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aprile 26, 2012

GAY: LA CHIESA CATTOLICA INIZIA AD APRIRE ALLE COPPIE OMOSESSUALI!

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GAY: LA CHIESA CATTOLICA INIZIA AD APRIRE ALLE COPPIE OMOSESSUALI!

 
 
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3/04/2012 

Vienna, un giovane gay nel consiglio di Schönborn

 
 
 

In Austria si discute del caso avvenuto a Stützenhofen, dove il ventiseienne Florian Stangl è stato designato a stragrande maggioranza nel consiglio pastorale

AndrEA tORNIELLI
cITTà DEL vATICANO 

Un giovane austriaco che convive con il proprio compagno e ha registrato la sua convivenza come previsto dalle leggi del suo Paese, è stato eletto a gran maggioranza nel consiglio pastorale della parrocchia di Stützenhofen, a nord di Vienna. E il cardinale Cristoph Schönborn ha ratificato la sua elezione contro il parere del parroco.

 

Il consiglio pastorale è un istituto previsto dal Codice canonico, e che ha lo scopo di far partecipare i fedeli alla programmazione della vita della parrocchia. Stangl ha ottenuto 96 preferenze su 142. Il parroco di Stützenhofen, Gerhard Swierzek gli ha chiesto di rinunciare al posto e lo ha anche invitato a non fare la comunione, a motivo della sua convivenza con un altro uomo. «Io mi sento legato agli insegnamenti della Chiesa – ha risposto Stangl – ma la richiesta di vivere in castità mi sembra irrealistica».
In un primo momento la diocesi di Vienna ha dichiarato che la convivenza registrata in un’unione civile non permetteva la partecipazione al consiglio pastorale. Il giovane ha chiesto udienza al cardinale Schönborn, che ha invitato a pranzo lui e il suo convivente. Dopo l’incontro, l’arcivescovo di Vienna ha pubblicato una nuova dichiarazione. Ha ammesso che «ci sono molti membri dei consigli pastorali parrocchiali il cui stile di vita non è del tutto conforme agli ideali della Chiesa», affermando però di apprezzare «il loro impegno nel cercare di vivere una vita di fede».

 

Schönborn ha quindi lodato la partecipazione dei giovani alla vita della parrocchia della piccola comunità austriaca, stabilendo che «gli errori formali emersi durante l’elezione non mettono in discussione i risultati dell’elezione stessa nella quale il candidato più giovane, Florian Stangl, ha ricevuto la maggioranza dei voti».

Il cardinale racconta poi di essere rimasto «profondamente impressionato» dalla fede di Stangl, «dalla sua umiltà, e dal modo in cui egli concepisce il suo servizio», affermando di aver capito perché i parrocchiani «hanno votato in modo così deciso per la sua partecipazione al consiglio pastorale». La decisione finale è dunque quella di non invalidare i risultati, anche se «si metterà mano a una revisione delle regole per chiarire i requisiti necessari per i candidati al consiglio pastorale».

Gli «errori formali» citati da Schönborn riguardano il fatto che i candidati per i consigli pastorali nella diocesi viennese dovrebbero firmare una dichiarazione, affermando la loro adesione alla fede e alla disciplina della Chiesa cattolica, la quale, com’è noto, condanna non la persona ma la pratica omosessuale, e si oppone al riconoscimento delle unioni gay. A Stützenhofen però i candidati non avevano firmato la prevista dichiarazione.

 

Nei giorni scorsi era stato il cardinale Carlo Maria Martini, emerito di Milano, ad aprire al riconoscimento delle unioni civili. Nel libro intervista Credere e conoscere (Einaudi), scritto con Ignazio Marino, dopo aver affermato la necessità di difendere la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna ha detto: «Però non è male che, in luogo di rapporti omosessuali occasionali, due persone abbiano una certa stabilità e quindi in questo senso lo Stato potrebbe anche favorirli».

Di diverso avviso l’attuale arcivescovo ambrosiano, Angelo Scola, che intervistato in vista dell’incontro mondiale delle famiglie nella città in cui la giunta Pisapia sta portando avanti la proposta del registro per le coppie di fatto ha detto che «il nome famiglia non si addice ad altre forme di convivenza. Ostinarsi a utilizzarlo confonde e finisce con lo svuotare i preziosi fattori costitutivi della vera famiglia».

 
 
 
 
 
 
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Gay, Schoenborn trova una sponda in Buttiglione

 
Pubblichiamo questo articolo uscito sul Foglio di oggi 13.04.2012

di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro

I fatti sono noti: il giovane austriaco Florian Stangl, che vive pubblicamente una relazione omosessuale, è stato eletto a capo del consiglio pastorale di Stützenhofen, a nord di Vienna. Il parroco ha eccepito, ma il suo vescovo, il cardinale Cristoph Schönborn, è intervenuto per sconfessare il sacerdote e benedire la nomina.
La vicenda continua a far discutere dentro le mura vaticane con prudenza e preoccupazione proporzionali alla caratura del porporato in questione. Ai “placet” progressisti si oppongono “non placet” conservatori in un dibattito che, a rigore, non avrebbe titolo di esistere, dato che Santa Romana Chiesa ha sempre censurato fatti come quello in oggetto.
Ma ora si fa strada la terza via del “placet iuxta modum” che riafferma la dottrina e, insieme, giustifica l’operato dell’arcivescovo di Vienna. Su queste pagine ne ha dato un esempio Rocco Bottiglione attraverso l’unica via possibile: fraintendendo l’iniziativa del cardinale Schönborn fino a farla sembrare una prova di carità cristiana. Il discorso di Buttiglione si articola in sei punti. Primo: Dio vuole la salvezza di tutte le anime, e dunque anche delle persone che vivono comportamenti omosessuali. Secondo: un omosessuale può essere benissimo un cristiano. Terzo: il cardinale non ha detto che l’omosessualità non sia un grave disordine morale. Quarto: la Chiesa non è il luogo dei perfetti, ma dei peccatori. Quinto: ciò che esclude dalla Chiesa non è il peccato ma l’eresia. Sesto: l’intransigenza contro l’omosessualità deve andare di pari passo con l’accoglienza umana per le persone omosessuali.
Tutte cose vere, ma nulla hanno a che fare con la condotta di Schönborn. Essere chiamati a far parte di un consiglio pastorale non significa essere riconosciuti dal parroco e dal vescovo come “perfetti”, categoria ignota al diritto canonico, ma come persone sufficientemente stimabili agli occhi della comunità. Il problema ha una doppia direzione: il consiglio pastorale “si” legittima grazie alla qualità dei suoi membri e, allo stesso tempo, “legittima” i suoi membri. Se un giovane negazionista con simpatie naziste venisse eletto in un consiglio pastorale, sarebbe difficile trovare nell’orbe cattolico un vescovo e un filosofo disposti a difenderlo in nome della carità e dicendo che nessuno è perfetto.
Il clamoroso e teatrale intervento di Schönborn non ha nulla a che vedere con l’incontro del cardinal Federigo con l’Innominato, non è un atto di doverosa elargizione del perdono che Cristo ha promesso a ogni peccatore pentito. Quello del porporato viennese è un gesto politico e dall’inevitabile significato magisteriale. E’, inequivocabilmente, un mettersi in ginocchio davanti al mondo. Le lobby gay premono alle porte della Chiesa affinchè sia abbandonato il tradizionale insegnamento morale sulla condotta omosessuale e il cardinale le ha accontentate.
Schönborn crede di cavarsela dicendo che ha incontrato il giovane a pranzo e ha capito che merita quel posto. Ma così facendo dimostra di ignorare la severa disciplina che la Chiesa applica, per esempio, ai divorziati risposati, ai quali è interdetto l’accesso alla Santa Comunione, è proposto di vivere “come fratello e sorella”, e anche in tal caso, è caldamente consigliato di non comunicarsi in parrocchia per non dare scandalo alla comunità. Perfino in assenza del peccato si deve aver riguardo allo scandalo che può derivare dall’apparenza. Il male si può tollerare, ma non può essere portato a modello.
Per finire, una considerazione tutt’altro che marginale: con quale autorità il parroco sconfessato dal suo vescovo potrà svolgere il suo ministero tra la sua gente?

 
 
 
 
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Il Card. Martini apre sugli omosessuali e sulle coppie di fatto

Pubblicato il 26 marzo 2012 da admin

L’ apertura di Martini sulle coppie gay. «Qualcosa si muove»

 

MILANO – Le unioni civili: lo Stato potrebbe favorirle, anche quelle fra omosessuali. Il profilattico: in certe situazioni può costituire un male minore. E, in questo particolare momento, si può capire anche il Gay Pride. Pubblicate, ieri, le anticipazioni del libro-dialogo tra il cardinale Carlo Maria Martini e il chirurgo senatore Ignazio Marino, le agenzie battono le reazioni entusiaste delle associazioni e della comunità Lgbt. «Spiraglio», «segno importante», «aperture al dialogo», e anche «richiamo alla politica». Le parole scelte dall’ ex arcivescovo di Milano nel libro ( Credere e conoscere , Einaudi, dal 27 marzo) sono subito rilanciate da Arcigay, Comitato del Pride nazionale, Equality Italia, Gay Center. «Non è male, in luogo di rapporti omosessuali occasionali, che due persone abbiano una certa stabilità e quindi lo Stato potrebbe anche favorirli», così risponde il cardinale a Ignazio Marino. E queste sono parole che aprono al dialogo, secondo Fabrizio Marrazzo (Gay Center). E sono «un richiamo importante per i politici che si trincerano dietro le posizioni della Chiesa che non sono tutte uguali». Aurelio Mancuso, presidente di Equality, ribadisce che «le ripetute chiusure da parte della gerarchia vaticana rappresentano solo alcune delle posizioni in campo. Soprattutto tra il popolo di Dio, prevalgono accoglienza e ascolto». Certo, la Chiesa promuove la famiglia. «Ma non è giusto discriminare altri tipi di unione», è un altro dei passaggi apprezzati dalle comunità lesbica, gay, bisessuale e trans. «Anche nella Chiesa cattolica qualcosa si muove», sottolinea Franco Grillini, Idv. E per Imma Battaglia (DìGayProject) questo è «un segno importante per riprendere il dialogo con la Chiesa». «Il Paese reale ha detto un sì convinto ai diritti Lgbt, al matrimonio tra persone dello stesso sesso e alle unioni civili. E un no netto a omofobia e transfobia – è il commento di Paolo Patanè, presidente di Arcigay -. Resta avvilente la farsa dei partiti, a destra e a sinistra». I partiti. Il senatore del Pdl Raffaele Lauro – sua la proposta di legge sul mutuo sostegno – parla di «giudizi coraggiosi e profondamente cristiani che fanno giustizia delle posizione omofobe e retrograde di molti bacchettoni della politica». E da Fli, Flavia Perina e Riccardo Lo Monaco rilanciano: «Subito un tavolo di confronto per una proposta di legge sulle unioni civili».

Federica Cavadini  (“Corriere della sera ” del 24 marzo 2012)

 
 
 
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Cardinal Martini zapaterista: “Sbagliato no a coppie di fatto”

In un libro per Einaudi, il cardinale dialoga con Ignazio Marino sul tema dell’omosessualità: “Stato potrebbe favorire stabilità coppie gay”

 
o ritengo che la famiglia vada difesa perchè è veramente quella che sostiene la società in maniera stabile e permanente e per il ruolo fondamentale che esercita nell’educazione dei figli. MPerò non è male che, in luogo di rapporti omosessuali occasionali, che due persone abbiano una certa stabilità e quindi in questo senso lo Stato potrebbe anche favorirli”. Chi parla non è un politico della sinistra filo-zapaterista, ma un uomo di Chiesa: il cardinale ed ex arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini, che dialoga con il medico ed ex senatore del Pd Ignazio Marino nel libro “Credere e conoscere” in uscita per Einaudi.Martini, che su alcuni temi ha sempre avuto idee “progressiste”, prosegue dicendo di non condividere “le posizioni di chi, nella Chiesa, se la prende con le unioni civili”…”Se alcune persone anche dello stesso sesso ambiscono a firmare un patto per dare una certa stabilità alla loro coppia, perchè vogliamo assolutamente che non sia?”…”per questo – conclude Martini – se lo Stato concede qualche beneficio agli omosessuali, non me la prenderei troppo”.

 

http://www.liberoquotidiano.it/news/964578/Cardinal-Martini-zapaterista-Sbagliato-no-a-coppie-di-fatto.html

 

 

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articolo di venerdì 13 gennaio 2012

 

Il vescovo di Ragusa apre:
“Riconoscere le unioni gay”

di Sergio Rame

 

 
Il vescovo Paolo Urso chiede una “chiesa dalle porte aperte”. E spiega: “Lo Stato riconosca le unioni omosessuali mentre la Chiesa si riservi solo il giudizio morale”

Tornano al centro del dibattito le unioni civili. A sollevare il problema, questa volta è stato un uomo di chiesa. Il vescovo di Ragusa Paolo Urso ha infatti invocato la laicità dello Stato a sostegno di questo tema tanto delicato e controverso: “Lo Stato riconosca le unioni omosessuali mentre la Chiesa si riservi solo il giudizio morale”.

Da sempre convinto assertore di una chiesa dalle “porte aperte”, Urso mostra da diverso tempo una sensibilità spiccata verso questioni cruciali come l’immigrazione, il pacificismo, le convivenze e la fecondazione assistita. Già nel 2005 aveva suscitato profondo scalpore una sua intervista al Corriere della Sera in cui, esprimendo un’opinione dissonante rispetto a quella del cardinale Camillo Ruini allora presidente della Cei, aveva invocato “la libertà di coscienza” annunciando l’intenzione di andare a votare per il referendum sulla fecondazione assistita quando, invece, la linea della Santa Sede era di astenersi.

Ieri le dichiarazioni del vescovo sono tornate a fare discutere. In una intervista al Quotidiano.net, il vescovo di Ragusa è tornato a parlare di unioni omosessuali verso le quali il prelato esprime giudizi improntati alla comprensione e alla separazione tra il livello civile e quello religioso. “Quando due persone decidono, anche se sono dello stesso sesso, di vivere insieme è importante che lo Stato riconosca questo stato di fatto – ha detto Urso – che va chiamato con un nome diverso dal matrimonio, altrimenti non ci intendiamo”. “Uno Stato laico come il nostro non può ignorare il fenomeno delle convivenze, deve muoversi e definire diritti e doveri per i partner – ha continuato il vescovo – poi la valutazione morale spetterà ad altri”.

“Sono stato educato alla laicità dello Stato e al rispetto delle leggi civili – ha continuaro – quando il cittadino è chiamato a compiere delle scelte concrete, il compito della Chiesa è quello di offrire ai fedeli strumenti per decidere in autonomia e consapevolezza. Per questo ho detto alla mia gente: ‘Informatevi, documentatevi, vedete se questo tipo di soluzioni sono giuste e giudicate voi'”. “Credo che i vescovi con la politica e le sue logiche non debbano avere nulla a che fare”, ha concluso il vescovo che si è subito guadagnato gli elogi delle comunità e delle organizzazioni omosessuali. A partire da Equality Italia che ha valutato le parole del vescovo “molto importanti”. Molto soddisfatto anche il vicepresidente del Pd Ivan Scalfarotto: “Le dichiarazioni del vescovo di Ragusa sono importanti soprattutto pensando a certi politici reazionari che con la scusa del cattolicesimo si oppongono a leggi che dovrebbero essere bagaglio fondamentale in un paese laico e civile”.

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“Lobby omosessuale orienta le carriere in Vaticano”, parola del gesuita polacco Zaleski

“Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”: in questi giorni padre Tadeusz Isakowicz Zaleski non smette di ripetere le parole del vangelo di S. Giovanni (cap. 8, verso 32). Il refrain non si arresta da quando è uscito il suo nuovo libro, intitolato appunto “Mi importa della verità”. In questa intervista-fiume, il prete noto durante il comunismo per il suo appoggio incondizionato a Solidarnośc, e ora per il non comune spirito investigativo con il quale setaccia i documenti conservati nell’Istituto di memoria nazionale IPN, rivela – fra le altre cose – l’esistenza di quella che lui chiama “lobby omosessuale”. Sia al livello nazionale, sia a livello del Vaticano.

Isakowicz Zaleski, però, getta il sasso e nasconde la mano: a parte il caso di Mons. Juliusz Paetz, costretto alle dimissioni da arcivescovo di Poznan ancora da Giovanni Paolo II, perché accusato di molestie nei confronti dei suoi seminaristi, nel libro non compare nessun altro nome. “Farò i nomi soltanto davanti all’apposita commissione che la Chiesa polacca vorrà istituire, visto il clamore delle mie denunce”, assicura il prete.

Strano atteggiamento in una persona convintissima che i suoi lettori sappiano bene di che cosa e di chi si parla. “Sono cose universalmente note”, ribatte Isakowicz Zaleski. E aggiunge: “Io dimostro che uno dei problemi della Chiesa in Polonia oggi è la mancanza di trasparenza per quanto riguarda alcune questioni”.

Una situazione della quale, a suo parere, approfittano esclusivamente i nemici della Chiesa. Era così quando si trattava di svelare l’identità degli ecclesiastici che durante il regime comunista collaborarono con la polizia politica. E’ così, oggi, per quanto concerne l’omosessualità. Che a suo dire è “onnipresente”. Ci sono diocesi, scrive padre Tadeusz, dove tutti hanno queste tendenze, dal vescovo ordinario fino all’inserviente. Nomi? Nessuno. Tanto lo sanno tutti. Idem in Vaticano – perche “più si va in alto, peggio è” – dove a suo dire esiste una forte lobby omosessuale che garantisce le carriere dei suoi membri.

La Chiesa in Polonia, almeno la gerarchia, non ha fretta di discutere con Isakowicz Zaleski per prendere in esame le sue rivelazioni (e cosi facendo rafforza lo scetticismo della stampa, desiderosa di conoscere i nomi). L’unica voce finora levatasi a tal proposito è quella di padre Józef Augustyn, gesuita, da anni disposto e capace di discutere in pubblico delle più scottanti questioni riguardanti la sfera sessuale, sia dei laici, sia del clero.

Secondo il gesuita il problema dell’omosessualità nei ranghi del clero esiste effettivamente, ma padre Isakowicz Zaleski lo ha esposto “in modo ambiguo e superficiale”. Il nodo, dice, non riguarda il fenomeno stesso “sul quale abbiamo poca influenza, ma il nostro atteggiamento di fronte ad esso”.

La tesi del libro, l’esistenza di “una potente cospirazione sessuale all’interno della Chiesa”, non regge di fronte alle domande che sorgono spontaneamente. L’autore basa la propria ipotesi su documenti della polizia politica, ma il gesuita polacco di domanda se si tratti veramente di una fonte degna di fiducia. Più gravi sono le accuse, più forti dovrebbero essere anche le prove, aggiunge padre Augustyn, che non le trova nel volume, Al loro posto insinuazioni e luoghi comuni. Per non parlare delle “pericolose generalizzazioni”, come per esempio, la parte dedicata al Vaticano. La verità, alla quale Isakowicz Zaleski tiene tanto, non sta unicamente nelle informazioni: dovrebbe risiedere anche nelle motivazioni che hanno spinto qualcuno a fornire quelle “notizie”, conclude il gesuita nell’intervista concessa all’agenzia dei vescovi polacchi KAI.

Fonte: Vatican Insider, 11/04/2012

 

http://www.agerecontra.it/public/press20/?p=10505#more-10505

 

 
 

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GESU’ E’ DIO ED E’ LA SECONDA PERSONA DELLA S.S.TRINITA’

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GESU’ E’ DIO ED E’ LA SECONDA PERSONA DELLA S.S.TRINITA’


LA SANTA TRINITA’ NEL NUOVO TESTAMENTO

 

LA SANTA TRINITA’ DAL VANGELO SECONDO MATTEO

Vediamo chiaramente descritta la Santa Trinita’ durante il Battesimo di Gesù.
Vangelo di Matteo : 3,13-17.

Battesimo di Gesù
[13]In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui.

[14]Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?».

[15]Ma Gesù gli disse: «Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia». Allora Giovanni acconsentì.

[16]Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui.

[17]Ed ecco una voce dal cielo che disse: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto».

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In questo evento evangelico vediamo che Dio si manifesta in tre persone distinte; il Figlio-Dio Gesù che esce dal Giordano,

lo Spirito Santo-Dio che come una colomba viene su Gesù, e una voce viene dal cielo, la voce di Dio-Padre.

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Ora Gesù stesso svela la Santa Trinita’; Vangelo di Matteo : 28,18-20

Apparizione in Galilea e missione universale
[16]Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato.

[17]Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano.

[18]E Gesù, avvicinatosi, disse loro: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra.

[19]Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo,

[20]insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

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In questo evento evangelico vediamo che Gesù insegna il Battesimo nel nome di Dio, che è nello stesso tempo Padre, Figlio e Spirito Santo.

Quindi la Santa Trinita’ e’ una verità evangelica.

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LA SANTA TRINITA’ DAL VANGELO DI SAN LUCA : 1,26-38

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La grandezza di Maria ed il suo legame con la Santa Trinità.

VANGELO DI SAN LUCA : 1,26-38

L’annunciazione
[26]Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret,

[27]a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.

[28]Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».

[29]A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.

[30]L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.

[31]Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. [32]Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo;

il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre [33]e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

[34]Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». [35]Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te,

su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.

[36]Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile:

[37]nulla è impossibile a Dio». [38]Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei.

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Ecco il legame tra Maria e la Santa Trinità , vediamo che Maria darà alla luce il Figlio di Dio, quindi il Figlio-Dio; nel versetto : 1,32- e 1,35.

Il concepimento avverrà tramite lo Spirito Santo che scenderà sopra di lei, quindi lo Spirito Santo-Dio, nel versetto : 1,35,

e vediamo che la potenza dell’Altissimo la coprirà con la sua ombra, quindi Dio-Padre coprirà Maria con la sua ombra, nel versetto : 1,35.

Quindi Maria mentre è in attesa di dare alla luce il suo primogenito, vediamo che il bambino, il Figlio di Dio, viene concepito mediante lo Spirito Santo,

mentre l’Altissimo stesso è presente coprendo Maria con la sua ombra.

Quindi Maria è veramente piena di grazia come dice l’Angelo Gabriele nel versetto : 1,28.

Quindi colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio, versetto : 1,35.

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LA SANTA TRINITA’ NEL VANGELO DI SAN GIOVANNI

Le tre persone della Santa Trinita’ sono tre persone distinte con diverse funzioni,
insieme sono una Trinita’ e nello stesso tempo sono una Unita’ cioè sono Dio.

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Vangelo di Giovanni: 14,15-17

[15]Se mi amate, osserverete i miei comandamenti.
[16]Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre,
[17]lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce.
Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi.

Vediamo che Gesù il Figlio-Dio, prega il Padre-Dio, il quale manderà il Paraclito, il Consolatore,
cioè lo Spirito Santo-Dio.
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Vangelo di Giovanni: 14,25-26

25]Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi. [26]
Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome,
egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.

Vediamo che il Padre-Dio manderà lo Spirito Santo-Dio nel nome del Figlio-Dio Gesù.

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Vangelo di Giovanni: 15,26

[26]Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre,

lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza;

[27]e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio.

Ancora vediamo che Gesù il Figlio-Dio manderà dal Padre-Dio, lo Spirito Santo-Dio,

il quale viene a rendere testimonianza su Gesù.

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Vangelo di Giovanni: 16,12-15

12]Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.

[13]Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé,

ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future.

[14]Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà.

[15]Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà.

Vediamo che lo Spirito Santo-Dio, guiderà gli Apostoli alla verità tutta intera, perché prenderà di Gesù,

il Figlio-Dio, poiché tutto quello che possiede il Padre-Dio è del Figlio-Dio Gesù.

Quindi le tre persone della Santa Trinità sono diverse con diverse funzioni,

il Padre-Dio ha la funzione più autorevole, il Figlio-Dio è il Salvatore, e lo Spirito Santo-Dio è il Consolatore,

che viene a testimoniare Gesù e a guidare gli Apostoli nella missione affidata loro da Gesù il Figlio di Dio.

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LA SANTA TRINITA’ DAL LIBRO DEGLI ATTI DEGLI APOSTOLI

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Dagli Atti degli Apostoli: 2,29-41

[29] (Pietro): ” Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide,

che egli morì e fu sepolto e la sua tomba è ancora oggi fra noi.

[30]Poiché però era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente,

[31]previde la risurrezione di Cristo e ne parlò:

questi non fu abbandonato negli inferi,
né la sua carne vide corruzione.

[32]Questo Gesù Dio l’ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni.

[33]Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che egli aveva promesso,

lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire. [34]Davide infatti non salì al cielo; tuttavia egli dice:

Disse il Signore al mio Signore:
siedi alla mia destra,
[35]finché io ponga i tuoi nemici
come sgabello ai tuoi piedi.

[36]Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso! “.

[37]All’udir tutto questo si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli:

«Che cosa dobbiamo fare, fratelli?». [38]E Pietro disse: «Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo,

per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo.

[39]Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro».

[40]Con molte altre parole li scongiurava e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa».

[41]Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone.

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Ecco come si delinea nel credo di Pietro la realta’ della Santa Trinita’,

Gesù il Figlio-Dio viene risuscitato dal Padre-Dio, versetto: 2,32,

dopo Gesù il Figlio-Dio ascende alla destra del Padre-Dio, dopo avere ricevuto dal Padre-Dio lo Spirito Santo-Dio, versetto: 2,33.

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Poi vediamo che bisogna battezzarsi nel nome di Gesù Cristo,

il Figlio-Dio, e dopo si riceve lo Spirito Santo-Dio, versetto: 2,38;

questo avviene per volontà del Signore Dio-Padre, versetto: 2,39.

Per quanto riguarda la promessa per tutti quelli che sono lontani citata nel versetto: 2,39; si veda Isaia: 49,1; 57,19;

e Zaccaria: 6,15; profezie che indicano la conversione dei pagani.

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LA SANTA TRINITA’ NELLA PRIMA LETTERA DI SAN PIETRO

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DALLA PRIMA LETTERA PIETRO: 1,1-12

Indirizzo e saluto
[1]Pietro, apostolo di Gesù Cristo, ai fedeli dispersi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadòcia,

nell’Asia e nella Bitinia, eletti [2]secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito,

per obbedire a Gesù Cristo e per essere aspersi del suo sangue: grazia e pace a voi in abbondanza.

Introduzione. L’eredità donata dal Padre
[3]Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo; nella sua grande misericordia egli ci ha rigenerati,

mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, [4]per una eredità che non si corrompe,

non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi, [5]che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede,

per la vostra salvezza, prossima a rivelarsi negli ultimi tempi.

Amore e fedeltà nei contronti del Cristo
[6]Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere un pò afflitti da varie prove,

[7]perché il valore della vostra fede, molto più preziosa dell’oro, che, pur destinato a perire,

tuttavia si prova col fuoco, torni a vostra lode, gloria e onore nella manifestazione di Gesù Cristo:

[8]voi lo amate, pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa,

[9]mentre conseguite la mèta della vostra fede, cioè la salvezza delle anime.

La rilevazione profetica dello Spirito
[10]Su questa salvezza indagarono e scrutarono i profeti che profetizzarono sulla grazia a voi destinata

[11]cercando di indagare a quale momento o a quali circostanze accennasse lo Spirito di Cristo che era in loro,

quando prediceva le sofferenze destinate a Cristo e le glorie che dovevano seguirle.

[12]E fu loro rivelato che non per se stessi, ma per voi, erano ministri di quelle cose che ora vi sono state annunziate

da coloro che vi hanno predicato il vangelo nello Spirito Santo mandato dal cielo; cose nelle quali gli angeli desiderano fissare lo sguardo.

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Ecco come Pietro crede e proclama la Santa Trinità, già nel dare il saluto introduttivo parla di lui, Pietro discepolo di Gesù Cristo,

il Fglio-Dio, e si rivolge agli eletti secondo la prescienza di Dio Padre, e la santificazione dello Spirito Santo-Dio, versetto: 1,1-2.

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Pietro parla della benedizione riguardo Dio e Padre del Signore Gesù Cristo, il Figlio-Dio, versetto: 1,3.

Pietro accenna ai profeti, questi profetizzavano attraverso lo Spirito di Cristo, versetto: 1,10-11.

Poi Pietro rivela che gli Apostoli predicano il Vangelo nello Spirito Santo-Dio, mandato dal cielo, versetto: 1,12.

Quindi Pietro distingue il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo, e vediamo che Dio è il Padre del Signore Gesù Cristo,

il quale è risorto, ed il suo Spirito agiva nei Profeti, i quali profetizzrono riguardo il Vangelo, che ora viene annunziato

mediante lo Spirito Santo che è stato mandato dal cielo, cioè da Dio Padre.

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LA SANTA TRINITA’ E LO SPLENDORE E I DONI DELLO SPIRITO SANTO
NELLA PRIMA LETTERA AI CORINZI

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DALLA LETTERA I AI CORINTI: 12,1-31
I doni spirituali o “carismi”
[1]Riguardo ai doni dello Spirito, fratelli, non voglio che restiate nell’ignoranza.

[2]Voi sapete infatti che, quando eravate pagani, vi lasciavate trascinare verso gli idoli muti secondo l’impulso del momento.

[3]Ebbene, io vi dichiaro: come nessuno che parli sotto l’azione dello Spirito di Dio può dire «Gesù è anàtema»,

così nessuno può dire «Gesù è Signore» se non sotto l’azione dello Spirito Santo.

Diversità e unità dei carismi
[4]Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; [5]vi sono diversità di ministeri,

ma uno solo è il Signore; [6]vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti.

[7]E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune:

[8]a uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza; a un altro invece, per mezzo dello stesso Spirito, il linguaggio di scienza;

[9]a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro il dono di far guarigioni per mezzo dell’unico Spirito;

[10]a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di distinguere gli spiriti;

a un altro le varietà delle lingue; a un altro infine l’interpretazione delle lingue.

[11]Ma tutte queste cose è l’unico e il medesimo Spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole.

Paragone del corpo
[12]Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo.

[13]E in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo,

Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito.

[14]Ora il corpo non risulta di un membro solo, ma di molte membra.

[15]Se il piede dicesse: «Poiché io non sono mano, non appartengo al corpo»,

non per questo non farebbe più parte del corpo. [16]E se l’orecchio dicesse:

«Poiché io non sono occhio, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe più parte del corpo.

[17]Se il corpo fosse tutto occhio, dove sarebbe l’udito? Se fosse tutto udito, dove l’odorato?

[18]Ora, invece, Dio ha disposto le membra in modo distinto nel corpo, come egli ha voluto.

[19]Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo? [20]Invece molte sono le membra,

ma uno solo è il corpo. [21]Non può l’occhio dire alla mano: «Non ho bisogno di te»;

né la testa ai piedi: «Non ho bisogno di voi». [22]Anzi quelle membra del corpo che sembrano più deboli sono più necessarie;

[23]e quelle parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggior rispetto,

e quelle indecorose sono trattate con maggior decenza, [24]mentre quelle decenti non ne hanno bisogno.

Ma Dio ha composto il corpo, conferendo maggior onore a ciò che ne mancava,

[25]perché non vi fosse disunione nel corpo, ma anzi le varie membra avessero cura le une delle altre.

[26]Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato,

tutte le membra gioiscono con lui. [27]Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte.

La gerarchia dei carismi. Inno alla carit�
[28]Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti,

in terzo luogo come maestri; poi vengono i miracoli, poi i doni di far guarigioni, i doni di assistenza,

di governare, delle lingue. [29]Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti operatori di miracoli?

[30]Tutti possiedono doni di far guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano?

[31]Aspirate ai carismi più grandi! E io vi mostrerò una via migliore di tutte.

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Vediamo che Paolo conosce bene il concetto di Santa Trinità, e lo spiega bene con grande semplicità.

Paolo fa capire che Dio-Padre, il Fglio Gesù e lo Spirito Santo sono una Unità, versetti: 12,3.

Paolo spiega che ci sono molti doni carismatici, ma è solo uno lo Spirito Santo, versetto: 12,4.

Paolo spiega che ci sono diversi doveri pastorali, ma è solo uno il Signore Gesù, versetto: 12,5.

Paolo spiega che vi sono diverse operazioni, impegni pastorali, ma è solo uno il Dio, versetto: 12,6.

Paolo spiega che sebbene i doni carismatici, sono diversi, come guarire, profetizzare e parlare in lingue,

lo Spirito Santo mediante il quale esistono questi carismi è uno solo, versetti: 12,7-11.

Paolo spiega il corpo mistico, la chiesa, la quale è formata da credenti, giudei, greci, schiavi e liberi, con

diversi doni carismatici, ma insieme formano un solo corpo, e tutti sono stati battezzati in un solo Spirito,

formando il corpo di Cristo, versetti: 12,12-13.

Paolo spiega che nel corpo sono necesari tutte le membra, occhi, braccia e così via, lo stesso nel corpo mistico

tutti i credenti sono necessari al buon andamento della chiesa, del corpo di Cristo, versetti: 12,14-27.

Paolo spiega che è stato Dio a stabilire che nel corpo mistico ci fossero, Apostoli, profeti e maestri,

e che ogni un avesse un dono carismatico, chi quello dei miracoli, chi la profezia, chi le lingue, doni

tutti utili per la comunità dei credenti, versetti: 12,28-31.

Paolo conclude annunciando che spiegerà il carisma più grande, e lo farà nei versetti succesivi.

Ma ecco in questi versetti :12,1-31, vediamo che Paolo insiste sull’unità, come cè un solo Dio e un solo

Signore, anche se i doni carismatici sono diversi, c’è solo uno Spirito Santo.

Anche se nella chiesa ci sono, Apostoli, pofeti e maestri, con diversi doni, anche se ci sono

giudei, greci, schiavi e liberi, insieme formano un solo corpo ,il corpo mistico.

Corpo mistico, visto come il corpo di Cristo, composto da membra battezzati con un solo Spirito.

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Citazioni Bibbia Cei

 

https://sites.google.com/site/lesacrescritture/Home/gesu-e-dio-ed-e-la-seconda-persona-della-s-s-trinita

 

https://sites.google.com/site/lesacrescritture/

 

LATRINITA’ DI GIACINTO BUTINDARO

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La Trinità

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Come abbiamo dunque visto la Divinità è composta da Dio Padre, dal suo Figliuolo Gesù Cristo, e dallo Spirito Santo. Questa dottrina viene comunemente denominata la dottrina della Trinità ed è una dottrina molto importante che nel passato fu attaccata ed è tuttora attaccata da molte sètte, e possiamo dire è alla base della nostra fede. Prima di passare a dimostrare la Trinità con le Scritture voglio dire qualche parola su questo termine non presente nelle sacre Scritture. Il termine Trinità deriva dal latino Trinitas che significa ‘la riunione di tre’, una parola coniata da Tertulliano di Cartagine (uno dei cosiddetti padri della Chiesa), alla fine del secondo secolo dopo Cristo, per illustrare il concetto che la Divinità è composta da Tre persone divine, ossia il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo. Il fatto dunque che la parola Trinità non sia presente nelle Scritture è relativo, perché come abbiamo già visto e come vedremo meglio fra poco il concetto di un Dio trino è abbondantemente presente nelle Scritture. Per fare un paragone con il nome di un’altra dottrina biblica non presente (il nome) nella Bibbia è come dire che nella Bibbia quantunque non sia presente l’espressione ‘l’immortalità dell’anima’ vi è chiaramente presente il concetto dell’immortalità dell’anima. E così nella Bibbia quantunque non ci sia la parola Trinità c’è il concetto della Trinità.

 

Passi della Scrittura attestanti il concetto della Trinità

– “Allora Gesù dalla Galilea si recò al Giordano da Giovanni per esser da lui battezzato. Ma questi vi si opponeva dicendo: Son io che ho bisogno d’esser battezzato da te, e tu vieni a me? Ma Gesù gli rispose: Lascia fare per ora; poiché conviene che noi adempiamo così ogni giustizia. Allora Giovanni lo lasciò fare. E Gesù, tosto che fu battezzato, salì fuor dell’acqua; ed ecco i cieli s’apersero, ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venir sopra lui. Ed ecco una voce dai cieli che disse: Questo é il mio diletto Figliuolo nel quale mi son compiaciuto” (Matt. 3:13-17). In questo evento che si verificò al Giordano vediamo il Padre che parlò dal cielo, il Figliuolo che era sulla terra che fu battezzato da Giovanni, e lo Spirito Santo che discese su lui in forma corporea a guisa di colomba.

– Gesù disse ai suoi discepoli: “Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti. E io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore, perché stia con voi in perpetuo, lo Spirito della verità…” (Giov. 14:16-17). Gesù, mentre era ancora sulla terra con i suoi discepoli, era il Consolatore che Dio aveva mandato per consolare quelli che facevano cordoglio, ma siccome Egli doveva tornare al Padre che lo aveva mandato, pregò il Padre di dare ai suoi discepoli un altro Consolatore, appunto lo Spirito Santo il quale sarebbe rimasto con loro per sempre. Il Padre quindi, supplicato dal suo Figliuolo, ha mandato lo Spirito della verità per supplire alle necessità che si vennero a creare con la dipartenza del suo Figliuolo. Il concetto della trinità è evidente nelle parole di Gesù.

– Gesù, prima di essere assunto in cielo, disse ai suoi discepoli: “Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo….” (Matt. 28:19). Il battesimo in acqua, che ricordiamo non purifica dai peccati perché è la richiesta di una buona coscienza fatta a Dio, deve essere ministrato nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo. Il Signore non avrebbe mai comandato una simile cosa se Lui, il Padre e lo Spirito Santo non fossero stati uno.

– Paolo dice ai Romani: “E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, Colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi” (Rom. 8:11). In queste parole troviamo Dio Padre che ha risuscitato Gesù; il Figliuolo che é stato da Lui risuscitato; e lo Spirito Santo che Egli ha mandato nei nostri cuori. Anche qui il concetto della trinità é espresso in maniera chiara.

– Paolo, al termine di una delle sue epistole ai Corinzi, scrisse: “La grazia del Signor Gesù Cristo e l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi” (2 Cor. 13:13). Anche qui le tre persone sono nominate distintamente, ma benché ciò sono una stessa cosa.

– Paolo agli Efesini dice: “V’è… un unico Spirito…V’è un solo Signore… un Dio unico e Padre di tutti, che é sopra tutti, fra tutti ed in tutti” (Ef. 4:4,5,6). Anche da queste parole comprendiamo come le tre persone divine di cui é composta la Divinità, sono distinte tra loro ma unite tra loro in perfetta unità.

– Paolo disse ai Corinzi: “Or vi é diversità di doni, ma v’è un medesimo Spirito. E vi é diversità di ministerî, ma non v’è che un medesimo Signore. E vi é varietà di operazioni, ma non v’è che un medesimo Iddio, il quale opera tutte le cose in tutti” (1 Cor. 12:4-6). Notate come Paolo menziona prima lo Spirito, poi il Signore Gesù Cristo e poi Dio. Anche queste sue parole fanno capire come queste tre persone divine, benché distinte l’una dall’altra, sono uno stesso Dio.

– La Scrittura condanna le tre bestemmie indirizzate a tutte e tre le persone della Divinità. Chi bestemmia il nome di Dio si rende colpevole di un peccato perché é scritto: “Non bestemmierai contro Dio” (Es. 22:28); anche chi bestemmia contro il Figliuol dell’uomo e contro lo Spirito Santo si rende colpevole di un peccato. Ma il fatto é che mentre coloro che bestemmiano contro Dio e contro il Figliuol dell’uomo possono essere perdonati, chi bestemmia contro lo Spirito Santo non può ottenere la remissione del suo peccato, perché Gesù disse: “Ai figliuoli degli uomini saranno rimessi tutti i peccati e qualunque bestemmia avranno proferita; ma chiunque avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non ha remissione in eterno, ma é reo d’un peccato eterno” (Mar. 3:28-29). Queste parole del Signore ci fanno capire come lo Spirito Santo sia una persona divina distinta dal Figliuolo di Dio e dal Padre; per questo noi quando parliamo del Figliuolo non parliamo dello Spirito Santo e viceversa; e perché quando parliamo del Padre non parliamo né del Figliuolo e né dello Spirito Santo, appunto perché i tre sono differenti. Per farvi capire questo concetto vi parlo in questa maniera: noi non possiamo dire che il Padre del nostro Signore Gesù Cristo é morto sulla croce per i nostri peccati, perché questo non corrisponde al vero, infatti la Scrittura dice che Cristo, il Figlio di Dio, morì sulla croce, e non il Padre. Noi non possiamo dire neppure che lo Spirito Santo sia morto per i nostri peccati perché anche questo non é vero. Noi non possiamo dire neppure che lo Spirito Santo battezza con lo Spirito Santo perché la Scrittura attesta che è Cristo che battezza con lo Spirito Santo e con il fuoco. Però, benché dobbiamo nominare separatamente il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo, e le loro caratteristiche, pure sappiamo che i tre sono una stessa cosa. Fratelli, ci troviamo davanti ad un mistero, per questo le nostre parole non riescono a spiegarlo.

Ed a proposito di misteri, a riguardo della Trinità che non è comprensibile alla mente umana, alcuni dicono che Dio non può essere onorato da un concetto che ‘nessuno capisce’ e che i cristiani devono conoscere l’Iddio che adorano per cui non c’è spazio per i misteri! Questi sono vani ragionamenti che son fatti da persone che dimenticano che Tsofar di Naama disse: “Puoi tu scandagliare le profondità di Dio? arrivare a conoscere appieno l’Onnipotente? Si tratta di cose più alte del cielo… e tu che faresti? di cose più profonde del soggiorno de’ morti… come le conosceresti?” (Giob. 11:7-8); parole queste che si possono benissimo applicare anche al concetto di Dio trino. No, non è vero che non c’è spazio per i misteri; perché lo spazio dedicato ai misteri attorno a Dio, alla sua natura e al suo modo di agire c’è ed è vasto. Ma quantunque ci siano dei misteri divini a noi non rivelati pure noi siamo pienamente consci di avere conosciuto Dio perché Giovanni dice: “Figliuoletti, v’ho scritto perché avete conosciuto il Padre” (1 Giov. 2:14); ed anche: “Chiunque ama è nato da Dio e conosce Iddio” (1 Giov. 4:7). E’ evidente però che questo non significa che per noi tutto è chiaro e non rimangano più dei misteri che riguardano Dio perché è altresì scritto: “Noi conosciamo in parte” (1 Cor. 13:9) ed anche che “ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro” (1 Cor. 13:12). Ma viene il giorno in cui conosceremo appieno come anche siamo stati appieno conosciuti. A Dio sia la gloria in eterno. Amen.

 

La perfetta unità esistente tra il Figlio ed il Padre

Gesù nei giorni della sua carne fece menzione della perfetta unità che vi era tra di lui e il Padre in diverse maniere. Egli disse: “Io ed il Padre siamo uno” (Giov. 10:30); “Nella vostra legge é scritto che la testimonianza di due uomini é verace. Or son io a testimoniar di me stesso, e il Padre che mi ha mandato testimonia pur di me” (Giov. 8:17-18); “Credetemi che io sono nel Padre e che il Padre é in me” (Giov. 14:11); “Le cose che il Padre fa, anche il Figlio le fa similmente. Poiché il Padre ama il Figliuolo, e gli mostra tutto quello che Egli fa; e gli mostrerà delle opere maggiori di queste, affinché ne restiate maravigliati. Difatti, come il Padre risuscita i morti e li vivifica, così anche il Figliuolo vivifica chi vuole. Oltre a ciò, il Padre non giudica alcuno, ma ha dato tutto il giudicio al Figliuolo, affinché tutti onorino il Figliuolo come onorano il Padre” (Giov. 5:19-23); “Perché come il Padre ha vita in se stesso, così ha dato anche al Figliuolo d’aver vita in se stesso; e gli ha dato autorità di giudicare, perché è il Figliuol dell’uomo” (Giov. 5:26-27); “Chi crede in me, crede non in me, ma in Colui che mi ha mandato; e chi vede me, vede Colui che mi ha mandato” (Giov. 12:44-45); “Se m’aveste conosciuto, avreste conosciuto anche mio Padre” (Giov. 14:7); “Niuno conosce appieno il Figliuolo, se non il Padre; e niuno conosce appieno il Padre, se non il Figliuolo” (Matt. 11:27); “Tutte le cose che ha il Padre, son mie” (Giov. 16:15); “E io ho dato loro la gloria che tu hai dato a me, affinché siano uno come noi siamo uno; io in loro, e tu in me” (Giov. 17:22-23). Per spiegare questa perfetta unione e collaborazione che esisteva ed esiste tuttora fra il Figliuolo ed il Padre metteremo ora a confronto fra loro alcuni passi della Scrittura.

– Gesù parlò ai Giudei della sua risurrezione in questa maniera: “Disfate questo tempio, e in tre giorni lo farò risorgere” (Giov. 2:19), facendo capire che lui stesso avrebbe risuscitato il suo corpo dopo che esso sarebbe stato ucciso; mentre Pietro disse ai Giudei: “Uccideste il Principe della vita, che Dio ha risuscitato dai morti” (Atti 3:15), facendo chiaramente capire che fu Dio a fare risorgere il corpo di Cristo Gesù.

– Gesù, quando promise ai suoi discepoli lo Spirito Santo, disse: “Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa” (Giov. 14:26), ed anche: “Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me” (Giov. 15:26), facendo capire chiaramente che lo Spirito Santo sarebbe stato mandato sia dal Padre che dal Figliuolo (rimane il fatto però che lo Spirito Santo procede dal Padre come disse lo stesso Gesù).

– Gesù disse, parlando delle sue pecore: “Io do loro la vita eterna” (Giov. 10:28), e nella preghiera che rivolse al Padre disse: “Padre, l’ora é venuta; glorifica il tuo Figliuolo, affinché il Figliuolo glorifichi te, poiché gli hai data potestà sopra ogni carne, onde egli dia vita eterna a tutti quelli che tu gli hai dato” (Giov. 17:1-2), facendo chiaramente capire che chi dona la vita eterna é lui. Paolo invece dice ai Romani: “Il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore” (Rom. 6:23), e Giovanni dice: “Iddio ci ha data la vita eterna” (1 Giov. 5:11), facendo ambedue capire chiaramente che è Dio a dare la vita eterna. Possiamo dunque dire che la vita eterna la dà sia il Padre che il Figliuolo.

– Gesù disse: “Poiché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figliuolo e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Giov. 6:40). Notate che Gesù qui ha detto che sarà lui a risuscitare noi che abbiamo creduto in lui. Ma è altresì scritto che sarà Dio a risuscitarci infatti Paolo ai Corinzi disse: “E Dio, come ha risuscitato il Signore, così risusciterà anche noi mediante la sua potenza” (1 Cor. 6:14).

– Paolo dice ai Romani: “… fra i quali Gentili siete voi pure, chiamati da Gesù Cristo..” (Rom. 1:6). Quindi colui che ci ha chiamati è Cristo. Ma sempre Paolo dice più avanti in questa epistola che quelli che Dio ha preconosciuti “li ha pure predestinati ad esser conformi all’immagine del suo Figliuolo, ond’egli sia il primogenito fra molti fratelli; e quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati…” (Rom. 8:29-30). Quindi noi siamo stati chiamati da Dio e da Cristo Gesù.

– Paolo dice a Timoteo: “Io rendo grazie a colui che mi ha reso forte, a Cristo Gesù, nostro Signore, dell’avermi egli reputato degno della sua fiducia, ponendo al ministerio me…” (1 Tim. 1:12). Questo significa che Paolo fu approvato da Cristo che lo stimò degno della sua fiducia affidandogli il ministerio della Parola. Lo stesso apostolo dice ai Tessalonicesi: “… siccome siamo stati approvati da Dio che ci ha stimati tali da poterci affidare l’Evangelo, parliamo in modo da piacere non agli uomini, ma a Dio che prova i nostri cuori” (1 Tess. 2:4). Quindi lui era stato approvato da Dio e da Cristo Gesù.

– Paolo disse agli anziani di Efeso: “Ma io non fo alcun conto della vita, quasi mi fosse cara, pur di compiere il mio corso e il ministerio che ho ricevuto dal Signor Gesù…” (Atti 20:24). Quindi fu Cristo a stabilirlo ministro del Vangelo, e questo lo confermò anche a Timoteo quando gli disse che lui rendeva grazie a Cristo che lo aveva reputato degno della sua fiducia ponendo al ministerio lui che prima era stato un bestemmiatore, un persecutore e un oltraggiatore (cfr. 1 Tim. 1:12-13). Ma ai Colossesi Paolo dice che fu Dio a dargli il ministerio: ‘… io sono stato fatto ministro, secondo l’ufficio datomi da Dio per voi di annunziare nella sua pienezza la parola di Dio” (Col. 1:25).

 

I Tre operano di comune accordo

I seguenti esempi mostrano come il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo operano tutte le cose assieme e di comune accordo.

 – L’uomo fu creato dal Padre, dal Figliuolo e dallo Spirito Santo .

Nel libro della Genesi, a riguardo della creazione dell’uomo, troviamo scritto: “Poi Dio disse: Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza…” (Gen. 1:26). Queste parole mostrano come Dio, quando parlò, usò il verbo al plurale e non al singolare infatti egli non disse: ‘Farò’, ma bensì: “Facciamo”. Con chi parlò? Con gli angeli forse? Affatto, perché essi sono delle creature. Egli parlò con la Parola che era con Lui, e con lo Spirito eterno che era altresì con Lui.

Dio, la Parola e lo Spirito Santo ci hanno formato nel seno di nostra madre .

Davide dice a Dio: “Poiché sei tu che hai formato le mie reni, che m’hai intessuto nel seno di mia madre….” (Sal. 139:13). Elihu disse a Giobbe: “Lo Spirito di Dio mi ha creato…” (Giob. 33:4). Giovanni dice che “ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei” (Giov. 1:3) riferendosi alla Parola di Dio; e quindi noi siamo stati formati dalla Parola di Dio nel seno di nostra madre.

L’apostolo Paolo fu mandato a predicare da Dio Padre, dal Figliuolo e dallo Spirito Santo .

A Tito, l’apostolo Paolo dice: “Paolo, servitor di Dio e apostolo di Gesù Cristo per la fede degli eletti di Dio e la conoscenza della verità che é secondo pietà, nella speranza della vita eterna la quale Iddio, che non può mentire, promise avanti i secoli, manifestando poi nei suoi proprî tempi la sua parola mediante la predicazione che é stata a me affidata per mandato di Dio, nostro Salvatore…” (Tito 1:1-3), facendo intendere che egli fu mandato a predicare da Dio Padre. Ai Corinzi lo stesso apostolo dice: “Cristo non mi ha mandato a battezzare ma ad evangelizzare…” (1 Cor. 1:17), facendo capire che lui fu mandato a predicare ai Gentili dal Figliuolo di Dio. Se poi a questi passi si aggiunge quello che dice: “Essi [Barnaba e Saulo] dunque, mandati dallo Spirito Santo, scesero a Seleucia, e di là navigarono verso Cipro” (Atti 13:4) allora noteremo come furono tutti e tre, cioè il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo, che di comune accordo mandarono Paolo a predicare l’Evangelo ai Gentili.

Per ciò che concerne la nostra salvezza dobbiamo dire che i tre, cioè il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo, hanno operato assieme in perfetta collaborazione .

Il Padre ha mandato lo Spirito Santo secondo che è scritto: “.. lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome…” (Giov. 14:26), il quale ci ha convinti quanto al peccato, alla giustizia ed al giudizio secondo che é scritto: “E quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia, e al giudizio” (Giov. 16:8); poi Egli ci ha attratti al Figliuolo secondo che disse Gesù: “Niuno può venire a me se non che il Padre, il quale mi ha mandato, lo attiri” (Giov. 6:44), ed anche: “Tutto quel che il Padre mi dà, verrà a me” (Giov. 6:37); ed il Figliuolo ci ha salvati dai nostri peccati secondo che é scritto: “Cristo ci ha affrancati perché fossimo liberi” (Gal. 5:1).

Il processo di trasformazione all’immagine del Figliuolo di Dio che é cominciato in noi e che sta tuttora proseguendo è compiuto da tutte e tre le persone della Deità, nessuna esclusa .

Ecco i passi che lo confermano. Paolo ai Filippesi dice: “Dio è quel che opera in voi il volere e l’operare, per la sua benevolenza” (Fil. 2:13). Ai Corinzi egli dice: “Cristo che verso voi non é debole, ma é potente in voi” (2 Cor. 13:3), e sempre ai Corinzi dice: “E noi tutti, contemplando a faccia scoperta, come in uno specchio, la gloria del Signore, siam trasformati nella stessa immagine, di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore” (2 Cor. 3:18 Diod.).

L’opera di santificazione è compiuta da Dio Padre, dal Figliuolo e dallo Spirito Santo .

Le seguenti Scritture lo confermano: Paolo dice ai Tessalonicesi: “Or l’Iddio della pace vi santifichi Egli stesso completamente…” (1 Tess. 5:23). Lo scrittore agli Ebrei afferma: “Poiché e colui che santifica [Cristo] e quelli che son santificati, provengon tutti da uno…” (Ebr. 2:11). Pietro dice nella sua epistola che noi siamo stati “eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito…” (1 Piet. 1:2).

Per ciò che concerne la guida dobbiamo dire che siamo guidati da Dio, dal suo Cristo e dallo Spirito Santo .

Le seguenti Scritture lo confermano. Nei Salmi è scritto di Dio : “Poiché questo Dio è il nostro Dio in sempiterno; egli sarà la nostra guida fino alla morte” (Sal. 48:14). In Matteo, Gesù dice: “E non vi fate chiamar guide, perché una sola è la vostra guida, il Cristo” (Matt. 23:10). In Giovanni é scritto: “Ma quando sia venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità” (Giov. 16:13).

Noi credenti riconosciamo di conoscere in parte, riconosciamo che la conoscenza di questo mistero è troppo alta per noi, tanto alta che noi non ci possiamo arrivare; a ciascuno di noi la Scrittura dice tuttora: “Puoi tu scandagliare le profondità di Dio? arrivare a conoscere appieno l’Onnipotente? Si tratta di cose più alte del cielo…e tu che faresti? di cose più profonde del soggiorno de’ morti…come le conosceresti? La lor misura è più lunga della terra, più larga del mare” (Giob. 11:7-9). Siamo in grado, per ora, solo di esaminare le Scritture che parlano del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo, ma non siamo in grado di spiegare come i tre sono una stessa cosa. Noi non abbiamo tre dii, perché noi non siamo politeisti come lo sono tante popolazioni sulla terra; ma noi abbiamo un solo Dio, in Lui crediamo, Lui conosciamo, Lui amiamo, Lui serviamo, Egli é l’Iddio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo; abbiamo pure un solo Signore, il Figlio di Dio; ed abbiamo pure un unico Spirito nei nostri cuori, quello eterno del nostro Dio per il quale gridiamo: Abba! Padre! Queste tre persone sono Dio ab eterno in eterno. Amen.

 

I Tre sono Uno e dimorano in noi

Ora vediamo delle Scritture dalle quali si comprende che in noi figliuoli di Dio dimorano sia il Padre che il Figliuolo che lo Spirito Santo.

La Parola attesta che Dio il Padre dimora in noi con queste parole .

Gesù disse: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui” (Giov. 14:23).

Giovanni dice: “Chi confessa che Gesù é il Figliuol di Dio, Iddio dimora in lui, ed egli in Dio” (1 Giov. 4:15). Paolo dice: “Poiché noi siamo il tempio dell’Iddio vivente, come disse Iddio: Io abiterò in mezzo a loro e camminerò fra loro…” (2 Cor. 6:16).

La Parola attesta che Gesù Cristo, il Figlio di Dio dimora in noi in queste maniere .

Gesù disse: “Dimorate in me, e io dimorerò in voi… Colui che dimora in me e nel quale io dimoro porta molto frutto…” (Giov. 15:4,5). Paolo dice agli Efesini: “Io piego le ginocchia dinanzi al Padre,… perch’Egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, d’esser potentemente fortificati mediante lo Spirito suo, nell’uomo interiore, e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori…” (Ef. 3:14-17). Ai Colossesi, lo stesso apostolo dice: “Ai quali [ai santi] Iddio ha voluto far conoscere qual sia la ricchezza della gloria di questo mistero fra i Gentili, che é Cristo in voi, speranza della gloria” (Col. 1:27). Ai Galati: “Sono stato crocifisso con Cristo, e non son più io che vivo, ma é Cristo che vive in me..” (Gal. 2:20). Ai Romani: “E se Cristo é in voi, ben é il corpo morto a cagion del peccato…” (Rom. 8:10). Ai Corinzi: “Esaminate voi stessi per vedere se siete nella fede; provate voi stessi. Non riconoscete voi medesimi che Gesù Cristo é in voi?” (2 Cor. 13:5).

La Parola attesta nelle seguenti maniere che lo Spirito Santo dimora in noi (tenete presente che Esso é chiamato sia Spirito di Dio che Spirito del suo Figliuolo) .

Gesù disse: “Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi” (Giov. 14:17). Paolo dice ai Romani: “Or voi non siete nella carne ma nello spirito, se pur lo Spirito di Dio abita in voi; ma se uno non ha lo Spirito di Cristo, egli non é di lui” (Rom. 8:9). Ai Corinzi egli dice: “Non sapete voi che il vostro corpo é il tempio dello Spirito Santo che é in voi, il quale avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi?” (1 Cor. 6:19). Ai Galati: “E perché siete figliuoli, Dio ha mandato lo Spirito del suo Figliuolo nei nostri cuori, che grida: Abba, Padre” (Gal. 4:6). A Timoteo: “Custodisci il buon deposito per mezzo dello Spirito Santo che abita in noi” (2 Tim. 1:14). Giacomo dice: “Ovvero pensate voi che la Scrittura dichiari invano che lo Spirito ch’Egli ha fatto abitare in noi ci brama fino alla gelosia?” (Giac. 4:5).

Come potete vedere fratelli, queste Scritture parlano in maniera chiara; in noi abita Dio, Cristo Gesù e lo Spirito Santo. Ma come possiamo comprendere tutto ciò? Non possiamo, possiamo solo accettarlo per fede per ora. O profondità della sapienza e della conoscenza di Dio, quanto imperscrutabili sono le sue opere!

 

Conclusione

Per concludere vi esorto, fratelli, a rimanere attaccati alla dottrina della Trinità, perché tutti coloro che se ne allontanano cadono in molti e gravi errori dottrinali che sono la conseguenza della negazione del concetto trinitario di Dio.

Vi esorto quindi a guardarvi da tutti coloro che pur dicendosi Cristiani negano in una maniera o nell’altra la Trinità; alcuni nomi, i ‘Gesù solo’ (Pentecostali antitrinitari), i Testimoni di Geova, i Mormoni, i membri della Chiesa del Regno di Dio (i seguaci di un certo A. Freytag), i seguaci di Moon, e tanti tanti altri. Deponete nel vostro cuore tutte quelle Scritture che attestano il concetto della Trinità, che parlano della divinità di Gesù Cristo e dello Spirito Santo, al fine di averle sempre pronte sulle labbra nel caso foste interrogati sulla Trinità.

Butindaro Giacinto

 

http://www.sentieriantichi.org/dottrina/dio_trinita.html

La Trinità secondo le Sacre Scritture

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La Trinità secondo le Sacre Scritture

studio biblico sulla Trinità nella Sacra Scrittura – dottrina – confutazione delle eresie

 

La dottrina della Trinità – cioè, che Dio Padre, Figlio e Spirito Santo sono tutti ugualmente ed eternamente l’unico vero Dio – può apparire difficile da comprendere, ma è il fondamento dell’insegnamento cristiano.

Sia l’Antico che il Nuovo Testamento insegnano l’unità e la trinità (o tri-unità) di Dio. L’idea che ci sia un solo Dio, che ha creato tutte le cose, viene ripetutamente sottolineata in molti versi della Bibbia; un esempio è Isaia 45:18: “Così dice l’Eterno che ha creato i cieli, egli, il Dio che ha formato la terra e l’ha fatta…: ‘Io sono l’Eterno e non c’è alcun altro'”.

Questo verso dichiara che Dio ha creato i cieli e la terra, e che non esistono altri dèi. Confrontiamolo con Giovanni 1:1-3: “Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta”.
Qui leggiamo chiaramente che tutto ciò che esiste è stato creato dalla Parola di Dio. Pochi versi dopo, in Giovanni 1:14 leggiamo che Gesù Cristo è la Parola di Dio, che “è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi”. Egli non è un essere creato ma esiste da sempre (“nel principio era la Parola”, Giovanni 1:1), dimora pienamente in Dio ed è Dio stesso (“la Parola era con Dio, e la Parola era Dio”, stesso verso – si veda la nota conclusiva di questo studio per l’analisi del testo originale in greco).

La Bibbia insegna che Dio è un Dio unico, composto da tre Persone:

  • Dio Padre: “Nel principio Dio creò i cieli e la terra” (Genesi 1:1)
  • Dio Figlio: “Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio” (Giovanni 1:1)
  • Dio Spirito Santo: “La terra era informe e vuota… e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque” (Genesi 1:2).

Sono tre Persone unite ma un solo Dio:

  • Unite: Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza” (Genesi 1:1)
  • Distinte: Dio Padre dona il Suo unigenito Figlio Cristo Gesù volontariamente per la salvezza degli uomini; Dio Figlio si dona rivestendosi di mortalità, morendo alla croce e risuscitando il terzo giorno; Dio Spirito Santo discende per convincere i cuori di peccato. Non dimentichiamo che Gesù ha pregato il Padre che ci fosse dato il Consolatore (Giov. 14:16,17).

Le tre Persone della Deità risaltano da brani della Scrittura quali Isaia 48:16: “Fin dal principio non ho parlato in segreto; quando questi fatti avvenivano, io ero là. E ora il Signore, l’Eterno, e il suo Spirito mi hanno mandato”. Chi parla in questo brano dell’Antico Testamento è evidentemente Dio, eppure è proprio Gesù Cristo, infatti dice di essere stato “mandato dal Signore, l’Eterno” (cioè, dal Padre) “e dal suo Spirito” (cioè, dallo Spirito Santo).

Un altro brano, Isaia 9:5, che profetizzava della venuta di Gesù Cristo nel mondo, dice di Lui: “Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace”. Qui Gesù è inequivocabilmente associato all’unico Dio.

Nel Nuovo Testamento la dottrina della Trinità è evidente nel brano di Giovanni 15:26, dove il Signore Gesù dice: “Ma quando verrà il Consolatore, che vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre mio, egli testimonierà di me”. C’è ancora la formula battesimale: “…battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (Matteo 28:19). Un nome (Dio)… e nello stesso tempo tre nomi!

GESÙ: Che Gesù, l’unigenito Figlio di Dio, abbia preteso effettivamente di essere Dio, uguale al Padre, è evidente da numerosi brani della Scrittura. Per esempio, Egli disse: Io sono l’Alfa e l’Omega, il principio, e la fine… che è, che era e che ha da venire, l’Onnipotente (Apocalisse 1:8).
Lo stesso Spirito Santo di Dio è chiamato intercambiabilmente “Spirito di Dio” oppure “Spirito di Gesù Cristo” (Romani 8:9, Atti 16:7, Filippesi 1:19, 1 Pietro 1:11).

SPIRITO SANTO: Certe sètte insegnano la falsa dottrina che lo Spirito sia qualche genere di “forza” o influenza divina impersonale, ma la Bibbia insegna che Egli è una persona reale, esattamente come lo sono il Padre e il Figlio, che si può rattristare come una persona (Efesini 4:30), e che guida e parla da parte del Padre. Gesù disse: “Ma quando verrà lui, lo Spirito di verità, egli vi guiderà in ogni verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire” (Giovanni 16:13).

Il concetto di tri-unità: L’insegnamento della Bibbia a proposito della Trinità può essere sintetizzato come segue: Dio è una Tri-unità, in cui ciascuna Persona della Deità è ugualmente, pienamente ed eternamente Dio. Ognuno di loro è necessario, ognuno è distinto, eppure tutti e tre sono Uno solo. Il Padre è la Sorgente invisibile e onnipresente di ogni essere, rivelato in e per mezzo del Figlio (cfr. Matteo 11:27, Giovanni 14:6) e sperimentato in e per mezzo dello Spirito Santo. Il Figlio procede dal Padre, e lo Spirito dal Figlio. Con riferimento alla creazione divina, il Padre è il Pensiero che le sta dietro, il Figlio è la Parola che genera e che la fa sussistere, e lo Spirito è l’Atto che la traduce in realtà.

Noi “vediamo” Dio e la Sua grande salvezza nel Figlio di Dio, il Signore Gesù Cristo, poi facciamo “esperienza” della loro realtà per mezzo della fede, attraverso la presenza del Suo Spirito Santo dentro di noi.

Per quanto queste relazioni possano apparire paradossali, sono in effetti profondamente realistiche, e la loro verità è scritta nel profondo della natura umana. Perciò gli esseri umani hanno sempre intuito la verità che Dio dev’essere “là fuori”, presente dappertutto e la Causa fondamentale di ogni cosa, ma hanno corrotto questa conoscenza intuitiva del Padre per decadere nel panteismo, e infine nel naturalismo.

Allo stesso modo, gli uomini hanno sempre avvertito il bisogno di “vedere” Dio in termini della loro propria esperienza e comprensione, ma questa consapevolezza che Dio deve necessariamente rivelare Sé stesso è stata distorta per produrre il politeismo e l’idolatria. Così gli esseri umani hanno sempre costruito delle “immagini” di Dio, a volte sotto forma di immagini scolpite, altre volte anche sotto forma di sistemi religiosi o filosofici che pretendono di rappresentare la realtà ultima.

Infine, gli esseri umani hanno sempre saputo che dovrebbe essere possibile avere comunione con il loro Creatore e sperimentare la Sua presenza “dentro”. Ma questa profonda intuizione dello Spirito Santo è stata corrotta per produrre varie forme di falso misticismo e fanatismo, perfino lo spiritismo e l’occultismo diabolico. Dunque, la verità della tri-unità di Dio è insita nella stessa natura dell’uomo, ma spesso quest’ultimo l’ha distorta, sostituendovi un dio falso.



Versi della Bibbia che dimostrano che, oltre al Padre, anche il Figlio e lo Spirito Santo sono Dio.

da uno scritto di G. Butindaro


Riguardo al Figlio.

– L’apostolo Giovanni scrive: “Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa é stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta…. E la Parola è stata fatta carne ed ha abitato per un tempo fra noi, piena di grazia e di verità” (Giov. 1:1-3;14).

Riassumendo:

  • Gesù era ed è l’Eterno Iddio, esistente da sempre, prima del tempo e della materia: “Nel principio era la Parola”.
  • Egli era ed è una Persona distinta da Dio Padre: “La Parola [il Figliuolo preincarnato] era con Dio” (il Padre).
  • Egli era ed è Dio: “La Parola era Dio” (Giov. 1:1).
  • Egli è coesistente con Dio Padre fin dall’Eternità (verso 2).
  • Egli è il Creatore dell’universo (verso 3).

    – Paolo disse di Gesù Cristo ai Colossesi che “in lui si compiacque il Padre di far abitare tutta la pienezza” (Col. 1:19). Ed è proprio in virtù del fatto che in Cristo abitò tutta la pienezza della Divinità che noi abbiamo potuto ricevere da lui grazia sopra grazia infatti Giovanni dice: “E’ della sua pienezza che noi tutti abbiamo ricevuto, e grazia sopra grazia” (Giov. 1:16).

    – L’apostolo Paolo disse ai Romani: “Dai quali (dagli Israeliti) è venuto, secondo la carne, il Cristo, che è sopra tutte le cose Dio benedetto in eterno. Amen” (Rom. 9:5). Quindi Cristo Gesù, benché fu trovato nell’esteriore come un uomo, é l’Iddio che è benedetto per l’eternità.

    – Paolo dice a Tito: “Aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Iddio e Salvatore, Cristo Gesù…” (Tito 2:13).

    – L’apostolo Pietro ha chiamato anche lui Gesù Cristo “il nostro Dio e Salvatore”, infatti all’inizio della sua seconda epistola è scritto: “Simon Pietro, servitore e apostolo di Gesù Cristo, a quelli che hanno ottenuto una fede preziosa quanto la nostra nella giustizia del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo” (2 Piet. 1:1).

    – Nell’epistola agli Ebrei è scritto che “dice del Figliuolo: Il tuo trono, o Dio, è nei secoli dei secoli…” (Ebr. 1:8). Anche da queste parole tratte dal quarantacinquesimo salmo si comprende chiaramente che il Figliuolo è Dio.

    – Nel libro degli Atti degli apostoli tra le parole che Paolo rivolse agli anziani della chiesa di Efeso vi sono queste: “Badate a voi stessi e a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, la quale egli ha acquistata col proprio sangue” (Atti 20:28). Ora, in queste parole è detto che Dio ha acquistato la sua Chiesa con il suo sangue, il che a prima vista parrebbe incredibile perché sappiamo che non è Dio che è morto sulla croce ed ha versato il suo sangue per noi, ma il suo unigenito Figliuolo. Ma esaminando attentamente questo passo e confrontandolo con altri passi della Scrittura noteremo che qui Paolo si riferisce al Figliuolo di Dio e non a Dio il Padre il quale nei giorni della carne del suo Figliuolo continuava ad essere assiso sul suo trono nel cielo. Ricordatevi che quando Toma disse a Gesù: “Signor mio e Dio mio” (Giov. 20:28), ammise implicitamente che il suo Dio era morto sulla croce, che aveva sparso il suo sangue per comprarci con esso, e poi era risorto; ma badate che non è che con quelle parole ammise che Dio Padre era morto sulla croce; dico questo per farvi comprendere che c’è sempre da fare una chiara distinzione tra Dio Padre e Dio Figliuolo. Sono due persone unite e della medesima sostanza da ogni eternità, ma nello stesso tempo diverse tra loro e devono essere nominate separatamente al fine di non scambiare l’una per l’altra. In conclusione, Gesù Cristo è l’Iddio che, secondo le parole di Paolo, ha comprato la sua Chiesa con il suo sangue.

    – Sempre in questa lettera è scritto: “E quando di nuovo introduce il Primogenito nel mondo, dice: Tutti gli angeli di Dio l’adorino” (Ebr. 1:6). Ora, noi sappiamo che gli angeli adorano solo Dio secondo che è scritto: “L’esercito de’ cieli t’adora” (Neh. 9:6); quindi, siccome gli angeli sanno che si deve adorare solo Dio (l’angelo di Gesù che apparve a Giovanni sull’isola di Patmo, quando vide che Giovanni si prostrò davanti a lui per adorarlo gli disse: “Guàrdati dal farlo… Adora Iddio!” [Ap. 22:9]) essi sanno e riconoscono che Gesù Cristo è Dio. E poi se Dio Padre ha ordinato ai suoi angeli di adorare il suo Figliuolo vuole dire che Egli stesso riconosce in Cristo Gesù la seconda persona della Divinità. Se Gesù non fosse Dio, il Padre non avrebbe giammai ordinato ai suoi angeli di adorarlo.

    – Paolo dice ai Filippesi: “Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato in Cristo Gesù; il quale, essendo in forma di Dio non riputò rapina l’essere uguale a Dio, ma annichilì se stesso, prendendo forma di servo e divenendo simile agli uomini…” (Fil. 2:5-7). In questa maniera Paolo ha confermato sia che Cristo Gesù era uguale a Dio, e sia che Egli come Figliuolo di Dio era presso il Padre avanti la fondazione del mondo.

    Riguardo allo Spirito Santo.

    Innanzi tutto va detto che lo Spirito Santo è una persona infatti parla secondo che é scritto: “Perciò, come dice lo Spirito Santo, Oggi, se udite la sua voce, non indurate i vostri cuori..” (Ebr. 3:7-8); “E lo Spirito disse a Filippo: Accostati, e raggiungi codesto carro” (Atti 8:29); “E come Pietro stava pensando alla visione, lo Spirito gli disse: Ecco tre uomini che ti cercano. Lèvati dunque, scendi, e và con loro, senza fartene scrupolo, perché sono io che li ho mandati” (Atti 10:19-20); “E mentre celebravano il culto del Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: Mettetemi a parte Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati” (Atti 13:2); “Ma quando sia venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annunzierà le cose a venire” (Giov. 16:13); “Ma lo Spirito dice espressamente che nei tempi a venire alcuni apostateranno dalla fede” (1 Tim. 4:1).

    Lo Spirito Santo rivela secondo che é scritto in Luca: “Gli era stato rivelato dallo Spirito Santo che non vedrebbe la morte prima d’aver veduto il Cristo del Signore” (Luca 2:26).

    Lo Spirito ascolta perché Gesù disse di lui: “Dirà tutto quello che avrà udito” (Giov. 16:13).

    Lo Spirito vede infatti i sette occhi che aveva l’Agnello che vide Giovanni sono i sette Spiriti di Dio, o come disse il profeta Zaccaria “gli occhi dell’Eterno” (Zacc. 4:10).

    Lo Spirito prega secondo che é scritto: “Lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili… esso intercede per i santi secondo Iddio” (Rom. 8:26-27).

    Lo Spirito Santo fa nascere di nuovo secondo che è scritto: “…se uno non è nato d’acqua e di Spirito non può entrare nel regno di Dio… quel che è nato dallo Spirito, è spirito” (Giov. 3:5,6).

    Lo Spirito Santo costituisce gli anziani nella chiesa secondo che disse Paolo agli anziani di Efeso: “Badate a voi stessi e a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, la quale egli ha acquistata col proprio sangue” (Atti 20:28).

    Lo Spirito Santo può vietare di fare qualcosa, come fece verso gli apostoli, secondo che é scritto: “Poi, traversarono la Frigia e il paese della Galazia, avendo lo Spirito Santo vietato loro d’annunziar la Parola in Asia” (Atti 16:6) (vorrei che notaste che il verbo vietare é menzionato anche in queste Scritture che si riferiscono alla persona di Gesù: “Allora vietò ai suoi discepoli di dire ad alcuno ch’egli era il Cristo” [Matt. 16:20], e: “E Gesù ordinò loro di non parlarne ad alcuno; ma più lo divietava loro e più lo divulgavano…” [Mar. 7:36]).

    Lo Spirito Santo può non permettere certe cose secondo che é scritto: “Giunti sui confini della Misia, tentarono d’andare in Bitinia; ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro” (Atti 16:7) (anche in questo caso vorrei che notaste che in queste altre Scritture il non permettere qualcosa si riferisce alla persona di Gesù: “E come egli montava nella barca, l’uomo ch’era stato indemoniato lo pregava di poter stare con lui. E Gesù non glielo permise…” [Mar. 5:18-19]; “Non permetteva loro di parlare, perché sapevano ch’egli era il Cristo” [Luca 4:41]).

    Lo Spirito può essere contristato infatti é scritto: “E non contristate lo Spirito Santo di Dio..” (Ef. 4:30); “Ma essi furono ribelli, contristarono il suo Spirito Santo” (Is. 63:10).

    Lo Spirito può essere contrastato infatti Stefano disse davanti al Sinedrio: “Voi contrastate sempre allo Spirito Santo; come fecero i padri vostri, così fate anche voi” (Atti 7:51).

    Lo Spirito può essere tentato infatti Pietro disse a Saffira: “Perché vi siete accordati a tentare lo Spirito del Signore?” (Atti 5:9).

    Allo Spirito si può mentire infatti Pietro disse ad Anania: “Anania, perché ha Satana così riempito il cuor tuo da farti mentire allo Spirito Santo e ritener parte del prezzo del podere?” (Atti 5:3).

    Allo Spirito si può parlare contro secondo che é scritto: “Ma a chiunque parli contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato né in questo mondo né in quello avvenire” (Matt. 12:32).

    Lo Spirito Santo insegna secondo che é scritto: “Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa…” (Giov. 14:26), ed ancora: “Quando poi vi condurranno davanti alle sinagoghe e ai magistrati e alle autorità, non state in ansietà del come o del che avrete a rispondere a vostra difesa, o di quel che avrete a dire; perché lo Spirito Santo v’insegnerà in quell’ora stessa quel che dovrete dire” (Luca 12:11-12); ed ancora: “E desti loro il tuo buono Spirito per istruirli…” (Neh. 9:20); ed anche: “Noi ne parliamo non con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnate dallo Spirito…” (1 Cor. 2:13).

    Lo Spirito investiga infatti é scritto: “Lo Spirito investiga ogni cosa, anche le cose profonde di Dio” (1 Cor. 2:10).

    Lo Spirito ricorda le parole del Signore secondo che è scritto: “E vi rammenterà tutto quello che v’ho detto” (Giov. 14:26).

    Lo Spirito ha un sentimento secondo che é scritto: “Colui che investiga i cuori conosce qual sia il sentimento dello Spirito..” (Rom. 8:27).

    Ora, metteremo a confronto i passi della Scrittura che si riferiscono allo Spirito Santo di Dio con quelli che si riferiscono a Dio al fine di dimostrare che lo Spirito Santo é Dio.

    – Lo scrittore agli Ebrei dice: “..Quanto più il sangue di Cristo che mediante lo Spirito eterno ha offerto se stesso puro d’ogni colpa a Dio, purificherà la vostra coscienza dalle opere morte per servire all’Iddio vivente?” (Ebr. 9:14), e Mosè afferma di Dio: “Ab eterno in eterno, tu sei Dio” (Sal. 90:2). Lo Spirito è quindi eterno come lo è Dio.

    – Davide disse a Dio: “Dove me ne andrò lungi dal tuo Spirito?” (Sal. 139:7), mentre Dio disse a Geremia: “Potrebbe uno nascondersi in luogo occulto sì ch’io non lo vegga? dice l’Eterno” (Ger. 23:24). Lo Spirito è dunque onnipresente come lo è Dio.

    – Paolo dice che “lo Spirito investiga ogni cosa, anche le cose profonde di Dio” (1 Cor. 2:10), mentre Anna disse di Dio: “L’Eterno è un Dio che sa tutto” (1 Sam. 2:3). Lo Spirito è quindi onnisciente come lo è Dio.

    – Elihu disse: “Lo Spirito di Dio mi ha creato” (Giob. 33:4), mentre Davide disse a Dio: “Poiché sei tu che hai formato le mie reni, che m’hai intessuto nel seno di mia madre” (Sal. 139:13). Lo Spirito quindi crea come fa Dio.

    – Gesù disse: “…se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio… quel che è nato dallo Spirito, è spirito” (Giov. 3:5,6), mentre Giovanni dice che coloro che credono nel nome del Figlio di Dio “son nati da Dio” (Giov. 1:13). Lo Spirito fa dunque nascere di nuovo come fa Dio.

    – Pietro, prima disse ad Anania: “Anania, perché ha Satana così riempito il cuor tuo da farti mentire allo Spirito Santo e ritener parte del prezzo del podere?” (Atti 5:3), e poi gli disse: “Tu non hai mentito agli uomini ma a Dio” (Atti 5:4). Mentire allo Spirito Santo quindi equivale a mentire a Dio.

    – Nel libro degli Atti degli apostoli é scritto che Paolo disse a dei Giudei che rifiutarono di credere nel Vangelo: “Ben parlò lo Spirito Santo ai vostri padri per mezzo del profeta Isaia dicendo: Và a questo popolo e dì: Voi udrete coi vostri orecchi e non intenderete; guarderete coi vostri occhi, e non vedrete…” (Atti 28:25-26), mentre nel libro del profeta Isaia queste parole sono attribuite al Signore degli eserciti che Isaia vide in visione secondo che é scritto: “Nell’anno della morte del re Uzzia, io vidi il Signore assiso sopra un trono alto… Poi udii la voce del Signore che diceva: Chi manderò? E chi andrà per noi? Allora io risposi: ‘Eccomi, manda me!’ Ed egli disse: ‘Và, e dì a questo popolo: Ascoltate, sì, ma senza capire; guardate, sì, ma senza discernere!…” (Is. 6:1,8-9). Quindi lo Spirito Santo mandò Isaia a predicare come fece anche il Signore degli eserciti.

    – Nel libro degli Atti degli apostoli dopo che lo Spirito Santo parlò ad Antiochia dicendo: “Mettetemi a parte Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati” (Atti 13:2), è scritto che essi “mandati dallo Spirito Santo, scesero a Seleucia, e di là navigarono verso Cipro” (Atti 13:4). Gesù disse: “Ben è la mèsse grande, ma pochi son gli operai. Pregate dunque il Signor della mèsse che spinga degli operai nella sua mèsse” (Matt. 9:37-38), facendo chiaramente capire che é Dio che manda i suoi operai nella sua messe; quindi lo Spirito Santo è Dio perché mandò Paolo e Barnaba nella messe del Signore.

    – Gesù chiamò lo Spirito Santo “il Consolatore” (Giov. 15:26) quindi Egli consola quelli che sono abbattuti. Paolo ai Corinzi dice: “Ma Iddio che consola gli abbattuti, ci consolò con la venuta di Tito..” (2 Cor. 7:6), ed anche: “Benedetto sia Iddio, il Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre delle misericordie e l’Iddio d’ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra afflizione” (2 Cor. 1:3-4). Quindi lo Spirito Santo consola come fa Dio.

    – In Isaia é scritto che gli Israeliti nel deserto “contristarono il suo Spirito Santo” (Is. 63:10), mentre nei Salmi é scritto: “Quante volte si ribellarono a lui nel deserto, e lo contristarono nella solitudine!” (Sal. 78:40). Gli Israeliti quindi, contristando lo Spirito Santo contristarono Dio.

    – Paolo disse ai Corinzi “Non sapete voi che il vostro corpo é il tempio dello Spirito Santo che é in voi..?” (1 Cor. 6:19) ed anche: “Non sapete voi che siete il tempio di Dio..?” (1 Cor. 3:16). Lo Spirito Santo quindi abita nel credente assieme a Dio.

    – Gesù disse: “Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa…” (Giov. 14:26), ma disse anche: “Saranno tutti ammaestrati da Dio” (Giov. 6:45), e Davide dice che Dio “insegnerà ai mansueti la sua via” (Sal. 25:9). Lo Spirito Santo quindi insegna come fa Dio.

    – Gesù ha detto dello Spirito: “Ma quando sia venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità” (Giov. 16:13); e Davide nei Salmi dice a Dio: “Guidami nella tua verità” (Sal. 25:5). Quindi se lo Spirito della verità guida nella verità come fa Dio ciò significa che Egli è Dio.

    Come potete da voi stessi vedere le Scritture affermano che lo Spirito Santo è eterno, onnipotente, onnipresente e onnisciente come Dio.



    Risposte alle obiezioni dei Testimoni di Geova


    1. GESU’ NON E’ UN DIO MINORE

    I Testimoni di Geova negano la divinità di Gesù Cristo, e affermano che nel verso di Giovanni 1:1 Egli è chiamato “un dio”, e non “Dio”. Per questo, le loro Bibbie (la cui versione è detta “Traduzione del Nuovo Mondo”) sono state alterate in modo che quando si parla di Gesù si parla sempre di “un dio”. Le alterazioni presenti nelle loro Bibbie sono elencate in questo studio, e messe a confronto con il testo originale del Nuovo Testamento.

    Essi basano la loro interpretazione sul fatto che in greco (la lingua originale del Nuovo Testamento) non esiste l’articolo indeterminativo, così essi considerano fondamentale la presenza dell’articolo determinativo. Quando trovano “ho theos” (“il dio”), traducono con “Dio”, mentre quando trovano solo “theos” (“dio”), traducono con “un dio”.
    È davvero questa l’interpretazione corretta? No. È una regola sbagliata, e infatti essi stessi la violano! Il verso di Giovanni 1:18 si riferisce a “theos” due volte senza l’articolo, eppure i Testimoni di Geova traducono “theos” in un caso con “Dio” e nell’altro con “dio”. Il verso è il seguente: “Nessuno ha mai visto Dio; l’unigenito Dio, che è nel seno del Padre, è quello che l’ha fatto conoscere”. È evidente che nel primo caso si parla di Dio Padre, e nel secondo si parla di Dio Figlio, cioè Gesù, che è chiamato “l’unigenito Dio”.

    Osserviamo ora il testo originale in greco di Giovanni 1:1 con relativa traduzione: “En archei en ho Logos [Nel principio era la Parola], kai ho Logos en pros ton Theon [la Parola era con Dio], kai Theos en ho Logos [la Parola era Dio]“.
    Per la precisione, “kai Theos en ho Logos” menziona prima “Theos” (Dio), e poi “Logos” (Parola). Perché questo? Perché in greco, per riconoscere il soggetto di una frase, è necessario osservare il modo in cui terminano le parole. Nel caso di parole come “Theos” e “Logos”, che terminano nella stessa maniera, si utilizzava l’articolo determinativo per “marcare” il soggetto della frase.
    L’apostolo Giovanni, dunque, scrisse “kai Theos en ho Logos” (“ho” è l’articolo) proprio perché non intendeva dire “Dio era la Parola” (frase che dottrinalmente poteva generare confusione), come l’ordine delle parole potrebbe far pensare, ma “la Parola era Dio”. Questo è il motivo per cui, seguendo la grammatica greca, Giovanni omise l’articolo determinativo accanto a Theos.

    Del resto, l’affermazione dei Testimoni di Geova secondo cui Gesù è “un dio minore”, non poteva che essere falsa, in quanto, nelle Scritture, Dio dichiara almeno quattro volte l’impossibilità che vi sia “un altro dio” o “un dio” all’infuori di Lui!

    2. LA DOTTRINA DELLA TRINITA’ SI TROVA NELLA SCRITTURA

    In questo studio abbiamo citato numerosi passi che confermano la Trinità, e ve ne sono molti altri ancora. Il concetto di Trinità è presente non solo nel Nuovo Testamento, ma in tutta la Scrittura, e fin dal primo verso della Genesi, dove leggiamo che “Dio” (“Elohim”, nel testo originale ebraico) creò i cieli e la terra.
    “Elohim” letteralmente significa “Dii” ma è accompagnato dal verbo al singolare. Il primo verso della Genesi significa letteralmente: I Dii creò i cieli e la terra” (Gen. 1:1), e non “crearono”. Questo nome di Dio al plurale sottintende la Trinità. Dio è una pluralità di Persone (Padre, Figlio, Spirito Santo), ma è e resta un unico e solo Dio, per questo motivo il testo sacro si riferisce a Lui usando il verbo al singolare.

    Il concetto è ripetuto in Deuteronomio 6:4. Un’antica esegesi ebraica su questo verso spiega: “Perché è necessario citare tre volte il nome di Dio in questo versetto? Il primo, Jahwe, è il Padre. Il secondo è la discendenza di Iesse, il Messia (il Cristo), che viene dalla famiglia di Iesse, tramite Davide. E il terzo è lo Spirito Santo che ci mostra la via, e questi tre sono Uno.” (cit. in: Wie erkennt man den Messias?, pag. 23, Der Òlbaum e.V., Lorrach).


    3. GESU’ E’ DIO, NON E’ UN ESSERE CREATO

    Abbiamo già dimostrato che Gesù è Dio, ma vogliamo aggiungere alcune considerazioni. In Romani 1:25 l’apostolo Paolo dice, a proposito degli idolatri: “… Essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna, e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen” (Rom. 1:25). Noi dunque dobbiamo adorare Dio, e non le sue creature; non importa che sia una creatura potente come gli angeli o benedetta come gli apostoli, nessuna creatura deve essere adorata. Se Cristo fosse una creatura di Dio (che sia la prima o una delle tante non importa) noi saremmo degli idolatri. Sarebbero idolatri anche i discepoli, perché lo adorarono, come pure i magi, le donne che lo seguirono, e gli stessi angeli di Dio, perché lo adorano (Ebrei 1:6). Ma come abbiamo visto, Gesù Cristo non è una creatura, ma è “Dio benedetto in eterno” (Rom. 9:5).

    Cristo viene definito “principio della creazione di Dio” e “primogenito di ogni creatura” nel senso che egli è superiore alla creazione e a ogni creatura, infatti è scritto che Egli “è sopra tutte le cose” (Rom. 9:5) e “sopra tutti” (Giov. 3:31), ed anche nel senso che tutta la creazione ha il suo principio in Lui, e senza di Lui nessuna cosa è stata fatta (Giov. 1:3).
    Notiamo che se si volesse intendere che Gesù fu creato perché è chiamato “il principio” (Colossesi 1:18), la stessa cosa si dovrebbe dire anche di Dio Padre perché anche lui è chiamato “il principio” (Apocalisse 21:6).
    Il termine “primogenito” usato nel verso in Colossesi indica la supremazia di Cristo sopra tutte le creature di Dio, come quando nei Salmi è detto: “Io altresì lo stabilirò il primogenito, il più eccelso dei re della terra” (Sal. 89:27).
    Ricordiamo anche che il profeta Michea, profetizzando della venuta di Cristo, dichiarò che le sue origini non risalgono a un determinato momento della creazione, ma bensì “dall’eternità” (cap. 5:1-2).

    Consideriamo infine ciò che Gesù disse ai Giudei: “Prima che Abramo fosse nato, io sono” (Giov. 8:58). Poté dirlo anche se esteriormente appariva come un uomo, perché egli esisteva dall’eternità prima di assumere la natura umana. Se così non fosse stato, cioè se Gesù fosse stato creato, egli non avrebbe potuto fare quell’affermazione perché si sarebbe arrogato un attributo che spetta solo a Dio. Avrebbe potuto affermare: “Prima che Abramo fosse nato io esistevo o io ero”, ma non “io sono” (è evidente anche il riferimento al nome di Dio in Esodo 3:14).
    Secondo alcuni Testimoni di Geova, Gesù non disse “io sono” ma “io ero”. Guardiamo allora il testo greco di Giovanni 8:58: “eipen autois Iêsous, Amên amên legô humin, prin Abraam genesthai egô eimi”. La conclusione della frase di Gesù è “egô eimi”, che significa “io sono” (prima persona singolare, tempo presente indicativo). Sono le stesse identiche parole che Gesù usa quando dice “io sono” in numerosi altri passi dei vangeli.


    4. GESU’ E’ CHIAMATO DIO POTENTE E PADRE ETERNO

    Il profeta Isaia profetizzò della venuta di Cristo molti secoli prima della nascita di Gesù dicendo: “Poiché un fanciullo ci è nato, un figliuolo ci é stato dato, e l’imperio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace” (Isaia 9:5). Questa frase equipara molto esplicitamente Cristo al Padre. Vediamo da vicino i titoli che sono elencati in questo verso.

    Consigliere ammirabile. Nei Salmi è scritto che Dio disse a Davide: “Io ti consiglierò” (Sal. 32:8), e Davide stesso nel sedicesimo salmo disse: “Io benedirò l’Eterno che mi consiglia” (Sal. 16:7); quindi Dio era il consigliere di Davide. Del fanciullo che sarebbe nato fu detto che sarebbe chiamato Consigliere, e difatti Cristo Gesù è il nostro Consigliere. A conferma di ciò vediamo le seguenti parole che il Figlio di Dio rivolse all’angelo della chiesa di Laodicea: “Poiché tu dici: Io sono ricco, e mi sono arricchito, e non ho bisogno di nulla, e non sai che tu sei infelice fra tutti, e miserabile e povero e cieco e nudo, io ti consiglio di comprare da me dell’oro affinato col fuoco, affinché tu arricchisca; e delle vesti bianche, affinché tu ti vesta e non apparisca la vergogna della tua nudità; e del collirio per ungertene gli occhi, affinché tu vegga” (Ap. 3:17-18).

    Dio potente. Sotto l’Antico Patto Geremia chiamò così il Creatore di tutte le cose infatti gli disse: “Ah, Signore, Eterno! …. Tu sei l’Iddio grande e potente, il cui nome è l’Eterno degli eserciti” (Ger. 32:17-18). Anche Isaia chiamò così Dio quando disse: “Un residuo, il residuo di Giacobbe, tornerà all’Iddio potente” (Is. 10:21). Siccome non possono esistere due dii che si possano chiamare ambedue “Dio potente” perché c’è un solo Dio potente, ne consegue che Cristo Gesù è Dio. Egli mentre era sulla terra ha dimostrato ampiamente di essere l’Iddio potente, e tuttora lo sta dimostrando perché salva, guarisce, e opera potentemente in chi crede in Lui.

    Padre eterno. Nessuna creatura avrebbe potuto portare un simile nome perché esso s’addice solo a Dio. Gesù è chiamato Padre eterno perché egli quale Figlio di Dio è eterno, cioè senza inizio di giorni e senza fine di vita, e poi perché noi credenti essendo stati generati da Lui diveniamo suoi figli. A tale proposito Gesù chiamò i suoi discepoli non solo fratelli ma anche figlioletti (“Figliuoli, avete voi del pesce?” (Giov. 21:5), e: “Figlioletti, è per poco che sono ancora con voi” (Giov. 13:33). Il profeta aveva detto di lui: “Egli sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme e per la casa di Giuda” (Is. 22:21), ed in verità Egli lo è un padre per tutti noi. Badate che con questo non vogliamo dire che Cristo Gesù è il Padre perché in tale caso negheremmo l’esistenza della prima persona della Trinità, cioè del Padre, ma solo che egli è un padre per tutti noi.

    Principe della pace. Chi è colui che dà la pace? Dio, secondo che è scritto in Isaia: “O Eterno, tu ci darai la pace” (Is. 26:12); e per questo Egli è chiamato “l’Iddio della pace” (Rom. 16:20). Ma Isaia disse che Gesù sarebbe stato chiamato Principe della pace, e infatti Gesù disse ai suoi discepoli: “Io vi lascio pace; vi do la mia pace” (Giov. 14:27). Siccome solo Dio può dare pace all’anima afflitta e Isaia disse che Egli ci avrebbe dato la pace, vediamo anche qui che Gesù Cristo è Dio.

    Riguardo alla gloria che spetta a Dio solo. Dio disse tramite Isaia: “Io sono l’Eterno; tale è il mio nome; e io non darò la mia gloria ad un altro, né la lode che m’appartiene, agl’idoli” (Is. 42:8). Gesù, prima di essere arrestato, nella preghiera che fece al Padre suo disse: “Ed ora, o Padre, glorificami tu presso te stesso della gloria che avevo presso di te avanti che il mondo fosse” (Giov. 17:5); questo lo disse perché egli voleva che il Padre gli restituisse quella gloria di cui Lui, quale Figlio di Dio coeterno col Padre, si era privato per un breve tempo assumendo la forma di un servo e divenendo simile agli uomini per morire sulla croce annoverato tra i malfattori. Più avanti nella preghiera Gesù disse anche: “Padre, io voglio che dove son io, siano meco anche quelli che tu m’hai dati, affinché veggano la mia gloria che tu m’hai data; poiché tu m’hai amato avanti la fondazione del mondo” (Giov. 17:24); quindi da ciò si comprende che Dio ha dato la sua gloria al suo Figliuolo, e siccome che la gloria appartiene solo a Dio (secondo che è scritto: “A te appartengono il regno, la potenza e la gloria, in sempiterno. Amen” [Matt. 6:13]) si deduce che Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è l’Iddio a cui appartiene la gloria. L’Agnello è ora circondato di gloria in cielo; Giovanni nel libro della Rivelazione dice tra le altre cose: “E vidi, e udii una voce di molti angeli attorno al trono e alle creature viventi e agli anziani; e il numero loro era di miriadi di miriadi, e di migliaia di migliaia, che dicevano con gran voce: Degno è l’Agnello che è stato immolato di ricever la potenza e le ricchezze e la sapienza e la forza e l’onore e la gloria e la benedizione” (Ap. 5:11-12); e siccome che poco prima egli aveva visto i ventiquattro anziani prostrarsi davanti a Dio Padre che era seduto sul trono ed adorarlo dicendo: “Degno sei, o Signore e Iddio nostro, di ricever la gloria e l’onore e la potenza…” (Ap. 4:11), e tra le cose che anche l’Agnello è degno di ricevere al pari di Dio ci sono pure la gloria, l’onore e la potenza si deve affermare che Gesù è Dio benedetto in eterno.

Nota (inviata da un lettore): Alcuni critici sostengono che la dottrina cristiana della Trinità sia riscontrabile nel neoplatonismo medievale; ma il medioevo inizia nel 476 d.C., quando la dottrina trinitaria era ampiamente riconosciuta. Basta citare Teofilo che visse tra il 120 e il 185 (si veda Ad Autolico, Libro II, cap. 15), oppure Origene verso il 200 (si veda Contro Prassea, II). Piuttosto, molti riconoscono che nell’idea plotiniana dell’Hen c’è un’influenza cristiana: le tre ipostasi plotiniane, ossia l’Hen, il Nous, e la Psychè sono lontanissime dalla Trinità, visto che come nel platonismo più classico ogni ipostasi degrada in luminosità rispetto alla precedente, come un sasso gettato in uno stagno, più i cerchi concentrici si allargano e più si disgregano.

GESU’ DAVVERO RISORTO

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La risurrezione di Gesù: menzogna o verità?

 

Mentre Gesù viveva sulla terra, per cinque volte profetizzò che sarebbe risuscitato dai morti. Se non fosse stato Colui che diceva di essere, non avrebbe mai potuto affermare qualcosa del genere. Infatti, o Gesù è stato il più grande bugiardo e ingannatore mai esistito sulla terra, oppure è stato davvero il Figlio dell’Iddio vivente ed è risuscitato dai morti.

In Matteo 16,21 leggiamo: «Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molte cose da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti, degli scribi, ed essere ucciso, e risuscitare il terzo giorno.»
Da risorto, molti Lo videro: «E, alzatisi in quello stesso momento, tornarono a Gerusalemme e trovarono riuniti gli undici e quelli che erano con loro, i quali dicevano: “Il Signore è veramente risorto ed è apparso a Simone”» (Lc 24,33-34). «Poiché vi ho prima di tutto trasmesso, come l’ho ricevuto anch’io, che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che è stato risuscitato il terzo giorno, secondo le Scritture; che apparve a Cefa, poi ai dodici. Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti. Poi apparve a Giacomo, poi a tutti gli apostoli; e, ultimo di tutti, apparve anche a me» (I Co 15,3-8).

C.S. Lewis era un accademico e filosofo ateo, autore di diversi libri e scritti. Nelle sue riflessioni su Gesù Cristo arrivò alla seguente conclusione: nessuno può giungere ad affermare che Gesù sia stato solo una brava persona. Perché? Perché una brava persona, e un religioso, non affermerebbe mai di essere Dio. Proprio questa affermazione innalza Gesù a un livello superiore. Pertanto è assolutamente logico affermare che Gesù fosse più che un bravo uomo, e cioè che fosse il Figlio di Dio.

Noti storici romani e giudei come Plinio, Tacito, Claudio e Flavio Giuseppe narrano della risurrezione di Gesù e delle reazioni che suscitò (si veda questa pagina). Flavio Giuseppe scrisse: «Quest’uomo era il Messia, e dopo che Pilato, su invito del nostro capo, lo condannò a morte, quelli che Lo amavano non furono da Lui abbandonati, poiché Egli apparve loro nuovamente dopo tre giorni, come avevano predetto i santi profeti»” (Antiquitates, 18.3.3).

Lord Littleton e Gilbert West, entrambi membri di un club ateista, cercavano di mettere in dubbio la risurrezione di Gesù e quindi erano costretti a confrontarsi in modo approfondito con questo argomento. Per produrre delle controprove, erano ovviamente costretti a fare riflessioni serie e coerenti. Entrambi erano giuristi, quindi persone dotte e istruite a controllare e soppesare argomentazioni e indizi. Il risultato del loro lavoro fu che entrambi divennero credenti. Rifletterono, furono coerenti e onesti intellettualmente e quindi non avevano altre possibilità. Deposero le armi davanti al Signore risuscitato.

Gli apostoli e i testimoni della risurrezione di Gesù erano pronti a morire per questa verità. Lo sarebbero mai stati se si fosse trattato di inganno, seduzione e menzogna? Consacrarono la loro vita alla risurrezione di Gesù, che si trova al centro del loro messaggio e della loro dottrina. Qualcuno ha detto: «Come potrebbe mai essere la menzogna la base di una dottrina che nella storia ha costituito la maggiore influenza positiva?»

Lee Strobel, reporter giuridico e giornalista, si autodefiniva ateo, ma meravigliato del cambiamento positivo del carattere di sua moglie tramite la fede in Gesù, volle indagare a fondo sul «caso Gesù». Le sue esperienze professionali gli furono molto utili in tal senso, infatti Lee raccolse e controllò testimonianze, prove scientifiche, prove indiziarie, perizie psicologiche. Chiese a numerosi scienziati americani di mettere a disposizione le loro risorse sul campo. Lee Strobel li intervistò come se la fede fosse un caso criminale. Voleva prove tangibili della vita e risurrezione di Gesù. Era alla ricerca della verità, la trovò e diventò un cristiano convinto. Ha descritto la sua storia nel libro: «Der Fall Jesus» (Il caso Gesù).

Dove possiamo trovare la verità, se non in Gesù Cristo, che ha annunciato la più grande verità sulla vita, sulla morte e sulla risurrezione? Chi non crede in Gesù Cristo resta alla ricerca e non trova pace; anche questa è una prova che Gesù è la Verità. Proprio questo dimostrano le religioni che non mettono al centro Gesù Cristo, la Sua morte e la Sua risurrezione. Tutte le forme di religioni orientali, i metodi esoterici, la ricerca di equilibrio, dell’io interiore e del centro dell’energia nonché dell’armonia interiore non sono in grado di dare risposta alla grande incertezza dell’uomo, perché in esse non si trova alcuna verità valida.
Perché invece coloro che trovano Gesù e danno a Lui la loro vita trovano la pace? Perché Cristo è il cardine ovvero l’ancora della verità. Solo per questo la Bibbia offre la certezza di fede, rispetto alle tante religioni. Da nessuna parte, con la religione, si ottiene questa certezza, restano sempre dei forse e l’eventualità dell’insicurezza. Tutto cambia invece con Gesù. Della fede in Lui è scritto in I Giovanni 5,13: «Vi ho scritto queste cose perché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio.»

Per riassumere, possiamo dire: Gesù non è solo un segnale, bensì la Via. Non è solo un amante della verità, bensì la Verità. Non solo vivente, bensì la Vita. Gesù è morto per i nostri peccati e risorto per la nostra giustificazione, «il quale è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione» (Rm 4,25).
Un giorno tutti gli uomini di ogni epoca udranno la voce del Figlio di Dio, risusciteranno e dovranno comparire davanti a Lui, stavolta come Giudice. Chi crede già da ora alla Sua Parola, risorgerà a vita eterna e non sarà perduto. «In verità, in verità vi dico: l’ora viene, anzi è già venuta, che i morti udranno la voce del Figlio di Dio; e quelli che l’avranno udita, vivranno» (Gv 5,25).


Si vedano anche:

 

GESU’ E’ DIO!

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Gesù è Dio? Gesù ha mai preteso di essere Dio?

Domanda: “Gesù è Dio? Gesù ha mai preteso di essere Dio?”

Risposta: La Bibbia non riferisce mai che Gesù abbia pronunciato esattamente le parole: “Io sono Dio”. Questo non significa, però, che Egli non abbia proclamato di esserlo. Prendi per esempio le parole di Gesù in Giovanni 10:30: “Io e il Padre siamo uno”. Di primo acchito, forse questa non sembrerà una pretesa di essere Dio. Tuttavia, osserva la reazione dei Giudei alla Sua affermazione: “Non ti lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmia; e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio” (Giovanni 10:33). I Giudei compresero che l’affermazione di Gesù era una rivendicazione della Sua divinità. Nei versetti successivi, Gesù non corregge mai i Giudei dicendo: “Io non ho preteso di essere Dio”. Questo indica che Gesù stava davvero dicendo di essere Dio dichiarando: “Io e il Padre siamo uno” (Giovanni 10:30). Giovanni 8:58 è un altro esempio. Gesù affermò: “In verità, in verità vi dico: prima che Abraamo fosse nato, io sono”. Ancora una volta, come reazione i Giudei presero delle pietre nel tentativo di lapidare Gesù (Giovanni 8:59). Perché i Giudei avrebbero voluto lapidare Gesù se Egli non avesse detto qualcosa che essi credevano blasfemo, ossia che pretendeva di essere Dio?

Giovanni 1:1 dice che “la Parola era Dio”. Giovanni 1:14 afferma che “la Parola è diventata carne”. Questo indica chiaramente che Gesù è Dio “manifestato in carne” (1 Timoteo 3:16). Atti 20:28 ci dice: [Badate alla] chiesa di Dio, che egli ha acquistata con il proprio sangue”. Chi ha acquistato la chiesa con il proprio sangue? Gesù Cristo. Atti 20:28 dichiara che Dio ha acquistato la chiesa con il proprio sangue. Pertanto, Gesù è Dio!

Riguardo a Gesù, il discepolo Tommaso dichiarò: “Signor mio e Dio mio!” (Giovanni 20:28). Gesù non lo corresse. Tito 2:13 ci incoraggia ad attendere la venuta del nostro Dio e Salvatore, Gesù Cristo (cfr. anche 2 Pietro 1:1). In Ebrei 1:8, il Padre dichiara di Gesù: “Il tuo trono, o Dio, dura di secolo in secolo, e lo scettro del tuo regno è uno scettro di giustizia”.

In Apocalisse, un angelo insegnò all’apostolo Giovanni ad adorare soltanto Dio (Apocalisse 19:10). Nella Scrittura, Gesù riceve parecchie volte adorazione (Matteo 2:11; 14:33; 28:9,17; Luca 24:52; Giovanni 9:38). Egli non rimprovera mai le persone per il fatto di adorarLo. Se Gesù non fosse Dio, avrebbe detto alla gente di non adorarLo, proprio come fece l’angelo nell’Apocalisse. Ci sono molti altri versetti e passi della Scrittura a sostegno della divinità di Gesù.

Il motivo più importante per cui Gesù doveva essere Dio è che, se non lo fosse stato, la Sua morte non sarebbe stata sufficiente a scontare il castigo per i peccati del mondo intero (1 Giovanni 2:2). Soltanto Dio avrebbe potuto scontare un castigo talmente infinito. Soltanto Lui avrebbe potuto prendere i peccati del mondo (2 Corinzi 5:21), morire ed essere risuscitato, dimostrando la Sua vittoria sul peccato e sulla morte.

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aprile 22, 2012

GESU’ E’ VERAMENTE DIO

Filed under: Senza Categoria — Tag:, — mirabilissimo100 @ 10:16 am
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GESU’ IL VERBO DI DIO PURISSIMO E SANTISSIMO
 
 
 
 
Analisi di Martino Gerber e Giuliano Lattes, studiosi biblisti
 
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Gesù non era un uomo comune, ma davvero unico, era superiore ai profeti
ed ai Santi,  non solo perché faceva miracoli ed opere straordinarie,
non solo per i suoi divini insegnameni, ma specialmente per la sua
straordinaria natura divina.
Sebbene Gesù appariva dall’aspetto come gli altri uomini, non era come loro.
 
Vediamo che Gesù non nasce come gli altri uomini, na nasce in virtù dello
Spirito Santo; Vangelo secondo Matteo: 1, 20-25, Vangelo secondo Luca: 1, 26-38.
La nascità di Gesù viene onorata dalla presenza degli Angeli; Vangelo secondo Luca; 2,8-20,
ed anche viene illuminata dalla stella dei Magi; Vangelo secondo Matteo: 2, 1-12.
Vediamo che il bambino Gesù già a 12 afferma che si deve occupare delle cose del Padre suo;
Vangelo secondo Luca: 2, 41-52.
Il battesimo di Gesù da Giovanni, avviene in modo straordinario, con la presenza del Padre che
lo dichiara suo figlio, e dello Spirito Santo sotto forma di Colomba; Vangelo secondo Matteo: 3,13-17.
 
Appena inizia la sua missione Gesù guarisce una moltitudine di malati; Vangelo secondo Matteo: 4, 2-25.
Gesù non solo opera guarigioni ed esorcismi, ma fa altre opere straordinarie, trasforma l’acqua in vino;
Vangelo secondo Giovanni: 2, 1-12, la pesca miracolosa; Vangelo secondo Luca: 5,11-11,
la moltiplicazione dei pani; Vangelo secondo Matteo: 14, 13-21, 15, 29-39.
Gesù perfino cammina sulle acque; Vangelo secondo Matteo: 14, 22-33.
Gesù riesce a calmare la tempesta; Vangelo secondo Matteo: 8, 23-27.
Gesù perdona i peccati, che solo Dio può fare; Vangelo secondo Matteo:  9, 1-8,
quindi si comporta come Dio.
Gesù conosceva ogni cosa; Vangelo secondo Giovanni: 2, 23-25.
Gesù afferma di essere sceso dal cielo, quindi di essere il Fglio di Dio; Vangelo secondo Giovanni: 6, 32-59.
Gesù perfino afferma di esistere prima di Abramo, quindi esisteva prima di nascere; Vangelo secondo Giovanni; 8, 58.
 
Quindi Gesù afferma di essere il Figlio di Dio, e di essere una sola cosa con Lui; Vangelo secondo Giovanni: 10,30.
Gesù afferma di essere il  Figlio di Dio e che solo Lui conosce il Padre, il quale gli ha dato tutto; Vangelo secondo Matteo: 11,25-27. 
 
Gesù ha gli stessi poteri del Padre; Vangelo secondo Giovanni: 5,19-30.
Gesù afferma di essere la risurrezione e la vita; Vangelo secondo Giovanni: 11, 25-26.
Gesù afferma che chi vede Lui vede il Padre; Vangelo secondo Giovanni: 14, 8-14.
Gesù parla spesso del suo glorioso ritorno come Giudice universale; Vangelo secondo Matteo: 7, 21-23; 13, 36-4316, 26-28; 24, 29-31; 25, 31-46.
 
Gesù vela la sua natura divina ai suoi discepoli, prima della dura prova della passione,
ecco che trovandosi su un monte Gesù si trasfigura divenendo tutto splendente come il sole;
Vangelo secondo Matteo:17, 1-9.
Gesù infine risorge da morte; Vangelo secondo Matteo: 28, 1-10.
Dopo essere risorto Gesù ascende al Cielo; Vangelo secondo Luca: 24, 50-53.
Dopo l’ascensione Gesù manda lo Spirito Santo a guidare la sua chiesa; Atti: 2, 1-13.
 
Quindi Gesù sebbene viveva sulla terra apparendo un uomo era ed è e sarà in eterno Dio.
 
 
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L’IMPECCABILITA’ DI GESU’
 
 
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Gesù ha sofferto tanto;  persecuzioni, incomprensioni, tradimento, arresto,
processo, flagellazione, crocifissione e morte, le soffernze sono prove,
ma non sono tentazioni.
La tentazione è una spinta a commettere il peccato, a trasghedire la legge Divina.
 
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LE TENTAZIONI DI GESU’
 
Gesù ha affrontato diverse tentazioni, il demonio nel deserto; V.Matteo: 4, 1-11,
scribi e farisei che lo volevano mettere alla prova; V.Matteo:  16, 1; 22, 15,
e perfino il suo Apostolo Pietro si è fatto strumento di tentazione; V,Matteo: 16, 22-23.
Perfino Gesù era provocato quando si trovava in croce; V.Matteo: 27, 39-44.
Comunque tutte queste tentazioni sono tentazioni esterne, non provengono dall’ interno
del Signore Gesù, ma dall’esterno, da altre persone e circostanze.
Infatti Gesù insegna che le tentazioni interiori sono peccato; V.Matteo: 5, 27-30;
15, 18-20.
Se le tentazioni interiori sono peccato, Gesù non poteva averle, perché Gesù non poteva
peccare.
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Dalla Scrittura: ci consta che Gesù fu  immune dal peccato originale:
 «Quello che nascerà da te Santo, si chiamerà il Figlio di Dio» V.Luca: 1,35. 
Fu immune dal peccato attuale: «Le cose che piacciono a Lui, faccio sempre» V.Giovanni: 8,29.
 Fare ciò che vuole il Padre, significa eseguire la sua volontà e non trasgredirla. Per cui Gesù poteva ripetere:
«Chi di voi mi potrà incolpare di peccato?» V.Giovanni: 8, 46.
S. Paolo dirà che Gesù  è «Pontefice santo, innocente, senza macchia, segregato dai peccatori» E.Ebrei: 4,15;
 e S. Pietro: «Che non fece peccato nè si è trovato inganno nella sua bocca» 1, Pietro:  2,22.
Tutti questi passi ed altri ancora ci dicono la sua «impeccanza» e al tempo stesso ci fanno intuire che oltre
a essere di fatto immune dal peccato, era immune anche dalla possibilità di peccare.
 
Dai Padri sappiamo;
S. Ippolito (Contra Noet. 17): «È stato fatto ciò che l’uomo è, eccetto il peccato».
S. Cirillo di Alessandria (In Joan. 8, 29): «Ha avuto in sorte l’esimia prerogativa della natura divina e cioè
di non poter peccare».
Qualunque peccato o anche la semplice possibilità di peccare, costituisce
l’uomo peccatore. Ma la Persona di Cristo, essendo divina non può essere di un peccatore. Dunque in
Cristo non fu né poteva essere il peccato.
Mentre gli Scotisti pongono la ragione della impeccabilità del Cristo nella visione intuitiva
(chi véde Dio non può non amarlo come supremo bene),
S. Tommaso e la maggioranza dei Teologi la pongono
nel fatto della Unione Ipostatica. Il merito o demerito delle azioni dipende e ridonda nella persona:
perciò Cristo, essendo Dio non poteva commettere peccato.
 
San Tommaso d’Aquino affronta la questione nell’articolo 15 della parte III della Summa Theologiae.Questa in sintesi la risposta del Doctor angelicus: Anche se Cristo è stato tentato dal demonio,

 Egli «non assunse in nessun modo la miseria del peccato né originale né attuale» .
San Tommaso d’Aquino ;  «Una certa fortezza lo spirito la dimostra resistendo alla concupiscenza della carne quando gli si oppone,
 ma esso dimostra una fortezza maggiore quando la reprime totalmente così da eliminarne le brame disordinate.
Questa era appunto la condizione di Cristo, il cui spirito aveva raggiunto il sommo grado della fortezza.
E sebbene egli non abbia dovuto sostenere il combattimento inferiore del fomite, subì però la lotta esterna del mondo e del diavolo,
trionfando dei quali meritò la corona della vittoria» .
 L’Aquinate insegna anche che «in Cristo non c’era il fomite del peccato» dato che «lo Spirito Santo esclude il peccato e l’inclinazione al peccato,
 implicita nel termine fomite» .
Per «fomite del peccato» si intende l’«inclinazione dell’appetito sensitivo a oggetti che sono contro la ragione» ,
la «ricerca del piacere fuori dell’ordine razionale» .
 
Per questo Cristo fu immune anche da ogni imperfezione morale e da ogni moto disordinato
della concupiscenza, anzi non ebbe nemmeno il fornite della concupiscenza.
La concupiscenza e il suo fomite sono una conseguenza del peccato originale.
 
Infine Gesù non poteva peccare per la semplice ragione che Egli è PERSONA DIVINA.
 
 
GESU’ E LE TENTAZIONI
 
 
 
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Parliamo ora piu’ approfonditamente delle tentazioni subite da Gesù.
Non delle prove che riguardano sofferenze e dipiaceri,ma delle tentazioni
che spingono a peccare a trasghedire le leggi divine.
 
Iniziamo subito col precisare che Gesù condanna come peccato le tentazioni che provengono
dall’interno del’uomo;
 
 
Matteo 5: 27-30 27Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; 28ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.

29Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri,

piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. 30E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo,

tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.

Matteo 15: 8-20;

18″Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende immondo l’uomo.

 19Dal cuore, infatti, provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adultéri, le prostituzioni, i furti,

 le false testimonianze, le bestemmie.

20Queste sono le cose che rendono immondo l’uomo”

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Gesù non poteva avere spinte interne a peccare, propositi malvagi o fare cattivi pensieri, o fare desideri peccaminosi,

per il semplice fatto che Gesù non poteva peccare, e non ha conosciuto il peccato.

Dalla Scrittura: ci consta che Gesù fu  immune dal peccato originale:
 
 «Quello che nascerà da te Santo, si chiamerà il Figlio di Dio» V.Luca: 1,35. 
 
 
“Giuseppe, discendente di Davide, non devi aver paura di sposare Maria,
la tua fidanzata: il bambino che lei aspetta è opera dello Spirito Santo.
Essa partorirà un figlio e tu gli metterai nome Gesù, perché lui salverà il suo popolo da tutti i suoi peccati”.
(Matteo; 1: 20-21)
 
 

Gesù era senza peccato, ma quando venne il tempo si recò da Giovanni il Battezzatore,
con umiltà, ma Giovanni in virtù dello Spirito Santo, sapeva che Gesù era senza peccato e Santo
e non voleva battezzarlo.
 
In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne fino al fiume Giordano e si avvicinò a Giovanni per farsi battezzare da lui.
Ma Giovanni non voleva e cercava di convincerlo dicendo: – Sono io che avrei bisogno di essere battezzato da te;
 e tu invece vieni da me?
Ma Gesù rispose:
 Lascia fare, per ora. Perché è bene che noi facciamo così la volontà di Dio sino in fondo.
Allora Giovanni accettò.
(Matteo; 3: 13-15)
Comunque Gesù risalì subito dall’acqua, perché non aveva peccati da confessare.
 
Appena battezzato, Gesù usci dall’acqua. All’improvviso il cielo si aprì, ed egli vide lo Spirito di Dio il quale,
 come una colomba, scendeva su di lui.
E dal cielo venne una voce: “Questo è il Figlio mio, che io amo. Io l’ho mandato”.
(Matteo; 3: 16-17)
 
Qualche giorno dopo Giovanni testimonierà che Gesù è il Messia il Figlio di Dio.
 
Il giorno dopo, Giovanni vede Gesù venire verso di lui, e dice: “Ecco l’Agnello di Dio che prende su di sé il peccato del mondo.
parlavo di lui quando dicevo: dopo di me viene uno che è più grande di me, perché esisteva già prima di me.
 Anch’io non lo conoscevo, tuttavia Dio mi ha mandato a battezzare con acqua, per farlo conoscere al popolo d’Israele”.
Poi Giovanni portò questa testimonianza: “Ho visto lo Spirito di Dio scendere come colomba dal cielo, e rimanere sopra di lui.
Anch’io non lo conoscevo quando Dio mi mandò a battezzare con acqua, ma Dio mi disse:
 “Vedrai lo Spirito scendere e fermarsi su un uomo – è lui che battezzerà con Spirito Santo”.
Ebbene, io l’ho visto accadere, e posso testimoniare che Gesù è il Figlio di Dio”.
Il giorno seguente Giovanni era di nuovo là con due dei suoi discepoli. passò Gesù.
Giovanni lo guardò e disse: “Ecco l’Agnello di Dio”.
(Giovanni; 1: 29-36)
Gesù  fu immune dal peccato attuale: «Le cose che piacciono a Lui, faccio sempre» V.Giovanni: 8,29.
 Fare ciò che vuole il Padre, significa eseguire la sua volontà e non trasgredirla. Per cui Gesù poteva ripetere:
«Chi di voi mi potrà incolpare di peccato?» V.Giovanni: 8, 46.
 
S. Paolo dirà che Gesù  è «Pontefice santo, innocente, senza macchia, segregato dai peccatori» ;
 
 « Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità,
essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato»E.Ebrei: 4,15;
« Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore,
 perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio» II E.Corinzi: 5,21.
  S. Pietro dirà: «Che non fece peccato nè si è trovato inganno nella sua bocca» 1, Pietro:  2,22.
 
San Giovanni dirà :  «  Chiunque commette il peccato, commette anche violazione della legge,
perché il peccato è violazione della legge. Voi sapete che egli è apparso per togliere i peccati e che in lui non v’è peccato. 

Chiunque rimane in lui non pecca; chiunque pecca non lo ha visto né l’ha conosciuto » 1,Giovanni: 3,4-5

 
Tutti questi passi ed altri ancora ci dicono la sua «impeccanza» e al tempo stesso ci fanno intuire che oltre
a essere di fatto immune dal peccato, era immune anche dalla possibilità di peccare.
 
Qualunque peccato o anche la semplice possibilità di peccare, costituisce
l’uomo peccatore. Ma la Persona di Cristo, essendo divina non può essere di un peccatore. Dunque in
Cristo non fu né poteva essere il peccato. Cristo, essendo Dio non poteva commettere peccato.
 
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Quindi Gesù poteva avere solo tentazioni esterne a commettere peccato.
 
Le tentazioni avute nel desrto, erano esterne.
Qualche razionalista umanizzando Gesù, ha proposto che le tentazioni nel deserto erano dubbi
che aveva Gesù riguardo la sua messianicità, ora mentre era facile far passare per dubbi la tentazione
di trasformare le pietre in pane, e quella di buttarsi dal pinnacolo del Tempio, diventava assurdo
far passare per dubbio la tentazione in cui per ottenere i regni del mondo doveva adorare Satana.
Quindi le tentazioni del deserto sono esterne veramente.
Se fossero stati dubbi e tentazioni interne, Gesù sarebbe un peccatore, quindi un falso profeta,
un idolatra.
Comunque la tentazione di trasformare le pietre  in pane, non è una tentazione a commettere peccato,
quella di buttarsi dal pinnacolo, può essere tentazione peccaminosa, vista come tentazione suicida,
la tentazione del potere dei regni terreni, è peccaminosa, include il peccato di idolatria di adorare Satana,
e quello di avidità e concupiscenza.
Ma vediamo che Gesù non è caduto in tentazione ed ha vinto il tentatore, e poi l’ha mandato via.
 
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Gesù ha affrontato diverse tentazioni, il demonio nel deserto; V.Matteo: 4, 1-11,
scribi e farisei che lo volevano mettere alla prova; V.Matteo:  16, 1; 22, 15,
e perfino il suo Apostolo Pietro si è fatto strumento di tentazione; V,Matteo: 16, 22-23.
Perfino Gesù era provocato quando si trovava in croce; V.Matteo: 27, 39-44.
Comunque tutte queste tentazioni sono tentazioni esterne, non provengono dall’ interno
del Signore Gesù, ma dall’esterno, da altre persone e circostanze.
 
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GESU’ NE’ SI SPOSO’ NE’ POTEVA E NE’ VOLEVA FARLO!  
 

 

 

GESU’ VUOLE DA TUTTI ESSERE AMATO COME IL PANE CELESTE E L’AGNELLO DI DIO,SI PUO’ AMARE QUESTO SESSUALMENTE?

NO,INFATTI FARE QUESTO E’ SATANICA BESTEMMIA.ORA GESU’ CHE CONOSCEVA TUTTI I SEGRETI DI OGN’UNO NON AVREBBE PERMESSO CHE LE DONNE LO AMASSERO SESSUALMENTE NEMMENO IN OCCULTO E IN BUONA FEDE,SE LO AVESSE PERMESSO SAREBBE UN FALSO MESSIA.

MA GESU’ CHE DICE A S.PIETRO;”LUNGI DA ME SATANA”,PERCHE’ NON VOLEVA CHE GESU’ MORISSE,TANTO PIU’ GESU’ MANDEREBBE VIA DA LUI UNA SEDUTTRICE.

LE PIE DONNE CHE ERANO CON GESU’ SAPEVANO CHI ERA,ESEMPIO; S.MARTA-V.GIOVANNI-11,27.

POI GESU’ INSEGNAVA PURE ALLE DONNE ESTRANEE CHI ERA,COME LA SAMARITANA;V.GIOVANNI-4,7-26-FIGURIAMOCI COME CONOSCEVANO GESU’ LE PIE DONNE,INFATTI ECCO UN ESEMPIO;V.LUCA-24,5-8.

MA POI GESU’ INSEGNAVA LA SUA VERA NATURA IN PUBBLICO;V.GIOVANNI-6,26-59.—V.MATTEO-7,21-23—–12,25-30

V.LUCA-13,22—30. QUINDI GESU’ A TUTTI FACEVA CAPIRE CHI ERA;APOSTOLI,DISCEPOLI,PIE DONNE E FOLLA DI UOMINI,DONNE E BAMBINI.

 

GESU’ E’ PANE DIVINO,E NON HA LEGAMI ALCUNO CON LA SESSULITA’

Gesù è sceso dal cielo,ha detto di essere pane sceso dal cielo.Gesù era il verbo che si fece carne,era perfettisimo,era l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo.Gesù chiedeva a chi lo voleva seguire,di amarlo più di tutto,lasciare casa,famiglia averi,e possibilmente restare vergini,farsi eunuchi per il regno.Gesù,vuole che venga presto il regno dei cieli,li i risorti saranno come gli angeli,non potranno sposarsi,perché saranno figli della resurrezione, non potranno più morire,saranno figli di Dio.Gesù è già Figlio di Dio, veramente è Dio,chi vede Lui vede il Padre.Gesù,è nato tramite lo Spirito Santo,senza rapporti impuri.Gesù essendo Dio,trasfigurò e divenne tutto luccicante davanti agli apostoli,non poteva fare sesso,sposarsi,la S.Eucaristia,non può fare sesso,ne la S.Trinità, ne Dio,quello giudaico-cristiano,certo i dei pagani vanno con animali e praticano l’incesto.Gesù,consiglia a chi può di restare vergine, cosa che lui avrebbe fatto anche se fosse stato solo un S.profeta,un uomo,come gli esseni. Gesù,ha vinto Satana,e il mondo,perfino dava questo potere agli apostoli,di esorcizzare in suo nome,Gesù vedeva Satana scendere dal cielo,cercare gli apostoli e vagliarli come il grano,Gesù disse che Satana,il principe di questo mondo non poteva fare nulla contro di Lui. Gesù,chiamò Pietro Satana,solo perché,non accettava che Lui morisse,figuriamoci come manda via qualsiasi diavolo tentatore,per cose più gravi.Gesù,guidato dallo Spirito Santo,andò nel deserto, per farsi tentare dal demonio,ma sono tentazini esterne,due solo provocazioni,quella del pane,e del pineacolo,la terza,qui Satana gli chiede di essere adorato,è chiaro che Gesù,stesso non si può fare questa tentazione.Per Gesù,le tentazioni interne a peccare sono peccati,come il solo guardare un donna,per desiderarla è adulterio. Gesù,in vista,delle tentazioni interiori,ci chiede,se il tuo occhio ti fa inciampare cavatelo,è meglio entrare nel Regno senza un occhio, che finire all’inferno. Gesù,è venuto ad insegnarci la verità,Lui è Via Verità Vita. Ora chi crede in questo Gesù dei Vangeli,si salva,può guarire,può diventare Santo come S.Antonio. Chi crede nei falsi Gesù,inventati da atei,massoni come Dan Brown,è destinato al fuoco eterno,e sulla terra si trova nelle tenebre e nel caos e schiavo di Satana.

GESU’ NON SI SPOSO’ NE’ POTEVA E NE’ VOLEVA FARLO

Gesù ha una sposa, la chiesa,la Gerusalemme celeste;2CORINTI-11,2 EFESINI-5,32 RIVELAZIONE-21,1-2.
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Gesù,non è un uomo comune,ma è il Figlio eterno di Dio,è Dio stesso,tanto che afferma chi vede me vede il Padre,V.GIOVANNI-14,8-14.
Gesù stesso ha insegnato;V.LUCA-20,34-“I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito;ma quelli che sono giudicati degni del mondo futuro e della risurrezione dai morti,non prendono né moglie né marito.Essi non possono più morire,perché sono uguali agli angeli,e sono figli di Dio fatti degni della risurrezione.”.Ecco da questa verità,i S.Padri della chiesa hanno stabilito che veramente Gesù non avrebbe potuto sposarsi con una donna,poiché gli Angeli e i figli di Dio eterni non possono sposarsi,vediamo infatti che Gesù,è Figlio di Dio, è il Verbo che si è fatto carne,nato da donna per opera dello Spirito Santo,Gesù è l’immagine del Padre,è Lui stesso Dio,quindi essendo eterno Figlio di Dio sceso dal cielo,dalla natura divina,non può essere asssociato alla sessualità,e prendere moglie.
Poi i S.Padri aggiungevano questo,come il Pane celeste,la .Eucaristia può avere rapporti sessuali,è blasfemo solo ipotizzarlo.
Aggiungevano anche che l’Agnello di Dio deve essere tutto puro è immacolato senza macchia,non solo non può sposarsi ma non deve avere nessun legame con i desideri carnali e la sessualità. I S.Padri facevano notare questo,Gesù ha avuto una nascità miracolosa,ed è risorto dai morti, ma ha dimostrato veramente essere un essere divino specialmente con la sua trasfigurazione,diventando tutto candido,luminoso e
sfolgorante;V.MATTEO-17,1-9.Ora un essere così celestiale e divino non può sposarsi,avere figli,e nemmeno avere desideri carnali,poiché è un essere celeste come gli Angeli,anzi vediamo che gli Angeli lo servono;V.MATTEO-4,11,
V.GIOVANNI-1,51.
Quindi tutte queste ipotesi che Gesù poteva sposarsi e non lo fece per la missione,che se voleva poteva sposarsi,che non si
sposò per imitare gli esseni,che addirittura era sposato,che perfino era omosessuale ed aveva un ‘amante,tutte queste ipotesi
sono bestemmie difronte a Gesù Dio eterno incarnato.

GESU’ E’ DIO PURISSIMO E SANTISSIMO-IL VERBO SI FECE CARNE

Quando venne il momento di mandare suo Figlio Unigenito,Iddio aveva preparato un vaso purissimo per accoglierlo.
V.LUCA-1,26-Dio mandò l’Angelo Gabriele in una città della Galilea chiamata Nazareth,ad una vergine promessa sposa di un uomo di nome Giuseppe della casa di David:il nome della vergine era Maria.Entrò da lei e le disse:”Salve,piena di grazia,l Signore è con te”.1,30-L’Angelo le disse:”Non temere,Maria,perché hai trovato grazia presso Dio.
Ecco,tu concepirai nel grembo e darai alla luce un figlio.Lo chiamerai Gesù.Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo;il Signore Dio gli darà il trono di Davide,suo padre e regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno e il suo regno non avrà mai fine”Allora Maria disse all’Angelo.”Come avverrà questo,poiché io non conosco uomo?”.L’Angelo le rispose:”Lo Spirito Santo scenderà sopra di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra;perciò quello che nascerà sarà chiamato Santo,Figlio di Dio.
Iddio aveva disposto che Gesù avesse un padre terreno,quindi scelse l’uomo più puro e più giusto e santo,per affidare suo Figlio Divino,e la vergine purissima.V.MATTEO-1,18-Maria si era fidanzata con Giuseppe;ma prima che essi iniziassero a vivere insieme,si trovò che lei aveva concepito per opera dello Spirito Santo.
Il suo sposo Giuseppe,che era giusto e non voleva esporla al publico ludibrio,decisa di rimandarla in segreto.
Ora,quando aveva già preso una tale risoluzione,ecco che un Angelo del Signore gli apparve in sogno per dirgli:
“Giuseppe,figlio di Davide,non temere di prendere con te Maria,tua sposa:ciò che in lei è atato concepito è opera dello Spirito Santo.Darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù;egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”.
Quindi veniva sulla terra il Figlio di Dio.V.GIOVANNI-1,1-In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e Dio era il Verbo.Questi era in principio presso Dio.Tutto per mezzo di Lui fù fatto e senza di li non fu fatto asolutamente nulla
di ciò che è stato fatto.In Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;1,9-Era la Luce vera,che illumina ogni uomo,quella che veniva nel mondo.1,14-E il Verbo si fece carne e dimorò fra noi e abbiamo visto la sua gloria,gloria come
di Unigenito dal Padre,pieno di grazia e verità.L.FILIPPESI-1,6-Cristo Gesù,pur essendo di natura divina,non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio;ma spoglio se stesso,assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini,apparso in forma umana,umiliò se stesso facendoi obbediente fino alla morte e alla morte di croce.
L.COLOSSSESI-1,15-Gesu’ è immagine del Dio invisibile,generato prima di ogni creatura;poiché per mezzo di Lui sono state create tutte le cose,quelli nei cieli e qauelli sulla terra,quelli visibili e quelli invisibili:Troni,Dominazioni,
Principati e Potesta.Tutte le cose sono state create per mezo di Lui e in vista diLui.Eli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in Lui.Egli è anche il capo del corpo,cioè della Chiesa.Egli è il principio,il primogenito di coloro che risuscitano dai morti,per ottenere il primato su tutte le cose.Perché piacque a Dio di fare abitare in Lui ogni pienezza e per mezzo di Lui riconciliare a se tutte le cose,rappacificando con il suo sangue della sua croce,cioè per mezzo di Lui,le cose
che stanno sulla terra e quelle nei cieli.V.LUCA-2,8-In quella stessa regione si trovavano dei pastori:vegliavano all’aperto e di notte facevano la guardia al loro gregge.L’Angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li
avvolse di luce:essi furono presi da grande spavento.Ma l’Angelo disse loro:”Non temete,perché,ecco,io vi annunzio una grande gioia per tutto il popolo:oggi,nella città di Davide,è nato per voi un Salvatore,che è il Messia,Signore.Questo
vi servirà da segno:troverete un bambino avvolto in fasce che giaceinunamangiatoia”.
Subito si unì all’Angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio così:”Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini
che egli ama”.

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GESU’ INSEGNA ED AMA LA CASTITA’
 
Analisi di Martino Gerber e Giuliano Lattes, studiosi biblisti
 
In questi ultimi anni si stanno diffondendo false e cattive notizie riguardo Gesù,
romanzi e film lo dipingono come un peccatore, pieno di vizi e peccati d’ogni tipo,
ma non è il Gesù della religione cristiana, vero, storico ed autentico, si tratta
di Gesù inventati da persone atea, ignorante e blasfema, che non rispettano
la fede cistiana ed il prossimo credente.
 
Il vero Gesù dei Vangeli è Figlio di Dio, santissimo e purissimo, Maestro d’ogni virtu,
e amante della castità.
 
Vangelo secondo Matteo: 5, 27-32
 
 Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. 

Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri,

piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri,

piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna. Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto di ripudio; 

ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all’adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.

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Quindi ecco Gesù condanna come adulterio anche il solo guardare una donna con malizia.
Gesù non permette il divorzio tranne in caso di impudizia, e sposare una ivorziata è adulterio.
Questo lo ripete anche in un altro passo nel V.Matteo.
 
Vangelo secondo Matteo: 19, 3-9
 
Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: “È lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?”.Ed egli rispose: “Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: 

Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola?

Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi”. 

Gli obiettarono: “Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e mandarla via?”. 

Rispose loro Gesù: “Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così. 

Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un’altra commette adulterio”.

 
A questi versetti segue il passo dove Gesù ci consiglia la verginità, come più idonea per il regno dei cieli.
 
Vangelo secondo Matteo: 19, 10-12
 
Gli dissero i discepoli: “Se questa è la condizione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi”. Egli rispose loro: “Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. 

Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini,

 e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca”.
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La prsona vergine è più simile agli Angeli, quindi più vicina alla salvezza ed il regno dei cieli.
Infatti nel regno dei cieli i risorti saranno come gli Angeli,vediamo che  al tempo di Gesù circolavano diversi insegnamenti riguardo
i risorti, molti rabbini insegnavano che i risorti avrebbero avuto una vita simile a quella terrena.
Ora i sadducei che negavano la risurrezione, avevano trovato un idea per cogliere in fallo Gesù,
ma il divino Maestro risponde facendo chiarezza per tutti.
 
Vangelo secondo Matteo: 22, 23-33
 
In quello stesso giorno vennero a lui dei sadducei, i quali affermano che non c’è risurrezione, e lo interrogarono: “Maestro, Mosè ha detto: Se qualcuno muore senza figli, il fratello ne sposerà la vedova e così susciterà una discendenza al suo fratello.

Ora, c’erano tra noi sette fratelli; il primo appena sposato morì e, non avendo discendenza, lasciò la moglie a suo fratello. 

Così anche il secondo, e il terzo, fino al settimo. 

Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. 

Alla risurrezione, di quale dei sette essa sarà moglie? Poiché tutti l’hanno avuta”. 

E Gesù rispose loro: “Voi vi ingannate, non conoscendo né le Scritture né la potenza di Dio.

Alla risurrezione infatti non si prende né moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo. 

Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto quello che vi è stato detto da Dio:

Io sono il Dio di Abramo e il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe? Ora, non è Dio dei morti, ma dei vivi”.

Udendo ciò, la folla era sbalordita per la sua dottrina.

Citazioni Bibbia Cei

SAN PAOLO RAPITO IN ESTASI

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 9:55 am
SAN PAOLO RAPITO IN ESTASI
 
Riflessione di Simone Oren, esperto nelle Sacre Scritture
 
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Icona cn San Paolo sulla via di Damasco
 
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San Paolo era pieno di fede, aveva ricevuto lo Spirito Santo, ma anche aveva visioni mistiche.
Chi non vede non crede, ma chi vede deve credere per forza,ora San Paolo vedeva, aveva queste visioni mistiche
 e quindi credeva ancora di più. San Paolo stesso ci racconta la sua storia nelle sue lettere,
ci parla della sua lotta contro i seguaci di Gesù, poi la sua conversione e la sua missione.
Ecco un bellissimo brano che si trova negli Atti degli Apostoli, dove vediamo San Paolo che si rivolge al suo popolo,
a Gerusalemme, durante il suo arresto.
 
Atti degli Apostoli; 22: 1-21
 

22

1“Fratelli e padri, ascoltate la mia difesa davanti a voi”. 2Quando sentirono che parlava loro in lingua ebraica, fecero silenzio ancora di più. 3Ed egli continuò: “Io sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma cresciuto in questa città, formato alla scuola di Gamalièle nelle più rigide norme della legge paterna, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi. 4Io perseguitai a morte questa nuova dottrina, arrestando e gettando in prigione uomini e donne, 5come può darmi testimonianza il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro ricevetti lettere per i nostri fratelli di Damasco e partii per condurre anche quelli di là come prigionieri a Gerusalemme, per essere puniti.

6Mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, all’improvviso una gran luce dal cielo rifulse attorno a me; 7caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? 8Risposi: Chi sei, o Signore? Mi disse: Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti. 9Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono colui che mi parlava. 10Io dissi allora: Che devo fare, Signore? E il Signore mi disse: Alzati e prosegui verso Damasco; là sarai informato di tutto ciò che è stabilito che tu faccia. 11E poiché non ci vedevo più, a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni, giunsi a Damasco.

12Un certo Ananìa, un devoto osservante della legge e in buona reputazione presso tutti i Giudei colà residenti, 13venne da me, mi si accostò e disse: Saulo, fratello, torna a vedere! E in quell’istante io guardai verso di lui e riebbi la vista. 14Egli soggiunse: Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà, a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca, 15perché gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito. 16E ora perché aspetti? Alzati, ricevi il battesimo e lavati dai tuoi peccati, invocando il suo nome.

17Dopo il mio ritorno a Gerusalemme, mentre pregavo nel tempio, fui rapito in estasi 18e vidi Lui che mi diceva: Affrettati ed esci presto da Gerusalemme, perché non accetteranno la tua testimonianza su di me. 19E io dissi: Signore, essi sanno che facevo imprigionare e percuotere nella sinagoga quelli che credevano in te; 20quando si versava il sangue di Stefano, tuo testimone, anch’io ero presente e approvavo e custodivo i vestiti di quelli che lo uccidevano. 21Allora mi disse: Va’, perché io ti manderò lontano, tra i pagani”.

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San Paolo ci parla ancora di questo rapimento mistico nel tempio, e ci fa capire che per lui è stato un esperienza straordinaria,
questo racconto lo troviamo nella  Seconda Lettera ai Corinzi.
 
Seconda Lettera ai Corinzi; 12: 1-5
 

12

1Bisogna vantarsi? Ma ciò non conviene! Pur tuttavia verrò alle visioni e alle rivelazioni del Signore. 2Conosco un uomo in Cristo che, quattordici anni fa – se con il corpo o fuori del corpo non lo so, lo sa Dio – fu rapito fino al terzo cielo. 3E so che quest’uomo – se con il corpo o senza corpo non lo so, lo sa Dio – 4fu rapito in paradiso e udì parole indicibili che non è lecito ad alcuno pronunziare. 5Di lui io mi vanterò! Di me stesso invece non mi vanterò fuorché delle mie debolezze.

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San Paolo ha queste visioni e crede davvero, grande e la sua fede, egli è certo di morire e andare presso il Signore Gesù.
Ecco come dice nella Lettera ai Filippesi.
 
Lettera ai Filippesi; 1: 19-26
 
1
19So infatti che tutto questo servirà alla mia salvezza, grazie alla vostra preghiera e all’aiuto dello Spirito di Gesù Cristo, 20secondo la mia ardente attesa speranza che in nulla rimarrò confuso; anzi nella piena fiducia che, come sempre, anche ora Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia.

21Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno. 22Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa debba scegliere. 23Sono messo alle strette infatti tra queste due cose: da una parte il desiderio di essere sciolto dal corpo per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; 24d’altra parte, è più necessario per voi che io rimanga nella carne. 25Per conto mio, sono convinto che resterò e continuerò a essere d’aiuto a voi tutti, per il progresso e la gioia della vostra fede, 26perché il vostro vanto nei miei riguardi cresca sempre più in Cristo, con la mia nuova venuta tra voi.

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San Paolo, Apostolo delle genti ci insegna che esiste il mondo celete e spirituale dove regna il Signore Altissimo con il suo Unigenito Figlio Gesù il Cristo,

mondo celeste dove vanno a stabilirsi le anime dei Santi e dei Giusti dopo la loro morte terrena.

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IL GLORIOSO RITORNO DEL SIGNORE GESU’ ALLA FINE DEI TEMPI DAL NUOVO TESTAMENTO

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IL GLORIOSO RITORNO DEL SIGNORE GESU’ ALLA FINE DEI TEMPI DAL NUOVO TESTAMENTO
 
 
 
Analisi di Martino Gerber e Giuliano Lattes, studiosi biblisti.
 
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IL GLORIOSO RITORNO DEL SIGNORE GESU’ ALLA FINE DEI TEMPI DAL VANGELO DI SAN MATTEO
 
 
Gesù insegnava ai suoi discepoli riguardo la sua seconda venuta alla fine dei tempi, vediamo molte citazioni
nel Vangelo secondo San Matteo:
 
 
 
MATTEO: 7, 21-23
 
[21] Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
[22] Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome?

[23] Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità.

MATTEO: 10, 23
 
[23] Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra; in verità vi dico: non avrete finito di percorrere le città di Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo.
 
MATTEO: 13, 40-43
 
 
[40] Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo.

[41] Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità

[42] e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti.

[43] Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, intenda!

 
MATTEO: 16, 26-27
 
 
[26] Qual vantaggio infatti avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l’uomo potrà dare in cambio della propria anima?

[27] Poiché il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni.

MATTEO: 24, 23-31

 
 
[23] Allora se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o: È là, non ci credete.

[24] Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti.

[25] Ecco, io ve l’ho predetto.

[26] Se dunque vi diranno: Ecco, è nel deserto, non ci andate; o: È in casa, non ci credete.

[27] Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo.

[28] Dovunque sarà il cadavere, ivi si raduneranno gli avvoltoi.

[29] Subito dopo la tribolazione di quei giorni,
il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, gli astri cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte.

[30] Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria.

[31] Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli.

 
MATTEO: 25, 31-33
 
[31] Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria.

[32] E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri,

[33] e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.

 
 
MATTEO: 26, 63-64
[63] Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: “Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio”.

[64] “Tu l’hai detto, gli rispose Gesù, anzi io vi dico:
d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo
seduto alla destra di Dio,
e venire sulle nubi del cielo”.

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Gesù tornerà fisicamente alle fine dei tempi, ma spiritualmente è sempre con noi:
 
MATTEO: 28, 16-20
 
[16] Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato.

[17] Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano.

[18] E Gesù, avvicinatosi, disse loro: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra.

[19] Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo,

[20] insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

 
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IL GLORIOSO RITORNO DEL SIGNORE  GESU’ ALLA FINE DEI TEMPI SECONDO SAN MARCO
 
 
Gesù prima della sua passione rivela ai suoi apostoli i tempi finali e il suo glorioso ritorno:
 
MARCO: 13,  1-37
[1] Mentre usciva dal tempio, un discepolo gli disse: “Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!”.

[2] Gesù gli rispose: “Vedi queste grandi costruzioni? Non rimarrà qui pietra su pietra, che non sia distrutta”.

[3] Mentre era seduto sul monte degli Ulivi, di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte:

[4] “Dicci, quando accadrà questo, e quale sarà il segno che tutte queste cose staranno per compiersi?”.

[5] Gesù si mise a dire loro: “Guardate che nessuno v’inganni!

[6] Molti verranno in mio nome, dicendo: “Sono io”, e inganneranno molti.

[7] E quando sentirete parlare di guerre, non allarmatevi; bisogna infatti che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine.

[8] Si leverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti sulla terra e vi saranno carestie. Questo sarà il principio dei dolori.

[9] Ma voi badate a voi stessi! Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe, comparirete davanti a governatori e re a causa mia, per render testimonianza davanti a loro.

[10] Ma prima è necessario che il vangelo sia proclamato a tutte le genti.

[11] E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi di ciò che dovrete dire, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato: poiché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo.

[12] Il fratello consegnerà a morte il fratello, il padre il figlio e i figli insorgeranno contro i genitori e li metteranno a morte.

[13] Voi sarete odiati da tutti a causa del mio nome, ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.

[14] Quando vedrete l’abominio della desolazione stare là dove non conviene, chi legge capisca, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano ai monti;

[15] chi si trova sulla terrazza non scenda per entrare a prender qualcosa nella sua casa;

[16] chi è nel campo non torni indietro a prendersi il mantello.

[17] Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni!

[18] Pregate che ciò non accada d’inverno;

[19] perché quei giorni saranno una tribolazione, quale non è mai stata dall’inizio della creazione, fatta da Dio, fino al presente, né mai vi sarà.

[20] Se il Signore non abbreviasse quei giorni, nessun uomo si salverebbe. Ma a motivo degli eletti che si è scelto ha abbreviato quei giorni.

[21] Allora, dunque, se qualcuno vi dirà: “Ecco, il Cristo è qui, ecco è là”, non ci credete;

[22] perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e portenti per ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti.

[23] Voi però state attenti! Io vi ho predetto tutto.

[24] In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà
e la luna non darà più il suo splendore

[25] e gli astri si metteranno a cadere dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.

[26] Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria.

[27] Ed egli manderà gli angeli e riunirà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.

[28] Dal fico imparate questa parabola: quando già il suo ramo si fa tenero e mette le foglie, voi sapete che l’estate è vicina;

[29] così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, alle porte.

[30] In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutte queste cose siano avvenute.

[31] Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

[32] Quanto poi a quel giorno o a quell’ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre.

[33] State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso.

[34] È come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vigilare.

[35] Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino,

[36] perché non giunga all’improvviso, trovandovi addormentati.

[37] Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!”.

 
 
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Quindi un giorno verrà la fine di questo mondo, ci saranno distruzioni e tribolazioni,
e verrà Gesù a giudicare tutti gli uomini e a salvare gli eletti.
 
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IL GLORIOSO RITORNO DEL SIGNORE  GESU’ ALLA FINE DEI TEMPI SECONDO SAN LUCA
 
 
 
Il ritorno di Gesù alla fine dei tempi, la sua seconda venutà, ultimamente per opera di persone ignoranti,
falsi cristiani ed agnostici, che scrivono romanzi o fanno film, fantasiosi e blasfemi, avverrebbe tramite
una specie di reincarnazione, con la nascità di un bambino,o l’incarnazione dello spirito di Gesù in un uomo, un nuovo Cristo.
Niente di più falso e blasfemo, poiché le Sacre Scritture, ci rivelano chiaramente riguardo come avverrà il glorioso
ritorno del Signore Gesù.
 
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Prima di tutto Gesù esiste, è vivo, quando è risorto dalla morte, non era un fantasma, ma aveva un corpo fisico insieme a quello
spirituale:
 
LUCA: 24, 36-43
 
[36] Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!”.

[37] Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma.

[38] Ma egli disse: “Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore?

[39] Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho”.

[40] Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.

[41] Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: “Avete qui qualche cosa da mangiare?”.

[42] Gli offrirono una porzione di pesce arrostito;

[43] egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.

 
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Gesù da risorto rimane con i suoi apostoli per quaranta giorni:
 
ATTI: 1, 3
 
[3] Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio.
 
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Passati questi quaranta giorni, Gesù ascende al cielo:
 
LUCA: 24, 50-53
 
[50] Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse.

[51] Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo.

[52] Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia;

[53] e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

 
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Gesù ascende al cielo, e da li verrà alla fine dei tempi, proprio Lui:

 
ATTI: 1, 9-12
 
[9] Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo.

[10] E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n’andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero:

[11] “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo”.

[12] Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato.

 
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Gesù è l’unico Cristo, l’unico Salvatore, l’Unigenito Figlio di Dio, e vive e regna in etetrno:
 
LUCA: 1, 30-33
 
 
[30] L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.

[31] Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.

[32] Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre

[33] e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.

 
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Gesù è stato condannato a morte per avere rivelato la sua vera identità:
LUCA: 22, 67-69
 
[67] “Se tu sei il Cristo, diccelo”. Gesù rispose: “Anche se ve lo dico, non mi crederete;

[68] se vi interrogo, non mi risponderete.

[69] Ma da questo momento starà il Figlio dell’uomo seduto alla destra della potenza di Dio”.

 
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Gesù ci ha avvertiti riguardo ai falsi cristi:
 
LUCA: 17, 20-25
 
 
[20] Interrogato dai farisei: “Quando verrà il regno di Dio?”, rispose:

[21] “Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: Eccolo qui, o: eccolo là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!”.

[22] Disse ancora ai discepoli: “Verrà un tempo in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete.

[23] Vi diranno: Eccolo là, o: eccolo qua; non andateci, non seguiteli.

[24] Perché come il lampo, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno.

[25] Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga ripudiato da questa generazione.

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Il ritorno di Gesù averrà solo alla fine dei tempi, accompagnato da fenomeni terrificanti e catastrofici:
 
LUCA: 21: 25-28
 
[25] Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti,

[26] mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.

[27] Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con potenza e gloria grande.

[28] Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”.

 
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Concludendo, Gesù vive in eterno, spiritualmente è sempre con noi, fisicamente tornerà solo alla fine dei tempi come Giudice Universale.
 
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IL GLORIOSO RITORNO DEL SIGNORE  GESU’ ALLA FINE DEI TEMPI SECONDO SAN GIOVANNI
 
 
Nel Vangelo secondo San Giovanni si parla del glorioso ritorno del Signore Gesù,
ma quello che viene eccentuato è la divinità di Gesù, si parla della sua preesistenza,
della sua discesa dal cielo, del suo ritorno al padre.
 
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GESU’ PREESISTEVA
 
GIOVANNI: 1, 1-3
 
[1] In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.

[2] Egli era in principio presso Dio:

[3] tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che
esiste.

GIOVANNI: 8, 57-58

 
[57] Gli dissero allora i Giudei: “Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?”.

[58] Rispose loro Gesù: “In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono”.

 
GIOVANNI: 17, 4-5
 
[4] Io ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare.

[5] E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse.

 
GIOVANNI: 17, 24
 
[24] Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria,
quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.

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GESU’ DISCESO DAL CIELO
 
GIOVANNI: 1, 9-10
 
[9] Veniva nel mondo
la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.

[10] Egli era nel mondo,
e il mondo fu fatto per mezzo di lui,
eppure il mondo non lo riconobbe.

 
GIOVANNI: 3, 13
 
[13] Eppure nessuno è mai salito al cielo, fuorchè il Figlio dell’uomo che è disceso dal cielo.

GIOVANNI: 3, 31

 
[31] Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla della terra.
 Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti.
GIOVANNI: 6, 32-38
 
[32] Rispose loro Gesù: “In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero;

[33] il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo”.

[34] Allora gli dissero: “Signore, dacci sempre questo pane”.

[35] Gesù rispose: “Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete.

[36] Vi ho detto però che voi mi avete visto e non credete.

[37] Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; colui che viene a me, non lo respingerò,

[38] perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

 
GIOVANNI: 6, 48-51
 
 
[48] Io sono il pane della vita.
[49] I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti;

[50] questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.

[51] Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”.

GIOVANNI: 6, 62-63

 
[62] E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima?

[63] È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita.


 
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GESU’ SALE AL PADRE
 
GIOVANNI: 33-34
 
[33] Gesù disse: “Per poco tempo ancora rimango con voi, poi vado da colui che mi ha mandato.

[34] Voi mi cercherete, e non mi troverete; e dove sono io, voi non potrete venire”.

GIOVANNI: 8, 21-24

 
[21] Di nuovo Gesù disse loro: “Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire”.

[22] Dicevano allora i Giudei: “Forse si ucciderà, dal momento che dice: Dove vado io, voi non potete venire?”.

[23] E diceva loro: “Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo.

[24] Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che io sono, morirete nei vostri peccati”.

 
GIOVANNI: 13, 33
 
[33] Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete, ma come ho già detto ai Giudei, lo dico ora anche a voi: dove vado io voi non potete venire.
 
GOVANNI: 13, 36
 
[36] Simon Pietro gli dice: “Signore, dove vai?”. Gli rispose Gesù: “Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi”.
 
GIOVANNI: 14, 1-3
 
[1] “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.

[2] Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto;

[3] quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io.

 
GIOVANNI: 16, 5-7
 
[5] Ora però vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: Dove vai?

[6] Anzi, perché vi ho detto queste cose, la tristezza ha riempito il vostro cuore.

[7] Ora io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore;

 ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò.

GIOVANNI: 16, 16-17

 
[16] Ancora un poco e non mi vedrete; un pò ancora e mi vedrete”.

[17] Dissero allora alcuni dei suoi discepoli tra loro: “Che cos’è questo che ci dice: Ancora un poco e non mi vedrete,

e un pò ancora e mi vedrete, e questo: Perché vado al Padre?”.

GIOVANNI: 17, 9-13

 
[9] Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi.

[10] Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro.

[11] Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato,

perché siano una cosa sola, come noi.

[12] Quand’ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto,

 tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura.

[13] Ma ora io vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia.

GIOVANNI: 20, 16-18

 
[16] Gesù le disse: “Maria!”. Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: “Rabbunì!”, che significa: Maestro!

[17] Gesù le disse: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai miei fratelli e dì loro:

Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”.

[18] Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: “Ho visto il Signore” e anche ciò che le aveva detto.


 
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GESU’ E’ SEMPRE CON NOI
 
GIOVANNI: 14, 18-24
 
[18] Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi.

[19] Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete.

[20] In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi.

[21] Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui”.

[22] Gli disse Giuda, non l’Iscariota: “Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?”.

[23] Gli rispose Gesù: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.

[24] Chi non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

 
GIOVANNI: 14, 28-29
 
[28] Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me.

[29] Ve l’ho detto adesso, prima che avvenga, perché quando avverrà, voi crediate.

 
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GESU’ TORNERA’ SULLA TERRA
 
GIOVANNI: 21, 20-24
[20] Pietro allora, voltatosi, vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, quello che nella cena si era trovato al suo fianco e gli aveva domandato:
“Signore, chi è che ti tradisce?”.

[21] Pietro dunque, vedutolo, disse a Gesù: “Signore, e lui?”.

[22] Gesù gli rispose: “Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Tu seguimi”.

[23] Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto,

 ma: “Se voglio che rimanga finché io venga, che importa a te?”.

[24] Questo è il discepolo che rende testimonianza su questi fatti e li ha scritti; e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera.

GIOVANNI: 5, 19-29
 
[19] Gesù riprese a parlare e disse: “In verità, in verità vi dico, il Figlio da sé non può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa.

[20] Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, e voi ne resterete meravigliati.
[21] Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi vuole;

[22] il Padre infatti non giudica nessuno ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio,

[23] perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.

[24] In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.

[25] In verità, in verità vi dico: è venuto il momento, ed è questo, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.

[26] Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la vita in se stesso;

[27] e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo.

[28] Non vi meravigliate di questo, poiché verrà l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno:

[29] quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.

 
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Vediamo che il Vangelo di Giovanni è diverso dai Vangeli Sinottici, anche se la storia è la stessa,
è un Vangelo più spirituale, che completa i racconti dei Sinottici.
Anche il Vangelo di Giovanni parla del ritorno glorioso del Signore Gesù.
 
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IL GLORIOSO RITORNO DEL SIGNORE  GESU’ ALLA FINE DEI TEMPI SECONDO SAN PAOLO
 
 
 
 
 
San Paolo, nelle sue lettere ci parla dei tempi finali, dell’ anti-cristo, del glorioso ritorno del Signore Gesù, e della risurrezione dei morti.
Quello che troviamo scritto nelle lettere paoline è l’insegnamento che davano gli Apostoli ai fedeli cristiani nei primi tempi,
quindi le lettere paoline hanno grande valore storico.
Vediamo che grande era l’attesa per il ritorno di Gesù e la realizzazione del Regno dei Cieli.
 
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1 TESSALONICESI:  4, 13-17
 
[13] Non vogliamo poi lasciarvi nell’ignoranza, fratelli, circa quelli che sono morti, perché non continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno speranza.

[14] Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui.

[15] Questo vi diciamo sulla parola del Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore, non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti.

[16] Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo;

[17] quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell’aria, e così saremo sempre con il Signore.

[18] Confortatevi dunque a vicenda con queste parole.

 
2TESSALONICESI: 2, 1-14
 
[1] Ora vi preghiamo, fratelli, riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e alla nostra riunione con lui,

[2] di non lasciarvi così facilmente confondere e turbare, né da pretese ispirazioni, né da parole, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia imminente.

[3] Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovrà avvenire l’apostasia e dovrà esser rivelato l’uomo iniquo, il figlio della perdizione,

[4] colui che si contrappone e s’innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio.

[5] Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, venivo dicendo queste cose?

[6] E ora sapete ciò che impedisce la sua manifestazione, che avverrà nella sua ora.

[7] Il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene.

[8] Solo allora sarà rivelato l’empio e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà all’apparire della sua venuta, l’iniquo,

[9] la cui venuta avverrà nella potenza di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri,

[10] e con ogni sorta di empio inganno per quelli che vanno in rovina perché non hanno accolto l’amore della verità per essere salvi.

[11] E per questo Dio invia loro una potenza d’inganno perché essi credano alla menzogna

[12] e così siano condannati tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma hanno acconsentito all’iniquità.

[13] Noi però dobbiamo rendere sempre grazie a Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha scelti come primizia per la salvezza,

attraverso l’opera santificatrice dello Spirito e la fede nella verità,

[14] chiamandovi a questo con il nostro vangelo, per il possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo.

 
1 CORINZI: 15, 1-30
[1] Vi rendo noto, fratelli, il vangelo che vi ho annunziato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi,

[2] e dal quale anche ricevete la salvezza, se lo mantenete in quella forma in cui ve l’ho annunziato. Altrimenti, avreste creduto invano!

[3] Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture,

[4] fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture,

[5] e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.

[6] In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti.

[7] Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli.

[8] Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.

[9] Io infatti sono l’infimo degli apostoli, e non sono degno neppure di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio.

[10] Per grazia di Dio però sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana; anzi ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me.

[11] Pertanto, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto.

[12] Ora, se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti?

[13] Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato!

[14] Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede.

[15] Noi, poi, risultiamo falsi testimoni di Dio, perché contro Dio abbiamo testimoniato che egli ha risuscitato Cristo, mentre non lo ha risuscitato, se è vero che i morti non risorgono.

[16] Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto;

[17] ma se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati.

[18] E anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti.

[19] Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini.

[20] Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti.

[21] Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti;

[22] e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo.

[23] Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo;

[24] poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza.

[25] Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi.

[26] L’ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte,

[27] perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi. Però quando dice che ogni cosa è stata sottoposta, è chiaro che si deve eccettuare Colui che gli ha sottomesso ogni cosa.

[28] E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anche lui, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti.

[29] Altrimenti, che cosa farebbero quelli che vengono battezzati per i morti? Se davvero i morti non risorgono, perché si fanno battezzare per loro?

[30] E perché noi ci esponiamo al pericolo continuamente?

 
1 CORINZI: 15, 51-55
 
51] Ecco io vi annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati,

[52] in un istante, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati.

[53] È necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta di immortalità.

[54] Quando poi questo corpo corruttibile si sarà vestito d’incorruttibilità e questo corpo mortale d’immortalità, si compirà la parola della Scrittura:
La morte è stata ingoiata per la vittoria.
[55] Dov’è, o morte, la tua vittoria?
Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?

 
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Citazioni Bibbia
 
 
 
 
 
 

aprile 21, 2012

BOSTON: FALSA MAGA TRUFFAVA E MINACCIAVA UNA DONNA

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 3:59 pm

LEGGO.IT

 

COSÌ LA SENSITIVA RICATTAVA UNA DONNA.
“PAGAMI, O FARÒ SUICIDARE TUA FIGLIA”

 
Venerdì 20 Aprile 2012 – 14:08

BOSTON – Spesso la disperazione porta le persone a ricorrere a vie non proprio scientifiche per superare il dolore. E’ il caso di una 69enne di Hingham, in Massachussets, che si è rivolta ad una sedicente sensitiva di 24 anni per aiutare la figlia a superare il dolore della scomparsa del padre.

Ma la “maga” Tiffany Smith, una volta compresa la fragilità della donna, ne ha approfittato per chiedere somme sempre più ingenti di denaro. Se la donna non l’avesse pagata, minaccia la Smith, avrebbe indotto la figlia al suicidio tramite ipnosi.

Così l’anziana ha dato alla giovane prima 7mila dollari e un anello antico e in seguito altri 16mila dollari. Del resto per essere coinvincente, la Smith aveva portato alla casa dell’anziana una borsa colma di liquido rosso spacciato per il sangue della figlia.

Grazie alle segnalazioni del fratellastro della povera ragazza, gli agenti hanno arrestato Tiffany Smith e scoperto che quello della 24enne era diventato un business assolutamente redditizio: aveva già fatto lo stesso con la famiglia di un bimbo con handicap.

 

http://www.leggo.it/news/mondo/cosi_la_sensitiva_ricattava_una_donna_pagami_o_faro_suicidare_tua_figlia/notizie/176746.shtml

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