Mirabilissimo100’s Weblog

maggio 31, 2019

LA SANTA VERGINE MARIA BESTEMMIATA DAI TEOLOGI DI FRIBURGO

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 1:03 am

CHIEDIAMO SCUSA AI GENTILI LETTORI PER LA PUBBLICAZIONE DI QUESTA IMMAGINE ULTRABLASFEMA MA LO FACCIAMO PER LOTTARE CONTRO QUESTA APOSTASIA TEDESCA

18 MAGGIO 2019GLORIA. TV

Chiesa tedesca svilisce Nostra Signora con striscione pornografico – Arcivescovo approva

I rappresentanti degli studenti di teologia cattolica all’Università di Friburgo (Germania) mostra uno striscione pornografico sulla facciata della chiesa dell’università.

Questa dipinge Nostra Signora come una vagina chiamata “Maria Vulva”. “Vulva” è il termine medico per l’interezza degli organi sessuali esterni principali dei mammiferi femmina. Don Eberhard Schockenhoff, rettore della chiesa dell’università, ha approvato lo striscione.L’arcivescovo di Friburgo, Stephan Burger, ha sostenuto questo svilimento con il suo portavoce. In una e-mail ipocrita, ha fatto appello perché la critica mostri “comprensione e tolleranza” per l’insulto, per rendere “una discussione sui contenuti” possibile e per evitare ulteriori “escalation”.

I rappresentanti degli studenti hanno difeso lo striscione su Facebook (17 maggio), affermando che lucidità si concentra sulla “femminilità” di Nostra Signora.

Secondo loro, l’immagine evita di mostrare la “Madre di Dio” come “umile e obbediente”, mostrando invece coraggio e forza da “femminista”. Utilizzano il termine “femminista” come sinonimo di “indecente”.I responsabili, futuri impiegati della Chiesa, supportano uno “sciopero della chiesa”attualmente organizzato da gruppi anticlericali.

https://gloria.tv/article/MJciBcdDzJcD4rYcuyVCihRCE

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12 MAGGIO

GLORIA.TV 

Non è uno scherzo: vescovi tedeschi sostengono appello per boicottare la Santa Messa

Il gruppo di azione tedesco Maria 2.0 ha fatto appello a “tutte le donne” perché boicottino la Santa Messa e non entrino in una chiesa Cattolica dall’11 maggio al 18 maggio.

Maria 2.0 è un gruppo di signore oltre i 65 anni che chiedono l’ordinazione delle donne, sacerdoti sposati e immoralità sessuali.L’iniziativa è supportata dall’oligarchia mediatica e dai vescovi tedeschi, il cui sito katholisch.de ha pubblicato diversi articoli di propaganda sulla questione. Diocesi e parrocchie celebrano la campagna nei loro bollettini e sui social media.

Il vice presidente dei vescovi, il vescovo pro-gay di Osnabrück, Bode, ha definito l’iniziativa “buona”. Frauenseelsorge.de, una pagina in rete che appartiene ai vescovi, ha pubblicato un articolo di propaganda in favore di questa pagliacciata.

https://gloria.tv/article/1hvmNXEz9HPb2X6aekXyDtBNg

“SU RE” UN FILM DI ODIO VERSO GESU’ IN COLLABORAZIONE CON LA CHIESA CATTOLICA-CONFUTAZIONE

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 12:46 am

GESU’ RECITATO DA FIORENZU MATTU

FILM PRODOTTO IN COLLABORAZIONE CON LA CHIESA CATTOLICA E CON I FINANZIAMENTI PUBBLICI

LA CHIESA CATTOLICA TRADITRICE DI GESU’ E DEL VANGELO SEMPRE PIU’!

REALIZZATO CON LA CONSULENZA PONTIFICIA FACOLTÀ TEOLOGICA DELLA SARDEGNA, IN COLLABORAZIONE CON TEATRO LIRICO DI CAGLIARI, COL CONTRIBUTO AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI CAGLIARI, E ALTRE AMMINISTRAZIONI LOCALI

IL REGISTA DEL FILM GIOVANNI COLUMBU

Regia: Giovanni Columbu

Uscita 2012

Durata: 80′;

Attori: Fiorenzo  Mattu  è Gesù, Pietrina Menneas  è Maria, Tonino Murgia è  Caifa, Paolo Pillonca è Pilato, Antonio Forma è Giuda, Luca Todde è Pietro, Giovanni Frau è Giovanni, Bruno Petretto è Giuseppe di Arimatea, Ignazio Pani è Ladrone, Carlo Sannais  è Ladrone.

Girato in lingua sarda con sottotitoli in italiano,  Film recitato da attori non professionisti in una zona rocciosa della Sardegna. Viene rappresentata la Passione di Gesù che in genere si fa in molte parrocchie durante la settimana santa.

Il Gesù di Columbu è quanto di più lontano dall’iconografia classica: è un Cristo brutto e deforme. E forse anche per questo la comunità si accanisce contro di lui: perché una persona così osa proclamarsi Figlio di Dio. Uno scandalo intollerabile.

Con il film   di Columbu  la passione di Cristo assume risvolti inaspettati, il racconto così articolato fa spavento. Col risultato che a sconvolgerci più di tutto è la violenza esercitata su di un uomo mite davanti agli occhi compiaciuti e complici della comunità. Esattamente come succede ancora troppe volte nei nostri paesi, dove si uccide per futili motivi, dove si uccide per una parola di troppo, magari al termine di processi sommari simili a quello celebrato dal sinedrio. E chi sa, tace. Anche i sardi hanno ucciso Gesù.Appare come un uomo come tanti,Gesù, dunque, uomo come tanti che viene schernito, ferito e insultato dalla folla, sino alla morte di stenti sulla croce. Un calvario raccontato con molta crudeltà e violenza.

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“SU RE” UN FILM DI ODIO VERSO GESU’ IL QUALE VIENE TRATTATO SENZA RISPETTO PER LA SUA PERSONA SANTA E DIVINA. GESU’ VIENE RAPPRESENTATO BRUTTUSSIMO, SCURO DI PELLE, GRASSO E CICCIONE, BASSO E PELOSO, CON UN VISO DEFORME DAGLI OCCHI  STRABICIA GESU’ PIACE COME E’ STATO RAPPRESENTATO? CERTAMENTE NO, LUI E’ DIO ED E’ L’UOMO PIU’ BELLO DEL MONDO L’UNICO IN ETERNO.POTEVA PASSARE UN GESU’ NON BELLO, MA NON DEFORME, PER OGNI BESTEMMIA SAREMO GIUDICATI.PER RAPPRESENTARE GESU’ MOSTRUOSO COSIì BOSOGNA ODIARLO, CHI L’AMA HA RISPETTO E NON L’OLTRAGGIA IN TAL MODO.

IL REGISTA GIOVANNI COLUMBO VORREBBE ESSRE RAPPRESENTATO LUI COSI’ O UN SUO FAMIGLIARE’  CERTAMENTE NO!IL REGISTA GIOVANNI COLUMBU SI GIUSTIFICA DICENDO CHE HA VOLUTO RAPPRESENTARE GESU’ SECONDO LA PROFEZIA DI ISAIA

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CONFUTAZIONE

Isaia 52,13-53,12

52,13 Ecco, il mio servo avrà successo,
sarà onorato, esaltato e molto innalzato.
14 Come molti si stupirono di lui
– tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto
e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo –
15 così si meraviglieranno di lui molte genti;
i re davanti a lui si chiuderanno la bocca,
poiché vedranno un fatto mai ad essi raccontato
e comprenderanno ciò che mai avevano udito.

53,1 Chi avrebbe creduto alla nostra rivelazione?
A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore?
2 È cresciuto come un virgulto davanti a lui
e come una radice in terra arida.
Non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per provare in lui diletto.
3 Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia,
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
4 Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
5 Egli è stato trafitto per i nostri delitti,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
6 Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l’iniquità di noi tutti.
7 Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.
8 Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo;
chi si affligge per la sua sorte?
Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi,
per l’iniquità del mio popolo fu percosso a morte.
9 Gli si diede sepoltura con gli empi,
con il ricco fu il suo tumulo,
sebbene non avesse commesso violenza
né vi fosse inganno nella sua bocca.
10 Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.
Quando offrirà se stesso in espiazione,
vedrà una discendenza, vivrà a lungo,
si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.
11 Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce
e si sazierà della sua conoscenza;
il giusto mio servo giustificherà molti,
egli si addosserà la loro iniquità.
12 Perciò io gli darò in premio le moltitudini,
dei potenti egli farà bottino,
perché ha consegnato se stesso alla morte
ed è stato annoverato fra gli empi,
mentre egli portava il peccato di molti
e intercedeva per i peccatori.

UN’ERRATA INTERPRETAZIONE DEL PASSO D’ISAIA CHE SI RIFERISCE ALLA PASSIONE E NON ALL’ASPETTO FISICO

Il passo d’Isaia si riferisce a Gesù flagellato e coronato di spine che porta la croce al Calvario dove viene crocifisso,e il passo non si riferisce all’aspetto fisico di Gesù, il quale come testimonia la Sacra Sindone era bellissimo e perfetto.


IL TELO SINDONICO


IL CORPO DI GESU’ RIPRODOTTO DALLA SINDONE


IL VOLTO SINDONICO


IL VOLTO DI GESU’ IN BASE ALLE IMMAGINE SINDONICHE

LA SINDONE

Secondo quanti ritengono che la Sindone di Torino sia l’autentico lenzuolo funebre di Gesù, il suo aspetto sarebbe fedelmente riportato nella particolareggiata umana impressa sul telo: essa ci mostra un uomo muscoloso, di statura medio-alta, con i capelli lunghi e la barba. Questa è anche l’immagine con cui Gesù viene tradizionalmente rappresentato.Per quello che ho visto, era un uomo perfetto. Maestoso nel portamento, forte, bello e prestante nelle membra; severo e grave nell’aspetto che i patimenti non avevano devastato. Era alto almeno un metro e 80 centimetri. Cranio capace; la faccia alquanto allungata, la fronte vasta e diritta; il naso rettilineo, lievemente rivolto in basso, con zigomi grandi e un poco sporgenti. Era armonioso nelle linee del tronco e degli arti e proporzionato, in modo scultoreo, sia nella lunghezza come nella larghezza: un uomo pieno di forza e di virilità.


UN ICONA ORTODOSSA RITRAE IL MANDYLION


IL MANDALYON ERA SICURAMENTE LA SINDONE
Il mandylion (greco “μανδύλιον”, in arabo: ﻣﻨﺪﻳﻞ‎, mandīl, lett. “panno, fazzoletto”) o immagine di Edessa era un telo, venerato dalle comunità cristiane orientali, sul quale era raffigurato il volto di Gesù. L’immagine era ritenuta di origine miracolosa ed era quindi detta acheropita, cioè “non fatta da mano umana”.
Il mandylion era conservato inizialmente a Edessa di Mesopotamia (oggi Urfa, in Turchia). Nel X secolo fu traslato a Costantinopoli. Se ne persero le tracce nel 1204, quando la città fu saccheggiata nel corso della Quarta crociata. Alcuni studiosi ritengono che esso fosse lo stesso telo noto oggi come Sindone di Torino.
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L’ASPETTO DI GESU’

Non ci molte notizie sull’aspetto fisico di Gesù nel Nuovo Testamento, e altri documenti d’epoca.

DAL NUOVO TESTAMENTO GESU’ RISULTA ESSERE BELLO

GESU’ CRESCEVA IN SAPIENZA ETA’ E GRAZIA

Luca 2:39-40;39 Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret. 40 Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.

Luca 2:51-52; Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. 52 E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

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LA BELLEZZA DIVINA DI GESU’ SVELATA NELLA TRASFIGURAZIONE

Matteo 17,1-91 Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. 2 E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. 3 Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. 4 Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: «Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». 5 Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo». 6 All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. 7 Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: «Alzatevi e non temete». 8 Sollevando gli occhi non videro più nessuno, se non Gesù solo.9 E mentre discendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, finché il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

GESU’ ESSENDO IL FIGLIO DI DIO AVEVA ANCHE UN ASPETTO MAESTOSO E DIVINO

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Cristo Pantocratore, XI secolo, cupola, Santa Sofia, Istanbul 

PER SANT’AGOSTINO GESU’ ERA TUTTO BELEZZA

Si domanda sant’Agostino riguardo a Gesù Cristo: «Perché anche nella croce aveva bellezza? Perché la follia di Dio è più sapiente degli uomini; e la debolezza di Dio è più forte degli uomini;Bello è Dio, Verbo presso Dio; bello nel seno della Vergine, dove non perdette la divinità e assunse l’umanità; bello il Verbo nato fanciullo […]. È bello dunque in cielo, bello in terra; bello nel seno, bello nelle braccia dei genitori: bello nei miracoli, bello nei supplizi; bello nell’invitare alla vita e bello nel riprenderla, bello nel non curarsi della morte, bello nell’abbandonare la vita e nel riprenderla; bello sulla croce, bello nel sepolcro, bello nel cielo.  Suprema e vera bellezza è la giustizia; non lo vedrai bello, se lo considererai ingiusto; se ovunque è giusto, ovunque è bello. Venga a noi per farsi contemplare dagli occhi dello spirito».

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UN AVVERTIMENTO A TUTTI I BLASFEMI CHE HANNO PRODOTTO E DIFFUSO IL FILM ” SU RE” DI GIOVANNI COLUMBU

Tutti dovremo un giorno comparire davanti al vero Signore  Gesù Cristo, 
 non davanti a quello partorito dall’immaginazione di Giovanni Columbu ma al Giudice di tutta la terra. 

Il nostro destino eterno dipende dal rapporto che avremo avuto con Lui. 

V.Giovanni3:36;

 “Chi crede nel Figlio ha vita eterna; chi invece rifiuta di credere 
al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui”Chi nega la divinità di Gesù è l’anticristo, quindi un dannato in eterno.Prima Lettera Giovani 2:22-23;Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. 

Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre. 

4: 2-3; Da questo potete riconoscere lo spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; 

ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo.Gesù ci ha avvertiti riguardo le bestemmie contro di Lui.

V. Matteo:12: 30-37;

30 Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde. 31 Perciò io vi dico: Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata. 32 A chiunque parlerà male del Figlio dell’uomo sarà perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro.
33 Se prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono; se prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l’albero. 34 Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? Poiché la bocca parla dalla pienezza del cuore. 35 L’uomo buono dal suo buon tesoro trae cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae cose cattive. 36 Ma io vi dico che di ogni parola infondata gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio; 37 poiché in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato».

Matteo 24: 11; Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti;

2Pietro 2: 1-3;

1 Ci sono stati anche falsi profeti tra il popolo, come pure ci saranno in mezzo a voi falsi maestri che introdurranno eresie perniciose, 

rinnegando il Signore che li ha riscattati e attirandosi una pronta rovina. 2 Molti seguiranno le loro dissolutezze e per colpa loro la via della verità sarà coperta di impropèri. 

Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole false; ma la loro condanna è già da tempo all’opera e la loro rovina è in agguato.

Non abbiamo bisogno di film e romanzi blasfemi su Gesù,

ma solo il Vangelo è verità salvifica!


San Paolo ci ha avvertiti.

Lettera a Galati:

1,8-9;


Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un 
vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema! 
 L’abbiamo gia detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un 
vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema!


N.B. Sia Anatema corrisponde, sia maletto e vada all’inferno

A CURA DEL CENTRO CONTRO L’APOSTASIA 

https://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/su-re-un-film-di-odio-verso-gesu-1

L’APOSTASIA DEGLI ULTIMI TEMPI: I FALSI PROFETI

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 12:23 am


MATTEO 7: 15-23;

7:15 “Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci.
7:16 Li riconoscerete dai loro frutti. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi?
7:17 Così, ogni albero buono fa frutti buoni, ma l’albero cattivo fa frutti cattivi.
7:18 Un albero buono non può fare frutti cattivi, né un albero cattivo far frutti buoni.
7:19 Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato e gettato nel fuoco.
7:20 Li riconoscerete dunque dai loro frutti.
7:21 “Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
7:22 Molti mi diranno in quel giorno: “Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demòni e fatto in nome tuo molte opere potenti?”
7:23 Allora dichiarerò loro: “Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!”

MATTEO 24: 3-25;

24:3 Mentre egli era seduto sul monte degli Ulivi, i discepoli gli si avvicinarono in disparte, dicendo: “Dicci, quando avverranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine dell’età presente?”
24:4 Gesù rispose loro: “Guardate che nessuno vi seduca.
24:5 Poiché molti verranno nel mio nome, dicendo: “Io sono il Cristo”. E ne sedurranno molti.
24:6 Voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, infatti bisogna che questo avvenga, ma non sarà ancora la fine.
24:7 Perché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi;
24:8 ma tutto questo non sarà che principio di dolori.
24:9 Allora vi abbandoneranno all’oppressione e vi uccideranno e sarete odiati da tutte le genti a motivo del mio nome.
24:10 Allora molti si svieranno, si tradiranno e si odieranno a vicenda.
24:11 Molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti.
24:12 Poiché l’iniquità aumenterà, l’amore dei più si raffredderà.
24:13 Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.
24:14 E questo vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; allora verrà la fine.
24:15 “Quando dunque vedrete l’abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta in luogo santo (chi legge faccia attenzione!),
24:16 allora quelli che saranno nella Giudea, fuggano ai monti;
24:17 chi sarà sulla terrazza non scenda per prendere quello che è in casa sua;
24:18 e chi sarà nel campo non torni indietro a prendere la sua veste.
24:19 Guai alle donne che saranno incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni!
24:20 Pregate che la vostra fuga non avvenga d’inverno né di sabato;
24:21 perché allora vi sarà una grande tribolazione, quale non v’è stata dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà.
24:22 Se quei giorni non fossero stati abbreviati, nessuno scamperebbe; ma, a motivo degli eletti, quei giorni saranno abbreviati.
24:23 Allora, se qualcuno vi dice: “Il Cristo è qui”, oppure: “È là”, non lo credete;
24:24 perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti.
24:25 Ecco, ve l’ho predetto.

ATTI 20: 29-32;

20:29 Io so che dopo la mia partenza si introdurranno fra di voi lupi rapaci, i quali non risparmieranno il gregge;
20:30 e anche tra voi stessi sorgeranno uomini che insegneranno cose perverse per trascinarsi dietro i discepoli.
20:31 Perciò vegliate, ricordandovi che per tre anni, notte e giorno, non ho cessato di ammonire ciascuno con lacrime.
20:32 E ora, vi affido a Dio e alla Parola della sua grazia, la quale può edificarvi e darvi l’eredità di tutti i santificati.

SECONDA LETTERA DI S.PIETRO 2: 1-3;

2:1 Però ci furono anche falsi profeti tra il popolo, come ci saranno anche tra di voi falsi dottori che introdurranno occultamente eresie di perdizione, e, rinnegando il Signore che li ha riscattati, si attireranno addosso una rovina immediata.
2:2 Molti li seguiranno nella loro dissolutezza; e a causa loro la via della verità sarà diffamata.
2:3 Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole false; ma la loro condanna già da tempo è all’opera e la loro rovina non si farà aspettare.

SECONDA LETTERA DI S.TIMOTEO 4: 1-5;

4:1 Ti scongiuro, davanti a Dio e a Cristo Gesù che deve giudicare i vivi e i morti, per la sua apparizione e il suo regno:
4:2 predica la parola, insisti in ogni occasione favorevole e sfavorevole, convinci, rimprovera, esorta con ogni tipo di insegnamento e pazienza.
4:3 Infatti verrà il tempo che non sopporteranno più la sana dottrina, ma, per prurito di udire, si cercheranno maestri in gran numero secondo le proprie voglie,
4:4 e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole.
4:5 Ma tu sii vigilante in ogni cosa, sopporta le sofferenze, svolgi il compito di evangelista, adempi fedelmente il tuo servizio.

SECONDA LETTERA AI TESSALONICESI 2: 1-17;

2:1 Ora, fratelli, circa la venuta del Signore nostro Gesù Cristo e il nostro incontro con lui, vi preghiamo
2:2 di non lasciarvi così presto sconvolgere la mente, né turbare sia da pretese ispirazioni, sia da discorsi, sia da qualche lettera data come nostra, come se il giorno del Signore fosse già presente.
2:3 Nessuno vi inganni in alcun modo; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e non sia stato manifestato l’uomo del peccato, il figlio della perdizione,
2:4 l’avversario, colui che s’innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando sé stesso e proclamandosi Dio.
2:5 Non vi ricordate che quand’ero ancora con voi vi dicevo queste cose?
2:6 Ora voi sapete ciò che lo trattiene affinché sia manifestato a suo tempo.
2:7 Infatti il mistero dell’empietà è già in atto, soltanto c’è chi ora lo trattiene, finché sia tolto di mezzo.
2:8 E allora sarà manifestato l’empio, che il Signore Gesù distruggerà con il soffio della sua bocca, e annienterà con l’apparizione della sua venuta.
2:9 La venuta di quell’empio avrà luogo, per l’azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi,
2:10 con ogni tipo d’inganno e d’iniquità a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all’amore della verità per essere salvati.
2:11 Perciò Dio manda loro una potenza d’errore perché credano alla menzogna;
2:12 affinché tutti quelli che non hanno creduto alla verità ma si sono compiaciuti nell’iniquità, siano giudicati.
2:13 Ma noi dobbiamo sempre ringraziare Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio fin dal principio vi ha eletti a salvezza mediante la santificazione nello Spirito e la fede nella verità.
2:14 A questo egli vi ha pure chiamati per mezzo del nostro vangelo, affinché otteniate la gloria del Signore nostro Gesù Cristo.
2:15 Così dunque, fratelli, state saldi e ritenete gli insegnamenti che vi abbiamo trasmessi sia con la parola, sia con una nostra lettera.
2:16 Ora lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio nostro Padre che ci ha amati e ci ha dato per la sua grazia una consolazione eterna e una buona speranza,
2:17 consoli i vostri cuori e vi confermi in ogni opera buona e in ogni buona parola.
Studio Biblico
Bibbia Nuova Versione Riveduta

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A CURA DI GLI INSEGNAMENTI DI GESU’

https://sites.google.com/site/gliinsegnamentidigesu/home/l-apostasia-degli-ultimi-tempi-i-falsi-profeti

LA GRANDE APOSTASIA

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 12:20 am

David J. Engelsma

(Da: The Standard Bearer, Volume  70 – n. 13)

Un altro segno della fine del mondo è l’apostasia. “Apostasia” è una parola greca che significa allontanamento. Trovate questa parola nel greco originale menzionata come segno della fine in II Tessalonicesi 2:3: “quel giorno (cioè, il giorno di Cristo, il giorno della seconda venuta di Cristo—DJE) non verrà se prima non sia venuta l’apostasia.” L’apostolo dice che il ritorno di Cristo sarà preceduto da un’apostasia.

L’apostasia è qualcosa che ha luogo all’interno delle chiese. Le persone che una volta conoscevano e confessavano la verità si allontanano da essa, chi una volta era vicino a Cristo si allontana da Lui.

Gesù ha predetto quest’apostasia in Matteo 24 in risposta alla domanda dei Suoi discepoli: “Quale sarà il segno della tua venuta, e della fine del mondo?” Anche se non troviamo la parola “apostasia,” questo è ciò di cui il Signore parlò ai versi 11-13:
E molti falsi profeti sorgeranno e inganneranno molti. E siccome l’iniquità abbonderà, l’amore di molti si raffredderà. Ma colui che persevererà fino alla fine, quello sarà salvato.

Anche il verso 24 parla di questo:Perchè sorgeranno falsi cristi, e falsi profeti, e mostreranno grandi segni e prodigi, tanto che, se fosse possibile, ingannerebbero perfino gli eletti.

La causa dell’apostasia, secondo Gesù, saranno i falsi profeti. Molti falsi profeti inganneranno molte persone, in modo che esse si allontanano dalla verità. La serietà dell’essere ingannati e dall’allontanarsi è indicata dalle parole di Gesù: “Ma colui che persevererà fino alla fine … sarà salvato.” L’implicazione è che coloro che sono ingannati non saranno salvati. I falsi profeti, quindi, sono una minaccia per la chiesa, per noi e i nostri figli. Era il proposito di Gesù quello di avvertirci in anticipo a riguardo dei falsi profeti per metterci in guardia contro questi astuti, distruttivi emissari del diavolo. Per scuoterci e farci vigilare, Gesù ha pronunciato le stupefacenti parole del verso 24: “Se fosse possibile ingannerebbero perfino gli eletti.” Quindi, la domanda è urgente: chi e cosa sono questi falsi profeti, e qual è la natura della loro opera?

Possiamo rispondere alla domanda: “Cos’è un falso profeta?” solo prima ponendoci e rispondendo ad un’altra domanda: “Cos’è un vero profeta?” Un profeta è un uomo mandato da Dio per pronunciare la Parola di Dio da parte di Dio. Due cose spiccano in un profeta: Dio lo manda, ed egli pronuncia la Parola di Dio. L’importanza dell’opera del profeta è che Dio la usa per salvare il Suo popolo. Perché il profeta porta la Parola di Dio, ed il contenuto di quella Parola è l’amore di Dio e la grazia nel Suo Figlio, Gesù Cristo, alla salvezza di chiunque crede. Attraverso quella Parola del profeta, Dio porta gli eletti alla fede in Gesù Cristo, per la quale fede sono salvati. Dio salva uomini per mezzo della verità! Dio salva uomini per mezzo della predicazione della verità! Romani 10:13-15 insegna questo: chiunque invoca Dio sarà salvato, ma nessuno invoca Dio a meno che creda in Dio, e nessuno può credere a meno che ha udito Dio, ma nessuno può udire senza un predicatore, o profeta.

Il Principale Profeta ed Insegnante è Gesù Cristo Stesso. Egli è il grande Servo di Dio mandato nel mondo per rivelarci pienamente il consiglio di Dio concernente la nostra redenzione. Egli è Colui che in ogni epoca rivela la verità nei cuori e menti del popolo di Dio. E’ Cristo Gesù che oggi dà alla chiesa pastori ed insegnanti (Efesini 4:11), ed è Lui che parla nella loro predicazione, così che gli eletti di Dio odono Gesù Cristo e sono istruiti da Gesù Cristo (Efesini 4:21).

In questa luce, possiamo comprendere cosa sono i falsi profeti. Essi sono predicatori ed insegnanti che dicono di essere mandati da Dio ma non lo sono. Essi sono falsi per quanto riguarda la loro origine e le loro credenziali. Esteriormente appaiono pii e religiosi. Per questa ragione Paolo in II Corinzi 11:13, 15 fa riferimento a loro come persone che “trasformano se stessi in apostoli di Cristo” e “ministri di luce” (v. 14). In Matteo 7:15 Gesù notò la loro ingannevole e falsa apparenza quando li chiamò lupi in vesti di pecora. Il fatto è che essi sono mandati dal diavolo, e, quindi, Paolo li chiama ministri di Satana in II Corinzi 11:15.

Questi profeti e predicatori sono falsi anche per quanto riguarda il loro messaggio, o parola. Essa non è la verità, ma la menzogna, anche se essi la annunciano come il vangelo. Essi reclamano di insegnare la verità. Essi vengono con le loro Bibbie in mano e citano testi da ogni parte. Ma essi corrompono ed adulterano la verità, e pervertono il vangelo.

Dunque, i falsi profeti ingannano molti. Molti sono ingannati dalla loro apparenza e dal loro messaggio. Il lupo è benvenuto nel gregge come una pecora, e lì egli divora prontamente le anime degli uomini.

La presenza di falsi profeti non è una cosa nuova alla fine delle epoche. I falsi profeti hanno piagato la chiesa durante tutto il periodo dell’Antico Testamento. Si pensi alla loro opposizione a Geremia. Essi furono in larga parte responsabili del declino spirituale di Giuda che risultò nella distruzione di Gerusalemme e nella cattività Babilonese. I falsi profeti sorsero all’interno della chiesa del Nuovo Testamento poco dopo i periodi apostolici e ingannarono molti. Infatti gli apostoli stessi dovettero opporre gli Gnostici, che negavano che Gesù Cristo era venuto nella carne, come mostra I Giovanni. Poi apparvero gli Ariani, che negavano che Gesù è Dio. Vi era anche il falso profeta Pelagio, che negava che l’uomo è per natura totalmente depravato e che insegnava che la salvezza dell’uomo dipende dall’uomo stesso. Vi è stata una continua successione di falsi profeti nel mondo, che hanno operato nella sfera della chiesa, dal tempo in cui il padre delle menzogne, quell’antico ingannatore, il diavolo, ha contraddetto la Parola di Dio nel Giardino di Eden. Ma essi aumentano man mano che la fine si avvicina. Alla fine, dice Cristo, i falsi profeti saranno una moltitudine, ed essi inganneranno molti. Culminando nel falso profeta dell’Anticristo, essi inganneranno il mondo intero, eccetto coloro i cui nomi sono scritti nel libro della vita dell’Agnello (Apocalisse 13).

L’attitudine di Gesù e di tutta la Scrittura nei confronti del falso profeta è abbastanza differente dalla tolleranza religiosa così caldamente lodata oggi nelle chiese. La Scrittura li chiama lupi, seduttori, uomini malvagi, anticristi, ed eretici. Questa deve essere l’attitudine di noi che siamo discepoli di Gesù, anche se ci guadagna il vituperio di essere chiamati, ingiustamente, fanatici e bigotti. Perché solo allora noi metteremo in guardia dai falsi profeti e solo allora li terremmo fuori dalla nostra congregazione e dalle nostre chiese. Tollerare il falso profeta è arrendersi a lui. Anche parlare, come si fa nel nostro periodo, di “liberali” e “conservatori” nella chiesa è una cosa non biblica e pericolosa. Essa presto conduce a supporre che i liberali e i conservatori sono egualmente Cristiani ed hanno egualmente un posto nella congregazione. La Bibbia non ne sa niente di “liberali” e “conservatori”, la politica può darsi, ma non la Scrittura. La Scrittura conosce solo pastori fedeli che portano la parola di Dio e santi fedeli che ricevono e confessano la Parola, che appartengono alla chiesa, ed eretici che corrompono le Scritture e coloro che essi ingannano, che non hanno posto nella chiesa e devono essere tagliati fuori da essa.

Vi è un buon motivo per la condanna del falso profeta da parte di Gesù. Primo, il falso profeta nega la verità che glorifica Dio. Secondo, egli nega Gesù Cristo, che è la verità. E, terzo, il falso profeta conduce l’uomo via dalla salvezza alla dannazione. Niente meno che questa è la sua opera. Matteo 24 implica questo quando al verso 13 afferma che solo coloro che perseverano, solo coloro che non sono adescati dai falsi profeti, saranno salvati. Il falso profeta fa allontanare molti!

Siccome il significato di “apostasia” è che le persone che una volta professavano Cristo non lo fanno più, che molti che una volta manifestavano essere buoni membri della chiesa la abbandonano, e che molti che una volta confessavano la verità si allontanano da essa, sorge la domanda: possono sviarsi i credenti?

Questo è impossibile. Nessun santo, scelto da Dio dall’eternità, nato di nuovo dallo Spirito e che crede in Cristo con una vera fede, può essere ingannato, sviarsi e perire all’inferno. Le parole stesse di Cristo al verso 24, che sono un forte avvertimento per noi concernente i falsi profeti, provano che i santi non possono apostatare. Cristo dice: “se fosse possibile, essi ingannerebbero perfino gli eletti.” La chiara implicazione è: non è possibile, e quindi non inganneranno gli eletti. Come Gesù ha insegnato in Giovanni 10, nessuno di quelli che il Padre ha dato Gesù come Sue pecore perirà. Questo è un necessario conforto per noi che crediamo, mentre vediamo il numero e le sottigliezze dei falsi profeti e ci aspettiamo un loro incremento nel futuro. Essi non ci inganneranno, né noi ci svieremo. Ma questo conforto non è una base per la trascuratezza. Dio preserva noi e i nostri figli nella via del darci questo avvertimento a riguardo dei falsi profeti e nella via del nostro prestare attenzione a questo avvertimento col rigettare i falsi profeti e i loro messaggi.

Se l’apostasia prima della fine non vuol dire apostasia dei santi, che vuol dire? In che modo l’apostasia accade, in realtà? Primo, il fatto che molti sono ingannati, e il loro sviarsi nella perdizione, accade in un periodo di tempo nel corso di varie generazioni. In un certo momento, una chiese diviene sprezzante della verità o accetta falsa dottrina. Da quel momento in poi, l’inganno aumenta e l’allontanamento dalla verità diviene sempre più grande. L’inevitabile risultato è che l’inganno diviene totale: la Parola di Dio sparisce del tutto, i nipoti e i pronipoti di coloro che in origine hanno la colpa di aver prestato ascolto a falsi profeti sono increduli e si perdono. Questo è uno dei modi in cui le parole di Gesù: “Molti saranno ingannati,” sono adempiute. Vi è inganno in scala gigantesca. Non sono ingannati degli individui qui e lì, ma intere denominazioni di chiese!

Un secondo modo in cui avviene l’apostasia è l’allontanamento da parte di individui che per un tempo, e magari anche un lungo tempo, sono stati membri della chiesa, hanno confessato la verità, hanno sembrato amare Gesù Cristo, e hanno mostrato se stessi come credenti. Sotto l’influenza di qualche strano vento di dottrina o il fascino delle ricchezze e dei piaceri del mondo, essi si sviano. Essi lasciano la chiesa, non amano più Cristo, negano e disprezzano la verità. Invariabilmente, essi portano le loro famiglie a distruzione con loro, non solo moglie e figli, ma anche i loro nipoti. Ora, essi non sono mai stati veri credenti. Essi erano la discendenza reproba che il diavolo costantemente semina nel campo di grano di Gesù. L’apostolo Giovanni aveva il suo occhio su loro quando scrisse in I Giovanni 2:19: “Essi sono usciti di mezzo a noi, ma essi non erano dei nostri, ma essi sono usciti così che potesse essere reso manifesto che non tutti erano dei nostri.” Il problema con loro è che essi non si curano della verità. Spesso rimangono piuttosto ignoranti a riguardo d’essa. Soprattutto, essi non amano la verità. Per questo sono capaci di abbandonarla.

La mancanza di amore per la verità della Parola di Dio da parte dell’uomo è la ragione per cui Dio li punisce consegnandoli all’inganno, così che essi si sviino. Perché l’apostasia non è solo l’opera del diavolo. E’ anche un giudizio di Dio sugli uomini. Questo è l’insegnamento di Paolo in II Tessalonicesi 2:10-12. Dio manda a molte persone una forte delusione (spirito di inganno), così che esse credano la menzogna, in modo che siano tutti dannati coloro che non hanno creduto la verità, ma hanno preso piacere nell’ingiustizia. La ragione per questo terribile, ma giusto giudizio è: “perché essi non hanno ricevuto l’amore della verità, così che fossero salvati.” Dio non può sopportare il disprezzo per la verità della Sua Parola.

E’ importante che i discepoli di Gesù, cioè la chiesa, conoscano che l’apostasia è un segno della fine del mondo. Perché noi non ci aspettiamo che la chiesa debba crescere tremendamente in numero e che quasi il mondo intero sarà convertito a Cristo. Questa non è Scrittura, non è Matteo 24. Non soltanto molti non si uniscono mai alla chiesa, ma vi sono molti che sono ingannati e il cui amore si raffredda. Non soltanto la chiesa non cresce numericamente, ma vi sono molti che si sviano. Noi predichiamo e insegniamo diligentemente, sia ai santi all’interno che ai non credenti al di fuori, e lasciamo il risultato nelle mani di Dio; ma alla luce delle Scritture, noi ci aspettiamo che la chiesa diventi sempre più piccola. Noi non disperiamo quando vediamo che l’apostasia ha luogo, anche se ci affliggiamo.

In quanto segno della fine, l’apostasia ci parla della certezza e della vicinanza della fine del mondo. L’apostasia prepara la via per l’Anticristo. L’Anticristo perseguiterà la chiesa. Poi, Cristo verrà sulle nuvole. E il tempo della grande apostasia è ora! E’ impossibile farsi sfuggire questo segno al giorno d’oggi. Un’enorme parte di quella che ha il nome di Chiesa Cristiana rimane schiavizzata alla menzogna della salvezza per opere dalla quale lo Spirito Santo ci ha liberati attraverso la Riforma e il suo vangelo della giustificazione per sola fede in Cristo solo. I culti crescono con tutta la sbalorditiva forza di un cancro, e la loro crescita proviene dal corpo delle chiese Cristiane, cioè mediante l’apostasia di molte di esse. E quale lamento sarà sufficiente per la pietosa condizione delle chiese Protestanti odierne? Vi è un abbandono della verità dell’ispirazione infallibile della Sacra Scrittura, della verità della Deità di Gesù Cristo, della verità dell’espiazione nel sangue della croce, della verità della salvezza per sola grazia, e non per le opere del libero arbitrio dell’uomo. Con l’abbandono della verità, essi abbandonano anche la santità di vita, permettendo la violazione di tutti i comandamenti di Dio. E tutto questo deve passare come Cristianesimo. Fino a tal punto gli uomini sono ingannati.

Cristo ti dà occhi per vedere questo segno? Allora aspetta la venuta di Cristo, che è vicina. E sii sveglio spiritualmente, sobrio e vigilante. Questo era il proposito di Gesù quando disse ai Suoi discepoli della venuta di falsi profeti e dell’inganno di molti da parte loro. Questo è in risalto nelle parole del verso 13: “Ma chi avrà perseverato fino alla fine, quello sarà salvato.” Da noi è richiesta perseveranza. I falsi profeti ci tentano. Fanno uno sforzo per ingannarci. Solo coloro che perseverano saranno salvati. Dobbiamo perseverare.

Come?

Conoscendo ed amando la verità! Conoscete ed amate il vangelo delle Scritture! Uditelo nella predicazione ogni Domenica. Badate a che i vostri figli lo odano nel catechismo, ogni settimana studiate la Bibbia con altri santi che amano la verità, e leggetela giornalmente da voi stessi.Questa è la via dello Spirito per preservarvi fino alla fine, così che possiate essere salvati.

http://www.cprf.co.uk/languages/italian_greatapostasy.htm#.V7r4FTgkrIU

maggio 21, 2019

BEATA VERGINE MARIA AUSILIATRICE 24 MAGGIO

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BEATA VERGINE MARIA AUSILIATRICE
24 Maggio

Maria è la “Madre della Chiesa”; Ausiliatrice del popolo cristiano nella sua continua lotta per la diffusione del Regno di Dio. “Auxilium Christianorum”, ‘Aiuto dei Cristiani’, è il bel titolo che è stato dato alla Vergine Maria in ogni tempo e così viene invocata anche nelle litanie a lei dedicate dette anche Lauretane perché recitate inizialmente a Loreto.

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“Auxilium Christianorum”; ‘Aiuto dei Cristiani’, è il bel titolo che è stato dato alla Vergine Maria in ogni tempo e così viene invocata anche nelle litanie a Lei dedicate dette anche Lauretane perché recitate inizialmente a Loreto. 
Sulle virtù, la vita, la predestinazione, la maternità, la mediazione, l’intercessione, la verginità, l’immacolato concepimento, i dolori sofferti, l’assunzione di Maria, sono stati scritti migliaia di volumi, tenuti vari Concili, proclamati dogmi di fede, al punto che è sorta un’autentica scienza teologica: la Mariologia. 
E sempre è stata ribadita la presenza mediatrice e soccorritrice della Madonna per chi la invoca, a lei fummo affidati come figli da Gesù sulla Croce e a noi umanità è stata indicata come madre, nella persona di Giovanni apostolo, anch’egli ai piedi della Croce. 
Ma la grande occasione dell’utilizzo ufficiale del titolo “Auxilium Christianorum” si ebbe con l’invocazione del grande papa mariano e domenicano san Pio V (1566-1572), che le affidò le armate ed i destini dell’Occidente e della Cristianità, minacciati da secoli dai turchi arrivati fino a Vienna, e che nella grande battaglia navale di Lepanto (1571) affrontarono e vinsero la flotta musulmana. 
Il papa istituì per questa gloriosa e definitiva vittoria, la festa del S. Rosario, ma la riconoscente invocazione alla celeste Protettrice come “Auxilium Christianorum”, non sembra doversi attribuire direttamente al papa, come venne poi detto, ma ai reduci vittoriosi che ritornando dalla battaglia, passarono per Loreto a ringraziare la Madonna; lo stendardo della flotta invece, fu inviato nella chiesa dedicata a Maria a Gaeta dove è ancora conservato. 
Il grido di gioia del popolo cristiano si perpetuò in questa invocazione; il Senato veneziano fece scrivere sotto il grande quadro commemorativo della battaglia di Lepanto, nel Palazzo Ducale: “Né potenza, né armi, né condottieri ci hanno condotto alla vittoria, ma Maria del Rosario” e così a fianco agli antichi titoli di ‘Consolatrix afflictorum’ (Consolatrice degli afflitti) e ‘Refugium peccatorum’ (Rifugio dei peccatori), si aggiunse per il popolo e per la Chiesa ‘Auxilium Christianorum (Aiuto dei cristiani). 
Il culto pur continuando nei secoli successivi, ebbe degli alti e bassi, finché nell’Ottocento due grandi figure della santità cattolica, per strade diverse, ravvivarono la devozione per la Madonna del Rosario con il beato Bartolo Longo a Pompei e per la Madonna Ausiliatrice con s. Giovanni Bosco a Torino. 
Il grande educatore ed innovatore torinese, pose la sua opera di sacerdote e fondatore sin dall’inizio, sotto la protezione e l’aiuto di Maria Ausiliatrice, a cui si rivolgeva per ogni necessità, specie quando le cose andavano per le lunghe e s’ingarbugliavano; a Lei diceva: “E allora incominciamo a fare qualcosa?”. S. Giovanni Bosco, nato il 16 agosto 1815 presso Castelnuovo d’Asti e ordinato sacerdote nel 1841, fu il più grande devoto e propagatore del culto a Maria Ausiliatrice, la cui festa era stata istituita sotto questo titolo e posta al 24 maggio, qualche decennio prima, dal papa Pio VII il 24 maggio 1815, in ringraziamento a Maria per la sua liberazione dalla ormai quinquennale prigionia napoleonica. 
Il grande sacerdote, apostolo della gioventù, fece erigere in soli tre anni nel 1868, la basilica di Maria Ausiliatrice nella cittadella salesiana di Valdocco – Torino; sotto la Sua materna protezione pose gli Istituti religiosi da lui fondati e ormai sparsi in tutto il mondo: la Congregazione di S. Francesco di Sales, sacerdoti chiamati normalmente ‘Salesiani di don Bosco’; le ‘Figlie di Maria Ausiliatrice’ suore fondate con la collaborazione di s. Maria Domenica Mazzarello e per ultimi i ‘Cooperatori Salesiani’ per laici e sacerdoti che intendono vivere lo spirito di ‘Don Bosco’, come è generalmente chiamato. 
Le Congregazioni sono così numerose, che si vede con gratitudine la benevola protezione di Maria Ausiliatrice nella diffusione di tante opere assistenziali ed a favore della gioventù. 
Ormai la Madonna Ausiliatrice è divenuta la ‘Madonna di Don Bosco’ essa è inscindibile dalla grande Famiglia Salesiana, che ha dato alla Chiesa una schiera di santi, beati, venerabili e servi di Dio; tutti figli che si sono affidati all’aiuto della più dolce e potente delle madri. 
Interi Continenti e Nazioni hanno Maria Ausiliatrice come celeste Patrona: l’Australia cattolica dal 1844, la Cina dal 1924, l’Argentina dal 1949, la Polonia fin dai primi decenni del 1800, diffusissima e antica è la devozione nei Paesi dell’Est Europeo. 
Nella bella basilica torinese a Lei intitolata, dove il suo devoto figlio s. Giovanni Bosco e altre figure sante salesiane sono tumulate, vi è il bellissimo e maestoso quadro, fatto eseguire dallo stesso fondatore, che rappresenta la Madonna Ausiliatrice che con lo scettro del comando e con il Bambino in braccio, è circondata dagli Apostoli ed Evangelisti ed è sospesa su una nuvola, sullo sfondo a terra, il Santuario e l’Oratorio come appariva nel 1868, anno dell’esecuzione dell’opera del pittore Tommaso Lorenzone. 
Il significato dell’intero quadro è chiarissimo; come Maria era presente insieme agli apostoli a Gerusalemme durante la Pentecoste, quindi all’inizio dell’attività della Chiesa, così ancora Lei sta a protezione e guida della Chiesa nei secoli, gli apostoli rappresentano il papa ed i vescovi.


Autore: Antonio Borrelli

http://www.santiebeati.it/dettaglio/54650

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A CURA DEL CENTRO STUDI MARIA DI NAZARETH SEMPRE BEATA

https://sites.google.com/site/mariadinazarethsemprebeata/home/beata-vergine-maria-ausiliatrice

MARIA AUSILIATRICE: LA “MADONNA DI DON BOSCO”

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 6:21 pm


Maria Ausiliatrice nella pala d’altare commissionata da don Giovanni Bosco a Tommaso Lorenzone

FAMIGLIA CRISTIANA.IT

24/05/2018  

Perché si celebra il 24 maggio? Chi ha istituito la festa e perché? Chi sono i grandi apostoli della devozione a Maria Ausiliatrice? Ecco le cose da sapere

“Auxilium Christianorum”, “Aiuto dei Cristiani”, è il titolo che è stato dato alla Vergine Maria in ogni tempo e così viene invocata anche nelle litanie Lauretane del Rosario. Sulle virtù, la vita, la predestinazione, la maternità, la mediazione, l’intercessione, la verginità, l’immacolato concepimento, i dolori sofferti, l’assunzione di Maria, sono stati scritti migliaia di volumi, tenuti vari Concili, proclamati dogmi di fede, al punto che è sorta un’autentica scienza teologica: la Mariologia. E sempre è stata ribadita la presenza mediatrice e soccorritrice della Madonna per chi la invoca, a lei siamo stati affidati come figli da Gesù sulla Croce e a noi umanità è stata indicata come madre, nella persona di Giovanni apostolo, anch’egli ai piedi della Croce.

QUALI SONO LE ORIGINI?

 L’invocazione Auxiluim christianorum, ora pro nobis appare, per la prima volta, nella versione delle litanie lauretane pubblicata nel 1576 e approvata da papa Clemente VIII nel 1601; essa era assente nella versione più antica, risalente al 1524. Secondo la tradizione tale invocazione fu aggiunta da papa Pio V dopo la vittoria riportata dalla Lega santa sugli ottomani a Lepanto (7 ottobre 1576), ma più probabilmente rappresenta una variante del titolo Advocata christianorum che si trova nell’edizione del 1524. Il titolo (insieme a quelli di Avvocata, Soccorritrice e Mediatrice) è anche utilizzato nella costituzione dogmatica sulla Chiesa Lumen Gentium del 1964. In ogni caso, l’utilizzo ufficiale del titolo “Auxilium Christianorum” si ebbe con l’invocazione del grande papa mariano e domenicano san Pio V (1566-1572), che le affidò le armate ed i destini dell’Occidente e della Cristianità, minacciati da secoli dai turchi arrivati fino a Vienna, e che nella grande battaglia navale di Lepanto (1571) affrontarono e vinsero la flotta musulmana. Il papa istituì per questa gloriosa e definitiva vittoria, la festa del S. Rosario, ma la riconoscente invocazione alla celeste Protettrice come “Auxilium Christianorum”, non sembra doversi attribuire direttamente al papa, come venne poi detto, ma ai reduci vittoriosi che ritornando dalla battaglia, passarono per Loreto a ringraziare la Madonna; lo stendardo della flotta invece, fu inviato nella chiesa dedicata a Maria a Gaeta dove è ancora conservato. Il grido di gioia del popolo cristiano si perpetuò in questa invocazione; il Senato veneziano fece scrivere sotto il grande quadro commemorativo della battaglia di Lepanto, nel Palazzo Ducale: “Né potenza, né armi, né condottieri ci hanno condotto alla vittoria, ma Maria del Rosario” e così a fianco agli antichi titoli di Consolatrix afflictorum (Consolatrice degli afflitti) e Refugium peccatorum (Rifugio dei peccatori), si aggiunse per il popolo e per la Chiesa Auxilium Christianorum (Aiuto dei cristiani).

QUANDO È STATA ISTITUITA LA FESTA?

La festa di Maria, Aiuto dei cristiani, fu istituita da papa Pio VII il 15 settembre 1815 e fissata al 24 maggio in ricordo suo trionfale rientro a Roma (24 maggio 1814) dopo la prigionia sotto Napoleone a Fontainebleau. In origine la festa era limitata alla Chiesa di Roma, ma fu presto adottata dalle diocesi toscane (1816) e poi estesa alla Chiesa universale.

Il Santuario dedicato a Maria Ausiliatrice a Torino

l Santuario dedicato a Maria Ausiliatrice a Torino

CHI SONO I GRANDI “APOSTOLI” DELLA DEVOZIONE A MARIA AUSILIATRICE?

Il culto pur continuando nei secoli successivi, ebbe degli alti e bassi, finché nell’Ottocento due grandi figure della santità cattolica, per strade diverse, ravvivarono la devozione per la Madonna del Rosario con il beato Bartolo Longo a Pompei e per la Madonna Ausiliatrice con San Giovanni Bosco a Torino. Il grande educatore ed innovatore torinese, pose la sua opera di sacerdote e fondatore sin dall’inizio, sotto la protezione e l’aiuto di Maria Ausiliatrice, a cui si rivolgeva per ogni necessità, specie quando le cose andavano per le lunghe e s’ingarbugliavano; a Lei diceva: “E allora incominciamo a fare qualcosa?”. S. Giovanni Bosco, nato il 16 agosto 1815 presso Castelnuovo d’Asti e ordinato sacerdote nel 1841, fu il più grande devoto e propagatore del culto a Maria Ausiliatrice, la cui festa era stata istituita sotto questo titolo e posta al 24 maggio, qualche decennio prima, dal papa Pio VII il 24 maggio 1815, in ringraziamento a Maria per la sua liberazione dalla ormai quinquennale prigionia napoleonica. Il grande sacerdote, apostolo della gioventù, fece erigere in soli tre anni nel 1868, la basilica di Maria Ausiliatrice nella cittadella salesiana di Valdocco – Torino; sotto la Sua materna protezione pose gli Istituti religiosi da lui fondati e ormai sparsi in tutto il mondo: la Congregazione di S. Francesco di Sales, sacerdoti chiamati normalmente Salesiani di don Bosco; le Figlie di Maria Ausiliatrice suore fondate con la collaborazione di s. Maria Domenica Mazzarello e per ultimi i Cooperatori Salesiani per laici e sacerdoti che intendono vivere lo spirito di “Don Bosco”, come è generalmente chiamato. Le Congregazioni sono così numerose, che si vede con gratitudine la benevola protezione di Maria Ausiliatrice nella diffusione di tante opere assistenziali ed a favore della gioventù. Ormai la Madonna Ausiliatrice è divenuta la ‘Madonna di Don Bosco’ essa è inscindibile dalla grande Famiglia Salesiana, che ha dato alla Chiesa una schiera di santi, beati, venerabili e servi di Dio; tutti figli che si sono affidati all’aiuto della più dolce e potente delle madri.

DOVE È DIFFUSO IL CULTO DI MARIA AUSILIATRICE?

Interi Continenti e Nazioni hanno Maria Ausiliatrice come Patrona: l’Australia cattolica dal 1844, la Cina dal 1924, l’Argentina dal 1949, la Polonia fin dai primi decenni del 1800, diffusissima e antica è la devozione nei Paesi dell’Est Europeo. Nella bella basilica torinese a Lei intitolata, dove il suo devoto figlio s. Giovanni Bosco e altre figure sante salesiane sono tumulate, vi è il bellissimo e maestoso quadro, fatto eseguire dallo stesso fondatore, che rappresenta la Madonna Ausiliatrice che con lo scettro del comando e con il Bambino in braccio, è circondata dagli Apostoli ed Evangelisti ed è sospesa su una nuvola, sullo sfondo a terra, il Santuario e l’Oratorio come appariva nel 1868, anno dell’esecuzione dell’opera del pittore Tommaso Lorenzone. Il significato dell’intero quadro è chiarissimo; come Maria era presente insieme agli apostoli a Gerusalemme durante la Pentecoste, quindi all’inizio dell’attività della Chiesa, così ancora Lei sta a protezione e guida della Chiesa nei secoli, gli apostoli rappresentano il papa ed i vescovi.

http://www.famigliacristiana.it/articolo/maria-ausiliatrice-la-madonna-di-don-bosco.aspx

SANTA VERGINE MARIA AUSILIATRICE: 6 COSE IMPORTANTI DA SAPERE

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 6:08 pm

Il 24 Maggio, la Chiesa commemora Maria Ausiliatrice, anch’essa precedentemente chiamata “Maria, Aiuto dei Cristiani”.

Ecco alcuni dati interessanti che forse non sapevi su Maria Ausiliatrice.

1. Fu chiamata “Aiuto dei cristiani” dai primi cristiani

I primi cristiani in Grecia, Egitto, Antiochia, Efeso, Alessandria e Atene chiamavano la Beata Vergine Maria con il nome di “Ausiliatrice”, che in greco è “Boethéia” e significa “colei che porta gli aiuti provenienti dal cielo.”

Il primo Padre della Chiesa che chiamò la Vergine Maria con il titolo di “Aiuto dei Cristiani” fu San Giovanni Crisostomo nell’anno 345, a Costantinopoli.

Il Santo disse: “Potente è il tuo aiuto per la salvezza, o Madre di Dio”. La riconobbero con questo nome anche  Proclo nel 476 e Eusebio da Cesarea nel 532.

2. Intercedette nelle battaglie di Lepanto e Vienna

Nel 1572, Papa San Pio V, dopo la vittoria della Lega Santa sull’Impero Ottomano, che fermò l’espansione musulmana nella battaglia di Lepanto, decise di istituire la festa del Santo Rosario, e che nelle Litania Lauretane fosse inserita anche l’invocazione “Maria Aiuto dei cristiani “. Quell’anno la Madonna risparmiò miracolosamente tutta la cristianità dall’avanzare di uno dei più temibili eserciti composto da ben 88.000 soldati e 282 navi.

Nel 1683 i Turchi attaccarono Vienna durante il Pontificato di Innocenzo XI. Sotto il comando del re di Polonia, Giovanni III Sobieski, le forze europee sconfissero l’esercito turco, confidando nell’aiuto di Maria Ausiliatrice, contando con un esercito che contava la metà dei soldati rispetto a quello ottomano. Ben presto fondarono l’associazione di Maria Ausiliatrice, che esiste oggi in più di 60 paesi.

3. La sua festa nacque al tempo della Rivoluzione Francese

La storia della festa di Maria Ausiliatrice risale agli anni successivi alla rivoluzione francese, che aveva inferto un duro colpo alla Chiesa.

Papa Pio VII fu imprigionato nel palazzo di Fontainebleau dall’imperatore francese Napoleone Bonaparte e dedicò le sue preghiere a Maria Ausiliatrice per proteggere la Chiesa.

Le suppliche del Papa furono ascoltate e nel 1814 Napoleone firmò la sua abdicazione. Nel 1815, quando la Chiesa aveva recuperato la sua posizione e il suo potere spirituale, il 24 maggio il Papa istituì la festa di Maria Ausiliatrice per perpetuare la memoria del suo ritorno a Roma dopo la sua prigionia.

4. La sua festa è stata celebrata in Ucraina dall’XI secolo

Il nome di “Ausiliatrice” fu dato alla Vergine Maria in Ucraina a partire dal 1030 per aver liberato quella regione dall’invasione delle tribù pagane. Da allora, in quel paese, la Chiesa ortodossa celebra la festa di Maria Ausiliatrice il primo giorno di Ottobre di ogni anno.

5. E ‘apparsa davanti a San Giovanni Bosco

San Giovanni Bosco fu un grande propagatore d’amore per questa devozione mariana, perché la stessa Vergine gli apparve nel 1845, a Valdocco, rione torinese, dove gli ordinò di costruire una Chiesa in suo onore nel punto esatto del martirio dei Santi Avvenore e Ottavio, due soldati del III secoli, ritenuti i primi martiri di Torino. Ha anche chiesto di essere onorata con il titolo di “Aiuto dei cristiani”.

Nel 1863, San Giovanni Bosco iniziò la costruzione della chiesa con pochi centesimi, ma con l’intercessione di Maria Santissima, e così il 9 giugno 1868, solo 5 anni dopo, avvenne la consacrazione del Santuario di Maria Ausiliatrice.

Il Santo diceva: “Ogni mattone in questo tempio corrisponde a un miracolo della Beata Vergine”, da quel Santuario la devozione a Maria iniziò a diffondersi in tutto il mondo sotto il titolo di Aiuto dei Cristiani.

6. Tre Papi erano devoti di Maria Ausiliatrice

Papa Giovanni XXIII coltivava una speciale devozione per l’Ausiliatrice, la cui immagine, presa da un certo numero del Bollettino Salesiano, era appesa al muro vicino al suo letto. Egli volle proclamare Maria Ausiliatrice Patrona del Concilio con i titoli di Auxilium ChristianorumAuxilium Episcoporum.

Il 28 maggio 1963, già gravemente malato, benedisse con profonda emozione le due corone per il dipinto della Vergine nella Basilica del Sacro Cuore di Roma.

Da parte sua, Giovanni Paolo II andava spesso a pregare nella cappella di Maria Ausiliatrice nella chiesa di San Stanislao Kostka (Cracovia) tra il 1938 e il 1944. In questa chiesa, il 3 novembre 1946 ha tenuto una delle sue prime Messe come prete

Papa Francesco durante il suo viaggio apostolico a Torino nel 2015 per il 200 ° anniversario della nascita di San Giovanni Bosco, ha detto che è stato educato in una scuola salesiana dove ha imparato ad amare Maria Ausiliatrice durante la sua infanzia.

“Io ci imparato ad amare la Vergine, i salesiani mi ha formato in bellezza, sul posto di lavoro, e questo credo sia uno del suo carisma, formarti nel affettività e questo è stato una caratteristica di Don Bosco”, ha detto.

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A CURA DEL CENTRO STUDI MARIA DI NAZARETH SEMPRE BEATA

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maggio 15, 2019

SANTA RITA: LA DEVOZIONE DEI 15 GIOVEDI’

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DEVOZIONE DEI 15 GIOVEDI’ A SANTA RITA

PRIMO GIOVEDI’: Nascita di S. Rita

Virtù: Spirito di orazione

Antonio Mancini ed Amata Ferri, coniugi dallo spirito veramente cristiano, dopo fiduciose preghiere al Signore, nella loro tarda età hanno finalmente la certezza d’avere una figlia. Nasce così Rita, in Rocca Porena, tra le montagne della verde Umbria, dono eletto del Cielo, sovrabbondante e felice ricompensa delle orazioni e buone opere dei suoi genitori.

Salga ogni giorno dal tuo cuore, anima cristiana, la tua preghiera; essa sia indirizzata a Dio in gemito d’angoscia, in confessione di debolezza, in domanda di conforto, in grido gioioso di consolazione. Affida le tue speranze, le tue gioie e i tuoi dolori alla preghiera. Iddio l’ascolterà. Uniformata al divin volere, la preghiera sarà più efficace e le grazie e le benedizioni divine si riverseranno abbondanti sul tuo capo.

Ossequio. Pregando oggi, procura di eccitare nel tuo cuore sentimenti di assoluta confidenza e di pieno abbandono in ogni occasione ai divini voleri e interponi a ciò l’aiuto di S. Rita.

Preghiera. O gloriosissima Santa Rita, tu che fosti, con dono eletto, elargita da Dio alle preghiere, alle lacrime e alle buone opere dei tuoi genitori, accogli la nostra umile e fervida preghiera. Noi speriamo dalla tua intercessione lo spirito dell’orazione cristiana, che ci faccia rivolgere al Cielo con confidenza e perseveranza, sempre sicuri dell’amorevole protezione di quel Dio, che ci è padre e che anche quando sembra abbandonarci, lo fa per provare la nostra fedeltà e concederci quindi più abbondanti i suoi doni. Noi siamo miseri e deboli, le passioni ci travolgono, i desideri della terra ci trascinano lungi dal Cielo; ma vogliamo elevarci su tutte le miserie e le debolezze; vogliamo essere veri cristiani. Deh! Il tuo potente soccorso venga a corroborarci; per tua intercessione possiamo sentire sempre più viva in noi la fede, la speranza, la carità; inginocchiati dinanzi al tuo altare, sia infusa nel nostro cuore la confidenza, quella confidenza che ci faccia ricorrere a Dio come figli amorevoli e ci. renda. sempre più certi che solo in Lui è il nostro riposo e la nostra pace. Amen!

Responsorio

D. S. Rita prega per noi. R. Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Passione, in modo da ottenere il premio promesso ai miti e a coloro che piangono. Amen! Pater Ave Gloria.

SECONDO GIOVEDI’: Infanzia di S. Rita

Virtù: Prontezza nel servizio divino

Rigenerata appena nelle acque sacramentali del Battesimo, cominciano a manifestarsi in Rita i doni celesti. Cura costante, instancabile, che di giorno in giorno cresce e dà frutti abbondanti, nella pratica delle virtù cristiane, nella ricerca soltanto di ciò che a Dio più strettamente può unirla; ecco l’infanzia di Rita.

Ascolta anche tu, anima cristiana, la voce del Signore. Vigile e pronta studiati di amare Dio con la pratica delle virtù senza affatto procrastinare ad altri tempi, che forse non verranno mai, il servizio divino, la pratica piena ed esatta della divina legge. Dio vuole non gli avanzi e i rifiuti delle passioni e del mondo, ma le primizie del tuo cuore.

Ossequio. Confidando nell’aiuto di S. Rita, cerca di distruggere con atti di virtù la passione che t’impedisce di praticare perfettamente i tuoi cristiani doveri.

Preghiera. O avventurata S. Rita, che fin dall’alba dei tuoi giorni sentisti quanto sia dolce darsi in tutto al Signore e col cuore ripieno di amore divino volesti solo ciò che a Dio ti rendesse gradita e fosse di sua gloria, deh! ottieni questo spirito a noi, che, miseri e ciechi, correndo dietro alle fallaci illusioni del mondo, dimentichiamo il nostro Creatore e Padre. Ci ottieni dal Datore supremo di ogni bene la grazia celeste, che illumini la mente, fortifichi il nostro cuore e, spezzando la tenace resistenza degli appetiti malsani, superando le difficoltà dei nemici della nostra salute ci faccia amare solo i vantaggi spirituali. Non invano, o nostra amabile Protettrice, noi abbiamo riposto in te la fiducia e la speranza; tu accogli, benigna, il voto emesso ai piedi del tuo altare; vogliamo prima di tutto e più di tutto solo ciò che sollevi l’anima sino a Dio. Accogli questo voto e presentalo al Padre celeste; venga per noi il giorno avventurato, in cui possiamo con te lodare il Signore benigno d’averlo accettato per la nostra salute e felicità eterna. Amen!

Responsorio

D. S. Rita prega per noi. R. Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Passione, in modo da ottenere il premio promesso ai miti e a coloro che piangono. Amen! Pater Ave Gloria.

TERZO GIOVEDI’: Matrimonio di S. Rita

Virtù: Ubbidienza

Rita, rinunziando alla gioia di formarsi una famiglia, anela solo allo stato di verginità per essere santa di corpo e di spirito. Ma la volontà dei genitori le ha preparato e scelto uno sposo, e la Santa, dopo lunghe preghiere, offre al Signore il sacrificio del suo pio desiderio e accetta lo stato coniugale voluto dai parenti.

Ammira, anima cristiana, l’eroica ubbidienza della nostra Santa e procura di sottomettere i tuoi desideri alla prudenza di coloro, che Dio.ha preposti alle tue cure. Ubbidiente e sottomessa, lo spirito si allieterà nella vittoria sul male, nella conquista d’ogni bene per la salvezza dell’anima tua.

Ossequio. Accogli oggi ogni desiderio dei tuoi superiori senza la più piccola osservazione, ad onore di S. Rita.

Preghiera. Esempio perfetto di ubbidienza ai divini voleri, gloriosa S. Rita, accogli la preghiera che erompe dal nostro cuore, desideroso solo di fare quanto possa renderlo a te simile. L’animo nostro riottoso e superbo vuole solo ciò che piace e dimentica di riconoscere in chi ci comanda il rappresentante di Dio, che manifesta a noi il suo volere per la nostra santificazione e salute.

Deh! Tu, o nostra Patrona, impetraci che siano distrutte in noi le radici della ribellione e la superbia; che il nostro capo si pieghi umile, che i nostri desideri terreni siano spezzati ed offerti in olocausto di propiziazione e di ubbidienza al Signore. Noi ti vogliamo onorare col più degno degli onori: renderci a te simili; ma siamo deboli ed i nostri propositi presto si fiaccano e languono. Venga la tua protezione in nostro aiuto; a te salirà il nostro omaggio, quando, tua mercè, saremo tuoi imitatori nel seguire ed accogliere la voce di Dio. Amen!

Responsorio

D. S. Rita prega per noi. R. Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Passione, in modo da ottenere il premio promesso ai miti e a coloro che piangono. Amen! Pater Ave Gloria.

QUARTO GIOVEDI’: Vita di famiglia

Virtù: Pazienza

Lo sposo di Rita, d’indole aspra e collerica, fa ricadere sulla dolce consorte le durezze della sua passione. Ma la nostra Santa, già formata alla scuola di Cristo, risponde all’asprezza con amore; placa le parole di collera con accenti di dolcezza ed usa ogni cura nell’adempiere i voleri del marito e nel prevenire i più piccoli desideri.

Anima cristiana, nelle avversità, nelle contrarietà che ti vengono dagli uomini, non riguardare la persona, ma vedi la mano di Dio, che ti vuol provare e vuole esperimentare la tua fede. La vittoria è promessa a coloro che pazienteranno; la pace, ancora in questa vita, è il premio di chi sa ricevere ogni avversità come manifestazione della volontà di Dio, che ti è sempre Padre, sia quando ti appare benigno per consolarti, sia quando permette la tribolazione per correggerti.

Ossequio. Offri a S. Rita il desiderio di voler sempre nelle avversità tener presente la tua pazienza, ripetendo a te stessa in qualunque ingiuria ti venga fatta: Sia fatta la volontà di Dio!

Preghiera. O S. Rita, tu che ci desti un esempio così fulgido di pazienza, ci ottieni ancora dal Signore la grazia di poterti imitare in questa virtù così difficile alla nostra debolezza; vedi quanto siamo contrari al patire, come al sorgere delle più piccole avversità siamo trascinati dall’impeto dell’ira e del risentimento! Deh! fa’ che, a tuo esempio e mercè il tuo soccorso, ogni pena ci riesca, nel nome di Dio, amabile; che la grazia di Dio ci commuova, penetri il nostro cuore, ancora carnale, ne comprima le ribellioni e le asprezze e ad ogni occasione, prospera od avversa, non si oda dal nostro labbro pronunziare che una sola parola: Sia benedetto il Signore; benedetto nella salute e nell’infermità; benedetto nella gioia e nella tristezza; benedetto in questa vita, nella speranza di poterlo benedire eternamente in Cielo. Amen!

Responsorio

D. S. Rita prega per noi. R. Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Passione, in modo da ottenere il premio promesso ai miti e a coloro che piangono. Amen! Pater Ave Gloria.

QUINTO GIOVEDI’: Uccisione del marito di Rita e morte dei figli

Virtù: Perdono delle offese

La vita coniugale di Rita si chiude con un fosco dramma di sangue: il marito le viene ucciso da.alcuni nemici. In questa luttuosa congiuntura Rita rivela tutta la sua virtù; straziata nel più intimo dell’animo, sopporta senza ribellione l’aspro colpo, perdona per amor di Dio gli uccisori del marito e domanda ed ottiene la grazia che i suoi figli, anelanti a vendetta, le siano tolti prima che la loro anima resti macchiata dal peccato.

Non rispondere mai, anima cristiana, all’offesa con l’offesa, ma impara da Rita a perdonare coloro che ti hanno fatto qualche male, se vuoi che Iddio ti conceda il suo perdono e le sue grazie. Questo vuole da te il Signore, che fa sorgere il sole sui buoni e sui cattivi e su tutti fa scendere la rugiada.

Ossequio. Nei momenti in cui l’odio e le avversioni mettono in subbuglio l’anima tua, stringi al cuore l’immagine di S. Rita e studiati di imitarla nella virtù del perdono.

Preghiera. O ammirabile S. Rita, che dimostrasti nel perdono a coloro che avevano straziato il tuo cuore quanto eroica fosse in te la virtù. cristiana del perdono, fa’ che ancora nei nostri cuori si accenda la fiamma della carità divina, che distrugga ogni sentimento di avversione e di odio verso coloro che ci hanno offeso. Tutti gli uomini sono nostri fratelli, tutti siamo figli dello stesso Padre; eppure per cecità e malizia ad una semplice parola, ad un atto a noi contrario, sorgono dal nostro animo, ci vengono sulle labbra accenti di disprezzo, parole pungenti ed aspre; alla minima offesa, solo solleciti di soddisfaré la passione, invochiamo sui nostri prossimi il danno e l’onta. O gloriosa Santa, a te ricorriamo, confusi ed atterriti della nostra miseria e malizia, domandando il tuo aiuto, ché sia, per la tua intercessione, confuso lo spirito di odio e di omicidio, che innanzi allo sguardo ci sia il Crocifisso ed al nostro orecchio risuoni il supremo accento del morente Figlio di Dio ed insieme ne discenda il vigore supremo, che nell’offensore ci faccia riconoscere il fratello, che dia la forza di poter sempre ripetere, quanto ora diciamo a piè della tua immagine: Sì, ognora il perdono; non più offese tra gli uomini perché tutti dobbiamo unirci in Dio, perché di tutti è Dio Padre celeste; non più offese, non più! Amen!

Responsorio

D. S. Rita prega per noi. R. Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Passione, in modo da ottenere il premio promesso ai miti e a coloro che piangono. Amen! Pater Ave Gloria.

SESTO GIOVEDI’: S. Rita entra nel Monastero

Virtù Perseveranza

Rita, decisa a darsi più assolutamente a Dio, domanda per ben tre volte di essere ammessa tra le Agostiniane di Cascia; ma queste, non use ad ammettere nel pio recinto se non vergini, le rifiutano l’ingresso. L’aiuto divino interviene a coronare i suoi desideri. Pregando essa una notte, si sente chiamare da una voce celeste, e, guidata dai suoi Protettori, S. Giovanni Battista e dai Santi Agostino e Nicola da Tolentino è miracolosamente introdotta nel Monastero, con sorpresa delle Suore che, commosse al miracolo, ne rendono grazie a Dio.

Apprendi, anima cristiana, da ciò a perseverare nella preghiera e nel bene. Iddio ti avverte che la costanza è uno dei caràtteri della preghiera vera ed efficace. Egli vuole che fidi nella; sua parola. Potrai tù negargli fiducia? Negli abbandoni, nelle ripulse, nei dolori sempre ama e spera; ricordati che la perseveranza è l’aroma e il balsamo, che conserva e difende le buone opere.

Ossequio. Allorché ti sembra di. non essere ascoltata nelle tue preghiere, confida nel Signore e ripeti a S. Rita che vuoi imitarla.

Preghiera. Ecco, o S. Rita, ai tuoi piedi anime, che troppo spesso assale lo sconforto, che, deboli e misere, non son capaci di resistere ad una lunga lotta, che non combattono un giorno intero se non hanno la speranza di poter riposare al domani. Tu, che fosti così perseverante nelle ripulse più ostinate, che non lasciasti di correre sempre animosa nella via di Dio, per quanto difficili ostacoli ti contrastassero il cammino, vieni in aiuto della nostra debolezza. Senza il soccorso divino noi non saremo capaci di mantenerci costanti nel bene. Troppo forte è il desiderio di vedere esauditi i nostri, slanci verso il Cielo, perché possiamo a lungo mantenere in alto i pensieri e le aspirazioni. Ma noi sappiamo ancora che tutto possiamo in Colui che ci conforta. 4 nostra Protettrice, ci ottieni tu la grazia divina che ci corrobori, che tempri al bene il nostro cuore molle e carnale. Sotto la tua guida, sorretti dalla tua potenza, noi persevereremo nel desiderio, finché giungeremo al premio promesso; ed al pianto succederà sola ed eterna la lode. Amen!

Responsorio

D. S. Rita prega per noi. R. Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Passione, in modo da ottenere il premio promesso ai miti e a coloro che piangono. Amen! Pater Ave Gloria.

SETTIMO GIOVEDI’: S. Rita esempio di osservanza regolare

Virtù: Fedeltà agli obblighi dello stato

Le virtù di Rita risplendono maggiormente nel chiostro, dove ella si fa a tutte esempio perfetto di osservanza; umile e docile con le sorelle, sottomessa in lutto alla volontà della Superiora, Rita è l’espressione della regola; in lei è dato ammirarne l’adempimento pieno e intero.

Dalla fedeltà di Rita alle sue regole apprendi, anima cristiana, come regolare la tua vita. Qualunque sia il tuo stato, esso t’impone dei doveri, che altri potrebbe riguardare come un peso insopportabile, ma che tu; da cristiana che sei, devi considerare quali precetti e mezzi di santificazione. I genitori ed i figli, i superiori ed i sudditi, tutti ricordino che il piccolo atto, il minimo obbligo, l’opera più indifferente, sono scale per ascendere al Cielo, quando siano accettati con animo cristiano.

Ossequio. O gloriosa S. Rita, nella pratica piena e non mai interrotta dei tuoi doveri religiosi desti l’esempio luminoso dell’adempimento degli obblighi del proprio stato, fa’ che questo tuo esempio ci sia stimolo potente a compiere con cuore, acceso del desiderio di conformarci al divino volere, quanto è richiesto dalla nostra condizione. Iddio per sua immensa bontà volle che tutto potesse servire alla nostra santificazione e che le necessità della vita e le preoccupazioni materiali, accettate dalla sua mano e da Lui offerte, si trasformassero in meriti di grazia e di virtù. Per tua bontà possiamo noi servirci di questo dono celeste. Implòraci la luce che guidi la nostra mente, la fiamma che accenda il nostro cuore, sì che nelle ingombranti e caduche cose del mondo raccogliamo la messe celeste. Per la benignità divina e per la tua intercessione, tutto cooperi al nostro bene e ci avvicini alla Patria, cui l’anima sospira tra le miserie della terrena peregrinazione. Amen!

Responsorio

D. S. Rita prega per noi. R. Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Passione, in modo da ottenere il premio promesso ai miti e a coloro che piangono. Amen! Pater Ave Gloria.

OTTAVO GIOVEDI’: S. Rita amante del Crocifisso

Virtù: Sofferenza

La contemplazione dei dolori del Crocifisso Signore e il desiderio ardente d’assaporare parte degli spasimi della Passione, sono per Rita continuo stimolo e cura. Ai piedi di Gesù, trafitto sulla Croce, ella lacrima e prega. Un giorno mentre più fervidamente è assorta nella contemplazione della Passione di Cristo, dalla corona di spine una se ne stacca e va a conficcarsi in fronte alla Santa, producendovi una piaga dolorosa, per la quale Rita si rende più simile e più strettamente unita al Crocifisso Signore.

Innalza spesso, anima cristiana, il tuo pensiero alla Passione di Cristo ed impara ad esempio di Rita che per essere di Gesù Cristo, devi abbracciare con pazienza i dolori della vita, accettando con rassegnazione tutte le croci che il Signore si compiacerà mandarti.

Ossequio. Farai durante il giorno qualche mortificazione, rinnegando la tua volontà ed accettando dalle mani di Dio le contrarietà che ti occorreranno.

Preghiera. O amante appassionata del Crocifisso, invitta S. Rita, una parte almeno del tuo amore alla tribolazione ci sia trasfusa nel cuore. Fa’ che il nostro sguardo si apra a contemplare tutta la bellezza cristiana del dolore e della bontà. Noi sappiamo che il Cristo ha scelto volontariamente la Croce e le tribolazioni, rigettando il gaudio e le gioie; questo dovrebbe farci più che persuasi il vero bene non esser nel riso, ma nel pianto e che l’uomo deve soffrire, se vuol rendersi degno del suo Dio. Ma la nostra miseria e cecità è così grande che chiamiamo felici i fortunati del secolo e detestiamo le amarezze salubri del dolore. Deh! o nostra Protettrice, vieni tu ad illuminarci col tuo esempio, affinché aspiriamo ad unirci con Gesù, accettando con pazienza ogni dolore e avversità; e, benché tanto lontani dalla perfezione, ottienici che ancora noi possiamo, guardando il Cielo dove ci aspetta la salute e donde ci viene la forza, ripetere le sublimi parole di San Paolo: Sono sovrabbondante di gaudio in ogni mia tribolazione. Amen!

Responsorio

D. S. Rita prega per noi. R. Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Passione, in modo da ottenere il premio promesso ai miti e a coloro che piangono. Amen! Pater Ave Gloria.

NONO GIOVEDI’: Vita nascosta di S. Rita

Virtù: Raccoglimento

Rita, tutta accesa del desiderio di raccogliersi col suo Dio, non prova maggior diletto che nel silenzio e nella solitudine. Se la carità, l’ubbidienza, la devozione la chiamano qualche volta a contatto del mondo, ella non nega d’abbandonare la sua celletta, ma, appena libera, ritorna al suo ritiro, dove impara sempre più a stimare i beni spirituali ed eterni.

Eccoti, anima cristiana, un ammaestramento nelle tue svariate occupazioni; rifletti che il raccoglimento non è soltanto imposto ai Frati, ma è una virtù comune a ogni cristiano. Quando la necessità di famiglia, d’ufficio, quando la carità, la prudenza, la convenienza ti chiamano in mezzo al mondo, non rifiutarti; ma fuggi tutto ciò che possa dissipare il tuo spirito. Dio parla al cuore raccolto e le sue ispirazioni sono riservate a coloro, che si tengono lontani dalle mondane distrazioni.

Ossequio. Trattieniti oggi per qualche tempo raccolta in casa, dedicandoti alla considerazione dei beni celesti e facendo qualche orazione speciale ad onore di S. Rita.

Preghiera. O S. Rita, pervenga oggi a te la nostra prece supplice e commuova il tuo cuore a pietà. Da quante miserie morali siamo afflitti! Come l’anima nostra corre dietro le vanità, dimentica del suo Fattore e del vero bene! Incuranti e contrarii a raccoglierci in noi stessi per ascoltare la voce di Dio, che nel silenzio ci parla ammonitrice e confortatrice, i nostri sguardi, la nostra memoria, i nostri desideri ed affetti, tutto anela alle conversazioni, ai piaceri e ai rumori del mondo. Noi imploriamo il tuo soccorso a fine di arrenderci all’amore del Cielo. Prendi tu il nostro cuore, avvicinalo al tuo, ed al contatto purificatore togline la natia incostanza e leggerezza. L’amore del Cielo ci rende insipide le conversazioni ed i rumori della terra, e, tua mercè, impariamo ancora noi che non v’è gioia, non v’è speranza, non v’è pace maggiore di quella che Iddio concede a coloro, che, non curando o, sprezzando le vane parole degli uomini, cercano solo di ascoltare nel silenzio la voce divina. Amen!

Responsorio

D. S. Rita prega per noi. R. Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Passione, in modo da ottenere il premio promesso ai miti e a coloro che piangono. Amen! Pater Ave Gloria.

DECIMO GIOVEDI’: S. Rita accesa d’amore divino

Virtù: Carità verso Dio

In tutta la vita di Santa Rita domina sovrano e incontrastato l’amore verso Dio. Lu carità è l’ispiratrice di ogni pensiero, d’ogni desiderio, d’ogni palpito della nostra Santa e si manifesta nelle sue ardenti aspirazioni, nelle lunghe, continue preghiere, nella meditazione instancabile della Divina Bontà.

Raccogliti, anima cristiana, in te stessa e medita con profonda attenzione il primo e più grande comandamento della legge divina: Ama il tuo Signore, sommo ed infinito Bene, col più vivo amore. Egli ti ha amata fino a farsi Uomo e morire per te. O anima, non ti confondi di fronte a tanto amore? Ama dunque Dio con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutte le facoltà. Se il tuo amore non è ancora acceso delle fiamme dell’amore divino, oh! non frapporre più indugi; abbandonati al tuo Padre Celeste e sentirai quanto è dolce Dio a coloro che lo amano.

Ossequio. Ripeti tre volte, durante il giorno, con vivo sentimento l’atto di carità e, a imitazione di S. Rita, procura di pensare spesso all’amore che il Signore ha avuto per te.

Preghiera. O gloriosa S. Rita, tu che fosti accesa dell’amore divino, accogli sotto la tua protezione noi così tiepidi e languidi e fa’ che :possiamo imitarti. Noi, conosciamo tutta la necessità, la giustezza, la pace e la bontà, che si ritrova nell’amore verso un Dio, che ci ha ricolmati dei suoi benefici e per, cui ogni istante della nostra vita segna un beneficio. Però meschini ed umili non possiamo elevarci all’altezza della divina carità senza il soccorso della grazia divina. Tu, o nostra Protettrice, ci ottieni questa grazia; per essa sia trasformato l’animo nostro, sicché ardentemente desideriamo di gareggiare in amore divino coi Santi e con gli Angeli. Dal Signore, eterna carità ed eterna misericordia, Padre pietoso dell’anima nostra, imploraci il tesoro della divina carità e più fervida salirà a te la nostra prece e più gradita ed accetta tu la presenterai al Signore. Amen!

Responsorio

D. S. Rita prega per noi. R. Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Passione, in modo da ottenere il premio promesso ai miti e a coloro che piangono. Amen! Pater Ave Gloria.

DECIMOPRIMO GIOVEDI’: S. Rita e i suoi simili

Virtù: Carità verso il prossimo

La vita di Santa Rita ci manifesta altresì una cura continua e vigilante di beneficare con ogni mezzo gli uomini, senza alcuna distinzione. Mentre ella era nel secolo, delle sue tenui sostanze donava con abbondanza ai poveri. L’amore del prossimo le fece perdonare generosa agli uccisori del marito, spinta da carità, si dava indefessa alla correzione dei vizi e per tutti aveva parole di ammonimento, di conforto e di efficace istruzione. Anche nel chiostro, Rita, non che tralasciare, raddoppiava la pratica di questa bellissima virtù a riguardo delle sue consorelle, in nulla risparmiando se stessa, pur di giovare loro.

Considera, anima cristiana, che il precetto di amare il prossimo come te stesso è stato proclamato dal Signore simile al primo, ch’è il più grande fra tutti, cioè all’amore di Dio. Tu non lo ignori. Ebbene, hai adempito e adempi questo precetto, nel quale insieme col primo, si comprende tutta la legge? Procura quindi con ogni mezzo di amare il tuo prossimo; ma ricordati che allora solo potrai giustamente e veramente amare, quando l’amore abbia il suo fondamento in Dio.

Ossequio. Pratica qualche atto di carità verso il prossimo e innanzi l’immagine di S. Rita rinnova il proposito d’estinguere in te ogni avversione agli altri.

Preghiera. Confusi dalla certezza della nostra indegnità, noi ricorriamo a te, o S. Rita. Il precetto e l’esempio del Signore, la vita dei Santi e delle anime veramente cristiane ci inculcano in ogni maniera la necessità di amare il prossimo, di nutrire per tutti sentimenti della più tenera carità; ma noi, amanti solo del nostro comodo, ubbidienti alle passioni scorrette, ce ne dimentichiamo troppo spesso nella pratica, ançorché il labbro ancora ripeta l’atto di amore. Deh! o nostra Protettrice, la tenera carità, che pei miseri e peccatori nutristi in terra e che ora, sublimata in Dio, con più intenso ardore agita il tuo cuore, converti a nostro vantaggio; sia nobile trionfo della tua carità, che è la carità di Dio, la trasformazione dell’animo nostro, che da freddo, divenga infiammato d’amore, da egoista:, pieno di tenere sollecitudini per gli altri, da desideroso solo del bene proprio, consacrato al sollievo di ogni felicità. Accogli la nostra preghiera, o S. Rita, e da te ascoltata, ci faccia ripetere i ringraziamenti di giorno in giorno più pieni e sentiti alla infinita misericordia di Dio. Amen!

Responsorio

D. S. Rita prega per noi. R. Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Passione, in modo da ottenere il premio promesso ai miti e a coloro che piangono. Amen! Pater Ave Gloria.

DECIMOSECONDO GIOVEDI’: Santa Rita penitente

Virtù: Mortificazione

La Santa di Cascia trascorre la sua vita in una continua penitenza. Le sue facoltà, i sensi, la mente, la volontà, tutto il corpo, tutta l’anima sono da lei confitti alla Croce con Cristo. è appunto la mortificazione che mantiene il profumo delle sue virtù e le f a conservare illibato il fiore eletto d’ogni bene.

Anche a te, anima cristiana, è necessaria la mortificazione. Non lasciarti illudere dai fallaci argomenti di coloro che ti vorrebbero far credere l’uomo dover sempre soddisfare ogni suo desiderio. Ha detto nostro Signore che nella penitenza è la nostra salute. Mortifica quindi te stessa, vivendo sobriamente, giustamente e pienamente, allontanando ogni desiderio del mondo e dei sensi e tenendo l’occhio alla beata speranza del regno di Dio.

Ossequio. Per amore di Dio e in omaggio a S. Rita astieniti da qualche lecito divertimento e dalle futili e vane curiosità.

Preghiera. O S. Rita, noi ti presentiamo il proposito, nato dalla considerazione delle tue penitenze, di voler mortificare ogni cattiva tendenza, di offrire al Cielo il sacrificio dei nostri terreni desideri, affine di renderci benigna la nostra offerta; e tu, che ce la ispirasti, ci ottieni di poterla conservare con fedeltà ed amore. Fa’ che, appena tornati dalle consuete occupazioni, non ce ne dimentichiamo, divenendo come prima immortificati e insofferenti d’ogni ritegno. Vogliamo renderci a te simili, o nostra Protettrice! Lo sappiamo; la nostra volontà è debole e labile, ma è potente la tua intercessione; questa, dunque, ci fortifichi e ritempri a virtù l’animo inclinato al male. Da’ al mondo ancora questo spettacolo del tuo potere, dell’immensa grazia che il Signore ti accorda che siano piegate le nostre volontà ribelli ad accettare con rassegnazione e con gioia le avversità, che, sobri e temperanti, sappiamo negarci i piaceri dei sensi, per aspirare solo alle consolazioni dello spirito. Amen!

Responsorio

D. S. Rita prega per noi. R. Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Passione, in modo da ottenere il premio promesso ai miti e a coloro che piangono. Amen! Pater Ave Gloria.

DECIMOTERZO GIOVEDI’: S. Rita e il mondo

Virtù: Cura dei beni celesti

In tutto il corso della sua vita la nostra Santa mostra tutto il suo disprezzo per i beni terreni. Ne diede prova luminosa nella vita del secolo, quando ripeteva a se stessa. Non sono fatta per la terra, ma per il Cielo. Più chiaro segno ne dà dentro il chiostro, rinunziando ad ogni bene ed alla stessa lacolta di possederne, non solo in realtà; ma ancora con l’affetto. Il suo cuore non si attacca mai a bene terreno; nessuno dei suoi sentimenti è mai legato ad alcun possesso.

Anche tu, anima cristiana, che vivi nel mondo, sei obbligata a distaccare il tuo cuore dai suoi beni. Non ti s’impone la rinuncia a ogni facoltà; ma temi che gli onori e la cura d’accumulare ricchezze non ti allontanino dal Cielo. Le ricchezze, i mezzi terreni e gli onori non ti servano giammai a commettere con più facilità il male, ma piuttosto ti siano occasione di virtù e di merito presso Dio. Nulla ti gioverà avere guadagnato tutti i beni del mondo, se avrai perduto l’anima tua!

Ossequio. Prìvati di qualche cosa, che non ti sia necessaria, e per amore di S. Rita distribuiscine il prezzo in opere buone.

Preghiera. Esaudisci, o S. Rita, esaudisci tu, nostra speranza e nostro conforto, l’umile nostra preghiera. Quale abisso di miseria abbiamo in noi! Così la tua intercessione sana ed apre le nostre orecchie, perché odano la voce di Dio; sana ed apra i nostri occhi, perché ne vedano i cenni; sana e fortifica la nostra volontà, perché sia decisa e forte nell’ubbidirgli.

Noi fatti per il Cielo, noi eredi del regno di Dio, ci siamo abbassati sino al fango; storditi dal frastuono del mondo abbiamo ascoltato le voci, che ci promettevano la felicità dei beni terreni, dimenticando la voce severa del nostro Padre, ammonente che nell’amore delle ricchezze perdevamo il suo amore. Deh! tu che provasti tutta la dolcezza dei beni celesti, ne infondi una stilla nei nostri cuori; ed allora nulla più cureremo, nulla sarà capace di muoverci per il loro acquisto; ed i beni materiali non saranno da noi cercati anche a prezzo della religione,della giustizia, della carità. Sia splendido trionfo della tua grazia che si rendano tutti amanti del Cielo, coloro che finora non cercavano ed anelavano se non la terra. Amen!

Responsorio

D. S. Rita prega per noi. R. Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Passione, in modo da ottenere il premio promesso ai miti e a coloro che piangono. Amen! Pater Ave Gloria.

DECIMOQUARTO GIOVED’: S. Rita arricchita di doni celesti

Virtù: Confidenza

In S. Rita noi ammiriamo, in una successione non interrotta, miracoli e grazie straordinarie. Il candido sciame di api che entra ed esce dalla sua bocca in culla, il suo prodigioso ingresso nel monastero, la spina che le ferì la fronte, la cognizione del futuro e delle cose assenti e lontane, il dono di guarigioni, non ci ricordano che una minima parte delle grazie straordinarie, onde è adornata la nostra Santa. E il dono dei miracoli si mantiene sempre vivo e cresce dopo la sua morte.. I secoli trascorsi non servono che a più magnificarli, a far ricorrere a lei con viva fiducia e a più vaste schiere i popoli sono mossi ad invocare la eroina di Cascia: SANTA DEGLI IMPOSSIBILI.

I doni celesti, anima cristiana, debbono avvivare la tua confidenza in Dio. Nelle difficoltà della vita, nelle angustie, nelle avversità cerca Dio e sarai consolata.

La confidenza nel Signore sia la base di tutta la vita. Dove le tue forze vengono meno, abbandonati con fiducia nelle braccia del Redentore, il quale ti ha creata, è vero, senza di te, ma non vuole salvarti se non con la tua cooperazione.

Ossequio. Nelle ‘preoccupazioni fida nel Signore e proponi di voler nei pericoli interporre l’intercessione di S. Rita.

Preghiera. O gloriosa S. Rita, che formasti l’oggetto delle compiacenze di Dio e fosti da Lui arricchita dei più grandi miracoli, muoviti a pietà di noi deboli ed infermi, esposti a mille tentazioni e pericoli! Il grande potere a te concesso, converti a bene nostro. Ora che vivi beata e gloriosa, nella sicurezza della perpetua unione con Dio, puoi meglio adoprarti affinché sul nostro capo siano versate a larga mano le celesti benedizioni e per mezzo di queste grazie e benedizioni divine viva e forte vigoreggi nell’animo la confidenza nel Cielo.

Deh! ci, ottieni che spogliandoci della troppo fallace fiducia nei mezzi umani, cresca in noi quella nei divini. L’anima nostra si affidi tutta al Signore, sicchè nel Signore speri più che nelle proprie forze, nel proprio ingegno, nella propria potenza o in quella di ogni creatura. Impetraci questa confidenza, o gran Santa; e ai piedi della tua immagine gloriosa noi promettiamo di custodirla come un tesoro e di benedirtene per sempre. Amen!

Responsorio

D. S. Rita prega per noi. R. Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Passione, in modo da ottenere il premio promesso ai miti e a coloro che piangono. Amen! Pater Ave Gloria.

DECIMOQUINTO GIOVED’: Morte di S. Rita

Virtù: Desiderio del Cielo

Il 22 Maggio 1457, in età di 76 anni, dopo una malattia, durante la quale ella dà prova di eroica pazienza e di vivissimo desiderio di volare al Cielo, Rita muore. La soave pace della Santa è accompagnata da miracoli, da visioni della sua gloria; il suo corpo pare ringiovanirsi e rivestirsi di quell’incorruttibilità, onde il Signore l’ha consacrato ai secoli e reso chiaro attestato dell’eccelsa santità dell’anima, che l’ha informato e che ora canta coi Cittadini Beati le lodi perenni dell’Onnipotente.

Ricorda, anima cristiana, che la morte è il principio d’una vita nuova e ripeti sempre con S. Paolo: O morte, dov’è la tua vittoria? Rifletti che la morte è il transito al riposo ed alla felicità eterna per coloro che sono in grazia di Dio; a questa felicità aspira anche tu con tutto l’animo. Su, in alto, molto in alto, oltre le stelle è la patria; non lo dimenticare un istante. Questo desiderio, questa preghiera ti renderà migliore e ti farà venire a nausea ogni cosa bassa e vile, ti farà amare il bene e la virtù.

Ossequio. Come frutto di questo pio esercizio proponi d’imitare le virtù della Santa, in qualunque stato di vita ti trovi, ripetendo ogni giorno a te stessa il pensiero di S. Rita: non son fatta per la terra, ma per il Cielo.

Preghiera. O S. Rita, a te che veneriamo in Cielo risplendente di gloria, s’indirizza umile e fidente la nostra preghiera da questa bassa valle di pianto. Noi aneliamo al riposo eterno; ma un terribile dubbio ci assale e trafigge il cuore. Arriveremo alla terra promessa? Godremo un giorno con te dopo tante colpe, tante promesse fatte e non mantenute, tante ispirazioni e grazie disprezzate? Deh! t’interponi ;per noi presso Dio e ci ottieni misericordia; se la nostra indegnità è grande, la misericordia divina è infinitamente più grande; noi pentiti preghiamo il Signore che ci conceda quanto domandiamo senza alcun nostro merito; ed Egli che ci ha fatti dal niente, perché impetrassimo i suoi doni, non mancherà di accogliere la nostra preghiera ed il nostro pentimento. Tu, o nostra Protettrice, aiutaci a mantenerci fedeli alle promesse fatte al Signore; ci ottieni che sempre ci guidi e conforti e protegga in vita la beata speranza del Cielo, sì che alla fine dei nostri giorni possiamo chiudere gli occhi a questa vita, sicuri che, per grazia della Divina Bontà, li riapriremo alla gioia del Paradiso, ove con te loderemo, ringrazieremo, benediremo in eterno il nostro Padre, il nostro Redentore, il nostro Dio. Amen!

Responsorio

D. S. Rita prega per noi. R. Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Passione, in modo da ottenere il premio promesso ai miti e a coloro che piangono. Amen! Pater Ave Gloria.

Tratto da: “Santa Rita” di don Giuseppe Tomaselli Opera Caritativa Salesiana ‘Don Giuseppe Tomaselli’ Viale Regina Margherita 27 98121 MESSINA ccp.: 12047981

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A CURA DI CENTRO STUDI DEDICATO A SANTA RITA DA CASCIA

https://sites.google.com/site/dedicatoasantaritadacascia/home/santa-rita-la-devozione-dei-15-giovedi

PREGHIERA A SANTA RITA DA CASCIA PER I CASI DISPERATI

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 9:56 am


Preghiera per i casi impossibili e disperati

O cara Santa Rita,
nostra Patrona anche nei casi impossibili e Avvocata nei casi disperati,
fate che Dio mi liberi dalla mia presente afflizione…….,
e allontani l’ansietà, che preme così forte sopra il mio cuore.

Per l’angoscia, che voi sperimentaste in tante simili occasioni,
abbiate compassione della mia persona a voi devota,
che confidentemente domanda il vostro intervento
presso il Divin Cuore del nostro Gesù Crocifisso.

O cara Santa Rita,
guidate le mie intenzioni
in queste mie umili preghiere e ferventi desideri.

Emendando la mia passata vita peccatrice
e ottenendo il perdono di tutti i miei peccati,
ho la dolce speranza di godere un giorno
Dio in paradiso insieme con voi per tutta l’eternità.
Così sia.

Santa Rita, Patrona dei casi disperati, pregate per noi.

Santa Rita, Avvocata dei casi impossibili, intercedete per noi.

3 Pater, Ave e Gloria.

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A CURA DEL CENTRO STUDI DEDICATO A SANTA RITA DA CASCIA

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SANTA RITA DA CASCIA : LA NOVENA

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 9:53 am

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

O Dio vieni a salvarmi, Signore vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre.

Primo giorno

Ci rallegriamo, o nostra Avvocata S. Rita, della nascita prodigiosa da sterili genitori annunziata da un Angelo con la futura vostra santità; impetrateci di rinascere per penitenza, se morti alla di-vina grazia, ed in essa santamente per-severare. Pater, Ave, Gloria.  

Secondo giorno Ci rallegriamo, S. Rita, dell’amore che da fanciulla aveste alla solitudine ed alla meditazione dei patimenti del Crocefisso vostro Bene; implorateci il distacco dal mondo e la memoria della Passione del nostro Redentore. Pater, Ave, Gloria. 

Terzo giorno Ci rallegriamo, o S. Rita, della pa-zienza inalterabile con cui soffriste la ferocia dell’uomo per obbedienza da voi sposato, e per le vostre preghiere dive-nuto esemplare di virtù: intercedeteci di soffrire volentieri le afflizioni che Dio ci manda in punizione dei nostri peccati. Pater, Ave, Gloria. 

Quarto giorno Ci  rallegriamo, o S. Rita, del sa-crificio che faceste nel perdonare e be-neficare gli uccisori del vostro sposo; deh! fate che noi perdoniamo ai nostri nemici ricambiando loro bene per male. Pater, Ave, Gloria. 

Quinto giorno Ci rallegriamo, o S. Rita, della vita penitente da voi menata nei due anni di vedovanza, spogliata di tutto; impetra-teci la grazia di imitarvi penitente, giacché non vi imitammo innocente. Pater, Ave, Gloria. 

Sesto giorno Ci rallegriamo, o S. Rita, della pro-digiosa vostra entrata nel Chiostro, cui aspiraste da fanciulla, ed ove, specchio di virtù divenuta e meditando i dolori di Gesù, meritaste di essere trafitta nella fronte da una spina staccatasi dal vostro Crocefisso; vi preghiamo che i nostri cuori, meditando la Passione di Gesù Crasto, siano trafitti dalla spina di una sincera compunzione. Pater, Ave, Gloria.  

Settimo giorno Ci rallegriamo, o S. Rita, della celeste visita che aveste da Gesù e da Maria, invitandovi al Paradiso; deh! gui-dateci a condurre esattamente la vita, la quale sia terminata da una santa morte. Pater, Ave, Gloria.  

Ottavo giorno Ci rallegriamo, o S. Rita, della glo-ria datavi da Dio su questa terra, ammirandosi incorrotto per più secoli il vo-stro corpo; impetrateci di mantenere l’a-nima nostra intatta dalle macchie della colpa. Pater, Ave, Gloria

Nono giorno Ci rallegriamo o S. Rita, dei con-tinui strepitosi prodigi che opera Iddio per la vostra intercessione a pro’ dei vostri devoti; deh, siateci avvocata in tutti i nostri bisogni spirituali, in vita ed in morte. Pater, Ave, Gloria.

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 A CURA DI DEDICATO A SANTA RITA DA CASCIA

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