Mirabilissimo100’s Weblog

luglio 29, 2011

LECCO, ABUSI SUI CUGINETTI: FERMATO GIOVANE DI 21 ANNI

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LEGGO.IT

LECCO, ABUSI SUI CUGINETTI:
FERMATO GIOVANE DI 21 ANNI

Venerdì 29 Luglio 2011 – 18:10
 
 

ECCO – Un giovane kosovaro di 21 anni residente in un centro della Valsassina, in provincia di Lecco, è stato arrestato dalla Polizia in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, per violenza sessuale, con l’accusa di aver abusato per un anno dei suoi due cuginetti (una bimba di 4 anni e il fratellino di 8 anni). La denuncia da parte della famiglia dei piccoli, con i genitori che avevano raccolto le confidenze dei bimbi, ha fatto scattare le indagini, delicatissime e condotte con l’ausilio di esperti del settore. Protetti i bambini, alla fine la magistratura ha deciso per l’arresto del giovane parente delle vittime, in Italia con permesso di soggiorno e con una regolare occupazione.

 

http://www.leggo.it/articolo.php?id=133744

OSLO: IL LEGALE DI BREIVIK-“PROGETTAVA ALTRI ATTACCHI”

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LEGGO.IT

OSLO, IL LEGALE DI BREIVIK:
“PROGETTAVA ALTRI ATTACCHI”

 
Venerdì 29 Luglio 2011 – 13:16                   

Anders Behrin Breivik

OSLO – Il killer di Oslo Anders Behrin Breivik progettava altri attacchi nel giorno in cui ha compiuto la strage che ha provocato la morte di 76 persone. Lo rivela il suo avvocato, secondo un giornale norvegese, spiegando che quel venerdi aveva «più progetti di diversa portata».

PROCESSO NEL 2012 È terminata la ricerca dei corpi e dei dispersi nell’isola di Utoya, in Norvegia, dove il 22 luglio scorso scorso 68 persone sono state uccise per mano di Anders Behring Breivik, l’estremista anti-islamico che domani sarà nuovamente interrogato, e il cui processo, stando a quanto ha precisato oggi il procuratore, si dovrebbe tenere non prima del 2012. Da Bruxelles intanto gli esperti anti-terrorismo norvegesi e della Ue hanno dibattuto su un rafforzamento della cooperazione per impedire attacchi di questo tipo ma sono arrivati alla conclusione che era impossibile prevedere la strage di Oslo, opera in questo caso di un «lupo solitario». Breivik intanto, che ha riconosciuto di essere l’autore delle due stragi di Oslo e di Utoya, con complessivi 76 morti, non potrà essere incriminato e processato prima di un anno, ha riferito il procuratore del re, Tor Aksel Busch, la più alta autorità della procura generale in Norvegia. Alla radio pubblica Nrk Busch ha detto che l’incriminazione non sarà pronta prima della fine dell’anno e sarà solo il punto di partenza. «Speriamo – ha aggiunto il procuratore – di poter celebrare un processo nel corso dell’anno prossimo». Lo stragista sarà comunque interrogato di nuovo domani dalla polizia. Gli inquirenti intendono chiarire alcune zone d’ombra, come ad esempio come mai avesse un walkie talkie, e fare luce sulla ipotetica presenza di «cellule» o di presunti «complici». Interrogativi che al momento rimangono senza una risposta, anche se da Malta l’attivista di estrema destra inglese, descritto da Breivik nel memoriale come un suo ‘mentore’, ha negato di avere avuto qualsiasi contatto con l’attentatore norvegese. La polizia intanto ha sospeso le ricerche dei corpi e dei dispersi nell’isola di Utoya e ha pubblicato i nomi di altre 24 vittime: tutte ragazze con un’età compresa tra i 14 e i 30 anni, una anche di nazionalità georgiana.

Dallo scorso martedì sono state rivelate le identità di 41 delle 76 vittime. Nel frattempo, esperti anti-terrorismo norvegesi e della Ue, riuniti a Bruxelles, sono giunti alla conclusione che il massacro compiuto dal «lupo solitario-Breivik» fosse impossibile da prevedere. Gli esperti hanno anche deciso di rimettere sul tavolo a settembre una proposta della Commissione contro il rischio di bombe fatte in casa, e hanno sottolineato che l’attacco di Oslo ha dimostrato, ancora una volta, che il terrorismo non ha nulla a che vedere con una particolare religione o un credo. E in attesa di una data certa per i funerali, la Norvegia prova a tornare alla normalità. Nell’isola di Storoeya, vicina a quella del massacro, la vita ha ripreso lentamente sul grande campo da golf che occupa la sua superficie. Derek Crawford, proprietario del campo, ha raccontato che venerdì scorso i suoi impiegati, sentirono alcuni rumori «strani» provenire da Utoya, senza comprendere cosa stesse realmente accadendo. Il giorno dopo la strage, l’isola venne usata come base dei soccorsi. Adesso, a sei giorni da quel tragico venerdì, il campo golf ha riaperto i battenti, ma non ancora a pieno regime. «Bisogna andare avanti – ha spiegato un giocatore – è stato un incubo, ma adesso dobbiamo parlare d’altro».

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

AFGHANISTAN: ATTENTATI-MORTI ANCHE DONNE E BAMBINI

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PEACEREPORTER
 
29/07/2011
Afghanistan, attentato nell’Helmand: morti 18 civili

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Un pulmino con a bordo donne e bambini è saltato in aria per una bomba collocata sul bordo della strada. Per la popolazione civile, gli ultimi sei mesi sono stati i peggiori dall’inizio della guerra
Un pulmino a bordo del quale viaggiavano civili è saltato in aria a causa di una bomba collocata sul ciglio della strada, nell’Helmand, in Afghanistan. Diciotto persone, molte delle quali donne e bambini, hanno perso la vita. Lo riferisce l’agenzia di stampa cinese Xinhua.

L’ordigno era stato piazzato sulla strada che conduce al bazar di Nahri Sarraj, intorno alle 8 di questa mattina, ora locale. Il mezzo probabilmente procedeva in direzione della capitale del distretto, Lashkar Gah.

Secondo quanto riferisce la Bbc, questo tipo di attentati, generalmente opera dei talebani, ha già seminato morte e colpito pesantemente la popolazione civile.

I primi sei mesi dell’anno sono stati i peggiori dall’inizio della guerra nel 2001; tra le bombe dei talebani e quelle della Nato, tra gennaio e giugno 1462 civili hanno perso la vita, il 15 per cento in più rispetto ai morti registrati nello stesso periodo dell’anno precedente.

http://it.peacereporter.net/articolo/29718/Afghanistan,+attentato+nell’Helmand%3A+morti+18+civili

 

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PEACEREPORTER

 

 

 

28/07/2011

Rivendicazione talebana. Oltre una quarantina i feriti tra i civili

Otto persone, di cui tre kamikaze, hanno inflitto un attacco con spari e ordigni esplosivi nella cittadina di Tarin Kowt, nella provincia meridionale di Uruzgan. Almeno 22 persone, perlopiù civili, sono rimaste uccise, tra cui il reporter locale della Bbc, Ahmad Omid Khpolwak. Oltre quaranta i civili feriti. Fonti ufficiali hanno fatto sapere che anche gli attentatori hanno perso la vita negli scontri. L’attacco è stato rivendicato dai talebani.

Secondo l’intelligence afgana, sono tre le bombe esplose. Una è deflagrata di fronte alla sede del governatore locale, e un’altra vicino agli uffici di un’agenzia di sicurezza di proprietà di una milizia. Alcuni soldati sono rimasti uccisi, mentre nessun rappresentante del governo sarebbe rimasto coinvolto nell’attacco.

 

 

http://it.peacereporter.net/articolo/29705/Afghanistan%2C+22+persone+sono+morte+in+un+attacco+a+Tarin+Kowt

 

 

AFGHANISTAN: LA MORTE DEL PARACADUTISTA DAVID TOBLINI

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 10:58 pm
PEACEREPORTER
 
25/07/2011

Si tratta di David Toblini, paracadutista di 28 anni

Il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha espresso il suo dolore per la morte di del militare connazionale avvenuta questa mattina in Afghanistan. Il caduto è un 28enne caporalmaggiore dei parà, di nome David Tobiini. “La notizia di un altro caduto italiano in Afghanistan mi addolora e mi colpisce immensamente. È con commozione e riconoscenza sinceri e non retorici che ci stringiamo attorno ai familiari del militare che oggi ha perso la vita”, ha dichiarato Frattini, che ha anche rinnovato i sentimenti di gratitudine per le Forze armate, “nella memoria di tutti i nostri militari che hanno dato la vita per servire il Paese nei teatri di crisi”.

“Il prezzo che stiamo pagando – ha aggiunto il ministro – è altissimo, per un obiettivo che riveste un senso ed un significato nei quali la comunità internazionale si riconosce profondamente”. Frattini ha voluto ricordare che “stiamo vivendo una fase cruciale per il futuro dell’Afghanistan, che ha avviato proprio in questi giorni il processo di transizione, un percorso, graduale ma definito, che consentirà alle autorità ed al popolo afgano di riappropriarsi del proprio destino e costruire un Paese migliore. Se gli afgani – ha aggiunto il capo della Farnesina – possono guardare con speranza al proprio avvenire lo dobbiamo anche e soprattutto al sacrificio dei soldati impegnati nella missione di pace”.

http://it.peacereporter.net/articolo/29639/Afghanistan%2C+aveva+28+anni+il+militare+italiano+ucciso+questa+mattina

SOMALIA: LA CARESTIA COLPISCE TANTI BAMBINI

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , — mirabilissimo100 @ 10:54 pm

LEGGO.IT

BIMBO SOMALO SCHELETRICO
A SETTE MESI: LE FOTO CHOC

Mercoledì 27 Luglio 2011 – 14:11
Ultimo aggiornamento: 14:26
                  

Bambini somali muoiono di fame (Daily Mail)

MOGADISCIO – Ha sette mesi, pesa come un neonato ed ha la pelle consumata come quella di un anziano. Mihag Gedi Farah è uno dei tanti bambini che in Somalia muore di fame ogni giorno. Le foto di Associated Press lo mostrano scheletrico con occhi giganteschi che chiedono aiuto. Secondo gli esperti sono 800mila i bambini del Corno d’Africa che rischiano di morire per fame. Pochi di loro ce l’hanno fatta ad arrivare nei campi profughi del Kenya. La carestia che sta colpendo il paese è resa più drammatica da guerre e violenza che non si placano. Pochi giorni fa l’Onu ha dichiarato ufficialmente la carestia e lo stato di emergenza e presto dovrebbero arrivare le razioni di cibo per cercare di salvare le vite di bambini e adulti innocenti.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
http://www.leggo.it/articolo.php?id=133449
 
 
 
 
 

BESTEMMIE SU FACEBOOK? SI RISCHIA FINO A 309€ DI MULTA

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , — mirabilissimo100 @ 10:52 pm

 

LEGGO.IT

BESTEMMIE SU FACEBOOK?
SI RISCHIA FINO A 309€ DI MULTA

Giovedì 28 Luglio 2011 – 18:52
Ultimo aggiornamento: 19:02
                  

Per chi bestemmia su Facebook scatta la denuncia

ROMA – Per gli irriducibili della bestemmia su Facebook può scattare la denuncia. Il blog cattolico Pontifex ha infatti dichiarato guerra ai gruppi su Fb che propagandano la bestemmia, denunciandoli penalmente e chiedendone «l’immediato oscuramento». La denuncia è stata presentata ai sensi dell’articolo 724 del Codice Penale – così come modificato da una sentenza della Consulta nel 1995 e da un decreto legislativo del 1999 – che punisce «chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità». Pontifex chiede una sanzione pecuniaria da 51 a 309 euro per ogni iscritto («reo di bestemmia») ai gruppi Facebook di cui produce un dettagliato elenco chiedendone la chiusura: sono sette i gruppi del popolare social network nel mirino di Pontifex, tra cui la «Confraternita dei Frati bestemmianti», il «Club della bestemmia», «Radio Bestemmia». «Siamo certi – dicono al blog e quotidiano cattolico – che la Polizia postale e lo staff di Facebook interverranno con solerzia».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

http://www.leggo.it/articolo.php?id=133627

 

 

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , , — mirabilissimo100 @ 10:49 pm

SANTA MARTA E SANTA MARIA DI BETANIA

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 MARTA E MARIA DI BETANIA  DAL VANGELO DI SAN LUCA

 

 

 

 

 

VANGELO SECONDO SAN LUCA : 10,38-42

[38]Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. [39]Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; [40]Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». [41]Ma Gesù le rispose: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, [42]ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta».

 

http://www.maranatha.it/Bibbia/5-VangeliAtti/49-LucaPage.htm

 

 

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MARTA E MARIA DI BETANIA  DAL VANGELO DI SAN GIOVANNI

 

 

 

VANGELO SECONDO SAN GIOVANNI : 11,1-12,11

Risurrezione di Lazzaro

[1]Era allora malato un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella. [2]Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. [3]Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, il tuo amico è malato».

[4]All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato». [5]Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro. [6]Quand’ebbe dunque sentito che era malato, si trattenne due giorni nel luogo dove si trovava. [7]Poi, disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». [8]I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». [9]Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; [10]ma se invece uno cammina di notte, inciampa, perché gli manca la luce». [11]Così parlò e poi soggiunse loro: «Il nostro amico Lazzaro s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». [12]Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se s’è addormentato, guarirà». [13]Gesù parlava della morte di lui, essi invece pensarono che si riferisse al riposo del sonno. [14]Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto [15]e io sono contento per voi di non essere stato là, perché voi crediate. Orsù, andiamo da lui!». [16]Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse ai condiscepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».

[17]Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era gia da quattro giorni nel sepolcro. [18]Betània distava da Gerusalemme meno di due miglia [19]e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello. [20]Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. [21]Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! [22]Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà». [23]Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». [24]Gli rispose Marta: «So che risusciterà nell’ultimo giorno». [25]Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; [26]chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?». [27]Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo».

[28]Dopo queste parole se ne andò a chiamare di nascosto Maria, sua sorella, dicendo: «Il Maestro è qui e ti chiama». [29]Quella, udito ciò, si alzò in fretta e andò da lui. [30]Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. [31]Allora i Giudei che erano in casa con lei a consolarla, quando videro Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono pensando: «Va al sepolcro per piangere là». [32]Maria, dunque, quando giunse dov’era Gesù, vistolo si gettò ai suoi piedi dicendo: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». [33]Gesù allora quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente, si turbò e disse: [34]«Dove l’avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». [35]Gesù scoppiò in pianto. [36]Dissero allora i Giudei: «Vedi come lo amava!». [37]Ma alcuni di loro dissero: «Costui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva anche far sì che questi non morisse?».

[38]Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, si recò al sepolcro; era una grotta e contro vi era posta una pietra. [39]Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, gia manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni». [40]Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?». [41]Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. [42]Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». [43]E, detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». [44]Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare».

I capi Giudei decidono la morte di Gesù

[45]Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva compiuto, credettero in lui. [46]Ma alcuni andarono dai farisei e riferirono loro quel che Gesù aveva fatto. [47]Allora i sommi sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: «Che facciamo? Quest’uomo compie molti segni. [48]Se lo lasciamo fare così, tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione». [49]Ma uno di loro, di nome Caifa, che era sommo sacerdote in quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla [50]e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera». [51]Questo però non lo disse da se stesso, ma essendo sommo sacerdote profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione [52]e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. [53]Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.

[54]Gesù pertanto non si faceva più vedere in pubblico tra i Giudei; egli si ritirò di là nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Efraim, dove si trattenne con i suoi discepoli.

L’avvicinarsi della Pasqua

[55]Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione andarono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. [56]Essi cercavano Gesù e stando nel tempio dicevano tra di loro: «Che ve ne pare? Non verrà egli alla festa?». [57]Intanto i sommi sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunziasse, perché essi potessero prenderlo.

 

Giovanni – Capitolo 12  

L’unzione di Betania

[1]Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. [2]Equi gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. [3]Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento. [4]Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: [5]«Perché quest’olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?». [6]Questo egli disse non perché gl’importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. [7]Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura. [8]I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».

[9]Intanto la gran folla di Giudei venne a sapere che Gesù si trovava là, e accorse non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. [10]I sommi sacerdoti allora deliberarono di uccidere anche Lazzaro, [11]perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

 
 
http://www.maranatha.it/Bibbia/5-VangeliAtti/50-GiovanniPage.htm
 
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29 LUGLIO SANTA MARTA DI BETANIA

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SANTA MARTA DI BETANIA 29 LUGLIO

 

 

Marta è la sorella di Maria e di Lazzaro di Betania, un villaggio a circa tre chilometri da Gerusalemme. Nella loro casa ospitale Gesù amava sostare durante la predicazione in Giudea. In occasione di una di queste visite compare per la prima volta Marta. Il Vangelo ce la presenta come la donna di casa, sollecita e indaffarata per accogliere degnamente il gradito ospite, mentre la sorella Maria preferisce starsene quieta in ascolto delle parole del Maestro. Non ci stupisce quindi il rimprovero che Marta muove a Maria: “Signore, non t’importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”.
L’amabile risposta di Gesù può suonare come rimprovero alla fattiva massaia: “Marta, Marta, tu t’inquieti e ti affanni per molte cose; una sola è necessaria: Maria invece ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta”. Ma rimprovero non è, commenta S. Agostino: “Marta, tu non hai scelto il male; Maria ha però scelto meglio di te”. Ciononostante Maria, considerata il modello evangelico delle anime contemplative già da S. Basilio e S. Gregorio Magno, non sembra che figuri nel calendario liturgico: la santità di questa dolce figura di donna è fuori discussione, poiché le è stata confermata dalle stesse parole di Cristo; ma è Marta soltanto, e non Maria né Lazzaro, a comparire nel calendario universale, quasi a ripagarla delle sollecite attenzioni verso la persona del Salvatore e per proporla alle donne cristiane come modello di operosità.
L’avvilita e incompresa professione di massaia è riscattata da questa santa fattiva di nome Marta, che vuol dire semplicemente “signora”. Marta ricompare nel Vangelo nel drammatico episodio della risurrezione di Lazzaro, dove implicitamente domanda il miracolo con una semplice e stupenda professione di fede nella onnipotenza del Salvatore, nella risurrezione dei morti e nella divinità di Cristo, e durante un banchetto al quale partecipa lo stesso Lazzaro, da poco risuscitato, e anche questa volta ci si presenta in veste di donna tuttofare. La lezione impartitale dal Maestro non riguardava, evidentemente, la sua encomiabile laboriosità, ma l’eccesso di affanno per le cose materiali a scapito della vita interiore. Sugli anni successivi della santa non abbiamo alcuna notizia storicamente accertabile, pur abbondando i racconti leggendari. I primi a dedicare una celebrazione liturgica a S. Marta furono i francescani, nel 1262, il 29 luglio, cioè otto giorni dopo la festa di S. Maria Maddalena, impropriamente identificata con sua sorella Maria.

Autore: Piero Bargellini

 

http://www.santiebeati.it/dettaglio/23750

luglio 23, 2011

PADOVA: CONDANNATO PADRE INCESTUOSO-HA VIOLENTATO LA FIGLIA PER 12 ANNI

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VIOLENTA FIGLIA PER 12 ANNI,
16 ANNI E 8 MESI DI CARCERE

Venerdì 22 Luglio 2011 – 16:51
 

PADOVA – Ha violentato sua figlia per 12 lunghissimi anni. Ora è stato condannato a 16 anni e 8 mesi di reclusione. Il 57enne è stato condannato ieri dal tribunale Collegiale presieduto da Nicoletta De Nardus. L’uomo dell’Alpago è attualmente detenuto nel carcere di Pordenone. Per un periodo di tempo ha vissuto anche nel Padovano continuando ad abusare della figlia. Tutto ha inizio nel 1994 quando il padre ha 38 anni e la sua bambina 4. All’inizio sono palpeggiamenti e strofinamenti – racconta Il Gazzettino – ma con gli anni le attenzioni malate si trasformano in veri e propri rapporti sessuali a cui l’uomo obbliga la ragazzina, con minacce e l’uso della forza.

Titolare dell’inchiesta è il pm padovano Giorgio Falcone, che ha chiesto per l’uomo 20 anni di reclusione. La ragazza, oggi 21enne, non tralascia i particolari, ritenuti tutti attendibili dal tribunale. Ne esce un quadro raccapricciante, di un papà orco che la costringe alle più umilianti depravazioni sessuali sin da quando aveva appena quattro anni. Intanto i legali difensori del 57enne chiedono un’ulteriore perizia medica sulla ragazza. Il tribunale Collegiale ha invece condannato l’uomo a 16 anni e 8 mesi di reclusione oltre al versamento di 150 mila euro a risarcimento dei danni morali e materiali riportati dalla figlia.

 

http://www.leggo.it/articolo.php?id=132759

NORVEGIA: ATTENTATO-STRAGE-91MORTI

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STRAGE A OSLO, 91 MORTI.
C’È UN ARRESTO -FOTO/VIDEO.
SI CERCA SECONDO KILLER

 
 
Sabato 23 Luglio 2011 – 13:41
 

OSLO – È salito a 91 morti il bilancio degli attentati di ieri a Oslo mentre il presunto autore della strage, Anders Behring Breivik, 32 anni, è messo sotto torchio da ore dalla polizia che sta battendo sempre più la pista dell’estremismo di destra. Sette persone hanno perso la vita nell’esplosione di ieri nel centro di Oslo mentre altre 84 sono state massacrate in una sparatoria avvenuta sull’isola di Utoeya, a 50 km dalla capitale norvegese, durante il raduno dei giovani laburisti al quale partecipavano ragazzi di età compresa fra i 14 e i 19 anni. Breivik è sospettato di essere l’autore di entrambi gli attacchi: arrestato subito dopo la sparatoria, la sua identità è stata confermata solo oggi dalla polizia e pare stia collaborando alle indagini mentre sempre più elementi emergono sulla dinamica degli attentati. Il giovane è proprietario di una fattoria agricola sulla riva occidentale del fiume Glomma ad Asta, piccolo villaggio tra le località di Rena e Elverum, nella regione dell’Hedmark, cuore agricolo della Norvegia, dove si era trasferito da appena un mese. Per preparare l’attentato ha comprato grandi quantità di fertilizzanti -«tonnellate» riferiscono sul posto- nel più vicino Felleskjopet (magazzino della comunità) a Rena, ad una decina di chilometri, località con meno di duemila abitanti. Ad Oslo abitava in un appartamento nel quartiere ovest della città, zona ricca della capitale che la polizia ha già perquisito. Ai ragazzi che partecipavano al raduno si era presentato travestito da poliziotto e giustificando la sua presenza con la scusa di seguire un’indagine. Ha invece aperto il fuoco sulla folla usando, scrivono i media, un fucile da caccia, un’arma automatica e una pistola mentre intorno i ragazzi cercavano una via d’uscita fuggendo a nuoto dall’isola di Utoeya o fingendosi cadavere. Poche ore prima, Breivik era stato visto sul luogo dell’esplosione nel centro di Oslo.

UOMO ARMATO ACCANTO AL PREMIER  La polizia norvegese ha fermato un uomo armato di coltello vicino al primo ministro norvegese, mentre era in visita sull’Isola di Utoeya, teatro della strage di ieri. L’uomo è stato fermato dalla polizia fuori da un hotel in cui si trovava il premier per incontrare i superstiti della strage di ieri. Ammanettato dalla polizia ha spiegato di avere il coltello «perchè non si sentiva al sicuro», secondo quanto riporta una giornalista della tv nazionale Nrk, presente sul posto

INDAGINI SU UN SECONDO ASSALITORE La polizia norvegese sta verificando i racconti di alcuni testimoni che hanno riferito di un secondo uomo, che non indossava un’uniforme della polizia, presente sull’isola di Utoya, e che potrebbe essere coinvolto nell’attacco nel quale sono morte 84 persone. Lo riferiscono i media norvegesi.

ACCUSATO DI TERRORISMO Contro Anders Behring Breivik, l’uomo arrestato in relazione ai due attacchi di ieri, sono al momento state formulate due accuse di terrorismo. L’uomo è ora sottoposto a interrogatorio da parte degli inquirenti norvegesi. Lo ha riferito alla Bbc la portavoce della polizia, Carol Sandbye. L’uomo, ha aggiunto la donna, comparirà davanti a un giudice entro i prossimi tre giorni.

“BREIVIK MEMBRO LOGGIA MASSONICA” Il presunto autore degli attacchi di Oslo, Anders Behring Breivik, è anche un membro della loggia massonica norvegese di San Giovanni Olaus dei tre pilastri. È quanto riporta sul suo sito internet il quotidiano del Paese scandinavo Dagbladet. Il motto della loggia, di cui Breivik è membro del terzo livello su dieci, è ‘E tenebris ad lucem’, dalle tenebre alla luce. Il portavoce della loggia, Helge Qvigstad, ha preso le distanze dall’attentatore, sottolineando che «non abbiamo modo di esprimere un parere su individui o incidenti relativi a tutti i membri».

LA STRAGE DI IERI Un’autobomba in pieno centro poi una sparatoria contro un raduno di giovani laburisti. Due attacchi che ieri hanno trasformato Oslo in una zona di guerra e hanno provocato una strage. Il bilancio ufficiale e’ di almeno 91 morti, ma le vittime possono essere molte di più, come conferma la polizia.

Secondo quanto ha annunciato il ministro della giustizia Knut Storberget l’uomo arrestato dopo la sparatoria dell’isola di Utoya e’ di nazionalita’ norvegese. Qualche ora prima, pare fosse stato visto anche in centro, dove la bomba e’ esplosa. Questo rafforza l’ipotesi che si sia trattato di un attacco coordinato secondo la polizia. Su di esso pesa l’ombra del terrorismo islamico, vista la rivendicazione di un gruppo jihadista sconosciuto.

In una conferenza stampa tenuta ieri sera in diretta Tv, il premier Jens Stoltenberg ha detto di non poter ne’ confermare ne’ smentire le notizie di una presunta rivendicazione jihadista. Nella conferenza stampa, il premier ha promesso che i colpevoli ”saranno presi” e assicurati alla giustizia. Poco prima c’era stata una riunione di emergenza del governo tenuta in un luogo segreto. E’ stato deciso anche di sospendere gli accordi di Schengen e di ripristinare i controlli alle frontiere.

Ieri sera la polizia ha inoltre annunciato di avere ritrovato dell’esplosivo non utilizzato sull’isola della sparatoria dove circa 600 giovani stavano trascorrendo una vacanza trasformatasi improvvisamente in un terrorizzante incubo. La Tv pubblica Nrk, in serata ha poi reso noto che la polizia avrebbe rinvenuto un ordigno non esploso nei pressi della sua sede.

Quello di ieri e’ un tranquillo pomeriggio estivo scandinavo, da poco sono passate le 15:25, quando a Oslo e’ l’inferno. Una forte esplosione scuote la sede del giornale Vg, vicina all’ufficio del primo ministro Jens Stoltenberg. La deflagrazione danneggia la maggior parte delle finestre della sede del giornale, dove crolla anche il tetto, e dell’edificio governativo.

Poco dopo arriva la conferma delle prime vittime, mentre la polizia comunica che l’esplosione e’ stata causata da una bomba. Si ipotizza anche un’autobomba dopo che un ufficiale di polizia riferisce che, secondo le immagini delle telecamere di sorveglianza, ”una grande automobile e’ stata vista passare nel quartiere del governo pochi istanti prima dell’esplosione”. ”La situazione e’ grave, la violenza non ci deve terrorizzare”, afferma il primo ministro Stoltenberg, che aggiunge di non poter dire dove si trova al momento, ma precisa di essere sano e salvo, come anche gli altri ministri del suo governo.

La polizia ordina subito l’evacuazione di alcune zone del centro di Oslo. Nella capitale regna il caos con i soldati schierati in pieno centro. Numerosi video postati sui siti dei quotidiani norvegesi e su quelli internazionali testimoniano scene di panico e gente in fuga, mentre sui social network come Twitter sono centinaia i messaggi che si accavallano sulla situazione nella citta’, con immagini di guerra o che ricordano l’attentato a Mumbai.

Passano tre ore e il Paese scandinavo viene nuovamente scosso dalla sparatoria a Utoya, nella grande periferia di Oslo dove e’ in corso un meeting dei giovani laburisti, e dove era atteso il premier Stoltenberg. Ad aprire il fuoco, si scoprira’ poco dopo, e’ un uomo dall’aspetto scandinavo, vestito da poliziotto che esplode almeno una decina di colpi di arma da fuoco e che poco dopo viene arrestato. E la tensione continua dopo che la polizia comunica che nel campo potrebbero esserci degli esplosivi.

In serata arriva la rivendicazione degli attacchi da un gruppo finora sconosciuto, i ”Sostenitori della Jihad globale”, che lo collegano alla ricorrente pubblicazione delle vignette di Maometto. Un testimone citato dalla televisione Nrk parla addirittura di una ventina di vittime, forse di piu’. Secondo fonti sanitarie, ci sono anche un centinaio di feriti leggeri.

Immediate arrivano le condanne di quanto accaduto: dagli Stati Uniti il presidente Barack Obama afferma che gli eventi di Oslo ricordano l’importanza della lotta al terrorismo, mentre il presidente della Ue, Herman Van Rompuy, si dice ”scioccato”. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha condannato il ”vile atto terroristico” mentre il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha espresso la sua vicinanza alla Norvegia. Ferma condanna anche dalla Nato.

NESSUN ITALIANO COINVOLTO Al momento nessun italiano risulta coinvolto negli attacchi che ieri hanno colpito il centro di Oslo e l’isola di Utoya provocando la morte di 91 persone. Lo riferiscono all’ADNKRONOS fonti della Farnesina, spiegando che l’Unità di crisi del ministero degli Esteri è in stretto contatto con l’ambasciata d’Italia a Oslo, che a sua volta è in contatto con le autorità norvegesi. In queste ore vengono effettuate anche ricerche dirette negli ospedali per verificare la presenza di nostri connazionali. Queste verifiche proseguiranno finchè le autorità di Oslo non scioglieranno la riserva sul coinvolgimento di cittadini stranieri negli attacchi.

LEADER GIOVANI LABURISTI: “NOI IL VERO BERSAGLIO” «È chiaro che eravamo noi il bersaglio», ma gli attacchi di ieri «cambieranno il paese, possibilmente in meglio». Lo ha detto Eskil Pedersen, leader del movimento giovanile del partito laburista norvegese (Auf) in una conferenza stampa tenuta a Sundvoll durante la quale ha affermato che la sparatoria sull’isola di Utopya è stato «un attacco contro i giovani democratici che hanno un credo». «Ma non ci faremo zittire, in onore di chi ha perso la vita – ha aggiunto Pedersen – Continueremo a tenere alti i nostri ideali di tolleranza e antirazzismo». Il leader dell’Auf ha affermato che il partito continuerà a tenere i suoi campi estivi sull’isola alla periferia occidentale di Oslo.

STOLTENBERG, UNA TRAGEDIA NAZIONALE Il primo ministro norvegese Jens Stoltenberg ha definito oggi ”una tragedia nazionale” il doppio attacco che ha provocato almeno 87 morti ieri nella capitale.”Mai dalla seconda guerra mondiale il nostro paese e’ stato colpito da un crimine di questa portata”, ha detto il premier.

”E’ un incubo” ha aggiunto il premier evocando il ”sangue e la morte” che si sono trovati di fronte i giovani partecipanti alla riunione laburista sull’isola alla periferia della capitale.

 

http://www.leggo.it/articolo.php?id=132860

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OSLO, ECCO IL KILLER -FOTO.
“ANTI ISLAM E AMA LA MUSICA”

Sabato 23 Luglio 2011 – 10:40                   

Anders Behrin Breivik (Facebook)

OSLO –  Anders Behrin Breivik, l’uomo di 32 anni sospettato di essere l’autore del duplice sanguinoso attentato di ieri a Oslo e sull’isola di Utoya, è un cristiano fondamentalista e ha opinioni ostili all’islam. Lo ha detto stamani la polizia norvegese senza tuttavia rivelare le motivazioni del suo gesto. Gli elementi pubblicati dal sospetto su internet lasciano pensare che «ci siano caratteristiche tendenti alla politica di destra e anti-musulmana, ma è troppo presto per dire se questo sia un motivo per il suo gesto», ha detto il commissario di polizia Sveinung Sponheim alla tv pubblica Nrk. Almeno 91 persone sono morte in una esplosione avvenuta nei pressi della sede del governo a Oslo e nella sparatoria sull’isola di Utoya, a circa 30 chilometri dalla capitale norvegese, dove era in corso un meeting dei giovani laburisti. La polizia ha arrestato un uomo di 32 anni, norvegese, sospettato di essere implicato nei due attacchi, ma ha rifiutato di confermare l’identità resa nota da diversi media.

Sulla pagina “Facebook” – sempre che sia la sua – il presunto killer si descrive così: conservatore, di fede cristiana, ama la musica classica e i videogiochi Modern Warfare 2 (di guerra) e World Warcraft. I suoi film preferiti sono il Gladiatore e 300, quest’ultimo dedicato alla battaglia delle Termopili e al sacrificio dei guerrieri spartani per fermare i persiani.

FONDAMENTALISTA CRISTIANO Sulla base di informazioni che l’uomo ha postato su internet si tratta di un «fondamentalista cristiano», ha detto il responsabile della polizia precisando che le sue opinioni politiche sono orientate «a destra». Il premier Jens Stoltenberg nella sua conferenza stampa di questa mattina ha detto di non voler fare illazioni sui motivi della strage. «Rispetto ad altri paesi – ha comunque aggiunto – non direi che abbiamo grossi problemi con gli estremisti di destra. Ma ci sono alcuni gruppi, li abbiamo seguiti in passato e la nostra polizia ne è consapevole».

ESPLOSIVI CON FERTILIZZANTI Ha 32 anni, è biondo, alto, si definisce «single, cristiano e conservatore» con idee di estrema destra e anti-islamico. È il profilo del presunto autore degli attentati a Oslo, di nome Anders Behring Breivik secondo i media, (ma l’identità non è stata ancora confermata dalla polizia), pubblicato sulla pagina di Facebook appena pochi giorni fa. Oltre alla foto, anche gli interessi relativi alla caccia e ai videogiochi come ‘World of Warcraft’ e ‘Modern Warfare 2’. Su Twitter anche una citazione del filosofo inglese, John Stuart Mill: «Una persona con una fede ha la forza di 100.000 che hanno solo interessi». Il giovane, secondo quanto scrivono i media norvegesi, è il proprietario di una fattoria a 150 km da Oslo, la Breivik Geofarm, nella regione di Hedmark, il cuore agricolo del Paese dove ha avuto la possibilità di acquistare una grande quantità di fertilizzante di nitrato di ammonio, un ingrediente che può essere usato per fabbricare esplosivi. Le autorità hanno circoscritto la zona questa notte e gli inquirenti stanno indagando per scoprire se la sostanza possa essere stata usata nell’esplosione di ieri nel centro di Oslo. La polizia ha anche perquisito l’appartamento del giovane ad ovest nella capitale norvegese, nella zona ricca della città, che ha lasciato un mese fa per trasferirsi nella fattoria. Una curiosità: la stessa fattoria, nel 2006, venne chiusa dopo la scoperta di una piantagione di mariujana. Secondo i media norvegesi, gli interventi di Anders Behring Breivik sul sito http://www.document.no riflettono le opinioni nazionaliste e la sua opposizione a una società multiculturale, ma secondo la televisione pubblica NRK, ha anche preso le distanze dal neo-nazismo. Le liste fiscali, che in Norvegia sono aperte alla consultazione pubblica, non mostrano alcun reddito per il 2009 e somme estremamente modeste nel corso degli anni precedenti.

“LA FEDE DÀ LA FORZA DI 100MILA” «Una persona con una fede ha la forza di 100.000 che hanno solo interessi». È il testo del messaggio Twitter postato il 17 luglio scorso da Anders Behring Breivik, il 32enne norvegese che, secondi i media locali, saeebbe l’arrestato per la strage di Utoya.

“EX PREMIER ASSASSINA DI MASSA” Anders Behring Breivik, il 32enne norvegese arrestato ed accusato della strage di Utoya nonchè dell’esplosione di Oslo, un anno e mezzo fa definì su internet Gro Harlem Brundlandt come «assassina del paese». In un messaggio postato da Breivik il 25 gennaio 2010 sul forum dokument.no è scritto tra l’altro che «Chiunque non segue le indicazioni dell’assassina del paese Gro Harlem Brundlandts è considerato razzista». La laburista Brundlandts è stata primo ministro della Norvegia per tre mandati tra il 1981 ed il 1996. Nel 1993 era in carica quando, il 20 agosto, vennero conclusi ad Oslo gli accordi di pace israelo-palestinese tra Rabin e Arafat. Ieri aveva partecipato al raduno estivo dei giovani attivisti del partito laburista tenendo un discorso poche ore prima che cominciasse la sparatoria che ha provocato almeno 84 morti.

TESTIMONE: “KILLER CALMO E LENTO” «Camminava lentamente lungo l’isola e ha sparato contro tutti. Poi si è avvicinato verso il posto dove ero seduta e ha aperto il fuoco uccidendo subito dieci persone. La cosa strana è che era così calmo. Sono riuscita a salvarmi perchè mi sono buttata in acqua». Così una giovane sopravvissuta alla sparatoria di ieri sull’isola norvegese di Utoya, durante il raduno dei giovani laburisti, ha raccontato alla Tv TV2 la dinamica dell’attacco che ha provocato 80 morti. «Ci siamo riuniti per parlare di quanto era appena accaduto a Oslo quando abbiamo sentito gli spari. Sul momento non gli abbiamo dato importanza, poi tutti hanno iniziato a scappare», ha detto un’altra ragazza di appena 16 anni. E ancora: «Ho visto un poliziotto con i tappi per le orecchie. Ha detto: ‘Vorrei riunirvi tuttì. Poi ha iniziato a sparare. Siamo corsi sulla spiaggia e iniziato a nuotare verso la terraferma», ha detto la ragazza raccontando che l’autore della strage ha sparato anche in acqua. In molti hanno cercato rifugio in altre case mentre gli spari continuavano, altri invece sono fuggiti nei boschi o via mare. La polizia ha setacciato la zona durante la notte alla ricerca di sopravvissuti. Al raduno hanno partecipavano giovani di età compresa fra i 15 e i 20 anni. Il presunto autore della strage, di nome Anders Behring Breivik secondo alcuni media, è stato arrestato subito dopo la strage. Aveva con sè una pistola, un fucile da caccia e un’arma automatica, secondo la Bbc. Le autorità hanno trovato poi altre bombe inesplose sull’isola. Non ci sono notizie immediate su altri sospetti, ma la polizia sta comunque lavorando sull’ipotesi di diverse altre persone coinvolte nella strage.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

http://www.leggo.it/articolo.php?id=132826

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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