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luglio 31, 2017

Santa Maria Maddalena nella Legenda Aurea

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MADDALENA NELLA LEGENDA AUREA

 

SANTA MARIA MADDALENA BARCA FRANCIAGiotto, Assisi, Il viaggio della Maddalena

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La Legenda Aurea (Legenda sanctorum) è un testo scritto, prima in latino e poi in volgare, tra il 1252 e il 1265, consistente in una collezione di vite di santi da Jacopo De Fazio (Varazze 1228-Genova 1298) detto Jacopo da Varazze (Iacopo da Varagine), frate domenicano e arcivescovo di Genova, proclamato beato dalla Chiesa Cattolica. La legenda Aurea ebbe una grande influenza sulla successiva letteratura religiosa e fu fonte iconografica per numerosi artisti. Il testo fu spesso riprodotto (sopravvivono più di 1400 manoscritti) e illustrato durante il Medioevo.

Il più antico documento scritto che propone la incredibile storia della presenza della Maddalena in Provenza dopo la morte di Gesù, è la Vita di Maria Maddalena, opera pubblicata intorno al IX secolo da Rabanus Maurus o Raban Maar (776-856) arcivescovo di Mainz (Magonza) e abate di Fuld, ed anche La légende de Sainte Marie Madelaine del frate domenicano Père Lacordaire, ma il testo che più ampliamente affronta questo tema e che aggiunge maggiori dettagli è di certo la Legenda Aurea scritta nel 1260 da Jacopo de Varagine (Legenda aurea, Jacobus de Varagine o daVarazze, Nuremberg: Georg Stuchs de Sulczpach, Ottobre 1488; Bryn Mawr College Library’s Collections).

Nel testo si racconta la storia della Maddalena in cui si fondono la Maddalena di Papa Gregorio Magno (che identificò la peccatrice che Gesù liberò dai sette demoni con la prostituta pentita che bagnò di lacrime e asciugò con i suoi capelli, ungendo d’unguento i piedi del suo liberatore) e Maria di Betania, sorella di Lazzaro e Marta. Ma vi sono particolari interessanti citati dall’autore. Maria di Magdala proveniva da una famiglia illustre e ricca, di stirpe regale. A lei, come a Marta e Lazzaro, apparteneva il villaggio di Magdala, a due miglia da Genezareth in Betania. Si dedicò ai piaceri, grazie all’abbondanza dei beni, a tal punto che fu soprannominata la peccatrice. Poi incontrò Gesù nella casa Simone il Fariseo con l’episodio dell’unguento. Gesù la liberò dai sette demoni, la scusò presso il fariseo che la considerava immonda, dalla sorella che la giudicava una fannullona, da Giuda che la riteneva una scialacquatrice. E quando la vide piangere, pianse con lei. Per lei resuscitò Lazzaro. A questo punto incontriamo la leggenda. Tredici anni dopo l’ascensione di Gesù, Maria Maddalena, con il beato Massimino, Lazzaro, Marta e Martilla sua serva, Cedonio un cieco risanato da Gesù, furono abbandonati su una nave, dopo essere stati catturati dai pagani. Per volere divino approdarono a Marsiglia. In questo luogo iniziò la predicazione di Maria Maddalena e gli altri. Dopo aver evangelizzato in Francia, si ritirò in solitudine in una grotta. Un religioso poi vide degli angeli sollevare la Maddalena e poi riportarla a terra. Il culto di Maddalena si diffuse in Europa, soprattutto in Francia. Numerose le chiese a lei dedicate di cui la più famosa è quella, gotica, di Saint Maxim la Sainte Baume (1295) dove è si dice sia conservato il teschio della santa. A Sainte Baume, in Provenza, vi è la grotta della Maddalena, ancor oggi meta di pellegrinaggi. Nell’ abbazia di Vezalay si diceva già nel 1050 che vi fosse conservato il corpo. Giotto descrisse molti episodi della vita della Maddalena nella Capella a lei dedicata ad Assisi.

LEGGENDA AUREA IN RIASSUNTO

Maria Maddalena prende il nome da Magdalo, un castello, nacque da nobile lignaggio e da genitori di sangue reale. Suo padre si chiamava Ciro e sua madre Euchasia. Lei con suo fratello Lazzaro e sua sorella Marta possedevano il castello di Magdalo, che sorge a due miglia da Nazareth e da Betania … In quel tempo all’apostolo S. Massimino, che era uno dei 70 discepoli del signore cui fu affidata la Maddalena per ordine di S. Pietro, in seguito dopo che i discepoli furono partiti, S. Massimino, Maria Maddalena, Lazzaro suo fratello, Marta sua sorella, Marcella serva di Marta, e Santa Cetonia che era nata cieca e che aveva riacquistato la vista grazie al Signore, insieme ad altri cristiani furono catturati dai miscredenti e caricati su una barca priva di remi e timone perché affogassero. Ma la bontà di Dio onnipotente li condusse tutti a Marsiglia … In seguito accadde che il principe della provincia e sua moglie fecero sacrifici per ottenere un figlio e Maria Maddalena che aveva parlato loro di Gesù Cristo gli impedì di compiere quei sacrifici … allora il principe disse io e mia moglie saremo lieti di adempiere a tutte queste cose se tu riuscirai ad fare in modo di farci avere un bambino attraverso le preghiere al tuo dio … il Signore ascoltò le sue preghiere e la donna concepì. Suo marito decise che sarebbe partito per andare da S. Pietro e verificare se era vero ciò che aveva ascoltato dalla Maddalena. Sua moglie … gli chiese di portarla con lui. Dopo che ebbero veleggiato un giorno ed una notte vi fu una grande tempesta … a causa del temporale e della tempesta il bimbo che portava in grembo morì … Ahimè disse, cosa farò? Desideravo avere un figlio e ho perso moglie e figlio … E pensarono che fosse meglio indirizzare la nave verso terra e seppellirlo lì per evitare che fosse divorato dai pesci del mare … Quando giunse da Pietro, egli vide la croce sulla sua spalla e gli chiese chi fosse e perché era giunto fin lì, così egli gli raccontò tutto quanto era accaduto … Quindi Pietro lo condusse a Gerusalemme e gli mostrò tutti i luoghi ove Gesù aveva predicato e fatto miracoli ed il posto ove aveva sofferto ed era morto e dove era asceso al cielo. Dopo che fu ben istruito nella fede da S. Pietro e dopo che furono trascorsi due anni egli ripartì per Marsiglia … Veleggiando sulla rotta di ritorno giunsero, per volere di Dio, nel luogo in cui aveva abbandonato i corpi della moglie e del figlio … Il piccolo che aveva ottenuto grazie a Maria Maddalena si alzò ed andò verso la spiaggia e come tutti i bimbi piccoli, prese delle piccole pietre e le lanciò in mare … Quando il bimbo li vide, non avendo mai visto altre persone prima, ebbe timore e corse a nascondersi sotto il mantello della madre … il padre sollevò il mantello e vide il bimbo che poppava al seno della mamma … Allora prese suo figlio tra le braccia e disse: Oh Maria Maddalena ora io so e credo davvero che sei stata proprio tu a darmi mio figlio, lo hai alimentato e tenuto in vita due anni su queste rocce ora ridonami sua madre e riportala così com’era a me. A queste parole la donna iniziò a respirare e prese vita … Giunsero in fretta a Marsiglia … e trovarono Maria Maddalena che pregava con i suoi discepoli … e le raccontò ciò che era accaduto … ricevette, così, il battesimo da S. Massimino. Distrussero i templi degli idoli a Marsiglia e costruirono le chiese di Gesù Cristo. S. Lazzaro fu scelto quale vescovo di quella città e dopo di ciò si trasferirono ad Aix … e lì S. Massimino fu ordinato vescovo … Egesippo con altri libri di Giuseppe, concordano abbastanza con la storia narrata … .Al tempo di Carlo Magno nell’anno di nostro signore 771, Gerard duca di Burgundia non aveva avuto figli da sua moglie sebbene avesse dato sempre elemosine e avesse costruito molte chiese e molti conventi. Dopo che ebbe costruito l’abbazia di Vesoul, egli e l’abate del convento spedirono un monaco per trovare e portare al convento, se possibile, le spoglie di Maria Maddalena. Quando giunse nella città la trovò distrutta dai pagani … Poi, per fortuna, trovò il sepolcro … quindi egli tornò … Presto il duca ebbe un figlio dalla moglie … Alcuni dicono che Maria Maddalena fosse sposata con San Giovanni quando Cristo lo chiamò dal matrimonio e quando egli fu chiamato via da lei ella si indignò per l’abbandono di suo marito e si diede ad ogni tipo di lussuria, ma poiché non era giusto che la chiamata di San Giovanni fosse occasione per lei di dannazione, nostro Signore la convertì …

Centro Studi S.M.Maddalena

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Santa Maria Maddalena: Le credenze errate cattoliche e protestanti

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SANTA M.MADDALENA: LE CREDENZE ERRATE DELLA CHIESA CATTOLICA E PROTESTANTE

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S.M.MADDALENA VIENE UNITA AD ALTRE DONNE DEL VANGELO PER ERRORE

Vediamo che nella chiesa latina e precisamente nel 591, il papa S.Gregorio Magno ( 540-604), ha unito queste donne in una;

Maria Maddalena sarebbe anche Maria di Betania, la peccatrice anonima e perfino l’adultera.

Nella chiesa orientale queste donne hanno mantenuto la loro identità, e vengono ricordate in date diverse.

Vediamo che dopo il Concilio Vaticano II, nel 1969 la chiesa cattolica ha separato queste diverse donne,

Maria Maddalena non viene più considerata la peccatrice anonima, e nemmeno Maria di Betania e l’adultera.

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1)
NEL VANGELO

Nel Vangelo di Luca si racconta che mentre Gesù se n’andava per le città e i villaggi «predicando e annunziando la buona novella

del regno di Dio», era accompagnato dai dodici apostoli e «alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Magdala, dalla quale erano usciti sette demoni» e altre (Lc 8, 1-3).

Questa Maria Maddalena compare in modo rilevante ogni volta che gli evangelisti citano le donne che servirono Gesù: è la prima delle donne presenti alla passione e alla sepoltura di nostro Signore in tre Vangeli, e segue la Madonna e Maria di Cleofa nel racconto di Giovanni (Mc 15, 40; Mt 27, 61; Gv 19, 25). Il fatto che di solito sia nominata per prima dimostra che è «un punto di riferimento, una guida forse, per le altre» (Ricci), e la sua importanza è sottolineata dalla commovente descrizione fatta da S. Giovanni della sua visita al sepolcro da sola, e del suo dolore nello scoprire l’assenza del corpo di Gesù, quando piangendo dice agli angeli che sono all’interno: «Hanno portato via il corpo dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto! ». Allora Gesù risorto le appare nel giardino, prima di farsi vedere dagli apostoli, e la chiama semplicemente «Maria», e le dona il privilegio di annunciare la sua resurrezione agli altri (Gv 20, 1-18).

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2)
NELLA TRADIZIONE

Nella tradizione occidentale, Maria Maddalena è stata identificata con la donna, una peccatrice, che unse i piedi di Gesù,com’è descritto nel Vangelo di Luca nei versi che precedono immediatamente il riferimento a Maria Maddalena (Lc 7, 36-50), ma anche con Maria, sorella di Marta e Lazzaro di Betania (Gv 12, 1-8), che unse i piedi di Gesù e li asciugò con i propri capelli. Poiché la donna descritta da Luca era una “peccatrice” o, nella Bibbia di Gerusalemme, una «che non aveva un buon nome in città» e da Maria Maddalena erano usciti “sette demoni”, si è affermato tradizionalmente che si trattava di una prostituta pentita,credenza che ha dominato il pensiero occidentale e la sua rappresentazione artistica per secoli (ne è testimonianza, per esempio, il nome Maddalena dato alle case di ricovero per prostitute pentite).

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I recenti studiosi della Bibbia, hanno rifiutato queste identificazioni, sostenendo che le tre donne chiamate Maria erano persone diverse; ciò è confermato dal nome Maria Maddalena, in Lc 8, 1-3, che può essere stato scelto solo per distinguerla dalla donna che unse i piedi di Gesù, nei versetti precedenti (che non è nominata, in ogni caso), e dal fatto che i “sette demoni” non indicano obbligatoriamente che la donna era stata una prostituta, giacché non esiste necessariamente una relazione tra la possessione demoniaca e il peccato sessuale.

Non si dice quando fu guarita da Gesù, ma Magdala era una città sulla riva occidentale del mare di Galilea, e Gesù all’inizio svolse gran parte del suo ministero lungo queste sponde. Luca colloca l’unzione di una donna peccatrice nella casa di Simone il Fariseo. Sia Matteo che Marco descrivono un’unzione simile compiuta da una donna senza nome (Mt 26, 6-13; Me 14, 3-9), nella casa di Simone, un lebbroso, in Betania, poco prima della passione. Anche il Vangelo di Giovanni racconta una simile unzione, avvenuta a Betania subito prima della passione, in una casa sconosciuta, ma alla presenza di Marta e Lazzaro e forse nella loro casa, e la donna è Maria, sorella di Marta e Lazzaro (Gv 12, 1-8).

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Se questi racconti si riferissero a una singola unzione, allora ne conseguirebbe che Maria di Betania era la peccatrice pentita del racconto di Luca, ma non ci sarebbe ancora bisogno di identificarla con Maria Maddalena.

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La tradizione nella Chiesa orientale ha mantenuto separate le tre donne, festeggiandole il 21 marzo (la peccatrice senza nome), il 18 marzo (Maria di Betania) e il 22 luglio (Maria Maddalena).

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In passato, molti esegeti in Occidente sostennero l’opinione di S. Girolamo (30 set.) e di S. Gregorio Magno (3 set.) che le tre donne fossero in realtà una sola. Maria Maddalena, benché S. Bernardo (20 ago.) e altri scrittori cistercensi lo avessero negato nel XII secolo. Gli esegeti del XX secolo, in ogni caso, si allontanarono da questa posizione, poiché credevano nell’esistenza di tre donne distinte chiamate Maria e nel fatto che più di una di loro praticò l’unzione; né Maria di Betania, né Maria Maddalena dovrebbero essere identificate con la peccatrice nel racconto dell’unzione di Luca.

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E’ probabile ci voglia molto tempo prima che l’identificazione di Maria Maddalena con una prostituta pentita scompaia dall’arte, dall’agiografia, e dalla coscienza popolare, nonostante il Calendario Romano l’abbia scartata, nel 1969. Sarebbe nel complesso più giusto rispetto alla posizione privilegiata a lei accordata da tutti gli evangelisti, porre in rilievo il suo ruolo di portatrice di buone notizie, di araldo della Resurrezione di Cristo, un simbolo di speranza, un ruolo che è messo in luce nell’antica sequenza pasquale: «Raccontaci, Maria, che hai visto sulla via? Il sepolcro del Cristo vivo e ho visto la gloria del Risorto [ . . . ] Cristo, mia speranza, è risorto». Doveva portare questa notizia agli altri, che piangevano ancor la morte di Gesù, «mediatrice della proclamazione che la vita prevale sulla morte, la luce sull’oscurità » (Ricci).

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Una festa di Maria Maddalena è stata conservata in Occidente dall’VIII secolo; la sua popolarità in Inghilterra è evidente dal gran numero di dedicazioni di antiche chiese in suo onore (centottantasette), e dal fatto che compare in tutti i calendari medievali. Sia l’università di Oxford che quella di Cambridge possiedono dei collegi che portano il suo nome.

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3)
NELLE PITTURE E RAFFIGURAZIONI

La sua partecipazione a eventi come la Passione, la deposizione, la Resurrezione e, naturalmente, l’unzione di Gesù, rese Maria Maddalena un soggetto preferito dell’arte cristiana dal Medio Evo in poi (non sembra che esistano mosaici primitivi o incisioni che la raffigurino, una prova, forse, che giustifica il relativo ritardo dello sviluppo del suo culto).

Nelle raffigurazioni orientali compare solo nel gruppo delle pie donne.

Nelle raffigurazioni occidentali, esistono due immagini contrastanti di lei: è rappresentata sia con il ricco vestito da prostituta (specialmente nei dipinti veneziani e olandesi), sia con gli stracci di eremita penitente; il suo simbolo è la giara dell’unguento od olio che usò nell’unzione, e i suoi capelli di solito sono lunghi.

A La Sainte-Baume c’è una grotta davanti alla scogliera di calcare, dove si dice la penitente Maddalena abbia trascorso i suoi ultimi giorni.

S. Giovanni Cassiano (23 lug.) fondò un monastero in quel luogo nel V secolo, che fu però devastato dai barbari e dimenticato fino al XIII secolo, quando la grotta diventò una cappella e iniziarono i pellegrinaggi. Una statua (di Fossati; XVIII sec), che la rappresenta supina, era originariamente una statua della speranza sulla tomba del conte di Valbelle a Montrieux. Esiste un’altra cappella in cima a una roccia sopra la grotta, che segna il luogo in cui si pensava gli angeli l’avessero condotta ogni giorno per pregare.

A Saint-Maximin, suo presunto luogo di sepoltura, molto anticamente fu costruito un oratorio e fondata un’abbazia benedettina, distrutta dai saraceni nell’VIII secolo, quando le reliquie furono nascoste e presumibilmente trasferite a Vézelay. L’abbazia fu fondata di nuovo nel Medio Evo, e il corpo “scoperto” in uno scantinato della città.

La chiesa attuale fu probabilmente costruita dai domenicani, che successero ai benedettini nel 1295. Durante la Rivoluzione francese, Luigi Bonaparte visse a Saint-Maximin e si afferma che abbia salvato la chiesa e le reliquie dalla distruzione. Le reliquie sono contenute in un sontuoso scrigno di bronzo che risale al 1860 conservato nella cripta (Michelin, Guida Bleu).

Il governo francese nel VII secolo scoraggiò il culto relativo a La Sainte-Baume poiché era associato a certe corporazioni, e lo scrittore Jean de Launoy scrisse un libro nel 1644 contro le leggende provenzali di Maria Maddalena, ma il culto restò popolare, e i pellegrinaggi a La Sainte-Baume e Saint-Maximin avvengono ancora, nonostante la critica dei bollandisti e di altri studiosi autorevoli, tesi a negare l’attendibilità delle leggende.

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4)
LE LEGGENDE

Data la sua importanza nei Vangeli non sorprende che attorno a lei si siano sviluppate diverse tradizioni. In Oriente, si credeva che avesse accompagnato S. Giovanni e la Vergine Maria a Efeso, dove morì (la Legenda aurea afferma persino che era promessa in sposa a Giovanni); il corpo fu poi trasferito a Costantinopoli e venerato in quella città per molti secoli. Nella tradizione occidentale si afferma che Maddalena, Marta, Lazzaro e altri andarono alla deriva su una barca senza remi che proveniva dalla Palestina, verso la costa della Francia meridionale, dove predicarono il Vangelo e riuscirono a porre le basi del cristianesimo.

Un membro del gruppo era S. Massimino (8 giu.) probabilmente uno dei settantadue discepoli, che divenne il primo vescovo di Aix. Si narra che Maria Maddalena trascorse i suoi ultimi anni di vita in una grotta (nel XII secolo chiamata La Sainte-Baume, sulle Alpi Marittime a est di Marsiglia), e che fu trasportata miracolosamente prima di morire a Saint-Maximin, per ricevere gli ultimi sacramenti da Massimino. Una di queste leggende provenzali trasse alcuni elementi dalla storia di S. Maria Egiziaca (1 apr), affermando che viveva da eremita e si copriva solo con i suoi lunghi capelli. Altre leggende raccontano che predicò al popolo di Marsiglia, e che morì a Le Saint-Pilou, dove ricevette gli ultimi sacramenti da Massimino.

Queste leggende congiunte sembrano risalire al IX secolo, ma si sono sviluppate in Francia principalmente nel periodo dall’XI e XII secolo; nonostante la loro grande popolarità non hanno alcun fondamento storico, sebbene attualmente si pensi che alcune zone della Provenza siano state evangelizzate sin dal I secolo.

Dall’XI secolo in poi, Vézelay in Borgogna affermò di custodire le sue reliquie e divenne una meta di pellegrinaggio popolare. Nel tardo XIII secolo, in ogni caso, i monaci di Saint-Maximin “scoprirono” il corpo della santa nella loro cripta, così l’interesse dei pellegrini si trasferì verso quel luogo.

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5)

LA FESTA

La Festa ricorre il 22 Luglio

E’ INVOCATA: – come protettrice di peccatrici ravvedute, farmacisti, giardinieri, fabbricanti di guanti, parrucchieri/e, profumieri

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Fonte: Il primo grande libro dei santi di Alban Butler
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Centro Studi S.M.Maddalena

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Santa Maria Maddalena nella Leggenda

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S.MARIA MADDALENA NELLA LEGGENDA

 
 
 
 
Maria Maddalena nella grotta della Sainte-Baume
 
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Durante il Medioevo regnava ignoranza e conusione anche presso i cristiani,

i quali scrivevano tantissime leggende, anche sulla vita dei Santi.

S.M.Maddalena non è stata risparmiata, anzi è una Santa sulla quale sono

nate tante leggende.

Rabano Mauro di Magonza ( 780-856), ha scritto un racconto su S.M.Maddalena:

“La vita di Maria Maddalena”

del tutto falso senza nessun fondamento storico.

S.M.Maddalena sarebbe la sorella di Marta e Lazzaro, ed insieme ad altri discepoli,

furono messi su una barca senza remi dai giudei. La barchetta approdò in Francia,

giunti a terra si dividero per andare ed Evangelizzare mentre S.Lazzaro si recò a Marsiglia,

 S.Giuseppe D’Arimatea si recò in Britannia.

Da Rabano ha poi copiato il domenicano Jacopo da Varazze, che scrisse la Leggenda Aurea,

dove raccoglie moltissime vite dei Santi, tra il 1263-1273. Riguardo a S.M.Maddalena,

Jacopo scrive la stessa favola della barchetta senza remi che arriva in Francia,

e racconta che S.M.Maddalena compie anche dei miracoli.

Nella leggenda Aurea sono riportate altre menzogne riguardo S.M.Maddalena.

S.M.Maddalena prende il cognome dal castello Magdalo, era di nobile famiglia, discendente del re.
 Il padre si chiamava Siro e sua  madre Eucaria.
Viveva con i genitori, sua sorella Marta, e suo fratello Lazzaro,
erano ricchi ed avevano possedimenti a Magdala, Betania e Gerusalemme.
Vediamo che qui S.M.Maddalena non solo è confusa con S.Maria di Betania, ma anche con la peccatrice anonima.
S.M.Maddalena diventa peccatrice dopo che viene lasciata dal fidanzato,
che niente di meno sarebbe S.Giovanni Evangelista, il quale abbandona lei per seguire Gesù.
Vediamo  poi che S.M.Maddalena si converte e si pente e si reca da Simone il lebbroso,
e unge Gesù con profumo, poi  diventa sua discepola, a lei Gesù appare risorto.

Vediamo che la Leggenda Aurea si diffonde in Francia, e vediamo che mentre fino al

X secolo, non esisteva nessun luogo di culto verso la Santa, ecco che a partire dal 1050,

l’abbazia di Vézelay in Borgogna, dedicata alla S.V.Maria, custodita dalle suore,

viene dedicata a S.M.Maddalena, e viene custodita dai monaci benedettini.

A Vézelay, allora si cominciò a raccontare che li venivano custoditi le reliquie

di S.M.Madalena, ed iniziano così i pellegrinaggi.

La menzogna è tale riguardo la Santa, che un altro luogo in Francia St-Maximin in Provenza

 incomincia verso il XII secolo a reclamare di possedere le reliquie, e rccontano anche

che S.M.Maddalena, sarebbe vissuta eremita presso la grotta di Sainte-Baume,

nuda coperta solo dai capelli, leggenda questa copiata dalla vita di S.Maria Egiziaca.
Santa Maria Egiziaca  una santa inventata, senza prove storiche certe.
Santa Maria Egiziaca (Alessandria d’Egitto, 344 ca.; † 2 aprile 421 ca.) sarebbe stata una monaca egiziana. Sebbene il racconto della sua vita, così come ci è stato tramandato da san Sofronio, vescovo di Gerusalemme, sia costituito quasi esclusivamente su elementi di dubbio valore storiografico, il più delle volte palesemente agiografici, esso si basa tuttavia su un nucleo storico, consistente nella presenza nell’entroterra palestinese della tomba di una santa eremita di nome Maria, presente fin dal V secolo.
 

Quanta ignoranza e confusione e bestemmie, non è tutto, ecco che iniziano le contese,

tra Vézalay e St-Maximin, entrambi reclamano di possedere le reliquie di S.M.Maddalena,

ed entrambe producono falsi documenti, tutto questo avviene dentro la Chiesa Cattolica !

La leggenda continua, ecco che anche in un altro luogo francese Saintes-Maries-de-la-Mer,

in Provenza, si racconta che presso questo luogo è venuto lo sbarco di S.M.Maddalena,

insieme a S.Marta, S.Lazzaro, S.Maria di Giacomo, S.Maria Salome, S.Sidonio S.Massimino,

ed altri ancora. Poi verso il 1521 viene aggiunta S.Sara. Oggi ancora il popolo Rom venera

S.Sara-Kali, una Santa inventata tra ricordi dell’india, paganesimo e cristianesimo.
La “leggenda” dello sbarco nella Francia meridionale della Maddalena e di altre due Marie, episodio che avrebbe dato il nome al piccolo villaggio provenzale Les Saintes Maries de la Mer, cominciò invece a circolare nel IX secolo. Per motivi più prosaici che spirituali, i benedettini dell’Abbazia di Vézelay in Borgona iniziarono ad asserire di custodire il corpo della Santa, allo scopo di ravvivarne il culto e di promuovere così i pellegrinaggi. Nel 1265-67 i monaci nella basilica ormai ribattezzata col nome della Santa organizzarono l’ostensione e la traslazione dei presunti resti della Maddalena, facendo fiorire tutta una letteratura agiografica relativa alla Maddalena e al lancio del suo culto religioso in Francia e in Italia.

Questa leggenda di S.M.Maddalena in Francia è stata accettata dai cattolici come verità!

Questo dimostra che i cattolici preferiscono credere nelle favole invece delle Sacre Scritture.

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Appendice
 
SANTA MARIA EGIZIACA UNA SANTA INVENTATA
 
 

 

Santa Maria Egiziaca (Alessandria d’Egitto, 344 ca.; † 2 aprile 421 ca.) è stata una monaca egiziana. Sebbene il racconto della sua vita, così come ci è stato tramandato da san Sofronio, vescovo di Gerusalemme, sia costituito quasi esclusivamente su elementi di dubbio valore storiografico, il più delle volte palesemente agiografici, esso si basa tuttavia su un nucleo storico, consistente nella presenza nell’entroterra palestinese della tomba di una santa eremita di nome Maria, presente fin dal V secolo.
Nata nel 344 ad Alessandria d’Egitto, Maria fuggì dalla propria casa all’età di dodici anni abbandonandosi ad una vita dissoluta e guadagnandosi da vivere elemosinando e facendo la prostituta, anche se nella sua Vita si racconta di come spesso rifiutasse i soldi offerti per i propri favori sessuali.

All’età di ventinove anni incontrò ad Alessandria un gruppo di pellegrini che si stavano imbarcando per Gerusalemme e, spinta secondo l’autore della sua agiografia dal desiderio di lasciare l’Egitto per visitare nuove terre, si imbarcò con loro, seducendoli uno dopo l’altro. Una volta arrivata nella città, il giorno della festa della croce, fu impedita dal recarsi insieme ai suoi compagni nella Basilica da una forza che le vietava l’accesso poiché non degna di osservare la croce di quel Cristo che con i suoi comportamenti lussuriosi tanto disprezzava.

Resasi conto della sua caduta cominciò a pregare davanti all’icona della Madre di Dio, dopo di che riuscì ad entrare ed adorare la Vera Croce. Uscendo, nuovamente pregò davanti all’icona della Vergine e sentì una voce che gli disse

« se attraversi il fiume Giordano, ritroverai quiete e beatitudine. »

Secondo la sua Vita, sentitasi chiamata presso il fiume Giordano, ivi si recò e, pentitasi della sua esistenza dissoluta, si immerse nelle sue acque per purificarsi, ricevendo in seguito la comunione eucaristica nella basilica di san Giovanni Battista, allora sita sulle rive del fiume. Da quel momento Maria iniziò un lungo cammino di penitenza per il deserto.

Il suo errare solitario durò quarantasette anni, nei quali la donna si nutrì solo con l’erba che trovava sul suo cammino. Zosimo, un monaco di un monastero palestinese, la incontrò durante un analogo pellegrinaggio da lui intrapreso per il periodo quaresimale. Secondo le parole di Sofronio, trovò la donna molto magra, nuda e con lunghi capelli bianchi come la lana che le facevano da vestito. Acconsentì di parlare con il monaco solo dopo essersi fatta consegnare da lui un mantello per coprirsi. Maria raccontò a Zosimo le circostanze che l’avevano portata al suo lungo pellegrinaggio e, per la seconda volta dall’arrivo in Palestina, si comunicò. Zosimo lasciò Maria promettendo di tornare a trovarla nello stesso luogo l’anno successivo.

Il monaco tornò come aveva promesso, e trovò la santa morta, con lo stesso mantello che le aveva donato l’anno precedente. La tradizione vuole che la sua tomba sia stata scavata dagli artigli di un leone.

Culto

Nonostante la vita di questa santa non sia con tutta probabilità null’altro che una pia leggenda suffragata da scarsi elementi storici concreti, il culto di Maria Egiziaca si diffuse rapidamente in tutta la cristianità, divenendo la santa patrona delle prostitute pentite.

http://it.cathopedia.org/wiki/Santa_Maria_Egiziaca

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Bibliografia
 

Citazioni Bibbia interconfessionale

Vangeli Apocrifi; U.T.E.T, Marietti, Einaudi

Patrologia Latina e Greca

Leggenda Aurea

Centro Studi Santa Maria Maddalena
 

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Santa Maria Maddalena nei Vangeli Apocrifi

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SANTA MARIA DI MAGDALA NEI VANGELI APOCRIFI

 
L’uovo diventò rosso
I Vangeli Apocrifi sono molto tardivi, pieni di errori storici e geograici, sono dei romanzi,
scritti per riempire la curiosità dei fedeli, i quali volevano sapere di più di quanto è detto
nei Vangeli Canonici.
I Vangeli apocrifi si dividono in quelli del’Infanzia, Passione, Apocalissi,Lettere e Atti.
S.M.Maddalena si trova menzionata nei Vangeli della Passione, citata con le altre
pie donne accanto alla croce, e al sepolcro.
Una bella descrizione di S.M.Maddalena che va a piangere sul sepolcro di Gesù,
la troviamo nel Vangelo di Pietro trovato nel 1886 ad Akhmim in Egitto.
Nel capitolo XII, 50-54, S.M.Maddalena si reca al sepolcro con le amiche a piangere,
poi nel capitolo XIII, 55-57, vediamo il sepolcro vuoto e l’apparizione di Angeli alle donne,
Racconto molto simile al Vangelo di Marco.
In un altro Vangelo della Passione;

Il Libro della Resurrezione di Cristo dell’Apostolo Bartolomeo, del VII secolo,

vediamo che S.M.Maddalena è citata fra le donne al sepolcro, ma la prima apparizione
di Gesù avviene a sua madre Maria, stessa cosa avviene nel Vangelo di Gamaliele
del  V secolo. S.M.Maddalena al sepolcro con le altre pie donne si trova pure nei frammenti copti,
del V secolo.
S.M.Maddalena a Roma
Il Viaggio di S.M.Maddalena a Roma, il primo documento a parlarne è il Vangelo di Nicodemo,
detto anche Atti di Pilato, del V secolo,  dove viene raccontato che S.M.Maddalena è presso la croce,
insieme alle altre pie donne e alla S.V.Maria, tutte piangenti, ora S.M.Maddalena si rivolge al popolo,
dicendo che si recherà Roma, per accusare Pilato presso Cesare.
Un altro Vangelo Apocrifo che parla di S.M.Maddalena a Roma, appartiene al Ciclo di Pilato,
del X secolo, davvero molto tardivo, si tratta della Lettera di Tiberio a Pilato, dove Tiberio scrive a Pilato,
dicendo che una donna Maria Maddalena, gli ha riferito che lui avrebbe fatto crocifiggere Gesù.
Il viaggio di .M.Maddalena a Roma riappare poi nelle cronache bizantine e in altri documenti posteriori.
La leggenda del viaggio di S.M.Maddalena a Roma per accusare Pilato e i complici ritorna negli Scritti di Glykas,
XIII secolo, e del Cedreno, XI secolo, di G.Cinnamo e C.Menasse, XII secolo, di Niceforo Callisto, XIV secolo,
sono tutti documenti della Patrologia Greca, quindi bizantini e molto tardivi, senza alcun valore storico,
ma davvero leggendari, come è anche una leggenda bizantina  quella dell’uovo rosso, riguardante Maria Maddalena,
 che dopo la morte e risurrezione di Gesù, avrebbe approfittato della sua posizione per ottenere un invito a un banchetto dato dall’imperatore Tiberio.
 Quando Maria incontrò l’imperatore, teneva un uovo nelle sue mani ed esclamò “Cristo è risorto!”
Tiberio rise, e disse che la resurrezione di Cristo dalla morte era probabile quanto l’uovo che teneva in mano diventasse rosso.
Prima che finisse di parlare, l’uovo nella sua mano diventò rosso, e la Maddalena potè così continuare a proclamare il Vangelo a tutta la casa imperiale.
Da questa leggenda è nata la tradizione delle uova pasquali.
Questo è quanto tramandano i Vangeli Apocrifi su S.M.Maddalena, niente altro, fra tanti errori e confusone,
come quella in cui S.M.Maddalena sarebbe persino la S.V.Maria stessa, citata in un frammento copto,
il 20° sermone di Cirillo di Gerusalemme, questo è caratteristico delle rapsodie egiziane.
 

Bibliografia

Citazioni Bibbia interconfessionale

Vangeli Apocrifi; U.T.E.T, Marietti, Einaudi

Patrologia Latina e Greca

Leggenda Aurea

Centro Studi Santa Maria Maddalena

Santa Maria Maddalena nei Vangeli Gnostici

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SANTA MARIA MADDALENA NEI VANGELI GNOSTICI

 

SANTA MARIA MADDALENA 3.jpg

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A cura di Martino Gerber, Giuliano Lattes e Simone Oren studiosi biblisti

 

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Introduzione

In questi ultimi anni le librerie di tutto il mondo si stanno riempendo di libri scandalosi

riguardo a S.M.Maddalena, tutto è nato dall’equivoca interpretazione dei Vangeli gnostici,

non Vangeli Apocrifi mediovali, quelli non hanno fatto nascere scandali, essendo una

rielaborazione romanzata dei Vangeli Sinottici.

I Vangeli gnostici erano conosciuti anche dai Padri della chiesa, ma non ci sono scandali,

per il fatto che lo gnosticismo rende Gesù completamente divino e trascendente.

C’erano molte sette gnostiche, diverse tra loro, e molte praticavano riti sessuali,

c’erano anche dei vangeli gnostici con riti sessuali, ma tutto questo era di fonte

eretica, eretici che di cristiano non avevano neppure il nome, e la loro religione era pagana

ed esoterica, piena di magia, ermetismo ed alchimia, tutte cose condannate dal cristianesimo.

Dopo il ritrovamento di alcuni vangeli gnostici come quelli trovati in Egitto a Nagh-Hammadi nel 1945,

sono iniziati a comparire delle teorie riguardo presunti scandali tra Gesù e S.M.Maddalena.

Questo avviene per la totale ignoranza della corrente gnostica, e cattiva interpretazione di testi.

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LO GNOSTICISMO

Introduzione

Per parlare dello gnosticismo occorrono dei volumoni,

qui diamo qualche definizione per comprendere.

Lo gnosticismo fu un movimento religioso e culturale insieme,

 diffusissimo dal I al IV secolo d.C., dall’attuale Iraq alla Siria, alla Turchia, alla Palestina,

all’Egitto, a Roma, a Lione, copriva non soltanto i paesi dell’Impero romano,

ma andava anche al di là. Non era un movimento omogeneo in quanto le

correnti gnostiche erano numerose e differenziate, mantenevano, tuttavia,

alcune linee fondamentali comuni. Gnosticismo deriva dal greco gnosis,

conoscenza, ma non ogni conoscenza è gnosticismo, la conoscenza dello

gnosticismo è rivolta all’origine dell’uomo e del suo mondo, ed è diretta alla

salvezza da questo mondo. Alla base dello gnosticismo c’è la descrizione

della creazione del mondo ad opera di un Demiurgo ingannato, e l’indicazione

di una via di salvezza mediante la gnosis, la conoscenza del proprio Io divino.

Per gli gnostici la gnosis era superiore alla fede.

Secondo lo gnosticismo questo mondo è separato dall’Essere supremo la Luce,

il male è proprio di questo mondo. Vi è una caduta dalla sfera divina nel mondo:

a cadere può essere un maschio, l’uomo interiore o Adamo, oppure una femmina,

Sofia. Il signore, il creatore di questo mondo, il demiurgo, detto Jaldabaoth,

proviene da un essere caduto dal quale ebbe pure una particella di luce dalla sfera

divina, particella che deve ritornare in patria: spesso costui è all’origine del male,

sua sorte è presentata in diversi modi, sempre è ignorante, e identificato col

Dio del Vecchio Testamento. L’Io dell’uomo appartiene alla sfera del divino ed è

espresso con la designazione del ” Primo Uomo” nella sfera della Luce.

Con il termine ” Primo Uomo”, viene designato anche l’Essere supremo,

quindi l’identificazione tra la più intima essenza dell’uomo e il divino Uomo Primordiale,

il quale spesso viene identificato col Salvatore, per opera del quale gli uomini ottengono

la Salvezza. Nei sistemi gnostici cristiani il Salvatore è Gesù.

Lo gnosticismo esisteva prima ancora del cristianesimo, si trattava di una miscela di religione

pagana e miti greci, ermetismo, alchimia, esoterismo, magia e filosofia.

Molti documenti gnostici pagani poi succesivamente sono stati cristianizzati ma prima ancora

ci sono dei documenti gnostici misti ad elementi della religione ebraica.

 

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LO GNOSTICISMO ATTRAVERSO I PADRI ERESIOLOGI

 

I Padri eresiologi consideravano gli gnostici come i nemici pericolosi del Cristianesimo.

I Padri eresiologi più importanti sono; S.Ireneo di Lione, Clemente Alessandrino, Origene,

S.Ippolito Romano, ed S.Epifanio di Salamina.

Questi Padri nei loro libri hanno confutato tutte le eresie gnostiche, e da queste opere,

abbiamo un quadro di tutti i maestri gnostici e le loro dotttrine.

I maestri gnostici più importanti sono; Simone Mago, Saturnino, Carpocrate, Basilide,

Valentino. Le sette gnostiche più importanti sono; Naasseni, Sethiani e Barbelognostici.

I Padri eresiologi indicano come fondatore dell’eresia gnostica Simone Mago,

proprio quello citato in Atti 8: 11-24. Simone andava in giro a predicare portandosi con se

una donna, Elena, pare l’avesse presa da un bordello. Simone insegnava che questa Elena,

era il primo pensiero Ennoia, emesso da lui stesso, la madre di tutti, e tramite lei, lui aveva creato

angeli ed arcangeli, e tramite questi angeli è stato creato il mondo. Dopo Elena per invidia

era trattenuta in questo mondo dagli angeli, i quali ignoravano l’esistenza della Grande Potenza,

cioè Simone. Intanto le potenze emesse da Elena, gli inflessero ogni genere di offese,

affinché non tornasse da suo padre, fino al punto di rinchiuderla in un corpo umano,

e durante i secoli Elena, il primo pensiero trasmigrò in diversi corpi femminili e finì a fare la

prostituta in un bordello. Perciò la Grande Potenza, Simone, discese per assumere a sé lei,

Elena,  liberarla dalle catene, e agli uomini egli accordò, la conoscenza di se stessi.

Si potrebbe andare avanti ancora, ma questo basta a dare un idea, solo aggiungiamo che i

discepoli di Simone praticavano la magia e dei riti sessuali.

Saturnino, un asceta di Antiochia insegnava che il Padre è da tutti sconosciuto,

è lui che ha fatto gli angeli, gli arcangeli, le potenze e le dominazioni,

da sette angeli fu fatto il mondo, L’uomo fu fatto dagli angeli, e poi ricevette dall’alto la scintilla divina.

Il Dio dei Giudei sarebbe uno dei sette angeli che fecero il mondo, questi angeli volevano eliminare il

loro padre, perciò venne Cristo a distruggere il Dio dei Giudei e a salvare i credenti, cioè coloro che

hanno la scintilla di vita. Cristo sarebbe un essere ingenerato ed incorporeo.

Sposarsi e generare figli è opera satanica, questa dottrina è comune a quasi tutti gli gnostici.

Carpocrate, visse all’epoca dell’imperatore Adriano (117-38), insegnava che il mondo fu creato dagli angeli,

esseri inferiori al Padre ingenerato, Gesù nato come gli altri uomini, possedeva un anima pura,

e ricordava le cose viste nelle regioni di Dio ingenerato, perciò gli fu mandata una forza affinché,

 per mezzo di essa, potesse sfuggire ai creatori del mondo e ritornare a Dio.

Comunque i discepoli di Carpocrate e di suo figlio Epifane, praticavano magia e riti sessuali.

Basilide visse fino al tempo dell’imperatore Antonio Pio (138-61), ad Alessandria.

Basilide fu, il primo grande maestro gnostico cristiano, unendo correnti ellenistiche e cristianesimo.

Il sistema di Basilide: Dal Padre ingenerato è sorto l’Intelletto, da questo il logos,da questo il Pensiero,

da questo la Sapienza Sofia e la Forza, da Sofia e Forza sono venute le Virtù, gli Arconti, gli angeli,

dai quali è stato fatto il primo cielo e gli altri angeli, fino a 365 cieli, l’ultimo cielo, quello a noi visibile,

dove i suoi angeli sono  creatori del mondo. Il capo di questi angeli è il Dio dei Giudei.

Per ovviare la rovina di tutti, il Padre mandò il primogenito, cioè l’Intelletto, che è chiamato Cristo.

Cristo era di natura apparente, e non patì, e sulla croce morì Simone il Cireneo, che Gesù aveva

trasformato in modo  da assomigliare a lui, mentre lui risalì (deridendo tutti) a colui che lo aveva mandato.

Questo per far capire, ma si potrebbe andare oltre, comunque il figlio di Baslide, Isidorò continuò

gli insegnamenti del padre, i loro discepoli praticavano la magia e i riti sessuali.

Valentino, nacque in Egitto, dove completò la sua istruzione, e poi si recò a Roma sotto il vescovo

Igino (136-40), poi visse a Cipro. La dottrina di Valentino; la Divinità si presenta come una pienezza,

il pleroma, detta Preprincipio e Prepadre, invisibile, eterno, ingenerato, con lui era il Pensiero,

la Grazia, il Silenzio, dunque la controparte femminile. Si susseguono coppie gerarchizzate in una

gerarchia decrescente, si hanno così le prime quattro coppie Sizighie, la prima tetrade;

l’Intelletto-Unigenito, a sua voltà emanò il Logos, e con lui la Vita, dai quali emana la coppia composta

dall’Uomo e dalla Chiesa. Si giunge così alla grande ogdoade primordiale.

Le coppie maschio-femmina, rappresentano una allegoria nella quale l’elemento femminile esprime una qualità

inerente all’elemento maschile, e viceversa, onde risulta un unico essere bisessuato, allegoricamente;

l’Intelletto-Unigenito, Figlio è detto pure Padre.

Il mito di Sofia, l’Unigenito è l’unico a conoscere il Prepadre, e voleva far conoscere agli altri eoni la grandezza

del Prepadre, ma l’ultimo eone, la femmina Sofia, dimentica il suo posto, e volle conoscere l’infinito,

si sarebbe dissolta, se non fosse intervenuto il Limite-Croce, Sofia torna alla sua dimora, deponendo il desiderio, detto Achamoth, che viene espulso dal pleroma, da questo desiderio parte di Sofia avrà origine il mondo, il male, l’ignoranza. Per impedire la caduta di altri eoni, l’Unigenito emanò un altra coppia  o sizighia,

 Cristo-Spirio Santo, emessi per consolidare il pleroma. Intanto Achamoth, genera dei semi spirituali,

si tratta dei pneumatici che dovranno maturare e perfezionarsi quaggiù nel mondo, fino a quando entreranno

nel pleroma, come elementi femminili e si uniranno con gli angeli elementi maschili.

Valentino insegnava che Gesù era totalmente divino, tanto che il nutrimento dentro di lui non si corrompeva,

poiché egli non tollerava la corruzione.

Valentino ebbe moltissimi discepoli, fra i quali; Eracleone, Tolomeo, Marco, Teodoto e Bardèsane.

Valentino scrisse molti libri, ed anche i suo discepoli, vediamo che S.Ireneo di Lione dichiara che i discepoli di Valentino, facevano passare come apostolici i loro scritti, ma erano bestemmie, e non avevano nulla di simile

ai quello che ci è stato tramandato dagli apostoli.

 

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Le sette gnostiche

La setta gnostica dei Naasseni o OfIti,traggono il loro nome dalla parola serpente,

nahas in ebraico e ofis in greco. La loro dottrina insegna che all’inizio c’è la luce,

il Padre o primo Uomo, dal quale precedette il Pensiero, suo  Figlio, o Uomo-secondo,

sotto di loro c’era lo Spirito Santo, detta prima-Donna, sotto di essa i quattro elementi:

acqua, tenebre, abisso, caos. Dall’unione del primo e del secondo Uomo con la prima

Donna nasce il Figlio, cioè il Cristo, il terzo Uomo che con la Madre, va subito nell’eone

incorruttibile del Padre, vera e santa Chiesa.

La Donna, madre dei viventi, non potendo reggere le luci, le fece traboccare a sinistra,

questa potenza traboccata, conserva una rugiada di luce, ed è chiamata Prunico,

Sofia, Bisessuata, dai lei nasce un figlio, il quale generò altri sei figli;

cieli, potenze, autorità, angeli. Continua una lunghissima speculazione, simile

alle altre dottrine gnostiche. Il  Cristo, unito a sua sorella Sofia, scese su Gesù

nel momento del battesimo. Dopo la risurrezione Gesù rimase 18 mesi con  gli

Apostoli, ai quali insegnò i grandi misteri. L’uomo primordiale è additato come bisessuato,

quindi per i Naasseni, è cosa turpe l’unione sessuale, quindi sono una setta encratita,

che vieta i rappoti sessuali.

La setta dei Sethiani, fondata in Egitto, i Sethiani affermavano essere discendenti di Seth,

figlio di Adamo, e lo chiamavano Cristo. Secondo la loro dottrina, l’univrso fu creato dagli

angeli, non dalla potenza superiore. All’inizio vi furono due uomini dai quali derivano

Caino e  Abele, a proposito dei quali sorse una lotta tra gli angeli che causò la morte

di Abele per mano di Caino; prevalse così la squadra degli angeli che avevano generato

Caino ed erano suoi sostenitori. Vista questa vittoria di Caino, la Potenza superiore,

la madre,pensò alla generazione di Seth: mise in lui il suo stesso seme superiore,

e una scintilla discesa dal cielo, perciò la generazione di Seth fu separata,

portata in alto come generazione eletta. Col passare del tempo, a motivo della loro

mescolanza e malvagità le due generazioni di Caino  e di Abele, continuavano a lottare,

così la potenza superiore decretò il diluvio, affinché sopravvivesse solo la generazione di Seth.

Ma gli angeli introdussero nell’arca Cam che era della loro stirpe, e attraverso Cam continuò

il male sulla terra. Quindi sulla terra fu mandato Cristo, che sarebbe Seth stesso,

venuto miracolosamente.

Vediamo che questi sethiani inventano miti dal Vecchio Testamento, questo dimostra che

davvero c’erano diverse correnti gnostiche.

La setta dei Barbelognostici, alla base del loro sistema c’è un eone , che non invecchia mai,

in un Spirito verginale che chiamano Barbelo. Il Padre innominabile volle manifestarsi a

Barbelo, il Pensiero Ennoia si pose davanti a lui e domandò la Prima conoscenza.

Quando apparve la Prima conoscenza, esse domandarono ancora; alla loro domanda

apparvero l’Incorruttibilità  e poi la Vita eterna. Barbelo si rallegrava di queste produzioni,

e dalla gioia concepì la Luce, dalla quale si generarono tutte le cose.

Il Padre vedendo la Luce e la rese perfetta, e questa luce la chiamano Cristo,

il quale volle come aiuto l’Intelletto. Poi il Padre emise la Volontà e il Logos.

Poi si formarono le sizighie; Pensiero Ennoia-Logos, Incorruttibilità-Cristo,

Vita eterna-Volontà, Intelletto- Prima conoscenza. Ancora le speculazioni continuano,

ma questo basta a far capire.

Ora se avete letto fino a qui, potete capire quante assurdità inventavano gli gnostici,

invece di convertirsi e seguire il Cristianesimo semplice e vero e santo, inventavano cose complicatissime,

difficili a capire e sopratutto false e blasfeme.

 

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I MANOSCRITTI DI NAG HAMMADI

I manoscrtti di Nag Hammadi furono scoperti in Egitto il 1945, sono stati una grande scoperta per il sapere dell’umanità, e per lo studio dello gnosticismo. I documenti scoperti ci confermano, quello che hanno scritto i Padri eresiologi, ma ci danno un quadro più ampio sullo gnosticismo. Si tratta di documenti interi,

vangeli, apocalissi,materiale che prima non era disponibile, infatti i Padri eresiologi ci hanno trasmesso poco,

 e solo qualche brano intero.

I manoscritti di Nag Hamadi si dvidono in gnostici pagani ed ermetici, gnostici giudaici,

e gnostici cristiani, questi ultimi sono di varie correnti;

 valentiniani, barbelognostici, sethiani,basilidiani, e naassseniani.

Prima ancora della scoperta di Nag Hammadi, ci sono state altre scoperte;

il Codice Askewianus 1772, e il Codice Brucianus 1769.

Il secolo scorso sono venuti alla luce tanti Papiri, molti in frammenti come il Papiro di Berlino.

 

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SANTA MARIA DI MAGDALA NEI VANGELI GNOSTICI TRASMESSI DAI PADRI ERESIOLOGI

 

Vediamo che i Padri eresiologi sono a conoscenza dell’importanza di S.M.Maddalena per gli gnostici.

Ecco cosa dice S.Ippolito Romano nel suo libro contro tutte le eresie; Refutatio VI: 36,4

“Maddalena+Gesù terreno, Cristo+Spirito Santo, Soter+Sofia.

Vediamo lo schema delle sizighie più importanti per certe correnti gnostiche.

S.Epifanio di Salamina nel suo libro contro tutte le eresie Panarion cita due vangeli gnostici,

Questioni di Maria, le Grandi e le Piccole. Le Grandi questioni riguardano un vangelo molto

blasfemo, dove la salvezza si ottiene tramite l’uso del seme maschile e unioni sessuali,

Gesù stesso sale sul mone con Maria (Maddalena), poi giunti sul monte, Gesù dopo aver

pregato, avrebbe formato una donna da un costato di Maria, e poi si sarebbe  unito sessualmente con questa

nuova creatura, e prendendo il suo seme in mano avrebbe indicato con questo la via della salvezza,

Maria si spaventa difronte a questo rituale, ma Gesù la sgrida per la poca fede.

Questo brano si trova in; Panarion XXVI: 8, 1-3. Questo vangelo circolava presso gnostici che praticavano

il libertinaggio più sfrenato e stomachevole come; Nicolaiti, Stratiotici, Borboriti, Manichei.

Epifanio poi soltanto cita le Piccole questioni, molti studiosi pensano si tratti di Pistis Sofia.

Presso gli gnostici, S.M.Maddalena non è l’unica donna importante, vediamo che circolavano vangeli gnostici,

sotto il nome di altre donne, perfino c’erano sette sotto altre donne, tanto erano diffuse che li conosceva

anche il pagano Celso, ne parla Origene nel suo libro Contro Celso nel capitolo V,62; dove vediamo

che c’era la setta degli Arpocratiani, discepoli di Salomè, i discepoli di Marta, i marcelliani, discepoli

della maestra gnostica Marcella, ed anche i discepoli di Mariamme ( Maddalena).

Molto famosa nello gnosticismo era Salomè, la quale interroga Gesù su vari misteri, questo si trova

nel vangelo gnostico degli Egiziani citato da Clemente Alessandrino nel suo libro Gli Stromati,

capitolo III: 6,45; 9,63; 9,64; 9,66; 13, 91-93.

Questo vangelo apparteneva alle sette gnostiche encratite, che vietavano matrimonio e procreazione,

e praticavano la castità assoluta. Il Vangelo degli Egiziani viene citato anche da altri Padri;

Giulio Cassiano, S.Ippolito Romano e S.Epifanio di Salamina, e si trova in opere gnostiche come

nel libro di Teodoto gnostico.

Questo è quello che ci hanno tramandato i Padri eresiologi riguardo vangeli gnostici e S.M.Maddalena.

 

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S.M.MADDALENA NEL CODICE DI ASKEWIANUS

 

Il codice di Askewianus è chiamato così dal medico inglese A. Askew i quale lo aveva

comprato in una libreria di Londra. A.Askew era un collezionista di antichi manoscritti,

ed aveva una fornita biblioteca, dopo la sua morte il 1772, il Codice Askewianus è stato

conservato presso il British Museum.

Il Codice Askewianus, contiene il voluminoso trattato gnostico Pistis Sofia.

Pistis Sofia è stato scritto in Egitto verso il III secolo, si tratta di un lungo dialogo tra Gesù

ed i suoi Apostoli, ed anche quattro discepole, Maria madre di Gesù, Maria Maddalena,

Salome e Marta. Vediamo che proprio Maddalena è quella che  più spesso prende la

parola, ben 67 volte. Maddalena può parlare francamente, poiché il suo cuore è rivolto verso

il regno celeste, più di tutti i suoi fratelli (c. 17). La sua posizione di privilegio, insieme con

quella della madre di Gesù e Giovanni, si estende anche nella vita futura (c. 96).

La sua origine, come quella della madre di Gesù, è pure superiore: la materia viene da Barbelo,

ma la sua forza luminosa è simile a quella della vergine di luce (c. 59). Ella intercede per gli altri discepoli,

specie quando costoro non riescono più a seguire l’esposizione profonda concernente il mistero

dell’ineffabile (c. 94). Il suo uomo della luce, cioè la pate di lei appartenente al regno della luce, è sempre

intelligente e desta, pronta ad interpretare le parole di Pistis Sofia. Ella chiede di tutto con precisione.

Lo stesso Gesù è stupito delle sue risposte. Ella è divenuta puro spirito ed egli, pieno di misericordia

per lei, le rivolge le più belle espressioni di lode. La parte svolta dalle donne, specie dalla Maddalena

 non è gradita ai discepoli: essi si vedono menomati. Pietro è l’espressione del malcontento (cc 36. 146).

La Maddalena se ne accorge; vorrebbe sempre parlare, ma teme Pietro (c. 72).

Sorge così una tensione, presto sciolta da Gesù con il riconoscere i diritti delle donne, di chiunque cioè

è fervente e pieno dello spirito luminoso. Questo rispecchia la lotta tra la grande Chiesa rappresentata

da S.Pietro e le sette gnostiche rappresentate dalle donne con a testa Maddalena.

La presenza di Barbelo, indica un origine della setta dei Barbelognostici, comunque ci sono anche

elementi valentiniani ed  altro genere specialmente ermetico, filosofico e pagano, ma sempre si tratta di gnosticismo egiziano.

Questo è quello che possiamo dire di S.M.Maddalena in Pistis Sofia. 

 

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S.MARIA DI MAGDALA NEL CODICE DI BERLINO

 

Il Codice di Berlino, è designato come Papiro 8502, proviene dall’ Egitto,

precisamente da Akhmìm e fu acquistato al Cairo nel 1896 da C. Reinhardt

per il Museo di Berlino, dove ora si trova. Esso inizia col Vangelo di Maria,

segue l’Apocrifo di Giovanni e poi La Sofia di Gesù Cristo, e infine gli Atti di Pietro.

S.M.Maddalena viene nominata in tutti i documenti tranne l’Apocrifo di Giovanni.

Tralasciamo gli Atti di Pietro, o Vangelo di Pietro, che appartiene ai Vangeli Apocrifi,

trattato nella prima parte del nostro studio.

Parliamo ora per primo del documento gnostico; La Sofia di Gesù Cristo, vediamo che

Gesù risorto, prima di salire al cielo, su un monte, dinanzi a dodici discepoli e sette donne,

fa un dialogo, rivelando importanti misteri, infine Gesù scompare e i discepoli vanno a predicare il  Vangelo.

Maddalena la vediamo che insieme ad altri apostoli interroga Gesù.

Gli argomenti sono dottrine gnostiche, sul pleroma, Sofia, la missione di Gesù, sceso per

liberare le particelle di luce schiave della materia. Si tratta di gnosticismo egiziano.

 

Il Vangelo di Maria, in questo vangelo, Gesù risorto, lascia i suoi discepoli in grande turbamento.

Poi Maddalena ha una sua visione, dove Gesù gli comunica dei misteri. I discepoli non riescono

a crederla, specie Pietro, ma poi Maddalena viene creduta ed escono a predicare il Vangelo.

In questo Vangelo gnostico, viene detto che Madalena era molto amata da Gesù, amava lei più delle altre discepole.

La dottrina è quella gnostico-egiziana.

Questo è ciò che abbiamo su S.M.Maddalena nel Codice di Berlino.

 

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SANTA MARIA DI MAGDALA NEI MANOSCRITTI DI NAG HAMMADI

 

S.M.Maddalena la incontriamo in diversi documenti scoperti a Nag Hammadi;

La Sofia di Gesù Cristo di cui abbiamo parlato riguardo il Codice di Berlino,

Il Vangelo di Filippo, il Vangelo di Tommaso e Il Dialogo del Salvatore.

 

Il Vangelo di Filippo, iniziamo col dire che è un opera della scuola valentiniana,

precisamente di origine siro-egiziano, del III secolo, l’autore sembra essere

un giudeo-cristiano gnostico. L’autore non è l’Apostolo Filippo, ma il testo è stato chiamato

Vangelo di Filippo perché nel testo Filippo è l’unico Apostolo ad essere nominato (cap. 91).

I Padri eresiologi conoscevano però un vangelo gnostico sotto il nome di Filippo,

citato in Panarion XXVI: 13,2. Torniamo al testo trovato a Nag Hammadi, ha suscitato molte

polemiche proprio per come viene presentata Maria Maddalena in due distinti brani: 32 e 55;

32-Tre donne camminavano sempre con il Signore: Maria sua madre, la sorella di lei

e la Maddalena, la quale è detta sua compagna. Maria, in realtà, è sorella, madre e consorte di lui.

 

55-La Sofia detta sterile è la madre degli angeli; la compagna di Cristo è Maria Maddalena.

Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli e la baciò più volte ( sulla bocca ).

Le altre donne, vedendo il suo amore per Maria, gli dissero: ” Perché ami lei più di noi tutte ?”

Il Salvatore rispose loro: ” Come mai io non amo voi come lei ?”.

 

Specifichiamo che nel testo è usato un termine che non significa consorte in senso di moglie,

ma con il significato di compagna cioè sizighia. Infatti nel testo scritto in copto la parola

Koinonos con cui viene indicata Maddalena equivale a compagna, socia, amica,

mentre per indicare moglie e donna nel testo viene usato il termine Shime.

Vediamo che nel Nuovo Testamento, Koinonos e molto usato, un esempio;

Luca: 5,10-Giacomo e Giovanni sono compagni ( koinonos) di Simone.

Il bacio, nel testo non compare bocca, essendo il testo danneggiato, e proprio dove ci dovrebbe

essere bocca  c’è un buco. Gl studiosi hanno messo sulla bocca, sembrava il termine più giusto.

Gli gnosici praticavano come rito il bacio , come è descritto nel paragrafo 31 del Vangelo di Filippo,

 ed anche altrove come nella  Letterea di Eugnosto: 7.

 

 Il bacio sulla bocca in segno di saluto allora era praticato anche tra uomini  come descrive;

I-Apocalisse di Giacomo: 31, 1-10; e II Apocalisse di Giacomo: 56,10-11.

 

Ora cerchiamo di spiegare questi passi 32 e 55 del Vangelo di Filippo;

32-La madre, la sorella e la consorte del Salvatore terreno sono per l’accezione gnostica

manifestazioni di un unica Maria.

55-Sofia è la madre degli angeli, cioè dei pianeti e delle costellazioni dello zodiaco.

A Sofia decaduta, che concepì senza il proprio compagno, fa capo il mondo materiale,

una specie di aborto. Perciò è detta sterile (paragrafo 36). Maria Maddalena rappresenta invece

per la gnosi, la quale ne fa la compagna di Cristo terreno, il prototipo dell’unione

perfetta tra Sofia celeste e il compagno, cioè tra l’immagine e il suo angelo.

Vedi anche; Refutatio VI: 36,4 “Maddalena+Gesù terreno, Cristo+Spirito Santo, Soter+Sofia.

Quindi Maddalena ha realizzato la sua perfezione ed è degna di formare un unione mistica

 una sizighia con il Gesù terreno.

 

Vangelo di Tommaso, iniziamo col dire che questo ritrovamento ha risolto il problema del

Papiro Ossirinco trovato in Egitto nel 1897 e 1903, la parte dei Logia, che destavano dubbi

a quale vangelo potessero appartenere, non avendo carattere proprio gnostico.

Ma dopo il ritrovamento del Vangelo di Tommaso, sappiamo che questo testo come i Logia

del Papiro Ossirinco, sono testi gnostici del II secolo, scritti dalla setta dei Naasseni,

setta encratita. Molti punti del Vangelo di Tommaso sono simili alla dottrina dei Naassseni,

riportata da S.Ippolito di Salamina in Refutatio V: 6-11; dove si parla proprio del Vangelo

di Tommaso. Torniamo al testo di Nag Hammadi, Maddalena viene citata nell’ultimo  brano, il 114;

Simon Pietro disse loro: Maria  se ne vada da noi, ché le donne non meritano la vita !

Gesù rispose: Ecco, io  la trarrò così da renderla uomo. Così  anche lei diverrà spirito vivente,

simile a voi uomini. Ogni donna che si fa uomo entrerà nel regno dei cieli.

Questo brano va interpretato nella dottrina gnostica dell’ androgine, per entrare nel regno

occorre diventare androgini, oppure sempliceme occore rinunciare alla sessualità.

 

Il Dialogo del Salvatore, un testo del II secolo, tipo gnostico-egiziano ed encratita, un testo molto danneggiato.

Maddalena nel testo è considerata  la Donna che conosceva il Tutto, si trova fra gli Apostoli che ricevono

ordini da Gesù,  e rifiuta le opere del genere femminile,cioè i rapporti sessuali e la procreazione.

Questo è tutto quello che dicono i Vangeli gnostici su S.M.Maddalena.

 

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Bibliografia;

Testi Gostici U.T.E.T

I Vangeli Gnostici  Adelphi

Le Apocalissi Gnostiche Adelphi

Vangeli Apocrifi; U.T.E.T, Marietti, Einaudi

Patrologia Latina e Greca

Centro Studi Santa Maria Maddalena

https://sites.google.com/site/centrostudismmaddalena/

https://sites.google.com/site/centrostudismmaddalena/home/santa-maria-maddalena-nei-vangeli-gnostici

Č

luglio 30, 2017

Santa Maria di Magdala Santa Maria di Betania, la peccatrice anima e l’adultera sono qattro diverse persone

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MARIA MADDALENA E MARIA DI BETANIA E LA PECCATRICE ANONIMA E L’ADULTERA SONO DIVERSE PERSONE NEL NUOVO TESTAMENTO

 

Analisi di Martino Gerber e Giuliano Lattes, studiosi biblisti

 

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Nel Nuovo Testamento Maria Maddalena, Maria di Betania, la peccatrice anonima e la donna adultera sono quattro donne diverse.

Nel Nuovo Testamento Maria Maddalena viene citata nei quattro Vangeli; Matteo, Marco, Luca, Giovanni.

Nel Nuovo Testamento Maria di Betania viene citata nei quattro Vangeli; con il nome Maria  nel Vangelo di Luca e Giovanni,

senza nome nel Vangelo di Matteo e Marco.

Nel Nuovo Testamento la peccatrice anonima viene citata solo nel Vangelo di Luca.

Nel Nuovo Testamento la donna adultera viene citata solo nel Vangelo di Giovanni.

Riassumiamo, nel Vangelo di Matteo e di Marco troviamo Maria Maddalena e Maria di Betania, due donne diverse,

nel Vangelo di Luca troviamo Maria Maddalena, Maria di Betania e la peccatrice anonima, tre donne diverse,

nel Vangelo di Giovanni, troviamo Maria Maddalena, Maria di Betania e la donna adultera, tre donne diverse.

 

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La peccatrice anonima, Maria Maddalena e Maria di Betania sono tre diverse donne nel Vangelo secondo Luca.

 

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La peccatrice anonima che unse i piedi di Gesù

 

LUCA 7, 36-50

 

 

7:36 Uno dei farisei lo invitò a pranzo; ed egli, entrato in casa del fariseo, si mise a tavola. 7:37 Ed ecco, una donna che era in quella città, una peccatrice, saputo che egli era a tavola in casa del fariseo, portò un vaso di alabastro pieno di olio profumato; 7:38 e, stando ai piedi di lui, di dietro, piangendo, cominciò a rigargli di lacrime i piedi; e li asciugava con i suoi capelli; e gli baciava e ribaciava i piedi e li ungeva con l’olio. 7:39 Il fariseo che lo aveva invitato, veduto ciò, disse fra sé: “Costui, se fosse profeta, saprebbe che donna è questa che lo tocca; perché è una peccatrice”. 7:40 E Gesù, rispondendo gli disse: “Simone, ho qualcosa da dirti”. Ed egli: “Maestro, di’ pure”. 7:41 “Un creditore aveva due debitori; l’uno gli doveva cinquecento denari e l’altro cinquanta. 7:42 E poiché non avevano di che pagare condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?” 7:43 Simone rispose: “Ritengo sia colui al quale ha condonato di più”. Gesù gli disse: “Hai giudicato rettamente”. 7:44 E, voltatosi verso la donna, disse a Simone: “Vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua, e tu non mi hai dato dell’acqua per i piedi; ma lei mi ha rigato i piedi di lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. 7:45 Tu non mi hai dato un bacio; ma lei, da quando sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi. 7:46 Tu non mi hai versato l’olio sul capo; ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. 7:47 Perciò, io ti dico: i suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha molto amato; ma colui a cui poco è perdonato, poco ama”. 7:48 Poi disse alla donna: “I tuoi peccati sono perdonati”. 7:49 Quelli che erano a tavola con lui, cominciarono a dire in loro stessi: “Chi è costui che perdona anche i peccati?” 7:50 Ma egli disse alla donna: “La tua fede ti ha salvata; va’ in pace”.

GESU' PROFUMO PIEDI

 

La peccatrice anonima bacia i piedi a Gesù

 

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Maria Maddalena

 

LUCA  8, 1-3

 

8:1 In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e annunziando la buona notizia del regno di Dio. 8:2 Con lui vi erano i dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti maligni e da malattie: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; 8:3 Giovanna, moglie di Cuza, l’amministratore di Erode; Susanna e molte altre che assistevano Gesù e i dodici con i loro beni.

 

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Maria di Betania

 

LUCA 10, 38-42

 

10:38 Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio; e una donna, di nome Marta, lo ricevette in casa sua. 10:39 Marta aveva una sorella chiamata Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola. 10:40 Ma Marta, tutta presa dalle faccende domestiche, venne e disse: “Signore, non ti importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. 10:41 Ma il Signore le rispose: “Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria. 10:42 Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta”.

 

GESU' MARTA E MARIA BELLO

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Nel Vangelo secondo Luca vediamo che la peccatrice anonima è una donna pentita della Galilea, perdonata da Gesù.

Maria Maddalena è pure della Galilea, precisamente della città di Magdala, ed è una donna indemoniata ed esorcizzata e guarita da Gesù.

Anche nel Vangelo di Marco viene detto che Maria Maddalena era stata esorcizzata e guarita da Gesù;

MARCO 16,9

16:9 Or Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena,

dalla quale aveva scacciato sette demòni.

Maria di Betania è della Giudea, sorella di Marta e Lazzaro, amici di Gesù.

 

 

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Maria Maddalena è della Galilea  e segue Gesù fino a Gerusalemme.

CROCIFISSO VIA CRUCIS DEPOSIZIONE

S.M.Maddalena segui’ Gesù fino alla tomba

 

LUCA 23,55-56

 

23:55 Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea, seguito Giuseppe, guardarono la tomba, e come vi era stato deposto il corpo di Gesù. 23:56 Poi, tornarono indietro e prepararono aromi e profumi. Durante il sabato si riposarono, secondo il comandamento.

 

LUCA 24, 10

24:10 Quelle che dissero queste cose agli apostoli erano: Maria Maddalena, Giovanna, Maria, madre di Giacomo, e le altre donne che erano con loro.

GESU' RISORTO DONNE AL SEPOLCRO SI.jpg

 

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Maria di Betania è della Giudea

 

LUCA 9,51-53

 

9:51 Poi, mentre si avvicinava il tempo in cui sarebbe stato tolto dal mondo,

Gesù si mise risolutamente in cammino per andare a Gerusalemme. 9:52 Mandò davanti a sé dei messaggeri, i quali, partiti, entrarono in un villaggio dei Samaritani per preparargli un alloggio. 9:53 Ma quelli non lo ricevettero perché era diretto verso Gerusalemme.

(Luca 9,54…..10,37; Gesù insegna alcune cose, e poi s reca a casa di Marta)

Dal Vangelo di Giovanni sappiamo che Marta viveva a Betania.

(Giovanni11:1 C’era un ammalato, un certo Lazzaro di Betania, del villaggio di Maria e di Marta sua sorella).

 

LUCA 10, 38-42

 

10:38 Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio; e una donna, di nome Marta, lo ricevette in casa sua. 10:39 Marta aveva una sorella chiamata Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola. 10:40 Ma Marta, tutta presa dalle faccende domestiche, venne e disse: “Signore, non ti importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. 10:41 Ma il Signore le rispose: “Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria. 10:42 Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta”.

GESU' MARTA E MARIA CONTADINESCO 2

 

 

Maria di Betania con la sorella Marta e Gesù

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Maria Maddalena e Maria di Betania  e la donna adultera sono tre diverse donne nel Vangelo secondo Giovanni.

 

Maria di Betania è la sorella di Marta e di Lazzaro, e vivono a Betania in Giudea

GESU' RISUSCITA LAZZARO

 

GIOVANNI 11, 1-57

11:1 C’era un ammalato, un certo Lazzaro di Betania, del villaggio di Maria e di Marta sua sorella. 11:2 Maria era quella che unse il Signore di olio profumato e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; Lazzaro, suo fratello, era malato. 11:3 Le sorelle dunque mandarono a dire a Gesù: “Signore, ecco, colui che tu ami è malato”. 11:4 Gesù, udito ciò, disse: “Questa malattia non è per la morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio sia glorificato”. 11:5 Or Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro; 11:6 com’ebbe udito che egli era malato, si trattenne ancora due giorni nel luogo dove si trovava. 11:7 Poi disse ai discepoli: “Torniamo in Giudea!” 11:8 I discepoli gli dissero: “Maestro, proprio adesso i Giudei cercavano di lapidarti, e tu vuoi tornare là?” 11:9 Gesù rispose: “Non vi sono dodici ore nel giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; 11:10 ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui”. 11:11 Così parlò; poi disse loro: “Il nostro amico Lazzaro si è addormentato; ma vado a svegliarlo”. 11:12 Perciò i discepoli gli dissero: “Signore, se egli dorme, sarà salvo”. 11:13 Or Gesù aveva parlato della morte di lui, ma essi pensarono che avesse parlato del dormire del sonno. 11:14 Allora Gesù disse loro apertamente: “Lazzaro è morto, 11:15 e per voi mi rallegro di non essere stato là, affinché crediate; ma ora, andiamo da lui!” 11:16 Allora Tommaso, detto Didimo, disse ai condiscepoli: “Andiamo anche noi, per morire con lui!” 11:17 Gesù dunque, arrivato, trovò che Lazzaro era già da quattro giorni nel sepolcro. 11:18 Or Betania distava da Gerusalemme circa quindici stadi, 11:19 e molti Giudei erano andati da Marta e Maria per consolarle del loro fratello. 11:20 Come Marta ebbe udito che Gesù veniva, gli andò incontro; ma Maria stava seduta in casa. 11:21 Marta dunque disse a Gesù: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto; 11:22 e anche adesso so che tutto quello che chiederai a Dio, Dio te lo darà”. 11:23 Gesù le disse: “Tuo fratello risusciterà”. 11:24 Marta gli disse: “Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell’ultimo giorno”. 11:25 Gesù le disse: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 11:26 e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?” 11:27 Ella gli disse: “Sì, Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che doveva venire nel mondo”. 11:28 Detto questo, se ne andò, e chiamò di nascosto Maria, sua sorella, dicendole: “Il Maestro è qui, e ti chiama”. 11:29 Ed ella, udito questo, si alzò in fretta e andò da lui. 11:30 Or Gesù non era ancora entrato nel villaggio, ma era sempre nel luogo dove Marta lo aveva incontrato. 11:31 Quando dunque i Giudei, che erano in casa con lei e la consolavano, videro che Maria si era alzata in fretta ed era uscita, la seguirono, supponendo che si recasse al sepolcro a piangere. 11:32 Appena Maria fu giunta dov’era Gesù e l’ebbe visto, gli si gettò ai piedi dicendogli: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto”. 11:33 Quando Gesù la vide piangere, e vide piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, fremette nello spirito, si turbò e disse: 11:34 “Dove l’avete deposto?” Essi gli dissero: “Signore, vieni a vedere!” 11:35 Gesù pianse. 11:36 Perciò i Giudei dicevano: “Guarda come l’amava!” 11:37 Ma alcuni di loro dicevano: “Non poteva, lui che ha aperto gli occhi al cieco, far sì che questi non morisse?” 11:38 Gesù dunque, fremendo di nuovo in sé stesso, andò al sepolcro. Era una grotta, e una pietra era posta all’apertura. 11:39 Gesù disse: “Togliete la pietra!” Marta, la sorella del morto, gli disse: “Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno”. 11:40 Gesù le disse: “Non ti ho detto che se credi, vedrai la gloria di Dio?” 11:41 Tolsero dunque la pietra. Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: “Padre, ti ringrazio perché mi hai esaudito. 11:42 Io sapevo bene che tu mi esaudisci sempre; ma ho detto questo a motivo della folla che mi circonda, affinché credano che tu mi hai mandato”. 11:43 Detto questo, gridò ad alta voce: “Lazzaro, vieni fuori!” 11:44 Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti da fasce, e il viso coperto da un sudario. Gesù disse loro: “Scioglietelo e lasciatelo andare”. 11:45 Perciò molti Giudei, che erano venuti da Maria e avevano visto le cose fatte da Gesù, credettero in lui. 11:46 Ma alcuni di loro andarono dai farisei e raccontarono loro quello che Gesù aveva fatto. 11:47 I capi dei sacerdoti e i farisei, quindi, riunirono il sinedrio e dicevano: “Che facciamo? Perché quest’uomo fa molti segni miracolosi. 11:48 Se lo lasciamo fare, tutti crederanno in lui; e i Romani verranno e ci distruggeranno come città e come nazione”. 11:49 Uno di loro, Caiafa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: “Voi non capite nulla, 11:50 e non riflettete come torni a vostro vantaggio che un uomo solo muoia per il popolo e non perisca tutta la nazione”. 11:51 Or egli non disse questo di suo; ma, siccome era sommo sacerdote in quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; 11:52 e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire in uno i figli di Dio dispersi. 11:53 Da quel giorno dunque deliberarono di farlo morire. 11:54 Gesù quindi non andava più apertamente tra i Giudei, ma si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Efraim; e là si trattenne con i suoi discepoli. 11:55 La Pasqua dei Giudei era vicina e molti di quella regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. 11:56 Cercavano dunque Gesù; e, stando nel tempio, dicevano tra di loro: “Che ve ne pare? Verrà alla festa?” 11:57 Or i capi dei sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che se qualcuno sapesse dov’egli era, ne facesse denuncia perché potessero arrestarlo.

GIOVANNI 12: 1-11

12:1 Gesù dunque, sei giorni prima della Pasqua, andò a Betania dov’era Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. 12:2 Qui gli offrirono una cena; Marta serviva e Lazzaro era uno di quelli che erano a tavola con lui. 12:3 Allora Maria, presa una libbra d’olio profumato, di nardo puro, di gran valore, unse i piedi di Gesù e glieli asciugò con i suoi capelli; e la casa fu piena del profumo dell’olio. 12:4 Ma Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: 12:5 “Perché non si è venduto quest’olio per trecento denari e non si sono dati ai poveri?” 12:6 Diceva così, non perché si curasse dei poveri, ma perché era ladro, e, tenendo la borsa, ne portava via quello che vi si metteva dentro. 12:7 Gesù dunque disse: “Lasciala stare; ella lo ha conservato per il giorno della mia sepoltura. 12:8 Poiché i poveri li avete sempre con voi; ma me, non mi avete sempre”. 12:9 Una gran folla di Giudei seppe dunque che egli era lì; e ci andarono non solo a motivo di Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. 12:10 Ma i capi dei sacerdoti deliberarono di far morire anche Lazzaro, 12:11 perché, a causa sua, molti Giudei andavano e credevano in Gesù.

GESU' L'UNZIONE A BETANIA

 

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Maria Maddalena è una discepola di Gesù

 

GIOVANNI 19, 25

19:25 Presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria di Cleopa, e Maria Maddalena.

GIOVANNI  20, 1-18

20:1 Il primo giorno della settimana, la mattina presto, mentre era ancora buio, Maria Maddalena andò al sepolcro e vide la pietra tolta dal sepolcro. 20:2 Allora corse verso Simon Pietro e l’altro discepolo che Gesù amava e disse loro: “Hanno tolto il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’abbiano messo”. 20:3 Pietro e l’altro discepolo uscirono dunque e si avviarono al sepolcro. 20:4 I due correvano assieme, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse primo al sepolcro; 20:5 e, chinatosi, vide le fasce per terra, ma non entrò. 20:6 Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro, e vide le fasce per terra, 20:7 e il sudario che era stato sul capo di Gesù, non per terra con le fasce, ma piegato in un luogo a parte. 20:8 Allora entrò anche l’altro discepolo che era giunto per primo al sepolcro, e vide, e credette. 20:9 Perché non avevano ancora capito la Scrittura, secondo la quale egli doveva risuscitare dai morti. 20:10 I discepoli dunque se ne tornarono a casa. 20:11 Maria, invece, se ne stava fuori vicino al sepolcro a piangere. Mentre piangeva, si chinò a guardare dentro il sepolcro, 20:12 ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l’altro ai piedi, lì dov’era stato il corpo di Gesù. 20:13 Ed essi le dissero: “Donna, perché piangi?” Ella rispose loro: “Perché hanno tolto il mio Signore e non so dove l’abbiano deposto”. 20:14 Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. 20:15 Gesù le disse: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?” Ella, pensando che fosse l’ortolano, gli disse: “Signore, se tu l’hai portato via, dimmi dove l’hai deposto, e io lo prenderò”. 20:16 Gesù le disse: “Maria!” Ella, voltatasi, gli disse in ebraico: “Rabbunì!” che vuol dire: “Maestro!” 20:17 Gesù le disse: “Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli, e di’ loro: “Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro””. 20:18 Maria Maddalena andò ad annunciare ai discepoli che aveva visto il Signore, e che egli le aveva detto queste cose.

GESU' RISORTO MADDALENA PITTURA

Gesù risorto appare a Maria Maddalena

 

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La donna adultera salvata da Gesù

GESU' ADULTERA TIZIANO

 

GIOVANNI 8, 1-11

8:1 Gesù andò al monte degli Ulivi. 8:2 All’alba tornò nel tempio, e tutto il popolo andò da lui; ed egli, sedutosi, li istruiva. 8:3 Allora gli scribi e i farisei gli condussero un donna còlta in adulterio; e, fattala stare in mezzo, 8:4 gli dissero: “Maestro, questa donna è stata còlta in flagrante adulterio. 8:5 Or Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali donne; tu che ne dici?” 8:6 Dicevano questo per metterlo alla prova, per poterlo accusare. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere con il dito in terra. 8:7 E, siccome continuavano a interrogarlo, egli, alzato il capo, disse loro: “Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”. 8:8 E, chinatosi di nuovo, scriveva in terra. 8:9 Essi, udito ciò, e accusati dalla loro coscienza, uscirono a uno a uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo. 8:10 Gesù, alzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: “Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?” 8:11 Ella rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù le disse: “Neppure io ti condanno; va’ e non peccare più”.

 

 

Gesù perdona la donna adultera

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Nel Vangelo secondo  Giovanni, Maria di Betania è una giudea amica di Gesù, Maria Maddalena è galilea della città di Magdala, discepola di Gesù,  sono quindi donne diverse.

Maria di Betania profuma Gesù ma non è la peccatrice anonima citata da Luca 7, 36-50, Maria di Betania è giudea, amica di Gesù, la peccatrice anonima  è galilea, una pentita perdonata.

 

Maria di Betania non è l’adultera citata da Giovanni 8, 1-11,  ma è una amica di Gesù.

 

La donna adultera citata da Giovanni 8, 1-11  non è la peccatrice anonima citata da Luca  7, 36-50.

La donna adultera vive a Gerusalemme in Giudea, è incontra Gesù verso la fine, la peccatrice anonima è galilea,

e incontra Gesù all’inizio, forse a Naim.

 

 

Maria Maddalena non è la donna adultera citata da Giovanni 8, 1-11 , Maria Maddalena è  una discepola di Gesù, venuta insieme a lui dalla Galilea, la donna adultera è una peccatrice di Gerusalemme.

Maria Maddalena non è nemmeno la peccatrice anonima citata da Luca  7, 36-50, sono entrambe galilee, ma mentre la peccatrice,

è una donna pentita perdonata da Gesù, Maria Maddalena è una delle pie donne che seguvano Gesù, il quale l’aveva guarita essendo

indemoniata,( vedi Luca 8:2 e Marco 16,9) .

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Maria Maddalena  Maria di Betania sono due diverse donne nel Vangelo secondo Marco  e secondo Matteo 14 ,3 and 15, 40-41.

 

MARCO 14 ,3

14:3 Gesù era a Betania, in casa di Simone il lebbroso; mentre egli era a tavola entrò una donna che aveva un vaso di alabastro pieno d’olio profumato,

di nardo puro, di gran valore; rotto l’alabastro, gli versò l’olio sul capo.

 

MARCO 15, 40-41, 15:40 Vi erano pure delle donne che guardavano da lontano. Tra di loro vi erano anche Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo il minore e di Iose, e Salome, 15:41 che lo seguivano e lo servivano da quando egli era in Galilea, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.

 

MATTEO 26, 6-7

26:6 Mentre Gesù era a Betania, in casa di Simone il lebbroso, 26:7 venne a lui una donna che aveva un vaso di alabastro pieno d’olio profumato di gran valore e lo versò sul capo di lui che stava a tavola.

 

MATTEO 27, 55-56

27:55 C’erano là molte donne che guardavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per assisterlo; 27:56 tra di loro erano Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedeo.

ICONA RUSSA CROCIFISSIONE COMPLETA

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Conclusione: dal Nuovo Testamento risulta chiarissimo che Maria Maddalena, Maria di Betania, la peccatrice anonima e la donna adultera sono quattro donne diverse.

Sebbene il Nuovo Testamnto è chiaro, la gente cristiana e laica continua ad essere confusa, ed unisce queste diverse donne in una sola.

 

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Appendice:

Vediamo che  nella chiesa latina e precisamente nel 591, il papa S.Gregorio Magno ( 540-604),  ha unito queste donne in una;

Maria Maddalena sarebbe anche Maria di Betania, la peccatrice anonima e perfino l’adultera.

Nella chiesa orientale queste donne hanno mantenuto la loro identità, e vengono ricordate in date diverse.

Vediamo che dopo il Concilio Vaticano II, nel 1969 la chiesa cattolica ha separato queste diverse donne,

Maria Maddalena non viene più considerata la peccatrice anonima, e nemmeno Maria di Betania e l’adultera.

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Citazioni da: La Sacra Bibbia “Nuova Riveduta sui testi originali” Copyright © 1994, Società Biblica di Ginevra – CH-1211 Ginevra

https://sites.google.com/site/lesacrescritture/

https://sites.google.com/site/lesacrescritture/Home/maria-maddalena-e-maria-di-betania-e-la-peccatrice-anonima-e-l-adultera-sono-diverse-persone-nel-nuovo-testamento

Santa Marta Santa Maria e San Lazzaro di Betania vissero e morirono a Cipro

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COME VISSERO I TRE FRATELLI DI BETANIA E DOVE MORIRONO ?

COME VISSERO I TRE FRATELLI DI BETANIA E DOVE MORIRONO ?

Nella tradizione della Chiesa ortodossa, anche se non espressamente menzionate come tali nei Vangeli, Maria e Marta erano tra le “Donne Mirrofore” (che portavano la mirra). Queste donne, fedeli seguaci di Gesù, lo accompagnarono sul Golgota e assistettero alla sua Crocifissione. Dopo la notte che seguì il sabato, seguendo la tradizione ebraica, andarono al Sepolcro di Cristo portando con sé la mirra (pregiatissimo ungu…ento aromatico), per ungere il corpo del Signore. Le Mirrofore divennero le prime testimoni della Risurrezione di Gesù, trovando la tomba vuota e ricevendo da un angelo la gioiosa notizia. La tradizione ortodossa riferisce anche che il fratello di Marta, Lazzaro, dovette allontanarsi da Gerusalemme, durante la persecuzione della Chiesa di Gerusalemme dopo il martirio di Santo Stefano. Le sue sorelle Marta e Maria fuggirono con lui, e lo aiutarono nella proclamazione del Vangelo nei diversi luoghi dove sostarono. I tre poi giunsero a Cipro, dove Lazzaro divenne il primo Vescovo di Kition. Tutti e tre sono morti a Cipro. Lazzaro durò nell’episcopato per circa un trentennio. Già dal IV secolo si diffuse questa versione, forse per suffragare le pretese di autocefalia della Chiesa di Kition]], l’odierna Larnaca. Tuttavia, a supporto di questa versione, nell’anno 890 fu ritrovata una lapide con l’iscrizione “Lazzaro, l’amico di Cristo”. Successivamente le reliquie furono traslate a Costantinopoli e quindi in Francia dai Crociati. Nel 1972 sotto l’altare della chiesa di Larnaca fu rinvenuta un’arca di marmo contenente resti umani, che si ritengono quelli di Lazzaro. Secondo quest’ipotesi, il trasferimento delle reliquie a Costantinopoli fu soltanto parziale.

Icona di San Lazzaro di Betania che divenne Vescovo a Cipro dove poi morì

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https://www.facebook.com/SANTA-MARIA-MADDALENA-328083023508/

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http://www.johnsanidopoulos.com/2013/04/what-happened-to-lazarus-after-he-rose.html

Santa Maria Maddalena la sua tomba ad Efeso

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SANTA MARIA DI MAGDALA VISSE E MORI’ AD EFESO
Efeso, la caverna dei sette dormienti

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LA TESTIMONIANZA DI SAN GREGORIO DA TOURS

S.Gregorio di Tours, viveva in Francia e frequentava la corte dei Franchi di cui scrisse parecchi libri, i Franchi sono i discendenti dei Merovingi.

Ora chi meglio di S.Gregorio di Tours (1) , poteva sapere se Santa Maria di Magdala visse in Francia oppure altrove?

San Gregorio di Tours si recò ad Efeso (2), e li visitò la tomba di Santa Maria di Magdala, e la descrisse nei suoi libri.

Poi i resti di Santa Maria di Magdala furono translate a Costantinopoli.

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Quindi Santa Maria di Magdala era sepolta ad Efeso, ma nel 886 l’imperatore Leone il Filoso (3), fece trasportare le sue reliquie a Costantinopoli.

Poi da Costantinopoli le reliquie furono trasportate a Marsiglia nel XIII secolo, per salvarle dal saccheggio saraceno.

Marsiglia non è l’unico posto che conserva i resti di Santa Maria di Magdala, ci sono altre tradizioni;

I resti mortali di Santa Maria di Magdala sarebbero stati conservati anche a Senigalia, vicino Ancona,

nella basilica di San Giovanni in Laterano a Roma, e nella chiesa di San Lazzaro a Costantinopoli, l’odierna Istanbul.

Non solo: ad Abbeville, in Francia, era conservato un cranio, e ad Aix-en-Provence una mascella,

a Colonia si trovavano due braccia e nella Cattedrale di Exeter un dito.

Tutto ciò ci fa capire la popolarità di Santa Maria di Magdala ma anche l’ossessione tutta medievale per reliquie e pellegrinaggi.
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Nota (1); San Gregòrio di Tours, fu Scrittore e cronista ( nato a Clermont il 538 d.c e morto a Tours il 594 d.c.). Di origine romana, ebbe dallo zio, vescovo di Alvernia , una buona educazione. Recatosi a Tours per esservi guarito da s. Martino, vi divenne vescovo (573); poté così conoscere i re merovingi. Oltre a opere di carattere religioso come; Liber in gloria martyrum, Liber in gloria confessorum, ed altri ancora, compose l’Historia Francorum in 10 libri, cui è soprattutto legata la sua fama. In essa, dopo quattro libri di cronaca universale, compilata sugli storici del 4º e 5º secolo, come Eusebio, Girolamo e Orosio, G. passa a raccontare, in latino volgare la storia dei Franchi. Documento unico per la conoscenza dell’età merovingia,l’Historia è certamente una delle più notevoli opere storiografiche dell’alto Medioevo, prima dell’età carolingia.
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Nota (2); Èfeso (greco: Éphesos; latino: Ephesus), oggi è una delle località archeologiche più frequentate di tutta la Turchia, perché è un luogo dove la storia delle civiltà che si sono affacciate lungo le sponde del Mediterraneo ha lasciato profonde e durature tracce nel corso dei secoli.
Ad Efeso c’è la casa della Santa Vergine Maria, la casa dove la Vergine visse dopo la morte di Gesù.
Nei pressi di Efeso si trova anche una caverna detta dei sette dormienti. Nella seconda metà del III secolo , secondo la tradizione, sette giovani cristiani si rifiutarono di fare sacrifici al tempio dedicato all’imperatore, fuggirono dalla città e si rifugiarono in una grotta dove si addormentarono e quando si svegliarono non si accorsero di avere dormito non solo una notte, ma ben 209 anni, come risultò quando tornarono in città e videro che ormai il Cristianesimo non era più perseguitato. L’imperatore Teodosio informato del fatto lo accettò come prova della “resurrezione della carne“, fondamento della dottrina cristiana. I giovani vennero poi sepolti alla loro morte in questa caverna e si costruì una chiesa sui loro sepolcri.
Negli scavi eseguiti a Efeso si sono trovati i ruderi della chiesa e centinaia di tombe. Sia sui muri della chiesa che sulle tombe del VI secolo ci sono scritte collegate alla vicenda dei sette dormienti considerati santi e per diversi secoli i credenti continuarono ad essere sepolti in questo luogo, nella caverna dei sette dormienti si trova anche la tomba di Santa Maria di Magdala.

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Nota (3) ; Leone VI il Saggio o il Filosofo imperatore d’Oriente, nato l’ 866 e morto il 912, era figlio dell’imperatore Basilio I e di Eudocia Ingerina. Successe al padre nell’886. Combatte contro gli Arabi. Leone il Filosofo riuscì a difendere i confini orientali, ma in Occidente non poté impedire che i musulmani completassero la conquista della Sicilia e occupassero Reggio. Leone subì dagli arabi gravi sconfitte, poi di fronte all’avanzata di Simeone sino a Costantinopoli, ottenne la pace cedendo parte della Macedonia e dell’Albania e pagando un ingente tributo. Fu detto il Saggio o il Filosofo per la sua vasta cultura e il suo mecenatismo. Ha lasciato preghiere, omelie e poesie, ma il suo nome è legato soprattutto ai Basilici (Τὰ βασιλικά), che in 60 libri danno una completa sistemazione del diritto greco-romano. Gli succedette il figlio Costantino VII Porfirogenito.

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Centro Studi S.M.Maddalena

https://sites.google.com/site/centrostudismmaddalena/home/santa-maria-di-magdala-visse-e-mori-ad-efeso

 

Santa Maria Maddalena la storia

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 3:03 am

SANTA MARIA MADDALENA RICERCA

 
 
 
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IL NOME
Maria Maddalena (in ebraico: מרים המגדלית‎?, in greco: Μαρία ἡ Μαγδαληνή, Maria hē Magdalēnē) detta anche Maria di Magdala, è stata, secondo il Nuovo Testamento, un’importante seguace di Gesù; è venerata come santa dalla Chiesa cattolica, che celebra la sua festa il 22 luglio.
La sua figura viene descritta sia nel Nuovo Testamento sia nei Vangeli apocrifi.
Le narrazioni evangeliche ne delineano la figura attraverso alcuni versetti, facendoci constatare quanto ella fosse una delle più importanti e devote discepole di Gesù. Fu tra le poche a poter assistere alla crocifissione e, secondo alcuni vangeli, divenne la prima testimone oculare e la prima annunciatrice dell’avvenuta resurrezione.
L’aggettivo “Maddalena” viene accompagnato in qualche passo dei vangeli dalla precisazione “detta”: p.es. in Lc 8,2 il testo originale riporta “Μαρία ἡ καλουμένη Μαγδαληνή” (= Maria chiamata Maddalena). In Mc 16,9 questa precisazione non è presente (il testo greco si traduce letteralmente “Maria Maddalena”).
Si è posta così la domanda se il soprannome “Maddalena” indichi che la donna proveniva da Magdala – una piccola cittadina sulla sponda occidentale del Lago di Tiberiade, detto anche di Genezaret – o abbia un altro significato.
Anche se molti studiosi ritengono valido il senso di semplice riferimento alla città d’origine, qualcuno ritiene che esso si scontri con problemi oggettivi legati alla toponomastica del I secolo e all’identificazione della località; l’appellativo “Maddalena” potrebbe avere invece una suggestiva valenza simbolica derivata dal termine ebraico/aramaico migdal / magdal=Torre.
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NEL NUOVO TESTAMENTO
 
Maria Maddalena è menzionata nel Vangelo secondo Luca (8:2-3) come una delle donne che «assistevano Gesù con i loro beni». Secondo tale vangelo, esse erano spinte dalla gratitudine: proprio da Maria Maddalena «erano usciti sette demòni». Costoro finanziavano personalmente la missione itinerante del Maestro.
Secondo la tradizione, era una della tre Marie che accompagnarono Gesù anche nel suo ultimo viaggio a Gerusalemme (Matteo 27:55; Marco 15:40-41; Luca 23:55-56), dove furono testimoni della crocifissione. Maria rimase presente anche alla morte e alla deposizione di Gesù nella tomba per opera di Giuseppe di Arimatea.
« Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria Maddalena. » (Giovanni 19,25)
Fu ancora lei, di primo mattino nel primo giorno della settimana, assieme a Salomè e Maria la madre di Giacomo il Minore (Matteo 28:1 e Marco 16:1-2, oltre che nell’apocrifo Vangelo di Pietro 12), ad andare al sepolcro, portando unguenti per ungere la salma. Le donne trovarono il sepolcro vuoto ed ebbero una “visione di angeli” che annunciavano la risurrezione di Gesù (Mt 28:5).
« Nel giorno dopo il sabato, Maria Maddalena si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro… Maria Maddalena andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto. » (Giovanni 20,1;20,18)
Maria Maddalena, in un primo momento corse a raccontare quanto visto a Pietro e agli altri apostoli (Giovanni 20:1-2). Ritornata al sepolcro, si soffermò piangendo davanti alla porta della tomba. Qui il “Signore risorto” le apparve, ma in un primo momento non lo riconobbe. Solo quando venne chiamata per nome fu consapevole di trovarsi davanti Gesù Cristo in persona, e la sua risposta fu nel grido di gioia e devozione, “Rabbunì”, cioè “maestro buono”. Avrebbe voluto trattenerlo, ma Gesù la invitò a non trattenerlo e le disse:
« Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre mio; ma va’ dai miei fratelli e dì loro: Sto ascendendo al Padre mio e al Padre vostro, al Mio Dio e al vostro Dio » (Giovanni 20:17)
Divenne così, secondo il Vangelo di Giovanni, la prima annunciatrice della resurrezione e si meritò in seguito il titolo di “apostola degli apostoli” e di “evangelista” in qualità di prima annunciatrice della buona notizia.
 
Maria Maddalena è comunque rappresentata nei Vangeli canonici come un personaggio importante: la sua presenza alla Crocifissione la fa ritenere come una seguace che gli era stata molto vicina a Cristo e a sua madre Maria.
 
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NEI VANGELI GNOSTICI
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IL VANGELO DI MARIA
Un’ulteriore attestazione di Maria di Magdala e del suo ruolo tra i primi cristiani è fornito dal Vangelo di Maria, uno scritto gnostico non incluso nel canone ortodosso, perduto e noto solo attraverso due frammenti in greco del III secolo e in una traduzione in lingua copta del V secolo. Anche se questi manoscritti furono scoperti e pubblicati tra la metà del XIX secolo e il 1947, ci sono riferimenti in opere anteriori (anche del III secolo) e dei Padri della Chiesa al Vangelo di Maria, le quali rivelano il grado in cui fu disprezzato e osteggiato[senza fonte]. Nel testo frammentario, i discepoli fanno domande al Signore risorto e ricevono risposta.
« Ma essi rimasero tristi e piangevano forte. Dissero: “Come possiamo andare dai gentili e predicare loro il vangelo del regno del figlio dell’uomo? Là non è mai stato dispensato, dobbiamo dispensarlo (proprio) noi? »
« S’alzò allora Maria, li salutò tutti, e disse loro: “Non piangete, fratelli, non siate malinconici e neppure indecisi. La sua grazia sarà con voi tutti e vi proteggerà. Lodiamo piuttosto la sua grandezza, avendoci egli preparati e mandati agli uomini. »
Pietro disse a Maria Maddalena:
« Sorella, noi sappiamo che il Salvatore ti amava più delle altre donne. Comunicaci le parole del Salvatore che tu ricordi, quelle che tu conosci, (ma) non noi; (quelle) che noi non abbiamo neppure udito »
Allora racconta – alla richiesta di Pietro – di aver avuto una visione del Salvatore, e riporta il suo discorso con lui, che mostra influenze gnostiche.
« Quello che a voi è nascosto io ve lo comunicherò. »
La sua visione non fu creduta:
« Ma Andrea replicò e disse ai fratelli: “Che cosa pensate di quanto lei ha detto? Io, almeno, non credo che il Salvatore abbia detto questo. Queste dottrine, infatti, sono sicuramente delle opinioni diverse. »
« Riguardo a queste stesse cose, anche Pietro replicò interrogandoli a proposito del Salvatore: “Ha forse egli parlato in segreto a una donna prima che a noi e non invece apertamente? Ci dobbiamo ricredere tutti e ascoltare lei? Forse egli l’ha anteposta a noi? »
Karen King ha osservato che «il confronto di Maria con Pietro, uno scenario trovato anche nel vangelo apocrifo di Tommaso, Pistis Sophia, e nel vangelo apocrifo degli Egiziani, riflette alcune delle tensioni nella Cristianità del II secolo. Pietro e Andrea rappresentano ortodosse posizioni che negano la validità della rivelazione esoterica e rigettano l’autorità delle donne a insegnare».
Questi scritti sono inoltre in contrapposizione con l’affermazione di Gesù riportata dal Vangelo di Giovanni:
« Gesù gli rispose: «Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. »
(Gv18,19-22)
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PISTIS SOPHIA
 
Secondo il Codex Askewianus (maggiormente noto come Pistis Sophia), dopo la resurrezione, Cristo, allo scopo di istruire gli apostoli sui misteri, si trattenne sulla terra per undici anni. Come altri vangeli gnostici dunque, esso contiene una supposta “rivelazione segreta” di Gesù risorto ai discepoli riuniti in assemblea (incluse quattro donne: Maria Maddalena, Salomè, la Madonna, e Marta). Durante questi undici anni, indicato nel primo capitolo dell’opera, Gesù avrebbe portato i suoi discepoli solo fino a un certo livello di conoscenza, per poi portarli, in seguito, a gradi di conoscenza superiori, descrivendo che la trasmissione di una conoscenza (gnosi) superiore richiese a Gesù l’ascesa al cielo con la relativa trasfigurazione, così come viene descritta nei capitoli successivi.
«Detto questo ai suoi discepoli, soggiunse: – Chi ha orecchie da intendere, intenda! Udite queste parole del salvatore, Maria rimase un’ora (con gli occhi) fissi nell’aria; poi disse: – Signore, comandami di parlare apertamente. Gesù, misericordioso, rispose a Maria: – Tu beata, Maria. Ti renderò perfetta in tutti i misteri di quelli dell’alto. Parla apertamente tu il cui cuore è rivolto al regno dei cieli più di tutti i tuoi fratelli» (capitolo 17).
Questo passo del capitolo 17 mostra Maria Maddalena che si erge a protagonista all’interno dell’opera. All’interno del Pistis Sophia, i discepoli interloquiscono con Cristo: la Madre di Gesù interviene tre volte (capitoli 59, 61, 62), Salomè altre tre volte (capitoli 54, 58 e 145) e Marta quattro (capitoli 38, 57, 73 e 80). Tuttavia, Maria Maddalena interviene, in contesti sempre molto importanti, sessantasette volte. Gesù arriva a lodarla varie volte e lei arriva persino a intercedere presso di lui quando i discepoli non capiscono qualche passaggio (capitolo 94). All’interno del Pistis Sophia, Maria Maddalena simboleggia la Conoscenza (gnosi), e rappresenta dunque l’incarnazione umana di Sophia e come tale, la Sposa e la Sacerdotessa di Cristo[senza fonte]. L’identificazione tra Sophia e Maria Maddalena è presente anche nell’apocrifo Vangelo di Filippo.
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VANGELO DI FILIPPO GNOSTICO
 
Il vangelo gnostico di Filippo dice che Gesù baciava Maria Maddalena. Da questo particolare, alcuni racconti moderni a esso ispirati sottolineano l’intimità fra Gesù e Maria Maddalena. Secondo le scuole gnostiche il bacio rituale non aveva un significato erotico, ma era espressione della comunione, della fratellanza e della certezza della redenzione degli eletti. La stessa espressione si ritrova nel Nuovo Testamento, nelle epistole di Paolo e di Pietro: “salutatevi gli uni gli altri con un santo bacio” (Rm 16,16, 1P 5:14.
Nei frammenti del testo apocrifo ritrovati fra i Codici di Nag Hammâdi si legge che «la compagna del Salvatore è Maria Maddalena, Cristo la amava più di tutti gli altri discepoli e soleva spesso darle dei baci». La frase sarebbe comunque una ricostruzione perché nel manoscritto ci sarebbero in realtà degli spazi vuoti, evidenziati di seguito con delle parentesi: La compagna del ( ) Maria Maddalena ( ) più di ( ) discepoli ( ) baciarla ( ) sulla ( ).
La parola usata per “compagna” nel testo copto del vangelo di Filippo è inoltre un prestito dall’originale greco koinônós. Questo termine non significa “sposa” o “amante”, bensì “compagna” ed è comunemente usata per indicare rapporti di amicizia e fratellanza. Ma in quello stesso vangelo, che secondo gli studiosi non risale a prima della seconda metà del II secolo , il bacio è un segno rituale comune anche agli altri personaggi. Secondo gli gnostici inoltre Gesù e Maria Madalena erano le incarnazioni umane degli eoni Cristo e Sophia. Il passo non va dunque inteso come una prova storica del matrimonio tra Gesù e la Maddalena, ma secondo le affermazioni gnostiche sull’incoronamento sulla terra del legame celeste degli eoni, dunque come allegoria.
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NEL CULTO
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CHIESA ANTICA E ORTODOSSA
Il culto più antico rivolto a Maria Maddalena, risalente alla fine del IV secolo, è quello che si svolgeva nei riti della Chiesa Orientale la seconda domenica dopo Pasqua, chiamata “delle mirofore”. In quel giorno si commemoravano le donne che il giorno dopo la crocifissione e la morte di Gesù si recarono al sepolcro con gli unguenti per imbalsamarlo. Tra le mirofore un ruolo importante l’aveva Maria Maddalena, l’unica che è sempre citata in tutti e quattro i vangeli canonici. Il primo centro della venerazione della Maddalena fu Efeso, dove secondo una tradizione si sarebbe recata insieme a Maria madre di Gesù e all’apostolo Giovanni e dove si diceva fosse pure la sua tomba, nell’ingresso della grotta dei Sette Dormienti; si sposta poi a Costantinopoli, dove all’epoca di Leone il Filosofo (nell’886) sarebbe stato trasferito il corpo, e si diffonde poi nella Chiesa Occidentale soprattutto dall’XI secolo.
Da secoli, è costume di molti Cristiani ortodossi orientali terminare la celebrazione Pasquale dipingendo uova e proclamando “Cristo è risorto!”. Le uova simboleggiano la nuova vita, e Cristo che risorge dalla morte. Da questo nacque la tradizione di colorare le uova di Pasqua.
Una tradizione riguardante Maria Maddalena dice che dopo la morte di Gesù Cristo, usò la sua posizione per ottenere un invito a un banchetto dato dall’imperatore Tiberio. Quando lei lo incontrò, teneva un uovo puro nelle sue mani ed esclamò “Cristo è risorto!” Tiberio rise, e disse che la resurrezione di Gesù Cristo dalla morte era probabile quanto l’uovo nella sua mano diventasse rosso mentre lo teneva. Secondo la leggenda, prima che finisse di parlare, l’uovo nella sua mano diventò rosso e lei continuò a proclamare il Vangelo in tutta la casa imperiale.
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CHIESA CATTOLICA
 
La diffusione del culto in Occidente avvenne soprattutto grazie all’Ordine dei Frati Predicatori, secondo la testimonianza di Umberto de Romans: “Dopo che la Maddalena si è data alla penitenza, è stata resa dal Signore così grande per grazia, che dopo la Beata Vergine non si trova donna alla quale nel mondo non si renda maggior riverenza e non si dia maggior gloria in cielo”. I domenicani la considerano una delle loro patrone. Varie congregazioni di frati e di suore le attribuirono il titolo di “apostola degli apostoli”, come viene celebrata nella liturgia bizantina, e paragonarono la missione di Maddalena, di annunciare la risurrezione, al loro ufficio apostolico.
Nel calendario romano generale la sua celebrazione è fissata al 22 luglio; nella forma ordinaria del rito romano ha avuto il grado di memoria fino al 3 giugno 2016, quando papa Francesco l’ha elevata al grado di festa per sottolineare il suo compito di evangelizzatrice degli apostoli, il ruolo della donna nella Chiesa e l’azione della misericordia di Dio.
Una tradizione riportata nella Legenda aurea racconta che la Maddalena con i fratelli e altri discepoli sia partita dalla Palestina per approdare a Saintes-Maries-de-la-Mer dopo un viaggio periglioso, nonostante la barca fosse ingovernabile; una variante della leggenda, attestata anche da un affresco di Giotto nella cappella della Maddalena della basilica inferiore di Assisi, vuole che l’approdo sia avvenuto a Marsiglia.
Giotto, La Maddalena approda a Marsiglia, affresco
Il culto di Maddalena si diffuse in Europa e i suoi devoti costruirono numerose chiese in suo onore: la più nota è quella gotica di Saint-Maximin-la-Sainte-Baume (1295) dove è conservato quello che si dice sia il teschio della santa, ma la prima in cui si formò il culto di Maria Maddalena è l’abbazia di Vezelay dove già nel 1050 si diceva fosse conservato il corpo.
Maria Maddalena, Antonio Veneziano
Il culto della Maddalena, peraltro, non è una prerogativa esclusiva della Francia, come dimostra l’esistenza di molti edifici a lei dedicati ad esempio in Italia, come la chiesa parrocchiale dell’isola della Maddalena, la basilica di S. Maria Maddalena Penitente in Casamicciola Terme (Ischia), unica chiesa in Italia che conserva il titolo di “Maria Maddalena Penitente”, la chiesa arcipretale di Longare e quella di Laverda nel vicentino, la chiesa parrocchiale di Bordighera, il duomo di Desenzano, l’abbazia di Sant’Egidio del Monte Albino (abbazia di Santa Maria Maddalena in Armillis), la chiesa della Maddalena di Alba, la chiesa madre di Ciminna (PA) e Sciacca (AG), quella parrocchiale di Uggiano la Chiesa (LE), Corbola (RO) e molti altri luoghi di culto.
Reliquie
Come santa cattolica, le reliquie di Maria Maddalena furono venerate a Saint-Maximin-la-Sainte-Baume, Provenza, attraendo una tale folla di pellegrini che venne eretta una grande basilica verso la metà del XIII secolo, una delle più famose chiese Gotiche del sud della Francia. Benché le sue ossa siano state disperse durante la Rivoluzione Francese, si disse che la sua testa fosse rimasta nel suo sacrario in una caverna a La Sainte-Baume vicino a Marsiglia, dove la santa si sarebbe ritirata; si racconta anche di grandi miracoli e benedizioni ricevute da chi si recasse al sacrario per venerare Maddalena. Il piede della santa, custodito in un prezioso reliquiario dell’ambito di Benvenuto Cellini è stato venerato per secoli a Roma in una cappella posta all’ingresso di Ponte Sant’Angelo ultima delle reliquie maggiori prima di giungere sulla tomba di San Pietro. Il piede è oggi conservato nella Basilica di San Giovanni de’ Fiorentini.
 
A causa di queste sovrapposizioni tra le varie figure dei Vangeli, Maria Maddalena divenne un simbolo di pentimento e divenne patrona di varie istituzioni che si occupavano della gioventù femminile, come l’Ordine di Santa Maria Maddalena o le congregazioni delle maddalene di Lubań e Torino. Il suo nome fu anche usato per le Case Magdalene in Irlanda, conventi che ospitavano ragazze inviate dalle famiglie o dagli orfanotrofi: l’ultima case Magdalena in Irlanda è stata chiusa nel 1996.
Tuttavia l’identificazione di Maria Maddalena con la prostituta rimane ancora viva nella tradizione popolare.
 
Fonte Wikipedia
 
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MARIA MADDALENA SCAMBIATA  PER ERRORECON ALTRE DONNE DEL VANGELO
Maria Maddalena è la donna più calunniata e fraintesa del Nuovo Testamento. Tanti, anche in buona fede, la ritengono ad esempio la prostituta purificata, la peccatrice perdonata da Gesù. Tanti altri pensano che sia quella Maria, sorella di Lazzaro e Marta, che unse con l’unguento Gesù a Betania. Ma non è né l’una né l’altra.
Nei Vangeli non c’è alcun collegamento fra Maria Maddalena e il fatto che fosse una prostituta. Lo ha spiegato lo storico del cristianesimo Mauro Pesce: «I vangeli non dicono che la Maddalena fosse una prostituta. Solo nell’interpretazione successiva la sua figura è stata sovrapposta a quella della prostituta che compie uno straordinario gesto di venerazione nei confronti di Gesù» (C. Augias e M. Pesce, “Inchiesta su Gesù”, Mondadori 2006, pag. 42). L’abbinamento è nato per deduzioni ed interpretazioni postume decisamente azzardate. Ha spiegato ancora Pesce: «Scrive Luca: “Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e stando dietro, presso i suoi piedi, piangendo cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato” (7,37-38). Di questa donna non si dice il nome. Il vangelo aggiunge che Gesù le perdona i peccati. Poche righe dopo, lo stesso vangelo, nominando alcune donne che seguivano Gesù, dice che fra queste vi era Maria di Magdala e precisa che da lei Gesù aveva scacciato sette demoni, il che non vuol dire che fossero demoni di tipo sessuale. Per Luca le due donne sono certamente diverse e la Maddalena non è una prostituta. La sua trasformazione in prostituta è avvenuta solo a partire dal VI secolo in Occidente» (C. Augias e M. Pesce, “Inchiesta su Gesù”, Mondadori 2006, pag. 42). Si può pensare che fosse vedova anche perché a differenza della maggior parte delle altre donne del Nuovo Testamento, non viene mai definita per il tramite di un uomo («figlia/sorella/moglie/madre di…»).
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ERRORI NELL’IDENTIFICAZIONE
La figura di Maria di Magdala è stata impropriamente identificata per lungo tempo con altre figure di donna presenti nei vangeli: Maria di Betania, un’anonima peccatrice e l’adultera salvata da Gesù.
Maria di Betania
Alcune tradizioni accostano la figura di Maria Maddalena a Maria di Betania, la sorella di Marta e di Lazzaro (Lc 10,38-42; Gv 11,1-45) e alla peccatrice che unge i piedi a Gesù a casa di Simone il Fariseo, probabilmente a Nain:
« E, ecco, una donna in città, che era una peccatrice, quando lei seppe che Gesù sedeva nella casa dei Farisei, portò una scatola di unguento, e si levò in piedi ai suoi piedi dietro lui piangendo, e iniziò a lavare i suoi piedi, e li pulì con i capelli della sua testa, e baciò i suoi piedi, e li unse con l’unguento. »
(Luca 7,36-50)
L’accostamento avviene poiché entrambe le donne lavano i piedi al Cristo, ma nel caso di Maria di Betania, il fatto avviene a casa di Simone il lebbroso, a Betania (Gv 12,1-11; Mt 26,6-13).
L’ipotesi che si tratti di due distinte figure è sostenuta dai seguenti particolari:
1) Nel caso di Maria, Gesù è il festeggiato di una cena, nel caso della peccatrice Gesù è invitato dai farisei;
2) L’unzione dei piedi di Maria appare verso la fine della vita pubblica di Gesù, quella della peccatrice all’inizio;
3) Da un punto di vista teologico, nell’episodio di Maria, Gesù annuncia la sua morte e la sua regalità, con la peccatrice dichiara il suo amore verso i peccatori e l’amore dei peccatori verso lui.
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L’adultera
Maria viene poi da alcuni identificata per l’adultera salvata da Gesù dalla lapidazione (Gv 8,1-11, pericope dell’adultera). In questo caso non ci viene tramandato nemmeno il nome della donna e l’identificazione probabilmente avviene solo per analogia con il caso precedente.
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L’accostamento tra Maria Maddalena e la peccatrice redenta risale in realtà al 591, quando il papa Gregorio Magno, basandosi su alcune tradizioni della chiesa latina, in un suo sermone avvicinò le due figure.
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La chiesa orientale, invece, seguendo Origene, distingue Maria Maddalena da Maria, la sorella di Lazzaro e dalla peccatrice, celebrando tre feste proprie in onore delle tre Marie: il 18 marzo, il 31 marzo ed il 22 luglio.
L’identificazione di Maria Maddalena con Maria di Betania o con la peccatrice è stata infine esplicitamente rigettata dalla Chiesa cattolica nel 1969 durante il concilio Vaticano II.
 
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LA TESTIMONIANZA DI SAN GREGORIO DA TOURS S.Gregorio di Tours, viveva in Francia e frequentava la corte dei Franchi di cui scrisse parecchi libri, i Franchi sono i discendenti dei Merovingi.

Ora chi meglio di S.Gregorio di Tours (1) , poteva sapere se Santa Maria di Magdala visse in Francia oppure altrove?

San Gregorio di Tours si recò ad Efeso (2), e li visitò la tomba di Santa Maria di Magdala, e la descrisse nei suoi libri.

Poi i resti di Santa Maria di Magdala furono translate a Costantinopoli.

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Quindi Santa Maria di Magdala era sepolta ad Efeso, ma nel 886 l’imperatore Leone il Filoso (3), fece trasportare le sue reliquie a Costantinopoli.

Poi da Costantinopoli le reliquie furono trasportate a Marsiglia nel XIII secolo, per salvarle dal saccheggio saraceno.

Marsiglia non è l’unico posto che conserva i resti di Santa Maria di Magdala, ci sono altre tradizioni;

I resti mortali di Santa Maria di Magdala sarebbero stati conservati anche a Senigalia, vicino Ancona,

nella basilica di San Giovanni in Laterano a Roma, e nella chiesa di San Lazzaro a Costantinopoli, l’odierna Istanbul.

Non solo: ad Abbeville, in Francia, era conservato un cranio, e ad Aix-en-Provence una mascella,

a Colonia si trovavano due braccia e nella Cattedrale di Exeter un dito.

Tutto ciò ci fa capire la popolarità di Santa Maria di Magdala ma anche l’ossessione tutta medievale per reliquie e pellegrinaggi.

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Nota (1); San Gregòrio di Tours, fu Scrittore e cronista ( nato a Clermont il 538 d.c e morto a Tours il 594 d.c.). Di origine romana, ebbe dallo zio, vescovo di Alvernia , una buona educazione. Recatosi a Tours per esservi guarito da s. Martino, vi divenne vescovo (573); poté così conoscere i re merovingi. Oltre a opere di carattere religioso come; Liber in gloria martyrum, Liber in gloria confessorum, ed altri ancora, compose l’Historia Francorum in 10 libri, cui è soprattutto legata la sua fama. In essa, dopo quattro libri di cronaca universale, compilata sugli storici del 4º e 5º secolo, come Eusebio, Girolamo e Orosio, G. passa a raccontare, in latino volgare la storia dei Franchi. Documento unico per la conoscenza dell’età merovingia,l’Historia è certamente una delle più notevoli opere storiografiche dell’alto Medioevo, prima dell’età carolingia.
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Nota (2); Èfeso (greco: Éphesos; latino: Ephesus), oggi è una delle località archeologiche più frequentate di tutta la Turchia, perché è un luogo dove la storia delle civiltà che si sono affacciate lungo le sponde del Mediterraneo ha lasciato profonde e durature tracce nel corso dei secoli.
Ad Efeso c’è la casa della Santa Vergine Maria, la casa dove la Vergine visse dopo la morte di Gesù.
Nei pressi di Efeso si trova anche una caverna detta dei sette dormienti. Nella seconda metà del III secolo , secondo la tradizione, sette giovani cristiani si rifiutarono di fare sacrifici al tempio dedicato all’imperatore, fuggirono dalla città e si rifugiarono in una grotta dove si addormentarono e quando si svegliarono non si accorsero di avere dormito non solo una notte, ma ben 209 anni, come risultò quando tornarono in città e videro che ormai il Cristianesimo non era più perseguitato. L’imperatore Teodosio informato del fatto lo accettò come prova della “resurrezione della carne“, fondamento della dottrina cristiana. I giovani vennero poi sepolti alla loro morte in questa caverna e si costruì una chiesa sui loro sepolcri.
Negli scavi eseguiti a Efeso si sono trovati i ruderi della chiesa e centinaia di tombe. Sia sui muri della chiesa che sulle tombe del VI secolo ci sono scritte collegate alla vicenda dei sette dormienti considerati santi e per diversi secoli i credenti continuarono ad essere sepolti in questo luogo, nella caverna dei sette dormienti si trova anche la tomba di Santa Maria di Magdala.

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Nota (3) ; Leone VI il Saggio o il Filosofo imperatore d’Oriente, nato l’ 866 e morto il 912, era figlio dell’imperatore Basilio I e di Eudocia Ingerina. Successe al padre nell’886. Combatte contro gli Arabi. Leone il Filosofo riuscì a difendere i confini orientali, ma in Occidente non poté impedire che i musulmani completassero la conquista della Sicilia e occupassero Reggio. Leone subì dagli arabi gravi sconfitte, poi di fronte all’avanzata di Simeone sino a Costantinopoli, ottenne la pace cedendo parte della Macedonia e dell’Albania e pagando un ingente tributo. Fu detto il Saggio o il Filosofo per la sua vasta cultura e il suo mecenatismo. Ha lasciato preghiere, omelie e poesie, ma il suo nome è legato soprattutto ai Basilici (Τὰ βασιλικά), che in 60 libri danno una completa sistemazione del diritto greco-romano. Gli succedette il figlio Costantino VII Porfirogenito.

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Appendice:
Vediamo che  nella chiesa latina e precisamente nel 591, il papa S.Gregorio Magno ( 540-604),  ha unito queste donne in una;
Maria Maddalena sarebbe anche Maria di Betania, la peccatrice anonima e perfino l’adultera.
Nella chiesa orientale queste donne hanno mantenuto la loro identità, e vengono ricordate in date diverse.

Vediamo che dopo il Concilio Vaticano II, nel 1969 la chiesa cattolica ha separato queste diverse donne,

.Maria Maddalena non viene più considerata la peccatrice anonima, e nemmeno Maria di Betania e l’adultera.

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Santa Maria Maddalena visse e morì ad Efeso

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SANTA MARIA MADDALENA NON VISSE IN FRANCIA

SANTA MARIA DI MAGDALA VISSE E MORI’ AD EFESO
Efeso, la caverna dei sette dormienti

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LA TESTIMONIANZA DI SAN GREGORIO DA TOURS

S.Gregorio di Tours, viveva in Francia e frequentava la corte dei Franchi di cui scrisse parecchi libri, i Franchi sono i discendenti dei Merovingi.

Ora chi meglio di S.Gregorio di Tours (1) , poteva sapere se Santa Maria di Magdala visse in Francia oppure altrove?

San Gregorio di Tours si recò ad Efeso (2), e li visitò la tomba di Santa Maria di Magdala, e la descrisse nei suoi libri.

Poi i resti di Santa Maria di Magdala furono translate a Costantinopoli.

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Quindi Santa Maria di Magdala era sepolta ad Efeso, ma nel 886 l’imperatore Leone il Filoso (3), fece trasportare le sue reliquie a Costantinopoli.

Poi da Costantinopoli le reliquie furono trasportate a Marsiglia nel XIII secolo, per salvarle dal saccheggio saraceno.

Marsiglia non è l’unico posto che conserva i resti di Santa Maria di Magdala, ci sono altre tradizioni;

I resti mortali di Santa Maria di Magdala sarebbero stati conservati anche a Senigalia, vicino Ancona,

nella basilica di San Giovanni in Laterano a Roma, e nella chiesa di San Lazzaro a Costantinopoli, l’odierna Istanbul.

Non solo: ad Abbeville, in Francia, era conservato un cranio, e ad Aix-en-Provence una mascella,

a Colonia si trovavano due braccia e nella Cattedrale di Exeter un dito.

Tutto ciò ci fa capire la popolarità di Santa Maria di Magdala ma anche l’ossessione tutta medievale per reliquie e pellegrinaggi.

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Nota (1); San Gregòrio di Tours, fu Scrittore e cronista ( nato a Clermont il 538 d.c e morto a Tours il 594 d.c.). Di origine romana, ebbe dallo zio, vescovo di Alvernia , una buona educazione. Recatosi a Tours per esservi guarito da s. Martino, vi divenne vescovo (573); poté così conoscere i re merovingi. Oltre a opere di carattere religioso come; Liber in gloria martyrum, Liber in gloria confessorum, ed altri ancora, compose l’Historia Francorum in 10 libri, cui è soprattutto legata la sua fama. In essa, dopo quattro libri di cronaca universale, compilata sugli storici del 4º e 5º secolo, come Eusebio, Girolamo e Orosio, G. passa a raccontare, in latino volgare la storia dei Franchi. Documento unico per la conoscenza dell’età merovingia,l’Historia è certamente una delle più notevoli opere storiografiche dell’alto Medioevo, prima dell’età carolingia.
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Nota (2); Èfeso (greco: Éphesos; latino: Ephesus), oggi è una delle località archeologiche più frequentate di tutta la Turchia, perché è un luogo dove la storia delle civiltà che si sono affacciate lungo le sponde del Mediterraneo ha lasciato profonde e durature tracce nel corso dei secoli.
Ad Efeso c’è la casa della Santa Vergine Maria, la casa dove la Vergine visse dopo la morte di Gesù.
Nei pressi di Efeso si trova anche una caverna detta dei sette dormienti. Nella seconda metà del III secolo , secondo la tradizione, sette giovani cristiani si rifiutarono di fare sacrifici al tempio dedicato all’imperatore, fuggirono dalla città e si rifugiarono in una grotta dove si addormentarono e quando si svegliarono non si accorsero di avere dormito non solo una notte, ma ben 209 anni, come risultò quando tornarono in città e videro che ormai il Cristianesimo non era più perseguitato. L’imperatore Teodosio informato del fatto lo accettò come prova della “resurrezione della carne“, fondamento della dottrina cristiana. I giovani vennero poi sepolti alla loro morte in questa caverna e si costruì una chiesa sui loro sepolcri.
Negli scavi eseguiti a Efeso si sono trovati i ruderi della chiesa e centinaia di tombe. Sia sui muri della chiesa che sulle tombe del VI secolo ci sono scritte collegate alla vicenda dei sette dormienti considerati santi e per diversi secoli i credenti continuarono ad essere sepolti in questo luogo, nella caverna dei sette dormienti si trova anche la tomba di Santa Maria di Magdala.

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Nota (3) ; Leone VI il Saggio o il Filosofo imperatore d’Oriente, nato l’ 866 e morto il 912, era figlio dell’imperatore Basilio I e di Eudocia Ingerina. Successe al padre nell’886. Combatte contro gli Arabi. Leone il Filosofo riuscì a difendere i confini orientali, ma in Occidente non poté impedire che i musulmani completassero la conquista della Sicilia e occupassero Reggio. Leone subì dagli arabi gravi sconfitte, poi di fronte all’avanzata di Simeone sino a Costantinopoli, ottenne la pace cedendo parte della Macedonia e dell’Albania e pagando un ingente tributo. Fu detto il Saggio o il Filosofo per la sua vasta cultura e il suo mecenatismo. Ha lasciato preghiere, omelie e poesie, ma il suo nome è legato soprattutto ai Basilici (Τὰ βασιλικά), che in 60 libri danno una completa sistemazione del diritto greco-romano. Gli succedette il figlio Costantino VII Porfirogenito.

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SANTA MARIA MADDALENA NON VISSE IN FRANCIA

Per quanto concerne la venuta della Maddalena in Francia, è un’idea che si ispira ad alcune leggende medievali dal valore storico assai dubbio[6]. Il Vangelo apocrifo di Nicodemo, noto in occidente, aveva messo in bocca alla Maddalena ai piedi della croce queste parole: “Io andrò da sola a Roma, da Cesare. Gli racconterò quanto male ha fatto Pilato cedendo agli empi Giudei”. Ma prima del secolo X non vi è traccia alcuna di qualche luogo di culto in occidente dedicato alla Maddalena, anche perché la tradizione più antica riteneva che il corpo della santa fosse stato conservato prima a Efeso, poi a Costantinopoli; proprio a Efeso, si credeva, la Maddalena aveva terminato la sua esistenza terrena, vivendo accanto a Maria Vergine e a Giovanni. Ma a partire dal secolo XI iniziano in occidente i primi segnali di un culto di Maria Maddalena. Intorno al 1050 l’abbazia di Vézelay in Borgogna, prima dedicata alla Vergine Maria e abitata da monache, fu messa sotto il patrocinio della Maddalena e destinata ai benedettini maschi; a partire da quest’epoca si cominciò a parlare di una presenza in quel luogo del corpo della santa, notizia che diede inizio a numerosi pellegrinaggi . Da tutt’altra parte, in Provenza, a partire dal secolo XII si incomincia invece a narrare una leggenda secondo la quale la Maddalena sarebbe vissuta, come eremita, in una grotta del monte della Sainte-Baume. Di qui ne nacque un contrasto tra Vézelay e St-Maximin: entrambe le città rivendicavano il possesso delle autentiche reliquie. Nel 1265-1267 a Vézelay fu organizzata una ostensione e traslazione del presunto corpo di Maria, per ravvivare il culto della santa[10]; dall’altra parte, il 9 dicembre 1279 Carlo di Salerno – servendosi di falsi documenti – affermò di avere rinvenuto nella chiesa di St-Maximin, presso la Sainte-Baume, il vero corpo delal santa. I monaci di Vézelay reagirono producendo altri falsi documenti per dimostrare che il corpo della Maddalena si trovava presso di loro, traslato da Aix-en-Provence molto tempo prima; quelli di St-Maximin invece tentarono di mostrare che a Vézelay non si trovava il corpo di Maria, bensì quello di San Cedonio. La documentazione falsa e gli strafalcioni storici abbondano da entrambe le parti.

La leggenda della permanenza di Maria Maddalena in una grotta francese, è dovuta ad una confusione tra due sante. Era nota infatti la storia di una certa Maria Egiziaca, che dopo un passato di prostituzione avrebbe scelto di vivere come eremita nei pressi di Gerusalemme, secondo un racconto attribuito al patriarca Sofronio di Gerusalemme (VII secolo).

La Vita di Sofronio era stata tradotta in latino già tre volte, da Paolo Diacono, da Anastasio il Bibliotecario e da un terzo anonimo; ed è proprio sulla base di un estratto di questa vita di Maria Egiziaca che nel secolo IX si operò la confusione tra le due prostitute pentite. A partire dal secolo XII, pertanto, l’eremo del racconto di Maria Egiziaca fu identificato con la grotta della Maddalena nella Sainte-Baume. Quando Jacopo da Varagine attorno al 1265 scrisse la sua fortunatissima Legenda aurea, ripetendo il racconto della venuta di Maria Maddalena a Marsiglia e ad Aix-en-Provence, le varie tradizioni si erano ormai fuse in un unico racconto che metteva insieme tutto il materiale precedente e lo consegnava ormai immutato alla storia.

Questa, in sintesi, la vicenda leggendaria medievale di Maria Maddalena; ma del fatto che la Maddalena abbia avuto da Gesù una figlia di nome Sarah nessuno di questi racconti, nemmeno il più fantasioso, ha mai fatto menzione. L’unica stranezza a cui Jacopo da Varagine fa riferimento, senza però prestarvi fede, è che la Maddalena fosse la sposa promessa dell’apostolo Giovanni, il quale poi avrebbe rifiutato di sposarla perché deciso a seguire Gesù nella castità; ed ella, sdegnata, si sarebbe data alla prostituzione.

Il nome di Sarah è stato preso da un altro personaggio della medesima leggenda medievale; a Saintes-Maries-de-la-Mer si commemora il presunto sbarco di Maria di Giacomo, Maria Salome, Lazzaro, Massimino, Marta, Maria Maddalena ed altri. Le due Marie avrebbero avuto una serva negra di nome Sara, secondo una versione del racconto; oppure, Sara si trovava già sul luogo, e le avrebbe accolte sulle rive della Francia, secondo un’altra versione. Di questa Sara c’è una statua di carnagione nera, nella cripta della chiesa della città.
È considerata dagli zingari loro patrona, nota come Sara Kalì e festeggiata ogni anno il 24 maggio. Nulla di sospetto, per chi abbia la cura di indagare le fonti con un approccio seriamente storico.

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Centro Studi S.M.Maddalena

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