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aprile 2, 2020

CORONAVIRUS COVID-19: IN PIENA EMERGENZA IL GOVERNO ITALIANO INVIA 50 MILIONI DI EURO ALLE IMPRESE TUNISINE-GIOVANNI DONZELLI VIDEO

Giovanni Donzelli

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La scoperta del responsabile esteri di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro

 

CORONAVIRUS COVID-19: IN PIENA EMERGENZA IL GOVERNO ITALIANO NON PENSA AL POPOLO BISOGNOSO MA INVIA 50 MILIONI DI EURO ALLE IMPRESE TUNISINE 21 MILIONI DI EURO ALLA BOLIVIA E 200 MILA ALLA SOMALIA -VERGOGNA!

 
50 milioni dall’Italia alla Tunisia per l’emergenza coronavirus.
La denuncia di Donzelli a Dritto e Rovescio
 
GIOVANNI DONZELLI.IT
28 MARZO 2020

50 milioni dall’Italia alla Tunisia: nessuna Bufala o Fake news. Ecco le prove

L’ On. Andrea Delmastro, responsabile esteri di Fratelli d’Italia, il 26 marzo ha denunciato con un’interrogazione alla Camera l’invio di 50 milioni di euro alla Tunisia per aiutare le aziende a superare l’emergenza coronavirus. La sera stessa, invitato da Paolo Del Debbio a Dritto e Rovescio su Rete 4, ho rilanciato io stesso questa denuncia. Guarda qui il video del mio intervento:
 

La mattina successiva Delmastro ha rilanciato su Facebook e alla trasmissione Agorà di Rai3 la notizia della sua interrogazione.

Immediatamente sono partiti gli attacchi di troll grillini e piddini a gridare che era tutto falso, che era una ” Fake news “, una ” Bufala “. Prima hanno provato a sostenere, supportando le bugie raccontate in tv da una giornalista in difficoltà, che si trattasse di aiuti alle aziende italiane in Tunisia, poi che fosse tutto falso e che non fossero mai stati inviati 50 milioni alla Tunisia. Alla fine hanno ammesso che sono stati inviati, ma non per il coronavirus. Vediamo insieme come stanno davvero le cose.

I 50 milioni alla Tunisia sono una Fake news? Vediamo se la fonte è autorevole

Per capire se una notizia è vera o falsa, la cosa migliore da fare è sempre verificare la fonte citata e la sua autorevolezza. Se un politico racconta una cosa in tv senza citare una fonte, la notizia può essere messa in discussione. Se un post pubblicato su Facebook cita “Lercio” come fonte della notizia, ad esempio, è evidente che sia ironico. Viceversa la fonte non è autorevole (e anzi ingannevole) se l’indirizzo è una falsa testata “acchiappa Like” che gioca sull’equivoco tentando di emulare in modo subdolo noti quotidiani, tipo “Il Corsaro della Sera” o “La Repubblichina”. Dato che non siamo dei “bufalari”, ecco che citiamo sempre fonti autorevoli.

La fonte mostrata in tv da me e utilizzata da Delmastro per l’interrogazione parlamentare sui 50 milioni alla Tunisia è direttamente la pagina Facebook ufficiale dell’Ambasciata italiana a Tunisi. Ecco qui sotto lo screenshot del post messo in rete direttamente dai nostri diplomatici e la comunicazione ufficiale pubblicata dall’Ansa il 23 di marzo.

La notizia dei 50 milioni alla Tunisia diffusa direttamente dall’Ambasciata italiana a Tunisi

 
50 milioni alla Tunisia
 
 
50 milioni alla Tunisia: la fonte diretta e ufficiale della notizia
 
 

Coronavirus: Italia a sostegno imprese tunisine

(ANSAmed) – TUNISI, 25 MAR – “Italia e Tunisia continuano a cooperare per superare questo difficile momento insieme.

L’Italia, tramite la Cassa Depositi e Prestiti, ha versato 50 milioni di euro (circa 157 milioni di dinari) a titolo di credito d’aiuto alla Banca Centrale tunisina”. Lo rende noto su Facebook l’ambasciata d’Italia in Tunisia aggiungendo che “questa somma è destinata a sostenere le imprese tunisine e potrà essere utilizzata per rispondere all’impatto socioeconomico del coronavirus in Tunisia, supportando le misure messe in campo dal Governo tunisino. È un primo passo, mano nella mano, per far fronte al Covid-19”. Il presidente tunisino Kaies Saied due giorni fa ha informato il presidente Sergio Mattarella della “volontà della Tunisia di inviare in Italia una delegazione medica a sostegno degli sforzi intrapresi dalle autorità italiane, nonostante i modesti mezzi a disposizione della Tunisia, poiché la situazione oggi nel mondo riguarda tutte le nazioni e non più un paese soltanto”.(ANSAmed).

Esistono fonti più autorevoli dell’Ambasciata italiana a Tunisi e della principale agenzia di stampa in Italia? Nessuna Fake news o Bufala. Ci dispiace per troll grillini, ma la notizia da noi diffusa è vera e con fonti autorevolissime.

Farnesina in imbarazzo costretta ad ammissioni, retromarcia e post cancellati. 50 milioni alla Tunisia, non è una Bufala

Dopo la nostra denuncia pubblica e l’interrogazione parlamentare moltissimi cittadini hanno iniziato a riempire di commenti critici il post, tanto che poche ore dopo è sparito dalla pagina Facebook dell’Ambasciata, come denunciato nuovamente dallo stesso Delmastro (Riportiamo integralmente lancio di Agenzia Adnkronos).

CORONAVIRUS: DELMASTRO (FDI), ‘AMB. ITALIA A TUNISI RIMUOVE NOTIZIA 50 MLN DA GOVERNO’ =

Presentata interrogazione, rimozione non cancella stanziamento Roma, 27 mar. ( Adnkronos) – “Si infittisce il mistero dei 50 milioni di euro sciaguratamente versati dall’Italia, tramite Cassa depositi e prestiti, alla Tunisia e destinati alle imprese Tunisine. Ho depositato interrogazione che chiede conto del motivo della rimozione della notizia dal sito ufficiale della nostra ambasciata a TUNISI“. Lo dichiara Andrea Delmastro, deputato e capogruppo Fdi in commissione Esteri. “Fratelli d’Italia pretende che non venga rimossa la notizia, ma venga rimosso, cancellato, azzerato il contributo. Si chieda indietro il contributo anziché preoccuparsi di rimuovere la notizia. La vergogna non è la propalazione della notizia, ma la contribuzione. Di Maio è come mio figlio che, beccato con le mani nella marmellata, crede che nascondendo le mani tutto sia a posto: non è così”, conclude Delmastro. (Ruf/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 27-MAR-20 13:06 NNNN

Ma la telenovela non finisce qui: sempre il 27 marzo, in serata, è uscita una nota di precisazione della Farnesina che, sempre per correttezza (noi siamo fatti così), riportiamo a seguire integralmente.

Nella comunicazione qui sotto, come potete leggere, il Ministero degli Esteri ammette di aver inviato i 50 milioni di euro a Tunisi, ma adesso – smentendo la propria Ambasciata – precisa che erano già stati stanziati e non sarebbero quindi, nella nuova versione, legati al coronavirus.

La replica della Farnesina che di fatto conferma i 50 milioni alla Tunisia

In merito ad alcune polemiche sollevate nelle ultime ore, la Farnesina precisa che quello nei confronti della Tunisia non è un dono, né un regalo, bensì un credito (di aiuto), appunto di 50 milioni di euro, che rientra nel quadro del più ampio Memorandum of Understanding Italia – Tunisia siglato nel 2017, dunque ben tre anni fa. Non solo: il contratto di finanziamento è stato poi perfezionato il 18 marzo 2019, contestualmente alla sottoscrizione del relativo accordo intergovernativo Italia – Tunisia,  su risorse del Fondo Rotativo per la Cooperazione allo Sviluppo (ex lege 125/2014) di cui CDP è gestore per sostenere gli investimenti privati nel settore agricolo e dell’economia sociale e solidale. Si tratta dell’esecuzione di un’intesa bilaterale poi giunta nel marzo 2019 e, proprio a tal proposito, sorprendono non poco le strumentalizzazioni giunte al riguardo. Si evince facilmente, dunque, che la finalità del credito, proprio perché connessa ad accordi del 2017, non potrebbe essere collegata in alcun modo all’emergenza Covid, ma a un programma a supporto delle PMI tunisine definito a livello intergovernativo nella prima metà dello scorso anno. Programma di supporto come peraltro ve ne sono molteplici e dei quali, si ricorda, giova in modo indiretto anche il tessuto imprenditoriale italiano attivo sul territorio.

Aiuti in Somalia

Altri soldi italiani in Bolivia e Somalia

Mentre dal dicastero gestito da Luigi Di Maio sono costretti ad ammettere il contributo a Tunisi, ma provano ad arrampicarsi sugli specchi cancellando il post, cambiando versione e giustificando l’ingiustificabile, Andrea Delmastro rilancia e denuncia che il caso dei 50 milioni alla Tunisia non solo non è una Fake news, ma non è nemmeno isolato. Altri 21 milioni sono andati in Bolivia e 200 mila euro in Somalia.

Di Maio farà cancellare anche questo Tweet della nostra Ambasciata in Somalia?

VEDI VIDEO E CONTINUA NELLA PAGINA

https://www.giovannidonzelli.it/attivita/50-milioni-dallitalia-alla-tunisia-nessuna-bufala-o-fake-news-ecco-le-prove.html

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VIDEO

Coronavirus: in piena emergenza l’Italia invia 50 milioni alle imprese tunisine

 

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La scoperta del responsabile esteri di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro
 
 
 

 

L’Ambasciata della Federazione Russa riprende Jacoboni per i suoi vergognosi articoli su La Stampa del 25 e del 26 marzo.

No photo description available.

 
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L’Ambasciata della Federazione Russa riprende Jacoboni per i suoi vergognosi articoli su La Stampa del 25 e del 26 marzo.
Certi giornalisti si dovrebbero solo che vergognare, altro che informazione RESPONSABILE.
Il giornalista, il mestiere più antico del mondo.
Ringrazio il sempre ottimo

Gilberto Trombetta

per la segnalazione.

Egregio Direttore
con immutata attenzione e interesse leggiamo quanto pubblica il suo prestigioso e diffuso quotidiano. La nostra attenzione è stata attirata da due articoli firmati J. Jacoboni, del 25 e 26 marzo c.a. relativi agli aiuti russi all’Italia nella lotta al Coronavirus. A questo proposito vorremmo esprimere alcuni commenti e osservazioni.
Il giornalista, facendo riferimento a informazioni ricevute da «fonti politiche di alto livello», afferma che l’80% degli aiuti russi sarebbe totalmente inutile o poco utile. Naturalmente non sappiamo a quali fonti si riferisca l’autore e ci atteniamo in primo luogo alle dichiarazioni pubbliche di rappresentanti ufficiali della Repubblica Italiana.
Il Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana G. Conte nella conversazione telefonica del 21 marzo c.a. ha ringraziato il Presidente della Russia V. V. Putin per gli aiuti tempestivi e imponenti offerti all’Italia in questa difficile situazione. Il Ministro degli Esteri L. Di Maio ha ritenuto opportuno recarsi personalmente all’aeroporto militare di Pratica di Mare per accogliere gli aerei che hanno trasportato gli specialisti russi, i mezzi e le attrezzature, esprimendo la sua gratitudine alla Federazione Russa. Così come hanno fatto per esempio l’Ambasciatore dell’Italia a Mosca P. Terracciano, il Rappresentante dello Stato Maggiore della Difesa L. Portolano e molti altri. In ogni caso il giornalista non avrebbe dovuto disorientare gli stimati lettori in merito alla vera reazione dei vertici ufficiali italiani alle attività della Russia.
Riguardo all’utilità o meno del contenuto degli aiuti russi, ci sembra che sarebbe stato meglio chiedere prima di tutto ai cittadini di Bergamo dove iniziano a operare i nostri specialisti e i nostri mezzi.
Com’è noto si tratta di una delle città del nord Italia con il maggior numero di infettati, dove sono già morte 1267 persone e 7072 restano positive. I nostri epidemiologi, virologi, rianimatori, su richiesta dei colleghi italiani, cominceranno a lavorare nelle residenze per anziani strapiene della città in cui si è creata una situazione critica per la mancanza di medici e il bisogno di interventi di sanificazione di edifici, locali e mezzi di trasporto. L’autore dell’articolo dovrebbe capire che i militari russi, così come i loro colleghi italiani, andando a operare nell’area loro assegnata, mettono a rischio la propria salute e forse anche la vita.
J. Jacoboni intravede un insidioso secondo fine della Russia nel fatto che siano stati inviati in Italia militari delle forze armate russe, tra i quali anche esperti di difesa nucleare, chimica e biologica.
A titolo di informazione per l’autore e per i Suoi stimati lettori, comunichiamo che i rappresentanti delle truppe russe di difesa nucleare, chimica e biologica, sono gli specialisti più mobili e più preparati con esperienze in diverse regioni del mondo, in grado di prestare assistenza efficace nella diagnosi e nel trattamento dei pazienti, così come nell’esecuzione delle necessarie misure di disinfezione.
Per quanto riguarda il messaggio che spunta dal ragionamento dell’autore e cioè che l’invio di militari russi (a proposito, a titolo gratuito) avrebbe come scopo quello di causare un qualche danno ai rapporti tra l’Italia e i partner della NATO, offriamo ai lettori l’opportunità di giudicare da soli chi e come viene in aiuto al popolo italiano nei momenti difficili. In Russia c’è un detto: «Gli amici si vedono nel bisogno».
E poi, il parallelo tracciato dal giornalista tra l’arrivo in Italia degli specialisti russi e l’ingresso delle truppe sovietiche in Afghanistan nel 1979, concedetemelo, è semplicemente fuori luogo e come si dice «non sta né in cielo né in terra».
Confidiamo che, guidati dal principio fondamentale del giornalismo sull’imparzialità e obiettività dell’informazione e convinti che i media debbano riflettere punti di vista diversi, siamo certi troverete la possibilità di pubblicare la nostra risposta, che ci auguriamo possa aiutare a chiarire ai vostri lettori la realtà delle cose.
Rispettosamente,
Sergey Razov

CORONAVIRUS COVID-19: INIZIANO PICCOLE RIVOLTE AL SUD PER LA POVERTA’ DOVUTA AL DIVIETO DI USCIRE DI CASA E LAVORARE

 
CONTROINFORMAZIONE.INFO
 
27 MARZO 2020

INIZIANO LE PRIME FIAMMATE DI RIVOLTE POPOLARI AL SUD

di Luciano Lago

Lo stato d’assedio imposto con le misure per prevenire la pandemia del coronavirus inizia a determinare i primi focolai di rivolta fra le masse popolari delle persone e delle famiglie che, vivendo alla giornata e non disponendo di risparmi, non hanno il denaro per fare la spesa tutti i giorni e provvedere alle proprie necessità e a quelle dei loro figli.
Non era difficile da prevedere che questa è una situazione diffusa soprattutto nelle grandi aree urbane del sud, come Napoli, Palermo e non solo in quelle.

Tuttavia lo scollamento del governo dai problemi reali del paese inizia ad emergere e, come alcuni vaticinavano, la cura potrebbe essere peggiore della malattia tanto che, l’effetto di varie settimane di blocco totale dell’economia, potrebbe determinare rivolte sociali con assalto ai supermercati e barricate in mezzo alla strada.
Uno scenario molto concreto visto che , con negozi e mercati chiusi, piccole imprese, dai ristoranti alle attività turistiche, come tutto l’indotto che gira attorno a queste, ci sarà non solo un tracollo di questa economia di sopravvivenza ma soprattutto saranno gettate nella disperazione decine di migliaia di famiglie che non avranno di che sopravvivere e presto la disperazione si tramuterà in rabbia.
Una brutta situazione considerando che buona parte della gente non ha la possibilità di aspettare i tempi della burocrazia per ricevere dei sussidi che non si sa se e quando arriveranno e tanto meno attendere le decisioni dell’Unione Europea che, anche stavolta, ha dimostrato la sua propensione allo strozzinaggio piuttosto che alla solidarietà strombazzata dalla propaganda dei suoi sostenitori.

A Palermo iniziano ad accadere fatti significativi che dimostrano come il clima si stia surriscaldando.

E’ successo che una ventina di persone, dopo essersi contattate a vicenda sui social, hanno assaltato un supermercato in viale Regione siciliana.
In pratica le persone sono entrate, hanno riempito i carrelli di generi alimentari e, una volta alle casse, circa 20 persone hanno cercato di forzarle al grido di “Non abbiamo soldi, non vogliamo pagare”.

http://www.palermotoday.it/cronaca/tensione-ressa-supermercato-lidl-spesa-senza-pagare.html

Naturalmente gli addetti del market hanno chiamato poi polizia e carabinieri, mentre all’esterno tra la gente in fila, a distanza di un metro, come impongono le regole anti Covid-19, è scoppiato il panico.
In questo caso, grazie all’intervento della polizia, tutto alla fine, sembra rientrato ma la tensione resta palpabile ed un momento di panico c’è stato.
Circola la paura fra la gente, la paura di non avere i soldi per sopravvivere, una sensazione che ormai sembra dilagare anche su Facebook dove in molti ormai inneggiano alle rivolte tipo gilet gialli e si scrivono post di incitamento alla rivolta.

 
Tentativo di spesa gratis. Interviene Polizia a Palermo
Non è un caso che i primi focolai di rivolta si sviluppino a Palermo, dato il fatto che, come molti sanno ma il governo ignora, l’economia in nero è la tipica forma di sopravvivenza per una gran parte della gente e diventa impossibile lavorare alla giornata e sopravvivere rimanendo bloccati in casa.
Dopo Palermo la stessa situazione potrebbe diffondersi a Napoli e dintorni ma il governo Conte, Di Maio, Gualtieri trascura forse queste situazioni del Mezzogiorno e pensa ad emettere nuovi decreti e nuovi (ennesimi) moduli di autocertificazione.

Tuttavia la fame non si autocertifica e determina una rabbia che potrebbe spingere anche a gesti estremi.

CONTINUA NELLA PAGINA
 

marzo 17, 2020

DIEGO FUSARO: Tutto confermato: piano segreto, pronti 7000 militari per timore di rivolte al sud

Filed under: ATTUALITA', italia, proteste — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 6:10 am

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CORONAVIRUS COVID-19 EMERGENZA IN ITALIA: UN PIANO SEGRETO PER FERMARE POSSIBILI PROTESTE AL SUD

Filed under: ATTUALITA', italia, proteste — Tag:, , , , — mirabilissimo100 @ 6:03 am

 
IL GIORNALE.IT
 
15  MARZO 2020
FAUSTO BILOSLAVO

Meridione, piano segreto Già pronti 7mila militari

L’Italia attende un boom dei contagi spinto dal Sud. Timori di disordini fomentati dalla malavita

Nei prossimi giorni il virus rischia di espandersi al Sud e l’esercito è pronto ad intervenire con circa 7mila uomini in più, «in stato di prontezza», su tutto il territorio a livello regionale.

Non solo per arginare l’epidemia, in appoggio alle forze dell’ordine, ma anche per mantenere l’ordine pubblico su richiesta dei prefetti.

Il virus potrebbe contagiare un totale di 92mila persone, secondo le stime governative. E provocare «una situazione estremamente grave per quanto riguarda l’ordine pubblico», come è stato evidenziato nella riunione del 9 marzo del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza con il premier Giuseppe Conte. Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha prospettato scenari gravi «in prospettiva delle limitazioni alle libertà individuali, delle difficoltà economiche e degli sviluppi negativi dell’epidemia, come il collasso del sistema di assistenza». Soprattutto al Sud, dove si prevede un aumento dei contagiati.

«Le zone a rischio virus e disordini sono le grandi città come Bari, Napoli, Caserta. Basta analizzare la densità di abitante per chilometro quadrato», spiega una fonte del Giornale in prima linea. Al Sud la criminalità organizzata potrebbe fomentare rivolte e anche i migranti potrebbero essere un fattore destabilizzante se la situazione peggiorasse mandando in tilt il sistema. Per non parlare della bomba-carceri, dove le rivolte sono rientrate, ma possono riesplodere da un momento all’altro.

Le stime governative indicano un totale di 92mila contagiati, oltre il dato cinese. E ben 390mila persone potrebbero subire la quarantena. Il picco nazionale dovrebbe registrarsi la prossima settimana attorno al 18 marzo con 4500 contagiati in un solo giorno, quasi il doppio rispetto ad oggi. L’epidemia dovrebbe concludersi attorno a fine aprile.

La «bomba atomica» del virus rischia di esplodere nel Mezzogiorno, come hanno affermato i deputati siciliani di Forza Italia Stefania Prestigiacomo, Giusi Bartolozzi, Nino Germanà, Francesco Scoma e Matilde Siracusano. «Sicilia, Calabria, Puglia, Campania non hanno strutture sanitarie adeguate per contrastare un picco dei contagi», denunciano i parlamentari azzurri.

Le migliaia di persone fuggite da Milano e dal Nord nell’ultima settimana sono il campanello d’allarme. «Per colpa del governo che non ha dato l’ordine all’esercito e alle forze dell’ordine di fermare l’esodo», spiega una fonte militare. Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha scritto su Facebook, bacchettando i corregionali di ritorno: «State portando tanti altri focolai di contagio che avremmo potuto evitare». Dal 12 marzo si sono auto segnalate 3mila persone in Puglia e dal 29 febbraio sono rientrati in 16.545, senza tener conto di chi fa il furbo. In Puglia si registrano 166 contagiati, ma è solo l’inizio.

Contro gli esodi irresponsabili si è scagliato anche il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che ha 272 contagiati con impennate di 40 al giorno. La Sardegna si è chiusa a riccio, ma sono rientrati soprattutto dal Nord Italia in 13.300. Nel Lazio si registra un aumento quotidiano dei contagiati del 20-25 per cento.

In vista del peggio l’esercito, oltre ai 7mila uomini di Strade sicure ne ha mobilitati altrettanti «su base regionale con un piano di dispiegamento che varia dalle 24 alle 150 ore». In un giorno può essere montato ovunque un ospedale da campo Role 2 plus, a moduli, compresa la terapia intensiva. Se la situazione degenerasse in una città di mare come Napoli la Marina ha a disposizione una nave con funzioni da ospedale. Al momento sono già impiegati per la lotta al virus una settantina di medici militari, ma le forze armate possono arrivare a 200-300. Non è un caso che in Campania sono già numerose le richieste dei sindaci per pattuglie delle forze dell’ordine e dell’esercito contro l’epidemia.

CONTINUA NELLA PAGINA

https://www.ilgiornale.it/news/politica/meridione-piano-segreto-gi-pronti-7mila-militari-1840949.html

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SULLO STESSO ARGOMENTO VEDI  IL VIDEO DI DIEGO FUSARO

Tutto confermato: piano segreto, pronti 7000 militari per timore di rivolte al sud

 

febbraio 9, 2020

INVASIONE CONTINUA VOLUTA DAL GOVERNO E CONSEGUENZE NEGATIVE-9 02 2020


 
DA STOP CENSURA.INFO
 

BRINDISI, IMMIGRATI INCENDIANO UN ALTRO CENTRO DI ACCOGLIENZA: A FUOCO I MATERASSI, TRE INTOSSICATI

https://stopcensura.info/brindisi-immigrati-incendiano-un-altro-centro-di-accoglienza-a-fuoco-i-materassi-tre-intossicati/
 
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ONG, NAVE AITA MARI PRELEVA 80 CLANDESTINI: PRONTA A SBARCARE IN ITALIA

https://stopcensura.info/ong-nave-aita-mari-preleva-80-clandestini-pronta-a-sbarcare-in-italia/
 
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MIGRANTI, L’UE VUOLE UN ALTRO MILIARDO DI EURO DALL’ITALIA PER FINANZIARE LE ONG

https://stopcensura.info/migranti-lue-vuole-un-altro-miliardo-di-euro-dallitalia-per-finanziare-le-ong/
 
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PROFUGHI ESIGONO I PASTI IN HOTEL: “BASTA SPOSTARCI PER ANDARE A MENSA” (VIDEO)

https://stopcensura.info/profughi-esigono-i-pasti-in-hotel-basta-spostarci-per-andare-a-mensa-video/
 
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VOX NEWS.INFO: ULTIME NOTIZIE 9 02 2020

 
CONTINUA NELLA PAGINA
 
https://voxnews.info/2020/02/09/litalia-chiede-piu-immigrati-alla-libia-%e2%80%8bpiu-garanzie-per-i-clandestini/

gennaio 25, 2020

IRAQ: A BAGHDAD OLTRE UN MILIONE DI PARTECIPANTI ALLA MARCIA CONTRO GLI USA

Filed under: iraq, proteste, usa — Tag:, , , , , , — mirabilissimo100 @ 8:17 am

 
 
CONTROINFORMAZIONE.INFO
 
24 GENNAIO 2020
 

I media di tutto il mondo fanno eco alle marce di milioni di persone svoltesi in tutto l’Iraq contro l’occupazione americana.

La catena britannica BBC ha affermato che grandi folle sono scese per le strade di Baghdad (capitale irachena), per chiedere alle forze statunitensi di lasciare il paese arabo. I manifestanti hanno iniziato a incontrarsi nel centro di Baghdad all’inizio di questo venerdì e ore dopo l’area era piena di gente, scrive.

Iraq: già oltre un milione di partecipanti alla marcia contro gli Stati Uniti
Il quotidiano americano The New York Times , a sua volta, osserva che la manifestazione si è svolta nel mezzo di un sentimento anti-americano più grande. dopo un attacco americano con droni all’inizio di questo mese a Baghdad (capitale irachena), in cui era caduto il tenente comandante del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (CGRI) dell’Iran, il tenente Generale Qasem Soleimani.

Intorno alla piazza Al-Hurriyah di Baghdad, le strade erano un mare di nero, bianco e rosso (i colori della bandiera irachena) mentre i manifestanti si aggrappavano alle bandiere irachene e portavano sudari sulle spalle per evocare i morti del paese arabo, secondo il quotidiano americano The Washington Post .

Come spiegato dall’agenzia di stampa francese AFP , fin dalle prime ore di questo venerdì, gli iracheni hanno cantato gli slogan di “Fuori, all’occupante” e “Sì alla sovranità” mentre volavano bandiere irachene.

A sua volta, la catena americana ABC indica che, sventolando bandiere nazionali e striscioni che denunciano il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, gli iracheni hanno marciato pacificamente per chiedere l’espulsione delle truppe statunitensi dal loro paese.

 
Militari USA nella base distrutta

“No, no agli Stati Uniti”: i manifestanti iracheni chiedono l’espulsione delle truppe statunitensi, il titolo dell’agenzia di stampa britannica Reuters , che ha citato le dichiarazioni di Raed Abu Zahra, uno dei manifestanti, afferma: “Vogliamo l’espulsione di tutti: gli Stati Uniti, Israele e politici corrotti nel governo . “

La catena libanese Al-Mayadeen annuncia che il messaggio della marcia di massa del popolo iracheno è che i gruppi di resistenza hanno una base popolare e che le fazioni parlamentari continueranno a lavorare per eseguire la decisione di espellere gli americani.
Soltanto in Italia l’evento è stato quasi totalmente ignorato dalle principali Tv e media.
Nel frattempo il Pentagono ha riconosciuto il numero di feriti americani per conseguenza dell’attacco missilistico iraniano
Il portavoce del Pentagono ha confermato che 34 dei suoi militari hanno subito lesioni cerebrali a seguito degli attacchi di rappresaglia dell’Iran contro le basi statunitensi in Iraq.

“Ad un totale di 34 membri sono stati diagnosticati traumi cronici e lesioni ” , ha annunciato il portavoce del Dipartimento della Difesa (Pentagono) Jonathan Rath Hoffman, venerdì, durante una conferenza stampa.

Secondo il portavoce, otto soldati feriti, che erano stati precedentemente trasferiti in strutture statunitensi in Germania, sono già negli Stati Uniti, “dove continueranno a ricevere cure “.

Inoltre, ha precisato che altri nove sono sottoposti a valutazione e trattamento in Germania, uno è ricoverato in ospedale in Kuwait, mentre il resto è tornato alle basi statunitensi. in Iraq, ma rimangono ancora sotto l’osservazione dei medici.

Il nuovo rapporto del Pentagono, ha aumentato il numero di feriti, mette in discussione le informazioni precedentemente fornite dall’esercito americano, secondo cui 11 soldati erano stati feriti nell’attacco lanciato l’8 gennaio dal Corpo dei Guardiani della rivoluzione islamica (CGRI) dell’Iran contro due basi statunitensi in Iraq, tra cui l’aeroporto strategico Ain Al-Asad.
In un primo tempo il presidente Trump aveva negato che ci fossero state vittime e feriti fra le truppe USA nella base attaccata.

https://www.hispantv.com/noticias/ee-uu-/447704/iran-ataque-misiles-bases-irak

Fonte: Hispan Tv

Traduzione: Luciano Lago

CONTINUA NELLA PAGINA

https://www.controinformazione.info/i-media-internazionali-fanno-eco-alle-marce-anti-americane-in-iraq/

UNA FOLLA DI UN MILIONE DI PERSONE A BAGHDAD PER CHIEDERE LA FINE DELL’OCCUPAZIONE USA NEL PAESE

Filed under: iraq, proteste, usa — Tag:, , , , , , , , , — mirabilissimo100 @ 8:12 am

 
 
CONTROINFORMAZIONE.INFO
 
24 GENNAIO 2020
 
A Baghdad questa mattina milioni di persone marciano nelle strade per richiedere la fine dell’occupazione americana nel paese.
 

Grandi folle si sono radunate nella capitale irachena Baghdad per denunciare la presenza militare degli Stati Uniti nel paese dopo l’assassinio del Tenente Generale Qassem Soleimani e Abu Mahdi al-Muhandis, che era il secondo comando delle PMU irachene, avvenuto presso l’aeroporto di Baghdad in precedenza il 3 di Gennaio.

La rete di notizie irachena al-Ahd ha riferito venerdì che gli iracheni di “tutte le province del paese” si sono radunati in città.

I manifestanti sono stati visti portare striscioni e cantare slogan che chiedevano l’espulsione delle forze statunitensi.
Si prevede che i manifestanti si riuniranno all’incrocio dell’Università di Baghdad nel quartiere di Jadriyah.

Secondo Reuters, prima della fine di giovedì pomeriggio, erano stati installati nuovi posti di blocco in tutta la capitale in previsione del grande raduno.

Anche gli iracheni nella città di Karbala, a sud di Baghdad, sono stati visti salire sugli autobus diretti verso la capitale.

La manifestazione arriva dopo che l’influente religioso sciita iracheno Muqtada al-Sadr ha invitato gli iracheni a mettere in scena “una manifestazione unilaterale, pacifica e unificata per condannare la presenza americana e le sue violazioni” la scorsa settimana.

Il 5 gennaio, il parlamento iracheno ha votato in modo schiacciante a favore di una risoluzione che chiedeva l’espulsione di tutte le forze a guida statunitense nel paese due giorni dopo che Washington aveva assassinato Soleimani e Muhandis.
Parlando giovedì in vista dei raduni previsti, Sadr ha invitato gli iracheni a mobilitarsi e difendere l’indipendenza e la sovranità del paese.

Enorme folla manifesta a Baghdad contro gli USA

“Oh donne, uomini e giovani del paese, è giunto il momento di difendere il paese, la sua sovranità e dipendenza”, ha detto Sadr in un tweet.”Spargi la voce di un futuro Iraq indipendente che sarà governato dai giusti; un Iraq che non conoscerà la corruzione o l’aggressione”, ha aggiunto, invitando gli iracheni ad espellere i “tiranni”.

Vari gruppi di resistenza irachena affiliati alle “”Popular Mobilization Unit (PMU) del paese hanno anche sostenuto la manifestazione anti-americana.

Le forze statunitensi subiranno pesanti sconfitte se si rifiutano di lasciare l’Iraq: ha dichiarato il portavoce del gruppo delle Hashd Sha’abi (forze sciite).

Un gruppo iracheno delle PMU afferma che è pronto a causare gravi perdite alle forze militari statunitensi se queste si rifiutano di ritirarsi dal paese.
Parlando con il canale televisivo libanese al-Mayadeen, Jaafar al-Husseini, portavoce del gruppo di resistenza Kata’ib Hezbollah, affiliato alla PMU, ha affermato che “altri mezzi” saranno usati contro gli americani se non lasceranno l’Iraq.

Il portavoce ha aggiunto che la presenza americana ha portato alla corruzione e all’instabilità nel paese.

In un’intervista con l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, Firas al-Yasser, membro dell’ufficio politico del movimento Harakat Hezbollah al-Nujaba, ha anche affermato che le manifestazioni di oggi hanno segnato “un nuovo capitolo” nelle relazioni del paese con gli Stati Uniti.

Questi ha aggiunto che i gruppi di resistenza irachena sostengono la posizione della leadership religiosa del paese, che non tollera la “teoria della dipendenza e dell’umiliazione” di Washington contro l’Iraq.

“Crediamo di aver raggiunto l’ora zero affrontando gli Stati Uniti”, ha detto.

Muqtada al-Sadr il massimo leader religioso irachenoYasser ha aggiunto che l’attacco missilistico dell’Iran alla base di Ain al-Assad nella provincia irachena occidentale di Anbar all’inizio di questo mese è stato un “preludio” all’espulsione delle forze statunitensi dal paese.
Qais al-Khazali, leader di Asa’ib Ahl al-Haq, che fa parte del PMU, ha descritto i raduni di venerdì come una “seconda rivoluzione” un secolo dopo la Grande rivoluzione irachena del 1920.

Gli iracheni avevano organizzato allora manifestazioni di massa contro le forze britanniche che all’epoca avevano occupato l’Iraq.

Nota: La massiccia mobilitazione di oggi a Baghdad è destinata a fornire a Washington il segnale che la popolazione irachena non tollererà più a lungo la presenza delle truppe occupanti statunitensi. Questo significa che , se ci sarà un rifiuto da parte di Washington ad abbandonare il paese, allora inizierà una attività di resistenza e di guerriglia che obbligherà gli USA a prendere una decisione in merito. Il piano americano di dividere l’Iraq in più entità, appoggiandosi ai secessionisti curdi o alle attività terroristiche dell’ISIS per giustificare la propria presenza, è già fallito e non è più sostenibile. Se Washington dovesse decidere di restare comunque, allora dovrebbe inviare centinaia di migliaia dei suoi militari per controllare il paese e rassegnarsi ad un lungo e logorante conflitto. Non sembra che questa sia però una soluzione praticabile nell’anno delle elezioni presidenziali americane.

Fonte: Press TV

Traduzione e nota: Luciano Lago

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LIVE: ‘Million-man march’ against US presence in Baghdad

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