabilità, acquista un suo valore di testimonianza e di manifestazione del suo mistero. Si può, anzi, affermare che la castità di Gesù include tutta una cristologia.

 


 Tocca, infatti, il nucleo più intimo e sacro della sua esistenza umana, il suo amore.
  Riflettere, pertanto, sul celibato di Gesù ci può aprire uno spiraglio per contemplare il mistero della sua carità redentrice, da un punto di vista altamente fecondo e illuminante.
  La discrezione dei teologi solo apparentemente corrisponde – come vedremo subito – alla supposta riservatezza del dato biblico. Purtroppo la trascuratezza o il silenzio su questo tema, si riflette negativamente sulla catechesi, che tace al riguardo, per cui gli stessi cristiani mostrano spesso perplessità e incomprensione di fronte a questa realtà, facilitati non poco da ricerche pseudoscientifiche o da rappresentazioni filmiche fantasiose e false della sessualità di Gesù. Eppure, fin dall’inizio, la verginità di Cristo è stata la fonte del carisma del celibato per il regno, vissuto in modo ammirevole da monaci, consacrati, sacerdoti, laici di ogni lingua e nazione, che hanno fatto di questo aspetto dell’imitazione di Cristo, lo strumento più efficace della propria santificazione e della propria missione. Sembra convinzione comune che questo tema, più che da una riflessione teorica, venga meglio trattato e compreso dalla conoscenza per partecipazione, data dalla testimonianza esistenziale e dalla consonanza carismatica. Insomma, più che teologico, nel senso stretto della parola, l’approccio più adatto al celibato di Cristo sarebbe quello ascetico-mistico-spirituale, in cui la parola esprime l’esperienza di vita e liberamente ne celebra la bellezza, la difficoltà, la passione. In realtà, però, pur riconoscendo il valore della celebrazione spirituale, piena di calore ed evocatrice di intuizioni inedite, i dati neotestamentari ci sembrano più che sufficienti per sbozzare una prima teologia del celibato di Cristo, ben fondata sulla salda roccia della sua parola e della sua esperienza. Lo faremo con discrezione, dal momento che la castità sembra una lingua incomprensibile ai più e anche ai cristiani. Scopriremo, forse con sorpresa, che questa tematica, apparentemente marginale, fa parte integrante del mistero dell’incarnazione del Verbo (…).
  Gesù casto non è un essere arcigno e scostante, ma altamente relazionale. Mangia e beve alle nozze di Cana, con sua madre e i suoi discepoli, restituendo la gioia della festa ai giovani sposi (Gv 2,1-10). Poco prima della Pasqua, partecipa a una cena con il risuscitato Lazzaro e le sue sorelle, lodando il dono del profumo da parte di Maria e rimproverando Giuda per la sua avidità (Gv 12,1-2). Partecipa a un grande banchetto con Levi, suo nuovo discepolo, per mostrare che è venuto a chiamare i peccatori alla conversione (Lc 5,29). Pranza a casa di uno dei capi dei farisei (Lc 14,1) e guarisce un uomo malato di idropisia. Si mette a tavola con i suoi discepoli, per la celebrazione della cena pasquale e per l’istituzione dell’Eucaristia (Mc 14,12ss). Il modo stesso di scegliere i posti a un banchetto diventa per Gesù lo spunto per insegnare a essere umili e a mettersi all’ultimo posto (Lc 14,7-11). Ai padroni di casa dice di non invitare al banchetto amici e parenti, ma poveri, storpi, zoppi e ciechi, per avere la ricompensa alla risurrezione dei giusti (Lc 14,12-14). Infine, il regno dei cieli è da lui paragonato a un grande e festoso banchetto (Lc 14,15-24). Per questo suo comportamento sereno, gioioso e pieno di benevolenza, fu chiamato ‘beone e mangione’ (Mt 11,16-19). In realtà, per lui, il banchetto diventa la cattedra, dalla quale impartire lezioni di vita eterna e di comunione con Dio e con il prossimo. Inoltre, Gesù celibe non guarda con disprezzo la donna, anzi perdona le mancanze dell’adultera, guarisce l’emoroissa, restituisce vivente alla vedova di Naim il suo unico figlio morto, onora Marta e Maria della sua amicizia, rende la Samaritana annunciatrice della sua parola e la Maddalena messaggera della sua risurrezione. Nei confronti delle donne, Gesù ignora il disprezzo e l’asprezza della cultura del tempo. Anzi, si intrattiene pubblicamente a parlare con donne di dubbia moralità come l’adultera (Gv 8,10s) e la Samaritana (Gv 4,6­26). È accompagnato da donne, che lo aiutano nel suo apostolato. Sono le discepole, che, al contrario degli apostoli, non lo abbandonano durante la passione e la crocifissione. Esalta l’eroismo della fede della sirofenicia (Lc 13,16), la generosità della vedova che si priva del necessario per offrirlo al tempio (Mc 12,41-44). Nel suo insegnamento egli pone le donne come protagoniste nelle parabole delle dieci vergini invitate a nozze (Mt 25,1-13), della donna che partorisce (Gv 16,20-22), della vedova che insiste presso il giudice iniquo (Lc 18,1-8), del lievito e della dramma perduta (Lc 13,20-21; 15,8-10).
  Gesù, celibe e senza una propria famiglia terrena, rispetta e onora i bambini, che, nell’antichità sia greca sia giudaica, venivano spesso considerati, da un punto di vista religioso e giuridico persone di seconda classe. Gesù, invece, non li scaccia, come fanno i discepoli, ma li accoglie e impone loro le mani, benedicendoli (Mc 10,13-16). Anzi il bambino diventa il paradigma per entrare nel regno dei cieli e la presenza stessa di Gesù: «Chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me» (Mt 18,5). Per questo egli difende i piccoli dalle prevaricazioni dei grandi, scagliando un ‘guai’ di eterna valenza etica: «Chi invece scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare» (Mt 18,6).
  (…) la verginità di Cristo è strettamente connessa con il mistero dell’incarnazione. Essa non solo non intralcia la vicinanza di Dio all’umanità di Cristo, ma la favorisce, la rende più completa e perfetta. Affermava a ragione Jean Galot: «Per mezzo del celibato, il Figlio di Dio poteva appartenere più completamente a tutti gli uomini. Se non è entrato nella via del matrimonio e se si è rifiutato di fondare una famiglia, è perché ha voluto, per la sua vita e per il suo cuore, un’apertura più universale». Abbiamo visto dai dati evangelici, che la verginità non separò il Cristo dall’umanità, come in un certo senso fu per il Battista o per gli esseni di Qumran. Al contrario lo introdusse nel cuore stesso del suo prossimo. Il mistero della verginità di Gesù si situa nel fondo stesso dell’essere del Verbo di Dio incarnato. Non è imposizione esteriore, ma sua intrinseca esigenza. Il celibato di Cristo ha una sua radice ontologica, si situa nella realtà del suo essere persona divina incarnata. La sessualità umana, assunta insieme alla natura umana dalla Persona divina del Verbo, si trova di fatto inserita in una situazione di adesione totale nell’amore alla volontà di Dio, da cui riceve la fondamentale spinta a un’espansione universale di tutte le sue potenze affettive. Di qui la sua carità umana universale, non coartata né coartabile da nessun legame di sangue, di nazione, di razza o di condizione.
  La castità di Gesù dice totale appartenenza a Dio e universale relazionalità salvifica all’umanità.
  Per questo non è mutilazione o negazione di un bene, ma conferma e potenziamento assoluto delle capacità di amore insite nella natura umana del Verbo. Il Cristo casto dice sì nell’amore non a una singola persona, ma all’immenso orizzonte dell’umanità intera, presente, passata e futura, terrestre e celeste.
 * prefetto della Congregazione delle Cause dei santi

 In una relazione all’Università della Santa Croce, il prefetto della Congregazione delle Cause dei santi tocca il nucleo più intimo dell’esistenza del Figlio di Dio: «La sua castità dice appartenenza al Padre e universale relazionalità salvifica all’umanità. Non è mutilazione ma conferma e potenziamento assoluto delle capacità di amore insite nella natura umana del Verbo»

LA MOGLIE DI GESU’: FINZIONE O REALTA’

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23.9.12

La moglie di Gesù: finzione o realtà?
Jesus Wife Papyrus
 
 
 
Come possiamo affermare con certezza che Gesù non era sposato? E anche se lo fosse stato, cambierebbe qualcosa?
La recente scoperta di un antico frammento in lingua copta, il cosiddetto “Vangelo della moglie di Gesù”, riaccende la discussione.
Più fra gli appassionati di misteri che fra gli storici, a dire il vero…
 
 
Ma, in fin dei conti, si chiederà ingenuamente qualcuno, cosa cambia se Gesù era sposato o meno? Questo aspetto è davvero così importante?
In verità, in una prospettiva di fede, non c’è aspetto della vita di Gesù che possa considerarsi insignificante, visto che in Cristo, più che in altri,
 le scelte di vita sono intimamente legate al suo insegnamento.
 La stessa consacrazione religiosa (che comporta, tra gli altri, il voto di castità) ha senso solo in relazione alla scelta del celibato “per il Regno di Dio” fatta da Gesù.
 
 
di Bartolo Salone
 
In questi giorni sta facendo parlare molto di sé l’annuncio della scoperta, fatta dalla professoressa Karen Leigh King (docente di Divinità all’Università di Harvard), di un frammento di papiro del IV secolo d. C. in cui compare per la prima volta un riferimento esplicito alla moglie di Gesù. L’esistenza del frammento (un papiro di 4 centimetri per 8, scritto in copto sahidico, antico dialetto del sud dell’Egitto) è stata resa pubblica durante il Congresso Internazionale degli studi copti tenutosi a Roma il 18 settembre 2012. In tutto si tratta di poche frasi, per di più lacunose, di cui risulta davvero difficile ricostruire il significato complessivo. Nella parte posteriore sono visibili solo cinque parole (“mia madre”, “tre”, “merita che”), che, secondo l’interpretazione datane dalla studiosa, potrebbero significare: “Mia madre mi ha dato la vita” e “lo merita”. Ben più interessante il lato anteriore, in cui si legge: “Gesù disse loro: Mia moglie…” e poco dopo “sarà capace di essere mia discepola”. Il frammento è stato esaminato anche da due papirologi, Roger Bagnall (dell’Università di New York) e Anne Marie Luijendijk (docente di religione a Princeton), e infine da Ariel Shisha-Halevy (dell’Università di Gerusalemme), uno dei pochi studiosi al mondo ad avere perfetta conoscenza della lingua copta, i quali hanno concluso per la probabile autenticità del testo, benché risulti evidente all’occhio che, laddove si parla della moglie di Gesù, l’inchiostro sia stranamente più marcato. Il testo, come anticipato, è del IV secolo d.C. (quindi parecchi secoli dopo la morte di Gesù), anche se la King ha ipotizzato possa trattarsi di una copia basata su un testo originale greco risalente alla seconda metà del II secolo d. C.; dunque una copia tarda di un più antico scritto (forse di ambiente gnostico), che la professoressa ha battezzato come “Vangelo della moglie di Gesù”, visto che, allo stato attuale, si tratta del solo apocrifo che in termini così espliciti faccia menzione di una relazione coniugale di Gesù. La King ha però voluto insistere sul fatto che il frammento non può essere considerato come la prova che Gesù, in quanto persona storica, sia stato effettivamente sposato, ma testimonia al più che, sul finire del II secolo, presso alcuni cristiani si fosse sviluppata una tale credenza.

La scoperta, dunque, nonostante il sensazionalismo con cui certi media l’hanno presentata, non sposta di molto i termini in cui la questione viene tradizionalmente affrontata e risolta dagli esperti. Gli studiosi del cristianesimo antico, infatti, sulla base di uno studio accurato delle fonti a loro disposizione (sia canoniche che apocrife), non hanno mai nutrito seri dubbi sul celibato di Gesù. L’idea invece che Gesù fosse sposato, per di più con la Maddalena, appartiene ad una letteratura dozzinale e sensazionalistica, priva di serie basi scientifiche, di cui “Il santo Graal” di Baigent, Leigh, Lincoln e il più recente “Codice da Vinci” di Dan Brown costituiscono le espressioni più note al grande pubblico. I rappresentanti di questa letteratura “pseudoscientifica” sono soliti sostenere che ai tempi di Gesù era inconcepibile per un uomo in età matura non sposarsi: le nozze costituivano insomma un dovere sociale a cui un buon ebreo non poteva sottrarsi. Ecco perché ha più senso, secondo costoro, pensare ad un Gesù sposato piuttosto che ad un Gesù “single”.

L’argomento, nella sua apparente logicità, è suggestivo, eppure per gli studiosi risulta poco convincente, non foss’altro che per la sua estrema generalizzazione. Non è vero, infatti, che nella Palestina di circa 2000 anni fa il matrimonio fosse la sola via praticabile per un uomo: era sicuramente la più diffusa, ma non la sola. Anche a quei tempi troviamo esempi di uomini celibi per scelta, che non per questo incorrevano in alcuna forma di condanna sociale, e li troviamo soprattutto tra i circoli apocalittici ebraici, come ad esempio gli Esseni. Ora, è vero che Gesù non apparteneva agli ambienti essenici (quella di un Gesù esseno è un’altra leggenda metropolitana di cui gli studiosi hanno da tempo dimostrato la falsità), ma è anche vero che accenti apocalittici li ritroviamo anche nell’ insegnamento di Gesù e, per un apocalittico del I secolo, come già detto, non era affatto inconsueto rimanere celibi. Ma la cosa più singolare è che le fonti più antiche sulla vita di Gesù tacciono sull’esistenza di una moglie. Eppure, le occasioni per farlo non sarebbero certo mancate. Si pensi che i Vangeli canonici (che tra le fonti storiche su Gesù, lettere paoline a parte, sono le più antiche e autorevoli, essendo stati scritti tra il 70 e il 90 d.C. dagli stessi apostoli o comunque da loro stretti collaboratori) contengono numerosi accenni alla famiglia di Gesù: la madre, il padre e perfino i “fratelli”; ma di una moglie neppure l’ombra. Nei canonici inoltre si parla spesso del rapporto di Gesù con le donne, alcune delle quali liberò da vari mali, mentre altre lo seguivano nella sua attività di apostolato e lo sostenevano finanziariamente. In alcuni casi vengono ricordati perfino i loro nomi: non è strano che, solo della moglie, ammesso che Gesù ne avesse una, non si dica nulla? Inoltre, la scelta del celibato “per il Regno dei cieli” è uno dei temi portanti dell’insegnamento di Gesù, al punto che a chi chiedeva di seguirlo nell’apostolato Gesù domandava di lasciare tutto, compresi moglie e figli. L’idea di un Gesù sposato stride quindi fortemente col suo stesso insegnamento: come avrebbe potuto Gesù chiedere ai suoi discepoli di lasciare la moglie se lui stesso ne avesse avuto una?

Ad analoghe conclusioni si perviene se dai canonici si passa agli apocrifi. In nessun vangelo apocrifo si legge infatti che Gesù era sposato, neppure in quelli che, come il Vangelo di Maria e il Vangelo di Filippo, ci parlano della speciale relazione che Gesù avrebbe avuto con la Maddalena (ma si badi che qui abbiamo a che fare con testi tardi, del II-III secolo, intrisi di leggendario, da cui è difficile ricavare informazioni storicamente attendibili su Gesù). Se da un lato, nel Vangelo di Maria, si legge soltanto che “Gesù amava la Maddalena più degli altri discepoli”, nel Vangelo di Filippo troviamo un versetto molto frammentato e di difficile lettura, in cui Maria Maddalena verrebbe definita come “compagna” (“koinonos”) di Gesù. Però la parola greca “koinonos” non indica affatto una relazione maritale, bensì una relazione amicale: la Maddalena, quindi, secondo il Vangelo di Filippo, sarebbe “compagna” di Gesù non nel senso di “moglie”, bensì di “amica”.

Per la prima volta, si parla di “moglie” in senso proprio nel frammento identificato dalla professoressa King (anche se non ci viene detto che la moglie di Gesù sia proprio la Maddalena). E questo è senz’altro una novità, perché sarebbe il primo apocrifo in nostro possesso in cui si fa esplicito riferimento al matrimonio di Gesù. Eppure, la tardività del testo – per stessa ammissione della studiosa – non rende credibile che Gesù, come persona storica, fosse realmente sposato. Tanto più che sul punto il c.d. “Vangelo della moglie” è in contraddizione con fonti ben più antiche e autorevoli.

Ma, in fin dei conti, si chiederà ingenuamente qualcuno, cosa cambia se Gesù era sposato o meno? Questo aspetto è davvero così importante? In verità, in una prospettiva di fede, non c’è aspetto della vita di Gesù che possa considerarsi insignificante, visto che in Cristo, più che in altri, le scelte di vita sono intimamente legate al suo insegnamento. La stessa consacrazione religiosa (che comporta, tra gli altri, il voto di castità) ha senso solo in relazione alla scelta del celibato “per il Regno di Dio” fatta da Gesù.

 
 
 
http://www.laperfettaletizia.com/2012/09/la-moglie-di-gesu-finzione-o-realta.html

settembre 23, 2012

GESU’ E’ CELIBE SECONDO I VANGELI GNOSTICI

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GESU’ E’ CELIBE SECONDO I VANGELI GNOSTICI
 
Analisi di Martino Gerber e Giuliano Lattes, studiosi biblisti
 
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Gesù predica alle folle
 
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Nello gnosticismo Gesù è il Salvatore,  non è un essere fisico, ma la sua fisicità è solo apparente,

Gesù non ha un corpo carnale ma è apparente, questa eresia è chiamata docetismo e condannata dalla chiesa,
che invece afferma l’esistenza in Gesù della natura divina ed umana.
Quindi avendo una natura apparente, per gli  gnostici Gesù non ha sofferto la passione.
Gli gnostici negano che Gesù sia nato da una donna, perché per loro la carne e la sessualità
e la procreazione sono cose impure da condannare.
Gli gnostici affermano che al momento del battesimo su Gesù è sceso lo Spirito.
Per gli gnostici Gesù  è il Salvatore, ma non per la sua divinità, il suo sacrificio ed il suo insegnamento,
ma Gesù salva attraverso la sua dottrina gnostca trasmessa segretamente, mediante una particolare
rivelazione ad un aposto privilegiato.
Gli gnostici sono  gli eletti coloro che si salvano, questi seguendo il vero insegnamento di Gesù,
 riescono a riconoscere la scintilla divina che dimora in loro, e raggiungono la gnosi e si salvano.
 
Gesù per gli gnostici è un essere spirituale e puro, che condanna la carne e la sessualità,
quindi Gesù per gli gnostici non può prendere moglie, sia perché è un essere spirituale e trascendente,
sia perché lui stesso condanna la sessualità.
 
Ci sono dei passi in alcuni testi gnostici che creano imbarazzo, a chi non conosce lo gnosticismo,
quindi cerchiamo di spiegare come stanno i fatti.
 
 
Dobbiamo fare prima di tutto una premessa e parlare  di un testo veramente blasfemo
 trasmessoci dai Padri e non pervenutoci, si tratta di “Questioni di Maria”,
 ma questo testo è un eccezione nello gnosticismo, appartiene alla corrente libertina,
infatti nello gnosticismo ci sono due correnti, quella più diffusa degli encratiti che condannano la sesualità,
e quelli libertini che sono una stretta minoranza e praticano riti sessuali.
 
S.Epifanio di Salamina nel suo libro contro tutte le eresie Panarion cita due vangeli gnostici,
Questioni di Maria, le Grandi e le Piccole. Le Grandi questioni riguardano un vangelo molto
blasfemo, dove la salvezza si ottiene tramite l’uso del seme maschile e unioni sessuali,
Gesù stesso sale sul mone con Maria (Maddalena), poi giunti sul monte, Gesù dopo aver
pregato, avrebbe formato una donna da un costato di Maria, e poi si sarebbe  unito sessualmente con questa
nuova creatura, e prendendo il suo seme in mano avrebbe indicato con questo la via della salvezza,
Maria si spaventa difronte a questo rituale, ma Gesù la sgrida per la poca fede.
Questo brano si trova in; Panarion XXVI: 8, 1-3. Questo vangelo circolava presso gnostici che praticavano
il libertinaggio più sfrenato e stomachevole come; Nicolaiti, Stratiotici, Borboriti, Manichei.
Epifanio poi soltanto cita le Piccole questioni, molti studiosi pensano si tratti di Pistis Sofia.
 
Ci sono altri testi gnostici con riti sessuali, ma non riguardano Gesù.
Passiamo ora ai testi gnostici conosciuti che destano scalpore
 dove si parla della relazione di Gesù e Maria Maddalena:
Il vangelo di Filippo, il vangelo di Tommaso, e il vangelo di Maria.
 
1) VANGELO DI FILIPPO
Il Vangelo di Filippo, trovato a Nag Hammadi (a), iniziamo col dire che è un opera della scuola valentiniana,
precisamente di origine siro-egiziano, del III secolo, l’autore sembra essere
un giudeo-cristiano gnostico. L’autore non è l’Apostolo Filippo, ma il testo è stato chiamato
Vangelo di Filippo perché nel testo Filippo è l’unico Apostolo ad essere nominato (cap. 91).
I Padri eresiologi conoscevano però un vangelo gnostico sotto il nome di Filippo,
citato in Panarion XXVI: 13,2. Torniamo al testo trovato a Nag Hammadi, ha suscitato molte
polemiche proprio per come viene presentata Maria Maddalena in due distinti brani: 32 e 55;
 
32-Tre donne camminavano sempre con il Signore: Maria sua madre, la sorella di lei
e la Maddalena, la quale è detta sua compagna. Maria, in realtà, è sorella, madre e consorte di lui.
 
55-La Sofia detta sterile è la madre degli angeli; la compagna di Cristo è Maria Maddalena.
Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli e la baciò più volte ( sulla bocca ).
Le altre donne, vedendo il suo amore per Maria, gli dissero: ” Perché ami lei più di noi tutte ?”
Il Salvatore rispose loro: ” Come mai io non amo voi come lei ?”.
 
Specifichiamo che nel testo è usato un termine che non significa consorte in senso di moglie,
ma con il significato di compagna cioè sizighia. Infatti nel testo scritto in copto la parola
Koinonos con cui viene indicata Maddalena equivale a compagna, socia, amica,
mentre per indicare moglie e donna nel testo viene usato il termine Shime.
Vediamo che nel Nuovo Testamento, Koinonos e molto usato, un esempio;
Luca: 5,10-Giacomo e Giovanni sono compagni ( koinonos) di Simone.
Il bacio, nel testo non compare bocca, essendo il testo danneggiato, e proprio dove ci dovrebbe
essere bocca  c’è un buco. Gl studiosi hanno messo sulla bocca, sembrava il termine più giusto.
Gli gnosici praticavano come rito il bacio , come è descritto nel paragrafo 31 del Vangelo di Filippo,
 ed anche altrove come nella  Letterea di Eugnosto: 7.
 
 Il bacio sulla bocca in segno di saluto allora era praticato anche tra uomini  come descrive;
I-Apocalisse di Giacomo: 31, 1-10; e II Apocalisse di Giacomo: 56,10-11.
 
Ora cerchiamo di spiegare questi passi 32 e 55 del Vangelo di Filippo;
32-La madre, la sorella e la consorte del Salvatore terreno sono per l’accezione gnostica
manifestazioni di un unica Maria.
55-Sofia è la madre degli angeli, cioè dei pianeti e delle costellazioni dello zodiaco.
A Sofia decaduta, che concepì senza il proprio compagno, fa capo il mondo materiale,
una specie di aborto. Perciò è detta sterile (paragrafo 36). Maria Maddalena rappresenta invece
per la gnosi, la quale ne fa la compagna di Cristo terreno, il prototipo dell’unione
perfetta tra Sofia celeste e il compagno, cioè tra l’immagine e il suo angelo.
Vedi anche; Refutatio VI: 36,4 “Maddalena+Gesù terreno, Cristo+Spirito Santo, Soter+Sofia.
Quindi Maria Maddalena ha realizzato la sua perfezione ed è degna di formare un unione mistica
 una sizighia con il Gesù terreno.
 
LE SIZIGHIE NEL SISTEMA VALENTINIANO
 
Per capire bene cosa sono le sizighie gnostiche, spieghiamo il sistema dello gnostico Valentino.
 
(Prima di tutto spieghiamo che la parola sizigo, dal greco syzygos, vuol dire, compago,
consorte,  qualche volta anche gemello,
 nello gnosticismo sizigo vuol dire due parti incomplete che unindosi diventano completi.)
 
Valentino, nacque in Egitto, dove completò la sua istruzione, e poi si recò a Roma sotto il vescovo
Igino (136-40), poi visse a Cipro.
 La dottrina di Valentino; la Divinità si presenta come una pienezza,
il pleroma, detta Preprincipio e Prepadre, invisibile, eterno, ingenerato, con lui era il Pensiero,
la Grazia, il Silenzio, dunque la controparte femminile. Si susseguono coppie gerarchizzate in una
gerarchia decrescente, si hanno così le prime quattro coppie Sizighie, la prima tetrade;
l’Intelletto-Unigenito, a sua voltà emanò il Logos, e con lui la Vita, dai quali emana la coppia composta
dall’Uomo e dalla Chiesa. Si giunge così alla grande ogdoade primordiale.
Le coppie  o sizighie(maschio-femmina), rappresentano una allegoria,
 nella quale l’elemento femminile esprime una qualità inerente all’elemento maschile,
 e viceversa, onde risulta un unico essere bisessuato, allegoricamente;
l’Intelletto-Unigenito, Figlio è detto pure Padre.
Il mito di Sofia, l’Unigenito è l’unico a conoscere il Prepadre, e voleva far conoscere agli altri eoni la grandezza
del Prepadre, ma l’ultimo eone, la femmina Sofia, dimentica il suo posto, e volle conoscere l’infinito,
si sarebbe dissolta, se non fosse intervenuto il Limite-Croce, Sofia torna alla sua dimora, deponendo il desiderio,
detto Achamoth, che viene espulso dal pleroma, da questo desiderio parte di Sofia avrà origine il mondo,
il male, l’ignoranza. Per impedire la caduta di altri eoni, l’Unigenito emanò un altra coppia  o sizighia,
 Cristo-Spirio Santo, emessi per consolidare il pleroma. Intanto Achamoth, genera dei semi spirituali,
si tratta dei pneumatici che dovranno maturare e perfezionarsi quaggiù nel mondo, fino a quando entreranno
nel pleroma, come elementi femminili e si uniranno con gli angeli elementi maschili, e formeranno le sizighie.
Valentino insegnava che Gesù era totalmente divino, tanto che il nutrimento dentro di lui non si corrompeva,
poiché egli non tollerava la corruzione.
Valentino ebbe moltissimi discepoli, fra i quali; Eracleone, Tolomeo, Marco, Teodoto e Bardèsane.
Valentino scrisse molti libri, ed anche i suo discepoli, vediamo che S.Ireneo di Lione dichiara che i discepoli di Valentino,
facevano passare come apostolci i loro scritti, ma erano bestemmie, e non avevano nulla di simile
ai quello che ci è stato tramandato dagli apostoli.
Quindi nel vangelo di Filippo Maria Maddalena non è la moglie di Gesù, come molti credono,
ma è la discepola più eletta, la sua compagna mistica.
 
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2) IL VANGELO DI TOMMASO
 
Vangelo di Tommaso, trovato a Nag Hammadi, iniziamo col dire che questo ritrovamento ha risolto il problema del
Papiro Ossirinco trovato in Egitto nel 1897 e 1903, la parte dei Logia, che destavano dubbi
a quale vangelo potessero appartenere, non avendo carattere proprio gnostico.
Ma dopo il ritrovamento del Vangelo di Tommaso, sappiamo che questo testo come i Logia
del Papiro Ossirinco, sono testi gnostici del II secolo, scritti dalla setta dei Naasseni,
setta encratita, quindi condanna la sessualità. Molti punti del Vangelo di Tommaso sono simili alla dottrina dei Naasseni,
riportata da S.Ippolito di Salamina in Refutatio V: 6-11; dove si parla proprio del Vangelo
di Tommaso. Torniamo al testo di Nag Hammadi, Maddalena viene citata nell’ultimo  brano, il 114;
 
Simon Pietro disse loro: Maria  se ne vada da noi, ché le donne non meritano la vita !
Gesù rispose: Ecco, io  la trarrò così da renderla uomo. Così  anche lei diverrà spirito vivente,
simile a voi uomini. Ogni donna che si fa uomo entrerà nel regno dei cieli.
 
Questo brano va interpretato nella dottrina gnostica dell’ androgine, per entrare nel regno
occorre diventare androgini, oppure sempliceme occore rinunciare alla sessualità.
In altri testi gnostici viene consigliato di rinunciare alla sessualità, per quanto riguarda Maria Maddalena,
la troviamo anche nel “Il Dialogo del Salvatore”, un testo del II secolo, tipo gnostico-egiziano ed encratita,
un testo molto danneggiato.
Maddalena nel testo è considerata  la Donna che conosceva il Tutto, si trova fra gli Apostoli che ricevono
ordini da Gesù,  e rifiuta le opere del genere femminile,cioè i rapporti sessuali e la procreazione.
 
Quindi Maria Maddalena nel Vangelo di Tommaso è una discepola, che Gesù la farà diventare eletta e salva.
 
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Nel vangelo di Tommaso, al logon 61, incontriamo anche un’ altra discepola, Salome:
 
Gesù disse, “In due si riposeranno su un letto; uno morirà, l’altro vivrà. ”
Disse Salomè, “Chi sei tu signore? Sei salito sul mio divano e hai mangiato dalla mia tavola ”
Gesù le disse, “Sono quello che viene da ciò che è indiviso. Mi sono state donate delle cose di mio Padre.”
“Sono tua discepola.”
“Per questa ragione io ti dico, se uno è annientato verrà colmato di luce, ma se è diviso, sarà riempito di oscurità.”
 
Questo passo ha creato tanto imbarazzo, e ha fatto nascere tante ipotesi blasfeme riguardo a Gesù,
in particolare, molti pensano che Gesù e Salome siano amanti, le cose non stanno così,
infatti il Vangelo di Tommaso è encratita, e la salvezza si raggiunge prima di tutto rinunciando alla sessualità.
Nel logon 61, Gesù è a pranzo da Salome, ed è sdraiato sul divano-letto, allora si pranzava così,
pare che Gesù si è autoinvitato, come accade nel V.Luca 19, 2-10, con Zaccheo.
 
Salomè, inventata dagli gnostici, è  una discepola di Gesù è  si trova  anche nel vangelo gnostico degli Egiziani,
 citato da Clemente Alessandrino nel suo libro Gli Stromati, capitolo III: 6,45; 9,63; 9,64; 9,66; 13, 91-93.
Il vangelo degli Egiziani apparteneva alle sette gnostiche encratite, che vietavano matrimonio e procreazione,
e praticavano la castità assoluta. Il Vangelo degli Egiziani viene citato anche da altri Padri;
Giulio Cassiano, S.Ippolito Romano e S.Epifanio di Salamina, e si trova in opere gnostiche come
nel libro di Teodoto gnostico.
Quindi nei testi gnostici Salome non è l’amante di Gesù, ma una semplice discepola.
 
Salome, quella che segue Gesù, nel Nuovo Testamento è la madre di Giovanni Apostolo: vedi V.Marco 15,40 e V. Matteo 27,56.
 
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3) IL VANGELO DI MARIA
 
Il Vangelo di Maria si trova nel Codice di Berlino (b),  in questo vangelo, Gesù risorto,
lascia i suoi discepoli in grande turbamento.
Poi Maddalena ha una sua visione, dove Gesù gli comunica dei misteri. I discepoli non riescono
a crederla, specie Pietro, ma poi Maria Maddalena viene creduta ed escono a predicare il Vangelo.
In questo Vangelo gnostico, viene detto cheMaria Maddalena era molto amata da Gesù, amava lei più delle altre discepole.
La dottrina è quella gnostico-egiziana.
Ecco ilpasso dove viene detto che Maria è la più amata da Gesù:
 
“Levi replicò a Pietro dicendo: “Tu sei sempre irruente, Pietro! Ora io vedo che ti scagli contro la donna come fanno gli avversari.
Se il Salvatore l’ha resa degna, chi sei tu che la respingi? Non v’è dubbio, il Salvatore la conosce bene.
 Per questo amava lei più di noi.”
 
Quindi vediamo che nel vangelo di Maria, Maria Maddalena è la discepola più amata da Gesù, ma solo misticamente,
infatti anche in questo vangelo si parla di encratismo:
“Dobbiamo piuttosto vergognarci, rivestirci dell’uomo perfetto, formarci come egli ci ha ordinato,
e annunziare il Vangelo senza emanare né un ulteriore comandamento, né un’ulteriore legge,
 all’infuori di quanto ci disse il Salvatore”.
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Conclusione: Come abbiamo visto nei vangeli gnostici, Gesù è celibe, puro e vergine.
 
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APPENDICE:

(a)-I manoscrtti di Nag Hammadi furono scoperti in Egitto il 1945,

 sono stati una grande scoperta per il sapere dell’umanità,
e per lo studio dello gnosticismo. I documenti scoperti ci confermano,
quello che hanno scritto i Padri eresiologi,
 ma ci danno un quadro più ampio sullo gnosticismo.
 
(b)-Il Codice di Berlino, è designato come Papiro 8502, proviene dall’ Egitto,
precisamente da Akhmìm e fu acquistato al Cairo nel 1896 da C. Reinhardt
per il Museo di Berlino, dove ora si trova. Esso inizia col Vangelo di Maria,
segue l’Apocrifo di Giovanni e poi La Sofia di Gesù Cristo, e infine gli Atti di Pietro.
 
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LE SACRE SCRITTURE
 
 

IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’: SIMILE AL VANGELO GNOSTICO DI TOMMASO

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IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’: SIMILE AL VANGELO GNOSTICO DI TOMMASO

Le Sacre Scritture

La comunità scientifica critica il papiro della moglie di Gesù

Il papiro della moglie di Gesù, presentato a Roma durante il congresso di lingua Copta da Karen king,

con il nome di “The Gospel Of Jesus’ Wife,” il Vangelo della Moglie di Gesù.

Karen King è una grande esperta di gnosticismo, ma anche una sostenitrice dello gnosticismo.

Karen King ha scritto dei libri sullo gnosticismo, dove promuove le sue idee, come nel libro:

” Il Vangelo di Maria Maddalena: Gesù è la prima donna apostolo”, in questo libro si parla del Vangelo di Maria,

viene esaltata la figura di Maria Maddalena, come una vera apostola, e il vangelo gnostico di Maria viene

trattato come un vangelo canonico.

Il papiro della moglie di Gesù, proviene da un anonimo collezionista che lo avvrebbe acquistato nel 1997 da un altro collezionista

che a sua volta lo aveva acquistato negli anni ’60 nela Germania dell’Est.

Il papiro piccolisimo ( centimetri 8×4), è scritto in dialetto copto-sadico,  dovrebbe provenire dall’Egitto, come tutti i testi copti,

e risale secondo la King  al IV secolo d.c.

Jesus Wife Papyrus

Il brano è mutilo, soiglia ad un qualsiasi vangelo gnostico, per le parole che vi sono scritte.

Questo è il brano contenuto nel papiro della moglie di Gesù, si tratta sicuramente di un vangelo gnostico

ha molte somiglianze con il Vangelo Copto di Tommaso:

1. “no [a] me. Mia madre mi ha dato la vi[ta…” 

2 ] I discepoli dissero a Gesù, “.[ 

3 ] negare.  Maria è degna di

4 ]……” Gesù disse loro, “mia moglie . .[  

5 ]… sarà capace di essere mia discepola . . [ 

6 ] Che i malvagi si corrompano … [ 

7] Per me, io abito con lei per… [ 

8] una immagine [

 

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Ecco i due vangeli comparati, dimostrano similitudini:

VT= Vangelo Copto Tommaso

VGM= The Gospel Of Jesus’ Wife

papiro della moglie di Gesù

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VGM1. “no [a] me. Mia madre mi ha dato la vi[ta…” 

VT 101,3-Poiché mia madre […], ma la mia vera madre mi ha dato la vita.”

(Gesù parla di sua madre in maniera gnostica anche in altri vangeli gnostici.

Mia  madre  compare anche  nel Vangelo degli Ebrei e nazarei :

“Poco fa mia madre, lo Spirito Santo, mi prese per uno dei miei capelli e mi trasporto sul grande monte Tabor”)

VGM2 ] I discepoli dissero a Gesù, “.

VGM[ 3 ] negare.  Maria è degna di

VT 114,1-Simon Pietro disse loro: “Maria se ne vada da noi, ché le donne non meritano la vita!

VGM4 ]……” Gesù disse loro, “mia moglie . .[  

VGM5 ]… sarà capace di essere mia discepola . . [ 

VT102,1″Chiunque non odia padre e madre come me non può essere mio discepolo,

e chiunque non ama padre e madre come me non può essere mio discepolo.

VGM6 ] Che i malvagi si corrompano … [ 

VGM7] Per me, io abito con lei per… [ 

VGM8] una immagine [

VT 52,1-Gesù disse, “Se vi diranno ‘Da dove venite?’ dite loro, ‘Veniamo dalla luce, dal luogo dove la luce è apparsa da sé,

 si è stabilita, ed è apparsa nella loro immagine.’

VT 84,1Gesù disse, “Le immagini sono visibili alla gente, ma la loro luce è nascosta nell’immagine della luce del Padre.
 Lui si rivelerà, ma la sua immagine è nascosta dalla sua luce.”

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Maria ( Maddalena), come discepola appare in moltissimi vangeli gnostici; il vangelo di Tommaso, di Maria, di Filippo,

La Sofia di Gesù Cristo, Il Dialgo del Salvatore, Pistis Sofia.

Tutti questi testi citati provengono dall’Egitto e sono scritti in lingua copta, sono datati quasi tutti al III seolo d.c.,

 quindi sono delle traduzioni dall’originale in greco più antico, si pensa verso il II secolo d.c.

Lo gnosticismo fu un movimento religioso e culturale insieme,
 diffusissimo dal I al IV secolo d.c., dall’attuale Iraq alla Siria, alla Turchia, alla Palestina,
all’Egitto, a Roma, a Lione, copriva non soltanto i paesi dell’Impero romano,
ma andava anche al di là. Non era un movimento omogeneo in quanto le
correnti gnostiche erano numerose e differenziate, mantenevano, tuttavia,
alcune linee fondamentali comuni. Gnosticismo deriva dal greco gnosis,
conoscenza, ma non ogni conoscenza è gnosticismo, la conoscenza dello
gnosticismo è rivolta all’origine dell’uomo e del suo mondo, ed è diretta alla
salvezza da questo mondo. Alla base dello gnosticismo c’è la descrizione
della creazione del mondo ad opera di un Demiurgo ingannato, e l’indicazione
di una via di salvezza mediante la gnosis, la conoscenza del proprio Io divino.
Per gli gnostici la gnosis era superiore alla fede.

Pistis Sofia si trova nel codice di Askewianus.

Il codice di Askewianus è chiamato così dal medico inglese A. Askew i quale lo aveva
comprato in una libreria di Londra. A.Askew era un collezionista di antichi manoscritti,
ed aveva una fornita biblioteca, dopo la sua morte il 1772, il Codice Askewianus è stato
conservato presso il British Museum.
La Sofia di Gesù Cristo e Il Vangelo di Maria si trovano nel codice di Berlino.
Il Codice di Berlino, è designato come Papiro 8502, proviene dall’ Egitto,
precisamente da Akhmìm e fu acquistato al Cairo nel 1896 da C. Reinhardt
per il Museo di Berlino, dove ora si trova.
La Sofia di Gesù Cristo di cui abbiamo parlato riguardo il Codice di Berlino,
Il Vangelo di Filippo, il Vangelo di Tommaso e Il Dialogo del Salvatore,
sono manoscrtti scoperti a  Nag Hammadi furono  in Egitto il 1945,
Prima ancora della scoperta di Nag Hammadi, ci sono state altre scoperte;
il Codice Askewianus 1772, e il Codice Brucianus 1769.
Il secolo scorso sono venuti alla luce tanti Papiri, molti in frammenti come il Papiro di Berlino.
 
 

Vediamo che in questi vangeli Maria è la più amata da Gesù, la più sapiente.

Nel vangelo di Filippo è la compagna di Gesù, ed insieme formano la sizighia terrena,

mentre Cristo forma una sizighia con lo Spirito Santo, e Soter (il Salvatore) con Sofia (la Sapienza).

Queste sizighie sono presenti specialmente nel vangeli gnostici valentiniani,come il vangelo di Filippo.

Queste credenze gnostiche erano conosciuti dai Padri eresiologi.

Ecco cosa dice S.Ippolito Romano nel suo libro contro tutte le eresie; Refutatio VI: 36,4
“Maddalena+Gesù terreno, Cristo+Spirito Santo, Soter+Sofia.
 
Quindi nei testi gnostici che conosciamo Maria è unita a Gesù spiritualmente, misticamente, come Cristo è unito a Sofia.
Ora mentre nel vangelo di Filippo Maria è detta compagna di Gesù, (“Koinonos” significa compagna, consorte),
Nel papiro della moglie di Gesù troviamo la parola: ” Shime”,  che significa moglie, o anche donna.
Nel vangelo di Filippo la parola ” Shime” non viene mai usata per indicare il legame tra Gesù è Maria Maddalena.
 
Quindi ecco spegato la novità del papiro della moglie di Gesù, la parola moglie, è la prima volta che viene usata,
verso Maria, ma il testo mutilo porta a fare diverse ipotesi, cosa Gesù indica con  “ta shime” , “mia moglie”, non è chiaro,
ma dovrebbe essere Maria, la quale è degna di diventare sua dicepola, e Gesù sarà insieme a lei, unito a lei.
Il fatto che Gesù è unito a Maria Maddalena lo dice anche il vangelo di Fiippo, ma si tratta di unione puramente
spirituale, quindi possiamo ipotizzare che se nel papiro della moglie di Gesù, moglie indica Maria la sua discepola,
si tratta di unione spirituale, forse il brano è stato tradotto male dall’originale greco, invece di tradurre compagna,
l’autore della traduzione ha tradotto moglie, o donna, forse, si possono far tante ipotesi, come ad esempio, moglie  di Gesù
può  indicare la chiesa, come nel Nuovo Testamento. 
 
Pare che gli apostoli non vogliono accettare Maria come discepla di Gesù, nel papiro della moglie di Gesù,
questo lo vediamo anche nel vangelo di Tommaso:
 
VT114Simon Pietro disse loro: “Maria se ne vada da noi, ché le donne non meritano la vita! Gesù rispose:
Ecco, io la trarrò così da renderla uomo. Così anche lei diverrà spirito vivente, simile a voi uomini.
 Ogni donna che si fa uomo entrerà nel regno dei cieli”.

Quindi abbiamo anche questa somiglianza tra il papiro della moglie di Gesù e il vangelo di Tommaso.

Anche nel vangelo di Maria, gli apostoli non accettano Maria come discepola prediletta di Gesù:

“Levi replicò a Pietro dicendo: “Tu sei sempre irruente, Pietro! Ora io vedo che ti scagli contro la donna come fanno gli avversari.
Se il Salvatore l’ha resa degna, chi sei tu che la respingi? Non v’è dubbio, il Salvatore la conosce bene. Per questo amava lei più di noi.”

Anche nel vangelo di Filippo, i discepoli non accettano che Gesù ami Maria Maddalena più di loro:

Vangelo di Filippo 32-Tre donne camminavano sempre con il Signore: Maria sua madre, la sorella di lei

e la Maddalena, la quale è detta sua compagna. Maria, in realtà, è sorella, madre e consorte di lui.
 
Vangelo di Filippo 55-La Sofia detta sterile è la madre degli angeli; la compagna di Cristo è Maria Maddalena.
Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli e la baciò più volte ( sulla bocca ).
Le altre donne, vedendo il suo amore per Maria, gli dissero: ” Perché ami lei più di noi tutte ?”
Il Salvatore rispose loro: ” Come mai io non amo voi come lei ?”.
 
Gesù quindi baciava Maria, è ‘amava più dlle altre, secondo il vangelo di Filippo.
 
 Per quanto riguarda il bacio va detto che nel vangelo di Filippo, non compare bocca,
essendo il testo danneggiato, e proprio dove ci dovrebbe essere bocca  c’è un buco.
 Gl studiosi hanno messo sulla bocca, sembrava il termine più giusto.
Gli gnosici praticavano come rito il bacio , come è descritto nel paragrafo 31 del Vangelo di Filippo,
 ed anche altrove come nella  Letterea di Eugnosto: 7.
Il bacio sulla bocca in segno di saluto allora era praticato anche tra uomini  come descrive;

I-Apocalisse di Giacomo: 31, 1-10; e II Apocalisse di Giacomo: 56,10-11.
 
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Sull’autenicità del papiro della moglie di Gesù, ci sono pareri diversi degli studiosi, e sono molti che pensano ad un falso,

ancora si attendono studi ed analisi, quindi non possiamp affermare che questo papiro sia autentico, ma anche se risulterà

autentico, non cambia nulla, sono stati trovati tantissimi frammenti di papiri gnostici autentici, dove sono scritte tante cose asurde ed eretiche.

La chiesa primitiva ha accettato solo i testi che conosciamo come Nuovo Testamento perché ispirati e conformi alla tradizione.

La chiesa primitiva non ha accettato mai vangeli gnostici ed apocrifi, infatti sono eretici, 

e moltissimi Padri della chiesa hanno scritto tanti libri confutando  tutte le eresie gnostiche.

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Conclusione: Il vero Gesù è solo quello del Nuovo Testamento, solo quello è importante per la nostra salvezza,

i Gesù dei vangeli gnostici sono inventati da eretici.

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Ci sono due ottimi articoli che parlano del papiro della moglie di Gesù e la somiglianza con il vangelo di Tommaso,
da cui abbiamo preso spunto, ecco i links:

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http://www.tyndale.cam.ac.uk/ReJesusWife?utm_medium=email&utm_campaign=Did+Jesus+Have+a+Wife&utm_content=Did+Jesus+Have+a+Wife+CID_7bb6cae6df6082e08b017f9c0f0abc71&utm_source=CampaignMonitor&utm_term=here

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LE SACRE SCRITTURE

https://sites.google.com/site/lesacrescritture/

https://sites.google.com/site/lesacrescritture/il-papiro-della-moglie-di-gesu-simile-al-vangelo-gnostico-di-tommaso

 
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